Vercelli ancora capitale della poesia civile europea con giovani protagonisti e omaggi a Leopardi e Merini

Dal 23 al 27 ottobre la 15edizione del festival internazionale promosso dall’associazione Il Ponte con anteprima a Milano. Il grande poeta polacco Adam Zagajewski è l’ospite d’onore premiato alla carriera giovedì sera 24 in Seminario con distribuzione omaggio del suo libro. In programma conferenze, reading, il premio di traduzione con UPO, aperitivo in musica, omaggi alla Merini e a Leopardi, il premio Brassens dedicato al padre italiano del rap e venerdì 25 ottobre lo spettacolo teatrale “Volo” contro la violenza sulle donne.

Adam Zagajewski

Sarà il polacco Adam Zagajewski il poeta premiato alla carriera nella XV edizione del Festival internazionale di poesia civile “Città di Vercelli” giovedì 24 ottobre 2019 alle ore 21 presso il Salone del Seminario di Vercelli con reading della nuova antologia poetica Prova a cantare il mondo storpiato (Interlinea), che sarà distribuita in omaggio ai presenti fino a esaurimento. È l’evento centrale della rassegna 2019 con un’anteprima mercoledì 23 a Milano alle ore 17 in Università Cattolica. Alla premiazione del poeta, con la traduttrice Valentina Parisi, saranno presenti le autorità e il presidente dell’associazione culturale Il Ponte Luigi di Meglio promotore del festival.

In programma conferenze, dibattiti, incontri a scuola, omaggi alla Merini e a Leopardi, poi venerdì 25 ottobre il premio di traduzione con UPO, aperitivo in musica sul Macbeth e lo spettacolo teatrale “Volo” contro la violenza sulle donne e, dopo un sabato ricco di reading di giovani autori e poetry-video africani, domenica gran finale con il premio Brassens dedicato al padre italiano del rap Frankie hi-nrg mc.

Il Festival internazionale di poesia civile di Vercelli, ammesso alla UNESCO’s World Poetry Directory, ha premiato

Alda Merini

nelle passate edizioni il siriano dissidente Faraj Bayrakdar, la poetessa-biologa Katherine Larson, la candidata Nobel Márcia Theóphilo, l’angry poet Tony Harrison, Lambert Schlechter e Ryszard Krynicki, fra gli altri, e ha deciso di premiare nell’edizione 2019 il poeta Adam Zagajewski, che giovedì 24 ottobre alle ore 11 incontrerà a Vercelli gli studenti dell’Istituto Lagrangia.

Anche quest’anno il festival di poesia civile fa emergere, attraverso il linguaggio universale dei versi, temi scottanti e civili, dalla violenza sulle donne alle armi di guerra, mettendo al centro le giovani generazioni, dalla scuola primaria all’università e premiando i migliori giovani poeti, inoltre inaugurando uno Spazio Poesia nella Biblioteca Civica di Vercelli.

Giovedì 24 ottobre alle 10 nell’Aula magna dell’Istituto Comprensivo Ferraris l’incontro “Dietro la maschera: i colori della vita” permette all’artista Cinzia Ghigliano, autrice di La bambina mascherata (Le rane), di mostrare ai più piccoli la forza e la poesia dei colori, per iniziare ad apprezzare l’arte e la poesia. Il festival avrà anche una tappa a Novara, alle 18 alla Biblioteca Civica Negroni, con “La Bottega di poesia” della rubrica di “Repubblica” a cura di Maurizio Cucchi, autore di Sindrome del distacco e tregua (Mondadori), prima dell’evento centrale della premiazione di Zagajewski a Vercelli.

Venerdì 25 ottobre alle 10,30 all’IIS Cavour è previsto l’incontro “Verso l’infinito e oltre: Leopardi secondo uno scrittore d’oggi” con Enrico Palandri, autore di Verso l’infinito (Bompiani); alle 11 in Rettorato UPO di via Duomo, lezione magistrale di Carla Pomaré, dell’Università del Piemonte Orientale, agli studenti degli istituti superiori, con Giusi Baldissone. E alle 15 alla Biblioteca Civica di via Ferraris 95 lectio di Daniela Marcheschi con una riflessione a partire da Antologia di poeti contemporanei. Tradizioni e innovazione in Italia (Mursia), con inaugurazione dello “Spazio poesia” a cura del festival e dell’associazione Il Ponte, con saluto di Giovanna Baucero e Renato Bianco. Alle ore 16,30 nella stessa sede si tiene il Premio di traduzione di poesia civile inedita in Italia riservato agli studenti universitari a cura dei docenti dei corsi di laurea in Lingue e letterature straniere moderne dell’Università del Piemonte Orientale in collaborazione con l’Université de Savoie (Chambéry); presenta Andrea Baldissera. Alle ore 18 alla Libreria Mondadori, aperitivo con Macbeth: reading in musica con Roberto Piumini che legge dalla sua nuova traduzione della tragedia di Shakespeare, con musica di Lorenzo Michele Pucci alla chitarra e mostra di tavole di Salvador Dalí per il Macbeth. Alle 21 all’Officina Teatrale degli Anacoleti è in cartellone Volo, spettacolo scritto, diretto e interpretato da Francesca Brizzolara.

Sabato 26 ottobre alle ore 11 alla Libreria Mondadori, “Il mondo in una stanza. Ricordo di una poetessa appartata” con proiezione del docufilm su Piera Oppezzo di Luciano Martinengo con dibattito, presente Maria Pia Quintavalla. Alle ore 12,15 nella stessa sede “Omaggio ad Alda Merini” con letture e ricordi nel decimo anniversario della morte della poetessa dei Navigli, con Ambrogio Borsani, curatore di Il suono dell’ombra (Mondadori), letture di Anna Jacassi e Mario Sgotto dall’antologia e da Confusione di stelle (Einaudi), segue aperitivo poetico. Alle 17 al Museo Leone, in via Verdi 30, “Premio Lyra giovani” con reading di nuove voci della poesia italiana selezionate da Franco Buffoni con la presenza, tra gli altri, di Maria Borio, Marco Corsi, Tommaso Di Dio, Stefano Pini, Samir Galal Mohammed; presenta Franco Buffoni, presiede e premia Luigi Di Meglio. Nella stessa sede alle 18,30 “AfroWomenPoetry”, voci dal Continente Nero con reading di autrici africane in video presentate da Antonella Sinopoli. Infine risotto finale in onore dei poeti.

