Destinatario sconosciuto. “Quanta oscurità in queste parole”.24 e 25 mar.2018,Nuovo Teatro Sanità-Napoli

9 luglio 1933 – San Francisco. -Caro Max, come vedi scrivo sulla carta da lettere della mia banca. Si è reso necessario perché ho una richiesta da farti e vorrei evitare la nuova censura. Per il momento, dobbiamo smettere di scriverci.-

24 e 25 marzo 2018, sulle tavole del Nuovo Teatro Sanità non si smette di ripensare alla follia della storia occidentale. “Destinatario sconosciuto”, romanzo epistolare scritto nel ‘38 da Kathrine Kressmann Taylor, è oggi ancora attuale per chi cerca di capire cosa sia accaduto alla mente umana negli anni dell’ascesa di Hitler. La performance è diretta ed interpretata da Rosario Tedesco, che insieme al suo compagno di scena Nicola Bortolotti, rappresenta le lettere di due amici e soci in affari. I due attori, in sinergia col Goethe Institut Neapel, rivivono la “banale” dinamica di un popolo vittima di se stesso. Ma Max e Martin non sono davvero soli in scena, infatti ci sembra di vederla Griselle mentre scappa in giardino cercando aiuto dal vecchio socio di famiglia, riuscendo persino a non giudicare il piccolo uomo che ribadisce “per 14 anni abbiamo chinato la testa a tutte le nazioni del mondo”. Tutto sommato sappiamo che, alla fine del primo conflitto mondiale, la Germania fu ritenuta responsabile per essere stata la causa di tutte le perdite e di tutti i danni subiti dagli alleati, e lo spettatore prova quasi indifferenza per un piccolo tedesco che spera di aver trovato il suo destino insieme alla sua patria: “Qui stiamo costruendo una nuova Germania. Presto, sotto la guida del nostro glorioso Fuhrer, mostreremo al mondo grandi cose.”

Questo carteggio stravolge la comoda accusa che silente serpeggia da sempre. Gli ebrei potevano ribellarsi ? “Voi ebrei siete così, vi lamentate ma non siete mai abbastanza audaci da combattere”.
Magnifico il ribaltamento tra i due interpreti, toccante l’ ensemble vocale del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli diretto da Carlo Mormile. In platea la luce è accesa finché la verità è ben visibile, poi il silenzio prende il posto delle parole e in controluce il coro della coscienza incontra l’arte che si fa poesia.

Dal nostro corrispondente Anita Laudando

 




Miti e leggende di Napoli: gli alunni dell’Istituto Alberghiero “Rossini” in visita all’Archivio Storico

Una rappresentanza degli alunni dell’Istituto “Gioacchino Rossini” di Napoli nei giorni scorsi ha fatto visita all’Archivio Storico, premium bar e ristorante ubicato a via Scarlatti. La tappa fa parte del progetto” Napoli e i Campi flegrei tra miti, misteri e leggende” che prevede la realizzazione di una brochure e di filmati a carattere informativo e descrittivo sulle leggende popolari e gastronomiche della città di Napoli e dell’area dei Campi Flegrei, e la presentazione di una ricetta tradotta nelle diverse lingue studiate. L’obiettivo del progetto consiste nel favorire il sentimento di appartenenza alla cultura del proprio territorio e nello sviluppo della coscienza dell’identità, innalzando, nel contempo, le competenze linguistiche e comunicative. Così gli alunni in questi mesi stanno apprendendo diversi miti, misteri e leggende del territorio di Napoli e dei Campi Flegrei, sia attraverso la lettura di testi appositamente selezionati, sia attraverso uscite didattiche: tra queste quella all’Archivio Storico, ove il patron del locale, Luca Iannuzzi, ha illustrato loro la Napoli del Settecento (quando governavano i Borbone), quella dell’Ottocento (quando Napoli faceva parte del Regno d’Italia governato dai Savoia) e la cucina caratteristica di questi due secoli. Perché non si può capire la cucina contemporanea se non se ne conoscono le tradizioni.

