XXIV edizione di TOVAGLIA A QUADRI, evento teatrale che si svolge, dal 1996, ad Anghiari, in provincia di Arezzo, dal 10 al 19 agosto.

Inizia sabato 10 agosto la ventiquattresima edizione di Tovaglia a Quadri, evento fortemente identitario dove si mescolano teatro, buon cibo e vita quotidiana, una formula antica almeno quanto le mura della splendida Anghiari.

Tovaglia a Quadri, evento teatrale che si svolge dal 1996 fra le mura medievali di Anghiari, in provincia di Arezzo, definito dai suoi autori “cena toscana con una storia da raccontare in quattro portate” arriva quest’anno alla sua ventiquattresima edizione. Frutto della coproduzione fra la compagnia del Teatro di Anghiari come responsabile della parte artistica, e l’Associazione Pro Anghiari, responsabile della parte organizzativa, la manifestazione, che raccoglie ogni anno oltre 1000 spettatori provenienti da tutto il territorio nazionale, si svolge con il patrocinio del Comune di Anghiari (Ar) e della Rete Teatrale Aretina, con il sostegno della Regione Toscana e di numerosi sponsor locali.

Lo spettacolo, Viadotta, che avrà luogo da sabato 10 a lunedì 19 agosto, alle ore 20,15, scritto come sempre dal direttore artistico del Teatro di Anghiari Andrea Merendelli e da Paolo Pennacchini, porta in scena come di consueto una storia centrata su problematiche del nuovo millennio che si fondono con le vecchie tradizioni del paese. Le storie narrate negli spettacoli sono infatti frutto di un continuativo lavoro di ricerca d’archivio, unito alle testimonianze degli abitanti del posto, legate alla memoria di Anghiari, ai racconti dei nonni. Vicende di vecchia data che gli autori restituiscono alla collettività con un sapiente lavoro di ricerca, antiche passioni sopite, vicende più o meno note ma anche personaggi dimenticati tornano a vivere grazie alle interpretazioni degli attori locali che si fanno cantori delle loro stesse radici. I personaggi tipici del paese abitano gli amarcord che si intrecciano con il presente e con le vite, solo apparentemente quiete, dei protagonisti. Il tutto condito dagli stornelli toscani che risuonano dalla fisarmonica e dalle voci degli stessi attori in mezzo ai vicoli di Anghiari mentre, tra una scena e l’altra, il pubblico si gode la prelibatezza dei piatti e del vino rosso.

È questa tematica della memoria civile della collettività una delle caratteristiche salienti della manifestazione, che dal 1996 ci ha parlato e portato dentro piccole grandi storie che vanno dalle miniere etrusche a Leonardo, dal brigantaggio alle deportazioni nazifasciste, dall’emigrazione in Argentina alla svendita dell’acqua pubblica, dagli artigiani alla crisi della sanità fino ad arrivare alla crisi occupazionale della Buitoni, partendo dal locale fino ad arrivare al nazionale. Storie antiche o temi di potente attualità, come afferma Gianfranco CapittaGradualmente, con lo scorrere degli anni e delle portate, si è passati dal racconto dei fasti di una celebre cortigiana locale approdata in Vaticano (l’Anghiarina, appunto), al problema degli immigrati che qui sono molti e rendono possibili le grandi coltivazioni di tabacco pregiato”. La carica civile non viene mai meno in questi temi brucianti, che a tavola sono divenuti patrimonio comune, raccontati con l’umorismo toscano che rende “accettabili” le realtà raccontate, tutte pienamente documentate, in un vero e proprio teatro della memoria collettiva in cui la piazza del paese diviene una “zona franca” dove la memoria può essere (o non essere) condivisa da tutti. Le prime tredici sceneggiature sono state raccolte, nel volume Tovaglia a Quadri, tutte le storie, pubblicato nel 2009 con prefazione del critico teatrale Gianfranco Capitta.

In quest’ottica, dopo il successo di “Ci amazzon” del 2018, amara riflessione sulle regole del mercato globale e sulle disastrose ricadute nelle economie locali, quest’anno si racconteranno storie di uomini e animali, lungo le antiche vie che fin dagli etruschi erano percorse dalle popolazioni rurali per “transumare” verso il mare.

Palcoscenico deputato è la piazzetta del Poggiolino, luogo denso di significati per i suoi abitanti, una piazzetta lunga e stretta che si trova nel cuore del borgo. Paese della alta Val Tiberina, adagiato tra Toscana, Umbria e Marche, Anghiari è noto ai più per l’ affresco perduto di Leonardo da Vinci, giunto a noi tramite i disegni di Rubens (conservati al Louvre) che raffigurava l’omonima battaglia, che avvenne il 29 giugno 1440 nella piana antistante la parte più antica della città, il Poggiolino, appunto.

Novità nel menù della cena e novità nel cast degli attori. Oltre ai consueti piatti tipici del luogo (crostini, bringoli, bocconcini di Chianina, cantucci, vino rosso e vin santo del contadino), quest’anno ci sono novità nel menù e nel cast degli attori. Il pubblico, seduto davanti alle tavole apparecchiate con le famose tovaglie a quadri della storica manifattura anghiarese, assisterà allo spettacolo messo in scena dagli attori-abitanti, affacciati a porte e finestre che danno sulla Piazzetta. Sono gli stessi cittadini, non dunque attori professionisti, a recitare tra i commensali della lunga tavolata. A scandire la performance, gli intermezzi musicali che rappresentano una sospensione del racconto e accompagnano le portate servite agli spettatori dagli stessi attori, deputati al ruolo di camerieri, sia nella finzione che nella realtà. Le materie prime che compongono il menù sono tutti a “chilometro 0”, per una spesa sostenibile ed ecocompatibile.

Il teatro, il buon cibo e la vita quotidiana, una formula antica almeno quanto le mura di questo splendido borgo toscano. È questo il significato profondo della Tovaglia a Quadri: il rovesciamento degli stereotipi vernacolari da intrattenimento, e da ultimo un rito collettivo, dove si mangia, si canta, si ride e si digerisce, a volte male, una realtà locale con specchi e riferimenti a rapporti e relazioni universali. Il tutto senza mai rinunciare a sceneggiature che attingono ad un grande patrimonio di battute e di originale comicità toscana, che gli spettatori affezionati sanno ormai a memoria e che vantano numerosi tentativi d’imitazione.

Drammaturgie che hanno il grande merito di rievocare memorie vicine e lontane, piccole storie di paese che guardano sempre “all’universale”: Un TIR carico di pecore non può transitare sull’ardito ponte di cemento: via nuova, fragile e ignorante. Uomini e animali guardano sotto, cercando i segni di zoccoli e scarponi. Transiti etruschi, romani e medievali: vie robuste e colte. Dai monti dell’Appenino toscano, strade di andata e ritorno verso la Maremma. Strade dissestate, buche un tempo nella polvere, fori oggi di catrame. A Caponero, vecchio stradino di Anghiari, bastava un semplice badile per ripristinare il traffico. Se si perde la via, si rischia di sbagliare strada e si fanno danni, come quelli imputati a una  bestia ibrida che si aggira ansimante sotto le nostre Mura…colpa del clima impazzito?”

L’evento è realizzato con il contributo della Regione Toscana e del Comune di Anghiari.

