PREMIO LUCHETTA 2020, la Presidente di Giuria GIOVANNA BOTTERI annuncia i FINALISTI

È al traguardo della 17^ edizione il Premio Giornalistico internazionale Marco Luchetta
che, nell’anno della pandemia Covid-19, porta con sè un valore aggiunto importante: ricordare le tante
emergenze rimaste in ombra in questi mesi sul “pianeta virale”, perchè guerre, conflitti e carestie si
sono sommati spesso drammaticamente alla diffusione del virus. I reportage dei finalisti 2020 del Premio Luchetta provengono da trincee incandescenti, Asia ed Africa in particolare: ancora una volta l’obiettivo è accendere i riflettori sulle emergenze umanitarie in atto per sensibilizzare istituzioni e cittadini sui diritti dell’infanzia, vero motore del Premio istituito nel 2004 dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin con la RAI, e organizzato da Prandicom.

Giovanna Botteri

La Giuria 2020, presieduta dalla giornalista Giovanna Botteri corrispondente RAI da Pechino, annuncia
oggi le terne finaliste delle cinque categorie del Premio Luchetta. I vincitori saranno proclamati nel mese
di giugno 2020. «Da 17 anni il Premio Luchetta ha qualcosa di unico, che lo rende speciale: continua
ad illuminare le tragedie che colpiscono i più fragili, i più indifesi – spiega Botteri – Continua a raccontare la peggiore delle violenze: quella che colpisce i bambini. In questi mesi abbiamo tutti raccontato solo un’unica emergenza, quella causata dalla pandemia che ha investito l’intero pianeta.
Ma migliaia di indifesi han continuato a morire, anche ma non solo per il corona virus. Ed i reportages premiati dal Luchetta continueranno a raccontare queste tragedie. Per sensibilizzare e non dimenticare».
Per la categoria Tv News si contenderanno il Premio Luchetta 2020 Perrine Bonnet, che ha raccontato su Envoyé special di France2 le storie dei bimbi boxeur thailandesi, avviati sin da piccoli a combattimenti sui quali si intrecciano macabre scommesse e che gli arbitri fanno proseguire sino all’estremo pur di alzare la posta in gioco; Pumza Fihlani, che per BBC News ha documentato come in Madagascar si possa marcire in carcere sin da bambini, per aver semplicemente rubato poche bacche di vaniglia, in attesa di un processo che forse non arriverà mai; e Sara Giudice, che per il programma de La7 Piazza Pulita ha filmato le migliaia di minorenni sulla rotta balcanica, provenienti da Afghanistan, Pakistan, Siria e diretti in Europa, anche a costo di affrontare animali pericolosi e mine inesplose.

