Il 17 e 18 marzo al Nest | RISORGI di DUCCIO CAMERINI | Compagnia LACASA DEI RACCONTI

Questo fine settimana al Nest va in scena, sabato 17 marzo ore 21 e domenica 18 marzo ore 18, “RISORGI” uno spettacolo che vede Duccio Camerini nel triplice ruolo di autore regista e interprete, affiancato sul palco da Simone Bobini, Barnaba Bonafaccia, Marika De Chiara, Ciro Carlo Fico, Dario Guidi, Igor Mattei, Marco Damiano Minandri e Cristina Pedetta. Le musiche saranno dal vivo, curate da Matteo Colasanti, le scene e costumi di Nika Campisi.
Storie senza morale alla fine di una città, in una terra di nessuno tra legalità e illegalità, pelli di diverso colore, benessere e miseria, solitudine e assenza di passato. Vecchie e nuove generazioni.
Un traffico di storpi e mendicanti sullo sfondo del nuovo giubileo. Un capo, una specie di figlio-erede, un pupillo, ruffiani, ma anche nemici. Un rapimento mette in crisi un sistema. Qualcuno alla fine ci lascerà la pelle. Un mondo indifferente e senza più una forma. Qualcuno l’aveva previsto. Un clima scabroso e barocco, forse una preghiera, a cavallo tra la periferia e la campagna sventrata. Ogni personaggio è in attesa di una sua personale resurrezione, davanti ad un mondo ridicolo che sa soltanto ignorare.

Marika è un aspirante transessuale di mezza età; Sergetto è un ex marchettaro che non vuole smettere di illudersi; Traiano, il figlio di Marika, gestisce insieme al padre un traffico di storpi, addestrati a chiedere l’elemosina in occasione del Giubileo della Misericordia voluto da Bergoglio; Mongo è un ritardato, un fool che vede dietro le cose; Semmi è un cameriere che fa arti marziali e prende “bombe” illegali prima di combattimenti clandestini; Rosa, la sua ex, è una tossica un tempo assistente sociale; Nadia è un’impiegata che si accanisce contro il figlio disabile; Bacio è un uomo deciso a risalire la china di quel potere sommerso; infine Latodestro è uno storpio finito sotto un camion, è lui il Robespierre che guida gli altri storpi alla rivolta…




IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ” DI EDUARDO DE FILIPPO PER LA REGIA DI MARIO MARTONE Al Teatro Bellini NAPOLI dal 6 al 18 marzo 2018

IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ, capolavoro di Eduardo De Filippo, per la regia di Mario Martone, andrà in scena al Teatro Bellini di Napoli dal 6 al 18 marzo 2018. Lo spettacolo prodotto da Elledieffe, NEST Napoli Est Teatro, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale ha debuttato in prima nazionale al NEST di Napoli dal 6 al 17 marzo 2017 e poi è andato in scena al Teatro Gobetti di Torino, dal 21 marzo al 2 aprile 2017, in un’edizione che sancisce l’incontro di uno dei più rigorosi e autorevoli registi italiani con la scrittura eduardiana.
Lo spettacolo, che quest’anno sarà in tournée nelle principali piazze italiane fino al 13 maggio, è interpretato da Francesco Di Leva (nel ruolo di Antonio Barracano), Massimiliano Gallo (nel ruolo di Arturo Santaniello), Giovanni Ludeno (nel ruolo del dottore Fabio Della Ragione), insieme agli attori che compongono il gruppo storico del NEST, da Adriano Pantaleo a Giuseppe Gaudino e con loro ci sono Daniela Ioia, Gianni Spezzano, Viviana Cangiano, Salvatore Presutto, Lucienne Perreca, Mimmo Esposito, Morena Di Leva, Ralph P, Armando De Giulio, Daniele Baselice. Le scene sono di Carmine Guarino, i costumi di Giovanna Napolitano, le luci di Cesare Accetta, le musiche originali di Ralph P, il regista collaboratore è Giuseppe Miale Di Mauro.

Torna, dopo il successo di critica e pubblico della passata stagione, lo

MARIO MARTONE

spettacolo che Mario Martone ha realizzato da uno dei testi più duri e realistici di Eduardo.

