Il Jazz Emotion Ensemble al Mood di Fregene (Roma) il 18 agosto al MOOD’S

Il 18 agosto prossimo al Mood’s di Fregene (viale Castellammare 81 b, ore 21.00) in programma una serata all’insegna del jazz di tutti i tempi con il Jazz Emotion Ensemble: alla voce Marcella Foranna, alla chitarra Francesco Di Giovanni, in arte Frankie. E poi: Angelo Ercoli al basso e Alberto Proietti Gaffi alla batteria. Un excursus lungo le note del grande jazz americano, riletto in spirito bossanova. Ma anche nelle più belle melodie della grande canzone italiana, da Bruno Martino a Gino Paoli, riletta in chiave jazz (da  E la chiamano estate a Senza fine e molte altre). Che è poi la cifra stilistica del lavoro decennale di Francesco Di Giovanni: garbato sperimentatore di suoni della memoria collettiva in chiave jazz.




Totò crooner” a Teatro alla Deriva – 22 lug.ore 21:30 Terme-Stufe di Nerone ROMA

Giunge al termine, alle Terme – Stufe di Nerone (Bacoli-NA) la VII edizione della rassegna TEATROallaDERIVA (il teatro sulla zattera) con un omaggio ad uno degli artisti più rappresentativi della cultura partenopea. Domenica 22 Luglio, alle 21:30,CRASC teatro di ricerca presenta TOTO’ CROONER. Un Otello principe di Bisanzio, scritto, diretto e interpretato da Carmine Borrino.

Antonio De Curtis geloso come un Otello. Il copione shakespeariano come pre-testo per drammatizzare la passione fatale che il giovane Totò ebbe ad inizio carriera per e con la sciantosa Liliana Castagnola. La morbosa gelosia, le malelingue, le incomprensioni, la tragica morte della donna. Un recital musical-teatrale in prima persona, cantando e suonando le sue canzoni come farebbe un vero crooner.

TeatroallaDeriva, rassegna teatrale al suo settimo anno di vita, unica in Italia grazie agli spettacoli in scena su una zattera galleggiante, costruita e posizionata all’interno del laghetto circolare delle Stufe di Nerone, ideata da Ernesto Colutta e Giovanni Meola, che ne cura la direzione artistica per il sesto anno, giunge al suo termine.

La rassegna è riuscita ad aggregare e formare negli anni un pubblico affezionato ed attento, nonché crescente edizione dopo edizione. Anche quest’anno, nella suggestione di una location lontana da caos e rumori, sono stati proposti lavori che hanno provato a far ridere, emozionare, riflettere, pensare, sollevare dubbi o coltivare certezze ai tanti che hanno partecipato ai primi tre appuntamenti.

«Ogni anno cerco, con le mie scelte, di sparigliare, di creare un cartellone sghembo, senza certezze ma con tanti spunti. Quest’anno metto insieme registri assai differenti: una drammaturgia pura (quella su Frida Kahlo e Diego Rivera); una drammaturgia di tipo narrativo (‘Cunto’) con un serrato ping-pong attoriale; un recital musical-teatrale su un Totò autore di canzoni e protagonista di una tragica storia d’amore; uno spettacolo d’improvvisazione teatrale che in realtà parte da Shakespeare per arrivare a…Shakespeare. Il tutto mescolando percorsi e toni, dal più alto al più basso.

Mi auguro che il pubblico che sceglierà di passare una serata teatrale con noi, a ‘galleggiare’ sulla zattera, condividendo tutto ciò che i lavori saranno in grado di smuoverci dentro, sia sempre appassionato, generoso e numeroso come quello che ha popolato la rassegna in tutti gli anni precedenti».




