Tre Cime Challenge R2 protagonista al 35° Rally Bellunese

Fra le principali novità del 35° Rally Bellunese, gara d’apertura della Coppa Rally 4^ zona, in calendario il 4 e 5 aprile prossimi con partenza ed arrivo a Santa Giustina, sta riscuotendo grande interesse fra gli appassionati e la vasta platea di conduttori il Tre Cime Challenge R2. Si tratta di un inedito trofeo pensato e ideato dall’Asd Tre Cime Promotor per promuovere la partecipazione e la “battaglia” agonistica nella classe R2. Il Tre Cime Challenge R2, aperto a tutti gli equipaggi che si iscriveranno e parteciperanno al 35° Rally Bellunese con una vettura appartenente alla classe R2, prevede prestigiosi premi ai primi tre classificati. La scelta degli organizzatori della classica dolomitica è caduta su questa categoria che raccoglie vetture di cilindrata da 1400 fino a 2000 cc, perché ritenuta al top per le piccole corsaiole e i loro piloti.

Una vettura di classe R2, quella di Roberto Daprà al Prealpi Master Show 2019 (credits Dario Furlan)

Dedicato a Maurizio Da Lan, l’indimenticato ed indimenticabile amico e collaboratore della Tre Cime Promotor, prematuramente scomparso pochi anni fa, il 35° Rally Bellunese sarà valido per i Trofei R Italian Trophy, Renault Twingo R1, Renault Corri con Clio N3, Michelin Zone Rally Cup, e per il 2° Trofeo Rally dell’Automobile Club Vicenza, un campionato dedicato a tutti i piloti titolari di tessera Aci emessa dall’Ente presieduto da Lucky Battistolli e di licenza di conduttore emessa da ACI Sport tramite l’A.C. Vicenza. Il 2° Trofeo Rally dell’Automobile Club Vicenza dedicato alle auto moderne, oltre che al 35° Rally Bellunese, farà tappa ai rally della Valpolicella, Città di Scorzè, Città di Bassano e Città di Schio.

Grazie al coefficiente 1,5 ottenuto in sede di distribuzione delle validità e composizione dei calendari gare, quest’anno il Rally Bellunese potrà avere fra i propri protagonisti equipaggi con vetture WRC e WRC Plus, ossia quelle che competono nel Mondiale Rally ed hanno potenze variabili fra i 300-310 cavalli e 380-400 cavalli. A tal proposito la Tre Cime Promotor è da qualche tempo in trattativa per garantire la partecipazione al Bellunese del prossimo 4 e 5 aprile di un forte pilota italiano protagonista del Campionato italiano WRC con una di queste performanti vetture di ultima generazione.

Nei giorni scorsi il supervisore alla sicurezza, Guido D’Amore, ha effettuato un primo sopralluogo sui tracciati delle prove speciali della corsa. Accompagnato dai referenti di Tre Cime Promotor, l’esperto navigatore ligure ha potuto visionare il piano operativo predisposto dagli organizzatori per l’allestimento in sicurezza del percorso.

Ufficio stampa
Tre Cime Promotor asd




All’eCampus Anna Ascani, Valentina Aprea e Marco Sentieri parlano di scuola, digitale e musica

Si è svolto ieri all’Università eCampus la presentazione di 2 libri dedicati al mondo dell’apprendimento e delle nuove tecnologie: “Senza Maestri. Storie di una generazione fragile” di Anna Ascani Vice Ministra dell’Istruzione (Prefazione di Matteo Renzi) e “La scuola dei Centennials” di Valentina Aprea, Commissione Cultura Camera dei Deputati. E’ intervenuto il finalista del Festival di Sanremo 2020 Marco Sentieri, parlando del ruolo della musica nelle scuole e nel digitale

Marco Sentieri

Roma – E’ stato un convegno in cui sono emerse molte proposte atte a migliorare e valorizzare le scuole italiane, soprattutto nell’ottica del fornire i giusti strumenti di lavoro agli insegnanti, troppo spesso ‘distanti’ dal mondo dei giovani, sia come forma mentis, sia come preparazione culturale e formazione professionale.

Con moderatore Giovanni Vinciguerra (Direttore “Tuttoscuola”), sono intervenuti la Vice Ministra Anna Ascani, in rappresentanza dei “Millennials“: “Faccio parte di quella generazione di chi è rimasto ‘Senza Maestri’. Con questo libro ho voluto raccontare alcune storie di miei coetanei: non sono andata a caccia di storie eccezionali, bensì di storie normali“, poi l’On. Valentina Aprea in rappresentanza dei “Centennials“: “Pensare di formare i giovani nati dopo il 2.000 che non hanno conosciuto il mondo senza internet con le modalità di studio del ‘900 significa non solo rendere la scuola poco attrattiva, ma soprattutto rinunciare a formarli adeguatamente alle nuove sfide di oggi e di domani“.

