NAPOLI: Riparte il 27 novembre alle 19,00 ArchiliNea

Riparte il 27 novembre alle 19,00 ArchiliNea, la rassegna punto di riferimento per i giovani architetti napoletani. Incontri ed approfondimenti per diffondere la conoscenza di tutte le declinazioni dell’architettura: dal design, alla bioarchitettura passando per il restauro, e la progettazione. Il punto di vista giovane del genius loci partenopeo s’incontra si esprime allo Spazio Nea. Attraverso l’incontro e il dialogo, ArchiliNea è l’occasione per far nascere nuove idee e nuove collaborazioni, discutendo degli oggetti del nostro vivere quotidiano, degli spazi in cui viviamo, della città e del territorio, rispettando il passato e pensando al futuro.

Si parte con Archétettura: il “secondo” mestiere più antico del mondo.

Progetto di Andrea Fiore, con la collaborazione di Maria Balzano Barbò, Giulio Nocera, Alessandro TurchiCristina Visconti.

Sotto la volta della project room dello Spazio Nea, il secondo mestiere più antico del mondo si serve dell’artificio del racconto “attorno al fuoco” per tornare a calpestare la terra con leggerezza.

 ArchiliNea Piazza Bellini, 59 NAPOLI mercoledì 27 novembre Ore 19.00  Ingresso libero




IL SECOLO DELLA SCUOLA D’INCISIONE ALL’ACCADEMIA DI VENEZIA GALLERIA MEDUSA ESTE (PADOVA)

Il 30 novembre 2013 alla Galleria Medusa di Este, lo stampatore Diego Candido Cattarin celebra l’anniversario della riapertura  presso l’Accademia di Venezia, nel 1912 , fu affidata la cattedra al bolognese Emanuele Brugnoli.