ROM A Teatri di Pietra: ADELPHOE (I FRATELLI) con Pietro Longhi, Paolo Perinelli (20 Luglio – Malborghetto)

Publio Terenzio Afro, autore spesso considerato dai suoi contemporanei “troppo moderno”, ha scritto sei commedie “palliate” ispirate ad un modello greco, diversamente dalle  “togate” di ambientazione romana, operando una vera e propria riforma nell’ambito di questo genere, inserendovi nuovi contenuti ideologici ed attingendo dalla “NEA, la commedia nuova ellenica di cui Menandro è l’esponente più noto. La carriera drammaturgica di Terenzio, non fu certo facile come quella di Plauto, forse perché nella sua opera non troviamo l’esuberanza, le acrobazie verbali, i giochi di parole del

PAOLO PERINELLI

sarsinate. Terenzio, infatti, usa uno stile ed un linguaggio sobrio, naturale, all’insegna della compostezza e della semplicità evitando espressioni popolari e volgari, in omaggio forse all’esigenza di equilibrio e di raffinatezza che egli mutuava dal sofisticato circolo scipionico di cui faceva parte. Anche la “contaminatio” è usata da Terenzio in maniera diversa dagli altri autori latini, non ibridando una commedia con una mescolanza di varie commedie greche, ma inserendo una intera scena desunta da altri drammi all’interno di una sola commedia greca usata come modello. Nel Teatro “naturalistico” di Terenzio troviamo una suspense nuova.

Lo spettatore è coinvolto emotivamente nelle vicende, prova le stesse emozioni dei personaggi e l’autore non consente procedimenti “metateatrali, cioè non vuole che venga mai interrotta l’illusione scenica e, al contrario di Plauto che tendeva solo adivertire, cerca di trasmettere un messaggio morale. Nasce, insomma un’attenzione

PIETRO LONGHI

sociale, che allora era una vera e propria rivoluzione culturale, con dentro un messaggio di HUMANITAS:  “…homo sum, humani nihil a me alienum puto…” (sono un uomo e niente di ciò che è umano considero a me estraneo…). Aprirsi agli altri, rinunciare all’egoismo, comprendere i propri limiti ed essere indulgente nei confronti degli errori degli altri: in una parola essere tolleranti e solidali. Ed è così che i personaggi di Terenzio si allontanano miglia e miglia da quelli pacchiani, spregiudicati, egoisti e truffaldini di Plauto. La nuova comicità non è più nella battutaccia o nell’intrigo e risiede più nel sorriso che nel riso, un sorriso talvolta venato di riflessione e meditazione.

Orario : 21,15

Ingresso 12 euro intero  – 10 euro ridotto – 5 euro convenzionati / associazioni / studenti

biglietti online : www.liveticket.it


Info & prenotazioni: teatridipietra@gmail.com/ whatsapp 333 709 7449
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ARCO di MALBORGHETTO : Via Malborghetto , 3 –  ROMA

sulla Via Flaminia , altezza  Stazione Sacrofano




Teatri di Pietra: PAN CRAZIO – LA LIBERTA’ DI AVERE PAURA (11 luglio – Malborghetto)ROMA

Il testo è una proposta originale: una sorta di riscrittura contemporanea del mito di Pan, il semidio metà capra metà uomo, abbandonato dalla madre per la sua spaventosa bruttezza, inventore del flauto. Un testo “straordinario per originalità e impatto emotivo”, come è stato definito da alcuni critici.
Pancrazio cresce con un’inevitabile e insaziabile fame d’affetto, che cerca soprattutto nelle donne. Maldestri tentativi di seduzione ai limiti della violenza, situazioni paradossali e anche comiche, si alternano ad alterchi con il genitore, a farneticazioni oniriche con figure femminili portanti, in quello che ci è apparso un vero e proprio viaggio nell’inconscio attraverso dubbi e paure che in fondo appartengono a tutti noi. Non si risparmia in questa non facile prova d’attore Simone Migliorini, che dando voce a tutti i personaggi, dimostra un virtuosismo e una sensibilità singolare. Ma altri virtuosi contribuiscono alla magia della messa in scena: il maestro David Dainelli, che ha firmato le musiche originali, al piano, la talentuosa violinista Angela Zapolla e l’ispirata danzatrice Carlotta Bruni, che evoca i fantasmi di un femminino onnipresente seppur sfuggente.

