UDINE: Dal Rotary nuove tecnologie anti-contagio per l’Ospedale di Udine

Martedì 30  giugno alle ore 11.00, presso la sala riunioni del IV piano dell’Ospedale S. Maria Misericordia di Udine, si è tenuto l’incontro per la consegna, da parte dei Rotary Club della provincia di Udine, di due ecografi polmonari e di una barella ad alto bio-contenimento. La donazione rientra nell’ambito di un più ampio progetto, finanziato sempre dal Rotary, e volto a dotare la struttura ospedaliera udinese di una serie di tecnologie anti-contagio all’insegna della prevenzione dei pazienti e della sicurezza degli operatori sanitari, sia dentro che fuori dall’ospedale.

Presenti alla cerimonia Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (ASU FC), dott. Massimo Braganti, il Vicepresidente e Assessore alla salute, politiche sociali e disabilità, cooperazione sociale e terzo settore, delegato alla protezione civile, Riccardo Riccardi, e gli assistenti del Governatore Rotary della provincia di Udine, avv. Anna Fabbro e Otello Quaino, oltre ad alcuni delegati dei Club coinvolti nella donazione.

Investiamo oggi per affrontare le incognite future e per essere pronti a nuove eventuali sfide – ha dichiarato l’assistente del Governatore Rotary della provincia di Udine, avv. Anna Fabbro. – Nell’anno che, quasi profeticamente, era stato definito dal nostro Presidente internazionale quello ‘delle connessioni’, il Rotary ha voluto unire i suoi sforzi per arrivare ad agire con progetti d’impatto. La pandemia ci ha colto di sorpresa ma, dopo un primo momento di incredulità e sconforto, i 13 distretti regionali italiani che raccolgono oltre 900 Club, si sono uniti per moltiplicare il valore dei propri sforzi e predisporre a tempo di record un progetto volto a far fronte alla terribile emergenza sanitaria che il nostro Paese andava affrontando, ragionando sulla necessità di favorire la prevenzione e l’interruzione della catena dei contagi”.




NOVARA – CASTELLO VISCONTEO SFORZESCO DAL 23 GIUGNO AL 6 SETTEMBRE 2020

Dal 23 giugno al 6 settembre 2020, il Castello Visconteo Sforzesco di Novara ospita una mostra che documenta oltre cinquant’anni di fotografie di Piergiorgio Branzi (Signa, FI, 1928), uno dei più importanti e riconosciuti interpreti di questa particolare forma d’arte.

 

La rassegna, dal titolo Il giro dell’occhio, curata da Alessandra Mauro, organizzata da Contrasto con Fondazione Forma per la Fotografia e Contrasto Galleria in collaborazione con Fondazione Castello visconteo-sforzesco di Novara e con il patrocinio del Comune di Novarapresenta 60 immagini tra le più iconiche realizzate dal fotografo toscano in mezzo secolo di sguardi sul mondo.

 

LIGNANI Piergiorgio-Branzi-Mykonos-1957

“Il giro dell’occhio in cui ci conduce Piergiorgio Branzi con le sue fotografie – afferma Alessandra Mauro – è un turbine d’immagini e memorie, di ricordi, impressioni e scelte meditate. Di osservazioni coerenti in cui lo sguardo è sempre pronto a percorrere il mondo, tracciare e nominare la visione di profili di terre e di pietre. Una serie di vedute e “rivedute” che comunicano la stessa esperienza esistenziale dell’autore, il suo respiro. Quello di un corpo profondamente attento, lieto di continuare a vivere di meraviglia e di osservazione”.

 

Il percorso espositivo, ordinato per cicli tematici cronologici, delinea una mappa geografica che dalla sua Toscana si sposta verso l’Italia del sud e il Mediterraneo, per poi salire a Parigi e a Mosca, dove Branzi lavorò come inviato della RAI.

 

Si parte idealmente dai chiaroscuri toscani, come omaggio alla sua regione d’origine, con fotografie scattate negli anni cinquanta che appartengono alla prima parte della sua carriera, tutte rigorosamente in bianco e nero per rispettare il cromatismo di quella terra che, secondo Branzi, si gioca tra il grigio grafite e l’ocra spento delle pietre che caratterizzano i palazzi e le strade di Firenze e tra il verde scuro del cipresso e il verde argento degli ulivi che contraddistinguono la campagna toscana.

