TEATRO RISTORI-CIVIDALE:STAGIONE DI PROSA 2011-2012

Pronta la campagna abbonamenti per la prossima stagione di prosa del Teatro Comunale “Adelaide Ristori” per il 2011-2012 :
si aprirà il

21 ottobre ‘11 con

GIAN BURRASCA
rielaborazione testo e supervisione registica Lina Wertmuller
arrangiamenti musicali Giacomo Scaramuzza

il 09 novembre ‘11

LA CENA DEI CRETINI
di Francis Veder, traduzione Filippo Ottoni
con Zuzzurro & Gaspare
regia di Andrea Brambilla

02 dicembre ‘11

SE DEVI DIRE UNA BUGIA DILLA ANCORA PIÙ GROSSA!
una novità in due atti di Ray Cooney

Seguire il 19 gennaio ‘12 il musical

ALADIN  con musiche dei POOH e la partecipazione straordinaria di Stefano Masciarelli

Nel febbraio ‘12 a data da confermare

CARACREATURA
di Pino Roveredo con Maria Grazia Plos e con Julian Sgherla e con Riccardo Maranzana nel ruolo del padre
regia di Franco Però produzione: La Contrada Teatro Stabile di Trieste

il 20 febbraio ‘12

GRISÙ, GIUSEPPE E MARIA di Gianni Clementi  con Paolo Triestino, Nicola Pistoia, Crescenza Guarnieri
e con Sandra Caruso e Diego Gueci regia di  Nicola Pistoia

A marzo due spettacoli il 16 :   L’APPARENZA INGANNA
di Francis Veber, adattamento di Tullio Solenghi e Maurizio Micheli
con Tullio Solenghi e Maurizio Micheli regia di Tullio Solenghi

ed il 29 marzo ‘12 la conckusione della stagione con

NIENTE PROGETTI PER IL FUTURO
di Francesco Brandi con Giobbe Covatta e Enzo Iacchetti regia di Francesco Brandi

La CAMPAGNA ABBONAMENTI Presso il Teatro Comunale “A. Ristori”

avrà inizio Mercoledì 14 Settembre per i rinnovi al solito i vecchi abbonati avranno precedenza sulle prenotazioni.

I costi sono i seguenti
C) PROPOSTA  ABBONAMENTO 2011/2012 – 8 SPETTACOLI:

TIPOLOGIA
INTERI PLATEA € 130,00
RIDOTTI PLATEA € 110,00
RIDOTTI GALL UNDER 25 € 90,00
INTERI GALL € 115,00
RIDOTTI GALL € 90,00
RIDOTTI GALL UNDER 25 € 75,00

Per informazioni: Ufficio Cultura Comune di Cividale del Friuli tel. 0432/710350
Teatro Comunale “Adelaide Ristori” Tel. 0432/731353

 

Enrico Liotti




Gamud e Galleria d’arte antica: avvicendamento dei responsabili.

Nell’ottica di un rinnovamento delle esposizioni e dell’offerta museale è questo l’obiettivo del nuovo organigramma promosso dalla direzione dei Civici Musei del Comune di Udine. Per offrire nuove opportunità professionali al personale dei Civici Musei  è stato disposto l’avvicendamento tra due conservatori delle sedi museali, con lo spostamento di Isabella Realegià conservatrice della Galleria d’arte moderna (Gamud) alla Galleria di Arte Antica in Castello, mentre Vania Gransinigh, che ricopriva detto incarico, sarà la nuova conservatrice della Gamud, le cui collezioni nei prossimi mesi verranno trasferite nella sede di Casa Cavazzini.  Spiega il direttore dei Civici Musei Marco Biscione “Occorre valorizzare al massimo le risorse interne per rinnovare l’offerta culturale rivolta al pubblico e seguire nuovi percorsi  per le politiche culturali dei musei” L’organigramma dei Musei Civici cambia così per valorizzare le ampie competenze ed esperienze dei conservatori per  permettere loro di  spaziare attraverso vari ambiti all’interno delle medesime discipline. Con questo avvicendamento si vuole  consentire di meglio valorizzare le professionalità già acquisite da ciascuno per poi contribuire alla crescita e al consolidamento professionale dei curatori. ” Inoltre – prosegue il dottor Biscione – nuove e differenti prospettive nelle scelte espositive possono contribuire alla valorizzazione e promozione dei beni culturali comunali e alla gestione della relativa offerta museale”.

