Elezioni europee o farsa italiana?

Ma possibile che con tutti i tragici problemi che assillano gli italiani, una chermesse come la tornata elettorale per le europee, in arrivo non chiarisca niente se non la voglia di rimanere in un governo allo sfascio. In un periodo in cui la gente non riesce più ad arrivare a fine mese, in un Italia senza lavoro e con lo spettro di un rating internazionale ribassato. In un Italia dove la sanità costa sempre di più;  dove i giovani vivono di precariato e vengono definiti “la parte peggiore del paese” si pensi a tirare avanti alla men peggio e già annunciare che alle prossime elezioni si andrà senza il socio attuale se non rispetterà il contratto o appoggerà la conservazione delle poltrone conquistate. Mi sembra di assistere alle solite disquisizioni del gatto e la volpe di collodiana memoria. In un paese alla fame si pensa a chiedere leggi speciali per gli immigrati, o leggi per la legittima difesa o redditi pubblici(da fame) sempre al fine che chi ha il potere pensi al popolo come ai burattini da conquistare con grandi boutade e sceneggiate che di buon governo e di politica hanno poco o ben nulla. E che ministeri: quelli economici, quelli che la le lega aveva sempre imputato a “Roma Ladrona” ora sono suo monopolio o dei soci casti e puri loro comprimari. Forse finalmente anche la Lega Nord ha capito che per “rubare bene” deve aver almeno la dislocazione dei ministeri chiave dell’economia nelle proprie mani. Ma possibile che il popolo leghista si lasci infinocchiare così? Possibile che l’unica espressione del malcontento di quindici o dieci anni fa si lasci imbrogliare così dai suoi rappresentanti? O meglio dall’unico fantoccio che li rappresenta, in quanto attorno ai sui gilè e alle sue performance ci sono solo comparse e nessun attore in grado di interpretare un ruolo propositivo o innovativo per questo povero paese alla deriva? E questi leghisti che si proclamano “puri” che si battezzavano nel fiume Po in una allegoria semiotica di  appartenenza ad una razza eletta, ed oggi vedono il loro capo con il rosario o la Bibbia in mano appellarsi alla Madonna per il buon esito delle votazioni, e si lascino infinocchiare così dai loro rappresentanti.  I vari capetti  ormai hanno necessità di poltrona più dei “ladroni romani” ormai sono talmente coesi con il sistema che pur di sopravvivere chiedono le cose più insulse e più folkloristiche pur di essere sempre in vista. E il lavoro, e la precarietà dei nostri giovani, e la fame del 13% delle famiglie italiane in odore di povertà? E la sanità sempre più costosa, gli studenti sempre più tartassati, e la scuola privata sempre più ricca? Ma dico siamo rincretiniti tutti, o siamo diventati tutti ” caporali” come ricordava Totò in un suo famoso film: ” Ma siamo uomini o caporali?” Ho purtroppo l’impressione che non siamo più ne uomini ne caporali ma come diceva Sciascia siamo diventati un popolo di “quaquaraqua” poveri noi. Anzi poveri i nostri figli e le generazioni che ci seguiranno. Dopo anni in cui ci hanno detto che la precarietà era un’opportunità per l’economia. Dopo che ci hanno detto che i giovani debbano essere sostenuti dalle famiglie e dai genitori fino alla loro sistemazione definitiva. Dopo che li hanno insultati e chiamati “bamboccioni” ora finalmente li chiamano l’Italia peggiore. Ma chi ci ha portato a questo livello, se non gli stessi governanti che oggi con proposte folkloristiche e con l’appoggio incondizionato al finto premier e ai due vice premier (veri padroni) che ci stanno spingendo oltre l’orlo del precipizio continuando a gestire l’Italia come un proprio gioco del “Monopoli” dove ognuno cerca di essere sempre più furbo e è più ricco senza minimamente pensare di rappresentare chi lo ha eletto, ma sperando di mungere ancora per tanto la mucca al cui seno è attaccato.  Spero che i nostri giovani si rendano conto di essere stati usati e presi in giro da oltre un trentennio e che trovino la forza morale ed intellettuale di capovolgere questo sistema con le buone o con le cattive, e che soprattutto vadano a votare anche per confermare a me che sono io rimasto indietro alle nuove esigenze della società.

