FOLLADOR PROSECCO E FONDAZIONE VIALLI E MAURO ANCORA PIÙ UNITI NEL SOSTENERE LA RICERCA CONTRO SLA E CANCRO

L’azienda di Valdobbiadene rinnova per il 7° anno consecutivo il sostegno alla ONLUS fondata da Gianluca Vialli e Massimo Mauro. Saranno i pluripremiati Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. Extra Dry e Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. Brut, in una veste grafica di eccezionale raffinatezza, a mantenere viva l’attenzione sul tema, nonostante l’emergenza sanitaria, diffondendo un messaggio di solidarietà.

Sarà un Natale inevitabilmente diverso nelle abitudini, quello di quest’anno. Ma lo spirito di collaborazione che da oltre 7 anni lega a doppio filo Follador Prosecco e Fondazione Vialli e Mauro prosegue a vele spiegate, per dare sostegno ad approcci terapeutici utili ad alcune patologie, ora più affaticate dall’emergenza sanitaria.

Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. Extra Dry e Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. Brut, riconosciuti recentemente ai maggiori concorsi internazionali e ora impreziositi dall’elegante astuccio disegnato per l’occasione dall’artista inglese Gary Redford, accenderanno l’attenzione sull’importanza della ricerca contro il Cancro e la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). Parte del ricavato dalla vendita dei vini sarà infatti devoluto alla ONLUS fondata dagli sportivi Gianluca Vialli e Massimo Mauro, impegnati nella raccolta fondi.

Riteniamo molto importante sostenere le iniziative che supportano il progresso della Ricerca in campo medico, a maggior ragione in un momento particolare come quello che stiamo attraversando – sottolinea con profonda convinzione Cristina Follador, Sales & Marketing Director dell’Azienda – da molti anni offriamo il nostro contributo alla O.N.L.U.S. di Vialli e Mauro: sono certa che si tratti di valori condivisi da tutti i nostri amici ed estimatori, ai quali auguriamo di trascorrere serenamente le imminenti feste nel nome della solidarietà”. 

Da sinistra Mariacristina Emanuela Michele e Francesca Follador

La raffinata confezione a cilindro illustrato, che si avvicina al gusto e all’esclusività del Travel Retail, raffigura in primo piano il prestigioso treno Venice Simplon – Orient – Express, con una panoramica sui vigneti della Famiglia Follador: un tocco glamour per accompagnare le punte di diamante della produzione D.O.C.G. nel loro lungo percorso internazionale, con la solidarietà nel cuore.

In un periodo incerto e complicato per tutti, anche per chi come noi si occupa di filantropia, crediamo che l’emergenza sanitaria non debba far abbassare la guardia su altre ‘partite’ che ancora vanno giocate con tutte le forze possibili. – ribadiscono Gianluca Vialli e Massimo Mauro – Insieme a Follador da anni facciamo gioco di squadra per non mollare mai e per questo motivo chiediamo a tutti di unirsi a noi per continuare a sostenere la Ricerca. Brindiamo insieme ad un 2021 migliore. Grazie.”

Follador Prosecco fonda le radici in un passato di cultura vitivinicola lunga oltre 250 anni, in un luogo in cui l’interazione virtuosa fra uomo e natura ha dato vita ad un paesaggio costellato di bellezze e riconosciuto Patrimonio dell’Umanità. L’azienda è intimamente legata ai valori della famiglia Follador che, con grande rispetto per la tradizione, amore profondo per il territorio di Valdobbiadene ed estrema attenzione nella selezione delle uve, ha tramandato il prezioso patrimonio di conoscenze e qualità per 9 generazioni.

www.fondazionevialliemauro.org

www.folladorprosecco.com




Favole, Delitti e Babbo Natale arrivano ON LINE!

DEBUTTANO LE SEGUITISSIME

FAVOLE A MERENDA ON LINE

Si parte subito con BABBO NATALE!!

 

DOMENICA 13 DICEMBRE ore 16:00

 

La Nuova Favola a merenda ON LINE di Anà-Thema Teatro.
30 minuti di spettacolo interattivo per grandi e piccini…dopo la prenotazione e il pagamento riceverai una mail con l’elenco degli oggetti che dovrai avere con te durante lo spettacolo per costruire, creare e giocare insieme ai personaggi della favola…E dopo lo spettacolo riceverai i disegni da colorare come ricordo!

La prima favola ON LINE sarà “LA MAGIA DEL NATALE”  con Babbo Natale e i suoi elfi

prenota via mail la visione della Favola, dopo il bonifico di pagamento riceverai il link dello spettacolo al quale dovrai collegarti e la mail con tutta la preparazione alla favola!

Per accedere al link è necessario avere un indirizzo GMAIL

Costo dello spettacolo OnLine € 10 a famiglia

info e prenotazioni INFO@ANATHEMATEATRO.COM  tel.3453146797

Testo alternativo
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IDEA REGALO! A Natale regala il libro AD UN METRO DI DISTANZA

Una raccolta di storie, favole, lettere e racconti scritti dagli attori e dagli amici della compagnia

Anà-Thema Teatro… Una raccolta di pensieri che raccontano in maniera insolita e poetica il momento che stiamo attraversando!

Il ricavato delle vendite viene utilizzato per la sopravvivenza del Teatro!

info e prenotazioni libro: tel. 3453146797   info@anathemateatro.com

I RISTORANTI SONO CHIUSI E GLI SPETTACOLI SOSPESI 

ma il Commissario Matranga prosegue le sue indagini  e le porta direttamente a casa vostra!

E’ previsto per gennaio 2021 il debutto delle Cene con Delitto On Line!!
Lo spettacolo interattivo arriverà direttamente a casa vostra…

organizzate le squadre e tenetevi pronti a riprendere le indagini!

Testo alternativo
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TUTTI LO VOGLIONO MA BABBO NATALE ANCHE QUEST’ANNO HA SCELTO ANA’THEMA TEATRO!

