TEATRO POVERO DI MONTICCHIELLO: il nuovo spettacolo    “Stato transitorio”: l’autodramma 2019  DA SABATO 20 LUG.

Stato transitorio

TEATRO POVERO DI MONTICCHIELLO: il nuovo spettacolo
“Stato transitorio”: l’autodramma 2019 
DA SABATO 20 LUGLIO A MERCOLEDĺ 14 AGOSTO, ore 21.30 (esclusi i lunedì: 22 e 29 luglio e martedì 23 e 30 luglio); MONTICCHIELLO, Piazza Nuova

Da sabato 20 luglio a mercoledì 14 agosto andrà in scena il 53° autodramma del Teatro Povero di Monticchiello, “Stato transitorio” (titolo provvisorio). Una drammaturgia partecipata da un intero paese che si interroga su questioni cruciali per la comunità e in cui chi guarda può di riflesso riconoscersi e ritrovarsi. Tradizione sperimentale che ogni anno propone un nuovo testo, lo spettacolo del Teatro Povero di Monticchiello è ideato, discusso e recitato dagli abitanti attori. Ogni estate ‘in piazza’ nello splendido borgo della Val d’Orcia.

Il Novecento è stato un secolo forse meno breve di quanto si fosse pensato: molte realtà vivono ancora con le radici ideali ben piantate in esso, per quanto i loro rami si proiettino altrove. Tra resilienza e resistenza, tra cambiamenti e aggiustamenti, il filo rosso non si è mai del tutto interrotto. In queste realtà si possono certo contare un buon numero di esperienze collettive: soggetti dove il “noi” ha sempre contato più del “io”. Eppure… Il tema delle eredità, delle prosecuzioni, delle continuità e dei necessari mutamenti è come sempre ineludibile. Oggi più di ieri. Passaggi e transizioni, trasformazioni, in cui si mettono in gioco da una parte il rapporto tra generazioni, ciascuna col suo carico di racconti e temi, di passioni e lotte, non sempre in grado di incrociarsi; dall’altra, il confronto con le figure guida e le loro responsabilità. Ed infine, l’inevitabile attrito tra i valori fondativi di quelle esperienze e lo spirito dei tempi: chiudersi è sempre più facile che aprirsi.

In tutto questo, uno “stato transitorio” attraversa come un’elettricità il nostro palcoscenico, oggi come ieri pronto a riflettere su ciò che più lo anima, lo ferisce, rendendolo però pronto ad essere ancora attraversato. In fondo, nello spirito più vero dell’autodramma.

Ingresso € 14, ridotto (bambini fino a 12 anni) € 8.

Informazioni e prenotazioni: 0578 75 51 18; www.teatropovero.it – info@teatropovero.it




Il viaggio di Sofia sulla Nave degli Incanti Mercoledì 17 luglio – FERRANDINA Domenica 21 luglio – MATERA

Il viaggio di Sofia sulla Nave degli Incanti

Mercoledì 17 luglio – FERRANDINA

Domenica 21 luglio – MATERA

Arriverà domenica 21 luglio a Matera, passando per Ferrandina il 17, AWARE – La Nave degli Incanti, un progetto di Matera – Capitale Europea della Cultura 2019, coprodotto dalla compagnia Gommalacca Teatro e dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019 e inserito tra le proposte della scena creativa lucana che compongono il palinsesto di Matera – Capitale Europea della Cultura 2019.

Sta giungendo il termine del viaggio la Nave degli Incanti, con una tappa a Ferrandina mercoledì 17 e l’approdo definitivo a Matera il 21 luglio.

Due anni di lavoro, uno staff di oltre 40 persone, 102 comparse, 21 attori impegnati nelle 5 tappe del progetto con una nave lunga 28 metri, alta 8, larga 2 metri e mezzo e pesante 8 tonnellate, sono questi i numeri di AWARE – La Nave degli Incanti, progetto di Matera – Capitale Europea della Cultura 2019, co-prodotto dalla compagnia teatrale Gommalacca Teatro e dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019 e inserito nel palinsesto di Matera – Capitale Europea della Cultura 2019.  A partire da un’esperienza artistica e pedagogica lunga oltre dieci anni, in cui  l’arte performativa diviene strumento di attivazione e innovazione sociale dei territori periferici e marginali in cui opera, Gommalacca teatro, compagnia lucana composta da Carlotta Vitale e da Mimmo Conte, ha vinto sia il bando per Matera 2019 con il progetto Aware – La Nave degli Incanti,  sia il bando per l’altra capitale europea della cultura, Plovdiv, per la quale hanno ideato  Aw(E)are – Io, Noi.  L’ispirazione per il progetto AWARE  deriva dal quartiere di Potenza dove la compagnia lavora dal 2012, il Rione Cocuzzo, meglio noto come la Nave o il Serpentone: due lunghe, interminabili file di palazzi alti 13 piani che si snodano lungo i fianchi di un colle, in mezzo ai quali è stato costruito, nel 2010, il Parco Miralles, un’enorme struttura in cemento che avrebbe dovuto essere parte integrante della riqualificazione del quartiere ma che ne è divenuto, invece, ulteriore elemento di degrado. Un giardino pensile ideato dall’architetto spagnolo Enric Miralles come una grande nave composta di vari blocchi di cemento che tolgono luce ai primi piani dei palazzi antistanti e che avrebbe dovuto completarsi con tre alberi maestri, alti 18 metri, rimasti irrealizzati per la morte prematura del progettista. 

Quando la compagnia, nel 2017, ha risposto alla call lanciata dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019 per la realizzazione di uno dei progetti del dossier, che richiedeva la realizzazione di un teatro viaggiante, l’impulso è stato quello di lavorare su uno degli elementi che costituiscono una vergogna per la città, simbolo del brutto e del non-accessibile: «In una città della Basilicata c’è una grande nave di cemento, incastrata tra due palazzi altissimi. È un’opera d’arte, un monumento, un giardino pensile, è il simbolo per noi dell’immobilismo del Sud, di ciò che è potente e maestoso ma non trova la forza per muoversi e partire. Immaginiamo allora che, grazie al teatro, questa nave trovi la sua identità e riesca ad affrontare il viaggio a cui è destinata», racconta Carlotta Vitale.

Una nave di cemento che diviene quindi un teatro viaggiante, una macchina spettacolare che replica la forma del parco Miralles, progettata e realizzata dallo scenografo lucano Mario Carlo Garrambone, lunga 28 metri e alta 8 che dal quartiere di origine, il serpentone di Potenza, arriva a Matera.

Nella fase di ricerca, curata da Recollocal, sono state raccolte storie e leggende degli abitanti delle comunità di Potenza, Castelmezzano, Albano di Lucania, Calciano-Garaguso-Oliveto Lucano, Ferrandina e Matera, reinterpretate dalla drammaturgia di Riccardo Spagnulo, attore e autore per il teatro, fondatore della compagnia Fibre Parallele e vincitore di numerosi premi fra cui il Premio Hystrio – Castel dei Mondi nel 2011 e il Premio Lo Straniero nel 2014. Un abile lavoro di intreccio drammaturgico in cui, per esempio, la cicogna nera, rarissima in italia, che da 8 anni nidifica nell’oasi naturalistica di Castelmezzano entra fra i protagonisti del secondo episodio, L’incantatrice di anime, ambientato appunto nel paese.

Un unico spettacolo multidisciplinare, composto da 5 episodi, nutriti dalle storie raccolte sul territorio, che hanno come tema il viaggio di Sofia, una bambina di nove anni che si mette a capo della nave incantata per riportare il pesciolino Milo a casa, una favola moderna con valori antichi ma quanto mai attuali e necessari come l’amicizia, l’amore, la compassione, la tolleranza, la solidarietà. Un viaggio di formazione, che attraversa i paesaggi, le comunità e le storie di una terra piena di mistero e meraviglia, in cui Sofia e il suo Maestro Elia, accompagnati da un equipaggio di 15 persone, incontreranno personaggi magici come l’incantatrice, il taglialegna, la cicogna nera, l’alchimista, affronteranno pericoli ed enigmi da risolvere per esaudire i loro desideri. 

