39a edizione delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone

In questo tempo in cui le nostre abitudini di vita hanno subito tante limitazioni e cambiamenti è significativo che la 39a edizione delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone, una Limited Edition in streaming dal 3 al 10 ottobre sulla piattaforma MyMovies (raggiungibile dal sito del festival www.giornatedelcinemamuto.it) abbiano scelto di inaugurare il programma con una selezione di cortometraggi di viaggio.

Se infatti fino a ieri era normale prendere un treno o un aereo per raggiungere qualunque meta, oggi tutto questo o non è più possibile per tanti luoghi del mondo o, comunque, uscire dalla propria città o dal proprio paese viene vissuto dalla maggior parte delle persone con inquietudine se non con paura. Sperando che l’incantesimo malvagio che ci avvolge si spezzi quanto prima, abbiamo uno strumento formidabile di resilienza: l’immaginazione. Quella qualità già evocata da letterati come Xavier de Maistre nel “Viaggio attorno alla mia stanza” e teorizzata da W. Somerset Maugham che arriva ad affermare che “il viaggiatore saggio viaggia solo con l’immaginazione”.

Fin dalle origini il cinema è stato una finestra sul mondo, quello prossimo e quello più lontano. Così la selezione delle Giornate, curata dal direttore Jay Weissberg con il contributo di tanti archivi europei, non è un mero campionario di luoghi esotici (c’è però Il Cairo con tutto il suo corollario di suggestioni orientaliste tanto di moda agli inizi del secolo scorso) ma è soprattutto un viaggio nella cara vecchia Europa, dalla Polonia al Belgio, da Londra a Praga. E non poteva mancare New York in un filmato ­proveniente dal Museum of Modern Art del 1911, quando la città vive un momento di trasformazione epocale, nelle strade circolano automobili insieme a carretti trainati da cavalli e i grattacieli sorgono come funghi.

Infine una segnalazione per il cortometraggio animato della Pathé, Un Voyage abracadabrant, in qualche modo progenitore di Up della Disney con la sua casa volante, e per un film su Trieste che ci porta, per così dire, nel cortile di casa della nostra regione. Il filmato conservato alla Cineteca del Friuli rappresenta una nota dissonante nel contesto del programma, sia perché non appartiene all’epoca del muto (è del 1939 e la copia esistente ha perduto il sonoro) ma soprattutto perché ci ammonisce che la nostalgia può diventare un pericolo quando è disgiunta dalla memoria storica. Il viaggio sul mare di Trieste e i suoi stabilimenti balneari, passando dai classici luoghi ameni di Sistiana, Grignano, Miramare, finisce nel nuovo Bagno Ausonia Savoia, una struttura moderna e alla moda. C’è anche una piscina con due grandi ritratti di Mussolini accostati alle svastiche naziste. Le leggi razziali erano state promulgate neanche un anno prima a poche centinaia di metri dal bagno Ausonia, nella piazza dell’Unità, dal Duce in persona. I corti di viaggio sono online sabato 3 ottobre a partire dalle 17 e resteranno disponibili per 24 ore.

Il lungometraggio che segue (a partire dalle 20.30) è Penrod and Sam, del 1923, un autentico gioiello, “uno studio fresco e divertente della turbolenta energia infantile”. Interpretato da bambini straordinari, divenne un modello per tutti i film sull’infanzia che sono stati realizzati dopo, a partire da Skippy, primo film di bambini a vincere l’Oscar nel 1931. Tratto dai racconti di Booth Tarkington e incentrato sulle avventure e l’amicizia di un gruppo di monelli nell’America degli anni Venti, Penrod and Sam colpisce anche perché riesce a evitare molti degli stereotipi razziali dell’epoca, in particolare nella caratterizzazione dei due bambini afroamericani, interpretati da Eugene Jackson e Joe McCray. Il regista di Penrod and SamWilliam Beaudine, cominciò come attore nel cinema nel 1909, fu assistente di D.W. Griffith, poi come regista lavorò con le maggiori compagnie, dirigendo star come Mary Pickford. Negli anni ’30 si trasferì in Inghilterra per ritornare definitivamente a Hollywood nel 1937, distinguendosi per la sua rapidità ed efficienza. Per il suo contributo all’industria cinematografica gli è stata assegnata una stella sulla Hollywood Walk of Fame. Beaudine considerò sempre Penrod and Sam uno dei suoi film più riusciti ma non poté mai rivederlo prima che una copia venisse ritrovata e restaurata alla Library of Congress solo un paio di anni fa.

Dopo la visione dei film, da non perdere gli approfondimenti live con il direttore del festival in dialogo con esperti, archivisti, musicisti. Per il programma di viaggi saranno in collegamento la storica del cinema Jennifer Lynn Peterson da Los Angeles e il musicista José María Serralde Ruiz da Città del Messico. Per parlare di Penrod and Sam, interverranno dagli Stati Uniti Katherine Fusco, docente all’Università del Nevada a Reno, e David Pierce della Library of Congress; da Londra il musicista Stephen Horne.

Le Giornate del Cinema Muto sono realizzate grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per il Cinema, del Comune di Pordenone, della Camera di Commercio Pordenone-Udine e della Fondazione Friuli.




WEEKEND DI FUOCO PER FOLKEST: DAL 3 OTTOBRE IN PROGRAMMA LA CONSEGNADEL PREMIO ALLA CARRIERA A TERESA DE SIO

Spilimbergo – Giornata densa di appuntamenti quella di sabato 3 ottobre per Folkest che entra nel gran finale. Grande attesa per Teresa De Sio alla quale verrà consegnato il Premio Folkest alla Carriera di quest’anno, scelta “per l’accorta navigazione tra le note della tradizione popolare della sua terra, il Mediterraneo e la canzone d’autore”. 

