Venerdì 13 dicembre, Il Carso in Corso

L’Associazione Nuovo Corso di Monfalcone propone un doppio appuntamento per venerdì 13 dicembre, al Carso in Corso. La presentazione del nuovo volume di Gianni Spizzo e un concerto di Claudio Cojaniz e Giovanni Maier.

 

Venerdì 13 dicembre l’Associazione Nuovo Corso di Monfalcone propone un doppio appuntamento nei locali de Il Carso in Corso. Alle 18 è attesa la presentazione del libro “L’uomo di servizio” di Gianni Spizzo. Alle 21 “Due”, Claudio Cojaniz e Giovanni Maier in concerto per Jazz in Progress. L’ingresso è libero.

Nion Orchestra – Foto Luca d’Agostino/Phocus Agency © 2009

Gianni Spizzo, nel presentare, alle 18, il suo “L’uomo di servizio”, dialogherà con Francesco Tomada; l’attrice Luisa Vermiglio interpreterà alcuni passi scelti del volume.
“L’uomo di servizio” è un noir che esplora il lato enigmatico e paradossale dei rapporti uomo/donna nel nostro presente, ambientato in un’affascinante Trieste di oggi e di domani, alla fine degli anni Venti di questo secolo. Un romanzo pieno di fascino, dalle tinte noir, psicologicamente molto teso e arricchito da un provocatorio sense of humour.
“L’uomo di servizio” è uscito a novembre per Gossmann ed è disponibile in libreria da poche settimane.

Gianni Maier Foto Luca A- d’Agostino/Phocus Agency © 2018

 

Alle 21 un atteso concerto, secondo appuntamento della rassegna Jazz in Progress che vede protagonista un duo d’eccezione (è il caso di dirlo). “Due” (questo il nome della formazione) è formato da Claudio Cojaniz al pianoforte e Giovanni Maier al contrabbasso.
Si tratta di due personalità diversissime e per questo complementari: due solisti sorprendenti e di altissimo livello, che insieme esploreranno (ora in mondi “paralleli” ora incontrandosi nei più bizzarri universi sonori) il mondo dell’improvvisazione.
Cojaniz, pianista friulano, è conosciuto in Italia e all’estero per la sua appassionata verve, per un inconfondibile estro creativo e per la sua dedizione alle contaminazioni musicali. Maier è tra i contrabbassisti più riconosciuti a livello internazionale per la straordinaria personalità e per la grande solidità musicale: ha suonato ovunque e con i migliori musicisti di tutto il mondo nell’ambito della musica improvvisata.

Le foto di Claudio Cojaniz e di Giovanni Maier sono di Luca A. d’Agostino.




UN THRILLER PSICOLOGICO SEGNA MARTEDÌ 10 DICEMBRE IL RITORNO DI ALESSANDRO PREZIOSI AL VERDI DI GORIZIA

Un thriller psicologico, che lascerà gli spettatori con il fiato sospeso dall’inizio alle fine. È Vincent Van Gogh – L’odore assordante del bianco, lo spettacolo che segna l’atteso ritorno di Alessandro Preziosi al Teatro Verdi di Gorizia. L’appuntamento è per martedì 10 dicembre alle 20.45, nell’ambito del cartellone di Prosa. Come può vivere un grande pittore in un luogo dove non c’è altro colore che il bianco, nella devastante neutralità di un vuoto? È il 1889 e l’unico desiderio di Vincent è uscire dalle austere mura del manicomio di Saint Paul. Stefano Massini, con la sua drammaturgia asciutta e tagliente ma ricca di spunti poetici, offre nello spettacolo di Khora.teatro in coproduzione con il Teatro Stabile d’Abruzzo considerevoli opportunità di riflessione attorno al tema della creatività artistica. Il serrato dialogo tra Van Gogh, interpretato appunto da un intenso Alessandro Preziosi, e suo fratello Theo, propone non soltanto un ampio sguardo sulla vicenda umana dell’artista, ma ne rivela anche uno stadio sommerso. Al regista Alessandro Maggi è affidato il compito di modulare le infinite e intrinseche variabili di questo toccante testo. Si legge nelle note di regia: “Van Gogh, assoggettato e fortuitamente piegato dalla sua stessa dinamica cerebrale incarnata da Alessandro Preziosi, si lascia vivere già presente al suo disturbo. È nella stanza di un manicomio che ci appare. Nella devastante neutralità di un vuoto. E dunque, è nel dato di fatto che si rivela e si indaga la sua disperazione. Il suo ragionato tentativo di sfuggire allimmutabilità del tempo, allassenza di colore alla quale è costretto, a quellirrimediabile strepito perenne di cui è vittima cosciente, allinterno come allesterno del granitico castello biancoe soprattutto al costante dubbio sullesatta collocazione e consistenza della realtà. La tangente che segue la messinscena resta dunque sospesa tra il senso del reale e il suo esatto opposto”.