E’ singolare che la mostra sia allestita da chi con pazienza e attenzione si è dedicato a questa professione, e non solo, sia capace di esporre stampe d’arte che rendono l’idea di artisti che hanno fatto scuola a Venezia. E’ un miracolo poter godere, in questa martoriata terra, i segni della sua storia, nella pratica dell’arte incisoria talvolta snobbata dagli esperti del settore, ma di grande professionalità. Incidere significa coniugare tecnica e talento, esperienza e progettualità, processo che implica il connubio sì degli artisti e del gallerista, in questo evento Ugo Albanese, ma anche della tradizione tramandata dalla bottega d’arte dello stampatore Diego Candido Cattarin.Nei 20 anni in cui Emanuele Brugnoli tenne la cattedra d’incisione all’Accademia di Venezia, era attivo Fabio Mauroner . Veneziano di adozione, nato nel 1884 a Tissano del Friuli da famiglia di origine nobiliare, già nel 1905 è nella città lagunare, dove condivide con Modigliani un appartamento di fronte alla chiesa di S. Sebastiano; infatti, si ritraggono a vicenda in due ritratti; Mauroner viaggiò molto e negli U.S.A. fu in contatto con artisti come Whistler, Roth, Arms. Durante il primo decennio del primo dopoguerra Giovanni Giuliani fu assistente di Brugnoli e nel 1932 viene chiamato all’Accademia, e sarà titolare dal 1938 al 1959. In quasi un trentennio d’insegnamento, maturò un’esperienza notevole nel campo dell’acquaforte, della vernice molle e dell’acquatinta, importantissima per lo sviluppo e la continuità di quest’arte. Notevole è la produzione grafica di Giovanni Giuliani, in particolare le opere dedicate al paesaggio della laguna, allora in costruzione, lo scavo del Rio Nuovo, il rifacimento del Ponte degli Scalzi e dell’Accademia , del polo industriale di Porto Marghera, del ponte della Libertà; i suoi allievi saranno famosi incisori: Giovanni Barbisan, Virgilio Tramontin, Bianchi Barriviera e poi Cesco Magnolato e Mario Guadagnino . Guido Balsamo Stella nasce a Torino nel 1882, ma già nel 1896 è nella città lagunare, dove risiede il secondo marito della madre. Sin da prima del conflitto mondiale frequenta il gruppo di Ca’ Pesaro, poi esilia in Svezia e nel 1919 rientra in Italia. Balsamo Stella è a Monza, dieci anni dopo, dove dirige Giovanni Giuliani-Venezial’importante Istituto Superiore per le Industrie Artistiche, e dal ’36 quello d’Arte di Venezia, in quell’anno ritorna alla Biennale d’Arte, con l’incisione Diluvio , e così nella successiva la XXI, con due lavori in vetro inciso alla mola, Orione e Ruscello. Nel 1939 partecipa alla III Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma e, due anni dopo, muore improvvisamente ad Asolo (Treviso). Giovanni Barbisan è di una generazione successiva a questi grandi maestri, nato a Treviso nel 1914, a diciassette anni già frequenta l’Accademia di Belle Arti di Venezia, e inizia la propria ricerca grafica sotto la guida di Giovanni Giuliani e di Virgilio Tramontin, dopo l’interruzione bellica, perfezionò il suo linguaggio segnico, sciolto nella particolare luminosità che l’ha reso uno dei maggiori acquafortisti italiani della seconda metà del Novecento. Virgilio Tramontin, nato a S. Vito al Tagliamento (Pordenone) nel 1908, si avvicina all’arte incisoria frequentando la Scuola di Incisione dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia, e dal 1952 è assistente di Giovanni Giuliani. Si spegne a tarda età nel 2002, una lunga vita vissuta con un tratto da “gentiluomo”, pacata, ma aperta e ricca sul piano intellettuale, contrassegnata da vari interessi culturali fino al rapporto con Pasolini, suo estimatore che lo coinvolse in alcune importanti iniziative legate al recupero del patrimonio culturale friulano. Il percorso nella storia della grafica d’arte veneziana, si conclude con le poetiche incisioni di Guerrino Bonaldo (1941) e di Livio Ceschin(1962) , caratterizzate da tratti panteisti; infatti, notevole è l’affinità dei due artisti contemporanei con lo stile di Barbisan, non solo appartengono a tre generazioni successive l’una all’altra, ma anche  nascono e vivono nel trevigiano. Barbisan era del capoluogo, Bonaldo risiede a Zerobranco e Ceschin si è spostato di pochi chilometri dalla natia Pieve di Soligo, a Collalto.    Il Gallerista Ugo Albanese dichiara che il merito più grande di Diego Candido Cattarin: “è quello di aver contribuito a far nascere in me la passione per questa bellissima forma artistica “; infatti, lo stampatore trevigiano ma attivo a Venezia da più di sessant’anni ha fatto della sua vita un:” tutt’uno con la creatività dell’artista… E’ per questo – afferma – che chi esegue materialmente l’incisione non è che una faccia di una medaglia, l’altra è quella del grande artigiano che con le sue conoscenze e capacità rendere possibile la nascita di questi miracoli”.

La mostra “Stamperia calcografica Venezia” inaugura sabato 30 novembre 2013 alle ore 17.00 presso la galleria Medusa, via Giuseppe Garibaldi, 23 Este (Padova) e rimarrà aperta fino al 15 dicembre 2013

Anna Maria Ronchin




Museo del Sottosuolo di Napoli Venerdì 29 alle 21.00 Daniele Sepe

Giovedì 28 novembre e venerdì 29 arriva un doppio appuntamento in musica al Museo del Sottosuolo di Napoli (piazza Cavour, 140).
Giovedì 28 alle ore 21.00 tocca a al Duo Jazz Tancredi di Dalò Feauturing Giulio Martino nell’ambito dell’evento Arte e Musica.
Una musica raffinata e coinvolgente che sarà resa ancora più godibile dalle opere d’arte audiovisiva di Marina Manfredi e Roberto G. Ferrante, che renderanno l’atmosfera ancora più suggestiva, e dai vini rossi e corposi della Cantina Masseria Maria, che accompagneranno un gustoso primo piatto, offerti dal Wine Bar Scagliola, main partner del Museo del Sottosuolo. Arte e Musica
Venerdì 29 sempre alle 21.00 sarà la volta di Daniele Sepe ed i suoi pards con il viaggio in musica “Un giorno dopo l’altro”.
Daniele Sepe è un musicista eclettico, fautore di due formazioni artistiche: gli Art Ensemble of Soccavo e la Brigada Internazionale.Ha composto le colonne sonore per film intensi come L’Amore Molesto di Mario Martone o The Wholly Family di Terry Gilliam ed ha lavorato con artisti variegati di calibro internazionale.