Nel cast dello spettacolo, che si avvale del mentoring organizzativo e artistico del Teatro dell’Argine di Bologna e del lavoro dell’artista plastico Didier Gallot – Lavellée, gli attori Souphiene Amiar, Mino De Cataldo, la piccola Sara Larocca, Marica Mastromarino, Francesco Sigillino, Carlotta Vitale, gli allievi bambini, ragazzi e adulti dei laboratori di ricerca scenica della compagnia La Klass, gli abitanti delle comunità.

Tra gli sponsor tecnici del progetto: ANAS Gruppo FS Italiane, Erra Servis s.r.l, Fantastico Mondo agenzia di viaggi, Motor France e Motor Kappa società di Capitale Umano, Punto Service servizi per la stampa, Radio Tour.

Il progetto è realizzato anche grazie al sostegno del fondo etico della BCC Basilicata.




Arezzo 18 luglio Basilica di San Francesco il concerto inaugurale l’Arezzo Raro Festival

DOMANI giovedì 18 luglio alle ore 21.00 nella Basilica di San Francesco il concerto inaugurale

Davanti agli affreschi di Piero della Francesca, prende il via l’Arezzo Raro Festival

Il Maestro Donato Renzetti dirige la Filarmonica Gioachino Rossini

Donato Renzetti

in un programma ricco di grandi rarità e cadenzato da echi aretini. Ingresso libero

 

Davanti agli affreschi di Piero della Francesca, prende il via l’Arezzo Raro Festival: domani, giovedì 18 luglio alle ore 21.00, con un grande concerto inaugurale ad ingresso libero, nella Basilica di San Francesco si alza il sipario sulla rassegna che porta la grande musica in alcuni dei luoghi più belli e suggestivi della città toscana.

 

Qui la Filarmonica Gioachino Rossini, diretta da Donato Renzetti, che proporrà un programma ricco di grandi rarità, cadenzato da suggestivi echi aretini. Si comincia con Les Fresques de Piero della Francesca di Bohuslav Martinu,suggestivo poema sinfonico che il compositore ceco scrisse dopo aver ammirato la Storia della Vera Croce di Piero della Francesca; si prosegue con il Poème op.25 per violino e orchestra, il lavoro più celebre di Ernest Chausson, eseguito dal giovane talento Giovanni Andrea Zanon. A seguire la voce recitante di Pier Luigi Stella introdurrà il pubblico al quarto, quinto e sesto dei Sei Lieder per voce e orchestra op.8 di Arnold Schönberg, basati su tre Sonetti del Petrarca e cantati dal soprano Paola Geretto.

Francesca Paola Geretto

A concludere questo programma “letterario”, il terzo dei tredici poemi sinfonici di Franz Liszt, Les Preludes, tra i gioielli indiscussi del sinfonismo dell’Ottoceento.

 

Il concerto darà il via a un cartellone che proseguirà fino al 28 luglio trasformando la città toscana in un laboratorio culturale, dove si intrecciano differenti linguaggi che dalla musica da camera, al rock, fino alla lirica intendono offrire inesauribili emozioni sposandosi a location uniche.

 

Cresce l’attesa per Le cantatrici villane rarità del repertorio operistico in scena al Teatro Petrarca (munito di aria condizionata) , venerdì 19 e domenica 21 luglio.

Omar Pedrini

Il cartellone prevede poi per sabato 20 luglio alla Casa della Musica Anatomia di un Trio. Lunedì 22 luglio in Piazza Grande di Omar Pedrini, sarà protagonista di “Opera Rock” mentremartedì 23 luglio presso la Sala Vasariana saranno proiettati tre film della serie Arte al Cinema. 

Mercoledì 24 luglio ancora alla Casa della Musica, l’Ensemble Sezione Aurea si esibirà nello spettacolo Tiranno Amor, omaggio a Pietro Antonio Cesti, nel 350° anniversario della morte mentre invece nella Sala Vasariana, giovedì 25 lugliosaranno proiettati lavori che hanno stavolta come protagonista la musica classica. Sabato 27 luglio, il Teatro Petrarca ospita “L’arte dell’incontro” un appuntamento dedicato a Maurizio Fabrizio.

Appuntamento straordinario venerdì 26 e domenica 28 luglioall’Anfiteatro Romano, con una perla indiscussa della nostra tradizione lirica: la Traviata di Giuseppe Verdi, presentata adArezzo Raro Festival con un allestimento originale dell’Associazione Arena Sferisterio Macerata e della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi che l’ha resa celebre come “Traviata degli Specchi”.

 

Nato da un’idea di Donato Renzetti il festival è voluto e prodotto dalla Fondazione Guido d’Arezzo e dal Comune di Arezzo insieme alla Filarmonica Gioachino Rossini con media partner Classica HD, il canale di Sky esclusivamente dedicato alla musica classica e reso possibile da sponsor e partner come Polo Museale della Toscana, C-Way, Fraternita dei Laici, Coingas, Conad, Camu-Casa della Musica, Ubi Banca, Fondazione Ivan Bruschi, con la collaborazione tecnica di Poti Pictures.

 

 I biglietti (per gli appuntamenti che prevedono un ingresso) sono in prevendita presso OFFICINE DELLA CULTURA (via Trasimeno 16, Arezzo; tel 338 8431111 – biglietteria@officinedellacultura.org), oppure online su TICKETONE www.ticketone.it.

 

Informazioni www.fondazioneguidodarezzo.com; www.arezzorarofestival.com




Inaugurazione Promoitalia MedClass Academy

Una clinica e centro di alta formazione di medicina e chirurgia plastica nel cuore

del quadrilatero della moda milanese

Promoitalia Group, azienda italiana nata a Napoli oltre 25 anni e oggi riconosciuta a livello mondiale nel campo della produzione e distribuzione di prodotti di medicina estetica, ha il piacere di annunciare che il 19 luglio 2019, nell’esclusiva area di via Montenapoleone, in via Pietro Verri 6, nel cuore pulsante del quadrilatero della moda milanese, inaugurerà la Promoitalia Academy, un centro di formazione altamente specializzato rivolto a medici italiani e stranieri per l’insegnamento di nuove tecniche e metodologie all’avanguardia nel settore della medicina estetica, chirurgia plastica, dermatologia e ginecologia.

Promoitalia Group è una realtà dinamica con un network in continua espansione su scala mondiale. Ha sedi in diverse città del mondo come Milano, Napoli, Miami, Mosca, Kiev, Hong Kong e attualmente possiede una rete di 160 distributori, tra cui importanti case farmaceutiche e numerose cliniche medico-estetiche in franchising sotto il brand Promoitalia Anti Aging Centre.

Eccellenza del personale medico al servizio del benessere psicofisico, macchinari dalla tecnologia all’avanguardia, programma scientifico e tecniche innovative sono i valori aziendali di Promoitalia e i pilastri fondamentali su cui si fonda e nasce l’Academy” afferma con sicurezza il fondatore e presidente di Promoitalia, Valerio Matanò.

La Academy, oltre ad essere un centro di alta formazione rivolto a medici estetici, chirurghi plastici, dermatologi e ginecologi, sarà aperta al pubblico per trattamenti di chirurgia plastica e medicina estetica.

Promoitalia Academy intende riportare in Italia il valore di una classe medica di eccellenza, diventare un luogo di incontro, un “salotto” elegante e di design dove apprendere nuove metodiche e far nascere nuove idee.




Festival della Mente XVI edizione | Sarzana, 30 agosto – 1 settembre 2019

Il Festival della Mente è il primo festival europeo dedicato alla creatività e alla nascita delle idee promosso dalla Fondazione Carispezia e dal Comune di Sarzana con la direzione di Benedetta Marietti. La XVI edizione si terrà dal 30 agosto al 1 settembre, a Sarzana (www.festivaldellamente.it).