In esclusiva per tutti gli amici di Anà-Thema, la sera del 23 dicembre, alle ore 20, nonostante i suoi tanti impegni, Babbo Natale in persona con i suoi Elfi si collegherà in diretta dal Polo Nord per augurare a tutti voi Buon Natale…grandi e piccini non prendete impegni, potrete scrivergli in diretta e magari chiedere un regalo dell’ultimo momento!

– in diretta sulla pagina Facebook di Anà-Thema Teatro – diffondete la notizia!  

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Anà-ThemaTeatro – Viale Ledra 70/A, 33100 Udine – Teatro della Corte Via XXII Novembre Osoppo

www.anathemateatro.com  info@anathemateatro.com   tel. 04321740499 / 3453146797




Euritmica lancia JAZZ UPGRADE

In questi giorni si sarebbe dovuto svolgere, al Palamostre di Udine, l’evento conclusivo dell’anno del trentennale di Udin&Jazz, ovvero la prima edizione di Udin&Jazz Winter, quattro serate con la partecipazione di grandi nomi del jazz nazionale e internazionale che Euritmica intende riprogrammare nei primi mesi del 2021 e che in futuro diventerà un appuntamento stabile invernale con il grande jazz a Udine.

La sospensione dell’attività dal vivo ha però reso necessario l’avvio di un nuovo progetto on line: “JAZZ UPGRADE”, un approccio coinvolgente e originale alla contemporaneità in questo genere musicale!

A partire da lunedì 7 dicembre alle 21.30sulla pagina Facebook di Euritmica, sarà disponibile il primo degli incontri curati dal critico musicale Flavio Massarutto che saranno visibili anche sul canale YouTube euritmicavideo e sul sito www.euritmica.it.

Massarutto introduce così la serie di incontri on-line: “Il jazz è una musica in continua evoluzione. Rinnovarsi incessantemente è la sua storia, la sua tradizione e il suo futuro. Nuovi linguaggi, nuovi approcci e nuovi temi che vivono il presente, le sue contraddizioni e le sue opportunità. Con questi appuntamenti vi propongo alcune musiche e musicisti che stanno plasmando il jazz di oggi, organizzate per aree tematiche su argomenti di stretta, e in qualche caso dolorosa, attualità”.

S’inizia dunque il 7 dicembre con l’Afrofuturismo: il critico pordenonese ci guiderà in un viaggio attraverso le origini di questo movimento culturale, nato negli anni ’70, iniziando da quello che ne è considerato il pioniere, il pianista e compositore Sun Ra, un autentico e rivoluzionario innovatore che con la sua Arkestra proiettava l’estetica della musica afro-americana in una dimensione futuribile; proseguendo poi con le sue declinazioni più contemporanee, con artisti di rilievo come la flautista statunitense Nicole MitchellThe Comet is Coming, progetto del sassofonista inglese Shabaka Hutchings, che ha riscrittto la storia coeva del jazz britannico fondendolo con afrobeat ed elettronica in un nuovo stile mash-up improvvisato e interstellare  e Hieroglyphic Being, star della scena underground di Chicago.

Il 14 dicembre la storia del jazz si legherà alla storia dell’immigrazione, che ha coinvolto l’Africa e l’America con l’immensa tragedia della tratta degli schiavi, che ha riguardato anche l’Asia e l’Europa e che continua ad essere un argomento di stretta attualità. Tra i tanti musicisti  Massarutto sceglie il batterista messicano Antonio Sanchez (Pat Metheny Group), il pianista e attivista cinese Jon Jang, nato in America, co-fondatore della Asian Improv Records, Fred Ho, sassofonista-guerriero che rappresentò una sintesi creativa tra jazz, fumetto, arti marziali e studi marxistici e Luis Moholo, batterista sud-africano emigrato in Inghilterra per l’apartheid e unico sopravvissuto del leggendario gruppo dei Blue Notes.

Il 21 dicembre si parlerà di Razzismo e delle decise prese di posizione di alcuni jazzisti in questo mondo sempre più razzista… Massarutto esaminerà la produzione della Jacob Fred Jazz Odyssey, del trombettista Wadada Leo Smith, la cui musica è strettamente legata alle tematiche socio-politiche del Civil Rights Movement, di Damon Locks, sound e visual artist, con il suo collettivo di quindici musicisti, cantanti e ballerini, il Black Monument Ensemble e gli Harriet Tubman, trio fusion-jazz-soul che prende il nome dell’eroina afroamericana che combattè per l’abolizione della schiavitù.

 

L’ultimo appuntamento della prima serie di Jazz UpGrade, il 28 dicembre, ci trasporta a Chicago, dopo New Orleans la seconda capitale del Jazz americano, tanto importante da imporre uno stile e un lascito prezioso per migliaia di musicisti. Il critico ci farà conoscere alcuni musicisti della scena contemporanea quali il batterista Mike Reed con il suo gruppo People, Places & ThingsRob Mazurek & São Paulo UndergroundMakaya McCraven, talentoso batterista e compositore che ha “reimmaginato” l’ultimo lavoro di Gil Scott-Heron e Jaimie Branch, la trombettista americana leader della musica jazz contaminata.

Flavio Massarutto (Pordenone 1964) scrive di jazz dal 2000 per quotidiani e riviste specializzate (Il Gazzettino, JazzIt, Il Giornale della Musica); attualmente è critico musicale per il quotidiano Il Manifesto ed il suo supplemento culturale Alias.

Ha scritto racconti, storie a fumetti e pubblicato diversi volumi di saggistica tra i quali Assoli di china (Stampa Alternativa), sul rapporto tra jazz e fumetti, finalista al Premio Napoli per la lingua e la cultura italiana 2012. Il suo ultimo libro è Il Jazz dentro. Storia e cultura nel fumetto a ritmo di jazz (Stampa Alternativa, 2020).




“Fin Cumò”, il primo album solista di Dj Tubet

Venerdì 4 dicembre uscirà su tutte piattaforme digitali, e poi in versione cd, il primo album solista di Dj Tubet, il rapper e improvvisatore friulano.