La prolusione, nell’ambito degli Incontri al Verdi, sarà proposta da Tullio Svettini dell’Università della Terza età alle 18 di lunedì 9 nel ridotto Francesco Macedonio, con ingresso libero. Il Botteghino del Teatro, in Corso Italia (tel. 0481/383602), è aperto da lunedì a venerdì dalle 17 alle 19 e sabato dalle 10.30 alle 12.30. I biglietti sono in vendita anche sul circuito VivaTicket.




LA GLENN MILLER ORCHESTRA VENERDÌ 6 PORTA AL VERDI DI GORIZIA LA MAGIA DELLO SWING

Jukebox Saturday Night è il titolo di un grande classico di Glenn Miller registrato nel 1942 ed è anche il titolo del tour della strepitosa Glenn Miller Orchestra che farà tappa al Teatro Verdi di Gorizia venerdì 6 dicembre alle 20.45 nell’ambito del cartellone di Musica e balletto. L’ensemble jazz e swing più famoso al mondo fa rivivere il mito di una delle figure più carismatiche della musica della prima metà del Novecento, tragicamente scomparso con il suo aereo nel 1944 sul Canale della Manica, mentre andava a portare la sua musica ai soldati dell’esercito alleato sul fronte francese. Un vero e proprio tributo a un’epoca e ai protagonisti di quella musica che ha fatto innamorare il mondo e che tuttora entusiasma migliaia di appassionati. L’ensemble, capeggiato al pianoforte dal musicista, compositore e direttore d’orchestra Wil Salden e composto da eccellenti interpreti, ripropone alla perfezione il sound dell’epoca, eseguendo anche una lunga serie di omaggi ad altri importanti direttori d’orchestra e musicisti, sia uomini che donne, come Count Basie, Harry James e Ray Anthony. A fare il resto penseranno le armonie proprie della swing-era, che porteranno l’immaginario del pubblico a rivivere romantiche scene d’amore in perfetto stile anni ’40.  Nella scaletta del nuovo show non mancheranno, infatti, i grandi classici del genere quali “Moonlight Serenade”, “In The Mood”, “Jukebox Saturday Night”, “Blue moon”, “Everybody Loves my baby”, “What A Wonderful World” e tantissimi altri.

 

Il Botteghino del Teatro, in Corso Italia (tel. 0481/383602), è aperto da lunedì a venerdì dalle 17 alle 19 e sabato dalle 10.30 alle 12.30. I biglietti sono in vendita anche sul circuito VivaTicket




ONE MAN SHOW DI LUCA ARGENTERO DOMENICA 1 dic. : Teatro Verdi di Gorizia

Luisin Malabrocca, Walter Bonatti e Alberto Tomba, tre sportivi italiani che hanno fatto sognare, tifare, ridere e commuovere varie generazioni di italiani. La loro storia sarà raccontata da Luca Argentero in È questa la vita che sognavo da bambino, spettacolo che sarà proposto domenica 1 dicembre alle 20.45 al Teatro Verdi di Gorizia nell’ambito del cartellone di prosa della stagione artistica 2019/2020. Tre storie completamente diverse l’una dall’altra, tre personaggi accomunati da una sola caratteristica: essere diventati, ognuno a modo proprio, degli eroi. Il Botteghino del Teatro, in Corso Italia (tel. 0481/383602), è aperto da lunedì a venerdì dalle 17 alle 19 e sabato dalle 10.30 alle 12.30, sempre con chiusura nei festivi. I biglietti sono in vendita anche sul circuito VivaTicket.