Sostengono l’iniziativa: Biokyma, Busatti, Estra Energie, Coingas, Vimer, Amedei, Gruppo alimentare Valtiberino, Ecosanit, Verretta, OpenCom, Strada dei Sapori,

La cena è a cura di Donna Eleonora, l’origine dei prodotti agricoli del menù è garantita da Strada dei Sapori e Slow Food Valtiberina

INFO E COSTI:

Ingresso 45,00 euro

Prevendita e info: da mercoledì 1 Agosto presso l’ufficio turistico Pro Anghiari in orario 10 -12 e 17 – 18.30.

Corso Matteotti 103 – Tel. 0575.749279

Email: proloco@anghiari.it

“Una sera di piazza e di teatro (teatro in piazza, ma in una piazza che già di suo è un teatro), cena all’aperto servita e “recitata” da una compagnia tutta indigena che si chiama “Tovaglia a quadri” e lavora da vent’anni coinvolgendo mezzo paese. La signora che si affaccia alla finestra e dice la sua sarà un’attrice o una vera abitante del borgo? Non ha importanza, è entrambe le cose, un popolo di commedianti rinnova per un centinaio di felici e fortunati commensali la propria tradizione millenaria, c’è un tocco di Fescennini, molta commedia dell’arte ma il testo (scritto da Andrea Merendelli, anche regista, e Paolo Pennacchini) è modernissimo, veloce e spiritoso, parla proprio di Anghiari e della sua gente. Facce fantastiche degli attori, magnifiche case povere che il tempo ha reso nobilissime, cibo eccellente e robusto, vino buono, ci sono momenti in cui l’Italia sembra un miracolo, e gli italiani un popolo invincibile. Si sa che poi non è così, almeno non del tutto. Ma ci si domanda, in sere come quella, come è possibile che tanta bellezza e tanta intelligenza, stratificate nei secoli, non ci abbiano reso immuni da qualunque debolezza, qualunque disgrazia” Michele Serra – Repubblica – 18 agosto 2015




E’ uscito, in formato cartaceo e digitale, il libro Piume di diamante. Sette frammenti di esistenza, resistenza e di legittima ricerca della felicità

Piume di Diamante: è questo il titolo del libro, edito attraverso la piattaforma di self-publishing Youcanprint, che, come recita la sinossi, racconta “Sette frammenti di vita e di legittima ricerca della felicità nonostante gli sgambetti dell’esistenza. Sette modi di essere nel mondo con tenacia, trasformando le smorfie di dolore in sorrisi e il veleno in medicina”.

Eleonora, Valeria, Claudio, Giusi, Gloria, Lisa, Tania, raccontano un piccolo pezzo del loro percorso, della loro sfida con la disabilità e l’esistenza, ma lo fanno, appunto, come “piume di diamante”.

Il diamante, infatti, è un elemento nativo, il più duro che ci sia. Viene generato all’interno del ventre della terra a grandi profondità e lì ha tempo e modo di nutrire la propria forza, riemergendo dall’oscurità.

Ma anche questo materiale può avere fragilità, irregolarità,  che ne alterano l’apparente perfezione,  e punti critici, che lo espongono al rischio di rottura: sono le piume, che si intravedono al di sotto della superficie.

Le piume, poi, rappresentano anche l’approccio degli autori alla propria condizione esistenziale, un contatto lieve che non abdica mai al sorriso ed alla voglia di lottare e sperare, nonostante le inevitabili cadute ed i colpi  duri.

Anime delicate come fiori ma forti e temprate come l’acciaio, come verrebbero definite dal copione della pellicola del 1989, Steel Magnolias, diretta da Herbert Ross e tratta dal dramma teatrale di Robert Harling.

“ Quello che vorremmo trasparisse dalle nostre parole ed arrivasse ai lettori – sottolineano Eleonora e Valeria  – e che una Rinascita è sempre possibile, che dietro ogni limite si nasconde un’opportunità”.

Il libro rappresenta, in qualche modo, un’evoluzione rispetto ai frammenti di vita confluiti e raccontati nel blog  Ali di porpora .

Ali di Porpora – continuano gli autori – nasce dall’idea di voler donare al mondo occhi nuovi coi quali guardare la disabilità, trasformando la concezione che essa rappresenti una condizione insuperabile. In onore di quest’idea abbiamo capito che era giunto il momento di raccogliere in un libro i frammenti delle nostre storie, simbolo di quella rinascita che segna le tappe della nostra lotta e del nostro esistere. In questo senso, noi stessi mostriamo al mondo in quanti modi può essere vissuta e affrontata la malattia e la disabilità”.

Nascono così, come recita ancora la sinossi, “Sette modi di raccontarsi e di raccontare la disabilità fuori dagli stereotipi, dal già visto e sentito, tenendo lontani i toni acclamanti del supereroe, quelli pietistici dello sfigato colpito da una tragedia biologica e dalla malasorte. Sette tessere di un puzzle multicolore che tenterà di farvi immergere in un caleidoscopio di colori e di emozioni: il riso, il pianto, l’empatia, la rabbia, la frustrazione, la meraviglia, la gioia e tanto altro. Per poi scoprire, attraverso una sorta di illuminazione, l’Araba Fenice che alberga in ognuno di noi”.

Il libro è anche disponibile, in formato cartaceo ed e-book, negli store: Hoepli, Mondadoristore, Libreriauniversitaria, LaFeltrinelli,  IBS.