40 gli incontri in programma ai quali si aggiungono 20 eventi ideati appositamente per bambini e ragazzi e 6 workshop didattici nella sezione curata da Francesca Gianfranchi, un vero festival nel festival.

Un centinaio di ospiti italiani e internazionali in tre giornate indagheranno i cambiamenti, il fermento creativo e le speranze della società attraverso incontri, letture, spettacoli, laboratori e momenti di approfondimento culturale, rivolgendosi, con un linguaggio chiaro e comprensibile, al pubblico ampio e intergenerazionale che è da sempre la vera anima del festival.

Tema del 2019: il futuro.

«Il concetto di “futuro” è sempre stato importante e necessario per la mente umana – spiega Benedetta Marietti – ma acquista particolare significato in un’epoca come la nostra, densa di cambiamenti sociali, di trasformazioni tecnologiche e di incognite che gravano sul presente. Con il consueto approccio multidisciplinare, il festival si interroga sugli scenari possibili che ci attendono in campo scientifico e umanistico, senza però dimenticare che per guardare al domani bisogna conoscere il passato. E con la ferma convinzione che per immaginare il futuro che vogliamo è necessario creare e inventare una realtà nuova a partire dall’oggi. Spero che il festival, attraverso le voci competenti e appassionate dei relatori, riesca a trasmettere la convinzione che tutti noi possiamo e dobbiamo diventare “inventori del futuro”».

500 i volontari, di cui la maggior parte studenti che con passione e generosità contribuiscono a creare quel clima unico di festa che si respira nel centro storico di Sarzana durante il festival. Testimonianza del forte legame che la manifestazione ha creato con il territorio e della voglia di molti giovani di mettersi in gioco.

IL PROGRAMMA

Scienziati, umanisti e artisti esploreranno in 40 incontri il tema del futuro, fulcro di questa edizione.

Apre il festival la lezione inaugurale di Amalia Ercoli Finzi dal titolo “L’esplorazione spaziale: oggi, domani e…dopodomani”. L’ingegnere aerospaziale, che da oltre venticinque anni si occupa di dinamica del volo spaziale e progettazione di missioni spaziali, ha contribuito infatti alla realizzazione di satelliti e sonde per l’esplorazione planetaria e ricoperto incarichi presso l’Agenzia Spaziale Italiana, l’Agenzia Spaziale Europea e l’International Astronautical Federation. Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica per meriti scientifici, Ercoli Finzi ricorda che, per svelare i segreti di mondi tanto lontani da essere fino ad ora considerati irraggiungibili, servono una tecnologia esasperata, lunghi tempi di progettazione e realizzazione, finanziamenti ingenti, ma soprattutto menti visionarie. È fondamentale che le scelte future su dove e quando andare siano il frutto di uno sforzo collettivo, che non veda come protagonisti solo i paesi industrialmente avanzati.

IL FUTURO DELLA LETTERATURA, DELLA LINGUA E DELLE ARTI

Masha Gessen, una tra le più brillanti giornaliste della scena internazionale, firma del New Yorker e vincitrice del National Book Award 2017, racconta, in un dialogo con lo scrittore Wlodek Goldkorn, la nuova Russia, nazione che con un sorprendente rovesciamento è passata dall’essere il faro della sinistra internazionale a diventare il modello esemplare, in America e in Europa, del pensiero conservatore.

Come riuscire ad avere una storia d’amore durante un conflitto? Come scappare dalle bombe quando ci si ritrova orfani? Come sopportare le torture dei soldati? Il poeta e scrittore palestinese Mazen Maarouf, sul palco con lo scrittore Matteo Nucci, svela come si può fondere la quotidianità domestica con la spietata irrealtà della violenza bellica per tenersi a galla, per resistere nell’unico modo possibile: sognando, scherzando, immaginando il futuro.

Dalla Palestina a Israele: la scrittrice israeliana Dorit Rabinyan, in dialogo con lo scrittore Alessandro Zaccuri, riflette sui grandi ostacoli, tra cui il dialogo interreligioso, che si frappongono al raggiungimento della stabilità politica e all’interruzione della guerra fratricida tra Israele e Palestina. È possibile una convivenza pacifica tra popoli in guerra da generazioni? Quali sono le strade attualmente percorribili verso il domani?

Oggi la tecnologia è in continuo cambiamento: internet e i social media mutano nel profondo i nostri modi di comunicare e di pensare, con una velocità che la storia non ha mai conosciuto. Cosa significa questo per la lettura? È davvero a rischio estinzione o prenderà forme nuove? Lina Bolzoni, scrittrice e membro dell’Accademia dei Lincei e della British Academy, ricorda che – da Petrarca a Machiavelli, da Tasso a Montaigne – la lettura è un incontro personale, un dialogo con gli autori al di là delle barriere del tempo.

Il linguista Andrea Moro dimostra che le regole del linguaggio non sono convenzioni arbitrarie, ma sono legate all’architettura neurobiologica del cervello: non esistono quindi lingue migliori di altre, lingue musicali o lingue stonate, né l’essere umano vede il mondo diverso a seconda della lingua che parla, come se essa fosse un filtro per i sensi e i ragionamenti.

La poesia è il futuro della parola, perché è una parola che guarda sempre al futuro. Intorno a questa affermazione dialogano due tra le voci più riconoscibili dell’attuale letteratura italiana in versi, Antonella Anedda e Alessandro Fo, sollecitati dalle domande dello scrittore Alessandro Zaccuri.

La produzione artistica contemporanea si è polarizzata sempre più in un rapporto tra città e periferia. Ma alla luce delle recenti emergenze

Pubblico delle precedenti edizioni

ambientali e della nuova ubiquità digitale, come si diversificano gli interventi e le pratiche artistiche? La storica dell’arte Ilaria Bonacossa e l’artista Massimo Bartolini indagano le trasformazioni in corso dell’attuale panorama culturale e produttivo.

Achille e Odisseo rappresentano, secondo gli antichi, due modelli caratteriali contrapposti: il primo spontaneo e diretto, il secondo ingannevole, prudente, dai pensieri tortuosi. Achille è costantemente gettato nel presente, Odisseo invece non smette mai di pianificare il futuro, osserva lo scrittore Matteo Nucci.

Al festival partecipa anche l’Atelier dell’Errore, un laboratorio di Arti visive e performative progettato dall’artista Luca Santiago Mora per i reparti di Neuropsichiatria infantile a Reggio Emilia e a Bergamo, che in questi anni si è rivelato valido complemento all’attività clinica. Mora accompagna sul palco del festival alcuni dei ragazzi che raccontano gli animali del futuro, i prototipi di una zoologia che noi non faremo in tempo a conoscere ma che, inesorabilmente, sono già in viaggio, direzione Terra.

IL FUTURO DELLA SCIENZA

L’Intelligenza Artificiale, anche se già presente nella nostra vita, pone alcune legittime preoccupazioni: l’uso dei dati, le possibili discriminazioni, l’allineamento ai valori umani, la trasparenza, la necessità di

capire come l’IA prende decisioni, l’impatto sul mondo del lavoro. Francesca Rossi, global leader dell’Intelligenza Artificiale dell’IBM, sostiene che è nostra responsabilità progettare il futuro che vogliamo, identificando per l’IA linee guida etiche che la indirizzino in direzioni benefiche per gli individui, la società, e l’ambiente.

La scienziata Barbara Mazzolai, direttrice del Centro di MicroBioRobotica dell’IIT di Pontedera e nella classifica internazionale delle donne più geniali della robotica, ha inventato il plantoide, primo robot ispirato al mondo delle piante che potrà trovare impiego in numerosi ambiti, dall’esplorazione spaziale al monitoraggio dell’ambiente. A Sarzana racconta perché, per riuscire a immaginare un futuro ecosostenibile, è necessario che biologia e tecnologia procedano insieme nell’indagare i misteri della natura.

