Al Flor De Vida di Udine doppio seminario di kundalini con Sotantar Singh Khalsa

Domenica 3 marzo. Iscrizioni entro il 25 febbraio

Al Flor De Vida di Udine con Sotantar Singh Khalsa

In mattinata, dalle 9.30 alle 13, è previsto un primo seminario per iniziare a conoscere ‘L’arte della cura’, nel pomeriggio, invece, sarà la volta di ‘Numerologia e guarigione’.

UDINE – Domenica 3 marzo, dalle 9.30, l’Associazione Flor De Vida di Udine ha in programma un doppio evento condotto da Sotantar Singh Khalsa, fondatore dell’accademia ZeroYoga (iscrizioni entro il 25 febbraio).

‘SAT NAM RASAYAN – L’ARTE DELLA CURA’ – In mattinata, dalle 9.30 alle 13, è previsto un primo seminario per iniziare a conoscere e utilizzare un metodo molto antico, semplice ed efficace per trasformare noi stessi in veicoli di cura e guarigione. Il ‘Sat Nam Rasayan’ consiste nell’uso della mente meditativa proiettiva, che permette alla nostra consapevolezza di relazionarci con l’altro da una posizione trascendente, immersa in un «vuoto rigenerativo». Questo spazio di apertura neutrale diviene lo sfondo dell’esperienza di cura e permette di far rilassare profondamente l’altro, accompagnandolo naturalmente a riattivare le proprie risorse e il proprio equilibrio, superando o eliminando del tutto le condizioni all’origine di blocchi fisici, mentali o emotivi.

‘ELEVEN HEALERS – NUMEROLOGIA E GUARIGIONE’ – Nel pomeriggio, invece, dalle 15 alle 18, si terrà un altro seminario che avrà per argomento il metodo Eleven Healers, dedicato a offrire una visione completa delle undici dimensioni dell’esistenza. Sarà l’occasione per iniziare a formare una consapevolezza su come funziona l’influenza della data di nascita, per comprendere e ridurre i conflitti interni, tra la nostra verità più profonda e la nostra forma esteriore. I meccanismi percettivi che originano il dialogo tra la nostra parte illimitata e la nostra parte terrena possono essere spiegati e risolti sino a cambiare lo sguardo che abbiamo su noi stessi e sul prossimo. Gli eventi che ci occorrono vanno reinterpretati per liberarci dalla visione duale della realtà: gli undici guaritori non sono altro che undici diversi movimenti della consapevolezza, tutti legati tra loro dalle leggi dell’anima, divinità interiore, unità e compassione.

SEMINARI – È possibile partecipare a uno dei due seminari o a entrambi. E’ obbligatoria la prenotazione del proprio posto entro il 25 febbraio. I due eventi si svolgeranno a Udine, presso l’Associazione Flor De Vida, in via Pirona 4, a Udine, località Paparotti.

SOTANTAR SINGH KHALSA – È nato a Roma il 12 febbraio 1972. Laureato in Matematica alla Sapienza di Roma. Insegnante di kundalini yoga e formatore, guaritore con metodo Sat Nam Rasayan e formatore di guaritori. È sposato e ha due figlie di 18 e 15 anni, anche loro praticanti di Yoga ed insegnanti. Condivide la sua esperienza da anni usando la conoscenza dello yoga e della numerologia tantrica per facilitare il processo di auto cura e auto liberazione dell’umano. Ha insegnato in Italia, Russia, Cina condividendo con flessibilità e attenzione gli insegnamenti di Yogi Bhajan, Guru Dev Singh, Sri Aurobindo e il cammino del Sikh Panth. Ha fondato con la moglie, Siri Ram K. Khalsa, l’accademia ZeroYoga, un percorso di raffinamento degli insegnamenti dello Yoga che ne mette in evidenza i valori e i punti fondamentali.

