Doppio Sogno XX – Remote Control Oltre la delimitazione Villa Pignatelli NAPOLI 25 giugno – 6 luglio 2020

Cosa accade nel secondo millennio? In che direzione si muove il flusso dell’umanità? Se passaggi di secolo comprendono sempre delle grandi trasformazioni storiche e di costume, scavalcare la linea di mille anni è cosa di molte misure più metamorfica. Immersi nel basso medio evo di questa neonata era digitale, ci accorgiamo che siamo fatti di sangue e silicio, che siamo interdipendenti gli uni dagli altri, come stazioni radio che ricevono e trasmettono; e con stupore diveniamo consapevoli del fatto che non è possibile fare a meno degli altri. In questa stagione abbiamo comunicato a più non posso in modalità remota e con tutti i mezzi possibili. Così è successo che, durante il lock-down di questo fatidico anno 2020, ci siamo resi conto del valore della vita e abbiamo sofferto per il distanziamento e il confinamento; in molti hanno pianto la perdita – dello spazio, del tempo, di persone care – ed è divenuto chiaro che il bilancio umano non potrà mai essere comparabile a un bilancio economico. Ora, avendo chiesto all’oracolo, il sessantesimo esagramma del Libro dei Mutamenti, I King, descrive La Delimitazione come un lago prossimo a straripare e dunque, quando il contenimento è necessario, occorre stare fermi, stabilire limitazioni e misure da adottare con coscienza, e, affinché ciò si concluda con buon esito, occorre agire nel pieno disinteresse e in buona fede. L’aspetto positivo è che le barriere, così come vengono poste possono essere spostate, è questa la mossa strategica che richiede l’adeguarsi a una condizione inevitabile senza patire in eccesso. Possibilità illimitate non sono fatte per l’uomo. La pazienza si. Molto è stato detto, sulle cause e le ragioni, ma l’istinto di sopravvivenza indica che è conveniente far quadrare il cerchio per non esondare. Il Pianeta muore! Il Re muore! L’esempio dell’acqua si presta bene a ritrarre l’immagine dell’umanità di tutti i tempi, pervasiva massa vivente che si muove in reticoli di relazioni, giunge ovunque, è mutevole nel mostrarsi, eppure, limpida o torbida che sia, non smentisce la natura che l’accomuna dall’inizio dei tempi. Per fortuna, se la coscienza è viva, l’amore dovrebbe vincere su tutto il resto. Viene da domandarsi quanto fossimo più liberi “prima”, quando correvamo tutto il giorno dietro al vento della società dei consumi. O forse, dopo aver vissuto un’esperienza collettiva col nemico invisibile sulla porta di casa, avendo assieme fatto tesoro del comune bene, sarebbe opportuno trovare tempo per cercare di capire le ragioni sottili di quello che accade oggi, qui e ora. Occorre ripensare il modello di società in cui viviamo riempiendo il vuoto dell’incomunicabilità digitalizzata tra noi e gli altri, iniziando a ricucire anche il rapporto con noi stessi, noi, noi tutti, quegli stessi che finora accettavano l’inaccettabile come plausibile. Tutto questo non è giunto a caso. La pandemia è un monito a cambiare direzione. Come dicevano i Sex Pistols “no one is innocent”. Nessuno è innocente. È giunto il momento di porre nuove basi, uscendo dall’antropismo sciagurato di quest’era, restando uniti e umani, richiedendo con forza una nuova formulazione di società che abbia una visione ampia e generosa, che sia pluralistica e che equamente ripartisca quanto finora è stato sottratto, in cui siano protetti gli animali e l’ambiente al pari della specie umana.Remote Control 2020/Oltre La Delimitazione – è l’edizione 2020 di Doppio Sogno, ventennale rassegna cinematografica, con cui il teatro Galleria Toledo riapre alle attività di spettacolo nei giardini di Villa Pignatelli dal 25 giugno al 6 luglio 2020

Ogni proiezione sarà anticipata da AZIONI!, interventi performativi a cura degli attori Alessandra D’EliaLuciano Dell’AglioAntonio Marfella, Stefano Jotti, con richiamo all’opera letteraria che del film in programma fu materia d’ispirazione, attraverso brevi mise en espace. Toccherà poi allo spettatore definire i limiti del tradimento che certo dovette compiersi nella necessaria traslazione dalla parola alla narrazione filmica, nella suggestione di un’autorialità riacquisita.
Con fiducia si attende il pubblico delle nostre estati, tra mascherine e inevitabile distanziamento sociale, per dare segno di continuità all’impegno di Galleria Toledo, che è assieme esercizio culturale e pratica collettiva.
Di seguito il programma, dettagliato, delle ultime cinque serate della rassegna.

  • Mercoledì 1 luglio 2020, ore 20.30
 
AZIONI!
Dal romanzo “Dracula” di Bram Stoker
interpretazione Alessandra D’Elia e Stefano Jotti
NOSFERATU, IL PRINCIPE DELLA NOTTE (Nosferatu: Phantom der Nacht)
regia Werner Herzog
con Klaus Kinskij, Bruno Ganz, Isabelle Adjani
1979 Germania Ovest/Francia Colore 107 min.

 

Nel 1979 l’eccellente Werner Herzog porta sugli schermi Nosferatu, in principe della notte, per il quale si affida a un cast di protagonisti drammaticamente perfetto, composto da tre attori di assoluto talento: l’incantevole Isabelle Adjani, l’incomparabile Bruno Ganz e il discusso e istrionico Klaus Kinskij, nel ruolo del conte Dracula. Tra letteratura e leggenda, evidente l’omaggio alla versione del 1922 di Murnau, da cui Kinskij attinge apertamente per interpretare la sofferenza degli immortali. In effetti il vampiro, è un prigioniero del tempo, più vulnerabile degli stessi mortali ai difetti e alle passioni della carne. Pertanto, il rimedio, come spiega il dottor Van Helsing, è un paletto conficcato nel cuore. L’”Inestinto” si sposta nella notte del tempo guidato dalla legge del desiderio, quello del sangue umano che è assieme una forma di dominio sull’altro da sé, e una pulsione diabolica tanto esplicitamente sessuata da farlo muovere dalla Transilvania fino alla città degli uomini, pur di possedere il suo oggetto bramato, in questo caso la diafana eroina Lucy. Con lui sopraggiunge anche la peste, il morbo per antonomasia, dipinta nella memorabile sequenza in cui è evidente il richiamo alla Nave dei Folli del pittore visionario Hieronymus Bosch. Verso quali lidi di insensatezza volge l’umanità stolta e cieca? Il corpo del vampirizzato è invaso attraverso le arterie e, una volta svuotato, diviene immortale, il che non determina affatto una condizione di eterna felicità ma rassomiglia piuttosto al tormento di una condanna perpetua, vera e propria maledizione ab æterno. In Azioni! gli attori Alessandra D’Elia e Stefano Jotti ci condurranno tra le iconiche pagine del romanzo di Bram Stoker.
giovedì 2 luglio, ore 21.00

