MUSICA, TRIESTE: DOMANI, sabato 14 dicembre, ALLE 18 ALLA LEGA NAVALE IL CONCERTO DEL CORO DI VOCI BIANCHE “FRAN VENTURINI”

Per vivere lo spirito natalizio, sabato 14 dicembre alle 18 alla Lega Navale di Trieste una serata di musica e parole con il Coro di voci bianche “Fran Venturini”, una realtà di Domio che riunisce giovanissimi provenienti da Trieste e provincia diretti da Susanna Zeriali, pluripremiata Direttice che da quasi 40 anni cura questa realtà musicale, abituata a cantare in varie lingue pagine di repertorio classico e pagine popolari. Il concerto, realizzato in collaborazione con Chamber Music Trieste, prevede pagine in lingua inglese, tedesca, slovena, italiana, russa, ceca e croata, accanto a Mozart e Delibes, oltre al classico canto natalizio per antonomasia “White Christmas” di Irving Berlin.

Un’occasione per immergersi nelle festività accompagnati da queste bambini dai 6 ai 14 anni che nel 2019 hanno ottenuto Primi Premi ai Concorsi di Capodistria, Riccione e sulle rive del Lago di Garda. L’ingresso è aperto a tutti.

Il coro di voci bianche Fran Venturini di Domio, nato nel 1982 nell’ambito dell’omonimo circolo culturale, unisce bambini dai 6 ai 14 anni d’età provenienti dalla Provincia di Trieste. Il repertorio del coro comprende pagine di autori sloveni, canzoni popolari, composizioni corali moderne slovene, italiane e straniere. Ogni anno partecipa alla rassegna Nativitas, organizzata dall’USCI Friuli Venezia-Giulia.

Ha collaborato con altre realtà musicali come l’Accademia lirica internazionale di Santa Croce, l’orchestra a fiati Ricmanje e il Nomos Ensemble; in tali occasioni i coristi si sono esibiti in vari teatri della regione, al Castello di Miramare, hanno partecipato a musical, a concerti e spettacoli di Natale e Capodanno in tutta la regione, nel Veneto e in Slovenia; ha anche tenuto concerti per voci e orchestra con l’Amadeus Adriatic Orchestra.

Il coro ha partecipato a concorsi nazionali in Slovenia Zagorje ob Savi, Celje, Nova Gorica, dov’è stato pluripremiato ottenendo diplomi d’oro nel 2006, 2014, 2015 e nel 2016.

Durante la celebrazione del XXX Anniversario del Coro di voci bianche Fran Venturini, il direttore Zeriali ha ricevuto L’Onorificenza dell’Amicizia, il più alto riconoscimento del Comune di San Dorligo della Valle-Dolina; dall’Unione dei circoli culturali di Trieste ha ricevuto una targa per i brillanti successi, ed anche, dall’Istituto delle Attività Culturali della Repubblica di Slovenia, il riconoscimento d’argento per la brillante direzione e attività corale.

Susanna Zeriali, alla guida del suo coro, ha partecipato a numerosi concorsi nazionali ed internazionali, ottenendo sempre molti riconoscimenti e lusinghieri risultati.

In questa stagione 2019/2020 il coro si presenta come nuovo gruppo giovanile »Fran Venturini« Domio.




IL BALLETTO DON CHISCIOTTE AL TEATRO LIRICO GIUSEPPE VERDI DI TRIESTE 17 dic,

Dopo il grande successo e l’entusiasmo per la doppia inaugurazione della Stagione lirica e di balletto con Turandot e Aida, la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste propone il balletto Don Chisciotte di Aloisius Ludwig Minkus, con la coreografia storica di Marius Petipa, da martedì 17 dicembre (prima rappresentazione alle ore 20.30) con repliche fino al 21 dicembre 2019. L’Orchestra della Fondazione sarà diretta da Yuri Bervetsky, ballerini solisti Yaryna Kotys, Oleksandr Omelchenko, Daryna Kirik e Yevheniy Svetlitsa.
La collaborazione internazionale con il Balletto della Lviv National Opera valorizza una Compagnia di ballo riconosciuta in Ucraina come patrimonio nazionale, che si esibisce in molti Paesi europei nei teatri più importanti di Polonia, Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Norvegia, Svezia e Svizzera, alle cui produzioni assistono ogni anno più di 115.000 spettatori. Composta da giovani ballerini, la Compagnia vanta Honored Artists ucraini vincitori di numerosi concorsi internazionali.

Il Direttore Yuri Bervetsk, al suo debutto in Italia, è nato nel 1970 nella città di Drohobyč, in Ucraina, ha studiato al Dipartimento di Opera e Direzione Sinfonica della Lviv National Musical Academy “M. Lysenko”. Dal 2000 ricopre il ruolo di direttore del Lviv National Opera e dal 2005 è direttore principale e direttore artistico dell’Orchestra Sinfonica dell’Opera Studio di Lviv. Partecipa a numerosi festival internazionali e dirige regolarmente molte orchestre dell’Ucraina e della Polonia.

Don Chisciotte fu rappresentato per la prima volta a Mosca nel 1869, al teatro Bolshoi che aveva commissionato il lavoro. Nel 1871 andò in scena a San Pietroburgo in una versione ampliata e arricchita che è rimasta quella definitiva. Con interpolazioni e modifiche nelle successive e numerose riprese, Don Chisciotte si è affermato come uno dei lavori principali della fase centrale del balletto russo.