Poi è stato proiettato il video di Marco Sentieri, “Billy Blu” (etichetta Diva’s Production), che ha partecipato all’ultimo Festival della Canzone Italiana di Sanremo, testo che tratta la delicata tematica del bullismo e cyberbullismo. Il cantante che nei prossimi mesi realizzerà un tour nelle scuole per sensibilizzare sull’argomento, portando la propria testimonianza ai giovani: “In questa fase di comunicazione quasi esclusivamente tecnologica la musica, anche quella digitale, resta uno dei pochi veicoli capaci di trasmettere messaggi in modo immediato, emozionale e in alcuni casi rappresenta uno strumento pedagogico e sociale insostituibile, come sta avvenendo ad esempio con il mio progetto ‘Billy Blu’ contro il bullismo ed il cyberbullismo, che nelle scuole è divenuto un vero mezzo di insegnamento




Azzurra D’Intino fa centro alla Granfondo dell’Amore. De Marchi terza a Laigueglia

Prima vittoria stagionale per le ragazze della Vivi Somec. La ventottenne Azzurra D’Intino vince la Granfondo dell’Amore a Terni, seconda granfondo in maglia Vivi Somec. Sabrina De Marchi, dopo il quinto posto di Loano, sale sul terzo gradino del podio internazionale della Granfondo Laigueglia.

Terni — Benessere e passione. Sono i valori condivisi dal Centro Olistico Vivi di Cesenatico e Somec, storico marchio di biciclette, nel sostegno alla società amatoriale femminile Vivi Somec.

Il 23 febbraio a Terni, la pescarese Azzurra D’Intino ha regalato alle aziende che sostengono il team, la prima vittoria stagionale.

“La Granfondo dell’Amore Città di Terni è una gara veloce, non proprio adatta alle mie caratteristiche atletiche. Il mio terreno ideale è la salita, meglio se lunga e impegnativa. È qui che riesco a dare il meglio di me. Comunque – sottolinea la ventottenne Azzurra D’Intino – ho pedalato nel gruppo di testa da cui, lungo la salita di Collescipoli, ho perso contatto. Prima della salita di Capitone, proprio nel momento in cui sono riuscita a rientrare nel primo gruppo, si è verificata una caduta che ha coinvolto molti corridori e sono stata costretta a mettere i piedi a terra e attendere qualche minuto. A quel punto il gruppo si è suddiviso in diversi drappelli. Io ho cercato di recuperarne il più possibile, poi sono arrivata al traguardo con folto gruppo e ho conquistato questo prestigioso successo che dedico agli sponsor della nostra società”.

Il quinto posto di Gioia Chiodi completa la straordinaria performance delle donne in maglia Vivi Somec.

La Granfondo Internazionale Laigueglia era il primo appuntamento internazionale del movimento granfondistico e Sabrina De Marchi non ha tradito le attese salendo sul terzo gradino del podio del prestigioso evento ligure. Ha preceduto la compagna di squadra Mara Manfredi. Mentre Mara Tonoli ha chiuso al dodicesimo posto e Maria Enrica Dazzi al ventitreesimo.




Ad Arezzo, nuova stagione per “Viaggio in Italia” Venerdì 28 febbraio

I registi Simone Isola e Fausto Trombetta

 presentano “Se c’è un aldilà sono fottuto – vita e cinema di Claudio Caligari”

Con un’opera che ha avuto la nomination come “miglior documentario” ai David di Donatello, prosegue ad Arezzo “Viaggio in Italia” la rassegna dedicata al cinema italiano, curata dal critico cinematografico Marco Compiani, realizzata da Associazione Doppio Sogno e Officine della Cultura e promossa dalla Fondazione Arezzo Intour, sezione Arezzo Cinema.

Venerdì 28 febbraio alle ore 21.00 presso il Cinema Eden, i registi Simone Isola e Fausto Trombetta incontreranno il pubblico aretino durante la presentazione di “Se c’è un aldilà sono fottuto – vita e cinema di Claudio Caligari”.

Il film, prodotto da Kimerafilm e Rai Cinema con Minerva Pictures, è una lucida e profonda riflessione su uno degli autori più ‘misteriosi’ del nostro cinema, che ci ha lasciato prematuramente con una filmografia di soli tre titoli.

Vita e cinema sono nella parabola umana di Claudio Caligari due elementi indissolubili. Il film la racconta attraverso le tappe della lavorazione di “Non essere cattivo”, con le immagini e i ricordi di attori, tecnici, di quella troupe/famiglia che si è stretta attorno a lui consentendogli di portare a termine il suo terzo ed ultimo film.

Seguendo le tappe fondamentali della lavorazione della sua ultima fatica “Non essere cattivo”, il documentario offre il ritratto appassionato di un uomo e di un cineasta che ci ha regalato, con la sua coerenza etica ed estetica, delle opere di grande libertà espressiva.

Ai margini dell’industria, lontano dai riflettori, outsider per scelta (non soltanto sua), Caligari è entrato nel culto raccontando la tossicodipendenza di un gruppo di giovani di Ostia nel suo primo film, “Amore tossico”, presentato alla Mostra di Venezia nel 1983.

