dal 19 FEBBRAIO alla Sala Bartoli TEATRO ROSSETTI TRIESTE: ACCABADORA dal romanzo di MICHELA MURGIA, con ANNA DELLA ROSA

La vibrante intensità interpretativa di Anna Della Rosa, le linee adamantine del linguaggio registico di Veronica Cruciani, il rigoroso lavoro drammaturgico di Carlotta Corradi e il cuore dellopera, il bellissimo romanzo di Michela Murgia (Premio Campiello 2010)

Quattro sensibilità femminili si declinano e fondono in Accabadora, spettacolo che sarà in programma alla Sala Bartoli dal 19 al 24 febbraio per la stagione Altri Percorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

ANNA DELLA ROSA

La messinscena sarà ricca di suggestioni e di pensiero: «I due grandi temi, che oggi si chiamerebbero delleutanasia e della maternità di fatto, nel testo teatrale come nel romanzo, creano un ambito di riflessione sintetizza Carlotta Corradi ma non sono mai centrali quanto lamore e la crescita. Crescita sempre e inevitabilmente legata al rapporto con la propria madre, naturale, adottiva o acquisita che sia».

Il romanzo di Michela Murgia da cui è tratto il monologo, è ambientato in un immaginario paesino sardo ed ha al proprio centro la storia di Bonaria Urrai, ma per il palcoscenico, la protagonista diventa invece Maria, la bambina di sei anni affidatale come figlia danima. Bonaria Urrai è la sarta del paese ma anche, alloccorrenza accabadora. Il termine dascendenze spagnole indica colei che aiuta a morire chi è in fin di vita. Maria, la cui famiglia di origine era poverissima, cresce felice accanto alla nuova madre, attenta, colta, affettuosa: fino a quando ormai adulta le è rivelato il profilo segreto e inquietante di Bonaria. Una scoperta davanti alla quale ha un rifiuto e fugge. Ma una grave malattia di Bonaria costringe Maria a fare ritorno in Sardegna, per assisterla: lo spettacolo inizia qui e propone al publico la vicenda attraverso lo sguardo di Maria.

Un taglio che ha commentato Michela Murgia non ha tolto nulla alla bellezza e alla pienezza del romanzo originale: il lavoro di drammaturgia infatti ha intessuto lo spettacolo con le parole del libro, che ci sono tutte, offrendo quasi unintegrazione alla visione del libro, unimmagine di Maria che la prima autrice non aveva illuminato ma che altre artiste hanno visto e porgono ora al pubblico in uno spettacolo toccante e molto attuale.

«Da subito ho immaginato il dialogo tra Maria e Tzia Bonaria come un dialogo tra sé e una parte di sé, tra una figlia e il suo genitore interiore» spiega Veronica Cruciani. «Per questo ho voluto realizzare uno spazio astratto, mentale, nel quale Maria cerca di rielaborare la morte della madre adottiva. Ciò darà origine ad un conflitto tra due aspetti di Maria: la parte rimasta bambina e la parte che vuole diventare adulta. Il video mi ha permesso di rendere visibile le dinamiche emotive e relazionali tra queste due parti. La scena chiusa da un velatino crea una divisione tra lattrice e il pubblico, ed è la gabbia mentale in cui Maria è intrappolata e di cui riuscirà a liberarsi soltanto alla fine compiendo un gesto che non ha mai avuto il coraggio di compiere prima: mettere fine alla vita della madre. Lo spettacolo, visto come un sogno che si ripete ogni giorno uguale a se stesso, troverà in questa scelta sofferta la sua risoluzione permettendo a Maria di rompere questa ripetizione e di andare in una nuova direzione di vita».

Lo spettacolo si avvale di una eccellente protagonista,  Anna Della Rosa che è già stata applaudita al Politeama Rossetti ne La Trilogia della villeggiaturadiretta da Toni Servillo e in Blackbirdper la regia di Luis Pasquàl. Accabadorava in scena martedì 19 e venerdì 22 febbraio alle ore 19.30, mercoledì 20, giovedì 21 e sabato 23 alle ore 21 e domenica 24 febbraio alle ore 17.

I biglietti ancora disponibili si possono acquistare nei consueti punti vendita e circuiti oppure in internet accedendo direttamente dal sito del Teatro, www.ilrossetti.it. Per ogni informazione ci si può rivolgere al numero 040.3593511.




