Ancora jazz all’Isola con Ah-Um Milano Jazz Festival: Xilo Ensemble presenta Klezmer in Paris venerdì 17 luglio alle ore 21

L’Ah-Um Milano Jazz Festival torna per un appuntamento estivo, venerdì 17 luglio alle ore 21 presso i suggestivi chiostri bramanteschi di Santa Maria alla Fontana. Protagonista della serata Xilo Ensemble: Stefano Corradi al clarinetto e clarinetto basso, Gian Pietro Marazza alla fisarmonica e Luca Garlaschelli al contrabbasso. L’ensemble presenterà Klezmer in Paris, il nuovo progetto discografico recentemente edito da Primrose Music. Il trio condurrà l’ascoltatore in un viaggio ideale ai confini del mondo attraverso le musiche: suggestioni e atmosfere che passano dal klezmer al tango argentino, dal folk alla musica balcanica. Il tutto alimentato dal jazz e dalla voglia di scoprire nuove sonorità.

Il concerto di Xilo Ensemble, inserito nel cartellone della XIII edizione di Ah-Um Milano Jazz Festival (9-24 maggio) e rimandato a causa di problemi tecnici, godrà per l’occasione della suggestiva cornice, all’aperto, dei chiostri adiacenti al Teatro Sala Fontana, luogo di elezione della recente edizione del festival. L’ingresso è possibile al costo di 10 euro.

Inoltre, l’evento ricopre un ruolo fondamentale perché secondo di quattro appuntamenti appendice ad Ah-Um Milano Jazz Festival, che si svolgeranno all’interno del quartiere Isola e che saranno introdotti dalla seconda edizione di Swing & Fish il 2 luglio. Tra gli appuntamenti segnaliamo il 12 settembre il Midj Milano Meeting al Teatro Sala Fontana, primo incontro a Milano dell’associazione Musicisti Italiani di Jazz, che chiamerà a raccolta le realtà più rappresentative del jazz a livello nazionale. Infine, il 26 settembre, la Tuscia a Milano, con il gemellaggio realizzato con il JazzUp Caffeina Festival di Viterbo.




MILANO : Dal campano Centro culturale Arianna la collettiva ODE TO FOOD

Cibo da mangiare con gli occhi: E’ Ode to food, l’esposizione collettiva, composta dalle opere di ben 32 artisti, inserita nella Milano art Week.

Un ode al cibo ed all’arte contemporanea con lavori appartenenti alla categoria della pittura, della scultura, della fotografia, una installazione ed un’opera di video-arte.

Doppia esposizione a Milano: da sabato 27 giugno a sabato 4 luglio 2015 presso la Chie Art Gallery di viale Premuda 27 (l’inaugurazione è in programma per sabato 27 giugno alle ore 19.00) e da giovedì 2 luglio a giovedì 9 luglio 2015 presso la Galleria Pisacane Arte di via Carlo Pisacane 36 (l’inaugurazione è in programma per giovedì 2 luglio alle ore 19.00).

La mostra, ad ingresso libero, è promossa dall’Associazione Centro Culturale Arianna, con la curatela dell’esperta d’arte Gina Affinito.

