MORE THAN JAZZ, PRESENTATO IL PROGRAMMA DELLA SECONDA EDIZIONE, A UDINE IL GIOVEDI D’ESTATE E’ JAZZ

Anche quest’anno Udine non farà mancare a tutti gli appassionati (e non solo) la grande musica jazz. E, novità di quest’anno, tutti i concerti si terranno sempre all’apertonel rispetto delle misure di sicurezza per il contenimento della diffusione del Covid 19.

È tutto pronto per l’edizione 2020 di More Than Jazz, il festival che riporterà in città i colori, le emozioni e le suggestioni non solo del jazz, ma di tutte quelle variegate sfaccettature che la musica in generale, anche quella improvvisata, è capace di regalare. Il programma e gli attesi ospiti che animeranno per ben due mesi il cuore del centro cittadino è stato illustrato oggi, 15 giugno, nel corso di una videoconferenza alla quale hanno preso parte l’assessore regionale alla Cultura e allo Sport, Tiziana Gibelli, l’assessore comunale alla Cultura, Fabrizio Cigolot e il presidente della società cooperativa SimulArte, organizzatrice della manifestazione, Federico Mansutti, insieme con Stefano Amerio ed Ermanno Basso, membri del Cda di SimulArte.

«Il Covid-19 non è riuscito a fermare la musica dal vivo e le emozioni che regala – rileva Gibelli –. In questi mesi di emergenza e di lockdown non era chiaro a nessuno se e come si poteva riprendere ad organizzare spettacoli in presenza, ma, nonostante questo, le associazioni culturali della nostra regione hanno tenuto duro e, alla fine, i risultati sono arrivati. Per questo mi fa molto piacere poter partecipare alla conferenza stampa di presentazione di More Than Jazz 2020 organizzata da SimulArte che rilancerà l’estate di Udine con musica di qualità valorizzando gli artisti locali che si sono distinti a livello nazionale. La gratuità di tutti gli eventi – conclude – è sicuramente molto apprezzabile, anche se auspico che ci possano essere molte offerte libere che andranno a supportare i singoli concerti».

Soddisfatto anche l’assessore comunale Cigolot«Grazie a SimulArte – commenta – la rassegna More Than Jazz torna ad arricchire il palinsesto musicale dell’Estate in città, con una programmazione che l’assessorato alla cultura sostiene e condivide, sia per il nutritissimo numero di eventi che propone, sia la scelta di dare spazio ai musicisti di qualità italiani e, soprattutto, del Friuli. Il jazz – continua – ha avuto sempre seguito in città e le due sedi proposte, nel cuore della centro storico, credo saranno un motivo di richiamo in più per i nostri concittadini, e non solo, che, con la loro presenza, ricompenseranno anche il lavoro svolto dagli organizzatori, tanto più complesso in questo periodo, ai quali va il sentito riconoscimento dell’Amministrazione cittadina».

Tante, tantissime le novità e le sorprese che attenderanno il pubblico friulano, a cominciare dal palcoscenico dove si svolgeranno tutti i concerti. A fare da cornice, infatti, sarà il plateatico di piazza Libertà e, in caso di maltempo, l’antistante Loggia del Lionello. I concerti si terranno, tutti a ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria, ogni giovedì per ben due mesi dal 9 luglio al 27 agosto alle 21.30.

The-dixieland-Stumblers

Altra novità dell’edizione di quest’anno, rimodulata a causa Covid, è che More Than Jazz sosterrà la campagna #artistitaliani ideata dalla Fondazione Bon, e successivamente promossa da Agis eAiam, con l’obiettivo di sostenere gli artisti italiani in questa difficile congiuntura causata dall’epidemia, e concederà molto spazio ad artisti locali già applauditi in tutta Italia e nel mondo.

«Abbiamo deciso di offrire gratuitamente tutti i concerti – spiega Mansutti – per dare un segnale di ripartenza, di una vera e propria festa, incentivando il pubblico a riappropriarsi della città e delle iniziative culturali offerte. Consapevoli però che la cultura va anche sostenuta concretamente – prosegue –, sarà possibile durante ogni serata effettuare delle donazioni a supporto del concerto stesso. Un modo, questo, anche per manifestare concretamente l’apprezzamento verso l’artista che si è esibito. A chi vorrà dare il suo, anche piccolo, contributo verrà offerto un piccolo omaggio in segno di ringraziamento».

Per favorire il turismo di prossimità che caratterizzerà l’estate 2020, l’organizzazione di More Than Jazz ha stretto una collaborazione con PromoTurismoFVG che consentirà di ottenere uno sconto del 20 per cento sulla Fvg Card a coloro che si presenteranno in un Infopoint regionale con il programma di sala di uno dei concerti in cartellone.

Ma veniamo al programma della rassegna che vede il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Udine e della Fondazione Friuli. Come anticipato si parte il 9 luglio con l’Hammond Trio, composto dal grande percussionista e batterista friulano UT Gandhi, affiancato da Nevio Zaninotto (sassofono tenore e soprano) e da

Rudy Fantin (Hammond Organ, Fender Rhodes MK I). Una serata, dal titolo The weather repost trio” che rispecchia le passioni musicali, l’esperienza dei suoi componenti tutti della regione.

Il giovedì successivo, 16 luglio, la scena è tutta per il gruppo formato Emanuele Filippi,

Emanuele Filippi,

pluripremiato pianista udinese emigrato a New York, Jure Pukl, sassofonista sloveno annoverato tra i principali esponenti del sax tenore in Europa, Marco D’Orlando, considerato uno dei più grandi talenti del panorama regionale, con all’attivo prestigiose collaborazioni in tutta Italia, e Camilla Isola, danzatrice udinese diplomata con onori al Trinity Laban Conservatoire of Music and Dance di Londra.

Un’irresistibile, energetica band, The Dixieland Stumblers, capitanata da Daniele D’Agàro, sarà protagonista il 23 luglio con un repertorio tutto dedicato alla musica degli anni 1920/30, da New Orleans a Chicago, con le grandi composizioni di Jelly Roll Morton,W.C. Handy, Fats Waller e Duke Ellington e Louis Armstrong.

Nel 2016, il Cd” The Dixieland Stumblers” edito da Artesuono, ha avuto la menzione d’onore dalla prestigiosa rivista NYC Jazz Record di New York.

Serata imperdibile quella del 30 luglio con il Malafede Trio.

Malafede Trio

Nato nel 2015, il gruppo prende forma da un’idea del bassista Federico Malaman, ormai punto di riferimento internazionale per il suo strumento, e si completa con due nomi di rilievo del panorama italiano, Riccardo Bertuzzi alla chitarra e Ricky Quagliato alla batteria. Il linguaggio del Trio si colloca nell’ambito della fusion, ma valica di molto i confini di quest’etichetta, poiché le sonorità proposte spaziano dal Jazz al Prog, fino a contaminazioni Avant.

La voce unica, eclettica, dolce, potente, dinamica e soul

Chiara Luppi

di Chiara Luppi, a Udine il 6 agosto con “Tu” Soul Jazz 5et, è un’altra delle grandi proposte per l’estate jazzistica udinese. Nel suo ultimo lavoro, “Tu”, Luppi si mette a nudo trovando l’equilibrio nel disequilibrio di questa vita. Brani molto diversi con un unico filo conduttore: la voce, ma anche le sonorità di ogni singolo musicista, e un ensemble che strizza l’occhiolino al jazz. Alla tromba Gianluca Carollo, anche direttore artistico del progetto, Davide Pezzin al basso, alla batteria Mauro Beggio ed al pianoforte Giuliano Pastore.