Andrea Frazzetta

Nella sezione Reportage sono in gara Fabio Mancini, che per Doc3 su Rai3 ha raccontato la generazione Hikikomori, giovani che si ritirano dalla vita sociale per
chiudersi nella loro cameretta e vivere, attaccati al pc, relazioni esclusivamente virtuali. In Italia la sindrome colpisce oltre 120.000 ragazzi; Francesca Mannocchi, in onda su PropagandaLive La7 con il focus sulla guerra civile in Yemen del Nord, un conflitto che colpisce soprattutto i più piccoli con malattie, fame e il rischio di indottrinamenti a un futuro di odio e ritorsioni; e Adnan Sarwar di Channel 4, che dal ghetto nero di Cape Flats a Città del Capo, Sudafrica, racconta la storia dell’undicenne Mariezaan, già a capo di in una gang di ragazzini nel quartiere in cui 279 bambini sono rimasti uccisi solo nell’ultimo anno.
Per la stampa italiana la Giuria ha selezionato gli articoli di Davide Frattini per Sette – Corriere della Sera,dalla Terra dei fuochi palestinese: quattro villaggi in Cisgiordania dove vige un’economia basata sull’e-waste, 40 mila tonnellate di tecno-scarti riversate e bruciate nelle discariche illegali, dove i bambini palestinesi cercano le parti di valore; di Nello Scavo, che su Avvenire ha raccontato la storia del bimbo ivoriano Simba, sopravvissuto ai campi libici, soccorso dalla nave Mare Jonio di Mediterranea nell’agosto 2019 e finalmente approdato a Torino insieme alla madre; e di Ilaria Romano, che per Italia Caritas e Internazionale ha raccontato i bambini afghani senza infanzia: nel Paese quattro abitanti su dieci hanno meno di 14 anni e perle famiglie i bimbi diventano una fonte di reddito necessaria.
Tre grandi testate sono in gara per la stampa internazionale al Premio Luchetta 2020: Jason Burke su The Observer, il giornale domenicale edito da The Guardian, racconta la vita nello Zimbabwe, sempre più dura fra fame e sfratti, crisi economica, repressione contro giornalisti e sindacalisti. Morgane Le Cam perLe Monde relaziona da Kanuya Center a Bamako, dove bambini soldato sono arruolati da gruppi armati per combattere in Mali; Antonio Pampliega firma per El Indipendiente la sua corrispondenza sulle spose bambine in Afghanistan, meri oggetti con altissimo valore economico, condannate come criminali dalla giustizia e dalla società quando fuggono da casa per evitare il matrimonio forzato.
Per la sezione fotografia dedicata a Miran Hrovatin sono in gara gli scatti di Cesar Dezfuli, con la foto pubblicata da Le Monde che rientra nel progetto “Passengers-Storia dell’Europa attraverso i migranti”; di Andrea Frazzetta per New York Times, che ha ritratto la povera gente sulla costa inondata del Bangladesh, dove anche i bambini si arrangiano a scavare ciò che resta; e di JM Lopez, già Premio Luchetta 2015 (rapito pochi giorni dopo aver ricevuto il Premio a Trieste e quindi liberato dall’Isis), per gli scatti diffusi da Tam Tam Press sulla comunità Yazida rifugiata in campi profughi con un numero infinito di tende e baracche improvvisate che si allagano quando piove e sono gelide d’inverno.

Enrico Liotti




Verzegnis-Sella Chianzutan, arrivederci al 2021

Il protocollo sanitario stilato da Aci Sport prevede lo svolgimento delle gare a porte chiuse: “La cronoscalata non è tale senza i tifosi” – è la motivazione dell’organizzatore, l’Asd E4Run

La gara, già rinviata a data da destinarsi, avrebbe dovuto
svolgersi dal 29 al 31 maggio

La Verzegnis-Sella Chianzutan ha definitivamente alzato bandiera bianca. L’organizzatore, l’Asd E4Run, dopo aver stabilito lo scorso aprile di rinviare la gara a data da destinarsi, ha deciso di dare appuntamento a piloti e appassionati direttamente al 2021. La cronoscalata carnica avrebbe dovuto svolgersi dal 29 al 31 maggio: aperta ad auto moderne e storiche, sarebbe stata valida per il Campionato Italiano Velocità Montagna, per il Trofeo Italiano Velocità Montagna e per il campionato Friuli Venezia Giulia. Sino all’ultimo si è provato a tenere viva l’ipotesi di correre entro la fine dell’anno ma l’emergenza sanitaria – legata all’epidemia di Covid-19 – e il protocollo sanitario stringente redatto da Aci Sport ha portato l’associazione presieduta da Eleonora Rizzi a prendere questa decisione.

Denny Zardo, vincitore della scorsa edizione della Verzegnis- Sella Chianzutan

La manifestazione, secondo il protocollo di Aci Sport, per ragioni di sicurezza si sarebbe dovuta svolgere “a porte chiuse”, quindi in totale assenza di pubblico: per questo motivo abbiamo scelto di rinviare la gara al 2021 – ha affermato Rizzi -. La Verzegnis-Sella Chianzutan è tale solo con la presenza dei tifosi e sostenitori che, annualmente, si ritrovano lungo il percorso per sostenere i propri beniamini. Grazie al loro entusiasmo, caratterizzano la nostra cronoscalata”. La prova, che si svolge nella conca tolmezzina, nel 2019 aveva tagliato il traguardo delle cinquanta edizioni. “La nostra speranza – ha continuato la presidente dell’associazione – è che nel 2021 ci siano le migliori condizioni per poter correre. In questo momento sarebbe davvero un peccato privare dell’affetto del pubblico sia il territorio che ci ospita, da sempre vicino alla nostra manifestazione, sia i piloti, che scelgono di correre in Carnia anche per questo motivo e non solo per la bellezza del percorso”.

