ROCK OPERA il 30 marzo a Trieste il concerto evento con i più grandi successi del rock arrangiati per orchestra e coro

TRIESTE, Politeama Rossetti

30 MARZO 2020, ore 20:30 

Biglietti in vendita dalle ore 10:00 di giovedì 16 gennaio alle biglietterie del Teatro Rossetti, online su Ticketone.it, Vivaticket.it e nei punti vendita

Dai Led Zeppelin ai Pink Floyd, passando per i Deep Purple, i Queen, i Rolling Stones, gli AC/DC e tantissimi altri mostri sacri della storia mondiale della musica rock che rivivono in chiave sinfonica in “ROCK OPERA”. Un concerto evento dove l’atmosfera e la potenza delle canzoni originali si fondono con il suono maestoso di un grande ensemble, impreziosito dalle eccezionali voci dei solisti, con più di 50 elementi sul palco tra orchestra, coro, big band e solisti.

Dopo aver riempito i principali teatri nei Balcani, a grande richiesta la straordinaria produzione dell’Orchestra e Del Coro del Teatro Nazionale dell’Opera di Novi Sad – diretti dal Maestro Fedor Vrtacnik – arriva in Italia per un unico imperdibile concerto: il 30 marzo al Politeama Rossetti di Trieste, organizzato da VignaPR e AND Production, in collaborazione con il Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. I biglietti saranno in vendita dalle ore 10:00 di giovedì 16 gennaio alle biglietterie del teatro, online su Ticketone.it e Vivaticket.it e nei punti vendita autorizzati.

Nel programma di “ROCK OPERA” ci sono davvero tutte le grandi hit, che hanno caratterizzato la storia del rock e che sono in grado di emozionare e coinvolgere il pubblico di tutte le età: da “Stairway to heaven” dei Led Zeppelin ad “Another brick in the wall” dei Pink Floyd, passando per “Smoke on the water” dei Deep Purple, “I can’t get no satisfaction” dei Rolling Stones e “Highway to Hell” degli AC/DC. E ancora, dall’epopea Queen ci saranno “Somebody to Love”, “We will rock you”, “We are the champions” e “Bohemian Rhapsody”…

L’Orchestra viene dunque riportata al suo ruolo storico, suonando brani amatissimi dal pubblico!

 




IL MALATO IMMAGINARIO con la Compagnia Stivalaccio Teatro a POLCENIGO (venerdì 17 gen.) e GRADO (sabato 18 gen.)

Ritorna nel Circuito ERT, dopo le fortunate repliche di Romeo e Giulietta lamore è saltimbanco, Stivalaccio Teatro. La giovane compagnia diretta da Marco Zoppello porterà in Friuli Venezia Giulia Il malato immaginario lultimo viaggio. Lo spettacolo, un divertente gioco di teatro nel teatro, andrà in scena venerdì 17 gennaio al Teatro Comunale di Polcenigo e sabato 18 gennaio allAuditorium Biagio Marin di Grado. Entrambe le repliche avranno inizio alle 20.45. Sui due palchi regionali saliranno Sara Allevi, Anna De Franceschi, Michele Mori, Stefano Rotae Marco Zoppello, quest’ultimo anche autore del soggetto originale e della regia.  Lazione scenica è ambientata in una data precisa, il 17 febbraio 1673. La quarta recita de Il malato immaginario di Molière è a rischio: tra i lavoratori del Palais Royal si parla di annullare lo spettacolo, il Maestro non è dell’umore per andare in scena e gli attori della compagnia se ne tornano a casa. Tocca a un saltimbanco italiano, Giulio Pasquati, giunto a Parigi dopo mille peripezie, il disperato tentativo di portare a termine la serata ricorrendo nientemeno che ai colleghidella sua vecchia Compagnia ormai caduta in disgrazia. Insieme tenteranno lultimo viaggio del titolo. L’insistenza dei tre è inarrestabile e Molière è costretto a cedere. Ma a complicare la situazione giunge un ritorno inaspettato: Madeleine Poquelin, figlia di Molière, fuggita dal convento dove era rinchiusa. Prende così il via la celebre ed esilarante storia del Malato Argante, vecchio ipocondriaco che, tra purghe e salassi, va dissipando la propria fortuna«Il Malato Immaginario è una farsa perfetta spiega Marco Zoppello e Molière, da veterano della risata, costruisce nell’ultima sua opera una macchina teatrale inattaccabile, tratteggiando personaggi classici e moderni allo stesso tempo. Egli mette in scena la forza e vitalità dell’amore giovanile contrapposta con la più grande paura dell’umano: il passare del tempo. Un inno alla vita, alla risata e alla bellezza, cantato dai saltimbanchi, condito di una farsa feroce, intrisa di amore per il pubblico»La giovane compagnia Stivalaccio Teatro negli ultimi anni ha rinnovato la Commedia dellArte, ottenendo grandi successi e riconoscimenti sia in Italia sia in Europa e riscrivendo testi classici attraverso la forma del teatro nel teatro. Oltre al già citato Romeo e Giulietta, in repertorio spiccano anche il Don Chisciotte e lArlecchino Furioso.

