SANDY MULLER il nuovo album NOEL in uscita il 26 novembre feat Bill Frisell, Ryuichi Sakamoto e Vinicius Cantuaria

Registrato tra Udine e New York, “Noel” è un album dedicato al grande compositore brasiliano Noel Rosa, vissuto a Rio de Janeiro negli anni ’30 e punto di riferimento per grandi autori come Tom Jobim o Chico Buarque. La cantante italo-brasiliana Sandy Muller torna sulla scena musicale con il suo quarto disco, a tre anni di distanza da “Falsa Rosa”, doppio concept album che conteneva il brano Danca danca dancarino, cover del noto brano di Dalla.  Meticolosa nelle scelte artistiche e da sempre interessata all’evoluzione musicale della sua terra d’origine, Sandy porta alla luce un nuovo progetto partorito dopo tre anni di approfondimenti e ricerche tra l’Italia e il Brasile. In questo album tributo,
Sandy Muller interpreta 12 tra i maggiori successi del compositore brasiliano entrato nel mito della musica brasiliana, non solo per il fascino e l’apporto rivoluzionario della sua musica, ma anche per la morte prematura. Noel aveva solo 27 anni quando fu stroncato dalla tubercolosi, in pochi anni aveva composto più di 250 samba.  Voce raffinata ed elegante, Sandy Muller conferma con questo disco un percorso artistico solido e autentico. Dopo l’esordio discografico nel 2005, con l’album omonimo e il singolo Nao Tenho Pressa che scalò le classifiche radiofoniche, Sandy ha costruito la sua carriera artistica nel solco della musica d’autore, realizzando un ponte Italia-Brasile dove le due lingue si fondono in un suono unico di cui Sandy è testimone unico e autentico

“Noel” è un progetto corale che vede la partecipazione al progetto di Ryuichi Sakamoto, Bill Frisell e Vinicius Cantuaria che ha curato anche la produzione artistica.Eravamo in studio a New York per missare alcuni brani – racconta Sandy. Quando Vinicius ci ha detto che voleva coinvolgere Frisell e Sakamoto sono rimasta senza parole, onorata al solo pensiero. Entrambi hanno ascoltato i brani e apprezzato subito il progetto su Noel. Il coinvolgimento di Cantuaria non è stato un caso. Ho voluto lui perché nonostante viva a New York da diversi anni, è ancora un artista fortemente brasiliano che sa rileggere senza nostalgia l’essenza della musica brasiliana vestendola di una luce diversa.    Altra collaborazione eccellente è quella del fumettista italiano Igort che ha curato la cover e tutto il booklet interno. La musica di Noel è ricca di spunti visivi e – continua Sandy – ascoltandola ho immaginato la Rio di 100 anni fa, che non ho mai conosciuto ma che allo stesso tempo mi accoglieva tra le sue vie. Da qui l’idea di vederla concretizzata dal sublime tratto della matita di Igort che ha confermato il mondo cantato nelle canzoni di Noel, rendendo vero ciò che la musica suggeriva.  Poeta compositore della sua epoca, Noel Rosa ha dato forma al samba. Da una parte c’era quello della borghesia e dall’altra quello delle morros, le colline di Rio dove sorgono le favelas. Ha unito i due versanti della città, creando le basi del samba moderno che noi tutti oggi conosciamo, sia dal punto di vista ritmico che testuale, introducendo tematiche quotidiane, solo apparentemente semplici. Un vero cronista della sua epoca che con i suoi testi innovativi ci avvicina al suo mondo ammaliante che oggi ritorna più vivo che mai.




“EVA HITLER” di Riccardo Citro

Circolo Arcas Teatro | Via Veterinaria, 63 Dal 21 al 23 Novembre 2013 ore 21.00 e il 24 Novembre 2013 ore 18.00