TEATRO ROSSETTI TRIESTE il 19 febbraio debutta lo spettacolo di PRODUZIONE – SALOMÈ di OSCAR WILDE

Oscar Wilde scrisse Salomé” di getto, a Parigi, nel 1891 come una fiaba perversa che concedeva molto al gusto di fine secolo, a quelle seduzioni Art Nouveau, a quellinnocenza crudele che poi vibrerà in molta produzione letteraria e musicale. Nel destino di Salomé” – mai rappresentata nella sua forma drammaturgica durante la vita di Wilde ci fu una partitura: quella splendida e celebre di Richard Strauss. La fama e lo splendore dellopera ha in qualche modo oscurato la versione originale e il dramma wildiano a tutti gli effetti un capolavoro viene rappresentato assai raramente.

Vi pone rimedio la messinscena firmata da Luca De Fusco, alla cui produzione il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha voluto concorrere, proprio per il valore e il significato delloperazione. Lo spettacolo, dopo un grande successo estivo al Teatro Grande di Pompei e nel corso di unapplaudita tournée arriva al Politeama Rossetti, dove va in scena dal 19 al 24 febbraio, per il cartellone della Prosa. Il regista restituisce Salomé” al pubblico in modo raffinato, e affidandola a un assieme impeccabile: ogni figura si staglia piena, in tutto il suo fascino, nellambiguità e nelle contraddizioni, in tutti i vibranti passaggi fra dramma e ironia, seduzione e grottesco, che appartengono alla scrittura di Wilde. Il merito va a un cast di soli attori eccellenti, a partire da Eros Pagni che è Erode, Gaia Aprea, inebriante Salomé e Anita Bartolucci, emozionante nel ruolo di Erodiade.

Lo spettacolo è ambientato nel palazzo del tetrarca di Giudea, Erode Antipa, che ha sposato lex moglie del fratello Filippo, Erodiade: c’è un banchetto e intanto sulla terrazza, due soldati sono incantati dalla bellezza della luna e della principessa Salomè, figlia di Erodiade.
Nel salone è posta una grande cisterna dove il tetrarca Erode ha fatto rinchiudere il profeta Iokanaan, spaventato dal suo comportamento: questi infatti urla profezie e condanna i costumi dei monarchi di Giudea.  Anche Erode è attratto da Salomé ed i suoi sguardi insistenti infastidiscono la principessa, che lascia il banchetto incuriosita dal prigioniero e chiede alle guardie di potergli parlare. Iokanaan proferisce parole di sdegno contro la corte, ciononostante Salomé ne è attratta e gli rivela il suo appassionato desiderio di baciarlo. Iokanaan rifiuta inorridito, mentre il capitano della guardia, innamorato della principessa, si uccide. Giungono sulla terrazza Erode ed Erodiade, il tetrarca blandisce Salomè, e non difende la moglie dalle invettive di Iokanaan. È infatti troppo preso dalla figliastra e pur di vederla danzare le promette di esaudire qualsiasi suo desiderio. Salomè alloraesegue la danza dei sette veli, posando i piedi nudi nel sangue del capitano della guardia e alla fine chiede a Erode la testa di Iokanaan su un vassoio dargento, per poterlo baciare. Sconvolto dalla richiesta, il tetrarca tenta invano di farle cambiare idea: le promette pavoni bianchi, gioielli, metà del regnoMa Salomè vuol dissetare la sua passione per Iokanaan, anche se ciò significa mozzargli la testa. Sebbene tema di macchiarsi delluccisione di un uomo di Dio, Erode è costretto a non mancare alla parola data. Linquietante Salomè bacia finalmente le labbra di Iokanaan maErode, in preda allorrore, la fa schiacciare sotto gli scudi dei suoi soldati.

«Perché affrontare una sfida così difficile?» riflette Luca De Fusco nelle sue note di regia. «Innanzitutto, appunto, per il gusto delle sfide. Uno dei modi di innovare il repertorio teatrale non èsolo quello di incoraggiare la nascita di nuovi testi, come peraltro facciamo frequentemente, ma è anche quello di rimettere in circolazione opere che sono uscite dai cartelloni per pigrizia mentale, per abitudine, per poco coraggio, di registi e teatri. () È poi nota la mia passione per le contaminazioni tra teatro, danza, musica, cinema. Salomè, con la sua luna piena incombente e allucinata, con la sua danza dei sette veli, sembra quindi un testo ideale per questo teatro spurioche prediligo da molto tempo. Credo inoltre di aver qualcosa da dire sulla natura della protagonista. Credo che lamore/odio di Salomé per Iokanaan sia figlio di quel desiderio mimetico su cui il grande antropologo René Girard ha scritto pagine memorabili. In sostanza, a mio avviso, Salomé ama talmente il profeta da volersi trasformare in lui stesso. Non può e non vuole uscire da una dimensione narcisistica dellamore e quindi si specchia nel profeta. Questa intuizione, spero felice, porterà ad un finale sorprendente che preferisco non rivelare».

