PORDENONE, DA LUNEDI’ 25 GENNAIO “NARRATORI D’EUROPA”

Si apre lunedi’ 25 gennaio alla 15.30 la nuova edizione di “Narratori d’Europa”, il ciclo di incontri su e con gli autori ideato e curato da Stefania Savocco, docente di lettere e operatrice culturale, organizzato dall’IRSE, Istituto Regionale di Studi Europei, con sede a Pordenone.  Diretta streaming su piattaforma digitalecon accesso gratuito dal link: bit.ly/IRSE_NarratoriEuropa2021 e dal giorno seguente in differita sul canale Youtube e sulla pagina Facebook  dell’IRSE.

Storie nella storia del Novecento” è il tema portante dell’edizione 2021: un filo rosso legato alle “terre d’Europa silenziose”, oscurate geograficamente dalle nazioni più potenti che sono costantemente al centro dei riflettori.  Si parte lunedì con “Anime baltiche” dello scrittore, giornalista e viaggiatore olandese Jan Brokken: come sempre letture, approfondimenti multimediali e interviste scandiranno l’incontro, al quale seguiranno, ogni settimana (lunedì 2, 9 e 16 febbraio sempre dalle 15.30) gli incontri dedicati a “Patria”, dello spagnolo Fernando Aramburu, a “L’ottava vita” della scrittrice georgiana Nino Haratischwili e al romanzo “Eugenia” dell’autore francese Lionel Duroy, su vicende dimenticate nella Romania tra le due guerre.

Novità rilevante, per questa edizione 2021, è l’incrocio di “Narratori d’Europa” con il nuovo progetto IRSE “Memoria, Consapevolezza, Responsabilità: storie di un’Europa inedita e poco conosciuta”, rivolto a studentesse e studenti delle Scuole Secondarie regionali di Secondo Grado. Storia, letteratura e tecnologia digitale sono le coordinate in cui si inscrive il Progetto, sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, ideato per favorire l’approfondimento della storia del Novecento attraverso la letteratura contemporanea: per stimolare la consapevolezza e il senso di responsabilità per una cittadinanza attiva, grazie al confronto fecondo fra la prima metà del Novecento e le sfide dell’attualità.  Consultabile online al link bit.ly/IRSE_MemConsResp il Progetto propone agli studenti di realizzare un video breve (della durata fino a 15 minuti), partendo  proprio da uno dei quattro romanzi che scandiscono la serie “Narratori d’Europa”, legati dal titolo “Storie nella storia del Novecento”  Nel “Kit Studenti” caricato sul sito i partecipanti troveranno alcuni estratti significativi di ciascun romanzo e le indicazioni tecniche per la realizzazione del video, che prevede riprese in orizzontale e un elaborato in formato mp4, da trasmettere via wetransfer a irse@centroculturapordenone.it entro il 13 marzo 2021, unitamente ai form previsti dal bando.

“Abbiamo scelto appositamente romanzi che ripercorrono molti avvenimenti cruciali del XX secolo – sottolinea la curatrice Stefania  Savocco – e lo fanno attraverso saghe familiari, storie  a volte di personaggi famosi, come in ‘Anime baltiche’, ma soprattutto di vita quotidiana, relazioni e sentimenti, tragedie, ma anche ricerca personale di felicità, ambizioni, successi. Con particolare attenzione il progetto focalizza sui decenni tra le due guerre,anni di crescita economica e imprenditoriale, di avanguardie culturali, arte e musica, con diversi protagonisti spesso di origine ebraica, ma anche periodo di odi razziali e nascita di totalitarismi».

Jan Brokken con “Anime baltiche” ci guiderà fra le strade di Riga, dove Janis Rose fondò un’importante casa editrice nel 1914, contribuendo al risveglio culturale di un Paese che si sarebbe di lì a poco liberato dal giogo zarista. In Patria”, di Fernando Aramburu, scopriremo invece i Paesi baschi – Euskadi, nella loro lingua – e ci immergeremo nella storia di un’amicizia finita ai tempi dell’Eta. Nino Haratischwili e “L’ottava vita (per Brilka)” ci consentirà di conoscere “il Paese che, con i suoi abitanti, promuove qualità amabili come la sacra ospitalità e meno amabili come pigrizia, opportunismo e conformismo”, la GeorgiaCon Lionel Duroy, già reporter per il quotidiano Libération, andremo infine a Bucarest e a Iasi, nelle città dove gli ebrei ci appariranno considerati ladri e ingannatori perché insediatisi in posti che si sarebbero voluti riservati ai romeni. “Eugenia” è un libro sul pregiudizio e spiega come i regimi autoritari si possano imporre laddove vi siano omertà, occhi bassi e ignavia.




