Archeomuseo – Castello di Torre “Questo corpo è un sole. Maternità di Maria e simbolo eucaristico” dal 16 febbraio

Inaugurazione della mostra  sabato 16 febbraio ore 16.45


E’ dedicata all’iconografia di Maria lactans e sul significato eucaristico attribuito al simbolo solare nei corso dei secoli, la mostra “Questo corpo è un sole. Maternità di Maria e simbolo eucaristico” promossa dal Centro culturale Augusto Del Noce, col patrocinio del Comune di Pordenone e del Museo Diocesano di Arte Sacra. L’esposizione, allestita nel Castello di Torre, sede del Museo Archeologico del Friuli Occidentale, sarà inaugurata sabato 16 febbraio alle 16.45, nella Bastia del Castello, con un intervento di Giovanni Catapano, docente di Storia della filosofia medievale a Padova, su “Maria e le controversie cristologiche dei secoli IV e V”.
Il percorso iconografico presenta una serie di immagini che sono parte integrante della nostra cultura e che richiamano ancora oggi la natura di Avvenimento del Cristianesimo.
L’immagine di Maria che allatta Gesù è reperibile sin dai primi secoli cristiani sia in Egitto, come sostituzione di Iside che allatta il figlio Horus, sia in Italia, come sostituzione della Pietas romana. Un modello iconografico successivo si ritrova a Costantinopoli: è quello di Maria Domene (orante), con il Bambino davanti a sé, detta anche Blachernitissa, perché presente nella chiesa delle Blacherne, costruita nel V secolo. In epoca post-bizantiniana tale icona è denominata in russo Znamenie («Segno») e Platytera tou ouranou («più ampia del cielo»). Una variante che richiama tali soggetti è quella della Madonna Odigitria («che indica la strada»), la quale regge il Figlio con il braccio sinistro, mentre lo indica con la mano destra. Agli inizi del Trecento queste tradizioni iconografiche si fondono in una nuova immagine, quella della Madonna dell’Umiltà, nata in ambito avignonese, in cui talvolta il volto di Cristo è dipinto sul petto della Vergine, con un chiaro significato eucaristico. Ciò avviene significativamente dopo il miracolo di Bolsena del 1264 e la promulgazione, da parte di papa Urbano IV, della bolla Transiturus de hoc mundo, che istituiva la festa del Corpus Domini.
Alcune raffigurazioni trecentesche della Madonna del latte e dell’Umiltà, reperibili in area veneto-friulana, risultano molto importanti come documentazione del significato eucaristico del fermaglio che chiude il manto della Vergine: così, ad esempio, la Madonna degli Angeli della chiesa del Cristo di Pordenone, che si può datare alla prima metà del Trecento, e la Madonna dell’Umiltà, presente a Santa Maria Maggiore di Trieste, dipinta da Lorenzo Veneziano, a metà del secolo XIV. Dopo il Trecento, il sole raggiante sul petto della Madonna ebbe grande diffusione in Centro Italia e a Roma, dove diventò la moderna raffigurazione dell’Immacolata. Furono i predicatori del XV secolo a diffondere tale icona, in particolare San Bernardino da Siena (1380-1444), il quale probabilmente fu influenzato da Caterina da Siena, la quale attribuisce a Dio le seguenti parole sull’eucaristia: «El quale Corpo è uno sole, perché è una cosa con meco, vero Sole». A partire dal XVIII secolo si diffusero nella Chiesa gli ostensori raggiati, in cui confluisce probabilmente la simbologia del sole eucaristico. L’icona del sole raggiato sul petto della Vergine scompare così dalla pittura sacra, ma, come ha scritto Celso Costantini, «l’Eucarestia è il sole, che riempie di luce e di vita la Chiesa. Accanto all’astro maggiore vi è un altro astro, che, riflettendo la luce del mistico sole, diffonde nella chiesa un ineffabile sorriso di bellezza e di consolazione. È Maria santissima».
La mostra, a ingresso libero, è visitabile fino al 14 aprile dal venerdì al sabato dalle 15.00 alle 18.00 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.




