Presentato il 31. TRIESTE FILM FESTIVAL, 17-23 GENNAIO TRIESTE

30+1: dopo i festeggiamenti – speriamo non troppo autocelebrativi – del trentennale dell’anno scorso, il Trieste Film Festival, diretto da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo, si tuffa in un nuovo decennio, facendo tesoro della propria storia (iniziata alla vigilia della caduta del Muro di Berlino) ma allo stesso tempo rimettendosi in gioco con la freschezza di una nuova prima volta. Il giro di boa è compiuto, adesso si continua a nuotare “sincronizzando” – proprio come fanno le campionesse della Triestina Nuoto nella sigla firmata da Thanos Anastopoulos – le anime del festival, tra omaggi e scommesse, azzardo e memoria.

 

Mai così numerosi come quest’anno, i “maestri” si affacciano sin dall’apertura, affidata all’anteprima italiana del nuovo film di un autentico mito della storia del cinema, Terrence Malick: girato interamente in Europa, LA VITA NASCOSTA – HIDDEN LIFE (presentato in concorso all’ultimo Festival di Cannes, e nelle nostre sale dal 9 aprile distribuito da The Walt Disney Company Italia) racconta la storia vera di Franz Jägerstätter, un contadino austriaco che – richiamato alle armi durante la Seconda guerra mondiale – rifiutò di giurare fedeltà a Hitler, e per questo fu condannato a morte nell’agosto del 1943. “Un film – spiegano i direttori artistici del TsFF – che ci riguarda da vicino, non solo in senso geografico, e che dopo alcune opere molto intime riporta l’autore di La sottile linea rossa a misurarsi con la Storia del Novecento”.

 

A chiudere il festival sarà invece Corneliu Porumboiu, uno dei nomi più eccentrici emersi dalle file del cosiddetto “nuovo cinema rumeno”: ambientato tra Bucarest e le Canarie – più precisamente La Gomera, l’isola che in originale dà il titolo al film – il suo FISCHIA! (prossimamente nelle sale italiane con Valmyn) è un noir insolito e sorprendente, che reinventa tutti gli archetipi del genere (il poliziotto corrotto, la femme fatale irresistibile) con un gusto e un umorismo personalissimi. Non deve stupire, quindi, il calore con cui il film è stato accolto dalla critica internazionale l’anno scorso a Cannes, e l’attesa per la masterclass aperta al pubblico che Porumboiu terrà a Trieste.

 

Nucleo centrale del programma si confermano i tre concorsi internazionali dedicati a lungometraggicortometraggi e documentari: a decretare i vincitori, ancora una volta, sarà il pubblico del festival.

 

Undici i film, tutti in anteprima italiana, che compongono il Concorso internazionale lungometraggi. La (im)mobilità sociale dell’Europa di oggi, fatta di migranti economici che attraversano il continente, è tra i temi centrali: dalla Brexit vissuta sulla propria pelle dai protagonisti bulgari di KOT W SCIANIE (Un gatto nel muro / Cat in the Wall) di Mina Mileva e Vesela Kazakova, già in concorso a Locarno, a NECH JE SVETLO (Che sia fatta luce / Let There Be Light) di Marko Škop, dove un muratore slovacco di ritorno a casa dalla Germania scopre l’affiliazione del figlio ad un gruppo paramilitare; e ancora l’OLEG di Juris Kursietis, macellaio lettone che a Bruxelles cerca un buon salario e trova la criminalità polacca; altrove la prospettiva è più intima, persino “spietatamente” intima, come dimostra IVANA CEA GROAZNICĂ (Ivana la Terribile / Ivana the Terrible) in cui la regista e attrice Ivana Mladenović mette in scena – e in gioco – le proprie vere fragilità, e i sentimenti sono al centro anche dell’emozionante trittico amoroso del serbo ASIMETRIJA (Asimmetria / Asymmetry) di Maša Nešković, del viaggio di un padre e un figlio in lutto nel bulgaro BASHTATA (Il padre / The Father) di Kristina Grozeva e Petar Valchanov, del matrimonio giunto (forse) al capolinea in MONȘTRI. (Mostri. / Monsters.) del rumeno Marius Olteanu, dell’amore clandestino raccontato dalla russa Larisa Sadilova in ODNAŽDY V TRUBČEVSKE (C’era una volta a Trubčevsk / Once in Trubchevsk), del dolore vissuto da un intero villaggio per la scomparsa di OROSLAN, girato dallo sloveno Matjaž Ivanišin.

Per finire, due grandi ritratti femminili: LILLIAN dell’austriaco Andreas Horvath, il lungo viaggio di un’emigrante bloccata a New York per tornare in Russia, un road movie – liberamente ispirato alla straordinaria storia vera di Lillian Alling – che si fa cronaca di una lenta sparizione; e ZANA di Antoneta Kastrati, che nel Kosovo di oggi riflette sui traumi della guerra e su una società patriarcale che ancora condiziona pesantemente la libertà delle donne.