Domenica 27 ottobre alle 12 alla Libreria Mondadori, un evento su “Violenze sulle donne in guerra: la denuncia della poesia” con testimonianza in poesia di Mariastella Eisenberg autrice di Stupro di guerra con intervento di Luigi Bobba. E alle ore 21 finale del festival al Teatro Civico di Vercelli con il Premio Brassens 2019 con “Faccio la mia cosa”: incontro con Frankie hi-nrg mc, con Gian Luigi Carlone. Sarà consegnato il premio a Frankie hi-nrg mc, padre italiano del rap come poesia civile in musica.

Il festival è finanziato da Regione Piemonte; Comune di Vercelli; Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli; Fondazione CRT; promosso da Associazione Culturale Il Ponte; Interlinea; Comune di Vercelli; Università del Piemonte Orientale; Arcidiocesi di Vercelli-Beni Culturali; Museo Leone; Biblioteca Civica di Vercelli; con la collaborazione di Università Cattolica di Milano-Laboratorio di editoria; IIS “Cavour” Vercelli; Istituto Comprensivo “Ferraris” Vercelli; IIS “G. Ferraris” Vercelli; IIS “L. Lagrangia” Vercelli; Centro Novarese di Studi Letterari; Accademia Mondiale della Poesia; Libreria Mondadori; Libreria Sant’Andrea; Officina Anacoleti; Biblioteca Civica Negroni-Comune di Novara; con il contributo di Assicurazioni Generali spa Agenzia Principale di Vercelli; Fondazione Banca Popolare di Novara; Centro Servizi per il Volontariato Vercelli e Biella; Gioielleria Simonini.

Aggiornamenti e info sul sito www.poesiacivile.com.

 

Programma generale della XV edizione

MERCOLEDÌ 23 OTTOBRE
Anteprima a Milano

Ore 17 Università Cattolica, largo Gemelli 1, Milano

Editoria e poesia civile: incontro con il poeta polacco Adam Zagajewski  Colloquio dell’autore con la traduttrice Valentina Parisi. Introduce Giuseppe Langella, modera Roberto Cicala

 

GIOVEDÌ 24 OTTOBRE

Ore 10 Aula magna Istituto Comprensivo Ferraris, piazza C. Battisti 6, Vercelli

Dietro la maschera: i colori della vita  Incontro-laboratorio con l’artista Cinzia Ghigliano, autrice di La bambina mascherata (Le rane)

Ore 11 Aula Magna IIS Lagrangia, corso Italia 48, Vercelli

Gli studenti incontrano Adam Zagajewski  Incontro con il poeta e la traduttrice moderato da Elisabetta Dellavalle

Ore 18 Biblioteca Civica Negroni, corso Cavallotti 6, Novara

La Bottega di poesia

Reading di poesie dalla rubrica di “Repubblica” commentate da Maurizio Cucchi, autore di Sindrome del distacco e tregua (Mondadori)

EVENTO CENTRALE

Ore 21 Salone del Seminario Arcivescovile, piazza Sant’Eusebio 10, Vercelli

XV Premio Festival internazionale di Poesia Civile Città di Vercelli a Adam Zagajewski

Reading del poeta premiato, a colloquio con Valentina Parisi,  con intermezzi musicali del maestro Nicolò Manachino al flauto. Saluti del presidente dell’associazione culturale Il Ponte Luigi Di Meglio e delle autorità. Presentazione e distribuzione della plaquette del festival Prova a cantare il mondo storpiato edita da Interlinea (fino a esaurimento copie)

VENERDÌ 25 OTTOBRE

Ore 10,30 Aula Magna IIS Cavour, corso Italia 42, Vercelli

Verso l’infinito e oltre: Leopardi secondo uno scrittore d’oggi  Incontro con Enrico Palandri, autore di Verso l’infinito (Bompiani)

Ore 11 Rettorato UPO, via Duomo, Vercelli

La musa ibrida: la poesia di lingua inglese nel mondo globalizzato  Lezione magistrale di Carla Pomaré, Università del Piemonte Orientale, agli studenti degli istituti superiori. Modera Giusi Baldissone

Ore 15 Biblioteca Civica, via Galileo Ferraris 95, Vercelli

Critica letteraria e poesia

Lectio di Daniela Marcheschi. Riflessione a partire da Antologia di poeti contemporanei. Tradizioni e innovazione in Italia (Mursia), introduzione di Giusi Baldissone. Con inaugurazione dello Spazio poesia a cura del festival e dell’associazione Il Ponte, con saluto di Giovanna Baucero e Renato Bianco

Ore 16,30 Biblioteca Civica, via Galileo Ferraris 95, Vercelli

Premio di traduzione di poesia civile inedita in Italia  riservato agli studenti universitari a cura dei docenti dei corsi di laurea in Lingue e letterature straniere moderne dell’Università del Piemonte Orientale in collaborazione con l’Université de Savoie (Chambéry). Presenta Andrea Baldissera

Ore 18 Libreria Mondadori, via Cavour 4, Vercelli

Aperitivo con Macbeth: lettura in musica

Roberto Piumini legge dalla sua nuova traduzione della tragedia di Shakespeare, con musica di Lorenzo Michele Pucci alla chitarra. Con mostra di tavole di Salvador Dalí per il Macbeth

Ore 21 Officina Teatrale degli Anacoleti, corso de Gregori 28, Vercelli

Volo  Spettacolo scritto, diretto e interpretato da Francesca Brizzolara. Produzione Tecnologia Filosofica. In collaborazione con Officina Anacoleti

SABATO 26 OTTOBRE

Ore 11 Libreria Mondadori, via Cavour 4, Vercelli

Il mondo in una stanza. Ricordo di una poetessa appartata  Proiezione del docufilm su Piera Oppezzo di Luciano Martinengo con dibattito. Con Maria Pia Quintavalla

Ore 12,15 Libreria Mondadori, via Cavour 4, Vercelli

Omaggio ad Alda Merini

Letture e ricordi nel decimo anniversario della morte, con Ambrogio Borsani, curatore di Il suono dell’ombra (Mondadori). Con letture di Anna Jacassi e Mario Sgotto dall’antologia e da Confusione di stelle (Einaudi). Segue aperitivo poetico

Ore 17 Museo Leone, via Verdi 30, Vercelli

Premio Lyra giovani. Reading di nuove voci della poesia italiana selezionate da Franco Buffoni

Con interventi e letture dalla collana “Lyra giovani” (Interlinea) con la presenza, tra gli altri, di Maria Borio, Marco Corsi, Tommaso Di Dio,  Stefano Pini, Samir Galal Mohammed. Presenta Franco Buffoni. Presiede Luigi Di Meglio.