INFO E PRENOTAZIONI – 333.7992738 | associazione.flor.de.vida@gmail.com

press.cuberli




dal 19 FEBBRAIO alla Sala Bartoli TEATRO ROSSETTI TRIESTE: ACCABADORA dal romanzo di MICHELA MURGIA, con ANNA DELLA ROSA

La vibrante intensità interpretativa di Anna Della Rosa, le linee adamantine del linguaggio registico di Veronica Cruciani, il rigoroso lavoro drammaturgico di Carlotta Corradi e il cuore dellopera, il bellissimo romanzo di Michela Murgia (Premio Campiello 2010)

Quattro sensibilità femminili si declinano e fondono in Accabadora, spettacolo che sarà in programma alla Sala Bartoli dal 19 al 24 febbraio per la stagione Altri Percorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

ANNA DELLA ROSA

La messinscena sarà ricca di suggestioni e di pensiero: «I due grandi temi, che oggi si chiamerebbero delleutanasia e della maternità di fatto, nel testo teatrale come nel romanzo, creano un ambito di riflessione sintetizza Carlotta Corradi ma non sono mai centrali quanto lamore e la crescita. Crescita sempre e inevitabilmente legata al rapporto con la propria madre, naturale, adottiva o acquisita che sia».

Il romanzo di Michela Murgia da cui è tratto il monologo, è ambientato in un immaginario paesino sardo ed ha al proprio centro la storia di Bonaria Urrai, ma per il palcoscenico, la protagonista diventa invece Maria, la bambina di sei anni affidatale come figlia danima. Bonaria Urrai è la sarta del paese ma anche, alloccorrenza accabadora. Il termine dascendenze spagnole indica colei che aiuta a morire chi è in fin di vita. Maria, la cui famiglia di origine era poverissima, cresce felice accanto alla nuova madre, attenta, colta, affettuosa: fino a quando ormai adulta le è rivelato il profilo segreto e inquietante di Bonaria. Una scoperta davanti alla quale ha un rifiuto e fugge. Ma una grave malattia di Bonaria costringe Maria a fare ritorno in Sardegna, per assisterla: lo spettacolo inizia qui e propone al publico la vicenda attraverso lo sguardo di Maria.

Un taglio che ha commentato Michela Murgia non ha tolto nulla alla bellezza e alla pienezza del romanzo originale: il lavoro di drammaturgia infatti ha intessuto lo spettacolo con le parole del libro, che ci sono tutte, offrendo quasi unintegrazione alla visione del libro, unimmagine di Maria che la prima autrice non aveva illuminato ma che altre artiste hanno visto e porgono ora al pubblico in uno spettacolo toccante e molto attuale.

«Da subito ho immaginato il dialogo tra Maria e Tzia Bonaria come un dialogo tra sé e una parte di sé, tra una figlia e il suo genitore interiore» spiega Veronica Cruciani. «Per questo ho voluto realizzare uno spazio astratto, mentale, nel quale Maria cerca di rielaborare la morte della madre adottiva. Ciò darà origine ad un conflitto tra due aspetti di Maria: la parte rimasta bambina e la parte che vuole diventare adulta. Il video mi ha permesso di rendere visibile le dinamiche emotive e relazionali tra queste due parti. La scena chiusa da un velatino crea una divisione tra lattrice e il pubblico, ed è la gabbia mentale in cui Maria è intrappolata e di cui riuscirà a liberarsi soltanto alla fine compiendo un gesto che non ha mai avuto il coraggio di compiere prima: mettere fine alla vita della madre. Lo spettacolo, visto come un sogno che si ripete ogni giorno uguale a se stesso, troverà in questa scelta sofferta la sua risoluzione permettendo a Maria di rompere questa ripetizione e di andare in una nuova direzione di vita».

Lo spettacolo si avvale di una eccellente protagonista,  Anna Della Rosa che è già stata applaudita al Politeama Rossetti ne La Trilogia della villeggiaturadiretta da Toni Servillo e in Blackbirdper la regia di Luis Pasquàl. Accabadorava in scena martedì 19 e venerdì 22 febbraio alle ore 19.30, mercoledì 20, giovedì 21 e sabato 23 alle ore 21 e domenica 24 febbraio alle ore 17.

I biglietti ancora disponibili si possono acquistare nei consueti punti vendita e circuiti oppure in internet accedendo direttamente dal sito del Teatro, www.ilrossetti.it. Per ogni informazione ci si può rivolgere al numero 040.3593511.