PAESE MIO BELLO
l’Italia che cantava e canta

Concerto per quattro voci e due chitarre
con
Lello GiulivoGianni LamagnaAnna SpagnuoloPatrizia Spinosi
Michele Boné e Paolo Propoli

 

Un concerto a quattro voci per cantare Napoli, l’Italia, e non solo, con lo sguardo rivolto al mondo, alle passioni e le esperienze dei protagonisti. Quattro giovanissimi quando, nel 1979, si sono incontrati per la prima volta in uno spettacolo con la regia di colui che è stato il loro maestro fino alla fine degli anni ’90: Roberto De Simone. Alla sua scuola si sono formati partecipando alla gran parte degli spettacoli e delle composizioni musicali messe in scena. Poi ognuno ha percorso la sua strada con scelte personali tra musica, teatro e cinema. Il titolo “Paese Mio Bello” è ispirato da una raccolta di canzoni popolari registrate da immigrati italiani negli Stati Uniti d’America tra il 1911 e il 1939.Nel programma sono presenti tutte le note, le epoche, i generi cantati e vissuti in quarant’anni e più di attività dai quattro solisti. Un “ri-passo” di storie, emozioni, successi e delusioni condivise. Con la stessa consapevolezza cantano il ‘700 napoletano e le canzoni degli anni ’40/’50, la musica leggera, la tradizione popolare e loro composizioni.
Un concerto che sorprende ad ogni brano. Sempre in bilico tra il ricordo struggente e la voglia di innovazione, di quel nuovo che è linfa vitale per continuare a studiare e ricercare il “magico accordo” nell’armonia di quattro voci.

  • Venerdì 3 luglio 2020 | ore 20.30
AZIONI!
da “Satyricon” di Gaio Petronio Arbitro
interpretazione Alessandra D’Elia e Stefano Jotti

 

LA GRANDE ABBUFFATA (La grande bouffe)
regia Marco Ferreri
con Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni, Michel Piccoli, Philip Noiret, Andrea Ferreol
1973 Francia/Italia Colore 132 min.

 Presentato nel 1973 alla 26° edizione del Festival di Cannes, La Grande Bouffe suscitò uno scandalo immenso, eguagliato solo da Pasolini, due anni dopo, con Salò o le 120 giornate di Sodoma. Di certo non si può raccontare il cinema dissacrante di Marco Ferreri senza una menzione particolare a Rafael Azcona, suo sceneggiatore fin dalle opere giovanili, e agli attori prediletti Mastroianni, Noiret, Piccoli e Tognazzi, qui assolutamente superlativi. Ne La grande abbuffata, autoreclusi interno di una grande villa di Parigi, quattro amici scelgono il proprio destino e decidono di privarsi della vita, in accordo al principio dell’autodeterminazione. Per farlo scelgono la via dell’epicureismo estremo e infatti il film ci immerge in una vanitas crapulenta e abnorme, in cui i protagonisti finiscono col divenire essi stessi parte del macellato esposto, macabra cacciagione umana. La Gola è il peccato capitale di cui qui si narra: nel film si gozzoviglia cibo crudele, tra lame di coltelli, interiora e grasso animale, intingoli e unto; si copula sesso orgiastico consumato smodatamente da uomini senza qualità, esponenti della “falsa coscienza del loro tempo”. L’esercizio dell’arte di morire, in attesa della propria apocalisse personale, diviene epica sadomasochistica della digestione sacrificale, dove la performance del desiderio di morte si compie per dissacrazione violenta, scoppiando letteralmente di cibo, al pari dell’oca che è torturata per produrre foie gras. D’altronde qui non si mangia per vivere, ma per morire. Per il bene del genere umano, l’intelligenza di Ferreri dissemina il film di elementi simbolici che spettacolarizzano la decadenza della società, facendo satira antropologica su un osceno senso della vita, e – tra uova fatali e frattaglie, amoralità sistemica ed eccesso di consumi – ci descrive l’edonismo materialistico di un atroce gourmet sociale che è ancora adesso servito alla mensa della nostra collettività. L’opera letteraria associata al film è Satyricon di Petronio, su interpretazione degli attori Stefano Jotti e Alessandra D’Elia.

