L’Arci movie a Napoli Film Festival vince ancora un premio: il premio “SchermoNapoli Scuola 2017” (Categoria 15-18)

Dopo i due premi già vinti nei giorni scorsi “Schermo Napoli Scuola 2017” (categoria 5-14) e il premio “Diregiovani” (categoria 5-14), l’Arci movie al Napoli Film Festival vince il premio SchermoNapoli Scuola 2017 (Categoria 15-18); il corto premiato è “Un piccolo uomo” di Claudio D’Avascio (Italia, 2017, 3’) realizzato da Arci Movie con l’ I.S.I.S. “R. Livatino” di San Giovanni a Teduccio
Il corto ha vinto con questa motivazione: “Riesce ad esprimere un messaggio profondo con un linguaggio impattante e sintetico, arricchito dalla forza evocativa della colonna sonora e da un montaggio denso e fluido”.
Nel corto si racconta attraverso lo scorrere dei giorni della settimana il rapporto morboso e violento di un ragazzo con la sua nuova fidanzata. Con il, passare delle giornate raccontiamo il decorso di una storia d’amore e della sua tragica conclusione.
L’Arci ha partecipato al Napoli Film festival con 10 opere in concorso,7 corti realizzati con le scuole di Napoli Est e 3 documentari del centro FilmaP di Arci Movie, rispettivamente all’interno della sezione Schermo Napoli Scuola e Schermo Napoli Doc, all’interno dell’edizione 2017 del Napoli film Festival.
“Ripartiamo anche quest’anno – dice Roberto D’Avascio, Presidente di Arci Movie – dalle scuole, dagli studenti e dagli allievi del nostro centro di formazione e produzione cinematografica a Ponticelli: piccole opere fatte da giovani e giovanissimi talenti del nostro territorio con tanta voglia di raccontare delle storie. Seguendo questa prospettiva fortemente pedagogica e sociale, Arci Movie è presente anche quest’anno al Napoli Film Festival, una manifestazione che da sempre concede attenzione al nostro lavoro”




LA NOTTE BIANCA DELLA SALUTE I medici della AOU VANVITELLI scendono in piazza a Napoli.Il 30 set.

Dalle 19.00 alle 02.00, visite e consulenze gratuite, musica e spettacoli, incontri e street food. In Piazza Miraglia, nello spazio antistante il Primo Policlinico, presso l’Aula PM2 dell’università e nel chiostro di Sant’Andrea delle Dame.
Ritorna a Napoli, dopo circa due anni, la Festa della Salute organizzata dalla Aou Vanvitelli, stavolta in versione “by night”. Ecco dunque, la “Notte Bianca della Salute”, evento unico nel suo genere in cui l’intera azienda ospedaliera universitaria, scende in piazza tra i cittadini, per fornire consulenze mediche e visite, oltre a rendersi disponibili per approfondimenti presso gli ambulatori, nei giorni successivi all’evento.

In Piazza Miraglia, a partire dalle 19.00 di sabato 30 settembre, dove saranno posizionati gli stand medici, suddivisi per branche mediche e/o patologie cliniche, avrà luogo una vera e propria festa, con stand enogastronomici in chiave “street food” (Locanda del Baccalà, Pizzeria Vesi, Oven e Caffè di Mary) a sancire l’importanza della prevenzione a tavola, un palco che ospiterà le esibizioni al pianoforte di Gigi Finizio, del pianista napoletano Danise ed un’opera “totem” dell’artista Lello Esposito. In piazza anche un’area baby parking a cura di Casper Animation.

Nell’aula PM2 dell’università, Enzo Avitabile incontrerà Don Tonino Palmese sul tema “Il corpo e lo spirito” (moderatrice Paola Villani), mentre nella suggestiva location del chiostro di Sant’Andrea delle Dame, la cantante ed attrice Maria Nazionale, darà luogo ad un’emozionante performance “unplugged” voce e chitarra acustica.

L’evento sarà trasmesso in diretta da Radio Marte, radio ufficiale dell’evento, e da Canale 21, tv ufficiale. Presentano, Gigio Rosa e Paola Mercurio.




