E’ vissuto e morto da Partigiano

Ormai dopo due giorni di ricordi e malinconia, anche noi autori una piccola testata web, ci associamo al lutto che ha colpito l’intera area di pensiero e idee che sono stati profusi dalla fucina di pensiero qual’era Giorgio Bocca, un giornalista ed un pensatore tra le grandi firme italiane che per oltre un cinquantennio ha saputo con ironia e senza asservimento raccontare quotidianamente i mali di una giovane repubblica e di tutte le malefatte dei suoi governi. Come spesso diceva se gli eventi non lo avessero costretto ad esser partigiano, forse avremmo avuto una firma in meno ed un censore muto per gli anni più orribili della nostra genesi repubblicana. Sarebbe stato forse un eccellente avvocato del foro di Cuneo , ma avremmo perso un analista così severo dei costumi e delle scelte degli  ultimi decenni della nostra vita sociale e politica. Partigiano con un arma in mano durante la resistenza , e partigiano tutta la vita con una penna in mano e la sua solitudine caratteriale con cui ha insegnato a tanti, che il mestiere del giornalista non è quello della banderuola che gira a seconda del vento più o meno proficuo ai propri interessi, ma sempre con coerenza anche sapendo di essere a volte considerato una chimera o uno scomodo pensatore ha sempre detto la sua. Grande maestro di penna , come Enzo Biagi, e come Indro Montanelli, con Lui si spegne una delle figure più illuminanti di un mestiere che sembra diventato ” la moda dell’apparire” dell’apparire ad ogni costo e non di commentare con le idee ed i fatti. Ormai per molti essere giornalista vuol significare appartenere ad una cerchia di eletti, non più essere un cronista di cose ed eventi che debbano essere condannatti o esaltati per il bene comune, ma piuttosto per accontentare chi gestisce la cosa pubblica. Ecco perchè con Giorgio Bocca è facile dichiarare che è vissuto da partigiano anche dopo la resistenza. La sua è stata una battaglia continua contro il consumismoe contro la sempre più bassa grettezza culturale che ha affossato ideali ed etiche umane avvicinando la nostra generazione a quella di adulatori di effimere ricchezze ed effimeri traguardi. Salutiamo con la sua dipartita una genia di uomini che hanno difeso fino alla fine uno stile di vita non certo retorico , ma umano nel senso vero della parola umanità quello che si rivolge al pensiero e alla forma di vita diversa dall’esistenza della bestia non pensante.

Enrico Liotti

enrico.liotti@ildiscorso.it

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Il futuro dell’Italia è nei giovani

Quello che riuscirà a fare il nuovo governo per le nuove generazioni sarà una delle cartine al tornasole del suo operato. Ogni anno migliaia di giovani diplomati e laureati si affacciano al mondo del lavoro, ed un sistema-paese che non riesce ad accoglierli, valorizzarli, “renderli produttivi” è destinato al declino.

Basti pensare alla cosiddetta “fuga dei cervelli”: il sistema scolastico ed universitario italiano forma giovani con alta specializzazione che al termine del percorso di studi emigrano per la mancanza di sbocchi adeguati. Gli investimenti dell’Italia sui propri giovani, così, vengono letteralmente regalati ad altre nazioni: si stima che il valore dei brevetti che i nostri migliori 50 ricercatori producono nel resto del mondo ammonti a ben 1 miliardo di euro all’anno. La disoccupazione giovanile tocca livelli preoccupanti, per non parlare di tutti quei giovani che, passando di stage in stage e da un contratto all’altro, non riescono a crescere professionalmente con continuità.

Come si sta ponendo il governo di fronte ad un problema che rischia di minare le basi del futuro sviluppo italiano, economico e non solo? L’abolizione del Ministero della gioventù decisa dal Presidente Monti ha creato un certo dibattito. Ma attenzione: non è un segnale necessariamente negativo. Un Ministero della gioventù può organizzare dei progetti mirati, ma è evidente che rischiano di essere del tutto marginali. Fra le maggiori iniziative del Ministero troviamo: la possibilità di diventare deputati a 18 anni, l’accesso ad una rete capillare di ostelli, poter accedere dei prestiti per progetti di studio. Di per sé nulla di negativo, ma operazioni del tutto insufficienti (e dal sapore della beffa) nel momento in cui il mercato del lavoro è in crisi, la disoccupazione alle stelle, il sistema universitario e della ricerca necessita da anni di riforme e investimenti.

