PORDENONE: 50 ANNI DI MERCATO COMUNALE

Nei giorni scorsi  il Sindaco Claudio Pedrotti  si è recato al mercato cittadino  e ha consegnato  una targa  di fedeltà  ai signori Paola e Lorenzo Zara  per i  cinquant’anni di  esercizio del mercato  ambulante   in città. Per mezzo secolo,  esattamente dal 24 giugno del 1961   questi due commercianti ogni  mercoledì e sabato  hanno occupato la loro postazione, oggi in Via Roma, offrendo alla collettività  un servizio  continuo ed apprezzato. Attivi nel settore dell’abbigliamento per bambini,  per loro Pordenone è la piazza più lontana da casa, tuttavia come detto, da 50 anni continuano a frequentarla per due volte alla settimana. Con questo semplice atto l’Amministrazione Comunale  testimonia  la propria vicinanza  al commercio ed in particolare a quello ambulante, che per decenni ha rappresentato e rappresenta tuttora un punto di riferimento per molti cittadini. L’evoluzione sociale ed economica ha inevitabilmente  portato cambiamenti  negli stili di vita  e di ciò l’Amministrazione tiene conto,  intervenendo per mantenere sempre viva la tradizione  e promuovendo azioni di sostegno al mercato cittadino.

 

PER LA REDAZIONE: Enrico Liotti

enrico.liotti@il discorso.it




Quel “light” che fa ingrassare

Spesso le parole sono ingannevoli, possono esprimere significati che alterano la realtà. Chi di noi non ha mai optato per una bibita “light”, illudendosi di non arrecare danno al proprio corpo, gustandosi il nettare proibito senza percepire quel pungente senso di colpa. Pare un vero e proprio controsenso che la parola “light” sia in realtà associata a bibite che non aiutano a ridurre i problemi di peso, ma anzi, possono esserne le promotrici. Secondo una nuova ricerca dell’University of Texas in USA, il consumo di bevande dietetiche può essere controproducente.

Due studi di ricerca, recentemente presentati all’American Diabetes Association’s Scientific Session in San Diego, hanno evidenziato alcune delle problematiche che può causare il costante consumo di bibite light, mettendo in discussione le precedenti ricerche in favore dell’utilizzo di edulcoranti artificiali. Il primo studio ha esaminato la correlazione tra il consumo di bibite dietetiche e la variazione del girovita su 474 persone in nove anni e mezzo, confrontandole con soggetti che non ne bevono. I risultati della ricerca fanno certamente riflettere: il 70% dei consumatori di bibite light ha avuto un aumento della circonferenza addominale maggiore rispetto ai non consumatori. Nel caso di forti consumatori (2 o più bibite al giorno) la crescita del girovita è risultata essere del 500% rispetto a chi non consuma bibite dietetiche.

Il secondo studio ha esaminato la relazione tra l’utilizzo di aspartame e di glucosio nei topi da laboratorio. Si è scoperto che dopo tre mesi, le cavie che hanno assunto aspartame avevano livelli molto alti di glucosio nel sangue a digiuno, ma i livelli di insulina uguali o addirittura diminuiti.

Gabriel Fernandes, che ha condotto questa ricerca, ha affermato che “questi risultati suggeriscono che un’acquisizione consistente di aspartame potrebbe potenzialmente contribuire direttamente a un aumento dei livelli ematici di glucosio” il che porterebbe a una stretta correlazione “tra l’utilizzo di bevande dietetiche e il rischio di diabete negli esseri umani”.

Dura la critica dell’ISA (International Sweetener Association), ossia l’associazione internazionale di produttori di dolcificanti che sottolinea come precedenti studi di ricerca hanno dimostrato che il consumo di bevande con dolcificanti artificiali non porta ad alcuna differenza del livello di glucosio nel sangue rispetto a coloro che consumano acqua. Uno di questi studi è stato effettuato dal dottor Härtel di Hannover University Medical School, in Germania. L’ISA ha inotre sostenuto che ci sono molte prove scientifiche a sostegno del consumo di bevande a basso contenuto calorico per aiutare il controllo del peso.

Da questa diatriba l’unica cosa veramente saggia che ne trapela è di usare il buon senso e la moderazione, che sono i veri modi intelligenti del vivere quotidiano.

 Fonti: www.foodnavigator-usa.com

              www.ilfattoalimentare.it

Carlo Liotti

carlo.liotti@ildiscorso.it

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Diego Matheuz nuovo direttore principale del Teatro La Fenice

È notizia di pochi giorni fa la nomina di Diego Matheuz, giovane e brillante bacchetta venezuelana, alla carica di direttore principale del Teatro La Fenice di Venezia, ruolo finora occupato da Eliahu Inbal.