La Tempesta di Shakespeare in scena al Teatro Rossetti TRIESTE Giulia dal 11 al 15 dic.

Un Prospero “autorevole, monumentale, nobile, incantatorio…” Renato Carpentieri dona una prova d’attore davvero raffinata e accolta con grande favore dalla critica nel ruolo del protagonista de “La Tempesta” di Shakespeare in scena al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia da mercoledì 11 a domenica 15 dicembre per il cartellone di Prosa.

 

Lo spettacolo, prodotto dallo Teatro Biondo di Palermo e diretto da Roberto Andò, colto regista cinematografico e teatrale, ha affrontato il capolavoro shakespeariano attraverso a una lettura e un’interpretazione affascinanti e ad un allestimento allusivo e sorprendente, con Ariel che invece di volare appare da segrete finestrelle e i personaggi che si muovono in una scena invasa tangibilmente dall’acqua del mare e dagli spruzzi della tempesta.

 

È come se il regista osservasse gli eventi attraverso la mente grandiosa di Prospero mentre svela alla figlia il “mistero dell’esistenza”. Ed in questo mistero sono presenti nodi tematici che ci appartengono e tuttora non sappiamo completamente sciogliere: la percezione dell’“altro” dal mondo occidentale, il gioco di realtà e illusione, l’incantesimo della mente, il pericolo del complotto e dell’usurpazione, il mistero della giovinezza e l’incombere della fine.

 

«Penso che “La tempesta” sia un geniale omaggio al teatro – dice il regista – e una delle commedie più profonde che siano state dedicate al senso della vita. È l’opera della rigenerazione, dove il naufrago, il disperso, l’usurpato ritrovano il filo interrotto delle loro esistenze. Se c’è una ragione per cui ancora oggi questa commedia ci parla, è nell’idea, per nulla semplice o banale, che l’essere umano sia destinato a convivere con la tempesta, e che dopo ogni tempesta debba fare chiarezza dentro di sé».

 

Il grande mago Prospero vive su una misteriosa isola del Mediterraneo assieme alla figlia Miranda, allo spirito Ariele e allo “schiavo”, il mostro umano Calibano. Vi è giunto fortunosamente anni prima, quando il fratello lo ha spodestato dal ducato di Milano abbandonandolo su una piccola barca. Ma ora è la caravella del traditore a veleggiare poco lontano e Prospero gli scatena contro una tempesta: la nave fa naufragio. Tutti però si salvano. Il mago fa in modo che i flutti portino il re di Napoli, Alonso, suo figlio Ferdinando, suo fratello Sebastiano, il duca di Milano Antonio in luoghi diversi: Ferdinando si troverà vicino a Prospero e Miranda così che i giovani si incontreranno e innamoreranno profondamente. Il re di Napoli e il duca di Milano dovranno invece attraversare tutta l’isola, mentre i marinai Stefano e Trinculo conosceranno Calibano e assieme progetteranno un vano colpo di stato. Anche Sebastiano ed Antonio – non pago delle malefatte del passato – complotteranno contro Alonso, ma falliranno e questi conserverà il regno i Napoli. Il tempo delle vendette è passato e il saggio Prospero si accontenta di riportare l’ordine, e perdonare: con un grande spettacolo celebra le nozze di Miranda e Ferdinando e, sotterrata la bacchetta magica, ritorna con gli altri in Europa, lasciando a Calibano l’isola e il caos.

 

È celebre e ricca di sortilegio la trama de “La Tempesta”, un testamento teatrale per Shakespeare, perfettamente congegnato drammaturgicamente, poetico, universale, che ha stimolato la fantasia dei migliori artisti di ogni tempo, e di cui si sono date messinscena davvero memorabili, come quella di Giorgio Strehler per il Piccolo Teatro alla fine degli anni Settanta  e successivamente quella di Peter Brook.

 

Di notevole pregio il cast che Roberto Andò ha impegnato in questa nuova, applaudita messinscena:    Renato Carpentieri (Prospero), Giulia Andò (Miranda), Filippo Luna (Ariel), Vincenzo Pirrotta (Calibano), Paolo Briguglia (Ferdinando), Gianni Salvo (Gonzalo/ Iris), Paride Benassai (Trinculo, Antonio), Francesco Villano (Stefano, Alonzo).

 

Martedì 10 dicembre alle ore 18 al CaféRossetti Peter Brown, direttore della British School del Friuli Venezia Giulia terrà in lingua italiana una prolusione al capolavoro shakespeariano.

Giovedì 12 dicembre alle 18 sempre al CaféRossetti avrà luogo invece un incontro di approfondimento su “La Tempesta” in lingua inglese, sempre tenuto da Peter Brown. L’ingresso  ad entrambi gli eventi sarà libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

 

Alla Sala Assicurazioni Generali lo spettacolo replica alle ore 20.30 dall’11 al 14 dicembre e domenica 15 dicembre va in scena alle ore 16. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.

 




 “Ti bacio la notte” a Trieste 8 dicembre 2019 alle ore 17.30 al Teatro San Giovanni

                       “Ti bacio la notte” 

 

a Trieste in scena il Fol Amor della poetessa Ornella Mereghetti e l’attore Patrizio Pelizzi 

 

Il Recital “Ti bacio la notte” è un viaggio lungo 60 poesie,tra le 70 che compongono il libro omonimo scritto da Ornella Mereghetti e pubblicato dalla casa editrice Zephyro. 