Il locale di via Scarlatti si conferma dunque come nuovo luogo di incontro, unico nel suo genere per stile e cura dei particolari. Il Trionfo di Don Carlo di Borbone nella battaglia di Gaeta contro gli Austriaci compare in un quadro di 3 metri di altezza, porta scorrevole che conduce in uno straordinario caveau, dove le cinque sale principali sono dedicate ai cinque re (e alle rispettive regine) che hanno reso fulgido il Regno delle Due Sicilie: Carlo, Ferdinando I, Francesco I, Ferdinando II e Francesco II. Fanno poi capolino le immagini dell’ultimo pretendente al trono delle Due Sicilie, l’erede legittimo, Sua Altezza Reale il Principe Carlo di Borbone, Duca di Castro e Gran Maestro di tutti gli Ordini Dinastici. Nelle cucine del ristorante vengono preparati piatti raffinati recuperati dai ricettari dell’epoca dei Borbone – scritti dai Monzù (così un tempo venivano definiti i grandi cuochi che arrivavano a Napoli da Parigi per rendere gourmet la cucina popolare) – e che oggi vengono reinterpretati da Luca Iannuzzi, coadiuvato da uno staff d’eccezione.




Al Nostos Teatro, “Egidiade”, Dal 23 al 25 marzo in scena nello spazio di Aversa

Al Nostos Teatro di Aversa, tutta l’esilarante saga del Nano Egidio, in un solo fine settimana, con tre spettacoli diversi in altrettanti giorni (23 marzo ore 21 “Una storia Vera. Season One”, 24 marzo ore 21 “Batman Blues”, 25 marzo ore 19 “Nano Egidio contro il Male di Vivere Spesso Incontrato”).
Una Storia Vera. Season One, Batman Blues, Nano Egidio contro il Male di Vivere Spesso Incontrato sono i tre spettacoli che formano l’Egidiade e raccontano il Mondo della Fantasia come non è mai stato immaginato. In questa saga l’atmosfera classica e rassicurante del “C’era una volta” viene spazzata via in maniera dissacrante e ironica da una messa in scena che mescola elementi di teatro di figura, cabaret classico e comicità di situazione.
I Protagonisti sono i personaggi di fiabe, racconti, fumetti, cartoni e film entrati ormai nell’immaginario collettivo che vivono la scena sotto forma di attori, pupazzi, burattini, giocattoli e nani da giardino che danno vita ad una storia che va oltre il lieto fine e trapassa il confortante e fiabesco “…e vissero per sempre felici e contenti”.
Una Storia Vera. Season One è un giallo-fiabesco. Qualcuno ha attentato alla vita del generico nano da giardino Egidio. Ad investigare su questo caso viene chiamato uno stanco e demotivato ispettore Batman. Tra vittima e investigatore nascerà una sincera amicizia. Il pericolo però è dietro l’angolo: Egidio viene avvelenato e la sua vita è di nuovo in pericolo. Investigando, Batman scopre che, in passato, il suo amico è stato membro della famigerata banda dei Romanzi Criminali.
Batman Blues è il Sequel/Prequel di Una Storia Vera. Season One. Nella grande città grande, la criminalità è ad altissimi livelli: violenza, rapine, politici corrotti che fanno il brutto e il pessimo tempo, lavori in corso finti e il ritorno delle famigerate e misteriose scritte “Dio c’è”.
Come se non bastasse uno spietato killer uccide il ‘teneroso’ medico legale Cookie, il beffardo gioco del destino ‘beffardo’ vuole che esattamente 2 anni, 2 mesi e 15 giorni prima, venisse uccisa Elisabetta The, l’unico e vero amore dell’ispettore Batman.
Il tenebroso detective, per indagare dovrà combattere contro la veste dei fantasmi del passato, quella che cadendo lascia il quadro immacolato, al suo fianco ci sarà il suo migliore amico Nano Egidio e tutta l’allegra combriccola composta da Dotto, Assistente Gerardo e la sperimentale Dottoressa Nuda.
Nano Egidio contro il Male di Vivere Spesso Incontrato, terzo capitolo della saga, è un Kolossal Intimista di Teatro Povero. Una serie di attentati terrorizza gli abitanti del Magico Mondo della Fantasia, l’ultimo atto ha visto protagonisti i personaggi delle Barzellette che, stanchi delle continue prese in giro, hanno assalito la redazione di “Risate a Denti Stretti – l’Antologia del Buon Umore”. Il Presidente Nano Egidio (ex nano generico delle fiabe) convinto che tutta questa violenza sia dovuta alle discriminazioni emana una legge “contro ogni sorta di presa in giro e discriminazione tutta” ma questo non fa che peggiorare la situazione portando tutto il paese in un clima di terrore politicamente corretto. Il reverendo Batman (ex supereroe dei fumetti), che ha deciso di dedicare la sua vita a confortare e consigliare i fedeli tramite la religione, si vede costretto a rivestire i panni di giustiziere per indagare sulla misteriosa scomparsa di Dio.
Batman e Nano Egidio, ex amici le cui strade si sono divise per differenti e contrastanti scelte di vita, si ritrovano per affrontare una nuova lotta contro un vecchio e oscuro nemico che non li ha mai abbandonati.
Prossimo spettacolo in scena al Nostos Teatro: 15 aprile 2018 ore 19, Codice Nero di e con Riccardo Lanzarone.