Enrico Liotti

 




Ultimo giorno per ‘Terminal’: ancora musica, teatro e circo in piazza Venerio

In programma le corse di Audiobus e molti spettacoli testimoni di diverse espressioni artistiche

Spettacoli, musica, teatro, circo, danza anche il 26 maggio, in piazza Venerio (alla ex-chiesa di San Francesco in caso di maltempo), a Udine, con ‘Terminal – Festival dell’arte in strada’. Molti artisti internazionali animeranno, ancora per una giornata, la manifestazione (che aderisce alla giornata mondiale del gioco promossa dal Comune di Udine-Ludoteca) nata da un’idea di Circo all’inCirca e Zeroidee, con la consulenza artistica di Roberto Magro e sostenuta da Regione Friuli Venezia Giulia, assessorato alla Cultura del Comune di Udine, MiBACT, PromoturismoFvg e Fondazione Friuli.

Ultimo giorno per ‘Terminal’:

ancora musica, teatro e circo in piazza Venerio

Ultimo giorno per ‘Terminal’:

ancora musica, teatro e circo in piazza Venerio.

SURREALISMOFra gli spettacoli in programma anche ‘John Launi’, della compagnia ChargeMaximale de Rupture (Italia, Spagna, Cile e Francia), in programma alle 19. «Si tratta di cinque ragazzi che stanno ultimando gli studi al Centre National des Arts du Cirque di Parigi, una delle più prestigiose scuole superiori di circo in Europa– ha spiegato Divide Perissutti di Circo all’inCirca -. A Udine ci faranno vedere il progetto-tesi con cui, tra qualche settimana si laureeranno. Non significa che la performance sarà meno interessante delle altre, anzi. Sarà una delle compagnie presenti con le più alte abilità acrobatiche: danza aerea su corda, ruota di cyr, palo cinese e una drammaturgia costruita sul corpo e sui movimenti in scena». Il nome che hanno scelto per la loro neo-formazione, che tradotto in italiano significa ‘Carico Massimo di Rottura’, è un concetto fisico che hanno imparato durante le lezioni sulla sicurezza condotte al centro d’arte circense in cui studiano. «Sono molto giovani, il più ‘vecchio’ ha 27 anni», ha ricordato Perissutti che ha sottolineato come «questo conferma la volontà del Circo all’inCirca (a sua volta una scuola) di sviluppare e diffondere l’arte circense a partire dagli istituti di formazione specializzati». L’obiettivo di Terminal, infatti, è quello di «offrire alla città di Udine un punto di vista artistico fresco, giovane e contemporaneamente regalare agli artisti in via di formazione un’occasione di confronto con un pubblico friulano oramai capace di una certa visione critica della performance. È molto bello, per me, scoprire, quando visito i centri di creazione europei, che a distanza di qualche anno, giovani artisti che si sono esibiti a Terminal, oramai divenuti professionisti internazionali, ricordano Udine come la loro prima esperienza professionale; ricordano ancora i nomi delle piazze e delle persone che hanno incontrato. Anche questo in fondo significa sviluppare e diffondere l’arte del circo contemporaneo in Friuli e la bellezza di Udine in Europa».

IL PROGRAMMA DEL 26 MAGGIO Domenica si aprirà si aprirà al mattino con le molte corse di Audiobus (tutte partono da piazza Venerio; posti limitati, massimo 35 persone per ogni corsa, iscrizione online su terminal-festival.com), per proseguire nel pomeriggio (alle 16) con un nuovo talk sulle ‘Geografie dello spazio condiviso’, realizzato da Terminal 19, con la partecipazione di Francesca Cogni (Milano, Berlino) e Paul Schweizer (Kollektiv Orangotango, Berlino). Saranno analizzati gli approcci narrativo-creativi come chiave per raccontare pratiche di partecipazione alla città e di relazione all’altro. Alle 18 replica di ‘Saut’ di Collectif BigBinôme. Gli artisti moduleranno lo spazio grazie all’unico elemento che compone la scenografia, i costumi, gli accessori: i secchi, apparati instabili e fragili, quindi elementi dirompenti. Alle 19, come anticipato, sarà la volta di ‘John Launi’ della compagnia Charge Maximale de Rupture; quindi alle 20.30 andrà di nuovo in scena ‘InBox’ di Soralino. L’appuntamento conclusivo di Terminal 19 è in programma alle 21.30, sempre in piazza Venerio con Sleeping Tree (bassista dei Mellow Mood) un dj set di musica reggae-dub.