Circuito ERT: Maratona di New York con Fiona May e Luisa Cattaneo

Nel 1993 al debutto di Maratona di New York, pièce di Edoardo Erba, sul palco cerano Luca Zingaretti e Bruno Armando. Nei venticinque anni in cui lo spettacolo è stato allestitotante coppie di attori si sono cimentate nellimpresa di recitare correndo per oltre unora. Finalmente e per la prima volta Maratona di New York sarà al femminile grazie allinterpretazione di Luisa Cattaneo, attrice e runner, e di Fiona May, due volte argento olimpico e due volte campionessa del mondo di salto in lungo. Lo spettacolo, riadattato dallo stesso Erba e diretto da Andrea Bruno Savelli, andrà in scena per quattro serate nel Circuito ERT: martedì 19 febbraio al Teatro Benois-De Cecco di Codroipo, mercoledì 20 febbraio al Teatro Verdi di Maniago, giovedì 21 febbraio al Teatro Pier Paolo Pasolini di Casarsa e venerdì 22 febbraio al Cinecity di Lignano Sabbiadoro. Tutte le repliche avranno inizio alle 20.45; a Codroipo le due interpreti incontreranno il pubblico alle 18.30 nella Sala Conferenze della Biblioteca adiacente al Teatro, mentre a Maniago lincontro è programmato per le 18 nel ridotto del Verdi.

 

Le due protagoniste si stanno allenando in vista della Maratona di New York. Da una parte c’è la leader, nella corsa così come nella vita, una donna determinata, sicura e apparentemente invincibile; dall’altra la sua amica, più insicura, impaurita, fortemente legata a un passato dal quale non riesce a separarsi. Con lo scorrere dei passi e dei minuti il pubblico si renderà conto che non sta assistendo aun semplice allenamento ma a un’affannata corsa fisica ed emotiva nei meandri delle loro esistenze.

Il successo dello spettacolo si deve a una drammaturgia dallo straordinario impatto emotivo dove il gesto sportivo diventa massima espressione della metafora del percorso della vita. Una corsa dell’esistenza, un’estrema ultima volata. Un percorso immaginario che, tra ostacoli, fatica, sudore, ricordi, memoria, tempo e spazio sospesi, celebra sentimenti autentici e suggella la storia diun’amicizia sincera e fraterna.

 

Luisa Cattaneo, fiorentina, è stata allieva di Sandro Lombardi e assistente alla regia di Barbara Nativi. Negli ultimi anni ha collaborato spesso con il drammaturgo Stefano Massini: dal Trittico delle Gabbie (Premio della Critica 2007, nomination Premio Ubu 2006) a Donna non rieducabile, da Frankenstein per il Teatro Metastasio/Stabile della Toscana a I Capitoli del Crollo. Ha lavorato, tra gli altri con Ottavia Piccolo, Lucilla Morlacchi, Franca Valeri, Gigi Proietti e Massimo Dapporto.

Atleta britannica, di famiglia giamaicana naturalizzata italiana, Fiona May è stata specialista del salto in lungo, disciplina nella quale ha vinto due medaglie d’argento olimpiche (1996, 2000), due titoli mondiali (1995, 2001). Nel 2005 ha abbandonato l’attività agonistica. Nel 2014 è stata nominata dalla FIGC consigliere per l’integrazione e le politiche contro le discriminazioni razziali.Nel 2006 ha partecipato alla trasmissione televisiva Ballando con le stelle e nel 2015 a Si può fare!Con Carlo Conti. Ha, inoltre, lavorato in Butta la luna e Butta la luna 2 di Vittorio Sindoni.

 

Maggiori informazioni al sito www.ertfvg.it o chiamando il Teatro Benois-De Cecco (0432 908467), l’Ufficio Turistico di Maniago (0427 709063), la Biblioteca Comunale di Casarsa (0434 873981) e il Cinecity di Lignano (334 105 8083).




