Prima al Senato di Fucilateli: Qui si fucila senza pietà! Prima al Senato 28 mag. Anteprima al Senato. Giugno uscita in sala (tour italiano)

28 maggio 2019, ore 16.30 Sala Koch a Palazzo Madama: verrà presentato al Senato della Repubblica Fucilateli, il documentario scritto e diretto da Manuel Zarpellon e Giorgia Lorenzato e prodotto da Sole e Luna Production che scoperchia le tombe senza nome dei condannati della Grande Guerra. Chiudendo idealmente, dopo 100 anni di dubbi e di inchieste, i lavori della Commissione d’Inchiesta presieduta dal Generale Caneva e promossa dall’allora Presidente del Consiglio Orlando, istituita nel gennaio 1918 e chiusa nei primi mesi del 1919. Un importante riconoscimento del valore della storia e della sua ricostruzione come strumento profondo di consapevolezza civile.

Interverranno il dottor Marco Pluviano e la dottoressa Irene Guerrini, il professor Marco Mondini e gli autori e registi Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon. Sarà presente anche il giornalista e regista Stefano Amadio, voce narrante del documentario.

L’uscita in sala è prevista per giugno in un tour che toccherà tutte le città italiane.

Il documentario, infatti, racconta la vicenda, piena di ombre e di incertezze, delle centinaia di fucilazioni fra il 1915 e il 1919. Con particolare attenzione a quelle avvenute nei mesi successivi alla disfatta di Caporetto ma non solo. A condurre per mano in questo viaggio nella storia saranno la voce narrante di Stefano Amadio (giornalista, regista, autore), le lucide parole del prof. Marco Mondini(Università degli Studi di Padova) e le dichiarazioni del Procuratore Militare Dottor Marco De Paolis, della Dottoressa Irene Guerrini e del Dottor Marco Pluviano, tra i massimi esperti in campo di pena capitale durante il Primo Conflitto. Il documentario gode del patrocinio del Ministero della Difesa e della certificazione storico-scientifica dell’Università degli Studi di Padova.

Qui si fucila senza pietà!”: queste le parole con cui Monsignor Longhin raccontava al Prevosto di Montebelluna il fronte dei nostri soldati impegnati nella Grande Guerra nei mesi successivi alla disfatta di Caporetto. Poche parole che dipingono con chiarezza il quadro di orrore e di devastazione di una vicenda piena di ombre e di incertezze.
Perché oggetto di fucilazione furono in quei mesi bui, persone dalla storia più disparata. Nessuna cerimonia di sepoltura o commemorazione, di loro c’è traccia unicamente nelle ricerche di chi in questi cento anni ha provato a portare alla luce la verità.
E’ impossibile determinare con certezza quanti furono i giustiziati, i numeri sono indicativi e lacunosi. Numeri che sono però persone: in alcuni casi vittime di giudizi arbitrari, spesso da parte di uomini psicologicamente instabili; in altri responsabili reali di omicidi e di violenze spesso efferate anche contro i civili; in altri ancora sono uomini che disertano, si automutilano o si vendono come spie al nemico. Per una parte dell’opinione pubblica bisognerebbe perdonare, per l’altra va lasciato tutto così com’è.

C.L.




La Corsa Rosa sul percorso della Granfondo Campagnolo Roma

La quinta tappa del Giro d’Italia 2019, da Frascati a Terracina di mercoledì 15 maggio, si muove nel suo tratto iniziale, lungo parte del tracciato della Granfondo Campagnolo Roma, comprese le salite di Rocca Priora e Rocca di Papa.  14 maggio 2019 – Roma: La quinta tappa del Giro d’Italia 2019, da Frascati a Terracina di mercoledì 15 maggio, prevede nel suo tratto iniziale due salite nel territorio dei Castelli Romani che caratterizzano il profilo della Granfondo Campagnolo Roma. Sono rispettivamente la seconda e la terza cronoscalata, Rocca Priora e Rocca di Papa, salite già affrontate in passato dai corridori professionisti in quello che era il Giro del Lazio, poi Roma Maxima. La salita più lunga: Rocca Priora 
La salita di Rocca di Priora è complessivamente la salita più dura della Granfondo Campagnolo Roma, è una salita lunga, la piú lunga, che è stata teatro di scontri sportivi tra i professionisti che si sfidavano nel Giro del Lazio.