TEATRO ROSSETTI TRIESTE il 19 febbraio debutta lo spettacolo di PRODUZIONE – SALOMÈ di OSCAR WILDE

Oscar Wilde scrisse Salomé” di getto, a Parigi, nel 1891 come una fiaba perversa che concedeva molto al gusto di fine secolo, a quelle seduzioni Art Nouveau, a quellinnocenza crudele che poi vibrerà in molta produzione letteraria e musicale. Nel destino di Salomé” – mai rappresentata nella sua forma drammaturgica durante la vita di Wilde ci fu una partitura: quella splendida e celebre di Richard Strauss. La fama e lo splendore dellopera ha in qualche modo oscurato la versione originale e il dramma wildiano a tutti gli effetti un capolavoro viene rappresentato assai raramente.

Vi pone rimedio la messinscena firmata da Luca De Fusco, alla cui produzione il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha voluto concorrere, proprio per il valore e il significato delloperazione. Lo spettacolo, dopo un grande successo estivo al Teatro Grande di Pompei e nel corso di unapplaudita tournée arriva al Politeama Rossetti, dove va in scena dal 19 al 24 febbraio, per il cartellone della Prosa. Il regista restituisce Salomé” al pubblico in modo raffinato, e affidandola a un assieme impeccabile: ogni figura si staglia piena, in tutto il suo fascino, nellambiguità e nelle contraddizioni, in tutti i vibranti passaggi fra dramma e ironia, seduzione e grottesco, che appartengono alla scrittura di Wilde. Il merito va a un cast di soli attori eccellenti, a partire da Eros Pagni che è Erode, Gaia Aprea, inebriante Salomé e Anita Bartolucci, emozionante nel ruolo di Erodiade.

Lo spettacolo è ambientato nel palazzo del tetrarca di Giudea, Erode Antipa, che ha sposato lex moglie del fratello Filippo, Erodiade: c’è un banchetto e intanto sulla terrazza, due soldati sono incantati dalla bellezza della luna e della principessa Salomè, figlia di Erodiade.
Nel salone è posta una grande cisterna dove il tetrarca Erode ha fatto rinchiudere il profeta Iokanaan, spaventato dal suo comportamento: questi infatti urla profezie e condanna i costumi dei monarchi di Giudea.  Anche Erode è attratto da Salomé ed i suoi sguardi insistenti infastidiscono la principessa, che lascia il banchetto incuriosita dal prigioniero e chiede alle guardie di potergli parlare. Iokanaan proferisce parole di sdegno contro la corte, ciononostante Salomé ne è attratta e gli rivela il suo appassionato desiderio di baciarlo. Iokanaan rifiuta inorridito, mentre il capitano della guardia, innamorato della principessa, si uccide. Giungono sulla terrazza Erode ed Erodiade, il tetrarca blandisce Salomè, e non difende la moglie dalle invettive di Iokanaan. È infatti troppo preso dalla figliastra e pur di vederla danzare le promette di esaudire qualsiasi suo desiderio. Salomè alloraesegue la danza dei sette veli, posando i piedi nudi nel sangue del capitano della guardia e alla fine chiede a Erode la testa di Iokanaan su un vassoio dargento, per poterlo baciare. Sconvolto dalla richiesta, il tetrarca tenta invano di farle cambiare idea: le promette pavoni bianchi, gioielli, metà del regnoMa Salomè vuol dissetare la sua passione per Iokanaan, anche se ciò significa mozzargli la testa. Sebbene tema di macchiarsi delluccisione di un uomo di Dio, Erode è costretto a non mancare alla parola data. Linquietante Salomè bacia finalmente le labbra di Iokanaan maErode, in preda allorrore, la fa schiacciare sotto gli scudi dei suoi soldati.

