Doppio appuntamento a Il Carso in Corso venerdì 14 e sabato 15 dicembre per NUOVO CORSO

L’associazione culturale NUOVO CORSO propone un doppio regalo di Natale al suo pubblico: al Carso in Corso di Monfalcone, venerdì 14 dicembre il duo Massaria – Ditmas; sabato 15 dicembre l’esplosivo progetto Trigonos

Un fine settimana intenso per l’Associazione Nuovo Corso che propone due concerti di livello notevole nei locali de Il Carso in Corso: venerdì 14 dicembre alle 21 (a ingresso libero) suonano due improvvisatori d’eccezione, di livello internazionale: il chitarrista Andrea Massaria e il batterista Bruce Ditmas. Sabato 15 dicembre (sempre alle 21 e sempre a ingresso libero) è atteso un fuori programma, che non manca di stupire: Trigonos è il progetto di da Andrea Centazzo (percussioni, malletkat, sampling), Giancarlo Schiaffini (trombone) e Sergio Armaroli (vibrafono), artisti protagonisti indiscussi della scena jazz sperimentale contemporanea italiana.

Un concerto che non si può che definire fantasioso, imprevedibile, duttile, curioso, quello del duo Massaria – Ditmas. Andrea Massaria (chitarre ed effetti) e Bruce Ditmas (batteria e percussioni) sono due instancabili ricercatori ai confini tra jazz e sperimentazione sonora, personalità ben distinte che dialogano tra loro con un profondo interplay e uno spiccato senso della composizione istantanea.
Le loro improvvisazioni estemporanee sottolineano come il confine tra scrittura e improvvisazione sia spesso molto labile ed indefinito, tanto che tra musica scritta e improvvisata ne risulta un unicum sonoro, che il duo propone in maniera totalmente nuova.
Il più recente lavoro in duo di Massaria e Ditmas è il cd (prodotto da nusica.org) “The Music of Carla Bley”, che verrà anche in parte riproposto nel corso della serata: frammenti di temi della grande pianista e compositrice sono reinterpretati dal duo, con il netto prevalere della libera improvvisazione. I due artisti esplorano a fondo le potenzialità timbriche e sonore dei propri strumenti e sviluppano in una via originale gli aspetti armonici, melodici e ritmici delle composizioni stesse.

“Può risultare forse emblematico – spiega Carradori di Trigonos – ma al primo approccio con Trigonos mi è sorta alla mente una riflessione, letta qualche tempo prima, di Salvatore Sciarrino, compositore apparentemente lontano da ciò che stavo ascoltando. Sono andato a ricercarla… ”Io sono convinto che l’evoluzione della musica consista nelle trasgressioni di singoli individui, rispetto ad un vocabolario comunemente accettato… Come dire che più è trasgressivo il linguaggio, di tanto diviene personale”. (*) Devo dire che la connessione, l’interdipendenza trasgressione/evoluzione mi piacque subito. Anche se estrapolato da un contesto più ampio, un ragionamento quello di Sciarrino che rende bene l’idea su una musica in continuo movimento, in permanente negazione di estetiche consolidate, come rovesciamento di clichés noti. Il compositore non parla di nuovo, termine rischiosissimo e altamente ambiguo, ma di superamento di un vocabolario acquisito. Qui sta il nodo della questione, allora.
Sergio Armaroli, Andrea Centazzo e Giancarlo Schiaffini in Trigonos lavorano, riflettono, creano insieme sulle loro storie musicali, intellettuali e umane. Li accomuna l’improvvisazione, come procedura, spazio mentale, immersione nei suoni, in se stessi.

Andrea Forliano




NUOVO TEATRO COMUNALE DI GRADISCA D’ISONZO ‘Giovanna d’Arco’ di e con Monica Guerritore Esclusiva regionale martedì 11 dic.