Maggiori informazioni al sito www.ertfvg.it, chiamando il Teatro di Polcenigo (0434 74001) e la Biblioteca Falco Marin di Grado (0431 82630).




IL MALINTESO al Teatro San Giovanni Trieste dal 17 gennaio

A sessant’anni dal tragico incidente automobilistico (4 gennaio 1960) che costò la vita al Premio Nobel per la letteratura Albert Camus, la compagnia Petit Soleil porta in scena il suo capolavoro teatrale: Il Malinteso.

Venerdì 17/ sabato 18 gennaio, ore 20.30

Domenica 19 gennaio, 0re 17.30

Con: Aldo Vivoda, Margherita Cipriano, Mariarosaria Acconcia, Sara Cechet Woodcock, Guido D’Ascenzo / Pianoforte dal vivo di Alessandro Mandarini / Trucchi di Dorina Forti / Tecnica di Maurizio Silvestri / Regia di Aldo Vivoda e Giovanni Boni / Produzione Petit Soleil.

Foto di scena realizzate da Giovanni Spano




NUOVO TEATRO COMUNALE DI GRADISCA D’ISONZO ‘Popone e il granello di polvere’ per lo SpazioRagazzi Domenica 19 gennaio alle 16

NUOVO TEATRO COMUNALE DI GRADISCA D’ISONZO

‘Popone e il granello di polvere’ per lo SpazioRagazzi

Domenica 19 gennaio alle 16 – Un appuntamento per l’intera famiglia

‘Popone e il granello di polvere, una storia meravigliosa’. A dieci anni dal suo debutto, a.ArtistiAssociati riallestisce la fiaba dell’elefante più amato dai bambini: il grosso e sensibile Popone. Si tratta di una favola che con un linguaggio nuovo e contemporaneo conquista le nuove generazioni, fornendo un pretesto per una riflessione su temi importanti come la tolleranza, la tutela delle minoranze, il rispetto e la perseveranza. L’appuntamento per tutta la famiglia è fissato per domenica 19 gennaio 2020, alle 16, al Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo. Lo spettacolo, scritto da Chiara Cardinali, vedrà in scena Enrico Cavallero, Serena Finatti (che firma anche le musiche) e Chiara Cardinali.

Lo spettacolo narra di un grande e grosso elefante di nome Popone che, mentre ciondola spensierato nella giungla, incontra un popolo talmente piccolo da abitare su di un granello di polvere. I nuovi minuscoli amici hanno bisogno dell’aiuto del tenero elefante, sono alla ricerca di un posto sicuro dove vivere, senza la continua paura di essere schiacciati. Popone li aiuterà pur incontrando mille difficoltà, prima su tutte la resistenza degli amici di sempre, che non riuscendo a vedere nulla sul granello, lo credono pazzo e decidono di rubarglielo per dispetto. Popone, rimasto solo e scoraggiato, verrà  sostenuto dai suoi piccoli amici e insieme riusciranno a sconfiggere l’intolleranza e l’indifferenza che li circonda. La giungla diventerà un posto sicuro in cui si potrà vivere tutti insieme nel rispetto delle diversità.

Il teatro aprirà un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.