Giovedì 21 febbraio ore 18 alla Sala Bartoli si terrà un incontro sullo spettacolo Salomè” di Oscar Wilde: sarà condotto dal professor Peter Brown, direttore della British School del Friuli Venezia Giulia che offrirà interessanti approfondimenti sullopera. Il professor Brown converserà con i protagonisti dello spettacolo che saranno presenti allevento. Lingresso sarà libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Il giorno successivo alle 17.30 lapprofondimento avverrà in lingua inglese.

Lo spettacolo va in scena alle ore 20.30 da martedì 19 a sabato 23 febbraio e domenica 24 alle 16. I biglietti ancora disponibili si possono acquistare nei consueti punti vendita e circuiti oppure in internet accedendo direttamente dal sito del Teatro, www.ilrossetti.it. Per ogni informazione ci si può rivolgere al numero 040. 3593511.




Domenica 17 febbraio ore 16.30 – Teatro Miela La stagione del raccolto

Riprende al teatro Miela domenica 17 febbraio alle 16.30 , La stagione del raccolto, La maturità della vita nel cinema, la rassegna cinematografica della domenica pomeriggio per imparare a invecchiare insieme  una  collaborazione Bonawentura con ITIS e ARIS di Trieste.

Il primo film  in proiezione  sarà Torno Da Mia Madre, di Eric Lavaine; con Alexandra Lamy, Josiane Balasko, Mathilde Seigner, Philippe Lefebvre, Jérôme Commandeur. Francia, 2016, 91’

Andrea Forliano




PREMIO TERRY O’NEILL ALLA MIGLIOR FOTOGRAFIA Questa sera alle 18:30 la cerimonia di premiazione

Si tiene questa sera, la cerimonia di premiazione della prima edizione del Premio Terry O’Neill alla Miglior Fotografia alle ore 18:30 presso il Magazzino delle Idee di Trieste, con la lettura della motivazione scritta da Terry O’Neill e comunicato il nome del vincitore al quale verrà consegnato il premio.

Al bando, un progetto nato grazie a Casa del Cinema e Erpac con la collaborazione di Iconic Images, hanno risposto in 31 fotografi – professionisti e non – inviando altrettante immagini scattate durante il Trieste Film Festival appena conclusosi oppure realizzate nelle sue edizioni precedenti.

Il comitato di selezione, composto da cinque membri di cui due dell’Associazione Casa del Cinema, due del Trieste Film Festival e uno di Iconic Images, si è riunito nei giorni scorsi ed ha scelto 47 immagini inviate immediatamente al fotografo Terry O’Neill, per la scelta delle venti da mettere in esposizione dal 5 febbraio alla chiusura della mostra STARS al Magazzino delle idee – protratta fino a metà marzo – e anche il ritratto vincitore di questa prima edizione del Premio.

Tutte e venti le foto finaliste sono esposte in un’area dedicata, adiacente lo spazio #ToBeFaye, all’interno del Magazzino delle Idee nell’ambito della mostra STARS – Ritratti fotografici di Terry O’Neill.

Considerato il grande successo ottenuto per questa prima edizione, si stanno valutando i termini per l’apertura della seconda edizione del Premio.

Andrea Forliano




Venerdì 22 febbraio ore 21.30 Teatro Miela  Miela Music-live   KOKOROKO  (UK)

La giovane band  inglese sbarca al Miela sull’onda di un inaspettato successo mondiale.

Le bellissime composizioni soul e spiritual dei Kokoroko sono cibo per l’anima e fanno muovere il corpo!
Sono già un gruppo di culto prima di pubblicare qualsiasi loro lavoro ufficiale.