Il presupposto

Il filosofo Ludwig Feurbach sostiene che l’uomo sia ciò che mangia, mentre l’antropologo Claude Levi Strauss, recentemente scomparso, sostiene che l’uomo mangia non solo ciò che è buono da mangiare ma anche e soprattutto ciò che è buono (ed opportuno) da pensare. Quindi ciò che è conforme alla sua struttura sociale di riferimento, alla sua affettività ed al suo credo. In definitiva si nutre di idee oltre che di cibo.Il cibo è vita, non solo perché è essenziale al suo mantenimento, ma anche perché è fiammella di sentimenti come la felicità ed il dolore. Il cibo è vita, così come la sua assenza o penuria, o al contrario il suo eccesso, è foriero di malattie e morte.Le lancette del cibo segnano l’ora di momenti di convivialità ed aggregazione, dove si intrecciano amori e lievi capricci, o si concludono affari, perché, come recita un vecchio adagio, a tavola non si invecchia”.Cibo che unisce, come succede per l’olio, simbolo della cultura e della saggezza contadina, usato per condire un semplice pezzo di pane. Cibo che divide, portando con sè odio e morte, come accade per il cosiddetto olio nero, il petrolio, re e signore di tanti conflitti, che arricchisce pochi e affama molti.Il cibo nutre i rapporti umani, così come la sua assenza o scarsità, li depriva, fino ad atrofizzarli irrimediabilmente. Perché per cibo intendiamo non solo quello che dalla gola arriva allo stomaco, ma anche quello che si dimostra capace di arricchire l’anima di emozioni ed esperienze.

Quindi è il momento di “cibarci d’arte”, alimentando la mente e facendo respirare l’anima, gustando a piccoli e saporiti sorsi il “bello da mangiare”, il cibo buono da mangiare e bello da vedere, come lo definisce Ave Appiano, esperta di semiotica dell’arte, nel suo omonimo libro.Il cibo, da sempre, è indissolubilmente legato alla storia dell’arte. Si pensi solo all’excursus dalle nature morte, presenti sin dall’antichità, ai floridi corpi boteriani, che del cibo si fanno rappresentanti.Il cibo per l’arte è come il dio Mercurio per l’Olimpo: colui a cui è affidato il delicato compito di comunicare numerosi messaggi.

Il Progetto

Ode To food è un progetto nato dall’incontro con la fotografa americana Beth Galton, che con il suo obiettivo puntato su tutto quello che nutre la vita e un portfolio ideale per gustare still life saporiti, odi alla patata, texture commestibili e la singolare prospettiva offerta dal Cut Food, indaga sugli aspetti estetici ed artistici del cibo, attraverso lo svelamento di quelle prospettive interne, invisibili allo sguardo affamato, ed attraverso la realizzazione di opere che sono una vera e propria poesia visuale.

Gli artisti selezionati:

Un’apposita commissione di esperti ha selezionato 32 artisti. Ecco l’elenco completo:

Maria Luisa Acciaioli, Maria Grazia Algisi, Nicola Ancona , Anna De Rosa, Marilena Di Gianvito, Amedeo Esposito, Francesco Fai, Cristina Flaviano, Antonio Franchi, Marisa Fusco Shakar Galajian, Tommaso Infè , Zaklina Jacoby, Laura Longhitano, Gabriella Lusignani, Giovanna Magugliani, Leonardo Martellucci, Chiara Margherita Mazza, Tittina Mirra, Antonella Modaffari Bartoli, Maurizio Muscettola, Gaia Pasini, Michele Salvatore Pellegrino, Marco Perini, Ivan Pili, Federico Pisciotta, Tina Racioppi, Piero Roca, Maria Antonietta Scala, Marina Taroni, Orlando Tocco, Raffaella Vaira.

Guest artist: Beth Galton Food Photographer.

Patrocini
La Rassegna è realizzata con lAlto Patrocinio Morale UNESCO Napoli, sotto gli auspici di EXPO in città 2015 e rientra tra le iniziative artistiche sponsorizzate e supportate dalla Camera di Commercio di Milano.

Infatti sin da subito è risultato nevralgico ai fini della promozione e del sostegno morale del progetto il partenariato con le due Istituzioni depositarie delle iniziative legate all’Esposizione Universale 2015, Camera di Commercio di Milano ed EXPO in CITTA’. L’esposizione è stata ufficialmente inserita tra gli eventi ritenuti “più meritevoli” nell’incrementare l’attrattività della città durante il periodo Expo.