 

Molte anche le proposte Fuori concorso, spesso all’insegna del genere: due “polar”, il crepuscolare HEIDI di Cătălin Mitulescu, l’ultimo caso di un agente alla vigilia della pensione che nella periferia di Bucarest deve trovare due prostitute disposte a testimoniare in un caso di mafia, e il corale V KRAG (La ronda / Rounds) di Stephan Komandarev, che intreccia le storie di tre squadre di polizia di pattuglia nella notte di Sofia. Due commedie: l’italiano PARADISE UNA NUOVA VITA di Davide Del Degan (presto nelle sale distribuito da Fandango), dove un errore burocratico riunisce tra le nevi del Friuli, con esiti inattesi e paradossali, un testimone di giustizia sotto protezione e il killer di mafia contro cui ha testimoniato; e la prima “commedia zombie” balcanica, POSLJEDNJI SRBIN U HRVATSKOJ (L’ultimo serbo in Croazia / The Last Serb in Croatia) di Predrag Ličina; infine, due opere prime: ZGODBE IZ KOSTANJEVIH GOZDOV (Storie dai boschi di castagne / Stories from the Chestnut Woods) di Gregor Božič, che mescola suggestioni letterarie (Cechov e le fiabe della Slavia veneta) e fascinazione per luoghi dimenticati (le Valli del Natisone, al confine tra l’Italia e l’odierna Slovenia), e MOI DUMKI TICHI (I miei pensieri sono silenziosi / My Thoughts Are Silent) dell’ucraino Antonio Lukič, che si muove tra dramma e commedia per raccontare l’ultima chance del giovane Vadym di lasciarsi alle spalle tutto e trasferirsi in Canada.

E.L.




Ritorna la Rassegna L’ENERGIA DEI LUOGHI 5° Edizione – 2° Parte – dal 12 gennaio al 29 febbraio 2020 organizzata dall’associazione culturale CASA C.A.V.E di Visogliano

Prende il via dal Comune di Duino Aurisina (Ts), domenica 12 gennaio 2020, la seconda parte della Rassegna “L’Energia dei Luoghi” – 5° edizione” con importanti appuntamenti organizzati dall’associazione culturale CASA C.A.V.E di Visogliano, nei mesi di gennaio e febbraio, a Visogliano, Ceroglie, Sistiana, Cervignano del Friuli e a Gorizia con la grande mostra internazionale “EVVI UN’ALTRA PROSPETTIVA“, ideata da Massimo Premuda e co-curata con Eva Comuzzi. La Rassegna si conclude sabato 29 febbraio, a Duino, con il Seminario NUOVE DIMENSIONI, aperto a tutti, a cura della fisica Marina Cobal, con importanti presenze internazionali del mondo dell’arte e della scienza.

Il primo appuntamento della Rassegna “L’Energia dei Luoghi” è previsto domenica 12 gennaio 2020, allo StudioMima di Visogliano n.1 con la sezione SUONI E VISIONI. Alle ore 18.00, è in programma l’inaugurazione mostra fotografica “La terra vista dalla terraLookdownartdel danese Steffen A. Andersen, un artista che pone particolare attenzione alla luce e alla composizione delle forme e dei colori, ricercando sentimenti di meraviglia, mistero e fiaba in una nuova fotografia impressionista.

La mostra – visitabile sino al 19/01/2020 – dalle 18.00 alle 20.00 sarà accompagnata dall’intervento musicale della pianista Beatrice Zonta, una grande prova di sensibilità e abilità sull’antico Pokorni, pianoforte viennese, di fine Ottocento.  
Alle ore 19.00, seguirà l’incontro ”La scienza di Leonardo Da Vinci: Platone all’incontrario” con il violoncellista Riccardo Pes e il fisico Fabrizio Cocetti, ricercatore dell’Istituto E. Fermi di Roma e presso il CERN di Ginevra. L’evento è organizzato in collaborazione con l’associazione PianoFVG, nell’ambito del Progetto “Quaderni Leonardiani”. La lectio musicalis coniugherà la Musica, considerata da Leonardo sorella minore della Pittura, con il sapere della Scienza e della Filosofia. L’incontro sarà accompagnato dall’installazione “Dodecafonia per il pianeta – Non sei mai troppo piccolo per fare la differenza” di Fabiola Faidiga e Madia Cotimboe sarà proiettato il video “Osserva” a cura di Federica Pagnucco, Sara Beinat, Matteo Sabbadini.  

Presso lo Studio Mima, continuerà in settimana il programma di “SUONI E VISIONI”, a cura di Beatrice Zonta, con i seguenti appuntamenti, sempre alle ore 19.00: Mercoledì 15 gennaio, “Giovani pianisti” esibizione di alcuni allievi dell’istituto musicale Glasbena matica. Venerdì 17 gennaio,”Musica d’operetta e non solo…” con il soprano Daria Ivana Vitez. Domenica 19 gennaio,Artquiz indovinelli sull’arte e la cultura.

 




Canto libero: una serata a Trieste con la magia della musica di Mogol & Battisti

(photo by smartphone -credits Dario Furlan)

Canto libero, lo spettacolo omaggio alle canzoni di Mogol & Battisti è ritornato a Trieste sabato scorso nell’ambito del “Teatri Tour 2019-2020” ed è stato accolto da un Politeama Rossetti gremito all’inverosimile e desideroso di godere di una serata all’insegna della musica che ha accompagnato parte della nostra esistenza: le canzoni, o meglio, le poesie scritte da Mogol e magnificamente interpretate da Lucio Battisti; canzoni create dal sodalizio artistico più creativo della nostra nazione (Mogol & Battisti, appunto) che nella riproposizione di Canto libero acquistano una magia particolare.