 

Carlo Liotti per La Redazione




Successo di pubblico ieri sera a Cervignano:Tributo a Sabina Guzzanti

Al PARCO EUROPA UNITA di Cervignano del friuli, non poteva esserci miglior chiusura per la XIV^ edizione di Onde Mediterranee, lo spettacolo di Sabina Guzzanti  “Sí! Sí! Sí! Oh, sí!” inserito nella rassegna di questa edizione 2011 ha sicuramente esaltato la fatica di tutto lo staff per portare in giro da Monfalcone a Trieste il programma a volte impegnativo di far avvicinare vare etnie e ormai tante culture – come ha ieri introdotto il Direttore Artistico: Giancarlo Velliscig . Oltre  due ore di monologo per raccontare l’Italia di oggi,  attraverso una carrellata dei suoi personaggi piú famosi la Guzzanti ha evocato fatti di attualità e  politica. Con i suoi cavalli di battaglia, a cominciare dal “Mi consenta” del Presidente del Consiglio, a Valeria Marini,  da una profetica Clarissa Burt vicina e portavoce di un  GOD tutto  americanizzato e fautore dei miti americani, a  Barbara Palombelli. Un discorso a parte quello dedicato a  Maria De Filippi e alla Lucia Annunziata con i loro stereotipi. Nello spettacolo non è mancato neanche una buona fetta di satira con le imitazioni di Massimo D’Alema fino a Pierluigi Bersani.  Un racconto che ripercorre vent’anni di storia dell’Italia, guardando ad avvenimenti e fatti attraverso un nuovo punto di vista: quello della partecipazione dei cittadini ai referendum dello scorso mese di giugno e la speranza cha siano le nuove generazione a dare il colpo di grazia ad un sistema politico che si trascina da ventanni e ormai ci ha condotto sull’orlo di un baratro da cui ci risolleveremo pieni di ammaccature e brutti sogni.  Una partecipazione a cui l’attrice e regista guarda con ottimismo come momento di “risveglio” delle coscienze.  Lo spettacolo “liberatorio”   come lei stessa l’ha definito in numerose occasioni, diventa tale sull’onda di questo entusiasmo con cui  la protagonista si libera in questo racconto, di fatti, persone e personaggi che hanno segnato la storia dell’Italia. La prossima tappa di ONDE MEDITERRANEE sarà riuscire nel prossimo anno a ripercorrere le strade della XIV edizione appena conclusa anche con le difficoltà e le limitazioni economiche aggiunte da questo governo alle espressioni della cultura in un paese di analfabeti di ritorno.