La Location
Due Gallerie milanesi in due zone di prestigio:

  • Galleria “Chie Art Gallery” (Viale Premuda 27 – www.chieartgallery.com)
  • Pisacane Arte (Via C. Pisacane 36 – http://galleria.pisacanearte.it/)

Le date e gli orari:

Vernissage presso la Chie Art Gallery giovedì 27 giugno 2015 h 19.00. La mostra sarà visitabile da sabato 27 giugno a sabato 4 luglio 2015.

Vernissage presso la Pisacane Art Gallery il 2 luglio h 19.00. La mostra sarà visitabile da giovedì 2 luglio a giovedì 9 luglio 2015.

L’esposizione sarà visitabile alla Chie Art Gallery dal martedì alla domenica dalle 11.30 alle 19.00

L’esposizione sarà visitabile alla Galleria Pisacane Arte dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 19.00. Il sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.




DON’T SHOOT THE PAINTER. Dipinti dalla UBS Art Collection 17 giugno – 4 ottobre 2015

DSTP_1018Una grande mostra, omaggio alla pittura contemporanea, riunisce per la prima volta alla GAM di Milano, in occasione di ExpoinCittà, oltre cento tra i maggiori capolavori della UBS Art Collection di novantuno artisti internazionali, dallo sguardo fotografico di Thomas Struth all’arte neo espressionista di Jean-Michel Basquiat. E’ un omaggio alla pittura, e al suo ruolo cardine nell’arte, quello che dal 17 giugno al 4 ottobre 2015 trasformerà le sale della Galleria d’Arte Moderna di Milano in un’inedita e spettacolare Wunderkammer contemporanea con la grande mostra Don’t Shoot the Painter. Dipinti dalla UBS Art Collection, a cura di Francesco Bonami. Un’esposizione, tra i più importanti appuntamenti del calendario di ExpoinCittà, che Galleria d’Arte Moderna e Comune di Milano con UBS presentano nell’ambito della partnership triennale fra l’istituto bancario e la GAM, esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato. In mostra, visibili per la prima volta al pubblico DSTP_0865italiano, oltre 100 tra le maggiori opere della UBS Art Collection dagli anni ‘60 ad oggi di 91 artisti internazionali fra cui John Armleder, John Baldessari, Jean-Michel Basquiat, Max Bill, Michaël Borremans, Alice Channer, Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Günther Förg, Gilbert & George, Katharina Grosse, Andreas Gursky, Damien Hirst, Alex Katz, Bharti Kher, Gerhard Richter, Thomas Struth, Hiroshi Sugimoto, per citare alcuni nomi. Una vera e propria esplorazione sulla pittura nella contemporaneità – che passa attraverso temi centrali come il paesaggio, il ritratto, la DSTP_1040figura umana, l’astrazione – per indagare e sancire il ruolo di quest’ultima quale punto di riferimento nella storia per artisti e pubblico. La pittura diventa così fonte più ampia di ispirazione per l’arte e per l’approccio stesso dell’artista. Proprio a partire da questa considerazione, la mostra si apre con un omaggio alla pittura attraverso una celebre fotografia di Thomas Struth, dove l’artista cattura la relazione che si instaura fra lo spettatore e l’opera d’arte, creando un’opera dentro l’opera, un museo dentro il museo, mentre noi stessi guardiamo altri spettatori. Come lui, molti altri artisti in luoghi ed epoche diverse si sono ispirati alla pittura e ai suoi grandi maestri, utilizzando tecniche e forme differenti, ciascuna influenzata a suo modo da quest’ultima.Il titolo – Don’t Shoot the Painter – è un riferimento ironico alla frase “don’t shoot the pianist” che spesso compare nei saloon dei film Partner GAM western: ogni volta che le idee e i linguaggi dell’arte si confondono e rendendo difficile decifrare il significato degli elementi in gioco, la pittura torna sulla scena per riportare l’attenzione su ciò che è facilmente riconoscibile e interpretabile da tutti, esattamente come la musica del pianista nei film western riporta l’ordine nel caos del saloon. In fondo, un dipinto è sempre un dipinto e di fronte a una tela, non importa chi ne sia l’autore, sappiamo di trovarci davanti allo “spazio-archetipo” dell’opera d’arte. E allora, non spariamo al pittore! Ascoltiamo la sua musica…“Prosegue con questa nuova mostra il successo della partnership ormai triennale tra GAM e UBS, la quale non solo sostiene l’attività della Galleria ma propone anche esposizioni originali, realizzate DSTP_0755_Modattingendo dalla propria collezione d’arte con un taglio curatoriale molto attento – ha dichiarato l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno. Un progetto perfetto per ExpoinCittà, capace di coniugare pittura e arte in chiave contemporanea, arricchendo così l’attrattività non solo della GAM, che già propone al pubblico un percorso espositivo appena riallestito spaziando dal neoclassicismo all’arte moderna, ma anche dell’offerta culturale complessiva della nostra città durante il semestre di Expo 2015”.La mostra nasce dalla partnership triennale avviata nel 2013 fra UBS e la GAM di Milano attraverso la quale la Galleria d’Arte Moderna ha potuto concentrare i propri sforzi sulla valorizzazione, manutenzione e divulgazione di alcuni nuclei fondamentali di forte identità delle proprie collezioni all’interno del percorso museale. Questo ha portato lo scorso anno al restauro e alla riapertura, con un rinnovato percorso espositivo, delle Collezioni Grassi e Vismara e della sala dedicata a Medardo Rosso. Inoltre, grazie a una collaborazione che consta anche di contenuti e di idee, è stata realizzata, tra marzo e giugno 2014, la mostra YEAR AFTER YEAR. Opere su carta dalla UBS Art Collection, con ampio successo di pubblico. La mostra sarà accompagnata da un catalogo in italiano e in inglese edito da Skira, arricchito dalle immagini delle installation views delle sale allestite e da altri contenuti di approfondimento