In “È questa la vita che sognavo da bambino?”, per la regia di Edoardo Leo e con le musiche di Davide Cavuti, l’attore e conduttore televisivo narra sia dal punto di vista sociale che da quello umano le storie di grandi personaggi dalle vite straordinarie che hanno inciso profondamente nella società, nella storia e nella loro disciplina. Luisin Malabrocca, “l’inventore” della Maglia Nera, è il ciclista che nel primo Giro d’Italia dopo la guerra si accorse per caso che arrivare ultimo, in una Italia devastata come quella del ‘46, faceva molta simpatia alla gente: riceveva salami, formaggi e olio come regali di solidarietà. Automaticamente attirò anche l’attenzione di alcuni sponsor, fino a farlo guadagnare di più l’arrivare ultimo che tentare la vittoria. In lui le persone hanno riconosciuto l’anti-eroe che è nel cuore di ogni italiano, ma, insieme alla popolarità, sono arrivati nuovi sfidanti in una incredibile corsa a chi arriva ultimo. Walter Bonatti, l’alpinista che dopo aver superato incredibili sfide con la roccia, il clima e la montagna, arrivato a oltre ottomila metri d’altezza, quasi sulla cima di una delle montagne più difficili da scalare del mondo, il K2, ha scoperto a sue spese che la minaccia più grande per l’uomo è l’uomo stesso. Eppure la grande delusione del K2 lo ha spinto ancora più in là, a mettersi alla prova in nuove sfide in solitaria, nuove scalate impossibili, infine a viaggiare in tutto il mondo. Tutto ciò per trovare la cosa più importante della vita: se stesso. Infine Alberto Tomba, il campione olimpico che ha fermato il Festival di Sanremo con le sue vittorie: lo sciatore bolognese, con la sua leggerezza nella vita e aggressività sulla pista, è arrivato a essere conosciuto in tutto il mondo come “Tomba la bomba”. Uno dei più grandi campioni della storia dello sci che ha radunato intorno alle sue gare tutta la nazione, incarnando la rinascita italiana forse illusoria, ma sicuramente spensierata degli anni ‘80.

Carlo Liotti




TEATRO COMUNALE DI CORMONS ‘Il Pipistrello’, 30 nov.

“Il Pipistrello”, l’operetta di Johann Strauss più famosa e più rappresentata al mondo e che incarna lo spirito e l’essenza stessa dell’operetta viennese, sarà proposta dalla Compagnia Abbati, in prima regionale, sabato 30 novembre, alle 21 al Teatro Comunale di Cormons. Tempi comici perfetti, tresche sentimentali ed equivoche, musiche famosissime e danze trascinanti, generano uno spettacolo coeso e genuinamente divertente.

Il pipistrello non è solo una famosa operetta, una rutilante e festosa girandola di ritmi e di divertimento, ma un importante capitolo della storia del teatro musicale, un capolavoro assoluto che richiede impegno e grande professionalità. In scena vedremo protagonisti Davide Zaccherini, Giovanna Iacobellis, Mariska Bordoni, Eugenio Maria Degiacomi, Antonella Degasperi, Federico Bonghi, Fabrizio Macciantelli, Lorenzo Marchi, Cristina Calisi, Alessandro Zanni, Corrado Abbati accanto al corpo di ballo del Balletto di Parma. Direzione musicale di Marco Fiorini, coreografie di Francesco Frola, adattamento e regia di Corrado Abbati.

Ecco la storia: Gabriel von Eisenstein, ricco gentiluomo di campagna, è stato condannato, per diffamazione, a qualche giorno di prigione. E’ ormai pronto per recarsi in carcere quando il suo amico dottor Falke gli porta un invito per la festa che il principe Orlofsky darà la sera stessa. Eisenstein non ha dubbi : prima la festa e poi a costituirsi. Rosalinde, sua moglie, rimasta sola, riceve la visita del suo spasimante Alfred che però viene scambiato per il padrone di casa e quindi portato in carcere al suo posto. Ma questo non sarà l’unico scambio di persona, poiché la festa a casa Orlofsky sarà ricca di qui pro quo preparati ad arte dal dottor Falke, che vuole così vendicarsi di una burla fattagli da Eisenstein quando lo lasciò in strada a passare la notte solo, ubriaco e vestito da Pipistrello. Alla festa arrivano così Adele, la cameriera di Eisenstein, il direttore delle carceri, convinto di avere messo in galera Eisenstein e naturalmente Rosalinde, la moglie di Eisenstein. Egli, sotto falso nome, e Rosalinde, mascherata da contessa ungherese, si incontrano. Lui non la riconosce e comincia a corteggiarla donandole anche un bellissimo orologio. Ebbri e felici tutti bevono e cantano. All’alba Eisenstein va a costituirsi, ma in prigione il buffo carceriere lo informa che c’è già un Eisenstein in galera. Eisenstein cerca di capire e quando apprende della “visita” di Alfred a sua moglie si infuria, ma Rosalinde ha buon gioco mostrandogli l’orologio donato da lui alla presunta contessa ungherese. Le cose si complicano ma sarà “il pipistrello”, cioè il dottor Falke, a dare una spiegazione a tutto? …quale? ….non togliamo il piacere della scoperta…

