LES ÉTOILES – AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA DI ROMA 24-25-26 GENNAIO 2020

Ci sono interessanti novità a Les Étoiles, a cura di Daniele Cipriani, che accenderà di prodezze pirotecniche “in volo e sulle punte” (secondo il celebre motto di questo gala) il palcoscenico della Sala S. CeciliaAuditorium Parco della Musica di Roma, il 24 e 25 gennaio (ore  21) e il 26 gennaio 2020 (ore 17). Les Étoiles ospita come sempre grandi stelle (“étoile”) del balletto internazionale ma questa volta tra loro ce ne sarà una che è anche ormai una star del cinema: Oleg Ivenko divenuto celebre per aver ricoperto nientemeno che la parte del giovane Rudolf Nureyev nel recente film The White Crow.

 

Ivenko porterà a Les Étoiles  non solo una somiglianza, nel fisico e nel temperamento, con il “Tartaro Volante” (che lo ha fatto scegliere dal regista Ralph Fiennes per interpretare sullo schermo il ballerino più celebre di tutti i tempi), ma anche il profumo della lontana Terra dei Tartari, o Tartaria, essendo egli étoile presso la Compagnia di  Stato di Opera e Balletto di Kazan nella Repubblica russa del Tatarstan.

 

Altra ‘new entry’ che si aggiunge a Les Étoiles, e che viene or ora annunciata da Cipriani, è la ballerina russa Eleonora Sevenard del Teatro Bolshoi di Mosca. La Sevenard forma insieme all’étoile Denis Rodkin (la cui presenza a Les Étoiles era stata annunciata in precedenza e con cui danzerà a Roma) una delle coppie attualmente più in vista della compagnia moscovita. E la Sevenard, come Ivenko, ci riporta in ambito cinema in quanto lontana parente di Mathilde Kschessinska, la ballerina amante dello Zar Nicola II, anche questa immortalata recentemente sul grande schermo nel film Matilda di Alexey Uchitel. I fisionomisti più accaniti potranno cercare somiglianze tra la bruna Sevenard e la di lei bellissima e leggendaria prozia.

 

Si dice che con il passare delle epoche, via via che si va allargando lo stato di coscienza dell’essere umano, si allarghi anche l’universo: innegabile che, in parallelo alle esplorazioni del subconscio da parte dei padri della psicanalisi nel 20° secolo, sono avvenute scoperte di nuovi pianeti e stelle da parte degli astronomi. In questa 9a edizione di Les Étoiles (poiché alle cinque precedenti edizioni romane si devono aggiungere quelle di Venezia, Cagliari e Ravenna, ricordandosi che la 10a edizione si terrà al Comunale di Bologna il 26 e 27 settembre 2020), anche il firmamento stellato di Daniele Cipriani si espande ulteriormente: aumenta il numero delle stelle che danzeranno ed aumentano anche il numero delle serate, portate eccezionalmente a tre.

Il conto alla rovescia per questo viaggio stellare è dunque ormai in pieno svolgimento anche se le ultime étoile che si aggiungeranno allo sfavillante cast debbono ancora essere annunciate, rendendo l’attesa ancor più febbricitante. Ricordiamo che la portabandiera dell’armata danzante sarà ancora una volta la popolarissima ballerina argentina Marianela Nuñez, ormai simbolo de Les Étoiles per numero di presenze in campo, che avrà accanto il russo Vadim Muntagirov, danseur noble dei più puri (detto “Vadream” perché considerato il partner del sogno dalle ballerine del Royal Ballet di Londra, compagnia da cui sia lui che la Nuñez provengono); interpreteranno passi a due del repertorio classico (La Bayadère Bella Addormentata). Brani dal repertorio classico anche per Denis Rodkin ed Eleonora Sevenard (“Passo a due Il Cigno Nero”, da Il Lago dei Cigni e Spartacus) mentre la coppia costituita dal tedesco Friedemann Vogel e dalla spagnola Elisa Badenas, interpreterà Legend, brano di John Cranko, demiurgo dello Stuttgart Ballet (loro compagnia di provenienza), e una scelta contemporanea, Mona Lisa di Itzik Galili, brano che colpisce per il suo atletismo spinto.