Adrenoleucodistrofia, quattro gli obiettivi: informazione-formazione, screening, prevenzione e lavoro di rete

Occorre fare i conti con il fattore tempo. Obiettivi prioritari sottolineati dagli addetti ai lavori e dall’Associazione Italiana Adrenoleucodistrofia, presieduta da Valentina Fasano: migliorare gli interventi sul piano dell’assistenza lungo tutto l’arco di vita adeguando i LEA (livelli essenziali di assistenza) ad una patologia tanto grave, dare subito il via alla formazione dei medici di medicina generale e pediatri attraverso corsi ECM affinché coloro che rappresentano la prima interfaccia tra servizi ospedalieri e territoriali, tra specialisti e medici di famiglia, sappiano riconoscere i pazienti sintomatici e li indirizzino opportunamente ai centri di riferimento nazionale.

La Campania all’avanguardia con un progetto pilota, secondo in Europa solo all’Olanda, guidato dall’Azienda Ospedaliera dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli, con responsabilità scientifica della professoressa Marina Melone, basato su informazione-formazione, screening precoce, prevenzione, e networking.
Una conferenza per confrontarsi con le istituzioni e tra esperti e addetti ai lavori sulle nuove frontiere di assistenza e di ricerca riguardanti l’Adrenoleucodistrofia (ALD), una delle più diffuse forme di leucodistrofia, dalla sintomatologia fortemente invalidante, e ad evoluzione talora rapidamente letale. Ad ospitare questo incontro-dibattito è stata la Biblioteca del Senato Giovanni Spadolini (20 settembre 2017). Ad introdurre il dibattito la senatrice Laura Bianconi della XII Commissione permanente Igiene e Sanità che ha evidenziato come l’obiettivo dei prossimi mesi sia di aggiungere all’elenco delle malattie screenabili alla nascita altre malattie metaboliche ereditarie e altre malattie congenite di origine genetica, adottando gli strumenti legislativi più idonei. Attualmente si contano oltre 7mila malattie rare ed appare fondamentale una diagnosi appropriata e tempestiva per individuare i soggetti portatori di mutazioni genetiche.
A ricordare l’importanza di un sistema di assistenza sanitaria di tipo universalistico ma sostenibile, perché i costi possono essere molto alti, in assenza di strategie adeguate, è stato Nando Minnella, capo Segreteria Tecnica del Ministro della Salute, che ha sottolineato come sia nevralgico investire sulle tre direttrici del Sistema Sanitario Nazionale: assistenza, farmaci ed innovazione terapeutica.
Francesco Saverio Mennini, professore di Economia della Salute ed Economia Politica all’Università di Roma Tor Vergata, ha altresì, evidenziato come possibile obiettivo lo spostamento di parte delle risorse sui costi diretti, cioè sulle possibili terapie innovative oggi allo studio, andando così ad alleggerire i costi indiretti, cioè quelli sociali ed assistenziali, compresi i prepensionamenti per i familiari caregivers.
In Italia vi è un impatto atteso di 35-40 pazienti in più ogni anno, come sottolineano gli addetti ai lavori, con un’insorgenza dei sintomi della malattia in varie fasce di età, pediatrica, con la forma più grave, cerebrale infantile (definita C- ALD), adolescenziale tra i 10 ed i 15 anni, con la forma definita di Adrenomieloneuropatia (AMN) caratterizzata da un disturbo motorio spastico degli arti inferiori e la forma dell’adulto con varie espressioni cliniche, senza dimenticare l’insufficienza del corticosurrene che determina la malattia di Addison.
Attualmente si contano 200 pazienti diagnosticati su 3500-4mila attesi essendovi un incidenza stimata di 1: 15mila o 1: 17mila neonati per anno.