Maria Paiato è Medea di Seneca Teatro Nuovo di Napoli dal 22 nov. al 1° dic.2013.

Diretta da Pierpaolo Sepe al Teatro Nuovo di Napoli dal 22 novembre al 1 dicembre 2013. Tragedia per eccellenza, quella di una donna ripudiata.

“Se cerchi la misura dell’odio, ebbene è la stessa dell’amore”  Francesca Manieri riadatta e traduce il testo della rivalsa d’amore che non ha tempo. Prodotto dalla Fondazio ne Salerno Contemporanea Orlando Cinque è un Creonte a tratti country, mentre la nutrice è Giulia Galiani, vestita e truccata come un seducente Pierrot dalla schiena scoperta, un po’ lenta ad uscire da tecnicismi accademici, ma di una delicatezza che resta impressa. Max Malatesta è un Giasone un po’ affettato, ma del resto l’unico personaggio che è riuscito ad essere antagonista della Medea della gigantesca Paiato è stato il personaggio di Diego Sepe. Un coro moderno, contemporaneo (non privo di qualche inutile richiamo alla passione di Cristo). Un autentico affabulatore, in grado di traghettare il pubblico da una scena all’altra con ritmo e spessore attoriale.  “Spezzerò l’umanità in due e mi metterò seduta tra questi due niente” l’ira di Medea è simbolicamente rappresentata di vetri spaccati della scenografia di Francesco Ghisu, medea-articolomentre i costumi di Annapaola Brancia D’Apricena mettono ben in risalto i punti di forza energetica della Paiato. Brillantini intorno ai polsi e al collo ben evidenziano il vortice che attrae in se tutto il dolore di una donna ferita “io sono mare e terra, terra e fuoco”. L’anima tutta trema insieme alle corde vocali, i nervi di ogni parte del corpo irradiano ovunque. Maria Paiato è in grado di trasmettere il massimo dell’energia nel minimo movimento. Le mani, le sue mani che spuntano da una ringhiera di ferro, già da sole raccontano tutto. Basta seguire loro per ascoltare il dolore espresso dal silenzio dei gesti di Medea che decisa a far tremare il mondo sarà pronta ad uccidere i suoi stessi figli, pur di colpire il crudele  Giasone. Solo chi ha amato tanto, può odiare così profondamente ogni sera. 

Anita Laudando




28 NOV.ORE 21.00 MARIO ROMANO QUARTIERI JAZZ ORKESTRINE ED I BRIGANTI AL DUEL BEAT DI POZZUOLI

Disagio e riscatto di un popolo: questo il tema delle canzoni de I Briganti, che narrano di dolore e di libertà negata, dalla voglia di “rosicchiare” e spezzare le pesanti catene che imprigionano l’anima.Ma anche canti d’amore per una terra e per il popolo che la abita, melodie che disegnano un’identità territoriale forte e che lanciano appelli alla luna d’argento.

Giovedì 28 novembre si incontreranno questi temi, che riportano in auge la questione meridionale, ed il jazz made in Naples, dando vita a melodie capaci di incantare il pubblico.

In scena, a partire dalle 21.00, Mario Romano Orkestrine ed i Briganti sul Palco.