Chiariamo subito che Canto libero non è uno spettacolo di una cover band che cerca di riproporre fedelmente i brani del binomio Mogol & Battisti ma piuttosto un gruppo di musicisti – 10 elementi, capitanati da Fabio “Red” Rosso – che con degli arrangiamenti personali intendono dare un’impronta esclusiva alle canzoni di Battisti senza stravolgerle ma, anzi, esaltarne il sound originariamente alla base delle loro linee melodiche. I brani di Battisti vengono quindi rinnovati e proposti sotto una nuova veste, riarrangiati con influenze marcatamente rock, blues ed anche soul, influenze che si possono riscontrare con un ascolto attento dei brani originali di Lucio Battisti – un innovatore ed un precursore per quanto riguarda gli stili musicali ed i generi interpretati – e che vengono qui esaltate da un’esecuzione intensa e prorompente.

Fabio “Red” Rosso

Accade quindi che ai concerti di Canto libero, anche per i più appassionati, a volte non sia semplice individuare dalle prime note il brano che la band inizia a suonare, per poi sorprendersi nel riconoscerlo alcuni accordi dopo ed apprezzarne l’arrangiamento. I brani di Battisti acquisiscono così una freschezza ed un dinamismo coinvolgenti pur se eseguiti con strumentazione prevalentemente dell’epoca.

La serata triestina è stata aperta con uno dei tanti bellissimi brani di Battisti: Amarsi un po’, e immaginiamo che chi ha assistito allo spettacolo per la prima volta sia rimasto un attimo disorientato dalla timbrica del vocalist Fabio Rosso che nulla ha a che vedere con quella di Lucio Battisti (almeno nell’esecuzione di questo brano) per poi ricredersi ed approvarne pienamente l’interpretazione. Fabio è il “trascinatore” della band ma soprattutto del pubblico, con il suo carisma riesce a pilotarlo per fargli fare quello che – ma sopratutto il pubblico – vuole: divertirsi e cantare sulle note della musica meravigliosa di Lucio Battisti.

Fabio Rosso, leader della band e trascinatore del pubblico

Sono stati proposti molti brani dell’enorme produzione di Lucio (20 solo gli album pubblicati da studio, senza contare il resto, ndr), da Con il nastro rosa a Il nostro caro angelo, da E penso a te a Si, viaggiare, passando per Fiori rosa, fiori di pesco e Nessun dolore (con tutto il teatro in piedi a ballare) e tanti altri ancora per oltre due ore di splendida musica ed emozioni culminate in quello che Fabio Rosso ha definito (e come dargli torto?) il più bel brano di Lucio Battisti: La canzone del sole, uno struggente e poetico ricordo delle infatuazioni giovanili e dei loro risvolti.

Notevoli le prestazioni della band sul palco, oltre a Fabio “Red” Rosso alla voce, avevamo Giovanni Vianelli al pianoforte e alla direzione musicale, Emanuele “Graffo” Grafitti e Luigi Di Campo alle chitarre, Alessandro Sala al basso, Jimmy Bolco alla batteria e Marco Vattovani alle percussioni, Luca Piccolo alle tastiere e, per finire, le splendide voci delle coriste Joy Jenkins e Michela Grilli  esibitesi con maestria anche singolarmente.

Michela Grilli e Joy Jenkins (photo by smartphone – credits Dario Furlan)

La serata è stata anche allietata da un fuori programma: il compleanno di Fabio Rosso ricordato da alcuni spettatori in sala che hanno srotolato uno striscione di auguri e celebrato da tutto il pubblico che per una volta si è reso interprete di un brano nei confronti del cantante della band (tanti auguri, ovviamente) fra lo stupore e l’emozione.

(photo by smartphone – credits Dario Furlan)

C’è stato anche spazio per la solidarietà con l’intervento di Bruna Scaggiante della sezione della LILT (Lega italiana per la Lotta contro i Tumori) di Trieste che ha ricordato l’impegno di Canto libero nei confronti dell’associazione ed ha esortato il pubblico in sala ad una maggiore attenzione verso le persone meno fortunate. Sulle note di Arrivederci a questa sera si è chiuso un concerto con un tuffo nel passato indimenticato e indimenticabile delle canzoni di Mogol & Battisti ma con l’attualità delle interpretazioni di Canto libero.

(credits Francesco Chiot)

Queste le prossime date del tour:

GENNAIO 2020
• giov 09: VERONA, Teatro Nuovo
• ven 10: VERONA, Teatro Nuovo
• sab 11: PESCARA, Teatro Massimo

FEBBRAIO 2020
• ven 21: BELLUNO, Teatro Comunale
• sab 22: CREMONA, Teatro Ponchielli
• giov 27: BIELLA, Teatro Odeon
• ven 28: SONDRIO, Teatro Sociale

MARZO 2020
• ven 06: PADOVA, Multisala PIO X
• sab 07: ANCONA, Teatro delle Muse
• dom 08: PORDENONE, Teatro Verdi
• ven 27: LECCO (CO), Teatro Cenacolo Francescano
• sab 28: ALESSANDRIA, Teatro Alessandrino