Creativi sperimentatori, compositori e arrangiatori di grande estro ed abili galvanizzatori di platee, Mauro Ottolini (trombone) e Francesco Bearzatti (sassofono), accompagnati dall’organista Oscar Marchioni e dal batterista Paolo Mappa, saranno ospiti del festival il 13 agosto per uno spettacolo unico e coinvolgente. Il loro quartetto, “Licaones”, attivi da vent’anni, sono stati uno dei primi gruppi a proporre con musica originale, un genere di grande successo chiamato “lounge” che mescola swing, musica latina, funk ai colori di A.Trovajoli, P.Piccioni, P.Umilianie Morricone.

Licaones

Un grande “Tribute to Michael Jackson – Prince e Earth, Wind & Fire” sarà quello dedicato, il 20 agosto, dall’Udine Jazz Ensemble del Conservatorio “Tomadini” di Udine. La band è nata all’interno dei corsi di Musica d’Insieme Jazz del docente Glauco Venier al conservatorio udinese per offrire agli allievi la possibilità di sperimentare e fare esperienza. Formazione elastica e in continua evoluzione, occasionalmente arricchita dalla collaborazione con studenti dei corsi di musica classica, l’Udine Jazz Ensemble dimostra grande originalità spaziando tra i più diversi organici (dal trio all’ottetto fino anche alla big band a seconda del repertorio proposto). Sempre vario e in evoluzione è anche il repertorio, diverso di anno in anno e di carattere monografico (Duke Ellington, Art Blakey and the Jazz Messengers, Chick Corea, John Scofield, Frank Zappa, Michael Jackson & Prince e molti altri).

Licaones

Finale da non perdere, il 27 agosto, quando a calcare la scena sarà il trio “Brunotwix” formato da Carolina Bubbico (voce), Claudio Filippini (pianoforte e tastiere) e Filippo Bubbico (batteria ed elettronica). Un progetto nuovo che vede la collaborazione di tre artisti tra i più apprezzati della scena musicale internazionale. A Udine presenteranno un repertorio di musiche originali esplorando nuovi sound caratterizzati da groove funk e beat onirici alla ricerca del massimo potenziale espressivo. Un duplice lavoro il loro, a cavallo fra tradizione e innovazione. Il risultato è un lavoro mirabile, curato fin nei minimi dettagli eppure dotato di un’immediatezza e di una freschezza restituite appieno da un eccellente interplay tra i musicisti.

Tutti i concerti, come ricordato, sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. Biglietteria: www.simularte.it, tel: +39 0432 1482124, biglietteria@simularte.it, orario: dal lunedì al sabato ore 16.00 – 19.00. I giorni di spettacolo la biglietteria presso Piazza Libertà – 33100 Udine apre alle ore 18.00.

More Than jazz 2020, oltre al sostegno di Regione, Comune di Udine e Fondazione Friuli, si avvale della partnership di Itineraria, Fondazione Luigi Bon, Associazione culturale Vigne Museum e annovera un nutrito pool di sponsor come Blues Moto Garage, CrediFriuli, Ristorante Alla Vedova e Ceccarelli Group oltre al supporto tecnico di Prontoauto, Goccia di Carnia e Kopy print & gadgets.

E.L.




11° PREMIO MATTADOR: 20 giugno sarà presentata la Giuria del Premio e verranno annunciati i selezionati al miglior soggetto

Una nuova classe di aspiranti sceneggiatori è pronta a “laurearsi” con il Premio Internazionale per la Sceneggiatura Mattador. L’edizione 2020 è chiaramente diversa e speciale: così come il programma istituzionale si è svolto online, anche la selezione e l’annuncio dei finalisti avverrà in maniera inedita vista la contingenza. Sabato 20 giugno alle ore 11:00 a Trieste la presentazione della Giuria dell’11° Premio e l’annuncio dei vincitori della Borsa di formazione Mattador si terrà in live streaming dall’Auditorium della Casa della Musica di Trieste con la presenza della Direzione Artistica del Premio, di Armando Fumagalli (direttore Master in International screenwriting and production Università Cattolica, Milano) e di Andrea Rocco (consigliere amministrazione Cineuropa –  Bruxelles), mentre il resto della Giuria presieduta e guidata dalla regista Wilma Labate, con Tamara Prandi (story editor, delegato di produzione Cattleya) e Sara Cavosi (sceneggiatrice, autrice teatrale e radiofonica ed ex finalista di Mattador) sarà in collegamento skype.

giuria 2020

L’incontro sarà in diretta sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Premio.

Sono ormai undici anni che Premio Mattador regala al cinema nuove generazioni di sceneggiatori e la presenza di Cavosi in giuria è ancora una volta il simbolo della lungimiranza del Premio, che ha individuato e riconosciuto negli anni talenti che poi hanno abbracciato la carriera cinematografica riuscendo a conquistare i propri obiettivi.

I vincitori di tutte le sezioni proposte dal Concorso, sceneggiatura per lungometraggio, soggetto per lungometraggio, sceneggiatura per cortometraggio CORTO86 e sceneggiatura disegnata DOLLY “Illustrare il cinema” verranno premiati il 17 luglio prossimo, quando, sempre in live streaming dalle Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia, si terrà la Cerimonia di Premiazione dell’11° Premio Internazionale per la Sceneggiatura Mattador.

Mattador è dedicato a Matteo Caenazzo, giovane triestino, studente di decorazione pittorica al Liceo artistico Nordio della sua città e di cinema al corso di Tecniche artistiche e dello spettacolo alla Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, scomparso prematuramente il 28 giugno 2009. Nel suo nome e nelle sue passioni il Concorso di scrittura per il cinema si rivolge a giovani sceneggiatori, registi, illustratori e concept designer dai 16 ai 30 anni.

L’iniziativa è resa possibile grazie al contributo di MIBACT Direzione Generale Cinema, Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Trieste, Fondazione Kathleen Foreman Casali di Trieste, a donazioni private e quote associative.




Monfalcone Eventi_ALJOSA GERGOLET Testimonianze online per ridare fiducia alla cittadinanza

Testimonianze online per ridare fiducia alla cittadinanza

ALJOSA GERGOLET, musicista, organizzatore di eventi e produttore
IN DIRETTA sulla pagina Facebook “Monfalcone Eventi” del Comune di Monfalcone

Lunedì 15 giugno alle ore 18.00

La musica ritorna protagonista della rassegna online sulla pagina Facebook “Monfalcone Eventi” del Comune di Monfalcone, con l’intervista ad Aljosa Gergolet, musicista, organizzatore di eventi e produttore, conosciuto anche per la gestione della scuola di musica del Centro Giovani di Monfalcone. L’appuntamento è in programma lunedì 15 giugno, alle 18.00.

Originario di Doberdò del Lago, Aljosa Gergolet ha iniziato a suonare il flauto a sei anni, per poi passare alla tromba un paio di anni dopo. All’età di undici anni ha scritto i suoi primi spartiti/brani e fino ad oggi non ha mai smesso di scrivere e studiare musica. Da adolescente si è innamorato del rock, iniziando a studiare chitarra e poi canto. Con tutte le formazioni in cui ha suonato ha raggiunto dei traguardi piuttosto importanti, si è esibito su centinaia di palchi e venduto molti dischi (e cassette negli anni ‘90). Consapevole che con la musica d’autore non si può sopravvivere, a meno che non si lavori nel main-stream, ha dovuto lavorare come sviluppatore software. Dopo più di 10 anni di lavoro nelle aziende di ricerca e aerospaziali, ha deciso che tutto quello che aveva vissuto e imparato negli anni di concerti e registrazioni, lo doveva mettere a disposizione dei giovani, nella speranza che avessero maggiori opportunità.

Ha iniziato a lavorare con la musica organizzando eventi durante i quali gli artisti che suonano musica propria potevano esibirsi in contesti dove solo le cover-band suonavano di solito. Ha creato un circuito di band che si chiamava Rock Buzz che piaceva ai gestori dei locali e delle sagre, continuando così per alcuni anni. Quando il mercato si è aperto all’idea che non esistono solo le cover-band, ha lasciato il suo lavoro da programmatore per iniziare una carriera di tecnico e produttore.