Matheuz, classe 1984, è talento tra i più stimati della nuova generazione e alla Fenice ha recentemente portato in scena un entusiasmante Rigoletto che ha raccolto un successo unanime di pubblico e critica. Il promettente direttore d’orchestra, al pari di Gustavo Dudamel ed altri importanti musicisti contemporanei, è figlio del noto sistema Abreu che da oltre trent’anni sottrae migliaia di bambini sudamericani al disagio sociale offrendo un’opportunità di riscatto nella musica. Sotto la guida di José Antonio Abreu stesso, Matheuz ha intrapreso lo studio della direzione d’orchestra giungendo in pochi anni a siglare una carriera impressionante che lo ha visto dirigere compagini prestigiose quali l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia,  l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, l’Orchestra Filarmonica della Scala, la Royal Philharmonic Orchestra di Londra, la Philharmonia Orchestra e molte altre. Dal 2009 è inoltre direttore ospite principale dell’Orchestra Mozart.

Il maestro Matheuz ha siglato con il teatro veneziano un accordo quadriennale che prevede l’esecuzione di tre titoli operistici a stagione oltre ad una serie di concerti di musica sinfonica. Il primo appuntamento che lo vedrà impegnato sul podio del teatro veneziano sarà il concerto di capodanno che verrà trasmesso in diretta su Raiuno.

 

Paolo Locatelli

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“Col Barça siamo lontani Sanchez potrebbe restare”

“Non esistono le condizioni economiche per chiudere l’operazione”, forse “è meglio aspettare la fine della Coppa America”. Il patron  Pozzo ridimensiona le voci che danno per fatto il passaggio dell’attaccante cileno al Barcelloma.

Giampaolo Pozzo non esclude l’ipotesi di tenere Alexis Sanchez a Udine per un’altra stagione.  ha quindi dichiarato che non c’è fretta di fare cassa, la società non ha impellenti bisogni economici e per questo, o si tratta alle  condizioni dettate dall’ Udinese o non se ne fa di niente. Il desiderio del presidente Pozzo è quello di tenere Sanchez un altro anno. Valutando anche la giovane età del fuoriclasse, che  ha solo 22 anni e nonostante abbia fatto un anno spettacolare con noi, secondo il patron l’attacante  può ancora migliorare e maturare. La notizia è venuta fuori durante l’intervista del presidente al convegno “Gli impianti sportivi per le economie del territorio”, organizzata a Roma  dalla Sport Business Academy e dall’Istituto per il Credito Sportivo.  Secondo Pozzo la trattativa è in stallo anche se la volontà del calciatore cileno di vestire la maglia del Barcellona rende deboli i poteri contrattuali di una piccola  società come l’Udinese,  e quando un giocatore del calibro di Sanchez  decide di andare via perchè richiesto da una grande squadra è difficile trattenerlo  nonostante ci siano ancora quattro anni di contratto.  La trattativa con il Barcellona  è ancora lontanta dal concludersi -spiega Pozzo- in quanto  non esistono ancora le condizioni economiche per chiudere l’operazione. L’unica cosa che tiene in piedi il rapporto è che Sanchez,  se deve cambiare non sbaglia a volere il Barcellona, perchè è una squadra importante e molto titolata. ” Però per ora siamo anche molto lontani e non c’è nulla di concreto e  Sanchez per noi è in vendita ad  una cinquantina di milioni,  solo perchè lo vende l’Udinese, altrimenti potrebbe valere molto di più” – prosegue Pozzo –  che rinvia la possibile chiusura della trattativa alla fine della Coppa America.
SITUAZIONE INLER :  Lunedì Inler  deve andare in ritiro e noi dobbiamo dare la possibilità all’allenatore, anche di fronte agli impegni gravosi dei preliminari in Champions, di avere la squadra a disposizione. Non è possibile continuare le trattative di mercato durante il ritiro con chi entra e chi esce. Tutti i titolari che arrivano lunedì -conclude- vengono ritirati dal mercato”. Il presidente dell’Uidnese ha poi detto che la situazione di Gokhan Inler: “E’ diventato una telenovela. L’Udinese con il Napoli è d’accordo da mesi, ma ormai vedo difficile la riuscita della trattativa perchè il Napoli e il giocatore devono trovare un accordo evidentemente economico, cosa che non è avvenuta fino a qui, e a questo punto la vedo molto difficile” spiega Pozzo. ”