Tania Sabatino




ROCCELLA JAZZ FESTIVAL 2019 – RUMORI MEDITERRANEI XXXIX EDIZIONE 12 – 24 agosto 2019

Roccella Jazz Festival si avvicina al quarantennaleDal 12 al 24 agosto 2019 a Roccella Jonica (RC) si terrà la 39ma edizione della popolare rassegna diretta da Vincenzo Staiano, una delle più apprezzate kermesse di jazz europee, amata per la qualità della proposta, l’originalità del punto di vista sul jazz contemporaneo, l’unicità delle partecipazioni. Dopo il successo dell’edizione 2018 dedicata a Frank Zappa e all’italianità musicale, dopo il notevole apprezzamento per il programma di luglio Jonian Sea Waterfront Review, è assai atteso il cartellone di agosto, che ha uno speciale filo conduttore. Il tema chiave di questa edizione è l’Oriente, a partire dal titolo “Erhuasian Summit – Verso est, ai confini del jazz”, uno sguardo nuovo verso il jazz orientale, da quello dei più vicini Balcani per arrivare alla Cina. Più della metà dei concerti saranno produzioni originali del Festival, saranno circa 148 i musicisti coinvolti. 45 quelli provenienti dall’estero (Stati Uniti, Venezuela, Serbia, Macedonia, Romania, Bulgaria, Albania, Cina, Inghilterra, Israele, Bosnia, Grecia, Scozia, Belgio). Appuntamento a Roccella nelle tradizionali location Porto delle Grazie, Largo Colonne Rita Levi Montalcini, Teatro al Castello, Ex Convento dei Minimi e Palazzo Carafa.
La prima parte della sessione di agosto – Jamming Around, ribattezzata Roccella Balkan Jazz Showcase per la partecipazione di grandi musicisti jazz della penisola balcanica e gruppi italiani che si richiamano alle culture musicali tipiche di quest’area – si terrà il 12 e 13 agosto al Porto delle Grazie con il programma Jazz @ The Sea. Lunedì 12 aprirà il Roccella Jazz in prima nazionale il Saso Popovski Trio, proveniente dalla Macedonia del Nord e guidato dal chitarrista Saso Popovski, direttore del Festival del Jazz di Bitola e del Dipartimento di jazz dell’Università di Shkipt. Popovski, apprezzatissimo nel suo paese, presenterà un progetto originale imperniato sull’improvvisazione applicata alla musica orientale e alle tradizioni musicali macedoni. A seguire gli O’Rom, trascinanti alfieri del Napulitan Gipsy Power, unici nella fusione di sonorità balcaniche con la musica partenopea. Insieme a loro ci sarà Daniele Sepe, il sassofonista napoletano ammirato protagonista della passata edizione del Festival. Martedì 13 la prima produzione originale firmata RJF con The land of dreams dello Sorin Zlat Quartet. Il gruppo rumeno guidato dallo stimato pianista Sorin Zlat Jr. presenterà un repertorio di tradizionali balcanici in chiave jazzistica insieme alla moglie Mihaela Alexa, una cantante d’opera prestata al jazz. In chiusura in prima nazionale il Dimitar Liolev Quartet con il progetto The other side tour. Enfant prodige della scena musicale bulgara e figlio d’arte, Dimitar Liolev è un sassofonista di grande forza espressiva e capace di esplorare in lungo e in largo tutte le sonorità dell’universo musicale balcanico.
Il 15 e 16 agosto ci si sposta al al Largo Colonne Rita Levi Montalcini per un avvincente Jazz Village. Giovedì 15 in apertura una prima nazionale in collaborazione con Albanian Jazz Society: il Kaba Project AJS con il pianista Gent Rushi, il più autorevole esponente della musica improvvisata albanese e direttore del dipartimento di jazz dell’Università delle Arti di Tirana. Si tratta di un progetto del sassofonista e clarinettista Ermal Rodi ispirato alla Kaba, la musica strumentale del sud dell’Albania, che ha riscosso un grande successo in Cina e sarà presentato anche in altri due comuni dell’area Arbëreshë, a testimonianza del legame storico tra la Calabria e Albania. A seguire, un altro progetto originale del RJF coprodotto con il Kaulonia Tarantella Festival: Greek Blue con Lucilla Galeazzi, una delle più pregiate voci del jazz italiano, e Mimmo Epifani, uno dei più autorevoli mandolinisti al mondo. Ancora richiami balcanici venerdì 16, con l’AfroBalkanBlu Trio, nuovissimo ensemble guidato dal musicista di origine serbo/montenegrina Claudio Cojaniz: resident artist a Roccella, il pianista presenterà un progetto originale intitolato True stories. In chiusura il Mediterranean Quartet del trombettista serbo Stijepko Gut, affiancato da un gruppo di validi musicisti italiani.
Dal 21 al 24 agosto si sale al Teatro al Castello per il clou del Roccella Jazz, lo storico programma Rumori Mediterranei, mai come quest’anno ricco di novità e originalità. Saranno, infatti, cinque su otto i progetti originali e le prime assolute internazionali, in pratica un giro del mondo che porterà il Festival ai confini del jazz e tra le mete più importanti ci sarà la Cina, custode esclusiva del suono dell’erhu, uno strumento di origine mongola diventato il simbolo musicale di questo immenso paese. Mercoledì 21 l’apertura sarà affidata all’Orchestra Rumori Mediterranei, una formazione di 13 elementi prodotta in collaborazione con il Conservatorio S. Giacomantonio di Cosenza e diretta dal sassofonista Nicola Pisani. Special guest Serena Brancale, una giovane star della musica pop italiana con una solida formazione nel campo della musica improvvisata, abile anche al piano, tastiere e percussioni, tanto che su questa linea si snoderà la sua performance, imperniata nella riproposizione di suoi brani arrangiati in chiave jazzistica. A seguire, l’evento clou che darà centralità alla Cina: la prima mondiale assoluta di Antonio Faraò Chinese Meeting, una all star band italo-cino-americana. Antonio Faraò, uno dei pochi musicisti italiani presenti con frequenza sui grandi palcoscenici jazz internazionali, guiderà una band con Guo Gan, il più grande maestro dell’erhu, uno straordinario virtuoso di questo strumento a corde, un gigante del jazz mondiale come il sassofonista Dave Liebman e due star come il contrabbassista Ameen Saleem e il batterista Bruce Ditmas.
Giovedì 22 primo set a cura del Delta Saxophone Quartet, una splendida formazione inglese che avrà come ospite Gwilym Simcock, uno dei più grandi tastieristi in circolazione (da qualche anno nella band del chitarrista Pat Metheny). Il quartetto di sassofoni guidato da Chris Caldwell presenterà il progetto Crimson, un omaggio ai King Crimson, la leggendaria formazione guidata da Robert Fripp. Un altro Oriente, quello a noi più vicino, per un gradito ritorno a Roccella (che aveva ospitato uno dei suoi concerti d’esordio in Italia) con Noa: la cantante israeliana presenterà insieme al suo trio il progetto Letters to Bach, il suo nuovo disco arrangiato dallo storico collaboratore Gil Dor e prodotto da Quincy Jones, con brani di Johann Sebastian Bach arricchiti dai testi in inglese ed ebraico.
Venerdì 23 un’altra importante espressione del jazz euroasiatico con Bojan Z, una stella di prima grandezza della musica improvvisata mondiale, che lancerà a Roccella il nuovo trio Bojan Z – Balkan Talks with Amira Medunjanin & Pantelis Stoikos. Già ospite di Rumori Mediterranei nel 1993 (nell’insolita veste di suonatore di clarinetto in una memorabile serata dedicata all’etichetta francese Label Bleu) Bojan avrà al suo fianco la cantante bosniaca Amira Medunjanin e il trombettista greco Pantelis Stoikos, vere e proprie star nei paesi d’origine. Anche questa sarà una produzione originale e prima mondiale dei tre insieme. In chiusura una performance speciale, produzione originale e prima mondiale in collaborazione con Allegro Tours: The Essence Of Gospel, il progetto di Samuel Cromwell ideato proprio a Roccella durante l’ultima edizione del “Jazzy Christmas” con una band italo-americana inedita e prodotta dal Festival. Sarà un concerto dedicato al genere simbolo della religiosità afroamericana: compositore e pianista di Washington, Cromwell è uno dei più autorevoli direttori di cori gospel della capitale degli Stati Uniti e ha diretto tutti i concerti organizzati in occasione delle visite degli ultimi pontefici alla Casa Bianca.
Straordinario colpo della direzione artistica per l’ultimo giorno, il gran finale di sabato 24 agosto. Produzione originale e prima mondiale, la Tai-No Orchestra omaggia Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e John Cage, due grandi della musica italiana e il maestro dei “rumori”. Si tratterà di una suggestiva performance multimediale sviluppata su un concept di Roberto Del Piano, Massimo Falascone e Roberto Masotti, affidata alla esecuzione della Tai No-Orchestra, una formazione di 9 elementi che renderà omaggio alla verve dei tre.  L’opera, che sarà coordinata musicalmente da Riccardo Luppi e visualmente da Gianluca Lo Presti, sarà presentata da uno dei molteplici organici in cui di solito si organizza la Tai No-Orchestra – Terra Australis Incognita, una non-formazione portata alla esplorazione e alla scoperta di sentieri sconosciuti, coordinata per l’occasione dal violoncellista Walter Prati. Grande chiusura con la premiere italiana del Clifton Anderson Sextet, un’altra all star band che arriva dagli Stati Uniti. Il grande trombonista newyorchese, dopo aver militato per anni nel sestetto del celebre zio Sonny Rollins e aver collaborato con i grandi del jazz statunitense, sarà per la prima volta in Italia con una sua band di grande fascino che ha riscosso un notevole successo negli USA.
Non mancherà, visto l’interesse dello scorso anno, il Roccella Jazz Summer Campus: un insieme di attività didattiche e formative di vario tipo, compresi workshop, installazioni multimediali, laboratori teatrali, seminari e mostre, presentazioni di libri, con il coinvolgimento di nomi come Guido Michelone, Francesco Cusa, Carmelo Coglitore, Giuseppe Nicolò e molti altri. Le attività didattico-formative saranno organizzate con la forma di clinic e masterclass condotte da alcuni dei grandi musicisti che parteciperanno ai concerti, pensiamo Simcock, Cromwell, Anderson e Bojan Z.