Adesso produce brani, organizza eventi con band e cantautori, fa il fonico ai concerti, gestisce la scuola di musica del Centro Giovani di Monfalcone e collabora con alcune delle maggiori realtà della zona, come ad esempio la Sagra de le raze, della quale quest’anno avrebbe dovuto essere il direttore musicale.




Presentato oggi il festival GradoJazz by Udin&Jazz, 30esima edizione

Si è molto detto dei tanti ostacoli che chi opera nella cultura e nello spettacolo ha incontrato e incontra tuttora a causa delle restrizioni indotte dalla pandemia che ha coinvolto il pianeta. Già con l’iniziativa JazzAid, Euritmica ha voluto dare il primo segnale di vicinanza agli artisti, per rinnovare anche la consapevolezza che… #JazzWillSaveUs, e che la cultura è un bene necessario e vitale.

Con il lancio della nuova edizione di Grado Jazz – che rientra all’interno della 30° edizione di Udin&Jazz – il segnale è ancora più chiaro e forte: il festival si fa, con le energie misurate sullo speciale momento storico e soprattutto si fa dal vivo, in presenza e in sicurezza.

Cinque serate di concerti – da martedì 28 luglio a sabato 1 agosto per una platea gestita in assoluta sicurezza (distanze, sanificazioni, provvedimenti anti assembramento) costituiscono il corpus di questa edizione “speciale”, che vuole restituire al pubblico il diritto a fruire di nuovo della cura, della ricchezza, della bellezza della musica.

Il contesto sarà il rinnovato Parco delle Rose a Grado, allestito con uno spazioso palco e centinaia di poltroncine distanziate, e arricchito di un angolo food&drinks con prodotti enogastronomici del territorio che consentiranno di poter cenare ascoltando comodamente i concerti dal tavolo.

L’apertura è affidata (martedì 28 luglio, alle 20) ai Quintorigo, con il progetto “Between the Lines”. La storica band romagnola, piena d’energia, sin dagli anni Novanta esplora le più diverse contaminazioni stilistiche, attraverso infinite declinazioni musicali (Valentino Bianchi, sax; Andrea Costa, violino; Gionata Costa, violoncello; Stefano Ricci, contrabbasso; Alessio Velliscig, voce; Simone Cavia, batteria).

La serata continua alle 22 con lo straordinario duo di Michael League & Bill Laurance (contrabbasso e pianoforte), anime del collettivo degli Snarky Puppy (ospiti applauditissimi nella passata edizione), vincitori di diversi Grammy, e firme tra le più geniali dell’avanguardia musicale contemporanea, protagonisti delle più innovative esplorazioni musicali degli ultimi anni.

Mercoledì 29 luglio tocca ad Alex Britti, protagonista della scena musicale italiana da molti anni con successi quali “Solo una volta”, “Settemila caffè”, “Mi piaci”. Vent’anni di carriera che a Grado, in quartetto, restituirà al pubblico grazie ai suoi virtuosismi chitarristici intrisi di sonorità jazz e blues.

Giovedì 30 luglio alle 20 sale sul palcoscenico il duo Musica Nuda: dopo diciassette anni di attività concertistica, 1500 concerti in tutta Europa, 11 cd, Petra Magoni (voce) e Ferruccio Spinetti (contrabbasso) continuano a incantare con i loro sofisticati arrangiamenti ed evoluzioni vocali di alto livello.

Alle 22 una prima assoluta: due grandi donne del jazz italiano per la prima volta insieme. La pianista Rita Marcotulli e Chiara Civello (voce e chitarra) fondono con intensità il loro sguardo interpretativo del jazz. Due grandi personalità a confronto, supportate dal violoncello di Marco Decimo.

Venerdì 31 luglio l’immagine più rappresentativa del jazz italiano e grande amico di Udin&Jazz, Paolo Fresu, porta a Grado “Re-wanderlust”, progetto composto da vecchie e nuove composizioni dello storico Quintetto, nato nel 1984 per volontà di Fresu e Roberto Cipelli, che oggi fa parte, a pieno diritto, della storia del moderno jazz italiano. Con il quintetto (Paolo Fresu, tromba e flicorno; Tino Tracanna, sax tenore e soprano; Roberto Cipelli, pianoforte e Fender Rhodes electric piano; Attilio Zanchi, contrabbasso; Ettore Fioravanti, batteria) anche il giovane trombonista Filippo Vignato.

Finale in grande stile, sabato 1 agosto con un doppio concerto di vere stelle nazionali: alle 20 il quintetto di Francesco Cafiso (sassofonista siciliano, già enfant prodige del jazz italiano e oggi riconosciuto tra i più grandi talenti internazionali) rende omaggio al genio di Charlie Parker nel centenario dalla nascita, con il progetto “Confirmation” (Francesco Cafiso, sax; Stefano Bagnoli, batteria; Alessandro Presti, tromba; Andrea Pozza, pianoforte; Aldo Zunino, contrabbasso). Scoperto da Wynton Marsalis, Cafiso ha suonato con i più grandi musicisti, da Dave Brubeck, a Joe Lovano a Kenny Wheeler e ha avuto l’onore di suonare con la Charlie Parker Legacy Band.

A chiudere GradoJazz è il piano solo di Stefano Bollani (ore 22) con il suo nuovo progetto “Piano Variations on Jesus Christ Superstar”: una versione totalmente inedita e interamente strumentale dell’opera rock di Andrew Lloyd Webber che custodisce, come un tesoro, l’originale: “Ho scelto la forma del pianoforte solo perché la storia d’amore è tra l’opera rock e me” – spiega Bollani – “E una storia d’amore cresce in bellezza se resta intima.” Stefano si è liberamente, ma rispettosamente, avvicinato al capolavoro, andato in scena per la prima volta 50 anni fa, improvvisando sui motivi originali e sulle notissime canzoni seguendo il suo guizzo giocoso e il suo spirito musicale, formato dalle tante tradizioni, dai tanti generi musicali e dagli incontri che hanno influenzato, forgiato e consolidato quello che è considerato il suo incomparabile linguaggio musicale.

***

Le serate musicali gradesi si terranno presso il Parco delle Rose, rinnovato per l’occasione nelle sue aree ricettive, dove sarà anche allestito un accogliente food&drinks corner con stand enogastronomici che consentiranno una piacevole partecipazione alle serate e ai concerti comodamente seduti al proprio tavolo (con necessaria prenotazione).

PROGRAMMA:

Grado – Parco delle Rose Jazz Village

martedì 28 luglio 2020 ore 20.00

QUINTORIGO “BETWEEN THE LINES”

Valentino Bianchi, sax / Andrea Costa, violino / Gionata Costa, violoncello / Stefano Ricci, contrabbasso / Alessio Velliscig, voce / Simone Cavia, batteria

La band romagnola ha nel suo DNA la musica intesa come contaminazione e fusione di generi ed è un gruppo che non ha eguali quanto a creatività. Il percorso dei Quintorigo, iniziato già nel 1992, è una continua ricerca che li porta a sperimentare infinite declinazioni musicali, senza mai disconoscere la propria identità, in un raffinato crossover che rilegge dialogicamente i classici, alternandoli a brani originali all’insegna sempre della massima libertà espressiva. La loro musica è un miscuglio esplosivo e inedito, una rete di suoni e note per viaggiare in poco tempo nella storia della musica!

MICHAEL LEAGUE & BILL LAURANCE

ore 22.00  MICHAEL LEAGUE & BILL LAURANCE

Michael League, contrabbasso / Bill Laurance, pianoforte

Michael e Bill, da tutti conosciuti come le menti che hanno dato vita al famosissimo collettivo degli Snarky Puppy, con i quali hanno vinto anche alcuni Grammy, sono partner musicali e grandi amici da oltre 15 anni.