I Briganti sul Palco costituiscono un forum sperimentale di musica, teatro e cabaret e nascono da un’idea di Pino Mosca, Sergio Marra, Emanuela De Marco e Costantino Malgieri, in collaborazione con il Duel.  A dare vita allo show  Pino Mosca, Gaetano Esposito e Massimo Peluso, assieme ad Emanuela De Marco.  Anche il jazz di Mario Romano per l’occasione si arricchisce di nuove suggestioni (dopo l’esordio al Teatro Palcoscenico) con la Mario Romano Quartieri Jazz Orkestrine.  Protagonista il  violino di Caterina Bianco e la fisarmonica di Martina Mollo.  Alla batteria Emiliano Barrella, al basso Ciro Imperato, al pianoforte Luigi Esposito ed infine Mario Romano con la sua inseparabile chitarra manouche che sprigiona le note guida del suo neapolitan jipsy jazz, un sound gitano che da Napoli attraversa tutto il mondo, toccando l’Europa centrale, l’America del Sud, la Francia e l’Africa.  Un progetto comune nato dalla voglia e dall’entusiasmo di cantare i mille volti di Napoli, una città dalle mille anime, che vive di luci ed ombre e si dibatte tra mille contraddizioni, jazzma continua, con la sua energia, ad ammaliare chi la visita ed i suoi stessi cittadini.  “Le new entry – spiega Mario Romano – sono due musiciste fantastiche che contribuiscono ad arricchire il nostro sound in una chiave più intima, con maggiori sfumature. Una musica con più poesia ma con la stessa rabbia e la forza di deiuncia di sempre. Ora stiamo lavorando ad alcuni nuovi brani per il secondo disco, senza dimenticare un nucleo di evergreen del vecchio repertorio, sempre richiesto dai nostri spettatori più affezionati”  Location il Duel Beat di Pozzuoli, spazio polifunzionale, che ha scelto di promuovere vari generi di musica dal vivo e le arti visive.   Il posto d’onore spetta proprio alle band emergenti, a festival musicali, serate di cabaret, mostre e istallazioni di arte contemporanea.   Un luogo storico della città dove, che non è stato scelto a caso da Mario Romano Orkestrine, perché in questo spazio  si è sempre fatta arte.  Un tempio della musica che dà spazio e valorizza sia grandi che piccoli artisti.  “Siamo tutti cresciuti per i vicoli della città – continua Romano –  e siamo stati tutti degli scugnizzi. Gli scugnizzi sono un po’ i briganti di oggi. Questo background ha influenzato profondamente la nostra musica che porta con sè moltissimi degli elementi della musica popolare napoletana e del Sud Italia”.

 La quota di partecipazione è di 10 euro.

 Alla fine del concerto sarà possibile acquistare il disco ‘E strade ca portano a mare di Mario Romano Quartieri Jazz (10 euro).

Per maggiori informazioni e prenotazioni  Duel Beat  Via Antiniana 2, Pozzuoli (Na)

388-9483970     info@duelbeat.it, www.duelbeat.it

Tania Sabatino




Gene R. Seesign presenta “I Custodi della Rivelazione” La musica dei Genesis in un thriller storico ambientato a Napoli

Venerdì 22 nov.ore 18.30 presso l’Associazione Culturale Natakapa, in via Sedile di Porto 55 NAPOLI

L’autore partenopeo ha racchiuso nelle pagine di questo libro, impreziosito dalla prefazione di Antonio Sasso, direttore del quotidiano “Roma”, la sua essenza, il suo amore per Napoli e per la buona musica. Storia, cultura e tradizioni rendono Napoli set più che adatto ad un thriller storico al pari di Roma, Parigi, Londra o New York. Filo conduttore nella narrazione è la musica degli anni ’70, il progressive rock e la band che ha portato il genere alla sua espressione più alta: i Genesis. Naturale per l’autore associare i testi, in molti casi esoterici, della band inglese con l’atmosfera per altri versi misteriosa di Napoli. Così ad una sequenza precisa e documentata di fatti, eventi e personaggi storici legati alla città ha sovrapposto una storia in cui il protagonista viene condotto alla conclusione grazie all’effetto divinatorio che su di lui hanno le canzoni dei Genesis. Una vera e propria sintonia tra la città più musicale del mondo e un antico mistero che da otre 2000 anni chiedeva di venir risolto.
L’evento sarà moderato dalla giornalista Diana Negri. Alcuni passi del libro verranno letti dalla speaker radiofonica Fabiana Sera.

SINOSSI :