Il Sindaco del rione Sanità commedia in tre atti scritta ed interpretata da Eduardo De Filippo, inserita dall’autore nella raccolta Cantata dei giorni dispari riflette la violenza e la necessità di trovare un ordine alternativo a quello legale che oggi come ieri sono lo specchio di Napoli, e dove l’unico dato in controtendenza è la giovane età di vittime e carnefici. Martone per la prima volta ha messo in scena un testo del grande drammaturgo napoletano, in un allestimento che associa realtà produttive diverse nella realizzazione di un progetto culturale dal forte senso politico e civile. «Il teatro è vivo quando s’interroga sulla realtà – chiosa il regista – se parla al proprio pubblico non solo osando sul piano formale ma anche agendo in una dimensione politica. Questa modalità di lavoro si è concretizzata calando nella realtà dei giorni nostri Il Sindaco del rione Sanità. L’idea di affidare il ruolo del Sindaco a un uomo giovane e deciso, nel fisico e nel gesto – quanto il personaggio scritto da Eduardo era invece crepuscolare – pone nei fatti la figura del protagonista ancora al centro del sistema criminale che rappresenta, laddove la scrittura eduardiana ne faceva il simbolo di un sistema di valori e disvalori al tramonto, ed allo stesso tempo favorisce il tentativo di sottrarre il testo al rischio della semplice rappresentazione naturalistica incarnandolo in un mondo reale drammaticamente vivo.
In premessa, insieme a Elledieffe, c’è la realtà di San Giovanni a Teduccio, del NEST e dei suoi giovani attori, molti dei quali vivono nel quotidiano la cronaca non edulcorata di una vera guerra di camorra che insanguina da anni questa periferia napoletana e dove la criminalità è retta da giovani boss neanche trentenni».




Zeppoliadi”, la maratona fotografica ai Quartieri Spagnoli con Seccia

Le Olimpiadi invernali sono finite in Sud Corea eppure è ancora tempo di gare e sfide sul campo. Non si tratta di sport e attività fisica in senso stretto, anche se ci sarà da camminare, e non poco visto che è buon adagio dire che i fotografi lavorano sia con gli occhi, sia con i piedi. Zeppoliadi è la maratona fotografica che mancava ai Quartieri Spagnoli, in programma sabato 17 marzo nei quartieri Avvocata e Montecalvario, start alle ore 10 in via Concordia 66. Un sabato di confronto e scoperta dietro l’obiettivo in una delle zone più belle della città, per mettere a fuoco i murales noti ai turisti, immortalare i ristorantini e le trattorie rinomate nei vicoli, congelare in uno scatto l’umanità sconfinata dei bassi, scrigno di volti e facce d’altri tempi. Un vero tesoro per gli appassionati di street photography. Non è un caso, quindi, se in tempi recenti le passeggiate si stanno moltiplicando in questo angolo urbano, i tour stanno aumentando con associazioni e gruppi di scuole e accademie di fotografia, complici anche le manifestazioni come il carnevale dei Quartieri. Una miniera antropologica e sociologica tutta da esplorare per fotoamatori e fotografi amatoriali, che avranno l’occasione ghiotta e preziosa di relazionarsi e di riflettere sulle proprie capacità espressive. In palio gli Aperisciù d’oro, d’argento e di rame, come ogni tradizione olimpica impone. Realizzati dal giornalista e fotoamatore Renato Aiello, ideatore della manifestazione per la Pasticceria Seccia in via Concordia 66, questi tre piccoli oggetti proseguono nel sentiero, tracciato a febbraio con il grande successo dell’evento Chiacchierando ai Quartieri, di combinare arte dolciaria e figurativa, pasticceria e fotografia, sculture artistiche e i mitici Aperisciù. Per rifocillare i partecipanti alla maratona, impegnati dalle ore 10 in 3 step, prove e tracce da seguire (impostate prevalentemente su street art, ritratti, e temi legati alla paternità e al ricordo dello scomparso Pino Daniele, di cui il 19 marzo ricorre sia onomastico che compleanno), e per soddisfare i palati di passanti, cronisti e foodblogger invitati, saranno servite le zeppoline di San Giuseppe, dolce del momento. Ma è anche tempo di una novità assoluta, con la stagione pasquale alle porte (quello del 17 marzo è l’ultimo weekend di quaresima prima della domenica delle palme, e di Pasqua appunto): la pastiera semifredda glassata, che sarà presentata alla stampa e ai presenti. Nel corso della serata, le cui danze si apriranno alle ore 17 con la consegna finale dei lavori fotografici realizzati in giornata in jpeg – che saranno poi pubblicati per un mese negli album della pagina facebook Pasticceria Seccia a partire dal 19 marzo per il voto a suon di like nella categoria Social, e valutati allo stesso tempo da una giuria di qualità per il podio tecnico – è previsto un piccolo vernissage fotografico. Nicola Della Volpe, in arte PhAcido (soprannome ironico sul ph del watermark dei fotografi più inossidabili), amministratore e membro attivo di Photo Hunters, nutrito gruppo facebook di “cacciatori della fotografia”, esporrà due scatti sul basket e sulla breakdance a Scampia, e racconterà la sua passione per la fotografia e il suo rapporto coi figli, data l’imminente festa del papà. Un’opportunità per annunciare anche il prossimo progetto collettivo in cui è coinvolto, la prima collettiva fotografica sull’area Nord che va oltre le Vele e i cliché: “Tutti i colori di Scampia”, operazione corale “anti Sistema” in mostra dal 7 al 21 aprile al Chiostro di Santa Maria La Nova.