Folkest assegna questo Premio dal 1996  a chi abbia lasciato – nel corso della propria carriera artistica – un segno indelebile nella musica e nella società. Negli anni è stato attribuito, a partire da Ian Anderson dei Jethro Tull, ad artisti di grande calibro come Joan Baez, Noa, Branduardi, Alice, The Chieftains, Edoardo De Angelis, Riccardo Tesi.

Teresa De Sio dopo una intensa ricerca e divulgazione sulla musica folk, testimoniata da dischi che hanno venduto complessivamente oltre due milioni e mezzo di copie, collaborazioni importanti con musicisti come Eugenio Bennato, Brian Eno, Paul Buckmaster, Michael Brook e Pino Daniele. E inoltre, il docu-film Craj premiato al Festival del Cinema di Venezia nel 2005, i fortunati romanzi Metti il diavolo a ballare e “L’attentissima”. Teresa De Sio col suo ultimo disco “Puro Desiderio” porterà a Spilimbergo il suo mondo musicale e poetico intimo.

Largo spazio sarà dato inoltre sabato 3 ottobre alla competizione del Premio Alberto Cesa, rivolto ai nuovi talenti della world music, che vanta per l’artista vincitore una significativa dotazione grazie al Nuovo Imaie, per la realizzazione di una tournée. In gara il triestino  Bratiska, i toscani Calimani, Carlo Pestelli dal Piemonte, la Little Train Band dal Veneto, i Mesudì dal Lazio, i lombardi Musica Spiccia, i Politikos – gruppo italo greco – e i Violoncelli Itineranti featuring Ana Pilat, connubio musicale italo croato e sloveno. Anticipa questa prima selezione Silvio Orlandi che, alle 20.30, per l’appuntamento “La ghironda di Michèle”, dedicherà un omaggio alla  grande ghirondista Michèle Fromentau, recentemente scomparsa, esibendosi su una stupenda ghironda del Berry che proprio l’artista francese scelse perché fosse regalata a Spilimbergo in occasione del  gemellaggio tra la cittadina del mosaico e la città di  La Châtre. Un dono  prezioso che Spilimbergo potrà ascoltare grazie alle sapienti mani di Silvio Orlando, un musicista che all’attività concertistica affianca quella di artigiano liutaio, costruttore di ghironde in particolare, e di insegnante di questo affascinante strumento che ci arriva direttamente dal  passato disperso nelle nebbie della tradizione.

Anche quest’anno Folkest ripropone “Parole e Musica” in cui dedica una due giorni di appuntamenti, sempre dal 3 ottobre, ricchi di incontri con produttori, musicisti e scrittori ma anche operatori dello spettacolo per analizzare il mondo della musica nei suoi vari ambiti. Nel Salone di Palazzo Tadea il 3 ottobre a partire dalle 16 incontro con Francesco Giunta e il suo Troppu Very Well, trent’anni di vita e musica rivisitati con Andrea Del Favero. A seguire I Beatles di Pirano con Slobodan Simič – Sime, Sergio Settomini e Fulvio Lacovich, un incontro che ripercorre la storia della scena rock a Pirano, nata anni ’50 e infine l’incontro con Alessandro D’Alessandro, organetto solista e coordinatore artistico dell’Orchestra Bottoni, il cui disco d’esordio è stato finalista al Premio Tenco 2015 e secondo miglior disco al Premio Loano 2014. 

Il 4 ottobre primo appuntamento, sempre a Palazzo Tadea, alle 11 con la presentazione di Diritti connessi e i diritti dei musicisti in tempo di COVID-19 a cura dell’Associazione Note Legali in cui si analizzano i diritti che tutelano attività che permettono la fruizione e la diffusione dell’opera musicale, chiamati diritti connessi, come i diritti di produzione fonografica, di produzione cinematografica, di emissione radiofonica e televisiva, nel contesto attuale. Nel pomeriggio alle 16,  presentazione con Nara Gavioli Costanzini e Maurizio Bettelli di Le scimmie e le donne rock a Modena pubblicato da Artestampa in cui si narra l’avventura della prima band tutta al femminile attiva dalla metà degli anni ‘60 fino al 1974. Appuntamento inoltre, alle 17 con  Ballando le parole  con Francesca Fedrizzi, counselor e tangoterapeuta e Matteo Sgobino, chitarrista e cantante, membro di varie formazioni in Friuli Venezia Giulia, tra le quali i Lune Troublante e i Mocambo Swing, per raccontare come il “linguaggio del Tango” può dare  la possibilità di entrare in una comunicazione  profonda con le persone colpite  da  afasia e del suo effetto terapeutico. Senza dimenticare l’incontro con Silvio Orlandi, insieme al direttore artistico di Folkest Andrea Del Favero e a Marco Salvadori alle 18, incentrato sulla grande ghirondista Michèle Fromentau, che come già anticipato, scelse per Spilimbergo la ghironda del Berry con cui si è esibito Silvio Orlandi per Folkest il 3 ottobre.

Dal 4 ottobre, al Teatro Miotto dalle 20.30, si susseguiranno inoltre tutta una serie di grandi artisti del folk: dal siciliano Francesco Giunta (in collaborazione con il festival Frattempi – i segni del tempo), i Suonno d’Ajere, splendidi vincitori del Premio Cesa nel 2019 e la Fanfara Station, trionfatori del Premio Parodi 2019, alla regina della musica della Sardegna, la direttrice artistica del Premio Parodi Elena Ledda, il 5 ottobre, – a Spilimbergo anche per condurre un seminario organizzato  in collaborazione con Associazione Musicale Gottardo Tomat ed Ecomuseo Lis Aganis nell’arco delle giornate del 3 e 4 ottobre – il cui concerto insieme a Mauro Palmas siglerà la chiusura della competizione Premio Cesa con la proclamazione del vincitore.