“La mutazione del gene ABCD1– spiega il professor Marco Cappa dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma – provoca un accumulo di acidi grassi a catena lunga e molto lunga nel surrene, dove provoca la malattia di Addison, nei testicoli e nel Sistema Nervoso Centrale, dove genera una progressiva perdita di mielina”.
Circa due terzi dei pazienti ALD si presenterà con la forma cerebrale infantile della malattia, che è la forma più grave. In poco tempo questi bambini perdono la capacità motoria, la vista, l’udito, presentano una grave compromissione dello stato di coscienza con crisi epilettiche e non sono più in grado di alimentarsi.
Secondo gli esperti la progressione negli adolescenti e negli adulti, con la forma AMN è più lenta e anche chi esprime un difetto di funzione del surrene, con la malattia di Addison, ha il 50% di possibilità di sviluppare sintomi neurologici.
“Nel 1994 – continua il professor Cappa – per la prima volta è stato aggiunto l’acido linoleico coniugato (CLA) all’olio di Lorenzo. Il CLA si è dimostrato capace di penetrare nel Sistema Nervoso Centrale riducendo l’infiammazione cerebrale”.
Attualmente è in uso l’Aldixyl, un prodotto perfezionato attraverso un processo di purificazione e attraverso l’aggiunta di sostanze che riducono gli stress ossidativi.
Secondo Cappa per i bambini con la forma cerebrale sarebbe necessario ricorrere al trapianto di midollo ma si deve intervenire nella cosiddetta finestra pre-sintomatica, un lasso di tempo piuttosto breve, o soprattutto quando i sintomi sono ancora lievi. Altrimenti il trapianto di midollo è inefficace.
Fondamentale effettuare lo screening alla nascita e monitorare costantemente i pazienti per agire tempestivamente senza affidarsi ad una diagnosi che, troppo spesso, attualmente, arriva in maniera frammentata, fortuita e spesso, purtroppo, tardiva.
“Si tratta – sottolinea Valentina Fasano, presidente dell’Associazione Italiana Adrenoleucodistrofia – di una malattia estremamente invalidante ma misconosciuta. La difficoltà sta nell’interfacciarsi con un mondo che ignora la patologia e costruisce ostacoli continui per i pazienti. Attualmente solo 200 sono i pazienti diagnosticati. Se si pensa che i pazienti attesi sono alcune migliaia vuol dire che moltissimi non conoscono quale sia la loro malattia e non possono essere presi in carico dai centri di eccellenza. Per questo chiediamo alle istituzioni di intervenire a monte, perché è importante lo screening, ma è fondamentale procedere per passi e concentrarsi sulla diffusione dell’informazione sulla patologia, far partire da subito corsi di formazione ECM per medici e pediatri al fine di indirizzare i possibili malati ad effettuare un semplice esame, che individui la saturazione degli acidi grassi a catena lunga”.
Altro punto fondamentale su cui intervenire è la qualità e la continuità dell’assistenza per gli adulti già malati, facendoli rientrare in livelli di assistenza LEA adeguati ad una patologia di tale gravità, con il preciso scopo di garantirne dignità esistenziale assicurando loro la migliore qualità possibile di vita.
“Le Asl – continua Fasano – spesso impiegano tempi lunghissimi per erogare i presidi prescritti dai medici referenti della patologia o addirittura si rifiutano di farlo, negando ai pazienti un loro diritto”
Se alle Aziende Sanitarie Territoriali, secondo quanto ribadisce la presidente Associazione Italiana Adrenoleucodistrofia arrivassero direttive vincolanti dal Ministero della Salute tutto sarebbe diverso.