Prevendita dei biglietti il lunedì e il venerdì dalle 17 alle 19 e un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

Carlo Liotti




Conchiglie e stelle”. Venerdì 22 novembre, alle 21, al Teatro Comunale di Cormons (GO) le visioni sonore di Marco Ballaben

Una serata evocativa e di alto livello musicale, quella del prossimo venerdì 22 novembre, al Teatro Comunale di Cormons (ore 21, ingresso libero), con Marco Ballaben (pianista e compositore) che – solo e in trio – propone il suo “Conchiglie e Stelle”.

Marco Ballaben

Il live vede protagonista il pianista Marco Ballaben affiancato da Giovanni Toffoloni al basso e Paolo Muscovi alla batteria. A condurre la serata è Leonardo Tognon. L’artista giuliano propone in concerto il suo recente album “Conchiglie e stelle”, registrato da Artesuono Recording Studio di Cavalicco (Udine), unitamente ad alcuni brani di nuova composizione.

“Conchiglie e stelle” è un album strumentale altamente evocativo che contiene musiche interamente composte da Ballaben per pianoforte  solo e in trio. Le sue sono fotografie in musica o – come dice lo stesso Marco – “visioni sonore concepite grazie al profondo amore per il cinema e per le musiche da film”.

Marco si presenta così: “Amo tutto quello che scuote la mia anima e mi affascina. Non sono un jazzista, non sono un pianista classico, suono quello che mi regala emozione e divertimento. Ho cominciato a cinque anni e da sempre ho suonato le canzoni pop assieme agli studi di Chopin o ai preludi di Debussy. A tredici anni sono entrato nella prima band, alle serate mi accompagnava papà Gaetano.Mi sono innamorato del progressive, ho studiato a Milano e ho fatto il turnista per artisti in voga negli anni ’80 (Passenger, Novecento, Ferradini)”.
Poi Ballaben ha lavorato con la Warner tedesca come autore e artista per i “Venice” e a Francoforte con la produzione di Axel Kloprogge (TXT, Modern Talking). Ha fatto parte della “Witz Orchestra” con cui ha partecipato a molti format televisivi. Collabora con diverse istituzioni musicali (tra cui la Scuola di Musica 55 di Trieste) ed è specializzato nel metodo Yamaha che insegna nella scuola “Emozionalmente” di San Donà di Piave.

Il concerto è organizzato da Cinquantacinque Cooperativa Sociale / Scuola di Musica 55 Trieste, in collaborazione con il Comune di Cormons e A.N.D.O.S. Comitato di Gorizia. Con il contributo di ILCAM SpA, Daniel De Noto private banker, SIRK La Subida, Mast ICC SB srl.




Una toccante testimonianza in ricordo di Pierluigi Mattioli recentemente scomparso mentre disputava una gara in moto.

Pubblichiamo volentieri questa testimonianza del nostro collaboratore Piercarlo Donda in ricordo dell’amico Pierluigi Mattioli  scomparso lo scorso 14 novembre a causa di un arresto cardiocircolatorio mentre stava affrontando la “Sei giorni” di enduro in Portogallo; Mattioli aveva 57 anni e da  diversi anni ormai correva in moto nella regolarità/enduro per moto d’epoca, dopo aver gareggiato in più di 200 rally a partire dagli anni ’80.

La cronaca locale ha dato il dovuto risalto all’accaduto ma quanto scritto da Piercarlo Donda, ex giornalista ed amico del compianto Pierluigi Mattioli delinea meglio quello che era Pierluigi sia dal punto di vista sportivo che da quello umano:

È la seconda volta che mi trovo a scrivere un articolo su di te, la prima fu nel 2011 quando scrivevo per Tuttorally+ e decisi, come conclusione di un ciclo di interviste programmate, di intervistarti. Un’intervista per me molto speciale, una raccolta di tutte le chiacchierate che avevamo fatto dal 1995, anno in cui ti conobbi e cominciai a frequentare la tua carrozzeria. Tu, tutto orgoglioso, mi aspettavi nel tuo ufficio e sulla scrivania, sopra le innumerevoli scartoffie, spiccava il tuo curriculum sportivo che aggiornavi con fierezza dopo ogni gara.

