Concita De Gregorio ad AstraDoc con “Lievito Madre”Giovedì 8 feb.-19.30 Cinema Astra-Napoli

Giovedì 8 febbraio dalle ore 19.30 continua la stagione di “Astradoc – viaggio nel cinema del reale” – la rassegna organizzata al Cinema Astra da Arci Movie, Parallelo 41, Università Federico II e Coinor – con un’altra serata speciale insieme a due significativi film.
Alle ore 19.30 ci sarà la proiezione “Nowhere to hide” (Norvegia, Svezia, Iraq, 2017, 86’) il documentario diretto da Zaradasht Ahmed, ultimo appuntamento de “Il Mese del Documentario”, il festival curato da Doc/it in sette città italiane ed al quale AstraDoc ha aderito. Il film di Zaradasht Ahmed ha vinto più di trenta premi in tutto il mondo ed è considerato uno dei documentari più importanti degli ultimi anni. Il regista ha seguito per cinque anni la vita dell’infermiere iracheno Nori Sharif, che vive e lavora in una delle zone più pericolose del mondo, il cosiddetto “Triangolo della Morte”. Dopo il ritiro delle truppe internazionali, le immagini del 2011 ritraggono storie di sopravvissuti carichi di speranza per il futuro. Quando nel 2014 l’ISIS avanza e occupa la città di Jalawla, anche Nori è costretto a scappare con la famiglia, e da quel momento decide di filmare se stesso nel lungo viaggio attraverso il suo Paese.
“La mia ambizione è lasciare che il pubblico rifletta sulle conseguenze umane di una realtà brutale, dove tutti i tabù sono violati. Voglio mostrare che siamo tutti parte della stessa realtà, guerra, esplosioni, vittime, terrorismo ci riguardano globalmente e siamo tutti responsabili, nonostante la nostra posizione geografica.
Contemporaneamente, voglio mostrare la resistenza umana che sta crescendo tra i sopravvissuti; mostrare la speranza della ricostruzione dopo il crollo della civiltà. Infine, come umani, l’unica cosa che può aiutarci a sopravvivere è credere che la volontà di costruire sarà sempre più forte del desiderio di distruggere.” (Zaradasht Ahmed)

Alle 21.30 “Lievito madre” (Italia 60’ 2017), evento speciale alla 74° Mostra del Cinema di Venezia, di Esmeralda Calabria e Concita De Gregorio. Ala proiezione parteciperà Concita De Gregorio che sarà introdotta dalla giornalista Conchita Sannino.
Le domande delle ragazze del nostro tempo trovano risposta nelle parole delle ragazze del secolo scorso: “Lievito madre” è un racconto che intreccia tre generazioni e mescola la storia delle autrici del film a quella delle protagoniste. Dalle interviste a grandi protagoniste del nostro tempo, celebri e anonime, dai nostri filmini di famiglia – noi, le nostre madri, le nostre nonne – dalle parole delle giovanissime intervistate a far da colonna sonora emerge una storia che racconta la nostra, una sola voce fatta da molte voci: il lievito madre che ci ha generati.
Adele Cambria, Giovanna Tedde, Natalia Aspesi, Nada Malanima, Esterina Respizzi, Lea Vergine, Giulia Maria Crespi, Luciana Castellina, Benedetta Barzini, Giovanna Marini, Emma Bonino, Cecilia Mangini, Inge Feltrinelli, Dacia Maraini e Piera Degli Esposti, rivelano per la prima volta qualcosa di molto privato, qualcosa di sé.

“L’idea – da una costola del progetto “Cosa pensano le ragazze” di Concita di Gregorio – è quella di risalire alla sorgente dei giorni presenti, sentire la voce di coloro che ci hanno generato, leggerne le rughe, vedere quello che i loro occhi hanno visto e immaginare quello che le loro mani hanno toccato. Un viaggio alle origini del nostro tempo, di quello che siamo diventate. Il racconto delle speranze, dei desideri, delle paure e dell’idea di futuro delle donne italiane quando il futuro è già successo, e sono i loro volti a dirci come è andata.” (Concita De Gregorio e Esmeralda Calabria)