 

Per Branzi, fotografare significava disegnare; e proprio il disegno divenne una pratica che l’artista non abbandonò mai e che risulta particolarmente evidente in questa serie di scatti, come nelle immagini dell’Arena e del Giardino di Boboli sotto la neve, o in quella del muro nero con suo fratello, spesso usato come modello, rattrappito nel fondo di quella che sembra una bottiglia scavata nella parete.

 

Il viaggio di Piergiorgio Branzi si allarga a tutta l’Italia, in particolare al Meridione, che trovò come un paese arcaico e doloroso e che accomunava con la Spagna e le Grecia, le altre due nazioni che attraversò con la sua macchina fotografica.

Sono immagini che lo stesso Branzi definiva di “realismo-formale” a valenza sociale, che gettavano uno sguardo di attenzione, ma ancor più di compassione, verso una realtà sociale uscita dalla guerra da meno di un decennio.

 

La mostra prosegue proponendo gli scatti realizzati tra il 1962 e il 1966 a Mosca, l’allora capitale sovietica dove Branzi lavorò come inviato della RAI. Quello che ne risulta è l’incontro con la quotidianità di una società, allora misteriosa e certamente poco conosciuta ma in lento e costante mutamento dove, tra i paesaggi urbani innevati e le celebrazioni del regime comunista, ci si trova di fronte a incontri di straordinaria umanità.

 

E poi Parigi che Branzi visse da vero flaneur, girovagando senza meta per le sue piazze, i suoi boulevard e i suoi bistrot, lasciandosi stupire dagli sguardi e sorprendere dagli incontri fortuiti.

L’esposizione si chiude con la sezione dedicata a Le Forme, ovvero alla produzione più recente del fotografo toscano, decisamente più sperimentale.

 

Accompagna la rassegna un volume Edizioni Contrasto.

 

Informazioni per una visita in sicurezza

Per poter garantire la miglior tutela dei visitatori ed evitare al massimo il rischio di contagio la Fondazione Castello di Novara ha attivato le necessarie misure di sicurezza per il contenimento del COVID-19.

L’accesso e la permanenza all’interno di tutte le aree del Castello è facilitato dalla presenza di alcuni ausili, quali una segnaletica specifica, anche direzionale, e cartelli informativi.

Si riportano di seguito alcune informazioni utili alla visita

– l’uso della mascherina è obbligatorio, anche per i bambini di età superiore a 6 anni.

– durante la visita, per l’intero periodo di permanenza all’interno della struttura è necessario mantenere sempre la distanza di sicurezza interpersonale evitando affollamenti.

– per l’accesso alle sale espositive è previsto un numero massimo di persone, secondo slot calcolati su metrature e logistica degli spazi.

– all’interno del Mostra la visita potrà essere svolta sempre lungo il percorso indicato dalla segnaletica e/o dal personale del museo.

– l’utilizzo dell’ascensore è riservato alle sole persone disabili o con problemi di deambulazione.

Si ricorda inoltre che all’interno delle aree del Castello

– sono a disposizione i gel igienizzanti.

– nelle sale espositive della mostra temporanea l’accesso è consentito ad un massimo di 60 visitatori contemporaneamente

– eventuale materiale cartaceo (depliant, mappe ecc…) non deve essere abbandonato negli spazi del Castello; si pregano i visitatori di conservarlo o gettarlo negli appositi cestini.

– non è possibile utilizzare il guardaroba; i visitatori sono pertanto pregati di presentarsi con il minimo di accessori personali, evitando bagagli, nonché zaini e borse voluminosi.

 




Meno burocrazia e più spazi per i commercianti di Novara

Richiesta di dehors o ampliamento di quelli attuali e burocrazia più snella: da oggi, per i titolari di esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande è possibile inviare la richiesta semplicemente attraverso la compilazione di un modulo da rimandare compilato al Suap via mail.