La loro ampia fama è stata costruita nelle esibizioni “live” (divenendo quasi leggenda)

Andrea Forliano




Carnevale Europeo, dal 14 al 16 febbraio MonsterKonzert, Sfilata lungo le vie del centro e concerti ed esibizioni in varie piazze di Trieste. Il programma completo

Un MonsterKonzert, una Sfilata lungo le vie del centro e concerti ed esibizioni in varie piazze cittadine, al mercato Coperto e presso Eataly. Tutto è pronto a Trieste per accogliere, dal 14 al 16 febbraio, il Carnevale Europeo, con una quarantina tra bande e gruppi mascherati da tutto il Centro e Nord Europa. La prestigiosa manifestazione itinerante, che si svolge ogni anno in una diversa città europea, è stata assegnata infatti alla nostra città che l’aveva già ospitata con successo nel 2014.

La prestigiosa iniziativa, che richiama ogni anno moltissime persone e vede la partecipazione di bande e gruppi mascherati da tutto il Vecchio Continente, con una nutrita rappresentanza del Centro e Nord Europa (Austria, Germania, Svizzera e Liechtenstein, ma anche e Italia), dopo avere toccato le più importanti città europee (Salisburgo, Klagenfurt, Praga e Magonza) approda quindi nuovamente a Trieste dopo il grande successo della precedente edizione ospitata nel capoluogo giuliano 5 anni fa. Sarà un gustoso prologo del Carnevale di Trieste, la cui 28esima edizione si svolgerà dal 24 febbraio al 6 marzo 2019.

Anche questa volta la quarantina di gruppi presenti, dopo una due giorni che prevede esibizioni nei vari rioni cittadini dove saranno allestiti degli appositi palchetti, darà vita a una grande Sfilata cittadina che, sabato dalle 14.30 in poi, muoverà lungo il collaudato percorso dell’annuale Corso Mascherato del Martedì Grasso (Piazza Oberdan, Via Carducci, Via Reti, Via Imbriani, Corso Italia, Piazza della Borsa e Piazza dell’Unità). All’arrivo in Piazza dell’Unità d’Italia i gruppi saliranno sul palco per dare vita al cosideetto Monster Konzert: un’esecuzione d’assieme di alcuni brani musicali da parte delle 25 guggen band presenti.

Per tutta la cittadinanza sarà quindi un’occasione da non perdere per vivere giornate di divertimento e allegria spensierata seguendo l’intenso programma di iniziative. La candidatura di Trieste ha radici lontane nel tempo. Da una quindicina d’anni infatti la nostra città è regolarmente presente al Carnevale Europeo con una forte e colorata rappresentanza musicale e mascherata.

“La cultura che Trieste vivrà ancora una volta in queste intense giornate di festa e allegria grazie alla presenza dell’Euro Carneval – spiegano la presidente del Comitato di Coordinamento del Carnevale di Trieste e del Palio cittadino, Sabrina Iogna Prat e il presidente onorario, Roberto de Gioia – è diversa rispetto al nostro Carnevale: i gruppi che scenderanno a Trieste sono costituiti in prevalenza da bande musicali mascherate, le famose “Gugge”, bande musicali carnevalesche provenienti da Austria, Germania, Liechtenstein e Svizzera promotrici di una musica costituita da brani conosciutissimi riarrangiati per fiati e percussioni – molto colorata, vivace e dall’allegria contagiosa -, che nelle loro aree di provenienza accompagna le feste del Carnevale. 

I figuranti saranno circa un migliaio e nei quattro giorni di permanenza in città avremo modo di ascoltarli nelle varie piazze cittadine con un ricco programma che verrà reso noto nel dettaglio successivamente. Sarà un’occasione anche per promuovere le nostre bellezze ed è prevista pure una trasferta a Muggia nella giornata di venerdì”.

Nel dettaglio, giovedì dalle 15 in poi, sono previste tappe al Mercato Coperto,  in Via delle Torri, in Piazza Ponterosso, in Piazza della Borsa, in Piazza Unità in Piazza Cavana e presso Eataly. Venerdì mattina è previsto il trasferimento delle “Gugge” a Muggia dove, in collaborazione con il Comune di Muggia e l’Associazione delle Compagnie del Carnevale Muggesano, dalle 11.30 si terranno momenti di spettacolo nel Mandracchio, in Piazza della Repubblica e in Piazza Marconi. Alle 15.30 prenderà quindi il via la Sfilata lungo le vie e calli della cittadina rivierasca al termine della quale, alle 16.45, in Piazza Marconi si svolgerà il “Monsterkonzert” con tutte le Gugge, che dalle 18.00 rientreranno a Trieste.