EDIPO RE AL CENTRO STUDI DI CASARSA VENERDÌ 15 FEBBRAIO ALLE 17.30

Sarà la tragedia di Edipo ad aprire venerdì 15 febbraio alle 17.30 al Centro Studi Pasolini di Casarsa il nuovo ciclo di appuntamenti di formazione che esplorano il cinema di Pasolini, in unpercorso dedicato ai miti dell’antica Grecia.

“Edipo re”, pellicola girata nel 1967, affronta uno degli archetipi più noti dell’antichità, narrato nella tragedia di Sofocle e riattualizzato nel secolo scorso dalla psicanalisi freudiana alla ricerca dell’io più profondo nelle sue pulsioni ancestrali. Pasolini ne sullo schermo una rilettura in chiave personale e autobiografica, come arrovellante itinerario della conoscenza che aspira alla verità, sullo sfondo di una Grecia arcaica. A presentare “Il mito e la tragedia di Edipo” sarà la lezione di Luciano De Giusti, docente di Storia e semiologia del cinema all’Università di Trieste, con studi monografici su autori come Visconti, Loach, Bresson, Bergman, Losey, e alcuni più specifici sulla cinematografia di Pasolini: Il cinema in forma di poesia (1979), I film di Pier Paolo Pasolini (1983) e, con Roberto Chiesi, Accattone. L’esordio di Pier Paolo Pasolini raccontato dai documenti (2015).

Info: 0434 870593. www.centrostudiperpaolopasolinicasarsa.it




TEATRO VERDI PORDENONE: 14 FEB.ORE 20.45 “SEI”, TRATTO DAI “SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE” DI PIRANDELLO

Prosegue al Teatro Verdi di Pordenone il focus dedicato quest’anno a particolari riletture di un gigante come Luigi Pirandello, con allestimenti che hanno portato nuova linfa ai testi messi in scena, ‘traducendo’ la lingua originale in una lingua teatrale a noi più vicina e ottenendo il miracoloso risultato di mostrarci un ‘Pirandello senza pirandellismi’, rinnovato, rigenerato, ma mai tradito.

Dopo il grande successo dell’Enrico IV di Carlo Cecchi, approda giovedì 14 febbraio al Verdi (inizio ore 20.45), in esclusiva per il Nordest lo spettacolo firmato da Spiro Scimone e Francesco Sframeli – entrambi in scena e, rispettivamente, anche autore e regista – “Sei”, tratto dai “Sei personaggi in cerca d’autore”, prodotto da Compagnia Scimone Sframeli, Teatro Stabile di Torino, Teatro Biondo Stabile di Palermo, Théâtre Garonne Scène européenne Toulouse, in collaborazione con Napoli Teatro Festival.

Spiro Scimone e Francesco Sframeli, artisti molto amati e pluripremiati in Italia come all’estero, si misurano per la prima volta con Pirandello: in questa rivisitazione dei Sei Personaggi, proposto al Verdi nell’ambito della sezione “Nuove scritture”, la commedia pirandelliana perde il suo alone di ancestrale moralismo e scopre invece i rapporti concreti tra le persone: pur seguendo piuttosto fedelmente la trama originale, gli artisti siciliani fondono la poetica pirandelliana con il linguaggio teatrale contemporaneo, tipico della loro esperienza attoriale e drammaturgica. Scimone lavora sulla parola ‘riscrivendo’ con grande fedeltà il testo originario, ma denunciandone apertamente quelle che oggi sarebbero inutili forzature. È lui stesso a interpretare il capocomico della compagnia in prova, mentre Francesco Sframeli, che firma la regia, è un misuratissimo ‘padre’, ovvero il motore colpevole del dramma. Con loro in scena un folto gruppo di bravi ed affiatati interpreti tra i quali molti i giovanissimi (Gianluca Cesale, Giulia Weber, Bruno Ricci, Francesco Natoli, Mariasilvia Greco, Michelangelo Maria Zanghì, Miriam Russo e la triestina Zoe Pernici).