Mercoledì 28 febbraio alle 17 al MANN- NAPOLI : L’esercito di Terracotta ingresso gratuito

Alla fine dell’incontro con la dott.essa Chiara Visconti dell’Università L’Orientale di Napoli, degustazione di tè secondo il rito cinese del gong fu cha offerta da “Qualcosaditè”. 

Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, un incontro tra la Mostra “L’Esercito di Terracotta e il Primo Imperatore della Cina” e il Museo Archeologico di Napoli, un fuori programma nell’ambito della XXIII edizione degli Incontri di Archeologia, curati dal Servizio Educativo del MANN.
Mercoledì 28 febbraio alle 17, al MANN si terrà un approfondimento dal titolo “Come in uno specchio: l’esercito di Terracotta e l’arte funeraria dell’antica Cina”, a cura della dott.ssa Chiara Visconti, Docente di Archeologia e storia dell’arte della Cina e del Giappone, Dipartimento Asia Africa e Mediterraneo dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. A seguire, una degustazione di tè preparato secondo il rito tradizionale cinese, il gong fu cha, offerto e raccontato da “Qualcosaditè” di Giuseppe Musella

«Continua la prestigiosa partnership con il MANN con incontri che uniscono l’approfondimento storico-artistico sul tema della mostra al momento di scoperta della tradizionale cerimonia del tè cinese, il gong fu cha.» ha dichiarato il curatore italiano della Mostra Fabio di Gioia.

La grande riproduzione di una delle più importanti scoperte della storia dell’archeologia, i guerrieri del grande Imperatore Qin Shi Huangdi, Ottava Meraviglia del mondo, è prorogata fino all’8 aprile ed è visitabile ogni giorno dalle 10 alle 20 (ultimo ingresso ore 19) nella Basilica dello Spirito Santo in via Toledo 402 a Napoli.

L’esercito di Terracotta e il Primo Imperatore della Cina
PRIMA ITALIANA A NAPOLI
Una produzione LiveTree e Terminal 2 con la collaborazione di Medea Art e Vivaticket
Basilica dello Spirito Santo
Via Toledo, 402 (a 100 metri da Metropolitana linea 1 e 2, funicolare di Montesanto e Cumana)
ORARI MOSTRA (aperta tutti i giorni):
Dal Lunedì alla Domenica: h 10.00 – 20.00
L’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura. Giorni e orari possono essere soggetti a va- riazioni, aggiornamenti sul sito www.esercitoditerracotta.it

INCONTRO:
Mercoledì 28 febbraio ore 17
MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Ingresso Libero




C.s. Malattie rare e ricerca, Sabato 24 febbraio, a Napoli, a Città della Scienza, Corporea,

Sabato 24 febbraio, alle 11.00 e alle 12.15, a Città della Scienza, Corporea, focus sull’universo delle malattie rare con l’appuntamento “Ridare vita alla vita attraverso il DNA: l’Adrenoleucodistrofia la rosa della speranza”.