NOSTALGIA DI DIO 17 GENNAIO ORE 21 AL TEATRO PALAMOSTRE PER LA STAGIONE TEATRO CONTATTO 38

LA DRAMMATURGA LUCIA CALAMARO A UDINE
IN ESCLUSIVA REGIONALE
CON IL SUO NUOVO TESTO E ULTIMA REGIA
NOSTALGIA DI DIO
PRESENTATO IN PRIMA ASSOLUTA ALLA BIENNALE DI VENEZIA
E ORA IN SCENA VENERDI’ 17 GENNAIO ORE 21
AL TEATRO PALAMOSTRE PER LA STAGIONE TEATRO CONTATTO 38

Riconosciuta come una delle autrici più prolifiche, affermate, ironiche del panorama drammaturgico italiano, conosciuta, amata e rappresentata ancheEuropa e Sudamerica, Lucia Calamaro presenta in esclusiva regionale venerdì 17 gennaio ore 21 al Teatro Palamostre per la stagione diContatto 38 del CSS il suo nuovo testo e la sua più recente regia, Nostalgia di Dio, presentati in prima assoluta lo scorso luglio alla Biennale di Venezia e frutto di una coproduzione fra Teatro Stabile dell’Umbria e Teatro Metastasio di Prato.
Nostalgia di Dio è stato composto dalla drammaturga proprio nella nostra Regione, nel corso di una Residenza ospite del progetto Dialoghi – Residenze delle arti performative a Villa Manin, a inizio 2019.

Lucia Calamaro torna a Contatto dopo La vita ferma, un testo esilarante e acutissimo su un tema tabù, la morte. Questa volta si avventura a parlarci addirittura di Dio. Con i suoi inconfondibili personaggi un po’ bizzarri, goffi, in difficoltà nella vita, nelle relazioni, negli affetti, nella vita sociale. Personaggi in qualche modo hanno conservato qualcosa di infantile, che si svelano neidialoghi serrati della drammaturga, imbattibile a raccontare le nostre fragilità interiori, decifrate con amorevole ironia. Nostalgia di Dio, quindi, ma anche nostalgia di casa, degli affetti, delle relazioni che resistono al tempo e alle crisi. O forse no. Perché bisogna sempre fare i conti con le nevrosi, i fallimenti, le diverse aspettative.

I protagonisti di Nostalgia di Dio sono: un libero professionista che vorrebbe disperatamente tornare a credere in qualcosa. Anche se da tempo non crede più in niente. Una ex moglie che non se lo vuole riprendere, un’estrosa etnomusicologa intenta a catturare i suoni e i rumori della vita e delle emozioni, un sacerdote che non sa più dare consigli alle anime tormentate, un’ amica del cuore, storica, che prova a tenere connessi i suoi amici, forse a risolverli. Sono Simona, Cecilia, Francesco e Alfredo. Come i nomi degli attori che li interpretano – Alfredo Angelici, Cecilia Di Giuli, Francesco Spaziani, Simona Senzacqua a segnalare quella prossimità del teatro  di Lucia Calamaro con la vita. Come non ci fosse una soluzione di continuità.

La nostalgia di Dio, che dà il titolo alla pièce, ha il suo apice nel momento in cui i personaggi, decidono di farsi 7 chiese di Roma in uno di quei pellegrinaggi notturni, tra il mistico e l’alternativo, organizzati da diverse parrocchie della città. Itinerari spirituali al tramonto, in cui Simona trascina gli amici.
Sono attraversamenti un po’ teneri – racconta Lucia Calamaro – un po’ sfigati, miracolosi e maldestri, che hanno quella natura mista tra visionarietà e viaggio della speranza: come se al sorgere del sole potesse, dovesse, succedere chissà che. O assolutamente niente”.