Alma Daddario, autrice teatrale, giornalista e scrittrice, laureata in “Lingue e letterature straniere”, vive e lavora a Roma, dove svolge la sua attività collaborando con le testate giornalistiche: Elle, Sipario, Il Messaggero di Sant’Antonio, Orizzonti, La Nuova Ecologia, Global Press, Free Lance International Press, Noi Donne, Tiscali ambiente. Come autrice teatrale nel 1997 per “Siamo tutti…libertini”, regia di Walter Manfrè, ha ricevuto il premio “Stanze Segrete”, e nel 2002 il premio Fondi la Pastora per il testo “Io…Ero”.
Ha inoltre rappresentato: “Albertine o della gelosia”, “L’anima e la voce”, “Le confessioni”, “Ritmo spezzato”, “Mare Nostrum”, “Le attese: moods for love”, “Come nebbia sottile o lieve sogno”, “Matilde di Canossa: la legge, il cuore, la fede”, “Ero e Leandro: ask me no more”, “Pancrazio, la libertà di avere paura”, “Clitennestra”.
Ha pubblicato saggi sulla scrittura creativa, tra i libri: “Notti e giorni”, “Se scrivere potesse dire” , “La nebulosa del Caso Moro” , “Strani frutti e altri racconti” e “Oltre la quarta parete”, raccolta di testi teatrali edito da ChipiùneArt. Con la scrittrice Dacia Maraini ha collaborato, presso il Centro Internazionale Alberto Moravia, alla realizzazione di seminari di drammaturgia. Dal 2003 fa parte della giuria del premio teatrale: “Ombra della Sera” per il Festival Internazionale del Teatro Romano di Volterra. E’ membro del Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea CENDIC, e fa parte della giuria del concorso internazionale di drammaturgia contemporanea: L’Artigogolo, organizzato dall’editrice ChiPiùneArt.
Si occupa di eventi culturali e uffici stampa per la D&C Communication.

Orario : 21,15

Ingresso 12 euro intero – 10 euro ridotto – 5 euro convenzionati / associazioni / studenti
biglietti online : www.liveticket.it

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ARCO di MALBORGHETTO : Via Malborghetto , 3 – ROMA
sulla Via Flaminia , altezza Stazione Sacrofano




Teatri di Pietra(ROMA), Opra Prima – STORIA NOTTURNA: LA VISIONE DEL SABBA (4 luglio – Villa di Livia)

ll’apice del periodo che vide il fenomeno della caccia alle streghe, furono migliaia le vittime di una strage che avrebbe per sempre segnato la storia. Femminicidio? Certamente la stragrande maggioranza delle vittime era di sesso femminile, i dati tramandati parlano di sessantamila vittime, l’80 % donne, ma l’oscura e raccapricciante vicenda non può essere ricondotta solo a una secolare misoginia tipica delle culture monoteiste. Il periodo che vide l’ascesa della caccia alle streghe è caratterizzato dalla crisi del Cristianesimo, inteso come potere temporale, crisi dello stato medievale, crisi del mondo rurale, una serie di tensioni sociali giunte al culmine tra il 1590 e il 1640, che dopo troppe guerre, carestie e pestilenze necessitavano di un capro espiatorio che distogliesse da idee di ribellione. E il potere, ieri come oggi, per distrarre il popolo dalle vere cause, ne assecondava e amplificava le paure, e i pregiudizi.