Cantore della strada, degli “ultimi”, senza pietismo né commiserazione, il regista è poi tornato dietro la macchina da presa solo quindici anni dopo, nel 1998, portando sullo schermo la violenza di una banda di rapinatori romani con “L’odore della notte”. Protagonisti di quel film Giorgio Tirabassi, Marco Giallini e Valerio Mastandrea. Proprio quest’ultimo, negli anni rimasto legato al regista, lo ha accompagnato nella difficile realizzazione della sua ultima opera, presentata postuma sempre a Venezia, accolta da applausi e lacrime.

Simone Isola (Pontecorvo, 1982). È socio fondatore della società di produzione Kimerafilm, con la quale ha realizzato opere come “Et” in terra pax di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, “La mia classe” di Daniele Gaglianone, “Non essere cattivo” di Claudio Caligari, “Il contagio” di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, “Ride” di Valerio Mastandrea. Nel 2015 ha diretto il suo primo docu-film, Alfredo Bini ospite inatteso, presentato alla 72ma Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Venezia Classici, finalista ai Globi d’oro come Miglior Documentario e premiato ai Nastri d’Argento 2016 come Miglior Documentario sezione “Cinema, spettacolo e cultura”.

Fausto Trombetta (Roma, 1981) è giornalista pubblicista. Dal 2002 collabora con una nota emittente televisiva locale. Nel tempo ha sviluppato una profonda conoscenza del territorio nel quale si muove e dell’umanità che lo popola. Prima di Se c’è un aldilà sono fottuto ha realizzato i docu-film indipendenti La speranza è una droga e Sotto la sabbia, sui temi del disagio sociale e dell’emergenza sanitaria in contesti ritenuti “difficili”, proiettati in numerosi festival e rassegne.

Viaggio in Italia” è il calendario che nasce per valorizzare e supportare le produzioni cinematografiche che scelgono la città come tappa dei loro percorsi artistici e creativi e per offrire momenti di incontro con autori, registi e attori del cinema italiano.

L’evento promosso e sostenuto dalla Fondazione Arezzo Intour è realizzato da Associazione Doppio Sogno e Officine della Cultura e con il supporto di B&B Antiche Mura. Media partner Point Blank.

 




La Granfondo Sestriere Colle delle Finestre assegnerà la Coppa della Stampa

La ventesima edizione della Coppa della Stampa, campionato italiano giornalisti ciclisti specialità granfondo, assegnerà le due maglie tricolori al termine della manifestazione torinese in programma domenica 19 luglio.

Sestriere (Torino), 21 febbraio 2020 – Solitamente dalle pagine dei quotidiani o siti per cui lavorano ci fanno rivivere le straordinarie emozioni che soltanto il ciclismo è in grado di regalare. Domenica 19 luglio saranno invece loro i protagonisti delle storie di pedali e passione che riserverà la Granfondo Sestriere Colle delle Finestre, quest’anno valida per l’assegnazione della Coppa della Stampa, campionato italiano giornalisti specialità Granfondo.

La prova tricolore da ormai venti anni premia i giornalisti che si distinguono anche in sella alla bicicletta, misurandosi con gli altri colleghi in alcune della più belle granfondo del panorama nazionale.

Un legame solido che affonda le radici nella storia quello dei giornalisti con il mondo del ciclismo pedalato. “Le prime gare di ciclismo tra giornalisti risalgono al periodo che va dal 1895 al 1890 – afferma Roberto Ronchi presidente dell’Associazione Giornalisti Ciclisti Italiani, che conta 250 soci, e del WPCC (World Press Cycling Championships), il comitato che dà vita al campionato del mondo giornalisti ciclisti – ben prima della nascita dei più importanti giri a tappe. Nel 1910 fu assegnato, a Salsomaggiore, il primo titolo italiano giornalisti. Nei primi anni vennero assegnati solo i titoli della prova su strada, poi vista la crescente partecipazione venne introdotta la cronocoppie e dal 2000 il campionato italiano granfondo. Dall’inizio del secondo millennio infatti la Coppa della Stampa premia i tricolori granfondo, mentre il Trofeo AGCI premia ogni anno il miglior giornalista ciclista. Sino al 2016 la Coppa della Stampa assegnava il titolo agli iscritti ai due albo (Professionisti e Pubblicisti). Dall’anno seguente invece i partecipanti sono suddivisi in due fasce Under 50 e Over 50. Sarà dunque la mitica ascesa del Colle delle Finestre a decretare il nome dei due vincitori della prestigiosa Coppa della Stampa 2020”.

redazione@radiocorsaweb.it




NAPOLI: “LO SPIRITO SOFFIA DOVE VUOLE”  Carnevale al Museodivino con Stravinskij e Pulcinella venerdì 28 “Carnevale e carnevaletti” con Nino Leone