– Venerdì 23 marzo ore 21
“Una storia Vera. Season One”
– Sabato 24 marzo ore 21
“Batman Blues”
– Domenica 25 marzo ore 19
“Nano Egidio contro il Male di Vivere Spesso Incontrato”
EGIDIADE
la saga del Nano Egidio
Serie Teatrale per attori, pupazzi, giocattoli e un nano da giardino.
regia: Il Nano Egidio
drammaturgia: Marco Ceccotti
attori e burattinai: Marco Ceccotti, Simona Oppedisano Francesco Picciotti
disegno Luci e supporto tecnico: Camila Chiozza




Maria la Bailadora Napoli, Biblioteca Nazionale di Napoli Giovedì 22 marzo 2018, ore17,00

Francesco Mercurio, direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli, Alessandra Calvo, presidente dell’associazione culturale Soup, Diletta Capissi, giornalista, presentano il racconto di Armida Parisi Maria la Bailadora alla battaglia di Lepanto, prefazione di Paola Pozzi, illustrazioni di Daniela Valentino, edito da Frame Ars et Artes, Napoli 2017. Letture di Imma Villa e Annalisa Direttore. Commento musicale alla fisarmonica di Alfredo Di Martino.

Con un intreccio a più voci, tra parole e musica, tra storie e passioni, con l’autrice Armida Parisi, si attraverseranno le pagine e l’ispirazione del racconto Maria la Bailadora, la giovane ballerina di flamenco, innamorata di un ufficiale conosciuto a Napoli, che si imbarca trasvestita da soldato sulla nave ammiraglia spagnola in partenza per la grande battaglia di Lepanto. Una vicenda appassionante, un amore senza tempo che riflette tutte le implicazioni e le emozioni del presente. “Tutto è possibile, invece, se una donna innamorata balla il flamenco”.

Armida Parisi, responsabile della redazione Cultura del quotidiano Roma, si occupa di letteratura, storia, arte e costume. Ha curato la pubblicazione di due volumi di racconti editi da Homo Scrivens e ha partecipato in qualità di relatrice o moderatrice a numerose presentazioni di libri nonché a diversi convegni organizzati dall’Università e associazioni cittadine.

Imma Villa, attrice rigorosa, una delle più versatili protagoniste della scena contemporanea anche per l’intensa fisicità dei ruoli interpretati, riesce ad orchestrare in modo superbo corpo e voce senza mai eccedere. Riconosciuta attrice di parola per la particolare e meticolosa attenzione ai testi e alle sue sonorità che l’ha portata a confrontarsi con autori, quali Brecht, Muller, Bernhard, Seneca, Mayorga, Moscato, Ruccello. E’ cofondatrice e condirettrice artistica del Teatro Elicantropo, insieme al regista Carlo Cerciello. Tra le sue interpretazioni più recenti si segnalano: Fedra di Seneca, Bordello di Mare con città di Moscato, Scannasurice di Moscato, firmati dal regista Carlo Cerciello; In memoria di una signora amica di Giuseppe Patroni Griffi, regia di Francesco Saponaro. Ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti: tra cui il Premio le Maschere del Teatro Italiano 2017, per la migliore interprete di monologo (Scannasurice di Enzo Moscato, regia Carlo Cerciello); Premio della Critica 2015, come migliore spettacolo; Premio della Critica 2013 per La Madre di Bertolt Brecht, regia Carlo Cerciello.

Annalisa Direttore, attrice e doppiatrice talentuosa, vanta una ricca formazione teatrale e cinematografica. Ha lavorato con molti registi, tra cui: Carlo Cerciello, Mario Gelardi, Giovanni Meola. Protagonista in ruoli classici e contemporanei in diversi spettacoli, quali: “Brucia la città”- Ritals (NTF 2017). Soolbook, Picnic in trincea, Editoriali Grandi firme, Benzina, La Madre, Troilo e Cressidra, Do not Disturb, Canti di Donne, partecipando a numerosi Festival di Teatro. E’ protagonista del cortometraggio “La ricerca è dentro di noi” della Fondazione Veronesi –qvc-CastaDiva; ha preso parte, inoltre, a web serie e films, tra cui: Fiction Voyager, Signorina morte, La frequenza dei ricordi, Recoor, Missione impossibile, Il resto della sera, Tutto l’amore del mondo, Notte prima degli esami 82. Attualmente è impegnata nelle riprese di “Caravaggio la mente ferita”.