Assisi Suono Sacro: Programma del 3 Agosto

Il Festival Assisi Suono Sacro, arrivato alla settima edizione, ospita il 3 Agostol’inaugurazione della Mostra Gernika (Sala San Gregorio, ore 18:00). La mostra è dedicata alle opere della pittrice spagnola Sofia Gandarias, nata nella città che dà il nome alla mostra e scomparsa tre anni or sono. La Pace è il tema portante dell’esposizione, a partire dal titolo, Gernika, in ricordo della tragedia della cittadina spagnola. Sarà presente anche una instant exhibition dell’artista cinese Mei Lu, dal titolo La donna orientale.

L’inaugurazione della mostra vedrà l’intervento del direttore artistico Andrea Ceccomori e dei seguenti ospiti:

• Gianfranco Costa, fondatore Centro Pace di Assisi e Cavalieri Millennio per la Pace

• On. Monica Baldi, Presidente Associazione Culturale Pinocchio e curatore della mostra

• On. Enrique Barón Crespo, Presidente Fundación Yehudi Menhuin España e già Presidente del Parlamento EuropeoDurante la sua vita l’artista ha avuto un forte legame con l’Italia. Traccia di questo legame, ad esempio, è nella serie Primo Levi, la Memoria, dipinti nati dopo la lettura e lo studio di Se questo è un uomo, il celebre libro dell’autore italiano sopravvissuto ai campi di concentramento. Una produzione artistica, quella di Sofia Gandarias, segnata da una forte empatia per le tragedie del secolo scorso e non solo: a partire dalla città che le ha dato i natali, fino ai dipinti realizzati in memoria dell’11 Settembre.

La mostra è realizzata in collaborazione col Centro Pace di Assisi-Cavalieri del Millennio e University for Peace.




CANOVA – Il viaggio a Carrara dall’1 agosto 2019 al 10 giugno 2020, CARMI – Museo Carrara e Michelangelo a Villa Fabbricotti

Dall’1 agosto 2019 al 10 giugno 2020, CARMI – Museo Carrara e Michelangelo a Villa Fabbricotti presenta CANOVA – Il viaggio a Carrara, mostra a cura di Mario Guderzo, Direttore della Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno (Treviso) con il contributo di un comitato scientifico di respiro internazionale.

La mostra, ideata e prodotta da Cose Belle d’Italia Media Entertainment in esclusiva e in collaborazione con il Museo CARMI, indaga il rapporto tra Antonio Canova (1757-1822) e Carrara, la capitale internazionale del marmo, mettendo in dialogo cinque preziosi gessi originali e documenti conservati presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara, che vanta una ricca gipsoteca e che quest’anno celebra i 250 anni della sua fondazione, con uno spettacolare percorso multimediale dedicato all’esplorazione dell’intera vicenda canoviana, narrata al pubblico dalla voce di Adriano Giannini con le musiche del violoncellista Giovanni Sollima.

Ad arricchire il percorso, all’interno del ricco universo creativo dell’artista, un corpo di lettere dell’Archivio di Stato di Massa, nonché un contratto, finora sconosciuto, del 1783 tra il conte Del Medico Staffetti e Antonio Canova (Collezione Andrea Sarteschi, Sarzana) per l’acquisto dei blocchi di marmo necessari per la realizzazione del “Monumento funebre di Clemente XIV”.

La mostra si sviluppa nella splendida cornice del Museo CARMI – inaugurato lo scorso 2 giugno 2018 nell’ottocentesca Villa Fabbricotti, circondata dal Parco della Padula, sede di una collezione di opere di scultura ambientale – attraverso sei ambienti di forte impatto emozionale, in cui preziose opere come la “Maddalena giacente”, uno degli ultimi gessi canoviani da poco restaurato dall’Accademia di Belle Arti di Carrara, sono inserite nell’allestimento multimediale per evidenziare e tradurre il significato di uno dei più appassionanti processi creativi della storia della scultura europea.

Di sala in sala diversi linguaggi si incontrano, dunque, in una narrazione unica che condurrà il pubblico in un sorprendente viaggio nella mente di Canova, testimoniato ora con la scultura, ora con documenti e coinvolgenti narrazione filmiche, offrendo un’esperienza culturale di grande rigore scientifico.

Dopo un’introduzione sulla “Vita e opere di Antonio Canova”, il percorso della mostra, in fitto dialogo tra materiale e immateriale, si apre con le Grazie per raccontare la genesi del processo creativo del Canova; si sofferma su un’intera sala dedicata a uno dei massimi capolavori dello scultore, “Paolina Borghese”; prosegue con le suggestive installazioni dedicate al rapporto tra “Canova e la danza”, poi con un approfondimento su “Canova. Il viaggio a Carrara e l’Accademia di Belle Arti”, un racconto nel racconto, volto a celebrare l’incontro tra il primo ambasciatore della bellezza italiana nel mondo e la capitale del marmo; per concludere la visita con l’immaginifica fiaba di “Amore e Psiche”. In questa sala, l’ultimo dei cinque modelli in gesso di proprietà dell’Accademia, lo splendido “Venere e Adone”, accomiata il pubblico dalla mostra.

CANOVA – Il viaggio a Carrara, termina qui, ma idealmente continua con la visita alla città e all’Accademia di Belle Arti dove sono custoditi altri modelli canoviani.

Venere Italica, Antonio Canova, Calco in gesso, 1804-1812, Accademia di Belle Arti di Carrara ┬® Michele Ambrogi

CANOVA – Il viaggio a Carrara è il terzo progetto espositivo ideato e prodotto da Cose Belle d’Italia Media Entertainment, dopo “Magister Canova”, Scuola Grande della Misericordia di Venezia (2018) e “C+”, le due isole immersive che hanno accompagnato la mostra “Canova e l’Antico” al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con CARMI – Museo Carrara e Michelangelo e l’Accademia di Belle Arti di Carrara, su iniziativa e grazie all’Assessorato alla Cultura del Comune di Carrara.

CANOVA – Il viaggio a Carrara ha il Patrocinio di MIBAC, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Toscana Provincia di Massa Carrara, Accademia di Belle Arti di Carrara.

