Calici di Stelle a Grado e Aquileia 4 giorni ricchi di emozioni vi aspettano

Ritorna con le notti più luminose dell’anno l’appuntamento con Calici di Stelle, l’evento dedicato alle fragranze e ai profumi della nostra regione, che accompagnerà turisti e appassionati in un viaggio entusiasmante alla scoperta di prelibatezze enogastronomiche.

Anche quest’anno il Movimento Turismo del Vino FVG in collaborazione con l’associazione Città del Vino organizza Calici di Stelle a Grado (9 e 10 agosto dalle 20.00 alle 24.00) con il Comune di Grado e Pro Loco Grado e ad Aquileia (11 e 12 agosto dalle 19.30 alle 24.00) con il Comune di Aquileia e il supporto dell’Associazione Imprenditori Città di Aquileia – Club di Prodotto Aquileia te Salutat e il Consorzio Doc Aquileia.

L’accesso alle degustazioni avviene previo acquisto di uno speciale kit, composto da un calice e tracolla (€ 25) grazie al quale potrete assaggiare liberamente i vini proposti e deliziarvi con 5 degustazioni gastronomiche.

Nel corso delle serate ci sarà spazio per interessanti momenti di approfondimento sui vini in degustazione con il coinvolgimento diretto dei produttori, i quali saranno a disposizione del pubblico per curiosità e domande sull’eccezionale patrimonio enologico e gastronomico di queste zone di produzione.

Grado _ 9 e 10 agosto

Due serate, venerdì 9 e sabato 10 dalle 20.00 alle 24.00, per assaporare prelibati vini autoctoni e internazionali accompagnati da gustosi abbinamenti gastronomici e prodotti tipici della laguna.
Appuntamento in diga Nazario Sauro / Giardini Palatucci per conoscere la selezione di vini proposti da 25 aziende: Azienda del Poggio, Battista II, Borgo Conventi, Bulfon, Ca’ Ronesca, Conte d’Attimis-Maniago, Elio Vini, Grillo Iole, I Magredi, La Magnolia, Le Due Torri, Marinig, Pascolo Alessandro, Pizzulin Denis, Pontoni Flavio, Ritter de Zàhony, Ronc dai Luchis, Ronco dei Pini, Segreta, Stanig, Tonutti Vini e Vigneti, Valpanera, Villa De Puppi, Vini Ballaminut e Vini Brojli.
I vini saranno presentati, oltre che dagli stessi produttori, anche dal nostro animatore del vino Giovanni Munisso, che vi accompagnerà in questo viaggio in maniera coinvolgente.

Le prelibatezze gastronomiche, preparate espressamente per l’evento da Pro Loco Grado, vi accompagneranno in un viaggio di scoperta dei piatti locali della tradizione culinaria della laguna e del territorio. Inoltre potrete degustare i panificati Il Maggese/Novalis e i dolci di Panetteria Sandrigo.
Non mancheranno i momenti di intrattenimento musicale e culturale per impreziosire ulteriormente le vostre degustazioni.

Il ricavato delle serate di Grado sarà devoluto in beneficenza al Comitato Sport Cultura e Solidarietà a sostegno dei progetti della Comunità del Melograno Onlus che, dal 1996, opera a favore di persone adulte con disabilità intellettive ospitate presso la Casa Famiglia di Lovaria di Pradamano.

Aquileia _ 11 e 12 agosto

Nella splendida cornice, ricca di fascino e di storia, di Piazza Capitolo e della Basilica Patriarcale, il vino del territorio vivrà due giorni da protagonista accompagnato da degustazioni dei sapori dell’Agro Aquileiese.
Domenica 11 e lunedì 12 agosto l’appuntamento nella città patrimonio dell’Unesco è dalle 19.30 alle 24.00 circa, dove saranno allestiti dei banchi dedicati a 17 aziende del territorio dell’Agro Aquileiese e non solo: Borgo Claudius, Ca’ Bolani, Ca’ di Volpe, Cantina Puntin, Castello di Rubbia, Donda, Elio Vini, La Corta di Calligaris Denis, Mulino delle Tolle, Obiz, Ritter de Zàhony, Segreta, Tarlao, Terre di Palazzatto, Valpanera, Vini Ballaminut e Vini Brojli.

Potrete degustare i vini proposti accompagnati dalle succulente proposte gastronomiche di ristoranti e produttori dell’Agro Aquileiese che vi faranno immergere nei profumi e nei sapori di questo territorio ricco di sfumature, nella cui gastronomia trova massima espressione il connubio terra/mare.

Non mancherà l’accompagnamento musicale con concerti in piazza, spettacoli e interessanti percorsi esperienziali alla scoperta delle eredità culturale di Aquileia: veri e propri Night Tours che toccheranno il Museo Archeologico Nazionale, aperto eccezionalmente anche di lunedì, il Sepolcreto Romano, la Domus e il Palazzo Episcopale, siti aperti in notturna esclusivamente per l’evento grazie alla collaborazione con la Fondazione Aquileia e il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia.

Il ricavato delle serate di Aquileia sarà devoluto in beneficenza a Comitato Amici di Federico e Associazione Alessandra ONLUS per supportare le numerose attività di queste due associazioni solidali attive nell’aiutare le famiglie di giovani affette da gravi patologie.

Novità 2019: iscriviti a Wine for You, subito € 10,00 di sconto per Calici di Stelle
È nata la nuova community degli amanti dell’enogastronomia del Friuli Venezia Giulia! Non perdere l’occasione di entrare a far parte del gruppo Wine for You formato da appassionati e curiosi winelovers: riceverai offerte esclusive, sconti per la partecipazione agli eventi del Movimento Turismo del Vino FVG e di Vino e Sapori FVG e altri regali pensati per te!
Basta inviare un SMS al numero 333 7775848 con scritto “WINEFORYOU” e seguire le istruzioni: iscrivendosi entro l’8 agosto e acquistando l’ingresso in prevendita onlineavrete subito € 10,00 di sconto per partecipare a Calici di Stelle a Grado o Aquileia! La riduzione è valida per ogni persona iscritta al Wine Club su singola transazione online.