Ciò che mangiamo influenza la nostra salute: di questo la scienza è certa. Ma quale modello alimentare sia più efficace per restare sani e vivere a lungo è argomento di discussione e spesso di confusione; il chimico Dario Bressanini e la nutrizionista Lucilla Titta dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano mettono in guardia sulle bufale delle mode alimentari, che offrono soluzioni semplici, ma non poggiano su solide basi scientifiche.

Il neuropsichiatra e neuroscienziato Edward Bullmore dell’Università di Cambridge spiega il nesso esistente fra infiammazione e depressione, dimostrando come e perché l’infiammazione può rientrare tra le cause della depressione. Quali fattori di rischio conosciuti, come lo stress sociale, possono causare infiammazioni? In quale prospettiva futura si potranno utilizzare nuove medicine antinfiammatorie per il trattamento della depressione?

L’idea del male ha origini lontane, si è integrata con la storia dell’uomo sulla Terra, ma oggi, osserva Valter Tucci, direttore del laboratorio di genetica ed epigenetica del comportamento dell’IIT, possediamo gli strumenti per trattare il male come un fenomeno biologico. Possiamo identificare porzioni specifiche di DNA che influenzano le nostre peggiori azioni: conoscere la biologia dei comportamenti è una delle priorità nel futuro della nostra specie.

Ora che tutte le vette sono state scalate e i poli esplorati, quali nuovi obiettivi e quali sfide attendono i pionieri del futuro? Risponde a questa domanda la matematica, fisica e glaciologa svedese Monica Kristensen, una delle più note esploratrici polari nordeuropee e prima donna a ricevere la medaglia d’oro della Royal Geographical Society. Oggi esistono misteri da risolvere – come la ricostruzione del tragico destino del grande eroe polare Roald Amundsen, scomparso nel tentativo di ritrovare l’equipaggio del dirigibile Italia – intere aree al di sotto degli oceani ancora da esplorare e lo Spazio da indagare, con la speranza di trovare altre forme di vita: un sogno destinato agli esploratori del futuro.

Alla ricerca dell’immortalità” è il titolo dell’incontro con lo scrittore, fotografo e regista Alberto Giuliani, che accompagna il pubblico in un viaggio nel futuro, alla scoperta della scienza che spera di vincere la morte: dagli astronauti della NASA che simulano la vita su Marte alla ricerca genomica in Cina, dai laboratori di crioconservazione umana e di clonazione ai padri della robotica umanoide.

IL FUTURO DELL’AMBIENTE

Il riscaldamento climatico, la deforestazione, l’urbanizzazione selvaggia e lo sfruttamento indiscriminato delle risorse, alimentati dai nostri attuali modelli di sviluppo e di consumo, hanno già ridotto la biodiversità di un terzo. Il filosofo della scienza Telmo Pievani lancia una sfida: provare a immaginare come sarebbe la Terra senza la pervasiva presenza dell’uomo, per ritrovare la consapevolezza della nostra fragilità.

Fragments of Extinction è un progetto dell’artista interdisciplinare, compositore e ingegnere del suono David Monacchi, che sta conducendo una ricerca sul patrimonio dei suoni delle foreste primarie equatoriali. Raccoglie registrazioni che restituiscono, fissandolo nel tempo, il linguaggio sonoro di un pianeta che rotola verso la sesta estinzione, per accrescere la coscienza ecologica pubblica e sperare di salvare così quanti più ecosistemi possibili. L’incontro è completato dalla proiezione del film di Monacchi

Dusk Chorus.

Nel corso della sua storia, il clima del nostro pianeta è passato attraverso grandi cambiamenti, alternando glaciazioni globali con epoche molto più calde, pur mantenendo una sostanziale stabilità che ha permesso la presenza della vita da almeno tre miliardi e mezzo di anni. Quali cambiamenti sono avvenuti in passato e come influiscono sull’ambiente naturale e sulla società? E soprattutto, quale tipo di clima ci aspettiamo nel futuro? Sul palco del festival, per proporre soluzioni a questi pressanti interrogativi, sale Antonello Provenzale, direttore dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR.

Qualche decina di anni fa il futuro era rappresentato dalla plastica, che ha velocemente sostituito i materiali tradizionali e ha contribuito in maniera decisiva a creare nuovi mercati, rivoluzionando il nostro modo di vivere e di consumare. Oggi, però, siamo tutti preoccupati per i problemi ambientali legati alla sua produzione, al suo utilizzo e al suo smaltimento: le bioplastiche possono rappresentare una soluzione efficace per il nostro futuro? Si confrontano sul tema il chimico Marco Ortenzi e il biologo Marco Parolini.

Negli ultimi decenni si osservano tendenze quali l’abbandono di milioni di ettari di aree rurali, problemi di inquinamento e di riscaldamento climatico, scarsa qualità e quantità delle risorse alimentari. È quindi necessaria, spiega il presidente del Comitato scientifico del Programma Mondiale della FAO sul patrimonio agricolo Mauro Agnoletti, una nuova visione che realizzi un equilibrio fra aree urbane e rurali, anche per far fronte alla crescita della popolazione. L’Italia può giocare un ruolo importante proponendo la propria cultura in materia di qualità dei prodotti agroalimentari e del patrimonio paesaggistico e ambientale.

IL FUTURO DELLA SOCIETÀ E DELL’INDIVIDUO

Il Festival della Mente indaga le questioni più attuali del presente e del futuro: non poteva mancare una riflessione sugli oltre 70 milioni di rifugiati e sfollati, che spesso si muovono insieme a migranti economici lungo rotte controllate da trafficanti o attraverso zone di conflitto. Povertà, ineguaglianze e cambiamenti climatici rendono la situazione ancora più complessa. Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati dal 2016, risponde agli interrogativi più pressanti: è possibile offrire soluzioni a questi fenomeni in modo concreto, organizzato e rispettoso del diritto internazionale? È possibile parlare di rifugiati senza che il discorso sia strumentalizzato dalla politica? Come rispondere agli esodi forzati di milioni di persone? La solidarietà esiste ancora?

Esattamente trent’anni fa cadeva il muro di Berlino e, sulle sue macerie, si è ingenuamente celebrata la “fine della storia”, con il trionfo delle democrazie liberali e del capitalismo, secondo un progresso ritenuto lineare e senza contraddizioni. Ma adesso ci sembra di sporgerci su una nuova frattura della storia, osserva il direttore del Censis Massimiliano Valerii. Quando la storia si rimette in moto riecheggia il clangore delle armi: come saremo in futuro, fra trent’anni?

Bertrand Badré, che è stato managing director della World Bank e chief financial officer del World Bank Group, sostiene che la finanza non è un nemico perché di per sé non è né buona né cattiva. È uno strumento, la più potente delle forze meccaniche che quando imbocca la strada sbagliata produce esiti rovinosi ma può avvantaggiare tutti se controllata e gestita con responsabilità.

Il sociologo Stefano Laffi spiega come si aiuta una generazione a riscrivere il futuro. Parlare con pessimismo della crisi provoca nei giovani paura, disincanto e cinismo; rifugiarsi nella celebrazione dei fasti antichi, di contro, non serve a nulla sul piano concreto. Che fare? Occorre rompere il ricatto del presente, imparare a immaginare, esercitare il possibile al posto dell’esistente.

L’architetto e ingegnere Carlo Ratti – considerato da Wired una delle 50 persone che cambieranno il mondo, copresidente del World Economic Forum Global Future Council su Città e Urbanizzazione e special advisor presso la Commissione Europea su digitale e smart cities – spiega la grande rivoluzione odierna nel campo dell’architettura e del design, che vede affermarsi sempre più un modello progettuale

partecipativo e collaborativo con idee sviluppate dal basso, più che imposte dall’alto.

L’amore resiste al tempo e vorrebbe non morire mai. Ma l’amore che sa durare non è forse un amore impossibile? Lo psicoanalista Massimo Recalcati si inoltra nel labirinto della vita amorosa e indaga il miracolo dell’amore, il sentimento più misterioso di tutti.