Michael League (Snarky Puppy, Bokanté, GroundUp Music) e Bill Laurance (Solo artist, Snarky Puppy, Flint Music) sono uniti da un legame fortissimo. Per la prima volta, presenteranno brani dai loro reciproci repertori attraverso un’intima formazione in duo. Con al centro il pianoforte e il contrabbasso ma arricchita di inaspettate incursioni di altri strumenti, questa performance offre la rara opportunità di vedere due dei più importanti geni musicali contemporanei, profondamente legati, esplorare come non hanno mai fatto prima.

Grado – Parco delle Rose Jazz Village

mercoledì 29 luglio 2020 ore 21.30

ALEX BRITTI IN CONCERTO

Alex Britti

Chi non conosce Alex Britti, chitarrista, cantante, autore di canzoni che ci hanno fatto sognare (“Solo una volta”, “Oggi Sono Io”, “Settemila caffè”, “Mi piaci”… )? La sua chitarra, dalla profonda anima blues, continua ad affascinare e a svelare suoni ed emozioni sempre nuove. Nei suoi concerti ama sperimentare sonorità fondendo il suo stile pop con blues e jazz. Oltre vent’anni di carriera, tante canzoni di successo, che riproporrà sul palco gradese in quartetto, e due nuovi singoli nel 2020: “Brittish” prodotto da Salmo e, ad aprile, “Una Parola Differente”.

Grado – Parco delle Rose Jazz Village

giovedì 30 luglio 2020 ore 20.00

MUSICA NUDA

Petra Magoni, voce / Ferruccio Spinetti, contrabbasso

In diciassette anni di intensa attività concertistica, Petra e Ferruccio hanno portato il loro progetto Musica Nuda in giro per il mondo, esibendosi in location prestigiose tra cui l’Olympia di Parigi e l’Hermitage di San Pietroburgo o in Germania, dove aprirono i concerti di Al Jarreau. Le loro performance arrivano all’incredibile numero di 1500, hanno prodotto otto dischi in studio, tre dischi live e un dvd. A Gennaio 2020 è uscito il singolo “Il Viaggio Straordinario”, un inedito. Eppure, dopo tanti anni Petra e Ferruccio continuano ad incantare e arrivano al cuore di chi li ascolta: sia che propongano pezzi originali sia riletture di brani famosi, i loro arrangiamenti non sono mai banali, la voce si fa strumento e lo strumento si fa voce, sempre in una magica e perfetta simbiosi.

ore 22.00

CHIARA CIVELLO/RITA MARCOTULLI TRIO

Per la prima volta insieme sul palco

Chiara Civello, voce, chitarra / Rita Marcotulli, pianoforte / Marco Decimo, violoncello

La voce di Chiara Civello e il pianoforte di Rita Marcotulli, riferimenti entrambe del nostro più raffinato jazz al femminile, finalmente si incontrano in un inedito trio dove il terzo protagonista è il violoncellista Marco Decimo.

Il jazz; la canzone d’autore di Chiara, cui Rita è tutt’altro che estranea; la sperimentazione musicale di Rita, che trova in Chiara un partner perfetto; il virtuosismo ai rispettivi strumenti, voce e pianoforte: questi gli ingredienti di un concerto che non mancherà di emozionare, stupire, commuovere, divertire.

Grado – Parco delle Rose Jazz Village

venerdì 31 luglio 2020 ore 21.30

Paolo fresu 5th ©foto Roberto Cifarelli

PAOLO FRESU QUINTET “Re-Wanderlust” – special guest Filippo Vignato

Paolo Fresu, tromba e flicorno / Tino Tracanna, sax tenore e soprano / Roberto Cipelli, pianoforte e Fender Rhodes electric piano / Attilio Zanchi, contrabbasso / Ettore Fioravanti, batteria / special guest Filippo Vignato, trombone

Il repertorio di Re-Wanderlust è composto da vecchie e nuove composizioni dello storico Quintetto, nato nel 1984 per volontà di Paolo Fresu e Roberto Cipelli, che oggi fa parte, a pieno diritto, della storia del moderno jazz italiano, per l’occasione arrangiate per sestetto, che riprendono il mood di album come “Ossi di Seppia” e “Ensalada mistica” (Splasc(h) Record). A questi si aggiungono il brano di Erwin Vann “Children of 10000 Years”, lo standard di Mal Waldron “Soul Eyes”, l’intenso tema cinematografico di William Walton “Touch Her Soft Lips and Part” oltre ad un omaggio al sassofonista e flautista belga Bobby Jaspar. “Wanderlust” (termine inglese di origine tedesca che si riferisce al desiderio di viaggiare o esplorare il mondo) rappresenta l’identità del progetto, inteso come viaggio possibile nell’anima, viaggio che oggi continua grazie alla ripubblicazione del disco per la Tǔk Reloaded di Fresu e che arriva a Grado con il giovane trombonista Filippo Vignato.

Grado – Parco delle Rose Jazz Village

Sabato 01 agosto 2020 ore 20.00

FRANCESCO CAFISO – “CONFIRMATION” celebrando Charlie Parker (1920 – 2020)

Francesco Cafiso, sax / Stefano Bagnoli, batteria / Alessandro Presti, tromba / Andrea Pozza, pianoforte / Aldo Zunino, contrabbasso

Un gigante del jazz. Questo è stato Parker, assieme a Louis Armstrong e Miles Davis il più influente jazzista di sempre, l’inventore del bebop, un sassofonista impareggiabile che ha imposto uno stile e un modo di suonare a generazioni di musicisti. Quest’anno ricorre il centenario della nascita di “Bird” e a celebrarlo, a GradoJazz, ci sarà lo stellare quintetto di Francesco Cafiso, tra i talenti più precoci nella storia del jazz, scoperto da Wynton Marsalis. Da quel momento, il sassofonista siciliano ne ha fatta di strada… ha suonato con grandissimi musicisti quali: Hank Jones, Dave Brubeck, Cedar Walton, Mulgrew Miller, Jimmy Cobb, Joe Lovano, Christian McBride, George Mraz, Kenny Wheeler, Gonzalo Rubalcaba, Enrico Rava, Stefano Bollani e molti altri. A Washington, nel 2009, è stato invitato dall’allora Presidente Obama ad esibirsi in occasione del Martin Luther King Jr. Day e a New Orleans, dove ha vissuto per allargare i suoi orizzonti musicali, ha collaborato con Ellis Marsalis. Considerato tra i pù brillanti saxofonisti postparkeriani, ha avuto l’onore di esibirsi con la Charlie Parker Legacy Band.

ore 22.00

Stefano Bollani foto VALENTINA CENNI

STEFANO BOLLANI “PIANO VARIATIONS ON JESUS CHRIST SUPERSTAR”

Nel cinquantesimo anniversario dell’album originale, la versione inedita di Bollani del capolavoro di Lloyd Webber e Rice! “Piano Variations on Jesus Christ Superstar” è una versione totalmente inedita e interamente strumentale per pianoforte solo, ma che custodisce, come un tesoro, l’originale: “Ho scelto la forma del pianoforte solo perché la storia d’amore è tra l’opera rock e me” – spiega Bollani – “E una storia d’amore cresce in bellezza se resta intima.” Stefano si è liberamente, ma rispettosamente, avvicinato al capolavoro improvvisando sui motivi originali e sulle canzoni seguendo il suo guizzo giocoso e il suo spirito musicale, formato dalle tante tradizioni musicali, dai tanti generi e incontri che hanno influenzato, forgiato e consolidato quello che è considerato il suo linguaggio musicale.

E ancora, per omaggiare e per far sì che la sua musica trasmettesse il calore e la profondità dei personaggi meravigliosamente forti del film di Lloyd Webber & Rice, Bollani nel suo “Piano Variations on Jesus Christ Superstar” ha deciso di suonare il pianoforte intonato a 432 Hz, una scelta inusuale che permette di restituire un suono caldo, suadente, profondo e al tempo stesso un suono limpido.