INFORMAZIONI DON’T SHOOT THE PAINTER.: T. 02 884 459 47 c.gam@comune.milano.it www.gam-milano.com Ingresso alla mostra gratuito

TARIFFE MUSEO: biglietto intero   € 5,00 • biglietto ridotto € 3,00 Ingresso gratuito ogni giorno dalle ore 16.30 e tutti i martedì dalle ore 14.00

Dipinti dalla UBS Art Collection 17 giugno – 4 ottobre 2015 GAM –

Galleria d’Arte Moderna di Milano

Orari mostra: martedì – domenica 9:00 – 19.30 giovedì apertura straordinaria mostra fino alle 22.30 lunedì chiuso Ultimo accesso 30 minuti prima della chiusura GAM –




LA SAN FRANCISCO SYMPHONY YOUTH ORCHESTRA IN CONCERTO A MILANO E A UDINE il 27 giu. Teatro Nuovo di Udine

Un grande ritorno, il 25 e il 27 giugno, per l’Orchestra di giovani virtuosi che eseguirà Berlioz e Mahler. Sergey Khachatryan solista d’eccezione per il Concerto per violino di BruchLa San Francisco Symphony Youth Orchestra (SFSYO), diretta da Donato Cabrera, torna in Italia dopo una lunga assenza. Giovedì 25 giugno alle ore 21 l’orchestra si esibirà nella Sala Verdi del Conservatorio di Musica di Milano nell’ambito delle Serate Musicali e sabato 27 giugno alle ore 20.45 al Teatro Nuovo di Udine. Solista d’eccezione, Sergey Khachatryan.