Pubblicato dall’etichetta “Centedischi“,“Fin Cumò” – questo il titolo – è una raccolta dei migliori singoli usciti tra il 2011 e 2020 in un percorso vario tra, lingue, culture, e tradizioni apportate dallecollaborazioni recenti con altri artisti europei ed extraeuropei.

“Fin Cumò”in friulano significa fino ad adesso ed è dunque un compendio scelto dall’artista in cui la lingua friulana e italiana non sono più periferia dell’estremo nord est italiano ma sono il centro del mondo in un crocevia di popoli lingue e sonorità talvolta tradizionali.

La ritmica dell’album è molto varia spaziando attraverso differenti produzioni create registrate e mixate da Dj Tubet stesso. Per gli appassionati dei ritmi in levare possiamo trovare sonorità roots nyabinghi , digital reggae o dancehall 90s.Le altre maggiori influenze sono rap, jungle, trap e naturalmente qualche accenno a musiche tradizionali friulane, afro, persiane ecc.

Oltre alla lingua friulana e italiana le lingue coinvolte dalle collaborazioni sono: tedesco. sloveno, inglese, inglese americano, francese, persiano, amarico, slovacco, calabrese, mandinka, fulah e patois giamaicano. Anche la presenza femminile è rappresentata in ottima percentuale sia nelle parti melodico/vocali che nel rap. Le tematiche dell’album vanno dal recupero delle villotte, a discorsi sul nostro Friuli: passando per il racconto delle esperienze di frontiera, all’elogio della vita paesana fino al rapporto dialettico tra nord e sud Italia.L’intero Friuli appare, non come un isola a sè ma come un nodo focale in cui si snodano temi più ampi come : ricchezza e povertà,sofferenza europea e africana, valori tramandabili alle prossime generazioni, estasi mistiche, spiritualità, unità del genere umano, ma anche discorsi più leggeri come il potere liberatorio della musica, o i balli sensuali giamaicani. Una sorta di esperienza contro la Glottofobia (ogni atto discriminatorio fondato sul modo in cui una persona parla una lingua).

In copertina Dj Tubet disegna una F con le mani: è una sorta di traduzione friulana dei “gang signs” americani, dove gli artisti mostrano con la fierezza dei loro gesti la propria zona di affiliazione o appartenenza ad una gang. La grafica del disco è stata curata da “Friûlpoint“ il brand di abbigliamento di t-shirt in friulano. Influenzata dalle sonorità dell’album è colorata, in pieno stile anni novanta.

Il progetto è interamente e coscientemente “Made in Friûl”, dunque, anche con i crediti del disco in lingua madre, e con le foto all’interno di Dj Tubet in abbigliamento “glocal”, con scarpe della friulana “Re-Born Shoes” che produce calzature con materiali di riciclo.

I cantanti che hanno collaborato, in ordine di scaletta, sono:

Navid Freedom rapper persiano che attualmente è ricercatore medico negli Stati Uniti

Chat-E The Lion artista afro-mandinka proveniente dal Gambia

Larson rapper e produttore francese cantante del gruppo rock “The Eleven”

E.l.f.o. Rapper calabrese, con esperienza ventennale, ex voce dei Poeti Onirici

Laurence cantante afro italiana voce del gruppo funk “Pavos Rojos”

Sah Bless rapper in lingua Fulah originario dal Gambia

Slimmo Eadafyah artista dancehall giamaicano proveniente dal collettivo “Talent Squad”

Jamal Corrie cantante e musicista americano che recentemente ha partecipato al talent “The Voice”

u.s.a

.Psaicopat rapper e ottimo freestyler italo-austriaco

Eve E rapper e modella afro italiana attualmente vive in Francia

Lara secondo contralto e mediatrice culturale italo-slovena

Zewdi cantante soul italo-etiope

Mikeylous artista dancehall giamaicano che già nei primi anni ’80 raggiunge la prima posizione nelle classifiche di vendita giamaicane con il singolo Bad Mine

A Kill Dem” featuring Peter MetroVeronique cantante italo-mauriziana voce della nota cover band “Rashtag”

Sanny Mc rapper italo-slovacca che recentemente ha partecipato al talk show “La Pupa e Il Secchionee Viceversa”

Sarà possibile ascoltare il disco in rete da Venerdì 4 dicembre.

Su Spotify cercando la pagina Dj Tubet

Per i testi e traduzioni e curiosità rimandiamo al sito web:www.djtubet.com

Per il resto dei social /djtubet

Dj Tubet è conosciuto per aver portato il freestyle e la lingua friulana nelle scuole, nei concerti jazz, negli ambienti reggae e in grossi festival come il Rototom Sunsplash, il Sziget senza dimenticare un contatto con la sua gente in esibizioni allo “Stadio Friuli” prima di una partita del Udinese, al Città Fiera o nelle manifestazioni eno-gastronomiche friulane come Sapori Pro Loco eFriuli Doc.

Dopo aver vinto molte gare di freestyle, è stato uno dei 16 finalisti della gara nazionale “Tecniche Perfette”, ha ricevuto molti riconoscimenti tra cui ricordiamo la vittoria in Francia al Liet International con i R.esistence in dub, il musicista pian piano canalizza la sua energia verso una carriera solista.

In questa ultima decade l’artista plurilaureato ha elaborato una forma originale di pedagogia hip hop,che porta anche nelle scuole, essendone stato uno dei pionieri in Italia. Fin ora ha pubblicato sul suo canale Youtube circa una settantina di brani e recentemente ha aperto una sua personale etichetta discografica la Centedischi con cui pubblica in maniera ufficiale parte del materiale edito e inedito.




IL PREMIO CANDONI VARCA I CONFINI REGIONALI PER ARRIVARE FINO AI TANTI FRIULANI NEL MONDO

La proclamazione dei vincitori il 13 dicembre alle 17 grazie al Teatro Nuovo che per la

prima volta utilizzerà la diretta streaming per raccontare l’evento sulla sua web tv

Sarà una cerimonia di premiazione in presenza, ma gli spettatori non saranno solo quelli che avrebbero potuto

Giuliano Bonanni

sedersi in teatro. La platea, infatti, grazie alla diretta streaming stavolta varcherà i confini cittadini per arrivare fino alle tante comunità friulane sparse per il mondo. Il Friuli, si sa, è terra di grandi lavoratori e in tempo di Covid le idee e le proposte per non arrendersi si moltiplicano. Ed è così anche per la serata conclusiva, con relativo annuncio dei vincitori, della seconda edizione del “Concorso-atelier Premio Candoni, opere teatrali in lingua friulana”, manifestazione in programma domenica 13 dicembre alle 17.

