FESTIVAL DELLA CANZONE FRIULANA, MEGAN STEFANUTTI VINCE L’EDIZIONE 2020

Megan Stefanutti con I vues di Diu (Le ossa di Dio) vince l’edizione 2020 del Festival della Canzone friulana. La cantante si aggiudica anche il premio della critica, mentre al secondo e terzo posto si classificano, rispettivamente, Giordana Gismano con Lûs (Luce) e Eliana Cargnelutti con Timp par dismenteâ (Tempo per dimenticare).

vincitrici da sx a dx Stefanutti_Cargnelutti_Gismano_Foto_Fotoimpronte

Si è conclusa con successo, ieri, 24 ottobre, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine la popolare rassegna musicale in marilenghe che affonda le sue radici nel lontano 1959. Una serata in cui hanno partecipato le migliori canzoni delle passate quattro edizioni, ovvero 2010, 2012, 2015 e 2017.

La manifestazione, organizzata ancora una volta da Noi Cultura, gestione associata della cultura e del turismo che riunisce i Comuni di Manzano, San Giovanni, Corno di Rosazzo, Pradamano, Buttrio, Premariacco e Pavia di Udine, è tornata più forte che mai sul palco del teatro udinese dal suo rilancio avvenuto 10 anni fa. Nato nel 1959, infatti, il festival era già all’epoca considerato la kermesse musicale più importante della regione, tanto da ospitare, oltre ai cantanti locali, artisti di fama nazionale come Enzo Tortora, Enrico Montesano, Lino Toffolo, Gino Bramieri, Ric e Gian, Wilma De Angelis, Cochi e Renato e molti altri ancora.

Le giurie, quella tecnica di giornalisti e operatori delle principali radio della regione (Nicola Angeli per Radio Rai Fvg, Cristian Comelli per Radio Studio Nord, Nicola Cossar per Radio Spazio 103 e Roberto Gennaro per Radio Sorriso) insieme a quella popolare (i 7 assessori alla Cultura delle altrettante amministrazioni che fanno parte di Noi Cultura, Patrizia Minen per Buttrio, Sonia Paolone per Corno di Rosazzo, Silvia Parmiani per Manzano, Elena Fabbro per Pavia di Udine, Cinzia Fachin per Pradamano, Viviana De Sabbata per Premariacco e Katiuscia Di Lena per San Giovanni al Natisone) hanno dunque decretato i vincitori di un’edizione ricca di emozioni all’insegna delle tradizioni e della cultura friulana a dimostrazione della musicalità della marilenghe.

Come anticipato, Megan Stefanutti, vincitrice dell’edizione 2010 del festival, ha fatto incetta di consensi, aggiudicandosi sia il primo premio che quello della critica per il brano scritto e musicato da Aldo Giavitto su arrangiamenti di Valter Sivilotti. Giordana Gismano, terza classificata nel 2015, torna sul podio al secondo posto con la sua Lûs, (testo di Tomasin e Barboni, musiche di Tomasin e arrangiamento di Barboni). Terzo premio per Eliana Cargnelutti con Timp par dismenteâ (testo e musiche della stessa Cargnelutti e arrangiamenti di Sivilotti), presentata nell’edizione del 2012.

A contendersi i premi del festival versione “best of”, presentato dalla giornalista Martina Riva, sono stati in tutto 15 brani, selezionati tra i primi tre classificati nelle passate quattro edizioni a cui si sono aggiunti un premio della critica e altri tre scelti dalla giuria tecnica. I cantanti, preparati da Franca Drioli, vocal&stage coach della manifestazione, sono stati magistralmente accompagnati dalle musiche eseguite, anche queste dal vivo, dalla prestigiosa Orchestra Fvg, diretta dal Maestro Valter Sivilotti. Una formazione composta da circa 40 professori d’orchestra, Rudy Fantin al pianoforte, una sezione ritmica e cinque vocalist, Sara Simondi, Consuelo Avoledo, Jessica Interdonato, Michela Franceschina, Megan Stefanutti.

Sul palco si si sono alternati Sara Simondi (Denant di te), Fausto Zarabara (Al vignarà seren), Megan Stefanutti (I vues di Diu), Laura Furci (Pinsîr), Eliana Cargnelutti (Timp par dismenteâ), le coriste che hanno cantato Dal uman mateâ, Jessica Interdonato (Tal cîl des acuilis), Claudia Grimaz (Dal balcon a ven binore), Giordana Gismano (Lûs), Ulisse Tonon (Penseir animâl), Nicole Lizzi (Viaç – Still life), Consuelo Avoledo (Mi plasarès savê), Michela Franceschina (Il cûr), Megan Stefanutti (Grispis – a S.d.J.), e Jody Bortoluzzi (Sunsûr).

Alla serata, la cui direzione tecnica e il coordinamento sono stati curati da Renato e Carlo Pontoni della Pregi Srl, erano presenti diversi amministratori comunali e a portare i saluti dal palco sono interventi, oltre ai sette assessori alla Cultura dei Comuni coinvolti, anche i sindaci di Udine, Pietro Fontanini, e di Manzano, Piero Furlani, il consigliere regionale Mauro Di Bert, e il presidente dell’Arlef Eros Cisilino.

Il festival, lo ricordiamo, è stato realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e la Fondazione Friuli, la partecipazione del Comune di Udine, dell’ ARLeF Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane e da BancaTer. Alla preparazione artistica ha lavorato Franca Drioli per la direzione artistica di ArteVoce, mentre la segreteria della manifestazione è stata curata da Cristina Qualizza dell’ufficio cultura e turismo del Comune di Manzano, amministrazione capofila di Noi Cultura.