Dalle moderne guerre di religione agli attuali rigurgiti fondamentalisti il dialogo tra le fedi si è sempre mostrato irto di difficoltà, ricorda il filosofo della religione Roberto Celada Ballanti. Oggi la multiculturalità impone relazioni tra etnie, visioni del mondo e religioni, determinando confronti – che spesso diventano scontri – e la globalizzazione ridisegna gli assetti planetari: occorre un paradigma dialogico che superi il concetto di tolleranza, inadeguato a fronteggiare le sfide del terzo millennio.

L’epistemologa Luigina Mortari sottolinea come, con il venire al mondo, siamo chiamati alla responsabilità ontologica di avere cura della vita. Poiché all’essere umano non è data sovranità sulla sua esperienza ma sempre è dipendente da altro, il prendersi a cuore la vita non può che attualizzarsi nell’avere cura di sé, degli altri e del mondo.

LA TRILOGIA

Attesissimi, come ogni anno, i tre appuntamenti con lo storico Alessandro Barbero, che chiude ciascuna delle serate del festival con le sue lezioni in Piazza Matteotti. Il ciclo quest’anno è dedicato alle rivolte popolari nel Medioevo, che hanno cambiato il corso della storia. Venerdì si parla dei Jacques, i contadini dell’Île-de-France, che, a metà del 1300, a causa delle continue disfatte che i nobili francesi riportavano nella guerra dei Cent’Anni, si ribellarono al dovere di mantenerli con il loro lavoro. Sabato è la volta dei Ciompi fiorentini, che nel 1378 occuparono le piazze della città per ribadire il loro diritto a essere coinvolti direttamente nel governo della città. Si chiude domenica con la rivolta dei contadini inglesi del 1381, gli ultimi a essere liberati, in Europa, dalla servitù della gleba.

EVENTI SERALI

Non esiste invenzione che non sia anche il frutto delle visioni che altri hanno avuto prima di noi: da Magellano a Mozart, da Gabriel García Márquez a Joseph Conrad, da Albert Einstein a Jimi Hendrix, ogni creazione nuova è il prodotto complesso delle intuizioni che l’hanno preceduta. È possibile trovare una curva che colleghi quei punti e indichi la traiettoria del futuro? Rispondono a questa domanda, in un incontro speciale pensato per il festival, Lorenzo Jovanotti e Paolo Giordano.

L’attore Umberto Orsini, che calca le scene da ormai sessant’anni e ha lavorato con Fellini, Visconti, Zeffirelli e Ronconi, pensa sempre al teatro come a un eterno presente, come a un futuro che si costruisce osando. È quanto spiega nel dialogo con lo scrittore Paolo Di Paolo, mentre ripercorre la sua carriera e pensa a come si crea il futuro in scena: nella scelta dei testi, nell’interpretazione, nel dialogo con la platea e nella costruzione del pubblico.

In anteprima per il pubblico del Festival della Mente, il regista Raphael Tobia Vogel porta in scena Marjorie Prime, un testo che esplora il rapporto tra memoria e identità, scritto dal drammaturgo Jordan Harrison – finalista al premio Pulitzer 2015 – e prodotto dal Teatro Franco Parenti. Se esistessero tra noi i Prime, ologrammi di persone care venute a mancare, riusciremmo a relazionarci a loro come se fossero l’originale? L’Intelligenza Artificiale può soddisfare i nostri più chiari bisogni e i nostri più intimi desideri ed essere utilizzata per sconfiggere la solitudine o aiutare l’essere umano a conoscersi meglio?

Se ne avessimo l’opportunità, come decideremmo di ricostruire il nostro passato e cosa decideremmo di dimenticare? Sul palco gli attori Ivana Monti, Francesco Sferrazza Papa, Elena Lietti e Pietro Micci.

La Bandakadabra, estrosa formazione di fiati e percussioni, si cimenta in uno spettacolo comico-teatral-musicale dai toni vagamente surreali e dadaisti, che spazia dalle atmosfere western e dalle colonne sonore di Ennio Morricone ai brani dei Beatles, diventando occasione per riflettere ironicamente sulla tossicità degli smartphone e sulla sfortunata vita amorosa dei musicisti di “insuccesso”.

La musica, il teatro e la letteratura vivono del tempo e nel tempo, ma sanno rovesciarne la percezione.

Beatrice Venezi, tra i più giovani direttori d’orchestra d’Europa, incontra l’attore Gioele Dix: insieme ai Solisti di Milano Classica, confrontano i loro artisti più amati e provano a immaginare un futuro per il loro mestiere.

Due esploratori del suono, il pianista improvvisatore e compositore Cesare Picco e il musicista e dj Alessio Bertallot danno vita, sul palco, a uno speciale viaggio tra i brani iconici della dj culture, affiancata alla forza evocativa del pianoforte, per creare un caleidoscopico nuovo mondo di suoni.

L’esplorazione polare è il tema dell’incontro con lo storico Paolo Colombo e il disegnatore Michele Tranquillini, che ripercorrono la storia di Ernest Henry Shackleton e della sua impresa di attraversamento a piedi dell’Antartide. Le parole di Colombo e gli acquerelli disegnati dal vivo di Tranquillini fanno rivivere questa avventura e rispondono a una domanda importante: cosa significa essere eroi?

Biglietti: lezione inaugurale gratuita; eventi diurni e trilogia (incontri n. 6, 24, 40) €4,00;

eventi serali, approfonditaMente e didatticaMente €8,00.

Informazioni e prevendite (dal 17 luglio): www.festivaldellamente.it




A Reggio Emilia per il Festival MAPS Bussole per la felicità 18 luglio

A Reggio Emilia per il Festival MAPS Bussole per la felicità
va in scena A Ritrovar le Storie del Teatro dell’Orsa

 

Il fortunato spettacolo di Monica Morini e Bernardino Bonzani «che si porge con poesia, commozione e allegria a un pubblico di tutte le età» sarà presentato alla Casa delle Storie.

 

«Nel paese di Tarot le parole si sono rimpicciolite, ma un giorno un saltimbanco arriva sulla piazza con un carretto bislacco capace di riaccendere le storie. Fiabe, fole e memorie di infanzia si intrecciano e portano meraviglia. Si ride delle paure superate, del nostro inciampare goffo nella vita e degli sciocchi che a volte acchiappano la fortuna per la coda. Si trattiene il fiato nell’oscurità del mare, fino a riemergere nello stupore della vita che è tonda e ricomincia come le storie che camminano sempre»: Monica Morini e Bernardino Bonzani del Teatro dell’Orsa introducono A Ritrovar le Storie, spettacolo che sarà in scena giovedì 18 luglio alle ore 21.30 alla Casa delle Storie di Reggio Emilia nell’ambito della seconda edizione del Festival MAPS. Bussole per la felicità, che fino al 4 settembre proporrà in città una ricca programmazione di narrazioni, spettacoli, proiezioni e laboratori per tutti a ingresso libero e gratuito.

 

Aggiungono gli artisti: «In un paese che ha perduto le parole, dove le persone non si incontrano e non si parlano, basta pronunciare nomi come bicicletta, albero o animali per ricominciare ad accendere brevi storie. La gente esce dalle case per rivivere la piazza come spazio di tutti. Parole e racconti si alimentano a vicenda, chiamano domande. I racconti svelano l’invisibile in un mondo opaco e le parole attraversano i confini, si allungano e corrono tra vecchi e bambini, opposte estremità della vita. La storia del paese di Tarot ci riguarda, chiama a costruire comunità, alla condivisione con l’altro».

 

A Ritrovar le Storie, progetto speciale selezionato al Festival I Teatri del Sacro 2015 e ospite, nello stesso anno, del Festival Internazionale di Narrazione di Arzo (in Svizzera) e del FestivalFilosofia di Modena Carpi Sassuolo, è ispirato all’omonimo libro di Annamaria Gozzi, Monica Morini e Daniela Iride Murgia (Edizioni Corsare), opera finalista al prestigiosissimo Premio Andersen 2015.