CASA ZANUSSI DIGITAL EDITION: DA MARTEDì 26 GENNAIO GLI APPUNTAMENTI DELL’UTE

 Proseguono le lezioni dell’UTE, Università della Terza Età di Pordenone: per tenersi compagnia ogni pomeriggio con un argomento diverso, tra cultura giapponese, geopolitica, filosofia e arte. Per accedere è necessario registrarsi nei link al sito www.centroculturapordenone.it

Si inizia martedì 26 gennaio, alle 15.30. Grazie alla collaborazione con la casa editrice Bottega Errante e l’Associazione culturale Italia Giappone Yume, si potranno scoprire i segreti di un oggetto particolare della tradizione giapponese: il kimono. Ne parlerà Veronica Piccolo, esperta di questo particolare indumento che oggi come ieri ancora fa parte della realtà del Giappone, Paese che, pur proiettato al futuro, ha un grande rispetto della propria tradizione. In quanto costume tradizionale, il kimono giapponese viene sempre preso a simbolo, insieme a riti come la cerimonia del tè o oggetti d’arte come la katana, di una cultura millenaria radicata e legata a regole e schemi pressoché sempre fedeli a loro stessi, racchiusi in quell’arcipelago lontano ed esotico.

Nella realtà dei fatti però, come i costumi europei, anche il kimono, la “cosa da indossare”, è cambiato nel corso dei secoli, influenzato dalla società, dalle tecniche di produzione e dalla moda del momento. Attraverso la storia si vedranno i cambiamenti che lo hanno portato fino ai giorni nostri: dal Junihitoe nobiliare al Noragi di riciclo, dal Bashōfu al jersey e al jeans, fino ad osservare l’evoluzione che hanno subito le regole del kitsuke, la vestizione: le tipologie di kimono, i tessuti, i decori da abbinare e le molteplici altre variabili che comunicano agli altri il nostro gusto ma soprattutto il nostro rispetto della storia e della cultura racchiusi tra gli strati del kimono.

Mercoledì 27 gennaio, sempre alle 15.30, proseguono gli appuntamenti di geopolitica tenuti da Cristiano Riva, docente di lettere classiche. Il ciclo si propone, come ogni anno, l’analisi di alcuni aspetti salienti del panorama geopolitico internazionale e proseguirà analizzando “Politica e ruolo internazionale e potere personale. Xi Jinping, Erdogan, Putin: tre Presidenti a confronto”.

Giovedì 28 gennaio, alle 15.30, un nuovo appuntamento con il corso “Poesia, intuizione, ragione” tenuto da Sergio Chiarotto, già docente di filosofia e preside di licei. Si presenteranno le personalità di alcuni scienziati e importanti personalità culturali che hanno influenzato il pensiero della loro epoca: questa settimana l’analisi si concentrerà su Johan Wolfgang Goethe (1749-1932), grande scrittore e poeta che visse in un’epoca di profondi cambiamenti.

La settimana si conclude venerdì 29 gennaio, alle 15.30, con “Da Botticelli a Leonardo”, a cura di Laura Turchet, laureata in conservazione dei beni culturali: il terzo incontro della serie Lo splendore del Rinascimento, per conoscere un periodo straordinario per la storia dell’arte attraverso alcuni dei suoi protagonisti.




20 MINUTI CON IL CRAF: IL 25 GENNAIO LIVE TALK CON MARIANNA SANTONI, GURU DI PHOTOSHOP

Spilimbergo (PN), 19 gennaio 2021 – La “regina di Photoshop” in diretta per “20 minuti con il CRAF”. Il 25 gennaio alle 19.00 il Centro Ricerca e Archiviazione della Fotografia di Spilimbergo ospiterà su Facebook nel palinsesto del live talk Marianna Santoni, prima esperta italiana ed oggi unica donna eletta Miglior Adobe Guru per Photoshop e Lightroom.

“Un grande onore per noi – afferma il direttore del Centro Alvise Rampini – tanti gli argomenti della nostra conversazione, dall’attività formativa grazie alla quale in questi giorni ha conquistato il primo posto nella classifica Tau Visual come migliore docente in Italia esperto in post-produzione, ai numerosi riconoscimenti ottenuti, passando attraverso la sua attività di fotografa e alle numerose consulenze per la gestione di importanti archivi fotografici”.

Marianna Santoni a 43 anni è l’unica donna italiana Eizo Ambassador, l’unica fotografa italiana Canson Infinity Ambassador, unica donna europea X-Rite Coloratti Master e prima ritoccatrice europea Wacom Evangelist. Nel 2007 ha ricevuto come “donna dell’anno” il Premio Pericle d’Oro e nel 2010 è stata nominata al merito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali tra le 54 donne di talento del nostro Paese. Questo riconoscimento in particolare le è stato attribuito per “aver innescato un autentico tsunami di innovazione nel mondo della fotografia”: “Una luminosa carriera – commenta il presidente Enrico Sarcinelli – che nasce dal solido connubio di umanità e competenza, al servizio degli studenti e delle aziende internazionali più importanti”.