Ore 18,30

AfroWomenPoetry: voci dal Continente Nero Reading di voci africane in video presentate da Antonella Sinopoli. Risotto finale in onore dei poeti  Risotto finale in onore dei poeti

DOMENICA 27 OTTOBRE: Ore 12 Libreria Mondadori, via Cavour 4, Vercelli

Violenze sulle donne in guerra: la denuncia della poesia

Testimonianza in poesia di Mariastella Eisenberg autrice di Stupro di guerra con intervento di Luigi Bobba  Ore 21 Teatro Civico, via Monte di Pietà 15, VercelliPremio Brassens 2019. “Faccio la mia cosa”: incontro con Frankie hi-nrg mc  Partecipa Gian Luigi Carlone. Sarà consegnato il premio Brassens 2019 a Frankie hi-nrg mc, padre italiano del rap come poesia civile in musica

                                                                                         EVENTI A INGRESSO GRATUITO




THIERRY NEUVILLE, KEN BLOCK, GIULIANO CALZOLARI E SANDRO GIACOMELLI I VINCITORI 2019 DI UN GRANDE RALLYLEGEND

Repubblica di San Marino. E’ stata una edizione di Rallylegend memorabile. Che è poi l’aggettivo che, ogni anno, si associa alla festa dei rally che va in scena nella Repubblica di San Marino. Quest’anno la presenza di Thierry Neuville e del team Hyundai Motorsport, con il team director Andrea Adamo che ha presenziato alle serie di test in

Andreas Mikkelsen

programma, di Andreas Mikkelsen e di Craig Breen, anche loro provenienti dal WRC aveva già creato grande interesse. Si sono poi aggiunti il funambolo americano Ken Block, che ha composto con Gigi Galli, ultimo pilota italiano “ufficiale” nel Mondiale Rally, e con Mattias Ekstrom, campione mondiale rallycross nel 2016 e due volte in pista nel DTM, un terzetto che ha infiammato il pubblico – tanto, tantissimo, molto di più dei quasi settantamila del 2018. Poi Miki Biasion, il due volte iridato rally di casa nostra, presenza immancabile di Rallylegend, con la ciliegina finale di Andrea Dovizioso, che alla domenica si è voluto cimentare al volante. Il risultato è stato, ancora una volta, una quattro giorni intensa, di grande passione e di festa dei rally di ieri e di oggi. E se i tanti giovani presenti hanno affollato le hospitality e le prove speciali per festeggiare i beniamini di oggi, per gli appassionati con i capelli grigi Rallylegend Heritage ha rappresentato un tuffo in un passato glorioso, concretizzato in una ventina di meraviglie a quattro ruote, che ha fatto brillare gli occhi di emozioni a tanti. Anche “The Legend Show”, l’altra novità di questa edizione, una sfida a coppie, senza rilevamento tempi ma solo spettacolo, intorno a due rotonde, diverrà probabilmente un altro “must” dei prossimi Rallylegend. “Tanta gente anche al giovedì sera – spiegano soddisfatti Vito Piarulli e Paolo Valli, dal ponte di comando dell’evento – per una cosa nuova che ci siamo inventati. Cosi Rallylegend si allunga, per offrire a tanti spettatori, provenienti da tutta Europa e anche oltre, uno spettacolo unico e inimitabile”.

TEST E CHILOMETRI SU ASFALTO PER THIERRY NEUVILLE, DOMINATORE TRA LE WRC

Non cercava di certo la vittoria, anche se non ha faticato per ottenerla. Thierry Neuville, il navigatore Nicolas Gilsoul e la Hyundai i20 Coupè WRC erano a Rallylegend, oltreche per far felici decine di migliaia di fans, soprattutto per svolgere una sessione di test in gara, in vista del rush finale del Mondiale Rally, che vede attualmente la Casa coreana in testa alla classifica Costruttori. E alla fine il pilota belga ha dominato anche in gara, avendo ragione del suo compagno di squadra Andrea Mikkelsen, con Anders Jaeger, al via con una Hyundai i20 WRC del 2016 del team HMI, per fare chilometri su fondo asfaltato, in ottica del prossimo impegno al rally di Spagna. A Mikkelsen e Jaeger sono andati in premio i due prestigiosi orologi Eberhard&Co, molto apprezzati dall’equipaggio. Nessuno degli inseguitori è riuscito nel sogno, quasi impossibile, della gara della vita, nell’impresa da raccontare ai nipoti di stare davanti ai due battistrada “mondiali”. E il terzo classificato, primo degli “umani”, è alla fine il danese Brian Madsen, con Eriksen Torstein, navigatore di Mads Ostberg nel Mondiale Rally, a bordo di una Peugeot 206 WRC del 1999.

KEN BLOCK SUL FILO DI LANA VINCE TRA LE MYTH

Ken Block

Tre piloti in meno di dieci secondi nella classifica finale raccontano la lotta che ha caratterizzato la categoria Myth, dove un soddisfatto Ken Block, con Alex Gelsomino alle note e la Ford Escort Cosworth del 1994 hanno avuto ragione degli inseguitori, primo dei quali Simone Romagna, con Addondi, e la Lancia Delta 16 V nei colori Martini Racing del 1990. Carlo Boroli, con Vercelli, non sono lontani, al terzo posto, con la Subaru Impreza 555 del 1993 ex Colin Mc Rae. Tra i ritiri importanti quelli dell’uruguaiano Gustavo Trelles, con Del Buono, per problemi al motore già venerdì sera, e del siciliano Totò Riolo, con Floris, su Ford Sierra Cosworth.

 

RIENTRO VINCENTE DI GIULIANO CALZOLARI NELLE HISTORIC

Giuliano Calzolari

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Un detto che ben si attaglia al sammarinese Giuliano Calzolari, “Lupo” per i rallisti, che al rientro agonistico dopo più di un anno di stop forzato, ha vinto il suo secondo Rallylegend tra le Historic, al debutto con la per lui sconosciuta Porsche 911 SC del 1972 e con Ercolani alle note. Solo l’ultima speciale ha deciso il duello con il suo conterraneo Stefano Rosati, con Toccaceli, e la evergreen Talbot Lotus, per poco più di due secondi con Bruno Bentivogli, campione degli anni ’80, che con Segato alle note, ha pilotato da par suo una Ford Sierra Cosworth Gruppo N.