La poetessa Mereghetti lo scorso 23 novembre 2019 è stata anche insignita del “Premio Letterario Milano International” per la silloge Ti bacio la notte. 

L’ autrice Ornella Mereghetti ha iniziato a scrivere molto giovane​ a 15 anni in orfanotrofio, quando ha scoperto che un dolore, una gioia o un’emozione si possono affidare a qualcun altro , in questo caso ad un semplice foglio bianco. Per la poetessa Mereghetti la scrittura è uno stile di vita ma anche una vera salvezza per la sua anima. .

Tramite la poesia si può sublimare il dolore e trasformarlo in​ ​bellezza.

“Ti bacio la notte” è la storia di una donna innamorata che attende il suo amato, la storia​ di un’attesa che esiste esclusivamente nello spazio della scrittura.​ Non c’è​ presenza fisica​ ma solo la presenza di Cuore . Un amore fondato sul dolore ma colmo di abnorme gioia quando l’amato risponde semplicemente con​ una frase: “Ti bacio la notte”.

 

Nel Teatro San Giovanni di Trieste, direttore artistico Aldo Vivoda -​ supporto tecnico di Mattia Cattaneo, la brava​ poetessa​ di Treviglio (Bergamo) Ornella Mereghetti​ sarà affiancata dalla voce suadente dell’attore romano di cinema, tv e teatro Patrizio Pelizzi (anche aiuto regista di Ti bacio la notte).

L’attore Patrizio Pelizzi ultimamente ha preso parte nel cast del film tv trasmesso su Rai Uno “Enrico Piaggio-Un sogno Italiano”, regia di Umberto Marino con protagonista Alessio Boni. 

TI bacio la notte è un Reading teatrale poetico incorniciato da musiche ed immagini che immergono lo spettatore nella bellezza dell’attesa, del dolore,della speranza​ e della gioia .

Lo spettacolo teatrale è nato nei primi mesi del 2019, ha esordito lo scorso 8 marzo al Teatro Tnt di Treviglio vicino Bergamo ed è stato replicato in due occasioni a Roma l’8 maggio al Teatro Degli Eroi e il 21 ottobre al Teatro Ghione. 

Il duo attore e poetessa Patrizio Pelizzi e Ornella Mereghetti​ vi aspettano l’8 dicembre 2019 alle ore 17.30 al Teatro San Giovanni di Trieste, in via S.Cilino n. 99/1 – 34128  .

 




DINOSAURO BRUNO IN MOSTRA AL CASTELLO DI DUINO (TRIESTE): DA DOMANI, SABATO 7 DICEMBRE, AL 1^ MARZO PROSSIMO

DUINO (TRIESTE)- Nel gennaio 2019 la Soprintendenza Archeologia belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, ha incaricato a titolo gratuito la ditta triestina Zoic – azienda leader nel settore della preparazione di reperti paleontologici a livello internazionale, che alla fine degli anni Novanta aveva estratto e preparato il noto dinosauro del Villaggio del Pescatore Antonio, sempre sotto la guida del geologo Flavio Bacchia – di “preparare” quanto oltre era stato estratto vent’anni or sono riguardante Bruno – il secondo dinosauro, quasi completo, proveniente dal Villaggio del Pescatore – e di scavare per finire di estrarre tutto le parti che erano rimaste nel terreno.

Alcuni blocchi di roccia con i resti di Bruno erano già stati portati alla luce ai tempi dell’estrazione di Antonio, ma non erano ancora mai stati eseguiti i lavori di preparazione dello scheletro fossile, mentre il cranio e la coda erano rimasti nel terreno: nel corso di questi mesi è stata ultimata l’estrazione e anche la lunga e meticolosa preparazione.

 

Ora Bruno può essere finalmente visto completo nella sua versione definitiva: il fossile sarà esposto al Castello di Duino, da sabato 7 dicembre (inaugurazione per stampa e istituzioni venerdì 6 dicembre) fino ai primi giorni del mese di marzo 2020 negli orari di apertura alle visite del Castello (ogni fine settimana e festivi – ad esclusione del 25 dicembre e 1^ gennaio – dalle 9.30 alle 16.00) con il biglietto di ingresso al Castello.

Il lavoro svolto dai tecnici triestini della Zoic che in questi mesi hanno estratto e preparato il cranio e la coda e portato a completamento le fattezze di Bruno (tre persone per 4 mesi e oltre 2000 ore di lavoro) ha permesso di ricomporre i blocchi che contengono il fossile e di comprenderne in gran parte la struttura.

Bruno è un adrosauro simile ad Antonio (dinosauro erbivoro dal becco ad anatra), lungo circa 5 metri, quindi supera di oltre 1 metro il “fratello”, con un peso di circa 600 Kg e un’età di oltre 70 milioni di anni. Come esemplare è sicuramente adulto, ma per ora non si può essere più precisi. La preparazione dell’animale, che ha seguito gli standard utilizzati alla fine degli anni 90 (sgrosso meccanico e rifinitura a getto d’acido formico) si è presentata molto complessa a causa della frammentazione del fossile. Alcune parti sono mancanti in origine e sono state restaurate in fase finale di lavorazione.