Lo svolgimento della Verzegnis-Sella Chianzutan avrebbe generato una notevole ricaduta per il territorio: nell’edizione del 2019 sono stati circa tremila posti letto occupati durante la tre giorni di gara, quasi 500 persone hanno lavorato per la manifestazione mentre gli spettatori sono stati oltre quattromila, senza contare i pasti consumati tra Verzegnis e tutte le zone limitrofe, da Tolmezzo a Villa Santina, passando per Amaro e Arta Terme.




I WeirDO, commedia romantica in prima mondiale al FEFF 22

I WeirDO

Una favola pop con la mascherina, girata con un iPhone prima dell’emergenza sanitaria Covid-19

Un ragazzo e una ragazza. Entrambi soffrono di disturbi ossessivo-compulsivi. Lui, Po-ching, deve lavarsi continuamente le mani. Lei, Ching, si copre dalla testa ai piedi come se fosse in corso una guerra batteriologica. Per la società sono due emarginati, ma il destino vuole che siano due anime gemelle destinate a incontrarsi. E il loro incontro, inevitabilmente, origina un complicato cortocircuito sentimentale…

Vedendo i due protagonisti alle prese con il loro terrore del contatto e del contagio, viene spontaneo pensare alla pandemia provocata dalla Covid-19, ma in realtà questa pellicola è stata concepita e girata in tempi non sospetti, per cui la storia narrata è estranea alla cronaca di questi giorni.

Al contrario, I WeirDO esorcizza le paure che caratterizzano l’attuale emergenza sanitaria, trattando con leggerezza e umorismo temi universali e profondi, portando lo spettatore lontano dalle odierne contingenze, sia dal punto di vista emotivo che estetico.

Un film originale ed eccentrico, girato interamente con un iPhone XS dal regista esordiente taiwanese Liao Ming-yi, e prodotto dalla Activator Marketing Company. Una favola pop che sarà presentata, in prima mondiale assoluta, al Far East Festival Film 22, online sulla piattaforma Mymovies dal 26 giugno al 4 luglio.

Il web sarà per questa edizione del FEFF il punto d’incontro del popolo fareastiano, che sarà chiamato a incoronare i vincitori degli Audience Awards, e nel quale potrà condividere i video-saluti degli attori e i talk di approfondimento con i grandi nomi del cinema asiatico.

E il claim del FEFF 22, Face to Face, Heart to Heart, sembra pensato per i due protagonisti di I WeirDO: riusciranno Po-ching e Ching a superare le rispettive fissazioni e aprirsi, piano piano, l’uno con l’altro? Ci vediamo a fine giugno su MYmovies per scoprire la risposta a questa domanda…




REMO ANZOVINO per FRIDA KAHLO mercoledì 27 maggio in streaming alle ore 21:30 il viaggio nella canzone Yo Te Cielo

REMO ANZOVINO

YO TE CIELO – VIAGGIO NELLA CANZONE PER FRIDA

IL DIARIO SONORO – PAGINA SPECIALE

MERCOLEDÌ 27 MAGGIO 2020, ore 21:30

IN STREAMING SU FACEBOOK https://www.facebook.com/remoanzovino

© Simone Di Luca

Con 500.000 visualizzazioni e più di 12.000 emozionanti commenti del pubblico, il “Diario Sonoro” di Remo Anzovino si è affermato come un format davvero originale, ideato durante il lockdown dal compositore e pianista che attraverso la fantasia, la musica e i suoi racconti, ha guidato migliaia di persone in viaggi immaginifici nei luoghi che non abbiamo potuto vivere in quelle settimane.

Conclusosi lo scorso 2 maggio, a ridosso della “fase 2”, a grande richiesta Anzovino ha realizzato una puntata speciale, unica ed esclusiva, del Diario Sonoro che andrà in streaming alle ore 21:30 di mercoledì 27 maggio sulla sua pagina Facebook ufficiale (https://www.facebook.com/remoanzovino): “Yo Te Cielo – Viaggio nella canzone per Frida Kahlo”.