La giornata conclusiva, sabato, si aprirà alle 10.30 con una Santa Messa officiata nella Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo. Dall  11.00 alle 13.30 seguiranno esibizioni in Via delle Torri, in Piazza Ponterosso, in Piazza della Borsa, in Piazza Unità in Piazza Cavana e  presso Eataly. Alle 14 i gruppi si ruiniranno in Piazza Oberdan da dove, alle 14.30, partirà il Corteo Mascherato che si snoderà tra via Carducci, via Reti, via Imbriani, Corso Italia, Piazza della Borsa, Capo di Piazza Bartoli e Piazza Unità d’Italia che al termine, alle 16.45, ospiterà il  Monsterkonzert” finale.

“Trieste – evidenziano ancora Iogna e de Gioia – è stata scelta per la sua bellezza, la sua storia, la nota ospitalità, la riconosciuta capacità di organizzare eventi e soprattutto per la grande cultura carnevalesca che storicamente alberga da queste parti. Tre Carnevali importanti, di cui due storici, nel piccolo fazzoletto di terra che è la nostra provincia sono elementi che non lasciano dubbi sulle capacità organizzative e sull’attaccamento dei triestini a iniziative culturalmente rilevanti come il Carnevale che riunisce arte, musica, ballo, mimica e creatività”. Gli organizzatori hanno quindi rivolto un ringraziamento a tutti i soggetti che si sono adoperati per la realizzazione e il buon esito dell’evento e in particolar modo al vicepresidente Paolo Zini e a Corrado Moratto, che si è occupato del coordinamento musicale della manifestazione.

La grande opportunità offerta dal Carnevale Europeo è stata salutata con soddisfazione e piacere dal sindaco Roberto Dipiazza, che ha voluto evidenziare l’impegno dello “storico” organizzatore, il presidente Roberto de Gioia. A lui e a tutti i suoi collaboratori – riferisce il sindaco di Treiste, Roberto Dipiazza –  va il merito di tutto ciò, con l’auspicio di continuare a lavorare insieme per il bene della nostra città e di tutto il suo territorio. Un auspicio condiviso anche dall’assessore Francesca De Santis, che ha messo in luce la valenza turistica – soprattutto in un periodo di bassa stagione – del Carnevale Europeo a Trieste. La manifestazione si realizza con il patrocinio e la co-organizzazione del Comune di Trieste, il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il patrocinio dell’Autorità di Sistema Portuale Mare Adriatico Orientale (ADSPMAO) e la collaborazione del Comune di Muggia e dell’Associazione delle Compagnie del Carnevale Muggesano. Media partner, Trieste Cafe.

Programma Euro Carnevale 2019

Giovedì 14 febbraio

in mattinata arrivo delle “Gugge”, bande musicali carnevalesche provenienti da Austria, Germania, Liechtenstein e Svizzera

15:30-16:30 esibizioni in MERCATO COPERTO

16:00-17:00 esibizioni in VIA DELLE TORRI

15:00-19:30 esibizioni in PIAZZA PONTEROSSO

15:30-19:30  esibizioni in PIAZZA DELLA BORSA

15:00-19:00 esibizioni in PIAZZA UNITA’

17:00-18:30 esibizioni in PIAZZA CAVANA

18:00-18:30 esibizioni presso EATALY

Venerdì 15 febbraio

in mattinata trasferimento delle “Gugge” a Muggia

11:30-15:00 esibizioni in Mandracchio, Piazza della Repubblica e Piazza Marconi

ore 15:30 SFILATA lungo le vie e calli della cittadina rivierasca

ore 16:45 Piazza Marconi “MONSTERKONZERT”

dalle 18:00 rientro a Trieste delle Gugge

Sabato 16 febbraio

ore 10:30 Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo Santa Messa

11:00-14:00 esibizioni in VIA DELLE TORRI

11:00-13:30 esibizioni in PIAZZA PONTEROSSO

11:00-13:30 esibizioni in PIAZZA DELLA BORSA

11:00-13:30 esibizioni in PIAZZA UNITA’

11:00-13:30 esibizioni in PIAZZA CAVANA

12:00-13:00 esibizioni presso EATALY

ore 14:00 Piazza Oberdan Assemblamento gruppi

ore 14:30 CORTEO MASCHERATO via Carducci, via Reti, via Imbriani, Corso Italia, Piazza della Borsa, Capo di Piazza Bartoli, Piazza Unità d’Italia

ore 16:45 Piazza Unità d’Italia “MONSTERKONZERT” esecuzione d’assieme (25 gugge) di alcuni brani musicali

Andrea Forliano




THE LEGEND OF MORRICONE giovedì 14 febbraio a Trieste un omaggio speciale con le musiche del grande Maestro