TESTI ISTITUZIONALI

«Dopo l’apertura del Carmi, a giugno dello scorso anno, l’inaugurazione della mostra “Canova. Il Viaggio a Carrara” rappresenta un nuovo fondamentale tassello nel progetto di valorizzazione culturale e quindi turistica della città di Carrara che sta portando avanti la nostra amministrazione. Si tratta in entrambi i casi di iniziative di richiamo nazionale, all’altezza di una città conosciuta in tutto il mondo per il suo marmo e la sua arte. L’allestimento della mostra proprio presso la sede del museo, consegnato alla città lo scorso anno con una ristrutturazione che ha permesso di riaprire le porte di una villa chiusa per decenni, è una conferma dell’investimento fatto su questo sito espositivo. Di più, è un modo per ribadire quanto la nostra amministrazione creda nelle potenzialità e nel valore di questo museo. Siamo convinti che grazie alla mostra dedicata a Canova arriveranno a Carrara visitatori da tutta Italia che potranno così apprezzare la bellezza del Carmi e di tutta la nostra città. Ancora una volta, il nome di Carrara tornerà a riecheggiare nel paese grazie ai nomi dei maestri che hanno trasformato in arte il nostro marmo: un anno fa è accaduto con Michelangelo, questa volta succederà grazie a Canova. È ispirandoci a questi grandi dell’arte che porteremo avanti la rinascita sociale e culturale della nostra città, passo dopo passo».

FRANCESCO DE PASQUALE | Sindaco – Comune di Carrara

«CANOVA – Il viaggio a Carrara, mostra a cura di Mario Guderzo, direttore della Gypsotheca e Museo di Antonio Canova a Possagno, contribuisce a riscoprire e affermare la centralità di Carrara in occasione delle celebrazioni per i 250 anni dalla fondazione della sua Accademia di Belle Arti. Senza soluzione di continuità le sculture in gesso di Antonio Canova, in prestito dalla gipsoteca dell’Accademia di Carrara, dialogano con ricostruzioni video attraverso cui si entra nell’universo creativo canoviano fino ai dettagli minuti della lavorazione; poi le lettere e i contratti originali, fonti per ricostruire una storia che ci appartiene. Il video non si sostituisce mai alla fruizione dell’opera, ma anzi agisce come nuovo approfondimento e avvicinamento alla stessa. La narrazione audio, che è in cuffia e quindi fruibile – volendo – in un secondo momento, dopo aver dato esclusivo appagamento alla visione, completa l’immersione in modo scientifico, ma col ritmo sempre coinvolgente e raffinato del racconto.

Un contratto inedito, infine, rappresenta uno dei vanti assoluti di questo percorso espositivo con cui si puntano i riflettori sul legame di Canova con Carrara e la famiglia Del Medico».

FEDERICA FORTI | Assessore alla Cultura e Turismo – Comune di Carrara

«Sono felice di inaugurare la mia direzione del Museo Carmi con una mostra concepita con il criterio innovativo di “esposizione integrata”, un criterio che associa gli originali presentati, in questo caso i gessi di Antonio Canova, a un percorso multimediale, che ne permetterà l’osservazione con l’occhio rivelatore della tecnologia a servizio dell’arte.

Da storico d’arte, sono dunque fiero di aver contribuito all’evoluzione del progetto ideato da Cose Belle d’Italia Media Entertainment, che dopo il percorso immersivo realizzato per il MANN di Napoli in occasione della mostra Canova e l’Antico, firma ora in collaborazione con il Museo Carmi un nuovo progetto espressamente studiato attorno alle opere e i documenti custoditi dall’Accademia di Belle Arti di Carrara».

La Fiaba di Amore e Psiche, Installation View ┬® Francesca Bottazzin

MARCO CIAMPOLINI | Direttore scientifico CARMI – Museo Carrara e Michelangelo

«La nostra partecipazione attiva a questo articolato progetto espositivo è, ancora una volta, la conferma della ricchezza del patrimonio artistico e di sapere dell’Accademia di Belle Arti di Carrara: non solo per la ricca collezione dei gessi canoviani e per le competenze dei docenti che sono coinvolti nelle iniziative del Comune, ma, soprattutto, per il contributo culturale che una fucina di idee come l’Accademia fornisce quotidianamente alla definizione di un indirizzo culturale per la città. La scelta di non restare chiusi tra le mura del Palazzo Cybo-Malaspina è il nostro apporto concreto verso una città che necessita di occasioni di conoscenza qualificate e che riconosce nella nostra istituzione, dopo 250 anni, ancora un elemento identitario molto forte. La sezione della mostra dedicata al rapporto tra Canova e Carrara, nella quale sono esposti capolavori delle nostre collezioni, prende avvio dalla nomina dello scultore di Possagno a “Accademico Onorario” della nostra Accademia che si contraddistinse, precocemente, nel costruire una rete di relazioni con gli artisti più famosi dell’epoca con lo scopo di dare rilevanza alla città e al suo marmo. Ancora oggi, rivendichiamo con orgoglio quest’ attitudine e, nel solco di una tradizione così prestigiosa, abbiamo insignito dello stesso titolo onorifico dato al Canova due grandi artisti del nostro tempo: Maurizio Cattelan e Jeff Koons».

LUCIANO MASSARI | Direttore – Accademia di Belle Arti di Carrara

Comitato Scientifico CANOVA – Il viaggio a Carrara

«Per Cose Belle d’Italia Media Entertainment CANOVA Il viaggio a Carrara è una nuova sfida. Con il brand Magister, dal 2017, abbiamo ideato e internazionalizzato progetti espostivi di ampio respiro con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale italiano grazie al supporto delle nuove tecnologie. La prestigiosa collaborazione con il Museo Carmi di Carrara rappresenta un’evoluzione del format, ponendo per la prima volta in dialogo opere, documenti e installazioni filmiche. Il risultato è una nuova narrazione, ancora più coinvolgente, che permette al pubblico, in un emozionante percorso tra tangibile e intangibile, di conoscere gli episodi più salienti dell’intera vicenda canoviana con un focus dedicato all’importante legame con Carrara. Ringrazio, dunque, Federica Forti, Assessore alla Cultura e Turismo – Comune di Carrara, e Marco Ciampolini, Direttore scientifico CARMI – Museo Carrara e Michelangelo, per aver fortemente creduto nel progetto che abbiamo realizzato con la curatela scientifica di Mario Guderzo, Direttore della Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno (Treviso). E, con loro, tutte le istituzioni e i musei che hanno collaborato al progetto, mettendo a disposizione opere e preziosi documenti, allestiti in mostra o restituiti al pubblico con inedite riprese di forte impatto emozionale».

RENATO SAPORITO | CEO Cose Belle d’Italia Media Entertainment

Supervisore creativo CANOVA – Il viaggio a Carrara

SCHEDA TECNICA

SEDE
CARMI. Museo Carrara e Michelangelo.