Si ringraziano per la collaborazione i partner e gli sponsor tecnici di Calici di Stelle: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG, Comuni di Grado e di Aquileia, Civibank, Del Torre, Acqua Dolomia, Juliagraf, Il Maggese / Novalis, Vino e Sapori FVG, Q.B. Quanto Basta, AsterCoop Madimer, Fondazione Aquileia e il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia.

Per informazioni:
Grado
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Tel +39 0432 289540+39 3480503700
info@mtvfriulivg.it _ www.cantineaperte.info

Aquileia
Comune di Aquileia
Tel. +39 340 0049333




Domenica 4 agosto l’8° Ciclotour “Senza Confini”

Una facile pedalata per tutti, grandi, piccoli, famiglie, gruppi e turisti che potranno trascorrere una mattinata all’aria aperta,
in sella alle proprie bici, in uno splendido
contesto naturale e paesaggistico.
PARTECIPAZIONE GRATUITA A CHI RAGGIUNGERA’ TARVISIO CON IL TRENO E PER RAGAZZI MINORI DI 10 ANNI
ISCRIZIONI: ASD CICLO ASSI FRIULI – Udine – e-mail cicloassifriuli@gmail.com
RITROVO: dalle ore 8.30 in TARVISIO BOSCOVERDE.
PARTENZA: dalle ore 10.30.
PERCORSO lungo la Ciclovia Alpe Adria: in direzione Fusine. Arrivo Piana di Fusine.
PASTA PARTY: nei prati circostanti Baita del Sig. Mario Tosoni per sua gentile concessione.
OBBLIGO: di percorrere esclusivamente il tracciato della Ciclovia Alpe Adria.
CONSIGLIATO: l’uso del casco.

 

 

 

 

Info: cicloassifriuli@gmail.com
Cell: 335 7760496



A Valvasone Arzene lunedì 5 agosto il concerto evento: Atom Heart Mother ( dei Pink Floyd ) a cura dell’Accademia Musicale Naonis

Atom Heart Mother, il quinto LP in studio dei Pink Floyd, quello che in copertina ritraeva una mucca, veniva pubblicato nell’ottobre del 1970.

ph Dario Furlan

A distanza di quasi cinquant’anni l’Accademia Musicale Naonis ha pensato di riproporne l’esecuzione integrale.
Oltre all’Orchestra dell’Accademia Musicale Naonis, sul palco saliranno i Pink Size, tribute band dei Pink Floyd, e il coro del Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano Dell’Oste.
La direzione artistica del progetto è affidata al maestro Marco Bianchi che ha curato anche arrangiamenti e adattamenti; la supervisione è firmata dal maestro Valter Sivilotti, direttore artistico dell’Accademia Naonis, mentre la direzione musicale è del maestro Alberto Pollesel.

Faranno da preludio, alla esecuzione della Suite Atom Heart Mother, delle brevi composizioni realizzate da giovani compositori friulani: Marco Bianchi, Jody Bortoluzzi, Geremy Seravalle.

La storia dell’Accademia Musicale Naonis testimonia un costante impegno nel proporre variegati programmi di musica dal vivo all’insegna della originalità e della accuratezza delle esecuzioni e questo omaggio ai Pink Floyd esprime in toto il concetto. Il progetto è frutto di un approfondito studio delle partiture ed è dedicato alla contaminazione fra rock, pop, musica sinfonica e composizioni inedite.
La punta di diamante del concerto è rappresentata, in  un’impresa unica nel suo genere, dall’esecuzione integrale della celebre suite dei Pink Floyd, uno dei gruppi rock più amati di tutti i tempi, Atom Heart Mother, le cui parti orchestrali furono scritte dal giovane compositore sperimentale Ron Geesin.

ph Dario Furlan

Grazie al talento di Ron Geesin,  Atom Heart Mother ha in sé tutti gli elementi musicali e culturali per rappresentare un preciso instante dell’arte popolare della fine degli anni Sessanta. Racchiude in se musica per film, musica concreta, registrazioni di atti quotidiani, musica per azioni sceniche, ballate post-Woodstock, tracce di Beatles, e molto ha ricevuto dalle influenze musicali dei secoli precedenti.

È un percorso in cui l’originalità si manifesta nel proporre proprie produzioni con arrangiamenti inediti rielaborati e presentati al pubblico in forme nuove e piene di spunti legati alla contemporaneità.
Uno fra i più grandi successi della band inglese viene eseguito con decimino di ottoni, un violoncello solista, la band elettronica PINK SIZE e il Coro FVG diretto dal maestro Cristiano Dall’Oste.

La direzione artistica è affidata al maestro Marco Bianchi, che cura anche gli arrangiamenti e gli adattamenti. La supervisione è del maestro Valter Sivilotti, direttore artistico dell’Accademia Naonis, mentre la direzione musicale è del maestro Alberto Pollesel.

Biglietto ingresso: € 10,00
Biglietti in prevendita su VivaTicket e presso l’Ufficio Turistico di Valvasone, aperto dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00 (giovedì pomeriggio chiuso).

  • Località: Valvasone Arzene;
  • Luogo: Piazza Castello
  • Tipologia: Musica;
  • Data: Lunedì 5 Agosto 2019
  • Orario: 21:30
  • Consigliato per: Tutti
  • http://www.valvasonearzene.it/

In caso di maltempo, lo spettacolo si terrà nella struttura polivalente di via Pasolini.