Sabato 4 luglio 2020 | ore 20.30

Introduce Patrizia Fusella
docente Letteratura inglese
FILM
cortometraggio 1967 USA B/N 22 min.
regia Alan Schneider/script Samuel Beckett
con Buster Keaton
a seguire
KOYAANISQATSI: LIFE OUT OF BALANCE
regia Godfrey Reggio,
documentario 1982 Colore USA 83 min.
FILM
La maschera attoriale di Buster Keaton, con l’inseparabile pork pie hat, è patrimonio riconosciuto della storia del cinema mondiale. Samuel Beckett è probabilmente il maggiore commediografo del XX secolo. Due icone della drammaturgia si associano in questo lavoro, e l’assurdo finisce sugli schermi, in un atto teatrale non replicabile in quanto, per sua dichiarata natura, filmico. Nel cortometraggio Film, il cui titolo è già di per sé emblematico, il teatro scavalca lo spazio scenico e si insinua nelle strade; si aggira nella città e la fotografa come archeologia industriale. L’occhio della macchina da presa diviene protagonista, quale presenza di un Dio persecutore, onnipresente e terrorizzante, dove si scopre che non è null’altro che il simulacro dell’Io e il suo Doppio. Viene da pensare che il drammaturgo irlandese ci abbia voluto dare l’illusione di scorgere infine Godot in persona, trovando nelle apparenze e nella natura inoffensiva e drammatica dell’anziano Keaton, miracolosamente sopravvissuto al cinema muto, l’unico interprete possibile per raccontare l’Assenza per antonomasia. Dettagli dei costumi ci rivelano che non si è in un ambito di contemporaneità, ma nel primo ‘900 dei silentmovies, dove un passante spaventato ha una fisionomia che rassembra vagamente il volto di Marcel Proust. In pochi sanno dell’ammirazione di un giovane e modernista Samuel Beckett per i linguaggi di Sergej Ėjzenštejn; non è dunque un caso che scelga di affidarsi per la sua prima e unica realizzazione cinematografica al fratello di Dziga Vertov, Boris Kaufman, per la fotografia e all’egregio regista teatrale di origine russa Alan Schneider – affiancati ai densi silenzi del protagonista – nella messa in scena di questo breve e preziosissimo gioiello in motion. Inevitabile anche il parallelo con Totò e Pasolini, a riscattare la dignità dell’attore comico per i posteri e per l’eternità. Un approfondimento critico alla visione sarà curato da Patrizia Fusella, specialista della drammaturgia beckettiana, autrice e docente di Letteratura Inglese, che analizzerà il cortometraggio per il pubblico di Doppio Sogno XX/Remote Control.
KOYAANISQATSI: LIFE OUT OF BALANCE
Koyanisqaatsi è un documentario del 1982 che scatta l’istantanea dello stato del pianeta Terra in un preciso momento temporale – storico, geologico, tecnologico e spirituale –, secondo una formula narrativa che fu accolta come novità assoluta. Con un frenetico ritmo di montaggio, completamente diverso dal taglio dei documentari visti fino a quel momento – fra i quali quelli di Cousteau e Quilici erano certamente tra i più significativi – e il commento sonoro di Philip Glass, il documentario è una ricerca filosofica sulla condizione umana che indaga nel significato dell’esistenza, in relazione all’impatto che la dittatura antropica della scimmia umana ha sui territori dell’ecosistema e sulle altre specie viventi di questo “nostro” pianeta. Questo lungometraggio dal respiro universale, primo capitolo di una trilogia che il regista Godfrey Reggio dedica alla questione ambientale, è uno squarcio post-moderno sulla realtà dell’intero globo terrestre, quando appena si iniziava a parlare di riscaldamento globale, e certamente ha concorso a dare una scossa determinante alla successiva discussione sul clima, che determinò nel 1997 la ratifica del Trattato di Kyoto dove si intendeva operare per ridurre drasticamente le emissioni di CO2 nei successivi cinquant’anni. Sappiamo, col senno di poi, che il Trattato, al pari della voce di Cassandra, è stato largamente ignorato dalle potenze industriali mondiali e molto poco è stato fatto per la salvaguardia dei ghiacciai eterni: con l’attuale risorsa di Google Earth ciascuno può verificare lo stato reale della geofisica terrestre dove, assieme con sensibile riduzione delle aree verdi delle foreste, è sconvolgente osservare la completa scomparsa delle superfici ghiacciate del Polo Nord, ridotte alla sola Groenlandia, e quel che resta dei ghiacciai dell’Antartico e delle principali vette montuose di tutti gli altri continenti. Ciò è probabilmente da milioni di anni a questa parte la più catastrofica delle perdite per l’umanità e non può più essere ignorata. Come nei film di fantascienza hollywoodiani, siamo prossimi a essere protagonisti della prossima emergenza del pianeta azzurro – tra l’incombere dell’innalzamento dei mari e la desertificazione delle terre – a cui sarà difficile, per le generazioni a venire, trovare rimedio. Così, per questa ragione il film che conclude la sezione cinematografica della rassegna DoppioSognoXX/Remote Control – dedicata a una riflessione sulle ragioni e le conseguenze della pandemia causata dal Covid19 – è un invito ad aprire gli occhi sulla nostra realtà contingente, poco rosea, alle cui emergenze è necessario porre immediato rimedio fin da ora, per il bene di tutti i viventi, presenti e futuri. Koyaanisqatsi significa “condizione che richiede un altro stile di vita”.
  • Lunedì 6 luglio 2020| ore 21.00
Enrico Pieranunzi piano solo
plays MovieMusic
in collaborazione con SYNTH jazzin’zone
 Concerto davvero speciale quello che Pieranunzi darà a Villa Pignatelli:
il noto pianista interpreterà infatti alla sua maniera brani famosi da film altrettanto celebri.
Qual è il rapporto profondo tra i suoni e le immagini? Perché a volte di un film ricordiamo più la musica che il film stesso? Cosa aggiunge, o toglie, a ciò che vediamo su uno schermo, il commento musicale del compositore? Domande dalle risposte difficili generate dal connubio affascinante tra musica e “Settima Arte”, un’unione che spesso per il regista e il musicista si tramuta in una grande sfida ma che per nostra fortuna ha dato origine a memorabili sodalizi artistici (Fellini-Rota, Hitchcock-Herrmann, Morricone-Leone). Il Maestro Pieranunzi interpreterà temi scritti da compositori come Michel Legrand , Johnny Mandel, Charlie Chaplin (sì, il geniale uomo di cinema anglo-americano fu autore anche della musica di molti suoi film), Henry Mancini. Una parte cospicua della performance di Pieranunzi sarà naturalmente dedicata alle meravigliose musiche dei nostri Armando Trovajoli, Nino Rota, Ennio Morricone, le cui note evocheranno le immagini di quei film amati da tutti che hanno contribuito a formare il nostro immaginario collettivo. Per tutti gli eventi in programma saranno applicate le misure nazionali di sicurezza e prevenzione rischio contagio da COVID-19, pertanto è consigliato l’acquisto online sui portali: www.azzurroservice.net già disponibile per il concerto Paese mio bello e www.go2.it per Enrico Pieranunzi.
 Doppio Sogno un progetto a cura di Rosario Squillace, Lavinia D’Elia, Lorenza Pensato
in collaborazione con la Direzione regionale Musei Campania, diretta da Marta Ragozzino e con Villa Pignatelli, diretta da Fernanda Capobianco
direzione artistica Laura Angiulli
segreteria Roberta Tamburrelli Anna Fiorile Roberto Alvino
comunicazione Lorenza Pensato
ufficio stampa Simona Martino e Sarah Manocchio
grafica Solimena di Francesco Armitti
si ringrazia Rosanna Naclerio
biglietteria