Il modulo, pubblicato sul sito del Comune di Novara, consente alle attività (come bar, ristoranti ecc) rimaste finora chiuse a causa dell’emergenza Covid–19, di chiedere, in particolare, l’ampliamento del proprio dehor fino a raggiungere una superficie maggiore rispetto a quella attuale, per permettere di riprendere il servizio, nel rispetto del distanziamento previsto dalla normativa.

Allo stesso tempo, per chi ne fosse sprovvisto, si può fare richiesta di nuovo plateatico.

L’invio della mail all’indirizzo suap@cert.comune.novara.it – specificando l’oggetto: “Nuovo plateatico” – sarà seguito da una valutazione immediata da parte degli uffici competenti con conseguente sopralluogo, arrivando all’autorizzazione finale in pochi giorni.

Partiamo subito, non aspettiamo il DL: a coloro che finora sono rimasti chiusi a causa dell’emergenza sanitaria – spiega il Sindaco di Novara Alessandro Canelli – diamo la possibilità di ampliare il proprio dehors individuando nuovi spazi adiacenti ai locali per permettere ai clienti di frequentare il bar o ristorante nel rispetto del distanziamento previsto. Il tutto ovviamente in modo gratuito. Per i titolari di queste attività, abbiamo istituito una procedura snella e immediata: in pochi giorni saremo in grado di verificare le varie situazioni e rilasciare l’autorizzazione di ampliamento o di nuovo dehors”.

Inoltre – continua il Sindaco Canelli – diamo la possibilità ai parrucchieri che sono chiusi ormai da due mesi e mezzo di riaprire già il 18, anche se è un lunedì, tradizionale giorno di chiusura di queste attività”.

Infine ampliamento degli orari di apertura: “I negozi potranno rimanere in città dalle 7 alle 22. Chiaramente sulla base di singole valutazioni da parte dei titolari”.

Il commercio – aggiunge l’assessore al Commercio Elisabetta Franzoni – ha bisogno di tirare il fiato. I due mesi e mezzo di chiusura hanno influito gravemente sul tessuto economico del nostro Paese. Siamo pronti per aiutare i Novaresi sostenendoli con tutte le iniziative possibili e attraverso una burocrazia più leggera con tempi di risposta immediati”.

Dobbiamo uscire quanto prima da questa situazione – conclude Canelli – risollevando innanzitutto l’economica locale e utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione per dare fiato alle imprese e ai cittadini”.




Anche Esselunga scende in campo per affrontare le difficoltà dell’emergenza sanitaria a Novara

Anche Esselunga scende in campo per affrontare, a Novara, le difficoltà che l’emergenza sanitaria sta provocando a discapito di molte famiglie novaresi. Questa mattina, sono stati donati dall’Esselunga di corso Vercelli, con il responsabile Andrea Cotella, generi di prima necessità che verranno utilizzati da Comune e Caritas per predisporre le diverse iniziative di sostegno alimentare, iniziative che verranno comunicate nei prossimi giorni in termini organizzativi.
“Ringraziamo Esselunga che con la sua donazione – commenta il vicesindaco del Comune di Novara e assessore alle Politiche Sociali Franco Caressa – contribuisce all’azione di supporto sociale ed economico dei Novaresi che in questo periodo stanno vivendo momenti complicati sotto diversi punti di vista. Una catena di solidarietà alla quale stanno rispondendo in tanti”.



Giovedì libroforum alla Biblioteca Negroni in attesa del Giorno della Memoria a Novara

Giovedì 23 gennaio alle ore 16 Maria Adele Garavaglia conduce l’appuntamento dedicato al Libroforum con la presentazione di Codice sirio. I racconti del lager di Ferruccio Maruffi (Piemme editore) all’interno il ciclo dei giovedì letterari “Pagine di memoria”.

Codice Sirio è la toccante testimonianza di Franco, partigiano piemontese internato nel lager di Mauthausen. 
Fermo a un passaggio a livello, infatti, ormai libero e in età matura, vedendo passare un lunghissimo treno merci, rammenta e rivive dolorosamente il lungo anno  di prigionia, dopo il suo trasferimento nel campo austriaco, con il corollario di frustrazioni, umiliazioni, percosse, fame, freddo, fatica e precarietà che hanno accompagnato quei mesi interminabili. Ferruccio Maruffi, che si nasconde dietro il protagonista, in questo romanzo-verità, non privo di momenti ironici che si alternano  a quelli drammatici, non intende certo suscitare compassione: al contrario, con toni pacati e sereni, illustra la sua terribile esperienza per invitare le giovani 
generazioni a riflettere sulle conseguenze che derivano da scelte politiche sbagliate. Sulla scia della più famosa opera di Primo Levi, Maruffi aggiunge la sua voce a quella dei reduci che trovano il coraggio di parlare, di denunciare, di stigmatizzare la violenza e la prevaricazione in ogni forma e aspetto.