6.2 chilometri per una scalata molto tecnica dove tratti molto ripidi si alternano a parti quasi pianeggianti. La seconda parte è la più difficile, con dislivelli oscillanti tra il 14 ed il 10%. Sarà importante dosare bene le energie, gli ultimi tre chilometri non regalano nulla e si faranno sentire nelle gambe. Data la relativa facilità della prima metà, è importante non disperdere eccessive energie nei 3 chilometri iniziali e recuperare nei brevi di falsopiano, per poi stringere i denti nel finale. Non si può permettere che sarà facile, ma si può mettere la mano sul fuoco sul fatto che la ne sarà valsa la pena una volta giunti alla cima.

Breve e pungente: il “Murus” di Rocca di Papa
Il Murus di Rocca di Papa e una salita molto temuta da tutti i partecipanti: pur offrendo gli scenari unici di Rocca di Papa, nasconde tante insidie.

Seppur breve, con i suoi 1100 metri, ha una pendenza media del 10.5% con un dislivello improvviso di 116 metri e punte superiori al 15, 16%, nelle parti iniziale e finale. Il tratto finale è veramente duro, la salita si arrampica e non molla mai. I corridori dovranno stringere i denti fino alla vetta, perchè se sottovalutata l’ascesa del “Murus” non lascia scampo. Fortunatamente la breve lunghezza, fa si che tutti i partecipanti potranno rifiatare dopo lo sforzo intenso. Un consiglio? Non partire a tutta.

Cinque mesi alla Granfondo Campagnolo Roma, iscrizioni aperte sul sito www.granfondoroma.com
Il grande weekend capitolino del 11-13 ottobre 2019 non è solo Granfondo Campagnolo Roma ma comprende tante iniziative ed offre quattro percorsi per tutti i tipi di ciclisti, sempre nella sicurezza delle strade chiuse al traffico.

Tutti gli appassionati di ciclismo che vogliono partecipare alla Granfondo Campagnolo Roma 2019 possono registrarsi online sul sito www.granfondoroma.com




NUNZIO CALÌ NOMINATO GROUP CHIEF TECHNOLOGY OFFICER DI OCTO TELEMATICS

Roma, 14 maggio 2019 – Octo, primo provider globale nella fornitura di soluzioni telematiche e di analisi dei dati per il settore assicurazione auto, comunica che Nunzio Calì è entrato a far parte del Gruppo in qualità di Group Chief Technology Officer.

Nunzio Calì proviene da un lungo percorso professionale nel campo dell’Information Technology, avendo maturato circa 15 anni di esperienza nel Gruppo Fiat, all’interno del quale è stato CIO Fiat Powertrain Technologies e CIO Fiat Group Purchasing per poi ricoprire il ruolo di Deputy CIO Fiat Group Automobiles. Prima della sua nomina in Octo, Nunzio Calì è stato CTO & CIO (Vice Direttore Generale) per AlmavivA S.p.A., primaria azienda italiana che opera a livello globale nella tecnologia dell’informazione e nei servizi di outsourcing, realizzando alcuni tra i più importanti programmi di Digital Transformation per grandi realtà Italiane sia in ambito pubblico che privato. Ha ricoperto contestualmente il ruolo di Direttore Generale di ADT (Almaviva Digitaltech), realtà fondata a Napoli nel 2017 per supportare il Gruppo AlmavivA nello sviluppo delle soluzioni digital.

Nunzio Calì entra in Octo con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente il percorso di crescita delle piattaforme telematiche della Società nel mondo Cloud ed IoT, in particolare gestendo l’evoluzione di una innovativa Insurance Telematics Platform offerta in modalità PaaS (Platform as a Service) e dotata di un proprio completo Marketplace.

La nomina di Nunzio Calì si affianca a quella formalizzata il 1° aprile 2019 di Laura Brambilla a nuovo Group Chief Financial Officer e contribuisce a rafforzare il posizionamento di Octo nel panorama tech internazionale, confermando la capacità di Octo di sviluppare e gestire una gamma completa e integrata di soluzioni telematiche e di affrontare da protagonista le sfide del settore assicurativo ed automotive.