Monica Guerritore vestirà i panni di ‘Giovanna d’Arco’ in esclusiva regionale al Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo, martedì 11 dicembre, alle 21. Un lavoro intenso che l’attrice-autrice riabbraccia dopo dieci anni, prodotto dalla Compagnia Umberto Orsini in collaborazione con Parmaconcerti, e che conta sulle videoproiezioni a cura di Enrico Zaccheo. Monica Guerritore, tornerà ad avere la corta zazzera bionda, il corpo scattante e muscolosissimo nell’armatura di Giovanna D’ Arco, spettacolo di cui è interprete, regista e autrice: «La sua forza» dice l’attrice «trascende la sua appartenenza al genere femminile. La sua passione è universale e travalica il tempo, la sua idea di libertà è eterna». E Giovanna rivive nella nostra epoca, compagna di ribellione e speranza di Che Guevara, del giovane cinese che a piazza Tien An Men ferma col suo corpo un carro armato, di uomini e donne ‘forti della forza’ che viene dall’istinto di libertà. Le proiezioni che accompagnano tutto lo spettacolo mostrano i volti terribili dei giudici del film di Dreyer, presenti e giudicanti contrapporsi al sogno di Martin Luther King e testimoniano come si levino alte in ogni tempo le voci contro il Potere’. La partitura musicale, di grande importanza, accosta nella massima libertà i “Carmina Burana” di Orff, all’Adagio per Archi di Barber, i Queen a Tom Waits, creando quella risonanza emotiva che permette di accompagnare Giovanna alla sua morte senza rimanerne distanti. Dimenticando l’immagine tramandata, Giovanna è viva attraverso gli Atti del Processo, visionaria e poetica nei versi di Maria Luisa Spaziani, reale nel racconto di Cardini e sarà il De Immenso, che Giordano Bruno scrive prima di essere messo a morte , a dare parole alla sua “ chiamata “. .. lei che incarna la perfetta fusione di Corpo- Mente-Anima” che lui stesso aveva preconizzato. Un parallelo tra due destini. Tra due intuizioni. “Dio è in me” si ostina a gridare Giovanna davanti ai giudici. Ed è la sua morte. Ma non la sua fine. Il cuore di Giovanna non aveva ragioni, ma forze. Forze e passioni che sole cambiano la realtà.

Prevendite martedì dalle 17 alle 19 e sabato dalle 10.30 alle 12.30.




Nuovi orari mostra Coronini Gorizia

Nuovi orari per la mostra “L’eredità russa dei conti Coronini. Opere d’arte e oggetti preziosi dall’impero degli zar”. La rassegna dedicata ai gioielli e agli arredi russi delle collezioni Coronini e il Palazzo di viale XX Settembre sono aperti venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Le visite guidate incluse nel biglietto d’ingresso sono previste sabato e domenica alle 16.30.

Con un percorso che, partendo dalle Scuderie, si dipana in tutto il Palazzo Coronini mettendo in mostra 133 oggetti, tra gioielli, documenti e arredi, con due nuovi ambienti espositivi creati appositamente per l’occasione, l’esposizione “L’eredità russa dei conti Coronini” intende svelare lo stretto legame tra la famiglia Coronini e il mondo e la cultura russi. Tutto si deve alla straordinaria consistenza dell’eredità del conte Eduard Cassini, dalla quale provengono molti arredi e opere d’arte che sono oggi conservati nel Palazzo e di cui viene finalmente svelata l’origine russa. Gentiluomo di camera e capo della cancelleria delle cerimonie di corte degli zar Alessandro III e Nicola II, Eduard Cassini morì il 15 aprile 1913 a San Pietroburgo lasciando un ingente patrimonio, già appartenuto alla defunta moglie Zoé Bibikova (1840-1906), discendente da una stirpe legata all’alta nobiltà russa. Metà dei suoi beni furono ereditati da Olga Westphalen Fürstenberg (1871-1950), madre del conte Guglielmo Coronini Cronberg.