«Sei – affermano Scimone e Sframeli – nasce dal bisogno di mettere insieme il nostro linguaggio teatrale con la lingua del grande maestro. Durante il lavoro di elaborazione, abbiamo ridotto il numero dei personaggi, eliminato o aggiunto scene e dialoghi, sostituito qualche termine linguistico, ma senza stravolgere la struttura drammaturgica dell’opera originale». In un teatro, due attori, due attrici e un capocomico stanno per iniziare la prova di uno spettacolo che, forse, non debutterà mai. Improvvisamente un corto circuito li lascia al buio. La luce arriva solo con l’apparizione in carne ed ossa dei “Sei Personaggi” che, rifiutati e abbandonati dall’autore che li ha ideati, sperano di poter vivere sulla scena il loro “dramma doloroso”. I componenti della compagnia, pensando che i “Sei” siano solo degli intrusi, fanno di tutto per cacciarli via. Ma quando il Padre inizia a raccontare la tragedia familiare, l’idea di far rivivere il loro dramma sul palco, diventa sempre più concreta e necessaria. Dal rapporto vero e autentico tra attore, personaggio e spettatore, nasce la vera magia del teatro, che ci fa andare oltre la finzione e la realtà.

«Lo spettacolo di Scimone Sframeli è un Pirandello ‘con altri occhi, come non te lo aspetti», commenta la consulente artistica per la Prosa Natalia Di Iorio: un perfetto meccanismo tra comicità e feroce ironia: autore e regista riescono a dare nuova linfa al testo originale che ne risulta rigenerato».

Abbonamenti: Fidelity Platinum, Nuove Scritture. Info e biglietti in biglietteria (aperta dalle 16 alle 19 dal lunedì al venerdì e il sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19. Le sere dello spettacolo dalle 16.00 no-stop fino a inizio recita Tel 0434 247624) e on-line www.comunalegiuseppeverdi.it.




Teatro Verdi di Pordenone 12 feb. “Les nuits barbares”

Ancora grandi ospitalità internazionali in esclusiva per la Stagione del Teatro Verdi di Pordenone dove, martedì 12 febbraio (inizio ore 20.45), si apre ufficialmente il cartellone di danza, selezionato dal consulente artistico Maurizio Baglini, con l’unica data regionale di uno spettacolo di potente bellezza che racconta come il vivere civile e socialenasca dalla forza ancestrale di un mondo barbarico. “Les nuits barbares”, firmato per la sua compagnia da Hervé Koubi, è un lavoro di alta suggestione ispirato al primo mattino del mondo.

Con una compagnia di dodici straordinari danzatori, l’osannato coreografo franco-algerinoracconta in scena l’origine della cultura mediterranea, in uno spettacolo definito dalla stampa internazionale «spettacolare, sublime e superlativo». Hervé Koubi riscrive una storia millenaria portando sul palco la paura ancestrale dello straniero, per rivelare la raffinatezza delle culture «barbare». I danzatori fanno vorticare le loro gonne come dervisci, brandendo lame e coltelli al suono della musica sacra di Mozart e Fauré, miscelata con melodie tradizionali algerine, dialogando con il patrimonio musicale e spirituale dell’occidente; la loro sensualità virile e la loro energia mozzafiato evoca un’umanità intera di barbari: Persiani, Celti, Greci, Vandali e Babilonesi, quasi delle apparizioni da tempi remoti e oscuri, che hanno influenzato quel grande crocevia di culture che è il Mediterraneo. Tutti questi elementi si mescolano con figure di breakdance, reinventate in maniera spettacolare e con l’hip pop, in un mix di generi dalla sensualità quasi spirituale. Non lavorando sulla narrazione, ma sugli ambienti, sulla presenza della carne e la potenza delle immagini, la compagnia si trasforma da esercito di guerrieri a corpo di ballo o coro d’opera.

Il coreografo Hervé Koubi ha vissuto per anni tra le due sponde del Mediterraneo, Africa ed Europa, alla ricerca delle proprie radici. “Quando ho tentato invano di ritrovare la memoria sulla terra dei miei antenati, l’Algeria, si sono annodati nuovi legami, legami inediti che mi hanno permesso di capire meglio chi ero e da dove venivo. Ho incontrato compagni d’Arte, testimoni per me di una storia perduta, ho incontrato coloro che mi piace chiamare ‘i miei fratelli ritrovati’. Di quale Storia sconosciuta, assimilata o cancellata siamo eredi?”. “Les nuits barbares” sono come il colpo di piedi che si dà in fondo al mare per risalire dalle tenebre alla superficie: allontanarsi dal buio dell’oscurantismo per ritrovare la luce della nostra storia condivisa.