SPAZIO URBANO DA VIVERE – Arte e spazio pubblico, grazie a Terminal, si contamineranno, il dialogo fra le diverse espressioni che vanno dal circo contemporaneo alle arti visive, dall’arte urbana fino a quella performativa, consentirà di percorrere strade inedite, anche grazie alle performance itineranti di Audiobus Quest’anno Terminal, ideato da Circo all’inCirca e Puntozero, ha ricevuto il sostegno della Regione Fvg, dell’assessorato alla Cultura del Comune di Udine, del MiBACT, di PromoturismoFVG e della Fondazione Friuli. Per la realizzazione della tre giorni hanno collaborano Ars Motus, Associazione Brocante, Associazione Arearea, Associazione Tra le Nuvole, Associació Valenciana de Circ, Cirqueon , Associazione A+AUD, Cas’Aupa, Dissonanze, SAF, Wallonie-Bruxelles International, Bluenergy, Intersezioni.

Informazioni e programma dettagliato su: www.terminal-festival.com | Facebook |

In caso di maltempo le attività si svolgeranno alla ex-chiesa di San Francesco. Eventuali variazioni verranno comunicate sui social e all’infopoint.

Prenotazioni AUDIOBUS: https://www.terminal-festival.com/audiobus-prenotazioni/




Emir Kusturica apre la VI edizione del Festival della Bellezza,28 maggio Verona

Martedì 28 maggio al Teatro Romano di Verona (ore 21.30), Emir Kusturicaapre la VI edizione del Festival della Bellezza, quest’anno dedicata al tema “L’Anima e le Forme”.

L’estro poetico dell’anima underground è il titolo dell’evento unico che vedrà protagonista uno dei più originali e celebrati registi della storia del cinema europeo, autore di opere surreali e grottesche con graffianti spunti satirici e memorabili colonne sonore, premiate con la Palma d’oro a Cannes e il Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia.

Racconti e riflessioni si intrecciano alle proiezioni di sequenze tratte da alcuni dei suoi capolavori, dal tenero amarcord di Ti ricordi di Dolly Bell? (1981) alla sinfonia tragica de Il tempo dei gitani (1989), dal potente affresco corale di mezzo secolo di storia jugoslava, Underground (1995), manifesto della fantasia caotica e debordante di Kusturica, all’apolitico, stravagante e catartico Gatto nero gatto bianco (1998), fino al recente On the Milky Road (2016).

Dialoga con Emir Kusturica, Alessandra Zecchini.

Informazioni biglietti:

Platea numerata: € 14 (più d.p.) -Gradinata: € 10 (più d.p.)

Vendita presso BoxOffice Verona e sui circuiti Ticketone e Geticket

Promosso dal Comune di Verona, il Festival è organizzato dall’associazione Idem con la direzione artistica di Alcide Marchioro. Main Partner è Cattolica Assicurazioni, Partner il Banco Bpm; media partner è la Fondazione Corriere della Sera, radio partner Radio Pico, web partner Spettakolo.it.

www.festivalbellezza.it




LUCETTO E FRANCESCO….DI NERINA NERI BATTISTIN presentato ieri pomeriggio ad Imperia

Incontro culturale ieri pomeriggio alle 17 nella Biblioteca Civica Leonardo Lagorio  nei locali dell’ex Palazzo di Giustizia, affacciati sulla bella piazza dedicata a Edmondo De Amicis con Nerina Neri Battistin.