Raffaele Maruffi (Ferruccio) è nato a Grugliasco, in provincia di Torino, nel 1924. Partigiano in Val di Lanzo, nella Seconda Divisione Garibaldi, viene catturato nel marzo 1944 durante un rastrellamento dei nazifascisti della Repubblica Sociale Italiana. Dopo un breve periodo di detenzione alle Carceri Nuove di Torino,
 viene deportato a Mauthausen, in Austria, dove giunge il 20 marzo.
 Trascorre alcuni periodi anche nei sottocampi di Gusen e 
di Schweechat. Viene liberato dagli Americani il 5 maggio 1945 e rientra in famiglia il successivo 9 giugno, dove apprende la morte del padre, anch’egli partigiano garibaldino, massacrato nel dicembre 1944. 

Maruffi è  stato Consigliere Nazionale e Presidente dell’ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati Politici 
nei campi nazisti) di Torino. E’ mancato nel 2015. 

Oltre a Codice Sirio. I racconti del lager, la sua opera più nota edita nel 1986, ricordiamo La pelle del latte (Euredit, 1999), Laggiù dove l’offesa (Stamperia Ramolfo, 2001), Fermo posta Paradiso (La Stamperia, 2008), a cui si aggiungono articoli, interviste, interventi specialistici e molta attività nelle scuole, a contatto con gli studenti piemontesi, che spesso ha accompagnato a Mauthausen, in viaggi 
d’istruzione organizzati dalla Regione Piemonte nell’ambito del Concorso di storia contemporanea. 

I “Giovedì letterari in biblioteca” sono organizzati dal Centro Novarese di Studi Letterari in collaborazione con l’Istituto Storico Fornara con il patrocinio del Comune di Novara e della Regione Piemonte.




Novara: Venerdì sera il Broletto si anima di parole e vino: con “Sorsi” libro-degustazione con Marco Scardigli e Francoli

Questo 29 novembre alle 21 all’Arengo del Broletto di Novara una presentazione spettacolo con Marco Scardigli e Roberto Sbaratto e degustazioni di Casa Francoli per riscoprire il legame tra vino e cultura a partire dalla novità Sorsi. Come farsi una cultura alcolica

Venerdì 29 novembre alle ore 21 il festival Scrittori&giovani vi dà appuntamento all’Arengo del Broletto di Novara in via Rosselli 20 per la presentazione spettacolo della novità Sorsi: come farsi una cultura alcolica (Interlinea) di Marco Scardigli e Roberto Sbaratto con degustazione finale. L’evento è patrocinato dal Comune di Novara.

Attraverso citazioni letterarie, aneddoti, racconti di grandi autori e momenti musicali si spiega quale

sia il ruolo del vino nella nostra cultura. La serata è a cura degli autori del libro Sorsi Marco Scardigli (recente finalista al premio Bancarella con Évelyne) e Roberto Sbaratto, con Luigi Ranghino al piano e Alessandro Francoli come maestro di degustazione. Un evento al confine tra la passione per il vino e quella per i libri: il volume al centro racconta le bevande alcoliche nella nostra cultura. Come se fosse una grande degustazione, fra le pagine si assaggiano vari punti di vista (letterario, religioso, poetico, storico, umoristico), modi espressivi differenti (la citazione, la canzone, l’aforisma, la poesia) e si assaporano classici come Omero e Orazio o moderni come Hemingway e Simenon, passando da Lorenzo il Magnifico ad autori minori ma comunque divertenti e un po’ brilli.