Visto che da quel maledetto 14 novembre che ti ha portato via mentre stavi facendo la cosa che più amavi si è parlato – purtroppo – molto di te, volevo farlo anch’io, però in maniera diversa: ripubblicando quell’intervista, facendo finta che tu sia ancora qui, tra di noi. Con quella tua gentilezza e disponibilità che ti contraddistingueva, con la passione che trasmettevi quando raccontavi le tue avventure motoristiche, quando per l’ennesima volta ti chiedevo di raccontarmi qualcosa di cui conoscevo già ogni particolare, o di quando ci confrontavamo e ti chiedevo consigli sulle gare che andavo ad affrontare. Si perché è solo grazie a te che mi sono appassionato a questo sport, il rally. Quando venni da te le prime volte e trovavo la tua Sierra Cosworth parcheggiata fuori, dietro la siepe, ancora con la fanaliera reduce dall’ultima gara, rimasi affascinato da questo mondo e ti feci la promessa che un giorno anch’io ce l’avrei fatta. Mi ricordo quel rally della Sedia a Manzano, quando correvi con l’Escort Wrc di Rossi, era il 1999 avevo da poco fatto la patente e venni anch’io a “fare” assistenza, oppure l’anno successivo quando venni assieme ad Andrea e Daniel e fare assistenza al Rally della Carnia. Mi ricordo anche del rally della Sedia del 2000, con la Escort gruppo N quando le sere prima della gara, mentre stavi preparando la macchina dicesti scherzando che “se non va come deve, la metto di tetto”, e cosi andò. Mi ricordo anche il giorno dopo la mia prima gara, nel 2002, quando venni a raccontarti com’era andata. E mi ricordo ancora la tua faccia quando al rally di Gorizia 2003 dove correvamo entrambi, mi trovasti li all’assistenza dopo il primo giro di prove e mi chiedesti: “cosa fai già qua?!?” e io ti risposi che avevamo rotto il cambio sulla prima prova. Potrei andare avanti per giorni raccontando i ricordi bellissimi che porto dentro di me di quella persona speciale che eri e resterai sempre. Ultima cosa, mi avevi promesso che prima o poi una gara assieme l’avremmo fatta… non è andata così, purtroppo.

Grazie Gigi, grazie per essermi stato vicino e di supporto quando venivo a confidarmi da te su qualsiasi problema avessi, per il supporto anche se a distanza nelle gare, grazie per avermi talvolta sgridato, grazie di tutto, veramente. Di cuore.

Piercarlo Donda

Di seguito l’intervista:

11 febbraio 2011 intervista per Tuttorally+

Pierluigi Mattioli

01/01/1962

imprenditore

convive con Roberta, 2 figlie Giorgia e Marta

all’attivo oltre 200 gare

esordio come pilota Rally Colli Goriziani 1984 su Ford Escort Rs2000 Mk2

1^ vittoria assoluta, Rally Valli del Torre 1988 su Opel Manta gruppo A

vincitore campionato Triveneto 1984

vittoria Coppa Italia Quarta Zona 1987 – Opel Manta Gte gruppo A con accesso alla Finale al Rally del Gargano (rit. Rottura guarnizione di testa)

navigatori : Bruno Cotic, Monica Malisan, Luciano Blasutto

ha corso con varie vetture : A112 trofeo, Ford Escort Rs 2000 Mk2, Opel Ascona gruppo A, Opel Manta Gte gruppo A, Renault 5Gt turbo gruppo N, Fiat Ritmo 75 gruppo 2, Fiat Ritmo 130 gruppo A, Ford Sierra Cosworth gr.N/A, Ford Escort Cosworth gruppo N e WRC, Toyota Celica gruppo N, Mazda 323 gruppo A, Delta Integrale gruppo N, BMW M3 E30 gruppo A, Peugeot 306 gruppo A, Mitsubishi Lancer Evo 9, Peugeot 207 S2000.

Hai cominciato a correre come navigatore nel 1980, appena compiuti i 18 anni, per poi subito dopo passare sul sedile di sinistra, come mai questa scelta?

Dopo un po’ di gare da naviga ho voluto capire a che livello sarei potuto essere come pilota, ed ho visto che poi così tanto male non ero. Da qui in avanti ho scelto di continuare come pilota. Dalla gara di esordio mi sono subito difeso bene riuscendo ad insediarmi nelle parti alte della classifica assoluta.