TEATRO COMUNALE DI CORMONS ‘Bukurosh, mio nipote’ con Francesco Pannofino ed Emanuela Rossi giovedì 22 nov

Dopo lo straordinario successo de ‘I Suoceri Albanesi’ con una tournèe di 200 repliche in tutta Italia, Francesco Pannofino ed Emanuela Rossi, tornano a raccontarsi in Bukurosh, mio nipote, di Gianni Clementi per la regia di Claudio Boccaccini, in scena al Teatro Comunale di Cormons giovedì 22 novembre, alle 21. Sul palcoscenico saliranno anche Andrea Lolli, Silvia Brogi, Maurizio Pepe, Filippo Laganà, Elisabetta Clementi.

Lucio, consigliere comunale progressista; Ginevra, chef in carriera di cucina molecolare e la loro figlia 17enne Camilla; Corrado, Colonnello gay in pensione; Benedetta, titolare dell’erboristeria sotto casa; Igli, albanese, titolare di una piccola Ditta edile e Lushan, il suo giovane fratello, sono nuovamente gli “eroi” della nuova commedia di Gianni Clementi, autonoma, ma anche sequel ideale. Lucio e Ginevra sono appena tornati dall’Albania, reduci insieme a Corrado e Benedetta dal matrimonio riparatore di Camilla con Lushan, di cui è rimasta incinta durante i lavori di ristrutturazione del bagno di casa. Ai dubbi per la scelta tanto azzardata della figlia si sommano le preoccupazioni per il suo futuro, l’annuncio delle imminenti elezioni comunali per Lucio, la notizia che il ristorante molecolare di Ginevra comincia ad accusare un notevole calo di clienti e il problema della imminente convivenza in casa con i novelli sposi. L’impegno di acquistare e ristrutturare, tramite la ditta di Igli, l’appartamento sullo stesso pianerottolo, anche se economicamente importante, si prospetta come un’occasione unica per preservare la vicinanza con la figlia ma anche l’intimità familiare. Ma l’arrivo improvviso e anticipato dal viaggio di nozze di una Camilla disperata e sola, non fa che rafforzare i loro dubbi sulla fragilità della loro figliola e soprattutto di quell’unione. Anche per gli amici di famiglia Corrado e Benedetta le novità non mancano… Tutto sembra precipitare ulteriormente: purtroppo Lucio non viene eletto e da ex onorevole, per la prima volta in vita sua, scopre di non saper fare niente. Non ha un mestiere; lui che ha dedicato tutta la sua vita sempre e solo alla politica! Lucio e Ginevra  cadono in una profonda depressione, ma paradossalmente le difficoltà del momento riavvicinano molto la coppia e, come recita il famoso detto spagnolo: “un bambino arriva sempre con il pane sotto il braccio”, la nascita di Bukurosh sembra sgombrare il cielo dalle nubi. Un interno medio borghese, una famiglia che vede messa in pericolo la propria presunta stabilità ed è costretta a mettersi in gioco. Bukurosh, mio nipote vuole essere una divertita riflessione sulla nostra società, sui nostri pregiudizi, i nostri timori, le nostre contraddizioni, debolezze e piccolezze.

Prevendite lunedì e venerdì dalle 17 alle 19 e un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

C.L.




XMOTORS INIZIA LA CACCIA AL RACEDAY

La scuderia di Montebelluna punta ad essere protagonista, anche su fondo sterrato, nella rinomata serie invernale, con Laurencich, tra le R5, e Sandel, nel produzione.

 

Montebelluna (Tv), 14 Novembre 2018 – Xmotors vuole far mangiare la polvere alla concorrenza ed è pronta a dare il via alla campagna nel Challenge Raceday Rally Terra, in vista del primo atto, il prossimo weekend, con la dodicesima edizione del Rally delle Marche.

Una delle serie più amate a livello nazionale, la quale animerà gli sterrati nazionali nella fase invernale a cavallo tra il 2018 ed il 2019, vedrà il sodalizio di Montebelluna pronta a fare la voce grossa con due portacolori attesi, sin dall’appuntamento marchigiano, ad un pronto riscatto.