Una Napoli invernale fa da sfondo alla battaglia finale per la conquista della reliquia più importante per la cristianità. Qualcosa che alcuni vogliono proteggere mentre altri vorrebbero fosse cancellata dalla faccia della terra. La Sindone. Quella vera. Ben diversa da come la conosciamo. Gennaro Sisto, dentista napoletano, eroe per caso tirato in ballo suo malgrado, riesce a dipanare la matassa grazie specialmente alle canzoni dei Genesis. I testi e le musiche del famoso gruppo inglese hanno su di lui una influenza divinatoria. Ogni passo del percorso verso la soluzione di un millenario arcano vede Sisto ispirato da un brano dei Genesis. Accompagnato e coadiuvato in questa avventura dal fratello Antonello, da Giulia Mey, ingegnere informatico e da Aldo Mey padre di Giulia e suo vecchio professore di Medicina Legale, riesce a risolvere un mistero che coinvolge da un lato i Templari e dall’altro la Chiesa. Un sottilissimo filo collega l’apparizione di un telo nella Chiesa di Santa Sofia in Edessa nel 525 d.C. alla IV Crociata, a Hugues de Payns fondatore dei Templari, a Jacques de Molay loro ultimo gran maestro, a Leonardo da Vinci, a Albrecht Dürer, a Luca Pacioli, a Corradino di Svevia, a Raimondo de Sangro Principe di Sansevero, ad un barbone trovato barbaramente ucciso nella Chiesa di Santa Chiara in Napoli. Un percorso iniziato nel giardino di Giuseppe d’Arimatea circa 2000 anni fa vedrà la sua strabiliante conclusione nella città partenopea.




SANDY MULLER il nuovo album NOEL in uscita il 26 novembre feat Bill Frisell, Ryuichi Sakamoto e Vinicius Cantuaria

Registrato tra Udine e New York, “Noel” è un album dedicato al grande compositore brasiliano Noel Rosa, vissuto a Rio de Janeiro negli anni ’30 e punto di riferimento per grandi autori come Tom Jobim o Chico Buarque. La cantante italo-brasiliana Sandy Muller torna sulla scena musicale con il suo quarto disco, a tre anni di distanza da “Falsa Rosa”, doppio concept album che conteneva il brano Danca danca dancarino, cover del noto brano di Dalla.  Meticolosa nelle scelte artistiche e da sempre interessata all’evoluzione musicale della sua terra d’origine, Sandy porta alla luce un nuovo progetto partorito dopo tre anni di approfondimenti e ricerche tra l’Italia e il Brasile. In questo album tributo,
Sandy Muller interpreta 12 tra i maggiori successi del compositore brasiliano entrato nel mito della musica brasiliana, non solo per il fascino e l’apporto rivoluzionario della sua musica, ma anche per la morte prematura. Noel aveva solo 27 anni quando fu stroncato dalla tubercolosi, in pochi anni aveva composto più di 250 samba.  Voce raffinata ed elegante, Sandy Muller conferma con questo disco un percorso artistico solido e autentico. Dopo l’esordio discografico nel 2005, con l’album omonimo e il singolo Nao Tenho Pressa che scalò le classifiche radiofoniche, Sandy ha costruito la sua carriera artistica nel solco della musica d’autore, realizzando un ponte Italia-Brasile dove le due lingue si fondono in un suono unico di cui Sandy è testimone unico e autentico

“Noel” è un progetto corale che vede la partecipazione al progetto di Ryuichi Sakamoto, Bill Frisell e Vinicius Cantuaria che ha curato anche la produzione artistica.Eravamo in studio a New York per missare alcuni brani – racconta Sandy. Quando Vinicius ci ha detto che voleva coinvolgere Frisell e Sakamoto sono rimasta senza parole, onorata al solo pensiero. Entrambi hanno ascoltato i brani e apprezzato subito il progetto su Noel. Il coinvolgimento di Cantuaria non è stato un caso. Ho voluto lui perché nonostante viva a New York da diversi anni, è ancora un artista fortemente brasiliano che sa rileggere senza nostalgia l’essenza della musica brasiliana vestendola di una luce diversa.    Altra collaborazione eccellente è quella del fumettista italiano Igort che ha curato la cover e tutto il booklet interno. La musica di Noel è ricca di spunti visivi e – continua Sandy – ascoltandola ho immaginato la Rio di 100 anni fa, che non ho mai conosciuto ma che allo stesso tempo mi accoglieva tra le sue vie. Da qui l’idea di vederla concretizzata dal sublime tratto della matita di Igort che ha confermato il mondo cantato nelle canzoni di Noel, rendendo vero ciò che la musica suggeriva.  Poeta compositore della sua epoca, Noel Rosa ha dato forma al samba. Da una parte c’era quello della borghesia e dall’altra quello delle morros, le colline di Rio dove sorgono le favelas. Ha unito i due versanti della città, creando le basi del samba moderno che noi tutti oggi conosciamo, sia dal punto di vista ritmico che testuale, introducendo tematiche quotidiane, solo apparentemente semplici. Un vero cronista della sua epoca che con i suoi testi innovativi ci avvicina al suo mondo ammaliante che oggi ritorna più vivo che mai.