Enrico Liotti




PARLAMENTO : A PROPOSITO DI VACANZE ROMANE

In un attimo di meritata follia, mi son trovato a pensare alle ferie dei miei figli. Il più fortunato ha consumato buona parte dei suoi risparmi per una ben lunga settimana di pausa in una cittadina del perugino, insieme con altri cinque o sei amici in un alloggio in comune per far quadrare i conti del loro misero budget. Purtroppo dopo un anno di studio universitario e qualche lavoro eseguito nei fine settimana a scaricare pallet in un centro della grande distribuzione era il massimo che potavano permettersi per il pellegrinaggio che si erano promessi nelle terre di San Francesco. Ben poca cosa rispetto al quasi centinaio di parlamentari che avevano proposto una ben lunga fermata dei lavori legislativi per recarsi in pellegrinaggio (così almeno dicevano) in Palestina. Spesso ci siamo accaniti a denunciare gli abusi della Casta.  In questi giorni di rincorsa per tamponare gli effetti di una crisi senza precedenti ci troviamo a discutere dei prezzi dei menù dei ristoranti di Camera e Senato. Ci sentiamo dire da Letta che il consiglio dei ministri si farà prestissimo e quindi dopo si potrà andare in “vacanza”.  Quindi la priorità maggiore dei nostri rappresentanti in un momento così critico è esser sicuri di poter andare in vacanza. Non fa niente se il Capo dello Stato è rientrato dalle sue vacanze per riprendere in mano le redini di una situazione così disastrata. L’importante è fare e dare presto questi provvedimenti più o meno raffazzonati e di tampone alla socierà, basta che “ci lasciate andare in vacanza  ” e chi se ne frega della gente” Questi sono i rappresentanti che abbiamo eletto, questi sono coloro che come previsto da Berlusconi ci rabboniscono con un probabile intervento televisivo, senza aggiungere nulla a quanto già sentito: aria fritta di faremo, penseremo, bloccheremo … basta che finisca tutto e presto anche a tarallucci e vino, l’importante come più volte Bossi indica con il solito dito medio alzato, “lasciateci in pace e fateci godere le nostre vacanza. Viviamo in uno Stato europeo, dove la presenza di molti politici indiziati di reati in parte gravi non riesce a provocare la reazione dell’opinione pubblica al punto di costringere i colpevoli alle dimissioni. Se andiamo al fondo della questione – mettendo a paragone le vacanze della comitiva di ragazzi presa a spunto per iniziare questo volo pindarico sulle nostre infime facezie – dovrei avere il coraggio di dire (anche) cose ripugnanti almeno per molti nostri illustri censori. Nelle democrazie i rappresentanti eletti a governare la cosa pubblica sono l’esatta fotocopia del popolo che li nomina.  Mi viene spesso il dubbio di concepire la società italiana, come fotocopia dei nostri rappresentanti parlamentari. Un poco tutti a parole critichiamo i politici, specie nei momenti di crisi e di magra, ma sappiamo bene che tutti (o quasi) si prostrerebbero davanti a loro nei momenti di vacche grasse per ottenere una prebenda, un lavoro, una raccomandazione e le briciole con cui sentirsi soddisfatti.  Spesso l’indignazione delle masse colpisce questi signori che si proclamano meravigliati dello scontento che apportano con il loro sudato lavoro di rappresentanza. Loro non rispondono, anzi si permettono (ricordate Brunetta?) di dare del cretino ai precari e a chi suda un anno intero per raggiungere spero onestamente almeno due terzi del mese. Fare finta di non capire è normale, perché il sistema rappresentativo italiano è strutturato in modo tale che anche il più insignificante e ignorante politico del borgo più piccolo è circondato da una sua folla di persone che gravitano intorno a lui, così da gratificare il suo piccolo potere locale. La realtà italiana è questa, l’opinione pubblica esiste solo nelle piazze r si lascia rappresentare da comparsate goliardiche alla stregua dei movimenti come i Grillini o i girotondini ma nel frattempo si bada molto al proprio orticello e il malcostume regna sovrano. Quanti di noi si sono mai chiesti perché la maggioranza dei sondaggi d’opinione continua a dare delle posizioni di soddisfazioni così elevate a Berlusconi e a tutti i mentecatti che si spolpano e pascolano nella sua trebbia, pur consci, per fare un esempio, che ha acquisito la Mondadori corrompendo un giudice, ha lasciato la moglie Veronica e si è divertito nei vari festini di Bunga bunga elevandosi al ruolo di moralizzatore e salvatore della nostra misera Italia. La vera morale è triste: se i nostri politici hanno questi privilegi, è perché godono della servile accondiscendenza degli elettori che continua a lamentarsi, ma stanno con loro, pronti a difenderli sinché le cose saranno a un livello di sopportabilità per il proprio quieto vivere.

Enrico Liotti

 




NOTTE DI SAN LORENZO: APPUNTAMENTO CON LE STELLE….