Napoli – Il 6 febbraio ricorre la Giornata della vita, ma…febbraio è anche il mese dedicato al malato e il 28 è il giorno in cui nel mondo si richiama l’attenzione sui malati rari. Tra i tanti eventi previsti, un appuntamento da non perdere è per sabato 24 febbraio, alle 11.00 e alle 12.15, a Città della Scienza, Corporea, (via Coroglio, 104), con il focus “Ridare vita alla vita attraverso il DNA: l’adrenoleucodistrofia la rosa della speranza”, inserito nell’ambito della manifestazione Sport, Salute & Benessere (http://www.cittadellascienza.it/notizie/sport-salute-benessere-sabato-24-e-domenica-25-febbraio-2018-a-citta-della-scienza/).
Un appuntamento che si gemella idealmente con la giornata dedicata al malato, giunta alla XXVI edizione (svoltasi lo scorso 11 febbraio), in cui è stato sottolineato dallo stesso Pontefice come sia importante recuperare una dimensione di condivisione ed un rapporto di vicinanza con chi soffre, ma anche con la giornata dedicata alla vita, il 6 febbraio. Una posizione orizzontale di simmetria e non verticale di asimmetria e di disuguaglianza, tale da spingere al più ad una blanda “pietà”, come direbbe il filosofo Aldo Masullo.
Un momento per dare voce all’universo della ricerca, che si muove in maniera costante e progressiva, anche se silente e tra mille ostacoli.
Un momento per capire, condividere, sostenere.
Una tappa fondamentale per accendere l’attenzione sull’universo di questi pazienti che spesso, non riescono a ricevere la necessaria visibilità né ad avere voce, per esprimere i propri bisogni e denunciare l’isolamento in cui versano.
I malati rari sono 300 milioni in tutto il mondo, affetti da più di 7000 differenti malattie rare.
Tra i malati rari ve ne sono alcuni che potrebbero essere considerati rari tra i rari. Si tratta delle persone affette da Adrenoleucodistrofia X-legata (ALD), vittime di una malattia che spesso ha un esordio subdolo ma sempre una evoluzione inarrestabile, e le cui prime descrizioni sono quelle, all’inizio del secolo XIX, del neuropatologo Schilder che descriveva probabilmente la forma più grave di ALD, quella cerebrale infantile.
Si tratta – spiega la prof.ssa Marina Melone, direttore del Centro Interuniversitario di Ricerca in Neuroscienze e referente Malattie Rare per l’Università della Campania Luigi Vanvitelli – di una malattia metabolica, da accumulo di acidi grassi a catena lunga e molto lunga, che colpisce principalmente il Sistema Nervoso, con distruzione progressiva della mielina, la sostanza che riveste le cellule nervose, e le ghiandole surrenali, con conseguente carenza di alcuni ormoni”
Il focus sarà occasione per tracciare le tappe nevralgiche della ricerca clinica e neuropatologica.
Dalla scoperta dell’Olio di Lorenzo, cui è dedicata una famosa pellicola del 1992, nella quale a un bimbo di 5 anni viene diagnosticata appunto l’ALD, alle attuali prospettive di screening neonatale, fino a giungere alle frontiere di avanguardia offerte dalla terapia genica.
La sostituzione del gene difettoso con un gene funzionale – evidenzia Marina Melone – è l’obiettivo della terapia, per trattare la forma cerebrale di Adrenoleucodistrofia (ALD). In futuro, la terapia genica potrebbe anche essere proposta in una seconda fase agli uomini adulti con la forma cerebrale progressiva. Ma non dobbiamo dimenticare le prospettive terapeutiche offerte dall’uso di una dieta appropriata, con la scelta di cibi ricchi di acidi grassi a catena corta supplementati da alimenti speciali ai fini medici, oggi in grado di superare la Barriera Emato Encefalica; dieta che può aiutare a contrastare gli effetti di questa mutazione del DNA e proteggere la salute di questi pazienti, spesso giovanissimi”.
Secondo gli esperti, l’ALD, per le caratteristiche cliniche, caratterizzate da un’estrema eterogeneità, può considerarsi una malattia gravissima. Colpisce i maschi, ma può coinvolgere anche le madri, portatrici della mutazione genetica che, nella maggioranza dei casi, possono manifestare a loro volta, con l’andar del tempo, sintomi neurologici.
Attualmente, purtroppo, si contano oltre 200 pazienti diagnosticati su 3500 attesi, essendovi un’incidenza di 1: 15/17 mila nati per anno.
Il gap tra i pazienti attesi e quelli diagnosticati indica che moltissimi non conoscono quale sia la loro malattia e non possono essere presi in carico dai centri di eccellenza ed accedere alle cure, oggi a disposizione.
Per questo – evidenzia la dott.ssa Valentina Fasano – appare fondamentale la diagnosi precoce, fino ad arrivare allo screening neonatale. Ciò consentirebbe una efficace prevenzione. Ma per realizzare questo è essenziale, la creazione di una rete tra la medicina territoriale, la medicina dei servizi e i centri di eccellenza per sviluppare un adeguato progetto di informazione e formazione e creare delle figure professionali capaci di intervenire nelle varie fasi di assistenza a questa patologia dall’enorme complessità”.
Un impegno, quindi dell’Associazione Italiana Adrenoleucodistrofia che si pone come interlocutore privilegiato dei centri di Riferimento nazionali, a favore del miglioramento della qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie, esempio, come sottolinea Valentina Fasano, di forza, amore e coraggio.
Un impegno che ha il sapore del prendersi cura.
Affinché – ribadisce la presidente dell’Associazione Italiana Adrenoleucodistrofia – ogni lacrima sia trasformata, e le forze unite consentano di dare vittoria ad ogni lotta”.