Numero nove, sulle fiancate della Ford Fiesta R5 griffata Xmotors, per Federico Laurencich, il quale farà coppia con l’inseparabile Emanuela Florean.

Il portacolori della scuderia Gorizia Corse tornerà al volante, della trazione integrale dell’ovale blu, dopo la tanto bella quanto breve cavalcata sulle strade di casa del Rally Nova Gorica.

Il Rally delle Marche non sarà una novità assoluta per il pilota goriziano, già autore della vittoria di classe con la Renault Clio R3, in una stagione 2014 che lo vide chiudere il Challenge Raceday Rally Terra con altre tre secondi posti.

“Siamo al via della prima nel Raceday” – racconta Laurencich – “ed è un piacere poter tornare su questi splendidi sterrati, sui quali abbiamo vinto nel 2014 con la Renault Clio R3. Quella stagione fu davvero molto positiva. Sarà la prima volta che metteremo le ruote della Ford Fiesta R5 su terra, con noi al volante. Rispetto a quattro anni fa il percorso, sarà quasi del tutto, inedito per noi. Essendo al debutto con la Fiesta su terra è innegabile che non abbiamo velleità di alta classifica. Dobbiamo fare esperienza e capire come funziona un po’ tutto. Abbiamo avuto già una prima presa di contatto con la R5 su terra, lo scorso anno al Prealpi Master Show con una Hyundai i20, ma non ci siamo trovati bene, non eravamo mai competitivi. Partiamo con l’intento di seguire tutto il campionato ma, ovviamente, decideremo sulla base dei singoli risultati se avrà senso continuare sino alla fine.”

Ad affiancarlo nel programma, sulle strade bianche, di Xmotors troveremo Fabio Sandel, alla guida di una sempreverde Mitsubishi Lancer Evo X gruppo N, in coppia con Omar Scussat.

Il pilota di Miane, in provincia di Treviso, sarà della partita alla guida della muscolosa trazione integrale nipponica, messa in campo dal team GF Racing.

Una sorta di ritorno alle origini, per portacolori della scuderia di Montebelluna, il quale ha già dimostrato, nel recente passato, di viaggiare con costanza nei piani nobili del produzione.

“Siamo al via del programma nel Raceday” – racconta Sandel – “e con piacere torniamo a correre sulla terra, fondo che amiamo particolarmente e che ci ha regalato le maggiori soddisfazioni. Abbiamo già corso abbastanza con la Subaru Impreza, sappiamo cosa ci aspetta. Saremo all’esordio, qui al Marche, e vogliamo aprire la stagione con il piede giusto. Un ringraziamento particolare a Michele Piccolotto, di GF Racing, ed alla scuderia Xmotors.”

Xmotors – Ufficio Stampa




JAZZ IN PROGRESS Venerdì 9 novembre, nuovo appuntamento della rassegna con il progetto Sebastian Piovesan

Torna la rassegna di musica improvvisata Jazz in Progress, promossa dall’Associazione Nuovo Corso, con un nuovo concerto,atteso per venerdì 9 novembre alle 21come sempre al Carso in Corso a Monfalcone (ingresso libero). Protagonista della serata è il progetto Sebastian Piovesan “Travelling Notes”, il racconto in musica di un viaggio tra Estonia, Francia e Belgio che il giovane artista ha compiuto in occasione dei suoi studi e che vuole rivivere e restituire con le proprie composizioni.
Ad accompagnare Piovesan (oltre che autore delle musiche, anche arrangiatore e bassista) sono altri quattro giovani e talentuosi strumentisti, uniti in quintetto: Francesco De Luisa al pianoforte; Giorgio Giacobbi al sax; Francesco Ivone alla tromba e Camilla Collet alla batteria.

Il progetto Sebastian Piovesan “Travelling Notes” nasce dall’esperienza di viaggio dell’artista attraverso le terre di Estonia, Belgio e Francia. Le emozioni, i colori e i sapori di questo viaggio diventano così suoni, melodie e armonie che Piovesan annota durante il tragitto, come fossero un diario di bordo fatto di note.