Il programma di “Astradoc – Viaggio nel cinema del reale” continua con molti ospiti: Steve Della Casa con il suo “Nessuno ci può giudicare” realizzato con Chiara Ronchini, evento speciale al Torino Film Festival, insieme ad Antonio Tricomi che presenterà il libro scritto con Gianfranco Coci “Bob Dylan. Cantautore da Nobel” il 23 febbraio, Antonietta De Lillo con l’accoppiata “Promessi Sposi” e “Il Signor Rotpeter”, anche quest’ultimo recente anteprima veneziana. Come sempre, inoltre, ci sarà spazio anche per emergenti e giovani filmmaker, a partire da gli allievi del centro FILMaP di Arci Movie, Caterina Biasiucci (“Appunti sulla mia famiglia”) con Carlo Manzo e Francesco Romano (“Sub tuum praesidium”), con i loro documentari presentati a diversi importanti festival italiani in anteprima a Napoli il 2 marzo, ancora autori come Ilaria Urbani con “Luci sulla frontiera”, Andrea Canova con “Je so’ pazzo”, Antonello Scarpelli con “Tarda estate”, e poi grandi film internazionali come “Safari” di Ulrich Seidl, “Restare vivi: un metodo” con Iggy Pop e Michel Houellebecq, “Nico, 1988” di Susanna Nicchiarelli, “Never Ending Man: Hayao Miyazaki”, “La poltrona del padre” di Antonio Tibaldi e Alex Lora.
La rassegna si chiuderà con 5 appuntamenti (20 e 27 Aprile, 4, 11 e 18 Maggio) da definire con film documentari provenienti da Festival Internazionali.

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Il botteghino sarà aperto da mezzora prima dell’inizio delle proiezioni.
INGRESSO 3,00 € a proiezione | Ingresso doppia proiezione 5,00 € | SOCI ARCI 2,50 € a proiezione




Baracca dei Buffoni presenta L’attore saltimbanco – laboratorio gratuito di teatro di strada

La Baracca dei Buffoni, riconosciuta dal MIBACT come compagnia d’interesse nazionale per il settore teatro di strada, organizza L’attore saltimbanco, un laboratorio intensivo di teatro di strada, finalizzato all’inserimento, dei selezionati, nelle nuove produzioni della compagnia. Il percorso formativo sarà gratuito, si snoda in due fine settimana (dal 15 al 17 febbraio e dal 22 al 24 febbraio), e vi possono accedere un massimo di 15 partecipanti.

Come partecipare: è indispensabile prenotarsi compilando il modulo che troverete su http://www.baraccadeibuffoni.com/index.php?option=com_content&view=article&id=75 Bisogna poi inviare il modulo compilato in tutte le sue parti a info@baraccadeibuffoni.com

Chi può partecipare: coloro che vogliono avvicinarsi al mondo del teatro di strada.
Non ci sono limiti di età e si cercano persone volenterose, puntuali, con spirito di adattamento e voglia di imparare che hanno la possibilità di viaggiare.

Si consiglia un abbigliamento comodo.

Giorni e orari: 15 e 16 febbraio dalle ore 14 alle ore 18; 17 febbraio dalle ore 10 alle ore 14 oppure 22 e 23 febbraio dalle ore 14 alle ore 18; 24 febbraio dalle ore 10 alle ore 14

Dove: Libero Spazio ‘A Casarella Teatro, Via Alfredo Pecchia n. 28, Arzano (NA)

Per info: 081 195 44 670 – 339 656 3675 (Gabriella)

L’associazione Baracca dei Buffoni riconosciuta dal MIBACT come compagnia d’interesse nazionale per il settore teatro di strada, nasce da una costola di un gruppo di teatro, musica e danza con l’obiettivo di promuovere e diffondere le arti in luoghi non convenzionali.
Fin dal suo primo anno di attività partecipa ad eventi di rilievo internazionale in qualità di artisti e/o organizzatori. Praticando l’autoproduzione crea spettacoli che caratterizzano i teatri, le piazze, le strade, i festival e ogni luogo possibile e impossibile per la loro poesia e la loro presenza colorata. Un teatro che ha come tetto il cielo, personaggi unici e surreali, la poetica dell’artificio e della finzione. Alla sua attività artistica affianca azioni di promozione in ambito culturale e sociale, attraverso percorsi di formazione artistica svolti presso enti privati quali associazioni o cooperative sociali e rivolte soprattutto ai minori e in particolare ai minori a rischio.