Note di regia “Sono felice?” Questa frase letta sul diario di Eva Braun ha indotto in me lo stesso tipo di ricerca.IMG_0455 Sono felice? Ma cosa vuol dire essere felici? Vuol dire forse essere se stessi e liberare i propri istinti e le proprie passioni? Eva, romantica, piena di sogni e non come si è spesso dipinta, dissoluta e intrigante, non riesce a liberare la propria essenza e pende dalle labbra del capo della Germania; accetta tutto, piega la testa, si mette subito in ginocchio, il suo è un cuore semplice e sottomesso. Sedici anni in attesa di un premio grande, le nozze, che arrivano il giorno della sua morte. Al centro della scena, attraverso i suoi occhi, le sue memorie, la sua vita e il suo amore infinito, ci mostra un lato umano di Adolf forse mai rivelato.IMG_0417 Se da un lato i costumi e il trucco rispecchiano il periodo storico effettivo, dall’altro echi, stratificazione scenografica e luci concettuali permettono un gioco teatrale su livelli onirici, allegorici e introspettivi che consentono allo spettatore di spaziare tra sfere razionali ed emotive. Riccardo Citro
Imprenditori di sogni | evahitler.ufficiostampa@gmail.com | 081-5955531 – 338-3722799 | http://www.imprenditoridisogni.com
Con: Roberta Astuti Viviana Cangiano Martina Liberti Fabiana Russo Riccardo Citro Francesco Saverio Esposito Paolo Gentile Caratteristiche tecniche: Aiuto Regia: Giovanni Merano Costumi: Federica del Gaudio Trucco: Maria Luisa Toscano IMG_0325Scenografie: Anna Seno Foto di scena: Pepe Russo Registrazioni a cura di Stefano Formato – ClusterSoundStudio

Regia: Riccardo Citro Informazioni per il pubblico: Titolo: “Eva Hitler” Sede: Circolo Arcas Teatro | Via Veterinaria, 63 – 80100 Napoli, Italy Date: 21-24 Novembre 2013 Orari: 21-23 Novembre ore 21.00 – 24 Novembre ore 18.00 Prezzo biglietto: 10€ Contatti e info: evahitler@gmail.com | www.imprenditoridisogni.com | 081-5955531 – 338-3722799




Venerdì 22 novembre 2013, Teatro Nuovo di Napoli Maria Paiato in Medea

Ama i personaggi estremi Maria Paiato, che, dopo Anna Cappelli di Annibale Ruccello, ora è protagonista, ancora guidata dalla potenza rigorosa e visionaria di Pierpaolo Sepe, della Medea di Seneca, in scena al Teatro Nuovo di Napoli da venerdì 22 novembre 2013 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 1 dicembre), presentata da Fondazione Salerno Contemporanea.MEDEA - (ph Pino Le Pera)3

Un’altra donna estrema che, abbandonata dal suo Giasone e straniera in terra straniera, ammazza la rivale e poi i suoi figli. A renderla ancor più estrema è la scrittura di Seneca, che s’ispira alla tragedia di Euripide, ma accentua l’ira sfrenata e il desiderio di vendetta della protagonista come unici strumenti possibili, per placare un dolore ingiusto e incolmabile, di cui è vittima e artefice allo stesso tempo.La disperazione “umana” dell’eroina euripidea (donna, straniera, non greca, senza patria, diritti e famiglia) di fronte a un Giasone tronfio, opportunista e ingrato, cede il passo, in Seneca, a una creatura demoniaca, dominata esclusivamente dalle passioni, con il coro, non a caso, a parteggiare per lei in Euripide e per lui in Seneca.Con lei sino al finale, il Giasone di Max Malatesta, il Creonte di Orlando Cinque, il coro di Diego Sepe e la nutrice di Giulia Galiani.Una storia che, come ogni mito, è indifferente al tempo e ai tempi, perché parla di vendetta, di passione, di morte, e perché la solitudine, il senso di non appartenenza e il disorientamento fanno di Medea un personaggio femminile complesso e di straordinaria modernità.Caratteristiche che quest’allestimento esalta attraverso la traduzione e l’adattamento di Francesca Manieri, i costumi di Anna Paola Brancia D’Apricena, le luci di Pasquale Mari, le scene di Francesco Ghisu, che ha ricreato sul palco una fabbrica abbandonata, grigio abisso di decadenza e solitudine.

MEDEA - (ph Pino Le Pera)4«È una ricerca cieca e folle – così Pierpaolo Sepe – che trascina Medea e Giasone oltre i limiti della quiete che preserva l’uomo dai suoi stessi baratri. Una ricerca senza meta e senza esito, che una volta innescata esige di “infrangere con la tua furia le sacrosante leggi dell’universo”. Un dolore ingiusto e incolmabile di cui si è al contempo vittime e artefici, un dolore che esplode nel cuore dell’ira. Questa furia dolorante è Medea».Medea infrange i sacrosanti legami della maternità, e, nell’impeto di un desiderio oltre natura, si spalanca il mondo contemporaneo del disumano. Solitudine, senso di non appartenenza, disorientamento culturale, che esplodono in un furore cieco e solitario, ne fanno il cuore rimosso dell’Occidente, che pulsa e giace sotto le fondamenta scricchiolanti di un intero mondo.