Da sabato 22 «Museodivino» celebra il carnevale omaggiando l’artista russo che da Napoli fu incantato e, come in ogni storia d’amore che si rispetti, anche ingannato: Igor Stravinskij, che col suo “Pulcinella” ci regalò una delle pagine più alte nella commistione delle arti, a cui collaborarono Picasso, Dagilev, Massine. “Lo spirito soffia dove vuole” è lo spettacolo ispirato agli scritti di Stravinskij in scena ogni sera, dopo il tour del Museodivino, con la partecipazione di un Pulcinella delicato e celestiale.
L’altro Pulcinella, quello che nasce al suon di tammorra dalle viscere sulfuree della terra napoletana, è invece tra i protagonisti dell’incontro/conferenza che venerdì 28 vedrà protagonista lo scrittore Nino Leone, dal titolo “Carnevale e carnevaletti – tra festa e ceneri, mito e rito, sacro e profano”.  L’autore de La vita quotidiana a Napoli ai tempi di Masaniello ci guiderà a leggere il carnevale nelle sue diverse stratificazioni storiche e di significato, in un viaggio nei secoli e in profondità dall’antica Grecia alla Napoli contemporanea.

Nel corso delle iniziative serali i partecipanti potranno visitare inoltre la Collezione SAME ospitata in pianta stabile negli spazi del «Museodivino»: 75 opere in miniatura ispirate alla Natività e alla Divina Commedia.

Museodivino, Via San Giovanni Maggiore Pignatelli 1b, Napoli
Tel. 081.19708587 – 339.4640080

Da Sabato 21 a giovedì 27, ore 21.00 
Lo spirito soffia dove vuole – spettacolo garbato e irriverente dagli scritti di Stravinskij, con la partecipazione straordinaria di Pulcinella. L’ingresso include degustazioni di vino e caffè e la visita guidata alla Collezione Same

Venerdì 28 gennaio, ore 18.30.
Incontro con Nino Leone “Carnevale e carnevaletti – tra festa e ceneri, mito e rito, sacro e profano”. Segue rinfresco.

Posti limitati, è consigliata la prenotazione all’indirizzo info@museodivinonapoli.it o al recapito WhatsApp 339.4640080.

www.museodivinonapoli.it

 

dal corrispondente Anita Laudando




Sabato 22 feb. all’Associazione Archeosofica di Siena : Gli angeli nella tradizione: viaggio tra arte, storia e letteratura

Gli angeli nella tradizione”: sarà un ricco viaggio pieno di letteratura, arte, storia e curiosità quello che porterà il pubblico senese alla scoperta dell’iconografia angelica.

Arriva anche a Siena presso la sede cittadina dell’Associazione Archeosofica il ciclo di conferenze – ad ingresso libero – che tanto successo ha riscosso nelle città italiane dove è stato presentato.

Dalla poesia di Dante Alighieri, fino alle opere che artisti di ogni epoca hanno dedicato a queste figure, saranno tanti i temi approfonditi nei sei incontri che, dal 22 febbraio al 4 aprile, avranno luogo ogni sabato pomeriggio (inizio ore 17.30), presso la sala conferenze di via Banchi di Sopra 72. La figura dell’angelo accompagna le più diverse tradizioni che affidano a esseri ammantati di luce il ruolo di intermediari tra cielo e terra. Dalle civiltà orientali più antiche fino a quelle occidentali, il ruolo degli angeli è sempre stato di primaria importanza.  L’arte, in tutte le sue espressioni, ha celebrato questi esseri alati consegnandoli all’immaginario collettivo: l’iconografia angelica è tra le più ricche che il passato ci consegna, a partire dalle rappresentazioni del periodo paleocristiano quando gli angeli sono creature simili ad uomini con abiti del tempo, fino a quelle del periodo bizantino in cui appaiono in tutta la loro maestosità di esseri alati luminosi o a quelle medioevali che li raffigurano come emissari di Dio con in mano cartigli recanti i versi della sacra scrittura o come musicisti delle sfere spirituali. Al mondo degli Angeli e alla sua essenza misteriosissima e segreta, sarà dedicata la prima delle sei conferenze del ciclo “Gli angeli nella tradizione”. Sabato 22 febbraio alle ore 17.30, Daniela Datteri, studiosa di filosofia e teologia, guiderà il pubblico alla scoperta di simboli e raffigurazioni che raccontano la natura di queste creature celesti, offrendo suggestioni utili per comprendere ciò che non ha forma. Pittura, scultura, poesia, sono le opere di alcuni artisti ispirati, che ci si offrono come particolari chiavi di lettura per conoscenze non immediatamente accessibili, se non mediante l’intuizione artistica.  Gli incontri proseguiranno poi con un calendario che vede sabato 29 febbraio Luca Molinario parlare di “Angeli e demoni”. Quindi sabato 14 marzo Franco Naldoni tratterà di “Divina Commedia-Libro degli Angeli” mentre sabato 21 marzo Chiara Jaeger interverrà sul tema “L’Arcangelo Michele e i luoghi delle apparizioni”. Sabato 28 marzo Germano Barbagli e Elisabetta Tronconi presenteranno “Le Gerarchie Angeliche”. Sabato 4 aprile sarà infine Elena Meacci a concludere il ciclo di incontri con il tema “Gli Angeli nell’arte”. In occasione delle sei conferenze, nella sede dell’Associazione Archeosofica saranno esposte le opere realizzate dai laboratori artistici promossi dalla stessa associazione e dedicati all’iconografia angelica.