VignaPR e il Politeama Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

presentano

UN OMAGGIO SPECIALE AL PIÙ GRANDE COMPOSITORE ITALIANO DI TUTTI I TEMPI CON OLTRE 500 COLONNE SONORE, 70 MILIONI DI DISCHI VENDUTI, 2 OSCAR, 3 GRAMMY AWARD, 4 GOLDEN GLOBE E 1 LEONE D’ORO

 THE LEGEND OF MORRICONE

by Ensemble Symphony Orchestra

GIOVEDÌ 14 FEBBRAIO 2019, ore 21:00

TRIESTE, POLITEAMA ROSSETTI

 

DA IL BUONO, IL BRUTTO E IL CATTIVO A C’ERA UNA VOLTA IL WEST, PASSANDO PER NUOVO CINEMA PARADISO, GABRIEL’S OBOE, THE HATEFUL EIGHT, PER UN PUGNO DI DOLLARI E TANTISSIME ALTRE, LA ENSEMBLE SYMPHONY ORCHESTRA DIRETTA DAL MAESTRO GIACOMO LOPRIENO SUONERÀ DAL VIVO LE MUSICHE DI MORRICONE

 SUL PALCO ANCHE DUE OSPITI SPECIALI: IL SOPRANO ANNA DELFINO, BENIAMINA DEL PUBBLICO EUROPEO DELL’OPERA E IL VIOLINISTA DEL CIRQUE DU SOLEIL ATTILA SIMON

500 colonne sonore, 70 milioni di dischi venduti nel mondo, sei nominations e due Oscar vinti, tre Grammy Award, quattro Golden Globe e un Leone d’Oro fanno di Ennio Morricone uno dei più grandi e importanti compositori di tutti i tempi.

Da qui l’idea della Ensemble Symphony Orchestra, diretta dal Maestro Giacomo Loprieno, di porre omaggio al Maestro con un tributo unico alle musiche del grande compositore italiano: un viaggio incredibile tra le melodie che sono rimaste nella memoria collettiva di intere generazioni, la potenza evocativa di C’era una volta il West, Il Buono, il Brutto e il Cattivo, Per un pugno di dollari, The Ecstasy of Gold, Nuovo Cinema Paradiso, The Hateful Eight, Gabriel’s Oboe e tantissime altre.

Il tour, che sta calcando i palcoscenici dei principali teatri italiani, arriverà domani, giovedì 14 febbraio (inizio ore 21:00), nella serata di San Valentino, al Politeama Rossetti di Trieste per uno straordinario concerto organizzato dall’agenzia VignaPR srl in collaborazione il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Il Rossetti sarà gremito in ogni ordine di posto e gli ultimissimi biglietti disponibili sono ancora acquistabili online su Vivaticket.it e direttamente alle biglietterie del teatro.

In questo progetto speciale sul palco ci sarà una formazione di primissimo livello con solisti, prime parti di importanti teatri e istituzioni sinfoniche italiane, come il violoncello del Maestro Ferdinando Vietti e la tromba del Maestro Stefano Benedetti e due ospiti d’eccezione: il soprano Anna Delfino, beniamina del pubblico europeo dell’opera e il violinista del Cirque du Soleil, Attila Simon. Ad accompagnare inoltre il pubblico, dando voce ai personaggi e alle ambientazioni, la bravura dell’attore Matteo Taranto.

L’Ensemble Symphony Orchestra si avvicina alla musica di Morricone dopo diverse importanti collaborazioni nazionali e internazionali: da Franco Battiato a Luis Bacalov, passando per Renato Zero, Andrea Bocelli, Robbie Williams, Nile Rodgers, Sam Smith, Sting, Max Gazzè, Mario Biondi e tanti altri. Con oltre seicento concerti tra Italia, Svizzera, Germania, Spagna, Francia, Regno Unito e Belgio, l’orchestra diretta dal Maestro Giacomo Loprieno presenta una grande versatilità e attenzione per ogni tipo di musica, con un repertorio che spazia dalle arie d’opera più conosciute alle colonne sonore di film di fama mondiale (Frozen, Harry Potter, etc.).