Ingresso gratuito: Biblioteca Nazionale




Due film internazionali ad Astradoc venerdì 16 marzo Napoli

Venerdì 16 marzo 2018 dalle ore 19.30
Cinema Astra – via Mezzocannone, 109 – Napoli

Ore 19.30
La poltrona del padre
di Antonio Tibaldi e Alex Lora (Italia, Usa 2016 – 76’)

Ore 21.30
Tarda estate
di Antonello Scarpelli (Italia, Germania 2017 – 71’

AstraDoc continua il viaggio questa settimana con un doppio appuntamento che ci porta in giro per il mondo dall’America fino alla Calabria, con due opere presentate in diversi festival internazionali
Venerdì 16 marzo, infatti, alle 19.30 avremo La poltrona del padre di Antonio Tibaldi e Alex Lora, passato in festival di mezzo mondo tra cui l’IDFA di Amsterdam, il Biografilm Festival di Bologna e il Filmmaker Festival di Milano. A seguire, alle ore 21.30, ci sarà Tarda estate di Antonello Scarpelli, un giovane autore italiano che, alla sua opera prima, ha realizzato uno dei film più interessanti selezionati lo scorso anno al prestigioso Visions du Réel di Nyon. Antonello Scarpelli sarà presente al Cinema Astra, introdotto da Armando Andria, storico del cinema.

La poltrona del padre

La poltrona del padre racconta di Abraham e Shagra, due gemelli ebrei ortodossi, avanti con gli anni, che conducono un’esistenza appartata nella loro casa di famiglia. Dopo la morte dei genitori hanno accumulato oggetti e memorabilia di ogni genere, riempiendo i locali senza troppo badare all’ordine e alla pulizia. I gatti randagi sono accettati e si aggirano per le stanze con felina tranquillità. L’inquilino del piano di sopra ha però posto un ultimatum: non pagherà più l’affitto se i gemelli non ripuliranno completamente il loro maleodorante appartamento. Abraham a Shagra non hanno altra scelta, devono aprire le porte di casa a una ditta specializzata. Si dà così il via a una traumatica invasione della loro intimità Saranno costretti a confrontarsi con i propri ricordi e il proprio presente, costretti dalle circostanze a cercare un nuovo inizio.

Tarda estate

Tarda estate di Antonello Scarpelli ci porta, invece, in un paese in Calabria. Tre gioventù, tre famiglie, tre classi sociali. La stessa condizione immutata di attesa, disperazione e il male di vivere. Questa è stata l’Italia, il Sud, per più di un secolo. Rigorosamente a spalla, la camera cattura, in un modo quasi naturale, questa realtà composta di gesti e parole infinitamente ripetute, dove la sola possibile soluzione è quella eterna dell’emigrazione. Immerso in un’atmosfera malinconica, in

Tarda estate

un’impressione di tempo rallentato, il film segue un motivo cinematografico ricorrente – quello della fine dell’estate – che significa anche la fine dell’adolescenza e l’inizio dell’età adulta, abbandonare l’ambiente protettivo della famiglia per avventurarsi in un mondo sconosciuto. “Tarda estate” si offre allo spettatore catturando semplicemente questa realtà, senza bisogno di affrontarla apertamente. Al film basta manifestarla, con eccezionale economia di rappresentazione. Tutto è raccontato con un’estrema sensibilità e un raro, molto moderno, equilibrio tra documentario e finzione.

Il botteghino sarà aperto da mezzora prima dell’inizio delle proiezioni.
INGRESSO 3,00 € a proiezione | Ingresso doppia proiezione 5,00 € | SOCI ARCI 2,50 € a
proiezione




Il 17 e 18 marzo al Nest | RISORGI di DUCCIO CAMERINI | Compagnia LACASA DEI RACCONTI