Le tappe italiane fanno parte di un lungo tour che toccherà la Germania, la Repubblica Ceca e l’Olanda. Il repertorio dei concerti italiani prevede la Symphonie fantastique di Berlioz e la Sinfonia n. 5 di Mahler, oltre alla Pavane di Fauré e al Concerto n°1 per violino di Bruch, la cui parte solista sarà eseguita dal violinista Sergey Khachatryan.La SFSYO, fondata dalla San Francisco Symphony Orchestra (SFSO) nel 1981 e composta da giovani di grandissimo talento tra i 12 e i 21 anni, testimonia l’impegno della San Francisco Symphony Orchestra nei confronti dell’educazione musicale dei giovani nella Bay Area. Grazie a questo programma educativo, i giovani virtuosi hanno l’opportunità di lavorare con artisti quali Michael Tilson Thomas, Herbert Blomstedt, Sir Simon Rattle, Kurt Masur, Valery Gergiev, Leonard Slatkin, Yo-Yo Ma, Isaac Stern, Yehudi Menuhin, Vladimir Ashkenazy, Joshua Bell e molti altri. La SFSYO prepara un tour internazionale ogni tre o quattro anni e, visto che il periodo medio di permanenza di un musicista in un’orchestra giovanile è proprio di tre o quattro anni, questo permette alla maggior parte dei componenti di partecipare ad un tour internazionale e l’esperienza unica di suonare in alcune tra le più celebri sale da concerto del mondo. Un fondo destinato a borse di studio per i meno abbienti assicura che tutto questo sia accessibile a tutti i membri dell’orchestra. The SFSYO ha realizzato il suo primo tour europeo nel 1986 e, in occasione del 15° International Youth and Music Festival a Vienna, ha conquistato la più alta onorificenza per un’orchestra giovanile: il City of Vienna Prize. L’orchestra ha già collezionato 8 tour europei con concerti in alcune tra le sale più prestigiose al mondo come la Philharmonie di Berlino e la  Smetana Hall di Praga.

 




Un assaggio di EXPO dal nostro inviato

Cile Franciacorta Israele L'albero della vita P1100612 P1100617 P1100629 P1100630 P1100635 P1100637 P1100650 P1100674 Presente anche il Vaticano Repubblica Ceca Sultanato dell'Oman Un particolare del padiglione dell'Iran Un particolare dello stand del Cile Vietnam

 

Dario Furlan




Un finale a ritmo di samba e di bossa per la XIII edizione di Ah-Um Milano Jazz Festival Francesca Ajmar Quarteto & Moacyr Luz presentano Dois Lugares

Domenica 24 maggio, dalle ore 21, i titoli di coda della XIII edizione di Ah-Um Milano Jazz Festival saranno cantati a ritmo di samba e di bossa. Sul palco del Teatro Sala Fontana Francesca Ajmar, una delle maggiori interpreti di jazz e musica brasiliana in Italia che, per l’occasione, presenterà Dois Lugares, il suo nuovo album edito dall’etichetta svizzera FMC. Ad accompagnarla sul palco tre musicisti d’eccezione: Antonio Zambrini al pianoforte, Tito Mangialajo Rantzer al

Francesca Ajmar

Francesca Ajmar

contrabbasso e Gilson Silveira alle percussioni. E un ospite speciale: Moacyr Luz, tra i compositori più rappresentativi e amati della musica popolare brasiliana. Dois Lugares è un progetto composto da brani originali della Ajmar; un lavoro creato a più mani e caratterizzato da un linguaggio capace di rinsaldare quel rapporto culturale vivo e solido tra Italia e Brasile. L’album nasce dal profondo legame tra Francesca e Moacyr e il desiderio di realizzare qualcosa che possa essere incontro e incrocio tra la scrittura e l’interpretazione del sambista carioca e la capacità espressiva della Ajmar.

Non solo musica la domenica, la festa di Ah-Um Milano Jazz Festival inizia dal mattino, dalle 11.30 in Piazza Gae Aulenti con Un naso rosso contro l’indifferenza, lo spettacolo con i ragazzi di Bucarest che l’associazione Parada Italia Onlus ha realizzato in collaborazione con la Fondazione Sacra Famiglia. Sei artisti, i ragazzi di Bucarest, attraverso l’arte del circo e gli applausi del pubblico, diventano protagonisti e trovano un’offerta creativa di alternativa alla strada e di libertà nel riconoscimento della propria persona.