“EVA HITLER” di Riccardo Citro

Circolo Arcas Teatro | Via Veterinaria, 63 Dal 21 al 23 Novembre 2013 ore 21.00 e il 24 Novembre 2013 ore 18.00

Note di regia “Sono felice?” Questa frase letta sul diario di Eva Braun ha indotto in me lo stesso tipo di ricerca.IMG_0455 Sono felice? Ma cosa vuol dire essere felici? Vuol dire forse essere se stessi e liberare i propri istinti e le proprie passioni? Eva, romantica, piena di sogni e non come si è spesso dipinta, dissoluta e intrigante, non riesce a liberare la propria essenza e pende dalle labbra del capo della Germania; accetta tutto, piega la testa, si mette subito in ginocchio, il suo è un cuore semplice e sottomesso. Sedici anni in attesa di un premio grande, le nozze, che arrivano il giorno della sua morte. Al centro della scena, attraverso i suoi occhi, le sue memorie, la sua vita e il suo amore infinito, ci mostra un lato umano di Adolf forse mai rivelato.IMG_0417 Se da un lato i costumi e il trucco rispecchiano il periodo storico effettivo, dall’altro echi, stratificazione scenografica e luci concettuali permettono un gioco teatrale su livelli onirici, allegorici e introspettivi che consentono allo spettatore di spaziare tra sfere razionali ed emotive. Riccardo Citro
Imprenditori di sogni | evahitler.ufficiostampa@gmail.com | 081-5955531 – 338-3722799 | http://www.imprenditoridisogni.com
Con: Roberta Astuti Viviana Cangiano Martina Liberti Fabiana Russo Riccardo Citro Francesco Saverio Esposito Paolo Gentile Caratteristiche tecniche: Aiuto Regia: Giovanni Merano Costumi: Federica del Gaudio Trucco: Maria Luisa Toscano IMG_0325Scenografie: Anna Seno Foto di scena: Pepe Russo Registrazioni a cura di Stefano Formato – ClusterSoundStudio

Regia: Riccardo Citro Informazioni per il pubblico: Titolo: “Eva Hitler” Sede: Circolo Arcas Teatro | Via Veterinaria, 63 – 80100 Napoli, Italy Date: 21-24 Novembre 2013 Orari: 21-23 Novembre ore 21.00 – 24 Novembre ore 18.00 Prezzo biglietto: 10€ Contatti e info: evahitler@gmail.com | www.imprenditoridisogni.com | 081-5955531 – 338-3722799




Venerdì 22 novembre 2013, Teatro Nuovo di Napoli Maria Paiato in Medea

Ama i personaggi estremi Maria Paiato, che, dopo Anna Cappelli di Annibale Ruccello, ora è protagonista, ancora guidata dalla potenza rigorosa e visionaria di Pierpaolo Sepe, della Medea di Seneca, in scena al Teatro Nuovo di Napoli da venerdì 22 novembre 2013 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 1 dicembre), presentata da Fondazione Salerno Contemporanea.MEDEA - (ph Pino Le Pera)3

Un’altra donna estrema che, abbandonata dal suo Giasone e straniera in terra straniera, ammazza la rivale e poi i suoi figli. A renderla ancor più estrema è la scrittura di Seneca, che s’ispira alla tragedia di Euripide, ma accentua l’ira sfrenata e il desiderio di vendetta della protagonista come unici strumenti possibili, per placare un dolore ingiusto e incolmabile, di cui è vittima e artefice allo stesso tempo.La disperazione “umana” dell’eroina euripidea (donna, straniera, non greca, senza patria, diritti e famiglia) di fronte a un Giasone tronfio, opportunista e ingrato, cede il passo, in Seneca, a una creatura demoniaca, dominata esclusivamente dalle passioni, con il coro, non a caso, a parteggiare per lei in Euripide e per lui in Seneca.Con lei sino al finale, il Giasone di Max Malatesta, il Creonte di Orlando Cinque, il coro di Diego Sepe e la nutrice di Giulia Galiani.Una storia che, come ogni mito, è indifferente al tempo e ai tempi, perché parla di vendetta, di passione, di morte, e perché la solitudine, il senso di non appartenenza e il disorientamento fanno di Medea un personaggio femminile complesso e di straordinaria modernità.Caratteristiche che quest’allestimento esalta attraverso la traduzione e l’adattamento di Francesca Manieri, i costumi di Anna Paola Brancia D’Apricena, le luci di Pasquale Mari, le scene di Francesco Ghisu, che ha ricreato sul palco una fabbrica abbandonata, grigio abisso di decadenza e solitudine.