APRILE 2020
• ven 03: BERGAMO, Teatro Colognola
• sab 04: PINEROLO (TO), Teatro Sociale
• giov 16: MODENA, Teatro Storchi
• ven 17: SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP), PalaRiviera

MAGGIO 2020
• giov 07: UDINE, Teatro Giovanni da Udine

Servizio Dario Furlan, foto Francesco Chiot/Dario Furlan




DALL’8 GENNAIO “CITA A CIEGAS” di Mario Diament con GIOELE DIX, LAURA MARINONI, ELIA SCHILTON, SILVIA GIULIA MENDOLA, VALENTINA BARTOLO al Teatro

Un cast di primo livello in cui figurano Gioele Dix, Laura Marinoni, Elia Schilton, Silvia Giulia Mendola, Valentina Bartolo danno vita a un affascinante girotondo dincontri, amori, segrete rivelazioni in Cita a ciegas in scena al Politeama Rossetti dall8 al 12 gennaio per la stagione di Prosa del Teatro Stabile regionale.

Cita a ciegas” è il capolavoro di Mario Diament, scrittore, giornalista, autore teatrale argentino, da tempo trasferitosi a Miami dove insegna giornalismo allUniversità.

Apprezzato a livello internazionale, Diament ha al proprio attivo oltre trenta lavori teatrali, saggi, romanzi e una rilevante carriera da corrispondente dallestero (Europa, Medio Oriente, Stati Uniti) e da direttore di importanti quotidiani. «È un intellettuale interculturale lo definisce la regista Andrée Ruth Shammah che per la prima volta in Italia allestisce Cita a ciegas” – un emigrato (a New York e in Israele prima di stabilirsi in Florida) ed esule che scrive della e sullArgentina, sullidentità e sullisolamento, tanto come fece il grande Borges».

Cita a ciegas” è il suo testo più rappresentato: al debutto a Buenos Aires sono seguiti cinque anni di cartellone ed il successo è stato deciso in tutto il Sud America, ma anche negli Stati Uniti, a Parigi, Stoccolma, Spagna, Ungheria

Andrée Ruth Shammah non ha avuto dubbi nellinserirlo fra le produzioni del milanese Teatro Franco Parenti: la regista ha dichiarato di aver avuto un vero colpo di fulmineper il testo ed i temi che sviscera, come il rapporto intimissimo fra madre e figlia, la mancanza di amore, il destinoI temi arrivano anche attraverso un meccanismo emotivo e sono espressi spesso attraverso un umorismo particolare.

Per percepire appieno le vibrazioni, le atmosfere argentine del testo la regista non ha esitato a trascorrere un periodo a Buenos Aires, abitando proprio in Plaza San Martin, dove su una panchina amava sostare e riflettere lanziano Jorge Borges.

Quella panchina e il poeta sono citati nella pièce di Diamant, il cui punto focale è appunto un attempato scrittore cieco, che medita su una panchina, circondato da lussureggianti fiori di jacaranda.

Lo interpreta Gioele Dix che seduto al buionel parco, tende in realtà potenti dinamiche emotive con gli altri personaggi e li aiuta a vedereprofondamente nel loro intimo, nelle loro passioni e nel loro destino.

Sembra sia il caso a governare questo girotondo di rivelazioni, ossessioni, legami: un bancario (Elia Schilton, da poco applaudito ne Il gattoalla Sala Bartoli) siede un giorno accanto allo scrittore e gli confida la sua crisi di mezza età e il suo amore frustrante per una scostante giovane scultrice (Valentina Bartolo). Il destino la porterà poco dopo sulla stessa panchina a raccontare allanziano la sua storia con un uomo maturo (il bancario). Ci si sposta poi nello studio di una psicologa (Silvia Giulia Mendola) durante una seduta con unassistita (Laura Marinoni): il loro dialogo rivela che la prima è moglie del bancario (con cui avrà poi un duro confronto) mentre la seconda è linfelice madre della scultrice. Il cerchio si chiude quando la signora sosta a propria volta sulla panchina e lo scrittore riconosce in lei la donna che molti anni prima incrociò in una metropolitana, innamorandosene allistante.

Alla Sala Assicurazioni Generali lo spettacolo replica alle ore 20.30 dall8 all11 gennaio e domenica 12 gennaio alle ore 16. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti, agli altri consueti punti vendita, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.




Canto Libero, omaggio a Battisti & Mogol: sabato 4 gennaio al Politeama Rossetti ( Ts )

Canto Libero – Omaggio alle canzoni di Battisti e Mogol
“Teatri Tour 2019/2020”
Sabato 4 Gennaio 2020, ore 20.30
Trieste
Politeama Rossetti

Prima data del 2020 per lo spettacolo ormai acclamato in tutti i teatri d’Italia nonché il preferito da Mogol! Un tuffo nelle canzoni più belle del mitico duo che ha cambiato la storia della musica italiana, interpretate magicamente da una band di 10 musicisti straordinari in uno show curato nei minimi particolari.