Per maggiori informazioni: https://www.adrenoleucodistrofia.it/

Tania Sabatino




Al Teatro Arcas, in scena “Socrate Immaginario” Dal 22 al 25 febbraio nello spazio di via Veterinaria-Napoli

Dal 22 febbraio alle 21 in scena al Teatro Arcas “Socrate Immaginario” di Ferdinando Galiani, con la regia di Francesco Sisto.
Don Tammaro Promontorio, che si crede Socrate, lotta in famiglia per poter affermare la sua logica follia, ha una sua caratteristica stabilità di protagonista, che è viva e valida proprio perché si manifesta non già attraverso una facile caricatura, ma perché riesce a conservare una sua consequenzialità addirittura solenne, filosofica. Don Tammaro non riesce ad evadere dalla prigione ch’egli stesso s’è creata; donna Rosa tenta di ridestarlo dalla mania socratica a suon di mazzate, egli niente, imperturbabile prosegue sulla sua strada fino al punto di voler prendere una seconda moglie, Cilla che è da egli definita moglie minima e nominata Aspasia, figlia di mastro Antonio: scherza sulla sua condizione assurda, ricercando l’annullamento della sua personalità, in una morte che è burla, in quel bere la cicuta (che è un sonnifero), che non è stoicismo, ma coscienza della vanità di un individuo. E però, s’addormenta. Sua figlia, innamorata del giovane Ippolito, dovrà sposare il vecchio e sciocco barbiere don Antonio, che è da egli nominato Platone, e non si discute; Calandrino, il servo è Simia, e lo stesso Mastro Antonio son suoi discepoli. Donna Rosa è Xantippe, la figlia Emilia è Sofrosine e la serva Lauretta è Saffo, non c’è dubbio. Persino la burletta della finta apparizione del demone diventa credibilissima per don Tammaro: il quale col suo contegno, sembra sia lui a prendere in disprezzo la sua grottesca sublime stupidità.
<<La satira dei falsi socrati e dei filosofastri è antica e ricorrente, si giudica secondo la misura della forza e dell’efficacia con la quale il poeta la rivive e l’attualizza. – scrive il regista, Francesco Sisto, nelle note – Quel che conta del Socrate Immaginario è la tempestività con la quale apparve e la mordente efficacia che esercitò su una certa società settecentesca che voleva consapevolmente deridere. Di mira era preso il Barone Saverio Mattei, “un povero diavolo di erudito”, infatuato della sapienza ellenica, ma vittima della bisbetica moglie>>.
Massimo Maffei e Teatro dell’Obbligo presentano “Socrate Immaginario” di Ferdinando Galiani, regia di Francesco Sisto, in scena Peppe Carosella, Marcello Raimondi, Sara Saccone, Ferdinando Smaldone, Federica Totaro, Giovanna Landolfi, Luigi Sorvillo e Federica Bagnaro, costumi di Clelio Alfinito, consulenza Musicale di Michele Maione, luci di Enrico Scudiero e attrezzeria Nicola Sesto.




Ad AstraDoc arriva Steve Della Casa Venerdì 23 feb.ore 21.00 Cinema Astra–Napoli

Venerdì 23 febbraio alle ore 21.00 altro importante appuntamento di “AstraDoc – viaggio nel cinema del reale”, con l’arrivo del grande critico cinematografico Steve Della Casa. Voce storica della trasmissione radiofonica “Hollywood Party”, già Direttore per diversi anni del Torino Film Festival, consulente della Mostra del Cinema di Venezia e del Festival Internazionale di Locarno, Steve Della Casa sarà al Cinema Astra per presentare il film “Nessuno ci può giudicare”, realizzato con Chiara Ronchini, evento speciale al Torino Film Festival e vincitore ai Nastri d’Argento di un Premio Speciale della Giuria per i documentari. Insieme a lui sarà in sala, inoltre, il giornalista Antonio Tricomi per presentare, prima della proiezione, il suo libro “Bob Dylan. Cantautore da Nobel” e intervenire alla proiezione.
“Nessuno ci può giudicare” è una retrospettiva sul mondo dei film musicali italiani degli anni Sessanta. Tra i protagonisti Don Backy,

Caterina Caselli

Caterina Caselli, Tony Dallara, Ricky Gianco, Mal, Rita Pavone, Gianni Pettenati, Shel Shapiro, Piero Vivarelli, che in una serie di interviste inedite raccontano l’Italia dei film musicali degli anni Sessanta.
Nell’Italia del secondo dopoguerra e del miracolo economico, il cinema continua a essere il divertimento preferito degli italiani nonché lo specchio vero dell’Italia che cambia. E i film musicali, che vedono per protagonisti prima gli “urlatori” (Celentano, Mina, Dallara…) e poi i