Blue Notte: un finale delle grandi occasioni con i Quintorigo / Venerdì 2 agosto, Azienda Agricola Castello di Rubbia (Savogna d’Isonzo)

Venerdì 2 agosto i QUINTORIGO a Savogna d’Isonzo, nella Cantina dell’Azienda Agricola Castello di Rubbia, chiudono Blue Notte 2019.
ore 19 Visita guidata alla Cantina (ingresso libero)
ore 21.30 Inizio concerto (ingresso 15 euro)

Il Festival Blue Notte chiude in grande, con una band d’eccezione, ospitata in una cornice tanto desueta quanto significativa e suggestiva, come la Cantina (scavata nella roccia) dell’Azienda Agricola Castello di Rubbia a Savogna d’Isonzo. Sono i Quintorigo gli ospiti della grande serata di venerdì 2 agosto, con inizio alle 21.30anticipata alle 19 da una visita guidata gratuita alla Cantina (a cura della titolare Natasa Cernic) e da degustazioni dei pregiati vini del luogo  (e della cena per chi volesse attendere il concerto nella bellissima location).

I Quintorigo (Valentino Bianchi – sax, Gionata Costa – violoncello, Andrea Costa – violino, Stefano Ricci – contrabbasso, Alessio Velliscig – voce, Gianluca Nanni – batteria) sono davvero difficili da “incasellare” in qualsiasi definizione di genere. Sarebbe riduttivo catalogarli come gruppo jazz, tante sono le contaminazioni nella loro musica, dalla classica al rock, dal blues al funky. Il risultato è, da sempre, una ricetta originale dagli ingredienti equilibrati e dal gusto sorprendente.

I Quintorigo nascono verso la metà degli anni ’90, maturando le tecniche di arrangiamento jazz applicate al rock d’autore ed esibendosi come inconsueta cover-band nei club dell’Emilia-Romagna. Le prime “illustri vittime” delle loro insolite rielaborazioni sono, per citarne alcune, Beatles, Hendrix, Deep Purple, Nirvana, ma anche Area, Battiato; e poi Mozart, Rossini, ma anche Davis, Hancock. Lo studio negli anni matura, e la loro esigenza di comporre propri brani si concretizza. Arrivano ben presto le prime conferme: 1° posto ad Arezzo Wave ’98, premio della critica e per il miglior arrangiamento a Sanremo ’99, premio Tenco, lo stesso anno, come miglior opera prima, miglior arrangiamento a Sanremo 2001, fino ad arrivare ai riconoscimenti dell’ultimo lavoro: premio come miglior formazione dell’anno 2008, conferito da Top Jazz.
Hanno all’attivo decine di tournée, migliaia di concerti tra i quali la partecipazione al Primo maggio a Roma, al Premio Tenco, al Premio Ciampi, Umbria Jazz, Premio Recanati, Alterfesta di Cisternino, Mittelfest di Cividale… Sterminato l’elenco delle collaborazioni, tra le quali quelle con Carmen Consoli, Ivano Fossati, Maria Pia De Vito, Roberto Gatto, Enrico Rava e Antonello Salis.

A Savogna d’Isonzo per Blue Notte Gorizia Festival presentano il loro ultimo lavoro discografico “Opposites”: vale a dire opposizione, giust-apposizione, contrapposizione di fenomeni artistici lontani nel tempo e nello spazio. Quanto dista Duke Ellington da David Bowie? Qual è la strada più breve fra Ornette Coleman e i Rage Against the Machine? Spesso, cercano di dimostrare i Quintorigo, le distanze non sono poi così grandi e di conseguenza le opposizioni sono solo apparenti. “Opposites”: la dichiarazione di intenti è chiara già dal titolo e se gli opposti, in questo album, ci sono eccome, è anche vero che la musica è un universo molto più facile da percorrere di quello siderale, dove non servono astronavi o ponti di Einstein-Rosen per una gita “sensoriale” molto appagante!

La particolarità del concerto è valorizzata dalla location, la magnifica cantina dell’Azienda Agricola/Vitivinicola Castello di Rubbia, che sorge accanto alle più vive testimonianze carsiche del primo conflitto mondiale. In occasione del concerto, alle 19 (a titolo gratuito), sarà possibile visitare la cantina in tutti i suoi locali sotto la guida di Natasa Cernic, titolare dell’Azienda Agricola, che racconterà la storia della cantina, scavata nella roccia tra i bunker e a pochi metri dalle Cannoniere della Prima Guerra Mondiale. Sarà inoltre possibile degustare i vini del luogo e godere della cena all’interno della Cantina stessa in attesa del concerto.

Info concertiwww.bluenottegorizia.com – segreteriacontea@consorzioilmosaico.org




DOMANI 27 LUGLIO – Con la Traviata “degli specchi” cala il sipario sulla prima edizione dell’Arezzo Raro Festival

Con la Traviata “degli specchi” cala il sipario sulla prima edizione dell’Arezzo Raro Festival. DOMANI domenica 28 luglio alle ore 21.00 l’Anfiteatro Romano ospita la replica di una delle più celebri opere di Giuseppe Verdi.

 

Il maestro Donato Renzetti dirige la Filarmonica Gioachino Rossini e un cast dove figurano: Irina Dubrovskaya (Violetta), Alessandro Liberatore (Alfredo Germont), Mario Cassi (Giorgio Germont), Mariangela De Vita (Annina). Regia e luci Henning Brockhaus, coreografie Valentina Escobar, scene Josef Svoboda, ricostruzione scenografica Benito Leonori, costumi Giancarlo Colis.