 

GIACOMELLI-ORIAN (FIAT 131 ABARTH) I PRIMI VINCITORI DI RALLYLEGEND HERITAGE

Sandro Giacomelli

E’ il trentino Sandro Giacomelli, con Francesco Orian al cronometro, a bordo della Fiat 131 Abarth del 1977 il primo vincitore di Rallylegend Heritage, la nuova proposta di successo di Rallylegend 2019. Uno scrigno contenente una ventina di vetture di grande storia, originali e nelle livree d’epoca passate alla leggenda, qui impegnate in una Regolarità Sport, con un percorso rally ridotto. Giacomelli, rallista D.O.C. con un notevole curriculum di vittorie, era alla prima esperienza con il cronometro “di precisione” ma ha preso subito il comando, per non lasciarlo più fino alla fine. Alle sue spalle, la terza e ultima tappa ha deciso la sfida tra il duo Enzo e Luca Battiato, a bordo di una splendida Lancia Fulvia HF 1.6 del 1972 ex Ballestrieri, giunti alla fine secondi, e la altrettanto spettacolare Lancia Stratos ex Darniche nei colori Chardonnet del 1975 di Stefano Avandero , con Nicola Salin, andati a chiudere il podio. Ritirati, ma acclamati dal pubblico presente, Jean Claude Andruet, mito nei rally e nelle gare in pista, affiancato da Florence Brettenui, con una Fiat 131 Abarth Fiat France del 1976, al tempo pilotata anche da Michele Mouton, Miki Biasion, che ha fatto passerella con la Opel Kadett GTE gruppo 1 del 1979, con la quale ha debuttato nei rally, Chicco Svizzero, al via con la Alfa Romeo Alfetta 1800 del 1975 della quale era pilota ufficiale, e Tito Cane, tornato al volante dopo molti anni della stessa Fiat 131 Abarth nei colori 9Nove del 1977, con cui si aggiudicò il TRN del 1979.

Neuville

NELLA ANTIGUA LEGEND CUP VINCE THIERRY NEUVILLE

La Antigua Legend Cup è ormai una tradizione a Rallylegend. Un trofeo con premi da sogno che, utilizzando le regole e i coefficienti delle regate veliche, consente, nella sua particolare classifica, di far competere a pari livello le vetture più lente con quelle più veloci. Quest’anno la vittoria è andata a Thierry Neuville, che si aggiudica una vacanza da sogno di dieci giorni ai Caraibi per due persone.

PAOLO DIANA SI AGGIUDICA IL PREMIO “PIRELLI JUMP IN THE LEGEND”

Sempre spettacolare, Paolo Diana con Mattia Dini alle note e la sua Fiat 131 Racing “vitaminizzata” del 1982 si è aggiudicato i premi “Pirelli Jump in the Legend”, per i salti giudicati più spettacolari da una giuria posizionata in due particolari punti del percorso.




‘PREMIO ANDREA PARODI’ 2019: TRIONFO DELLA FANFARA STATION, CHE VINCE IL PREMIO ASSOLUTO E IL PREMIO DELLA CRITICA

È la Fanfara Station (formata da musicisti provenienti da Tunisia, Italia e USA) con il brano “Rahil”, in lingua tunisina, a vincere il 12° Premio Andrea Parodi, l’unico contest in Italia riservato alla world music. Al gruppo va anche il premio della critica e quello per il migliore arrangiamento.

In una Cagliari ancora estiva, l’evento, in programma dal 10 al 12 ottobre, è stato ospitato per la prima volta dall’Auditorium del Conservatorio “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari, gremito in tutte tre sere.

Resta il Sardegna il premio per il miglior testo con Federico Marras Perantoni e la sua “Canzona di mari n.2 – Fóggu e fiàra”, in lingua sarda. La miglior musica va invece a Elliott Morris (Regno Unito) con “The End of The World Blues”, in lingua inglese; quello per l’interpretazione a Suonno D’Ajere (Campania) con “Suspiro”, in lingua napoletana, come anche la Menzione della Giuria Internazionale. Il premio per la miglior interpretazione di un brano di Andrea Parodi se lo sono aggiudicati i Setak (Abruzzo) .

Arsene Duevi (Togo) con “Agamà”, in lingua ewè, vanno sia il Premio degli artisti in gara che la Menzione dei Ragazzi, mentre la Fondazione Andrea Parodi ha deciso di assegnare una menzione speciale ai Krzikopa (Polonia) con “Hasiorki”, in lingua silesiana.

Il concorso, che quest’anno ha registrato una folta presenza di artisti stranieri, ha visto confrontarsi anche A.T.A. – Acoustic Tarab Alchemy (provenienti da Tunisia e Lazio) con il brano “Fattouma”, in lingua araba; Saly Diarra (Senegal) con “Musow” in lingua bambara; Maribop (Spagna) con “Un munnu dintra un munnu” in lingua siciliana e basca;

Il Premio Albo d’oro è andato a Daniela Zedda, fotografa e fotogiornalista di rilievo internazionale. Tutti i premi sono realizzati da Maria Conte, artista orafa sarda apprezzata in tutto il mondo.

Nella manifestazione sono saliti sul palco anche ospiti di grande rilievo come Moni Ovadia e AdoRiza (venerdì), Simone Cristicchi, Tosca e La Maschera, gruppo vincitore del concorso dello scorso anno (sabato). Sabato c’è stato anche un estratto dello spettacolo “Lingua Madre, il canzoniere di Pasolini”, con Duo Bottasso, Elsa Martin, Davide Ambrogio. Si tratta di una produzione originale del Premio Città di Loano, del festival Mare e Miniere e del Premio Andrea Parodi, da un’idea di Enrico de Angelis.

Inoltre, in tutte tre le serate, si sono esibite alcune formazioni artistiche del Conservatorio di Cagliari. Il tutto con la direzione artistica di Elena Ledda e la conduzione di Gianmaurizio Foderaro e Ottavio Nieddu.

La serata finale è stata trasmessa in diretta sulla pagina facebook di Rai Radio Tutta Italiana.