Curiosa la sua dislocazione su una piega degli strati che curvano il fossile su sé stesso per 180°, ma ancora ignota per ora la ragione della struttura geologica che contorce il dinosauro. Da un lato si trovano cranio, collo, dorso, dall’altro coda e zampe. La frammentarietà del reperto ha reso le operazioni di preparazione chimica molto delicate. Per prevenire potenziali effetti negativi si è ridotta la percentuale d’acido in uso, passando dal 8% al 4%, a titolo cautelativo. Ciò ha allungato i tempi di lavoro ma ha consentito una miglior calibrazione delle operazioni. Altro fattore di complicazione è la parziale disarticolazione dello scheletro, sempre in connessione anatomica, una delle peculiari caratteristiche dei fossili del sito paleontologico giuliano.

Bruno – La storia

La campagna di scavo del 1998 al Villaggio del Pescatore aveva come oggetto principale la rimozione dei blocchi contenenti il dinosauro Antonio. Sulla superficie topografica non erano evidenti tracce di altri reperti. Dopo il taglio con filo diamantato, taglio che ha creato l’attuale pavimento del sito paleontologico, i blocchi in cui si suddivideva naturalmente la roccia sono stati accatastati per consentire l’accesso al reperto. A taglio fresco, nonostante il lavaggio con idropompa, non si evidenziavano altri affioramenti.

Dopo due mesi di esposizione agli agenti atmosferici, il naturale cambio di colore della roccia per ossidazione rendeva evidente la presenza di altri fossili. In particolare, su un grande blocco alla sinistra presso l’ingresso del sito si notava una lunga struttura scura curva. Chiaramente un grande esemplare che, per la sua curvatura, veniva interpretato come il carapace di una tartaruga.

Questo il motivo per cui, nei primi diorami realizzati sull’ambiente del Villaggio del Pescatore sono presenti esemplari di testuggini (che certamente erano presenti all’epoca, ma mai rinvenute). Lo spostamento del blocco con il presunto carapace chiariva che non si trattava di tartaruga, ma di un altro dinosauro. Essendo il blocco numerato si esaminava la sua posizione di partenza e si notavano due sezioni ossee presenti sul piazzale. Le due sezioni non apparivano sullo stesso strato (calcare laminato) quindi si supponeva la presenza di due esemplari. La successiva constatazione che il dinosauro era ripiegato su sé stesso a 180° chiariva che le due sezioni erano relative al cranio e alla coda dello stesso animale.

La prima persona a notare questo dinosauro è stata Bruno Zoppolato, a suo tempo dipendente della ditta che effettuava i lavori: da qui il nome di Bruno dato al fossile.

 

Capita l’importanza del reperto si intraprendeva una minuziosa ricerca di altri frammenti di roccia contenenti parti dell’animale. Venivano individuato 818 frammenti di varie dimensioni. Di questi, in fase di preparazione e restauro, poco più di un terzo sono risultati utili alla composizione dello scheletro. Tutto il materiale è stato trasportato al Museo di Storia Naturale di Trieste, e accatastato nei sotterranei. Il blocco principale costituente Bruno, montato su apposito telaio, è stato esposto nel 2001 alla mostra “I dinosauri della regione Adriatica” allestita dalla Stoneage al Bastione Fiorito del Castello di San Giusto. Date le dimensioni ed il peso è stato trasportato a destinazione mediante elicottero.

Con il trasferimento del Museo da Piazza Hortis a via Tomiz anche i pezzi di Bruno sono stati spostati e rimessi nel nuovo scantinato. Solo il 12 febbraio del 2018, a fronte incarico da parte della Soprintendenza Archeologia belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia il materiale è stato trasferito nel laboratorio della Zoic (evoluzione della vecchia Stoneage) per essere definitivamente assemblato e preparato.

 

La fase iniziale del lavoro, ricerca delle connessioni tra blocchi e frammenti, è stata la più impegnativa. Rimaneggiati più volte in Museo e poco compresi da persone extra Stoneage i campioni erano dispersi in decine di cassette. Quattro settimane sono state necessarie per riuscire ad utilizzare nella preparazione tutti i pezzi di roccia contenenti resti ossei dopo averne definito le posizioni all’interno dello scheletro. Parte di questo era sezionato nel mezzo, ovvero le ossa comparivano in calco e controcalco. L’opera di ricongiungimento delle due metà di buona parte del dinosauro è stata molto impegnativa: la giunzione non può essere mai perfetta, situazione che poteva compromettere le fasi successive di lavorazione chimica. La verifica a posteriori ha permesso di constatare che non ci sono state sconnessioni superiori ai due millimetri. Una volta ricomposti tutti i pezzi del blocco contenente Bruno si sono eliminate le parti di roccia in eccesso, con un minuzioso lavoro meccanico. La preparazione chimica è iniziata dalla zona caudale, più compatta, per verificare la validità dell’esperienza maturata alla fine degli anni 90. Per cautela si sono usate concentrazioni di acido più basse di quelle utilizzate in precedenza ma la procedura si è dimostrata comunque valida: avvicinamento meccanico alle ossa, il più possibile, ciclo di acidatura sotto controllo visivo, risciacquo ad acqua persa, asciugatura, consolidamento delle ossa emerse, reiterazione del ciclo.

 

Rimanevano ancora da estrarre il cranio e la coda del dinosauro. Si è optato per una prima rimozione del cranio, di lunghezza nota, e lo scavo della coda successivamente dopo l’acquisizione di maggiori informazioni sulle strutture geologiche complesse che contengono lo scheletro.