Al centro della serata di Jazz in Progress è il recente album pubblicato da Dodicilune, che passo dopo passo rievoca le diverse esperienze vissute e messe in musica dal giovane compositore. Dall’iniziale spaesamento dell’approdo in terra straniera (“DisorientedBreeze”), al ricordo di casa (“Evenings”); dalle emozioni del vivere quotidiano (“Aeonian”), a un incontro inaspettato (“Whillip”); dal fascino per qualcosa di ignoto e misterioso (“Around a Round Trip”), alla riscoperta del proprio istinto (“Funky Feeling”), per concludere con la consapevolezza di quanto vissuto e la malinconia per il ritorno (“Näemejälle”).

Sebastian Piovesan
Da giovanissimo intraprende lo studio del pianoforte e, successivamente, del basso elettrico.
Nel 2008 si iscrive al Conservatorio Tartini di Trieste, dove consegue i diplomi di Triennio Superiore Sperimentale di I livello Jazz nel 2012, e di Biennio Specialistico Sperimentale di II livello Jazz nel 2015. Vincitore di due borse di studio, si trasferisce a Tallinn (Estonia), dove prosegue gli studi pressol’Estonian Academy of Music and Theatre, e, successivamente, a Leuven (Belgio), dove hamodo di insegnare, collaborare ed esibirsi per il Dipartimento di Jazz della LUCA School of Arts di Bruxelles – Campus Lemmens Leuven per l’anno accademico 2015-2016.Dal 2012 è bassista, compositore e arrangiatore della “Big Tartini Band” diretta da Klaus Gesing. Nel 2018 esce il suo primo disco da leader “Travelling Notes” per l’etichetta Dodicilune

E.L.




Teatro Verdi Gorizia] – Venerdì “Paquita” apre il cartellone di Musica e Balletto. Venerdi 9 nov.

[Teatro Verdi Gorizia] – Venerdì “Paquita” apre il cartellone di Musica e Balletto. Alle 18 la prolusione a cura della Tersicore

AREA12 Comunicazione
a Area12
5 ore fa

Dettagli
Comunicato stampa con preghiera di pubblicazione/diffusione
 

Spettabile redazione,

Sarà il Teatro accademico statale dell’opera e del balletto Mikhail Glinka di Chelyabinsk ad aprire il cartellone di Musica e Balletto della stagione artistica 2018/2019 del Teatro Verdi di Gorizia. Nel balletto in due atti Paquitavenerdì 9 novembre alle 20.45, sarà raccontato l’amore di una zingara per un ufficiale francese in Spagna durante l’occupazione napoleonica. Presentata a Parigi nel 1846 e un anno dopo nei Teatri Imperiali Russi, Paquita rappresenta l’esordio del coreografo marsigliese Marius Petipa al Teatro Grande di Pietroburgo. Nel tempo si sono aggiunte sempre nuove danze, in stile gitano e spagnolo, che Petipa ha assemblato esaltando il ruolo delle soliste come dell’intero corpo di ballo. A Paquita sarà dedicato il primo appuntamento del ciclo di prolusioni “Incontriamoci al Verdi”: l’incontro, curato dalla scuola di danza Tersicore, sarà ospitato al Ridotto “Francesco Macedonio” venerdì 9 novembre, alle 18. Il Botteghino del Teatro, in Corso Italia (tel. 0481/383602), è aperto da lunedì a venerdì dalle 17 alle 19 e sabato dalle 10.30 alle 12.30. I biglietti sono in vendita anche nel circuito Vivaticket.




TEATRO COMUNALE DI CORMONS ‘Perché non canti più’ concerto spettacolo per Gabriella Ferri con SYRIA 10 nov.