JAZZ & WINE OF PEACE 2020 XXIII Edizione ULTIMO GIORNO, 25 OTTOBRE

Ultima giornata per Jazz & Wine of Peace, domenica 25 ottobre. E a sorpresa, nel giro delle inevitabili variazioni al programma causate dalla pandemia, Controtempo, che organizza la rassegna, incassa due “sostituzioni” eccellenti. In particolare, al postodel pianista Yaron Herman alle 17, a Villa Attems (Lucinico) arriva il notissimo pianista cubano Omar Sosa con il percussionista e batterista cubano Ernesttico. Omar Sosa è uno di quei nomi che non hanno bisogno di molte presentazioni. Classe 1965, nominato sette volte ai Grammy, è uno dei jazzisti più versatili e completi della sua generazione. Ernesto Rodriguez in arte Ernesttico vanta una prestigiosa carriera; si è esibito, tra gli altri, con Pino Daniele, Jovanotti (sue le percussioni del celebre brao “L’ombelico del mondo”), Gloria Estefan, Pat Metheny, Eric Marienthal, AlexAcuña, Noa, Zucchero. I due musicisti condividono un vocabolario musicale comune che deriva direttamente dalle loro radici afro-cubane, così come da un interesse condiviso ad accrescere le sonorità tradizionali con strumenti elettronici e suoni campionati.

Altra sostituzione di prestigio quella che chiude la 22.edizione del festival, alle 20.30 nel Teatro Comunale di Cormòns dove si tiene il concerto di Giovanni Guidi, pianista cresciuto sin da bambino sotto l’ala affettuosa di Enrico Rava e oggi fra le realtà più incoraggianti del pianismo jazz europeo, con la sua “Orchestra Little Italy”: un quintetto atipico in cui le singole voci si intrecciano, indipendentemente da un ruolo preordinato. Un gruppo che “… si poteva fare solo così sostiene Guidi, classe 1985, vincitore di numerosi premi tra cui il Top Jazz indetto dalla rivista Musica Jazz, come miglior nuovo talento 2007 e, con l’album “Ida Lupino”, il premio come miglior disco italiano del 2016. Quando intuisco le doti di un giovane, lo coopto subito. Ma non è altruismo, mi diverto molto a suonarci.” – dice di Guidi Enrico Rava – “Vivendo in divenire ho bisogno di essere sorpreso e Giovanni Guidi è come Stefano Bollani e Gianluca Petrella: mi stupisce ogni volta. Ogni tanto il Jazz ci regala una splendida sorpresa: Guidi è la sorpresa più recente.” Insieme a lui si esibiscono il chitarrista Nicolò Francesco Faraglia, leader dello “SMÒS Octet” e collaboratore di Stefano Battaglia, il chitarrista Stefano Carbonelli che ha pubblicato di recente il suo secondo lavoro da solista, “Morphé”, mentre Federico Negri e Giovanni Iacovellasono due giovani talenti della batteria jazz italiana. Little Italy è un racconto, una storia di migrazione in musica, di quando erano gli Italiani a partire verso l’ignoto alla ricerca di fortune, opportunità o semplicemente dignità. È la storia attuale di cinque ragazzi che non avrebbero mai pensato di incontrarsi nello stesso appartamento, con le finestre che danno su quel mondo nuovo, tra i ricordi del passato e le speranze per il futuro, per rivivere insieme una nuova storia.

La giornata inizia alle 11, a Villa Codelli, a Mossa, dove si esibiscono i Dst, duo composto da Alberto Collodel e Simone Di Benedetto che presentano “Kinetic”, nuovo lavoro nato dalla preziosa presenza della cornetta e dell’elettronica di Gabriele Mitelli, con tutti i possibili sviluppi del progetto sul piano timbrico e comunicativo. Alle 14, sempre a Villa Codelli, il concerto del sassofonista brasiliano Alípio Carvalho Neto in duo con il batterista sloveno Gal Furlan.

Per la rassegna Jazz & Taste, doppia replica del concerto del chitarrista Balen López de Munain con la violoncellista Paola Zannoni, alle 13 all’Azienda agricola Polje e alle 18:30 al Museo Civico del Territorio, entrambi a Cormòns: un recital tra musica classica, folk dei Paesi Baschi ed etnojazz che passa in rassegna il percorso artistico del chitarrista di Bilbao, apprezzato esponente della corrente “world” già dagli anni ’80. Per i “concerti aperitivo” appuntamento all’Osteria Ristorantino in Taberna di Cormòns dove si potrà degustare anche il vitigno del giorno: il collio bianco.

ABBONAMENTI e BIGLIETTI dal 1.10.2020 su VIVATICKET.IT

Info +39 3516112644 / ticket@controtempo.org

www.controtempo.org




Pordenone: FESTIVAL INTERNAZIONALE DI MUSICA SACRA PARTE VENERDI’ 30 ott.

Slitta da lunedì 26 a venerdì 30 ottobre l’inaugurazione del Festival Internazionale di Musica Sacra, in cartellone fino al 18 dicembre a Pordenone, nel Duomo Concattedrale San Marco, e in altre sedi cittadine. «Un Festival – spiega Luciano Padovese, presidente di Presenza e Cultura che promuove la manifestazione – ci auguriamo beneaugurante per una ripresa completa delle realtà sociali e culturali in Italia e nel mondo, gravemente ferite dallo tsunami mondiale della pandemia. L’ispirazione triennale del programma si richiama al concetto di Trinità, sacro pur nella sua radice umanissima di Padre, Madre e Figlio. Un riferimento senza dubbio alla Bibbia ebraico-cristiana, in cui il Padre è l’iniziatore di ogni cosa; ma anche un richiamo alle altre religioni».