Per prima cosa, prudentemente, sono stati eseguiti dei piccoli tagli nella roccia parallelamente alle strutture emergenti in sezione sul vecchio piano di scavo. In questo modo, con una preparazione meccanica in loco si è potuto constatare che l’ipotesi di giacitura del cranio era esatta. A questo punto si è eseguita una serie di tagli paralleli all’asse principale del cranio fino alla profondità di 73 cm sia frontalmente che posteriormente all’affioramento. Un’ulteriore sequenza di tagli è stata eseguita ortogonalmente ai primi. Si è proceduto alla rimozione di tutta la roccia antistante il cranio, in nodo da creare una fossa dove poter operare agevolmente. Infatti, per rimuovere il blocco contenente il fossile era necessario tagliarlo alla base. Ciò è stato fatto eseguendo una serie di fori orizzontali alla profondità massima possibile. Nei fori si sono inseriti i cunei spaccaroccia (evoluzione della tecnica già in uso ai romani) che opportunamente percossi hanno consentito il distacco del blocco pesante circa 600 kg. Il blocco è poi stato sollevato con opportuno paranco e trasportato in laboratorio dove, dopo un lungo lavoro meccanico teso a conservare le pieghe degli strati su cui si articola il cranio, ha subito la preparazione chimica. In questo caso la preparazione è stata simile a quella di Antonio visto che la roccia era sana e compatta. Il cranio, sulla sua matrice è stato montato su un supporto fornito di ruote per essere accostato al blocco.

 

Per estrarre la coda si è impostato il lavoro come per il cranio. Sono stati fatti dei tagli paralleli per creare il necessario grado di libertà alla base del blocco che è stato poi tagliato questa volta con il filo diamantato.

La sorpresa si è presentata quando in uno dei tagli verticali sono emerse delle sezioni di vertebre che lì non ci dovevano stare. Approfondendo la sorprendente situazione geologica si è scoperto che gli strati che si pensava concordi nell’immersione con quelli del blocco principale, in realtà erano ripiegati una volta di più e la coda, che doveva scendere in profondità ritornava a piegarsi verso la superficie tendendo ad affiorare. La situazione paradossale della giacitura del fossile, evidenziata dalle sezioni rinvenute aveva un piacevole riscontro: nel blocco tagliato era compresa tutta la coda e non c’era bisogno di procedere con macchinari pesanti e costosi per scavare più in profondità.

Rimane il mistero delle condizioni ambientali che hanno consentito allo scheletro del dinosauro, con dislocazioni contenute, di articolarsi su una serie di pieghe come quelle esistenti.




Teatro Miela Trieste sabato 14 dic.WAY TO BLUE

Roberto Angelini chitarra acustica e voce inRodrigo D’Erasmo violino

Sabato 14 dicembre al Teatro Miela un omaggio in musica, parole ed immagini al fragile quanto straordinario talento di Nick Drake. L ’opera di Nick Drake e il suo personaggio sono diventati in breve tempo oggetti di culto per generazioni di musicisti e appassionati. Questo in virtù della superba qualità del suo songwriting, della delicata e malinconica poesia dei suoi versi e delle sue abilità di musicista. Un talento assoluto della musica mondiale scomparso prematuramente e divenuto molto presto una fonte di ispirazione per molti protagonisti dell’attuale scena musicale.

Way to blue è uno spettacolo emozionante in cui gli immortali capolavori di Nick Drake rivivono sul palco per mano di due protagonisti della musica Italiana: Rodrigo D’Erasmo, polistrumentista, produttore, arrangiatore e membro degli Afterhours e Roberto Angelini, cantautore e musicista (tra gli altri) di Niccolò Fabi e della resident band di Propaganda live. Un concerto intimo, delicato in cui suoni e immagini si fondono per creare atmosfere emozionanti, per ricordare e celebrare un mito.

Posti numerati. Prevendita c/o biglietteria del teatro (tel. 0403477672) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00

 




Light of Day benefit: domani, venerdì 6/12/19, al Teatro Verdi di Muggia (Ts) ospiti The Leading Guy, Frank Get, The Wooden Brothers

Light of Day

Benefit Tour

Venerdì 6 dicembre 2019 ore 20.30
Teatro Verdi – Muggia (Trieste)

Per il decimo anno consecutivo a Trieste il sound della East Coast americana a favore della ricerca sul Parkinson, SLA e Sclerosi Multipla.

Con la consueta sinergia tra Trieste is Rock e Trieste Calling The Boss per la parte artistica e di produzione dell’evento e Good Vibrations per amministrazione, marketing e comunicazione.

Giunge alla ventesima edizione (e per la decima volta a Muggia) questa iniziativa che riunisce splendidi musicisti per la raccolta fondi per la lotta contro terribili malattie: Morbo di Parkinson, SLA e sclerosi multipla.

L’iniziativa nasce ad Asbury Park nel New Jersey e prende il nome in prestito da una sferzante canzone di Bruce Springsteen (negli Stati Uniti il Boss in persona è salito spesso sul palco del Light of Day) e vede impegnati alcuni dei migliori artisti della scena rock USA in un tour benefico che da qualche anno arriva anche in Europa.

Joe DUrso

Grazie all’iniziativa dell’Associazione Culturale Musicale Trieste is Rock, anche quest’anno la carovana guidata da Joe D’Urso ritorna a Trieste, al Teatro Verdi di Muggia sull’onda della partecipazione e del successo degli anni scorsi. Con lui sul palco vari artisti americani ai quali si uniranno i triestini Frank Get e The Leading Guy e i torinesi The Wooden Brothers per una serata acustica dove rock e solidarietà si fonderanno in un evento memorabile.