Chi stanotte aspettava la pioggia meteorica del Perseidi, più famose come lacrime di San Lorenzo

avrà certamente trovato un poco di difficoltà, quest’anno, purtroppo, l’osservazione è particolarmente

sfavorevole poichè proprio durante il periodo di picco avremo la Luna Piena, presente per tutto l’arco

della notte.  L’unica consolazione per gli innamorati e per gli affezionati al fenomeno è Il periodo di

massima attività dello sciame meteorico si verificherà in particolare nella

notte tra il 12 e il 13 agosto tra l’una e le 5 del mattino.

Per tutti gli appassionati varrà  comunque la pena di perdere qualche ora di sonno e tenere d’occhio

il cielo dal 10 al 15 agosto, quando il numero delle Perseidi supera quello delle meteore sporadiche.

Infatti, sono particolarmente luminose e mostrano un’alta percentuale di persistenza delle scie,

specie in queste notti con il  crescere della loro frequenza. Si tratta dello sciame di meteore che come

tutti gli anni ci dà l’appuntamento con la pioggia meteorica delle Perseidi, più nota e meglio

osservata in tutto il mondo che romanticamente vengono chiamate le lacrime di San Lorenzo.

Vengono comunemente chiamate  “Lacrime di San Lorenzo” perchè

nel XIX secolo il massimo della loro frequenza avveniva il 10 agosto, giorno della ricorrenza del

Santo: ai giorni nostri il massimo del fenomeno si è però spostato in avanti di circa due giorni,

quindi almeno fino a ferragosto è possibile ammire il fenomeno.

E’ consigliabile visto anche il periodo caldo, di recarsi in luoghi con poca illuminazione, visto che

già la luna piena darà non pochi grattacapi, offuscando parecchio le scie, e preferire luoghi

collinari o splendide spiagge al di fuori dei centri abitati per godere, caso mai, in compagnia di

persone care la magica atmosfera della pioggia di meteore.

In questi ultimi anni la corrente delle Perseidi si è leggermente spostata verso l’orbita della Terra

e ciò  ha prodotto un aumento generale della frequenza delle meteore

di circa 80-90 meteore/ora. Se avete la fortuna di

ammirarle  non  mancate di esprimere il vostro

desiderio nelmomento in cui   scorgerete la scia luminosa

come vuole la tradizione e cercate  di sognare ancora

nonostante quest’epoca di crisi sia economica che di valori.

 

lludiamoci per una notte che è ancora possibile sognare con animo poetico.

Enrico Liotti

 




Una Carmen d’altri tempi a San Vito al Tagliamento

È senz’altro un’iniziativa lodevole portare la lirica nella piazze, uscire dalla sacralità del teatro per offrire l’opera ad un pubblico più ampio che probabilmente in teatro mai metterebbe piede. È altresì ingenuo, se non pretestuoso, spacciare simili iniziative per strumento di salvaguardia del patrimonio culturale italiano o peggio elevare la modestia al grado di eccellenza, la periferia al livello di capitale, come avventuo puntualmente nel preludio propagandistico alla recita.

La Carmen non dispiace mai, il pubblico applaude contento le pagine più note, sonnecchia o chiacchiera durante gli “intervalli musicali” tra le stesse, interrompe lo spettacolo con applausi fuori luogo e fuori tempo, qualcuno canticchia, i bambini gridano tutto il loro disappunto. Praticamente ciò che avviene in quasi tutte le piazze operistiche all’aperto, anche nelle più blasonate.

Lo spettacolo è tradizionale al massimo, dalla protagonista fatalona all’Escamillo che canta, peraltro bene, i suoi couplets in piedi sul tavolo, dalla Micaela oratoriale con le mani congiunte al Don José adirato per tre atti su quattro. Lascia perplessi la genericità con cui tale impostazione, peraltro legittima, viene affrontata, sottovalutando l’immenso potenziale drammatico del titolo o sperando che questo da solo possa sostenere il peso dello spettacolo che invece necessiterebbe di una regia. Ci si deve così accontentare di ascoltare coro e solisti (non proprio inappuntabili) cantare immobili o tutt’al più esibendo una generica concitazione, costantemente rivolti al pubblico senza nemmeno tentare di interagire tra di loro.