I dicasteri che possono incidere davvero, dove è possibile fare una seria politica per le giovani generazioni, sono altri: il Ministero dell’economia, quello dell’Università e ricerca, quello del lavoro e del welfare. Una novità da segnalare, che sembra andare nella giusta direzione, è contenuta nel recente decreto “Salva Italia”: il governo ha diminuito il costo del lavoro per donne e giovani. In particolare, sono state introdotte agevolazioni Irap per l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratrici e giovani di età inferiore ai 35 anni: la deduzione è di 10.600 euro, cifra che sale a 15.200 euro se il lavoratore è assunto nel meridione. Si tratta di un piccolo passo sulla strada delle politiche giovanili e dell’equità generazionale. La speranza è che i giovani maturino piena consapevolezza di ciò che può cambiare davvero il loro futuro e quello del Paese.

Gabriele Giacomini

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L’Europa da vicino grazie a Debora Serracchiani

Nata dal terribile disastro della Seconda Guerra Mondiale, l’Europa unita è uno degli esempi più alti della civiltà umana avendo riunito le forze di nazioni vicine e divise durante i secoli solo dai confini e dalla cecità degli uomini. Camminare per le strade di Strasburgo, entrare nell’imponente sede del Parlamento europeo, sentire direttamente dalla voce della parlamentare Debora Serracchiani come funziona la macchina europea, rende l’idea di cosa stiano costruendo i governi e, si spera sempre di più, i popoli europei.

Debora Serracchiani (membro della commissione trasporti e turismo, membro sostituto della commissione libertà civili, giustizia e affari interni) spiega infatti come il lavoro del Parlamento europeo, della Commissione e del Consiglio europeo sia centrale nella vita quotidiana di ogni cittadino dell’Unione anche se i media italiani attenuano l’eco di tale attività legislativa. Si parla di tutela del lavoratore, di un possibile codice della strada europeo, di gran parte delle normative emanate dal Parlamento nazionale che sono applicazioni dei regolamenti o delle direttive del diritto comunitario. Ad esempio, come può agire l’Unione europea in materia di lavoro ed occupazione? L’on. Serracchiani ricorda che l’Europa è intervenuta per garantire la parificazione dei titoli di studio tra i diversi paesi, ha stabilito l’introduzione di un salario minimo garantito e di ulterori tutele per le donne lavoratrici parasubordinate oltre a seguire con attenzione il tema della sicurezza sul lavoro.

Altro aspetto interessante è il rapporto del parlamentare europeo con le cosiddette “lobby“. Come negli Stati Uniti, il mondo imprenditoriale si espone verso la politica per rendere chiare le proposte e gli interessi riguardanti un determinato progetto, l’on. Serracchiani afferma: “Facendo parte della commissione trasporti, vengo contattata dalle imprese del settore che mi propongono le loro istanze. Tutto questo alla luce del sole, tutto con la massima indipendenza di giudizio e di voto. In Italia avviene la stessa cosa ma non si dice in giro, la parola “lobby” ha perfino un’accezione negativa. Tuttavia il buon politico deve ascoltare, confrontarsi, trovare più soluzioni e, infine decidere.”

In questo piccolo assaggio d’Europa non poteva mancare una chiusura sulle origini intellettuali dell’integrazione europea, sulla figura di Altiero Spinelli, autore con Ernesto Rossi durante il confino nel periodo fascista de “Il manifesto di Ventotene”, il cui modus operandi può essere descritto da un pensiero presente nel testo autobiografico “Come ho tentato di diventare saggio“: “La federazione europea non mi si presentava come un’ideologia […] era la risposta che il mio spirito desideroso di azione politica andava cercando”. Queste parole erano in un libro, oggi sono vicine a tutti noi.