Il viaggio della fantasia, questa volta ci porterà in Messico, nella casa di Frida, che seppe trasformare il dolore nel capolavoro che è stato la sua vita, per scoprire da vicino la favola della canzone “Yo Te Cielo”, la dichiarazione d’amore in musica e parole del compositore per Frida Kahlo (videoclip https://www.youtube.com/watch?v=xsqWpd8VsBs)

Sarà un viaggio emozionale a bordo del mio pianoforte – racconta Anzovino – ricco di sorprese e documenti inediti, che farò assieme al mio pubblico e alla cantante Yasemin Sannino e il trombettista Flavio Boltro, due grandi artisti, ospiti speciali di questo viaggio, che hanno reso unico il brano, tema portante della colonna sonora scritta da Anzovino per il docufilm “Frida. Viva La Vida”, diretto da Giovanni Troilo e prodotto da Ballandi Arts e Nexo Digital. L’album della colonna sonora fa parte di “Art Film Music”, il box set celebrativo pubblicato da Sony Masterworks in tutto il mondo con i 5 CD delle colonne sonore di Anzovino per “La Grande Arte al Cinema” (http://smarturl.it/anzovinobox)

Nel weekend appena trascorso Anzovino è stato tra i protagonisti di “Piano City Milano Preludio 2020”, l’anteprima del più importante festival di pianoforte in Italia, esibendosi in live streaming dal Volvo Studio a Milano per il suo primo evento non da casa. Ora il compositore e pianista, già Nastro D’Argento 2019, è pronto a continuare il viaggio dell’immaginazione dal vivo, assieme al suo pubblico che potrà farlo con lui dal vero, nei suoi concerti che saranno una esperienza emozionale irripetibile e mai come ora capace di rendersi collettiva.

Contatti Remo Anzovino:

Booking Concerti Italia: International Music and Arts – Elisa Sitta – elisa.sitta@internationalmusic.it

Booking Concerti Worldwide and Co-management: New Age Productions – Claudio Angeli – info@newageproductions.it

Management: VignaPR srl – Luigi Vignando – luigi.vignando@gmail.comtel.: (+39) 340 3731626

Puntate precedenti del Diario Sonoro (format audiovisivo originale ideato e scritto da Remo Anzovino, senza alcuna finalità commerciale):

 




PREMIO HEMINGWAY 2020

PER LA LETTERATURA A DAVID GROSSMAN, A SAMANTHA CRISTOFORETTI IL PREMIO HEMINGWAY 2020 “TESTIMONE DEL NOSTRO TEMPO”, ALLO STORICO ALESSANDRO BARBERO PREMIO HEMINGWAY “L’AVVENTURA DEL PENSIERO” E PREMIO HEMINGWAY FOTOGRAFIA 2020 A GUIDO GUIDI

 L’autore israeliano David Grossman per la Letteratura, l’astronauta Samantha Cristoforetti nella sezione Testimone del nostro tempo, lo storico Alessandro Barbero per l’Avventura del pensiero e l’artista Guido Guidi per la Fotografia sono i vincitori del

Alessandro Barbero

Premio Hemingway 2020, promosso dal Comune di Lignano Sabbiadoro con il sostegno degli Assessorati alla Cultura e alle Attività Produttive e Turismo della Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso la consolidata collaborazione con la Fondazione Pordenonelegge. I vincitori sono stati annunciati oggi, insieme al programma del piccolo “festival” digitale che scandirà la 36^ edizione del Premio, da giovedì 25 a sabato 27 giugno attraverso la messa online, accessibile a tutti, sul sito e i canali social Hemingway, di Fondazione Pordenonelegge e del Comune di Lignano.  Il pubblico incontrerà così i vincitori in una dimensione che non sarà più “tangibile” e in presenza, come per le precedenti edizioni, ma i dialoghi online sapranno restituire con forza le parole, le riflessioni e il sentire dei quattro vincitori 2020, portandoli direttamente nelle case degli spettatori.  Non mancherà l’appuntamento con la cerimonia di premiazione, in programma sabato 27 giugno alle 18.30: come gli incontri sarà accessibile online. Per informazioni www.premiohemingway.it

David Grossman opyright Claudio Sforza

Il Premio Hemingway 2020 per la Letteratura va ad una delle voci più profonde, influenti e ammirate della letteratura mondiale, David Grossman “per aver scritto romanzi carichi di sensibilità e ricchi di un’immaginazione che si dispiega pagina dopo pagina in architetture romanzesche perfette e innovative, per arrivare fino alle pieghe più nascoste e sofferte dell’animo umano. Si potrà incontrare Grossman venerdì 26 giugno, alle 18, attraverso il dialogo digitale che terrà con il presidente di Giuria Alberto Garlini.