La Traviata che va in scena ad Arezzo propone un allestimento particolarissimo e originale, noto come “degli specchi” che, realizzato nel 1992 dall’Associazione Arena Sferisterio di Macerata e dalla Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, è ormai un classico che ha ricevuto apprezzamenti in tutto il mondo. Il tempo dell’azione è collocato intorno al 1900, i costumi sono ispirati alla pittura di Giovanni Boldini: abiti impalpabili, personaggi in abiti leggeri perché siamo nel salotto della più bella prostituta di Parigi. Spettacolare la scenografia giocata con un enorme specchio che da un lato limita e concentra l’azione su un punto focale, dall’altra offre uno straniamento della verità di un dramma che riflette il sacrificio di una creatura quale esito tragico del voyeurismo erotico maschile. Lo specchio, dunque, riflette l’azione scenica. Le singole scene sono invece dipinte su grandi teli poste a terra come enormi tappeti sopra i quali si muovono gli attori. Questa mescolanza tra pittura e realtà crea un caleidoscopio di suggestioni e, quando alla fine non ci saranno più immagini e il pavimento rimarrà desolatamente nudo, vorrà dire che il tempo delle illusioni è finito. Con un colpo di scena finale, lo specchio catapulterà il pubblico nell’azione, confondendo vittima e colpevole: tutti saremo responsabili nei confronti di quel mondo di “deboli” di cui anche Violetta faceva parte.  Tra i protagonisti, Violetta Valery è interpretata dalla giovane e talentuosa soprano Irina Dubrovskaya. Dotata di un’ottima tecnica e di una presenza che affascina, sul palco sa dimostrare notevole padronanza e un grande controllo delle sonorità, con un’ampia estensione vocale.  In scena anche Mario Cassi, una delle grandi voci di Arezzo che veste i panni di Germont, padre di Alfredo. Cassi è considerato uno dei migliori cantanti d’opera nel panorama artistico internazionale, il suo grande talento vocale e la sua presenza scenica si combinano con una capacità recitativa di grande intensità.

Nel ruolo di Alfredo Germont, coprotagonista dell’opera c’è Alessandro Liberatore, tenore romano sempre più apprezzato a livello italiano e internazionale con l’interpretazione di titoli come: La Bohème, Madama Butterfly, La clemenza di Tito a Bergen, Nabucco e altri.

Mariangela de Vita, mezzo soprano, veste i panni di Flora Bervoix, amica e confidente di Violetta.

Il soprano Serena Muscariello è Annina, cameriera al servizio di Violetta. Il ruolo di Gastone, Visconte di Létorières che presenta Alfredo Germont a Violetta, è del tenore Enzo Peroni, mentre il barone Douphol, protettore di Violetta è il baritono Donato di Gioia.  Il marchese d’Obigny, amico di Flora è portato in scena dal basso Mattia Pauluzzo e il ruolo del dottor Grenvil è affidato a Marco Pauluzzo, basso. Il personaggio di Giuseppe, servo di Violetta è interpretato dal tenore Gianluca Sorrentino, il domestico di Flora è Lodovico Ravizza, basso, e infine un commissionario è Riccardo Bosco, basso. Le parti corali sono affidate al Coro Lirico Siciliano di Catania, diretto dal Maestro Francesco Costa.

L’ORCHESTRA

La Filarmonica Gioachino Rossini nasce nel 2014 grazie all’impegno del Maestro Michele Antonelli assieme a una formazione di musicisti dalla consistente esperienza internazionale. Il Direttore principale è il Maestro Donato Renzetti, con il quale sono stati sviluppati diversi progetti artistici e realizzate diverse incisioni discografiche. Nel 2016 si avvia “Rossini in Viaggio” percorso musicale per la valorizzazione delle composizioni rossiniane con concerti in Italia e all’estero.

Nel 2019 la Filarmonica e il Maestro Renzetti hanno avviato a Pesaro il Progetto Brahms per direttori d’orchestra. Nato da un’idea di Donato Renzetti il festival è voluto e prodotto dalla Fondazione Guido d’Arezzo e dal Comune di Arezzo insieme alla Filarmonica Gioachino Rossini con media partner Classica HD, il canale di Sky esclusivamente dedicato alla musica classica e reso possibile da sponsor e partner come Polo Museale della Toscana, C-Way, Fraternita dei Laici, Coingas, Conad, Camu-Casa della Musica, Ubi Banca, Fondazione Ivan Bruschi, con la collaborazione tecnica di Poti Pictures.

I biglietti sono in prevendita presso OFFICINE DELLA CULTURA (via Trasimeno 16, Arezzo; tel 338 8431111 – biglietteria@officinedellacultura.org), oppure online su TICKETONE www.ticketone.it.

 

Informazioni www.fondazioneguidodarezzo.comwww.arezzorarofestival.com

Carlo Liotti

 




A Don ALESSIO GERETTI il Premio Pro Majano 2019. Domani la cerimonia di consegna

FESTIVAL DI MAJANO 2019

VA A DON ALESSIO GERETTI IL PREMIO “PRO MAJANO 2019

Dopo il primo fine settimana di programmazione entra nel vivo Il calendario del 59° Festival di Majano. Come da tradizione la rassegna propone un ricco programma culturale che si affianca ai grandi concerti, agli eventi sportivi, ricreativi e all’offerta gastronomica. Andrà in scena domani, giovedì 25 luglio, alle ore 20.00 in Piazza Italia, la cerimonia di consegna del Premio Pro Majano, riconoscimento che ogni anno viene conferito a un simbolo dell’eccellenza friulana nel mondo. Dopo Dante Spinotti nel 2012, Giorgio Di Centa nel 2013, le Frecce Tricolori nel 2014, Chiara Cainero nel 2015, la Cineteca del Friuli nel 2016, Don Domenico Zanier nel 2017 e Bruno Pizzul nel 2018, quest’anno il prestigioso premio andrà Don Alessio Geretti, già delegato episcopale alla Cultura, attualmente direttore e curatore delle mostre del Comitato di San Floriano di Illegio. La sezione cultura della Pro Majano, organizzatrice della serata, ha motivato così questa scelta:

Per il lustro e la notorietà che ha dato alla nostra terra a livello nazionale e internazionale, in un sapiente equilibrio tra l’apertura al mondo e la difesa e valorizzazione dell’identità culturale del popolo friulano. Questo avendo fatto di Illegio, e dunque del Friuli Venezia Giulia, un laboratorio non solo di rilancio e sviluppo di un territorio attraverso l’arte, portando in regione capolavori indiscussi del panorama internazionale, ma anche per aver innovato il sistema delle mostre costruendo, per la prima volta, un’esposizione attorno a un messaggio denso di contenuti valoriali “.