Enrico Liotti

GradoJazz by Udin&Jazz  direttore artistico: Giancarlo Velliscig

Prezzi d’ingresso alle serate e abbonamenti

SMART TICKET: chi acquista on line o in prevendita paga meno che la sera del concerto

28 luglio – Parco delle Rose – Grado

Ore 20 Quintorigo / Ore 22 Michael League & Bill Laurance

Smart Ticket int. € 25 – rid. stud. e convenz. € 17,50 / all’ingresso int. € 30 – rid stud. e convenz. € 22

29 luglio – Parco delle Rose Village – Grado

Ore 21.30 Alex Britti

Smart Ticket int. € 30 – rid. stud. e convenz. € 22,00 / all’ingresso int. € 35 – rid stud. e convenz. € 27

30 luglio – Parco delle Rose Jazz Village – Grado

Ore 20 Musica Nuda / Ore 22 Chiara Civello&Rita Marcotulli

Smart Ticket int. € 25 – rid. stud. e convenz. € 17,50 / all’ingresso int. € 30 – rid stud. e convenz. € 22

31 luglio – Parco delle Rose Village – Grado

Ore 21.30 Paolo Fresu 5et feat Filippo Vignato

Smart Ticket int. € 25 – rid. stud. e convenz. € 17,50 / all’ingresso int. € 30 – rid stud. e convenz. € 22

1 agosto – Parco delle Rose Jazz Village – Grado

Ore 20 Francesco Cafiso / Ore 22 Stefano Bollani

Smart Ticket int. € 30 – rid. stud. e convenz. € 22,00 / all’ingresso int. € 35 – rid stud. e convenz. € 27

Abbonamento

Full Festival (5 serate – 8 concerti)

Int. € 100 – rid. stud. e conv. € 75




OCCIT’AMO I Dall’11 luglio al 15 agosto 2020, dal vivo, la sesta edizione del festival

Conto alla rovescia partito per Occit’amo 2020, la sesta edizione del festival che segna l’estate nelle Terre del Monviso, porta orientale dell’Occitania, il “paese che non c’è” che dal Piemonte si estende fino alla Spagna riunendo in un unico abbraccio culturale le persone che si riconoscono per caratteri, origini e passioni comuni.
Un patrimonio ricco di musica, tradizioni e cultura riletti in una chiave contemporanea, che sotto la direzione di Sergio Berardo, anima dei Lou Dalfin, diventa un percorso lungo 5 settimane (dall’11 luglio al 15 agosto) di concerti, appuntamenti, antiche chiese, camminate, rifugi, castelli, scoperte dei borghi alpini, anche in orari inconsueti che rendono le esperienze ancora più uniche. Protagoniste assolute sono le valli alpine ai piedi del “Re di Pietra”, il Monviso, riunite in un unico progetto di promozione territoriale che va sotto il nome di Terres Monviso: Valle Stura, Valle Maira, Val Varaita, Valli Po Bronda e Infernotto, Valle Grana e tutta la pianura che si estende intorno a Saluzzo, capitale dell’antico marchesato.

Nonostante il lockdown imposto dal Covid-19, Occit’amo 2020 si farà, dal vivo e senza “grandi” cambiamenti.
La formula del festival, rispettosa dei luoghi e della loro identità, porta già con sé quelle necessarie misure precauzionali che le disposizioni governative e il buon senso impongono. Non è stato necessario dunque cambiare rotta o individuare nuove soluzioni: Occit’amo è un festival radicato, già presente nelle abitudini del territorio e dei numerosi appassionati, sostenibile dal punto di vista del territorio e della formula. Palcoscenico del festival sono le valli montane, ampie e accessibili: distanziamento e sicurezza sono garantiti.

Per aumentare l’attesa del Festival, Occit’amo ha pensato a tre appuntamenti di avvicinamento che in diverse modalità, prepareranno il pubblico all’appuntamento estivo.


Il primo si terrà sabato 20 giugno, per festeggiare il Solstizio d’estate al Parco Roccerè. Sullo spartiacque tra Val Maira e Val Varaita, Occit’amo propone una facile passeggiata che porta sulla vetta del Monte Roccerè, importante punto archeologico in quanto rappresenta una delle aree più interessanti del territorio, dove antiche e misteriose coppelle scolpite nella roccia testimoniano i primi insediamenti umani reperibili nella regione. A rendere il momento ancora più speciale è La Bandia, duo occitano di musiche rituali composto da Sergio Berardo (bodega, cornamusa occitana) e Riccardo Serra (tamborn, tamburo occitano). L’appuntamento è su prenotazione (info e modalità di prenotazione su www.occitamo.it).

Il secondo avvicinamento sarà dedicato alla danza: la maestra di danze occitane Daniela Mandrile propone dal 17 giugno, ogni settimana sul profilo Facebook di Occit’amo, un ballo della tradizione occitana presentato letteralmente “passo a passo”. La matellotte bearnese, il rigodon del delfinato, la borreia (burrée) a 2 e a 3 tempi, la santiera sono alcune delle proposte selezionate da Daniela Mandrile in collaborazione con Sergio Berardo. Si tratta di balli della tradizione occitana che non prevedono il contatto fisico e potranno essere ballati in occasione dei concerti estivi del festival.

Una terza occasione di scoperta è il Passa Charriera, I Passa Strada dei Mercati cittadini, che dal 29 giugno racconteranno Occit’amo in una maniera al tempo stesso innovativa e tradizionale, nei principali mercati cittadini. Come gli antichi trovatori che nel basso medioevo mescolavano melodie delle valli e poesie in lingua d’oc per raccontare l’amore per le dame insieme a storie, leggende e fatti dei luoghi che attraversavano. I Passa Charriera aiuteranno il pubblico a immergersi nell’atmosfera del festival, presentando anche il programma in vero stile occitano.

 

Per garantire la partecipazione nel rispetto delle normative vigenti, una parte degli appuntamenti saranno su prenotazione. Tutte le informazioni si troveranno sempre aggiornate sul sito www.occitamo.it e sui profili social.

Occit’amo è promosso da Terres Monviso e organizzato dalla Fondazione Amleto Bertoni.
È stato realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito dell’edizione 2020 del bando “Performing Arts”. Con questo festival il Comune di Saluzzo è entrato a far parte di PERFORMING +, un progetto per il triennio 2018-2020 lanciato dalla Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione Piemonte dal Vivo con la collaborazione dell’Osservatorio Culturale del Piemonte, che ha l’obiettivo di rafforzare le competenze della comunità di soggetti non profit operanti nello spettacolo dal vivo in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

 

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Il realismo politico di Tucidide La politica come arte

Di solito il realismo politico si caratterizza per il principio di privilegiare l’interesse e la sicurezza nazionale rispetto ad ideologie e problematiche morali e sociali. Tucidide vede il realismo politico con un senso più ampio, cioè come realtà storica attraverso un approccio empirico. Ma anche come l’esperienza del contatto che include le esperienze di posizione, di equilibrio e di supporto.

Il realismo politico secondo Tucidide è il comune (koinon B35). La democrazia è il regime esplicitamente fondato sull’opinione, sul confronto tra le opinioni, sulla formazione di un’opinione comune. La confutazione delle opinioni altrui è ben più che permessa e legittima, essa è addirittura l’ossigeno della vita pubblica (Peri homonoias H 93).

La vita è esperienza, cioè improvvisazione, utilizzazione delle occasioni, tentativi in tutte le direzioni. E il cittadino ha dignità solo quando può scegliere il suo modo d’essere. Perciò il termine polis indica l’ipotetico patto fondato sul reciproco interesse dei politai (cioè cittadini) della città. (Γ 82). Perché come dirà il poeta K. Kavafis: “…. Ti verrà dietro la città. Per le vie girerai: le stesse. E negli stessi quartieri invecchierai, ti farai bianco nelle stesse mura. Perenne approdo, questa città….”