Samantha_Cristoforetti_onboard_the_International_Space_Station_pillars @ESA_NASA

All’astronauta Samantha Cristoforetti va il Premio Hemingway 2020 nella sezione Testimone del nostro tempo, “per averci fatto guardare la Terra da un’altra prospettiva, che non è solo quella dello spazio, ma soprattutto quella dei sogni”. Samantha Cristoforetti dialogherà con Alberto Garlini venerdì 26 giugno, alle 21. va allo storico Alessandro Barbero il Premio Hemingway 2020 per l’Avventura del pensiero, “per la sua capacità di rendere viva e soprattutto empatica una materia di studio spesso concepita come asettica, attraverso uno stile narrativo sobrio equilibrato e avvincente, e una conoscenza vastissima dei periodi trattati”.  Sabato 27 giugno, alle 11, Barbero converserà con Gian Mario

Guido-Guidi-foto-di-Manuela-De-Leonardis

Villalta nel dialogo digitale disponibile online. Anche per l’edizione 2020 il Premio Hemingway seleziona una personalità eccellente della “fotografia”: è l’artista Guido Guidi, premiato per il volume “In Sardegna 1974 – 2011”  (Mack Books Londra),“opera di intensa letteratura fotografica nella quale risalta l’identità sociologica e antropologica di un territorio – la Sardegna – superando la convenzionale iconografia spettacolare e turistica”. Guidi dialogherà online con Italo Zannier, giovedì 25 giugno alle 18.

Enrico Liotti




ESTATE 2020 – Musica e spettacoli in Friuli Venezia Giulia. INSIEME NON CI FERMIAMO

ESTATE 2020 – INSIEME NON CI FERMIAMO

I principali organizzatori di concerti e spettacoli in Friuli Venezia Giulia uniti per superare il momento di emergenza

In Friuli Venezia Giulia la musica dal vivo riparte. Lo comunicano oggi le principali realtà operanti nell’organizzazione di concerti e spettacoli dal vivo, che hanno scelto di fare fronte comune per uscire da questo periodo di grande emergenza per il settore della cultura e degli show live. Dopo gli sviluppi dei giorni scorsi, che hanno portato alla cancellazione di importanti grandi eventi e festival su tutto il territorio nazionale a seguito della comunicazione delle linee guida che gli organizzatori dovranno rispettare, arriva dunque oggi dal Friuli Venezia Giulia un importante segnale: gli eventi accompagneranno il pubblico come ogni estate. Il Friuli Venezia Giulia è una terra distintasi negli ultimi anni come una delle più prolifiche in tutta Italia per qualità, quantità e varietà dell’offerta di concerti e spettacoli, grazie al lavoro di alcune importanti realtà che operano, anche da decenni, in questo territorio. E proprio queste ultime ci tengono a informare il pubblico che per quest’estate saranno organizzati concerti pop, concerti di musica classica con orchestre, concerti jazz, blues, live di cover band, spettacoli di prosa e show comici nel periodo che andrà indicativamente da metà luglio a fine settembre. A ospitare gli eventi saranno le splendide venue sulle quali la Regione può contare, tra cui il Castello di Udine e le piazze della città friulana, la splendida Piazza di Palmanova, i meravigliosi scenari del Comprensorio del Tarvisiano, il Parco di Villa Manin, le venue delle località balneari di Lignano Sabbiadoro e Grado e il Parco San Valentino di Pordenone, solo per citarne alcune.