 

La Casa delle Storie si trova in via Sergio Beretti 24/D, Quartiere Gattaglio, Reggio Emilia.

 

Ingresso gratuito, prenotazione vivamente consigliata.

 

Info e prenotazioni: www.teatrodellorsa.com, www.casadellestorie.com, casadellestorie@gmail.com, 351 5482101 (dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 18).

 

Il Festival MAPS. Bussole per la felicità è un progetto a cura del Teatro dell’Orsa realizzato con il contributo del Comune di Reggio Emilia nell’ambito del progetto Restate nei quartieri 2019.

 




Doppio Sogno – On Love and Memory – rassegna di cinema, letteratura e musica – villa Pignatelli Napoli 15 – 26 lug. 2019

Doppio Sogno – On Love and Memory nell’edizione 2019, parte dalla volontà di celebrare la memoria dell’attore e amico Antonio Pennarella, recentemente scomparso, per focalizzare il proprio sguardo sulle pieghe oscure di una tramatura politica che non dà conforto.

La rassegna, organizzata dal Teatro Galleria Toledo nella cornice dei giardini di Villa Pignatelli, raccoglie pertanto alcuni titoli di lungometraggi aspri e di forte impatto, scelti tra  film d’autore ormai consacrati a pietre miliari del cinema di tutti i tempi. Ai film sono abbinati interventi tematici, introdotti da personalità di spicco del panorama culturale italiano.

La rassegna viene aperta dal concerto di Daniele Sepe- sul palco assieme a Emilia Zamuner, Tommy De Paola, Davide Costagliola e Paolo Forlini- annoverando al suo interno anche una serata teatrale affidata alla lettura dantesca di Chiara Guidi, accompagnata dalle note del violoncello di Francesco Guerri, membri della storica compagnia SOCIETAS, fondamentale nel panorama sperimentale italiano. Si era partiti dall’idea di riportare attenzione sulla figura di Antonio Pennarella – da circa un anno scomparso- la cui presenza è sempre fortemente ricorrente al nostro affetto; era uno di noi, e molto ha lasciato il suo percorso nella suggestione di chi ha condiviso la storia quasi trentennale di Galleria Toledo. Si sono scelti, e chiesti alla cortesia degli autori, alcuni materiali filmici che ne riportano la presenza: le prime due puntate de L’AMICA GENIALE, ROMANZO DI UNA STRAGE, TATUAGGI. Film aspri, difficili, con uno sguardo acuto sulle pieghe oscure di una tramatura politica che non dà conforto. Da quel punto, il seguito del programma si è quasi naturalmente attestato nella guida delle medesime coordinate, con opportuno accompagnamento di autorevoli voci: TODO MODO, SALO’ O LE 120 GIORNATE DI SODOMA, UNDERGROUND, LO STATO CONTRO FRITZ BAUER, IL CLAN DEI RICCIAI.

Piace prevedere, nel corso dei giorni di programmazione, l’apertura a occasioni di confronto di un qualche valore, perché grande è il valore di chi ha accolto l’invito all’accompagnamento dei singoli film. Gli episodi I e II de L’AMICA GENIALE, che così vigorosamente riportano, quasi in forma profetica, l’immagine del personaggio Achille Carracci/Antonio fino alla morte, sono accompagnati dall’affettuosa presenza del regista Saverio Costanzo. Il film ROMANZO DI UNA STRAGE di Marco Tullio Giordana – proposto in sintonia con Premio Napoli – è occasione per la contestuale presentazione del libro “Se tu potessi vedermi ora” della giovane autrice Carolina Orlandi, sostenuta dall’accoglienza di Domenico Ciruzzi e Roberto Davascio. Carolina è figlia di David Rossi, lo scomparso manager di Monte Paschi di Siena, intorno alla cui morte, mai ben chiarita, si sollecita tuttora la riapertura delle indagini. La corrispondenza nei temi film-libro si fa evidente. E’ affidata a Alberto Castellano, noto saggista e critico cinematografico, l’introduzione al film UNDERGROUND di Emir Kusturica, opera di disincantato acume sulle controverse/sanguinose vicende nell’universo balcanico, per una riflessione che a circa 25 anni dagli eventi si propone con evidente opportunità. IL CLAN DEI RICCIAI, in concorso al premio David di Donatello 2018, è opera di Pietro Mereu, al quale è affidata la presentazione del film. Fa da protagonista, tra documento e fiction, il reinserimento sociale di una comunità di pescatori di Cagliari che hanno avuto problemi con la giustizia in passato. La narrazione, nel solco della documentaristica d’autore, porta in primo piano l’animo forte della gente di Sardegna. La proiezione sarà anticipata da un aperitivo di benvenuto gentilmente offerto da Consorzio di Tutela del Vermentino di Gallura DOCG. C’è attesa e apprezzamento per l’adesione di Gianni Maffei e Matteo Palumbo – voci tra le più elevate del sistema culturale non solo napoletano – all’accompagnamento, rispettivamente, di TODO MODO e SALÒ O LE 120 GIORNATE DI SODOMA. L’una e l’altra sono opere di nota complessità, che molto hanno ancora da chiarire all’attenzione dello spettatore, in un’attualità che si riporta al presente con rispecchiamenti non scevri da sospetti.

Alla competenza di Valeria Sperti, in presenza con la regista, è affidata la presentazione di Haute Surveillance, il dramma di Jean Genet da cui Enrico Fiore e Laura Angiulli trassero materia nel lontano 1997 per il film TATUAGGI. Qui un giovane Antonio Pennarella – impegnato con Marcello Colasurdo e Lello Serao – segna nell’appassionata partecipazione una traccia di dolorosa poesia. Vincenzo Piscitelli – magistrato, in rappresentanza di ASTREA – introduce LO STATO CONTRO FRITZ BAUER, un film di straordinaria compattezza e forza narrativa (tra l’altro superbo per interpretazione del protagonista e cura della composizione), che chiude con forte segno l’inquietudine suggerita dall’ excursus complessivo, proprio la materia che dà corpo alla rassegna DOPPIO SOGNO 2019. Nella sera di lunedì 15 luglio, il concerto di Daniele Sepe, molto atteso – e assolutamente in linea col corso a seguire, come è sempre per la musica di qualità – dà il via ai lavori. Ugualmente adeguata al tono generale della rassegna la raffinata performance di Chiara Guidi e Francesco Guerri della compagnia SOCIETAS – esercizi per voce e violoncello sulla Commedia dantesca dal titolo INFERNO; avrà luogo mercoledì 24 luglio, in una pausa della programmazione filmica.

DOPPIO SOGNO 2019: Il programma completo

lunedì 15 luglio ore 21.00 THE CAT WITH THE HAT Daniele Sepe in concerto  con Tommy De Paola  Davide Costagliola Paolo Forlini

martedì 16 luglio ore 20.30  in memoria di Antonio Pennarella….  introduce Saverio Costanzo  prime due puntate della serie L’AMICA GENIALE Saverio Costanzo [Italia, 2018, 120’]

mercoledì 17 luglio ore 20.30  in collaborazione con Fondazione Premio Napoli  Introducono Domenico Ciruzzi Roberto Davascio  presentazione del libro Se tu potessi vedermi ora di Carolina Orlandi [Mondadori, 2018]  film  ROMANZO DI UNA STRAGE Marco Tullio Giordana [Italia,2012, 129’]

giovedì 18 luglio ore 20.30  introduce Alberto Castellano   film UNDERGROUND Emir Kusturica [Bulgaria, Ungheria, Francia, Repubblica Ceca, Germania, Jugoslavia 1995, 170’]

venerdì 19 luglio ore 20.30   aperitivo di benvenuto offerto da  Consorzio di Tutela del Vermentino di Gallura DOCG  Introduce Pietro Mereu  film IL CLAN DEI RICCIAI Pietro Mereu [Italia, 2016, 67’]

lunedì 22 luglio ore 20.30  Introduce Gianni Maffei  film TODO MODO Elio Petri [Italia, 1976,125’’]

martedì 23 luglio ore 20.30 introduce Matteo Palumbo  film SALÓ O LE 120 GIORNATE DI SODOMA Pier Paolo Pasolini [Italia, 1975, 117’]

mercoledì 24 luglio ore 20.30  spettacolo INFERNO esercizi per voce e violoncello sulla Divina Commedia di Chiara Guidi, produzione SOCIETAS

giovedì 25 luglio ore 20.30  introducono Valeria Sperti Laura Angiulli  film TATUAGGI Enrico Fiore Laura Angiulli [Italia, 1997, 90’]

venerdì 26 luglio ore 20.30 in collaborazione con Associazione Astrea introduce Vincenzo Piscitelli film LO STATO CONTRO FRITZ BAUER Lars Kraume [Germania, 2015, 105’]

direzione artistica Laura Angiulli    direzione organizzativa Rosario Squillace  segreteria amministrativa Roberta Tamburrelli  segreteria Anna Fiorile Roberto Alvino  comunicazione Lorenza Pensato  grafica Solimena di Francesco Armitti 