“E’ una malattia legata al cromosoma X (ovvero legata al sesso), e quindi l’ALD si presenta, con marcata variabilità temporale e gravità di espressione clinica, più comunemente nei maschi, – spiega Marina Melone, professore di Neurologia presso l’Università della Campania Luigi Vanvitelli – tuttavia circa il 50% delle donne portatrici mostra alcuni sintomi, nel corso della vita; più frequentemente sintomi neurologici con disturbi motori degli arti inferiori, o più raramente sintomi endocrinologici, con segni di insufficienza surrenalica”.
Secondo quanto ribadisce Marina Melone abbassare il livello di acidi grassi a catena lunga e molto lunga nel sangue non vuol dire arrestare i sintomi leucodistrofici, perché ridurre l’attività infiammatoria reattiva del Sistema Nervoso, seppure importante non è determinante ai fini della evoluzione della malattia. E’ necessario invece intervenire precocemente o meglio nella finestra temporale presintomatica, per ridurre o evitare danni irreversibili del Sistema Nervoso, come ribadisce la stessa Melone.
Secondo gli esperti, per permettere di agire in tempo è necessario un nuovo paradigma sul fronte della formazione e della prevenzione Così, nel febbraio 2017 nasce a Napoli un progetto, presentato da Marina Melone, con il sostegno dell’Associazione Italiana di Adrenoleucodistrofia e recentemente finanziato dalla Regione Campania; progetto pilota che trova esempi simili solo in Olanda ed in alcuni stati del Nord America, tra cui lo stato di New York.
Il progetto, di durata triennale nell’Unità Operativa Complessa di Neurologia 2°-Centro di Riferimento per le malattie rare Neurologiche e Neuro-muscolari, dell’Azienda Ospedaliera dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli e prevede un nuovo percorso diagnostico terapeutico assistenziale nell’ALD/AMN, con una presa in carico lifelong, condizione necessaria, secondo Melone, per assicurare una adeguata assistenza a questi pazienti. Il primo anno di attività sarà dedicato all’informazione ed alla formazione di medici della medicina territoriale e di medici specialisti, così come dei laboratori di analisi per favorire nel secondo anno da parte degli operatori coinvolti, la identificazione precoce dei segni e sintomi della malattia realizzando quello screening che il piano progettuale fortemente prevede di sviluppare in ogni fascia d’età fino ad arrivare a quello neonatale (lo screening, secondo la proposta progettuale inizierà nella popolazione a rischio per poi essere allargato alla popolazione generale); il terzo anno è dedicato alla creazione di un networking tra varie realtà assistenziali e i Centri di Eccellenza presenti nelle diverse Regioni, per implementare un più adeguato piano nazionale nell’assistenza a questi pazienti sensibilizzando le istituzioni all’adozione di politiche di intervento sanitario adeguate, senza dimenticare gli investimenti sulla Ricerca.
Le nuove frontiere su cui alcuni ricercatori stanno lavorando riguarda, poi, la terapia genica.
“La terapia genica – evidenzia Gabriella Pasciullo, direttore medico per l’Italia della Bluebird Bio – si basa sull’aggiunta di una copia attiva del gene, che nel paziente risulta difettoso, al DNA. Una copia in grado di ripristinare la produzione della proteina capace di metabolizzare gli acidi grassi a catena lunga. Il “pezzettino” di DNA dovrebbe essere trasportato nelle cellule dei pazienti attraverso un vettore virale, privato del fattore patogeno e reso inattivo, denominato shuttle. Esso andrebbe così ad attecchire, divenendo parte del materiale genetico del paziente e dando il via alla produzione di cellule figlie in grado di sintetizzare la proteina”.
Schematizzando il processo si tratterebbe di produrre particelle virali dotate di potere terapeutico, isolare le cellule totipotenti target, reingegnerizzarle ex vivo e reinfondere nel paziente le cellule contenenti il gene attivo dopo “condizionamento”.
Un processo ancora allo studio, sottoposto attualmente ad una fase di follow up necessaria a confermare i dati preliminari sull’efficacia, la durata e la sicurezza, anche rispetto agli effetti collaterali, che potrebbero svilupparsi nel tempo.
Nell’attesa che venga completato l’iter di ricerca per poi avviare gli iter regolatori e l’inserimento negli iter terapeutici occorre fare i conti con il fattore tempo e migliorare gli interventi sul piano dell’assistenza lungo tutto l’arco di vita, rendere possibile uno screening tempestivo, che permetta di ricorrere al trapianto di midollo nei tempi giusti, inserendo tale strumento nei LEA (livelli essenziali di assistenza), e formare ed informare i medici ed i laboratori affinché riconoscano precocemente segni e sintomi della malattia ed indirizzino opportunamente i pazienti.
Una corsa contro il tempo che, attraverso una reale collaborazione sul campo, è possibile vincere.