Adriano Celentanbo

cantanti beat (Morandi, Pavone, Caselli, Mal…) raccontano un’Italia che cambia velocemente. I giovani per la prima volta nella storia nazionale possono essere indipendenti economicamente dalla famiglia e possono coltivare i loro gusti musicali, il proprio modo di vestire. racconta puntualmente questo cambiamento, e l’Archivio dell’Istituto Luce lo segue passo dopo passo. Attraverso una serie di interviste inedite (Rita Pavone, Caterina Caselli, Shel Shapiro, Mal, Ricky Gianco, Gianni Pettenati, Piero Vivarelli…) e un’approfondita ricerca sul materiale d’archivio e sui film musicali, una carrellata sull’Italia che da paese agricolo diventa potenza industriale, che inventa un nuovo modo di divertirsi ma al tempo stesso scopre il gusto della ribellione.

Prima della proiezione Antonio Tricomi presenterà il suo libro “Bob Dylan. Cantautore da Nobel” scritto con Gianfranco Coci: Premio Nobel per la letteratura 2016 “per aver creato una nuova espressione poetica nell’ambito della tradizione della grande canzone americana”, Bob Dylan non ha soltanto dato per primo dignità e spessore alla musica popolare contemporanea: la si chiami folk, rock o qualunque altra etichetta venga in mente di volta in volta. Ma è anche un esempio di longevità artistica senza confronti: c’era prima di Beatles e Rolling Stones e c’è ancora. Da qualunque punto di vista lo si osservi, gli spunti di riflessione che offre sembrano non doversi mai esaurire. Coci e Tricomi, consapevoli che una parola definitiva su Dylan non potrà mai essere pronunciata, provano a mettere in campo qualche tema: dischi, concerti, testi, musiche, esecuzioni, dichiarazioni pubbliche, vita privata, rapporti con i maestri e i colleghi, influenze sui musicisti (praticamente tutti quelli che sono venuti dopo di lui). Tenendosi a distanza di sicurezza tanto dalle ritualità saggistiche che dalla retorica da fan.




TUTTI I PREMIATI DI “TALENTUM- IL PREMIO DELLE ECCELLENZE”

Si è svolta la cerimonia di “Talentum-il premio delle eccellenze” nato

Roberta D’Agostino Gianni Sallustro;

da un’idea della giornalista Roberta D’Agostino e dell’attore-regista e direttore dell’”Accademia Vesuviana del teatro e del Cinema” Gianni Sallustro; l’edizione di quest’anno, la seconda, è in dedica a Michele Del Grosso. La cerimonia si è svolta nella sala della Loggia del Maschio Angioino una location che ha ospitato al meglio la funambolica corte rinascimentale ideata dagli organizzatori; cinquanta figuranti, tra attori e musicisti dell’Accademia Vesuviana del Teatro e del Cinema di Gianni Sallustro, hanno accolto il pubblico nello splendido cortile del castello napoletano rendendo il percorso verso la sala un momento di puro intrattenimento.

“Abbiamo ideato questo riconoscimento – dicono gli organizzatori- per evidenziare l’anima positiva della nostra terra: i giovani accompagnati nel loro percorso da coloro che nel corso degli anni hanno dato tanto alla cultura della nostra regione. Grande attenzione, quindi, va ai giovani, quelli dell’Accademia Vesuviana del Teatro e del Cinema in primis e a tutti quelli che con il loro operato si sono particolarmente distinti”.
La dedica a Michele Del Grosso è venuta dal cuore perché è stato uno dei nostri premiati nell’edizione dell’anno scorso e perché la sua scomparsa ci ha colpito molto, abbiamo lavorato a lungo insieme e ora ci sentiamo privi di uno dei veri talenti, spesso non apprezzato abbastanza, del nostro paese”.

Il Talentum è una scultura originale di Fiormario Cilvini, i costumi sono di Costantino Lombardo e le acconciature di Luca Riccardi. La grafica è di Marcello Radano. La serata è stata presentata da Sonia Sodano con Roberta D’Agostino e Gianni Sallustro.