 Medea di Seneca, regia Pierpaolo Sepe

Napoli, Teatro Nuovo – dal 22 novembre al 1 dicembre 2013

Inizio delle rappresentazioni ore 21.00 (feriali), ore 18.30 (domenica)

Info e prenotazioni al numero 0814976267 email  botteghino@teatronuovonapoli.it




AL TEATRO NUOVO NAPOLI :A.H. di Federico Bellini e Antonio Latella : Uno spettacolo scomodo, isterico, nervoso.

Rapsodia per dittatore solo, in un percorso alla ricerca delle radici del male.

Adolf Hitler e Hannah Arendt, ironia della sorte, hanno le stesse iniziali.  Iniziali come punti nello spazio. Bet, seconda lettera dell’alfabeto ebraico “qui c’è tutta la nascita del mondo e della lingua”. Energia trascendente, segno e vettore dell’accadere dell’ipotesi inscritta nella mente di Dio.  Le riflessioni sulla “banalità del male” della scrittrice tedesca, deportata  perché di famiglia ebrea, fanno da sfondo silente alla performance interpretata, anzi, vissuta, da Francesco Manetti.

Uno spettacolo scomodo, isterico, nervoso.  La menzogna è spiegabile, su un palco nero, neutro, in abiti di carta bianca. Tutto sommato come alterazione del vero, essa nasce insieme al linguaggio “e il mondo continuò una riga più in basso”. L’aspettativa iniziale è un elegante conferenza filosofica teatralizzata. Un suggerimento enorme che sarà stracciato, lentamente, pezzettino per pezzettino, perché insieme alla possibilità della menzogna “tutto esiste in potenza”. Bereshit in ebraico vuol dire “principio” e dal suo estremo esplicarsi ha origine il male.  Il settimo giorno Dio si riposò e vide.  Il male penetra negli occhi di Manetti; è maschera muta; è corpo demoniaco; è delirio di potenza; I movimenti educati dal logos, diventano strazio della carne. Lo spettatore è a tratti disgustato. Certo, il male è maligno. Il male fa schifo. Il male è sudicio. Nell’isteria dell’annientamento  del “sottouomo” quanto somigliamo al burattino chiuso, ex-posto sulla scena? La platea teme che gli somigli. Che si avvicini troppo. Che il sudore impastato di una morte evocata da suoni o rumori del mondo, possano suggerire verità sconce.  È scandalo. Hitler diventa il figlio di Dio. “Se cancellassimo questo tutto, cosa rimarrebbe?” Un tarlo si insinua nella mente: era questa l’idea del creatore? “Papà perché mi hai abbandonato?”. Chi è quell’uomo decomposto, illuminato da una nuvola priva di misericordia? Solo un corpo nudo e dissolto nella terra “Padre nostro dacci oggi la nostra morte quotidiana”.

In scena al Teatro Nuovo di Napoli dal 14 al 17 novembre 2013.

Anita Laudando

 




A.H. di Federico Bellini e Antonio Latella Napoli, Teatro Nuovo – dal 14 al 17 novembre 2013

Eccezion fatta per un piccolo manichino da pittore e un paio di secchi, la scena è completamente vuota. Proprio da quel vuoto prende vita e si sviluppa A.H. uno spettacolo di Federico Bellini e Antonio Latella, che sarà in scena, da giovedì 14 novembre 2013 alle ore 21.30 (repliche fino a domenica 17) al Teatro Nuovo di Napoli. Un titolo solo apparentemente incomprensibile, che immediatamente svela l’identità di chi, nel Novecento, ha incarnato l’emblema del male, Adolf Hitler. ahDiretto da Antonio Latella e interpretato da Francesco ManettiA.H. parte dalla figura di Adolf Hitler, per spostare l’attenzione da una delle maschere dell’orrore umano novecentesco ad una riflessione intima e del tutto personale sul tema del Male. Prodotto da stabile mobile compagnia Antonio Latella con Centrale Fies, in collaborazione con KanterStrasse/Valdarno Culture, l’allestimento è figlio di un percorso artistico che il drammaturgo e regista compie sulla menzogna, attraverso il quale ricerca le radici del male.Un solo attore in scena, dunque, che offre, in un monologo di novanta minuti, una vera e propria lezione di teatro, in cui la parola s’incarna in azione che evoca mondi: un flusso emozionale che diviene corpo, sacrificio, materia teatrale contro la menzogna, a discapito del discorso e delle immagini.Dalle labbra del protagonista “nascono” le parole che danno il via alla vita, mentre dal suo corpo le armi, che a quella stessa vita mettono fine. L’attore non imita, non interpreta, non recita il Fuhrer, ma incarna lo stesso concetto di male. Collaboratore di lunga data della compagnia, di cui ha curato il training a partire da Hamlet’s Portaits, Manetti utilizza la propria esperienza sul movimento come codice di partenza per una partitura drammaturgica sul corpo, che diventa la cifra della performance.