 

Già da queste anticipazioni si evince che una delle caratteristiche che rende Les Étoiles così diverso da altri gala di danza è proprio la scelta del programma, che spazia dai classici di repertorio di Petipa, conditi di fouettés, grands jetés ed altri virtuosismi mozzafiato, a brani firmati da grandi nomi della coreografia del 20° secolo o da coreografi contemporanei di punta. Ad esempio, la ballerina francese Aurélie Dupont, già étoile dell’Opéra di Parigi di cui oggi è la direttrice, sceglie di interpretare la ricostruzione di Ekstasis, leggendario assolo di Martha Graham,  e un brano di Alan Lucien Øyen, coreografo norvegese attualmente molto in vista. Invece Robert Fairchild, già principal del New York City Ballet, arriva direttamente da Broadway per condurci nello scintillante mondo dei musical.

 

Les Étoiles 2020 sarà soprattutto l’omaggio di Roma ad Alicia Alonso, mito del balletto mondiale scomparsa poche settimane fa e che fu nominata la scorsa primavera la “Estrella del Siglo” (Stella del Secolo). Per celebrare la loro grande maestra arrivano i cubani Yanela Piñera (Queensland Ballet di Brisbane, Australia) e Luis Valle (Ballet Méditerannée dell’Opera di Nizza), sfoderando in un brano tratto dal Don Chisciotte e nel passo a due Acque di Primavera di Asaf Messerer (dove i ballerini passano più tempo in aria che sul palcoscenico), quello scatenato brio caraibico che contraddistingue “las estrellas” formatesi all’ombra delle palme de L’Avana sotto la guida dell’Alonso.

 

Attesi anche il coreano Young Gyu Choi del Balletto Nazionale Olandese, mentre a grande richiesta ritorna lo spagnolo Sergio Bernal del Balletto Nazionale Spagnolo, ballerino carismatico che elettrizza gli spettatori fin dall’istante in cui appare in scena. Per questi due virtuosi il programma è ancora parzialmente da annunciare anche se sappiamo che il primo interpreterà certamente l’“Assolo dell’Idolo d’Oro” (tratto da La Bayadère) e che il madrileno non mancherà di offrirci anche uno dei suoi roventi zapateado.  Ma Daniele Cipriani dice: “Attenti a quei due!” lasciandoci in suspense con la promessa di un imminente annuncio e di ulteriori novità riguardanti un celebre stilista italiano che sta creando i costumi proprio per i brani che Bernal e Choi danzeranno a Roma.  “L’alta moda fa il suo ingresso a Les Étoiles: restate in ascolto”, è l’invito che Cipriani rivolge. Come dire (per strizzare l’occhio al cinema), prossimamente su questi schermi…

 




Davide Marchi “Sei come il profumo del caffè”

“Sei come il profumo del caffè” è l’album di esordio di Davide Marchi, cantautore sanguigno appartenente alla cosiddetta area emiliana, che strizza un occhio al rock internazionale. Sette canzoni vere e proprie, inquadrabili nel genere musicale tradizionale melodico italiano, arrangiate da Roberto Padovan (già co-produttore artistico di Luca Bonaffini) che spaziano da temi come amore e amicizia, fino a toccare argomenti più intimisti con punte di esistenzialismo. Tracce eccellenti, nessuna esclusa dove, a volte, atmosfere sudamericane e trasgressioni soul s’intrecciano in brani bellissimi come “Intensamente noi” e “Se avessi due ali per volare”, regalando all’ascoltatore energia e dolcezza.

(Long Digital Playing Edizioni Srls 2019).
Note d’autore
 

Modenese, classe 1971, Davide Marchi è un grintoso songwriter che, fin da ragazzino, impugna la chitarra conoscendo – attraverso le amicizie e le radio – la musica dei cantautori italiani.

Debutta come batterista, suonando per un’orchestra di ballo liscio e musica popolare, con la quale lavora per ben due anni, riuscendo così a pagarsi gli studi universitari che gli valgono una laurea breve come operatore zootecnico presso la facoltà di veterinaria. 

Ma la sua strada è segnata: la musica, tra pop melodico e rock d’autore, diventa sempre più importante finché, prima collaborando con Marco Baroni poi con la cantante emergente Sara Ciutto (che nel 2015 pubblica un suo brano intitolato “Tutti i desideri”) pubblica il suo primo singolo in veste di solista: “Briciole”.