E.L.




Trieste Muggia:Visita alle “Onde di bora e luce” al Montedoro Per il “Festival del vento e della pietra”

Visita alle “Onde di bora e luce” al Montedoro
Per il “Festival del vento e della pietra”
Nell’ambito delle iniziative del “Festival del vento e della pietra” promosso dall’Associazione culturale Case C.A.V.E., martedì 6 ottobre, dalle 17.00 alle 18.30, si terrà una visita alle “Onde di bora e luce – Bora Lightwaves” al Montedoro shopping center (via Flavia di Stramare 119/e, a Muggia). Un’occasione unica per visitare la spettacolare installazione dell’artista scienziato californiano Ned Kahn sulla facciata del centro commerciale Montedoro: 60mila dischi di metallo luccicante, collocati a un’altezza di 18 metri su una facciata lunga 500 metri, che svelano l’invisibile, attirano l’attenzione su alcuni fenomeni, ma soprattutto incorniciano ed esaltano la natura stessa di un vento potente e meraviglioso come la bora.
La vista, a cura di Sofia Fontana, organizzata quale evento collaterale alla mostra “Bora chiara”, presso DoubleRoom arti visive, sarà seguita da un aperitivo al tramonto sulla terrazza panoramica del centro Montedoro.
Prenotazione obbligatoria: doubleroomtrieste@gmail.com / https://doubleroomtrieste.wordpress.com  / cell. 333 4344188




S/paesati e Anticipazioni di stagione al Teatro Miela

Il festival S/paesati con il suo nome che tanto bene può interpretare lo sconcerto generale, diventa sempre più attuale in tempi di pandemia, e organizzarlo significa intraprendere una sfida alla confusione dilagante all’incertezza determinata dalla paura dei numeri del contagio e di un eventuale nuovo lockdown. Vogliamo gettare il guanto della sfida al coronovirus e organizzare un festival con molti spettacoli e appuntamenti dove principalmente le donne sono le protagoniste e dove si rinsaldano con forza i legami tra le realtà teatrali della regione e dei territori limitrofi, dal CSS di Udine a AriaTeatro di Pergine e HNK “Ivan pl. Zajc”- Dramma italiano di Fiume. Questa una scelta geografica che nasce dal quadro pandemico e la possibile chiusura dei confini e che al contempo va incontro alle richieste degli artisti della regione di valorizzare il loro lavoro in questo momento in cui gli spostamenti possono diventare difficili.

La XXI edizione di Spaesati si inaugurerà con una proposta di Giuseppe Nicodemo autore/attore del Dramma Italiano di Fiume, che a suo tempo aveva scritto per noi Una splendida giornata da clandestino, ispirato a un reportage di Gianpaolo Sarti. Lo spettacolo Il rider, la nonna e l’ I. A. , è stato pensato da Nicodemo come seconda commedia della “Trilogia delle Intelligenze artificiali”. Il primo testo Il Bonsai ha i rami corti ha riaperto il Teatro di Fiume dopo il lockdown in Croazia, e sarà ospite al Teatro Miela nel mese di novembre. Tratta di una donna divertente e piena di vitalità, interpretata da Serena Ferraiuolo, che sta a casa, cura il suo bonsai e durante il confinamento si confida con Alexia, l’Intelligenza artificiale che essa ha in casa come molti di noi.

Nel secondo spettacolo Il rider, la nonna e l’ Intelligenza Artificiale i protagonisti interpretati da Laura Bussani e Francesco Godina, dialogano con Alex, versione maschile di Alexia. Mentre nel terzo, una coproduzione tra il Dramma Italiano e Bonawentura – Teatro Miela che avrà luogo nel 2021, le due intelligenze artificiali si confronteranno tra loro, distesi sui lettini di un wellness.

Siamo molto felici di poter collaborare in questa fase con HNK “Ivan pl. Zajc”- Dramma italiano e di realizzare l’anno prossimo a una coproduzione vera propria per costruire insieme il terzo spettacolo. La trilogia si interroga sul rapporto tra essere umano e intelligenza artificiale, ma tratta anche altri temi che riguardano più direttamente gli umani, dalla violenza domestica all’orientamento sessuale. Ne nasce uno spaccato sul mondo che cambia a livello tecnologico, e sui temi ancor più complessi delle relazioni umane.

Il festival prosegue con lo spettacolo Mileva , una produzione del CSS Teatro Stabile di Innovazione del FVG con la giovane attrice di origine serba Ksenija Martinovic , già apprezzata a Trieste con lo spettacolo “Diario di una casalinga serba” che abbiamo ospitato nelle passate edizioni. Questa volta l’autrice/attrice esplora la vita di Mileva , la moglie di Albert Einstein, scienziata la cui ricerca è stata oscurata dalla presenza ingombrante del marito, sorte toccata a numerose donne in ambito scientifico.

Nel mese di ottobre ospiteremo anche un incontro Italia ’70: eversione e terrorismo con due importanti giornalisti Gianni Barbacetto e Gianfrancesco Turano, corrispondenti il primo del quotidiano “Repubblica” e il secondo del mensile “L’Espresso” che presenteranno i loro libri “Piazza Fontana. Il primo atto dell’ultima guerra italiana” e “Salutiamo amico” sulla rivolta nera dei “boia chi molla”” Esploreremo gli anni ’70, un grave momento di crisi e di spaesamento del nostro paese, davanti all’emergere del terrorismo e della strategia della tensione. Il già direttore de “Il Piccolo” Enzo D’ Antona dialogherà con loro mettendo in evidenza un periodo storico di grande importanza per capire il mondo attuale. A seguire il film Anni di piombo di Margarethe von Trotta, film che ha dato il nome agli anni oscuri della storia della nostra Repubblica e di molti paesi europei.