 

Octo Telematics

Octo è il primo provider globale nella fornitura di soluzioni telematiche e di analisi dei dati per il settore assicurazione auto. Fondata nel 2002, Octo è uno dei pionieri del settore della telematica assicurativa. Oggi, è l’azienda di telematica assicurativa più grande e specializzata a livello mondiale, impegnata nella trasformazione delle assicurazioni automobilistiche grazie ad analisi comportamentali, di contesto e di guida per oltre 100 partner.

Octo ha 5,6 milioni di utenti connessi e il più grande database mondiale di dati telematici, con oltre 228 miliardi di miglia di dati di guida raccolti e 456.000 incidenti analizzati (al 31 Dicembre 2018).

Octo applica algoritmi proprietari al proprio database, leader di mercato per fornire nuove e potenti analisi sui profili di rischio, offrendo soluzioni per compagnie assicurative e assicurati.

La società ha sede a Roma, con uffici a Boston, Londra, Stoccarda, Madrid e San Paolo. http://www.octotelematics.com/




incontro con CHIARA ROSSI Autrice di UNA LUNGA NUOTATA 17 maggio 2019 Ore 17.30 Caffè Letterario ROMA

IL PREMIO CENDIC-SEGESTA 2018

UN PREMIO PER LA DRAMMATURGIA ITALIANA CONTEMPORANEA

Rassegna “Incontro con i finalisti del Premio Cendic Segesta”

In collaborazione con

Teatro di Roma e Biblioteche di Roma

e

Quarto incontro con

CHIARA ROSSI

Autrice di

UNA LUNGA NUOTATA

17 maggio 2019

Ore 17.30

Caffè Letterario

Via Ostiense, 95 – Roma

Intervengono

Maria Letizia Compatangelo

Drammaturga, Presidente Cendic

Chiara Rossi

Autrice teatrale

Violetta Chiarini

Autrice e attrice

Coordina Rosario Galli

Giuditta Sole Calosso, Maria Grazia Ferla, Beatrice Lombardo e Marika Auletta della scuola Pro Action diretta da Angelo Longoni e Valerio Morigi leggeranno alcune scene del testo.

Il Premio CENDIC (Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea), nato con lo scopo di favorire la promozione e la diffusione della scrittura teatrale, in collaborazione con il Calatafimi Segesta Festival “Le Dionisiache”, il CTM (Centro Teatrale Meridionale) diretto da Domenico Pantano, il Teatro di Roma e Biblioteche di Roma, presenta le cinque opere finaliste dell’edizione 2018. L’evento si propone come incontro con l’autrice, per presentare il progetto ad una platea di produttori, editori e appassionati.

Un anno prima della sua morte, nel 1986, l’Ente israeliano per la Memoria della Shoah insignì del riconoscimento di Giusto tra le nazioni Chiune Sugihara, unico giapponese ad avere il suo nome inciso nel Giardino dei Giusti del museo Yad Vashem di Gerusalemme, per aver rilasciato, nel 1940 (disobbedendo agli ordini di Tokyo), visti di transito per migliaia di Ebrei Lituani in fuga dalla Polonia e da altri paesi dell’Europa orientale durante l’occupazione nazista.

Da questo spunto, che si staglia sullo sfondo, nasce la pièce teatrale, in cui, a partire dalla figura di Lucio, mai presente in scena, si intrecciano le storie di Dalya, Lucilla e Metella, inconsapevolmente legate da un destino comune, che inciderà per sempre sui loro reciproci rapporti. Dalla lunga nuotata – quale è stata la vita della protagonista – si evince che ogni esistenza influisce sull’altra, e che, al di là di allusioni, illusioni e delusioni, esiste una quinta stagione: quella che appartiene alla scelta di viverla, come ognuno di noi la crea. Nella vita di Dalya, felicità, sofferenza e amore sono accaduti per grazia, avendo potuto scegliere le diramazioni in cui incamminarsi, sarà per questo che “Alla soglia degli ottant’anni, mi sveglio e mi scopro allegra”, afferma nel monologo finale, e che “Più viva di così non sarò mai”.