Tutto ciò desta l’interrogativo su quale sia la concezione dell’opera presso il grande pubblico e su cosa questo si aspetti dal teatro musicale il quale dovrebbe essere appunto teatro e non un concerto in costume. Quest’idea polverosa dell’opera riporta al melodramma d’altri tempi, quello che ha cominciato ad estinguersi oltre cinquant’anni fa, che se un tempo non aveva alternative, oggi non ha ragione di esistere.

Paolo Locatelli




ENERGIE RINNOVABILI, È BOOM DEL FOTOVOLTAICO IN CITTÀ

Da 9 a 552 impianti in meno di cinque anni.

È un vero e proprio boom quello registrato dal fotovoltaico in città. Dati alla mano tra il 2006 e il 2011 il numero di installazioni di nuovi impianti sul territorio comunale è cresciuto in maniera esponenziale, in particolare grazie all’apporto di piccoli impianti residenziali. Se infatti nel 2006 in città si contavano solamente 9 impianti per una potenza installata di 29 kWp (chilowatt picco), attualmente si stanno raggiungendo i 5 mW (megawatt) di potenza elettrica con un numero di impianti a conversione fotovoltaica pari a 552. Per dare un’idea del livello di diffusione raggiunto dal fotovoltaico basti pensare che gli impianti attivi oggi genereranno annualmente una produzione di energia elettrica pari a 5 milioni 700 mila kWh (chilowatt/ora), un dato paragonabile al consumo di energia della pubblica illuminazione e che consentirà tra l’altro di evitare emissioni di CO2 per circa 3 mila tonnellate l’anno.

L’esplosione vera e propria di nuove installazioni si è registrata nel 2010, quando in 12 mesi si è passati da 172 a ben 372 impianti. Un trend di crescita costante che non si è arrestato nemmeno nei primi mesi di quest’anno, dal momento che finora sono già 180 i nuovi impianti installati. A scegliere il fotovoltaico sono soprattutto le famiglie: è interessante rilevare infatti che la maggior parte delle installazioni, il 74% per la precisione, si attesta su potenze inferiori ai 6 kWp, avvalorando l’ipotesi di una crescente sensibilità dell’utenza residenziale alla produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile.  “È un segnale importante anche in relazione agli sforzi che sta facendo il Comune per promuovere l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile – sottolinea l’assessore alla Qualità della città Lorenzo Croattini. Noi speriamo che la crescita del fotovoltaico continui e proprio per questo sosterremo la nascita di appositi gruppi di acquisto”.

Proprio in quest’ottica l’amministrazione comunale ha recentemente concesso il patrocinio e la collaborazione all’iniziativa “G.A.F. Bolletta Gratis” dell’associazione Energo Club Onlus, impegnata a creare Gruppi di acquisto del fotovoltaico per dare la possibilità ai cittadini di avere informazioni chiare e trasparenti rispetto a questa nuova tecnologia.  Rispetto al tema dell’energia il Comune di Udine si sta muovendo su più fronti, a partire dall’adesione, nel 2009, al “Patto dei Sindaci” (www.eumayors.eu), il cosiddetto “20-20-20”, un’iniziativa sottoscritta da circa 2 mila città europee che si prefiggono così di ridurre del 20%, entro il 2020, le proprie emissioni di Co2, aumentando nel contempo del 20% il livello di efficienza energetica e del 20% la quota di utilizzo delle fonti di energia rinnovabile.