  1. Info e biglietti in biglietteria (aperta dalle 16 alle 19 dal lunedì al venerdì e il sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19. Le sere dello spettacolo dalle 16.00 no-stop fino a inizio recita Tel 0434 247624) e on-line www.comunalegiuseppeverdi.it.



Al PAFF! un fine settimana tra musica, danza, laboratori e visite guidate

Ancora un week end ricchissimo al PAFF! di Pordenone il 9 e 10 febbraio.

Per la prima volta anche la musica dal vivo riempie le bellissime sale del Palazzo del Fumetto, fondendosi con le straordinarie opere del serbo Smudja.

 

Sabato 9 febbraio, alle 21 “Cello at an Exhibition” vede protagonista Riccardo Pes.
E sempre nel week end anche laboratori per bambini, workshop di danza e le immancabili visite guidate

Si intitola “Cello at an Exhibition” ed è il primo evento musicale del progetto “PAFFsonic” che inizia da sabato 9 febbraio (ore 21) a portare la musica all’interno degli spazi espositivi del PAFF!. Ospite del primo incontro è il violoncellista Riccardo Pes che propone una rivisitazione moderna del grande repertorio classico per violoncello, alternato a brani di propria composizione. Accanto a lui sono l’attrice e performer Giulia Pes e Roberto Viola alle tastiere, per la direzione musicale di Michele Giacalone. L’evento è aperto a soli 60 spettatori, ed è sviluppato come una sorta di commento sonoro e gestuale al percorso espositivo di Gradimir Smudja, allestito al PAFF! dallo scorso tutte le informazioni per i biglietti sono su www.paff.it.

“Riccardo Pes è davvero un violoncellista e un compositore creativo. Il suo modo di suonare

è una perfetta combinazione di conoscenza, competenze tecniche, naturale lirismo, suono

fluente e raffinato istinto musicale” così ha detto Giovanni Sollima del giovane musicista spilimberghese, oggi impegnato al Royal College of Music di Londra dove frequenta il primo anno del corso Artist, dopo essersi specializzato anche a Santa Cecilia e aver seguito decine di master internazionali. Ha suonato con i Solisti Veneti di Scimone e insieme a Mario Brunello e Giovanni Sollima e con il pianista Matteo Andri compone un consolidato duo.

Sempre sabato, ma al mattino (dalle 10 alle 13), si tiene anche il primo appuntamento del workshop Incontro Danzateatro, che attraverso l’arte della danza esplora e sviluppa le potenzialità comunicative del corpo, dal gesto simbolico alle azioni più quotidiane, il suo rapporto con l’altro e lo spazio che lo circonda, senza perdere il proprio centro e le proprie radici. La danzateatro pone come traguardo artistico la composizione coreografica. Quello di sabato 9 febbraio è il primo di una serie di incontri a cadenza bimestrale che compongono il percorso didattico-creativo ospitato dal PAFF!.

Domenica 10 febbraio torna anche il laboratorio dedicato ai bambini dagli 8 agli 11 anni su “La Paura”. A partire dalle ore 16 i bambini (massimo 12 partecipanti) possono realizzare un “amuleto” speciale che cattura le loro paure, con vari materiali che andranno a costruire il rifugio per le paure stesse: la realizzazione del laboratorio sarà un “luogo” in cui le paure del bambino, rese esplicite, possano essere mandate a riposare e farlo sentire più consapevole e coraggioso.

Continuano, come sempre, anche le visite guidate che ogni sabato e domenica alle ore 15.00 e alle ore 18.00 propongono il giro della mostra di Gradimir Smudja,

INFO

Le informazioni per entrambi i corsi sono si trovano su www.paff.it/didattica/ oppure scrivendo a info@paff.it.