Il festival è nato per omaggiare e valorizzare l’arte di un cantante e musicista di spiccato talento come Andrea Parodi, passato dal pop d’autore con i Tazenda a un percorso solistico di grande valore e di rielaborazione delle radici, grazie al quale è diventato un riferimento internazionale della world music.

Alle serate di venerdì e sabato, hanno partecipato uditori del festival Crêuza de mä – Musica per cinema, organizzato dall’Associazione Backstage, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia e Sardegna Film Commission.

I vincitori sono stati decretati da tre diverse giurie. La giuria tecnica, che ha assegnato il premio assoluto e le menzioni, era formata da Gianfranco Cabiddu (regista e musicista), Gigi Camedda (musicista), Lia Careddu (attrice), Gaetano d’Aponte (Partner/Premio Bianca D’Aponte), Gesuino Deiana (musicista e operatore Culturale), Andrea Del Favero (Partner/Folkest), Tiziana Tosca Donati (musicista e attrice), Giovanni Gianluca Floris (Presidente del Conservatorio di Cagliari, musicista), Pippo Rinaldi Kaballà (musicista), Elena Ledda (direttrice artistica, musicista), Silvano Lobina (musicista), Annamaria Loddo (operatore culturale), Gino Marielli (musicista), Nicola Meloni (operatore culturale), Michele Palmas (Produttore S’ard Music), Diego Pani (Memorial University of Newfoundland, Canada, e musicista), Simone Pittau (musicista), Andrea Ruggeri (musicista), Simonetta Soro (musicista e attrice), Stefano Starace (Partner / Mo’l’estate spirit festival), Jacopo Tomatis (Partner / Premio Città di Loano), Gisella Vacca (musicista e attrice), Dario Zigiotto (Partner, Negro Festival).

La giuria del Premio della critica comprendeva Claudio Agostoni (Popolare Network), Simone Cavagnino (Unica Radio), Flavia Corda (Rai3 Sardegna), Tore Cubeddu (Eja TV), Enrico De Angelis (giornalista, operatore culturale), Ciro De Rosa (Songlines), Max De Tomassi (Rai Radio 1 Stereonotte), Daniela Deidda (Sardegna Eventi 24), Daniela Esposito (Ufficio Stampa musicale), Salvatore Esposito (Blogfoolk), Enzo Gentile (Il Mattino), Elisabetta Malantrucco (Rai Radio Techetè), Marco Mangiarotti (QN / Il Giorno ), Maria Grazia Maxia (Federazione degli Autori), Luca Mirarchi (Unione Sarda), Claudia Mura (Tiscali.it), Duccio Pasqua (Rai Radio 1, Un giorno da gambero / Centocittà), Andrea Musio (La Nuova Sardegna), Fausto Pellegrini (Rai News 24), Timisoara Pinto (Rai Radio 1, In Viva Voce), Walter Porcedda (Musica Jazz), Andrea Marco Ricci (NUOVOIMAIE), Claudio Scaccianoce (Linkiesta.it ), Paolo Talanca (Il fatto quotidiano), Mario Tasca (Sardegna 1), John Vignola (Radio 1 Music Club).

La giuria internazionale era composta da Sergio Albertoni (RSI, Svizzera), Thorsten Bednarz (Deutschlandfunk Kultur Radio, Germania), Edyta Magdalena Łubińska (Università’ di Varsavia, Istituto di Etnologia e Antropologia Culturale), Piotr Pucylo (Globaltica Festival, Polonia), Bastiaan Springer (Koncertzender, Radio Netherlands, Olanda).

Partner della manifestazione sono Bflat, Il Vecchio Mulino di Sassari, European Jazz Expo, Premio Bianca d’Aponte, Negro Festival, Folkest, Premio Loano per la Musica Tradizionale Italiana, Mare e Miniere, Mo’l’estate Spirit Festival, Fondazione Barùmini, Labimus (Laboratorio Interdisciplinare sulla musica dell’Università degli studi di Cagliari, Dipartimento di lettere, lingue e beni culturali), Conservatorio “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari, Consorzio Cagliari Centro Storico, Boxofficesardegna, Peugeot Mario Seruis Automobili,

Media partner sono Rai Radio Tutta Italiana, Radio Sardegna, Tiscali.it, Radio Popolare, Unica Radio, Sardegna Uno, Televisione Ejatv, Sardegnaeventi24.it, Il giornale della musica. Blogfoolk, Folk Bulletin, Mundofonías (Spagna), Petr Dorůžka (Rep. Ceca), Concertzender Nederland (Olanda).

Il Premio Andrea Parodi è realizzato dall’omonima Fondazione grazie a: Regione autonoma della Sardegna (Fondatore), Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e Assessorato del turismo, artigianato e commercio; Fondazione di Sardegna; Comune di Cagliari (patrocinio e contributo); NUOVOIMAIE; SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori; Federazione degli Autori.




A BergamoScienza (5-20 ottobre 2019) l’elettricità si conosce giocando

Anche quest’anno numerosissime le attività laboratoriali, le conferenze per le scuole, le visite guidate e le mostre interattive che animeranno per due settimane la XVII edizione di BergamoScienza, inauguratasi sabato 5 ottobre con la Scuola in Piazza, un assaggio dei giochi scientifici e degli esperimenti che si potranno esplorare fino a domenica 20 ottobre

Tra i tanti l’IISS A. Fantoni di Clusone, in collaborazione con Synergia srl, ospita fino a sabato 19 il laboratorio Non posso stare SCIENZA elettricità!: siamo tutti grandi consumatori di energia elettrica, ma cosa succede dietro la presa di corrente? Cariche di segno opposto scorrono e producono scosse, calore, luce e movimento. La storia dell’elettricità ha origini molto lontane, ma è negli ultimi duecento anni che è entrata a far parte della nostra quotidianità, al punto che non ne possiamo più fare a meno. Si cercherà di scoprire i fenomeni elettrostatici e si proverà a costruire circuiti e collegamenti con fili e lampadine, pile e piastre, proprio come si farebbe a casa, ma… con un quiz finale da superare.

Sul sito www.bergamoscienza.it è possibile prenotarsi, fino ad esaurimento posti, ad una delle giornate e delle diverse fasce orarie in programma.