Sempre un’autrice e attrice donna Chiara Benedetti è la protagonista di Tempo Orfano in cui racconta la storia di un uomo, un giovane intellettuale marocchino costretto a emigrare davanti alle deludenti conseguenze delle “primavere arabe”.

Per restare sui temi femminili, riproporremo lo spettacolo “Io non sono un numero” di e con Laura Bussani, in cui si riportano le storie di violenza di numerose donne mettendolo in relazione all’oggettivazione della donna con la presenza in video del prof. Andrea Carnaghi dell’ Università di Trieste.

L’autrice e attrice friulana Aida Talliente propone invece una riflessione sui diritti umani e sulla solidarietà con gli ultimi, con “Il Vangelo delle Beatitudini” dove uno dei capitoli è dedicato a Don Vatta e alla Comunità di S. Martino al Campo. Uno spettacolo visivamente molto interessante per le illustrazioni del videoanimation di  Cosimo Miorelli  e emozionalmente molto forte per le esperienze e i valori umani messi in campo. Lo spettacolo gode del Patrocinio del Centro d’Accoglienza E. Balducci.

I temi dell’immigrazione nel mediterraneo sono invece toccati dalla regista Bruna Braidotti della Compagnia Arti e Mestieri di Pordenone che mette in scena Così vicino al fondo da un

testo di Camille Davin ,una giovane drammaturga francese (selezione del Women Playwrights International 2018 di Santiago del Cile). Una trasfigurazione fantastica delle tragiche morti nel Mediterraneo.

Sui temi strettamente migratori – in particolare Sulla Rotta Balcanica, si terrà un convegno internazionale a cura di ICS – Ufficio Rifugiati e “Rivolti ai Balcani” che gode anche del patrocinio dell’Università di Trieste. Una giornata intensa in cui si analizzeranno i diversi aspetti della situazione dei migranti a partire dai Balcani per arrivare fino alla nostra regione.

Alla Bosnia è invece dedicata la mostra Shooting in Sarajevo di Luigi Ottani a cura di Roberta Biagiarelli in cui il fotografo ripercorre i luoghi di Sarajevo riprendendoli dai punti in cui sparavano i cecchini. Una mostra molto forte e suggestiva che anticipa la nostra prossima produzione dello spettacolo Shooting in Sarajevo di e con Roberta Biagiarelli che abbiamo fatto slittare all’anno prossimo in collaborazione con il L’Associazione Il Contato del Canavese che gestisce il Teatro Giacosa di Ivrea (TO).

Al cinema Ariston in collaborazione con La Cappella Underground proietteremo il documentario Alla Corte di Ruth – RBG di  Julie Cohen – Betsy West, che traccia un ritratto forte e veritiero della giudice americana femminista, scomparsa recentemente.

A gennaio il Teatro Stabile Sloveno ospiter Šest – Sei una produzione di Maska Ljubljana e Slovensko mladinsko gledališče, spettacolo che narra di un fatto realmente accaduto: nel 2016 la comunità locale e i genitori degli studenti si sono opposti all’accoglienza di sei profughi minorenni non accompagnati nella Casa dello studente di Kranj.




Domenica 4 ottobre concerto al TEATRO PALAMOSTRE con l’AccademiaNaonis, Ensemble Donatello,

La settima edizione del FESTIVAL UDINE CASTELLO prosegue domenica 4 ottobre con un concerto presentato dall’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia. Sul palco del Teatro Palamostre (location alternativa, scelta per emergenza Covid) alle ore 17 arriva la compagine orchestrale formata dai solisti dell‘Accademia Naonis e del Donatello Ensemble diretti da Alfredo Sorichetti, bacchetta riconosciuta a livello internazionale. Il violinista tedesco Burghard Toelke (dell’Opera di Vienna) esegue il Concerto in la minore BWV 1041 di J.S. Bach, mentre Luisa Sello, flautista Dynamic e presidente del sodalizio Amici della Musica, ci offre la celeberrima Suite in si minore BWV 1067 di J.S. Bach e la trascinante Carmen Fantasy, elaborata per flauto e orchestra d’archi da Francois Borne.

Il Festival Udine Castello è organizzato dagli Amici della Musica di Udine con il sostegno del Ministero per i beni e le attività culturali, Regione Fvg, PromoTurismo, Comune di Udine, Fondazione Friuli, Fondazione Renati e Club Unesco Fvg.

I biglietti sono acquistabili presso il box office del Teatro Palamostre, anche direttamente all’ingresso dei concerti fino a esaurimento posti (15 euro interi, 10 euro ridotti studenti e over 65, gratuito con Fvg Card). Il pubblico potrà usufruire di un prezzo ridotto per visitare i Civici Musei (Musei del Castello, Casa Cavazzini e Museo Etnografico) tramite il coupon da ritirare al desk dei concerti.

In tutti i concerti saranno rispettate le norme di tutela sanitaria. Info: www.amicimusica.ud.it.  




Duomo di Latisana 2 ott. TRA RITUALITÀ E MAGIA, MUSICA CORTESE SI AVVENTURA NELLA MUSICA DEL 400

Tra proverbi, lamenti femminili, riti pagani e pantomime. Un percorso nella musica del XV secolo attraverso ritualità e magia, paganesimo e devozione. Per la sua prossima tappa, domani 2 ottobre alle 21 nel Duomo di Latisana, Musica Cortese, festival internazionale di musica antica nei centri storici del Fvg, si avventura nei “segreti del Quattrocento”. A guidare il pubblico in questo viaggio sarà l’Ensemble Centorecento, sodalizio nato nel 2017 il cui interesse si rivolge ai repertori che si situano tra scrittura e tradizione orale, migrazioni da e nella musica popolare, sopravvivenza di testi e fonti al confine tra questi due modi di tramandare la musica.