A.H.1«Non è nostra intenzione – così Latella in una nota – mettere in scena la figura di Adolf Hitler, non vogliamo cucire una divisa e farla indossare ad un attore per portarlo a recitare, a interpretare, a personificare o più probabilmente a scimmiottare Hitler. Sarebbe una pazzia e un fallimento di intenti, una mancanza di gusto e altro ancora. Ci interessa, invece, intraprendere una riflessione sul male, domandandoci non solo come sconfiggerlo ma soprattutto perché nasce»

A.H. è un lavoro sulla centralità dell’attore in scena, che s’inscrive nel più ampio percorso di ricerca del regista sul tema della menzogna e che sbocca in altri due spettacoli: Die Wohlgesinnten (prodotto da Schauspielhaus Wien in collaborazione con stabilemobile – compagnia Antonio Latella) che ha già debuttato il mese scorso, e Il servitore di due padroni (produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Stabile del Veneto, Fondazione Teatro Metastasio di Prato), che debutterà il prossimo 21 novembre al Teatro Bonci Cesena.

Gli elementi scenici e i costumi dell’allestimento sono a cura di Graziella Pepe, le luci diSimone De Angelis.

 




NOVARA:DOMENICO FIORAVANTI GUIDA I CORSI DI NUOTO PER LE SCUOLE ALLA PISCINA DEL TERDOPPIO

 

Le lezioni sono iniziate ieri nel grande impianto polisportivo

Cresce sempre di più l’offerta dell’impianto polisportivo del Terdoppio, che, con la gestione comunale e il supporto tecnico delle società sportive che collaborano, sta sempre più diventando un vero punto di riferimento nel panorama dell’offerta dello sport di base in città.L’ultimo nato in piscina è il progetto dedicato alle scuole, con corsi base di acquaticità e nuoto con cicli di 5 lezioni di 1 ora   tenuti da istruttori FIN.SWIMMING-FINA-WORLD-MEDALS Il progetto è stato avviato ieri mattina con gli allievi l’Istituto Salesiano “San Lorenzo”, domani saranno in piscina i ragazzi dell’Istituto per geometri Pierluigi Nervi  e nuovamente i ragazzi del liceo salesiano.Il fiore all’occhiello dell’iniziativa è il coinvolgimento di un grande campione novarese dello sport natatorio, che fin dall’inizio dell’avventura nella gestione diretta dell’impianto del Terdoppio è stato vicino al Comune di Novara: il responsabile dei corsi scolastici è infatti l’olimpionico Domenico Fioravanti (nella foto allegata), che sarà punto di riferimento e testimonial di questa attività di grande valore.




Ballarè su burocrazia e efficienza amministrativa – Convegno Confagricoltura nazionale ANCI

Ieri mattina il sindaco Andrea Ballarè ha partecipato a Roma, come componente dell’Ufficio di Presidenza dell’Anci, ad un convegno nazionale organizzato da Confagricoltura sul tema della burocrazia. 

“Il ruolo dei comuni nella partita della semplificazione è assolutamente rilevante perché noi sindaci siamo il front office dei cittadini e, al contempo, delle imprese. Risulta chiaro, quindi, che la dimensione dello snellimento della burocrazia e della risoluzione dei problemi è fondamentale per l’efficienza e l’economicità dell’azione amministrativa”. Così il sindaco di Novara e membro dell’Ufficio di presidenza Anci Andrea Ballarè che questa mattina è intervenuto al convegno organizzato da Confagricoltura Academy “Troviamo la via d’uscita!…Viaggio nel labirinto della burocrazia” sul tema della burocrazia in agricoltura.Foto 6

“Bisogna superare il  problema a monte – ha continuato Ballarè – scardinando quella mastodontica macchina pubblica che si autoalimenta e autodifende e che in un certo qual modo ostacola lo sviluppo dei territori non solo in tema di agricoltura”.