Dall’esordio ad oggi ha partecipato ad oltre 200 gare, quale rappresenta il tuo più bel ricordo?

Sicuramente tutte le gare che ho corso con la M3 gruppo A mi hanno lasciato un gran bel ricordo, ma ricordo con particolare piacere il Città di Modena, del 1994 dove nettamente in debito di cavalli rispetto alle vetture turbo 4×4, dopo una gara tutta d’attacco, sono riuscito a finire 3° assoluto a ridosso di una Toyota Celica del vincitore e di una Escort Cosworth gr. A del secondo classificato. Purtroppo però per una dimenticanza da parte del team nel dichiarare e farsi punzonare in fase di verifica le zavorre per l’ottenimento del peso regolamentare, che, pur essendo rimaste sempre al loro posto, venni squalificato. A Modena, però, lungo il percorso, c’era uno spettatore d’eccezione, ovvero l’ing. Forghieri, famoso progettista della Ferrari ai tempi di Lauda, e responsabile della Oral Engineering che seguiva per conto di BMW Italia il programma rally con le 318 is che mi chiamò per sondare la possibilità di gareggiare nel Campionato Italiano Rally come compagno di squadra di Alex Fiorio, invito purtroppo declinato per la mancanza del budget necessario.

In tutti questi anni di gare qual è la macchina che più ti è piaciuta?

Fino a prima di aver provato le moderne S2000 avrei risposto la M3 e30 di gruppo A, era la massima espressione delle autovetture a trazione posteriore. Ora invece rispondo la Peugeot 207 s2000 che sicuramente è la migliore nella sua categoria e tra le vetture moderne.

Cosa prevede il 2011?

Sicuramente parteciperò al Campionato Italiano di Enduro d’Epoca, e poi, budget permettendo, dovrei partecipare alla seconda edizione del Ronde dell’Isontino sempre con una Peugeot 207 S2000 cercando di arrivare alla vittoria assoluta nel rally di casa. E poi in calendario c’è anche un nuovo rally nella nostra zona, il Rally della Venezia Giulia a cui vorrei partecipare.

Alcune immagini della carriera rallystica di Pierluigi:

Con la pubblicazione di questa intervista l’amico Piercarlo Donda (ma anche la redazione di questa testata) ha voluto rendere omaggio a quella straordinaria persona che era Pierluigi Mattioli.




Teatro Pasolini Cervignano: i “Contrasti Sonori” del nuovo repertorio del Coro Polifonico di Ruda – mercoledì 20 novembre, alle 20.45

Secondo appuntamento con la musica, a cura di Euritmica, nel cartellone della nuova stagione artistica del Teatro Pasolini di Cervignano del Friuli, “La forma delle emozioni”.

Mercoledì 20 novembre, con inizio alle 20.45, il palcoscenico cervignanese ospiterà una delle eccellenze culturali del Friuli Veneza Giulia: il Coro Polifonico di Ruda.

Diretto da Fabiana Noro e da sempre coro a voci pari maschili, questo ensemble vocale vanta una straordinaria storia di 74 anni, durante i quali si è esibito in tutto il mondo con concerti e riconoscimenti di prestigio in Russia, America del Nord e del Sud, Asia e in quasi tutta Europa. Estensione della tradizione musicale friulana, il coro si distingue per la sua  progettualità contemporanea.

Al Pasolini, il polifonico di Ruda presenta il nuovo repertorio: un viaggio musicale nel complesso ed intenso universo dei sentimenti umani, tra generi e stili diversi tra loro, nel quale le voci sono strumenti che interpretano magistralmente la preghiera più intima e delicata, la denuncia quasi gridata degli orrori della guerra, la leggerezza e spensieratezza delle musiche da film, il doloroso ricordo di tragedie della nostra storia, con la solita qualità e professionalità apprezzata ovunque nel mondo.

Questi “Contrasti Sonori” vengono declinati attraverso i diversi organici che danno varietà al programma, dove i brani a cappella, dalla rigorosa essenzialità, si alternano a composizioni arricchite dalle sonorità del pianoforte solo ed ancora del trio pianoforte, violoncello e percussioni, che regalano un’intensa gamma di sfumature cromatiche.