CON LA BENEDIZIONE DI MOGOL
Canto Libero: non un semplice concerto ma un grande spettacolo che omaggia il periodo d’oro della storica accoppiata Mogol – Battisti. Sul palco, un ensemble di musicisti affiatati, che portano avanti questo comune progetto con grande determinazione. Dopo aver riempito piazze e teatri in giro per l’Italia (e anche in Slovenia, Croazia e Montenegro), un grande riconoscimento del loro valore artistico arriva a fine 2015 con uno spettacolo sold out al Teatro Rossetti di Trieste che vede anche la partecipazione straordinaria di Mogol in persona, che dà la benedizione ufficiale al Canto Libero. L’esperienza si ripete ad aprile 2017, quando Mogol torna sul palco con la band nella data udinese per l’ennesimo sold out al Giovanni da Udine, e ad agosto 2017 a Grado, riconfermando un rapporto di stima e collaborazione. Nel settembre 2018 Mogol è di nuovo con Canto Libero al Teatro Romano di Verona, in quell’occasione non ha paura di esagerare dichiarando che la band la prossima volta dovrebbe suonare all’Arena! «Mogol dopo un concerto ci ha detto: avete suonato esattamente come avrebbe voluto Battisti – racconta il frontman di Canto Libero –. È stato uno dei più bei complimenti. Ha apprezzato gli arrangiamenti, ha capito che abbiamo lavorato tanto e siamo riusciti a tirare fuori tutta la musica che Lucio aveva dentro: il blues, il rock, il soul».
Dopo aver girato in lungo e in largo i teatri di tutta Italia, finalmente Canto Libero torna a casa, dopo 5 anni d’attesa può risalire sul palco del bellissimo Politeama triestino: l’emozione è forte!
I TOUR NEI TEATRI
Uno spettacolo con alle spalle già diversi tour a partire dal 2016 in teatri di prestigio come il Del Monaco di Treviso, l’Archivolto di Genova, il Duse di Bologna, il Filarmonico di Verona, il Toniolo di Mestre, il Celebrazioni di Bologna, il Nuovo di Ferrara, il Nuovo di Torino, il Politeama Genovese, il Goldoni di Livorno e tanti altri, registrando quasi sempre il sold out.
«Annunciare le date teatrali – dichiara la band – è per noi sempre una grande emozione e gioia, perché pur avendo alle spalle più di qualche tour, quando saliamo sul palco e vi troviamo difronte a noi c’è sempre qualcosa di magico».
LO SPETTACOLO
Con la produzione della Good Vibrations Entertainment, Canto Libero nasce da Fabio “Red” Rosso «L’idea era partita da me – commenta il cantante – avevo il desiderio di omaggiare il più grande artista della musica italiana. Canto Libero non è una mera copia dell’originale, non ci sono travestimenti per emulare e il pubblico apprezza», con la direzione musicale di Giovanni Vianelli. La band propone uno spettacolo che omaggia sì Battisti e Mogol, ma che va ben oltre alla semplice esecuzione di cover dei brani dei classici del repertorio dei due: Canto Libero, infatti, rilegge gli originali mantenendo una certa aderenza ma cercando di non risultare semplice copia, mettendoci la propria personalità e sensibilità musicale e facendo emergere anche tutta l’anima blues e rock che Battisti aveva. Spiega il frontman della band: «Dopo aver studiato molto la sua musica, Battisti mi ha sorpreso ancor di più. Secondo me, è stato il più grande artista che abbia mai attraversato il panorama musicale italiano, per quantità e qualità di brani. “Un genio della melodia” come l’ha definito David Bowie. E poi, io amo anche la sua voce. Quando sono sul palco, ho grande rispetto per quel che faccio, intendo nei suoi confronti, e spero sempre di farlo al meglio. Di certo ci metto tutto me stesso. E spero di trasmetterlo al pubblico. È uno spettacolo studiato nei minimi dettagli, nulla è lasciato al caso, arrangiamenti curatissimi, dinamiche e scenografie, videoproiezioni. Insomma, ci abbiamo messo il cuore».
Giovanni Vianelli aggiunge: «Da parte mia non c’è nessuna intenzione di rendere “attuale” il sound delle canzoni di Lucio Battisti. Noi cerchiamo solo il sound giusto nei limiti delle nostre possibilità, e non lo facciamo in modo attuale, ma in modo volutamente classico: non usiamo click se non come riferimento iniziale, nessuna sequenza, ci sincronizziamo spontaneamente con i filmati, suoniamo con la strumentazione del buon vecchio rock, saliamo in dieci sul palco fregandocene delle attuali esigenze del mercato. Queste sono cose che il nostro pubblico apprezza, e io sono totalmente d’accordo con loro! Ogni grande band apprende dalle altre ma deve andare alla ricerca del proprio sound, altrimenti non sarà che una brutta copia, è inevitabile. Nella nostra band ogni musicista ha il suo stile ed è amato per il suo stile. Io mi preoccupo di incanalarlo nella canzone».
IN STUDIO
Nell’estate 2017 è uscito il primo album della band composto da brani registrati live in studio (all’Urban Recording della Casa della Musica di Trieste) e nei teatri italiani. Da poco è uscito il secondo cd, realizzato sempre tra i concerti e la presa diretta in studio, contiene dieci brani registrati all’Urban Studio della Casa della Musica da Fulvio Zafret e masterizzato negli Usa, allo Sterling Sound di Nashville. La band sta già pensando a un terzo capitolo.
 LA FORMAZIONE
La voce di Fabio “Red” Rosso, il pianoforte e la direzione musicale di Giovanni Vianelli, le chitarre di Emanuele “Graffo” Grafitti e Luigi Di Campo, Alessandro Sala al basso e alla programmazione computer, la batteria di Jimmy Bolco, le percussioni e la batteria di Marco Vattovani, Luca Piccolo alle tastiere, le splendide voci di Joy Jenkins e Michela Grilli, i video di Francesco Termini e Giulio Ladini e gli eccezionali ingegneri del suono – a Trieste e per tutto gennaio ci sarà di nuovo Ricky Carioti (fonico di Elisa e Gianna Nannini), altrimenti sostituito dall’ottimo Jan Baruca.
OSPITI
Canto Libero si avvale spesso di ospiti prestigiosi, musicisti di fama internazionale come il trombettista Flavio Boltro (tra gli altri ha suonato con Michel Petrucciani), il sassofonista jazz Marco Castelli, il fisarmonicista ungherese Mihály Huszár (Branduardi)… Ci saranno ospiti a sorpresa anche al Rossetti, questa volta triestini in omaggio alla propria città.
Prezzo biglietti