La sicurezza del pubblico, degli artisti e degli addetti ai lavori sarà ovviamente garantita rispettando scrupolosamente le linee guida che il Governo ha comunicato nei giorni scorsi, incluse la tipologia di posti, che saranno tutti a sedere, e la capienza massima degli eventi, che sarà di 1000 persone. Il messaggio che arriva dagli organizzatori è dunque chiaro: “non dobbiamo fermarci”. Bisogna ripartire, e bisogna farlo per il pubblico, per i lavoratori dello spettacolo, per tutto l’indotto che i concerti generano, per gli alberghi e per tutte le attività commerciali che ne beneficiano. La cosa certa è che le restrizioni imposte dall’emergenza Coronavirus impatteranno sulla grandezza degli eventi, senza intaccare però l’offerta artistica che sarà comunque sempre importante e di qualità nelle varie proposte.

Una grande voglia di ripartire, potendo contare sulla consueta collaborazione e supporto della Regione Friuli Venezia Giulia, di PromoTurismoFVG, dei Comuni di Udine, Pordenone, Palmanova, Lignano Sabbiadoro, Grado e Tarvisio. Già nei prossimi giorni sarà possibile avere informazioni più precise su date, biglietti e informazioni logistiche.

I principali organizzatori del Friuli Venezia Giulia:

AZALEA.IT – ZENIT SRL – EURITMICA – FVG MUSIC LIVE – VIGNA PR – CONSORZIO DEL TARVISIANO – ONDE MEDITERRANEE – CSS TEATRO STABILE DI INNOVAZIONE DEL FVG – ENTE REGIONALE TEATRALE FVG – NEI SUONI DEI LUOGHI – PORDENONE BLUES FESTIVAL




Il pensiero di Remo Anzovino colmo di ammirazione e dolore per Ezio Bosso

Grandissimo contrabbassista, direttore d’orchestra, compositore e pianista, e grandissimo conoscitore del contrappunto, Ezio Bosso è stato un esempio di talento, tenacia e coerenza.

Tanti anni fa rimasi impressionato dalle musiche che scrisse per il film “Io non ho paura” di Salvatores e corsi a comprare il disco della colonna sonora.

Eravamo davvero in pochi a conoscerlo, ad ammirare la sua assoluta originalità e personalità, perché nel nostro Paese molto spesso chi ha il talento ma veste abiti fatti solo di sostanza e non di apparenza deve fare una fatica immane per vederlo adeguatamente riconosciuto.

Dedico questo pensiero colmo di ammirazione e dolore per un grande Artista e Collega che non si è risparmiato fino all’ultimo per onorare la cosa più importante: La Musica.

Remo Anzovino

Ci uniamo al pensiero di Remo per un grande artista come Ezio Bosso – LA REDAZIONE




Il Far East Film Festival 22 diventa un grande evento cinematografico online

FEFF 22 Far East Film Festival

Dal 26 giugno al 4 luglio sarà possibile condividere visioni e contenuti nella sala virtuale di Mymovies

La struttura del FEFF 22 verrà rimodulata per adattarsi alle logiche dello streaming. Non si tratterà solo di rendere disponibili on demand i film in concorso da guardare, ma di mettere a disposizione dell’affezionato popolo fareastiano un punto di incontro virtuale, nel quale gli spettatori saranno chiamati a incoronare i vincitori degli Audience Adwards, e a condividere, oltre che le visioni dei film, i video-saluti degli attori e dei registi e i talk di approfondimento con i grandi protagonisti del cinema asiatico.

A tale scopo verrà utilizzato il portale Mymovies, ampiamente usato dal pubblico in questi lunghi mesi di emergenza sanitaria, durante i quali le rigorose misure di distanziamento sociale hanno purtroppo impedito l’accesso alle sale cinematografiche. La volontà di non arrendersi alla pandemia Covid-19 traspare dal claim che è stato scelto per l’atteso evento: face to face, heart to heart. Una sintesi efficace di questa edizione del FEFF: faccia a faccia, attraverso il vetro sottile degli schermi, cuore a cuore, perché la community del festival udinese è veramente diventata una grande famiglia, in attesa dell’opportunità di riunirsi…

Dal 30 giugno al 2 luglio troverà inoltre spazio online anche Focus Asia, cioè l’area Industry del festival, con la sezione FEFF in progress (la prima e unica piattaforma europea dedicata ai film asiatici in post-produzione), il project market e un ricco programma di webinar.