«Nelle ultime ore – annunciano i direttori artistici del Festival Franco Calabretto ed Eddi De Nadai – è giunta la notizia che il Concerto della Schola Cantorum del Pontificio Istituto di Musica Sacra, atteso a Pordenone lunedì 26 ottobre, non potrà avere luogo: l’istituzione vaticana ha infatti valutato di non autorizzare lo spostamento della formazione, che sarebbe stata in tournèe anche in Austria, in questi giorni molto complessi per l’irrompere della pandemia. Sarà quindi l’ensemble lituano Canto Fiorito Vilnius ad aprire la prestigiosa sequenza di concerti internazionali, venerdì 30 ottobre alle 20.30 nel Duomo Concattedrale San Marco di Pordenone, con la produzione “Deus, deus meus”, affidata al mezzosoprano Renata Dubinskaite, affiancata dal musicista e direttore artistico Rodrigo Calveyra, cornetto e flauto dolce, e dall’organista Davide Pozzi. Un programma dedicato alla musica italiana della prima metà del Seicento – il secolo ‘barocco’ – e incentrato sulla devozione alla figura di Dio Padre Creatore; in alternanza brani puramente strumentali in un contrappunto con i canti sacri per un panorama a 360° su un periodo storico particolarmente ricco e stimolante». L’Ensemble Canto Fiorito raccoglie giovani specialisti della musica antica provenienti da tutta Europa. Renata Dubinskaite ha iniziato la sua carriera musicale nel 2009, dal 2010 si esibisce costantemente nel “Duo Barocco” e insieme all’Ensemble della Filarmonica Nazionale Lituana “Musica Humana”, ha cantato con la St. Christopher’s Chamber Music Orchestra, la Bielorussia State Chamber Orchestra e molte altre. Fra i suoi impegni operistici loStabatMater” di Pergolesi, Oloferne in “Juditha Triumphans” di Vivaldi, il pastiche “Gallant Baroque of Casanova”. È la vincitrice della Vincė Jonuškaitė-Zaunienė Singers Competition (2014, Vilnius) ed èun’organizzatrice attiva di eventi internazionali di musica antica.

«Il fil rouge del cartellone musicale abbraccerà anche nei concerti successivi la figura del Padre osservano ancora i direttori artistici Franco Calabretto ed Eddi De Nadai Dal concerto corale diretto da Mirko Guadagnini dedicato al Te Deum, con i Madrigalisti di Intende Voci, al padre della scrittura musicale occidentale Johann Sebastian Bach cui è dedicato il concerto conclusivo del vincitore della masterclass di organo condotta da Elisabeth Zawadke; e dal tributo al padre della Chiesa Sant’Agostino con l’Ensemble milanese Virgo Vox, al progetto di Odhecaton Ensemble, in cartellone il 24 novembre, nato in rete con partner regionali dedicato al canto aquileiese patriarchino e alla ricchezza di linguaggi e forme musicali (sequenze, discanti, mottetti, inni, mottetti celebrativi, madrigali ecc.) praticate tra XV e XVI secolo nella vasta area del Patriarcato. Spicca in cartellone un debutto di altissima suggestione, a prima assoluta dello spettacolo “Come gigli nel campo. Storie ordinarie di miracoli”, attesa per venerdì 13 novembre nel Duomo S. Marco di Pordenone, protagonisti Simone Cristicchi e il monaco OtacBenedikt, di stanza nel Monastero della Chiesa ortodossa serba di Dečani in Kosovo. Lo spettacolo è una suggestiva antologia di storie e di vite: di Re che diventano Santi ma anche di eremiti e criminali, di monasteri presidiati dall’esercito per pericolo di attentati terroristici, di pogrom e di chiese date alle fiamme.

A sostegno del Festival un ampio team di istituzioni: capofila l’Assessorato alla Cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e inoltre PromoturismoFVG, Fondazione Friuli, BCC Pordenonese e Monsile con il supporto della Diocesi Concordia Pordenone. Di particolare soddisfazione la concessione dell’Art Bonus, il riconoscimento istituito dalla Regione FVG per incentivare le erogazioni liberali delle imprese verso le realtà culturali del territorio, attraverso la concessione di contributi regionali in forma di credito d’imposta (40%) a favore dei soggetti che finanziano progetti di promozione e organizzazione di attività culturali e di valorizzazione del patrimonio culturale. In questa prospettiva, il Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone potrà beneficiare di un abbinamento con DFORM THEKE, l’azienda di Pasiano che si occupa della produzione di allestimenti per musei, mostre, percorsi e spazi espositivi.

Info www.centroculturapordenone.it/pec




Riconoscimento nazionale Pordenone Comune che ricicla l’86,1% dei rifiuti raccolti