PatriziaSchiavo

Ricondurre all’ordine chi cominciava a dubitare di leggi imposte con violenza a scapito dei più deboli, eliminare gli elementi portati alla trasgressione, punendo gli autori di malefici che portavano la fame, la miseria e le epidemie, identificati spesso in donne che semplicemente cercavano di alleviare le sofferenze fisiche facendo uso di erbe medicinali, soccorrendo gratuitamente i più poveri, le stesse erbe che era concesso utilizzare ai monaci. E questo è un altro degli elementi di questa complessa vicenda: l’interdizione allo studio e alla scienza che doveva essere monopolio maschile. Altre volte le accuse erano totalmente inventate, rivolte a contadine che una volta condannate, vedevano i loro terreni, se ne avevano, annessi ai beni della chiesa. Ma i contesti culturali sono vari, le letture del fenomeno tante: si potrebbe fare un viaggio a ritroso sino agli antichi riti sciamanici, ai miti che legano la donna alle divinità legate alla terra, a un cristianesimo rurale legato a riti pagani, alla radice dell’inconscio collettivo dell’umanità. L’ortodossia della Chiesa era la base fondante della società del tempo. I tribunali della Santa Inquisizione nominarono i loro tirapiedi, per far quadrare i conti con quelli che trasgredivano. Così si operò per distruggere quello che non si poteva sottomettere, che poteva sfuggire al controllo e all’ordine.

Alma Daddario, autrice teatrale, giornalista e scrittrice, laureata in “Lingue e letterature straniere”, vive e lavora a Roma, dove svolge la sua attività collaborando con le testate giornalistiche: Elle, Sipario, Il Messaggero di Sant’Antonio, Orizzonti, La Nuova Ecologia, Global Press, Free Lance International Press, Noi Donne, Tiscali ambiente. Come autrice teatrale nel 1997 per “Siamo tutti…libertini”, regia di Walter Manfrè, ha ricevuto il premio “Stanze Segrete”, e nel 2002 il premio Fondi la Pastora per il testo “Io…Ero”.

Ha inoltre rappresentato: “Albertine o della gelosia”, “L’anima e la voce”, “Le confessioni”, “Ritmo spezzato”, “Mare Nostrum”, “Le attese: moods for love”, “Come nebbia sottile o lieve sogno”, “Matilde di Canossa: la legge, il cuore, la fede”, “Ero e Leandro: ask me no more”, “Pancrazio, la libertà di avere paura”, “Clitennestra”.

Ha pubblicato saggi sulla scrittura creativa, tra i libri: “Notti e giorni”, “Se scrivere potesse dire” , “La nebulosa del Caso Moro” , “Strani frutti e altri racconti” per le edizioni Il Filo, con una nota introduttiva di Dacia Maraini e la prefazione del Prof. Aldo Carotenuto, ripubblicato in edizione ampliata nel 2014, e “Oltre la quarta parete”, raccolta di testi teatrali edito da ChipiùneArt. Con la scrittrice Dacia Maraini ha collaborato, presso il Centro Internazionale Alberto Moravia, alla realizzazione di seminari di drammaturgia. Dal 2003 fa parte della giuria del premio teatrale: “Ombra della Sera” per il Festival Internazionale del Teatro Romano di Volterra. E’ inoltre membro della Consulta Regionale Femminile della Regione Lazio. E’ membro del Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea CENDIC, e fa parte della giuria del concorso internazionale di drammaturgia contemporanea: L’Artigogolo, organizzato dall’editrice ChiPiùneArt.

Si occupa di eventi culturali e uffici stampa per la D&C Communication.

Orario : 18,30

Ingresso 8 euro intero – 5 euro ridotto: convenzionati / associazioni / studenti

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VILLA DI LIVIA – Lauretum

Via della Villa di Livia , Prima Porta – Roma




Teatri di Pietra, Opra Prima: LA SVEDESE di Anna Pavignano con Grazia Schiavo (30 giugno – Villa di Livia) ROMA

E’ la storia di Livia e dalla sua passione amorosa per Milo che, da colpo di fulmine giocoso, diventa l’occasione per trasformare i dolori ereditati nell’ infanzia, in un ‘mal d’amore’ fatto di autolesionismo e continue negazioni di se stessa.

Livia, per evitare di ripercorrere le strade della sua educazione sentimentale nell’ambito di una famiglia con rapporti distorti condizionati dalla violenza psicologica, sceglie il ruolo di amante silente e in eterna attesa.

Questo la porta a spersonalizzarsi fino a ‘trasformarsi’ nella sua rivale in amore , Sara, e arriva all’assurdo di desiderare di ucciderla per prendere il suo posto.