«Perché affrontare una sfida così difficile?» riflette Luca De Fusco nelle sue note di regia. «Innanzitutto, appunto, per il gusto delle sfide. Uno dei modi di innovare il repertorio teatrale non èsolo quello di incoraggiare la nascita di nuovi testi, come peraltro facciamo frequentemente, ma è anche quello di rimettere in circolazione opere che sono uscite dai cartelloni per pigrizia mentale, per abitudine, per poco coraggio, di registi e teatri. () È poi nota la mia passione per le contaminazioni tra teatro, danza, musica, cinema. Salomè, con la sua luna piena incombente e allucinata, con la sua danza dei sette veli, sembra quindi un testo ideale per questo teatro spurioche prediligo da molto tempo. Credo inoltre di aver qualcosa da dire sulla natura della protagonista. Credo che lamore/odio di Salomé per Iokanaan sia figlio di quel desiderio mimetico su cui il grande antropologo René Girard ha scritto pagine memorabili. In sostanza, a mio avviso, Salomé ama talmente il profeta da volersi trasformare in lui stesso. Non può e non vuole uscire da una dimensione narcisistica dellamore e quindi si specchia nel profeta. Questa intuizione, spero felice, porterà ad un finale sorprendente che preferisco non rivelare».

Giovedì 21 febbraio ore 18 alla Sala Bartoli si terrà un incontro sullo spettacolo Salomè” di Oscar Wilde: sarà condotto dal professor Peter Brown, direttore della British School del Friuli Venezia Giulia che offrirà interessanti approfondimenti sullopera. Il professor Brown converserà con i protagonisti dello spettacolo che saranno presenti allevento. Lingresso sarà libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Il giorno successivo alle 17.30 lapprofondimento avverrà in lingua inglese.

Lo spettacolo va in scena alle ore 20.30 da martedì 19 a sabato 23 febbraio e domenica 24 alle 16. I biglietti ancora disponibili si possono acquistare nei consueti punti vendita e circuiti oppure in internet accedendo direttamente dal sito del Teatro, www.ilrossetti.it. Per ogni informazione ci si può rivolgere al numero 040. 3593511.




LAST FIVE YEARS musical TEATRO STABILE SLOVENO  SNG NOVA GORICA 18 feb.

SLOVENSKO STALNO GLEDALIŠČE/ TEATRO STABILE SLOVENO
SNG NOVA GORICA
GLASBENA MATICA
 
Jason Robert Brown
THE LAST FIVE YEARS
musical
 
regia : Jasmin Kovic
 
lunedì 18 febbraio, ore 20.30
Kulturni center Lojze Bratuž

Due attori triestini, una regista goriziana, direttore musicale e musicisti che arrivano da diverse parti della regione Friuli Venezia Giulia: è una produzione a chilometri zero, ma dal taglio assolutamente internazionale quella che sta per approdare sul palcoscenico goriziano del centro Lojze Bratuž. Il musical off Broadway The last five years (Gli ultimi cinque anni) di Jason Robert Brown è il primo spettacolo di questo genere prodotto dal Teatro Stabile Sloveno, in coproduzione con il centro musicale Glasbena matica e con il Teatro nazionale di Nova Gorica e dopo il debutto triestino andrà in scena in data unica lunedì 18 febbraio alle 20.30 per il pubblico goriziano.
Fin dalle prime repliche questo nuovissimo spettacolo ha ottenuto ampi consensi di pubblico e critica per l’esecuzione musicale, la freschezza della regia e anche per la scelta stessa di questo musical nel quale ognuno potrà riconoscere un frammento della propria esperienza personale in fatto di rapporti di coppia. Scritto nel 2002 (e approdato nel 2015 sul grande schermo), The last five years ha ottenuto il successo internazionale con il racconto di una storia d’amore moderna, che il compositore e librettista ha tratto dalla propria vicenda personale.
È la storia del promettente scrittore Jamie e della giovane aspirante attrice Cathy, arrivata dalla periferia a New York in cerca di affermazione. Lui diventa davvero un autore di grande successo, ma per lei le cose vanno diversamente e questo influisce sulla fine della loro storia dopo appena cinque anni. “Nella frenetica corsa al successo, le leggi della società odierna ci spingono spesso a confrontarci con altri individui in termini di concorrenza ed efficienza.”- dice la regista Jasmin Kovic, che prosegue: “Succede che trasformiamo il nostro partner in un sostenitore funzionale alla nostra strada verso il successo. Presi dall’immediatezza del presente, dimentichiamo spesso di fermarci e ripensare a quei momenti del passato nei quali ci ponevamo ancora in modo diverso nei suoi confronti, forse eravamo più accondiscendenti, remissivi, disponibili, tolleranti. Mi chiedo: oggi, quando la storia della nostra vita è già stata scritta, siamo ancora capaci di ricordare il passato e confrontarlo con il nostro comportamento presente per migliorarlo?
È la domanda che viene posta anche dalla struttura drammaturgica del libretto, che caratterizza fortemente questo spettacolo: il racconto di lui, lo scrittore Jamie, si svolge secondo la cronologia tradizionale, quello di Cathy ha un andamento inverso.
Nei ruoli dei protagonisti recitano e cantano due attori dall’indubbio talento musicale, Danijel Malalan e Patrizia Jurinčič, la direttrice musicale del progetto, la polistrumentista Andrejka Možina coordina  il gruppo strumentale sul palco, formato da Sebastiano Frattini, Irene Ferro-Casagrande, Andrejka Možina, Matteo Bognolo, Luca Emanuele Amatruda e Mariano Bulligan. Scene e costumi sono della giovane Giulia Bellè. Lo spettacolo è sovratitolato in italiano.
Abbonati e spettatori della replica goriziana in data unica avranno a disposizione anche l’autobus navetta gratuito in partenza da Doberdò, Monfalcone, San Giovanni, Iamiano, Gabria e Savogna. Gli orari sono pubblicati sulla pagina www.teaterssg.com