Federico Gangi
federico.gangi@ildiscorso.it

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HI-LIFE TOUR : sabato 10 ad UDINE

Eventi musicali con orari alternativi e anticipati, testimonial amati dai ragazzi e l’invito a divertirsi responsabilmente. Sono le proposte offerte dal progetto “Hi-Life Tour – A tutta vita”, manifestazione nazionale itinerante ideata ed organizzata dall’associazione culturale “Musica è Vita”, con il patrocinio e la partecipazione della Polizia di Stato. Un tour che toccherà, domani, sabato 10 dicembre, a partire dalle 16.30 in piazza XX Settembre, anche Udine per un pomeriggio all’insegna della musica e del divertimento “a misura di ragazzo”.Per la tappa udinese, realizzata con il contributo di Regione e con il patrocinio e la collaborazione dell’Agenzia Giovani del Comune di Udine, il palco sarà animato dall’esibizione dei 4Season di Imperia, dei Thomas, dei Jackers e, in chiusura, di Ambramarie Facchetti, rivelazione della seconda edizione del talent show di Rai2 “Xfactor”, che dal palco darà ai ragazzi intervenuti un forte messaggio a sostegno del divertimento responsabile.Hi-Life Tour, presentato proprio a Sanremo nel febbraio 2010 all’interno del programma delle manifestazioni collegate al 60^ Festival della Canzone Italiana, è un’iniziativa nata per sensibilizzare i giovani sull’importanza del divertimento responsabile. Il tour, in meno di due anni, ha visto l’adesione di oltre 25 città e ha permesso a oltre 50 gruppi musicali giovanili di calcare il suo palco con l’adesione entusiasta di decine di migliaia di ragazzi con le loro famiglie.  Il Comune di Udine sarà presente all’evento con due servizi dell’Agenzia Giovani. Le Officine Giovani hanno segnalato per l’esibizione il gruppo musicale Jackers, menzione speciale della giuria alla scorsa edizione di Pagella Rock. Inoltre, alla campagna sul divertimento responsabile di Musica è Vita, si affiancherà un’azione di prevenzione dei comportamenti a rischio e di abuso dell’alcool in particolare, propria del progetto Replei (Reti che promuovono luoghi di espressione e identità) con la presenza di educatori disponibili presso un punto informativo a fornire materiale e simpatiche prove di “sobrietà”.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’associazione culturale “Musica è vita” (musica.vita@alice.it tel. 346.12.64.160).




Cittadini a 18 anni nell’Italia multiculturale di oggi

*Lunedì 12 al Centro interculturale multietnico: “”

Per il ciclo di incontri “Culture a 360°” il *Centro interculturale multietnico di via Pracchiuso 85* e la 1^ circoscrizione Udine Centro, in collaborazione con Ucai Fvg, propongono *lunedì 12 dicembre alle 18* un incontro su scelte, pensieri, dubbi e “appartenenze” a confronto. Una festa, ma non solo, con letture, canti, break dance, sapori e colori di tutto il mondo. Dopo l’introduzione di Arminda Hitaj , mediatrice culturale e presidente dell’Ucai Fvg, interverrà Massimo Garlatti Costa, regista del progetto documentaristico “Nuovi Italiani”. Non mancheranno testimonianze di giovani migranti di seconda generazione provenienti da Est Europa, Asia ed Africa. Condurrà l’incontro la giornalista Elisa Cozzarini. L’iniziativa s’inserisce nell’ambito del ciclo d’incontri di lingua e cultura italiana per stranieri e vuole favorire concreti processi di partecipazione, interculturalità e cittadinanza attiva. Il prossimo ciclo d’incontri di lingua italiana per stranieri avrà inizio da metà gennaio presso la 3^ circoscrizione. Per informazioni: 0432 297804.

 

(e.l.)




Volpe Pasini contro Lizzero: riflessioni e memoria

Diego Volpe Pasini è stato condannato a pagare una multa di 1500 euro e a risarcire coloro che si sono dichiarati parte civile al processo intentato nei suoi riguardi (l’Anpi e Luciano Lizzero, figlio del personaggio di cui si parlerà) di 5000 euro l’uno e in ulteriori 2000 a testa come sanzione pecuniaria prevista dalla legge sulla stampa. Perché? Per la sua dichiarazioni riguardo al partigiano Mario Lizzero, commissario politico della brigata Garibaldi, rilasciata in un’intervista al Messaggero Veneto nel 2008: “ aveva sempre portato dentro di sé la responsabilità politica del massacro di Porzùs” ; affermazione, questa, considerata diffamante nei confronti del comandante partigiano, divenuto poi consigliere comunale a Udine e punto di riferimento della sinistra in Friuli.