Foto 3Un tema, quello della semplificazione, che “si lega inevitabilmente alla riforma del  Titolo V della Costituzione – ha sottolineato il sindaco di Novara – perché uno dei problemi della burocrazia è proprio che i vari livelli amministrativi del nostro paese non hanno compiti sufficientemente definiti e spesso c’è una sovrapposizione di competenze”.

“L’auspicio e l’obiettivo – ha concluso Ballarè – è che oggi la politica affronti con decisione e responsabilità questo tema per velocizzare e rendere smart ogni passaggio”.




NOVARA: QUANDO DELLA VIOLENZA SULLE DONNE PARLANO GLI UOMINI

Un interessante convegno questa mattina nell’ambito di “365 giorni no”

Il 25 novembre è la giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne e per eliminarla è necessario prevenirla e contrastarla in ogni aspetto della nostra vita: “365giorniNO” alla violenza sulle donne è una campagna, promossa dal Comune di Torino e condivisa dall’Anci, a cui il Comune di Novara ha recentemente aderito. «Siamo consapevoli che la violenza sulle donne abbia assunto proporzioni così allarmanti da essere posta come priorità nell’agenda politica», dichiara l’Assessore alle Pari Opportunità Margherita Patti. «Le relazioni sono ancora troppo spesso fondate sulla pretesa di assimilazione e di possesso da parte dell’uomo sulla donna, invece che sulla cura e il rispetto l’uno dell’altra. Perché, se no, in Italia, ogni tre giorni una donna sarebbe uccisa da un marito, un fidanzato, spesso compagni o ex compagni di anni di vita, padri di figli cresciuti insieme?» La giornata di oggi, nell’aula magna dell’Università Avogadro si è aperta con un “viaggio”, in tre capitoli, nella violenza sulle donne a cura dell’associazione Culturale Teatro0321: con le “Prove del teatro” di Giovanni Giudici e la “Chiave dell’ascensore” di Agota Kristof, in cui le donne sono destinate ad essere vittime di qualche forma di violenza; e poi  l’Otello di Shakespeare passato alla storia come dramma della gelosia, non è certo come forma di prevaricazione dell’uomo sulla donna, donna di cui l’uomo può decidere sia la vita sia la morte. Dopo questa apertura hanno preso la parola per i saluti istituzionali la prof.ssa Eliana Baici («Mai avrei pensato di essere a favore delle quote rosa e invece oggi sono consapevole che siano necessarie») e il vicesindaco Nicola Fonzo («Noi uomini dobbiamo essere capaci di leggere i nostri sentimenti e di riscoprire l’importanza di parole come “ti voglio bene”, nel senso del mi prendo cura di te e ti rispetto»).viol365 L’assessore Patti ha poi presentato la campagna di sensibilizzazione e le iniziative di raccolta fondi per il contrasto e la prevenzione della violenza sulle donne rivolgendosi agli studenti: «Questa mattina è dedicata a voi alla vostra sensibilità e alla capacità che avete di costruire un futuro migliore: un futuro fatto di donne e di uomini in cui non ci sia un genere che prevarica l’altro, ma due generi con pari dignità, capaci di prendersi cura l’uno dell’altro. Ciò che saremo fra venti o trent’anni dipende sì da quello che noi adulti oggi sappiamo insegnare e costruire, ma soprattutto da quello che voi saprete imparare e mettere in pratica. Vedo ingiustizia, vedo violenza: che fare? Perpetrarla o spezzare la catena? La scelta è nelle vostre mani». la mattinata ha avuto il suo momento più importante e coinvolgente con la proiezione del video “Parla con lui” e l’intervento del dott. Roberto Poggi de “Il cerchio degli uomini”, associazione nata da un gruppo di uomini che s’incontrava per condividere esperienze, vissuti ed emozioni su tematiche inerenti la questione maschile, quali i profondi mutamenti sociali in corso e il significato dell’essere uomini oggi con la cultura patriarcale fortemente in crisi, se non proprio in via di estinzione.Il film di Elisabetta Francia dà la parola agli uomini: in un susseguirsi di interviste a ragazzi, uomini, magistrati, carabinieri, operatori del 118, ascoltatori radiofonici e uomini maltrattati, il documentario racconta il processo di mutamento della coscienza e della consapevolezza maschile nei confronti della violenza. Un momento di grande impatto per gli studenti e le studentesse in sala, oltre 400, un primo passo verso le azioni di educazione all’affettività necessarie in tutti gli ordini di scuola.