Per informazioni: https://www.adrenoleucodistrofia.it/

Tania Sabatino




APERITIVO DI PRESENTAZIONE ATTIVITÀ 2017/2018 GIOVEDÌ 28 SET-ORE 17.30-20.30

Negli spazi esterni della bella corte cinquecentesca della Fondazione Foqus
presso la sede di Liberetà Napoli al I piano

Liberetà Napoli, cooperativa che opera nei Quartieri Spagnoli, offrendo alla città di Napoli, corsi e laboratori per ragazzi e adulti a contributo sostenibile tenuti da un collettivo di esperti e professionisti, darà inizio alle attività con un aperitivo, occasione per condividere e scambiare con docenti e staff, informazioni, dettagli e approfondimenti su ciascun laboratorio e su tutte le altre attività e novità in cantiere.

Durante l’incontro, il dott. Pino Mandarano, esperto Slow Food, ci guiderà in una degustazione di formaggi e ci accompagneranno incursioni musicali.

Nel corso del pomeriggio sarà possibile usufruire di uno sconto sul costo dell’iscrizione al nuovo anno.

CORSI E LABORATORI

Lingue con madrelingua
Inglese, Francese, Spagnolo, Tedesco, Neogreco a cura della Comunità Ellenica di Napoli e della Campania, Arabo, Russo;
Informatica e Fotografia
Informatica e Web, Fotografia in collaborazione con Kontrolab Napoli;

Musica, Teatro, Canto
Chitarra, Chitarra Blues, Mandolino e Tammorre, Teatro, Canto;

Movimento&Benessere
Ginnastica Dolce, Pilates, Yoga Jivamukti, Hata Yoga e Yin Yoga, Shiatsu e Medicina Tradizionale Cinese, Meditazione, RioAbierto, Reiki;

Danza
Danze Popolari, Stages di Danza Contemporanea e coreografia,Danze Greche in collaborazione con la Comunità Ellenica di Napoli e della Campania, Capoeira Angola in collaborazione con il il Gruppo Semente do jogo de Angola-Napoli, Danza del Ventre;

Cucina
Cucina Tradizionale con elementi contemporanei, Cucina Greca in collaborazione della Comunità Ellenica di Napoli e della Campania;

Laboratori
Bigiotteria, Sartoria, Batik, Bottega artistica con materiali di riciclo, piittura, contaminazioni e installazioni collettive, Filati con ferri, uncinetto, ricamo e produzione di piccoli oggetti, Realizzazione di arredi con elementi di riuso e scarti di produzione; Scacchi; Produzione oli, creme, unguenti, pomate naturali.




In uscita il 29 Settembre il primo romanzo di una trilogia fantasy Bienvenue en Miles Gris

A fine settembre 2017 una rivoluzione al femminile colpirà il genere fantasy made in Campania: il romanzo “Bienvenue en Miles Gris”, di Stefania Serrapica, arriverà in libreria, a cura di Edizioni Eiffel. Un esordio alla scrittura per la giovane autrice originaria di Pompei. “Bienvenue en Miles Gris” è solo il primo dei romanzi a raccontare le avventure di Mina – una citazione al “Dracula” di Bram Stoker -, adolescente inerme e artista, che porta con sé il grande dolore della malattia di sua madre. L’incontro con tre personaggi molto particolari, due adulti e una bambina, cambierà la sua vita, trasportandola in una ‘dimensione’ completamente differente. Da ragazza spaventata, Mina dovrà cercare in sé il coraggio per affrontare un luogo senza tempo come Miles Gris, dove il romanzo è ambientato, in cui a dominare è l’oscurità.Attraverso un racconto noir-fantasy, Stefania Serrapica realizza romanzi di formazione in cui la centralità di un personaggio femminile e la sua crescita rompono gli schemi di un genere troppo spesso declinato al maschile. Un vento di cambiamento perpetrata da questa giovane scrittrice, sulle orme di illustri predecessori: J. K. Rowling, Zafon e Licia Troisi, autori di best seller di genere fantasy e noir. Attraverso un racconto noir-fantasy, Stefania Serrapica realizza romanzi di formazione in cui la centralità di un personaggio femminile e la sua crescita rompono gli schemi di un genere troppo spesso declinato al maschile.




MARTEDI 12 SETTEMBRE 2017 La finalissima della X edizione del NANO FESTIVAL

Sul palco del CRATERE di ERCOLANO gli IELLOSTON, MYHOO e i VATVATVAT
Un lungo percorso che ha condotto alla finalissima: saranno le due band VAT VAT VAT e IELLOSTON e il cantautore MYHOO a confrontarsi nella tappa conclusiva della X edizione del NANO

FESTIVAL sul palco del CRATERE di Ercolano [NA], in programma per MARTEDI 12 SETTEMBRE 2017 alle ore 22.00.

Gli appuntamenti-tappe del Nano Festival si sono tenuti sul palco del CRATERE di Ercolano da maggio a luglio: ogni concerto si è concluso con un dj-set di Fabio Stingo.

Il vincitore o la band vincitrice sarà, inoltre, ospite di RUN RADIO dell’Università degli Studi ‘Suor Orsola Benincasa’ di Napoli [radio

Iellostone

ufficiale del festival] e – venerdì 15 settembre 2017 alle ore 17.30 – sarà ospite della settima edizione della mostra internazionale ROCK! al PAN | Palazzo delle Arti Napoli per un incontro con il pubblico.

Oltre 240 band in nove edizioni, più di 1.000 musicisti, circa 30 ospiti e anteprime discografiche; decine di dj-set post/live; vincitori del calibro di JFK & la sua Bella Bionda [guidati da Lelio Morra], Sabba e Gli Incensurabili, Beltrami e Il Quarto Imprevisto; ‘casi musicali’ come o esclusive d’autore come Fabiana & The Soundflowers… Tutto questo – e molto altro – è NANO Festival!