Andrea Forliano




ZOPPOLA: venerdì la prima teatrale di AD UN PASSO di Molino Rosencranz

ZOPPOLA AUDITORIUM COMUNALE
venerdì 8 febbraio ore 20.45

Ad un passo nasce come spettacolo itinerante allaperto. Nel maggio 2018 ha inaugurato la seconda edizione di “Sulla Nuda Pelle”, Festival Teatrale sui luoghi della Grande Guerra lungo un percorso di dodici tappe dalla montagna del Tersadia al mare di Duino. Venerdì 8 febbraio la produzione di Molino Rosencranz arriva per la prima volta a Teatro, ospite della rassegna di Zoppola, promossa da Comune ed ERT allAuditorium Comunale. Alle 20.45 sul palco saliranno Marta Riservato, Roberto Pagura, Fabiano Fantini e Massimiliano Donato.

 

Il sottotitolo dello spettacolo recita dalle memorie di Caporetto alle guerre che sono oggi a un passo da noi. Le vicende rappresentate prendono avvio nella notte del 24 ottobre 1917 quando migliaia di soldati tedeschi, austriaci e italiani a poche centinaia di metri l’uno dall’altro attendono le 2.00, l’ora X in cui è previsto l’inferno. Le truppe imperiali hanno in serbo la piùtremenda offensiva di sempre, gli italiani lo sanno, ma restano immobili con l’ordine di non anticipare l’attacco, nemmeno con un solo colpo di cannone. Siamo nei pressi di Tolmino, dove l’Isonzo disegna una valle ai piedi del Monte Mrzli e qui troviamo i personaggi: semplici soldati, artiglieri, ufficiali, contadini che non volevano fare la guerra; tra loro una ragazza vestita da soldato che combatte con le truppe germaniche. Ognuno di loro ha davanti agli occhi non la vittoria o la sconfitta, ma un appuntamento con il destino che sembra non lasciar spazio ad alcuna prospettiva di futuro.

Tra quegli uomini la cui vita è appesa a un filo non ci sono solo i fantasmi della prima guerra mondiale, ma anche un imam, una giovane sposa siriana, un politico americano e un pilota di droni del Nevada.

Un intreccio di vite che tra passato e presente si trovano ad un passo dalla morte. Una morte che purtroppo non risponde alla natura che, in quanto madre, dovrebbe poter decidere del destino dei propri figli. Chi allora, chi può, deve e dovrà rispondere di questo massacro in cui l’uomo, animale feroce sempre pronto all’assalto, è sia vittima che carnefice?

Maggiori informazioni al sito www.ertfvg.it, chiamando la Biblioteca Comunale di Zoppola (0434 979947).




PROGETTARE NARRAZIONI VISIVE: BIG DATA, L’ATTO DELLA DATA VISUALISATION

Unione Industriali Pordenone – Sala Convegni Piazzetta del Portello, 2 – Pordenone
PROGETTARE NARRAZIONI VISIVE:
BIG DATA, L’ATTO DELLA DATA VISUALISATION
workshop con Michela Lazzaroni