 

Carlo Liotti per la redazione




L’IGNORANZA E’ PEGGIO DELLA STUPIDITA’

Siamo finalmente in un periodo di stasi, anzi di vacanza, dovrebbe essere questo il periodo più rilassante e ameno dell’anno.  Nonostante la crisi, le famiglie si recano al mare, i giovani in posti in parte esotici, e gli anziani, purtroppo il più delle volte si “godono” quello che rimane della città. E’ vero che non sono più gli anni del boom quando le città rimanevano davvero deserte. E’ vero che l’attuale crisi economica mondiale non fa dormire sonni sereni.  E’ anche vero che governo e politica, specie d’opposizione, continua il suo teatrino senza alcun esito positivo per noi mortali. A ben guardare se siamo giunti a questo livello di assuefazione della cosa pubblica e della vita di ogni singolo, certamente, la colpa è anche della valanga d’ignoranza che serpeggia nella nostra epoca.

Subito dopo la seconda guerra mondiale in una fase di crescita e rinascita, con l’avvento della televisione ci si era accorti di essere analfabeti e che l’80% degli italiani non avessero più della quinta elementare. Ci si accorse allora che eravamo un popolo di “ignoranti” non certo di stupidi, visto quello che stavamo compiendo con la ricostruzione che in un decennio ci permise di diventare una delle prime cinque potenze economiche del mondo. Oggi, in piena globalizzazione ci cominciamo a render cono che per troppi anni ci siamo cullati sugli allori raggiunti. Se è vero che i primi programmi didattici della Tv pubblica miravano a innalzare il livello di alfabetizzazione dei nostri genitori – qualcuno ricorda ancora il maestro Manzi e la sua storica “Non è mai troppo tardi”- oggi la Televisione commerciale con l’ausilio della latitanza della televisione pubblica ha creato nell’ultimo ventennio una massa d’ignoranti.

Ci viene il dubbio, che sia stato tutto studiato a tavolino per permettere il potere dei pochi sulle masse. E’ ormai facilmente intuibile vedere come i giovani rampanti di trentacinque, quarantenni sono ormai marionette in mano ad una potenza occulta. I nuovi yuppie che si pavoneggiano a ruoli di manager e coordinatori di sottoposti senza ambizioni, non sono altro che burattini con conoscenze limitate e grande considerazione dell’immagine di se stessi che cadono di fronte alle prime difficoltà. Una volta per essere dotti e certi del proprio ruolo nella società erano necessari il sudore e la fatica di anni di studio su testi semplici ma anche su argomenti approfonditi. Oggi con la stupidità galoppante nel regno dell’apparenza basta cliccare su qualsiasi parola in un sito web e atteggiarsi a conoscitore o cultore di un argomento impegnato o faceto. Purtroppo appena si scava un poco sotto la crosta dell’apparenza, si scopre come la supponenza di sapere è solo un paravento alla propria stupidità che nasconde un’immensa ignoranza. Sarà stata la televisione, sarà stato il mischiarsi di culture e usi con la galoppante globalizzazione, è certo che la velocità della comunicazione odierna ci ha reso tutti molto più ignoranti.

Già alla fine degli anni settanta il filosofo e psicologo Eric Fromm con il suo futuristico “Avere o Essere” aveva messo in guardia l’uomo sull’essenza dell’effimero. Oggi nonostante il mio insito ottimismo riesco a credere che il suo dubbio sull’essere o apparire si sia completamente realizzato e l’ignoranza ha finalmente superato la stupidità. Enrico Liotti

 

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Aiello: ricerca rilevatori per censimento