Un pomeriggio all’insegna dell’ amicizia e del dialogo tra autrice che tanto ha scritto, sia in prosa che in versi, anche sulla nostra città e sul nostro territorio, e Antonella Gaibisso Dominici ex storica editrice di Imperia. Quattro chiacchiere tra  di loro, sulla presentazione dell’ultimo lavoro della scrittrice dedicato a Lucetto Ramella e Francesco Biga. Opera intitolata Lucetto e Francesco: i due Moschettieri ponentini, dove l’inesauribile autrice con questo ennesimo progetto riporta alla luce con un pizzico di surrealismo e bonaria ironia il rapporto vero ed intenso tra due grandi uomini del ponente Imperiese. Lucetto Ramella, poeta burbero e autentico Onegliese, e Francesco Biga professore, storico ed archeologo che si incontravano nella tipografia Dominici e davano vita ai loro alterchi. La scrittrice immaginando di rivederli su due nuvolette in cielo con dolcezza immagina un discorso tra loro a rimembrar la  loro esistenza terrena, che diviene spunto per raccontare episodi della loro vita e dare lustro al loro ricordo. Nonostante l’ingresso libero e la sala stracolma è parso molto strana l’assenza di autorità cittadine alla presentazione del lavoro della novantenne scrittrice se non altro per omaggiare i due ameni personaggi interpreti di un racconto che dona alla cittadinanza l’esperienza e la conoscenza di due suoi famosi figli.
Enrico Liotti
DIRITTI RISERVATI



PINEROLO INCORONA BENEDETTI, LA MAGLIA ROSA RIMANE IN CASA UAE TEAM EMIRATES CON POLANC

Pinerolo, 23 maggio 2019 – L’italiano Cesare Benedetti, 31enne della Bora-Hansgrohe, ha conquistato la sua prima vittoria da professionista nella 12esima tappa del Giro d’Italia battendo sul traguardo di Pinerolo i compagni di fuga Damiano Caruso (Bahrain-Merida) e il debuttante irlandese Eddie Dunbar (Team Ineos). Con il gruppetto in avanscoperta anche lo sloveno Jan Polanc (UAE Team Emirates) che ha ereditato la Maglia Rosa dal suo compagno di squadra Valerio Conti mentre Gianluca Brambilla (Trek-Segafredo), quarto, è la nuova Maglia Azzurra, vestita fino ad oggi dal compagno di squadra Giulio Ciccone. Cambia anche la Maglia Bianca, con Hugh Carthy (EF Education First) nuovo miglior giovane in Classifica Generale.

Foto Fabio Ferrari / LaPresse 23

 

Foto Fabio Ferrari / LaPresse

 

RISULTATO FINALE
1 – Cesare Benedetti (Bora – Hansgrohe) – 158 km in 3h41’49”, media 42,737 km/h
2 – Damiano Caruso (Bahrain – Merida) s.t.
3 – Edward Dunbar (Team INEOS) s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1 – Jan Polanc (UAE Team Emirates)
2 – Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma) a 4’07”
3 – Valerio Conti (UAE Team Emirates) a 4’51”

LA TAPPA DI DOMANI
Tappa 13 – Pinerolo-Ceresole Reale (Lago Serrù) 196 km – dislivello 4.500 m
Arrivo in salita sopra i 2.000 m. La tappa si snoda interamente in provincia di Torino aggirando da nord il capoluogo Piemontese e scalando dapprima il Colle del Lys dal suo versante più difficile con lunghi tratti tra il 9 e il 10%. In seguito, attraversato il Canavese Occidentale, la corsa scala la salita inedita di Pian del Lupo (strada del Santuario di Santa Elisabetta), dura e articolata sia a salire che a scendere con pendenze per lunghi tratti in doppia cifra. Al termine della discesa su Pont Canavese inizia la salita finale che tra falsopiano e salita vera e propria misura oltre 44 km. Dopo Noasca la salita vera con le pendenze maggiori nella prima parte dove si percorre la strada vecchia riasfaltata per le biciclette, che evita la lunga galleria di 3.650 m. Giunti nell’abitato di Ceresole la strada spiana accanto al lago artificiale per riprendere a salire per gli ultimi 10 km.Ultimi 8 km in salita con i primi 3 attorno al 6% seguiti dai successivi 5 km tra il 2 e il 3% fino all’arrivo. Da segnalare una doppia curva stretta a destra che immette nel rettilineo che costituisce sostanzialmente l’ultimo km. Rettilineo finale (dopo una semicurva) di 100 m, fondo in asfalto, carreggiata di 6 m.