Questo fine settimana al Nest va in scena, sabato 17 marzo ore 21 e domenica 18 marzo ore 18, “RISORGI” uno spettacolo che vede Duccio Camerini nel triplice ruolo di autore regista e interprete, affiancato sul palco da Simone Bobini, Barnaba Bonafaccia, Marika De Chiara, Ciro Carlo Fico, Dario Guidi, Igor Mattei, Marco Damiano Minandri e Cristina Pedetta. Le musiche saranno dal vivo, curate da Matteo Colasanti, le scene e costumi di Nika Campisi.
Storie senza morale alla fine di una città, in una terra di nessuno tra legalità e illegalità, pelli di diverso colore, benessere e miseria, solitudine e assenza di passato. Vecchie e nuove generazioni.
Un traffico di storpi e mendicanti sullo sfondo del nuovo giubileo. Un capo, una specie di figlio-erede, un pupillo, ruffiani, ma anche nemici. Un rapimento mette in crisi un sistema. Qualcuno alla fine ci lascerà la pelle. Un mondo indifferente e senza più una forma. Qualcuno l’aveva previsto. Un clima scabroso e barocco, forse una preghiera, a cavallo tra la periferia e la campagna sventrata. Ogni personaggio è in attesa di una sua personale resurrezione, davanti ad un mondo ridicolo che sa soltanto ignorare.

Marika è un aspirante transessuale di mezza età; Sergetto è un ex marchettaro che non vuole smettere di illudersi; Traiano, il figlio di Marika, gestisce insieme al padre un traffico di storpi, addestrati a chiedere l’elemosina in occasione del Giubileo della Misericordia voluto da Bergoglio; Mongo è un ritardato, un fool che vede dietro le cose; Semmi è un cameriere che fa arti marziali e prende “bombe” illegali prima di combattimenti clandestini; Rosa, la sua ex, è una tossica un tempo assistente sociale; Nadia è un’impiegata che si accanisce contro il figlio disabile; Bacio è un uomo deciso a risalire la china di quel potere sommerso; infine Latodestro è uno storpio finito sotto un camion, è lui il Robespierre che guida gli altri storpi alla rivolta…




IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ” DI EDUARDO DE FILIPPO PER LA REGIA DI MARIO MARTONE Al Teatro Bellini NAPOLI dal 6 al 18 marzo 2018

IL SINDACO DEL RIONE SANITÀ, capolavoro di Eduardo De Filippo, per la regia di Mario Martone, andrà in scena al Teatro Bellini di Napoli dal 6 al 18 marzo 2018. Lo spettacolo prodotto da Elledieffe, NEST Napoli Est Teatro, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale ha debuttato in prima nazionale al NEST di Napoli dal 6 al 17 marzo 2017 e poi è andato in scena al Teatro Gobetti di Torino, dal 21 marzo al 2 aprile 2017, in un’edizione che sancisce l’incontro di uno dei più rigorosi e autorevoli registi italiani con la scrittura eduardiana.
Lo spettacolo, che quest’anno sarà in tournée nelle principali piazze italiane fino al 13 maggio, è interpretato da Francesco Di Leva (nel ruolo di Antonio Barracano), Massimiliano Gallo (nel ruolo di Arturo Santaniello), Giovanni Ludeno (nel ruolo del dottore Fabio Della Ragione), insieme agli attori che compongono il gruppo storico del NEST, da Adriano Pantaleo a Giuseppe Gaudino e con loro ci sono Daniela Ioia, Gianni Spezzano, Viviana Cangiano, Salvatore Presutto, Lucienne Perreca, Mimmo Esposito, Morena Di Leva, Ralph P, Armando De Giulio, Daniele Baselice. Le scene sono di Carmine Guarino, i costumi di Giovanna Napolitano, le luci di Cesare Accetta, le musiche originali di Ralph P, il regista collaboratore è Giuseppe Miale Di Mauro.

Torna, dopo il successo di critica e pubblico della passata stagione, lo

MARIO MARTONE

spettacolo che Mario Martone ha realizzato da uno dei testi più duri e realistici di Eduardo.