Un’Isola all’avanguardia: Jay Clayton, Tiziana Ghiglioni, Tiziano Tononi e l’Extemporary Vision Ensemble all’Ah-Um Milano Jazz Festival Sabato 23 maggio

Sabato 23 maggio, dalle ore 21.30, presso il Teatro Sala Fontana, l’Ah-Um Milano Jazz Festival cavalca l’onda dell’avanguardia e propone un doppio set musicale: dapprima Tiziana Ghiglioni e Tiziano Tononi, con la straordinaria partecipazione di Jay Clayton, presenteranno in prima nazionale, River Tales, il nuovo progetto discografico edito per la Splasc(h) Records. 15 tracce di pura musica improvvisata, un’estemporanea che mette in luce l’animo libero e profondo dei tre artisti. Tempo, groove, melodie, silenzi, improvvisazioni collettive concorrono tutti a descrivere e rappresentare quella più profonda e ancestrale forma di comunicazione tra gli elementi basilari della musica: ritmo e melodia.

A seguire, alle 22.30, sarà la volta dell’Extemporary Vision Ensemble di Francesco Chiapperini che presenterà, in prima nazionale The Big Earth, un progetto che affonda le proprie radici nella tradizione molfettese dei giorni pasquali. 12 musicisti sul palco, abbigliati con gli stessi mantelli con cui sfilano le confraternite molfettesi durante le processioni pasquali, condurranno il pubblico in un viaggio, in perenne oscillazione tra la tradizione delle marce molfettesi e composizioni originali.

La giornata sarà inoltre arricchita dal workshop Improvvisazione vocale nel jazz: sei ore di intenso studio con Jay Clayton, tra le più grandi esponenti del free jazz nel mondo. Lo scopo del workshop, realizzato in collaborazione con il Conservatorio di Cuneo, è quello di esplorare e sviluppare un personale vocabolario a cui attingere per creare i propri assoli, attraverso esercizi di libera improvvisazione e, lavorando con le composizioni originali di Jay Clayton e il repertorio Vocal Summit.

L’Ah-Um Milano Jazz Festival continuerà e concluderà la sua XIII edizione domenica 24 maggio, al Teatro Sala Fontana, a ritmo di samba e di bossa con Francesca Ajmar Quarteto & Moacyr Luz.

Il festival, il primo a carattere territoriale della città di Milano, è realizzato dal Collettivo Jam con la collaborazione del Distretto Urbano del Commercio – Isola e della NAU Records, con il patrocinio del Comune di Milano e della Regione Lombardia e la media partnership di Radio 3 e di Radio Statale.




Mattia Bosco Come cera per le api Museo Diocesano di Milano 9 giugno-30 agosto 2015

Inaugura lunedì 8 giugno alle ore 19.00 al Museo Diocesano di Milano una mostra personale di Mattia Bosco (Milano, 1976).

L’artista presenta una selezione di sculture in pietra, legno e ceramica (quest’ultime mai esposte prima) appartenenti a cicli differenti e oggetto di una medesima indagine sui materiali tradizionali della scultura e sulla loro vitalità.

Le opere esposte al Museo Diocesano mostrano la trasversalità e la convergenza di materiali con vocazioni formali diverse, se non addirittura opposte.

Da anni Mattia Bosco indaga i materiali e le loro potenzialità scultoree. Lavora il marmo, il legno, la ceramica seguendo il filo delle sue personali riflessioni, estetiche e filosofiche. L’indagine porta l’artista a scoperte sorprendenti, che gli rivelano il carattere nascosto degli elementi primari della natura, ben al di là dell’immagine convenzionale che di essi abbiamo. Nel lavoro di Mattia Bosco gli elementi dialogano tra loro per effetto di intuizioni e di intime corrispondenze. Non c’è sudditanza tra un materiale e l’altro.