Con altre parole secondo Tucidide il rapporto tra polis e polites (cittadini) non è lo stesso con quello di civis-civitas. Perché nella democrazia ateniese, il potere è nelle mani del popolo: nei tribunali tutti i cittadini sono eguali, e nell’esercito (i cittadini sono anche oplite, cioè soldati) delle cariche la capacità e il merito hanno annullato ogni differenza tra ricchi e poveri. La philotimia (Tucidide III, 82,8) è la virtù dei cittadini. (Nietzsche nella philotimia di Tucidide cerca il concetto dell’uomo superiore.) Euripide ha disegnato nei suoi versi un ritratto lusinghiero della polis democratica, dove regnano libertà e uguaglianza, amicizia e unione.

Libertà, amicizia, eguaglianza è la concordia. Questa ultima è l’unità del sentire e del pensare (homonoia) raggiunta dai cittadini nella determinazione dei fini comuni e delle scelte necessarie per conseguirli. Se non c’è frattura tra l’individuo e la comunità, tra la sua vita privata e quella pubblica, la connessione è una dialettica della pluralità del diverso su cui la dialettica non avrebbe più alcun potere (Tucidide H 97. Sygrasis – Mescolanza. O come dice Aristotele ex anomoion he polis, Politica 3,1277° 5-6, cioè, la città è ineguale). Poiché nella città secondo Tucidide esiste sempre l’antinomia, discorso doppio (Dissoi logoi, cioè discorsi doppi) e l’idea della mutua paura (antipalon deos) necessaria al mantenimento dell’equilibrio. Così la mutua paura (antipalon deos) diventa (isopalo sevas) bilanciato rispetto.

Nella guerra civile esiste la techne politiche, (Protagora 322 b-c) cioè la formazione del cittadino e dei dirigenti, il compito di un processo indicativo che riguarda almeno in teoria, tutti gli uomini. E con questa techne politiche, si può risalire ad una concezione del rapporto di individuo e comunità, di cittadino e stato.

Anche questa è la concezione che Platone in un passo delle Leggi riproduce dicendo che un’educazione rettamente intesa è quella che sa far nascere negli animi fin degli anni dell’infanzia, il desiderio di diventare un perfetto cittadino, capace ad un tempo di obbedire e di comandare secondo giustizia. Socrate accetta il giudizio del tribunale formato dai propri concittadini. Possiamo vedere nel Critone il suo discorso, scambiato tanto spesso per un’arringa moralistica, e uno sviluppo magnifico della fondamentale idea greca della formazione dell’individuo attraverso la propria città. Simodide scriveva: polis andra didaskei, cioè la città educa l’uomo.

Qui posiamo vedere anche la differenza tra Tucidide e Machiavelli. Il realismo politico di Machiavelli è il successo. E il successo per un principe nuovo si misura dalla sua capacità di conservare lo stato. L’introduzione del criterio del successo come unico metro di giudizio politico permette al Machiavelli di distinguere anche all’interno della categoria del tiranno. Il tiranno Agatocle e il tiranno Liverotto da Fermo sono i modelli di realismo politico secondo Machiavelli. Agatocle, e Liverotto da Fermo avevano conquistato lo stato con delitti e efferati. (Principe, cap. XVIII).

Tucidide si differenzia anche dalla dottrina spinoziana dello Stato, esposta nel Trattato politico e nel Trattato teologico- politico. Però quello di Spinoza è un realismo politico condensato sul principio della tolleranza (che significa aggiustamenti e riforme senza rivolgimenti rivoluzionari) e sul dogma come diceva Caillois Roland che sostiene: “il sistema rimane l’uomo muore”.

Il realismo politico di Tucidide non esprime una speranza, perché secondo Tucidide la speranza è una condizione umana molto complessa e articolata fatta di pieni e vuoti, di esplosioni e di ripiegamenti e non è mai un sentire identico (Tucidide E 84-116). Anche l’idea di “ necessità”, considera in maniera troppo compatta situazioni che, invece sono molto differenziate (A,22,1-2). Possiamo dunque dire che il realismo politico di Tucidide diventa una riforma della politica per mezzo della molteplicità delle esperienze vitali.

Apostolos Apostolou

Scrittore e Prof. di Filosofia




PIANO CITY PORDENONE 2020 LA FESTA DELLA CITTÀ E DEL PIANOFORTE

PORDENONE – Valentina Lisitsa, Leonora Armellini, Andrea Bacchetti e quasi cinquanta artisti: sarà un’edizione speciale quella di Piano City Pordenone 2020, il Festival pianistico organizzato dal Comitato Piano City Pordenone, con la collaborazione del Comune di Pordenone, il sostegno della Regione Fvg e della Fondazione Friuli e il supporto generoso di diverse aziende e privati che hanno dato il proprio sostegno.

Il Festival si svolgerà dal vivo nel fine settimana del 19, 20 e 21 giugno in concomitanza con la Festa della Musica (il cartellone coordinato dal Ministero dei Beni culturali che si celebra ogni 21 giugno), confermando le date preannunciate prima dello scoppio della pandemia che ha comportato una riformulazione dell’intero progetto, tra cui l’introduzione della prenotazione attraverso piattaforma Eventbrite e la trasmissione in streaming dell’inaugurazione dal Teatro Verdi e dal Convento di San Francesco.

Quella di quest’anno sarà un’edizione di profondo significato simbolico, l’occasione per la città per gioire e riscoprirsi serena e sicura.

«Riusciremo a organizzare il Festival anche quest’anno grazie anche alla generosità e al supporto di chi in questi giorni sta lavorando senza sosta, tanti volontari, le Istituzioni che ci sostengono o partecipano all’organizzazione, gli sponsor che anche in questo momento di difficoltà hanno scelto di darci un contributo economico e le aziende partner che stanno lavorando al nostro fianco» spiega Luigi Rosso, presidente del Comitato Piano City Pordenone. Il Festival, curato da Bruno Cesselli, Gianni Della Libera, Lucia Grizzo e Antonella Silvestrini, gode della partnership con Yamaha Italia, del sostegno degli sponsor Teatro Verdi Pordenone, Consorzio Ponterosso, Confindustria Alto Adriatico, Ordine degli Architetti, Reale Mutua, Mobilificio San Giacomo, Marcolin Covering, Baldissar, Electrolux, BCC Pordenone Monsile Sina, Salamon immobiliare, San Giacomo, Banca Generali, Visotto, Ferronato, Ferregotto Elevatori, Mozzon, Park Hotel Pordenone, Visivart, Trame Antiche, Le Troi Chef, Pordenone Turismo e della collaborazione operativa dell’associazione la cifra. E l’affiancamento degli sponsor tecnici Regìa Comunicazione, Wasabit, MP Musica, Cartimballo.

Nel fine settimana sono previsti oltre 35 concerti concentrati in meno sedi rispetto all’edizione 2019 per la necessità di rispettare misure restrittive di Covid-19. Oltre al Teatro Verdi i tre luoghi prescelti rappresentano le tipologie di concerti che già nell’edizione 2019 avevano strutturato il Festival: a iniziare dall’inaugurazione di venerdì 19 giugno alle 21 al Teatro Verdi con Valentina Lisitsa, pianista ucraina tra le più popolari sul pianeta, la prima vera e propria star della musica classica sul web, considerata la “regina di Rachmaninov”. Valentina Lisitsa ha pubblicato il suo primo video su YouTube nel 2007 (la registrazione dell’Ètude op. 39 n.6 di Sergej Rachmaninov), le cui visualizzazioni crebbero in maniera esponenziale. A quella, seguirono molte altre pubblicazioni. Fu la prima pietra di una carriera web ineguagliabile nella storia della musica classica. Il suo modo del tutto personale di realizzare i propri video unitamente alla grande affezione verso il suo pubblico, l’hanno portata a raggiungere il record di oltre 550.000 follower e 147 milioni di views con una media di 75.000 views al giorno.