Chiara Rossi

Lombarda di nascita, ligure di adozione, laureata in Esperto nei processi formativi e in Scienze dell’Educazione degli Adulti e della Formazione continua, è giornalista pubblicista. Le esperienze professionali sono legate a progetti editoriali e di comunicazione (anche in ambienti no profit), oltre che di consulenza e coaching, nell’ambito della redazione di tesi di laurea in Scienze umane e psico-sociali e writing coaching. Appassionata di scrittura (drammaturgica, cinematografica e narrativa), arti visive, viaggi e musica (nonché di molte altre cose), crede fermamente nel long life learning e nell’utilità dell’Inutile, ossia dei saperi che, pur non producendo guadagno, migliorano l’Uomo. È iscritta al Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea (CENDIC), Roma; alla Società Italiana Autori Drammatici (SIAD), Roma; alla Federazione Unitaria Italiana Scrittori (FUIS), Roma; alla Federazione Italiana dei Cineclub (FEDIC) e alla SIAE, sezione DOR (opere drammatiche e radiotelevisive). Fa parte, inoltre, della comunità di autori di www.dramma.it e www.autoriexpo.it (siti nei quali sono pubblicati anche riconoscimenti e pubblicazioni) e membro di SCRIBIOMEMO (gli Scribi di Memoria).

Ingresso libero sino ad esaurimento posti.




C’era una volta… Fabrizio De André

Alla riscoperta del grande Faber: miracolo del Cinema?

La grande fiction riscopre Faber e lo consegna alle nuove generazioni: prende l’avvio il 9 maggio prossimo (ore 17.00, via Michelangelo Caetani 32, ingresso gratuito), proprio dal dialogo con il Cinema, un ciclo di sei incontri mensili ideato da Chinaski Edizioni e realizzato in collaborazione con l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi: sei tappe per raccontare il grande Fabrizio De André a cui Chinaski, attraverso la bella penna di Sara Boero, ha dedicato un bel volume, Fabrizio De André e i pellegrini sulla cattiva strada. Ospiti di questa prima tappa Marco Testoni e Renato Marengo. Ad aprire l’incontro la Direttrice dell’Istituto Sabina Magrini.

 

Lo spunto della prima tappa, infatti, è offerto dalla fiction che ha fatto riscoprire il grande Faber alle nuove generazioni:  Fabrizio De André – Principe Libero. A parlarne saranno Marco Testoni, music supervisor esperto di colonne sonore. E Renato Marengo, direttore di Cinecorriere e docente dell’Accademia di Cinema e Televisione Griffith. Per l’occasione Marengo racconterà anche di alcuni inediti che la rivista Prog ha scoperto e, proprio nel mese di maggio, offrirà al grande pubblico.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

 




dal 9 maggio in sala: A.N.I.M.A. di Pino Ammendola e Rosario Montesanti

E’ stato presentato oggi alla Casa del Cinema di Roma A.N.I.M.A., la commedia di Pino Ammendola e Rosario Montesanti sulle conseguenze nefaste di chi mette avanti i propri interessi personali senza pensare alle conseguenze delle proprie azioni. Erano presenti, oltre ai registi e al cast, amici storici come: Massimo Ranieri, Maria Rosaria Omaggio, Karim Proia, Enio Drovandi, Alessandro Capone, Simone Michelucci.
<A.N.I.M.A., il film di Pino Ammendola eRosario Maria Montesanti con un cast di tutto rispetto che vanta, oltre allo stessoAmmendola nei panni del protagonista, l’onorevole Modòr: Adolfo Margiotta,Massimo OlceseAndrea RoncatoFranco OppiniGiorgio GobbiMaria Letizia GorgaMassimo CorvoPaolo Buglioni,Mino CaprioBruno Bilotta e tanti altri.