La redazione sportiva

 




A PADOVA LE STAR DI IL TRONO DI SPADE, PER IL “LIONSGATES CON”, PRIMA EDIZIONE 21-22-23 GIUGNO

Ben Barnes

Le star del grande schermo e delle più seguite serie tv americane in arrivo a Padova in occasione del LIONSGATES CON, l’evento ispirato allo stile dei grandi comicon  internazionali, in programma per la prima volta in Italia dal 21 al 23 giugno 2019 con ospiti

Ben Mckenzie,

straordinari provenienti dal mondo del cinema hollywoodiano e delle grandi produzioni televisive made in Usa, attori che figurano nei cast di Il Trono di Spade, Arrow, The Punisher, Gotham, The Walking Dead, Le Cronache di Narnia, X-Men, Lo Hobbit, Deadpool e molti altri.

Diverse modalità di interazione con gli attori

Al LIONSGATES CON gli appassionati di intrattenimento avranno un’opportunità unica per avvicinarsi e incontrare i grandi protagonisti di film e serie tv apprezzati in tutto il mondo, alcuni dei quali per la prima volta in Europa, attraverso un programma articolato in 4 modalità di interazione: racconto/incontro, interviste dal

Adan Canto

pubblico, meet and greet, sessioni di autografi con photo ops. Nell’inconfondibile atmosfera dallo stile americano, non mancheranno inoltre spazi espositivi con fumetti, merchandise, rivenditori, cosplay e tutto il meglio che questo tipo di eventi può offrire al pubblico.

Tra i nomi già confermati:

Uno dei protagonisti principali di Il Trono di Spade, che sarà annunciato a breve;

Jon Bernthal

Ben Mckenzie, volto di James Gordon nella serie tv Gotham e di Ryan in The O.C.;

Jon Bernthal protagonista di The Punisher e interprete di Shane Walsh nella serie cult The Walking Dead;

Ben Barnes, il Principe Caspian delle Cronache di Narnia e protagonista del film Dorian Gray;

Manu Bennett, noto per il ruolo di Crixus nella serie Spartacus;

Natalie Alyn Lind, la bella Silver St. Cloud in Gotham;

Morena Baccarin, protagonista femminile in Deadpool 1 e 2;

Adan Canto, apparso su grande schermo nel ruolo di Sunspot nel

MANU BENNETT

film di Bryan Singer X-Men – Giorni di un futuro passato;

Chase Coleman, dalla celebrata serie tv Boardwalk Empire dove ricopre il ruolo di Billy Winslow.

LIONSGATES CON è un evento realizzato da Starjob Srl.

Biglietti e info:

Ticket in vendita sul sito ufficiale: www.lionsgates.online

 




Andrea Chénier al Teatro Verdi di Trieste

All’opera c’è sempre un convitato di pietra: la tradizione. Cos’è la tradizione? L’insieme di ascolti, abitudini, interpretazioni che l’inerzia del tempo ha stratificato su un titolo. Spesso sono vizi deleteri, talvolta virtuosi, ma non si può fingere che non esistano. Andrea Chénier ad esempio è finita per diventare un’opera da grandi voci, giusto o sbagliato che sia poco importa, ormai è così. Il fatto che il lavoro di Giordano senza interpreti di grande personalità un poco zoppichi certo non aiuta.

Quando si pensa di mettere in scena un’opera bisogna decidere: o si provano strade nuove, il che richiede idee e coraggio, o si asseconda, appunto, la tradizione, ma per farlo servono i mezzi e le considerazioni necessari. Nello Chénier ad esempio le dimensioni contano. Volume, voci, fracasso, comparse, scene, tutto chiama un’eccessività smisurata, forse poco estetica ma di grande impatto. Uno Chénier di basso profilo, in termini di sfarzo, grandiosità, affollamento, gira a tre cilindri. Se poi i cantanti sono ordinari o poco più il tutto funziona ancora meno: si fanno spallucce e si passa oltre.