Dal 2004 Santoni è relatrice per Canon, Nikon, Fujifilm ed Elinchrom. Autrice di oltre settanta pubblicazioni, ha svolto oltre mille incarichi di formazione, ha tenuto lezioni in 13 università e insegna fotografia digitale e post-produzione all’ISIA di Urbino dal 2010 nella specialistica post-laurea in fotografia di Beni Culturali. Pochi sanno che Marianna Santoni è consulente per la digitalizzazione e archiviazione del patrimonio artistico: di recente ha infatti curato l’archivio del jazz del fotografo Roberto Polillo e nell’ambito della fotografia forense è consulente per alte realtà governative, tra cui l’Esercito Italiano.

È stata al CRAF qualche anno fa per un evento formativo in presenza e una conferenza, entrambi sold-out: “L’impeccabile preparazione e l’energia travolgente che trasmette in tutte le performance continuano a decretare la sua popolarità – conclude Alvise Rampini – durante il nostro incontro online avremo modo di sottoporle tantissime domande e la nostra responsabile dell’organizzazione Maria Santoro la intervisterà per farci conoscere ancora meglio il segreto del suo successo”.




Giornate del Cinema Muto di Pordenone: CASANOVA di Volkoff evento orchestrale e cofanetto dvd e blu-ray

A Pordenone, in un Teatro Comunale Giuseppe Verdi rigorosamente chiuso al pubblico, si avviano al termine le prove, iniziate lunedì, per 52 musicisti dell’Orchestra San Marco di Pordenone diretti da Günter Buchwald nell’accompagnamento di Casanova (1927), il film di Alexandre Volkoff con il divo Ivan Mosjoukine che avrebbe dovuto chiudere le Giornate del Cinema Muto 2020 e che invece sarà – situazione Covid permettendo – l’evento speciale di chiusura della 40a edizione delle Giornate del Cinema Muto, in programma dal 2 al 9 ottobre 2021.

Il progetto Casanova prevede anche la pubblicazione di un cofanetto dvd e blu-ray co-prodotto dalle Giornate del Cinema Muto con la Cinémathèque française. Ecco spiegato l’ampio anticipo delle prove rispetto all’appuntamento autunnale e la presenza in teatro di Stefano Amerio dello studio di registrazione ArteSuono. La musica, composta a partire dal 2018 da Günter Buchwald, è stata eseguita in pubblico una sola volta, nell’ottobre 2019 al Teatro di Friburgo, dalla locale Orchestra Filarmonica diretta dallo stesso Buchwald. All’evento delle Giornate, quasi una prima dopo le revisioni della partitura apportate dal compositore, seguirà la presentazione al Festival Lumière di Lione.

Sopravvissuto in frammenti, Casanova è stato magistralmente ricostruito per la Cinémathèque française da Renée Lichtig, un lungo lavoro completato nel 1985. Da quella copia, presentata anche alle Giornate nel 2003 a Sacile (nella stessa edizione fu assegnato a Renée Lichtig il premio Jean Mitry), la Cinémathèque ha recentemente realizzato un restauro digitale e scansionato in 4K le preziose scene colorate. Oltre all’interpretazione di Mosjoukine, una delle sue migliori performance come attore brillante, nel film emergono – come notava la stessa Lichtig – la maestosa regia di Volkoff, la scenografia barocca, la bellezza e la ricchezza dei costumi e i magnifici luoghi meravigliosamente fotografati. La sceneggiatura riprende gli elementi più vistosi della vita del grande seduttore veneziano, soprattutto gli amori (con palesi accenni erotici) e il desiderio di avventura, e si ripercorrono i suoi movimenti da Venezia, dove conduce una vita di piaceri ma da dove è costretto a fuggire, a Vienna, alla Russia zarista e di nuovo a Venezia, fino alla detenzione ai Piombi e alla rocambolesca evasione.




AL VIA PORDENONESCRIVE 2021 EDIZIONE DIGITALE. COME UN ROMANZO: CON MARIAPIA VELADIANO, CHIARA VALERIO, MARCO BALZANO. ULTIMI POSTI DISPONIBILI

DAL 2 FEBBRAIO 2021 LA 12^ EDIZIONE DI PORDENONESCRIVE

SI SVOLGERÀ ONLINE, ULTIMI POSTI DISPONIBILI

TRAMITE ISCRIZIONE CON FONDAZIONE PORDENONELEGGE.