Nato a Udine nel 1973, è ordinato sacerdote nel 1998, mentre nel 2007 è licenziato in Teologia dogmatica alla Pontificia Università Gregoriana. Nel 2010 è nominato dall’Arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato delegato episcopale per la Cultura, direttore dell’Ufficio Diocesano per l’Iniziazione Cristiana e la Catechesi, responsabile della pastorale socio-politica dell’Arcidiocesi di Udine, docente di teologia dogmatica presso lo Studio teologico del Seminario interdiocesano e di iconografia cristiana presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Udine. Continua l’attività di direttore e curatore del Comitato di San Floriano, che ha proposto annuali mostre internazionali d’arte sacra dal 2000 in poi, ad Illegio, a Bruxelles, ai Musei Vaticani e inoltre a Palazzo Venezia, a Castel Sant’Angelo e a Galleria Borghese a Roma. Don Alessio è arrivato in Carnia il 5 settembre 1998 ed ha avuto subito una felice intuizione. La Carnia è uno scrigno ricchissimo d’arte conservato nei secoli ancora per molta parte intatto ed incontaminato. Egli si è subito posto l’interrogativo: perché non far parlare questo patrimonio agli uomini d’oggi in ansiosa ricerca di verità, di autenticità, di ragioni di vivere e di sperare? Naturalmente non fu senza significato il luogo di approdo di don Alessio: nominato vicario parrocchiale del pievano mons. Angelo Zanello ad Illegio, un paese speciale per vocazione, per storia, per cultura, per ricchezza di memorie, per nobiltà della sua gente, per il percorso umano e spirituale di una comunità forte nella sua identità: Illegio conserva un patrimonio ineguagliabile. Dopo alcuni mesi di meditazione ecco la prima proposta nell’anno 2000: una mostra con alcuni capolavori d’arte conservati ad Illegio arricchita da altri capolavori provenienti dal territorio montano. All’inizio della primavera di quell’anno, in concomitanza con l’anno santo giubilare, partono le mostre di Illegio, con una prima edizione dal titolo: “L’arte in Carnia tra Medioevo e Rinascimento”.

Da qui è partita inarrestabile l’avventura ed il successo di Don Alessio e da qui il via a tutta una serie di riconoscimenti a tutti i livelli che lo hanno portato al giorno d’oggi ad essere protagonista assoluto nel mondo culturale nazionale ed internazionale.

Il calendario del Festival di Majano vede nel fine settimana anche i grandi concerti di Calcutta (26 luglio), New York Ska-Jazz Ensemble (27 luglio) e Jethro Tull (28 luglio). Attive per tutte le giornate del festival anche le due mostre d’arte, la personale di Giordano Florenacig e la mostra della Scuola Mosaicisti del Friuli Venezia Giulia. Tutte le informazioni e il programma completo su www.promajano.it .

 




La Società Umanitaria di Alghero presenta Cinema delle terre del mare. Festival itinerante per cinefili in movimento” Dal 30 lug.al 9 ago.

Tutto pronto per la nuova edizione di “Cinema delle terre del mare – Festival itinerante per cinefili in movimento”, l’evento realizzato dalla Società Umanitaria di Alghero in collaborazione con l’assessorato regionale alla Cultura, il Comune di Alghero e la Fondazione Alghero, e con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission.

Primo appuntamento sabato 27 luglio ad Alghero con l’anteprima dell’edizione 2019 del festival. A partire dalle 21.30, la piazza della Juharia si trasforma in una scatola magica capace di riportare il pubblico indietro nel tempo. Grazie all’installazione ideata e curata dal giovane scenografo, regista, costumista e performer Marco Velli, sarà possibile entrare nel mondo in bianco e nero di Charlie Chaplin, in particolare dentro il più lucido, profetico, tenero e amaro dei suoi film, Tempi Moderni.

Velli – laureato all’Accademia di Belle Arti di Brera, collabora agli allestimenti di importanti spettacoli teatrali rappresentati in tutta Italia, e con artisti del calibro di Antonio Marras, Lella Costa e Marco Baliani – ha immaginato una scenografia ispirata a quella originale del film, essenziale per esprimere il messaggio d’amore di Chaplin nei confronti dell’uomo, contro la società e le sue macchine: l’eterna lotta tra gli uomini e gli oggetti è esasperata dalla presenza ingombrante degli ingranaggi, che nel film sono sia il punto di partenza per gli slanci comici di Charlot, sia il simbolo del pericolo che incombe.

Dentro questo microcosmo in bianco e nero, proprio come si faceva all’epoca di Chaplin, la proiezione delle immagini del film sarà accompagnata dal vivo dalle improvvisazioni sonore di Raimondo Dore, polistrumentista e compositore che ha collaborato con molti grandi della musica classica e del jazz. Rispettando la bellezza delle musiche volute dall’autore e accettando un rapporto fisico di musica e immagini di grande complessità, Dore – che ha composto ed eseguito colonne sonore per documentari RAI e per il corto “I Sentieri della foresta” – troverà al pianoforte temi nuovi per rispecchiarsi dentro il delicato intrigo del film, che più di tutti ha saputo anticipare la spietatezza dell’epoca moderna.

Una grande sarabanda dello spirito umano fatta di gioie, di cadute e dell’intensità della bellezza del vivere.

 

 DA MARTEDI’ 30 LUGLIO A GIOVEDI’ 9 AGOSTO AL VIA LA NUOVA EDIZIONE DEL FESTIVAL  

Archiviata l’anteprima di sabato, l’appuntamento con Cinema delle terre del mare è per martedì 30 luglio, giorno del taglio del nastro per questa nuova edizione, che andrà in scena tutte le sere sino a venerdì 9 agosto.