La riscoperta nel 1400 di antichi testi classici generò da un lato lo sviluppo della scienza sperimentale e della matematica, basti pensare a Luca Pacioli, e, dall’altro, conferì anche grande consenso nelle corti. Il manuale anonimo di magia, astrologia e ritualità “Vedrai mirabilia” fu infatti molto diffuso fra l’aristocrazia del tempo e il “Libro delle Sorti” di Lorenzo Gualtieri, poi completato dalle immagini del Perugino, divenne il gioco di divinazione con i dadi di maggior successo.

Tra i canti da ballo e le danze da suonare con ogni sorta di strumenti, spicca nettamente la misteriosa Schiarazula Marazula di Giorgio Mainerio, musico, abate e negromante parmense di nascita, che fu testimone e frequentatore di riti magici durante la sua lunga permanenza in Friuli. Indagato dall’Inquisizione, solo dopo essere stato scagionato grazie ad amicizie altolocate, pubblicò nel “Primo libro dei Balli” del 1578 questo brano, oggi diventato famoso per i capricci della nostra modernità. Come ricordato, questo così come molti altre “sonate” verranno eseguite dal Centotrecento ensemble, composto da Marco Ferrari e Fabio Resta (flauti, flauto, doppio, cornamusa), Fabio Tricomi (viella, marranzano, percussioni), Elisabetta Benfenati e Diego Resta (flauliuti e chitarre) Anna Pia Capurso, Federica di Leonardo e Gloria Moretti (voci).

Musica cortese, festival organizzato da Dramsam, Centro giuliano di musica antica, curato da Alessandra Cossi per la direzione artistica di Fabio Accurso, proseguirà fino a fine mese con molti appuntamenti, tutti in presenza, in diversi affascinanti luoghi del Friuli Venezia Giulia. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito, ma con prenotazione obbligatoria. Ogni concerto ed evento del festival verrà inoltre registrato professionalmente in multi-cam e proposto, alle 20.30 dopo tre giorni dall’evento, anche “in differita” sui canali social di Dramsam. Per partecipare agli appuntamenti è necessaria la prenotazione da inviare alla mail dramsamcgma@gmail.com.




LE AMBASCIATRICI ROSA DEL GIRO D’ITALIA

Milano, 30 settembre 2020 – Carolina Kostner (Pattinaggio artistico su ghiaccio), Carlotta Ferlito (Ginnastica artistica), Tania Cagnotto (Tuffi), Rossella Fiamingo (Scherma), Gaia Sabbatini (Atletica Leggera), Eleonora Goldoni (Calcio), Elisa Di Francisca (Scherma), Jessica Rossi (Tiro a volo), Lisa Vittozzi (Biathlon), Dorothea Wierer (Biathlon), Chiara Cainero (Tiro a volo), Francesca Dallapè (Tuffi), Arianna Fontana (Short track), Michela Moioli (Snowboard), Marta Bassino (Sci Alpino), Federica Brignone (Sci Alpino) e Bebe Vio (Scherma) saranno tra le ambasciatrici del Giro d’Italia 2020. Durante le 21 tappe, queste grandi campionesse di vari sport saranno presenti sul campo a partire da Carolina Kostner alla cronometro di apertura Monreale-Palermo Tissot ITT.

RCS Sport e il CONI hanno deciso d’intesa di coinvolgere queste campionesse per dare un segnale di come lo sport sia una volta di più un collante radicato nella nostra cultura.

Clicca sull’immagine per guardare il video

Paolo Bellino, Amministratore Delegato e Direttore Generale di RCS Sport ha dichiarato: “È un onore e un privilegio per il Giro d’Italia ospitare ad ogni tappa queste grandi Campionesse che hanno dato lustro allo sport italiano nel Mondo. Abbiamo pensato fosse giusto celebrarle, facendole diventare le Ambasciatrici della Corsa. Saranno presenti durante le 21 tappe e saranno molto di più di una presenza Rosa”. 

Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò ha sottolineato come: “La presenza delle nostre campionesse azzurre al Giro d’Italia è un motivo d’orgoglio per tutto il movimento sportivo italiano. Si tratta, infatti, di atlete di assoluto valore che competono in diverse discipline e che fanno sventolare il Tricolore sui podi mondiali e olimpici. La loro presenza come madrine d’onore in una manifestazione così importante e radicata nella cultura sportiva italiana è il giusto riconoscimento per queste atlete e per queste donne che rappresentano l’eccellenza sportiva del nostro Paese. Ringrazio RCS per la sensibilità e l’attenzione che dimostra ancora una volta per lo sport in generale e, in particolare, è proprio il caso di dirlo: per quello in rosa. Iniziative come questa non fanno che rinsaldare lo spirito multidisciplinare e di squadra che viviamo, assieme al ciclismo, in ogni esperienza a cinque cerchi”.

Carolina Kostner



Padova Jazz Festival 23° edizione 3 – 22 novembre 2020

Un inno all’Europa, con un cast artistico proveniente da Gran Bretagna, Belgio, Svezia, Germania e Olanda, oltre a una notevole rappresentanza di musicisti statunitensi che dell’Europa hanno fatto la loro seconda casa: il programma del Padova Jazz Festival lancia segnali di illuminismo artistico e, ci si augura, anche sociale. Riflettori puntati, tra gli altri, su David Murray, Binker Golding, Lucy Woodward, ma tra i protagonisti della ventitreesima edizione del festival, che si svolgerà dal 3 al 22 novembre, ci saranno anche molti italiani. Anzi, sono proprio le star di casa nostra a brillare particolarmente, a partire dal super trio che affianca Enrico Rava, Stefano Bollani e Gianluca Petrella. Si distingue poi il gruppo di Gegè Telesforo, mentre il duo pianistico formato da Dado Moroni e Danny Grissett apre la strada ai dialoghi musicali internazionali.