Al di là del fatto in sé (in cui la figura di Lizzero potrebbe forse lasciare ancora qualche dubbio riguardo una sua ben che minima responsabilità, magari per non essere riuscito a fermare l’ordine di Modesti e Tambosso, reponsabili del Partito comunista friulano e mandanti della spedizione punitiva), con questa sentenza si ha quasi l’impressione che il diritto di critica storica (come l’ha definito l’avvocato di Volpe Pasini, Luigi Francesco Rossi) vada a farsi benedire, a braccetto con la semplice libertà d’espressione, quando si ha la testarda convinzione che questa vada a ledere la figura di un determinato personaggio, membro di un qualche pantheon di intoccabili, fanaticamente difesi dai propri eredi storici, politici e, almeno loro giustificatamente, biologici. La memoria di un personaggio, in questo caso del glorioso Andrea (questo il nome di battaglia del comandante Lizzero), che avendo oltretutto avuto rapporti con le vittime sicuramente avrebbe voluto evitare lo spargimento di sangue nelle malghe di Porzùs, non risulterà lesa se non la si vorrà cocciutamente veder tale, ma la prepotenza con cui la dichiarazione di Volpe Pasini (senza dubbio discutibile) ha sollevato un polverone accecante, con tanto di condanne, fa risorgere l’amara sensazione che non sia possibile filtrare la vita (o la leggenda) e le gesta di un personaggio, di un eroe o di un antieroe, di qualsiasi credo o colore politico esso sia, senza trovarsi imputati di vilipendio, revisionismo o quant’altro sia fermentato nelle meningi di chi non vuole sentire, togliendo così in qualche modo la possibilità di pensare e far pensare, di ragionare, e la stessa libertà di espressione alla gente, ma elargendo bensì l’idea di essere realmente impantanati in una sorta di grottesca dittatura.

Simone Callegaro

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An Evening with PRIMUS

 

Due nuovi esclusivi concerti in Italia: il 23 marzo a Pordenone l’unica tappa nell’intero Nordest Dopo esser risaliti alla ribalta delle cronache nel 2010 per il ritorno alla formazione più celebre con il leader Les Claypool alla voce e al basso, Larry LaLonde alla chitarra e Jay Lane alla batteria, il mitico trio statunitense dei PRIMUS, una delle formazioni più rilevanti nelle scene alternative metal di tutti i tempi, ha ripreso l’attività a pieno regime e poche settimane fa ha pubblicato una nuova fatica discografica.

I PRIMUS IN ITALIA

 

 

“Green Naughayde” è il titolo del nuovo progetto dei PRIMUS, settimo album in studio per Les Claypool e soci, che nei prossimi mesi verrà portato nei principali paesi europei. Lo spettacolo, dal nome “An Evening with PRIMUS”, progettato dalla band di “Pork Soda” sarà diverso ogni sera e si suddivide in due entusiasmanti parti per un totale di tre ore di performance. Dopo il tour sold out della scorsa estate, i PRIMUS torneranno in Italia la prossima primavera con due esclusivi concerti: venerdì 23 marzo a Pordenone e sabato 24 marzo a Brescia. Il primo appuntamento italiano (prima data del tour europeo) che si terrà al Palasport Forum, organizzato da Azalea Promotion in collaborazione con il Comune di Pordenone e Barley Arts, sarà l’unica tappa nell’intero Nordest della penisola italiana e soprattutto nelle vicine Austria e Slovenia, dove la band nutre da sempre una solida fan base.  “Frank Zappa incontra il metal”, così il trio americano è stato definito agli inizi della carriera, sul finire degli anni’80. Originali, sconvolgenti, folli, incatalogabili e soprattutto Musicisti con la M maiuscola, nel corso degli anni ’90 i PRIMUS si sono aggiudicati a pieno diritto lo status di “cult band”. “Frizzle Fry”, “Sailing the Seas of Cheese” e “Pork Soda”, i loro primi tre album, hanno portato l’ironia, intuibile già dai titoli, all’interno della scena metal fatta di teschi, ragnatele e volti tristi.  An Evening with PRIMUS, in Italia:

Venerdì 23 marzo 2012PORDENONE, Palasport Forum (www.azalea.it)

Sabato 24 marzo 2012BRESCIA, Pala Eib (www.barleyarts.com)