Sarà un’occasione unica il concerto – spettacolo per Gabriella Ferri ‘Perché non canti più…’, con protagonista Syria, in esclusiva regionale al Teatro Comunale di Cormons, sabato 10 novembre, alle 21. Da un’idea di Pino Strabioli e Cecilia Syria Cipressi, con la supervisione di Seva, figlio di Gabriella Ferri e la direzione musicale di Davide Ferrario e Massimo Germini, questa produzione, firmata da Mauro Diazzi, ci farà calare nella poetica e romanissima atmosfera di una delle più grandi interpreti della canzone italiana.

«Da una valigia rossa – spiega Pino Strabioli – è nato un libro-album dove ho raccolto scritti,disegni, appunti, scarabocchi, lettere e pensieri di Gabriella. Quella valigia mi è stata data da suo marito e da suo figlio. In quella valigia ho rovistato per intere notti e interi giorni, accatastati, sparsi, mischiati c’erano e ci sono ancora fogli di carta colorati e in bianco e nero. Ho incontrato Syria in un ristorante di Trastevere e mi ha dichiarato la sua passione per Gabriella. Abbiamo pensato di provare ad aprirla insieme quella valigia per farla diventare suono e voce. Stiamo sparpagliando le note e le canzoni che Gabriella amava di più e le stiamo mischiando ai suoi pensieri. Sarà un cantare recitando o un recitar cantando. Un concerto, un racconto. In molti me l’hanno chiesta in prestito quella valigia rossa,l’ho sempre tenuta stretta. Syria ha nella voce e nel cuore quei pezzetti di Roma che sapranno dove portarla, dove aprirla, dove lasciarla cantare e raccontare. Buon viaggio».

La prevendita sarà aperta al teatro Comunale id Cormons venerdì dalle 17 alle 19  e un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.




[Teatro Verdi Gorizia] – Sabato l’inaugurazione della stagione con Basabanchi Rèpete con Alessandro Fullin e Ariella Reggio

A volte ritornano: è il caso delle irresistibili e scanzonate suore della Beata Pinza, a cui è affidato il compito di inaugurare con il loro Basabanchi Rèpete la stagione artistica 2018/2019 del Teatro Verdi di Gorizia. L’appuntamento è per sabato 3 novembre alle 20.45. Una produzione Contrada, in dialetto triestino, sequel della storia che già l’anno scorso ha divertito il pubblico di Gorizia, riscuotendo un enorme successo. Lo spettacolo porta la firma del comico triestino Alessandro Fullin, autore, regista e protagonista dello spettacolo, affiancato da Ariella Reggio e dagli attori della compagnia stabile della Contrada: Rosanna Bubola, Franko Korošec, Francesco Godina, Valentino Pagliei, Sara Zanni e Leonardo Zannier. Il poliedrico Fullin è tornato alle sue origini triestine dopo lunghi anni di lontananza, che gli hanno permesso però di osservare con occhio più lucido e divertito l’anima vera di Trieste. Un racconto scanzonato e surreale, popolato da personaggi che richiamano atteggiamenti e sentimenti in cui tutti possono riconoscersi, portandoli però al paradosso e oltrepassando volutamente la commedia per sconfinare nel varietà. La vicenda è ambientata nel 1969, anni lontani dai nazisti e dalla guerra che avevano afflitto le suore nella prima parte, ma i problem non mancano: la Madre Superiora ha deciso di affrescare tutte le sale del convento affidando l’incarico al noto pittore Duccio da Sgonico, così le suore si sono indebitate. Provvidenziale l’arrivo di una troupe cinematografica che vuol girare un film nel convent, la cui presenza darà luogo a una serie di equivoci ed episodi improbabili. Tra i nuovi personaggi che accompagneranno Suor Camoma, Suor Palacinka e la Madre Superiora, ci saranno Tullio Teciapa, Suor Bonfa, Borut Rasnici e Goran Cevapcici.