FrankGet

The Leading Guy

The Wooden Brothers

ecco la line up 2019:

Guy Davis: cresciuto nella zona di New York, musicista, compositore, attore, regista e scrittore; ma, soprattutto, un bluesman. Il blues permea ogni angolo della sua creatività e la sua voce dura e senza tempo vi colpirà come un Dust Devil del Mississippi.

Guy Davis

James Maddock

James Maddock: una carriera che è un piccolo romanzo; 5 album in 17 anni di carriera. Il passo è quello dei grandi nomi, da Springsteen ai cantanti della West Coast, con la ruggine americana che non dorme mai a dare corpo alle sue canzoni.

Joe D’Urso: musicista del New Jersey, di orgogliose radici italiane, ritorna entusiasta a Trieste, per un concerto tutto sudore e passione; musica che deve non poco ai Wallflowers e ai Counting Crows ma con la travolgente energia che lo contraddistingue.

Miss Emily: cantautrice canadese che da anni affascina Canada, Usa e Regno Unito con la sua musica che racchiude avventure mozzafiato tra ritmi blues, jazz e rock‘n’roll.

Vini “Mad Dog” Lopez: non ha bisogno di presentazioni, basta ricordare che è stato il primo batterista della E-Street Band. Simpatia ed energia allo stato puro.

The Leading Guy: Acclamato dalla critica e dal pubblico per la sua capacità melodica pulita e brillante, per la carismatica presenza scenica e per l’abilità nel comporre canzoni, è considerato tra i più interessanti nuovi nomi della scena cantautorale italiana e ha fatto dei testi e dell’interpretazione le sue caratteristiche stilistiche distintive e facilmente riconoscibili. Dopo l’esperienza con la Busy Family, The Leading Guy, triestino d’adozione, ha pubblicato il primo disco “Memorandum” nel 2014, sono seguite aperture importanti per Ben Harper, 2 Cellos, Niccolò Fabi, Jack Savoretti, Max Gazzè, Xavier Rudd, Jake Bugg fino alla firma con la Sony che ha pubblicato “Twelve Letters”, album presentato anche in apertura delle date di maggio del tour nei teatri di Elisa.

Frank Get: una delle colonne del rock e del blues a Trieste, amico da sempre del Light of Day con esibizioni anche nelle tappe finali a Stone Pony, Asbury Park nel New Jersey. Arriva con un nuovo album in uscita a dicembre, il quindicesimo, per festeggiare i 40 anni di carriera.Frank Get è salito su un palco per la prima volta nel 1979. E da allora non ha più smesso. Bassista, contrabbassista, cantante, chitarrista, pianista e compositore, l’artista triestino può vantare una carriera caratterizzata da una grande e genuina passione per il rock e per sue diverse incarnazioni. Bob Seger, Creedence Clearwater Revival, Rolling Stones, Beatles, Elvis Presley, Grateful Dead, Bruce Springsteen, Eric Clapton e Willy DeVille sono alcuni dei nomi che maggiormente l’hanno ispirato nella sua lunga e ricca carriera. Frank Get è un musicista in grado coniugare il verbo del rock nelle sue molteplici sfaccettature, senza mai dimenticare le proprie origini e la propria storia.

Con loro, in apertura:

Rob Dye: musicista del New Jersey che mescola rock, country, gospel mantenendo sempre la vera essenza di ogni genere.

The Wooden Brothers: progetto nato a Torino da un’idea di Renato Tammi e Antonio Tedde dove il folk, il country e il rock’n’roll la fanno da padrone.

L’intero incasso verrà devoluto in beneficenza, parte alla “Light Of Day Foundation” USA e parte alla Fondazione LIMPE (Lega Italiana per la lotto contro la malattia di Parkinson, le Sindromi Extrapiramidali e le Demenze).

❚ TICKETS ❚

I biglietti sono disponibili presso:

SEDE TRIESTE IS ROCK Via San Spiridione 1
Lunedì e Giovedì dalle 17 alle 19
Martedì dalle 11 alle 12

– Ticketpoint, Corso Italia 6/c, Trieste

Di seguito i prezzi:

SOCI TRIESTE IS ROCK: prevendita 15 euro – intero 20 euro
NON SOCI: prevendita 18 euro – intero 20 euro

● Se siete di fuori zona, volete maggiori informazioni o volete prenotare i biglietti per il concerto o per qualsiasi questione inerente ai BIGLIETTI contattate: ticket@good-vibrations.it

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PER INFORMAZIONI:
www.triesteisrock.it

www.good-vibrations.it

press@triesteisrock.it




Il Touring Club Italiano per il Museo della Comunità Greco Orientale di Trieste “Costantino e Mafalda Pisani”

 

Prende avvio nella sede della Comunità Greco Orientale di Trieste il secondo ciclo di conferenze promosse dal TCI – Club di Territorio di Trieste per far conoscere e valorizzare le opere esposte nel Museo della Comunità, che i Volontari del TCI tengono aperto nell’ambito del progetto del Touring Club Italiano “APERTI PER VOI”.

 

Ringrazio vivamente tutte le studiose (le relatrice sono tutte donne) che hanno accettato di condividere con noi soci e volontari del TCI e con la Comunità Greco Orientale le loro competenze. Senza la loro entusiastica partecipazione, non avrei potuto dare corpo a questo progetto.”