Il singolo piace e raggiunge 84.000 visualizzazioni su YouTube.  

Nel 2019 incontra il cantautore mantovano Luca Bonaffini che lo prende nella sua etichetta discografica e pubblica il suo primo vero album “Sei come il profumo del caffè”, arrangiato e curato artisticamente da Roberto Padovan.

L’album, composto da sette brani inediti, è un insieme di scatti rubati alla vita quotidiana, grazie a una sorta di macchina fotografica del tempo tra memoria e speranza, dove amore e amicizia, autostima e riscatto sociale, desideri e paure, fantasia e realtà, si mescolano in un gioco raffinato di melodie delicate e graffianti dentro le quali saltano e danzano testi raffinati ma pieni di energia. 

Un po’ come il profumo del caffè….

https://www.facebook.com/marchidavide18/




ROBERTO SCOPEL SORPRENDE TUTTI, TERZO ASSOLUTO A RIJEKA!

Al debutto, in gara, sulla Skoda Fabia R5 il pilota di Possagno è protagonista del weekend croato, mancando il primo alloro in carriera per una toccata nel finale.

Roberto Scopel durante la cerimonia di premiazione (immagine a cura di Mauro Valvasor)

Possagno (TV), 09 Dicembre 2019 – È un Roberto Scopel in grande forma, quello visto in azione nel recente weekend sul tracciato di Rijeka, capace di lasciare di stucco la concorrenza, alla prima apparizione ufficiale sulla Skoda Fabia R5 di Lorenzon Racing, per i colori Xmotors.

Il pilota di Possagno, affiancato da Ermanno Forato alle note, si è trovato a suo agio in condizioni meteo di non facile interpretazione, lottando a lungo per una vittoria assoluta che gli è sfuggita di mano, solo nelle fasi finali, per una toccata contro una barriera di gomme.

A conti fatti il terzo gradino del podio generale è da considerarsi un risultato soddisfacente, in grado di far pendere l’ago della bilancia, per la stagione 2019, di certo verso il segno positivo.

Due le frazioni in programma, la prima delle quali con partenza al Sabato, ed il trevigiano metteva subito in chiaro che non si trovava li per una passeggiata: sul bagnato suo il miglior tempo in apertura, precedendo la Mini Cooper di Zardo e la Lotus Exige di Ghirardo.

A conferma di un già buon affiatamento tra Scopel e la Skoda Fabia R5 il cronometro sanciva lo scratch anche sul secondo crono in programma, seguito a ruota da Ghirardo e Zardo.

Annullata la terza speciale i concorrenti si avviavano verso l’ultimo impegno di giornata ed il pilota di Possagno otteneva un buon secondo parziale che gli consentiva di chiudere la tappa al comando della generale, cinque i secondi di margine sulla vettura gemella di Donetto.

Pur essendo una gara in pista” – racconta Scopel – “abbiamo potuto sfruttare la derivazione rallystica della nostra Skoda Fabia R5 sulla prima tappa, corsa in condizioni di umido per la tanta pioggia caduta nelle giornate precedenti. Onestamente non ci aspettavamo di poter essere così competitivi ma essere riusciti a vincere due delle tre prove disputate ci ha reso molto felici. Avevamo pochissimo margine su Donetto, circa cinque secondi, e la Domenica si faceva davvero molto interessante e stimolante. Volevamo provare a vincere l’assoluta.”

L’indomani non si apriva nel migliore dei modi per Scopel, quinto tempo in prova e perdita della leadership provvisoria, ma il trevigiano non mollava e si manteneva in scia al diretto avversario.

Quando al termine dell’ultimo round del Rally In Circuit Championship mancava un solo tratto cronometrato erano soltanto 7”56 i secondi che il pilota di Possagno doveva recuperare.

Giocandosi il tutto per tutto Scopel si rendeva, purtroppo, protagonista di una toccata contro una barriera di gomme, privandosi sia della vittoria che di una meritata piazza d’onore.

Il terzo posto assoluto, secondo di classe R5, lascia un gusto tra il dolce e l’amaro in bocca.