AZIONI! + cinema: posto unico 5 euro
concerto PAESE MIO BELLO: 15 euro su Azzurro Service
concerto ENRICO PIERANUNZI: 20 euro su GO2
PRENOTAZIONE CONSIGLIATA!
contatti
t.+39 081425037
t.+39 081425824

 




NAPOLI : Un taglio per ripartire: RISTORANTI ‘A figlia d’’o Marenaro e Innovative aprono al pubblico in massima sicurezza

Giovedì è un giorno della settimana che ha sempre portato “fortuna” al ristorante ‘A figlia d’’o Marenaro e ripartire di giovedì, questo 21 maggio, fa ben sperare. “Apriamo in modo intelligente, con il solito sorriso, sotto la mascherina, e l’entusiasmo di sempre”.
Da oggi, infatti, si taglia – letteralmente – il nastro in via Foria 180 e si ricomincia: “abbiamo deciso di tagliare simbolicamente questo nastro – spiega Assunta Pacifico, imprenditrice partenopea e fondatrice de ‘A figlia d’’o Marenaro – perché questo momento segna un nuovo inizio. Restare a casa tutti, questi mesi è stata davvero dura, sono molto emozionata. E ora siamo carichi e fiduciosi nel ripartire”.
Riaprire con la consapevolezza di lasciare l’incertezza alle spalle e con una visione sicura del futuro. È con questi sentimenti che ‘A figlia d’’o Marenaro sintetizza il proprio spirito in occasione della apertura avvenuta oggi a pranzo. “Innovative, invece, è aperto da stasera. Siamo pronti a soddisfare ogni desiderio da parte dei nostri clienti, a partire da cocktail, crudi e non solo – specifica Giuseppe Scicchitano, figlio della Pacifico, alla guida del ristorante inaugurato lo scorso novembre al primo piano dello storico edificio di via Foria.
Entrambi i locali hanno apportato le modifiche previste dalla normativa per garantire massima sicurezza. “Durante questi mesi non siamo rimasti con le mani in mano – racconta Assunta Pacifico -. Prima del lockdown, già effettuavamo santificazione e, come dice il nostro motto, la pulizia è sempre stata un nostro punto di forza. Era già possibile disinfettarsi le mani con il gel apposito. Ora abbiamo diminuito i tavoli, tenendo conto delle nuove regole”.
Per consultare il menù? Due modi: sitoweb, anche attraverso un qrcode, e un menù plastificato che si disinfetta rapidamente. Al tavolo, niente più tovaglia, ma tovagliette in pelle facili da pulire: si respira così uno stile ancora più fresco e dinamico nel dehors.
Info e prenotazioni
081440827 – 3312310910
via Foria 180/182
80137 – Napoli



“TIENEME CU TTE” Alfredo Minucci (EVERGREEN)

Esce il nuovo singolo di Alfredo Minucci, storico autore partenopeo, autoctono innamorato della sua terra e narratore musicale di storie d’amore, di amicizia e di appartenenza al suo set preferito e originale, ovvero i vicoli di Napoli.

La canzone s’intitola “Tineme cu tte”, in dialetto “tienimi con te”, e si presenta subito ritmata, immediata, piena di passione e di dolcezza, ed è firmata dallo stesso Minucci con Mikele Buonocore.

Attore protagonista è l’amore, quello vero , che può durare per sempre: le distanze non esistono, vengono annullate nonostante la morsa feroce della solitudine interiore che stringe.

A volte basta una canzone, un odore oppure un dettaglio per far riemergere dalla memoria, con prepotente ardore, la sua grandezza.

Il grido gentile è inequivocabile e chiaro: “Tienimi con te” e, soprattutto, “amore mio, dentro di te”.

il video del brano:  https://youtu.be/3z_YpAjTiJY

 

NOTE BIOGRAFICHE

Nato nel 1970, Alfredo Minucci è stato definito dalla critica giornalistica “un cantautore capace di riprendere quella corrente musicale chiamata Neapolitan Power”, molto diffusa negli anni Ottanta, della quale hanno fatto parte Pino Daniele, Enzo Avitabile e Tullio De Piscopo.

A maggio 2008 è uscito con Jamm’ a vedé (terzo album) nel quale canta la speranza di un popolo (quello napoletano) che ha voglia di riscatto e vuole dare voce ai desideri più profondi del cuore. E’ il progetto discografico della svolta grazie all’incontro con una nuova compagnia di amici che, nel Rione Sanità, testimonia (appunto) “la speranza”.

Sempre con questi ultimi, nel 2009 pubblica “Cammenanno”, una vera e propria passeggiata tra i vicoli di Napoli in compagnia di alcune canzoni classiche napoletane e alcuni brani inediti di sua composizione, accompagnato da una vera guida turistica di Napoli.

Nel 2010 presenta Senza tiempo, al Meeting di Rimini 2010  e partecipa a varie manifestazioni musicali, tra le quali da segnalare il “Ravenna Festival” in veste rappresentante della musica napoletana contemporanea.

Nel marzo 2020 pubblica il singolo TIENEME CU TTE  (scritto con Michele Buonocore, arrangiato da Ennio Mirra e Prodotto da Future artist con l’etichetta discografica EVERGREEN  ed inserito nella raccolta MUSICA SENZA TEMPO VOL 1) distribuito da ARTIST FIRT.

Lo stile molto personale e la voce calda collocano Minucci nell’élite della musica napoletana d’autore.

 

E.L.




Teatro in emergenza : grave crisi del settore!!