Il Sindaco del rione Sanità commedia in tre atti scritta ed interpretata da Eduardo De Filippo, inserita dall’autore nella raccolta Cantata dei giorni dispari riflette la violenza e la necessità di trovare un ordine alternativo a quello legale che oggi come ieri sono lo specchio di Napoli, e dove l’unico dato in controtendenza è la giovane età di vittime e carnefici. Martone per la prima volta ha messo in scena un testo del grande drammaturgo napoletano, in un allestimento che associa realtà produttive diverse nella realizzazione di un progetto culturale dal forte senso politico e civile. «Il teatro è vivo quando s’interroga sulla realtà – chiosa il regista – se parla al proprio pubblico non solo osando sul piano formale ma anche agendo in una dimensione politica. Questa modalità di lavoro si è concretizzata calando nella realtà dei giorni nostri Il Sindaco del rione Sanità. L’idea di affidare il ruolo del Sindaco a un uomo giovane e deciso, nel fisico e nel gesto – quanto il personaggio scritto da Eduardo era invece crepuscolare – pone nei fatti la figura del protagonista ancora al centro del sistema criminale che rappresenta, laddove la scrittura eduardiana ne faceva il simbolo di un sistema di valori e disvalori al tramonto, ed allo stesso tempo favorisce il tentativo di sottrarre il testo al rischio della semplice rappresentazione naturalistica incarnandolo in un mondo reale drammaticamente vivo.
In premessa, insieme a Elledieffe, c’è la realtà di San Giovanni a Teduccio, del NEST e dei suoi giovani attori, molti dei quali vivono nel quotidiano la cronaca non edulcorata di una vera guerra di camorra che insanguina da anni questa periferia napoletana e dove la criminalità è retta da giovani boss neanche trentenni».




Zeppoliadi”, la maratona fotografica ai Quartieri Spagnoli con Seccia

Le Olimpiadi invernali sono finite in Sud Corea eppure è ancora tempo di gare e sfide sul campo. Non si tratta di sport e attività fisica in senso stretto, anche se ci sarà da camminare, e non poco visto che è buon adagio dire che i fotografi lavorano sia con gli occhi, sia con i piedi. Zeppoliadi è la maratona fotografica che mancava ai Quartieri Spagnoli, in programma sabato 17 marzo nei quartieri Avvocata e Montecalvario, start alle ore 10 in via Concordia 66. Un sabato di confronto e scoperta dietro l’obiettivo in una delle zone più belle della città, per mettere a fuoco i murales noti ai turisti, immortalare i ristorantini e le trattorie rinomate nei vicoli, congelare in uno scatto l’umanità sconfinata dei bassi, scrigno di volti e facce d’altri tempi. Un vero tesoro per gli appassionati di street photography. Non è un caso, quindi, se in tempi recenti le passeggiate si stanno moltiplicando in questo angolo urbano, i tour stanno aumentando con associazioni e gruppi di scuole e accademie di fotografia, complici anche le manifestazioni come il carnevale dei Quartieri. Una miniera antropologica e sociologica tutta da esplorare per fotoamatori e fotografi amatoriali, che avranno l’occasione ghiotta e preziosa di relazionarsi e di riflettere sulle proprie capacità espressive. In palio gli Aperisciù d’oro, d’argento e di rame, come ogni tradizione olimpica impone. Realizzati dal giornalista e fotoamatore Renato Aiello, ideatore della manifestazione per la Pasticceria Seccia in via Concordia 66, questi tre piccoli oggetti proseguono nel sentiero, tracciato a febbraio con il grande successo dell’evento Chiacchierando ai Quartieri, di combinare arte dolciaria e figurativa, pasticceria e fotografia, sculture artistiche e i mitici Aperisciù. Per rifocillare i partecipanti alla maratona, impegnati dalle ore 10 in 3 step, prove e tracce da seguire (impostate prevalentemente su street art, ritratti, e temi legati alla paternità e al ricordo dello scomparso Pino Daniele, di cui il 19 marzo ricorre sia onomastico che compleanno), e per soddisfare i palati di passanti, cronisti e foodblogger invitati, saranno servite le zeppoline di San Giuseppe, dolce del momento. Ma è anche tempo di una novità assoluta, con la stagione pasquale alle porte (quello del 17 marzo è l’ultimo weekend di quaresima prima della domenica delle palme, e di Pasqua appunto): la pastiera semifredda glassata, che sarà presentata alla stampa e ai presenti. Nel corso della serata, le cui danze si apriranno alle ore 17 con la consegna finale dei lavori fotografici realizzati in giornata in jpeg – che saranno poi pubblicati per un mese negli album della pagina facebook Pasticceria Seccia a partire dal 19 marzo per il voto a suon di like nella categoria Social, e valutati allo stesso tempo da una giuria di qualità per il podio tecnico – è previsto un piccolo vernissage fotografico. Nicola Della Volpe, in arte PhAcido (soprannome ironico sul ph del watermark dei fotografi più inossidabili), amministratore e membro attivo di Photo Hunters, nutrito gruppo facebook di “cacciatori della fotografia”, esporrà due scatti sul basket e sulla breakdance a Scampia, e racconterà la sua passione per la fotografia e il suo rapporto coi figli, data l’imminente festa del papà. Un’opportunità per annunciare anche il prossimo progetto collettivo in cui è coinvolto, la prima collettiva fotografica sull’area Nord che va oltre le Vele e i cliché: “Tutti i colori di Scampia”, operazione corale “anti Sistema” in mostra dal 7 al 21 aprile al Chiostro di Santa Maria La Nova.