Kristian Benedikt, impegnato nel titol role al Verdi di Trieste, non canta né bene né male, ha una voce opaca ingarbugliata tra naso e gola (soprattutto gola) che squilla poco e fatica a imporsi su colleghi e orchestra e non è nemmeno interprete vario o fantasioso, benché ci provi. Insomma non si farà ricordare per niente di particolare, cosa che per buona fetta del repertorio potrebbe anche passare in secondo piano ma che qui non basta.

Peccato perché il resto del cast convince assai di più a partire da Svetla Vassileva che, pur con qualche durezza qua e là, è una Maddalena di personalità e varia nella dinamica (un esempio? il pp autentico che che fa su “proteggermi volete, spero in voi” è meraviglioso). Buono anche il Carlo Gérard ruvido ma tutt’altro che superficiale di Devid Cecconi, che ha voce possente ma anche certa propensione al chiaroscuro.

Così così le parti di fianco, tra cui piace sottolineare l’ottima, ma davvero ottima, prova di Saverio Pugliese che dà corpo e voce all’Incredibile e all’Abate, confermando, dopo il recente Goro, di essere un tenore caratterista di livello.

Alterna la Bersi di Albane Carrère, convincente la Contessa di Coigny di Anna Evtekhova, corretta la Madelon di Isabel De Paoli, molto positivi i contributi di Gianni Giuga (Pietro Fléville/Mathieu) e Giovanni Palumbo (Fouquier Tinville), così come reggono bene Giuliano Pelizon e Francesco Paccorini.

 

Fabrizio Maria Carminati è sempre una certezza. Tiene palco e orchestra in pugno, dosa volumi e tempi comme il faut, garantisce pulizia e bel suono. Mancherà forse il guizzo illuminante, è vero, ma è un’assenza tutt’altro che insopportabile anche se in quest’opera di Giordano un po’ di kitsch in più non darebbe fastidio. Benissimo l’orchestra di casa, bene il coro preparato da Francesca Tosi.

Resta da dire di uno spettacolo su cui non c’è molto da dire. Onesta e rassicurante tradizione: fondali di tela, o qualcosa che ci assomiglia molto, costumi d’epoca (di Jesus Ruiz, belli), disegno luci timido, qualche videoproiezione che se non ci fosse stata sarebbe stato meglio. La scena (William Orlandi) è pressoché fissa, fatta eccezione per qualche orpello d’arredamento e per due pannelli mobili che la chiudono sul fondo, e riproduce un interno in stile classico molto stilizzato. Per il resto il lavoro di regia di Sarah Schinasi fa lo stretto necessario: muove diligentemente le masse e convenzionalmente i solisti, insomma va poco più in là della direzione del traffico.

Applausi scroscianti per tutti.

Paolo Locatelli
paolo.locatelli@ildiscorso.it
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IN SCADENZA IL BANDO DEL PREMIO ANDREA PARODI, L’UNICO CONTEST ITALIANO DI WORLD MUSIC

Scade fra pochi giorni, il 31 maggio, il bando del “Premio Andrea Parodi”, l’unico concorso italiano di world music, organizzato dall’omonima Fondazione con la direzione artistica di Elena Ledda. Le finali della dodicesima edizione sono in programma a Cagliari dal 10 al 12 ottobre.

Il bando, aperto ad artisti di tutto il mondo, è disponibile suwww.fondazioneandreaparodi.it , con iscrizione come sempre gratuita. Le domande di iscrizione dovranno essere inviate tramite il format presente su www.fondazioneandreaparodi.it (per informazioni: fondazione.andreaparodi@gmail.com ).

Dovranno contenere:

– 2 brani (2 file mp3, provini o registrazioni live o realizzazioni definitive; indicare con quale dei due brani si intende gareggiare);

– testi ed eventuali traduzioni in italiano dei due brani;

– curriculum artistico del concorrente (singolo o gruppo);

Il Premio è nato per omaggiare un grande artista come Andrea Parodi, passato dal pop d’autore con i Tazenda a un percorso solistico di grande valore e di rielaborazione delle radici, grazie al quale è diventato un riferimento internazionale della world music, collaborando fra l’altro con artisti come Al Di Meola e Noa. Le precedenti edizioni della manifestazione sono state vinte: nel 2009 da Francesco Sossio (Puglia), nel 2010 dalla Compagnia Triskele (Sicilia), nel 2011 da Elva Lutza (Sardegna), nel 2012 da Elsa Martin (Friuli), nel 2013 da Unavantaluna (Sicilia), nel 2014 da Flo (Campania), nel 2015 da Giuliano Gabriele Ensemble (Lazio), nel 2016 dai Pupi di Surfaro (Sicilia), nel 2017 da Daniela Pes (Sardegna). Lo scorso anno la vittoria è andata invece a La Maschera (Campania).