L’attività concertistica si svolgerà nel più rigoroso rispetto delle

Stefano Bollani

normative e ordinanze per gli spettacoli dal vivo, in seguito alle quali i posti disponibili saranno limitati. La produzione del festival si adeguerà prontamente a qualunque variazione normativa nell’interesse della sicurezza: pertanto si consiglia di verificare il sito internet www.padovajazz.com per essere aggiornati su eventuali cambiamenti di orario o di sede dei concerti.

Il Padova Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Miles presieduta da Gabriella Piccolo Casiraghi, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. I concerti alla Sala dei Giganti si realizzano in collaborazione con il Centro d’Arte dell’Università di Padova, storica associazione cittadina attiva sin dagli anni Quaranta.

 

La Top 5 di Padova Jazz

 

Nonostante i tempi che impongono di limitare significativamente la capienza delle sale teatrali, il Padova Jazz Festival 2020 non rinuncia ai concerti di fascia alta: sulla qualità della musica e l’importanza degli artisti invitati non si retrocede.

David Murray

Ed ecco quindi due serate alla Sala dei Giganti (Palazzo del Liviano), la prima per gli estimatori del grande jazz saldamente ancorato alle radici della tradizione afroamericana, la seconda che proietta questa stessa musica verso la contemporaneità. Il 5 novembre due fenomenali pianisti come Dado Moroni e Danny Grissett si confronteranno sul repertorio di Charlie Parker, mentre il 13 ilsassofonista Binker Golding, astro emergente della scena jazz londinese, trasferirà la lezione di tenoristi come Coltrane e Michael Brecker dentro le trame di un emozionante e moderno jazz metropolitano.

Per le sue ultime serate, il festival approderà al Teatro Verdi con un trittico di concerti dalla forte caratterizzazione. Il 19, il sassofonista statunitense David Murray si presenterà alla testa di un trio dalla composizione ideale per esaltare il suo percorso stilistico, partito dal free e poi approdato a un jazz più ‘ecumenico’ tra mainstream, world music, richiami africani. Il 20 il clima sarà decisamente coinvolgente con il gruppo del cantante Gegè Telesforo, celebre volto televisivo, che propone stimolanti contaminazioni tra R&B, jazz e sonorità urbane contemporanee, cariche di un vorticoso senso del groove.

Enrico Rava, Stefano Bollani e Gianluca Petrella: a metterli uno a fianco dell’altro sembra di osservare il podio olimpico del jazz italiano. Il loro concerto a Padova (il 21 novembre) è appena la seconda esibizione nella storia di questo supergruppo, che riunisce sullo stesso palco i più estrosi e creativi solisti del nostro jazz e il grande decano della musica improvvisata nazionale.

 

Jazz a piede libero

 

Gegè Telesforo

Ognuna delle tre settimane del festival inizierà con un concerto affidato alle cure del Centro d’Arte dell’Università di Padova: appuntamenti con un jazz indomito, libertario, decisamente allergico agli schemi precostituiti, tutti alla Sala dei Giganti. Il 3 novembre i Monk’s Casino, quintetto tedesco nel quale spicca la presenza del pianista Alexander von Schlippenbach, proporranno un menù musicale a tutto Monk, reso frenetico e incalzante dalla propensione free della band. Il 9, il pianista Fabrizio Puglisi approderà a Padova con i suoiGuantanamo, gruppo dedito al grande patrimonio ritmico della tradizione afro-cubana, rivisitato con un tocco di acida psichedelia. Il 16, gli svedesi Angles 6daranno prova della loro capacità di sterzare con inaudita destrezza tra opposti espressivi.

 

Jazz al Caffè Pedrocchi

 

Immancabili, al Padova Jazz Festival, sono le serate in stile jazz club. E il Caffè Pedrocchi si conferma anche quest’anno come sede privilegiata per questi concerti informali, in cui tra artisti e pubblico non esiste la barriera del palcoscenico. Caffè d’arte di giorno, lo storico locale del centro cittadino si trasformerà per una sera alla settimana in live music club: il 30 ottobre con un’anteprima in attesa del festival, protagonista il trio del chitarrista Carmelo Tartamella, allargato dalla presenza della cantante statunitense Denia Ridley; il 4 novembre con l’Expanding Trio del pianista Greg Burk, fautore di un modernismo che mantiene un profondo rapporto con la tradizione; l’11 con la cantautrice Lucy Woodward, che con la sua band propone una personale miscela R&B dal groove molto marcato e venato di jazz; il 18 con il sassofonista Maurizio Giammarco, il cui quintetto Halfplugged Syncotribe strizza l’occhio al crossover tra classico e moderno.

 

Un epilogo per l’Europa

 

Lucy Woodward

Il concerto di chiusura del festival, il 22 novembre alla Chiesa di San Gaetano, sarà una sorta di saluto all’Europa: con il duo del sassofonista belga Erwin Vann si amplia ulteriormente lo sguardo sulla scena jazzistica continentale che, in un eclettismo di stili, caratterizza l’edizione 2020 del festival jazz padovano.

 

Jazz life a tutto tondo

 

Come ormai da tradizione, i concerti principali del Padova Jazz Festival saranno affiancati dagli appuntamenti con musica dal vivo di Jazz@Bar, in numerosi locali del centro e della prima periferia.

Con la mostra fotografica dedicata agli scatti di Carlo Verri, che si terrà alle scuderie di Palazzo Moroni dal 28 ottobre al 30 novembre, viene inoltre confermato il profondo legame tra la programmazione concertistica del festival e le arti visive, imprescindibili come documentazione storica ma anche capaci di definire l’estetica del jazz.

Una installazione di Anna Piratti sarà visitabile al MUSME di Padova.