Informazioni e prevendite: Udine, Teatro Palamostre, piazzale Diacono 21, dal lunedì al sabato, dalle ore 17.30 alle 19.30. tel. 0432.506925. Biglietti online sul circuito vivaticket. www.cssudine.it

 




FILIGRANA 24 gennaio – 7 marzo 2020 Palazzo Vizzani, Bologna

Inaugura venerdì 24 gennaio 2020 alle ore 18.00 a Palazzo Vizzani a Bologna (via Santo Stefano 43) la mostra Filigrana, che propone un dialogo tra le opere, per la maggior parte inedite, di Stefano Arienti, Pierpaolo Campanini e Maurizio Mercuri, a cura di Fulvio Chimento. Filigrana è promossa eorganizzata dall’Associazione Alchemilla in collaborazione con Associazione Controcorrente nell’ambito di ART CITY Segnala 2020 e in occasione di Arte Fiera.  L’idea di coinvolgere Arienti, Campanini e Mercuri nella mostra Filigrana, nata per gli ambienti settecenteschi di Palazzo Vizzani, ha lo scopo di offrire al pubblico un percorso espositivo ricercato dal punto di vista teorico ed estetico. La filigrana, antica tecnica di impressione visibile su carta solo in trasparenza o in controluce, rimanda infatti alla preziosità e alla sapienza del processo di elaborazione artistica, ma costituisce simbolicamente anche l’anima dell’opera d’arte che può manifestarsi o rimanere quieta, in attesa di un atto critico in grado di ridestarla. Stefano Arienti presenta esclusivamente opere inedite, frutto della sua attuale ricerca, che prevede la stampa di immagini, prodotte dallo stesso artista, su materiali di uso comune, come tappetini in ciniglia ocarta da manifesto sapientemente lavorata fino a ottenere una resa quasi scultorea. In altra serie di lavori lasuperficie fotografica è cucita a macchina, lordito della trama costituisce il codice-segno impresso dall’artista sulla propria opera. Arienti si serve di un raffinato linguaggio metamorfico che gli consente di manipolare gli oggetti con cui si misura, trasformandoli in veicolo e supporto di forme e colori, a un primo sguardo non riconducibili alla realtà.Le opere realizzate da Pierpaolo Campanini dialogano con affreschi, tessuti e carte da parati che decorano gli ambienti di Palazzo Vizzani: la pittura diviene quasi “araldica” e infonde carica simbolica al percorso espositivo. Gli interventi di Campanini rifuggono dalla classificazione di “dipinti” o di “oggetti”: l’artista accentua la dimensione mimetica delle opere. Uno di questi interventi contempla la presenza di un’opera preesistente di Luca Bertolo, in un confronto teso a esplorare le potenzialità del linguaggiopittorico nel misurarsi con un contesto ambientale caratterizzato dall’azione del tempo. Il suono, la luce e la fotografia sono gli elementi che qualificano la presenza in mostra di Maurizio Mercuri (che presenta un consistente numero di lavori inediti), artista dotato di un talento cristallino che gli permette di formalizzare con immediatezza la sorgente concettuale delle sue intuizioni artistiche. Alcuni lavori installativi di Mercuri si misurano con lo stesso grado di magnificenza degli ambienti di Palazzo Vizzani, mentre altri interventi minimali (alcuni pensati come “opere da viaggio”) risultano quasiincastonati nella memoria delle strutture architettoniche.

La filigrana è espressione di una stratificazione di senso, di un presente sul quale incide un involontario processo di conservazione/disgregazione esercitato dal tempo, lo stesso che ha permesso agli ambienti diPalazzo Vizzani (la cui direzione artistica è affidata a Camilla Sanguinetti) di mantenere intatta la sua essenza.

ASSOCIAZIONE ALCHEMILLA – APS

L’Associazione Alchemilla nasce nel 2019 da un incontro fortunato tra persone già impegnate a vario titolo in ambito culturale: artisti, curatori, collezionisti, performer, appassionati d’arte. L’intento del progetto Alchemilla è di sostenere la ricerca e la sperimentazione in ambito artistico, la programmazione annuale si arricchisce della presenza di artisti in studio e in residenza. Gli spazi messi a disposizione di artisti e performer costituiscono un luogo ideale che permette a questi di dare sostanza alle loro istanze creative. I sostenitori di Alchemilla credono nella funzione pubblica dell’arte quale collante sociale e di crescita individuale, veicolo di opportunità lavorative e di sviluppo in ambito economico.