Doppio Sogno un progetto a cura di Lavinia D’Elia, Lorenza Pensato in collaborazione con MovieDay

Villa Pignatelli  Riviera di Chiaia, 200 – Napoli 

biglietti  cinema posto unico 5 euro musica/teatro posto unico 15 euro informazioni e contatti

Galleria Toledo teatro stabile d’innovazione

via Concezione a Montecalvario 34 – 80134 Napoli

[+39] 081425037 / [+39] 081425824




Menù ischitano per le star di Hollywood al Grand Hotel Punta Molino

Nella rotonda del ristorante O’ Rangio Fellone è tutto pronto per accogliere i divi hollywoodiani: galà con cena ispirata all’isola verde, premiazione e atmosfera da dolce vita

Dall’antipasto al dolce, uno speciale menù per i Big dell’Ischia Global Film & Music Festival è in preparazione per la cena nello storico O’ Rangio Fellone, il ristorante del Grand Hotel Punta Molino. L’appuntamento per l’edizione 2019 del galà è sabato 20 luglio, dove alle star di Hollywood saranno serviti piatti di alta cucina come quelli preparati per il vertice dei ministri dell’interno dei paesi del G7, che si è tenuto nel grande albergo nel 2017. Il menù delle stelle ideato dallo Chef Alfonso Arcamone prevede: antipasto millefoglie ai colori mediterranei, risotto agli agrumi di Ischia e bollicine di Villa Campagnano, tortino di Branzino in beccafico di patate alla rucola e pomodorino pachino dell’Epomeo e per dessert il nero morbido e croccante.

Tutto si svolge nella mitica rotonda cantata da Fred Bongusto, che si affaccia sulla baia di Punta Molino, sotto la direzione del Punta Molino. In queste edizioni hanno partecipato alla serata personaggi del calibro di Jeremy Irons, Antonio Banderas, Armand Assante, Andrea Bocelli, Helen Mirren, Tim Robbins, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Clementino, Mira Sorvino, Robert Davi, Gabriel Garko e tante altre celebrità. Attori, attrici, vip, registi, capitani d’azienda, rappresentanti delle istituzioni, sono da anni protagonisti di una lunga notte che richiama le atmosfere degli anni ’50 e ’60, quando apriva O’ Rangio Fellone, il mitico locale sul mare ideato e realizzato dall’architetto Sandro Petti, che sarebbe diventato ben presto insieme all’isola d’Ischia un luogo d’incontro del jet set internazionale, tanto che i più importanti imprenditori, attori, personaggi in vista dell’epoca erano di casa.

Quest’anno sono attesi grandi nomi come Bob Geldolf che si aggiudica l’Ischia Humanitarian Award, Marco Bellocchio a cui si assegna il premio Luchino Visconti dopo il pienone ai Nastri d’argento con il film su Buscetta Il traditore.  Il premio ‘Ischia William Walton Music Legend Award’ va ad Albano e a Diana Warren cantautrice più prolifica della storia discografica, dieci volte candidata agli Oscar, che ha scritto anche per Whitney Houston, Cher, Aerosmith, Celine Dion, Aretha Franklin, Mariah Carey e collabora con artisti più famosi cui Beyoncé, Lady Gaga, Adele, Justin Bieber, Christina Aguilera.

Si tratta della 17esima edizione del Festival ideato dal giornalista Pascal Vicedomini al via domenica e presieduta quest’anno dal premio Oscar Steven Zaillian, regista, sceneggiatore e produttore statunitense, considerato tra le personalità più influenti di Hollywood. A venti anni dal film di Anthony Minghella, girato anche a Ischia, si vocifera proprio il nome di Zaillian come sceneggiatore e regista, dei primi episodi della serie tv americana Il talento di mister Ripley.  Alcune scene del famoso film con Jude Law, Matt Damon e Gwyneth Paltrow sono state girate proprio nella baia di Punto Molino, davanti il grande albergo e il Castello Aragonese.




VOCI PER LA LIBERTÀ – UNA CANZONE PER AMNESTY”: LA 22A EDIZIONE DAL 18 AL 21 LUGLIO A ROSOLINA MARE (ROVIGO)

Musica di qualità e diritti umani viaggeranno di nuovo affiancati nella 22a edizione di ‘Voci per la Libertà’, il festival legato ad Amnesty International in programma quest’anno dal 18 al 21 luglio a Rosolina Mare (Rovigo), con un ricco calendario di appuntamenti, sia pomeridiani che serali, ad ingresso gratuito.

Roy Paci, Gio Evan, La Municipàl, Mujeres Creando, Pupi di Surfaro, Kumi Watanabe, Valerio Piccolo sono alcuni degli ospiti in programma quest’anno. Ma il cuore pulsante della manifestazione sarà come sempre il contest per band e cantautori che porterà, nella giornata conclusiva, a proclamare il vincitore del Premio Amnesty International Italia nella sezione Emergenti. In gara saranno otto artisti provenienti da tutta Italia, con brani legati alla Dichiarazione universale dei diritti umani. Il vincitore sarà proclamato nella giornata finale, quando ci sarà anche la premiazione di Roy Paci, che, con Willie Peyote, ha vinto il Premio Amnesty nella sezione Big, con il brano “Salvagente”.

Ad inaugurare il festival giovedì 18 luglio, sarà il primo degli appuntamenti pomeridiani, in orario aperitivo, al Bar In Anguriara, sul lungomare, con lo showcase di Marcondiro, band di culto tra rock, pop e sperimentazione, che aprirà anche la serata in piazzale Europa, alle 21.

Con loro, in apertura di serata, anche il progetto BO.RO.FRA (musica e danze africane come un linguaggio universale per una integrazione interculturale). Si esibiranno poi tre artisti emergenti di grande valore e legati alla storia del festival: le Mujeres Creando, vincitrici del Premio Web Social 2018; i Pupi Di Surfaro, vincitori del Premio Amnesty Emergenti nel 2018 e Kumi Watanabe, feat. Paolo Agosta, vincitrice del premio della critica nel 2001.

Venerdì 19 luglio alle 18.30 al Bar In Anguriara aperitivo in spiaggia con la presentazione del libro “Cento cuori dentro” (Fabbri editore) di Gio Evan.

In serata, alle 21, dopo l’esibizione in apertura di Fabio Luongo, toccherà alla prima delle due semifinali del concorso 2019. Saranno in lizza: Chiara Effe da Cagliari col brano “Mani stanche”, Giovi & Massimo Francescon Band da Rovigo/Treviso con “Quello che io non so”, Grace n Kaos da Rovigo con “Nero”, Chiara Patronella da Taranto con “Pesci”.

In veste di ospite, stavolta in veste di cantautore, salirà poi sul palco Gio Evan, ormai noto anche al grande pubblico grazie a canzoni come “Himalaya Cocktail” e “Pane in cassetta”.