Incinta, non dice a Milo di aspettare un figlio : non vuole essergli di peso.  Affida il bambino a sua madre, scegliendo di vivere, invece della maternità, il proprio dolore senza fondo. Poi risale dall’abisso, ma Milo si ripresenta.

Scoprono di aver vissuto un amore frainteso, fatto di cose immaginate e mai dette.

Ora che hanno capito, hanno il mondo reale a disposizione per il futuro.

Anna Pavignano è piemontese, ma Romana e Napoletana di adozione. Esordisce con Massimo Troisi, con cui scrive i film di maggior successo, da “Ricomincio da tre” a “Il Postino”, con cui ha una Nomination all’Oscar per la sceneggiatura. Firma altre pellicole con vari registi, tra cui Alessandro D’Alatri (“Casomai”, “Sul mare”), Michael Radford (“Il Postino”, “Elsa & Fred”, “La musica del silenzio”), Luca Barbareschi (“Something good”), Davide Ferrario (“Se devo essere sincera”). Per la narrativa, Edizioni E/O : “Da domani mi alzo tardi”, “In bilico sul mare”, “Venezia, un sogno”. Verdechiaro Edizioni: “La Svedese”, “Cinecittà Holding”, “Massimo Troisi”, biografia dell’attore.

Per il teatro ha scritto: “Amore al buio”, messo in scena da Maria Pajato e Andrea De Venuti. “Sposa del demonio” interpretato da Marcello Prayer. “Da domani mi alzo tardi” interpretato dall’autrice stessa e tratto dall’omonimo libro. “In bilico sul mare”, interpretato da Marcello Prayer.

 

Orario : 18,30

Ingresso 8 euro intero – 5 euro ridotto: convenzionati / associazioni / studenti

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OPRA PRIMA 28 Giu.Villa di Livia (Prima Porta) ROMA presenta EIKONES Di Cecilia Bernabei

Eikones, voci riflesse.
Eikones è la prima parte di una tetralogia teatrale tutta al femminile che attraversa epoche e culture lontane, dall’antichità ai giorni nostri. Penelope, Messalina, Rosvita di Gandersheim, Costanza D’Altavilla e Christine De Pizanne sono le protagoniste. Il testo raccoglie cinque racconti che presentano versioni alternative e inconsuete rispetto a quelle convenzionalmente riconosciute.
La scelta di queste figure emblematiche non è casuale: tutte le donne di Eikones, in modi estremamente diversi, hanno sfidato il loro tempo e la loro condizione per rompere gli schemi a cui società e cultura le avevano costrette. Le protagoniste si muovono in un “non luogo”, senza spazio e senza tempo: una dimensione altra, l’unica capace di accogliere le sofferenze, le gioie, i ricordi, le speranze e le delusioni di personaggi tanto lontani nel tempo, tanto distanti per cultura e formazione, dalle vicende personali e pubbliche così differenti e contraddittorie.

Lungi dall’essere un ribaltamento di ciò che la storia tramanda sulle cinque donne protagoniste di Eikones, questo breve lavoro, in atto unico, si pone come lente d’ingrandimento rispetto a definizioni stereotipate e sempre comode, perché sintetiche; come punto di vista interno, perché dà voce a figure che voce non hanno più.la focalizzazione, di volta in volta, sposta il proprio angolo per curiosare nella tradizione storica, nelle leggende tramandate, nell’autoapologia che ogni protagonista fa di sé. Le vicende personali assumono, quasi sempre, carattere universale. Le menzogne, gli attacchi, le critiche, le verità nascoste, le costruzioni ad arte, le persecuzioni, le divinizzazioni, le rimozioni, convivono in una narrazione che rimane strettamente legata all’immagine della donna codificata nel corso dei secoli.
Prendendo spunto dalle vite di personaggi che hanno avuto un peso significativo nell’immaginario, nel mito, nella veridicità della documentazione, Eikones, voci riflesse, a dispetto della grandezza di tali figure, racconta storie di sentimenti eterni, di azioni estreme e ineluttabili, di ostacoli, vincoli, difficoltà, preoccupazioni, affanni vicini al nostro sentire, nonostante l’enorme distanza temporale. Una distanza che, in definitiva, non appare così grande. (C.B.)