Nasce cosi un raffinato gioco in cui voci e strumenti dialogano e si rincorrono, facendo emergere delicate e raffinate pagine musicali; un percorso che tocca le ieratiche atmosfere del massimo compositore sacro russo Chesnokov, la vena poetica delle musiche di Schubert, le stranianti alchimie di Whitacre, le provocatorie composizioni di Sollima per giungere ai spensierati e coinvolgenti temi di Piovani, Vangelis e Cohen.

Info ai siti: www.teatropasolini.it e www.euritmica.it

 

Credito fotografico: Hector Leka

euritmica – associazione culturale

Via Caterina Percoto 2 – 33100 Udine

Tel +39 0432 1720214

Ufficio Stampa e Comunicazione: Marina Tuni (+39 339 4510118 o +39 345 6968954)

PROGRAMMA:

2019

6 novembre, ore 20.45

Riccardo Sinigallia / Ciao Cuore Tour

20 novembre, ore 20.45

Coro Polifonico di Ruda / Contrasti sonori

Coro diretto da Fabiana Noro

12 dicembre, ore 18.00 (eventi fuori abbonamento ed ad ingresso libero)

Ore 17 film Romanzo di una strage di M.T. Giordana

Ore 19 docufilm 12 dicembre di P.P. Pasolini – in collaborazione con la Fondazione Pasolini di Casarsa ed introdotto dal suo direttore, Piero Colussi,

Ore 20.45 Incontro con il Magistrato Felice Casson, conduce Fabio Turchini

Ore 21.30 Concerto:

COJ & SECOND TIME

12 Dicembre Nero – Memoria di una strage (suite inedita – prima assoluta)

Claudio Cojaniz, pianoforte / Mirko Cisilino, tromba, flicorno / Alessandro Turchet, contrabbasso / Franco Feruglio, contrabbasso / Luca Grizzo, percussioni

16 dicembre, ore 20.45

Green Waves / Irish Christmas

Fulvia Pellegrini, violino / Michele Budai, percussioni, voce / Massimiliano D’Osualdo, fisarmonica, piano / Lorenzo Marcolina, hornpipes, gaita, clarinetto, thin whistle / Michele Pucci, chitarra

 

2020

9 gennaio, ore 20.45

Paolo Jannacci & Band in concerto – presentazione nuovo cd “Canterò”

Paolo Jannacci, piano, voce / Stefano Bagnoli, batteria / Marco Ricci, basso elettrico / Daniele Moretto, tromba

13 febbraio, ore 20.45

Mauro Pagani / Crêuza de mä – Il viaggio continua…

Mauro Pagani, voce, violino, bouzouki / Mario Arcari, fiati / Eros Cristiani, tastiere, fisarmonica / Joe Damiani, batteria, percussioni

 

5 marzo, ore 20.45

Claudia Grimaz – Loris Vescovo – Leo Virgili / Las feminas In/cjant

Claudia Grimaz, voce / Loris Vescovo, voce, chitarra / Leo Virgili, chitarra, fiati

26 marzo, ore 20.45

Amaro Freitas Trio / Rasif

Amaro Freitas, piano / Hugo Medeiros, batteria, percussioni / Jean Elton, contrabasso




NUOVO TEATRO COMUNALE DI GRADISCA D’ISONZO ‘Otto donne e un mistero’ martedì 26 novembre