E tenuto da Michela Lazzaroni – membro del Density Design Research Lab di Milano, Information designer, Editorial designer, esperta di Progettazione grafica, Architettura dell’informazione e Progettazione editoriale, le cui infografiche (pubblicate anche dall’inserto culturale del Corriere della sera La Lettura) hanno ricevuto importanti riconoscimenti – il workshop “Progettare narrazioni visive: big data, l’atto della data visualisation” che si terrà giovedì 7 febbraio alle 17 nella Sala Convegni di Unione Industriali Pordenone (piazzetta del Portello). Si tratta del secondo appuntamento del ciclo “Design Punto Domani”, che accompagna e arricchisce la mostra “Il Design dei Castiglioni “ in corso in Galleria Bertoia, evento espositivo realizzato da Unindustria, Comune di Pordenone e Fondazione Achille Castiglioni che vuole generare un laboratorio di idee e di stimoli. Il workshop (gratuito e aperto a tutti fino a esaurimento posti, con una corsia preferenziale per le scuole è incentrato sulla descrizione progettazione e narrazione dell’universo analitico e dei big data. Esso si propone di consentire l’esplorazione di un progetto di visualizzazione di dati in tutte le sue molteplici forme: dalla scelta dei temi da rappresentare, all’analisi dei dati legati a tali temi, fino ad arrivare alla rappresentazione visiva. Il contesto espositivo funzionerà da riferimento per dar vita a un momento interattivo di coinvolgimento del pubblico.
La rassegna “Designa Punto Domani” si compone di 5 appuntamenti dinamici e potenzialmente interattivi, su argomenti diversi fra loro, che gettano uno sguardo interessante e pertinente sul fare “design contemporaneo” e sulla filosofia sperimentale pressoché galileiana, basata sul processo “ipotizzare – verificare – correggere – ripetere – decidere”. Il Design evolve con la società ed è coinvolto in processi economicamente e sociologicamente rilevanti. Esiste un Design che studia risposte a scenari attuali e futuri molto complessi, che risponde in modo nuovo a vecchi problemi, che affronta l’intreccio apparentemente inestricabile fra la rivoluzione del 4.0 e le società liquide, e che proprio per questo emerge sempre come risorsa preziosa per creare valore in molti modi. Gli incontri – organizzati da Unione Industriali Pordenone con la curatela del prof. Giuseppe Marinelli – sono pensati per coinvolgere e stimolare un pubblico più ampio possibile, specie i più giovani.
I prossimi appuntamenti sono: Geneticamente diverso (a cura di Coop Futura) martedì 12 febbraio alle 17.00 nella Sala “Pier Paolo Pasolini” del palazzo della Regione a Udine; Design dei luoghi ostili, a cura di Aristide Barone, lunedì 18 Febbraio alle 17.00 nella Sala “Predonzani” della sede della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in Piazza Unità d’Italia a Trieste; Fil: Felicità interna lorda, a cura di Paolo Atzori, martedì 26 febbraio alle 17 nelle sede di Unidustria Pordenone.




Alessandro Benvenuti è Arpagone nell’Avaro firmato da Ugo Chiti 5 feb. Casarsa 6 Feb. Gemona

Arriva per due serate nel Circuito ERT una commedia che ha fatto la storia del teatro: LAvaro di Molière. Classe 1668, la pièce è stata adattata e interpretata dai più grandiregisti e interpreti. Di assoluto livello sono anche i protagonisti della versione che farà tappa martedì 5 febbraio alle 20.45 al Teatro Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia e mercoledì 6 febbraio al Teatro Sociale di Gemona del Friuli alle 21. A mettere mano al testo di Molière ci ha pensato Ugo Chiti, regista di riferimento di una compagnia storica come la toscana Arca Azzurra Teatro, che ha voluto nel ruolo di Arpagone la grande cifra attoriale di Alessandro Benvenuti, attore legato alla Compagnia oltre che da una amicizia di lunga data anche da esperienze comuni culminate nellindimenticato Nero Cardinale, spettacolo apprezzato anche dal pubblico regionale alcune stagioni fa.

 

Amara e irresistibilmente comica, la storia dellavaro Arpagone, dei figli Elisa e Cleante e del domestico Valerio è un’opera di bruciante modernità. L’avaro molieriano riesce a essere un classico immortale e nello stesso tempo a raccontarci il presente senza bisogno di trasposizioni o interpretazioni forzate.
Con questo lavoro Ugo Chiti riprende il filone di riscritture di classici per Arca Azzurra che ha visto messe in scena di grande impatto e di straordinario successo a partire dai due testi tratti dal Decameron di Boccaccio, fino alla Clizia machiavelliana, e ai testi su l’Amleto e la Genesi, lavori che costituiscono vere e proprie punte di diamante nella storia della compagnia.

 

Sul palco, assieme a Benvenuti, il nucleo storico dellArca Azzurra Teatro, composto da Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti e Lucia Socci, cui si uniscono Gabriele Giaffreda, Paolo Ciotti ed Elisa Proietti.