THE LEGEND OF MORRICONE

GIOVEDÌ 14 FEBBRAIO 2019, ore 21:00

TRIESTE, Politeama Rossetti

Prezzi dei biglietti:

Platea A                    € 39,00 + dp

Platea B                    € 35,00 + dp

Platea C                    € 31,00 + dp

Prima galleria            € 28,00 + dp

Seconda galleria       € 22,00 + dp

Gli ultimi biglietti in vendita sono acquistabili online su Ticketone.it e Vivaticket.it, nei punti vendita autorizzati e alle biglietterie del Politeama Rossetti

  PER INFORMAZIONI:

VignaPR – www.vignapr.it – info@vignapr.it

VignaPR – Luigi Vignando – tel. (+39) 340 3731626 – luigi.vignando@gmail.com

ilRossetti – tel. (+39) 040 3593511 – www.ilrossetti.it – info@ilrossetti.it




“Il MAESTRO E CICOGNO” AL TEATRO ORAZIO BOBBIO DI TRIESTE VENERDì 15 FEBBRAIO UN FUORI ABBONAMENTO CHE PORTA LA FIRMA CONTRADA

Tra i fuori abbonamento della Contrada arriva al teatro Orazio Bobbio venerdì 15 febbraio alle 20.30 la pièce firmata Contrada, Il maestro e Cicogno di Renzo S. Crivelli con Maurizio Zacchigna, che ne cura anche la regia, ed Enza De Rose e Francesco Godina.  Il Maestro è quel James Joyce che più di qualunque scrittore ha saputo rivoluzionare il romanzo e la letteratura nel Novecento. Cicogno è il soprannome di un oste allampanato che dialoga con lo scrittore interrogandosi sulla sorte della figlia partita da tempo e mai tornata. Joyce, che visse diversi anni a Trieste, fu un assiduo frequentatore di osterie, di cui Trieste era piena allepoca, e nei suoi percorsi meditativo-etilicisi imbatteva nella più svariata umanità, specie nella più umile, così autentica e viva da diventare paradigma della condizione umana tout court. Crivelli, fine conoscitore delle opere e della vita di Joyce, fa quindi dellosteria un topos, dove il bene e il male siedono allo stesso tavolo senza porsi troppe domande, glissando la supponenza della ragione e dei nostri pregiudizi.  « In questo testo Crivelli – spiega il regista – fa diventare Joyce il cliente di unosteria, mette in scena un momento della vita dello scrittore dove noi ce lo immaginiamo, grazie anche alle numerose biografie pervenute, a Trieste tra osterie e bordelli, luoghi che attiravano lo scrittore anche per questa sua indole rapace, questa sua fame di racconti, che si nutre e gode delle storie che qui vi si trovano. Loste è  un uomo del popolo, rude, che non ha saputo gestire i suoi sentimenti; la figlia lo ha lasciato, è scappata con un marinaio e la moglie è morta. Cicogno è molto preoccupato per la figlia e Joyce lo aiuta a scrivere e rispondere alle sue lettere. Ho portato la lingua di Cicogno in dialetto triestino, in accordo con lautore mentre la scelta stilistica della messa in scena è una mise en espace, tra il teatro a leggio e il teatro, non è una situazione realistica e tra i personaggi c’è anche la figlia delloste, presente in una forma evocativa, come un ricordo, un fantasma. È stato un lavoro interessante soprattutto perché il linguaggio dellautore, così ricco e spesso poetico, ha rappresentato una sfida per me in quanto questi elementi sono a volte nemici della scena dove tutto deve sembrare veritiero. È stato un lavoro fatto insieme agli attori, questo è il modo che conosco, lavorare con loro e ascoltare anche le loro proposte e penso che siamo riusciti a fare davvero un buon lavoro».

Per informazioni contrada@contrada.it oppure 040947481.

E.L.




Amleto take away 14 e 15 febbraio al Miela

Giovedì 14 e venerdì 15 febbraio ore 20.30 – Teatro Miela

Prosa On Off

AMLETO TAKE AWAY

di e con Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari
musiche di Davide Berardi e Bruno Galeone
luci di Luca Diani.
produzione Compagnia Berardi Casolari / Teatro dell’Elfo

PREMIO UBU “MIGLIOR ATTORE 2018” A GIANFRANCO BERARDI

Amleto take away è un affresco tragicomico che gioca sui paradossi, gli ossimori e le contraddizioni del nostro tempo che, da sempre, sono fonte d’ispirazione per il nostro teatro ‘contro temporaneo’. Punto di partenza sono, ancora una volta, le parole, diventate simbolo più che significato, etichette più che spiegazioni, in un mondo dove «tutto è rovesciato, capovolto, dove l’etica è una banca, le missioni sono di pace e la guerra è preventiva».