Mostra: FILIGRANA
Artisti: Stefano Arienti, Pierpaolo Campanini, Maurizio Mercuri
Sede: Palazzo Vizzani, via Santo Stefano 43, Bologna

A cura di: Fulvio Chimento

Periodo: 24 gennaio – 7 marzo 2020

Organizzata da: Associazione Alchemilla APS nell’ambito di ART CITY Segnala 2020 in occasione di Arte Fiera

Con il sostegno di: Associazione culturale Contro-corrente, Studio legale associato Zunarelli, Modern English StudyCenter, Rotary Club Bologna.
Progetto grafico: Elisa Campagnaro
Ingresso: libero

Inaugurazione: 24 gennaio, ore 18

Anteprima riservata alla stampa: mercoledì 22 gennaio ore 11:30 presso Palazzo Vizzani (a seguire, visita alla mostra con artisti e curatore)

Il 25 gennaio il curatore conduce due visite guidate gratuite, alle ore 19 e alle ore 21.

Il 25 e 26 gennaio alle ore 11 e alle ore 12 vengono eccezionalmente proposte visite guidate negli studi/atelier messi a disposizione degli artisti dall’Associazione Alchemilla.

Info e prenotazioni per visite guidate alla mostra e agli studi: info@alchemilla43.it (consigliata prenotazione)

 

Dal 20 novembre 2019 al 28 febbraio 2020 gli spazi dell’associazione accolgono anche la residenza del duo artistico formato da Saggion-Paganello, a cura di Fulvio Chimento.

ORARI

Nei giorni di ART CITY Bologna

Venerdì 24 gennaio: ore 18-22.30

Sabato 25 gennaio (Art City White Night): ore 10-24

Domenica 26 gennaio: ore 10-20

Nei giorni successivi

Tutti i venerdì e sabato: ore 1620

Gli altri giorni la mostra è visitabile su appuntamento: tel. 340 4700468 – 333 2915615




MAHMOOD – Nuovo singolo, album e tour per il vincitore di Sanremo2019. A Treviso unico live nel Nordest

abato 21 novembre 2020_ Ore 21.30

SUPERSONIC MUSIC ARENA – SAN BIAGIO DI CALLALTA(TREVISO)

Biglietti in vendita online sul circuito Ticketone dalle 11.00 di martedì 14 gennaio e in tutti i punti autorizzati dalle 11.00 di martedì 21 gennaio. Info e punti autorizzati su www.azalea.it

Il 2020 sarà un anno importante per Mahmood, il vincitore del Festival di Sanremo 2019 che, dopo aver annunciato il tour europeo in partenza ad aprile, annuncia oggi larrivo di un nuovo singolo, di un nuovo album e la partenza di un nuovo tour nei club delle principali città italiane il prossimo autunno. Ma andiamo con ordine, giovedì 16 gennaio lartista italiano di origini egiziane pubblicherà Rapide, una ballata urban che anticiperà il suo prossimo lavoro in studio. Lunico concerto in tutto il Nordest del tour nei club è invece in programma il prossimo sabato 21 novembre 2020 al Supersonic Music Arena di San Biagio di Callalta (Treviso), club che si conferma punto di riferimento per i grandi live italiani e internazionali. I biglietti per levento, organizzato da Zenit srl, in collaborazione con Friends and Partners e N.M.C. Srl, saranno in vendita online su Ticketone.it dalle 11.00 di martedì 14 gennaio e in tutti i punti vendita dalle 11.00 di martedì 21 gennaio. Tutte le info e i punti autorizzati su www.azalea.it .

E’ sicuramente straordinario il percorso di Mahmood – dalla doppia vittoria a Sanremo Giovani e Sanremo nel 2019, al secondo posto all’Eurovision Song Contest di Tel Aviv, al successo del primo tour europeo e la vittoria del premio per il Best Italian Act agli Mtv EMA dello scorso autunno – in meno di dodici mesi grazie a pubblico e critica, è riuscito a ritagliarsi un suo percorso di genere unico, fatto di testi e di un nuovo sound urban frutto di sperimentazioni e contaminazioni che ne hanno fatto la sua cifra. A partire da aprile Mahmood tornerà on the road: oltre al tour europeo che parte dalla sua Milano, annunciate oggi anche le prime date del tour italiano indoor, previsto per l’autunno 2020 e che toccherà Firenze, di nuovo Milano, Napoli, Roma, Torino, Modena e Treviso. La produzione è di Friends & Partners, Radio 105 è la radio ufficiale del tour.