Per la grave situazione creata da questa emergenza pubblichiamo volentieri  il pensiero del direttore della Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Napoli 

Se le restrizioni imposte sono dettate dalla necessità di salvaguardare la salute pubblica, valore essenziale e di indiscutibile priorità, noi gente di teatro, nel comprendere la difficoltà del momento, non possiamo dimenticare quanto tutto questo si tramuti in incubo per coloro che – e sono la maggior parte – vivono nella precarietà e anzi hanno fin qui fatto della precarietà stessa, se non un punto di forza (se mai fosse possibile), certamente uno stile di vita.

In questo momento tanti colleghi senza lavoro e senza alcuna protezione si trovano in serie, serissime difficoltà e senza una possibilità di previsione sui tempi per l’uscita dall’incubo. Andrebbe riformulato tutto il settore e pensiamo ci sia una questione: garantire i lavoratori dello spettacolo che in situazioni come queste dovrebbero poter contare su uno stipendio minimo, di dignità.

Adesso il tema è soprattutto trovare come proteggere i più deboli di una categoria già debole e precaria per suo statuto. Il pensiero va molto concretamente ad alcuni colleghi docenti, giovani e meno giovani, che non hanno spettacoli perché saltati e non hanno produttori alle spalle, e che dunque le prove erano pagate attraverso gli incassi previsti o i ben ridotti cachet quando va bene, e non hanno ora nessun introito attraverso l’insegnamento, la trasmissione della loro arte. Semplicemente, drammaticamente fermi. Anzi fermi non lo sono perché non lo sono mai stati e di certo stanno provando nuovi spettacoli. Ma molti di loro non possono contare su depositi o prestiti bancari per sopravvivere a questo momento. In altri paesi sarà certo sempre dura, ma questa protezione garantita in una qualche forma differenziata esiste… In questo caso inoltre si tratta di stato di emergenza e si dovrebbe poter coprire almeno il mancato guadagno attraverso semplici verifiche. Credo che da artisti dovremmo approfittare per imparare da questa esperienza e reimpostare tutto il settore e non lasciare indietro nessuno, garantendo un salario minimo almeno in questo tempo di calamità.

Molti ricordano in questi giorni quanto sia fondamentale la Sanità Pubblica e non sia stata una buona idea risparmiare su essa.

Noi crediamo che alla sanità dei corpi debba essere affiancata la Sanitas dell’anima della cultura e della bellezza attraverso teatro musica danza etc. etc. perché garantiscono la sopravvivenza della parte specificatamente umana dell’umanità…. Dobbiamo ora agire assieme e pensare sia all’adesso con interventi urgenti e mirati sia al dopo. Non possiamo aspettarci che un giorno si dirà: “pericolo scampato, ne siamo fuori ” e tutti di corsa torneranno a teatro. Ci vorrà tempo per ricostruire e ricucire, per ristabilire un rapporto che questa interruzione ha fatto crollare rivelandosi terremoto dell’anima oltre che epidemia, o pandemia se sarà definita tale. Se questa Quaresima pare essere tremendamente assimilata a quelle dei secoli passati  in cui gli attori non potevano lavorare e che vedevano come portatrice di miseria (aborrendo il colore viola) è il momento per riflettere e creare condizioni più umane e solidali … È urgente e necessaria una seria riflessione per queste categorie così a rischio e attivare delle protezioni che invece sono presenti in altri paesi a diversi livelli tutelando ad esempio il lavoro a intermittenza.

La nostra solidarietà va a tutti i colleghi e colleghe e amici che vedono annullati gli impegni e sono rimandati a casa, alle associazioni culturali, alle compagnie, ai gruppi alle organizzazioni e ai singoli attori registi danzatori musicisti e lavoratori tutti delle arti performative. Il nostro pensiero attuale e il lavoro che proseguiamo alacremente con contatti quotidiani e continue rimodulazioni dei programmi accademici è volto a garantire che nulla verrà perso e recupereremo ogni docente facendo tutto il possibile e oltre…

Ma intanto in questa difficile contingenza vogliamo esprimere vicinanza ai tanti colleghi e alle colleghe affinché non si sentano soli. Rivolgiamo un appello alle autorità – Stato, Regione e Comuni  – perché non facciano mancare il loro pieno appoggio a categorie che operano per la  qualità della vita, per donare bellezza, per stimolare la coscienza critica.

Un segnale di incoraggiamento che osserviamo sta nei nostri allievi della Nico Pepe, che oltre al lavoro giornaliero che svolgono isolatamente con la nostra guida a distanza, hanno organizzato in totale autonomia una serie di interventi attraverso letture e azioni di “pronto intervento per la salute dell’anima” effettuate nel pieno rispetto delle norme di restrizione e a distanza di sicurezza, convinti che la poesia, il sorriso attraverso il gesto e la parola che si fanno arte e cultura, siano azioni vitali e necessarie.

Siamo solidali e vicini ai cittadini e alle cittadine, che ci seguono e sostengono nelle tante occasioni di incontro che abbiamo proposto e che continueremo a proporre e li assicuriamo che non vediamo l’ora di ritornare a incontrarli per proseguire, forse con maggior consapevolezza, il magnifico dialogo finora intessuto.

Claudio de Maglio

Direttore della Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe




NAPOLI: “LO SPIRITO SOFFIA DOVE VUOLE”  Carnevale al Museodivino con Stravinskij e Pulcinella venerdì 28 “Carnevale e carnevaletti” con Nino Leone

Da sabato 22 «Museodivino» celebra il carnevale omaggiando l’artista russo che da Napoli fu incantato e, come in ogni storia d’amore che si rispetti, anche ingannato: Igor Stravinskij, che col suo “Pulcinella” ci regalò una delle pagine più alte nella commistione delle arti, a cui collaborarono Picasso, Dagilev, Massine. “Lo spirito soffia dove vuole” è lo spettacolo ispirato agli scritti di Stravinskij in scena ogni sera, dopo il tour del Museodivino, con la partecipazione di un Pulcinella delicato e celestiale.
L’altro Pulcinella, quello che nasce al suon di tammorra dalle viscere sulfuree della terra napoletana, è invece tra i protagonisti dell’incontro/conferenza che venerdì 28 vedrà protagonista lo scrittore Nino Leone, dal titolo “Carnevale e carnevaletti – tra festa e ceneri, mito e rito, sacro e profano”.  L’autore de La vita quotidiana a Napoli ai tempi di Masaniello ci guiderà a leggere il carnevale nelle sue diverse stratificazioni storiche e di significato, in un viaggio nei secoli e in profondità dall’antica Grecia alla Napoli contemporanea.