Il secondo giorno, con l’asciutto, abbiamo pagato un pò” – aggiunge Scopel – “rispetto a chi conosceva meglio la pista. Ci abbiamo provato, sull’ultima, ma non è andata bene. Ci stavamo giocando la vittoria ma abbiamo impattato contro una pila di gomme, perdendo una ventina di secondi nella ripartenza. Pazienza, siamo comunque parecchio contenti di com’è andata. Grazie a tutti i partners, ad Ermanno per l’impegno dimostrato e ad Andrea Prevedello per il sostegno. Grazie ad Ivan Agostinetto, alla famiglia Lorenzon ed all’amico Francesco Stefan.”




FUORISYNC in POP ART REVOLUTION Dal 10 al 15 dicembre al Teatro Roma

Scritto e diretto da Maurizio Francabandiera Alessandro Campaiola, Federico Campaiola, Alessio Nissolino, Maurizio Francabandiera con la partecipazione straordinaria di Lorenza Giacometti

 Coreografie di Ambrogio Dei

 Il teatro non si può raccontare, il teatro si deve vedere”

Pop Art, il testo di Maurizio Francabandiera è la volontà di rappresentazione dell’interiorità creativa degli autori, attraverso immagini, suoni, volutamente esasperati, dissacratori, ironici, un’arte contemporanea dove l’esaltazione del talento inventivo mette in mostra una grande capacità espressiva. “Avete capito? In una sinossi uno ci può scrivere di tutto, di questi tempi poi. Abbiamo letto certe sinossi, talmente descrittive e bizzarre, poi abbiamo visto lo spettacolo ci siamo chiesti: “ma quello che ha scritto la sinossi…lo ha visto?” affermano i Fuorisync, il gruppo composto da Alessandro Campaiola, Federico Campaiola, Alessio Nissolino che darà vita allo spettacolo.

 Scrivere una sinossi per l’autore e il gruppo di attori è davvero complicato perché hanno la certezza che ciò che scriveranno sarà completamente stravolto dal primo giorno di prova. Ma una cosa è certa: Pop Art, come diceva Picasso, è l’arte che scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni. Pop Art è il grande amore di esprimersi attraverso il teatro, un bisogno di provare in una sola volta più emozioni possibili.

 Il quartetto comico è formato da 3 noti doppiatori italiani: Alessandro Campaiola -voce di Flash nella serie omonima, Kingsman, Steve in Stranger Things, Michelangelo delle tartarughe Ninja, Eren Jaeger nell’attacco dei giganti, Saitama in One punch man e molti altri -, Federico Campaiola – voce di Ready Player One, Johnatan in Stranger Things, Firestorm di Leggend of Tomorrow, Onorevole Kyoshi in Prison School, Ryder nella Paw Patrol, il premio oscar Manchester By the Sea e molti altri – e Alessio Nissolino, voce di Moccicoso in Dragon Trainer, Toby di Pretty little Liars, Dorian Gray in Penny Dreadfull, Jake di Due uomini e mezzo, Matt Mcguire in Lizzie Mcguire, Marco Polo nella serie Netflix omonima, Koku in Be the Begining e molti altri. Maurizio Francabandiera, celebre autore comico nel panorama romano, nella sua prestigiosa carriera ha collaborato, tra gli altri, con e per Antonio Giuliani, Pablo e Pedro, Massimo Lopez.

Guendy Furlan

TEATRO ROMA  Via Umbertide, 3 (P.zza Santa Maria Ausiliatrice)  00181 – Roma

Info: 06.78.50.626  

COSTO BIGLIETTO Biglietto intero: 25,00 €

Orari: dal Martedì al Sabato ore 21:00 – Domenica ore 17:30




Roma : Al Teatro Tirso de Molina arriva “Qualcosa in comune” Dal 4 al 15 Dicembre 2019

Cosa hanno in comune Nadia Rinaldi e Milena Miconi? Sono grandi amiche nella vita reale, ma soprattutto sono due mamme sensibili ad ogni problematica legata al mondo femminile. Ed ecco che insieme tornano al Teatro Tirso de Molina in uno spettacolo, “Qualcosa in comune”, dal 4 al 15 dicembre, scritto e diretto da Mauro Graiani, prodotto da Francesco Bellomo, che vedrà sul palco anche la giovanissima Sofia Graiani (figlia della Miconi).