Archeomuseo – Castello di Torre “Questo corpo è un sole. Maternità di Maria e simbolo eucaristico” dal 16 febbraio

Inaugurazione della mostra  sabato 16 febbraio ore 16.45


E’ dedicata all’iconografia di Maria lactans e sul significato eucaristico attribuito al simbolo solare nei corso dei secoli, la mostra “Questo corpo è un sole. Maternità di Maria e simbolo eucaristico” promossa dal Centro culturale Augusto Del Noce, col patrocinio del Comune di Pordenone e del Museo Diocesano di Arte Sacra. L’esposizione, allestita nel Castello di Torre, sede del Museo Archeologico del Friuli Occidentale, sarà inaugurata sabato 16 febbraio alle 16.45, nella Bastia del Castello, con un intervento di Giovanni Catapano, docente di Storia della filosofia medievale a Padova, su “Maria e le controversie cristologiche dei secoli IV e V”.
Il percorso iconografico presenta una serie di immagini che sono parte integrante della nostra cultura e che richiamano ancora oggi la natura di Avvenimento del Cristianesimo.
L’immagine di Maria che allatta Gesù è reperibile sin dai primi secoli cristiani sia in Egitto, come sostituzione di Iside che allatta il figlio Horus, sia in Italia, come sostituzione della Pietas romana. Un modello iconografico successivo si ritrova a Costantinopoli: è quello di Maria Domene (orante), con il Bambino davanti a sé, detta anche Blachernitissa, perché presente nella chiesa delle Blacherne, costruita nel V secolo. In epoca post-bizantiniana tale icona è denominata in russo Znamenie («Segno») e Platytera tou ouranou («più ampia del cielo»). Una variante che richiama tali soggetti è quella della Madonna Odigitria («che indica la strada»), la quale regge il Figlio con il braccio sinistro, mentre lo indica con la mano destra. Agli inizi del Trecento queste tradizioni iconografiche si fondono in una nuova immagine, quella della Madonna dell’Umiltà, nata in ambito avignonese, in cui talvolta il volto di Cristo è dipinto sul petto della Vergine, con un chiaro significato eucaristico. Ciò avviene significativamente dopo il miracolo di Bolsena del 1264 e la promulgazione, da parte di papa Urbano IV, della bolla Transiturus de hoc mundo, che istituiva la festa del Corpus Domini.
Alcune raffigurazioni trecentesche della Madonna del latte e dell’Umiltà, reperibili in area veneto-friulana, risultano molto importanti come documentazione del significato eucaristico del fermaglio che chiude il manto della Vergine: così, ad esempio, la Madonna degli Angeli della chiesa del Cristo di Pordenone, che si può datare alla prima metà del Trecento, e la Madonna dell’Umiltà, presente a Santa Maria Maggiore di Trieste, dipinta da Lorenzo Veneziano, a metà del secolo XIV. Dopo il Trecento, il sole raggiante sul petto della Madonna ebbe grande diffusione in Centro Italia e a Roma, dove diventò la moderna raffigurazione dell’Immacolata. Furono i predicatori del XV secolo a diffondere tale icona, in particolare San Bernardino da Siena (1380-1444), il quale probabilmente fu influenzato da Caterina da Siena, la quale attribuisce a Dio le seguenti parole sull’eucaristia: «El quale Corpo è uno sole, perché è una cosa con meco, vero Sole». A partire dal XVIII secolo si diffusero nella Chiesa gli ostensori raggiati, in cui confluisce probabilmente la simbologia del sole eucaristico. L’icona del sole raggiato sul petto della Vergine scompare così dalla pittura sacra, ma, come ha scritto Celso Costantini, «l’Eucarestia è il sole, che riempie di luce e di vita la Chiesa. Accanto all’astro maggiore vi è un altro astro, che, riflettendo la luce del mistico sole, diffonde nella chiesa un ineffabile sorriso di bellezza e di consolazione. È Maria santissima».
La mostra, a ingresso libero, è visitabile fino al 14 aprile dal venerdì al sabato dalle 15.00 alle 18.00 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.