Novara:Targa ricordo per Sandro Bertona

Nessuno potrà mai colmare il vuoto che ha lasciato Sandro, ma ricordiamoci che ci ha lasciato anche una grande eredità, valori e principi importanti che applicava sia alla sua vita sia al volontariato nella Protezione civile”. Con queste parole, il Sindaco di Novara, Alessandro Canelli ha ricordato, nella Settimana nazionale della Protezione civile, la figura di Sandro Bertona, fondatore degli Scorpion, cittadino attivo in prima linea nella vita della città, persona sempre pronta e disponibile ad aiutare chi fosse in difficoltà. 

Il Sindaco ha consegnato alla moglie Pinuccia e alla figlia Marcella una targa dedicata alla figura di Sandro. Su di essa una frase incisa: “La forza del branco è nel lupo, la forza del lupo è nel branco”, parole ripetutamente recitate da Sandro, a conferma della reciprocità e della solidarietà che hanno caratterizzato la sua vita e i suoi 40 anni di impegno nel volontariato.  

Gli Scorpion hanno accompagnato la famiglia, ricordando che “quello che stiamo facendo è perseguire quello che Sandro voleva per la nostra città”.

 




NEUVILLE (WRC), GIACOMELLI (HERITAGE), SUPERTI (HISTORIC), ROMAGNA (MYTH) LEADERS AL TERMINE DI GIORNO 1 A RALLYLEGEND

Arena

Repubblica di San Marino. Tornano ad accendersi i motori a Rallylegend 2019, dopo il grande successo e lo spettacolo indimenticabile di “The Legend Show” di giovedì sera. Ed è una grande folla in festa anche quella che ha assistito allo shakedown, prima occasione per vedere l’intero, splendido parco macchine dell’evento sammarinese in azione.

Ieri sera, venerdi 12 ottobre, alle ore 19.00, a partire dalla tarda serata quindi, si è iniziato a fare sul serio, con la partenza della prima tappa del rally, il momento più atteso, per la suggestiva frazione in notturna.

Riordino centro storico san marino

La ripetizione delle prove “Le Tane” e “San Marino” è stato inframezzato dallo scenografico riordino nel centro storico di San Marino.

A chiudere in testa la prima giornata tra  le “new entry” Heritage, le splendide macchine originali

Sandro Giacomelli

e in livrea d’epoca, con al volante alcuni campioni “vintage”, ma solo per l’anagrafe, è il trentino Sandro Giacomelli, con Orian alle note, a bordo di una Fiat 131 Abarth del 1977, che ha preceduto Stefano Avandero, con Salin, con una bellissima Lancia Stratos del 1975 ex Darniche e la coppia Battiato-Battiato, su Lancia Fulvia Hf del 1972, già resa vincente da Amilcare Ballestrieri.

Marco Superti

Nella categoria Historic, solo otto decimi di secondo separano il leader provvisorio Marco Superti, con Brunetti (Porsche Carrera RS 1972) dall’altra Porsche 911 SC del 1978 del sammarinese Giuliano Calzolari, subito in palla, al rientro alle gare dopo l’incidente dello scorso anno in Finlandi, qui con Ercolani alle note, mentre a chiudere il podio va l’altro veloce pilota di casa Stefano Rosati, con Toccaceli, su Talbot Lotus.

Come da facile pronostico, Thierry Neuville, con Gilsoul, comanda agevolmente tra le WRC con la Huyndai i20 Coupè WRC, davanti al suo team mate Andreas Mikkelsen, con Jaeger, al volante di una i20 Coupè ma del 2016 del team HMI. Terzo in classifica e primo degli “umani” nella categoria, “Il Valli”, con Cirillo, che completa un terzetto di “vuerrecì” coreane sul podio.

Tra le “Myth” Simone Romagna, con Addondi, e la Lancia Delta 16 V nei colori Martini Racing,

Simone Romagna

guidano la categoria, davanti alla Subaru Impreza 555 di Boroli-Vercelli e alla Ford Escort Cosworth del fuoriclasse statunitense Ken Block, con Gelsomino alle note.

GLI EVENTI NELLA RALLYLEGEND ARENA MOMENTI DI GRANDI INCONTRI

Preceduti dalla affollata sessione autografi con Miki Biasion presso lo stand Eberhard&Co, hanno avuto inizio ieri, venerdì 11, gli attesi incontri con i grandi campioni.

Tanta gente alla Rallylegend Arena, situata all’interno del Village, per la presentazione del libro di Sergio Remondino e Giorgio Leonetti “Innamorati dei rally – dal team Brunik alla Tre Gazzelle – storie speciali”, cui hanno presenziato, oltre agli autori, Miki Biasion, ospite d’onore, Pierfelice Filippi, pilota titolato dei team descritti nel libro, Guido Venerus, Direttore Sportivo del tempo. Un libro che è la storia, attraverso tanti racconti, di un sodalizio divenuto negli anni ’70 e ’80 uno dei più importanti dello scenario italiano ed europeo. Si sono susseguiti racconti avvincenti, momenti di ilarità ,con le battute tra i personaggi sul palco, partecipazione attenta del pubblico, prima del festoso “assalto” finale per gli autografi.

Parco Vetture

Quello che è successo, subito dopo, ancora nella Rallylegend Arena, per l’incontro e il saluto  “Legend Company”, con alcuni, grandi protagonisti di Rallylegend 2019 quali Thierry Neuville, Andreas Mikkelsen, Ken Block, Gigi Galli, Craig Breen, Miki Biasion, Jean Claude Andruet, Mattias Ekstrom, Gustavo Trelles, alla fine a disposizione del pubblico per autografi, foto e interviste.

dagli inviati : Dario e Guendy Furlan




Egan Bernal vince il 103^ GranPiemonte

Santuario di Oropa (Biella), 10 ottobre 2019 – ll corridore colombiano Egan Bernal (Team INEOS) ha vinto la 103esima edizione del GranPiemonte NamedSport, da Agliè al Santuario di Oropa (Biella), di 183 km. Sul traguardo ha preceduto Ivan Ramiro Sosa (Team INEOS) e Nans Peters (AG2R La Mondiale).

RISULTATO FINALE
1 – Egan Bernal (Team INEOS) – 183 km in 4h24’16” media 41,548 km/h
2 – Ivan Ramiro Sosa (Team INEOS) a 6″
3 – Nans Peters (AG2R La Mondiale) a 8″.