Nel corso delle iniziative serali i partecipanti potranno visitare inoltre la Collezione SAME ospitata in pianta stabile negli spazi del «Museodivino»: 75 opere in miniatura ispirate alla Natività e alla Divina Commedia.

Museodivino, Via San Giovanni Maggiore Pignatelli 1b, Napoli
Tel. 081.19708587 – 339.4640080

Da Sabato 21 a giovedì 27, ore 21.00 
Lo spirito soffia dove vuole – spettacolo garbato e irriverente dagli scritti di Stravinskij, con la partecipazione straordinaria di Pulcinella. L’ingresso include degustazioni di vino e caffè e la visita guidata alla Collezione Same

Venerdì 28 gennaio, ore 18.30.
Incontro con Nino Leone “Carnevale e carnevaletti – tra festa e ceneri, mito e rito, sacro e profano”. Segue rinfresco.

Posti limitati, è consigliata la prenotazione all’indirizzo info@museodivinonapoli.it o al recapito WhatsApp 339.4640080.

www.museodivinonapoli.it

 

dal corrispondente Anita Laudando




CHIMERA, La favola di Amore e Psiche Al Museo del Sottosuolo Venerdì 14 Feb.

braio alle ore 19,30 ed alle ore 21,30 ci sarà uno #SpettacoloMozzafiato su una delle storie d’amore più romantiche e struggenti di tutti i tempi. la rappresentazione viene messa in scena proprio nel giorno di #SanValentino affinché tutti possano immergersi nella dolcezza e nella bellezza del sentimento a cui tutti aneliamo, aprire il #cuore e cullare l’#anima per una sera.

 

Lo spettacolo, il cui titolo completo è “Chimera: La favola di Amore e Psiche negli occhi di Dino Campana” nasce nell’Aprile 2012 dalla mano drammaturgica della regista Livia Bertè per celebrare il grande artista Carmelo Bene nel decennale della sua morte.

Per questo motivo al suo interno la storia viene arricchita da versi liberamente tratti dai Canti Orfici, cavallo di battaglia dell’attore.

I versi di Dino Campana vengono inseriti all’interno della “Favola di Amore e Psiche”, vero fulcro dello spettacolo, per creare continue e speciali suggestioni attraverso l’uso di sovrapposizioni e tecniche vocali.

Questa lieve novità in campo teatrale si sposa egregiamente con una delle più antiche e carezzevoli Fiabe del passato.

 

La storia di Apuleio viene ripercorsa fedelmente, seguendone i dettagli come i punti salienti, gli attori regalano corpo e volto al mito.

A creare le suggestioni indispensabili per far calare lo spettatore in questo mondo fiabesco sono le immagini.

Il paesaggio esterno, naturale conferisce forza e sincerità alla vicenda. La minimale ed incantevole chiave scenografica dello spettacolo, composta per lo più da luci non artificiali, fiaccole, bracieri riporta in un mondo passato e perduto. Il candore dei vestiti bianchi richiama quell’idea di purezza e dolcezza tipica della favola a lieto fine.

Infine a condurre in un’altra dimensione è la musica inedita, composta appositamente per questo spettacolo da Gianluca Rovinello, eseguita dal vivo con gli incantevoli suoni dell’arpa e del violino.

Il tutto si svolge nella suggestiva e particolarissima location del “Museo del Sottosuolo” (del quale verrà fornita anche una breve spiegazione e visita guidata): antico rifugio bellico della seconda guerra mondiale.

Uno dei luoghi della città dove anni di storia napoletana continuano a rivivere giorno dopo giorno nel sottosuolo napoletano come se restassero così, sospesi nel tempo.

 

In scena gli attori:

Leonardo Di Costanzo

Keara Barassi

Orentia Marano

Marilia Marciello

Angela Rosa D’Auria

Livia Bertè

Ad eseguire le splendide musiche inedite i musicisti Gianluca Rovinello (arpa) ed Anna Rita Di Pace (Violino).

 

Lo spettacolo inizierà alle ore 19,30 ed alle ore 21,30.

Si prega per questo il gentile pubblico di arrivare in sito almeno 15 minuti prima al fine di permettere uno scorrevole svolgimento della rappresentazione.

 

INFO E PRENOTAZIONI

turno ore 19:30

turno ore 21:30

PRESENTARSI AL BOTTEGHINO 15 MINUTI PRIMA DELL’INIZIO

DURATA 1 ora e 20

COSTO Biglietto 16,00 euro

 

POSTI LIMITATI, PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

 

PRENOTA IL TUO BIGLIETTO:

Chiamare 371 4285438 – 328 0115044

messaggio whatsapp 340 4657949

Direct (messaggio privato su fb)

lachiavediartemysia@gmail.com




AD OCCHI CHIUSI in scena dal 6 al 9 febbraio al Teatro TRAM

Dal 6 al 9 febbraio al Teatro TRAM Andrea Fiorillo sarà protagonista in “Ad occhi chiusi”, scritto e diretto da Luca Pizzurro. Un monologo denso di suspense che racconta una verità terribile ed affronta un tema sempre più attuale e scottante.

Luca Pizzurro, regista e autore romano, ha elaborato e messo in scena per la prima volta lo spettacolo dieci anni fa ma la tematica, che si scopre solo alla fine, è ancora una delle più discusse dall’opinione pubblica.

AD OCCHI CHIUSI” è un testo in cui l’autore, immedesimandosi nella psiche di un “carnefice”, ne porta in scena pensieri, soliloqui, immaginazioni. Ci troviamo di fronte ad un punto di vista scomodo, insolito, destabilizzante: l’autore segue i pensieri di uno strano personaggio, che compie le sue “azioni” in nome dell’amore.