IL CALENDARIO

22 febbraio Daniela Datteri “Gli Angeli nella Tradizione”

29 febbraio Luca Molinario “Angeli e demoni”

14 marzo Franco Naldoni “Divina Commedia-Libro degli Angeli”

21 marzo Chiara Jaeger “L’Arcangelo Michele e i luoghi delle apparizioni”

28 marzo Germano Barbagli e Elisabetta Tronconi “Le Gerarchie Angeliche”

4 aprile Elena Meacci “Gli Angeli nell’arte”

Gli incontri avranno inizio alle ore 17.30 presso la sede dell’Associazione Archeosofica a Siena in via Banchi di Sopra, 72

Ingresso libero  Per informazioni: 3661897344; info.siena@boxletter.net

 




Le Tappe Venete al Giro d’Italia 2020

La Regione Veneto ospiterà l’arrivo di Monselice, la cronometro del vino da Conegliano a Valdobbiadene e la partenza di Bassano del Grappa.

Il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia con il Trofeo senza Fine, insieme a Paolo Bellino, Amministratore Delegato e Direttore Generale di RCS Sport, Mauro Vegni, Direttore del Giro d’Italia e i rappresentati dei Comitati delle Tappe Venete

Verona – Sono state presentate, a CosmoBike Show a Verona Fiere, le tappe del prossimo Giro d’Italia che interesseranno la Regione Veneto. La Corsa Rosa, organizzata da RCS Sport /  La Gazzetta dello Sport, andrà in scena dal 9 al 31 maggio. La prima tappa veneta, in ordine cronologico, interesserà la provincia di Padova con l’arrivo a Monselice venerdì 22 maggio. Il giorno successivo impegnativa frazione a cronometro, interamente nella provincia di Treviso, da Conegliano a Valdobbiadene. È la Prosecco Superiore Wine Stage. Mercoledì 27 maggio sarà Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, ad essere sede di partenza di una delle tappe di montagna del Giro, quella che terminerà a Madonna di Campiglio.

Paolo Bellino e Mauro Vegni, insieme ai vincitori della Corsa Rosa 1990, 2000 e 2010: Gianni Bugno, Stefano Garzelli e Ivan Basso, hanno discusso sul valore e sul significato della Maglia Rosa.

LE TAPPE

Cervia – Monselice
Tappa di pianura con finale col botto. Dopo quasi 160 km costantemente in pianura per raggiungere la cittadina euganea si affrontano due impegnative salite dei Colli Euganei: il Roccolo (un classico del Giro del Veneto) 4 km con inizio e fine durissimi (tra il 18 e il 20%) e quindi il Muro di Calaone con 2 km che in diversi punti toccano il 18%. Segue un’ampia discesa su Este e breve tratto pianeggiante fino all’arrivo.

Conegliano – Valdobbiadene

Cronometro interamente nel territorio del Prosecco Superiore ora Patrimonio dell’Umanità. É interamente caratterizzata da salite e discese a volte anche impegnative (Muro di Ca’ del Poggio pendenze fino al 19%). Un esercizio contro il tempo che costringerà a valutare bene la gestione delle energie.

Bassano del Grappa – Madonna di Campiglio

Tappa di montagna dove si affrontano oltre 5000 m di dislivello concentrati in poche salite raccordate da ondulazioni senza veri tratti di respiro. In Veneto, dopo la partenza, si scala l’inedita Forcella Valbona (oltre 20 km di ascesa dalla pianura  fino a quasi 1800m), il Monte Bondone dal versante inedito di Aldeno (seconda parte oltre il 10%), il passo Durone e la salita finale di Madonna di Campiglio.