Il vincitore Egan Bernal, dopo la linea del traguardo, ha dichiarato: “Sono molto contento. Mi sono svegliato questa mattina con il desiderio di fare una buona gara ma vincere è sempre difficile. È bello conquistare il primo trionfo in Italia. Sulla salita finale Ivan Sosa ha dimostrato di essere veramente forte e insieme abbiamo fatto un ottimo lavoro”.




Joie de vivre della coreografa Simona Bertozzi in scena alTeatro Cavallerizza di Reggio Emilia

L’artista bolognese presenterà la sua recente creazione nell’ambito della prestigiosa NID – New Italian Dance Platform.

Appuntamento con Joie de vivre della coreografa Simona Bertozzi domenica 13 ottobre alle ore 11.50 al Teatro Cavallerizza di Reggio Emilia, ospite della NID – New Italian Dance Platform.

Riflette la coreografa in merito allo spettacolo prodotto da ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Comunale di Modena e Nexus: «È un pensiero in forma coreografica che si rivolge all’universo vegetale, il più antico e diffuso del pianeta, al fine di ricercare quelle attitudini emergenti che si mettono in atto nell’incessante tentativo di giungere a uno stato di felicità. Joie de vivre interroga lo stare tra le cose e delinea le forme dell’abitare come modo delle relazioni: è una propulsione organica che attraversa e configura atteggiamenti anatomici e risposte ambientali nell’esperienza di sé, degli altri, del territorio, del proprio habitat».

Lo spettacolo vede in scena i danzatori Wolf Govaerts, Manolo Perazzi, Sara Sguotti e Oihana Vesga insieme ai cantanti Giovanni Bortoluzzi e Ilaria Orefice. Dramaturg di Joie de vivre è Enrico Pitozzi, set e luci sono di Simone Fini, musica e regia del suono di Francesco Giomi e costumi di Katia Kuo.

Simona Bertozzi, coreografa e danzatrice, si forma tra Italia, Francia, Spagna, Belgio, Inghilterra e completa gli studi universitari al Dams di Bologna. Dal 2005 conduce un percorso autoriale di ricerca e creazione coreografica. Tra i progetti più recenti emergono il progetto Prometeo, composto da sei episodi coreografici autonomi tra cui And it burns, burns, burns, finalista Premi UBU 2017 come Miglior Spettacolo di Danza dell’anno e Joie de vivre, coprodotto da ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fondazione Teatro Comunale di Modena e Nexus. Parallelamente all’attività di creazione, si occupa anche di percorsi di alta formazione e collabora con ricercatori e studiosi di arti performative. Nel 2019 vince il Premio Hystrio Corpo a Corpo.

Il Teatro Cavallerizza si trova in Viale Antonio Allegri 8/a a Reggio Emilia.

Info sulla NID: https://www.nidplatform.it/.

Info sulla Compagnia: http://simonabertozzi.it/.




Pistoia – Dialoghi sull’uomo e BookCity Milano: un’alleanza per la cultura

Pistoia-Dialoghi sull’uomo, il primo festival dedicato all’antropologia del contemporaneo, partecipa quest’anno a BookCity Milano con il progetto Una, dieci, cento Afriche. Un continente al plurale, a cura dell’ideatrice e direttrice del festival Giulia Cogoli, con la consulenza scientifica di Marco Aime e Adriano Favole e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. 

Una serie di conferenze di taglio antropologico culturale per ampliare la conoscenza di questo vasto continente – a cui BookCity dedica quest’anno un approfondimento – purtroppo ancora fortemente viziata da pregiudizi, luoghi comuni, se non ignoranza. Troppo spesso si sente parlare di Africa come se si trattasse di una entità unica e uniforme, caratterizzata dal fatto di essere “nera”. Il colore della pelle sembra oscurare le numerosissime differenze e sfumature, legate a specificità culturali, religiose, geografiche e politiche, che caratterizzano la grande Africa. In un’epoca in cui la globalizzazione e i flussi migratori hanno abbattuto i confini geografici, non è più possibile continuare a ignorare le molteplici realtà di un “continente al plurale”.

«Abbiamo voluto contribuire a BookCity con questo ciclo di incontri» dichiara Giulia Cogoli «perché crediamo fermamente nei valori della condivisione e di presidio culturale e civile che caratterizzano BookCity e i Dialoghi sull’uomo. È quindi fondamentale che i festival italiani creino, da nord a sud, una rete di scambio reale e concreta, perché la cultura è l’unico bene che, se condiviso, cresce, e può divulgare concetti come integrazione, dialogo e inclusione».

 

Il programma 

16-17 novembre, ISPI, Palazzo Clerici, Via Clerici 5

L’antropologo Marco Aime, che ha vissuto e studiato la zona di Timbuctù e del Sahara, racconta quella affascinante regione e la sua storia, dalle antiche piste carovaniere alle nuove rotte del contrabbando, della migrazione e dello jihadismo, spiegando come mai oggi sembra diventata un laboratorio per il futuro del pianeta. 

Il sociologo delle religioni e delle migrazioni Stefano Allievi propone una riflessione sulla motivazione che è alla base delle migrazioni: che cosa spinge una parte degli africani ad andarsene? Che cosa li attrae? E che cosa spinge noi, a nostra volta, ad andarcene? È davvero inevitabile l’attuale meccanismo che regola i movimenti di popolazione? 

Contrariamente a quanto dicono una parte dei media, alcuni discorsi politici e il senso comune, l’immigrazione verso l’Italia è sostanzialmente stabile da cinque anni a questa parte, spiega il sociologo delle migrazioni Maurizio Ambrosini. Da anni si discute di un’immigrazione immaginaria, figlia di paure e ansie che si riproducono indipendentemente dalla conoscenza obiettiva del fenomeno.

Gli antropologi Jean-Loup Amselle e Adriano Favole dialogano sulle culture africane, frutto di connessioni, disconnessioni, processi inventivi e creativi, che le trasformano incessantemente. Siamo sempre alla ricerca dell’Africa, o delle Afriche, perché a nuovi sguardi corrispondono nuove società, che il tempo e la creatività umana non finiscono mai di modellare.

L’antropologo Stefano Allovio offre un nuovo punto di vista sull’Africa: invece di insistere sulla povertà e sulla fuga dal Continente nero, ne sottolinea la ricchezza socio-culturale, la raffinatezza e la complessità storica. Il rispetto nei confronti degli africani emerge anche dal pensare il loro continente come luogo denso di storia e cultura.