 

Maggiori informazioni al sito www.ertfvg.it o chiamando la Biblioteca Comunale di Casarsa (0434 873981) e il Teatro Sociale di Gemona (0432 970520).

Carlo Liotti




Nordio e Lovato il 3 febbraio per musicainsieme

Musicainsieme 2019 riparte domenica 3 febbraio con il suo percorso internazionale, «testimoniando – osserva la presidente del CICP – Centro Iniziativa Culturali di Pordenone Maria Francesca Vassallo – il fondamentale lavoro di formazione dei musicisti del futuro che unisce i Conservatori presenti in tutto il territorio europeo, e non solo. Sarà un privilegio avere a Pordenone, in Casa Zanussi, otto giovani artisti provenienti da due prestigiosi istituti italiani e da uno dei più importanti della Francia. Per alcune settimane, la domenica mattina all’Auditorium Zanussi di Pordenone, tasti del pianoforte prenderanno vita, corde di violini e violoncelli sprigioneranno il loro suono, un soffio leggero darà anima al clarinetto e una voce si modulerà in mille sfumature. Negli anni hanno partecipato a Musicainsieme, fra gli altri, i Conservatori e le Scuole di Musica di Bolzano, Castelfranco Veneto, Duino, Klagenfurt, Lubiana, Milano, Padova, Portogruaro, Trento, Treviso, Trieste Udine, Venezia, Vicenza, Vienna».

E’ la 42^ edizione di Musicainsieme,

Domenico Nordio

diretta da Franco Calabretto ed Eddi de Nadai: ancora una volta tutti i concerti – in programma alle 11 nell’Auditorium Casa Zanussi di Pordenone (via Concordia 7) – saranno nel segno della libera fruizione, a cominciare dall’evento inaugurale, domenica 3 febbraio, che vedrà protagonista il grande violinista Domenico Nordio, virtuoso fra i più celebrati del nostro tempo, in Duo con il pianista Federico Lovato su musiche di Mozart, Beethoven, Brahms.Domenico Nordio si è esibito nelle sale più prestigiose, dalla Carnegie Hall di New Yorkalla Salle Pleyel di Parigi, dal Teatro alla Scala di Milano al Barbican Center di Londra, allaSuntory Hall di Tokyo.

Federico Lovato

E con Orchestre comeLondon Symphony, National de France, Accademia di Santa Cecilia di Roma, Orchestra Nazionale della RAI, Orchestra Borusan di Istanbul, Moscow State Symphony. Dal 2017 è Artista Residente dell’Orchestra Verdi di Milano. Federico Lovato svolge intensa attività concertistica: invitato regolarmente a Festival internazionali, ha collaborato con importanti musicisti  e rinomate orchestre. E’ stato solista e di direttore artistico dell’Orchestra “I Solisti in villa” e dal 2011 è vice presidente della Società Musicale “Coro e Orchestra S. Marco” di Pordenone. È docente al Conservatorio Tomadini” di Udine e presso diversi istitutimusicali del Veneto e del Friuli.

MusicaInsieme proseguirà  domenica 10 febbraio nel segno delle realtà di eccellenza dei Conservatori con Chiara Bryant al violino e Lorenzo Padrin al pianoforte (Conservatorio diVenezia), su musiche di Mozart e Strawinsky.Domenica 24 febbraio appuntamento con il Trio Pedrollo (Clelia Rugini pianoforte, Samuele Aceto violino, Davide Pilastro violoncello) delConservatorio di Vicenza, su musiche di Beethoven, Mendelssohn. Domenica 3 marzo il Conservatoire National Superieur de Music et Danse de Lyon presenta il recital di Manon Lamaison soprano e Jodyline Gallavardin pianoforte, su  musiche di Poulenc, Fauré, Debussy, Liszt, Hahn. Gran finale, come anticipato, domenica 10 marzo  con la lezioneconcerto del vincitore del PremioMusicainsieme Pordenone Giacomo Cozzi.

Info: 0434.365387www.centroculturapordenone.it,cicp@centroculturapordenone.it.