Verranno illustrati quanto prima i dettagli del palinsesto del FEFF 22 e le modalità di accredito all’evento.




E’ uscito “Umani”, l’album della band abruzzese Lingue – L’intervista della nostra redazione

Le Lingue (per un periodo noti anche come Lingue Sciolte) sono una interessante indie-rock band abruzzese che gravita nell’area romana e che si sta facendo conoscere sempre più con i suoi brani dal sound accurato e dai testi a volte taglienti e spesso farciti da una dose di nonsense. Testi rigorosamente in italiano che catturano l’attenzione dell’ascoltatore per la dinamica delle parole e dei temi legati sia alla routinaria quotidianità che all’impegno sociale e alla protesta.

Abbiamo avuto l’occasione di intervistare le Lingue, di seguito quello che ci hanno detto di loro e della loro musica:

  • I vostri testi riflettono spaccati di vita quotidiana conditi – ci sembra – da una dose di “nonsense”, vi ispirate a qualcuno in particolare? Avete un artista o un gruppo di riferimento?

Il no sense nei nostri testi è quasi sempre presente, perché attraverso il no sense si possono comunicare le cose più profonde, nascoste in una metafora o in una frase apparentemente “senza troppo significato”. Uno degli artisti che più ha influenzato la scrittura dei testi è stato senza dubbio Rino Gaetano, probabilmente il massimo esponente del no-sense espressivo. (avevamo comunque già intuito che la band avesse come ispiratore Rino Gaetano, uno dei maestri del nonsense, ndr).

 

  • La creazione dei vostri brani parte dai testi che vengono poi musicati o, viceversa, dalla melodia? Chi è la “mente” creativa del gruppo?

Molto spesso è Federico che porta un testo accompagnato da una melodia di chitarra acustica, che però spesso viene stravolta dal lavoro che tutti facciamo in saletta sulle strumentali. Ognuno di noi cura alla perfezione il proprio campo e cerchiamo di unire le nostre influenze e le nostre idee all’interno dei brani. Ogni strumento comunica con la stessa potenza delle parole il significato che deve uscire da un determinato brano, cerchiamo di evolverci sempre, di scoprire e di essere curiosi, cerchiamo di metterci alla prova. Passiamo dal cantautorato al rock alla psichedelia senza farci troppi problemi proprio perché non sentiamo di appartenere solo ed esclusivamente ad un genere musicale.

 

  • I vostri video sono molto curati, quanto conta la promozione dei vostri brani sui canali video e sui social?

La promozione dei brani e di conseguenza dei video ricopre un ruolo importante, importanza dettata anche dall’andamento della musica al giorno d’oggi, considerando che insieme a buone canzoni servono buoni investimenti, perché purtroppo il settore sta diventando sempre più schiavo dei numeri, e non dovrebbe essere così. I video d’altro canto sono molto curati perché insieme a Stefano Ianni (nostro grande amico oltre ad essere il nostro personale videomaker) quando scriviamo una sceneggiatura vogliamo che ogni dettaglio riesca ad abbracciare in modo stretto il significato della canzone.

 

  • Quanto ritenete sia vantaggioso per lo sviluppo di una carriera musicale vivere in una città (o nelle vicinanze) come la capitale? Che opportunità può offrire in più rispetto ad un paese di provincia per emergere in campo musicale?

Sicuramente la grande città rispetto alla città di provincia offre più possibilità, bisogna affacciarsi sempre oltre il confine, confrontarsi con più menti, conoscere nuove realtà. La grande città ti allarga gli orizzonti, ed è inevitabile ed importantissimo, ma la provincia, il mare, la campagna, ti danno la possibilità di rilassarti e scrivere belle canzoni, ti danno la possibilità di respirare, di ricrearti. Siamo del parere che siano necessarie entrambe le realtà.

 

  • Qual è il brano che vi rappresenta di più?

Nel nuovo disco crediamo ad ogni brano, ogni brano parla di noi, del nostro vissuto e della nostra anima. Forse Anche senza le mie mani e Morire e poi tornare riescono a riassumerci molto bene.

 

  • In questi tempi particolarmente difficili dettati dalle restrizioni del Covid-19 come avete conciliato/come conciliate la voglia – ma anche la necessità – di fare musica e la distanza fra di voi?