Due fra i maggiori esperti dell’Africa contemporanea, Mario Giro e Jean-Léonard Touadi, dibattono con il direttore della rivista Africa Marco Trovato su come l’Africa stia reagendo alla globalizzazione senza aspettare nessuno. Pionieri di una nuova fase, i giovani africani cercano il loro posto spinti da un inatteso protagonismo. 

Elena Dak, conservatrice di beni culturali, guida sahariana e scrittrice, propone, alla luce delle esperienze vissute in Niger con i Touareg, in Tchad con i Wodaabe e in Etiopia con i Tigrini, una riflessione su come oggi il nomadismo esista e resista e su come i cambiamenti politici e climatici stiano modificando i tempi e i modi delle migrazioni pastorali. 

Chiude il ciclo di conferenze il Premio Nobel per la Letteratura 1986 Wole Soyinka. Assieme a Marco Aime, affronta il tema del rapporto tra potere e libertà: Soyinka – che nel corso della guerra civile nigeriana è stato incarcerato, perseguitato e condannato a morte e che ha vissuto in esilio negli Stati Uniti fino al 1998 – è la guida ideale per una riflessione, oggi quanto mai necessaria e attuale, su come opporsi ai comportamenti fondamentalisti e dogmatici per contrastare “l’agenda della dominazione”. Introduce l’incontro Luca Iozzelli, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, che promuove i Dialoghi.

 

La mostra: Paolo Pellegrin – Confini di umanità

8 novembre – 1 dicembre, Triennale Milano, Viale Alemagna, 6

Triennale Milano presenta dall’8 novembre al 1 dicembre la mostra fotografica Paolo Pellegrin – Confini di umanità, organizzata con BookCity Milano, Pistoia – Dialoghi sull’uomo e Fondazione Caript.
L’esposizione, curata da Annalisa D’Angelo, e realizzata per la X edizione del festival Pistoia – Dialoghi sull’uomo, arriva in Triennale in occasione di BookCity Milano. 60 fotografie, in parte inedite, realizzate in Algeria, Egitto, Kurdistan, Palestina, Iraq e USA da uno dei fotografi più apprezzati nel panorama mondiale, grazie al suo impegno e all’innovativa estetica documentaria, ed un video dello stesso Paolo Pellegrin, realizzato in America per indagare le linee razziali che ancora dividono il Paese. Le immagini coprono un arco temporale di quasi trent’anni, sviluppando, per sottrazione e opposizione, l’impervio percorso della convivenza, ostacolata da muri, guerre, mari e deserti, ovvero tutte le frontiere, naturali e artificiali, visibili e invisibili, che dividono, imprigionano e isolano gli esseri umani. La mostra ci conduce dunque lungo i confini dell’umanità, per mostrare lo sforzo continuo, ma necessario, alla base della convivenza. Catalogo edito da Contrasto.

 

«Sono felice che Pistoia e Milano siano gemellate nel segno della cultura» afferma Luca Iozzelli, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. «Portare in Triennale la mostra di Pellegrin, dopo il grande successo pistoiese, farà conoscere ad un pubblico ancora più ampio il lavoro di uno dei più importanti fotografi contemporanei sul difficile percorso della convivenza, ostacolato da muri, mari, deserti, confini geografici spesso costruiti dall’uomo».

 

Pistoia – Dialoghi sull’uomo, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia, ideato e diretto da Giulia Cogoli, è un festival di approfondimento culturale nato nel 2010 e dedicato all’antropologia del contemporaneo, che vuole offrire nuovi sguardi sulle società umane, proponendo letture inedite del mondo che ci circonda. I Dialoghi offrono un modo nuovo di fare approfondimento, sia per il taglio antropologico, che per primi hanno adottato, sia per la produzione di contenuti culturali, fra cui: una collana di volumi editi da UTET con 14 titoli pubblicati sino ad oggi; un vasto archivio di  registrazioni audio e video con circa 1.3 milioni di visualizzazioni; un progetto scolastico che ha visto la partecipazione di oltre 25.000 giovani; il Premio Internazionale Dialoghi sull’uomo, conferito nel 2017 a David Grossman, nel 2018 a Wole Soyinka e nel 2019 a Vandana Shiva; l’ideazione di importanti mostre fotografiche per completare il percorso del festival.

La X edizione di Pistoia – Dialoghi sull’uomo, che ha ricevuto anche la Medaglia del Presidente della Repubblica, si è chiusa con una grande affluenza di pubblico: in dieci anni sono state circa 200.000 le presenze ai Dialoghi.




RESIDENZA ARTISTICA SIENARICORDA Il 12 ottobre inaugurazione della mostra di Fatlum Doçi alle Stanze della Memoria

‘Un giovane artista albanese, una riflessione sulla memoria, un confronto interculturale che indaga la costruzione dell’ identità delle comunità locali: c’è tutto questo nel progetto “SienaRicorda” che sarà presentato al pubblico sabato 12 ottobre, alle Stanze della Memoria di Siena, nell’ambito del cartellone PATRIMONInmovimento2019 promosso e finanziato da Fondazione MPS e realizzato da Fondazione Musei Senesi. Il protagonista di questo progetto è Fatlum Doçi, classe 1991, nato a Tirana e attivo in Albania, selezionato dall’organizzazione Consulting and Development Partners in accordo con il celebre artista Adrian Paci, nativo di Scutari ma attivo a Milano (dove vive), fondatore e animatore dell’Art House – Casa dell’Arte Contemporanea di Scutari, dove lo stesso Doçi si è formato.

La residenza artistica riflette sul concetto di memoria (da qui il titolo, “SienaRicorda”): una memoria spesso controversa che si articola sull’identità collettiva e, al tempo stesso, si compone dei frammenti di storie individuali. Al centro di questo percorso ci sono, non a caso, Le Stanze della Memoria, dedicate al Novecento senese (e non solo) attraverso le linee tematiche del Fascismo, della Resistenza e della Liberazione: un museo tanto più evocativo in quanto allestito nella “Casermetta”, dove si interrogavano e torturavano gli antifascisti arrestati dalla Repubblica Sociale. Proprio per le Stanze della Memoria Doçi ha realizzato un’installazione che rappresenta l’esito conclusivo di una riflessione che, tuttavia, resta irrisolta, in divenire.