Enrico Liotti

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UNA NOTTE BIANCA NEI MUSEI

Venerdì 8 luglio aperture straordinarie fino alle 24 Ricco programma di visite guidate alle mostre su Tiepolo e Ciussi con la possibilità di ammirare luoghi solitamente non accessibili al pubblico come le carceri del castello e gli affreschi del ’300 a Casa CavazziniVenerdì inaugurano anche le mostre sui dinosauri della Patagonia in San Francesco e sulla “vecchia Udine” alla Galleria Tina Modotti. Aperti anche Gamud e Museo Etnografico. È ormai tutto pronto per la Notte bianca che il Comune di Udine si appresta a vivere venerdì 8 luglio. Un appuntamento che si abbina tradizionalmente al periodo dei grandi saldi estivi nei negozi della città e che, come nelle passate edizioni, riempirà il capoluogo friulano con un ricco programma di musica nelle piazze, cultura e iniziative per tutte le età fino a notte fonda.  I Musei resteranno aperti fino a mezzanotte con apposite visite guidate curate dalla cooperativa Sistema Museo anche nei luoghi solitamente non accessibili al grande pubblico come le carceri del castello o gli affreschi trecenteschi al secondo piano di Casa Cavazzini. Di tutto il rispetto, infatti, il programma proposto dai Civici Musei di Udine, che parteciperanno all’evento con un ricco carnet di incontri e visite guidate.  Presso la Galleria d’Arte Antica in Castello, dove fino al 4 dicembre è allestita la mostra “Il giovane Tiepolo. La scoperta della luce”, sarà possibile godere di visite guidate (con partenza dei gruppi ogni 30 minuti a partire dalle 20.30) all’esposizione con un eccezionale accompagnamento anche alle antiche carceri del Castello.  Appuntamento anche alla mostra “Carlo Ciussi. 1964-2011” allestita a Casa Cavazzini, dove oltre alle opere del grande artista friulano, si potranno ammirare (con partenza alle 21, alle 22 e alle 23 e con un aperitivo offerto dalle cantine Fantinel) anche gli affreschi trecenteschi che adornano le pareti del primo piano del neo ristrutturato palazzo del centro storico.  Alla Galleria Tina Modotti, nell’ex mercato del pesce, invece, sarà visitabile a ingresso libero, la mostra “Una passeggiata nella vecchia Udine”, mostra fotografica di immagini conservate nella fototeca dei musei udinesi. La mostra sarà aperta dalle 19 alle 24 di venerdì, ma anche sabato e domenica dalle 16.30 alle 19.30.  Proprio in occasione della Notte Bianca, inoltre, arrivano a Udine i dinosauri della Patagonia: la suggestiva cornice dell’ex chiesa di San Francesco sarà infatti per tutta l’estate (dall’8 luglio al 25 settembre) l’accogliente dimora degli antichi giganti che per 180 milioni di anni popolarono la terra. I visitatori avranno l’opportunità di ammirare una ventina di affascinanti esemplari provenienti da oltreoceano e di avventurarsi tra ricostruzioni di ambienti primitivi, postazioni interattive e spazi ludici pensati appositamente per i bambini. La mostra “Dinosauri della Patagonia: i giganti dell’Argentina”, ideata dal “Grupo Cultural Argentina” e allestita con la collaborazione del Museo friulano di storia naturale del Comune di Udine, aprirà i battenti venerdì 8 luglio. L’inaugurazione ufficiale, alla presenza del sindaco Furio Honsell, dell’assessore alla Cultura, Luigi Reitani, del direttore dei Civici Musei, Marco Biscione e del direttore del Museo friulano di Storia naturale, Giuseppe Muscio, è prevista alle 17.30, mentre l’apertura straordinaria al pubblico sarà dalle 19 fino a mezzanotte, in occasione della Notte Bianca.  Nella Notte Bianca resteranno aperte anche la Galleria d’Arte Moderna (via Ampezzo) con la mostra temporanea di “Pizzi Cannella, Bon à tirer – Incisioni dalla Stamperia Albicocco 2002-2011” e il Museo Etnografico del Friuli (via Grazzano) che ospita “Gerolamo Venerio e l’età della Restaurazione” e “Di idee e di memoria patria fra musica, teatro, personaggi, immagini”.  I possessori della Card museale potranno partecipare a tutte le attività proposte usufruendo dell’ingresso gratuito ai Musei. Per le visite guidate è necessaria la prenotazione al numero 800 961993 o ai Civici Musei del castello allo 0432 271591.