Scardigli, Sbaratto

Marco Scardigli è nato, vive e lavora a Novara. Storico militare, ha pubblicato per Mondadori la trilogia sulle battaglie nella storia d’Italia, per Rizzoli Le grandi battaglie del Risorgimento (2010), per Utet Viaggio nella terra dei morti (2014), Le armi del diavolo (2015)e Il viaggiatore di battaglie (2017). È anche appassionato di gialli e questa è la seconda avventura con protagonisti Tina, Stoffel e Marchini dopo Celestina. Il mistero del volto dipinto (Mondadori, Milano 2016). Oltre che di storia e narrativa, è anche appassionato di giochi e di cultura gastronomica.

Roberto Sbaratto è nato e vive a Vercelli. Attore, regista e musicista, inizia la carriera da professionista all’inizio degli anni ottanta. Lavora con la Banda Osiris, con l’attore scozzese Johnny Melville e allo Stabile di Torino con Ugo Gregoretti. Partecipa come attore a decine di film e di fiction, lavorando, tra gli altri, con Alberto Sordi, Alberto Negrin, Eugene Levy, Carlo Verdone e Saverio Costanzo.




Novara dedica una serata ad Alda Merini: poesia, musica e video alla Dedalo

Sabato 16 novembre alle 21.00  nell’ambito del Festival Scrittori&giovani  un reading musicale con le parole della poetessa amata dai giovani Alda Merini

 Sabato 16 novembre alle ore 21 il Festival Scrittori&giovani in collaborazione con l’Associazione Amici della Dedalo dedica una serata ad Alda Merini all’auditorium della scuola di musica Dedalo, in via Maestra 9 a Novara, con un reading musicale della poetessa, con la partecipazione di Anna Molinari al violino e Riccardo Bisatti al pianoforte. Verrà eseguita la composizione di Federico Gozzellino Io sono folle, folle ispirata a una lirica di Alda Merini con proiezione di spezzoni video e letture di Eleonora Calamita.

Poetessa amatissima, personaggio trasgressivo e commovente che ha saputo parlare direttamente al cuore, Alda Merini ha rappresentato un caso del tutto particolare nella storia letteraria del Novecento italiano. A dieci anni dalla morte una serata per ricordarla con le sue poesie, spezzoni di un’intervista video di Paolo Taggi (Più della poesia), composizioni musicali a lei dedicate tra amore, pazzia, temi mistici, slanci erotici e interrogativi estremi senza risposta, varcando le frontiere dell’esistenza con testi che continuano a giocare con le paure di ognuno e soprattutto aiutano a sognare per confermare una sua profezia: «i miei amori cominciano nei tempi futuri».

 

Dalla quarta di copertina di Più della poesia

Alda Merini, a un anno dalla morte, in un libro-verità scritto con chi l’ha portata la prima volta in tv, Paolo Taggi: “era prima di molte cose. Del suo infinito successo mediale, prima di tutto. La televisione non era ancora diventata il confessionale riconosciuto di segreti coltivati fino al momento di rivelarli, il capolinea delle storie vissute per poterle raccontare”. La poetessa dei navigli si racconta in due momenti della propria “vita più bella della poesia”: “la poesia è un paio di scarpette rosse. Spesso si balla sulle braci, sul fuoco. È così. È una condanna”. Un libro-testamento per ascoltare la voce della Merini al di là delle apparizioni e dell’immagine inflazionata: “anch’io sono vittima del mio stesso mistero”.




Nuovi muri a Berlino tra ecologia e distopia per il Il ciclo dei giovedì letterari Biblioteca Negroni Novara

Nuovi muri a Berlino tra ecologia e distopia:

giovedì dibattito in Biblioteca con Anna Cardano

Il ciclo dei giovedì letterari dedicati a “sconfinamenti di storia e letteratura” propone un incontro a cura di Anna Cardano partire dal romanzo “Turbine” di Juli Zeh

Giovedì 14 novembre i giovedì letterari dedicati a “Pagine di valore” continuano con “Muri tra città e campagna e tra generazioni” per il ciclo a cura di Anna Maria Cardano “Sconfinamenti di storia e letteratura” che a partire dal romanzo di Juli Zeh “Turbine”, edito da Fazi Editore.