Platea A: 30,00 € + d.p.
Platea B: 27,00 € + d.p.
Platea C: 23,00 € + d.p.
Platea rialzata: 23,00 € + d.p.
1^ galleria: 20,00 € + d.p.
2^ galleria: 17,00 € + d.p.
Loggione: 12,00 € + d.p.

Vendita Biglietti

TRIESTE

● La biglietteria del Teatro, Largo Giorgio Gaber, 1 – Trieste
● Ticket Point di Corso Italia (Ingresso da Corso Italia e Via San Nicolò)
● Centro commerciale Torri d’Europa (c/o Info point terzo livello), ingresso via D’Alviano

ZONE LIMITROFE

● MUGGIA: Agenzia La Rambla, Corso Puccini, 21/B
● RONCHI: L’edicola sportiva, Corso Puccini, 21/B
● MONFALCONE: Edicolandia(c/o Centro Commerciale Emisfero) , Via G.F. Pocar 1

ITALIA

● Tutti i punti vendita Ticketone in Italia (consulta quello più vicino: https://goo.gl/U1TRZA)
● Punti vendita Vivaticket (consulta quello più vicino: https://goo.gl/15DQjl)
● ONLINE

Sarà possibile acquistare i biglietti anche sul sito

– TICKETONE.IT: https://bit.ly/2Mhhs2p
– VIVATICKET.IT: https://bit.ly/2BdQKBA




BUON SANGUE NON MENTE La nuova commedia degli ATORIxCASO al Teatro San Giovanni

Domenica 22 dicembre, alle ore 17.30, la compagnia amatoriale ATORIxCASO porterà in scena al Teatro San Giovanni la sua ultima commedia brillante in dialetto triestino: Buon sangue non mente, come sempre scritta e diretta da Antonia “Ina” Rosati.

In scena: Fabio Anselmi, Alessandro Antonello, Cesare Tarabocchia, Pierluca Famularo, Donatella Ferrante, Donatella Curci, Paolo Prelog, Ariella Gracco, Mariela Nasi.

Gigi Drioli e Toni Racca, rispettivamente scrittore e fumettista, giovani adulti, amici da sempre e scapoli impenitenti, condividono un appartamento in un condominio. Trovandosi momentaneamente in ristrettezze economiche, escogitano un rocambolesco stratagemma per indurre Astolfo Reis, anziano e malandato zio di Toni, ad elargire loro un po’ di denaro, facendo leva sul suo affettuoso desiderio che il nipote metta su famiglia.

Ingresso unico a 5€

Per informazioni:

Antonia Rosati: 339 4359676 / antoniarosati007@gmail.com




18 DICEMBRE AL POLITEAMA ROSSETTI SIMONE CRISTICCHI IN CONCERTO – “ABBI CURA DI ME – TOUR”

Simone Cristicchi (credits Dario Furlan)

L’atteso concerto di Simone Cristicchi al Politeama Rossetti è ormai vicinissimo: mercoledì 18 dicembre proprio Trieste ospita l’ultima tappa del tour che lo ha visto trionfare sui palchi musicali di tutta Italia e che è partito in concomitanza con la pubblicazione dell’album (edito Sony Music) “Abbi cura di me”, prima raccolta dei suoi più noti e amati brani.

Simone Cristicchi (credits Dario Furlan)

Un appuntamento da non perdere, dunque a cui Simone Cristicchi giunge forte di 6 anni di successi teatrali, con oltre 300.000 spettatori, sold out ripetuti, e un Festival di Sanremo 2019 che lo ha visto protagonista pluripremiato.

La tappa di dicembre dell’“Abbi cura di me Tour” al Politeama Rossetti sarà particolarmente emozionante, visto il legame dell’artista con Trieste e il suo teatro, dove ha già raccolto indimenticabili successi con “Magazzino 18”.

Durante questo nuovo tour, l’istrionico e imprevedibile artista ripercorrerà le tappe salienti del suo affascinante percorso: da “Vorrei cantare come Biagio” a “Ti regalerò una rosa” (canzone vincitrice del Festival di Sanremo 2007) passando per “Meno male (che c’è Carla Bruni)” alla recente “Abbi cura di me” .