Nel fine settimana di sabato 20 e domenica 21 giugno la città sarà animata da una fitta successione di concerti, dalle 10,45 alla sera inoltrata, in tre luoghi simbolici: il Convento di San Francesco per i City Concert, la Loggia del Municipio per gli Street Concert e la corte di Palazzo Loredan Porcia in corso Garibaldi per tutti gli House Concert.

GLI OSPITI

Tra gli ospiti dell’edizione 2020 molti sono i nomi eccellenti del panorama pianistico nazionale e internazionale, come l’eccezionale Leonora Armellini (domenica alle 18,45 al San Francesco) pianista della nuova generazione già capace di ottenere importanti consensi di critica e di pubblico tanto da salire come ospite sul palco dell’Ariston al Festival di Sanremo nel 2013. E Andrea Bacchetti, ingegnoso pianista dedito al repertorio bachiano, ospite fisso degli spettacoli televisivi di Piero Chiambretti (sabato alle 21 al San Francesco). Inoltre il duo Federica Righini-Riccardo Zadra, concertisti e pionieri nell’educazione e nella formazione pianistica, il duo Eleonora e Beatrice Dallagnese, il Duo Labelli.

E, ancora, decine di musicisti giovani da tutta Italia e anche da altri paesi europei, candidatisi nei mesi scorsi a partecipare al Festival, che hanno il merito e l’onore di aver confermato la propria disponibilità a esibirsi. Un modo di affermare la volontà di ricominciare a suonare in pubblico per dissipare la paura e lo sconforto di mesi di quarantena e lockdown.

Il Festival nasce da un’idea del pianista tedesco Andreas Kern, inventore del format Piano City, e si specifica proprio per la volontà di diffondere nella città le note del pianoforte, facendo risuonare case, palazzi, fabbriche e altri luoghi della città.

MODALITÀ DI ACCESSO AI CONCERTI

I concerti saranno prenotabili: nel caso di Valentina Lisitsa le prenotazioni vanno inviate all’indirizzo prenotazioni@pianocitypordenone.it indicando nome, cognome e numero telefonico. Per gli altri concerti sarà possibile prenotare online attraverso il sito www.pianocitypordenone.it (o dalla pagina facebook Piano City Pordenone). Sarà necessario rispettare tutte le misure di sicurezza: l’accesso senza creare assembramenti, presentare la propria conferma di prenotazione prima di accedere ai concerti, indossare la mascherina per tutta la durata del concerto (anche negli spazi aperti), mantenere igienizzate le mani. Il pubblico sarà invitato a non partecipare agli eventi e non accedere agli spazi qualora abbia temperatura superiore i 37,5 gradi o abbia manifestato sintomi respiratori nelle settimane precedenti l’evento. Si ricorda che sono in vigore le nuove modalità e regole previste per gli spettacoli dal vivo, perciò sarà obbligatoria una riduzione del numero di spettatori rispetto alla capienza delle sedi, per mantenere il distanziamento interpersonale.

GLI ARTISTI DI PIANO CITY PORDENONE 2020

Leonora Armellini, Andrea Bacchetti, Elisa Banetta, Arno Barzan, Svetlina Boiadjieva, Matteo Cabras, Camilla Camerotto, Bruno Cesselli, Elisabetta Chiarato, Alessandro Chiovara, Dafne Comelli, Davide Conte, Francesco Corrado, Paolo Corsini, Juri Dal Dan, Eleonora e Beatrice Dallagnese, Sara De Ascaniis, Luis Di Gennaro, Aleksandar Djuric, Duo Labelli, Maria e Francesca Musti, Rudy Fantin, Gabriele Ganzini, Massimo Fabio Giacomini, Yazan Greselin, Maria Iaiza, Giuseppe Aleandro Libano, Valentina Lisitsa, Nicola Losito, Massimo Malavasi, Lorenzo Marzin, Francesco Alexander Morici, Riccardo Morpurgo, Giulia Olivieri, Mario Panebianco, Matteo Perlin, Luca Ridolfo, Federica Righini – Riccardo Zadra, Gianpaolo Rinaldi, Filippo Alberto Rosso, Matteo Sarcinelli, Samuele Stefanoni, Giulia Toniolo, Fiamma Velo, Anna Zanforlini, Manuel Zito, Romeo Zucchi.




UN PROGRAMMA DI SOSTEGNO PER LA RIPRESA DEL TERZO SETTORE LOCALE IN FVG LANCIATO DA FONDAZIONE PIETRO PITTINI E ITALIA NON PROFIT

FRIULI VENEZIA GIULIA/TERZO SETTORE: FONDAZIONE PIETRO PITTINI E ITALIA NON PROFIT LANCIANO UN PROGRAMMA DI SOSTEGNO PER LA RIPRESA DEL TERZO SETTORE LOCALE

9 giugno 2020 – È un dato di fatto come il Terzo Settore sia tra le realtà che oggigiorno subiscano di più i pericolosi effetti economici prodotti dall’Emergenza Coronavirus. Un problema che riguarda sia le realtà che hanno operato in prima linea nell’assistenza, sia quelle che si sono trovate a dover chiudere da un giorno all’altro le loro attività, basti pensare alle cooperative e associazioni attive in ambito culturale e educativo.

Per questo motivo Fondazione Pietro Pittini lancia – con il supporto di Italia non profit – un programma di sostegno dedicato alla ripartenza del Terzo Settore attivo in Friuli-Venezia Giulia.

LA FOTOGRAFIA DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

Secondo i dati dell’osservatorio di Italia non profit dei 746 milioni di euro mobilitati dalla filantropia per contrastare l’emergenza Coronavirus, solo 1,69 milioni di euro hanno avuto come destinatari soggetti operativi in Friuli-Venezia Giulia. Andando ulteriormente ad analizzare il dato emerge come solo euro 590.000 sono stati dispiegati dalla filantropia istituzionale, mentre la rimanente parte è legata a iniziative di solidarietà promosse da Piccole e Medie Imprese o gruppi familiari con forte radicamento sul territorio.

Secondo ISTAT sono 10.235 le organizzazioni non profit attive in Friuli-Venezia Giulia operanti in ambito cultura, sport e ricreazione, istruzione e ricerca e religione.

Analizzando i dati dell’Agenzia delle Entrate sulla base delle ultime dichiarazioni dei redditi disponibili (anno 2018) sono stati 1.953 gli enti domiciliati in Friuli-Venezia Giulia che hanno ricevuto il contributo 5×1000 (dodicesima regione in Italia per numerosità di enti assegnatari), con un totale di 250.573 preferenze espresse (dodicesima regione in Italia per numero di preferenze espresse).

IL PROGRAMMA FILANTROPICO

Sulla base dei dati soprariportati Fondazione Pietro Pittini intende favorire e promuovere l’aumento del peso filantropico nella Regione. Il programma predisposto da Fondazione Pietro Pittini in accordo con Italia non profit si declina in tre fasi:

  1. ascolto delle organizzazioni del territorio per comprendere le esigenze e i bisogni (vecchi e nuovi) legati alla ripartenza;
  2. co-progettazione volta a sviluppare nuovi strumenti di intervento e sostegno;
  3. avvio di un nuovo programma filantropico che possa dare risposte concrete ai bisogni mappati, in particolare alle realtà che avranno partecipato alla fase di ascolto che verrà curata da Italia non profit.

“Questa operazione ci permetterà di mappare le realtà non profit e di identificare eventuali bisogni emergenti post Covid. Non solo supporto economico, ma soprattutto capacity building, formazione, tecnologie, affiancamento strategico, partnership, sono strumenti che ci riserviamo di offrire per sostenere le organizzazioni nell’ affrontare nuovi scenari di risposta ai bisogni. Puntiamo ad un approccio sistemico e ragionato per ricostituire il 3° pilastro della società in cui viviamo, ove è strategica la forza della rete e della connessione col territorio” dichiara Marina Pittini, Presidente di Fondazione Pietro Pittini.