Pordenone , con l’86,1% di raccolta differenziata, si conferma ancora una volta ai vertici
nazionali nella graduatoria delle città che gestiscono in modo eccellente i servizi per i propri cittadini.
Questa volta si piazza al secondo posto dei comuni capoluogo di provincia, nella classifica finale dei
comuni ricicloni, che vede al vertice Treviso e al terzo Trento.
Indubbiamente – commenta l’assessore all’ambiente Stefania Boltin, – questo risultato sulla
raccolta e gestione dei rifiuti, lo dobbiamo alla buona volontà e al rispetto per l’ambiente che dimostrano i
nostri cittadini , al loro spiccato senso civico, alla sensibilità che usano nel corretto conferimento dei rifiuti
nei cassonetti , ai comportamenti virtuosi e all’accresciuta sensibilità in materia di sostenibilità.
Il Comune di Pordenone ha ricevuto il riconoscimento, nell’ambito della cerimonia di
premiazione “Comuni ricicloni 2020” che si è tenuta a Roma lo scorso giovedì 22 ottobre e trasmessa in
diretta streaming a cui han partecipato in remoto l’assessore Stefania Boltin, i vertici di aziende, di consorzi
di filiere, il presidente di Legambiente che promuove l’iniziativa, esponenti politici di Senato e Camera e di
rappresentanti del Governo, che si sono confrontati sui temi legati alla raccolta differenziata.
Uno degli indici più significativi che determinano la qualità della raccolta differenziata è il valore
decrescente della produzione del secco indifferenziato procapite. A Pordenone dai 73 Kg del 2019 siamo
passati a 67,5 kg del 2020.
Abbiamo ottenuto questo riconoscimento a livello nazionale – chiosa l’esponente a cui il
sindaco Alessandro Ciriani ha delegato il settore dell’Ambiente – grazie all’operatività dei collaboratori
della partecipata, la Gea, e alla capillarità degli interventi sull’intero territorio comunale.
Il risultato raggiunto – conclude l’assessore Boltin – oltre al senso civico dei cittadini va attribuito
anche alla buona gestione della macchina comunale.




TEATRO CLUB UDINE, SE NE VA PIETRO RIZZARDI, UNA LEGGENDA DEL TEATRO UDINESE

“Un uomo di teatro di rigore, che amava il suo pubblico e che pretendeva da sé stesso tecnica e disciplina. Con lui se ne va purtroppo un altro pezzo del Piccolo teatro città di Udine e, contemporaneamente, un pezzo della storia della nostra città”. Così la presidente del Teatro Club Udine, Alessandra Pergolese, non appena appresa la notizia della scomparsa di Pietro Rizzardi, insieme al fratello Beppino, scomparso lo scorso anno, una leggenda del teatro udinese.

“Fin dai primi anni Sessanta – ricorda Pegolese dopo aver espresso le condoglianze di tutto il Teatro Club Udine ai figli, Roberta e Stefano, e ai parenti – è stato uno degli elementi portanti della Compagnia del Piccolo Teatro Città di Udine diretta da Rodolfo Castiglione. Assieme a lui il fratello Beppino, Maria Grazia Sereni, Alfonso Caniffi, Piero Chiarandini, e, ancora, Antonietta Parussini, Cesare Bovenzi, Gianni Nistri e molti altri”.

Pietro, nato il 16 maggio del 1921, si è spento l’altro ieri, 21 ottobre, a Udine. “A lui, così come a tutti i suoi compagni di viaggio – prosegue Pergolese –, dobbiamo molto. Ma soprattutto lo devono le centinaia e centinaia di ragazze e ragazzi che sul palcoscenico del Palamostre hanno mosso i primi passi verso il mondo del teatro. Quel teatro che anche Pietro amava tanto”.

Lo stesso figlio Stefano ha partecipato al Palio teatrale studentesco e, nei primi anni Ottanta ha nella compagnia dei Giovani del Piccolo teatro città di Udine. “Con Pietro – conclude Pergolese – vogliamo ricordare tutti quei giovani che hanno inventato il teatro a Udine, dai fratelli Rizzardi ad Alfonso Caniffi, da Maria Grazia Sereni a Piero Chiarandini, da Antonietta Parussini a Cesare Bovenzi ed Enzo Mezzelani, per non parlare naturalmente di Rodolfo Castiglione”.

Per quanto riguarda la carriera di Pietro c’è da ricordare sicuramente la sua partecipazione, nella parte del Conte di Albafiorita, alla memorabile Locandiera per la regia di Castiglione e rappresentata nei più importanti festival anche internazionali di teatro per amatori. Pietro, o Piero come molti lo chiamavano, fu il protagonista, nel 1969, di un altro spettacolo di successo del Piccolo Teatro, “Omobono e gli incendiari”, di Max Frisch.

In occasione della recita svolta al Festival di Pesaro nell’ottobre 1969, il Resto del Carlino scrisse di lui:”Omobono, un ometto pauroso ai confini della macchietta, o del burattino, risalta nella bellissima interpretazione di Pietro Rizzardi, un attore completo, ad un certo livello, e dotato di una sensibilità artistica non indifferente. Con tonalità vocali davvero sorprendenti, il Rizzardi ha spesso trascinato il pubblico ad un meritatisssimo applauso”.

E quell’applauso per lui, ora non può che essere più caloroso che mai. I funerali si svolgeranno sabato 24 ottobre alle 10.45 nella chiesa delle Grazie, partendo dal cimitero urbano di San Vito a Udine.




LUCIANO FLORIDI E “L’INFOSFERA”_Domenica 25 ottobre, alle 10.30, in streaming al Teatro Comunale di Monfalcone

Luciano Floridi, una delle voci più autorevoli della filosofia contemporanea, affronterà il tema de “L’infosfera”, domenica 25 ottobre, con inizio alle 10.30, in diretta streaming al Teatro Comunale di Monfalcone (Corso del Popolo 20), nell’ambito degli appuntamenti di filosofia, la rassegna intitolata “Un’etica per il futuro”, organizzata dalla Biblioteca Comunale e promossa dall’Assessorato alla cultura del Comune di Monfalcone.

Dopo la prima rivoluzione copernicana, la seconda darwiniana, la terza freudiana, la storia dell’essere umano è pronta ad attraversare la rivoluzione virtuale. L’avvento del digitale ha influito non soltanto sull’ambiente che ci circonda ma sulla percezione di noi stessi, imponendo giocoforza un nuovo modo di pensare: la filosofia deve ora fare i conti con questa essenza mutata della realtà per trovare una nuova chiave di lettura del mondo.