Simone Cristicchi (credits Dario Furlan)

Monologhi e canzoni si alterneranno in uno spettacolo che viaggerà sulle ali del divertissement e della poesia….  “Ti immagini se cominciassimo a volare tra le montagne e il mare, dimmi dove vorresti andare…”




TRIESTE, 4 GENNAIO: Canto libero – Omaggio alle canzoni di Battisti e Mogol TEATRI TOUR 2019/2020 POLITEAMA ROSSETTI

Dopo lo speciale tour 2018/2019 dedicato ai vent’anni dalla scomparsa di Lucio Battisti lo spettacolo Canto Libero porterà in scena un nuovo spettacolo dedicato alle indimenticabili canzoni della fantastica coppia Battisti & Mogol che ha prodotto canzoni indimenticabili ed amate da tutti. E non mancheranno chicche nascoste, conosciute solamente dai più appassionati …

Lo spettacolo sarà quindi un tuffo nelle canzoni più belle dello storico duo che ha cambiato la storia della musica italiana, interpretate magicamente da una band di 10 elementi ed uno spettacolo curato nei minimi particolari.

Canto Libero: non un semplice concerto ma un grande spettacolo che omaggia il periodo d’oro della storica accoppiata Mogol – Battisti. Sul palco, un ensemble di musicisti affiatati e già rodati nel corso di lunghe carriere, che portano avanti questo nuovo progetto con grande determinazione: la band propone uno spettacolo che omaggia sì Battisti e Mogol, ma che va ben oltre alla semplice esecuzione di cover dei brani dei classici del repertorio dei due: Canto Libero, infatti, rilegge gli originali mantenendo una certa aderenza ma cercando di non risultare mera copia, mettendoci la propria personalità e sensibilità musicale facendo emergere anche tutta l’anima blues e rock che questo artista aveva molto forte dentro di sé.

In ogni tour si propone uno spettacolo diverso dal precedente ma come sempre studiato nei minimi dettagli, nulla sarà lasciato al caso: arrangiamenti curatissimi, dinamiche, scenografie e videoproiezioni.

Con la produzione della Good Vibrations Entertainment, Canto Libero nasce da un’idea di Fabio “Red” Rosso, e la direzione di Giovanni Vianelli. La band propone uno spettacolo che omaggia sì Battisti e Mogol, ma che va ben oltre alla semplice esecuzione di cover dei brani dei classici del repertorio dei due: Canto Libero, infatti, rilegge gli originali mantenendo una certa aderenza ma cercando di non risultare mera copia, mettendoci la propria personalità e sensibilità musicale. Spiega il frontman della band: «Dopo aver studiato molto la sua musica, Battisti mi ha sorpreso ancor di più. Secondo me, è stato il più grande artista che abbia mai attraversato il panorama musicale italiano, per quantità e qualità di brani. E poi, io amo anche la sua voce. Quando sono sul palco, ho grande rispetto per quel che faccio, intendo nei suoi confronti, e spero sempre di farlo al meglio. Di certo ci metto tutto me stesso. E spero di trasmetterlo al pubblico. Non si trattava di fare delle belle cover di pezzi che amavamo. È uno spettacolo studiato nei minimi dettagli, nulla è lasciato al caso, arrangiamenti curatissimi, dinamiche e scenografie, videoproiezioni. Insomma, ci abbiamo messo il cuore».

Giovanni Vianelli spiega: «Da parte mia non c’è nessuna intenzione di rendere “attuale” il sound delle canzoni di Lucio Battisti. Noi cerchiamo solo il sound giusto nei limiti delle nostre possibilità, e non lo facciamo in modo attuale, ma in modo volutamente classico: non usiamo click se non come riferimento iniziale, nessuna sequenza, ci sincronizziamo spontaneamente con i filmati, suoniamo con la strumentazione del buon vecchio rock, saliamo in dieci sul palco fregandocene delle attuali esigenze del mercato. Queste sono cose che il nostro pubblico apprezza, e io sono totalmente d’accordo con loro! (…) Ogni grande band apprende dalle altre ma deve andare alla ricerca del proprio sound, altrimenti non sarà che una brutta copia, è inevitabile. (…) Nella nostra band ogni musicista ha il suo stile ed è amato per il suo stile. Io mi preoccupo di incanalarlo nella canzone».

La voce di Fabio “Red” Rosso, il pianoforte e la direzione musicale di Giovanni Vianelli, le chitarre di Emanuele “Graffo” Grafitti e Luigi Di Campo, Alessandro Sala al basso e alla programmazione computer, la batteria di Jimmy Bolco, le percussioni e la batteria di Marco Vattovani, Luca Piccolo alle tastiere, le splendide voci di Joy Jenkins e Michela Grilli, i video di Francesco Termini e l’eccezionale ingegnere del suono Ricky Carioti (fonico anche di Elisa) rileggono “La canzone del sole”, “Una donna per amico”, “Ancora tu”, “E penso a te”… e gli altri grandi successi di Battisti che hanno fatto e fanno tuttora sognare intere generazioni.