MEDEA - (ph Pino Le Pera)4«È una ricerca cieca e folle – così Pierpaolo Sepe – che trascina Medea e Giasone oltre i limiti della quiete che preserva l’uomo dai suoi stessi baratri. Una ricerca senza meta e senza esito, che una volta innescata esige di “infrangere con la tua furia le sacrosante leggi dell’universo”. Un dolore ingiusto e incolmabile di cui si è al contempo vittime e artefici, un dolore che esplode nel cuore dell’ira. Questa furia dolorante è Medea».Medea infrange i sacrosanti legami della maternità, e, nell’impeto di un desiderio oltre natura, si spalanca il mondo contemporaneo del disumano. Solitudine, senso di non appartenenza, disorientamento culturale, che esplodono in un furore cieco e solitario, ne fanno il cuore rimosso dell’Occidente, che pulsa e giace sotto le fondamenta scricchiolanti di un intero mondo.

 Medea di Seneca, regia Pierpaolo Sepe

Napoli, Teatro Nuovo – dal 22 novembre al 1 dicembre 2013

Inizio delle rappresentazioni ore 21.00 (feriali), ore 18.30 (domenica)

Info e prenotazioni al numero 0814976267 email  botteghino@teatronuovonapoli.it




AL TEATRO NUOVO NAPOLI :A.H. di Federico Bellini e Antonio Latella : Uno spettacolo scomodo, isterico, nervoso.

Rapsodia per dittatore solo, in un percorso alla ricerca delle radici del male.

Adolf Hitler e Hannah Arendt, ironia della sorte, hanno le stesse iniziali.  Iniziali come punti nello spazio. Bet, seconda lettera dell’alfabeto ebraico “qui c’è tutta la nascita del mondo e della lingua”. Energia trascendente, segno e vettore dell’accadere dell’ipotesi inscritta nella mente di Dio.  Le riflessioni sulla “banalità del male” della scrittrice tedesca, deportata  perché di famiglia ebrea, fanno da sfondo silente alla performance interpretata, anzi, vissuta, da Francesco Manetti.

Uno spettacolo scomodo, isterico, nervoso.  La menzogna è spiegabile, su un palco nero, neutro, in abiti di carta bianca. Tutto sommato come alterazione del vero, essa nasce insieme al linguaggio “e il mondo continuò una riga più in basso”. L’aspettativa iniziale è un elegante conferenza filosofica teatralizzata. Un suggerimento enorme che sarà stracciato, lentamente, pezzettino per pezzettino, perché insieme alla possibilità della menzogna “tutto esiste in potenza”. Bereshit in ebraico vuol dire “principio” e dal suo estremo esplicarsi ha origine il male.  Il settimo giorno Dio si riposò e vide.  Il male penetra negli occhi di Manetti; è maschera muta; è corpo demoniaco; è delirio di potenza; I movimenti educati dal logos, diventano strazio della carne. Lo spettatore è a tratti disgustato. Certo, il male è maligno. Il male fa schifo. Il male è sudicio. Nell’isteria dell’annientamento  del “sottouomo” quanto somigliamo al burattino chiuso, ex-posto sulla scena? La platea teme che gli somigli. Che si avvicini troppo. Che il sudore impastato di una morte evocata da suoni o rumori del mondo, possano suggerire verità sconce.  È scandalo. Hitler diventa il figlio di Dio. “Se cancellassimo questo tutto, cosa rimarrebbe?” Un tarlo si insinua nella mente: era questa l’idea del creatore? “Papà perché mi hai abbandonato?”. Chi è quell’uomo decomposto, illuminato da una nuvola priva di misericordia? Solo un corpo nudo e dissolto nella terra “Padre nostro dacci oggi la nostra morte quotidiana”.

In scena al Teatro Nuovo di Napoli dal 14 al 17 novembre 2013.

Anita Laudando