Si inizia lunedì 9 dicembre 2019 ore 17 con il tema L’iconografia biblica tra interpretazione ebraica ed esegesi cristiana, di cui sarà relatrice la dott.ssa Andreina Contessa, storica dell’arte, direttrice del Museo Storico e Parco del Castello di Miramare. Esperta medievalista, dal1990 al 2017 ha vissuto, studiato e insegnato a Gerusalemme; in particolare dal 2009 al 2017 è stata Conservatore/Capo Curatore del Museo di Arte Ebraica Italiana U. Nahon di Gerusalemme. Nasce proprio da questa sua esperienza professionale l’affascinante racconto sull’iconografia biblica.

Si continua lunedì 17 febbraio 2020 con la dott.ssa Rossella Fabiani, funzionaria storica dell’arte, che si occupa della promozione e attività culturali del Polo museale del Friuli Venezia Giulia. Ci aggiornerà su La testimonianza della classicità oggi a Trieste. Dopo la grande mostra sul Neoclassico, promossa e organizzata dal Comune di Trieste nel 1990, sarà interessante capire l’evoluzione degli studi che sono stati intrapresi e pubblicati nel corso degli ultimi trent’anni.

 Lunedì 23 marzo la dott.ssa Maria Masau Dan, storica dell’arte, già direttrice del Museo Revoltella parlerà su I volti della storia. La collezione di ritratti del Museo Pisani. Sarà sicuramente interessante inquadrare i bellissimi e numerosi ritratti presenti nella collezione museale nel contesto della ritrattistica triestina dell’Ottocento e dei primi del Novecento.

Giovedì 2 aprile (solo qui per ragioni organizzative la giornata degli incontri si sposta a giovedì) la dott.ssa Lorenza Resciniti, funzionaria direttiva conservatrice dei Civici Musei di Storia e Arte illustrerà La collezione Stavropulos dei Civici Musei. Un dono alla città di un mecenate greco. Sarà l’occasione per conoscere una parte del Civico Museo di Storia Patria di via Imbriani, dove si trovano le raccolte artistiche di Stavropulos: un corpus di pitture e sculture di artisti italiani ed europei antichi e contemporanei.

Il tema del collezionismo sarà svolto anche nell’ultimo degli appuntamenti calendarizzato per lunedì 4 maggio. La dott.ssa Rossella Scopas, storica dell’arte e componente del Segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo per il Friuli Venezia Giulia parlerà su Da Giovanni Vordoni alla famiglia Economo: il contributo della comunità greca alla crescita culturale e artistica di Trieste.

 Tutte le conferenze saranno illustrate da immagini e si svolgeranno nella giornata di lunedì (tranne una al giovedì) tradizionalmente dedicata dalla Comunità a incontri e laboratori culturali. Gli appuntamenti sono sempre alle ore 17 nella sala del terzo piano della Comunità (ingresso a fianco della Chiesa di San Nicolò). L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti. In allegato il calendario.

Antonio Poilucci, storico dell’arte, già ministro per i beni culturali e ambientali, soprintendente per il Polo Museale Fiorentino e direttore dei Musei Vaticani, afferma che il TCI non potrà mai rinunciare a essere produttore di conoscenza, indipendentemente dagli strumenti utilizzati *. Ecco anche questo progetto del Club di Territorio di Trieste aspira ad essere un produttore di conoscenza ed è un piccolo tassello nel grande puzzle dei 125 anni di vita del Touring Club Italiano.

 

Informazioni sull’attività del Club del Territorio di Trieste si trovano su:

https://www.touringclub.it/voci-del-territorio/friuli-venezia-giulia/trieste




“Aggiungi un posto a tavola” dal 5 dic. al Teatro Rossetti Trieste

Nel prezioso e mitico allestimento originale, con la grande arca che si costruisce scena dopo scena davanti agli occhi del pubblico, e i divertenti numeri coreografici sulle musiche di Trovajoli, ritorna al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia “Aggiungi un posto a tavola” di Garinei & Giovannini.

 

Dal 5 all’8 dicembre nell’ambito del cartellone Musical ed Eventi, la nuova edizione della deliziosa commedia musicale, divenuta un vero classico, riempirà il Politeama Rossetti di allegria e canto.

 

Gianluca Guidi racconta così l’emozione di quando gli è stato proposto di essere protagonista e regista di uno dei titoli più amati del teatro italiano: «Rimettere in scena “Aggiungi un posto a tavola”! Quando Alessandro Longobardi mi ha chiesto di tentare questa impresa, l’entusiasmo è salito subito alle stelle; poi (un po’ come Don Silvestro che col martello, guardando l’arca spalle al pubblico, dice “… va bene farò da solo… da solo” per poi crollare su sé stesso) il senso della realtà ha avuto la meglio. Il Teatro di Garinei & Giovannini non è mai stato facile da riproporre, paradossalmente, nemmeno per loro stessi. La genesi di numerosi spettacoli concepiti dalla celeberrima coppia era sempre un perfetto mix di idee autoriali, costruzione registica collaudata, team creativo d’eccellenza, e, non ultimo, l’apporto interpretativo di veri e propri mostri sacri del palcoscenico, testimoni ultimi di una generazione attoriale e di una professione ormai in via d’estinzione. (…) Il dovere di un regista dovrebbe essere quello di non tradire gli autori… soprattutto (visto il vantaggio che comporta) in casi ove la materia è consolidata e soprattutto di comprovato successo. “Aggiungi un posto a tavola” è una favola che parla d’amore, di accoglienza, di vita nuova da inventare e, possibilmente, migliorare, di esseri umani che hanno la possibilità di creare un mondo nuovo… e perché no? Anche di fede… minuscola per la scrittura ma assolutamente maiuscola se intesa come fiducia in se stessi, nel prossimo e nel futuro». 