Orario : 18,30
Ingresso 8 euro intero – 5 euro ridotto: convenzionati / associazioni / studenti
biglietti online : www.liveticket.it

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VILLA DI LIVIA – Lauretum
Via della Villa di Livia , Prima Porta – Roma




BEBE VIO / GIOCHI SENZA BARRIERE 2018 – Giovedì 14 giugno allo Stadio dei Marmi di Roma dalle 20.30

Giovedì 14 giugno grande appuntamento con l’ottava edizione dei Giochi Senza Barriere, l’evento a scopo benefico all’insegna dell’integrazione e della promozione dello sport paralimpico ideato dall’Associazione art4sport ONLUS (www.art4sport.org), nata in seguito alla vicenda di Beatrice “Bebe”

Bebè Vio

Vio, campionessa di scherma paralimpica, oro individuale alle Paralimpiadi di Rio 2016 e ai Mondiali di Roma 2017.

Per il terzo anno consecutivo, i Giochi Senza Barriere saranno di scena nel suggestivo Stadio dei Marmi di Roma (dopo essere partiti nel 2011 da Mogliano Veneto, sede dell’Associazione, ed essere passati nel 2015 per l’Arena Civica di Milano in occasione di Expo).

Sono tanti gli ospiti del mondo dello sport e dello spettacolo che parteciperanno ai Giochi Senza Barriere e avranno un ruolo attivo nel corso della serata. Oltre a Bebe Vio, saranno tanti gli sportivi che accorreranno allo Stadio Dei Marmi: Demetrio Albertini, Martin

Massimiliano Rosolino

Castrogiovanni, Jury Chechi, Valentina Marchei, Luca Marin, Carlo Molfetta, Carlton Myers, Massimiliano Rosolino, Stefano Tonut, Valentina Vezzali e Ivan Zaytsev. Tra i grandi nomi della musica italiana che vedremo “scendere in pista” ci saranno Lorenzo Baglioni, Benji & Fede, Elodie, Fedez, Paola Turci. Parteciperanno alla serata anche Giovanni Bruno, Martina Colombari, Paolo Conticini, Danilo da Fiumicino, Pio e Amedeo, Sofia Viscardi e i ragazzi di Amici.

Le grandi protagoniste, però, saranno 8 squadre provenienti da altrettante città d’Italia (Torino, Milano, Treviso, Livorno, Fano, Assisi, Roma, Oristano). Le squadre, pronte a scendere nell’Arena per sfidarsi, saranno composte da adulti e bambini, disabili e normodotati insieme e saranno capitanate dai grandi ospiti della serata.

Paola Turci

Le varie sfide in programma saranno ispirate al tema di questa ottava edizione: i supereroi. Molto spesso, infatti, i ragazzi di art4sport e, più in generale, gli atleti paralimpici vengono visti come dei supereroi, soprattutto dai bambini con disabilità (ma non solo da loro…). Questo per art4sport è molto importante perché aiuta tanti bambini e le loro famiglie a trovare le motivazioni e la forza per uscire di casa e andare a socializzare attraverso la pratica di attività sportiva, vero cuore della mission dell’associazione.

A presentare quest’edizione di Giochi Senza Barriere, per il terzo anno

Trio Medusa

Martin Castrogiovanni

Marina Colombari

Valentina Vezzali

consecutivo, il Trio Medusa.

PATROCINI, MEDIA PARTNER E SPONSOR

I due Comitati sportivi italiani, il CIP, con il Presidente Luca Pancalli, e il CONI, con il Presidente Giovanni Malagò, hanno fortemente voluto che l’ottava edizione di Giochi Senza Barriere si svolgesse nuovamente allo Stadio dei Marmi, per confermare la piena adesione al progetto portato avanti dall’Associazione art4sport ONLUS. Oltre a loro, altri patrocini importanti sono il Ministero per lo Sport, la Regione Lazio, il Comune di Roma e la Croce Rossa Italiana.