DICHIARAZIONI
Il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ha dichiarato: “Ci siamo, il Veneto torna a vestirsi di Rosa. Con rinnovato entusiasmo e con la tradizionale passione per lo sport del pedale. E sarà un Giro d’Italia frizzante, in ogni senso: per l’entusiasmo che accompagnerà sulle strade della regione atleti, carovana e organizzatori, per la chicca della crono Conegliano-Valdobbiadene nel cuore delle colline del Prosecco Patrimonio Universale dell’Unesco, per il botto che potrebbe uscire dalla Cervia-Monselice, per il fascino di Bassano del Grappa, “capitale” degli alpini, che darà il via a una delle tappe alpine per antonomasia, con arrivo a Madonna di Campiglio. Ci sarà pane per tutti i denti: per i velocisti a Monselice se sapranno passare indenni due trappole come il Roccolo e il muro di Calaone; per i passisti-scalatori tra Conegliano e Valdobbiadene: saliscendi su colline di bellezza universale con l’insidia del tremendo Muro di Cà del Poggio, capace, in certe condizioni, di fare vittime illustri, perché in quei pochi chilometri puoi perdere tempo prezioso nell’economia della classifica generale. Per gli scalatori che, partendo da Bassano, andranno verso le Dolomiti, altro Patrimonio Universale dell’Unesco che abbraccia il Giro d’Italia. Così come lo abbracciamo tutti noi veneti, grati agli organizzatori e al direttore Mauro Vegni per questo nuovo capitolo della never ending story d’amore tra il Veneto e il ciclismo”.“Veronafiere ha una forte esperienza di organizzatore di eventi passion driven e con CosmoBike 2020 possiamo dire a buon diritto di aver reso Verona la capitale della bici, con un appuntamento che apre la stagione ciclistica con i suoi protagonisti e offre tutti gli aspetti legati alle due ruote: sport, ebike, turismo, mobilità, sicurezza” – sottolinea il Direttore Generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani. “Un evento green, giovane e social che abbiamo lanciato nel nuovo format nel febbraio dello scorso anno e già da questa edizione  stiamo raccogliendo i frutti con la presenza di tutti i principali brand del settore. Nel giugno 2019 abbiamo avuto anche l’onore di ospitare l’ultima tappa a cronometro del Giro d’Italia, mentre durante i due giorni di CosmoBike Show teniamo a battesimo le tappe venete della competizione più amata dai tifosi, non solo italiani”Paolo Bellino, Amministratore Delegato e Direttore Generale di RCS Sport ha dichiarato: “Il Giro d’Italia è per il gruppo RCS un evento in continua crescita e che vogliamo sviluppare anno dopo anno. Veneto per il ciclismo vuol dire alta fedeltà alla Corsa Rosa ed eccellenza internazionale. Tanti dei nostri partner vengono da questa regione che da sempre dà lustro al nostro Paese. Anche quest’anno avremo quasi 200 televisioni collegate nei 5 continenti che ci permetteranno di raggiungere una audience potenziale di oltre 800 milioni di persone. Verranno trasmesse immagini di altissima qualità, focalizzate sia sulla parte sportiva che su quella paesaggistica, artistica e culturale che sono le eccellenze d’Italia”.

Il Direttore del Giro d’Italia Mauro Vegni ha sottolineato come “Il rapporto della Corsa Rosa con il Veneto è storico e risale agli albori. Quest’anno il rapporto con la Regione Veneto si è consolidato ancora una volta. L’arrivo a Monselice con un finale durissimo, la spettacolare cronometro del Prosecco Superiore tra Conegliano e Valdobbiadene e la partenza da Bassano del Grappa saranno alcuni momenti chiave del Giro 103. Sono certo che sarà una grande festa dello sport e del ciclismo in particolare, nella Regione che ha il numero di appassionati e praticanti più alto d’Italia”.

Photo Credit: LaPresse
Press Giro d’Italia



CARLO VERDONE HA PRESENTATO A MESTRE IN ANTEPRIMA PER IL NORDEST IL SUO NUOVO FILM “SI VIVE UNA VOLTA SOLA”

 Il  nuovo film di Carlo Verdone “Si vive una volta sola” con gli attori Anna Foglietta e Rocco Papaleo

Grande interesse a Mestre per il nuovo film di Carlo VerdoneSi vive una volta sola”, presentato in anteprima dal regista romano alla stampa e al pubblico del Nordest lo scorso 12 febbraio. Presenti con lui nell’Auditorium di M9 – Museo del ‘900 di Mestre gli attori Anna Foglietta e Rocco Papaleo.

Carlo Verdone Mestre @credit Giampiero De Robertis

Tra curiosità e aneddoti sulla sua carriera, durante l’incontro con la stampa l’attore romano, al suo ventisettesimo lavoro come regista, ha spiegato la genesi e la lavorazione del film, soffermandosi sul futuro del suo cinema ma anche, da attento osservatore della società, sui temi dell’attualità.

«Il film è la storia di una grande amicizia – ha spiegato Verdone – racconta di un’equipe chirurgica di grande talento, dalla vita privata disastrata, piena di solitudine e problemi. Tutto ciò emerge quando sono costretti a fare un viaggio: uno di loro ha un referto medico preoccupante. E in questo viaggio accadono molte cose».

Un film che mette in primo piano l’amicizia, quella vera, oggi sempre più preziosa per il regista: «Il film è un vero e proprio inno all’amicizia, di cui oggi abbiamo bisogno perché con i social siamo ormai tutti alla ricerca di contatti virtuali. La vera amicizia è quella fisica, che scarseggia purtroppo, in un mondo che si ritira sempre a casa davanti a smartphone e computer».

La coralità è un nuovo traguardo per Carlo Verdone, che per il cast di “Si vive una volta sola” si è affidato a Rocco Papaleo, Anna Foglietta e Max Tortora: «Dopo 27 film penso che la coralità sarà il mio futuro. In 43 anni ho fatto tanti film come protagonista, ma adesso ho voglia di condividere con altri attori. Non di fare un passo indietro, ma farne uno insieme a loro. Quando Giovanni Veronesi mi ha proposto questo soggetto, la fortuna ha voluto che Anna, Rocco e Max avessero il tempo libero per girare. Il cast è stato meraviglioso, abbiamo lavorato nel migliore dei modi, non potevo chiedere di meglio».