Villa Fabbricotti, Parco Padula, Via Sorgnano 42, 54033 Carrara, (MS)

DATE
1 agosto 2019 – 10 giugno 2020

ORARI

01 Agosto 2019 – 14 settembre 2019
1– 10 giugno 2020

Martedì / Domenica: 11.00 – 19.00

Giovedì (Agosto 2019): 11.00 – 23.00

15 settembre 2019 – 31 maggio 2020

Martedì e Mercoledì 9.30 – 12.30

Giovedì/ Domenica: 9.30 – 12.30 e 15.00 – 17.00

INGRESSO

Intero €5

Ridotto €3

  • Visitatori dai 65 anni di età
  • Utenti CTT Nord
  • Comitive composte da oltre 10 persone

Cumulativo intero €10

(comprende l’ingresso al CARMI, al Museo Civico del Marmo e al Centro Arti Plastiche)

Cumulativo ridotto €6

(comprende l’ingresso al CARMI, al Museo Civico del Marmo e al Centro Arti Plastiche)

Ingresso gratuito

  • Studenti residenti (di istituti di ogni ordine e grado, compresi Atenei)
  • Accompagnatori di comitive
  • Membri ICOM
  • Guide turistiche (previo patentino)
  • Giornalisti (previo accredito ufficio stampa)
  • Per tutti i visitatori la prima domenica di ogni mese

CONTATTI PER IL PUBBLICO

Tel. +39 3351047450

museo.carmi@comune.carrara.ms.it

Infopoint Stadio +39 0585 844136

WEBSITE
www.musei.carrara.ms.it

www.magister.art




49ma edizione Siena Jazz 1 e 3 agosto Piazza Jacopo della Quercia

Giovedì 1 e sabato 3 agosto, alle ore 21.30 ad ingresso gratuito, proseguono i concertisti che affiancano la 49ma edizione dei seminari internazionali di Siena Jazz

Tornano i “Siena Jazz Masters”: due concerti unici in Piazza Jacopo della Quercia

Due serate con formazioni strepitose che vedono protagonisti i maestri di Siena Jazz

 Due appuntamenti da non perdere quelli del 1 e 3 agosto quando a Siena, nella magia di Piazza Jacopo della Quercia, tornano ad esibirsi i “Siena Jazz Masters” in concerti unici, pensati solo per il calendario senese.

Con una formula originale che da anni rende esclusivo il cartellone di Siena Jazz, i grandi maestri che danno vita ai seminari si esibiranno in formazioni estemporanee: si comincia DOMANI giovedì 1 agosto in Piazza Jacopo della Quercia quando alle ore 21.30, Diana Torto (voce), Ben Wendel (sassofoni), Kenny Werner (pianoforte), Furio Di Castri (contrabbasso) e Fabrizio Sferra (batteria) sarnno i protagonisti di un primo set che poi lascerà il palco a Jen Shyu (voce), Giovanni Falzone (tromba), Achille Succi (clarinetti, sax alto), Matt Mitchell (pianoforte), Linda Oh (contrabbasso), Fabrizio Sferra (batteria).

Sempre Piazza Jacopo della Quercia accoglie il concerto di sabato 3 agosto: in apertura la formazione con Donny McCaslin (sax tenore), Nir Felder (chitarra), Linda Oh (contrabbasso), Henry Cole (batteria), cui seguirà il set che vede protagonisti AmbroseAkinmusire (tromba), Ben Wendel (sassofoni), Lage Lund (chitarra), Joe Sanders(contrabbasso), Henry Cole (batteria).

Venerdì 2 agosto invece, nella Chiesa di Sant’Agostino alle ore 21.30 CHIGIANA MEETS SIENA JAZZ: torna l’appuntamento che nasce dalla felice collaborazione tra Siena Jazz e l’Accademia Musicale Chigiana. Potremo ascoltare le musiche prestigiose di due grandi ed eclettici autori, il chitarrista Frank Zappa e il contrabbassista Charles Mingus; grandi composizioni che rappresenteranno il filo conduttore del concerto che – con la partecipazione straordinaria di David Krakauer, Giuseppe Ettorre e Giovanni Falzone – riunisce sul palco la Siena Jazz University Orchestra, la Chigiana Percussion Ensemble, e l’Orchestra dei Conservatori della Toscana. Dirigono: Roberto Spadoni, Antonio Caggiano, Tonino Battista. 

LE JAM SESSION IN CONTRADA

Dal 4 al 5 agosto si svolgeranno le Jam Session in Contrada che ogni sera porteranno a scoprire il cuore più intimo della città, con la partecipazione estemporanea di docenti e studenti dei corsi che si esibiranno nei suggestivi giardini di alcune delle società delle storiche contrade senesi.

Si svolgono sempre in Contrada il 6 e 7 agosto i “Concerti finali” a conclusione di ciascuna delle due settimane dei corsi. Saranno attivati due palchi che “suoneranno” in contemporanea, e che vedranno esibirsi tutti e 64 i gruppi di musica di insieme nati nel corso dei seminari 2019 e diretti ciascuno dal proprio docente che suonerà come leader della formazione, regalando una vera festa della musica.

E sono numeri importanti quelli dell’edizione 2019: in programma 64 laboratori musicali per oltre 100 ore complessive di attività didattiche, che portano alla formazione delle 64 classi di musica d’insieme. La città intera vivrà una vera e propria “invasione” musicale che grazie all’arrivo di 34 docenti internazionali tra i migliori musicisti del mondo e 120allievi (il massimo di posti disponibili) provenienti da 14 diverse nazioni.

I seminari saranno accompagnati da un cartellone di 14 spettacoli tutti ad ingresso libero che si svolgeranno in luoghi inediti e suggestivi e che vedranno esibirsi star internazionali e ben 103 gruppi musicali di allievi e docenti. Gli studenti sono provenienti da tutti e cinque i continenti e in particolare oltre all’Italia sono presenti le seguenti nazioni: Argentina, Australia, Austria, Canada, Gran Bretagna, Francia, Olanda, Svezia, Svizzera, Turchia, Cina, Israele e USA.




Ambiente e cambiamenti climatici al Festival della Mente (30 agosto – 1 settembre)

Cambiamenti climatici e ambiente: quale futuro per il nostro pianeta? Se ne parla alla XVI edizione del Festival della Mente (Sarzana, 30 agosto-1 settembre 2019)

Telmo Pievani

ome sarebbe la Terra senza la nostra pervasiva presenza? Deforestazione, urbanizzazione selvaggia, inquinamento e sfruttamento indiscriminato delle risorse non si fermano perché sono alimentati dai nostri attuali modelli di sviluppo e di consumo. È un comportamento davvero poco sapiens … Su questo rifletterà il filosofo della scienza Telmo Pievani al Festival della Mente venerdì 30 agosto alle ore 19 al Canale Lunense.

Telmo Pievani è ordinario di Filosofia delle scienze biologiche presso l’Università degli Studi di Padova. È presidente della Società Italiana di Biologia Evoluzionistica e membro del direttivo dell’Istituto Italiano di Antropologia. A fine agosto uscirà per Contrasto La terra dopo di noi (con Frans Lanting).

David Monacchi

reare un’arca immateriale che custodisca i suoni del mondo per le generazioni future e un’arca tecnologica – la Sonosfera – dove farne esperienza con il suono 3D, significa salvaguardare la pluralità degli ecosistemi accrescendo, in questo modo, la coscienza ecologica pubblica. Frammenti di estinzione è il progetto polifonico che David Monacchi porterà al Festival della Mente sabato 31 agosto alle ore 9.45 al cinema Moderno. All’interno dell’evento, anche la proiezione del pluripremiato film di Monacchi Dusk Chorus.