Myhoo

Ecco i musicisti che, nel corso dei mesi del festival, si sono fronteggiati sul palco del CRATERE: Bluesaddiruse, Carmine Granato, Cicala, Diley, Godo, Fugama, Ielloston, Luci Perdute, Mexb, Myhoo, Nocument, Pedar, Pierpaolo Iermano, La Preghiera di Jonah, Roma, Sismi, Soulcor, The Basement, Vat Vat Vat, Ventinove e Trenta.




Dai sotterranei ai bastioni esterni del Maschio Angioino per scoprire un’altra Napoli: si viaggio nel sottosuolo del castello con Timeline Napoli

Dopo il successo di “Aperti per ferie”, registrato nel mese di agosto, l’associazione culturale Timeline Napoli continua a raccontare Napoli da un punto di vista inedito: per tutto il mese di Settembre 2017, dal lunedì al sabato (ore 10-16), si aprono al pubblico spazi di norma non visitabili del Castelnuovo-Maschio Angioino, che Timeline Napoli è riuscita a recuperare nella scorsa stagione con l’aiuto di professionisti e di volontari, implementando partnership nel settore della ricerca del sottosuolo – come con IdroGeo S.r.l. – e conducendo nuovi studi di approfondimento di carattere storico-speleologico coi quali è stato possibile sviscerare la storia di “sotto” del maniero di piazza Municipio.

Percorsi inediti, esplorazioni e “nuove” pagine di storia da scrivere.
L’offerta turistica di Timeline Napoli si suddivide in itinerari tematici (anche per le scuole), esplorazioni di siti storici, caccia al tesoro storica, adatti al pubblico, ai privati e alle istituzioni. “La Fortezza del tempo” è una visita guidata tematica a carattere storico-archeologico ideata per condurre il pubblico all’interno e all’esterno della fortezza voluta da Carlo I d’Angiò, rivoluzionata da Alfonso d’Aragona. Dall’Arco di Trionfo si attraversa il cortile per scendere nel sotterraneo del castello, formato da due ambienti posti nello spazio sottostante alla Cappella Palatina: l’uno chiamato “fossa del miglio”, deposito del grano della corte aragonese e utilizzata anche per rinchiudervi i prigionieri condannati alle pene più dure, conosciuta più comunemente come “fossa del coccodrillo”. L’altro ambiente, denominato “prigione della congiura dei Baroni”, conserva quattro bare senza nessuna iscrizione, contenenti delle spoglie mortali, forse quelle dei nobili che avevano partecipato alla congiura dei Baroni nel 1485. Dalla descrizione fatta dal De La Ville Sur-Yllon nel 1893 risulta che i cadaveri erano vestiti secondo la moda del Quattrocento e che uno di questi, forse un prelato, era stato ucciso per soffocamento. Ma c’erano anche altri spazi del castello, come i sotterranei della Torre dell’Oro, della Torre di Guardia e della Torre di San Giorgio, che venivano adibiti a prigioni. Salendo poi per la scala a chiocciola della Regina Giovanna, quella che percorreva per raggiungere i suoi amanti, si arriverà a scoprire lo storico portone di bronzo e il panorama mozzafiato che offrono i bastioni esterni.”Il segreto del Drago” è una caccia al tesoro storica (solo previa prenotazione al 3317451461) che condurrà i bambini dai 6 ai 12 anni alla corte di Alfonso d’Aragona per scoprire – muniti di mappa e accessori – la vera storia del re, capostipite del ramo aragonese di Napoli, e i segreti a lui legati. Celebre membro dell’Ordine del Drago, da vero principe precursore del Rinascimento, Alfonso favorì i letterati, che credeva avrebbero tramandato la sua fama ai posteri, e prestò una grande attenzione alla forza della Conoscenza. La stessa che l’associazione vuole trasmettere a partire dai “cittadini del domani”.

Per info e prenotazioni, è necessario chiamare al numero 331 7451461.