Un attore e regista che continua ad essere amato dal pubblico: «Il mio lavoro è stato un viaggio fantastico e continua ad esserlo. In una carriera ci sono film che riescono bene, altri meno. Penso tutto sommato che sia giusto così, a volte anche da un film minore trovi la forza di fare uno scarto maggiore. Non credo di aver dato fregature al pubblico. Se continuo a durare così tanto è perché continuo a sterzare, sono passato dal personaggio unico alla commedia raffinata, poi al sociale, al sentimentale, ai temi della megalomania e bipolarità. Ho cercato di raccontare questi decenni a mio modo, penso di averlo fatto sicuramente con onestà, non mi rimprovero niente».

Uno sguardo anche sull’Italia di oggi, e sulle difficoltà che il cinema e la comicità incontrano nel racconto della contemporaneità: «Oggi è molto più difficile raccontare l’Italia, soprattutto a causa della globalizzazione degli ultimi decenni, perché ha reso le persone tutte uguali. Stessi capelli, marche, tatuaggi, parole, alla fine c’è un appiattimento. Un “giovane Verdone” di oggi che volesse raccontare la società, farebbe fatica. A complicare le cose, anche il fatto che non c’è più quell’ottimismo di una volta.È cambiata anche la gente, non c’è più quella predisposizione alla leggerezza, ed è difficile far ridere. Alla fine la globalizzazione ha portato anche tanta solitudine, rancore e diffidenza».

 Si vive una volta sola”, in uscita il 26 febbraio, è la nuova, irresistibile, beffarda radiografia dei nostri tempi di Carlo Verdone, il quale ancora una volta ci regala uno spaccato del presente attraverso il suo sguardo acuto, dissacrante e sempre originale. Protagonista del film, girato interamente in Puglia, un quartetto di medici, eccellenti tanto nella professione quanto nel partorire scherzi spietati, soprattutto se la vittima di turno è l’amico Amedeo. Durante un viaggio nel Sud d’Italia, i quattro amici vivranno un’esperienza indimenticabile, con un colpo di scena che lascerà un segno indelebile nelle loro vite.

MC Press Office – Comunicazione – Eventi




MICHELE MANCIN FESTEGGIA A MONZA IL BIS NEL TIVM E PER L’ADRIA RALLY SHOW RISPOLVERA LA SAXO

ACI Sport, Sabato scorso, ha reso omaggio ai campioni italiani della velocità in salita ed il pilota di Rivà è stato protagonista, sotto l’insegna del cavallino rampante.

Rivà (RO) – Il Polesine festeggia il bis tricolore di Michele Mancin, vincitore per il secondo anno consecutivo del Trofeo Italiano Velocità Montagna, zona nord.

Sabato 8 Febbraio, presso il Monza ENI Circuit, si sono dati appuntamento tutti i protagonisti della velocità in salita, tra i quali il pilota di Rivà ha potuto gioire per un’inattesa doppietta.

Passato dalla pluridecorata Citroen Saxo gruppo A, che tante soddisfazioni gli ha regalato, alla Ferrari 458 Evo, messa a disposizione da Gaetani Racing, Mancin non ha battuto ciglio e si è reso autore di una stagione impeccabile, chiudendo a podio in tutte le gare disputate: primo, al debutto assoluto, alla Salita del Costo ed all’Alghero – Scala Piccada, secondo alla Cividale – Castelmonte e terzo alla Verzegnis – Sella Chianzutan per uno score invidiabile se si considera che il 2019 doveva essere soltanto una presa di contatto con la rossa di Maranello.

(credits Dario Furlan)

Tanta la soddisfazione per Mancin e per la scuderia polesana Mach 3 Sport, per aver portato sul proprio territorio il secondo titolo, consecutivo, nel TIVM, nell’occasione in classe GT Cup.

È stata un’emozione indescrivibile tornare qui a Monza” – racconta Mancin – “ad un anno esatto dalla vittoria ottenuta nel 2018. Vincere con la Saxo, in quell’occasione, è stato speciale ma averlo fatto quest’anno lo è stato ancora di più. Grazie alla fiducia avuta da Gaetani Racing, ringrazio di cuore l’amico Luca Gaetani, siamo riusciti a mettere in piedi un programma che sembrava soltanto un sogno. Già essere stati al via della Salita del Costo, con questa Ferrari 458 Evo, era una vittoria. Poi, nonostante le condizioni meteo avverse, la vittoria è arrivata per davvero. Da quel momento è stato un autentico crescendo di emozioni. Terzi a Verzegnis e, grazie all’ulteriore e cruciale sforzo dei miei partners, abbiamo vinto ad Alghero e chiuso secondi a Cividale. Se mi avessero chiesto, ad inizio stagione, se mi aspettavo di essere vincente al debutto è scontato che avrei detto di no. È stata una stagione indimenticabile.”