David Monacchi (Urbino, 1970) è un artista interdisciplinare, compositore e ingegnere del suono. Conduce una ricerca sul patrimonio dei suoni delle foreste primarie equatoriali. Di recente, è stato invitato alla Conferenza ONU sulla biodiversità COP-14. È inoltre membro fondatore della International Society of Ecoacoustics.

Antonello Provenzale

ome sta cambiando il clima della Terra? E quale tipo di clima ci aspettiamo nel futuro? Antonello Provenzale al Festival della Mente, nell’incontro in programma sabato 31 agosto alle ore 12.15 in Piazza Matteotti, parlerà dei grandi cambiamenti ambientali e climatici e di come sia l’uomo ad influenzarli profondamente.

Antonello Provenzale è direttore dell’Istituto di Geoscienze e georisorse del CNR. Coordina il progetto europeo H2020 Ecopotential, dedicato all’uso di dati di campo e satellitari per caratterizzare i cambiamenti negli ecosistemi naturali, e il progetto PON LifeWatch, dedicato alla creazione di laboratori virtuali per la ricerca sull’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi.

Alberto Giuliani accompagnerà il pubblico del Festival della Mente in un viaggio futuristico A

Alberto Giuliani

lla ricerca dell’immortalità, domenica 1 settembre alle ore 11.45 al cinema Moderno. Dagli astronauti della NASA che simulano la vita su Marte alla ricerca genomica in Cina, passando per i laboratori di crioconservazione umana e di clonazione, si incontreranno i padri della robotica umanoide e i guardiani dei ghiacci. Sarà un viaggio pieno di domande.

Unica certezza: l’essere umano già sogna di vivere una vita eterna.

Alberto Giuliani, scrittore, fotografo e regista, è autore del libro Gli immortali (Il Saggiatore, 2019). Realizza documentari e campagne digital per il mondo corporate. Ha insegnato storytelling e self-branding in scuole di fotografia e cinema tra Milano e Roma.

Quale paesaggio per il futuro dell’Italia e del mondo è l’incontro che Mauro Agnoletti terrà al Festival della Mente domenica 1 settembre alle ore 12 al Canale Lunense. Conciliare un modello di sostenibilità che assicuri il mantenimento dell’ecosistema terrestre con i ritmi del progresso economico, sociale e ambientale è necessario per far fronte a tendenze come lo spopolamento delle aree rurali, i problemi di inquinamento e riscaldamento climatico, la scarsa quantità e qualità delle risorse alimentari. C’è bisogno di una nuova visione, e in questo senso l’Italia può giocare un ruolo importante, proponendo la propria cultura in materia di qualità dei prodotti agroalimentari e del patrimonio paesaggistico e ambientale.

Mauro Agnoletti

 

Mauro Agnoletti è presidente dell’Osservatorio del Paesaggio della Regione Toscana, coordinatore scientifico del Registro dei paesaggi rurali nell’ambito delle politiche per lo sviluppo rurale presso il Ministero dell’Agricoltura e presidente del comitato scientifico del Programma Mondiale della FAO sul patrimonio agricolo. Ha collaborato con UNESCO, World Bank, Consiglio d’Europa e Convenzione per la Diversità Biologica.

Q

ualche decina di anni fa la plastica era dominante nel nostro modo di vivere e di

Marco Ortenzi

consumare. Oggi siamo tutti preoccupati per i

Marco Parolini

problemi ambientali legati alla sua produzione, al suo utilizzo e al suo smaltimento. Ma le tanto pubblicizzate bioplastiche possono rappresentare realmente una valida soluzione per il futuro di tutti noi? Il chimico Marco Ortenzi e il biologo Marco Parolini, ospiti del Festival della Mente, cercheranno di darvi risposta nell’incontro Tutta la verità su plastica e bioplastica (forse) domenica 1 settembre alle ore 14.45 al cinema Moderno.

Marco Ortenzi è specializzato nella sintesi e nello sviluppo di nuovi materiali a base di polimeri. Collabora come ricercatore con il Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Milano, e con aziende studiando materiali e processi innovativi che possano trovare applicazione in diversi settori industriali.

Marco Parolini è ricercatore in Ecologia presso il Dipartimento di Scienze e politiche ambientali dell’Università degli Studi di Milano. La sua attività di studio si sviluppa prevalentemente in ambito ecotossicologico.




Occit’amo il programma del 2 e 3 agosto

VENERDÌ 2 AGOSTO 2019 – LAGNASCO

Ore 21.30 Castello di Lagnasco

 

HERVÉ BARMASSE, LA MIA VITA TRA 0 E 8000 – A cura di Borgate dal Vivo

Una chiacchierata con l’alpinista italiano Hervè Barmasse, che si racconta e racconta il suo rapporto con la montagna.

In apertura il concerto “Genova di Mare e di Sale” con il Gruppo Spontaneo Trallallero, Laura Parodi e Julyo Fortunato

Ingresso € 5 (per i bambini fino agli 8 anni di età il biglietto d’ingresso è gratuito)

 

“Nato e cresciuto ai piedi del Cervino, in una famiglia in cui il mestiere di guida alpina si tramanda da diverse generazioni, sembrava che non avessi altra scelta se non quella di diventare anch’io un alpinista. In realtà tutto avvenne un po’ per caso e in modo graduale.

A quindici anni ero una promessa dello sci poi un brutto incidente durante una competizione interruppe irrimediabilmente il mio futuro da professionista. Dopo un anno di riabilitazione, mio padre, decise di farmi un regalo: accompagnarmi sul Cervino. E così all’alba gelida di una mattina di ottobre eccomi pronto a scalare per la prima volta la Gran Becca.

Allora non potevo immaginare che, attraverso la montagna, avrei vissuto alcuni dei momenti più importanti della mia vita. Quel giorno pensavo solo a camminare, a non inciampare e a non rallentare il passo di mio padre. Quel giorno sul Cervino, inconsapevolmente, avevo deciso quale sarebbe stato il mio futuro.”

 

Hervé Bermasse in breve:

  • Alpinista professionista
  • Atleta del global team The North face
  • Storyteller – Conferenze alpinistiche e motivazionali
  • Outdoor coaching and motivational day
  • Guida alpina
  • Istruttore delle guide alpine
  • Tecnico del soccorso alpino
  • Maestro di sci e di snowboard
  • Allenatore federale di sci alpino
  • Regista dei film Linea Continua e Non così Lontano
  • Autore del libro La montagna dentro edito da Laterza
  • Consulente aziendale nel settore outdoor
  • Fotografo – Pubblicazioni per le principali riviste di montagna tra cui Alpinist, Desnivel, Meridiani Montagne, Alpin, Alp, Campo Base, Gory

 

I Biglietti possono essere acquistati al:

Box Office Piemonte Ticket e online sul sito:http://www.ticket.it/

Direttamente presso Fondazione Amleto Bertoni, IAT Saluzzo e Filatorio di Caraglio

 

 

SABATO 3 AGOSTO 2019 – SAN DAMIANO MACRA

Ore 22.00 Piazza del Comune

 

CONCERTO LOU SERIOL

Nati nel 1992 come gruppo di musica trad, Lou Seriol è diventato nel corso degli anni una delle band più longeve e conosciute del panorama della nuova musica tradizionale occitana. Dai primordi acustici alla formazione attuale il fil-rouge è quello della trad-innovazione rigorosamente in lingua d’Oc.Organetto diatonico, auti, voci vengono affiancati dai ritmi delle ballate occitane e il tutto viene rivisto e stravolto fondendo sonorità antiche con l’attualità pop e rock del tempo. Le influenze richiamano la pachanka, il reggae, il punck il mix risulta esplosivo e coinvolgente. Brani tradizionali come “Au pont de Mirabel” diventano ballad storiche e nuove composizioni come “Laiseme” si annoverano come uno dei classici della nuova musica di composizione occitana. Innovare per non dimenticare, innovare per sentirsi vivi e far vivere una musica e una cultura pulsante nei cuori dei componenti della band, codificandola in mille sfaccettature ma facendo fede allo spirito popolare da cui si proviene.