 

 

PROGRAMMA

 

ANTEPRIMA:

Venerdì 30 ottobre

Caffè Pedrocchi, ore 21:30

CARMELO TARTAMELLA TRIO

guest DENIA RIDLEY

Denia Ridley (voce), Carmelo Tartamella (chitarra), Giampaolo Bertone (contrabbasso), Michele Carletti (batteria)

 

FESTIVAL:

Martedì 3 novembre

Sala dei Giganti, ore 21

MONK’S CASINO
Alexander von Schlippenbach (pianoforte), Axel Dörner (tromba), Rudi Mahall (clarinetto basso), Jan Roder (contrabbasso), Michael Griener (batteria)

 

Mercoledì 4 novembre

Caffè Pedrocchi, ore 21:30

GREG BURK EXPANDING TRIO

“Message in the Clouds”
Greg Burk (pianoforte), Stefano Senni (contrabbasso), Enzo Carpentieri (batteria)

 

Giovedì 5 novembre

Sala dei Giganti, ore 21

DADO MORONI & DANNY GRISSETT DUO

“Yardbird Suite for Pianos”
Dado Moroni, Danny Grissett (pianoforte)

 

Lunedì 9 novembre

Sala dei Giganti, ore 21

FABRIZIO PUGLISI “GUANTANAMO”

Fabrizio Puglisi (pianoforte, synth ARP), Pasquale Mirra (vibrafono), Luca Valenza (marimba, campane tubolari),

Davide Lanzarini (contrabbasso), Danilo Mineo (percussioni), William Simone (batà, percussioni, voce), Gaetano Alfonsi (batteria)

 

Mercoledì 11 novembre

Caffè Pedrocchi, ore 21:30

LUCY WOODWARD

Lucy Woodward (voce), Jelle Roozenburg (chitarra), Udo Pannekeet (basso elettrico), Niek de Bruijn (batteria)

 

Venerdì 13 novembre

Sala dei Giganti, ore 21

BINKER GOLDING’S BAND
Binker Golding (sax tenore), Sarah Tandy (pianoforte), Daniel Casimir (contrabbasso), Sam Jones (batteria)

 

Lunedì 16 novembre

Sala dei Giganti, ore 21

ANGLES 6
Goran Kajfes, Magnus Broo (tromba), Martin Küchen (sax alto), Alexander Zethson (pianoforte), Johan Berthling (contrabbasso), Andreas Werliin (batteria)

 

Mercoledì 18 novembre

Caffè Pedrocchi, ore 21:30

MAURIZIO GIAMMARCO “HALFPLUGGED SYNCOTRIBE”
Maurizio Giammarco (sassofoni), Paolo Zou (chitarra elettrica), Luca Mannutza (pianoforte, piano elettrico), Matteo Bortone (basso), Enrico Morello (batteria)

 

Giovedì 19 novembre

Teatro Verdi, ore 21

DAVID MURRAY TRIO

Davida Murray (sax), Brad Jones (contrabbasso), Hamid Drake (batteria)

 

Venerdì 20 novembre

Teatro Verdi, ore 21

GEGÈ TELESFORO GROUP
Gegè Telesforo (voce, percussioni), Alfonso Deidda (sax, voce, tastiere), Domenico Sanna (pianoforte), Giuseppe Bassi (contrabbasso), Michele Santoleri (batteria)

Sabato 21 novembre

Teatro Verdi, ore 21

RAVA-PETRELLA-BOLLANI

Enrico Rava (tromba, flicorno), Stefano Bollani (pianoforte), Gianluca Petrella (trombone)

 

Domenica 22 novembre

Chiesa di San Gaetano, ore 11

ERWIN VANN DUO

“Compassion”

Erwin Vann (sax), Peter Hertmans (chitarra)

 

 

ALTRI EVENTI

 

Per tutta la durata del festival

JAZZ@BAR

Concerti nei locali tra Padova e provincia

 

Da mercoledì 28 ottobre a lunedì 30 novembre

Scuderie di Palazzo Moroni

mostra fotografica di Carlo Verri

 

 

Informazioni:

Associazione Culturale Miles

Via Montecchia 22 A, 35030 Selvazzano (PD)

Tel.: 347 7580904

e-mail: info@padovajazz.com

web: www.padovajazz.com




LINK FESTIVAL DEL GIORNALISMO, CHE MONDO FARA’ DAL 2020 IN POI?

TRIESTE – 2020, l’anno in cui è inevitabile chiedersi “che mondo farà?”. A Trieste, da domani (giovedì 1 ottobre) e fino a domenica 4 ottobre, sarà questo l’interrogativo portante della 7^ edizione di Link, il Festival del Giornalismo di scena nella Fincantieri Newsroom in Piazza Unità con tanti protagonisti dell’informazione: ci saranno, fra gli altri, Giovanni Minoli, Corrado Augias, Lucia Annunziata, Giovanna Botteri, Corrado Formigli, Tiziana Ferrario, Oliviero Toscani, Marta Serafini, Stefano Liberti, Giulio Sapelli,

Greppi Cucchiari

Andrea Vianello, Simona Marchini, Luca Bottura, Geppi Cucciari. Interviene il Ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli.   Saranno quattro giornate nelle quali si alterneranno talk, incontri e interviste d’autore, oltre alla consegna di riconoscimenti come il Premio Luchetta 2020 e come il Premio FriulAdria Testimoni della Storia, assegnato al primo protagonista di Link, il giornalista Giovanni Minoli, al quale è dedicata la Serata Anteprima del festival, giovedì primo ottobre, dalle 19: in dialogo con Roberto Papetti, direttore del Gazzettino, e introdotto dalla curatrice di pordenonelegge Valentina Gasparet, Minoli – premiato domani da Carlo Piana, direttore generale Crèdit Agricole Friuladria – ripercorrerà una carriera che ha scritto pagine indelebili nella storia della televisione italiana. Giornalista ed autore, saggista e dirigente