Domenica 17 febbraio ore 16.30 – Teatro Miela La stagione del raccolto

Riprende al teatro Miela domenica 17 febbraio alle 16.30 , La stagione del raccolto, La maturità della vita nel cinema, la rassegna cinematografica della domenica pomeriggio per imparare a invecchiare insieme  una  collaborazione Bonawentura con ITIS e ARIS di Trieste.

Il primo film  in proiezione  sarà Torno Da Mia Madre, di Eric Lavaine; con Alexandra Lamy, Josiane Balasko, Mathilde Seigner, Philippe Lefebvre, Jérôme Commandeur. Francia, 2016, 91’

Andrea Forliano




AL TEATRO CORSO DI MESTRE ANGELO DURO CON “PERCHÈ MI STAI GUARDANDO?”

Sabato 23 febbraio (ore 21.15), l’attore, web influencer e  volto del programma “Le iene” presenta uno spettacolo ironico pungente sulla realtà quotidiana nella tradizione degli standupper americani.

Attore di teatro e di cinema, tra i volti più noti del programma tv “Le iene” e web influencer da 1 milione e mezzo di follower, sabato 23 febbraio (ore 21.15) arriva al Teatro Corso di MestreAngelo Duro con il suo one man show “Perché mi stai guardando?”, un’autoanalisi pungente e ironica incentrata sulle storture della vita e della società che lo hanno portato a essere ciò che è oggi.

 

Angelo Duro è noto per il suo carattere cinico e controverso. In questo spettacolo comico ci racconta la storia di come da “bravo bambino” ha reagito alle fregature della vita scegliendo la strada del diventar cattivo, analizzando la realtà, l’uomo e la donna, gli animali, il presente e il futuro. Dice quello che pensa con estrema sincerità e mostrandoci un nuovo punto di vista, capace di trattare anche argomenti delicati e importanti quali l’omofobia e il razzismo mescolando leggerezza a verve pungente.

In 75 minuti tutti d`un fiato, da solo sul palco con un microfono a filo come nella migliore tradizione degli standupper americani, analizza a modo suo la realtà di ieri e di oggi, rimarcando i tanti e troppi stereotipi che ci condizionano inconsapevolmente.

In 75 minuti tutti d`un fiato, da solo sul palco con un microfono a filo come nella migliore tradizione degli standupper americani, analizza a modo suo la realtà di ieri e di oggi, rimarcando i tanti e troppi stereotipi che ci condizionano inconsapevolmente.

Angelo Duro è diventato popolare con il programma televisivo “Le Iene” su Italia 1, dove, con “Nuccio-Vip” prima e con “il Rissoso” e “I sogni di Angelo” poi, è riuscito ad ottenere picchi di audience in ogni puntata. Si è anche affacciato al mondo del cinema con il film “Tiramisù” con Fabio De Luigi. Angelo è divenuto in pochi anni una delle più influenti personalità sui social network, dove un esercito di oltre 1 milione e 600 mila follower lo segue con simpatia ed affetto (quasi 100 mila solo su Instagram). I suoi video su Facebook contano milioni di visualizzazioni e centinaia di migliaia sono i commenti ed i like.