Al Nostos Teatro va in scena : Ticina – Mani di Corteccia

Al Nostos Teatro sabato 10 febbraio alle ore 21 e domenica 11 alle 19: “Ticina – Mani di corteccia”, della Compagnia Il Teatro nel Baule, Menzione Speciale al Premio Scenario Infanzia 2017, Premio Giuria Ombra. Uno spettacolo adatto a tutte le età che richiama le atmosfere delle fiabe dark di Tim Burton.




Talentum – Il premio delle eccellenze Venerdì 16 febbraio alle ore 16.30 nella sala della Loggia del Maschio Angioino NAPOLI

Venerdì 16 febbraio alle ore 16.30 nella sala della Loggia del Maschio Angioino si svolgerà la cerimonia di premiazione di “Talentum – Il premio delle eccellenze” giunto quest’anno alla sua seconda edizione. L’idea del premio è nata dalla giornalista Roberta D’Agostino e da Gianni Sallustro attore, regista e direttore artistico dell’Accademia Vesuviana del teatro e del cinema.
Un’occasione per evidenziare la creatività, la bravura, la dedizione, la tenacia di personaggi del mondo della cultura e di giovani del territorio campano.
“La nostra Regione – dicono gli organizzatori – è da sempre una fucina di talenti che operano con dedizione e zelo nei settori di competenza; non sempre il loro lavoro viene sottolineato. Ci piaceva mettere in evidenza personaggi eccellenti figli della nostra terra ed abbiamo pensato a questo premio che fin dalla sua prima edizione vanta il patrocinio del Comune di Napoli ed in particolare dell’assessorato alla cultura. Un’occasione per rimarcare l’eccellenza del nostro territorio. Il talento era anche una antica moneta e ci siamo rifatti proprio a quella per fare realizzare all’artista campano Fiormario Cilvini il nostro premio. Grande attenzione va ai giovani, quelli dell’Accademia Vesuviana del Teatro e del Cinema in primis e a tutti i giovani che con il loro operato si sono particolarmente distinti”.
Una vera e propria corte rinascimentale composta da più di cinquanta figuranti (componenti dell’Accademia Vesuviana del Teatro e del Cinema) in abiti d’epoca (costumi di Costantino Lombardi ed acconciature di Luca Riccardi) accoglieranno nel vasto e maestoso cortile del Maschio Angioino i premiati e gli ospiti che verranno condotti nella sala della Loggia tra animazione e spettacolo.
La serata è condotta dalla giornalista Sonia Sodano con Roberta D’Agostino e Gianni Sallustro; i gioielli sono creazioni originali di Mary Corda, la grafica del premio è ideata dell’architetto Marcello Radano.
Il premio si divide in varie categorie: spettacolo, sport, sociale, giornalismo, cultura, giovani.
Non è la prima volta che l’Accademia di Ottaviano s’impegna in un’attività di monitoraggio delle eccellenze del territorio infatti per l’impegno profuso nelle sue attività nel 2012 ha ricevuto l’Attestato di benemerenza per la legalità della Polizia di stato e nel 2014 la Medaglia Aurata al merito. Il testo di una produzione dell’Accademia “Mater camorra” dal 2015 è entrato a far parte della Biblioteca digitale sulla camorra e cultura della legalità dell’Università degli Studi di Napoli Federico II

Storia dell’accademia vesuviana del teatro di Gianni Sallustro
L’Accademia Vesuviana del Teatro di Gianni Sallustro nasce nel 2007 dal bisogno concreto di offrire un servizio mai proposto fino a quel momento nel territorio vesuviano; far vivere il teatro, il cinema, la musica, la danza non più solo come passatempo o hobby, ma come arte da valorizzare e da affinare. Per questo, la scuola offre una formazione professionale qualificata: una preparazione a tutto tondo da cui prende forma la figura di un artista che, con consapevolezza, dà voce alle sue capacità espressive. L’allievo viene immerso in un percorso completo teorico-pratico che spazia dall’arte drammatica allo studio del parlato, dal mimo alla danza, dal canto alla regia. In questo modo, impara ad usare al meglio i propri mezzi: mente (intelligenza), cuore(sentimento), corpo(espressione) e voce (comunicazione).
Attualmente l’Accademia ha 15 corsi attivi per un totale di circa duecento allievi.