Ben 12 giorni di festival su spiagge mozzafiato e altri luoghi incantevoli, con pellicole indipendenti, grandi classici, b-movies e proiezioni per ragazzi, per un totale di 26 film da tutto il mondo, con anteprime regionali e nazionali, circa 40 ospiti italiani e internazionali. E ancora tavole rotonde, il grande fumetto contemporaneo, concerti e dj set d’autore negli scenari più suggestivi della Riviera del Corallo.

Programma completo disponibile sul sito: www.umanitaria.it/cinema-delle-terre-del-mare/

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 LA STORIA: ALGHERO CITTÀ DEL CINEMA  

Cinema delle terre del mare è un progetto firmato dalla Società Umanitaria di Alghero che riannoda i fili della memoria guardando agli anni ’60 e ’70, al periodo del Meeting internazionale del Cinema quando la città catalana era una delle capitali europee del cinema internazionale. Un’epoca d’oro in cui in Riviera non ci si stupiva di incontrare Liz Taylor o Roger Moore, di imbattersi nell’ultima produzione di Carlo Lizzani o di Francis Ford Coppola. Ma Cinema delle terre del mare non è un festival che vive di vecchi ricordi, è anzi fortemente proiettato nel futuro con l’obiettivo di rilanciare Alghero come città del Cinema in Sardegna.

 GLI OSPITI E LE CONTAMINAZIONI: IL FESTIVAL IN PILLOLE 

Cinema delle terre del mare è da sempre un festival aperto e inclusivo, che ama spaziare tra i generi e le arti. Ogni giorno, a partire dalle 18, si potrà assistere a opere indipendenti su temi sociali nella categoria Indie; agli storici film che hanno visto l’isola come set naturale nella categoria Sardinia B movie; agli incontri sulle più celebri colonne sonore con Soundtracks; e poi il cinema rivolto ai ragazzi e alle ragazze nella sezione Young Adult; e infine le proiezioni in spiaggia, dopo il tramonto, per la categoria Night on earth. Spazio anche alle tavole rotonde con Stories: approfondimenti e focus con ospiti e addetti ai lavori. Tra gli appuntamenti di un cartellone ogni giorno ricco di spunti, si distingue la proiezione di “Formentera Lady”, per la prima volta in Italia grazie agli schermi di Cinema delle terre del mare. Il film diretto dal regista valenciano Pau Durà racconta la storia di Samuel, vecchio hippie che dagli anni ’70 porta a casa la giornata come menestrello nelle bettole di Formentera. La visita di sua figlia Anna lo costringerà a fare i conti con il tempo che passa in una storia sempre sul crinale tra dramma e commedia. Ospite della serata, in programma venerdì 2 agosto a partire dalle 22 alla spiaggia Maria Pia, il produttore David Ciurana.  Un incontro tutto al femminile, invece, quello in programma sabato 3 agosto sempre alla spiaggia Maria Pia: Ragazze la vita trema è il titolo del forum con alcune tra le più importanti fumettiste italiane affermate ed emergenti. Saranno protagoniste Cristina Portolano, napoletana classe ’86 pluripremiata per i suoi lavori di graphic journalism e di racconto a fumetti; Silvia Rocchi, 33enne pisana che ha esordito con le biografie a fumetti di Alda Merini e Tiziano Terzani per approdare poi a Rizzoli, con cui ha pubblicato “Brucia”, la sua prima graphic novel; e Josephine Yole Signorelli, in arte “Fumettibrutti”, il nuovo grande fenomeno del fumetto italiano nato sul web: catanese classe ’91, ha recentemente esordito per Feltrinelli Comics con “Romanzo esplicito”.  Un’altra importante tavola rotonda è quella fissata per venerdì 2 agosto come unico appuntamento mattutino del festival: alle 11,30 a Lo Quarter si parlerà di “Lavori in corso. Forum sul nuovo cinema indipendente sardo”, con la regista Stefania Muresu e i registi Daniele Atzeni, Stefano Deffenu, Antonio Maciocco e Marco Antonio Pani. Un’occasione per scoprire in anteprima i film che verranno, i progetti cinematografici ancora da realizzare.  Ma Cinema delle terre del mare è anche un festival di contaminazione tra le arti, come testimonia lo spettacolo “Andante sul mare” di Moreno Solinas e Igor Urzelai, una performance di danza contemporanea in anteprima nazionale, in scena al Centro di Accoglienza Vel Marì giovedì 8 agosto, a partire dalle 20. Uno spettacolo che è un invito a fermarci, a rallentare, a notare il tempo che passa e l’attenzione che fluttua. Una chiamata dal mare, un lento abbandono della terraferma, un immaginare cosa significhi sparire in quel profondo, un andare incontro a chi sta sull’altra sponda. Ampio e di qualità anche lo spazio riservato alla musica: tra dj-set d’autore e concerti ecco in evidenza il Tormentone live di Scarda, in programma mercoledì 7 agosto dalle 20 al parco di Porto Conte. Cantautore calabrese trapiantato a Roma, Scarda deve proprio al cinema il suo esordio discografico, grazie alla colonna sonora della fortunata trilogia di “Smetto quando voglio”, che gli è valsa una candidatura ai David di Donatello per la miglior canzone originale. Reduce dalla recente pubblicazione del sue terzo disco, il musicista ha da poco tagliato il traguardo dei 100 mila ascoltatori mensili su Spotify.

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 LUOGHI E TERRITORIO: UN FESTIVAL ITINERANTE 

Il rapporto con il mare e il legame con il territorio sono due dei temi centrali di Cinema delle terre del mare. Da qui la necessità di essere un festival itinerante che ogni giorno esplora e racconta i suoi luoghi d’elezione. Nascono così gli itinerari cine-turistici, nati lo scorso anno da un’idea della Società Umanitaria in  collaborazione con A S’Andira (Agenzia di servizi per il turismo culturale in Sardegna).