PORDENONEPordenonescrive 2021 è ai nastri di partenza: dal 2 febbraio al 2 marzo 2021 si svolgerà online la 12^ edizione della scuola di scrittura promossa da Fondazione Pordenonelegge, come sempre affidata alla cura degli scrittori Alberto Garlini e Gian Mario Villalta. Potranno quindi accedere partecipanti da qualsiasi latitudine, su piattaforma zoom: l’edizione 2021 sarà interamente dedicata alla genesi e scrittura del romanzo, per affrontare concretamente le questioni connesse ai meccanismi creativi e alla narrazione di una storia nella sua interezza, attraverso lezioni frontali e un’intensa attività di laboratori, esercizi e scambi, passo passo, fra i partecipanti e i docenti. Sono Mariapia Veladiano, Chiara Valerio e Marco Balzano i tre scrittori chiamati ad animare, con i curatori, la nuova edizione di pordenonescrive: tre autori capaci di toccare le corde dei lettori con una straordinaria tavolozza di emozioni, ma anche di trasmettere le loro tecniche a chi vorrà approfondire le dinamiche della scrittura creativa. Per assicurarsi gli ultimi posti è necessario iscriversi attraverso il form della scuola di scrittura nel sito www.pordenonelegge.it. Info e dettagli tel. 04341573100). Previste 18 ore di lezione su zoom, per uno sguardo coinvolto e coinvolgente sulla passione di ascoltare e scrivere storie.

Quest’anno pordenonescrive potenzia i suoi laboratori in modo da favorire al massimo lo scambio tra docenti e corsisti: Cinque lezioni frontali affronteranno le questioni connesse alla creazione di un romanzo: cosa si fa prima di scrivere, la presentazione del personaggio, lo stile, l’immedesimazione e il rapporto fra fiction e vita. Seguiranno, a distanza di una settimana, quattro laboratori, stimolati da un esercizio assegnato durante la lezione frontale. Si partirà dalla genesi del romanzo: con Alberto Garlini si approfondiranno i meccanismi creativi e il lavoro da affrontare per “vedere” una storia nella sua interezza. Mariapia Veladiano ci spiegherà come la fiction si nutre della vita e delle esperienze dell’autore stesso, Gian Mario Villalta si occuperà dello stile da adottare, ovvero la particolare voce dell’autore al servizio di un intreccio narrativo. Anche Marco Balzano approfondirà una delle questioni che uno scrittore deve affrontare fin dalle prime pagine: la presentazione dei personaggi. Infine Chiara Valerio, autrice e editor, si soffermerà su uno dei tempi più pressanti che presiedono alla composizione di un romanzo, e cioè la capacità per l’autore di fare immedesimare i lettori nei suoi personaggi.

Press ufficiostampa@volpesain




ACCADEMIA MUSICALE NAONIS presenta 3° Memorial Beniamino Gavasso con l’Orchestra Naonis diretta da Valter Sivilotti e ospite speciale Remo Anzovino

Accademia Musicale Naonis con il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Pordenone – Assessorato alla Cultura e della Fondazione Friuli

presenta

3° MEMORIAL BENIAMINO GAVASSO

con l’Orchestra Naonis diretta da M° Valter Sivilotti

ospite speciale M° Remo Anzovino

© Simone Di Luca

DOCUMENTARIO ACCADEMIA MUSICALE NAONIS

DOMENICA 3 GENNAIO 2021 ore 18:00 su YouTube (bit.ly/remomemorial)

È riconosciuta come una fra le più rappresentative orchestre del Friuli Venezia Giulia, con un occhio particolare di riguardo alla valorizzazione dei giovani e alla creatività, realizzando fin dalla sua fondazione nel 1998 rilevanti progetti musicali poliedrici e trasversali assieme a musicisti, cantanti, artisti di fama internazionale e anche quest’anno l’Accademia Musicale Naonis non ha voluto mancare nel rendere omaggio al mai dimenticato Maestro Beniamino Gavasso, fondatore dell’orchestra prematuramente scomparso nel 2018. Nonostante l’emergenza sanitaria, che costringe i Teatri a rimanere chiusi al pubblico, il Memorial Gavasso infatti è stato ripensato attraverso la realizzazione di un documentario musicale registrato a inizio dicembre al Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone per continuare a diffondere la tradizione artistica dell’Orchestra Naonis e fungerà, inoltre, da anteprima speciale al concerto in presenza che verrà realizzato il prossimo anno.

© Simone Di Luca

Come nelle prime due edizioni, l’Accademia ha mantenuto vivo, secondo la tradizione del memorial, l’incontro con un artista di fama internazionale: dopo Katia Ricciarelli e Paolo Fresu, l’Orchestra Naonis, diretta da Valter Sivilotti, ha individuato e invitato il Maestro Remo Anzovino alla realizzazione congiunta di un nuovo grande progetto live. Ci sarà infatti il compositore e pianista, che accompagnato dall’Orchestra, racconterà “La Grande Musica dell’Arte”, ovvero il percorso che lo ha portato ad affermarsi a livello mondiale componendo le colonne sonore originali dei film per “La Grande Arte al Cinema”, da Vincent Van Gogh a Frida Kahlo, che lo scorso anno sono state premiate con il Nastro D’Argento – Menzione Speciale Musica dell’Arte e sono diventate anche uno speciale cofanetto discografico, Art Film Music, pubblicato in tutto il mondo da Sony Masterworks/Sony Classical.