Fra i prossimi grandi concerti al Supersonic Music Arena di San Biagio di Callalta troviamo il live di Francesco De Gregori con The Greatest Hits, in programma il 6 marzo. Biglietti in vendita, info su www.azalea.it .

Mahmood, pseudonimo di Alessandro Mahmoud, è un cantautore italiano noto per aver vinto l’ultima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Soldi”, con cui si è classificato secondo all’Eurovision Song Contest 2019. Il nome d’arte è un gioco di parole tra il suo cognome e l’espressione inglese my mood (il mio stato d’animo) che rappresenta il suo progetto di portare la sua storia personale e il suo stato d’animo all’interno dei suoi pezzi. Nasce da madre italiana e padre egiziano a Milano, dove inizia a studiare canto fin da piccolo. Nel 2015 vince il concorso canoro Area Sanremo, ottenendo il diritto di partecipare al Festival di Sanremo 2016 nella categoria Nuove Proposte, dove si classifica al quarto posto con il brano “Dimentica”. L’anno dopo pubblica il singolo “Pesos”, con cui si classifica secondo nella sezione Giovani dell Wind Summer Festival. Nel frattempo scrive per altri artisti, partecipando così alla composizione di brani come “Nero Bali” di Elodie con Michele Bravi e Gué Pequeno, “Hola (I Say)” di Marco Mengoni e “Luna” di Fabri Fibra, nel quale duetta con il rapper italiano. A settembre 2018 viene pubblicato il suo primo EP “Gioventù bruciata”, con la cui title track diventa uno dei due vincitori di Sanremo Giovani 2018. La vittoria gli permette di partecipare al Festival di Sanremo con il fortunato brano “Soldi”, scritto assieme a Dardust e Charlie Charles, che lo farà salire sul gradino più alto del podio. Il 22 febbraio pubblica il suo primo album d’inediti, “Gioventù bruciata”, che debutta direttamente al primo posto in classifica. Lo scorso 18 maggio ha partecipato all’Eurovision Song Contest 2019, classificandosi secondo e diventando il primo cantante italiano a vincere il premio Marcel Bezençon per la miglior composizione musicale. Tra le sue ultime collaborazioni è da ricordare il brano “Calipso”, cantato assieme a Fabri Fibra e Sfera Ebbasta, già diventato tormentone estivo.




Osoppo : Anà-Thema Teatro presenta QUEL GENIO DI LEONARDO Sabato 18 gennaio ore 20.45

Riprende la stagione del Teatro della Corte di Osoppo con una nuova produzione di Anà-Thema Teatro che vede la compagnia impegnata in uno spettacolo originale ed emozionante sul genio di Leonardo Da Vinci.

Pittore, scultore, inventore, ingegnere militare, scenografo, anatomista, pensatore, uomo di scienza: Leonardo è stato un uomo geniale, probabilmente il più grande rappresentante del Rinascimento italiano. Lo spettacolo racconta la biografia del maestro ripercorrendo  i principali avvenimenti e temi della sua vita, della sua arte e della sua poetica: dall’infanzia alle sue attività in campo civile e militare, su come si fa a diventare “bon pittore”, sul rapporto tra pittura e scienza, pittura e scultura, pittura e musica. Commenta l’Ultima Cena, accenna al suo rapporto con la religione, ci parla della Milano dell’epoca e dell’Uomo Vitruviano, affronta il tema dell’acqua in tutte le sue molteplici forme, risponde agli attacchi dei nemici passati e presenti, indica e ci spiega i moti dell’animo, offre profezie sul volo dell’uomo e infine dispensa sentenze e concede aforismi per vivere il nostro tempo.

Lo spettatore salirà su una macchina del tempo immaginaria che lo porterà a conoscere la vita e le opere del Maestro da Vinci attraverso le parole, i dipinti, le opere, la musica e le canzoni.

 

Biglietti €14 intero – €12 ridotto

info e prenotazioni 04321740499 – 3453146797  info@anathemateatro.com

E.L.