Entra dunque nel vivo il progetto organizzato dall’associazione culturale Luigi Candoni con il sostegno dell’Arlef, Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane e in collaborazione con la Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine e MateâriuM Laboratorio di nuove drammaturgie. Lo fa anche grazie al supporto del “Nuovo” che, per la prima volta nella sua storia, trasmetterà in diretta streaming la serata di premiazione sulla sua web tv al sito www.teatroudine.it.

“La diretta – spiega Giuliano Bonanni, direttore artistico dell’associazione organizzatrice, nonché presidente della giuria che ha valutato i lavori proposti – diventa in questo caso un valore aggiunto perché ci permette di portare oltre i confini nazionali il progetto con la partecipazione anche dei tanti friulani attualmente residenti all’estero”.

Un premio, il Candoni, il cui scopo è promuovere e diffondere la lingua friulana nel settore della formazione drammaturgica, sviluppare attività drammaturgico teatrali basate su un’ampia progettualità finalizzata alla promozione del friulano come lingua del teatro, ma, soprattutto, proporre dei nuovi testi in marilenghe per la produzione di nuovi spettacoli teatrali professionali.

Siamo felici di poter contribuire alla diffusione di un Premio che intende valorizzare al meglio la nuova drammaturgia in lingua friulana – commenta il presidente della Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Giovanni Nistri – . È la riprova che questa forma d’arte è espressione della nostra tradizione e, al tempo stesso, sa proiettarsi verso il futuro utilizzando anche le nuove tecnologie”.

Sono otto quest’anno gli autori, con le rispettive opere, che si contenderanno il podioFrancesco Chiavon con “Robis di mats”, Paolo Coretti con “Dante cui?”, Amabile Dassi con “Il vistît di gno pari”, Rachele Di Luca con “Scus di cocule”, Giorgio Monte con “La stazion di vierte (conte fantasientifiche), Andrea Pizzariello con “Erois”, Michele Polo con “Il spetacul pierdût (la serade plui biele de me vite) e Giacomo Vit con “Disvistîsi dal scur”.

Tra le novità di questa edizione – prosegue Bonanni – c’è la partecipazione di autori che per la prima volta si cimentano con la scrittura in lingua friulana, ma anche la presenza di scrittori friulani che risiedono all’estero. Segno evidente del grande interesse attorno alla manifestazione”.

La parola ora passa alla giuria, che proprio in queste ore sta individuando, nel più stretto riserbo, i tre vincitori in base alla valenza socio-culturale del materiale drammaturgico, all’utilizzo della lingua friulana e alla fattibilità della messa in scena dell’opera stessa. Al lavoro per scegliere i testi da premiare quest’anno sono, oltre a Bonanni in veste di presidente di giuria, il presidente dell’Ente Regionale Teatrale del Fvg, Sergio Cuzzi, la giornalista e scrittrice Fabiana Dallavalle e il presidente della Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Giovanni Nistri.

Come ricordato, i risultati saranno resi noti il 13 dicembre alle 17 nel corso di una serata in diretta streaming (www.teatroudine.it) in cui, oltre alla proclamazione sul palco del Giovanni da Udine, verrà proposta la lettura scenica del testo primo classificato. All’autore di quest’ultimo, andrà anche un premio in denaro di 1.500 euro, mentre al secondo e terzo testo premiato, andranno rispettivamente 300 e 200 euro.

 Foto Luca d’Agostino © Phocus Agency




4 dic: R-EVOLUTION 2020, L’EDITORIALISTA LUCIO CARACCIOLO INTERVIENE SU USA/EUROPA: IL FUTURO E’ NATO?

VENERDì 4 DICEMBRE ORE 18 SITO E FB TEATRO VERDI PORDENONE

 Con l’editoriale del Direttore di Limes Lucio Caracciolo, l’edizione 2020 di R-evolution entra nel cuore dello scacchiere europeo e mediterraneo in rapporto al turnover della Casa Bianca. “Il futuro è NATO? Dall’Alleanza transatlantica all’autonomia strategica” titola l’intervento programmato per venerdì 4 dicembre, dalle 18 sul sito e sulla pagina facebook del Teatro Verdi di Pordenone: per tutti, liberamente accessibile in un clic. R-evolution. Cronache dal futuro del mondo è il format di Lezioni di storia del nostro tempo promosso dal Teatro Verdi Pordenone e curato dall’Associazione Europa Cultura, interamente dedicato al “Turnover” nel pianeta virale. La Digital Edition 2020 trova il sostegno dell’ufficio EuropDirect del Comune di Pordenone e di web partner Esploratori Culturali CGN ed ha il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia. Tutti gli interventi saranno poi recuperabili sul canale youtube del Teatro Verdi Pordenone. «Grazie alle tecnologie moderne oggi siamo quasi sommersi da informazioni, che fagocitiamo velocemente, passando subito alle successive – osserva Guglielmina Cucci, Assessore alle Attività Produttive, Turismo e progettazione fondi europei del Comune di Pordenone – È invece importante trovare il tempo per riflettere e approfondire. R-evolution 2020, con l’autorevolezza e la professionalità dei suoi relatori e relatrici, ci dà l’opportunità di farlo, per comprendere meglio il nostro presente e immaginare il nostro futuro».