Il titolo gioca con l’acronimo di Atassia Neuro Ipofisaria Monolaterale Acuta e racconta le vicissitudini di Anio Modòr, politico superficiale, lontano anni luce dal concetto di “bene comune” e la sua presa di coscienza delle conseguenze delle proprie azioni.
Il soggetto è di Emilia Bianchi e Rosario Montesanti ed è sceneggiato dallo stesso Montesanti a quattro mani con Ammendola. Vale la pena segnalare come nel cast figurino alcune delle voci eccellenti del doppiaggio italiano.
La colonna sonora originale del film è firmata da Alberto Pizzo, pianista e concertista di fama internazionale, nonché erede riconosciuto di Luis Bacalov con la direzione artistica di Giovanni Bacalov. Fra le musiche del film due brani firmati dalla PFM: The Lesson, title track del film (video ufficiale del nuovo album) e la ben nota Impressioni di Settembre. Music Supervisor Renato Marengo.

 

 




Cinematica: la colonna sonora. Come si ascolta un film? Incontro con Marco Testoni a Grande Come una Città

Lunedì 15 aprile presso l’aula magna dell’Istituto Magistrale Giordano Bruno (sede di Via delle Isole Curzolane, 71 – dalle ore 18:00 alle ore 20:00) – ROMA

proseguono le Lezioni – Incontro organizzate dal Gruppo Musica di Grande come una Città in collaborazione con il Liceo Musicale Giordano Bruno di Roma. Dopo Mozart alla Bufalotta con Bietti, appuntamento con il compositore Marco Testoni per parlare di Cinematica: la colonna sonora. Come si ascolta un film? Un viaggio intorno all’ascolto della “musica per immagini” da Chaplin a Gomorra. L’unica espressione invisibile di quell’arte del visibile che è il cinema. Com’è cambiato il nostro modo di ascoltare musica? Oggi, a novant’anni circa dall’invenzione del cinema sonoro e in piena era digitale, la colonna sonora ha compiuto una velocissima evoluzione sia artistica che tecnologica. La consuetudine radicata di ascoltare musica accompagnata da un video ha infatti portato a una nuova definizione del gusto e dell’estetica. Il linguaggio musicale, mescolato a quello visuale, è ormai definitivamente l’esperanto del web e dei nuovi media. Il rapporto tra musica e immagini è quindi talmente indissolubile che ha cambiato il nostro modo di ascoltare musica trasformandola in un’esperienza immersiva che si potrebbe definire meglio come “ascolto visualizzato”. Marco Testoni ci conduce in un viaggio che ripercorre la storia della colonna sonora: dalla musica onomatopeica dei cartoni animati di Scott Bradley, ai principali esponenti della musica tematica per immagini (Hermann, Morricone, Williams, Vangelis, Nyman, Zimmer ecc…) per arrivare agli odierni compositori-sound designer come Jóhann Jóhannsson, Apparat e Mokadelic.
Ospiti dell’incontro il regista Giovanni Bufalini e il musicista Stefano Profeta che presenteranno il corto Torno Presto e Linda Pezzano regista del corto Basta poco con musiche originali di Marco Testoni

Marco Testoni compositore, music supervisor e consulente musicale con una filmografiia di oltre 50 titoli tra cinema e serie tv (Paolo Genovese, Marco Bellocchio, Luca Miniero, Matteo Rovere, Silvio Muccino, ecc…). Ha realizzato numerosi progetti musicali e multimediali collaborando con artisti di diversi ambiti creativi (arti digitali, fotografia, videoarte). Nel 2014 ha vinto il Premio Colonne Sonore con il brano Io credo io penso io spero, interpretato da Antonella Ruggiero nel film BlackOut. Nel 2015 è stato premiato come Compositore dell’anno al Premio Roma Videoclip. Nel 2017 sue performance multimediali e musicali sono state presentate al Louvre di Parigi e al Macro di Roma. Tiene regolarmente incontri e conferenze sulla musica e visual media presso scuole e accademie di cinema. Come didatta ha diretto nel 2014 il primo corso in Italia di Music Supervisor patrocinato dalla Regione Lazio. Nel 2016 fa parte del dipartimento musicale di Perfetti Sconosciuti e Lo Chiamavano Jeeg Robot ambedue nella shortlist dei film candidati a rappresentare l’Italia agli Oscar 2017. Ha pubblicato per Audino Editore il libro Musica e visual media (2016) e Musica e multimedia (2019).