Il filo conduttore del progetto sarà la musica. Il documentario ripercorre la storia e i progetti dell’Orchestra Naonis arrivando ai giorni nostri e in particolare alla scelta del Direttore Artistico, il Maestro Valter Sivilotti, di fare un vero e proprio viaggio nelle straordinarie colonne sonore di Anzovino per questa terza edizione speciale del Memorial Gavasso.

“Quest’anno abbiamo voluto avere Remo Anzovino – afferma il Direttore Sivilotti – perchè la sua musica è contemporanea, le sue straordinarie colonne sonore sono collegate al mondo attuale e ha una visione della musica molto aperta, che permette all’Orchestra di continuare il suo importante percorso artistico”.

Il compositore svela al pubblico per la prima volta il legame tra suoni, arte e immagini, ovvero gli elementi fondamentali di questo speciale nuovo live, “La Grande Musica dell’Arte”, che vedrà anche la presenza di un sistema tecnologico visuale alimentato in tempo reale dalla stessa musica interpretata dall’Orchestra con il pianoforte di Anzovino: le immagini delle opere di alcuni dei più grandi pittori di tutti i tempi verranno dunque rivisitate proprio dalla musica suonata dal vivo.

Il documentario sarà l’anticipazione di quello che sarà il vero e proprio grande evento in programma il prossimo anno, il concerto dal vivo dell’Orchestra Naonis, diretta da Valter Sivilotti, con Remo Anzovino e con il pubblico in presenza.

Prodotto dall’Accademia Musicale Naonis, con la regia a cura di Giulio Ladini, il documentario musicale verrà trasmesso sulle televisioni locali (il 1° gennaio alle 19:00 su Il Tredici e il 2 gennaio alle ore 21:00 su Telefriuli) e in streaming alle ore 18:00 di domenica 3 gennaio sui canali dell’Accademia e del Maestro Remo Anzovino, ospite speciale di questa edizione.

Il 3° Memorial Gavasso è organizzato e prodotto dall’Accademia Musicale Naonis con il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Pordenone – Assessorato alla Cultura e della Fondazione Friuli.

VignaPR




2021, PORDENONELEGGE: PREVIEW DELLE INIZIATIVE IN ARRIVO, BILANCIO DI UN ANNO “SPECIALE”. OLTRE 2 MILIONI E 500MILA VISUALIZZAZIONI, PIU’ DI 300 EVENTI DIGITALI

PORDENONE –Il momento più difficile? Certamente alle soglie del primo lockdown, quando le attività sono state improvvisamente sospese, con tempistiche indefinite e senza un piano alternativo per portarle avanti. L’esperienza più gratificante? Sicuramente la celebrazione della 21^ edizione di pordenonelegge con molti eventi in presenza: consapevoli di poter accogliere il pubblico con massima attenzione alla sicurezza e di arrivare via streaming a quantinon potevano presenziare. La promessa più importante? «Nel 2021 ci saremo – afferma il presidente di Fondazione Pordenonelegge Michelangelo Agrusti – Perché la cultura è una necessità umana e sociale di primissimo piano, oltre che un valore, anche economico, per il territorio». A poche ore dalla conclusione di un 2020 a dir poco traumatico per tutti, e senza dubbio per il vasto arcipelago della cultura, Fondazione Pordenonelegge traccia un bilancio dell’anno che sarà ricordato come quello della grande “svolta digitale”: «Ci siamo reinventati in pochissimo tempo – racconta ancora Agrusti – trasformando le iniziative impraticabili in presenza in altrettanti eventi per il pubblico del web, ma anche inventando nuovi format specifici per il periodo di lockdown e i mesi complessi del distanziamento. Quando c’è stata la possibilità di riprendere l’attività in presenza abbiamo varato protocolli di sicurezza molto seri a garanzia della fruizione degli eventi, e adesso, nell’ultimo miglio della seconda ondata, ci siamo nuovamente riorganizzati online. Flessibilitàè una parola chiave che ci accompagnerà anche per il 2021: forti dell’esperienza acquisita in questi mesi proporremo speriamo in presenza, le nostre iniziative (e ne avremo anche di nuove sia durante l’anno che per il festival), sfruttando l’opportunità ormai validamente sperimentata del digitale».

Nel frattempo, un primo bilancio 2020 sottolinea il boom di visualizzazioni per i contenuti digitali proposti: sono state oltre 2 milioni e 500mila, e oltre 300 sono stati gli eventi, gli incontri, i progetti video e le videoproduzioni proposte online a cura di Fondazione Pordenonelegge – quasi uno al giorno! – incluso il festival di settembre e gli altri eventi culturali seguiti quest’anno.