Hulu Zeh

Sembra proprio che Gerhard e Jule abbiano trovato un angolo di paradiso. È il villaggio di Unterleuten, poco lontano da Berlino. Romantici cottage, aperta campagna, aria pulita: un luogo dove la vita è autentica. Fin dal principio, però, si percepisce un’atmosfera cupa, qualcosa che minaccia la quiete, qualcosa che ribolle sotto la superficie e sta per esplodere… Quando una ditta decide d’impiantare un gruppo di turbine eoliche nelle immediate vicinanze del paesino, si delinea un conflitto che va ben oltre le vite private degli abitanti: si tratta di uno scontro tra generazioni, tra città e campagna, tra artificio e natura, tra perdenti e vincitori post-muro. Una vera e propria guerra di tutti contro tutti, in cui dietro alle ideologie si nascondono gli istinti più bassi mentre le dinamiche spietate della provincia non fanno che esasperare il bisogno quasi carnale di appropriarsi di un pezzo di terra. Un crescendo di tensione che sfocia nella nevrosi collettiva e in cui la certezza è una sola: non si salva nessuno. Turbine, specchio perfetto della società contemporanea, racconta tutta la rabbia e la frustrazione di un mondo che fatica ad affrontare il cambiamento. Un romanzo brillante, intelligente come la migliore satira politica, avvincente come un giallo e umano come una confessione, che in Germania è stato un clamoroso caso letterario.

Juli Zeh, nata nel 1974, vive e lavora come scrittrice e avvocato a Lipsia. Autrice pluripremiata e tradotta in 35 lingue, ha scritto una decina di romanzi, tra cui ricordiamo Gioco da ragazzi (Fazi, 2007); Un semplice caso crudele (Dalai Editore, 2009); Turbine (Fazi, 2018), L’anno nuovo (Fazi, 2019).

I “Giovedì letterari in biblioteca” sono organizzati dal Centro Novarese di Studi Letterari in collaborazione con l’Istituto Storico Fornara con il patrocinio del Comune di Novara e della Regione Piemonte con il supporto della Fondazione Comunità Novarese Onlus, all’interno del progetto “La comunità dei libri”.

GIOVEDÌ 14 NOVEMBRE ORE 18

Muri tra città e campagna e tra generazioni

“Sconfinamenti di storia e letteratura” a cura di Anna Cardano

a partire da Turbine (Fazi) di Juli Zeh

GIOVEDÌ 21 NOVEMBRE

ORE 16

Libroforum

a cura di Maria Adele Garavaglia

su Il gatto di Holmes (Kimerik) di Giovanni Obezzi

ORE 18

I retroscena dei premi letterari

Presentazione di Visto si premi (Edizioni santa Caterina)

con testimonianza del libraio e autore Alessandro Barbaglia

e mostra Le copertine più premiate

GIOVEDÌ 28 NOVEMBRE ORE 18

Le frontiere della libertà

Antonia Arslan e e Siobhan Nash-Marshall a partire dai loro libri

Lettera a una ragazza in turchia (Rizzoli) e I peccati dei padri (Guerini e associati),

a colloquio con Anna Cardano e Silvia Benatti.




Teatro Nest Napoli 9 e 10 nov. : Un ora di niente

sabato e domenica  9 e 10 novembre h 21.00/18.00

“UN’ORA DI NIENTE   

spettacolo teatrale di e con Paolo Faroni

Assistente alla regia Alessia Stefanini 

Supervisione ai testi Massimo Canepa

Lo spettacolo “Un’ora di niente”, in scena al Nest – Napoli Est Teatro, il 9 e 10 novembre, è un monologo comico sul conflitto tra natura e spirito, tra eccezionalità e quotidianità, tra bisogni e sogni e di come tutti questi conflitti trovino nell’amore il loro campo di battaglia. L’amore come l’ atto creativo e gratuito per eccellenza, l’amore che ispira la poesia e che domina su tutto e allo stesso tempo su niente. L’unica vera rivoluzione, come scrisse Majakovskij, che pure aveva cantato ben altra rivoluzione: “L’amore è il cuore di tutte le cose. Se cessa di funzionare tutto si atrofizza, diventa superfluo, inutile”. Mescolando narrazione e stand up comedy, cabaret e prosa, Paolo Faroni si avventura in un flusso di coscienza potentemente comico e poetico che non fa sconti a nessuno, in primis a se stesso: dagli amori platonici alle perversioni sessuali, il monologo racconta il continuo sballottamento tra desiderio di elevarsi e istinto animale dell’autore, all’insegna di un’esistenza che è insieme “paradiso e schifezze”. Un monologo à la Pazienza, che passa da uno stile a un altro, usando come unico collante l’ironia e la sua regola aurea: una gravità velata di leggerezza. Un monologo recitato da un Mercuzio vestito a festa a cui il pubblico può rispondere come Romeo: “Taci, ti prego, tu parli di niente”.