I biglietti (ingresso unico 34 euro più diritti di prevendita) per l’atteso concerto al Palasport Forum di Pordenone saranno disponibili a partire da mercoledì 7 dicembre nei punti vendita autorizzati Azalea Promotion e online su www.ticketone.it

Per informazioni sul concerto dei PRIMUS a Pordenone:

Azalea Promotion tel. +39 0431 510393 – www.azalea.itinfo@azalea.it

Ufficio Stampa Azalea Promotion:  Luigi Vignando tel. +39 348 9007439 – luigi@azalea.it




Foto e bellezze d’Italia

In questi giorni sul terrapieno di piazza Libertà, in centro a Udine, c’è una stupenda mostra fotografica di un mago dell’obbiettivo: Diego Cinello. Sono esposte al sole, nelle ore centrali della giornata, e la luce naturale le rende ancora più vive, più vere. L’artista ha la capacità di creare immagini complete, aperte, unendo sapientemente più scatti fotografici e in modo così semplice e naturale dà la sensazione, a chi le guarda, di infilarsi dentro il panorama che ha di fronte.

Capitali europee, città italiane, scorci di Friuli. Immense visioni. E tu sei li di fronte, ma ti senti proprio dentro, in piazza del Campo a Pisa, a Posillipo che guardi verso il Vesuvio e vedi tutto il golfo di Napoli, sei a Venezia, proprio li in quella piazza che ti pare di sentire un piccione arrivare… Ma, va bene, Cinello è un maestro dell’immagine, se ci pensiamo bene in quelle immagini c’è la nostra realtà quotidiana, la”NOSTRA ITALIA”, la nostra patria.

Dell’Italia non si può proprio trascurare niente, nessun particolare di quelle foto può essere tralasciato, perché da ognuno di esso può venir fuori tutta la grandezza del nostro Paese. E noi purtroppo non sempre gliene rendiamo merito. Sporchiamo o trascuriamo, nella migliore delle ipotesi, per non pensare a veri e propri disastri che taluni di noi sono riusciti a cambiare a scapito delle bellezze architettoniche o ambientali. L’Italia, anche nell’incuria dei nostri gesti quotidiani non sempre la riusciamo a capire, è e può essere sempre di più, dato il momento critico dell’economia, il nostro “oro nero”. Veramente qui ce ne per tutti: arte, cultura, ambiente,cucina, moda, modo di vivere,musica, arti visive; turismo per tutti i gusti. Tutta la gente del mondo dovrebbe essere attratta dall’Italia. Dovrebbe venire qui a godere a pieno tutti questi aspetti, senza brutte sorprese, senza imprevisti. Italia motore dell’Italia.

Vedendo proprio la nostra di piazza libertà, non potevo fare a meno di ricordare con nostalgia i luoghi che già conoscevo, e mi veniva una voglia tremenda di partire per le località che ancora non ho visitato.

Mi viene in mente a questo proposito una bella scena del film”Una poltrona per due” con Eddy Murphy. Il mal capitato ex barbone che viene scambiato di ruolo col rampollo di buona famiglia ricco e privilegiato e si trova improvvisamente a vivere in una casa lussuosa, con tanto di maggiordomo. Cosa fa? Per istinto, vedendo argenteria e pezzi di valore in casa, se li mette in tasca come faceva da barbone quando rubava per tirare a campare. Quando il domestico gli dice che tutto ciò che vede è diventato suo, non serve rubarlo, rimane perplesso. Il protagonista impara così a curare le cose di casa a tenerle bene e farle rispettare anche ai suoi ospiti. Allora pensiamoci bene: è tutta nostra questa bella Italia, più la amiamo e la teniamo bene, più lei ci offre una miniera di ricchezza per tutti. Ogni aspetto del “genio italico”, se ben sviluppato aprirebbe nuove e più vaste fonti di reddito e di occupazione. Ma bisogna incominciare dal basso, dal fare rispettare le regole, dal buon senso del vivere quotidiano. Ruberemo mai in casa nostra? Ci piacerebbe vivere sempre tra sporcizia e caos? Credo che ognuno desideri intorno a se un ambiente sano, curato, protetto. Sia tra le quattro mura domestiche sia fuori; perché basta allargare la visuale, come ben fanno le immagini di Cinello aprire bene gli occhi e guardare bene intorno attentamente, per capire che noi siamo propri dentro ciò che vediamo. Possiamo essere lì in ogni bella piazza italiana e vedere che tutti sono ammirati da ciò che hanno intorno e più valorizziamo e proponiamo al turista e più ci diamo la possibilità di lavorare, produrre e fare crescere la fama dell’Italia. L’Italia può veramente aiutare gli italiani a crescere. Nello spirito e più che mai in questi tempi nel portafoglio.