Nadia Rinaldi e Milena Miconi

Una commedia che fa sorridere ma dal sapore un pò dolce-amaro. Anna e Aria non potrebbero essere più diverse. Super tecnologica la prima e totalmente analogica la seconda. Due donne agli antipodi in ogni ambito della loro esistenza. Poteva essere diversamente in amore? Anna è regolarmente e tradizionalmente fidanzata, Aria ha una relazione di complicità decisamente più libera. E se la prima ama condividere e punta tutto sulla fiducia e sul rispetto reciproco, la seconda preferisce non coinvolgere troppo il fidanzato nel suo quotidiano. Anna è un tipo social, Aria non ha nemmeno uno smartphone. Non avrebbero mai avuto motivo di socializzare se non avessero scoperto di avere i fidanzati nello stesso palazzo. Proprio nel giorno in cui Aria decide di fare una sorpresa al suo compagno il destino si prepara a metterla di fronte ad una tremenda verità: lo stesso uomo per due donne. Una lo vede il lunedì, mercoledì, e venerdì. L’altra il martedì, giovedì e sabato. E la domenica? Decise a fargliela pagare entrambe gli piombano in casa nel settimo giorno della settimana. Ma le sorprese non sono finite. Ad arrivare è una bella ragazzina Sarà “quella della domenica”? La ragazzina svela poi in realtà di essere la figlia dell’uomo e alla fine le tre si alleano, tra colpi di scena e gag, in un finale tutto da scoprire. Diego ha tenuto il piede in tre scarpe per tutto questo tempo? Una domanda su tutte: perché le donne, le più diverse tra loro, riescono sempre a fare quadrato nel momento del bisogno?  Una storia che prende spunto dalle vicissitudini della vita, che troppo spesso pone al centro di eventi drammatici l’universo femminile. E proprio per sottolineare la gravità dei numerosi casi le attrici hanno deciso di sostenere con il loro spettacolo una campagna di sensibilizzazione in favore di Salvamamme, l’associazione che fornisce sostegno umano e psicologico alle mamme e ai bambini meno fortunati. Il teatro, quindi, abbraccia la solidarietà con l’iniziativa solidale “Qualcosa in comune…con Salvamamme” e, grazie alla disponibilità del Direttore Artistico Achille Mellini, per tutta la durata dello spettacolo il pubblico potrà esprimere la propria generosità donando scorte di pannolini e latte in polvere (che potranno essere lasciati al botteghino). Un gesto “in comune” da condividere con il cuore.




Novara: Venerdì sera il Broletto si anima di parole e vino: con “Sorsi” libro-degustazione con Marco Scardigli e Francoli

Questo 29 novembre alle 21 all’Arengo del Broletto di Novara una presentazione spettacolo con Marco Scardigli e Roberto Sbaratto e degustazioni di Casa Francoli per riscoprire il legame tra vino e cultura a partire dalla novità Sorsi. Come farsi una cultura alcolica

Venerdì 29 novembre alle ore 21 il festival Scrittori&giovani vi dà appuntamento all’Arengo del Broletto di Novara in via Rosselli 20 per la presentazione spettacolo della novità Sorsi: come farsi una cultura alcolica (Interlinea) di Marco Scardigli e Roberto Sbaratto con degustazione finale. L’evento è patrocinato dal Comune di Novara.

Attraverso citazioni letterarie, aneddoti, racconti di grandi autori e momenti musicali si spiega quale

sia il ruolo del vino nella nostra cultura. La serata è a cura degli autori del libro Sorsi Marco Scardigli (recente finalista al premio Bancarella con Évelyne) e Roberto Sbaratto, con Luigi Ranghino al piano e Alessandro Francoli come maestro di degustazione. Un evento al confine tra la passione per il vino e quella per i libri: il volume al centro racconta le bevande alcoliche nella nostra cultura. Come se fosse una grande degustazione, fra le pagine si assaggiano vari punti di vista (letterario, religioso, poetico, storico, umoristico), modi espressivi differenti (la citazione, la canzone, l’aforisma, la poesia) e si assaporano classici come Omero e Orazio o moderni come Hemingway e Simenon, passando da Lorenzo il Magnifico ad autori minori ma comunque divertenti e un po’ brilli.