Fare musica a distanza è difficile, fare le dirette è di plastica. Stiamo provando a scrivere cose nuove ma non vediamo l’ora di poter perderci nella nostra saletta il prima possibile, così come non vediamo l’ora di tornare sui palchi il prima possibile, perché le soluzioni alternative devono rimanere tali e temporanee. La musica è fatta di incontri, scontri, emozioni, sudore, vita. Non di plastica. Ci auguriamo che tutto passi il prima possibile e speriamo che la musica e l’arte in generale vengano preservate per davvero, perché ci salvano sempre.

E per concludere due parole su Umani, il primo album della band – prodotto da Pioggia Rossa Dischi – e in distribuzione dalla mezzanotte dell’8 maggio:

Umani è il riassunto dei nostri ultimi due anni di vita. Alti e bassi, amori, esperienze, eccessi, amicizia, errori, tensioni, paranoie, vino e sorrisi. È un disco che vogliamo venga ascoltato, e non vogliamo influenzarne l’ascolto. Speriamo che ogni canzone possa entrarvi dentro, nella vostra concezione, e che possa adattarsi ad un vostro specifico momento. È un disco sincero, non perfetto sicuramente, ma estremamente sincero. Aspettatevi la parte più vera di noi.

La track-list di UMANI:

  • 1.Umani
  • 2.Morire e poi tornare
  • 3.Venere
  • 4.Scale
  • 5.Regali
  • 6.Lovepop
  • 7.Gary Neville
  • 8.Non te ne rendi conto
  • 9.Mezzanotte per sempre
  • 10.Anche senza le mie mani

La Band: Federico Vittorini  (voce, chitarra acustica), Marco Fontana (chitarre elettriche), Valerio Scarsella (basso, cori) e Andrea Orlandi (batteria, percussioni).

Intervista a cura di Dario Furlan




REMO ANZOVINO inaugura “Parole O_Stili 2020”, il festival della comunicazione non ostile: venerdì 8 maggio con Rosy Russo e Alessandro Baricco

REMO ANZOVINO

PAROLE OSTILI – 4° FESTIVAL DELLA COMUNICAZIONE NON OSTILE

VENERDÌ 8 MAGGIO 2020, ore 10:45

IN STREAMING SU FACEBOOK https://www.facebook.com/paroleostili

Il compositore pianista Remo Anzovino sarà tra i protagonisti della nuova edizione di “Parole O_Stili”, festival della comunicazione non ostile e straordinario progetto sociale di sensibilizzazione contro la violenza delle parole.

L’intervento sonoro di Anzovino, in programma alle ore 10:45 di venerdì 8 maggio, lancerà la quarta edizione di “Parole O_Stili” che si aprirà con l’ideatrice del festival Rosy Russo e lo scrittore Alessandro Baricco per tracciare una panoramica sulle relazioni, digitali e non solo, che abbiamo costruito o ri-costruito in questi ultimi mesi, per parlare insomma di sentimenti. Per iscriversi all’evento in streaming https://bit.ly/2WxwmW9

“Si è ciò che si comunica” è uno dei dieci principi del manifesto “Parole O_stili” e sarà il tema portante dell’evento inaugurale che vedrà Anzovino protagonista tra parole e musica, una delle sue forme per comunicare ciò che è. Come si è anche potuto ammirare nelle ultime settimane attraverso il suo “Diario Sonoro”, il format online realizzato dal compositore che attraverso la fantasia, la musica e i suoi racconti, ha guidato il pubblico in viaggi immaginifici nei luoghi che non abbiamo potuto vivere.

Positività, possibilità, innovazione e digitale saranno le parole chiave della quarta edizione del festival e sono anche le stesse che l’artista sta portando avanti con i suoi progetti: dalla creazione di una nuova colonna sonora, passando per il diario sonoro, per arrivare al ritorno sui palchi da concerti, quando sarà possibile.

Andiamo al supermercato per nutrire il corpo – ha affermato Anzovino – e andremo ai concerti per nutrire la mente e l’anima.”

Contatto Remo Anzovino:

Management Vigna PR srl – Luigi Vignando

e-mail: luigi.vignando@gmail.com

tel.: (+39) 340 3731626