Inaugurata a Pordenone la mostra di Basso Cannarsa RITRATTI ELOQUENTI

APERTA FINO AL 15 FEBBRAIO

A CURA DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE THESIS

E’ stata inaugurata oggi nella biblioteca civica di Pordenone, accolta da un folto pubblico (e fra i presenti anche il maestro Elio Ciol) e rimarrà aperta fino al 15 febbraio la prima mostra personale del fotografo Basso Cannarsa dal titolo “Ritratti eloquenti”. Curatadall’Associazione culturale Thesis con il patrocinio del Comune di Pordenone e il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, porta per la prima volta sotto i riflettori il prezioso lavoro del più noto fotografo italiano degli scrittori, che ha fatto di questa specializzazione la cifra della sua professione artistica, per la quale collabora con le maggiori case editrici, i quotidiani e periodici di tutto il mondo, grazie alla distribuzione prima dell’agenzia Grazia Neri ed attualmente della francese Opale. Sono 42 i ritratti scelti dall’amplissima collezione di scatti del fotografo, privilegiando gli scrittori (tra gli altri Natalia Ginzburg, Elfriede Jelinek, Agata Kristof, Eugene Ionesco, Margareth Atwood, Arundhaty Roy, José Saramago, Primo Levi, Richard Kapuscinsky, senza tralasciare altre grandi personalità della cultura (fra le quali Antonioni e Fellini, Ettore Sottsass, Gillo Dorfles, Cesare Musatti). Tanti gli aneddoti che si celano dietro ogni scatto – evocati durante la conversazione fra Cannarsa, il curatore di Dedoca Claudio Cattaruzza e il critico d’arte Angelo Bertani. Per esempio la volta in cui Cannarsa, allora alle prime armi, convinse Primo Levi cui diede il proprio numero di telefono senza speranza e invece fu addirittura richiamato – a farsi fotografare nel febbraio 1987 (e in aprile si tolse la vita), “un incontro di soli sguardi, permeato del mio imbarazzo degli inizi, e quale devo il fatto di aver proseguito con la fotografia”. O Federico Fellini, di cui la mostra ospita la foto scattata al Grand Hotel di Rimini, dove il regista era in attesa di una persona che poi si rivelò Titta Benzi (che infatti compare nello scatto), suo amico di infanzia e di una vita e che ispirò la storia di Amarcord. E che dire dello scrittore portoghese Antonio Lobo Antunes “che nella stanza della piccola pensione in cui mi diede appuntamento – ancora Cannarsa mi aprì vestito solo dell’asciugamano, appena uscito dalla doccia, e mi permise di ritrarlo così”. Fra i tanti fotografati Basso Cannarsa ha affermato di ricordare con maggiore piacere lo scrittore tedesco Winfried Georg Sebald, o il cileno Roberto Bolano “incontrato quando ancora inEuropa faceva fatica a entrare nelle grazie degli editori (per poi diventare scrittore di culto)”. Fra le donne Angela Carter, Muriel Spark, Arundathy RoyRiesco a entrare in empatia e a fare degli scatti in pochissimo tempo – ha infine dichiarato, rispondendo a chi gli chiedeva il segreto di foto così belle e intense – impiego più tempo a parlare che a fotografare. Molti scrittori negli anni mi salutano ancora con affetto, forse lascio in loro un buon ricordo”. La mostra sarà visitabile fino al 15 febbraio, con ingresso libero, negli orari di apertura della Biblioteca (dalle 9 alle 19, tutti i giorni esclusa la domenica), con ingresso libero

In abbinamento all’esposizione, come preziosi “suggerimenti di lettura”, la Biblioteca Civica ha raccolto un repertorio specifico delle opere a catalogo degli autori ritratti, mettendone in evidenza soprattutto le ultime uscite editoriali, tutte disponibili al prestito.

BASSO CANNARSA, fotografo, è nato a Termoli nel 1956. Ha iniziato la sua attività come freelance nel 1987. Da allora si è sempre occupato di reportage e di ritratti dei personaggi del mondo culturale di tutto il mondo.Dal 1987 al 2008 le sue fotografie sono state distribuite dall’agenzia Grazia Neri, attualmente è rappresentato dall’agenzia francese Opale. Collabora con le principali case editrici e con i maggiori quotidiani e periodici italiani e internazionali. Per Dedica festival ha concesso i ritratti di Paul Auster, Hans Magnus Enzensberger, CeesNoteboom, Wole Soyinka, Javier Cercas, Gioconda Belli, Biörn Larsson, Atiq Rahimi, Hisham Matar.