«Credo che il riposizionamento degli Stati Uniti in direzione della NATO si profili più di stile che di sostanza – anticipa intanto Lucio Caracciolo, in attesa di approfondire il tema con il suo intervento che sarà proposto anche da Il13 TV nella serata di sabato 5 dicembre, a fine Tg intorno alle 19.45 –  Certamente Biden farà le sue aperture agli europei, ma dubito che l’approccio americano verso la NATO cambierà molto, perché si basa sul sentimento dell’opinione pubblica e sulle abitudini degli apparati americani. La NATO – spiega ancora Caracciolo – resterà una sorta di riserva strategica da usare meno possibile, soprattutto in guerra dove sarebbe più un problema che un aiuto». E rispetto al Green Deal? «L’atteggiamento americano è indipendente dal sentimento del presidente – racconta ancora Caracciolo – Credo che noi europei resteremo l’avanguardia del movimento ecologista, almeno a parole, e gli americani la retroguardia che resiste». Diverso il discorso in prospettiva di un riposizionamento sul Mediterraneo: «Oggi ci ritroviamo a confinare, sul canale di Sicilia, con la Russia allungata in Cirenaica e con la Turchia a Tripoli – osserva Caracciolo – Gli americani hanno considerato finora la Libia come un affare secondario, ma la temperatura è cambiata e forse anche loro adesso dovranno battere un colpo per rendersi credibili all’interno dell’alleanza atlantica».

Lucio Caracciolo dirige la rivista italiana di geopolitica Limes ed è presidente e responsabile dell’analisi geopolitica di Macrogeo. Giornalista, ha lavorato al settimanale Nuova Generazione dal 1973 al 1975, al quotidiano la Repubblica dal 1976 al 1983. È stato caporedattore di MicroMega dal 1986 al 1995. Scrive per la Repubblica e per il settimanale l’Espresso. Ha tenuto corsi e seminari di geopolitica in alcune università. Dal 2009 insegna Studi strategici all’Università Luiss di Roma e dal 2017 Geopolitica all’Università San Raffaele di Milano. Ha scritto tra l’altro “Alba di guerra fredda” (1986, Laterza), “Euro no: non morire per Maastricht” (1997), “Terra incognita” (2001, Laterza) e “America vs. America” (2011 Laterza), “Storia contemporanea”, con Adriano Roccucci (Le Monnier 2017).




Nuova produzione di a.ArtistiAssociati ‘The collector’ con Giorgio Lupano al Festival TREND a Roma Lo spettacolo sarà in streaming dal 10 al 13 dicembre

I luoghi della cultura sono chiusi, ma il teatro continua a vivere provando in molti modi a raggiungere il suo affezionato pubblico e a catturare nuovi e curiosi spettatori. E così il Festival Trend-Nuove frontiere della scena Britannica, promosso dal teatro Belli di Roma, ha deciso di andare ‘in scena’ in streaming e lo fa mettendo on line gli spettacoli selezionati per la diciannovesima edizione che terminerà il prossimo 21 dicembre. a.ArtistiAssociati sarà presente, dal 10 al 13 dicembre, alle 21, con ‘The collector’ di Mark Healy dal romanzo di John Fowles, traduzione di Giorgio Lupano, con lo stesso Giorgio Lupano e Beatrice Arnera (video Andrea Canepari, luci e fonica Patrick Vitali) regia e impianto scenico di Francesco Bonomo. Per prenotare lo spettacolo sarà possibile seguire le istruzioni su https://www.teatrobelli.it/index.php?page=inscena&idc=809.

Beatrice Arnera

Si tratta di un progetto voluto da a.ArtistiAssociati per la sua profonda valenza di denuncia sociale. Il tema che affronta il testo, per la prima volta rappresentato in Italia, è quello della violenza di genere, purtroppo di grande attualità.

‘La necessità di mettere in scena questo testo – spiega il regista Bonomo – risiede nella sua capacità di risuonare dentro di noi come un fatto di cronaca. La violenza del rapporto tra carnefice e vittima è tutta psicologica e, per metafora, rappresenta la guerra di genere che in ambiente domestico è causa di morte o maltrattamenti perpetrati dagli uomini sulle donne. Abbiamo voluto, dunque, evidenziare quello che l’autore già suggerisce nel presentare il personaggio del rapitore come un uomo comune, qualcuno che potrebbe essere il nostro vicino, qualcuno a cui riconoscere in qualche modo le ragioni del suo gesto insensato, tanto da farci dubitare della nostra stessa integrità etica. Il protagonista, Frederick Clegg, non percepisce se stesso come un criminale o un mostro: egli agisce, a suo dire, per amore e decide di segregare Miranda poiché non ha altri strumenti per avvicinarla; è un uomo che sembra non avere interessi al di fuori della sua collezione; isolato e in una sorta di cattività è “semplicemente” incapace di relazionarsi con il prossimo. Miranda al contrario, è un personaggio multiforme, capace di adottare le strategie più diverse per salvarsi la vita. In questo senso abbiamo inteso sintetizzare in lei le molte forme di resistenza che le donne attuano quotidianamente in ambiente domestico e in generale nella società’.

Giorgio Lupano

Giorgio Lupano ha poi voluto integrare l’esperienza teatrale on line a una vera e propria condivisione del progetto istituendo un crowdfunding dedicato a ‘Il Collezionista – The collector’ : gli spettatori potranno infatti interagire direttamente con l’attore e nello stesso tempo contribuiranno al sostegno dello spettacolo (https://www.produzionidalbasso.com/project/il-collezionista-quasi-una-storia-d-amore/) godendo di approfondimenti o incontri dedicati.