Luciano Floridi (Roma, 1964) à professore ordinario di Filosofia ed Etica dell’informazione all’Università di Oxford e presidente del Data Ethics Group dell’Alan Turing Institute. In Italia ha pubblicato numerosi saggi tra cui: Infosfera. Etica e filosofia nell’età dell’informazione (2009); La quarta rivoluzione. Come l’infosfera sta trasformando il mondo (2017); Pensare l’infosfera. La filosofia come design concettuale (2020).

Ingresso gratuito al Teatro Comunale di Monfalcone con prenotazione obbligatoria a: biblioteca@comune.monfalcone.go.it / tel. 338.3772420 (anche Whatsapp).

Necessario presentarsi 30 minuti prima dell’orario di inizio.




CABARET SACCO & VANZETTI va in scena alla Sala Bartoli – cartellone “Passages” del Teatro Stabile del FVG dal 27 ottobre

Raffaele Braia e Valerio Tambone sono gli eclettici protagonisti di “Cabaret Sacco & Vanzetti” spettacolo tratto dal testo di Michele Santeramo e diretto da Gianpiero Borgia, che li vede impegnati in una interpretazione davvero completa e multidisciplinare, per dare vita ai due sfortunati italiani, ingiustamente giustiziati negli Stati Uniti, nel 1927.

Lo spettacolo apre il cartellone “Passages” martedì 27 ottobre alle 19.30 alla Sala Bartoli e vi replica fino a domenica 1 novembre.

Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti non si conoscono prima di arrivare in America, dove – come moltissimi italiani nel primo Novecento – cercano un lavoro e un futuro migliore. Una volta raggiunta Ellis Island, espletati gli obblighi relativi all’immigrazione, ad un anno di distanza l’uno dall’altro, iniziano i rispettivi percorsi nel nuovo mondo.

Nicola Sacco a Milford si impiega in una fabbrica di calzature, sposa una donna italiana, ha due figli. Prende parte attivamente alle proteste operaie per ottenere salari e condizioni di lavoro migliori.

Bartolomeo Vanzetti emigra più per reazione al dolore per la perdita della madre che per necessità economiche: colto, libero, negli Stati Uniti fa molti lavori, impegnandosi infine nella fabbrica Plymouth Cordage Company, dove guida uno sciopero. Dopo quest’episodio nessuno lo vuole assumere più e fa il pescivendolo ambulante.

Arriva il 1916 e i due si incontrano nell’ambito di un gruppo anarchico di italoamericani: motivo per cui vengono iscritti dalla polizia in un elenco di sovversivi. Sono arrestati nel 1920 e – innocenti – accusati di una rapina: non ottengono giustizia, anzi pagano con sette anni di carcere e poi con la vita. Solo cinquant’anni dopo la loro esecuzione il governatore del Massachusetts Michael Dukakis riabilita la loro memoria.

È chiaro che i due italiani sono stati vittima del pregiudizio che allora si sentiva forte verso gli emigranti e verso chi promulgava certe idee politiche… Ma se traslassimo le loro vicende ad oggi, ribaltando qualche prospettiva, le cose sarebbero poi tanto diverse?

Se lo sono chiesti al Teatro dei Borgia, dove Gianpiero Borgia ha ideato e diretto “Cabaret Sacco &Vanzetti”. A condurre il progetto, è la convinzione che immigrazione, pregiudizio razziale e giustizia siano temi che solcano il nostro tempo e scuotono le coscienze comuni.

Lo spettacolo non si limita a raccontare la loro storia già tanto emblematica: induce a riflettere anche sul lato umano di due giovani, innamorati della vita, sognatori, utopisti, che per tanti anni – i sette di reclusione – hanno condiviso le loro solitudini, le loro speranze, le loro drammatiche delusioni, senza mai rinunciare alla dignità e al loro sentirsi italiani.

Molti e prestigiosi sono stati i nomi di politici, intellettuali, artisti che si sono vanamente prodigati per far riconsiderare la loro condanna a morte.

A raccontare la loro parabola, senza retorica e con l’aiuto dello straniamento generato dalla commistione dei linguaggi del cabaret, sono due ottimi attori – Raffaele Braia e Valerio Tambone – che offrono anima e corpo e tutti gli strumenti del teatro ai loro personaggi. Sketch, canto, musica, recitazione, commozione: ogni emozione è misuratissima, ogni momento brechtianamente dosato. Aiutati da pochi oggetti di scena – fra cui dominano le reti metalliche che si trasformano da brande solitarie a sbarre di carcere – i due attori rifuggono il mito, e trascinano il pubblico dentro la storia di due uomini.

A Trieste lo spettacolo va in scena dal 27 ottobre all’1 novembre. Il martedì e il venerdì si va in scena alle ore 19.30, la domenica alle ore 17 e gli altri giorni alle ore 21. Per biglietti e prenotazioni e per acquistare nuovi abbonamenti si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.