Alberta Gallo

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CARTA GIOVANI, AL VIA IL TESSERAMENTO 2012

Riparte il tesseramento per la Carta Giovani Europea, strumento ormai conosciutissimo dai giovani under 30 che consente di ottenere agevolazioni e sconti presso esercizi commerciali, centri sportivi, palestre, centri culturali inseriti nel circuito nazionale ed internazionale.La tessera, che può essere utilizzata per tutto l’arco dell’anno 2012 sia in Italia, sia nei 41 Paesi europei attualmente aderenti all’Associazione Carta Giovani, costa € 11,00 e viene rilasciata dal servizio Informagiovani del Comune di Udine in viale Ungheria 39 a Udine La tessera può essere richiesta da tutti i giovani che non hanno compiuto il 29° anno di età. Prossimamente, inoltre, per i residenti nel Comune di Udine, la Carta Giovani sarà distribuita gratuitamente e avrà durata biennale, grazie a un’iniziativa promossa dalla Provincia di Udine. Ad esaurimento delle stesse, sarà comunque possibile usufruire delle agevolazioni per i giovani residenti, ma dietro versamento della quota. Per informazioni e chiarimenti è possibile contattare telefonicamente l’Informagiovani di Udine al numero 0432-292329 o recarsi personalmente agli sportelli aperti tutti i pomeriggi, dal lunedì al venerdì, dalle 16.00 alle 19.00 e le mattine di martedì, mercoledì e venerdì dalle 10.00 alle 12.30.

 

La redazione




Equità e telenovela

Equità è la parola d’ordine di queste settimane. Il primo ministro Monti l’ha ripetuta talmente tante volte da illuderci che non si trattasse solo di uno slogan e che anzi l’equità sarebbe stata un nuovo paradigma politico. Equità che, a sentire le indiscrezioni sulla manovra anticrisi, non si materializzerà fino in fondo. Perché se le aliquote irpef crescono fino al tre per cento per i redditi medio alti, Marchionne può ancora pagare il trenta per cento sui suoi mostruosi guadagni essendo “residente” nel cantone tedesco di Zugo, noto paradiso fiscale.
Equità che non si materializzerà perché la sanità pubblica italiana riceverà ancora tagli e chi non avrà la possibilità di pagarsi le cure privatamente usufruirà di un servizio sempre più precario. Per la cronaca si sappia: sugli opuscoletti che gli americani ricevono quando viaggiano all’estero, già da parecchio tempo, alla voce sanità nel capitolo riguardante l’Italia, si sconsiglia di frequentare i nostri ospedali.

Equità che non toccherà nemmeno il sistema previdenziale. Per maturare i requisiti necessari a ricevere la pensione di anzianità sarà probabilmente necessario contribuire con quarantadue anni di lavoro. Ancora una volta la voce della ragione che coniuga con la crescita un impiego sicuro per giovani ed una buona qualità della vita per gli anziani passerà inascoltata. E noi probabilmente non potremo fare altro che lamentarci della lentezza dell’impiegata delle poste che, a sessantatre anni, non ci vede e non ci sente molto bene.
E nel nome dell’equità i nostri beneamati parlamentari se ne andranno in pensione a sessantacinque anni, con millecinquecento euro garantiti. Ma questi saranno gli sfortunati che hanno contribuito solo per una legislatura. I loro colleghi, baciati dalla sorte, potranno ritirare il vitalizio a sessant’anni avendo versato i contributi per più legislature.
L’illusione di vedere l’equità applicata come un rigido paradigma è durata poco. Giusto il tempo di ammirare Pierfrancesco Guarguaglini, accusato di frodi fiscali, dimettersi dalla presidenza di Finmeccanica (azienda di Stato) e ricevere 5,5 milioni di euro come liquidazione.
Almeno ora i problemi reali sono al centro dell’interesse politico e mediatico, l’Italia non è più una telenovela ma non è nemmeno un film con uno scontato lieto fine.

Luca Artico

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