Me ‘mpiccio – Storie e immagini di Roma: Vinicio Marchioni a Grande come una Città

Mercoledì 27, presso l’Istituto Comprensivo Fidanae (Via Don Giustino Russolillo, 64 –  dalle ore 18:00 alle 20:00), Vinicio Marchioni incontra Grande come una Città per parlare della sua Roma, Da il Freddo a Zio Vanja. Dopo il successo dell’incontro con Alessandro Borghi, seconda tappa di Me ‘mpiccio – Storie e immagini di Roma, il format ideato da  Mario Sesti e dall’Assessore alla Cultura del Terzo Christian Raimo: un modo per raccontare la Capitale nella personalissima esperienza, di uomini e di artisti, di personaggi del cinema e dello spettacolo.
Vinicio Marchioni nato a Roma il 10 agosto 1975, si era iscritto inizialmente alla facoltà di Lettere con il sogno di diventare scrittore o giornalista. Quella laurea, però, Vinicio non la conseguirà mai, diplomandosi, invece, presso la Libera Accademia dello Spettacolo nel 2000. La passione per il teatro, in verità, gli era nata qualche anno prima, infatti nel 1995 aveva già debuttato a teatro con l’associazione Luci d’ombra (LUDOM). Solo dieci anni dopo studia con un maestro come Luca Ronconi, perfezionando la sua tecnica, e ormai la recitazione è la sola via che vuole intraprendere.

Dopo una lunga gavetta, più che decennale, a teatro, Marchioni decide di tentare con lo spettacolo, non abbandonando mai il palcoscenico nel corso della sua carriera – e lo fa partendo dal basso, dalla TV, comparendo in un episodio di R.I.S. 2 – Delitti imperfetti (2006). Solo un anno prima, l’attore romano aveva tentato un casting per il film Romanzo criminale (2005) di Michele Placido per il ruolo de Il Freddo, poi andato a Kim Rossi Stuart…

Ricordiamo che Grande come una Città è un vero e proprio movimento di persone nato nel Terzo Municipio attorno all’assessorato alla cultura, con il progetto di creare con gli stessi abitanti dei quartieri incontri, eventi, arte e cultura animati dal valore della cittadinanza attiva e dalla convinzione che la cultura sia un preziosissimo strumento per costruire cittadini consapevoli.




Il NASTRO D’ARGENTO a Remo Anzovino per la sua “Musica nell’Arte”

Il Maestro Remo Anzovino si è aggiudicato il Nastro D’Argento 2019 – Menzione Speciale per  le colonne sonore originali dei film “Hitler contro Picasso e gli altri”, “Van Gogh tra il grano e il cielo” e “Le Ninfee di Monet”.

REMO ANZOVINO

NASTRO D’ARGENTO 2019

MENZIONE SPECIALE PER LA SUA “MUSICA NELL’ARTE”

27 febbraio 2019 – Il Maestro Remo Anzovino ha appena ricevuto a Roma il Nastro D’Argento 2019 – Menzione Speciale per le colonne sonore originali dei film “Hitler contro Picasso e gli altri”, “Van Gogh tra il grano e il cielo” e “Le Ninfee di Monet”.

Le immagini della premiazione  di Remo Anzovino con il Nastro D’Argento, consegnatogli da Laura Delli Colli, Presidente dei Giornalisti Cinematografici Italiani e dei Nastri D’Argento (credit Danilo D’Auria):

La Giuria dei Documentari 2019 ha assegnato il Premio per la sua “Musica nell’arte”, per aver reso più intensa la narrazione aggiungendo emozione alle emozioni che l’Arte riesce ad esprimere al grande pubblico attraverso il successo degli eventi speciali di cui è protagonista.

Oggi uno dei compositori più stimati per versatilità, potenza emotiva e capacità narrativa, Anzovino ha composto, orchestrato e diretto le colonne sonore per ben 3 dei 5 film evento selezionati come finalisti della sezione Eventi d’Arte dei Nastri D’Argento 2019 e distribuiti in oltre 50 Paesi del mondo.