Il progetto farà scoprire ai visitatori le tracce di un passato illustre con una visita guidata che lega la storia del territorio a quella del cinema. Due i movietour in programma, durante i quali i partecipanti saranno accompagnati nei luoghi che hanno fatto da sfondo ai grandi film, o che hanno ospitato manifestazioni cinematografiche e televisive importanti come il Meeting Internazionale del Cinema.

Martedì 30 luglio sarà la volta dell’itinerario urbano, con partenza dallo Scalo Tarantiello per una passeggiata cinematografica in città sulle tracce Richard Burton e della leggendaria e controversa figura del bandito sardo Graziano Mesina, raccontata nei film “Barbagia. La società del malessere” e “I protagonisti”.

Mercoledì 7 agosto il viaggio toccherà invece alcune tra le più belle località del litorale: da Porto Conte a Capo Caccia sulle orme di James Bond, che interpretato da Roger Moore con Barbara Bach nel ruolo della spia sovietica Anya Amasova, ha dato vita sulla litoranea a uno degli inseguimenti più spettacolari della storia del cinema. Un itinerario che evoca anche la straordinaria Liz Taylor de “La scogliera dei desideri”.

 

Agli itinerari turistici si aggiungono le tappe delle proiezioni, ogni giorno diverse. E allora diventeranno cinema le splendide spiagge Rafael, Hermeu, Rosanna, Lazzaretto e Vel Marì; diventerà cinema il Mirador Giuni Russo, con la sua vista mozzafiato su tutta la Rada di Alghero, passando dal centro storico e guardando sino a Capo Caccia, dove tutto è cominciato cinquant’anni fa.

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Capo Caccia, Ph. massimilianocaria.com 

Porticciolo, Ph. massimilianocaria.com 

 CULTURA E IMPRESA: DAL TURISMO ALL’INDUSTRIA CINEMATOGRAFICA 

Cinema delle terre del mare è una manifestazione che crede nella cultura anche come motore economico per il territorio, grazie all’indotto turistico che è in grado di generare ma anche, e soprattutto, grazie alla possibilità che il festival offre a registi, autori e produttori di riscoprire la Sardegna come un grande set cinematografico a cielo aperto. Fondamentale in questo senso è la collaborazione con la Fondazione Sardegna Film Commission, ente di governance regionale per il potenziamento della filiera audiovisiva in Sardegna, che interviene nel festival organizzando per gli ospiti degli speciali location scouting alle scoperte di luoghi, comunità e beni artistici materiali e immateriali. Attività consueta per la Fondazione, che opera su tutto il territorio regionale per far conoscere l’isola nei suoi aspetti più inconsueti e originali alle produzioni nazionali e internazionali interessate a girare in Sardegna, attraendo talenti e capitali di investimento. La missione della Sardegna Film Commission incontra quindi l’impegno della Società Umanitaria di Alghero, che beneficia  anche del sostegno dell’assessorato regionale alla Cultura, del Comune di Alghero e della Fondazione Alghero.

Enrico Liotti




L’Italian Film Festival Cardiff diventa un Premio

14-17 novembre 2019: queste le date  della quinta edizione dell’Italian Film Festival Cardiff che a partire da quest’anno diventerà l’unico festival dedicato al cinema italiano nel Regno Unito che esca dal perimetro della “rassegna” per esprimere un vero e proprio riconoscimento internazionale.
Due le sezioni: rimane il focus tradizionale del Festival, ovvero la sezione dedicata a mostrare e a premiare il meglio del cinema italiano dell’ultimo anno (estate 2018 – estate 2019) e si apre invece una nuova sezione dedicata alla documentaristica (2018 – 2019), di cui il cinema italiano è sempre più ricco.I premi, in omaggio alla ricchissima cultura artistica del Galles, avranno nomi locali scelti appositamente tra vocaboli gallesi di suggestione ed ispirazione Sarà così che il Premio al grande Cinema italiano dell’ultima stagione prenderà il nome di Awen, una parola che rimanda alle Muse della creatività e che solo sommariamente può essere tradotta come ‘ispirazione artistica’. Il premio alla documentaristica prenderà invece il titolo di Canfod, che in gallese significa ‘scoprire’, ‘trovare’, ‘vedere’. “Aprendo al concetto del premio – ci spiegano i direttori artistici Luisa Pèrcopo e Luca Paci – abbiamo voluto sottolineare con maggior vigore il nostro impegno di sempre: quello di diventare un ponte per la ampia e tanto invidiata produttività italiana, con un’attenzione speciale per il cinema indipendente, verso il territorio anglo-celtico che da sempre ama il Belpaese.Già da questa edizione, infatti, stiamo aprendo le porte di alcune sale locali al cinema nostrano: una preziosa occasione per le produzioni, peraltro, per gettare alcuni fra i presupposti  per accedere ai fondi per l’internazionalizzazione.Le iscrizioni per la sezione documentari saranno aperte dal 22 luglio e saranno online fino al 8 settembre. Due le giurie deputate nel corso del Festival: una di specialisti e addetti ai lavori, sia italiani che britannici che sarà riservata alla fiction. A valutare, invece, i documentari in concorso sarà una giuria che includerà alcuni membri del pubblico di italofili di cui il Galles è ricchissimo, coordinate da Arianna Careddu  (già fra i selezionatori del Festival di Salina e ora direttrice della programmazione del Festival di Lampedusa) coadiuvata da un  pubblico di italofili di cui il Galles è ricchissimo.look




I THE DARKNESS HANNO INFIAMMATO IL FESTIVAL DI MAJANO CON IL LORO ROCK ENERGICO

Energici, irriverenti, esplosivi, sono diversi gli aggettivi che si potrebbero utilizzare per descrivere i Darkness nel concerto tenuto domenica sera al Festival di Majano (UD), la rassegna musicale e gastronomica dell’omonima cittadina che da moltissimi anni anima l’estate friulana.