NAPOLI A SETTEMBRE RITORNA IL “GRAAL” AL MASCHIO ANGIOINO

Due anni fa l’Associazione I.V.I. (Itinerari Video Interattivi) con Salvatore Forte, Francesco Afro de Falco e Annalisa Direttore scoprirono un nuovo fenomeno che si presentava nella sala dei Baroni del castello di piazza Municipio a Napoli. Lo stesso riprodotto anche in alcune opere, quadri e monete del passato, come nel dipinto in cui è raffigurato proprio Alfonso V D’Aragona. Da qui, approfondirono le ricerche e gli studi iniziati ancora un anno prima, nel 2016 è incominciata un’iniziativa coraggiosa. Dopo l’enorme successo registrato nella scorsa stagione, presentando visite e ricerche rese pubbliche per prima volta nella storia, si aprono nuovamente al pubblico, da settembre 2017, i portoni di Castel Nuovo, detto Maschio Angioino: l’idea è quella per mostrare i percorsi innovativi e cominciare nuove ricerche storiche. Dal percorso il “Graal tra storia e mistero”, passando per il “Libro di luce” e la storia di Alfonso V d’Aragona, alla prima video visita interattiva con lenti oled “Il segreto celato” di Lucrezia d’Alagno, i visitatori potranno andare alla scoperta di luoghi normalmente non accessibili e indagare – riprendendo le parole di Salvatore Forte – una “nuova storia di Napoli”.Ogni sabato, dalle ore 10 alle ore 16, sarà possibile visitare la fortezza angioina voluta da Carlo I d’Angiò, costruita a partire dal 1279 insieme all’associazione IVI e i suoi tour innovativi-culturali: conoscendo le vicende, i protagonisti e guardando con i propri “occhi” quelle pagine di storia che non vengono comunemente raccontate nei libri, il visitatore si troverà a vivere emozionanti avventure all’interno del maniero partenopeo. “Il nostro progetto si rivolge ai privati e alle istituzioni, che intendano valorizzare il loro patrimonio in maniera innovativa – spiega Forte, presidente di IVI -, perché questo è il nostro punto di forza. Creare piccole storie legate ai monumenti o ai luoghi, dove il visitatore si sentirà direttamente protagonista, permette di far riscoprire in maniera coinvolgente vicende e itinerari a essi collegati, potenziandone l’interesse e aumentandone le possibilità turistiche”. E, inoltre, prosegue il vicepresidente De Falco, “le nuove tecnologie ci danno una mano: grazie alla realtà virtuale e all’ausilio di lenti video oled, oggi è possibile rendere lo spettatore davvero un protagonista attivo della storia”. Tra i percorsi a scelta, il primo è il percorso esoterico che parte dall’Arco di Trionfo, continua nel cortile e arriva alla Sala dei Baroni (o Sala del Trono): si chiama “Graal tra storia e mistero” e mostra in che modo il Sole disegna precise simbologie sulle mura. Si vedrà un vero e proprio libro di luce, svelando l’essenza segreta del Graal e la sua presenza nel castello. Il secondo è il percorso virtuale attraverso cui le persone, indossando delle speciali lenti oled, interagiranno con la dama più amata dal Re, cioè con Lucrezia d’Alagno, la giovane donna che conquistò il cuore di Alfonso appena mise piede a Napoli. Lucrezia è interpretata dall’attrice napoletana Annalisa Direttore, la quale condurrà il visitatore tra la storia e i misteri del castello, portandolo virtualmente anche in quei luoghi inaccessibili, come ad esempio sulle sue torri, su cui si potrà godere di un panorama mozzafiato e di una storia vera e poco conosciuta.

Per partecipare alle visite, è necessario prenotare al numero 3273239843 o via mail graalmaschioangioino@gmail.com




NAPOLI 1 SET. 21,OO Viv le Ruà ” Le donne,i cavalier, l’arme, gli amori e … 25 59 e 70…”.

Metti che un giorno si potesse passeggiare fra la storia, osservarne i miti e viverne le leggende.

Metti anche che potesse accadere a Napoli grazie all’ allestimento di Ciro Pellegrino, proprio questo venerdì, 1 settembre 2017, alle 21.00.

Per la rassegna “Estate a Napoli 2017”, Eleonora Pimentel De Fonseca, Masaniello, il mago Virgilio, il Principe di S. Severo, “appariranno” al pubblico presso il Maschio Angioino. I fantasmi saranno insieme a Paola Maddalena, Ciro Scherma, Carlo Liccardo Diego Consiglio e Olimpia Panariello: “ Viv le Ruà” Le donne,i cavalier, l’arme, gli amori e … 25 59 e 70…”.

Che la tradizione vada in scena e i Munacielli si preparino…!