MASCHERE E CHIACCHIERE, CARNEVALE DI FOTO E SAPORI ALLA PASTICCERIA SECCIA – NAPOLI in via Concordia n°66,

Vincente da sempre, il binomio arte e cibo sarà lo spirito dell’evento “Chiacchierando ai Quartieri”, degustazione di chiacchiere e sanguinaccio alla Pasticceria Seccia di via Concordia 66. Per festeggiare il carnevale napoletano, e avvicinarci al martedì grasso, nel pomeriggio dell’8 febbraio alle ore 18 sarà possibile degustare una chiacchiera con bicchierino di sanguinacci e ammirare due scatti fotografici d’autore. “Mitoraj a Pompei, volti senza tempo” è la piccola esposizione di due fotografe napoletane, Francesca Cilento e Lidia De Campora, che esplorerà da Seccia il mistero del carnevale attraverso uno dei simboli più potenti della festa: la maschera, ripresa da diverse angolazioni a Pompei, che a suo tempo ospitò le sculture dell’artista polacco Mitoraj. Due foto diverse ma simili, due colpi d’occhio che convergono verso un unico soggetto forte, un volto metafisico celato dalle colonne e immerso nelle rovine romane. Abituate a collettive di fotoamatori e impegnate in un progetto di racconto metropolitano a Ponticelli, De Campora e Cilento saranno presenti alla manifestazione dell’8 febbraio, la prima di una lunga serie di appuntamenti nei prossimi mesi alla Pasticceria Seccia, tutti centrati sul connubio arte e dolci tradizionali, e dedicati di volta in volta al dolce del mese. Insieme alle chiacchiere sarà presentato giovedì il gioiello di Casa Seccia, la creazione più recente insieme al barattolino dolce-gelato: l’Aperisciù, un bignè alla crema che al primo assaggio evoca il sole dei Caraibi, la freschezza del mare e i sapori cubani. Il ripieno, racchiuso da un craquelin di mandorle e nocciole sormontato da una stella bianca, rossa e blu, si nasconde una farcia al sapore di mojito, pina colada e daiquiri, i cocktail eccellenti del Caribe e della sua isola maggiore, Cuba. Il paese latinoamericano, presente coi colori inconfondibili della bandiera sulla scatola degli Aperisciù, è sempre stato caro a un vessillo dei Quartieri Spagnoli, quel Diego Armando Maradona grande fan di Che Guevara, passato a Napoli al San Carlo in occasione della cittadinanza onoraria e che allora ispirò il pasticciere Francesco Seccia. Una pasta choux che attraversa l’Atlantico sull’onda della tradizione napoletana e dell’innovazione (bignè e craquelin), giunge all’Avana con tre creme tropicali per poi ripartire su tre stelle mondiali e arrivare in Argentina, che di stelline ne ha due sulla maglia della Seleccion, e soprattutto per merito di Maradona in Coppa del Mondo. I partecipanti all’evento saranno invitati a prendere poi dei post-it con l’hashtag ufficiale dell’Aperisciù per scattare foto e selfie, un ricordo della serata da postare sulla nostra pagina Facebook, o da twittare a @secciadolcezze, oppure linkare su Instagram a @seccia_dolcezze_napoletane e da inviare al nostro indirizzo mail pasticceriaseccia66@gmail.com per aderire al photo contest “Aperisciù in città”. Sulle orme del “Favoloso mondo di Amelie”, in cui il nano giramondo spediva al papà di Amelie le polaroid che lo ritraevano davanti ai monumenti e ai paesaggi del pianeta, chiunque potrà scattare foto di palazzi, chiese, fontane e panorami di Napoli in piena fantasia e creatività, con l’unica regola del post-it con hashtag #aperisciù in primo piano nell’inquadratura. La foto più originale e simpatica, nonché più bella a nostro insindacabile giudizio, diventerà la copertina dei profili social dopo il 31 maggio, termine ultimo per l’invio mail o il post sui profili social. Nel film francese avevano a disposizione i cinque continenti, per noi invece è sufficiente Napoli da immortalare con le sue bellezze. Densa e multietnica, questa metropoli è capace di partire dagli antichi alloggi delle truppe spagnole, a due passi dal murales di Diego e dalla Pudicizia di Bosoletti, per portarvi fino a Cuba e in Argentina, con un semplice morso allo sciù pensato e ideato dai maestri pasticcieri Seccia.




L’Inferno di Dante della Tappeto Volante torna nel Museo del Sottosuolo di Napoli ed è già sold out Dal 27 Gen.