 

BIGLIETTI:

PLATEA € 22,00 + € 3,00 d.p.
GALLERIA € 20,00 + € 2,00 d.p.

www.dalvivoeventi.it (punti vendita per acquisto biglietti)

VENDITA INTERNET www.ticketone.it – www.vivaticket.it

“TEATRO IN CORSO” è un progetto Dal Vivo S.r.l.

INFORMAZIONI  telefono 366 2590790. www.teatrocorso.it

 

 




Circuito ERT: Maratona di New York con Fiona May e Luisa Cattaneo

Nel 1993 al debutto di Maratona di New York, pièce di Edoardo Erba, sul palco cerano Luca Zingaretti e Bruno Armando. Nei venticinque anni in cui lo spettacolo è stato allestitotante coppie di attori si sono cimentate nellimpresa di recitare correndo per oltre unora. Finalmente e per la prima volta Maratona di New York sarà al femminile grazie allinterpretazione di Luisa Cattaneo, attrice e runner, e di Fiona May, due volte argento olimpico e due volte campionessa del mondo di salto in lungo. Lo spettacolo, riadattato dallo stesso Erba e diretto da Andrea Bruno Savelli, andrà in scena per quattro serate nel Circuito ERT: martedì 19 febbraio al Teatro Benois-De Cecco di Codroipo, mercoledì 20 febbraio al Teatro Verdi di Maniago, giovedì 21 febbraio al Teatro Pier Paolo Pasolini di Casarsa e venerdì 22 febbraio al Cinecity di Lignano Sabbiadoro. Tutte le repliche avranno inizio alle 20.45; a Codroipo le due interpreti incontreranno il pubblico alle 18.30 nella Sala Conferenze della Biblioteca adiacente al Teatro, mentre a Maniago lincontro è programmato per le 18 nel ridotto del Verdi.

 

Le due protagoniste si stanno allenando in vista della Maratona di New York. Da una parte c’è la leader, nella corsa così come nella vita, una donna determinata, sicura e apparentemente invincibile; dall’altra la sua amica, più insicura, impaurita, fortemente legata a un passato dal quale non riesce a separarsi. Con lo scorrere dei passi e dei minuti il pubblico si renderà conto che non sta assistendo aun semplice allenamento ma a un’affannata corsa fisica ed emotiva nei meandri delle loro esistenze.

Il successo dello spettacolo si deve a una drammaturgia dallo straordinario impatto emotivo dove il gesto sportivo diventa massima espressione della metafora del percorso della vita. Una corsa dell’esistenza, un’estrema ultima volata. Un percorso immaginario che, tra ostacoli, fatica, sudore, ricordi, memoria, tempo e spazio sospesi, celebra sentimenti autentici e suggella la storia diun’amicizia sincera e fraterna.

 

Luisa Cattaneo, fiorentina, è stata allieva di Sandro Lombardi e assistente alla regia di Barbara Nativi. Negli ultimi anni ha collaborato spesso con il drammaturgo Stefano Massini: dal Trittico delle Gabbie (Premio della Critica 2007, nomination Premio Ubu 2006) a Donna non rieducabile, da Frankenstein per il Teatro Metastasio/Stabile della Toscana a I Capitoli del Crollo. Ha lavorato, tra gli altri con Ottavia Piccolo, Lucilla Morlacchi, Franca Valeri, Gigi Proietti e Massimo Dapporto.

Atleta britannica, di famiglia giamaicana naturalizzata italiana, Fiona May è stata specialista del salto in lungo, disciplina nella quale ha vinto due medaglie d’argento olimpiche (1996, 2000), due titoli mondiali (1995, 2001). Nel 2005 ha abbandonato l’attività agonistica. Nel 2014 è stata nominata dalla FIGC consigliere per l’integrazione e le politiche contro le discriminazioni razziali.Nel 2006 ha partecipato alla trasmissione televisiva Ballando con le stelle e nel 2015 a Si può fare!Con Carlo Conti. Ha, inoltre, lavorato in Butta la luna e Butta la luna 2 di Vittorio Sindoni.