“Hitler contro Picasso e gli altri”, diretto da Claudio Poli, con l’interpretazione magistrale di Toni Servillo e il ruolo fondamentale della musica di Anzovino, si è aggiudicato il premio come Miglior documentario sull’arte nella selezione speciale Eventi d’Arte dei Nastri d’Argento 2019. È online il videoclip della musica “Artists Live Forever”, uno dei temi principali del film, ecco il link http://bit.ly/2ITkuKL

Nei giorni scorsi le 3 colonne sonore sono diventate anche 3 omonimi album, pubblicati in tutto il mondo da Sony Masterworks, che nell’unicità del linguaggio del compositore italiano ha riconosciuto l’importanza dell’aspetto musicale del racconto, la sua forza narrativa, il talento per la melodia e l’intelligenza compositiva, a tutti gli effetti co-protagonisti del successo planetario del progetto.

L’attività del Maestro non conosce sosta, ha appena ultimato la colonna sonora per il film “Gauguin a Tahiti – Il Paradiso perduto”: l’album verrà pubblicato da Sony Masterworks in tutto il mondo il 22 marzo e il film evento sarà nella sale solo il 25, 26 e 27 marzo e poi nel resto del mondo. Prosegue inoltre l’attività concertistica: dopo il successo al suo debutto londinese, lo scorso novembre alla Purcell Room del Southbank Centre per London Jazz Festival, Anzovino dal 9 marzo sarà in tour nei principali teatri italiani assieme al critico d’arte Marco Goldin con lo spettacolo “La Grande Storia dell’Impressionismo”. È stato infine scelto come protagonista del concerto in piano solo in programma il 23 marzo al Teatro Persiani di Recanati, unico evento musicale, nell’ambito delle celebrazioni per il Bicentenario de L’Infinito di Giacomo Leopardi.

Management M° Remo Anzovino: Luigi Vignando – luigi.vignando@gmail.com

Sony Music: Alessia Capelletti a.capelletti@capelletti-moja.com e Viola D’Acquarone viola.dacquarone@sonymusic.com

Nexo Digital: Luca Bernini luca@gibilterra.org e Michele Annechini michele@gibilterra.org

BIOGRAFIA REMO ANZOVINO

Nasce a Pordenone nel 1976 da genitori napoletani. Comincia a suonare il pianoforte da bambino. Si laurea con lode a 24 anni in giurisprudenza all’Università di Bologna e diventa avvocato penalista.

Remo Anzovino (ph Dario Furlan)

Considerato da critica e pubblico uno dei più originali e innovativi compositori in circolazione, Remo Anzovino è uno dei massimi esponenti della musica strumentale italiana.

Ha esordito agli inizi del Duemila componendo le musiche per i maggiori capolavori del cinema muto (più di trenta pellicole) per le più prestigiose cineteche nazionali e partecipando con colonne sonore di sua composizione ai principali festival e rassegne internazionali. Ha all’attivo cinque album registrati in studio: l’ultimo Nocturne – registrato tra Tokyo, Londra, Parigi e New York – è stato pubblicato alla fine del 2017 per Sony Music. Ha all’attivo anche un disco dal vivo registrato all’Auditorium Parco della Musica di Roma (Vivo, 2013), i progetti speciali “L’Alba dei Tram – Dedicato a Pasolini” e “Fight For Freedom: Tribute to Muhammad Ali” con Roy Paci.

Negli ultimi anni è molto prolifico in ambito cinematografico: ha curato dapprima la colonna sonora dei docufilm “Canto alla Durata – omaggio a Peter Handke”, “Da Clay ad Alì: la metamorfosi”, del documentario “1968. Sport & Revolution” di Emanuela Audisio e Matteo Patrono e di “Ceci n’est pas un cannolo”, opera prima di Tea Falco.