Scuola Pasolini, dal 5 al 7 dicembre l’alta formazione per 20 accademici, dedicata alla forme del romanzo

DAL 5 AL 7 DICEMBRE 2020 TORNA LA “SCUOLA PASOLINI” DI ALTA FORMAZIONE ORGANIZZATA DAL CENTRO STUDI DI CASARSA

FOCUS, QUEST’ANNO, SULLE FORME DEL ROMANZO

IN VERSIONE ON-LINE VEDRA’ PARTECIPARE 20 FRA LAUREATI, DOTTORANDI e DOCENTI UNIVERSITARI DI TUTTA ITALIA

FRA GLI AUTOREVOLI ESPERTI DELL’OPERA PASOLINIANA CHE TERRANNO LE LEZIONI C’E’ ANCHE WALTER SITI, SCRITTORE E CRITICO, UNO DEI MAGGIORI ESPERTI DI PASOLINI, CURATORE DELLA SUA OPERA OMNIA PER “I MERIDIANI” MONDADORI 

RINVIATA DAL COVID DALLA SUA COLLOCAZIONE ESTIVA, LA MASTERCLASS SI CONFERMA UNO DEGLI APPUNTAMENTI DI STUDIO PIÙ PRESTIGIOSI E ATTESI DALLA COMUNITÀ ACCADEMICA, PROMOSSO IN COLLABORAZIONE CON L’UNIVERSITÀ SORBONNE DI PARIGI, IL DIPARTIMENTO DI STUDI UMANISTICI DELL’UNIVERSITÀ DI TRIESTE

E LA SOCIETÀ PER LO STUDIO DELLA MODERNITÀ LETTERARIA (MOD)

Si terrà tutta on-line, dal 5 al 7 dicembre, l’edizione 2020 della Scuola Pasolini, organizzata per il terzo anno consecutivo dal Centro Studi Pasolini di Casarsa. Il Covid aveva già costretto lo spostamento dalla sua tradizionale collocazione estiva al periodo invernale; l’emergenza sanitaria tutt’ora in corso fa sì che le date programmate rimangano valide, ma nella nuova formula: una scelta obbligata. “Abbiamo voluto assolutamente mantenere l’appuntamento – sottolinea la Presidente del Centro, Flavia Leonarduzzi – nonostante le difficoltà del periodo, perché si tratta per noi di un momento irrinunciabile all’interno della programmazione. Organizzare per il mondo accademico uno fra i più prestigiosi momenti di alta formazione sull’opera pasoliniana, qualifica a livello internazionale l’attività del Centro Studi di Casarsa. Speriamo – aggiunge – di poter recuperare nella primavera del 2021 anche quel contatto con il territorio che per ora è impedito e che costituisce un aspetto fondamentale del progetto. Stiamo pensando a un evento in appendice alla Scuola, che per i partecipanti sarà occasione sia di studio che di conoscenza dei luoghi pasoliniani”.

Organizzata in collaborazione con la Sorbonne Université Parigi, il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste e la Società Italiana per lo studio della Modernità Letteraria (MOD) diretta da Marco Antonio Bazzocchi, la Scuola è sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Casarsa della Delizia e dalla Fondazione Friuli e si rivolge a studenti universitari, laureandi o dottorandi di qualsiasi nazionalità il cui lavoro di studio verta appunto sull’opera di Pasolini.

Sono venti i partecipanti (selezionati fra oltre 40), quest’anno in prevalenza italiani, provenienti dalle più importanti Università: alcuni hanno già la laurea magistrale, altri sono dottorandi, qualcuno è docente, tutti sono comunque avanti nel loro percorso di ricerca. Diversi, poi, hanno già preso parte alla Scuola negli anni precedenti. “Si è creata una grande comunità, non solo scientifica – sottolinea Lisa Gasparotto, docente dell’Università di Milano-Bicocca, che coordina la Scuola con Paolo Desogus della Sorbonne Université Parigi – testimoniata dalle stesse domande ricevute, nelle quali i giovani hanno rilevato l’importanza di questa occasione non solo per avanzare nella loro ricerca, ma anche per gli importanti rapporti umani che si sono creati”. Un progetto, quello della Scuola, che oltre ad affermare quanto, ancora e sempre, sia di interesse lo studio di Pasolini, “rispetto ad altre occasioni – prosegue Gasparotto – offre possibilità di dialogo e confronto che difficilmente si trovano altrove, attraverso la dimensione didattica che crea un rapporto molto più diretto con docenti e relatori di cui gli allievi in genere sono piuttosto abituati a leggere i lavori”.

Il tema dell’edizione 2020 della Scuola è “Le forme del romanzo”, con lezioni, seguite da dibattiti, dedicate all’opera narrativa di Pasolini alla luce delle implicazioni tematiche, linguistiche e poetiche dell’intero corpus pasoliniano. Sarà inoltre valorizzato l’approccio comparativo tra il romanzo di Pasolini e l’opera di autori italiani e stranieri da lui frequentati, insieme ad un approfondimento sul rapporto tra la prosa pasoliniana e altri linguaggi artistici, come la pittura e il cinema.

Come sempre è di altissimo profilo accademico il gruppo di esperti che parteciperanno in qualità di docenti a questa autorevole masterclass: tra i nomi figurano quelli di Marco Antonio Bazzocchi (Università di Bologna), Silvia De Laude (saggista e curatrice editoriale), Roberto Galaverni (critico letterario del Corriere della Sera), Robert Gordon (University of Cambridge), Davide Luglio (Sorbonne Université), Gianluca Picconi (Università di Genova), Pasquale Voza (Università di Bari), a cui si aggiunge la presenza di Walter Siti (Università di Pisa), la cui nota figura di scrittore e critico si accompagna a quella di curatore dell’opera completa di Pasolini per “I Meridiani” di Mondadori.

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Info: www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it




Teatri Stabil Furlan: tra anticipazioni e il lancio del nuovo sito internet_interviste e curiosità

In attesa del debutto, qualche anticipazione

con la regista Carlotta del Bianco e il direttore artistico Paolo Patui

su “La casa, lagrimis di aiar e soreli” di Siro Angeli

I teatri sono ancora chiusi ma la produzione non si ferma. Il Teatri Stabil Furlan (Tsf), che avrebbe dovuto inaugurare il suo primo cartellone a dicembre debuttando con “La casa, lagrimis di aiar e soreli”, un originale adattamento in lingua friulana della prima opera teatrale di Siro Angeli, non si è mai fermato, nonostante tutto, e non si ferma.