Enrico Liotti per La Redazione




MA COME E’ ONESTO IL NUOVO PDL ..!!!

Dopo neanche due settimane dalla nascita di un “nuovo partito” degli “onesti” dopo l’investitura dell’ immacolato Angelino Alfano, siamo tornati alle solite faccende del faccendiere  “Unto”. Non se ne può più, ma ormai siamo talmente abituati al fetore che non ci facciamo neanche più caso. L’importante per questa nostra italietta è continuare a subire strette e sacrifici in nome di una speranza che per tutti vengano momenti migliori. Si continua a gridare agli spreconi operai che non vogliono lavorare ad andare in pensione solo dopo”quarantanni” di lavoro alle fornaci o agli alto forni,  agli operai che anzicchè fare bunga bunga continuano a vivacchiare con millecento o milletrecento euro al mese anzicchè accontentarsi di lavorare gratis per salvare le aziende nel nostro grande amministratore pubblico e salvare le sue aziende. E non parliamo di quella sporca classe di pennivendoli bugiardi e “comunisti” che ogni giorno trovano solo malafede e interessi personali negli atti di Berlusconi e dei suoi leccapiedi. Anche stavolta con quelle poche righe inserite nel testo della manovra economica, viene alla luce che il nostro tronfio presidente predica bene e razzola male. Ancora una volta con pacche sulle spalle e larghi sorrisi ha tentato di salvare gli interessi propri, non solo quelli degli italiani a cui dice di sacrificarsi per salvarli dal buoi comunismo e dalla preoccupazione di non vedere più bambini in giro , “perchè  – come si diceva una volta – vengono ancora mangiati dai rossi”. Siamo sempre più un popolo di pecoroni che accettiamo tutto e ringraziamo anche il suo socio Bossi che tappandosi il naso continua ad appoggiare un governo solo per poter continuare ad essere al governo.  Una volta che si è capito che nessuna opposizione è in grado di rappresentare un leader capace di risollevare le sorti di questa malridotta Italia, dobbiamo ancora una volta ringraziare l’unico vero italiano che cerca di ostacolare questo marciume. Ma fino a quanto riuscirà, un uomo solo come il Presidente Napolitano, ad argine questo mare di vergogna?  Fino a quando i falsi puritani continueranno a amostrare disgusto e permetteranno a questa classe politica di vivacchiare e continuare a sperperare le risorse di una nazione che ogni giorno si trova più debole e più vecchia. Una nazione allo sfascio che mostra all’apparenza solo gente impomatata in giro con SUV e macchinoni, con personaggi come Lele Mora e Fabrizio Corona, come giornalisti alla Emilio Fede e onesti parlamentari come i corvi attorno al berlusconismo e alle sue porcate, e continua ad accusare gli sporchi operai e le mezze maniche degli impiegatucci di non farsi gli affari loro ed invece di lavorare gratis per permettere a questa gentaglia di continuare il loro stile di vita, si permettono anche di criticare quel santo uomo che ci difende dalla mera voglia di fare come Lui.  Come anni orsono, cantava De Gregori : Viva l’Italia, l’ Italia che… purtroppo non riconosco più e che giorno dopo giorno fiacca sempre più la mia gioia di gridare al mondo  intero che sono fiero di essere italiano – nonstante tutto! –

Enrico Liotti

enrico.liotti@ildiscorso.it

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Ex Frigo, l’Università presenta il progetto per il museo di Storia Naturale

Martedì 5 luglio, alle 18 in sala Ajace

Dopo la definitiva destinazione dell’ex-frigo del Friuli come futura sede del nuovo Museo Friulano di Storia Naturale, l’amministazione comunale di Udine ha avviato il relativo iter di progettazione.

Ed è proprio in quest’ambito che si inseriscono alcuni incontri in programma con le diverse realtà coinvolte, al fine di garantire per questa importante istituzione una soluzione adeguata e ben armonizzata nel contesto culturale ed urbanistico cittadino.

Un primo passo in questa direzione avrà luogo domani, martedì 5 luglio, alle 18 in sala Ajace, con la presentazione di alcuni progetti elaborati dagli studenti del corso di laurea in Scienze dell’architettura e della laurea magistrale in Architettura dell’università di Udine.

Diverse “esperienze didattiche di Architettura dell’Università di Udine” (questo anche il titolo della conferenza) si sono incentrate proprio sull’ipotesi del recupero dell’ex frigorifero del Friuli, ipotizzandone un uso museale.