CABARET SACCO & VANZETTI

da Michele Santeramo
ideazione e regia Gianpiero Borgia

con Raffaele Braia, Valerio Tambone

musiche Papaceccio MMC e Roberta Carrieri
costumi Manuela Paladin Šabanovic

scene Vincenzo Mascoli
produzione Teatro dei Borgia




UNESCO sceglie le musiche di Remo Anzovino per #NoiSiamoOceano + 3 concerti in Friuli Venezia Giulia

REMO ANZOVINO

SCELTO DALL’UNESCO PER #NoiSiamoOceano

L’UNESCO HA SCELTO LE MUSICHE (IGLOO E TEMPO TEMPESTA) DEL COMPOSITORE E PIANISTA PER LA CAMPAGNA VOLTA ALLA TUTELA E ALLA VALORIZZAZIONE DEL MARE E DEGLI OCEANI, UNA DELLE PRIORITÀ DELL’AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE SULLO SVILUPPO SOSTENIBILE 

VIDEO UFFICIALE QUI https://fb.watch/1fKVEpCfqX/

 

NEL WEEKEND SARÀ PROTAGONISTA DI UN DIALOGO ONLINE PER LA NOTTE DEI LETTORI, UN DOPPIO CONCERTO CON GIANNI FASSETTA AL CENTRO CULTURALE ALDO MORO DI CORDENONS PER IL FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA FISARMONICA E INAGURERÀ IN PIANO SOLO LA STAGIONE DEI CONCERTI AL POLITEAMA ROSSETTI DI TRIESTE

DIALOGO ONLINE PER LA NOTTE DEI LETTORI

SABATO 24 OTTOBRE ore 21:00 su Facebook e YouTube

CONCERTO PER PIANOFORTE E FISARMONICA con GIANNI FASSETTA

CORDENONS (PN), Centro Culturale Aldo Moro

DOMENICA 25 OTTOBRE ore 18:00 – soldout

DOMENICA 25 OTTOBRE ore 21:00 – nuova replica

CONCERTO IN PIANO SOLO @ TRIESTE, Politeama Rossetti

LUNEDÌ 26 OTTOBRE ore 21:00 – biglietti in vendita 

Biglietti in vendita su www.vivaticket.it // Info su www.remoanzovino.it

“Sono davvero onorato che l’Unesco abbia scelto le mie musiche e felice di dare il mio supporto alla sensibilizzazione di una tematica così importante per noi e soprattutto per le future generazioni: l’Oceano per me è un luogo speciale di fronte al quale ci sentiamo piccoli e che per questo dovrebbe rendere i nostri comportamenti migliori” così il compositore e pianista italiano Remo Anzovino commenta la scelta dell’Unesco di utilizzare due sue musiche (Igloo e Tempo Tempesta) per #NoiSiamoOceano, la campagna volta alla tutela e alla valorizzazione del mare e degli oceani, una delle priorità dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile, che proprio oggi ha dato il via al Decennio del Mare, il grande movimento #versolagenerazioneoceano che prevede 10 anni di attività, progetti e iniziative volti all’educazione alla salvaguardia degli Oceani.

Considerato dalla critica e dal pubblico uno dei più originali compositori e pianisti in circolazione, nonché il nuovo vero erede della grande tradizione italiana nella musica da film, celebrato con il “Nastro D’Argento 2019 – Menzione Speciale Musica dell’Arte”, Remo Anzovino è uno dei massimi esponenti della musica strumentale (oltre 8 milioni di streams su Spotify).

Dopo l’esperienza del “Diario Sonoro” – il format online ideato durante il lockdown che attraverso la fantasia, la musica e i suoi racconti, ha guidato il pubblico in viaggi immaginifici nei luoghi che non abbiamo potuto vivere in quelle settimane e che, pagina dopo pagina, è diventato un appuntamento fisso per migliaia di persone con oltre 500.000 visualizzazioni e più di 12.000 commenti, emozionati ed emozionanti – Anzovino dal mese di luglio sta continuando il viaggio dell’immaginazione dal vivo, a bordo del suo pianoforte, permettendo al pubblico di vivere finalmente il suo concerto, un’esperienza emozionale irripetibile e mai come ora capace di rendersi collettiva.

Nel weekend sarà protagonista di 3 appuntamenti in Friuli Venezia Giulia: il primo in programma alle ore 21:00 di sabato 24 ottobre lo vedrà dialogare con il musicologo Alessio Screm per “La Notte dei Lettori”, online sulla pagina facebook e sul canale youtube del festival.

Domenica 25 ottobre si riunirà dal vivo con il fisarmonicista Gianni Fassetta, uno dei più grandi virtuosi al mondo dello strumento, per un doppio concerto speciale per pianoforte e fisarmonica al Centro Culturale Aldo Moro di Cordenons, suonando i pezzi storici del suo repertorio, alcuni inediti straordinarie e delle versioni per il duo delle sue musiche più recenti: i biglietti per il primo concerto in programma alle ore 18:00 sono andati esauriti già nei giorni scorsi e per permettere alle persone che non sono riuscite ad acquistarli, di partecipare nella totale sicurezza e rispettando tutte le norme vigenti, il Festival Internazionale della Fisarmonica ha aggiunto una seconda replica alle ore 21:00 di domenica 25 ottobre (biglietti in vendita online su www.vivaticket.it e nei punti vendita autorizzati).

Lunedì 26 ottobre alle ore 21:00 proporrà invece il concerto in piano solo a Trieste sul palco del Politeama Rossetti, che lo ha scelto per inaugurare la nuova stagione dei concerti dello Stabile del Friuli Venezia Giulia con un viaggio emozionale tra le musiche degli album in studio e le colonne sonore composte per i film de “La Grande Arte al Cinema” (da Van Gogh a Frida Kahlo, passando per Picasso, Gauguin e Monet), che lo hanno portato lo scorso anno alla conquista del Nastro D’Argento – Menzione Speciale Musica dell’Arte. I biglietti per il concerto sono in vendita online su www.vivaticket.it, alle biglietterie del teatro e nei punti vendita autorizzati).