L’evento è realizzato con il supporto di un’ampia rete di collaborazioni e con il contributo di importanti Main Sponsor: Barilla, Crai, Crodino, Algida, Sorgenia, Disney, Toyota, Anas e Nike.

I Giochi Senza Barriere saranno supportati da importanti Media Partner: il gruppo RCS con Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport, Sky Sport, Radio Deejay, Eleven Sports, la Moving Tv di Telesia, l’associazione Fotografi Romamor, Quadro Adevrtising, UVC e Dadomani.

Presenti, infine, anche altri sponsor, fondamentali per l’organizzazione della manifestazione quali Just Play, Intimissimi, Patrizia Pepe, Fondazione Allianz Umana Mente, Hotel Astrid Roma, Italia Distribuzioni, Drass e MYM.
Gli sponsor tecnici, infine, saranno: Arte Ortopedica, Offcarr, Össur e Virosac.
L’evento sarà in live streaming al link seguente: https://www.elevensports.it/live

Enrico Liotti




IL BILANCIO DEL GIRO 101, LA CORSA PIÙ DURA DEL MONDO NEL PAESE PIÙ BELLO DEL MONDO

Paolo Bellino, Direttore Generale di RCS Sport e Mauro Vegni, Direttore del Giro d’Italia tracciano un bilancio di un’edizione molto particolare.

Milano, 30 maggio 2018 – Il Giro d’Italia è andato in archivio da pochi giorni con la vittoria di Chris Froome incoronato ai Fori Imperiali di Roma. È stata un’edizione molto affascinante, la 101esima, sia per la Grande Partenza da Israele sia per l’epilogo serrato dal punto di vista sportivo. Paolo Bellino e Mauro Vegni ne tracciano un bilancio.

Il vincitore del Giro d’Italia 101 Chris Froome (ph Dario Furlan)

Paolo Bellino, Direttore Generale di RCS Sport: “Questo Giro è stato un grande successo dal punto di vista mediatico oltre che da quello sportivo. Per RCS Sport è stata una vittoria su tutti i fronti. Alla nostra corsa si sono accreditati oltre 2000 addetti ai lavori in rappresentanza di 900 testate internazionali (tra cui anche alcune delle più importanti televisioni mondiali come BBC e CNN, agenzie come Reuters, Associated Press e la France Presse e quotidiani di livello del Times di Londra che hanno coperto l’evento quotidianamente), nazionali e locali. Il nostro partner Rai ha fatto un lavoro eccellente facendo registrare anche grande ascolti su Rai 2. Nella tappa di venerdì 25 maggio quasi 3 milioni di telespettatori hanno seguito la grande impresa di Froome tra il Colle delle Finestre e l’arrivo allo Jafferau con il 23,60% di share. Il record del Giro si è registrato con l’arrivo allo Zoncolan: la salita finale è stata seguita da 3.255.634 telespettatori con uno share del 25%. La corsa è stata distribuita in 198 paesi e ha regalato agli oltre 800 milioni di telespettatori bellissime immagini di gara e di tutti i territori che abbiamo attraversato. La narrazione di questa edizione è stata davvero unica. Lo dimostrano  anche i grandi numeri che abbiamo registrato sulla nostra Web Community rappresentata da oltre 2.800.000 followers attivi sui nostri canali social. Non possiamo dimenticare la presenza incredibile di spettatori lungo tutto il percorso che conferma, ancora una volta, che il ciclismo è uno sport trasversale in grado di attrarre un tifo sano, molto partecipato e con un “amore infinito”. L’edizione 101 ha ribadito che la Corsa Rosa è davvero la gara più dura del mondo e l’arrivo nella Città Eterna con il Colosseo e i Fori Imperiali all’interno di un percorso unico e mozzafiato tra due ali di folla senza fine ha confermato che siamo “nel Paese più bello del mondo”. Vorrei ringraziare anche tutti i nostri sponsor e partner che a vario titolo ci hanno accompagnato in questo viaggio entusiasmante Non potevamo desiderare di più. La vera sfida sarà crescere nell’edizione 102”.