Ad aprire l’incontro saranno il sindaco di Udine, Furio Honsell, e il presidente del Consiglio del corso di studi di Architettura di Udine, Mauro Bertagnin. L’assessore alla Gestione Urbana, Gianna Malisani, e il direttore del Museo Friulano di Storia Naturale, Giuseppe Muscio, presenteranno invece gli aspetti connessi alla collocazione del museo e il relativo progetto culturale. Le relazioni specifiche saranno tenute infine da Lodovico Tramontin e Vittorio Foramitti, dell’ateneo friulano, insieme con Alessandro Santarossa e Carlo Perraro.

Il dibattito che seguirà sarà una importante occasione di confronto per tracciare la strada che porta a riconsegnare alla città e al suo territorio un moderno e funzionale museo di Storia Naturale.

Altre Foto del Ex-Frigo, zona dove sorgerà il museo (Foto Fedarmax)

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Il Procuratore federale Palazzi:”Illecito sportivo per l’Inter”

La motivazione della sentenza del Procuratore federale su “calciopoli 2” che ha assolto tutti gli imputati per prescrizione, esprime una valutazione sull’operato del Presidente della Internazionale Giacinto Facchetti definendolo in violazione degli articoli 1 e 6 del codice di giustizia sportiva: “Alla luce dei principi posti dalla decisione della CAF (CU 1\C del 14 luglio 2006), richiamata sopra per i punti di specifico interesse, e degli altri parametri valutativi cui si è fatto ampiamente cenno nelle pagine precedenti, va rilevato che la condotta del FACCHETTI appare presentare notevoli e molteplici profili di rilievo disciplinare. In questa trattazione specifica della posizione del FACCHETTI, è appena il caso di rilevare che la società Internazionale F.C. di Milano, oltre che essere interessata da condotte tenute dal proprio Presidente che, ad avviso di questa Procura federale, presentano una notevole rilevanza disciplinare per gli elementi obiettivamente emergenti dalla documentazione acquisita al presente procedimento, risulta essere, inoltre, l’unica società nei cui confronti possano, in ipotesi, derivare concrete conseguenze sul piano sportivo, anche se in via indiretta rispetto agli esiti del procedimento disciplinare, come già anticipato nella premessa del presente provvedimento e come si specificherà anche in seguito.

Si parla dunque di “meccanismo diffuso” per condizionare il funzionamento del settore arbitrale da parte non solo dei dirigenti della Juventus, ma anche da parte della stessa Inter a cui era stato assegnato lo scudetto 2006, vinto sul campo dalla squadra di Capello sul quale si attende ora il parere del Consiglio federale del 18 luglio.

 

Per completare l’argomento “calcistico” proponiamo le immagini che non siamo riusciti ad allegare al precedente articolo sul nuovo stadio della Juventus affinchè davvero si torni a gioire per lo sport. Speriamo che, prima o poi, anche le altre città d’Italia possano vantare un simile gioiello.

 

 




Agcom: il 6 luglio la decisione sui diritti d’autore in rete

Il 6 luglio sarà probabilmente approvata la regolamentazione annunciata dalla delibera n.668/2010/CONS dell’Agcom (Autorità garante per le telecomunicazioni) in materia di diritti d’autore sulla rete.
Su internet l’opinione che va per la maggiore è che sia in pericolo la libertà di espressione degli utenti, i più esperti invocano la possibile lesione del principio democratico della divisione dei poteri poichè la stessa istituzione che pone le regole (“legislatore”) ne è pure giudice in quanto avrebbe il potere di intervenire in caso di segnalazione di violazioni potendo anche bloccare l’indirizzo IP del sito contenente materiale senza l’autorizzazione del legittimo autore.