L’esibizione degli attesissimi The Darkness è stata preceduta dalla cover-band Cindy & The Rock History che ha presentato alcuni brani tratti dal lavoro in studio della band: Histerya, un album di inediti caratterizzato da un buon sano Rock’n Roll con la potente voce di Cindy Cattaruzza a fare da trade-union alle chitarre di Fabrizio De Ros e Mattia Toso ed al basso di Mauro Tolot, il tutto ritmato dalla batteria di “Charlie” Bonazza; il pubblico ha gradito le proposte della band che con questo album ha voluto togliersi, in parte, l’etichetta di semplice cover-band (per quanto di altissima qualità grazie al loro progetto rock history) riuscendo a produrre un lavoro raffinato e al contempo originale.

Spazio poi ai The Darhness, il glam rock dei Darkness, con richiami agli anni ‘80 e ad artisti molto in voga all’epoca, ha fin da subito infiammato il pubblico con “Black Shuck”, tratto dal primo album della band, facendo scatenare non solo gli spettatori delle prime file ma anche chi non era proprio a ridosso del palco; molto il “pogo” (ballare spingendosi a vicenda) del pubblico a dimostrazione della carica che i brani dei Darkness riescono a dare al pubblico nelle loro esibizioni.

La band inglese capitanata da Justin Hawkins ha mandato in visibilio i fan, accorsi numerosi anche dall’estero per seguire i loro beniamini, con un concerto “energico” e…. ricco di fronzoli: proprio così, il più delle volte il rock è “energico e senza fronzoli” dove è la musica a parlare lasciando poco spazio allo spettacolo, non è stato così per i Darkness che nell’ora e mezza a loro disposizione hanno messo in scena uno spettacolo esplosivo ed un bel repertorio di gag con il pubblico che non ha lesinato il suo appoggio alla band lanciando sul palco vari indumenti – più o meno intimi – che il leader Justin ha inutilmente tentato di indossare suscitando l’ilarità dei presenti.

Indiscutibili le doti canore di  Justin  Hawkins, dal vivo ben più marcate di quanto possano lasciar intendere gli album in studio, a volte forse anche troppo estremizzate con il risultato di rendere meno gradevole là riproposizione dal vivo di un brano fino al momento conosciuto solo in versione “studio”….. ma chissà, forse potrebbe essere anche l’esatto contrario.

Abbiamo citato più volte il leader della band in quanto lo spettacolo visto a Majano ha messo in evidenza  che la band ruota tutta intorno a lui, vero animale da palcoscenico, che lascia poco spazio ai suoi musicisti relegandoli quasi a ruolo di comprimari ma d’altronde con un carisma come il suo poco riescono a fare il fratellino Daniel Hawkins (chitarra), il bassista Frankie Poullain e Rufus Taylor (batteria, figlio del batterista dei Queen Roger Meddows-Taylor, ndr)

Pezzi come “One Way Ticket to Hell… and back”, “Open Fire” e “I Believe in a Thing Called Love”, fra i più noti)del loro repertorio, hanno lasciato il segno facendo esplodere lo stadio di Majano in un tripudio di watt, luci ed energia.

Il concerto dei Darkness, organizzato da Azalea (che cura anche tutta la programmazione musicale del Festival) non ha deluso le aspettative portando a Majano una ventata di Rock, forse un po’ leggero ma ritmato e – come detto – carico di energia.

Gli appuntamenti del prossimo fine settimana al Festival di Majano: venerdì 26 luglio Calcutta, il 27 i New York Ska Jazz Ensemble e il 28 i mitici Jethro Tull. Il programma completo al link del Festival https://www.promajano.ithttps://www.promajano.it

Dario Furlan




L’alba della Luna! 50 anni dopo Villa Manin risveglio con il concerto di Remo Anzovino

C’è un momento in ciascuna alba in cui la luce è come sospesa, un istante magico dove tutto può succedere e la creazione trattiene il suo respiro. Questa è la “fotografia” del concerto all’alba di Remo Anzovino, conclusosi da poco nel Parco di Villa Manin a Passariano di Codroipo – appena inserito tra i 10 parchi più belli d’Italia – che ha chiuso la straordinaria rassegna musicale “Concerti nel Parco”, organizzata dall’Erpac (Ente Regionale per il Patrimonio Culturale) per valorizzare l’immenso patrimonio naturalistico della residenza dogale e per far vivere al pubblico una esperienza veramente unica ed esclusiva.

Un’esperienza dell’anima. È proprio quella che hanno vissuto stamattina le oltre 2 mila persone che alle 5 del mattino hanno gremito il parco di Villa Manin facendosi trasportare per un’ora e mezza dalla musica del pianista compositore che ha guidato il pubblico in un magico viaggio, tra i suoi brani più conosciuti (da “Igloo” a “Tabù”, passando per le musiche dell’ultimo album Nocturne e per il bis con “Metropolitan” che ha lanciato una lunghissima standing ovation del pubblico), assieme alle ultime composizioni per le colonne sonore dei film “Van Gogh tra il grano e il cielo” e “Le Ninfee di Monet”, che lo hanno portato a conquistare il Nastro D’Argento 2019 – menzione speciale “Musica Dell’Arte”.

Nel viaggio immaginifico del pubblico e di Anzovino il parco della Villa si è trasformato per alcuni istanti nel “Giardino di Giverny” di Monet, unendo il fascino delle note suonate alla bellezza dello scenario naturalistico.

Il Concerto all’Alba è stato l’ultimo grande evento di una rassegna che ha saputo valorizzare al meglio tutti gli artisti che ne hanno fatto parte e ha dato nuova visibilità ad uno spazio della Villa, meraviglioso e inesplorato dai più.

Foto Simone DiLuca