Un 2019 che va ufficialmente in archivio ed un 2020 che si appresta a bussare alla porta di Mancin molto presto e con qualche gustosa reunion, in vista dell’imminente Adria Rally Show.

Dopo aver centrato la vittoria con la Ferrari 458 Evo” – aggiunge Mancin – “è scontato dire che mi sono ingolosito e che, assieme a Gaetani Racing ed ai nostri partners, cercheremo di lavorare sodo per tornare alla guida di questa incantevole vettura. Ci piacerebbe poter puntare a difendere il titolo, ottenuto nel 2019, ed avremmo dalla nostra un anno di esperienza in più che ci potrebbe tornare sicuramente utile. Al tempo stesso i tanti successi ottenuti con la Citroen Saxo non possono essere cancellati e quale migliore occasione se non quella di rispolverarla in occasione dell’Adria Rally Show? L’appuntamento con l’evento all’Adria International Raceway mi permetterà di togliere un po’ di polvere dalla vettura e anche da me. A parte gli scherzi ci tenevo ad essere presente all’evento di casa perchè credo che sia giusto sostenere gli sforzi di chi si impegna per tenere vivo il territorio. Sarà piacevole tornare ad affrontare questo tipo di competizione dove ho già vinto la classe nel 2012 e 2013.”

ADRIA RALLY SHOW, MANCIN RISPOLVERA LA SAXO

La prima edizione dell’evento polesano vedrà il vincitore del TIVM 2019, zona nord, tornare alla guida della pluridecorata piccola di casa Citroen.

Michele Mancin, in azione nella precedente Cronoscalata Coppa Paolino Teodori 2018 (immagine a cura di Nicola Biondo

Rivà (RO), 12 Febbraio 2020 – Sarà una prima edizione di Adria Rally Show ricca di novità per Michele Mancin, recentemente premiato a Monza per il secondo sigillo consecutivo sul Trofeo Italiano Velocità Montagna, il quale non ha saputo resistere al richiamo della gara di casa.

Da sempre sostenitore delle iniziative motoristiche locali il pilota di Rivà, anche in questa occasione, ha risposto alla chiamata e, con il numero trentacinque sulle fiancate, è pronto a rispolverare la pluridecorata Citroen Saxo gruppo A, vettura che lo ha condotto alla doppietta nel Campionato Italiano Velocità Montagna, nel 2012 e 2013, ed al successo nel TIVM 2018.

(Immagine a cura di Dario Furlan)

Sono passati ben sedici mesi da quanto ho tolto le mani dalla Citroen Saxo” – racconta Mancin – “quando, nell’Ottobre del 2018, avevamo ottenuto la vittoria nel Trofeo Italiano Velocità Montagna, nella nostra categoria. Da allora era rimasta smontata, per un lungo ed accurato rialzo, ma l’arrivo inatteso dell’Adria Rally Show è stato il giusto spunto per dare una scossa ai lavori. Non posso nascondere che sarà un ritorno molto emotivo, ho tanta voglia di riprenderla in mano e di tornare a guidarla. Alla gara di casa non si poteva mancare ed eccoci qua, pronti.”

Un debutto stagionale, dal sapore rallystico, che vedrà il polesano condividere l’abitacolo della trazione anteriore transalpina con l’esperto Fabio Andrian e che porterà un cambio di casacca.

Dopo tanti anni di collaborazione, conditi da numerosi successi, Mancin abbandonerà la scuderia Mach 3 Sport per approdare, in provincia di Padova, alla Gaetani Racing, la stessa che gli ha permesso di centrare il titolo 2019 sulla Ferrari 458 Evo nella classe GT Cup.

Non posso negare che mi dispiace lasciare Mach 3 Sport” – aggiunge Mancin – “con la quale abbiamo condiviso numerosi titoli e vittorie ma le sfide che ci attendono per il futuro sono diverse e molto ambiziose. Ringrazio quindi l’amico Luca Gaetani, patron di Gaetani Racing, che, oltre ad avermi fornito la Ferrari 458 Evo lo scorso anno, mi ha aperto le porte della propria scuderia. Sarà un onore correre per loro e ci auguriamo che questa nuova collaborazione possa portare agli stessi, se non migliori, frutti maturati con Mach 3 Sport.”

Adria Rally Show, per l’edizione 2020, si presenterà ai concorrenti su due frazioni.

Si apriranno le danze Sabato 15 Febbraio, due le speciali in programma in senso orario: “Adria International Raceway 1” (12,15 km) ed “Adria International Raceway Night Edition” (12,15 km).

Alla Domenica seguente due tornate, in senso antiorario, sulla “Adria International Raceway 3” (14,12 km) e sulla “Adria International Raceway 4” (14,12 km), prima di darsi battaglia nella sfida diretta, nel solo kartodromo, con la “Adria Karting Raceway” (3,87 km).

Questa tipologia di gara mi piace molto” – conclude Mancin – “e mi piace definirla un rally gentile e delicato. Si avvicina molto al mio ambiente naturale, quello della velocità in salita.”