Il documento dell’Agcom così recita”La disciplina del diritto d’autore dovrebbe, infatti, da un lato, tutelare la libertà di espressione e l’equa remunerazione dell’autore e, dall’altro, garantire il diritto alla privacy e l’accesso dei cittadini alla cultura e ad Internet. Questo ultimo aspetto corrisponde, oltretutto, ad un principio fondamentale dell’ordinamento comunitario delle comunicazioni elettroniche.” Quindi l’Agcom si difende dichiarando che risulta necessaria e doverosa una regolamentazione della rete per tutelare il mercato legittimo ed i diritti d’autore per i video, le immagini, i contenuti letterari e giornalistici oltre che i migliaia di file musicali scaricati ogni giorni tramite siti peer-to-peer. Per quanto riguarda la competenza della magistratura, l’Agcom precisa che è proprio questa istituzione ad avere l’ultima parola nella tutela, prevenzione e repressione delle violazioni del diritto d’autore. L’Autorità garante così si esprime nel documento: “Sul piano operativo, un’importante novità è poi intervenuta con il decreto legislativo n.70/2003, che ha recepito nell’ordinamento italiano la Direttiva n. 31/2000/CE sul commercio elettronico. In tale fonte sono tracciati contenuti e limiti della responsabilità degli ISP (Internet service
provider), a seconda che svolgano attività di mere conduit, di caching e hosting di contenuti digitali. Per quel che qui rileva, gli artt. 14 comma 3, 15 comma 2 e 16 comma 3 prevedono la possibilità per l’autorità “amministrativa avente funzioni di vigilanza”, al pari di quella giudiziaria, di esigere che il prestatore di servizi “impedisca o ponga fine alle violazioni commesse

Il 6 luglio sapremo quali saranno i diritti meglio tutelati e quali avranno bisogno di essere rivendicati.
Speriamo davvero che il diritto d’autore non soppianti il diritto all’informazione ma ne sia il sostegno e che internet venga sì regolato ma che non venga ridotto a “televisione”, mezzo di così facile controllo del potere.

 

Federico Gangi
federico.gangi@ildiscorso.it

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NO TAV. Quando l’opinione non basta

Ieri abbiamo avuto notizia di nuovi scontri in Val di Susa tra le forze dell’ordine e gruppi di oppositori a margine dell’ennesima, legittima manifestazione NO TAV. L’espressione del dissenso è un diritto caro a tutti noi ma quando si trasforma in violenza diventa inaccettabile. Per quanto ogni parte possa avere le proprie ragioni per non condividere una determinata decisione, l’uso della forza è monopolio dello Stato che, nel rispetto della legge, tutela un interesse generale e collettivo rispetto all’offesa del singolo o di fazioni in difesa di interessi particolari.

A questo punto i cittadini contrari alla TAV, perchè convinti del fatto che essa porterebbe danno alla salute e all’ambiente, dovrebbero chiedere allo Stato perchè non difenda con la forza questi due diritti costituzionali! Quindi vedete? Il dissenso ha “sempre” un fondamento, un motivo che accende gli animi oltre che, inevitabilmente, le paure.

Mischiamo ancora le carte, tanto per complicare le idee: con i progetti prioritari delle reti trans-europee, l’obiettivo dell’Unione Europea è quello di consolidare il mercato comune considerato dalla Corte di Giustizia indice di “norme fondamentali per l’Unione” in quanto lo si considera il miglior mezzo d’integrazione e raggiungimento del benessere per i cittadini europei assieme alla libera circolazione all’interno dell’Unione. L’Italia è quindi obbligata a rispettare i patti e proseguire con i lavori.

L’Europa è ingiusta? L’Europa è governata dal potere economico e da burocrati che non hanno nemmeno la legittimazione popolare? Sono considerazioni che possono trovare riscontri adeguati. Se vogliamo però fare un discorso ragionato sui progetti e sull’agire, in luogo di dispute intellettuali che ci spingono alla pura teoria, possiamo riconoscere che l’Unione Europea, con tutti i suoi difetti, ha sempre posto in essere tutti gli strumenti idonei perchè le decisioni fossero condivise, facendo ricadere sul governo di ogni singolo Stato la responsabilità di impegnarsi affinchè si fosse individuato un compromesso, una decisione comune.

Il Corriere della Sera del 29 giugno 2008 titolava “Tav Torino-Lione, raggiunto l’accordo“. Si trattava dell’intesa raggiunta tra l’Osservatorio tecnico della Torino-Lione (istituito ad hoc nel 2005 per trovare una sintesi tra le posizioni divergenti) e i sindaci sull’ipotesi di tracciato della nuova linea da presentare al governo. Secondo l’articolo “l’Osservatorio ha lavorato al documento per 70 settimane, durante le quali si sono svolte circa 300 audizioni e sono intervenuti 60 tecnici internazionali”. Dopo tre anni i lavori sono iniziati in extremis per non perdere i fondi stanziati dall’Unione Europea.

Il potere è l’elemento necessario che ordina chi ha ragione e chi ha torto, cosa si fa e cosa non si fa.
Quando si tratta di potere, farsi un’opinione è solo l’inizio non la fine.

 

Federico Gangi
federico.gangi@ildiscorso.it

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