Un anno intenso questo per la band napoletana, che, dopo l’entrata nella cinquina delle Targhe Tenco 2018 nella categoria “Album in dialetto” e la vittoria al Parodi, ha effettuato due tour nazionali che hanno toccato le principali città della penisola e mini tour in Portogallo, Canada e Sud Corea. Si prepara ora ai prossimi appuntamenti live sui palchi di importanti festival nazionali ed internazionali tra cui l’Home Festival di Venezia e lo Sziget di Budapest.

Insieme a questi, ci saranno gli appuntamenti come vincitore del Parodi, che ha come sempre diritto a una serie di concerti e di partecipazioni ad alcune delle più significative rassegne di musica di qualità: dall’“European jazz expo” in Sardegna a Folkest in Friuli, dal Negro Festival di Pertosa (SA) al Mei di Faenza e allo stesso Premio Parodi e ad altri eventi che si aggiungono durante l’anno. Oltre a questo, ha diritto a una borsa di studio di 2.500 euro. Al vincitore del premio della critica andrà invece la realizzazione professionale del videoclip del brano in concorso, a spese della Fondazione Andrea Parodi.

Partner della manifestazione sono, oltre ai festival succitati, anche Premio Bianca d’Aponte, Mare e Miniere, Premio Città di Loano per la musica tradizionale italiana, Labimus (Laboratorio Interdisciplinare sulla Musica dell’Università degli Studi di Cagliari, Dipartimento di Storia, Beni culturali e Territorio), Fondazione Barumini – Sistema Cultura.

Media partner sono Radio Rai, Rai Sardegna, Radio Popolare, Unica Radio, Sardegna 1 Tv, Eja TV, Tiscali, Il Giornale della musica, Blogfoolk, Sardegna Eventi 24, Mundofonias (Spagna), Doruzka (Rep. Ceca), Concertzender (Olanda).

Il Premio Andrea Parodi è realizzato dall’omonima Fondazione grazie a: Regione autonoma della Sardegna (Fondatore), Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e Assessorato del turismo, artigianato e commercio; Fondazione di Sardegna, Comune di Cagliari (patrocinio e contributo), NUOVOIMAIE, SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, Federazione degli Autori.

È possibile sostenere la Fondazione Andrea Parodi attraverso la destinazione del 5×1000 e attraverso contribuzioni in denaro. Sul sito della Fondazione si possono trovare tutte le informazioni.

Per visionare il bando: www.fondazioneandreaparodi.it

Per maggiori informazioni: fondazione.andreaparodi@gmail.com




Domenica 9 giugno 2019 a Sutrio, festa golosa fra i monti del Friuli “I Cjarsòns, la tradizione della Carnia”