Oltre 10.000 visualizzazioni ha registrato l’evento con Mauro Corona a pordenonelegge e ben 8.600 per l’inaugurazione del festival con Massimo Recalcati, 3.700 per l’incontro con Chiara Valerio, 1.400 per Antonio Scurati, 1.100 per Gianrico Carofiglio. E ancora i primi 8 viaggi digitali, nella primavera–estate 2020, hanno registrato oltre 8.000 visualizzazioni. «Siamo partiti nel vivo del lockdown con i video del percorso #Iorestoacasaeleggo – spiegano i curatori di pordenonelegge Gian Mario Villlata (direttore artistico), Alberto Garlini e Valentina Gasparet – Quindi abbiamo proseguito con altre novità online, come la staffetta di poesie che ha scandito il countdown per la Giornata mondiale del 21 marzo, e ancora il progetto 100 titoli in 100 minuti raccontati dai video di 80 scrittori, i Viaggi digitali d’autore, il Dantedì, la presentazione in 5 lingue dell’antologia dedicata alla Giovane Poesia Italiana, il Premio Hemingway riorganizzato in chiave digitale, il contest “Sposta la tua mente al dopo”, il corso Pensare, narrare e promuovere, le Rime digitali e in queste ultime settimane i progetti “Ti porto un libro” con il Porto di Trieste e la video produzione dedicata a Umberto Saba. In modalità mista, parte in presenza e parte online, abbiamo realizzato varie iniziative nel corso dell’anno: oltre a pordenonelegge attraverso la PNLEGGETV, alcuni eventi di “Viaggio dentro al libro”, della Scuola di scrittura pordenonescrive, gli eventi legati alla poesia e al Premio Umberto Saba. Altre iniziative sono state realizzate del tutto in presenza, come la prima edizione del Premio letterario Friuli Venezia Giulia e la partnership per Art&Food, LaFiera!». E sono 109 le comunicazioni diffuse da Fondazione Pordenonelegge nel corso dell’anno, per quasi un centinaio di newsletter. «Un modo per essere più vicini al pubblico, che ha dimostrato di premiarci con l’ultima campagna di crowdfunding in questo dicembre 2020 – spiega Michela Zin, Direttore di Fondazione Pordenonelegge – I 2021 codici a disposizione sono andati esauriti con due giorni di anticipo rispetto alla scadenza, e possiamo contare sin d’ora su 340 “Amici” del Festival. Coltiveremo al meglio le opportunità dischiuse dallo streaming, anche se ci auguriamo di tornare prima possibile alle modalità in presenza che hanno scandito le attività dei primi otto anni di vita della Fondazione». E tanti sono gli eventi già in vista: il primissimo domenica 3 gennaio, quando si ripartirà con il video racconto di Paolo Rumiz dedicato a “Moby Dick” di Herman Melville, online dalle 18 sui canali social di pordenoneleggee del Porto di Trieste nell’ambito del progetto “Ti porto un libro”.

Tante le iniziative in arrivo: Fondazione Pordenonelegge cura, per esempio, sul piano artistico e organizzativo il Premio Hemingway, promosso a fine giugno dal Comune di Lignano e, nel mese di ottobre, il festival GEOgrafie promosso dal Comune di Monfalcone. «Siamo pronti ad affrontare con fiducia il 2021 considerata l’esperienza acquisitain quest’annata particolare – osserva Michela Zin – consapevoli dell’importante ruolo che svolgiamo per il nostro territorio e per le nuove generazioni. Oltre ai progetti in corso, ci saranno diverse iniziative per le scuole, riprenderemo la progettualità sviluppata con la Regione per il Premio Umberto Saba Poesia e il Premio Letterario Friuli Venezia Giulia e lavoreremo a nuovi progetti: ricorrere al digitale apre strade che concorrono ad articolare più efficacemente le nostre iniziative future che vogliamo, però, poter far rivivere al più presto in presenza. L’appuntamento clou del 2021 è intanto già in cartellone: pordenonelegge 2021 si terrà dal 15 al 19 settembre e siamo al lavoro per un’edizione ancora una volta memorabile».

Press ufficiostampa@volpesain.com




R-EVOLUTION 2020, 30 MINUTI CON GIOVANNA BOTTERI: domani MARTEDI 22 DICEMBRE DALLE 18 IN ESCLUSIVA

PORDENONE – È uno dei volti più amati e familiari del giornalismo televisivo italiano: osservatrice attenta della realtà statunitense, per essere stata corrispondente RAI da New York per oltre 12 anni, ma anche sguardo vigile sul “far East” del mondo da dove ha raccontato, nella prima linea di Pechino, l’irrompere della pandemia in Cina e quindi in tutto il pianeta, Giovanna Botteri è analista di vaglia degli scenari geopolitici e come inviata speciale ha seguito alcuni dei più rilevanti avvenimenti internazionali, come il crollo dell’Unione Sovietica e l’inizio dei bombardamenti su Baghdad nel 2003. Vincitrice 2015 del premio Speciale Luchetta e presidente della Giuria 2020, in esclusiva per la Digital edition 2020 Giovanna Botteri con la sua analisi chiuderà, martedì 22 dicembre, il cartellone di R-evolution dedicato al Turnover” nel pianeta virale. Appuntamento alle 18, come sempre sul sito e sulla pagina facebook del Teatro Verdi di Pordenone, come tutti gli interventi di R-evolution sarà poi consultabile sul canale youtube del Teatro Verdi Pordenone. “Trenta minuti con Giovanna Botteri” è un’occasione davvero imperdibile che R-evolution offre per spaziare con lo sguardo a tutto campo verso il 2021, partendo dai due grandi competitor, Stati Uniti e Cina, per focalizzare sull’Europa e infine sull’Italia, sempre più alle prese con la criticità della seconda ondata pandemica, in prospettiva di un complesso avvio del nuovo anno, stretto fra l’attesa campagna di vaccinazione e il rischio di una terza ondata.