 

I premiati dell’edizione 2018:
Il drammaturgo: Manlio Santanelli
I registi senior: Francesco Saponaro, Vincenzo Pirozzi;
I musicisti: Roberto Giordi, Leonardo De Lorenzo
Le attrici: Lara Sansone, Anna Capasso, Antonella Monetti, Paola Cacace, Angela Severino, Stefania Spanò
I giornalisti: Natascia Festa, Desiree Klain, Marco Perillo, Stefano Prestisimone, Gemma Tisci, Antonio Tricomi, Federico Vacalebre
L’associazione culturale: Arci Movie Napoli
Lo stilista: Mimmo Tuccillo
I registi junior: Antonio Caiazzo, Antonella Correale, Claudia Cacciapuoti, Maria Eugenia Palazzo
Gli attori giovani: Alberto Siniscalchi, Valerio Siniscalchi, Armando Abagnale, Anna Carrabs, Gennaro Fusaro

 




LE BRACI da Sándor Márai con Renato Carpentieri e Stefano Jotti – Galleria Toledo – 16 -25 febbraio 2018

Dal 16 al 25 febbraio 2018, al teatro Galleria Toledo è di scena Le Braci di Sándor Márai, nell’adattamento di Fulvio Calise, interpretato da Renato Carpentieri e Stefano Jotti, con scene di Rosario Squillace, luci di Cesare Accetta, drammaturgia e regia di Laura Angiulli.

“Quando il destino, sotto qualsiasi forma, si rivolge direttamente alla nostra individualità, quasi chiamandoci per nome, in fondo all’angoscia e alla paura esiste sempre una specie di attrazione, perché l’uomo non vuole soltanto vivere, vuole anche conoscere fino in fondo e accettare il proprio destino, a costo di esporsi al pericolo e alla distruzione…” (S. Márai)

Vi è un segmento letterario che riflette sul senso della vita, sul destino e sull’incomunicabilità tra gli individui, temi che animano la letteratura europea tardo ottocentesca e si estendono fino agli albori del secondo conflitto mondiale e oltre. Dai Fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij, all’uomo della folla, il flâneur del simbolista Charles Baudelaire, alcuni autori di grande raffinatezza intellettuale quali August Strindberg, T.S. Eliot, J.P. Sartre, ma anche Walter Benjamin, James Joyce, D.H. Lawrence, Ferdinand Céline, Franz Kafka, Luigi Pirandello e altri ancora – ciascuno a proprio modo e in una visione critica spesso ferale – elaborano il sentimento di deumanizzazione della società moderna dando forma a un vasto contenitore letterario dai confini incerti, che si definisce con il termine Esistenzialismo, in cui molti temi dei movimenti modernista e crepuscolare possono essere inscritti. A questo ambito appartiene l’idea dell’uomo attraversato da un profondo senso di alienazione e solitudine, testimone di un mondo al suo declino, diviso tra passato idealizzato e presente moderno e disumano.

Il passaggio d’epoca segnato dalla Prima Guerra Mondiale è il luogo temporale in cui l’ungherese Sándor Márai colloca il nucleo retrospettivo del romanzo Le Braci – Le candele bruciano fino in fondo, il titolo originale pubblicato nel 1942 -, un testo legato con filo rosso alla grande tradizione romanzesca, che assieme guarda alla crisi dei grandi miti della società occidentale ed al transito in un “nuovo mondo”, rovente e mefitico inferno tropicale da cui fa ritorno il personaggio Konrad dopo una disonorevole fuga durata quarant’anni. Fredda e assillante invece l’attesa per il generale Henrik, che attende il giorno della rivalsa immerso in un tempo sospeso fino ad un mattino del 1940, quando riceve l’improvviso annuncio della sua visita.
Nei personaggi de Le Braci, le attitudini dei due caratteri opposti legati da antica amicizia – onore, orgoglio e disciplina nella socialità per il soldato Henrik, melancolico temperamento artistico da poeta per il fuggitivo Konrad – rispecchiano valori decaduti tardo ottocenteschi. La questione di fondo qui posta è puramente etica, umana, dove l’elemento destabilizzante della ragione risulta essere la passione contenuta nel desiderio. Bisogna essere coerenti con sé stessi o rispettosi degli altri? Il senso della vita risiede nel legame d’amore che ci unisce a qualcuno. Il disincanto della risposta rende impossibile il rimarginarsi delle ferite. Ma permette di morire pacificati.