Dario Furlan




MUSICA, TRIESTE: DOMANI, sabato 14 dicembre, ALLE 18 ALLA LEGA NAVALE IL CONCERTO DEL CORO DI VOCI BIANCHE “FRAN VENTURINI”

Per vivere lo spirito natalizio, sabato 14 dicembre alle 18 alla Lega Navale di Trieste una serata di musica e parole con il Coro di voci bianche “Fran Venturini”, una realtà di Domio che riunisce giovanissimi provenienti da Trieste e provincia diretti da Susanna Zeriali, pluripremiata Direttice che da quasi 40 anni cura questa realtà musicale, abituata a cantare in varie lingue pagine di repertorio classico e pagine popolari. Il concerto, realizzato in collaborazione con Chamber Music Trieste, prevede pagine in lingua inglese, tedesca, slovena, italiana, russa, ceca e croata, accanto a Mozart e Delibes, oltre al classico canto natalizio per antonomasia “White Christmas” di Irving Berlin.

Un’occasione per immergersi nelle festività accompagnati da queste bambini dai 6 ai 14 anni che nel 2019 hanno ottenuto Primi Premi ai Concorsi di Capodistria, Riccione e sulle rive del Lago di Garda. L’ingresso è aperto a tutti.

Il coro di voci bianche Fran Venturini di Domio, nato nel 1982 nell’ambito dell’omonimo circolo culturale, unisce bambini dai 6 ai 14 anni d’età provenienti dalla Provincia di Trieste. Il repertorio del coro comprende pagine di autori sloveni, canzoni popolari, composizioni corali moderne slovene, italiane e straniere. Ogni anno partecipa alla rassegna Nativitas, organizzata dall’USCI Friuli Venezia-Giulia.

Ha collaborato con altre realtà musicali come l’Accademia lirica internazionale di Santa Croce, l’orchestra a fiati Ricmanje e il Nomos Ensemble; in tali occasioni i coristi si sono esibiti in vari teatri della regione, al Castello di Miramare, hanno partecipato a musical, a concerti e spettacoli di Natale e Capodanno in tutta la regione, nel Veneto e in Slovenia; ha anche tenuto concerti per voci e orchestra con l’Amadeus Adriatic Orchestra.

Il coro ha partecipato a concorsi nazionali in Slovenia Zagorje ob Savi, Celje, Nova Gorica, dov’è stato pluripremiato ottenendo diplomi d’oro nel 2006, 2014, 2015 e nel 2016.

Durante la celebrazione del XXX Anniversario del Coro di voci bianche Fran Venturini, il direttore Zeriali ha ricevuto L’Onorificenza dell’Amicizia, il più alto riconoscimento del Comune di San Dorligo della Valle-Dolina; dall’Unione dei circoli culturali di Trieste ha ricevuto una targa per i brillanti successi, ed anche, dall’Istituto delle Attività Culturali della Repubblica di Slovenia, il riconoscimento d’argento per la brillante direzione e attività corale.

Susanna Zeriali, alla guida del suo coro, ha partecipato a numerosi concorsi nazionali ed internazionali, ottenendo sempre molti riconoscimenti e lusinghieri risultati.

In questa stagione 2019/2020 il coro si presenta come nuovo gruppo giovanile »Fran Venturini« Domio.




IL BALLETTO DON CHISCIOTTE AL TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE 17 dic,

Dopo il grande successo e l’entusiasmo per la doppia inaugurazione della Stagione lirica e di balletto con Turandot e Aida, la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste propone il balletto Don Chisciotte di Aloisius Ludwig Minkus, con la coreografia storica di Marius Petipa, da martedì 17 dicembre (prima rappresentazione alle ore 20.30) con repliche fino al 21 dicembre 2019. L’Orchestra della Fondazione sarà diretta da Yuri Bervetsky, ballerini solisti Yaryna Kotys, Oleksandr Omelchenko, Daryna Kirik e Yevheniy Svetlitsa.
La collaborazione internazionale con il Balletto della Lviv National Opera valorizza una Compagnia di ballo riconosciuta in Ucraina come patrimonio nazionale, che si esibisce in molti Paesi europei nei teatri più importanti di Polonia, Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Norvegia, Svezia e Svizzera, alle cui produzioni assistono ogni anno più di 115.000 spettatori. Composta da giovani ballerini, la Compagnia vanta Honored Artists ucraini vincitori di numerosi concorsi internazionali.

Il Direttore Yuri Bervetsk, al suo debutto in Italia, è nato nel 1970 nella città di Drohobyč, in Ucraina, ha studiato al Dipartimento di Opera e Direzione Sinfonica della Lviv National Musical Academy “M. Lysenko”. Dal 2000 ricopre il ruolo di direttore del Lviv National Opera e dal 2005 è direttore principale e direttore artistico dell’Orchestra Sinfonica dell’Opera Studio di Lviv. Partecipa a numerosi festival internazionali e dirige regolarmente molte orchestre dell’Ucraina e della Polonia.

Don Chisciotte fu rappresentato per la prima volta a Mosca nel 1869, al teatro Bolshoi che aveva commissionato il lavoro. Nel 1871 andò in scena a San Pietroburgo in una versione ampliata e arricchita che è rimasta quella definitiva. Con interpolazioni e modifiche nelle successive e numerose riprese, Don Chisciotte si è affermato come uno dei lavori principali della fase centrale del balletto russo.