«Da parte di Pechino – anticipa Giovanna Botteri – c’è la piena consapevolezza che la questione economica fra USA e Cina vada ben al di là del presidente eletto, e che le cose cambieranno poco con Biden. Questo perché la questione cinese è fondamentale nel mercato globale internazionale: la Cina è un competitor che gioca molto forte sull’export, con una valuta sottovalutata che non rispecchia l’andamento internazionale e con regole che non sono giudicate corrette dagli altri partecipanti al mercato internazionale. La Cina non ha bisogno dei prodotti americani, che sono parte limitata delle sue importazioni, al contrario le importazioni di merci cinesi negli USA sono molto più consistenti. La Cina punta a un know how che non abbia più bisogno di Apple, Microsoft e prodotti USA: per questo il tema 5G e Huawei è assolutamente centrale nella prospettiva dei rapporti fra i due Paesi. E l’egemonia globale della Cina punta al primato tecnologico per controllare il mondo, non a quello militare come hanno fatto gli Stati Uniti dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi. La comunicazione aggressiva di Trump è stata solo fumo negli occhi: di fatto ha prodotto faticosamente un accordo che era stato sottoscritto due giorni prima dello scoppio della pandemia, adesso i colloqui ripartiranno con altri interlocutori, con grande difficoltà per arrivare ad un qualsiasi agreement». E per l’Italia, ci sono chance residue rispetto alla Via della seta?  «L’opzione Cina resta una possibilità, se a portarla avanti saranno interlocutori competenti e preparati – spiega Giovanna Botteri – In questo caso potremmo spuntare buoni accordi per Pechino ma anche per noi, con il beneplacito degli Stati Uniti».

R-evolution. Cronache dal futuro del mondo è il format di Lezioni di storia del nostro tempo promosso dal Teatro Verdi Pordenone con interventi curati per l’Associazione Europa Cultura da Daniela Volpe e Paola Sain. Il montaggio dei video proposti è stato realizzato dal regista Tommaso Lessio. La Digital Edition 2020 trova il sostegno dell’ufficio EuropDirect del Comune di Pordenone e di web partner Esploratori Culturali CGN ed ha il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia.




TEATRO VERDI PORDENONE: CONCERTO DEL PIANISTA GIOVANNI NESI PER SOLA MANO SINISTRA IN DIRETTA LIVE STREAMING. LUNEDI’ 21 DICEMBRE ALLE 18.00

Le sfide imposte dalla pandemia allo spettacolo dal vivo non sono certo mancate in questo 2020, e più di una volta il Teatro Verdi di Pordenone ha reagito con creatività e coraggio a queste difficoltà e limitazioni Anche in questa ultima parte dell’anno, il Verdi si riappropria dei suoi spazi naturali di spettacolo, condividendo con il pubblico un nuovo evento realizzato sul palcoscenico a platea vuota con trasmissione web in diretta streaming. Alle 18.00 di lunedì 21 dicembre sul canale live.comunalegiuseppeverdi.it atteso l’ultimo appuntamento con “I concerti delle 18”, la rassegna di musica da camera promossa con il sostegno di Fondazione Friuli. Protagonista Giovanni Nesi, classe 1986, considerato uno dei più interessanti pianisti della sua generazione. La sfida assolutamente inedita e sorprendente è quella di un’esibizione al pianoforte con la sola mano sinistra: la lezione-concerto “Left hand” propone musiche di Bach, Bach/Brahms, Skrjabin, Fumagalli, Schumann/ Wittgenstein, Shostakovich/ Nesi.

È assai raro poter assistere a un recital di pianoforte per sola mano sinistra, e questo fa del concerto di Nesi un appuntamento davvero imperdibile per scoprire un repertorio sorprendentemente vasto. Quella che è iniziata come una difficoltà fisica, è diventata per l’artista fiorentino quasi una risorsa, spingendolo verso vette inesplorate e fuori dal comune.