“Si può e soprattutto si deve restare fedeli alla passione che ci possiede, anche se questo significa distruggere la propria felicità e quella degli altri?”. “Perché me lo chiedi? Sai che è così”. (da Le Braci)
Sándor Márai e il senso della vita.
“La mia solitudine, il mio destino”. Due uomini alla resa dei conti. Henrik, un anziano militare. Konrad, il suo migliore amico. Due voci risuonano dagli abissi dei loro destini di solitudine. Sono le braci dell’incendio di un mondo che non esiste più; braci non ancora ridotte in cenere, covate sotto i carboni consunti dell’esistenza trascorsa. Sopravvissuti al loro tempo, sono entrambi tenacemente rimasti vivi resistendo stoicamente in una bolla d’attesa, lunghissima, diretta solo al momento cruciale del loro rendez-vous. Vanitas e ricordi sono fumi di ciò che resta dei grandi sentimenti ottocenteschi, idealizzazione dei “legami di parentela spirituale” traditi, ora riposti nelle morte proiezioni dei fantasmi delle loro vite trascorse. L’incomunicabilità si traveste da orgoglio. Brucia il diario di Krisztina, moglie e amante, o del tradimento del principio d’onore. Cosa ne è stato dunque dell’umanità del singolo, di quella età dell’oro anteriore alla Grande Guerra che ne ha segnato la battuta d’arresto, quando la dignità rendeva uomini e la passione ne alimentava i sentimenti? Come candela, la vita deve bruciare fino in fondo. La forza d’immaginazione della morte, in opposizione alla vendetta che tiene in vita, è più poderosa dello stesso vivere, una conclusione non evitata, né cercata, tra coraggiosa attesa e paura del vero, indicibile e umano.
“Due persone non possono incontrarsi neanche un giorno prima di quando saranno mature per il loro incontro.” (S. Márai)
(Lavinia D’Elia)

informazioni
orario spettacoli
feriali ore 20.30 / domenica ore 18
biglietti
intero € 15
ridotto convenzionati/over 65 € 12
giovani under 35 € 10
per i titolari Carta Più e Carta Multipiù € 10

convenzionati con Supergarage
via Shelley 11 – Napoli / tel. 0815518708

M linea 1 / stazione Toledo / uscita Montecalvario

indirizzo
Galleria Toledo, teatro stabile d’innovazione
via Concezione a Montecalvario 34, 80134

contatti
t.+39 081425037 – t.+39 081425824
galleriatoledo.info
facebook/Galleria Toledo

segreteria.galleriatoledo@gmail.com


Galleria Toledo
Teatro stabile d’innovazione
via Concezione a Montecalvario 34 – 80134, Napoli

info & prenotazioni
t.+39 081425824
t.+39 081425037
segreteria.galleriatoledo@gmail.com
http://galleriatoledo.info/
facebook.com/galleriatoledo.ilteatro

 




NAPOLI : Maschio Angioino: da Carnevale a San Valentino con i personaggi della storia per scoprire i luoghi segreti del castello

Al Maschio Angioino si aprono le porte dei luoghi “segreti”, di norma non accessibili al pubblico, con gli eventi a cura delle associazioni Timeline Napoli e IVI-Itinerari Video Interattivi.

A partire da domani, domenica 11 febbraio 2018 (alle ore 10 e ore 12), sarà possibile visitare il sottosuolo del castello e salire sulla panoramica terrazza del maniero per andare all’avventura: Timeline Napoli, in collaborazione con Ars Mania, presenta una giornata di giochi, prove di abilità e conoscenza, per vivere la fortezza di piazza Municipio, e le sue vicende, da un punto di vista diverso. L’iniziativa è dedicata a grandi e piccini: per i bambini (dai 6 ai 12 anni d’età), andrà in scena una caccia al tesoro in maschera, mentre sarà possibile, per ogni accompagnatore, partecipare a una visita tematica al prezzo ridotto di 6 euro. Ogni partecipante sarà munito di mappe e bussole, per andare all’avventura da veri esploratori.

Per partecipare, è necessario prenotare al numero 331 7451461. Nel giorno di San Valentino (dalle ore 10 alle ore 16) il castello resterà aperto con gli itinerari storici di Timeline Napoli, che ripercorrono quei luoghi, dal sottosuolo alle terrazze, che raccontano la vita della Regina Giovanna e di altri illustri personaggi della storia.Nel weekend, 17 e 18 febbraio, sarà possibile catapultarsi ai giorni di Lucrezia d’Alagno, grazie all’interpretazione dell’attrice Annalisa Direttore in abiti storici, e vivere in prima

persona, attraverso la visita video interattiva “Il segreto celato” di IVI-Itinerari Video Interattivi, l’emozionante storia d’amore tra la dama preferita del Re e Alfonso d’Aragona. Gli spettatori saranno dotati di speciali lenti oled e potranno passeggiare – virtualmente parlando – in quegli ambienti del castello che ancora oggi non sono accessibili al pubblico. E per i curiosi di esoterismo, è possibile lanciarsi alla scoperta del mistero del Graal con la visita guidata ideata dagli studiosi e ricercatori di IVI. Per prenotare le visite, è necessario prenotare al 3273239843.