Il Terzo Settore è vitale per l’economia sociale e le comunità regionali su tutto il territorio nazionale; è innegabile che solo attraverso realtà legate a uno specifico territorio sia possibile generare un intervento diretto e immediato capace di dare una risposta efficace a uno specifico contesto. Secondo i recenti dati raccolti da Italia non profit l’emergenza sta infatti generando sul non profit italiano impatti e risposte diversificati nelle diverse geografie del paese.

“In territori diversi gli enti mostravano, prima dell’arrivo della pandemia, punti di fragilità molto eterogenei, frutto di una estrema eterogeneità delle condizioni di contorno in cui le organizzazioni non profit si trovano ad operare. L’iniziativa promossa da Fondazione Pietro Pittini si segnala sia per la sua originalità, sia per la capacità di aver colto un immediato bisogno da parte delle comunità e degli enti della Regione Friuli-Venezia Giulia. Partire dalle comunità per individuare i bisogni e trovare con le comunità stesse le soluzioni è l’unico modo per superare le criticità che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza stessa del non profit. Una perdita che nessun territorio può permettersi” dichiara Giulia Frangione, Amministratore Delegato di Italia non profit.

La prima fase del programma è aperta sino al 30 giugno 2020. Per partecipare occorre visitare la pagina https://italianonprofit.it/ripartenza-fvg-fondazione-pietro-pittini/




Nello Salza ospite d’onore di Musica di Pace, concerto che va nelle case di riposo e di cura

La musica non solo non si ferma, ma grazie alle moderne e antiche tecnologie corre sul filo e raggiunge, per una dedica speciale dal vivo, anziani ospiti nelle case di riposo, degenti e personale medico e sanitario di una casa di cura, ospiti di un albergo per un benvenuto speciale sul Noncello. Si chiama Musica di pace, intesa come pace interiore e ristoro dell’anima, il concerto proposto giovedì 11 dalla Nam Lab di Azzano Decimo alle 17.30 in streaming sulla pagina facebook dell’associazione, in apertura del calendario di Musica nel territorio, che avrà luogo anche questa estate grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, in modalità on line. La particolarità della manifestazione, già a partire da questo concerto inaugurale – che sempre nella serata di giovedì (alle 21) verrà trasmesso in esclusiva sul 13 – è il pensiero di portare la musica direttamente nelle stanze e nei locali di luoghi insoliti. Grazie alla collaborazione di Biasin Instruments, Fidapa Pordenone, Lady Avventura, Panathlon Club, Policlinico San Giorgio e Hotel Santin il concerto, eseguito dal vivo nella Biasin Concert Hall di Azzano Decimo, verrà infatti trasmesso grazie alla filodiffusione e agli schermi presenti nelle varie strutture a Casa Serena, nella casa di riposo di Azzano Decimo, nel Policlinico San Giorgio e nell’hotel Santin. Protagonista sarà l’EnsembleTrombe Fvg, diretto dal maestro Giovanni Vello, che eseguirà un programma di musica classica con arrangiamenti originali per ensemble di trombe e  musica tratta da colonne sonore di film. A impreziosire la proposta, un intervallo con l’intervento da Roma del maestro Nello Salza, la tromba del cinema italiano, che oltre a proporre un suo solo di tromba montato su spezzoni cinematografici, sarà intervistato dalla giornalista Marianna Maiorino. “Si tratta di un pensiero speciale – afferma il direttore artistico Denis Biasin – col quale vogliamo portare un po’ di gioia e serenità a chi, soprattutto in questo periodo, si trova maggiormente in difficoltà, sofferenza, solitudine e con un grosso carico psicologico. Per questo, a partire da questo primo esperimento, apriamo la proposta alle altre strutture sanitarie e geriatriche della regione. Chi ha piacere di aderire per i prossimi concerti di musica classica e jazz, può contattarci. Provvederemo a dare supporto tecnico per la sua realizzazione”. Il programma di giovedì prevede per la parte classica Entrance of the Queen of Sheba di Haendel, If Thou Be Near di Bach, Jupiter di Holst, per la parte da film, La Strada di Nino Rota, Zapping di Telman, Buongiorno Principessa di Piovani. Nello Salza, dal 1984 a oggi ha inciso circa 300 colonne sonore con i maestri Morricone, Piovani, Travajoli, Ortolani, Piccioni, Bacalov, ricoprendo il ruolo da protagonista delle partiture di film quali “La vita è bella”, “La voce della luna”, “C’era una volta in America”, “La Leggenda del pianista sull’oceano”, “Nuovo Cinema paradiso”, “La piovra”, “Il Postino” e molti altri. Già Prima tromba solista del Teatro dell’Opera di Roma, ha collaborato con diversi direttori di fama internazionale.

Nello Salza

Precedentemente ha ricoperto lo stesso ruolo al Teatro S. Carlo di Napoli, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Regionale Toscana e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI. Con l’Orchestra di S. Cecilia ha effettuato tournée nei cinque continenti sotto la guida di direttori del calibro di  Bernstein,  Maazel, Gatti, G. Sinopoli, Thielemann. L’assegnazione del Premio Oscar alle musiche di Nicola Piovani per “La vita è bella” è stata la consacrazione di Nello Salza quale “Tromba del cinema italiano” come la critica lo ha definito per la sua ventennale attività che lo ha visto protagonista dei grandi e indimenticabili temi spesso per lui composti dai più celebri compositori del grande schermo.

 




Museo archeologico Mètauros Gioia Tauro:Intitolazione della saletta conferenze del Museo allo studioso Giuseppe Valarioti

Giovedì 11 giugno 2020 – Ore 12.00

Giovedì 11 giugno 2020, alle ore 12.00, a Gioia Tauro (Reggio Calabria), il Museo archeologico Mètauros, dedicherà allo studioso rosarnese Giuseppe Valarioti, in occasione del quarantennale della sua scomparsa, la saletta conferenze del suo Museo.

Per via delle restrizioni previste dall’emergenza COVID-19, l’evento si svolgerà a porte chiuse ma sarà visibile in diretta streaming sulla pagina Facebook del Museo archeologico Metauròs.

Giuseppe “Peppe” Valarioti, era un insegnante precario di lettere e, da giovane consigliere comunale, aveva inaugurato una nuova stagione politica, denunciando apertamente il potere mafioso, le connivenze e lo sfruttamento dei lavoratori della Piana di Gioia Tauro. Il suo nome è diventato nel tempo un simbolo della lotta antimafia, ma Valarioti non era solo un politico, era anche uno studioso che amava l’archeologia e l’arte, aveva pubblicato numerosi scritti sul patrimonio culturale della sua terra e credeva che la cultura fosse l’unico strumento per contrastare la ‘ndrangheta e offrire ai giovani un’alternativa. Una figura, quindi, in linea con la missione del Museo archeologico Metauròs che, da oggi, oltre alle storie dei greci e dei romani avrà la possibilità di raccontare ai suoi visitatori, per lo più scolaresche, anche quella di Giuseppe Valarioti, affinchè la memoria non sia solo ideale ma possa tramutarsi in azioni concrete capaci di creare cambiamento a partire dalle giovani generazioni.

Alla cerimonia saranno presenti le sorelle Francesca, Angela e Teresa e la nipote di Valarioti Vanessa Ciurleo; l’on. Peppino Lavorato, già sindaco di Rosarno; il funzionario referente del Museo Simona Bruni e il sindaco di Gioia Tauro Aldo Alessio. La giornata sarà arricchita dai contributi video del direttore della Direzione regionale Musei Calabria Antonella Cucciniello; di Alessio Magro, autore del libro “Il caso Valarioti”; di Francesca Chirico di Stopndrangheta.it e dell’assessore alla Cultura del comune di Gioia Tauro Carmen Moliterno, che saranno condivisi sui canali social del Museo.

E.L.