«Al momento mi trovo impossibilitato a suonare con la mano destra a causa della distonia focale, una malattia neurologica che può colpire i musicisti (si stima che il 5% ne sia affetto) e che comporta la perdita di coordinazione dei movimenti fini delle dita della mano, solitamente quella dominante» spiega Giovanni Nesi. «Dalla distonia focale oggi si può guarire. Ma per farlo si deve seguire una lunghissima e faticosa terapia neuro-riabilitativa, che prevede tanta tenacia e pazienza, e che inevitabilmente porta a conoscere ed affrontare aspetti nascosti della propria interiorità. Così, mentre lentamente recupero l’uso della mano destra, ho intrapreso un affascinante viaggio alla scoperta del vasto repertorio per sola mano sinistra, un’opportunità di espressione che richiede particolare fantasia e che apre a nuovi orizzonti interpretativi. A partire da Bach, con il disco Bach – Works for piano left hand edito da Heritage, proseguendo con brani più e meno noti, e anche con mie personali trascrizioni». In Italia Nesi si è esibito per le maggiori società di concerti e i più importanti festival, come il Maggio Musicale Fiorentino, il Festival dei Due Mondi di Spoleto, il Ravello Festival, La Società Umanitaria e la Società dei Concerti di Milano, l’Accademia Filarmonica Romana, il Teatro La Fenice a Venezia, la Società Aquilana dei Concerti, gli Amici della Musica di Firenze, Modena e Mestre, essendo più volte ospite della RAI.

«Si ripropone nuovamente, a chiusura d’anno, una modalità di spettacolo, quello a platea vuota, che abbiamo inaugurato al Verdi lo scorso maggio che per noi ha voluto dire rinnovare il segnale di presenza verso il nostro pubblico così come di vicinanza agli artisti, soprattutto a quelli più giovani. Non abbiamo ancora potuto riaprire, ma non ci siamo mai fermati perché il Teatro Verdi è certo spettacolo, ma non solo: svolge un vero e proprio ruolo sociale» spiega il Presidente Giovanni Lessio




PORDENONE, R-EVOLUTION DOMANI 18 DICEMBRE CON L’ANALISI DI MARIO SECHI SUL MONDO IN TRANSIZIONE

Poco più di trenta giorni all’inauguration Day della nuova Casa Bianca, il 20 gennaio 2021, e poco più di quindici giorni alle elezioni in Georgia che il 5 gennaio potrebbero consegnare al presidente Biden un Senato nel quale i democratici sono in minoranza. “Il mondo in transizione. Assetti globali verso l’era Biden” titola l’analisi affidata al Direttore AGI Mario Sechi, in programma venerdì 18 dicembre dalle 18, penultimo appuntamento del cartellone di R-evolution Digital edition 2020, come sempre sul sito e sulla pagina facebook del Teatro Verdi di Pordenone e in replica mercoledì 16 dicembre su Il 13TV, subito dopo il notiziario delle ore 19.  Sarà una riflessione a tutto campo focalizzata sui due grandi competitor del 21° secolo, Stati Uniti e Cina, ma anche sul vecchio continente costretto a confrontarsi con le criticità del pianeta pandemico. Senza dimenticare l’Italia, divisa fra prospettive a stelle e strisce e un Memorandum sulla via della Seta che si profila sempre più complesso nell’ottica degli equilibri transatlantici.  R-evolution. Cronache dal futuro del mondo è il format di Lezioni di storia del nostro tempo promosso dal Teatro Verdi Pordenone a cura dell’Associazione Europa Cultura, interamente dedicato al “Turnover” nel pianeta viraleLa Digital Edition 2020 trova il sostegno dell’ufficio EuropDirect del Comune di Pordenone e di web partner Esploratori Culturali CGN ed ha il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia. Tutti gli interventi saranno poi consultabili sul canale youtube del Teatro Verdi Pordenone.  Fra le novità più significative del tempo che stiamo vivendo c’è la consapevolezza che economia e salute non sono un’antinomia, ma possono, insieme, risollevare il morale delle borse del pianeta, oltre che illuminare un futuro finamente libero dalla pandemia. Il diritto alla salute e la sicurezza alimentare nell’anno pandemico diventano valori strategici, economici e geopolitici per i nuovi assetti globali, in attesa di capire i tempi di somministrazione del vaccino alle genti del pianeta. Mario Sechi ha iniziato la sua carriera a L’Indipendente, quindi ha lavorato a il Giornale  ed è stato poi direttore del quotidiano di Cagliari L’Unione Sarda. Tornato a il Giornale, è stato vicedirettore e capo della redazione romana. Vicedirettore del settimanale Panorama  e quindi di Libero, è stato per tre anni direttore del quotidiano Il Tempo. E’ stato poi editorialista per il quotidiano Il Foglio di Mix24 con Giovanni Minoli e di Sunday Tabloid su Rai2. Nel giugno 2017 ha creato List, un progetto giornalistico innovativo distribuito attraverso sito web, newsletter e app. Ha tenuto conferenze in USA e Italia sulle relazioni transatlantiche in collaborazione con istituzioni internazionali.