Hanno radici lontane ed esotiche i Cjarsòns, sorta di golosi ravioli, piatto simbolo della Carnia, intatte montagne friulane le cui valli sono state solcate da tempo immemorabile da commerci, passaggi di persone, culture ed idee dal mare Adriatico ad Oltralpe, verso le attuali Carinzia e Baviera. La loro origine è legata ai cramârs, i venditori ambulanti di spezie che, dal ‘700, attraversavano a piedi le Alpi per vendere nei paesi germanici la loro preziosa ed esotica mercanzia acquistata a Venezia e riposta nellacrassigne, una sorta di piccola cassettiera di legno che portavano a mo’ di zaino sulle spalle. Quando tornavano a casa, era festa grande e le donne preparavano i Cjarsòns, agnolotti di pasta di patate con ripieno a base di ricotta impastata con una ricchissima varietà di ingredienti: spezie, frutta secca, uva sultanina, aromi orientali, erbe aromatiche…quanto insomma rimaneva sul fondo dei cassetti della crassigne.  Ancora oggi in Carnia moltissime sono le ricette dei Cjarsòns, il cui ripieno varia non solo da paese a paese ma anche da famiglia a famiglia; se ne contano oltre 50 variazioni.0 Ogni massaia, ogni ristorante ne ha la propria, utilizzando al meglio la dispensa e abbinando alle spezie ingredienti freschissimi quali mele, patate, spinaci, uvetta, mentuccia, erbe primaverili. Tocco finale, il condimento: una semplice spolverata di scuete fumade (ricotta affumicata) e ont (burro fuso). A questa golosità è dedicata in giugno ogni anno a Sutrio (incantevole borgo ai piedi del monte Zoncolan) la festa “I Cjarsòns, la tradizione della Carnia”. Quest’anno l’appuntamento è per domenica 9 giugno. Passeggiando fra le 10 isole di degustazioneallestite negli angoli più caratteristici del paese, si potranno gustare i sapori inconsueti di questa pietanza e conoscere le diverse anime che caratterizzano un cibo d’origine sicuramente povera, ma complesso e ricco d’ingredienti quanto un piatto di alta ristorazione. 10 paesi, in rappresentanza ditutte le vallate della Carnia, proporranno ciascuno la propria ricetta tradizionale. Si potranno così degustare cjarsòns salati o dolci, insaporiti da erbe primaverili o da piccole scaglie di cioccolato, con melissa e cipolla oppure con pere secche e carrube, accompagnati ai più pregiati vini di grandi aziende friulane, selezionati per l’occasione.Per vivere a pieno la festa, si può alloggiare a Sutrio a Borgo Soandri, l’albergo diffuso con le stanze (o meglio mini appartamenti con cucina arredati di tutto punto) ricavate dalla ristrutturazione di antiche case del paese. Per l’occasione, è stato messo a punto unPacchetto weekend Festa dei Cjarsòns (info:www.albergodiffuso.org).

Per informazioni:  Albergo Diffuso Borgo Soandri.

Tel:0433778921 – www.albergodiffuso.org –info@albergodiffuso.org –https://facebook.com/borgosoandri/

Pro Loco Sutrio

Tel:0433778921 – www.prolocosutrio.com –prolocosutrio@libero.it –https://facebook.com/proloco.sutrio/




PORDENONELEGGE A Torino siglato accordo con Senigallia

E’ stato concretizzato a Torino, in occasione del Salone Internazionale del Libro, il Protocollo d’intesa tra il Comune di Senigallia e la Fondazione Pordenonelegge, per promuovere la cultura, attraverso i reciproci eventi, in un’impostazione orientata ad un’attività costante nel corso dell’anno.

Un’ulteriore conferma del ruolo riconosciuto a pordenonelegge sul piano della progettualità culturale, a livello nazionale e per il quale va ringraziato il pordenonese Claudio Ricci, che ha creato le basi della collaborazione.

Si partirà già tra agosto e settembre con due incontri gemelli che vedranno protagonisti scrittori cult del giallo, Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo, intervenuti alla sottoscrizione dell’accordo ed entusiasti dell’iniziativa. Saranno impegnati in un talk che ripercorrerà casi eclatanti degli archivi giudiziari del nostro tempo. Il primo incontro si svolgerà sabato 24 agosto al festival Ventimilarighesottoimari in Giallo di Senigallia, il secondo nel corso di pordenonelegge 2019, con gli stessi protagonisti. Sarà l’occasione per un excursus avvincente che intreccia realtà e letteratura, storia e fiction, vero e verosimile.

Mentre parte il countdown per la 20^ edizione di pordenonelegge, arriva la notizia che il programma del festival è ormai in fase di chiusura: «il cartellone è virtualmente completo – spiega il direttore artistico Gian Mario Villalta, insieme ai curatori Alberto Garlini e Valentina Gasparet – e siamo alle ultime rifiniture. Come sempre il d-day della presentazione è programmato per il mese di luglio: sarà l’occasione per illustrare un programma generoso di anteprime e grandi autori italiani e internazionali».