Anita Laudando

 




Il 30 agosto apre “Mr Panuozzo”: risate di gusto a Napoli

Quando lo street food è gustoso e divertente…

Il 30 agosto apre a Napoli, in zona Fuorigrotta, “Mr Panuozzo”, un nuovo punto di riferimento per i buongustai napoletani e non. Il locale è gestito da Salvatore Di Napoli, veterano della ristorazione (da oltre 30 anni è “con le mani in pasta”) e da suo figlio Daniele. Grazie alla loro abilità si potranno gustare panuozzi, panozzetti (lunghi 25 cm, la metà del panuozzo classico, destinati al consumo per una sola persona) e panini fragranti e soffici, mai pesanti (perché l’impasto viene ben lievitato ed idratato, come vuole la tradizione gragnanese), farciti con prodotti di altissima qualità, nominati e assemblati in modo tale da celebrare la cultura, le tradizioni, il folklore napoletano (c’è, ad esempio, il panino intitolato ad Eduardo De Filippo, quello dedicato a Pino Daniele, a Vincenzo Salemme, a Biagio Izzo, a Pulcinella, a Massimo Troisi). Il tutto “condito” da un servizio di sala accogliente, divertente, “poco convenzionale” e gratuito! Il personale “urla” le ordinazioni in cucina, parla napoletano, si esibisce in divertenti sketch e parodie, e in alcune sere ci scappa anche uno “spettacolino”… Magari qualche intervento di Carmine Migliaccio, giovane youtuber e rapper giuglianese, meglio conosciuto come “Carolina”, che attraverso la sua ironia e il suo talento analizza la società moderna realizzando divertenti video che gli hanno fatto guadagnare centinaia di migliaia di follower sui social.Anche i nomi di alcuni panuozzi fanno ridere, come “Il Porcellino” (il classico panuozzo con porchetta, provola e patatine) o “Il Ricottaro” (con ricotta, pepe, porchetta e provola).

Il panuozzo
Nato a Gragnano, il panuozzo è una delle eccellenze gastronomiche “made in Campania” più particolari. Si tratta di un panino realizzato con la pasta della pizza e preparato al forno in due fasi: dopo una prima cottura viene tagliato, farcito e nuovamente infornato, per ottenere un prodotto morbido e fragrante. Ideale per un pasto veloce ed economico, ad esempio una pausa dal lavoro, una merenda o una cena informale.
A Napoli lo si può gustare da Mr Panuozzo, moderna insegna che lo propone in quaranta versioni (che diventano centinaia se si considera che i diversi ingredienti possono essere assemblati a piacimento), tutte accomunate dai sapori veraci e dall’utilizzo di prodotti artigianali italiani (campani soprattutto).

Mr Panuozzo – Don Salvatore 1968

Il brand è stato lanciato il 18 marzo 2015 con l’apertura del primo punto vendita in via Cavalleggeri d’Aosta, al civico 44.

Il 30 agosto sarà festeggiata l’apertura del nuovo punto vendita al civico 44 di via Filippo Illuminato (in zona Fuorigrotta): un sogno per Don Salvatore che – innamorato della terra che dal 1968 lo ha visto nascere, crescere a maturare – ha voluto creare uno spazio che la ricordasse in toto.
“Abbiamo messo su un concept che esalta la napoletanità in tutte le sue forme”, spiega il figlio Daniele.
Il nuovo locale avrà circa 40 posti a sedere.
Fra i panuozzi best seller della “casa” il “Mr Chianina” (con hamburger di chianina 180 gr, provola e patatine) e il “Mr Black” (con hamburger di maialino nero 180 gr, provola e patatine). Tra le tante proposte c’è anche il panuozzo vegetariano farcito con melanzane, provola e friarielli. Ad affiancarlo ricette interessanti e audaci come il “Mr Mammà” con parmigiana, provola e polpette. Le carni utilizzate (porchetta, salsicce, pollo, hamburger fatti in casa con carni di chianina, scottona, maialino nero casertano, etc.) per comporre panuozzi e panini sono tutte certificate. Le polpette sono preparate dalla nonna di Daniele (ovvero la mamma di Don Salvatore) secondo un’antica ricetta che viene tramandata da generazioni e che custodisce gelosamente. La parmigiana al ragù, proposta tra i contorni oppure come “sfizio”, è invece preparata – sempre come vuole la tradizione napoletana – dalla mamma di Daniele e, quindi, moglie di don Salvatore, il quale – tra l’altro – è anche pasticcere, quindi delizia i suoi clienti con dolci sempre nuovi (non mancano mai cheese cake e profitteroles, i suoi preferiti).