Le questioni formali affrontate lavorando il legno, ad esempio, trovano conseguenziale risposta nella pietra, oppure si ritrovano nella sensualità della ceramica, e vice-versa. Nessun materiale ha l’ultima parola, e quello che si apprende da una parte può avere effetti imprevisti altrove. L’artista afferma: “tra la mia ricerca in pietra e quella in legno, io sento una consanguineità, un’alleanza più che una sottomissione dell’uno ai valori dell’altro. Il pensiero che questi materiali possano portarsi reciproco vantaggio è quello che mi spinge a presentarli all’interno di una stessa mostra, dopo averli proposti separatamente”.

Nel caso del marmo, Bosco è sedotto dalla durezza respingente della pietra. Per il legno, dalla sua duttile versatilità, dal verticalismo degli alberi e dai contrasti, senza mai considerare queste qualità come caratteri definitivi o punti d’arrivo imprescindibili. Nel legno scolpisce e lavora accuratamente alcune parti mentre altre sono lasciate grezze, marcando volutamente le differenze tra naturale e artificiale, tra lavorato e non lavorato. Il senso dell’operazione è quello di mostrare come all’interno dell’elemento legno (albero) esista già un’idea di forma preesistente che l’artista ha il compito di tirare fuori, isolandola come concetto. Emblematico il caso dell’opera Architrave (2015) dove la trave è la maturazione di una forma che l’albero conteneva già in sé come possibilità e come spunto.

La seducente plasticità della ceramica, infine – per terminare con il terzo elemento della triade – che permette così ampia libertà di esecuzione, è nelle sue opere spinta alle estreme conseguenze. Da materia morbida e avvolgente, diventa una sconcertante composizione finale di sottili nastri, cristallizzati e ritorti. Un’idea di forma spinta al limite delle sue possibilità.

Tra i lavori esposti in mostra anche la scultura x, y, z (2014), una sorta di manifesto della poetica di Mattia Bosco, e opera capostipite di sculture successive. Quest’opera è nata dall’idea di utilizzare la specificità di due segni profondamente diversi, quello della natura e quello del robot, per comporre un’immagine unitaria, ottenuta a partire da questi due tracciati, facendoli convivere nella loro differenza. L’artista ha chiesto al robot di scolpire esattamente la forma della pietra su cui avrebbe lavorato, di ridisegnarla, in alcune parti, con il suo stile, in modo tale che non venisse mai sacrificata parte della superficie della pietra con qualità che non fossero presenti altrove. Per fare questo è stato necessario un complesso lavoro preliminare di acquisizione del volume della pietra con uno scanner 3d e di programmazione. Il robot ha assecondato le forme della pietra entrando al suo interno di 3 millimetri, sufficienti a rivelare al di sotto della pelle invecchiata e consumata il candore del marmo bianco e la sua luce, insieme alla purezza rigorosa delle sue linee di calcolo.

La materia della scultura, per Mattia Bosco, è come cera per le api.
“Non è un mezzo espressivo” dice l’artista, “ma è ciò che rende l’opera viva, che la fa esistere. In scultura non si usa la materia, si forma una materia e con essa l’opera. Formarla non è violarla, ma assecondarne le tendenze, disinfiammare lentamente le resistenze, accelerarne la maturazione, visitarne il destino”.

Disponibile un catalogo edito da Gli Ori, italiano/inglese, formato 13×18 cm, pp. 96 4+4, circa 60 immagini tra foto di opere, disegni e bozzetti, con una conversazione tra l’artista e la giornalista Anna Siccardi e testi di Haroon Mirza, del filosofo Alfonso Cariolato, degli scrittori Maurizio Torchio, Orazio Labbate, Alcide Pierantozzi e Benedetta Tobagi. Coerentemente con la mostra il libro illustra la ricerca artistica di Mattia Bosco attraverso il marmo, il legno e la ceramica.