Sulla scena ritroviamo un uomo affascinante, che ci apre le porte della sua casa romana, regalandoci il piacere di sentire l’odore del caffè appena fatto, dell’ascolto di buona musica e del fascino di un libro di cui non sapremo mai il titolo.

Dietro questa rassicurante apparenza, però, si nasconde una verità terribile ed inaccettabile per la società: ma non per lui che, “ad occhi chiusi”, commette i suoi crimini dettati e reiterati da una coerente visione dell’amore.

È uno spettacolo che si snoda lentamente con molta suspense e molte aspettative e attese da parte dello spettatore per rivelare alla fine una verità indicibile.

Date e orari

da giovedì 6 a domenica 9 febbraio 20120

giovedì e venerdì: ore 21.00 – sabato: ore 19.00 – domenica: ore 18.00

Prezzi

intero: € 12,00 | under 26 e Web: € 10,00

Luca Pizzurro studia al DAMS a cui unisce un percorsoformativo che lo mette in contatto con le tecniche recitative di maestri delteatro come Eugenio Barba, Jerzy Grotowsky, Dario Fo. Dal 1993 inizia unabrillante e intensa carriera di autore, regista e attore che lo vede nei teatrinazionali ed europei, nonché in produzioni televisive al fianco di importantiregisti e attori italiani, tra i quali Arnoldo Foà, Giancarlo Sepe, WalterManfrè, Luigi De Filippo, Monica Guerritore. Dal 1995 è fondatore e direttoredella Compagnia Teatrale “Viaggi&Miraggi”, e dal 2008 ha ingestione la conduzione e la Direzione Artistica del Teatro del Torrino di Romainiziando così una ricca attività di programmazione, progettazione e produzioneteatrale per bambini, ragazzi e adulti e una intensa attività di formazioneteatrale per tutte le fasce d’età. Tra i premi: con”Salmocinquantacinqueversodiciotto” ha vinto nel 2001 il primo premiocome migliore spettacolo del Festival del Teatro Classico di Altamura (BA) e ilpremio come miglior adattamento da Teatro Classico del Concorso CarolaFornasini-E.T.I., Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico; on “FuoriSede” ha vinto nel 2013 il primo premio come miglior spettacolo delConcorso Teatro Giovani indetto dall’AGIS; con “L.P. Nome e Cognome”ha vinto nel 2015 il Premio Internazionale di drammaturgia “Lago Gerundo” diMilano; con “Je m’en fous” ha vinto nel 2016 il Premio Fersen alla Regia –Milano; con “Charlie Chaplin a Man’s Story” ha vinto nel 2017 il PremioL’Italia dei Visionari – Cantù e il terzo posto del Premio Internazionale didrammaturgia Lago Gerundo Milano.

Andrea Fiorillo si è formato presso il Teatro Sancarluccio di Napoli dove, sotto la direzione artistica di Bianca Mastrominico e Pina Cipriani, ha studiato dal 1994 al 1999, per poi entrare in compagnia come attore professionista. Ha lavorato con Julia Varley dell’Odin Teatret presso il Teatro Mercadante di Napoli, ha preso parte alla Mobile Academy a Berlino, sotto la direzione di Chen Shi Zheng, Qian Yi e Jossi Wieler, ed ha studiato Commedia Dell’Arte con Ferruccio Soleri.

Premiato nel 2003 come attore emergente ha lavorato in teatro tra gli altri con Bianca Mastrominico, Franco Zaccaro, Manuele Morgese, Ugo Gregoretti, Nadia Baldi e Luca Pizzurro. Ha prestato più volte il suo volto al cinema ed alla televisione accanto a registi come i fratelli Taviani e Maurizio Scaparro. Recita spesso in lingua inglese e si divide tra Napoli, Roma e Madrid, dove ha in serbo progetti futuri.

Gabriella Galbiati




NAPOLI Nuovo Teatro Sanità. “BI storie di Obaba”

 Lo spettacolo è ispirato al racconto ‘Due fratelli’ di Bernardo Atxaga, adattato da Mario Gelardi, diretto da Emanuele Valenti.
 Energica e delicata la regia, con capitoli di pura bellezza si racconta la storia di Paolo e Daniele con  stile capace di stagliare i tanti aspetti di una narrazione a tratti onirica.
È difficile parlare di disabilità senza fare i conti col superfluo, invece Carlo Gertrude e  Salvatore Nicolella sono attori che antepongono l’umanità al virtuosismo. Bravi, nella loro relazione, negli equilibri delle proprie corporeità. Profondi, nello studio di sentimenti che ne allungano le figure ed avvolgono le vite fuori e dentro la scena.
Degne compagne di palco, le splendide Arianna Cozzi e Alessandra Mantice, vere tigri da palcoscenico, ci mostrano il villaggio e gli ambienti con linguaggio diretto e personaggi precisi. L’ atmosfera fa pensare a Dogville, il film di Lars von Trier, ma l’ originalità della performance non lascia dubbi. In scena dal 23/01/2020 al 25/01/2020, si continua a parlare di Daniele e suo fratello a spettacolo finito, e si impara a rifugiarsi nel mondo degli scoiattoli proprio come i nostri amati personaggi della comunità di Obaba….

                                                                           Anita Laudando




MARCELLO FONTE al Nest per “FAMIGLIA” in scena solo il 31 GENNAIO ore 21|

La stagione NEST prosegue e si arricchisce con lo spettacolo Famiglia, in scena il 31 gennaio ore 21, della drammaturga e regista Valentina Esposito, fondatrice della factory Fort Apache Cinema Teatro, un progetto teatrale rivolto a detenuti ed ex detenuti, per il loro inserimento nel sistema spettacolo. Con Marcello Fonte (Palma d’oro a Cannes per Dogman) sono tanti gli attori (ex detenuti e non) che danno vita all’esperienza di FACT, tutti interpreti di uno spettacolo che prova a scandagliare l’anima di uomini che nei lunghi anni di reclusione hanno sofferto per gli affetti lontani, per i figli distanti, per gli amori perduti, e si trovano ora a tentare una ricostruzione emotiva di un rapporto difficile fatto di rivendicazioni e ribellioni.