Mauro Vegni, Direttore del Giro d’Italia: “La partenza da Gerusalemme e l’arrivo a Roma hanno dato a questo Giro un enorme prestigio. In entrambe le città abbiamo trovato un’accoglienza  unica, come del resto in tutte le tappe che abbiamo attraversato. Partire dalla Terra Santa e chiudere nella città Eterna, terminando ai Fori Imperiali sotto all’Altare della Patria e al Campidoglio è senza precedenti. La finale, tra due ali di folla, è stata altamente spettacolare e si è conclusa come prevedibile con una volata vera, con i corridori che l’hanno onorata correndo a oltre 50 km/h di media gli ultimi 8 giri del circuito. La vittoria finale di Froome e l’incertezza fino all’ultimo momento ha dato suspence e tenuta viva la corsa. Abbiamo avuto grandi vincitori di tappa (da Dumoulin a Viviani a Bennett, da Wellens a Chaves a Yates solo per citarne alcuni), grandi imprese come quella di Froome nella tappa del Colle delle Finestre e l’arrivo allo Jafferau e qualche “dramma sportivo” – le crisi di Yates in Maglia Rosa e Pinot il penultimo giorno – che fanno parte da sempre del dna di questo sport. Direi che più di così non potevamo chiedere ad un Giro che per contenuti sportivi ed extra sportivi è stato l’essenza del ciclismo moderno con imprese dal sapore antico”.

#Giro101

Foto Credit: LaPresse – D’Alberto / Ferrari / Paolone / Alpozzi
Press Giro d’Italia




La passerella finale sullo splendido scenario di Roma conclude il Giro 101.

Alberto Contador, il Sindaco di Roma Virginia Raggi, la Maglia Rosa Chris Froome ed il Direttore del Giro d’Italia Mauro Vegni

Ventunesima tappa del centunesimo Giro d’Italia, in programma dal 4 al 27 maggio e organizzato da RCS Sport/La Gazzetta dello Sport, Roma-Roma di 115 km. La passerella finale del Giro 101 si conclude nello splendido scenario del centro di Roma.

PERCORSO
Tappa 21 – Roma-Roma 115 km – dislivello 400 m
Tappa in circuito all’interno della Capitale. Il circuito di 11,5 km da ripetere 10 volte si sviluppa interamente lungo le vie cittadine (ampie e talvolta con alcuni spartitraffico). Si alternano brevi salite e discese e lunghi rettilinei raccordati da curve a volte impegnative. Il fondo stradale è prevalentemente asfaltato con alcuni tratti in pavé (“sanpietrini”).
Ultimi km
Ultimi chilometri sostanzialmente pianeggianti su strade larghe e rettilinee.Le curve degli ultimi tre chilometri sono ampie. Rettilineo di arrivo di 700 m, largo 8 m con fondo in “sanpietrini” in leggerissima ascesa.

Vittoria a Froome, neutralizzata l’ultima tappa per le pessime condizioni delle strade, i tempi della 21ª e ultima frazione sono stati neutralizzata dopo il terzo dei dieci giri previsti nella Capitale dopo la protesta dei corridori. Chris Froome ha ufficialmente vinto il 101° Giro d’Italia di ciclismo. È la prima vittoria del corridore inglese, che ha già vinto quattro Tour e una Vuelta. La frazione è stata poi vinta da Sam Bennett: l’irlandese ha agganciato in volata e superato Elia Viviani.

Queste le maglie assegnate definitivamente alla fine del 101/o Giro d’Italia di ciclismo, a Roma. Maglia rosa della classifica generale: Chris Froome (Gbr). Maglia azzurra della classifica del Gran premio della montagna: Chris Froome (Gbr). Maglia bianca della classifica di miglior giovane: Miguel Angel Lopez Moreno (Col). Maglia ciclamino della classifica a punti: Elia Viviani

Foto Credit: LaPresse – D’Alberto / Ferrari / Paolone / Alpozzi