 

Maggiori informazioni al sito www.ertfvg.it o chiamando il Teatro Benois-De Cecco (0432 908467), l’Ufficio Turistico di Maniago (0427 709063), la Biblioteca Comunale di Casarsa (0434 873981) e il Cinecity di Lignano (334 105 8083).




ANA-THEMA TEATRO: LA LEZIONE DI DANTE: LA LETTURA COME CIBO PER LAMENTE E NUTRIMENTO PER L’ANIMA

Domenica 17 febbraio alle 15.30 nella sala Valle

di palazzo Morpurgo in via Savorgnana 12 a Udine

«Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza». Che la lettura sia cibo per la mente e nutrimento per l’anima lo ricordava proprio il Sommo Poeta Dante Alighieri. Ecco allora che, Anà-Thema Teatro abbandona momentaneamente il teatro della Corte di Osoppo per approdare a Udine, dove il regista e attore Luca Ferri, insieme con la soprano Gaja Pellizzari, proporranno “La Divina In-Canta”, un recital emozionante per conoscere e avventurarsi nella Divina Commedia.

Luca Ferri – Foto Elia Falaschi/Phocus Agency © 2016

Lo spettacolo, in programma alle 15.30 di domenica 17 febbraio nella sala Valle di Palazzo Morpurgo in via Savorgnana 12, sarà un susseguirsi di brani letti e recitati, momenti cantati e attimi di riflessione e di approfondimento. L’appuntamento è inserito in un programma di eventi in cui Anà-Thema unisce, ancora una volta, il teatro alla letteratura, portandoli in luoghi significativi del capoluogo friulano dove è sempre l’arte in senso generale la vera padrona di casa. Il tutto si svolgerà in modo estremamente coinvolgente e adatto a un pubblico di tutte le età.

Ma perché leggere Dante oggi? Un valido sostegno, in questo non facile cammino verso “virtute e canoscenza”, viene offerto dalla letteratura che è sempre stata, insieme alla storia, una delle grandi educatrici dell’uomo. Ebbene, dunque, la risposta alla domanda “perché leggere Dante oggi?” è sin troppo semplice: i suoi versi sono di una bellezza assoluta, impareggiabile.
Il piacere che ci giunge dalla lettura di certe terzine è immenso, senza fine e senza tempo, e questa bellezza associata al bel canto crea una serata estremamente piacevole e interessante.
Visti i numeri di posti limitati è consigliabile la prenotazione. Per informazioni e prenotazioni è possibile telefonare allo 04321740499 o al 3453146797, o una email all’indirizzo info@anathemateatro.com.



PREMIO TERRY O’NEILL ALLA MIGLIOR FOTOGRAFIA Questa sera alle 18:30 la cerimonia di premiazione

Si tiene questa sera, la cerimonia di premiazione della prima edizione del Premio Terry O’Neill alla Miglior Fotografia alle ore 18:30 presso il Magazzino delle Idee di Trieste, con la lettura della motivazione scritta da Terry O’Neill e comunicato il nome del vincitore al quale verrà consegnato il premio.

Al bando, un progetto nato grazie a Casa del Cinema e Erpac con la collaborazione di Iconic Images, hanno risposto in 31 fotografi – professionisti e non – inviando altrettante immagini scattate durante il Trieste Film Festival appena conclusosi oppure realizzate nelle sue edizioni precedenti.

Il comitato di selezione, composto da cinque membri di cui due dell’Associazione Casa del Cinema, due del Trieste Film Festival e uno di Iconic Images, si è riunito nei giorni scorsi ed ha scelto 47 immagini inviate immediatamente al fotografo Terry O’Neill, per la scelta delle venti da mettere in esposizione dal 5 febbraio alla chiusura della mostra STARS al Magazzino delle idee – protratta fino a metà marzo – e anche il ritratto vincitore di questa prima edizione del Premio.

Tutte e venti le foto finaliste sono esposte in un’area dedicata, adiacente lo spazio #ToBeFaye, all’interno del Magazzino delle Idee nell’ambito della mostra STARS – Ritratti fotografici di Terry O’Neill.

Considerato il grande successo ottenuto per questa prima edizione, si stanno valutando i termini per l’apertura della seconda edizione del Premio.

Andrea Forliano