Mercoledì 28 febbraio alle 17 al MANN- NAPOLI : L’esercito di Terracotta ingresso gratuito

Alla fine dell’incontro con la dott.essa Chiara Visconti dell’Università L’Orientale di Napoli, degustazione di tè secondo il rito cinese del gong fu cha offerta da “Qualcosaditè”. 

Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, un incontro tra la Mostra “L’Esercito di Terracotta e il Primo Imperatore della Cina” e il Museo Archeologico di Napoli, un fuori programma nell’ambito della XXIII edizione degli Incontri di Archeologia, curati dal Servizio Educativo del MANN.
Mercoledì 28 febbraio alle 17, al MANN si terrà un approfondimento dal titolo “Come in uno specchio: l’esercito di Terracotta e l’arte funeraria dell’antica Cina”, a cura della dott.ssa Chiara Visconti, Docente di Archeologia e storia dell’arte della Cina e del Giappone, Dipartimento Asia Africa e Mediterraneo dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. A seguire, una degustazione di tè preparato secondo il rito tradizionale cinese, il gong fu cha, offerto e raccontato da “Qualcosaditè” di Giuseppe Musella

«Continua la prestigiosa partnership con il MANN con incontri che uniscono l’approfondimento storico-artistico sul tema della mostra al momento di scoperta della tradizionale cerimonia del tè cinese, il gong fu cha.» ha dichiarato il curatore italiano della Mostra Fabio di Gioia.

La grande riproduzione di una delle più importanti scoperte della storia dell’archeologia, i guerrieri del grande Imperatore Qin Shi Huangdi, Ottava Meraviglia del mondo, è prorogata fino all’8 aprile ed è visitabile ogni giorno dalle 10 alle 20 (ultimo ingresso ore 19) nella Basilica dello Spirito Santo in via Toledo 402 a Napoli.

L’esercito di Terracotta e il Primo Imperatore della Cina
PRIMA ITALIANA A NAPOLI
Una produzione LiveTree e Terminal 2 con la collaborazione di Medea Art e Vivaticket
Basilica dello Spirito Santo
Via Toledo, 402 (a 100 metri da Metropolitana linea 1 e 2, funicolare di Montesanto e Cumana)
ORARI MOSTRA (aperta tutti i giorni):
Dal Lunedì alla Domenica: h 10.00 – 20.00
L’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura. Giorni e orari possono essere soggetti a va- riazioni, aggiornamenti sul sito www.esercitoditerracotta.it

INCONTRO:
Mercoledì 28 febbraio ore 17
MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Ingresso Libero




C.s. Malattie rare e ricerca, Sabato 24 febbraio, a Napoli, a Città della Scienza, Corporea,

Sabato 24 febbraio, alle 11.00 e alle 12.15, a Città della Scienza, Corporea, focus sull’universo delle malattie rare con l’appuntamento “Ridare vita alla vita attraverso il DNA: l’Adrenoleucodistrofia la rosa della speranza”.