Scardigli, Sbaratto

Marco Scardigli è nato, vive e lavora a Novara. Storico militare, ha pubblicato per Mondadori la trilogia sulle battaglie nella storia d’Italia, per Rizzoli Le grandi battaglie del Risorgimento (2010), per Utet Viaggio nella terra dei morti (2014), Le armi del diavolo (2015)e Il viaggiatore di battaglie (2017). È anche appassionato di gialli e questa è la seconda avventura con protagonisti Tina, Stoffel e Marchini dopo Celestina. Il mistero del volto dipinto (Mondadori, Milano 2016). Oltre che di storia e narrativa, è anche appassionato di giochi e di cultura gastronomica.

Roberto Sbaratto è nato e vive a Vercelli. Attore, regista e musicista, inizia la carriera da professionista all’inizio degli anni ottanta. Lavora con la Banda Osiris, con l’attore scozzese Johnny Melville e allo Stabile di Torino con Ugo Gregoretti. Partecipa come attore a decine di film e di fiction, lavorando, tra gli altri, con Alberto Sordi, Alberto Negrin, Eugene Levy, Carlo Verdone e Saverio Costanzo.




Ad Abbadia San Salvatore (SI) si preparano le “fiaccole” che illuminano di fuoco il Natale

 

 

Ad Abbadia San Salvatore (Monte Amiata – Siena) si preparano le “fiaccole” che illumineranno di fuoco il Natale.

È tutto pronto per iniziare la costruzione delle grandi cataste di legna che saranno incendiate la notte della Vigilia secondo una tradizione molto vissuta e ricca di magia.

Qui l’intera comunità festeggia il 24 dicembre nelle strade del paese, rinnovando un rito ancestrale che si tramanda di generazione in generazione.

 

Un appuntamento che viene preparato già dall’autunno quando i “fiaccolai” iniziano a cercare la materia con cui costruire le “fiaccole”, tipiche cataste di legna a forma piramidale alte fino a sette metri che, costruite in ogni terziere del piccolo borgo medioevale, si levano al cielo in attesa della vigilia quando poi verranno incendiate. Una lavorazione impegnativa che coinvolge tutta la comunità impegnandola nella realizzazione di questi monumenti rurali unici. Si intrecciano tronchi sfidando la gravità grazie a tecniche segrete che qui si tramandano di generazione in generazione, per celebrare un rito del fuoco che coinvolge tutti, sposando simbolici significati pagani e religiosi.

 

Sono “figli del fuoco” infatti gli abitanti dell’Amiata, una montagna vulcanica che nelle sue viscere nascondeva lava incandescente, una terra che da sempre offre cibo e benessere per la collettività. Si estraeva cinabro da cui si ricavava mercurio nella grande miniera che oggi è diventata Museo. Una storia complessa che vede legati indissolubilmente uomo e natura, in un dialogo talvolta difficile ma sempre pieno d’amore.  E’ infatti quella montagna amata e sentita come madre, come presenza sacra che i badenghi celebrano anche attraverso la tradizione delle Fiaccole.

Dopo giorni di lavoro, arriva il tanto atteso 24 dicembre con il suo rituale consolidato. Alle ore 18, in un momento spettacolare che riunisce centinaia di persone, si dà il via alla Cerimonia di Accensione con la “Benedizione del Fuoco” che segna l’inizio della festa. La filarmonica suona canti natalizi e la fiaccola davanti al Municipio viene accesa con il fuoco sacro. Questo è il segnale convenuto: da qui i Capi Fiaccola, con le loro torce divampanti, portano il fuoco che accenderà le altre decine di Fiaccole disseminate nel centro storico e in tutto il resto della cittadina del Monte Amiata. Uno spettacolo carico di magnetismo e suggestione.

E la comunità, che durante tutto l’anno vive e attende la sua incantevole notte, celebra per un intero mese le Fiaccole con un ricco calendario di spettacoli, intrattenimenti, mercatini e moltissime altre iniziative che trasformano Abbadia in un autentico villaggio natalizio. Un Natale unico, che non si trova in nessun altro luogo al mondo.