Sono finalmente risalito sul palco e ne sono immensamente felice, soprattutto per poter ritrovare la cosa più importante per me: voi, il mio pubblico

– Remo Anzovino –

Info La Notte dei Lettori: Bottega Errante – www.lanottedeilettori.it – bottegaerrante@gmail.com

Info concerti Cordenons: Associazione Musica Fa Diesis – www.fadiesis.org – segreteria@fadiesis.org

Info concerto Trieste: Politeama Rossetti – www.ilrossetti.it – tel. (+39) 040 3593511 – info@ilrossetti.it

CANALI UFFICIALI REMO ANZOVINO:

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Auto e Moto d’Epoca, gli artigiani svelano i segreti del restauro in Fiera di Padova

L’Accademia del restauro presenta in Fiera di Padova le sue attività

L’ARTE DEL RESTAURATORE DI VEICOLI STORICI

GLI ARTIGIANI SVELANO I SEGRETI DEL MESTIERE

CON CNA PADOVA AL SALONE AUTO E MOTO D’EPOCA

Nicola Verdicchio (CNA): «In Veneto abbiamo tutta una filiera fatta di restauratori di livello mondiale, dal meccanico, al lamierista, al tappezziere. Un patrimonio culturale ed economico che rischia di andare disperso, ma che per i giovani può essere una concreta opportunità di lavoro»

Padova, 22 ottobre 2020 – Promuovere l’attività di restauro dei veicoli storici, valorizzare le imprese artigiane venete della filiera del restauro, coinvolgere i giovani facendo conoscere un’arte di grandi tradizioni e di promettenti prospettive future.

Per questo CNA Padova sarà presente con un suo spazio all’edizione 2020 di Auto e Moto d’Epoca, il grande salone internazionale dedicato ai motori del passato che si svolge regolarmente in Fiera di Padova dal 22 al 25 ottobre, adottando tutte le misure di sicurezza previste dal nuovo Dpcm. Un vero e proprio “villaggio del restauro”, allestito nel Padiglione 5, che ospiterà alcuni veicoli restaurati nelle officine padovane. Modelli classici, sportivi e americane comporranno l’assortita vetrina di CNA per promuovere un nuovo network di artigiani specializzati e il progetto di formazione Accademia del restauro.

Con un valore economico complessivo stimato in 2,2 miliardi di euro il motorismo storico nazionale è un settore di grande rilevanza e dalle interessanti prospettive di crescita: anche per questo il restauratore di veicoli storici è un mestiere che ha un grande futuro, perché risponde alla crescente richiesta di migliaia di collezionisti da ogni parte del mondo.

«Il nostro obiettivo è coinvolgere i giovani e far conoscere loro questo mondo fatto di saperi manuali e competenze tecniche. Una realtà ancora poco conosciuta e ingiustamente ritenuta una passione per pochi» spiega Nicola Verdicchio, responsabile del settore autoriparazione di CNA Padova. «In Veneto abbiamo tutta una filiera fatta di restauratori di livello mondiale, dal meccanico, al lamierista, al tappezziere. Un patrimonio culturale ed economico che rischia di andare disperso, ma che per i giovani può essere una concreta opportunità di lavoro».

Nel corso di tutti i quattro giorni di Salone, con sessioni mattutine alle 10.00 e pomeridiane alle 14.30, nello spazio CNA gli artigiani daranno vita ad una serie di dimostrazioni pratiche di restauro. Con particolare attenzione alle tecniche di battilamiera che Andrea Agnoletto, artigiano padovano, illustrerà con dovizia di particolari, recuperando anche tradizionali tecniche degli anni ’20 e ’30 del secolo scorso. Mentre sabato 24 ottobre alle ore 14.00 l’Accademia del Restauro presenta le sue attività di formazione nel corso dell’incontro “L’Arte del restauro gioiello del Made in Italy”, moderato dal direttore di Ruote Classiche David Giudici e che si terrà nell’Area ACI.

Accademia del Restauro

Accademia Restauro veicoli storici è un progetto di CNA Padova. Nasce nel 2016 con l’organizzazione di eventi di approfondimento, seminari e corsi di formazione. Con l’obiettivo primario di trasferire le conoscenze, le competenze e il saper fare degli artigiani ai giovani. Introduzione al restauro, tecniche di battilamiera, laboratori: i corsi dell’Accademia si svolgono a Padova nella sede del CTV (Centro Tecnologico Veneto) in Via San Marco, a pochi chilometri dal casello di Padova Est. Le attività sono collocate soprattutto nei fine settimana, per favorire chi proviene da lontano. I docenti dei corsi sono prevalentemente gli artigiani restauratori che illustrano le tecniche di lavorazione con dimostrazioni dal vivo. CNA collabora inoltre con il Master per Restauratori Auto d’Epoca Editoriale Domus organizzato a Milano da Ruoteclassiche in partnership con FCA Heritage. Un’autentica scuola di formazione, altamente specializzata, che vuole avvicinare i giovani al mondo delle vetture d’epoca attraverso la risoluzione dei problemi pratici e tecnici fondamentali per acquisire un’esperienza qualificata.




Hindley vince la tappa 18 del Giro d’Italia, Kelderman è la nuova Maglia Rosa

RIVOLUZIONE GIRO 
Hindley trionfa a Laghi di Cancano davanti a Geoghegan Hart. Almeida si stacca sullo Stelvio e Kelderman, che taglia il traguardo dopo 2’18”, prende la Maglia Rosa. L’olandese precede in classifica la Maglia Bianca Hindley, a 12”, e Geoghegan Hart, a 15”.