Info: Biblioteca Civica Pordenone

tel. 0434 392970




PROPRIETA’ E ATTO di WILL ENO al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dal 14 gennaio

Sono chiamato ad una prova molto difficile, in cui sento le parole rotolare come un domino e con la consapevolezza di non poterne perdere per strada nessuna» ha dichiarato Francesco Mandelli in una recente intervista ad ADNKronos, raccontando il suo impegno in Proprietà e attodi Will Eno, che giunge in scena alla Sala Bartoli dal 14 al 19 gennaio. Lo spettacolo, scritto da uno dei più intriganti e riconosciuti drammaturghi contemporanei è parte del cartellone Altri Percorsi dello Stabile regionale.

«Mi emoziona questo testo – ha proseguito il protagonista perché accorcia le distanze tra persone di mondi diversi, perché ognuno di noi inciampa, si perde o si riconosce negli stati danimo e nelle esperienze che racconta questo strano protagonista. Eppure in questo cupo apparente c’è solo luce e voglia di lasciarsi sorprendere dalla vita e dallamore»Non stupisce troppo la scelta di Mandelli di addentrarsi nellaffascinante universo drammaturgico di Will Eno: lartista, infatti, ha sempre mostrato un piglio eclettico e curioso, incapace di accontentarsi a lungo di comodisuccessi. È infatti un celebre volto di MTV e di film apprezzati, regista, sceneggiatore, ma anche musicista, conduttore televisivo e scrittore recentemente del bel romanzo Mia figlia è unastronave”… Interpretare un monologo come Proprietà e attorappresenta per lui una sfida che sente affine al momento che sta vivendo e che contemporaneamente gli permette di crescere e di provarsi con qualcosa di diverso da ciò che fino ad ora ha affrontato: non la comicità ma il sarcasmo, una scrittura precisa che non ammette improvvisazioni, e che spesso si abbandona alla poesia, un rapporto con il pubblico particolaregli spettatori sono costantemente interlocutori del suo monologare.  Will Eno è un autore impegnativo e Francesco Mandelli, guidato dal preparato regista Leonardo Lidi, si muove con competenza nella sua prosa. Una prosa che al Rossetti ha già ottenuto applausi, nel 2011, nel Thom Paincon Elio Germano, il testo che fece del suo autore un finalista al Premio Pulitzer. Assieme proprio a Thom Paine a Lady Gray, Proprietà e attocompone e completa una riflessione che lautore statunitense, rappresentante eccellente del teatro minimale americano, costruisce sul tema dellesistenza e del valore del tempo nelle nostre vite. Lesistenza qui è vista come stato di esilio permanente, tanto che il regista spiega: «La drammaturgia di Proprietà e attoconsente un viaggio indagatore allinterno della figura e del termine straniero. Partendo dalla etimologia della parola, con lo stesso meccanismo grammaticale del protagonista, Will Eno permette una riflessione sullo stato danimo di chi si definisce extra, ex, strano, ed estraneo, dipingendo un agente alieno piombato sul palcoscenico per ricordarci la nostra inadeguatezza»In effetti, in una scena chiara ed essenziale (una sedia, rari oggetti) il protagonista Mandelli si pone davanti agli spettatori ed inizia a rivolgere loro le proprie riflessioni: racconta chi è, tratteggia il luogo da cui  proviene fra stranezze e ironia, e appare visionario e stralunato. Si muove fra distacco e confidenza, fra distanza e introspezione, incarnando alla perfezione il disagio e la malinconia di chi si sente esule, estraneo: e il discorso non è meramente politico, ma universale, intimo, profondo. Perciò alla fine è condiviso e sentito dalla platea: ognuno, in quello strano protagonista, trova un piccolo frammento di séLo spettacolo replica alle ore 19.30 martedì e venerdì; di mercoledì, giovedì e sabato le repliche si succedono alle ore 21 e domenica 19 gennaio va in scena lunica pomeridiana alle ore 17. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.