Da sabato 27 gennaio, “L’Inferno di Dante” con la regia di Domenico Maria Corrado, prodotto dalla Tappeto Volante, torna in scena all’interno delle cisterne del Museo del Sottosuolo di Napoli con due repliche (h 19.30 e 21) già sold out. Basato sulla Prima Cantica dell’Opera di Dante Alighieri, racconta il viaggio del Sommo Poeta tra i dieci cerchi dell’Inferno alla ricerca dell’Amore. Un susseguirsi di incontri con i personaggi straordinari del regno delle anime dannate in una cornice che non potrete dimenticare.

L’obiettivo è far vivere il luogo che ospita lo spettacolo e aumentare ancora il coinvolgimento dello spettatore. “L’inferno di Dante” nel Museo del Sottosuolo si realizza in tre momenti, ognuno dei quali vedrà protagonista una sala differente del Museo che si sviluppa per circa 3000 mq a 25 metri sotto piazza Cavour, nel cuore della Città, a pochi metri dal Museo Archeologico Nazionale.

Nella prima Sala chiamata “Sala Bianca”, dedicata alla prematuramente scomparsa primogenita di Clemente Esposito, padre della speleologia urbana a Napoli e proprietario dei locali in superficie il pubblico incontra Il Sommo Poeta, che in compagnia di Virgilio, che lo libera dalla Lupa dalla Lonza e dal Leone, inizia il suo viaggio, superando l’ira di Caron Dimonio dagli occhi di bragia, ascolterà la voce suadente e innamorata di Beatrice nella sua invocazione, affiche l’autore dell’Eneide aiuti il suo “amico e non de la ventura” nella “diserta piaggia” sfiderà le grida di “Minosse” e si emozionerà alle parole di “Francesca da Polenta” che abbracciata al suo “Paolo” invocherà la “Caina per chi a vita la spense”. Nella seconda Sala, Sala intitolata a Michele Quaranta, detta “delle riggiole”, il Pubblico vedrà ed udrà come Cerbero prima e Pluto il Dio della ricchezza poi, tenteranno invano di avversare il cammino del Poeta e della Sua Guida, e nemmeno le Furie: Megera, Aletto e Tesifon, benché invochino la Medusa potranno bloccare il passaggio alla Città di Dite. Infine Farinata degli Uberti e Cavalcante Cavalcanti usciranno dalle Loro “archie infuocate” per conoscere il viandante Fiorentino, mentre l’albero di Pruno che imprigiona Pier delle Vigne, poeta alla corte di Federico II di Svevia e intimo consigliere dell’imperatore, pregherà il Sommo Poeta che “nel mondo riede, di confortar la memoria mia, che giace ancor del colpo che ’nvidia le diede”.

Nella terza ultima sala dedicata a Lucio Bartoli, detta “della guerra” Dante, Virgilio e il pubblico incontreranno gli ultimi tre personaggi provenienti da tempi e da epoche precedenti: Ulisse, del celebre “fatti non foste a viver come Bruti ma per seguir virtute e conoscenza” il Conte Ugolino che piange la sua disperazione e Lucifero, il Male Assoluto, rappresentato in un modo da far riflettere chi lo incontra.

E quindi “uscimmo a riveder le stelle”.




AN VALENTINO CELEBRA L’AMORE: LA FAVOLA DI AMORE E PSICHE PRESSO IL MUSEO DEL SOTTOSUOLO – NAPOLI 14 FEB.

Mercoledì 14 Febbraio presso “Il Museo del Sottosuolo” alle ore 19,30 ed alle ore 21,00 verrà rappresentata “La favola di Amore e Psiche”.
Una delle storie d’amore più romantiche e struggenti di tutti i tempi viene messa in scena proprio nel giorno di San Valentino perchè tutti possano immergersi, tramite uno spettacolo mozzafiato, nella dolcezza e nella bellezza del sentimento a cui tutti aneliamo, aprire il cuore e cullare l’anima per una sera.