Sinossi

“Siamo troppo vicini, ma non vicini abbastanza”

In occasione del matrimonio dell’ultima e unica figlia femmina di una numerosa famiglia tutta al maschile, si riuniscono nuovamente tre generazioni di persone legate da antichi dolori e irrisolte incomprensioni. La cerimonia diventa pretesto per rimettere sullo stesso tavolo i padri dei padri e i figli dei figli, e consumare una vicenda d’amore e d’odio, sospesa tra passato e presente, sogno e realtà. Lo svolgimento della trama anima il vero significato di una pièce che prova a scandagliare l’anima di uomini che nei lunghi anni di reclusione hanno sofferto per gli affetti lontani, per i figli distanti, per gli amori perduti, e si trovano ora a tentare una ricostruzione emotiva di un rapporto difficile fatto di rivendicazioni e ribellioni. .

Note di Regia
Questo spettacolo è dedicato a chi non c’è. Ai figli lontani e ai padri che sono morti mentre i figli erano lontano. Sulla scena ci sono tutti, le persone, i personaggi, i fantasmi. Non importa se non c’è più il muro di un carcere a separarli. Ancora una volta questi attori usano il teatro per quello che serve, per colmare una distanza, per aggredire il senso di colpa, per sostenere il peso del giudizio. Per parlare a chi forse è in platea o forse non c’è più. Ed è in questo sforzo e in questa necessità che ci raccontano della famiglia, della ferocia degli affetti, dell’amore e della violenza, della solitudine.Del tempo che passa. In un semplice,tragico, commovente passaggio dalla realtà alla finzione.

FORT APACHE CINEMA TEATRO si costituisce nel gennaio 2014 per volontà di Valentina Esposito, autrice e regista impegnata per oltre un decennio nelle attività teatrali all’interno del Carcere di Roma Rebibbia N.C. Il Progetto coinvolge attori ex detenuti e detenuti in misura alternativa (semilibertà, affidamento ai servizi sociali, affidamento in centri di prevenzione alla tossicodipendenza, detenzione domiciliare), che hanno intrapreso un percorso di professionalizzazione e inserimento nel sistema dello spettacolo. Struttura permanente di accoglienza per coloro che escono dal carcere, Fort Apache Cinema Teatro è luogo di proseguimento del percorso teatrale intrapreso all’interno dei penitenziari di provenienza, punto di riferimento nel delicato passaggio dalla reclusione alla libertà (anche in termini di ricaduta e prevenzione della recidiva), luogo di formazione e specializzazione nella arti dello spettacolo propedeutico al reinserimento sociale e lavorativo. FACT collabora con diverse produzioni cinematografiche e televisive, agenzie di cinema e casting per l’inserimento lavorativo degli ex detenuti e dei detenuti in misura alternativa nel sistema dello spettacolo. Alcuni tra gli ex detenuti attori che da anni sono impegnati stabilmente nella Factory hanno lavorato con Francesca Comencini, Claudio Caligari, Stefano Sollima, Sidney Sibilia, Daniele Luchetti, Matteo Garrone, Valerio Mastandrea, Marco Ponti, solo per citarne alcuni. Recente il conferimento a Marcello Fonte, attore stabile della Compagnia, della Palma d’Oro al Festival di Cannes 2018 come Miglior Attore Protagonista per il film “Dogman” di Matteo Garrone.

Programmazione:
31 gennaio ore 21.00

Prenotazioni:

whatsapp e mobile: +39 3208681011
whatsapp e mobile: +393333223780




Murder Ballad_Galleria Toledo – 10-11-12 gennaio 2020

 

Omicidio in rock
 

Dopo il grande successo di critica e di pubblico della stagione scorsa torna in Italia ad inizio 2020, MURDER BALLAD, il rock musical statunitense ideato e scritto da Julia Jordan, con i testi e le musiche di Juliana Nash: uno degli spettacoli più originali degli ultimi vent’anni di produzione Off-Broadway.

Un triangolo amoroso, il rock e un omicidio: questi gli ingredienti che compongono la miscela esplosiva di MURDER BALLAD, rock musical dal sapore metropolitano e underground. 90 minuti di emozioni sull’onda di brani dal sapore Newyorkese, per un viaggio nei labirinti della mente, tra eros e thanatos, destino e libertà, alla ricerca di una risoluzione, forse della verità. In scena un cast eccezionale, diretto da Ario Avecone e Fabrizio Checcacci: Arianna Bergamaschi, lo stesso Ario Avecone, Fabrizio Voghera, Myriam Somma, Martina Cenere, Valentina Naselli e Jacopo Siccardi. La direzione musicale è di Cosimo Zannelli. Il musical approda in Italia grazie al regista, autore e produttore Ario Avecone, ideatore del musical immersivo, che da 7 anni porta in scena “Amalfi 839AD” e il suo seguito “Rebellion” presso l’Arsenale della Repubblica di Amalfi, con grande successo di pubblico e critica. Murder Ballad affronterà una tournée nazionale che lo porterà nelle maggiori città italiane nei mesi di Gennaio e Febbraio 2020.

Ideato e scritto da Julia Jordan 

Musiche e testi di Juliana Nash
Adattamento teatrale: Ario Avecone
Traduzioni: Ario Avecone, Fabrizio Checcacci, Arianna Bergamaschi, 
Fabio Fantini, Myriam Somma

Regia di Ario Avecone e Fabrizio Checcacci
Direzione Musicale: Cosimo Zannelli

con 
Arianna Bergamaschi Sarah
Fabrizio Voghera Michael
Ario Avecone Tom
Myriam Somma Narratore
Martina Cenere Cover narratore/swing
Valentina Naselli Destino/Alternate Sarah
Jacopo Siccardi Libertà
Scenografie di Giuseppe Palermo
Costumi di Myriam Somma
Luci di Alessandro Caso e Ario Avecone
Aiuto Regia e Dinamica scenica: Antonio Melissa
Responsabile di produzione: Dario Matrone
Ufficio Stampa: Maria Gabriella Mansi e Silvia Arosio
Foto: Eolo Perfido, Pino Falcone

 

 
Biglietteria:
posto unico: 20 euro
link per l’acquisto online: https://bit.ly/2MNxWPH
PRENOTAZIONE CONSIGLIATA!