Lo spirito sicuramente è quello della festa ma anche e soprattutto la era rivendicazione della propria terra, veicolando la comunicazione dei grandi temi globali vicino a quelli locali senza mai dimenticare la sensibilizzazione e la riscoperta di una lingua e tradizione che continua a vivere, nelle musiche e nei testi delle canzoni, verso un pubblico che non sempre conosce la realtà Occitana ma soprattutto verso quel pubblico occitano che parla in lingua d’Oc.




Assisi Suono Sacro: Programma del 2 Agosto

Prosegue la settima edizione del festival musicale Assisi Suono Sacro. Nella giornata del 2 Agosto primo appuntamento con la serie dei Momenti di Meditazione Musicale (Borgo Antichi Orti, Assisi, Ore 22:00).

Gli incontri vedranno il direttore artistico del Festival, Andrea Ceccomori, nella sua veste di flautista, portando al pubblico degli appuntamenti in cui il focus sarà sull’esperienzialità della musica, vista come strumento di elevazione e condivisione. Da Bach a Part, tra improvvisazioni ed emozioni, la musica incontra la spiritualità in questi incontri volti ad unire il meglio dei due mondi nel festival che più rappresenta la loro comunione.

La serata sarà introdotta da Alessia Agiapal Kaur e vedrà la collaborazione delle associazioni Aletheia e Yogassisi..

Andrea Ceccomori

Andrea Ceccomori, flautista internazionale e versatile, è ideatore e fondatore del progetto Assisi Suono Sacro (festival e corsi) e del progetto Baton for Peace di Concerti per la Pace. Da sempre attento ad una musica che sappia parlare il linguaggio dell’interiorità, delle emozioni, in cerca di una autenticità del suonare e del fare musica che possa costruire un musicista ispirato e illuminato. Una musica che parte dal suono povero, dalla improvvisazione come metodo creativo per aprirsi potenzialmente a tutti i linguaggi rimanendo comunque, per scelta stilistica. nella classicità di un linguaggio seppure universale. All’attivo ha collaborazioni con grandi nomi internazionali, da Cecilia Chailly a Javier Girotto, Franco Battiato, Antonella Ruggero, Ludovico Einaudi, Jacqulyn Buglisi, Markus Stockhausen, Toni Esposito, e molti altri,  con oltre 300 prime esecuzioni di compositori da tutto il mondo e sue stesse composizioni, esibizioni da solista nei più importanti centri italiani ed esteri, dal Lincoln Center di New York dove è il musicista ufficiale del Memorial 11 settembre, al Kings Place di Londra, alla Roy Thomson Hall di Toronto, al Teatro San Pedro di Porto Alegre ,Teatro Scriabin di Mosca, al Vaticano Aula Paolo VI. Si è esibito per il compleanno di Papa Francesco dopo il primo anno di pontificato e a Castelgandolfo per Benedetto XVI. Ha realizzato oltre 10 titoli di cd con pubblicazioni di articoli, libri, metodi, e registrazioni televisive e radiofoniche RAI e radio Vaticana.




Biella Festival Music Video: al via la 21a Edizione

Torna il Biella Festival Music Video (7 Settembre ore 21:00) e, forte di una nuova formula, si sposta fra le mura del Cinema Verdi di Candelo, alle porte di Biella, borgo “bandiera arancione” del TCI e sede di uno dei Ricetti medioevali meglio conservati d’Europa.

L’appuntamento si sovrappone e sostituisce lo storico Biella Festival Autori e Cantautori  e lo lancia nel vasto mondo del videoclip. Due le sezioni del bando con un doppio obiettivo: da una parte i videoclip indipendenti realizzati con criteri di professionalità, dall’altra la tradizione di sempre, che è quella di fare fiato alla musica di spessore offrendole un sostegno per la produzione di un videoclip. Sul palco saliranno per la sezione dedicata al miglior videoclip: Larocca (Contorni), Christian Frosio (Apri la finestra), Maria Laura Ronzoni (Don’t Tell – Gatta Nera), Giuseppe Novelli (Alti e colorati), Jenni Gandolfi (Come l’acqua), Francesco Lettieri (Il circo delle tue verità), Adolfo Durante (E’ questa la notte), Pamela Guglielmetti (Il viaggio), Lisa Chieregatti (Luci d’inverno), PCP Piano Che Piove (Tango sbagliato), Chiara White (Chiedimi ancora). Mentre per la sezione in cerca di videoclip avremo i brani di: Francesca Romana Fabris (Falling down), i Presi per Caso (Amore in trans…ito), Novagrande (C’è un punto), Lino Gaetano (“Come ti va”) e Alessandro Hellmann (Uno due tre).

Il miglior videoclip verrà premiato con un contributo di €. 500,00. Mentre il premio al miglior brano in cerca di videoclip sarà un contributo per la realizzazione del video in collaborazione con la società di produzione cinematografica VideoAstolfoSullaLuna di cui è amministratore delegato il regista Maurizio Pellegrini. Al Premio “Guido Gozzano” di Terzo/Acqui Terme spetterà come sempre la valutazione e la premiazione del miglior testo.

Il Biella Festival, di cui è direttore artistico Giorgio Pezzana, è organizzato dall’Associazione Artistica AnniVerdi, che da ben quarantuno anni è dedita all’organizzazione di eventi culturali e artistici. La notorietà di Biella Festival ha superato i confini non solo piemontesi, ma anche quelli nazionali, grazie a iniziative che hanno portato alla manifestazione artisti da tutto il mondo, come il progetto “Una finestra sul mondo”.

I finalisti

Sezione A (Videoclip già realizzati)

  • Larocca – Contorni

  • Christian Frosio – Apri la finestra

  • Maria Laura Ronzoni – Don’t Tell – Gatta Nera

  • Giuseppe Novelli – Alti e colorati

  • Jenni Gandolfi – Come l’acqua

  • Francesco Lettieri – Il circo delle tue verità

  • Adolfo Durante – E’ questa la notte

  • Pamela Guglielmetti – Il viaggio

  • Lisa Chieregatti – Luci d’inverno

  • PCP (Piano Che Piove) – Tango sbagliato

  • Chiara White – Chiedimi ancora

Sezione B (Brani in cerca di videoclip)

  • Francesca Romana Fabris – Falling down

  • Presi per Caso – Amore in trans…ito

  • Novagrande – C’è un punto

  • Alessandro Hellmann – Uno due tre

  • Lino Gaetano– Come ti va