Programmazione:

9 novembre  ore 21.00

10 novembre ore 18.00

COSTO BIGLIETTO: 12 EURO | ridotto 10 EURO

Prenotazioni:

whatsapp e mobile: +39 3208681011
whatsapp e mobile: +393333223780




A Novara torna in pista il pattinaggio delle grandi occasioni Sabato 2 novembre al Novarello il Gran Galà

Novara è pronta ad ospitare le stelle e le promesse del pattinaggio artistico a
rotelle nella nona edizione del Novarello Talent show by Roll Line, avvincente ed emozionante garaspettacolo dedicata ai migliori talenti di questa disciplina.
Sabato 2 novembre, nella splendida cornice del Novarello Villaggio Azzurro, 7 grandi giovani
campioni si sfideranno per aggiudicarsi il titolo di miglior Talento 2019.
Per il singolo femminile Giada Luppi e Viola Pieroni entrambe campionesse europee, categoria
jeunesse la prima e juniores la seconda, mentre sul fronte maschile scenderà in pista Giorgio
Casella, campione italiano juniores. Per la danza la coppia formata da Caterina Artoni e Raoul
Allegranti, vicecampioni mondiali junior e la solo dancer Martina Codra, vice campionessa italiana
junior. Ben due le coppie artistico di questa edizione: Micol Mills e Tommaso Cortini con Angelica
Bertoldi e Claudio Casini rispettivamente campioni e vice campioni del mondo junior.
A fare gli onori di casa non potevano che essere loro i Campioni del mondo assoluti di singolo e
coppia artistico, Rebecca Tarlazzi e Luca Lucaroni, che incanteranno il pubblico con le loro
performance sia in singolo che in coppia.

Tarlazzi Lucaroni

Grande successo e già tutto esaurito per la nona edizione dello stage nazionale specialità singolo che
vede schierati ben tre Tecnici Federali della Nazionale Italiana: Michele Terruzzi, Cristina Moretti e
Annalisa Marelli. I 140 atleti provenienti da ogni regione d’Italia, impegnati sabato e domenica in
uno stage di perfezionamento tecnico, saranno i protagonisti dell’ouverture del Gran Galà, insieme
ad una rappresentanza di ginnaste della scuola di danza RossoLab di Galliate, coreografati dalla
ballerina novarese Selena Folegatti.
Per ricordare Gabriele Quirini, Tecnico Federale tragicamente scomparso in un incidente stradale il
2 marzo 2018 proprio mentre si stava recando a Novara per l’ottava edizione della manifestazione, il
premio a lui dedicato: un contributo in denaro e in materiale tecnico Roll Line che andrà al miglior
atleta che, in rapporto alla sua età e alla sua categoria, dimostrerà durante lo stage di avere le
potenzialità per diventare il “talento” del futuro.
“Gabriele è stato e resterà per sempre l’ideatore di questo meraviglioso evento: il premio Gabriele
Quirini vuole essere un modo per portare avanti il suo ricordo attraverso quelli che saranno i
campioni del futuro. Anche quest’anno verrà consegnato personalmente dai sig.ri Anna e Luigi
Quirini, genitori di Gabriele che, onorandoci con loro presenza, porteranno una parte di Gabriele in
mezzo a noi”- afferma Valentina Merlo, Responsabile dell’Organizzazione.
Promotrice dell’evento la Polisportiva San Giacomo di Novara, FISR Piemonte e l’azienda Roll Line,
leader nella produzione di materiale tecnico rotellistico e principale sponsor della manifestazione.
Infoline e prenotazioni biglietti: +39 335 6039161
Intero: Euro 14,00
Gratuito fino agli 8 anni