Sabato 20 luglio il momento aperitivo, sempre al Bar In Anguriara, vedrà lo showcase di Michele Mud (vincitore del Premio Amnesty Emergenti nel 2014), che aprirà anche la serata. A seguire, seconda tornata di semifinali degli emergenti con Enzo Beccia da Milano con “Gli indifferenti”, Bif da Salerno con “Venti clandestini”, The Roomors da Cagliari con “Marielle”, Giulio Wilson da Firenze con “Budapest (Francesco Tirelli)”. Ospite sarà La Municipàl, band salentina in decisa ascesa, il cui nucleo è costituito dai fratelli Carmine e Isabella Tundo. Pop/rock d’autore il loro, come testimonia l’ultimo album “Bellissimi difetti“.

Il festival si chiuderà domenica 21 luglio. L’appuntamento pomeridiano sarà stavolta al Centro congressi di Piazzale Europa con un incontro aperto al pubblico con il portavoce di Amnesty International Italia Riccardo Noury e con Roy Paci, in qualità di vincitore del Premio Amnesty International Italia, nella sezione Big.

L’artista siciliano si esibirà poi in serata nel progetto “Mayday Connection” con Picciotto. I due saranno accompagnati dal producer Gheesa. La serata vedrà come opening act Valerio Piccolo, cantautore diviso fra Italia e Stati Uniti, che presenterà “Adam and the Animals”, un concept album composto con lo scrittore Rick Moody.

Momento cruciale sarà poi la finale del Premio Amnesty International Italia nella sezione Emegenti, con i migliori cinque semifinalisti delle due serate precedenti. A decidere il vincitore sarà una prestigiosa giuria composta da giornalisti, addetti ai lavori e esponenti di Voci per la libertà e Amnesty International. Tra semifinali e finale sarà composta da: Claudio Agostoni (Radio popolare), Giò Alajmo (spettakolo.it), Eugenio Arcidiacono (Famiglia Cristiana), Marco Cavalieri (Radio Elettrica), Nicola Dalla Pasqua (Amnesty International Veneto), Enrico de Angelis (storico della canzone), Katia Del Savio (Indiana Music Mag), Enrico Deregibus (giornalista e operatore), Aldo Foschini (Musica nelle Aie), Michele Lionello (direttore artistico Voci per la Libertà), Ivan Malfatto (Gazzettino), Gianluca Mura (Radio41), Riccardo Noury (Portavoce Amnesty International Italia), Elisa Orlandotti (Funny Vegan), Angelo Pangrazio (Tgr Veneto), Valerio Piccolo (musicista), Riccardo Pozzato (musicista), Silvia Rotelli (ideatrice di Inalienabile), Giordano Sangiorgi (MEI e Rete dei festival).

Oltre al Premio al vincitore assoluto, la giuria assegnerà anche un premio della critica, mentre attraverso le schede di voto distribuite agli spettatori si assegnerà il Premio del pubblico. Al vincitore andrà la produzione di un videoclip o di un cd singolo. Il vincitore stesso o, in mancanza dei requisiti tecnici, uno dei finalisti potrà realizzare un tour di otto concerti reso possibile grazie ad un bando di Nuovo Imaie (progetto realizzato con i fondi dell’art.7 L. 93/92). Altro premio sarà “Il migliore per noi” di Viva La Radio! Network, grazie al quale il brano vincitore avrà passaggi radiofonici in alta rotazione per tre mesi. 

Presentano le serate: Savino Zaba (Radio1 Rai) e Carmen Formenton (Voci per la Libertà).

Durante il festival, tra il centro Congressi e l’area festival, sarà possibile visitare la mostra “In arte Dudu” (la Dichiarazione universale dei diritti umani illustrata da giovani artisti) e tre installazioni. Si tratta della mostra fotografica di Andrea Artosi (Artax) “Parliamone in piazza”, su numeri e persone di origine straniera abitanti a Rovigo; “Love difference”, l’arte urbana per la socializzazione; “Inalienabile”, opera immersiva di Silvia Rotelli su musica e diritti umani.

Durante le serate saranno inoltre attivi, presso il giardino del centro congressi, dei laboratori didattici per bambini sui temi dei diritti umani realizzati da: Cooperativa Peter Pan, l’artista Alberto Cristini, La Fiondina e Cooperativa Titoli Minori.

Lo slogan di quest’anno della manifestazione sarà “Sui diritti umani non si torna indietro”. Uno slogan che parte dal 10 dicembre 1948, quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite proclamava la Dichiarazione universale dei diritti umani. Per la prima volta veniva scritto che esistono diritti di cui ogni essere umano deve poter godere per la sola ragione di essere al mondo. Eppure la Dichiarazione è disattesa, anche perché ancora troppo sconosciuta. Amnesty International, Premio Nobel per la pace nel 1977 e Premio delle Nazioni Unite per i diritti umani nel 1978, è impegnata perché per tutti siano garantiti questi diritti. Si impegna, ogni giorno, per ricordare che sui diritti umani non si torna indietro. Tre gli appelli che sarà possibile firmare durante il festival: Codici identificativi subito (per gli agenti impegnati in operazioni di ordine pubblico), Fermiamo la detenzione e la tortura di rifugiati e migranti in Libia e Verità per Giulio Regeni.

Partner della manifestazione quest’anno sarà il progetto Hatemeter, che ha lo scopo di accrescere le conoscenze sull’hate speech (ovvero l’incitamento all’odio e alla discriminazione) anti-islamico online e di sostenere le ONG nella lotta all’islamofobia a livello europeo. La piattaforma Hatemeter è sperimentata e validata in Italia da Amnesty. Il progetto è co-finanziato dal “Rights, Equality and Citizenship Programme (2014-2020)” della Commissione europea – Directorate-General Justice and Consumers.

Il festival sarà preceduto e seguito da vari eventi sotto il nome di “Voci per la Libertà IN TOUR”, anche questi ad ingresso libero. Eccoli:

Sabato 13 luglio ore 19.00 a Porto Tolle (RO), spiaggia di Barricata Bagno Baraonda, con Elisa Erin Bonomo

Sabato 27 luglio ore 19.00 a Porto Tolle (RO), spiaggia di Barricata Bagno Olimpo, con i Marmaja

Sabato 3 agosto ore 19.00 a Porto Tolle (RO), spiaggia di Boccasette Bagno Scano Palo, con i Do’storiesk




BLUETRUSCO Venerdì 12 luglio al via il festival dedicato agli Etruschi

Questo fine settimana prenderà il via, per il quinto anno consecutivo, Bluetrusco, l’unico festival dedicato alla cultura etrusca. Dal 12 al 28 luglio  nella splendida cittadina di Murlo si terranno numerosi spettacoli, concerti, mostre e dibattiti e cene all’aperto.

Il ricco programma di eventi vede coinvolte tre location diverse: dal 12 al 14 Casciano di Murlo, dal 19 al 21 Vescovado di Murlo ed infine dal 26 al 28 il Castello di Murlo.

Uno dei punti nevralgici dell’evento è il castello risalente al XII secolo, insieme con il Palazzo del Vescovo, oggi sede dell’interessante Museo Archeologico che custodisce l’Antiquarium etrusco di Poggio Civitate e i corredi della necropoli di Poggio Aguzzo.

L’evento dà risalto anche alle bellezze naturalistiche del territorio con passeggiate lungo le colline che circondano il paese. Murlo è incastonato in un paesaggio straordinario, custode di antiche testimonianze, e rappresenta un palcoscenico naturale capace di catalizzare attenzione intorno a sé.

Nelle prime tre serate, a seguito di numerosi eventi pomeridiani, sarà possibile, dopo la tradizionale cena al Centro Sportivo Polivalente, assistere al concerto della Band di BluEtrusco (venerdì 12), alle letture di Guido Barlozzetti del romanzo Turms l’etrusco, accompagnate dalle musiche di Giulio Stracciati (sabato 13) per poi concludere questo primo fine settimana, domenica 14 con il concerto degli allievi dell’Accademia Chigiana.