Napoli – Il 6 febbraio ricorre la Giornata della vita, ma…febbraio è anche il mese dedicato al malato e il 28 è il giorno in cui nel mondo si richiama l’attenzione sui malati rari. Tra i tanti eventi previsti, un appuntamento da non perdere è per sabato 24 febbraio, alle 11.00 e alle 12.15, a Città della Scienza, Corporea, (via Coroglio, 104), con il focus “Ridare vita alla vita attraverso il DNA: l’adrenoleucodistrofia la rosa della speranza”, inserito nell’ambito della manifestazione Sport, Salute & Benessere (http://www.cittadellascienza.it/notizie/sport-salute-benessere-sabato-24-e-domenica-25-febbraio-2018-a-citta-della-scienza/).
Un appuntamento che si gemella idealmente con la giornata dedicata al malato, giunta alla XXVI edizione (svoltasi lo scorso 11 febbraio), in cui è stato sottolineato dallo stesso Pontefice come sia importante recuperare una dimensione di condivisione ed un rapporto di vicinanza con chi soffre, ma anche con la giornata dedicata alla vita, il 6 febbraio. Una posizione orizzontale di simmetria e non verticale di asimmetria e di disuguaglianza, tale da spingere al più ad una blanda “pietà”, come direbbe il filosofo Aldo Masullo.
Un momento per dare voce all’universo della ricerca, che si muove in maniera costante e progressiva, anche se silente e tra mille ostacoli.
Un momento per capire, condividere, sostenere.
Una tappa fondamentale per accendere l’attenzione sull’universo di questi pazienti che spesso, non riescono a ricevere la necessaria visibilità né ad avere voce, per esprimere i propri bisogni e denunciare l’isolamento in cui versano.
I malati rari sono 300 milioni in tutto il mondo, affetti da più di 7000 differenti malattie rare.
Tra i malati rari ve ne sono alcuni che potrebbero essere considerati rari tra i rari. Si tratta delle persone affette da Adrenoleucodistrofia X-legata (ALD), vittime di una malattia che spesso ha un esordio subdolo ma sempre una evoluzione inarrestabile, e le cui prime descrizioni sono quelle, all’inizio del secolo XIX, del neuropatologo Schilder che descriveva probabilmente la forma più grave di ALD, quella cerebrale infantile.
Si tratta – spiega la prof.ssa Marina Melone, direttore del Centro Interuniversitario di Ricerca in Neuroscienze e referente Malattie Rare per l’Università della Campania Luigi Vanvitelli – di una malattia metabolica, da accumulo di acidi grassi a catena lunga e molto lunga, che colpisce principalmente il Sistema Nervoso, con distruzione progressiva della mielina, la sostanza che riveste le cellule nervose, e le ghiandole surrenali, con conseguente carenza di alcuni ormoni”
Il focus sarà occasione per tracciare le tappe nevralgiche della ricerca clinica e neuropatologica.
Dalla scoperta dell’Olio di Lorenzo, cui è dedicata una famosa pellicola del 1992, nella quale a un bimbo di 5 anni viene diagnosticata appunto l’ALD, alle attuali prospettive di screening neonatale, fino a giungere alle frontiere di avanguardia offerte dalla terapia genica.
La sostituzione del gene difettoso con un gene funzionale – evidenzia Marina Melone – è l’obiettivo della terapia, per trattare la forma cerebrale di Adrenoleucodistrofia (ALD). In futuro, la terapia genica potrebbe anche essere proposta in una seconda fase agli uomini adulti con la forma cerebrale progressiva. Ma non dobbiamo dimenticare le prospettive terapeutiche offerte dall’uso di una dieta appropriata, con la scelta di cibi ricchi di acidi grassi a catena corta supplementati da alimenti speciali ai fini medici, oggi in grado di superare la Barriera Emato Encefalica; dieta che può aiutare a contrastare gli effetti di questa mutazione del DNA e proteggere la salute di questi pazienti, spesso giovanissimi”.
Secondo gli esperti, l’ALD, per le caratteristiche cliniche, caratterizzate da un’estrema eterogeneità, può considerarsi una malattia gravissima. Colpisce i maschi, ma può coinvolgere anche le madri, portatrici della mutazione genetica che, nella maggioranza dei casi, possono manifestare a loro volta, con l’andar del tempo, sintomi neurologici.
Attualmente, purtroppo, si contano oltre 200 pazienti diagnosticati su 3500 attesi, essendovi un’incidenza di 1: 15/17 mila nati per anno.
Il gap tra i pazienti attesi e quelli diagnosticati indica che moltissimi non conoscono quale sia la loro malattia e non possono essere presi in carico dai centri di eccellenza ed accedere alle cure, oggi a disposizione.
Per questo – evidenzia la dott.ssa Valentina Fasano – appare fondamentale la diagnosi precoce, fino ad arrivare allo screening neonatale. Ciò consentirebbe una efficace prevenzione. Ma per realizzare questo è essenziale, la creazione di una rete tra la medicina territoriale, la medicina dei servizi e i centri di eccellenza per sviluppare un adeguato progetto di informazione e formazione e creare delle figure professionali capaci di intervenire nelle varie fasi di assistenza a questa patologia dall’enorme complessità”.
Un impegno, quindi dell’Associazione Italiana Adrenoleucodistrofia che si pone come interlocutore privilegiato dei centri di Riferimento nazionali, a favore del miglioramento della qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie, esempio, come sottolinea Valentina Fasano, di forza, amore e coraggio.
Un impegno che ha il sapore del prendersi cura.
Affinché – ribadisce la presidente dell’Associazione Italiana Adrenoleucodistrofia – ogni lacrima sia trasformata, e le forze unite consentano di dare vittoria ad ogni lotta”.

Per maggiori informazioni: https://www.adrenoleucodistrofia.it/

Tania Sabatino