Luca Ciarla al Museo del Sottosuolo di Napoli sabato 16 Novembre alle ore 21.00

L’artista molisano è uno dei violinisti contemporanei più talentuosi, capace di passare con nonchalance e altrettanta passione da un genere all’altro, mescolando abilmente scrittura e improvvisazione, tradizione e innovazione. La sua musica l’ha portato sui palchi dei più importanti festival di jazz, classica e world music: da Montreal a Melbourne, dal Sudafrica all’Indonesia, passando per Singapore e New York. «Volendo richiuderlo in un’etichetta – scrive Ciro De Rosa di Blogfoolk.com – lo si potrebbe definire un musicista jazz ma la sua composita formazione musicale e soprattutto il non riconoscersi nel mainstream jazz, lo rendono decisamente, e per fortuna, poco classificabile.» Dopo gli studi in Italia, si trasferisce nel 1996 negli Stati Uniti dove consegue un master presso l’Indiana University, studiando jazz con David Baker, e consegue un dottorato presso l’Arizona University dove insegna violino e improvvisazione per alcuni anni. Vincitore di diversi concorsi in Italia e all’estero, il violinista di Termoli nel 1999 è stato premiato dalla prestigiosa organizzazione newyorkese Chamber Music AmericaSito a Napoli, al civico 140 di Piazza Cavour, il Museo del Sottosuolo è lo scenario d’eccezione del suggestivo spettacolo, che, con le sue ampie sale sotterranee, porterà gli spettatori a venticinque metri di profondità, per un’esperienza sensoriale unica che, alla vista di scorci e cunicoli del museo e al suono dei virtuosismi di Ciarla, coniuga il gusto dei vini offerti dal Wine Bar Scagliola, insieme all’azienda agricola Casa di Baal, serviti dai sommelier AIS e dai barman dell’AIBES: i rossi Aglianico e Piedirosso andranno così a sposare le sfizioserie della pizzeriaCiccio&Sons.




“Nessuna più”, incontro sul femminicidio

Sabato 23 novembre a Candiana (Pd) incontro con gli scrittori Matteo Strukul e Francesca Bertuzzi

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne il Comune di Candiana (Pd) e l’Assessore alla cultura Valentina Greggio organizzano per sabato 23 novembre un incontro con gli scrittori Matteo Strukul e Francesca Bertuzzi, autori del libro “Nessuna più” (Elliot). L’incontro, che si terrà dalle 10.00 alle 12.00 presso la Palestra Comunale in via Stradelle, è rivolto agli studenti della scuola media ma aperto anche al pubblico. Sarà ospite dell’incontro anche l’Associazione Ferrioli BO, San Donà di Piave, che ha come obiettivo la prevenzione della violenza e la protezione dei soggetti deboli da forme di maltrattamento e stalking. Coordina e conduce l’incontro Francesca Visentin, giornalista de Il Corriere del Veneto, che nel suo blog “Donne e Uomini” tratta temi di stretta attualità. L’incontro sarà intervallato da due reading di Barbara Codogno, estratti dai racconti di Strukul “Parole per i codardi” e di Bertuzzi “Dente per dente”.

Il tema del femminicidio
Strukul ci propone la storia di un giornalista che vuole trattare il tema del femminicidio e per questo si trova a dover superare i pregiudizi dei colleghi maschi. Alla fine sceglie la giustizia e la verità e i suoi articoli saranno rivolti ai codardi, a tutti quelli che fingono di non vedere. Bertuzzi racconta invece del mondo terribile e ancora sommerso della violenza che si consuma tra le mura domestiche. Pone l’attenzione sulle donne che sono lasciate sole, vittime della sofferenza. Ma la protagonista di Bertuzzi sceglie la libertà. Una libertà che spesso si paga ancora a caro prezzo. Gli autori offriranno al pubblico momenti di riflessione per alimentare, soprattutto tra i giovani, la sensibilità contro ogni forma di violenza o stereotipo culturale.

 Vito Digiorgio