Maletto Prize, Nuit Francaise Duo e Klezmer in Paris: triplo appuntamento con l’Ah-Um Milano Jazz FestivalSabato 16 maggio

Sabato 16 maggio, presso il Teatro Sala Fontana, l’Ah-Um Milano Jazz Festival propone un triplo appuntamento in musica. La serata sarà aperta, alle 21, all’insegna dei giovani talenti emergenti con la premiazione della band vincitrice del Maletto Prize, il premio ideato da Antonio Ribatti e Gianni Barone in memoria di Gian Mario Maletto e rivolto ai giovani musicisti in ambito jazz. A seguire un doppio set musicale: alle 21.30, Nuit Francaise Duo, composto da Cecile Delzant e Emanuele Francesconi, vincitori del contest Young & Local Night 2014, indetto dal Barolo Jazz Club, presenterà un repertorio in perenne equilibrio tra musica di matrice classica e linguaggio jazzistico: filologie su opere di Mozart, di Gershwin, di Chick Corea, eseguite sottoforma di suite, e brani originali di Francesconi. Alle 22, sarà la volta di Xilo Ensemble che presenterà Klezmer in Paris, il nuovo progetto discografico recentemente edito da Primrose Music. Il trio condurrà l’ascoltatore in un viaggio ideale ai confini del mondo attraverso le musiche: suggestioni e atmosfere che passano dal klezmer al tango argentino, dal folk alla musica balcanica. Il tutto alimentato dal jazz e dalla voglia di scoprire nuove sonorità.

Ad accogliere il pubblico, al Teatro Sala Fontana, dalle 19.30, l’aperitivo targato Barolo Jazz Club e il dj set di Lele Di Mitri.

Il festival, il primo a carattere territoriale della città di Milano, è realizzato dal Collettivo Jam con la collaborazione del Distretto Urbano del Commercio – Isola e della NAU Records, con il patrocinio del Comune di Milano e della Regione Lombardia e la media partnership di Radio 3 e di Radio Statale.




Mercoledì 13 maggio, alle ore 21 Ah-Um Milano Jazz Festival: al Blue Note l’omaggio a Chet Baker di Massa e Ghiglioni

Mercoledì 13 maggio, alle ore 21, il secondo appuntamento con l’Ah-Um Milano Jazz Festival sarà al celeberrimo Blue Note, luogo in cui Marco Massa e Tiziana Ghiglioni presenteranno Almost Chet, il loro omaggio al genio di Chet Baker, grande e indiscusso protagonista della scena del jazz, nel giorno esatto della ricorrenza della sua scomparsa.

Marco Massa e Tiziana Ghiglioni

Marco Massa e Tiziana Ghiglioni

Marco Massa – definito da Vincenzo Mollica come “uno dei migliori autori attualmente in circolazione” – e Tiziana Ghiglioni, la first lady del jazz italiano, saranno accompagnati da una band di straordinari musicisti: Humberto Amesquita, Simone Massaron, Simone Daclon, Tito Mangialajo Rantzer, Massimo Pintori, Ignazio Occhipinti e Danilo Da Rodda. Ospite speciale della serata sarà Nicola Stilo, polistrumentista e collaboratore degli ultimi memorabili album italiani di Chet Baker. L’ensemble, così composto, proporrà una selezione di brani particolarmente significativi di Chet Baker: da Almost Blue a Imagination, da Old Devil Moon a My Foolish Heart fino a My Funny Valentine e altri ancora. Inoltre, al grande pianista recentemente scomparso Renato Sellani, con cui sia Tiziana Ghiglioni che Marco Massa hanno collaborato in diverse occasioni, è dedicato il brano inedito Pianista Senza Piano.

Dopo l’omaggio a Chet Baker, l’Ah-Um Milano Jazz Festival proporrà questa settimana un cartellone denso di eventi: dalle esibizioni delle band finaliste per il Maletto Prize (14/05), alla presentazione del Dizionario del jazz italiano di Flavio Caprera (15/05), fino al doppio appuntamento con Nuit Francaise Duo e Klezmer in Paris, il 16 maggio, dopo la premiazione della band vincitrice del Maletto Prize.