La compagnia, giovane, eterogenea, preparata e composta da attori, cantanti e performer ,ognuno con un proprio speciale bagaglio di esperienze e riconoscimenti, non si è lasciata demordere dalle circostanze e anzi, sotto la direzione artistica di Paolo Patui e la regia di Carlotta del Bianco, ha lavorato intensamente in questi mesi, con letture, prove sceniche e tutto quanto concerne la riuscita di un grande debutto. Un debutto atteso, quando al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, si spera quanto prima, saliranno sul palco i protagonisti della prima pièce della Trilogia carnica dello scrittore di Cesclans di Cavazzo carnico. Il cast è composto da Caterina Bernardi, Manuel Buttus, Caterina Comingio, Alessandro Maione, Elsa Martin, Paolo Mutti, Vladimir Jurc. La regia è di Carlotta del Bianco, Marta Riservato è assistente alla regia, le scenografie e il disegno luci sono di Luigina Tusini, le creazioni multimediali di Marino Cecada e Massimo Racozzi, i costumi a firma Sartè.

«Sono molto contenta di poter lavorare assieme a questo gruppo di giovani talenti – ci rivela Carlotta del Bianco –. Il nostro sarà uno spettacolo emotivo, non solo di tradizione ma anche di innovazione, perché il teatro di Siro Angeli, che abbiamo avuto modo di conoscere e capire anche frequentando i suoi ambienti di vita nel paese natale, è attualissimo. Il testo è incredibilmente moderno, non solo per le tematiche trattate e dipinte addosso ai personaggi, ma anche per l’uso della lingua. Grazie ad un attento lavoro di riduzione e traduzione realizzato insieme a Paolo Patui e Paolo Sartori, la vicenda in marilenghe acquista un valore aggiunto, si impreziosisce, è del tutto speciale».

Non solo lavoro d’arte, di studio, recitazione e messa in scena, il Teatri Stabil Furlan è attivo anche sui social con una propria pagina facebook e un profilo Instagram, dover vengono pubblicati vari momenti del gruppo, tra retroscena e anticipazioni, e fresco di lancio è il nuovo sito internet, visitabile digitando: teatristabilfurlan.it. Un potale dinamico e molto agibile da consultare, con tante informazioni relative alla storia che ha portato alla nascita del Tsf, ai progetti e alle collaborazioni passate e future, con il calendario previsionale dei prossimi spettacoli e molte altre curiosità. Una vetrina importante che aiuta, mai come ora, a mantenere un forte contatto con il pubblico, quello già affezionato e quello da affezionare, essendo questa una realtà del tutto nuova.

Ci dice Paolo Patui: «È certo molto difficile lavorare in queste condizioni, per tutti. Fortunatamente tutta la squadra è molto unita e affiatata, grazie anche ad un lavoro intenso di preparazione e consolidamento. Ha energie da vendere, si dimostra forte nel resistere alle incertezze della situazione senza perdere grinta, competenza ed entusiasmo. Questa fortuna, assieme al fatto di avere la possibilità di muoverci e provare in spazi importanti, ovvero nel Teatrone di Udine per cui siamo onorati della collaborazione, e di ricevere molte richieste e proposte da parte di diversi enti culturali per progetti e iniziative, non può che essere un bene. Vuol dire che stiamo seminando su un terreno fertile. Ci sentiamo al servizio del territorio, del Friuli, per cui non vediamo davvero l’ora di debuttare con la nostra prima opera, “La casa, lagrimis di aiar e soreli”, probabilmente a primavera. Sarà una forte emozione».




NOVARA ; Scrittori&giovani digitale: un successo di contatti e letture. Ora con il festival laboratori, e-book, booktrailer e podcast

Decuplicate le interazioni con l’edizione on line 2020 chiusa dal reading con Laura Pariani. Tra dirette da Svezia e Usa e distribuzione di libri digitali il tema delle “contaminazioni” ha creato un’attenzione propositiva negli oltre 1500 giovani protagonisti nelle classi. Intanto si sono aperte le iscrizioni al contest Booktrailer e ai laboratori di e-book e redazione.

Successo oltre le previsioni per l’edizione 2020 di Scrittori&giovani che si è chiusa domenica scorsa in versione on line, con oltre 40mila persone raggiunte, 5mila interazioni sui social, un migliaio di libri distribuiti in oltre 45 classi delle scuole superiori tra Novara, Vercelli, Arona, Borgomanero e Gozzano con quasi 1500 studenti in dialogo in streaming con gli scrittori invitati, da Larsson alla Maraini, da Henriksen alla Mustafah, alcuni in diretta dalla Svezia e dagli Stati Uniti, alcuni resi pubblici su Facebook e Instagram con oltre mille visualizzazione nei soli giorni della rassegna.

La formula digitale e multicanale della rassegna diretta da Roberto Cicala e promossa dal Centro Novarese di Studi Letterari con sostegno e patrocinio dei maggiori enti novaresi, con alcuni eventi anche sulla piattaforma A-Novara del Comune, ha fatto di necessità virtù trovando una nuova direzione tecnologica che ha coinvolto maggiormente i giovani studenti. Non a caso alcuni eventi saranno proposti anche in formato podcast e sarà offerto anche un laboratorio di e-book per trasformare in edizione digitale testi dei giovani da condividere gratuitamente sul sito www.scrittoriegiovani.it. In questo modo il festival on line vuole conservare una testimonianza fruibile da tutti nel tempo: sul sito sono già disponibili reportage degli incontri, approfondimenti, estratti, foto e video-gallery, con registrazioni video direttamente dagli incontri.

Per la prima volta il festival ha dovuto confrontarsi con una pandemia e con restrizioni che rischiavano di minare il cuore del progetto: l’incontro diretto tra scrittori e giovani studenti. Il mondo digitale è stato però grande alleato e ha permesso comunque agli autori di entrare virtualmente nelle scuole. Si è trattato di un’organizzazione e realizzazione 2.0, con utilizzo di piattaforme streaming digitali, larga distribuzione di copie e-book, oltre che al cartacee, dirette Facebook e Youtube, webinar, incontri e reading musicali virtuali, collegamenti europei e americani, realizzazione di video e registrazioni, news e articoli sui canali social del festival.