Lo spettacolo, il cui titolo completo è “Chimera: La favola di Amore e Psiche negli occhi di Dino Campana” nasce nell’Aprile 2012 dalla mano drammaturgica della regista Livia Berté per celebrare il grande artista Carmelo Bene nel decennale della sua morte. Per questo motivo al suo interno la storia viene arricchita da versi liberamente tratti dai Canti Orfici, cavallo di battaglia dell’attore.
I versi di Dino Campana vengono inseriti all’interno della “Favola di Amore e Psiche”, vero fulcro dello spettacolo, per creare continue e speciali suggestioni attraverso l’uso di sovrapposizioni e tecniche vocali.
Questa lieve novità in campo teatrale si sposa egregiamente con una delle più antiche e carezzevoli Fiabe del passato.
La storia di Apuleio viene ripercorsa fedelmente, seguendone i dettagli come i punti salienti, gli attori regalano corpo e volto al mito.
A creare le suggestioni indispensabili per far calare lo spettatore in questo mondo fiabesco sono le immagini. Il paesaggio esterno, naturale conferisce forza e sincerità alla vicenda. La minimale ed incantevole chiave scenografica dello spettacolo, composta per lo più da luci non artificiali, fiaccole, bracieri riporta in un mondo passato e perduto. Il candore dei vestiti bianchi richiama quell’idea di purezza e dolcezza tipica della favola a lieto fine.
Infine a condurre in un’altra dimensione è la musica inedita, composta appositamente per questo spettacolo da Gianluca Rovinello, eseguita dal vivo con gli incantevoli suoni dell’arpa e del violino.
Il tutto si svolge nella suggestiva e particolarissima location del “Museo del Sottosuolo” (del quale verrà fornita anche una breve spiegazione e visita guidata): antico rifugio bellico della seconda guerra mondiale. Uno dei luoghi della città dove anni di storia napoletana continuano a rivivere giorno dopo giorno nel sottosuolo napoletano come se restassero così, sospesi nel tempo.

A dare un volto ai personaggi del mito gli attori Valerio Lombardi nella parte di Amore; Giuliana Ciucci nella parte di Psiche; Orentia Marano nella parte di Venere; Francesca Romana Bergamo ed Angela Rosa D’auria nella parte delle sorelle di Psiche.
Livia Berté accompagnerà gli spettatori durante tutto il percorso tenendoli per mano come guida a cavallo dei due mondi.
Ad eseguire le splendide musiche inedite i musicisti Gianluca Rovinello (arpa) ed Anna Rita Di Pace (Violino).

Lo spettacolo inizierà alle ore 19,30 ed alle ore 21,00. Si prega per questo il gentile pubblico di arrivare in sito almeno 15 minuti prima alfine di permettere uno scorrevole svolgimento della rappresentazione.
Biglietti in vendita alla porta su prenotazione o su

EventBrite:
Ore 19,30: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-la-favola-di-amore-e-psiche-a-san-valentino-42470083162?utm_term=eventname_text

Ed Ore 21.00: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-la-favola-di-amore-e-psiche-a-san-valentino-42470409137?utm_term=eventname_text

Costo del biglietto: 15 euro.

Lo spettacolo, per la speciale location, avrà un numero di posti limitato, è per questo vivamente consigliato di comprare il biglietto in prevendita o di prenotarlo presso i numeri 333 4666597 e 3280115044.
Per ulteriori informazioni è possibile anche scrivere alla mail: sentieriteatro@gmail.com.




Astradoc 26 gennaio con le registe Sabrina Varani e BarbaraRossi Prudente

Venerdì 26 gennaio alle ore 19.30 continuano i doppi appuntamenti con AstraDoc -Viaggio nel cinema del reale, la rassegna organizzata al Cinema Astra da Arci Movie, Parallelo 41, Università Federico II e Coinor. Anche questa settimana AstraDoc porta a Napoli due film in anteprima, uno sul passato e sulla memoria da tenere sempre viva, l’altro su un presente problematico che invita a riflettere sulla comunicazione e l’incontro tra le persone.
La serata prende il via alle ore 19.30 con Pagine nascoste di Sabrina Varani (Italia 2017, 67′), presentato come evento speciale all’ultima edizione del Torino Film Festival. Il film è il secondo appuntamento napoletano de “Il mese del documentario”, una delle manifestazioni più rappresentative dedicate alla diffusione del Cinema del Reale a cura di Doc/it, con il pubblico di 7 città italiane, tra cui quello dell’Astra, che assegnerà il Premio al Miglior Documentario. Interverranno in sala la regista e lo storico Guido D’Agostino, Presidente dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età contemporanea “Vera Lombardi”.
Alle ore 21.30 ci sarà la proiezione di Camera 431 di Barbara Rossi Prudente (Italia 2017, 55’) che sarà presente in sala con l’attore e regista Renato Carpentieri, per mostrare l’ultimo suo lavoro a metà strada tra realtà e finzione, realizzato anche con le musiche originali del compianto Fausto Mesolella e di Emilio Di Donato.
Circa 50 Sconosciuti si presentano ad un appuntamento al buio in una camera d’albergo dove, divisi in coppie, condividono per alcune ore la propria vita e le loro storie con una persona di cui non hanno mai sentito parlare o incontrato prima. Dall’esperimento emergono voci, atmosfere e modalità personalissime di partecipare alle vite altrui. Raccontando e raccontandosi, gli Sconosciuti dimostrano che non bisogna essere necessariamente amici, familiari o amanti per condividere la verità di un incontro.
“Camera 431” celebra la quotidianità della vita della gente comune. Rinunciando ad una storia di finzione rigorosa e strutturata, il film documentario si rivela lo strumento più idoneo perché la voce dei personaggi emerga come unico protagonista.