Non si poteva trovare un interprete più preparato di Gianluca Guidi né un regista più sensibile e attento per questa messinscena, preziosa, accurata, a cui il produttore Longobardi ha assicurato un cast eccellente d’artisti (accanto a Guidi (Don Silvestro), recitano Marco Simeoli (Sindaco Crispino), Piero Di Blasio (Toto), Camilla Nigro (Clementina), Francesca Nunzi (Ortensia) ed Enzo Garinei che è “La Voce di Lassú”). Inoltre è notevole l’assieme creativo: fondamento di un successo che ha già al suo attivo tre stagioni di repliche con oltre 160 mila spettatori, un ulteriore arricchimento per l’incredibile palmarès di questa commedia musicale.

 

“Aggiungi un posto a tavola” dal 1974, quando fu rappresentata per la prima volta a Roma, ha avuto un successo senza precedenti, addirittura planetario, con oltre 30 edizioni e 15 milioni di spettatori, in Inghilterra, Austria, Cecoslovacchia, Portogallo, Spagna, Russia, Ungheria, Messico, Argentina, Cile, Brasile, Venezuela, Finlandia… 

Nessun problema a superare i confini di spazio e tempo, dunque, per le belle musiche di Armando Trovajoli e per la divertente storia che Garinei e Giovannini con Jaja Fiastri, ispirandosi liberamente a un testo di David Forrest, racchiudono in una commedia musicale perfetta.

 

Don Silvestro, parroco di un paesino di montagna viene chiamato al telefono da… Dio. Gli intima di costruire una nuova Arca perché arriverà un secondo diluvio universale. I concittadini lo aiutano nell’impresa – distratti solo dall’arrivo della fascinosa Consolazione – e si riesce a ultimare l’arca nonostante gli ostacoli posti dal sindaco. I concittadini sono quasi in salvo, ma l’arrivo di un cardinale da Roma pone Don Silvestro in difficoltà: e sull’arca saliranno solo lui e Clementina, la figlia del sindaco che lo ama senza speranze… Ma non sarà questo l’unico colpo di scena!

 

“Aggiungi un posto a tavola” va in scena alle ore 20.30 dal 5 al 7 dicembre, per la pomeridiana di sabato 7 e per domenica 8 dicembre alle ore 16. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.




Miroglio e Jégou dalla Francia per Trieste Prima Venerdì 6 dicembre al Museo Revoltella

PSPUn duo francese di nomea internazionale, insolito quanto innovativo per una performance musicale e coreutica che è una “prima” per la rassegna internazionale di musica contemporanea “Trieste Prima”. Un incontro, insieme concerto e spettacolo, in programma venerdì 6 dicembre alle ore 18 presso il Museo Revoltella, con al presenza straordinaria del percussionista Thierry Miroglio e della danzatrice Sophie Jégou.

Sophie Jégou.

Concerto performance dal titolo “Lo scarabeo d’oro” che prende a prestito il nome di un’opera del compositore contemporaneo Fausto Sebastiani che verrà eseguita in prima assoluta insieme ad altri brani di autori contemporanei: “Saveur” di Xu Yi, “Seven Studies in Self-Imposed Tristesse” di Lars Petter Hagen, “Metal east-journey” di Ivan Fedele, “Le grand Jeu” di Bruno Mantovani, per un innovativo ed eterogeneo programma tra percussioni, elettronica ed espressività corporee. Artisti da Cina, Norvegia, Italia e Francia, particolarmente apprezzati nel campo della ricerca e della sperimentazione sonora, già all’attivo in diversi festival internazionali e centri di ricerca, docenti universitari e ricercatori in prestigiose accademie dedicate alla nuova musica. I performer ospiti hanno anch’essi una lunga e fortunata carriera. Thierry Miroglio tiene recitali e concerti in più di quaranta paesi del mondo ed è uno dei pochi percussionisti al mondo ad avere tale attività, con un repertorio di oltre trecento pezzi e concerti per percussioni e orchestra. Collabora con vari studi di ricerca elettroacustica, tra cui l’Ircam, Keams Seoul, Shanghai Eamc e molti altri. Professore al Conservatorio “D. Milhaud” di Parigi, tiene masterclass, conferenze e seminari sulle percussioni

Thierry Miroglio

nella musica contemporanea ed ha collaborato con numerosi compositori, tra i quali John Cage, Luciano Berio, Kaija Saariaho, Maurice Ohana, Jean-Claude Risset. La ballerina, danzatrice, performer e coreografa Sophie Jégou nel campo della creazione, le piace associare la danza ad altre forme artistiche come la poesia, la musica, le arti visive e il teatro. Interprete di fortunati e diversi spettacoli tra cui “Sign and shadows”, “Bang Bang”con coreografie di Anne Quéguiner, partecipa a “Parades et Changes” con Yvola Demange. Danza anche in “The Red Thread”, creato daKilina Crémona e Alain Goudard come parte del Festival Croisements e rappresentato durantediverse tournées in Cina. Sophie ha anche ballato in occasione delle Nuits sonores, della biennale OFF di Lione e del festival Orphée di Parigi. Il concerto performance, penultimo appuntamento della fortunata rassegna triestina diretta da Corrado Rojac, è ad ingresso libero. Tutte le informazioni su chromas.it.