Laghi di Cancano (Parco Nazionale dello Stelvio), 22 ottobre 2020 – Jai Hindley (Team Sunweb) ha ottenuto la sua prima vittoria in un grande giro nella tappa regina del 103^ Giro d’Italia, imponendosi davanti a Tao Geoghegan Hart (Team Ineos Grenadiers).
I due si erano avvantaggiati insieme a Rohan Dennis, primo a transitare sulla Cima Coppi, per poi restare da soli all’attacco della salita finale quando l’australiano del Team Ineos Grenadiers ha esaurito la sua azione in supporto al compagno di squadra Geoghegan Hart.
L’ex leader della generale Joao Almeida (Deceuninck-Quick Step), che aveva perso le ruote dei migliori sulle rampe dello Stelvio, lascia la Maglia Rosa dopo quindici giorni, che passa sulle spalle di Wilco Kelderman. L’olandese precede in classifica il vincitore di oggi, Jai Hindley, e Geoghegan Hart, racchiusi in appena 15 secondi.

LE PILLOLE STATISTICHE

  • Prima vittoria al Giro per Jai Hindley. Da professionista aveva vinto solo una tappa e la classifica finale al Tour of Fuzhou nel 2017 e, quest’anno, due tappe e la classifica finale dell’Herald Sun Tour in Australia.
  • 35^ vittoria di tappa per l’Australia: per la seconda volta nella storia vincono due tappe consecutive (ieri il vincitore è stato O’Connor) dopo la 6^ e 7^ tappa del 2010 (Matthew Lloyd e Cadel Evans).
  • Wilco Kelderman è il nono olandese ad indossare la Maglia Rosa. L’ultimo era stato Tom Dumoulin nella prima tappa del Giro 2018.
  • Kelderman e Hindley sono separati da 12” nella generale, il distacco che separò Eddy Merckx e G.B. Baronchelli nel Giro del 1974. Il minor distacco di sempre fu registrato nel 1948: 11” tra Fiorenzo Magni ed Ezio Cecchi.

RISULTATO DI TAPPA
1 – Jai Hindley (Team Sunweb) – 207 km in 6h03’03”, media 34.210km/h
2 – Tao Geoghegan Hart (Team Ineos Grenadiers) s.t.
3 – Pello Bilbao (Bahrain – McLaren) a 46″

CLASSIFICA GENERALE
1 – Wilco Kelderman (Team Sunweb)
2 – Jai Hindley (Team Sunweb) a 12”
3 – Tao Geoghegan Hart (Team Ineos Grenadiers) a 15”
4 – Pello Bilbao (Bahrain – McLaren) a 1’19”
5 – João Almeida (Deceuninck – Quick-Step) a 2’16”

MAGLIE

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Wilco Kelderman (Team Sunweb)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo Zanetti – Arnaud Démare (Groupama – FDJ)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Ruben Guerreiro (EF Pro Cycling)
    Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin – Jai Hindley (Team Sunweb)

DATI MONITORATI OGGI
I dati forniti da Velon raccontano la tappa attraverso dati dispositivi per il monitoraggio in tempo reale. I dati sono disponibili a questo link.

CONFERENZA STAMPA
Il vincitore di tappa Jai Hindley: “È incredibile, ho sempre sognato una vittoria come questa. Alzare le braccia al cielo in una tappa epica come quella di oggi è un grande passo in avanti per la mia carriera. Non riesco ancora a crederci, spero che sia solo il primo di tanti successi.
Sullo Stelvio dall’ammiraglia mi hanno detto di seguire Tao stando alla sua ruota, così come in fondo alla discesa. Non mi piace troppo correre in questa maniera ma alla fine queste sono le corse di ciclismo. Sono qui per aiutare Wilko, lui è la Maglia Rosa e la cronometro finale si addice alle sue caratteristiche. So cosa ha passato negli ultimi anni e quanto duramente ha lavorato per tornare a questi livelli, lo rispetto come corridore e come persona, voglio aiutarlo a vincere il Giro”.

La Maglia Rosa Wilco Kelderman: “Il nostro piano era quello di andare a tutta e mettere in difficoltà Joao Almeida sullo Stelvio. È quello che abbiamo fatto ma non sono riuscito a seguire i due corridori della Ineos Grenadiers come ha fatto Jai [Hindley]. Avrebbe potuto aspettarmi ma la squadra aveva un piano diverso. Indossare la Maglia Rosa ha un significato molto speciale per me, sono davvero contento di essere tornato a questo livello dopo tante difficoltà negli anni passati. La lotta per il Giro è ancora aperta. Il Team Ineos è davvero forte ma la cronometro finale potrebbe favorirmi. Sono fiducioso. Farò di tutto per vincere il Giro”.

Jay Hindley con Il Trofeo Vincenzo Torriani, istituito nel 1996 dopo la morte dello storico organizzatore del Giro, che premia il vincitore della tappa in cui si celebra la Cima Coppi.

Martina Cambiaghi Assessore allo Sport di Regione Lombardia e Antonio Rossi, Sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia condelega ai Grandi Eventi Sportivi erano presenti alla tappa odiera in rappresentanza di Regione Lombardia, partner ufficiale del Giro d’Italia

LA TAPPA DI DOMANI
Tappa 19 – MORBEGNO-ASTI – 258km

A causa del crollo del ponte sul fiume Sesia in località CANDIA LOMELLINA, ci sarà una variazione di percorso che comporterà un allungamento della tappa a 258 km.
Gli orari di ritrovo e partenza saranno anticipati di 15 minuti rispetto a quanto indicato in Guida Tecnica.

COPERTURA TV
I palinsesti della Tappa 19 del Giro d’Italia sono disponibili a questo link.

#Giro
Photo Credits: LaPresse