La conferma di questo importante appuntamento con la cultura voleva infondere speranza per vincere la crisi causata dall’emergenza Coronavirus, promuovendo una cultura dei libri come bene sociale sempre più necessario. L’obiettivo è sempre diffondere il piacere e l’interesse della lettura, mai scontato in un’epoca tanto visuale e tecnologica quanto distratta come la nostra, con un valore aggiunto: avere l’opportunità di trovarsi faccia a faccia con personalità del panorama letterario internazionale.

Il festival Scrittori&giovani è stato organizzato con il contributo di Fondazione CRT, Regione Piemonte e Comune di Novara-Biblioteca Civica Negroni, a cura del Centro Novarese di Studi letterari con la segreteria organizzativa di Interlinea e il patrocinio di Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca-Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte-Ufficio XI Provincia di Novara, UPO-Università del Piemonte Orientale, ATL della Provincia di Novara e Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Centro per il libro e la lettura, con sponsor tecnico Cef Publishing Centro Europeo di Formazione (B-Corp) e la collaborazione di Libreria Lazzarelli; Fondazione Teatro Coccia, Fondazione Nuovo Teatro Faraggiana; Fondazione Marazza, Fondazione Educatt; Laboratorio di editoria dell’Università Cattolica di Milano; Libreria laFeltrinelli Point di Arona; Mondadori Bookstore di Vercelli; Casa Circondariale di Novara; Associazione Amici della Dedalo; Istituto Storico Fornara, con le case editrici dei libri presentati nel festival, da Bao Publishing, Bompiani , Einaudi, Feltrinelli e Iperborea a Mondadori, Piemme, Marcos y Marcos e Rizzoli. Il coordinamento è stato curato dalle volontarie Francesca Galli e Caterina Tognetti.

Il tema che ha contraddistinto l’edizione 2020, “le contaminazioni”, è stato scelto per riflettere sul drammatico anno in corso, con il virus della pandemia da Covid-19. Infatti nella sua accezione negativa questa parola indica, in altri campi, anche inquinamento ambientale o corruzione economica e sociale. Eppure, al tempo stesso, parlare oggi di contaminazioni, al plurale, significa ribadire in modo simbolico che una reazione positiva per vincere questo male è possibile e sta proprio nella capacità di privilegiare fusioni e interconnessioni propizie, salvaguardando relazioni, stili di vita, attenzione alla cultura e pure alle culture diverse dalla nostra. La letteratura ancora una volta è venuta in soccorso per trovare le parole adatte a esprimere qualcosa di inesprimibile che si agita dentro di noi, perché gli scrittori, con storie e testimonianze scritte nelle lingue del mondo, ci fanno capire come la nostra esistenza sia fatta di contaminazioni favorevoli che possono aiutarci a cambiare in meglio: dal rapporto tra esseri viventi e natura a quello tra mondo analogico e digitale, fino all’importanza dell’intercultura tra popoli e mentalità. I giovani sono così i protagonisti di un modo nuovo di vedere e migliorare il mondo anche a partire dai libri.

Proprio la riflessione sulle contaminazioni con lettura, scrittura, cultura, contaminazioni con l’ambiente, con il disegno e le immagini, con la musica, con luci e ombre, con odio, razzismo e diversità hanno portato alla realizzazione di diciassette incontri, sedici dei quali dedicati alle scuole tra cui due lectio magistralis e tre eventi aperti al pubblico adulto, eventi in collaborazione con il Teatro Coccia e la Biblioteca Civica Negroni. Quindici gli autori ospiti, a partire da quelli internazionali, come lo svedese Björn Larsson (con La vera storia del pirata Long John SilverRaccontare il mare e Diario di uno scrittore), il norvegese Levi Henriksen (con Il lungo inverno di Dan Kaspersen e Norwegian Blues) e l’americana Sahar Mustafah (con La tua bellezza). Hanno partecipato poi Silvia Avallone (con Un’amicizia), Alessandro Barbaglia (con La balena), Gabriele Clima (con Black Boys), Riccardo Falcinelli (con FigureFederica Gasbarro (con Diario di una striker), Loredana Lipperini (con La notte si avvicina), Elisa Macellari (con Papaya Salad), Dacia Maraini (con Trio), Laura Pariani (con Le montagne di don Patagonia) e Silvano Petrosino (con Lo scandalo dell’imprevedibile), Matteo Righetto (con I prati dopo di noi), con la partecipazione di Eleonora Calamita, Francesco Cordeo, Mariagrazia Mazzitelli e Roberto Pimuni.

Nel progetto di Scrittori&giovani per accostare i giovani in modo attivo al mondo della scrittura, della cultura e dei libri, anche superando i problemi causati dal Coronavirus, dopo il successo del digitale, sono prolungate alla primavera le attività collaterali, nella speranza di una continuazione in presenza, con: laboratorio di scrittura in carcere con la partecipazione di Antonio Ferrara insieme ai detenuti della Casa Circondariale di Novara; laboratorio di social news per studenti per aggiornamento della pagina Facebook del festival e realizzazione di una newsletter finale, su carta e in formato digitale, con foto e news sul sito; laboratorio di editoria con avvicinamento al mondo e alle professioni del libro per i giovani in collaborazione Laboratorio di editoria dell’Università Cattolica ed Educatt con realizzazione di un e-book per racconti e testi nati dal confronto con gli autori e dallo stimolo dei docenti; contest “Booktrailer” cui possono partecipare tutti gli studenti al di sotto dei 20 anni, previa compilazione on line della scheda di partecipazione reperibile sul sito del festival Scrittori&giovani (www.scrittoriegiovani.it) dal 18 novembre 2020 al 28 febbraio 2021 (la scelta del libro oggetto del booktrailer può avvenire in due modi: un libro tra quelli presentati durante la rassegna di Scrittori&giovani o un romanzo a piacere ma che abbia attinenza al tema del festival 2020 “le contaminazioni”); premio Novara Terra degli aironi/Dante Graziosi con consegna del premio alla carriera per promuovere la letteratura di pianura.

 

«Bisogna restare, accettare lo scandalo della peste, cominciare a camminare nelle tenebre e tentare di fare il bene» (Albert Camus).

www.scrittoriegiovani.it– festival@letteratura.it

0321 1992282