 

Per maggiori informazioni: tel 0577770361; sito: www.cittadellefiaccole.it;

email: info@cittadellefiaccole.it;  Facebook: abbadia città delle fiaccole




Castel Sant’Elmo Alla scoperta di un’incredibile fortezza             Domenica 1 dicembre 2019  Visite guidate ore 10 – 12

Castel Sant’Elmo Alla scoperta di un’incredibile fortezza

            Domenica 1 dicembre 2019  Visite guidate ore 10 – 12

Domenica 1 dicembre in occasione dell’ingresso gratuito con la manifestazione Domenica al museo promossa dal Polo Museale della Campania si terranno a Castel S. Elmo, alle ore 10 -12, delle visite guidate speciali a cura dell’Istituto Italiano dei Castelli.

Il forte di Sant’Elmo, protagonista di episodi importanti nella storia di Napoli (l’insurrezione del 1647-1648, la conquista del Regno da parte di Carlo III di Borbone, la Repubblica del 1799), è una formidabile costruzione a pianta stellare con sei punte, dodici lati e sei angoli ottusi, realizzata negli anni quaranta del XVI secolo, per volere dell’imperatore Carlo V d’Asburgo. Progettata dall’ufficiale ed architetto spagnolo Luis Escrivá, essa inglobò la precedente fortificazione angioina (Belfortis), i cui ultimi resti andarono perduti, probabilmente, con la violenta esplosione del 13 dicembre 1587.   Il livello intermedio della fortezza è costituito da un articolato sistema di gallerie difensive (che saranno eccezionalmente visitabili), dotate di cannoniere in grado di consentire il tiro difensivo da diverse angolazioni.

L’immensa piazza d’armi superiore, al centro della quale sorgono gli edifici un tempo destinati al comando e la sala d’armi nonché la piccola chiesa di Sant’Erasmo, era dotata di artiglierie a lunga gittata per proteggere la città da se stessa oltre che dai nemici esterni. La difesa passiva era basata su enormi spessori murari in tufo, poiché la parte inferiore del complesso fortificato venne ricavata scavando l’interno della collina di San Martino. Il percorso di visita condurrà i partecipanti soprattutto alla scoperta degli aspetti tecnici-difensivi di questo eccezionale esempio di architettura fortificata, unico al mondo per forma e soluzioni adottate. Feritoie, caditoie, ponti levatoi, fossati, cavalieri, rivellini, merli e merloni, cannoni e cannoniere, petrieri, sagri, passavolanti e colubrine: i visitatori saranno introdotti all’affascinante e singolare linguaggio che caratterizza l’architettura militare in età moderna.

 

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA entro venerdì 29 novembre, fino a esaurimento posti:

castellicampania@virgilio.it – Tel. 333 6853918 (ore 9.00-18.00).

Orari d’inizio visite guidate: 10,00 – 12,00

info Castel Sant’Elmo – Via Tito Angelini, 22 – 80129 Napoli

Tel. 081.2294449 pm-cam.santelmo@beniculturali.it




LA BISBETICA DOMATA Teatro Galleria Toledo Napoli 29 novembre – 8 dicembre

 

ll Teatro coop. produzioni / Galleria Toledo
LA BISBETICA DOMATA 

da William Shakespeare

drammaturgia e regia Laura Angiulli

con Federica AielloGiovanni BattagliaMichele DanubioAntonio Marfella,

             Andrea PalladinoCaterina SpadaroAntonio Speranza

impianto scenico Rosario Squillace

luci Cesare Accetta

illuminotecnica Lucio Sabatino

direttore di scena Flavia Francioso

Al centro il travestimento e lo scambio dei ruoli.

Il meccanismo del “teatro nel teatro” è condotto dichiaratamente, così come si annuncia già in apertura d’opera, quando la bizzarria di un signore al ritorno dalla battuta di caccia spinge a prendersi gioco di un cencioso e ubriaco Sly, di punto in bianco fatto credere a se stesso ricco e potente, per il solo piacere della burla.

Il gioco proposto agli attori è lieve come la credulità e bonarietà del vecchio Battista, padre di Caterina e Bianca, che nell’evidente disponibilità ad accasare le belle figlie si lascia prendere nel meccanismo di innamorati; tutt’intorno la diabolica Caterina e Petruccio, ma appena un gradino più in basso Bianca e i suoi pretendenti – un complesso intrecciarsi di travestimenti che si fanno e si disfano in un batter d’occhio e rafforzano la trama col fare da struttura di tenuta alla vicenda dei due sposi.