‘Otto donne e un mistero’ sarà il prossimo attesissimo spettacolo in programma al Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo, martedì 26 novembre, alle 21. In scena Anna Galiena, Debora Caprioglio, Caterina Murino, con la partecipazione di Paola Gassman e con Antonella Piccolo, Claudia Campagnola, Giulia Fiume e Mariachiara Di Mitri: un ‘parterre des reines’ dirette da Guglielmo Ferro, che muove queste grandi attrici in questa macchina ad orologeria scritta da Robert Thomas (tradotto dalla Galiena e adattato da Micaela Milano).
È Natale, fuori nevica ed è perfetto così, i regali sono al loro posto sotto l’albero, le luci e le note festose hanno invaso le stanze e su tutto si è appeso violentemente un profumo da donna. Di quale donna, delle otto che sfarfalleggiano in casa? Forse quella che ha pugnalato Marcel, tagliato i fili del telefono, trasformando una bella dimora di campagna in una prigione di paura. E quando il fiato è sospeso, alla fine sotto quel profumo di donna si scopre un gran puzzo di morte. C’è un mistero e intorno a esso… otto donne. Adesso sì che è tutto perfetto. La struttura drammaturgica della commedia thriller di Robert Thomas è un ingranaggio perfetto per sedurre lo spettatore contemporaneo ormai abituato alla nuova generazione di criminologia psicologica. Thomas offre inoltre quel valore aggiunto dei grandi scrittori di dosare con maestria la comicità noir d’oltralpe, di fare emergere sfacciatamente la lamina sarcastica e comica della vita contro la morte. E lo fa attraverso la figura madre: la donna. Ne sceglie otto: le più diverse, perché non sono personaggi ma personificazioni distinte della stessa identità-matrice. Come una Grande Madre che si fa Natura, Madonna, Dea, Terra e Morte. Una prova d’attrice che con questa messinscena vogliamo fare emergere in chiave contemporanea, sia da un punto di vista recitativo che registico. Una compagnia di donne di talento che scuoteranno le viscere drammaturgiche del testo con i loro segreti, le loro ambizioni verminose, le perverse visioni interpersonali, la loro arcaica animalità. Nessuna complicità, nessuna affinità non battezzata come ipocrisia e invidia tra le donne, come è e come sempre sarà. Per loro solo un fine: famelica sopravvivenza.
Prevendite martedì dalle 17 alle 19 e sabato dalle 10.30 alle 12.30 e un’ora prima dello spettacolo.
E. L.



Teatro Comunale di Cormons lunedì 18 nov. Downton Abbey

Prosegue la rassegna in collaborazione con Visioni d’Insieme il lunedì sera alle 21

Lunedì 18 novembre ‘Downton Abbey’ di Michael Engler

 

 

 

Prosegue la rassegna CircuitoCinema che a.ArtistiAssociati propone in collaborazione a Visioni d’Insieme grazie al sostegno della Regione Fvg: il lunedì sera, al Teatro Comunale di Cormons, le proiezioni saranno uniche, alle 21.

Lunedì 18 novembre sarà proposto ‘Downton Abbey’ di Michael Engler con Hugh Bonneville, Laura Carmichael, Jim Cartel, Brendan Covle, Michelle Dockery, La storia. Downton Abbey, film diretto da Michael Engler, è basato sulla popolarissima serie TV britannica, ambientata all’inizio del XX Secolo nello Yorkshire. Protagonista è ancora una volta la famiglia Crawley e la servitù che lavora per essa presso la splendida tenuta Downton Abbey nella campagna inglese. Siamo nel 1927 quando un evento sconvolge la quiete del gruppo aristocratico: il conte di Grantham, Robert Crawley (Hugh Bonneville), riceve una lettera direttamente da Buckingham Palace, nella quale viene comunicato che re Giorgio V e la sua famiglia reale faranno visita alla dimora. Questo vuol dire che i veri reali soggiorneranno da coloro che hanno sempre vissuto da reali.
La notizia li getta nella confusione più totale e in breve tempo la tenuta viene popolata dal maggiordomo e da altri dipendenti del re, che si prodigano per far sì che tutto sia pronto per il grande arrivo. I Crawley si ritrovano impossibilitati ad agire, mentre Downton Abbey sembra aver subito una colonizzazione esterna da parte dell’arrogante personale reale, che umilia i domestici del palazzo. Lady Mary (Michelle Dockery) è convinta che il loro maggiordomo, Thomas Barrow (Robert James-Collier), non sia pronto ad affrontare un evento simile e chiede al signor Carson (Jim Carter), maggiordomo in pensione, di tornare temporaneamente ai suoi servigi per l’occasione. Anche Lady Violet (Maggie Smith) è preoccupata per la visita reale, che comporta l’arrivo di Lady Maud Bagshaw (Imelda Staunton), dama di compagnia della regina e cugina stretta di Robert, cosa che renderebbe il conte un perfetto erede della nobildonna.
Ma i domestici di Downton non restano a guardare mentre il caos invade la dimora e sono decisi a “contrattaccare” per riprendere quello che un tempo era loro territorio. Nei sotterranei della tenuta, Anna (Joanne Froggatt) e John Bates (Brendan Coyle) escogitano un piano per riconquistare la famiglia e ripristinare l’onore di Downton, tutti sono d’accordo tranne il signor Carson. Riuscirà la servitù a cacciare gli invasori e accogliere al meglio re Giorgio V e la sua famiglia?

La rassegna proseguirà lunedì  25 novembre con ‘Belle epoque’ di Nicolas Bedos , mentre il 2 dicembre ‘Parasite’ di Nicolas Bedos.