TEATRO COMUNALE DI CORMONS ‘Ho perso il filo’ il 30 ott. Con Angela Finocchiaro

Il Teatro Comunale di Cormons aprirà la stagione artistica martedì 30 ottobre, alle 21, con una grande protagonista, Angela Finocchiaro, che in PRIMA REGIONALE, porterà in scena ‘Ho perso il filo’ un soggetto della stessa attrice-autrice, di Walter Fontana e Cristina Pezzoli, anche regista della pièce. Accanto alla poliedrica comica milanese ci saranno le Creature del Labirinto, ovvero i danzatori Giacomo Buffoni, Fabio Labianca, Alessandro La Rosa, Antonio Lollo, Filippo Pieroni, Alessio Spirito.

Lo spettacolo proseguirà la tournèe in Regione toccando diverse piazze: l’8 novembre ad Artegna, il 22 novembre a Cordenons e il 15 febbraio 2019 ad Azzano X.

Una commedia, una danza, un gioco, una festa, questo è HO PERSO IL FILO, prodotto da Agidi.

In scena un’Angela Finocchiaro inedita, che si mette alla prova in modo sorprendente con linguaggi espressivi mai affrontati prima, per raccontarci con la sua stralunata comicità e ironia un’avventura straordinaria, emozionante e divertente al tempo stesso: quella di un’eroina pasticciona e anticonvenzionale che parte per un viaggio, si perde, tentenna ma poi combatte fino all’ultimo il suo spaventoso Minotauro.

Angela si presenta in scena come un’attrice stufa dei soliti ruoli: oggi sarà Teseo, il mitico eroe che si infila nei meandri del Labirinto per combattere il terribile Minotauro. Affida agli spettatori un gomitolo enorme da cui dipende la sua vita e parte. Una volta entrata nel Labirinto, però, niente va come previsto. Viene assalita da strane Creature, un misto tra acrobati, danzatori e spiriti dispettosi, che la circondano, la disarmano, la frullano come fosse un frappè, e soprattutto tagliano il filo che le assicurava la via del ritorno. Disorientata, isolata, impaurita, Angela scopre di essere finita in un luogo magico ed eccentrico, un Labirinto, che si esprime con scritte e disegni: ora che ha perso il filo, il Labirinto le lancia un gioco, allegro e crudele per farglielo ritrovare.

Passo dopo passo, una tappa dopo l’altra, superando trabocchetti e prove di coraggio, con il pericolo incombente di un Minotauro affamato di carne umana, Angela viene costretta a svelare ansie, paure, ipocrisie che sono sue come del mondo di oggi e a riscoprire il senso di parole come coraggio e altruismo. Alla sua maniera naturalmente, come quando – di fronte ai ragazzi ateniesi che la implorano di salvarli dal Mostro che li sta già sgranocchiando – promette firme e impegno sui social; o come quando è sottoposta a una sfida paradossale dal vero Teseo, sceso di corsa dalle vette del mito, indignato perché la sua interprete difetta delle necessarie qualità eroiche; o quando deve fare del bene a una mendicante rom e decide di darle non una semplice elemosina ma di regalarle un’intera spesa: se la porta dietro al supermercato ma, siccome la mendicante la irrita ignorando i prodotti bio per fiondarsi invece su merendine industriali e insaccati carichi di conservanti, finisce per farla arrestare.

Lo spettacolo vive del rapporto tra le parole comiche di un personaggio contemporaneo e la fisicità acrobatica, primitiva, arcaica delle Creature del Labirinto che agiscono, danzano, lottano con Angela provocandola come una gang di ragazzi di strada imprevedibili, spietati e seducenti.

Il Labirinto è un simbolo antico di nascita – morte – rinascita. Anche Angela, dopo aver toccato il fondo, riuscirà a ritrovare il filo e con esso la forza per affrontare il Minotauro in un finale inatteso che si trasforma in una festa collettiva coinvolgente e liberatoria.

Si ride, ci si emoziona, si gode uno spettacolo che si avvale di più linguaggi espressivi grazie agli straordinari danzatori guidati dall’inventiva di Hervé Koubi, uno dei più talentuosi e affermati coreografi sulla scena internazionale e naturalmente alla capacità comica di Angela Finocchiaro di raccontare un personaggio che è molto personale e allo stesso tempo vicino al cuore di molti.

E.L.