La storia è nota, ma a bene intendere l’opera presenta uno sviluppo di grande intensità, tra le figure di contorno che tanto richiamano le maschere dello stesso teatro italiano e la malizia dei servi fra i quali il brillantissimo Grumio.

Assume corporeità e presenza di tutta verità la deliziosa Caterina, traboccante di vita, dapprima aggressiva e violenta nella difesa di un “essere donna” fuori dalla norma e, in seguito, capace di amare, desiderare e condurre i fatti con mutevole gamma di espressioni emotive. Essa infatti non domata, ma resa scaltra dalle necessità del caso, offrirà strategicamente al suo Petruccio, dal quale è veramente attratta, una solo apparente volontà di sottomissione suggerita dall’opportunità, e soprattutto dalle regole concordate nella convenzione amorosa ed erotica della coppia, per il miglior profitto della vita coniugale.

C’è giovinezza e modernità mentre tutt’intorno uno scenario dichiaratamente teatrale, in qualche modo stentoreo, tutto sommato di maniera, fa da sfondo, opaco perché così concepito, allo splendore dei protagonisti esposti a luce piena nella centralità dell’opera.

informazioni

orario spettacoli

29 e 30 novembre / 5 e 7 dicembre ore 20.30

1 e 8 dicembre ore 18.00

teatro/scuola

anteprima scuole 28 novembre ore 10.30

2 dicembre ore 10.30 e 15.00

3 dicembre ore 10.30 e 15.30

4 dicembre ore 10.30

biglietti

intero  € 15

over 65  €  12

studenti  € 10

*per i titolari di Carta Più e Carta Multipiù il costo del biglietto è di € 10

È possibile prenotare i biglietti telefonicamente o via mail.

Il ritiro del biglietto prenotato deve essere effettuato 30 minuti

prima dell’inizio dello spettacolo, salvo diversa comunicazione.

 

convenzionati con Supergarage
via Shelley 11 – Napoli / tel. 0815518708

 

M linea 1 / stazioni Toledo / uscita Montecalvario
indirizzo

Galleria Toledo teatro stabile d’innovazione

Via Concezione a Montecalvario, 34 – 80134 – Napoli




IL CANTAUTORE LUCA BONAFFINI IN CONCERTO  AL TEATRO RATTI DI LEGNANO

Quinto appuntamento per Luca Bonaffini, cantautore mantovano classe 1962, che – dopo Pavia, Como, Milano e Roma, sbarca a Legnano. Sarà il TEATRO RATTI (cinema teatro) a ospitare il suo  tour unplugged “IL CAVALIERE DEGLI ASINI VOLANTI”, in occasione della Giornata Mondiale della Disabilità il 3 dicembre.
Bonaffini, che ha realizzato tredici album come cantautore solista, tre romanzi e una decina di show concept (spettacoli musicali da lui scritti e diretti, tra i quali D(i)ario Gay firmato con Enrico Ruggeri), si è conquistato un posto storico nella canzone d’autore grazie alla lunga e prosperosa collaborazione con Pierangelo Bertoli, col quale ha firmato brani in ben sei album (dal 1987 al 1993).
Il concerto vedrà Bonaffini in una dimensione intima, narra-attore di storie, aneddoti e racconti di vita armato di sola voce e chitarra con un repertorio variabile da brani tratti dai suoi dischi, da canzoni scritte per altri (Bertoli, Lolli, Flavio Oreglio) a omaggi internazionali (come quello dedicato a Victor Jara e a Luigi Tenco). Un viaggio attraverso il Novecento, sfiorando le guerre mondiali, il Muro di Berlino, le Apocalissi scampate del Ventesimo Secolo, ma anche tante canzoni d’amore.
Una bellissima iniziativa, per stimolare gli spettatori a non mancare all’evento, pensata dal cantautore virgiliano è quella di REGALARE UNA COPIA DI UN SUO CD alle persone che verranno ad ascoltarlo. Inizio spettacolo, ore 21, ingresso euro 15.