Nell’anno appena trascorso ha firmato le colonne sonore dei film evento “Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte” – che si è aggiudicato il premio “Best Doc 2018” agli Italian Movie Awards e il Nastro D’Argento 2019 per il Miglior Documentario sull’Arte nella selezione speciale “Eventi d’Arte” – di “Van Gogh tra il grano e il cielo” e de “Le Ninfee di Monet. Un incantesimo di acqua e luce”, che sono diventati 3 album, pubblicati in tutto il mondo da Sony Masterworks tra gennaio e febbraio 2019. Nei giorni scorsi ha chiuso inoltre la colonna sonora per il film “Gauguin a Tahiti – Il Paradiso perduto”: l’album della colonna sonora verrà pubblicato il 22 marzo e il film evento sarà nelle sale italiane solo il 25, 26 e 27 marzo.

Le sue musiche sono state anche utilizzate da importanti brand commerciali per le proprie campagne pubblicitarie (Alitalia e Bulgari) e da celebri trasmissioni televisive, Otto e MezzoBallarò I Dieci Comandamenti di Domenico Iannacone, che ha scelto le sue musiche come colonna sonora per alcune puntate andate in onda su Rai3 lo scorso autunno.

Numerose sono le collaborazioni artistiche di grande prestigio e grande trasversalità: da Roy Paci a Franz Di Cioccio, da Danilo Rossi all’Orchestra d’Archi Italiana, da Lino Capolicchio a Simone Cristicchi, passando per Gino Paoli, Enzo Gragnaniello, Mauro Ermanno Giovanardi, Giuliano Sangiorgi, da Tony Esposito a Luisa Prandina, fino al jazz con Gabriele Mirabassi, Enzo Pietropaoli, Bebo Ferra e Luca Aquino, ma anche il rock di Tre Allegri Ragazzi Morti e Roberto Dellera, il rap d’autore di Dargen D’Amico e l’arte fotografica e figurativa di Oliviero Toscani e Davide Toffolo.

È infine Ambassador Artist di Yamaha Music Europe che lo ha scelto avendo riconosciuto nel suo linguaggio una assoluta unicità capace di coniugare una visione moderna e internazionale della scrittura musicale ed un gusto per la bellezza profondamente italiano.

VignaPr Srl




#thinkpoetic: Street Art a Roma

…Aspettando che il muro giusto si spalanchi davanti a noi

Al via la campagna di crowdfunding per #thinkpoetic: Street Art a Roma, il documentario di Luca Immesi che vuole scoprire e raccontare i mille colori della Street Art. Punto di partenza Roma con la sua scuola totalmente fuori dalle righe: ironica, provocatoria, colta e al contempo popolare. Protagonisti di questo racconto Qwerty, duo surrealista e visionario, e Pino Volpino, con i suoi animali e i suoi messaggi dissacranti. “Da tempo – spiega lo stesso Immesi – volevo scoprire questa forma d’arte urbana ed incontrarne i personaggi. Con loro faremo un viaggio nel quale vogliamo coinvolgere il pubblico. Per quelli che ci sosterranno ci sono vari tipi di ricompense come il link al film in streaming, i ringraziamenti sui titoli di coda e l’ingresso alla proiezione al Nuovo cinema Aquila a Roma. Inoltre per le donazioni maggiori gli artisti protagonisti del documentario hanno scelto di donare alcune loro opere”. Per dettagli sulla campagna direttamente sulla pagina dedicata.


Qwerty
è un duo che si è formato a Roma. Il nome deriva dal più comune schema per tastiere alfanumeriche, utilizzato nella maggior parte dei computer e cellulari. Affermano che la natura della Street Art è donazione, quando si dona qualcosa non si chiede nulla in cambio. Il duo porta avanti un’arte surrealista, con messaggi e slogan poetici e visionari: Pensa poetico, Migrant 4 life, il Cristo con la scritta provocatoria Cedesi attività e molti altri. Pino Volpino è un artista che vive a Roma da circa una decina di anni. Il suo nome d’arte deriva dal cane che ha vissuto con lui per quattordici anni. I suoi lavori e i suoi messaggi richiamano spesso vari animali ma non solo. In giro per Roma ci si può imbattere in varie sue opere fra cui la “Merda di Street Artist” che fa il verso provocatoriamente alla “Merda d’artista” di Piero Manzoni o alla “Venere della monnezza”, una venere botticelliana che troneggia su mucchi (tristemente autentici) di immondizia lasciata in giro per Roma.

E.L.