È una riflessione ironica e amara che 0nasce dall’osservazione e dall’ascolto della realtà circostante, che ci attrae e ci spaventa. «Tutto è schiacciato fra il dolore della gente e le temperature dell’ambiente, fra i barbari del nord e i nomadi del sud. Le generazioni sono schiacciate fra lo studio che non serve e il lavoro che non c’è, fra gli under 35 e gli over 63, fra avanguardie incomprensibili e tradizioni insopportabili…».

In questo percorso s’inserisce, un po’ per provocazione, un po’ per gioco meta-teatrale, l’Amleto di Shakespeare.
Amleto, simbolo del dubbio e dell’insicurezza, icona del disagio e dell’inadeguatezza, è risultato, passo dopo passo, il personaggio ideale cui affidare il testimone di questa indagine. Ma l’Amleto di Amleto take away procede anche lui alla rovescia: è un Amleto che preferisce fallire piuttosto che rinunciare, che non si fa molte domande e decide di tuffarsi, di pancia, nelle cose anche quando sa che non gli porteranno nulla di buono. È consapevole ma perdente, un numero nove ma con la maglia dell’Inter e di qualche anno fa, portato alla follia dalla velocità, dalla virtualità e dalla pornografia di questa realtà.
Amleto è in seria difficoltà circa il senso delle cose, travolto da una crisi così generalizzata e profonda che mette a repentaglio storie solide e consolidate come il suo rapporto d’amore con Ofelia e il suo rapporto con il teatro.
«To be o FB, questo è il problema! Chiudere gli occhi e tuffarsi dentro sè e accettarsi per quello che si è, isolandosi da comunity virtuali per guardare da vicino e cercare di capire la realtà in cui si vive? O affannarsi per postare foto in posa tutte belle, senza rughe, seducenti, sorridenti, grazie all’app di photoshop?
Dimostrare ad ogni costo di essere felici mettendo dei ‘mi piaci’ sui profili degli amici.
Pubblicare dei tramonti un bel piatto di spaghetti o gli effetti della pioggia tropicale, sempre tesi anche al mare con un cocktail farsi un selfie perché il mondo sappia, dove sono, con chi sono, e come sto. Apparire, apparire, apparire, bello, figo, number one e sentirsi finalmente invidiato.
To be or fb, this is the question».
Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari

https://youtu.be/z8YmLgAehUo

 Prevendita c/o biglietteria del teatro tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00 oppure su www.vivaticket.it

Andrea Forliano




Foto di gruppo dei premiati alla V edizione del concorso fotografico “Trieste Opicina Historic 2K18”

Foto di gruppo dei premiati alla V edizione del concorso fotografico “Trieste Opicina Historic 2K18” promosso da mc59.com e dal Club dei Venti all’Ora che si sono svolte sabato scorso presso l’area eventi del centro commerciale Il Giiulia. Primo assoluto per la migliore foto scelta tra tutte le categorie (La Gara, Reportage e Particolari) è risultato Didier D’agostini, Trofeo “Trieste Opicina Historic 2018”. Per la categoria La Gara, Coppa Trieste Opicina Historic, primo Devid Monasso, secondo Guido Zoch e terzo Gabriele Altin. Nella categoria Reportage, Coppa Trieste Opicina Historic, Lorenzo Pozzecco ha preceduto Martina Trombetta (seconda) e Roberto Furlan (terzo classificato). La categoria Particolari, Coppa Trieste Opicina Historic infine ha premiato nell’ordine Lorenzo Pozzecco, Devid Monasso e Fabrizio Ruzzier.  Contestualmente è stata inaugurata la mostra composta da una cinquantina di pannelli con foto e didascalie della Trieste Opicina storica, che si è svolta tra il 1911 e il 1971 e dei piloti triestini che hanno partecipato alla famosissima gara in salita. L’esposizione di foto storiche sulla Trieste Opicina rimarrà visitabile, a ingresso libero, fino al 5 aprile, vigilia della prossima edizione della Trieste – Opicina Historic prevista per il 6 e 7 aprile 2019.

Nel valutare le opere la giuria, composta dal presidente del Club, Paolo Grava e dai consiglieri Achille Tresoldi, Giorgio Dagnelut, Maurizio Grio e Sergio Prodan ha preso in considerazione l’inquadratura, la tecnica e la composizione più o meno originale e l’attinenza dei soggetti fotografati con il tema proposto dal concorso.

Andrea Forliano