I Comuni di Aiello del Friuli, Campolongo Tapogliano e San Vito al Torre cercano 6 rilevatori per il 15° censimento generale della popolazione e delle abitazioni.La domanda di partecipazione deve essere compilata sul modulo reperibile nei siti internet dei 3 Comuni (www.comune.aiellodelfriuli.ud.it o www.comune.sanvitoaltorre.ud.it o www.comune.campolongotapogliano.ud.it) e presentata nell’ufficio protocollo di uno dei 3 Comuni entro il termine perentorio di sabato 27 agosto 2011.Le rilevazioni si effettueranno, salvo diverse comunicazioni da parte dell’ISTAT, nel periodo fra ottobre e dicembre 2011. Inoltre è richiesta la disponibilità a partecipare a tutti gli incontri formativi specificatamente organizzati dagli organi di censimento, a decorrere dal mese di settembre.A tutti coloro che avranno presentato valida domanda di partecipazione verranno assegnati dei punteggi sulla base dei titoli di studio e delle esperienze, nonché sulla base di un colloquio.Successivamente la Commissione esaminatrice stenderà una graduatoria dei candidati idonei, formata dal punteggio conseguito nel colloquio stesso, a cui si sommerà il punteggio ottenuto nella valutazione. Nel caso di situazioni di parità avrà la precedenza il candidato più giovane d’età.La graduatoria, approvata con apposito provvedimento, sarà utilizzabile anche per la sostituzione degli incaricati rinunciatari o degli incarichi revocati per cause di inadempienza.I Rilevatori saranno nominati, secondo le disposizioni di ISTAT, entro settembre 2011. Sarà richiesta la totale disponibilità in termini di presenza e di flessibilità oraria del personale selezionato. I Comuni configurano l’incarico di Rilevatore come rapporto di lavoro occasionale. A ciascun Rilevatore sarà disposto un compenso lordo commisurato al numero di questionari e censuari che risulteranno correttamente compilati secondo i parametri previsti dall’ISTAT.

rudi buset per la redazione

 




Sabina Guzzanti a Cervignano: “Sì! Sì! Sì! Oh, sì!”

Mercoledì 10 agosto alle ore 21.15, presso il Parco Europa Unita di Cervignano si chiuede la quattordicesima edizione del festival Onde Mediterranee con lo spettacolo “Sì! Sì! Sì! Oh sì!” di Sabina Guzzanti.


Sull’onda dell’entusiasmo referendario che sembra aver ridestato l’Italia dopo anni di torpore, Sabina Guzzanti torna sul palco per riproporre un excursus tra le persone e i personaggi che hanno animato la vita politica e civile di quest’ultimo ventennio. “Sì! Sì! Sì! Oh, sì!” è uno spettacolo liberatorio, nel senso che la sua protagonista vorrebbe liberarsi, una volta per tutte, dalle ingombranti presenze che la perseguitano ormai da anni, e iniziare finalmente una nuova vita. Non parliamo solamente del nostro pervadente Presidente del Consiglio, del quale l’attrice ripercorre il tragitto politico e umano a cominciare dal loro, a tutt’oggi inedito, primo incontro ad Arcore in tempi non sospetti, ma anche di Bruno Vespa e del suo salotto televisivo, con le immancabili presenze di Valeria Marini, Clarissa Burt e Barbara Palombelli, naturalmente. O dell’arena di Maria De Filippi e dei suoi improbabili giovani, fino alle migliori menti del centrosinistra, come Lucia Annunziata, Massimo D’Alema e anche Pierluigi Bersani. I ricordi e gli aneddoti, personali e pubblici, raccolti negli oltre vent’anni di carriera da Sabina Guzzanti, intessendosi con le maschere e le parodie che l’hanno resa popolare al pubblico televisivo (dopo tanti anni ritornerà in un cameo anche Moana Pozzi, l’ispiratrice originaria del “Partito dell’Amore”), ricompongono così la storia recente del nostro Paese e del suo resistibile declino, fino a intravedere una flebile luce alla fine del tunnel. Certamente il domani non sarà facile e le speranze di un nuovo risorgimento si scontreranno necessariamente con le difficoltà di un’Italia in profonda crisi e tutta da ricostruire, per molti versi simile a quella del secondo Dopoguerra. Di buono c’è che anche la nostra prima Repubblica nacque da un referendum. Sarà arrivato di nuovo il momento di voltare pagina? Sabina spera che sia il suo pubblico a rispondere “Sì! Sì! Sì! Oh sì!”.

Per informazioni e acquisto biglietti:
tel: 0432 1744261 – mob: 349 2716680 – mail:
prenotazioni@euritmica.it
www.ondemediterranee.it