Giovanni Minoli

pubblico, classe 1945, Minoli è voce di Rai Radio1 con il programma “Il mix delle 5”, è stato direttore di Rai2, Format, RaiT3 e di Rai Educational, di Rai Scuola e Rai Storia, ha condotto a lungo “La storia siamo noi” (Rai3) e su Radio 24 il programma Mix 24. Minoli esordiva in Rai nel 1971 come produttore nel 1980 gli veniva assegnata la rubrica Mixer che, grazie allo stile giornalistico di Minoli, è diventato programma di riferimento e popolarissimo modello di giornalismo televisivo moderno, attraverso grintose interviste one to one all’americana. Domani, dalle 17, Giovanni Minoli trasmetterà in diretta da Link Festival del giornalismo il programma in onda su Rai Radio1 “Il Mix delle 5”, e sempre da Link trasmetterà venerdì 2 ottobre, alle 9.30, il programma “Forrest” in onda su Rai Radio 1, con Luca Bottura e Lalaura. Molte anche le dirette previste nelle giornate di venerdì 2 e sabato 3 ottobre sulle frequenze di Rai Radio1 FVG e sempre venerdì pomeriggio è in programma il collegamento di Link con La Vita in diretta su Rai1. Nel corso del festival la giornalista Roberta Ammendola effettuerà riprese e

Tiziana Ferrario

interviste per Il Caffè di Rai1.

Venerdì mattina a Link Festival da segnalare molte novità editoriali: a cominciare dal saggio sul Climate Change: il giornalista e filmaker Stefano Liberti, Premio Luchetta 2008, presenterà in anteprima nazionale “Terra bruciata, come la crisi ambientale sta cambiando l’Italia e la nostra vita” (Rizzoli), un viaggio in presa diretta nell’Italia che sta cambiando, e rimanda la realizzazione di politiche di mitigazione di un processo che, se ignorato, sarà devastante. Un focus speciale è dedicato alla Venezia del Mose e della recentissima e rovinosa alluvione. Sempre venerdì il direttore Tg2 Rai Gennaro Sangiuliano presenta “Il nuovo Mao” sulla inarrestabile ascesa del presidente Xi Jinping, pubblicato da Mondadori. Un protagonista della scena globale che ci guiderà a conoscere meglio in dialogo con la giornalista Grazia Graziadei, vicedirettore Tg1.

Link Festival del giornalismo è organizzato da Prandicom e promosso in partnership con Fincantieri, con la collaborazione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Trieste, della Fondazione CRTrieste e di Crédit Agricole Friuladria, Link Festival è curato da Francesca Fresa e realizzato sotto l’egida della FNSI e dell’Ordine dei Giornalisti e con la RAI main media partner.

L’ingresso alla Fincantieri Newsroom è libero e gratuito fino a esaurimento dei posti a sedere. È possibile prenotare il proprio posto con la compilazione e la firma del modulo di autocertificazione anticovid, disponibile presso Ticket Point in corso italia 6/c: Da giovedì 1 ottobre a partire dalle 17 e per tutta la durata del festival, le prenotazioni si possono effettuare al desk ticket point all’ingresso della Fincantieri Newsroom (lato Caffè degli Specchi).




FESTA DEI NONNI A TEATRO: IL 2 OTTOBRE DAL ROMANZO DI ROBERTO PIUMINI”MATTIA E IL NONNO” A SAN GIORGIO DI NOGARO

Per trascorrere un pomeriggio di teatro in famiglia, l’Associazione culturale Teatro Pasolini di Cervignano promuove sul territorio un nuovo appuntamento in occasione della Festa dei nonni: il 2 ottobre, all’Auditorium San Zorz di San Giorgio di Nogaro(inizio ore 17.30, a ingresso libero, fino ad esaurimento posti. prenotazioni via mail: info.biblioteca@comune.sangiorgiodinogaro.ud.it)va in scena Mattia e il nonno, un piccolo capolavoro scritto da Roberto Piumini, uno degli autori italiani più apprezzati della lettura per l’infanzia. Adattamento e regia dello spettacolo, prodotto da Factory Compagnia Transadriatica e Fondazione Sipario Toscana – Cascina, sono di Tonio De Nitto. In scena ci sarà l’attore Ippolito Chiarello.

 

Lo spettacolo è vincitore del Premio Eolo come Miglior spettacolo di teatro per l’infanzia 2019, un riconoscimento di assoluto rispetto, che sottolinea la qualità artistica ed emotiva della creazione, per un momento di condivisione fra generazioni, sul tema degli affetti e della relazione nonni-nipoti.
Lo spettacolo è quindi proposto in visione agli adulti e ai bambini (età consigliata dagli 8 anni).

 

In una lunga e inaspettata passeggiata, che ha la dimensione forse di un sogno, nonno e nipote, si preparano al distacco, a guardare il mondo, a scoprire luoghi misteriosi agli occhi di un bambino, incontri magici, piccole avventure pescate tra i ricordi e a capire che non basta desiderare per ottenere qualcosa, ma bisogna provare e soprattutto non smettere mai di cercare.

In questo delicato passaggio di consegne il nonno insegna a Mattia, giocando con lui, a capire le regole che governano l’animo umano e come si può fare a rimanere vivi nel cuore di chi si ama.

 

Una tenerezza infinita è alla base di questo straordinario racconto scritto con dolcezza e grande onirismo. Un lavoro che ci insegna con gli occhi innocenti di un bambino e la saggezza di un nonno a vivere la perdita come trasformazione e a comprendere il ciclo della vita.

E’ un farmaco questo racconto, uno di quelli che noi adulti, avremmo dovuto avere la fortuna di conoscere da piccoli per imparare a recepire la separazione come questo cammino tra nonno e nipote che somiglia a un viaggio che non fa più paura.