Teatro Galleria Toledo 23 – 28 gennaio 2018 – Cassandra

Sarà in scena al Teatro Galleria Toledo, dal 23 al 28 gennaio 2018 lo spettacolo “CASSANDRA variazione sul mito n. 2” scritto e diretto da Laura Angiulli, con Alessandra D’Elia, Caterina Spadaro e l’interpretazione in canto di Caterina Pontrandolfo, su musiche originali di Enrico Cocco e Angelo Benedetti. Allestimento scenico di Rosario Squillace e luci di Cesare Accetta.
Cassandra è la più bella tra le figlie di Priamo, amata da Apollo e per non avere corrisposto il suo amore dotata di inascoltata capacità profetica. Attraverso un richiamo ai testi tratti da Eschilo, Euripide, Licofrone fino a Christa Wolf e al generoso contributo di Enzo Moscato ne deriva un’opera autentica, dalla scrittura autonoma e originale, volta a far emergere una figura di donna, forse la meno celebrata e più sfuggente immagine del grande affresco della Troia all’epilogo, che secondo le parole della regista, «si impone sul suo popolo e sugli eventi per lucida capacità di interpretare i fatti e valutarne l’esatta entità delle forze contrapposte. Essa si sottrae alla massa dolente dell’ampia schiera al femminile che popola lo scenario offerto dalla famiglia di Priamo e si afferma con controversa personalità in un ruolo che, a ben vedere, è innanzitutto politico››Cassandra osserva lucidamente, penetra la verità dei suoi giorni, mai ripiegata, più che altro furente, e va incontro allo spietato destino di schiava e vittima mentre Troia consuma tra le fiamme la sua dolente epopea.




“La ricerca è dentro di noi” l’emozionante spot per la ricerca Veronesi è firmato da napoletani

Quest’anno il corto-spot “La ricerca è dentro di noi” per Fondazione Umberto Veronesi è siglato “made in Naples”. La scelta del regista da parte degli enti coinvolti tra i quali QVC Italia, la piattaforma creativa Zooppa e Castadiva Pictures, è ricaduta sul napoletano Afro de Falco, che insieme al conterraneo sceneggiatore Fabrizio Nardi, ha deciso di trattare il tema dell’umanità di una ricercatrice veronesi.

Il lavoro, poetico ed emozionante, racconta attraverso l’innocenza di una bambina la curiosità della scoperta, fino a trasformarsi nello spirito di ricerca che l’accompagnerà poi da adulta nel mondo del lavoro. Il regista de Falco ha scelto di coniugare in un legame indissolubile la profondità e l’importanza della ricerca con la fantasia e la sana curiosità tipica dei bambini.

Un cast e una troupe, dunque, tutta napoletana: oltre il regista e lo sceneggiatore, nel ruolo della ricercatrice adulta troviamo l’attrice Annalisa Direttore, mentre nel suo alter Ego fanciullesco c’è la piccola Rebecca Sorice. Il resto della troupe di professionisti, diretta dal regista partenopeo, è stata supportata dagli allievi della Scuola di Cinema A.S.C.I., con sede in piazza Trieste e Trento a Napoli, che è ormai punto di riferimento nella formazione per molti giovani che desiderano intraprendere i mestieri delle arti visive.

Il tutto rientra nella nuova edizione di Pink is Good, progetto della Fondazione Umberto Veronesi caldamente sostenuto da QVC Italia. Spinti dal successo delle passate edizioni, QVC e la Fondazione, si sono posti un ambizioso obiettivo: finanziare tre borse di ricerca a medici e ricercatori di altissimo profilo che hanno deciso di dedicare la propria vita allo studio e alla cura del tumore al seno, utero e ovaio.