FOLKEST A UDINE IL 31 AGOSTO CON IL PROGETTO TITE GRISON

L PROGETTO “TITE GRISON”, LINO STRAULINO E LA SEDON SALVADIE E IL GRUPPO KUJACOUSTIC RISCOPRONO LA FIGURA DI GIOVANNI BATTISTA MARZUTTINI, PITTORE E MUSICISTA FRIULANO VISSUTO A CAVALLO FRA OTTOCENTO E NOVECENTO

DURANTE LA SERATA RIVIVRANNO LE COMPOSIZIONI PIÚ POPOLARESCHE DI MARZUTTINI, ARTISTA DI INGEGNO VERSATILE, POLIEDRICO E ANTICONFORMISTA

Folkest porta a Udine, in piazza Venerio, il 31 agosto alle 21, una riflessione su un artista friulano di grande spessore, un poliedrico personaggio che nella prima metà del Novecento ha segnato la vita culturale del Friuli con la sua presenza, Giovanni Battista Tita Marzuttini, noto anche come Tite Grison. Il progetto a lui intitolato vedrà all’opera Lino Straulino e Sedon

Kujacoustic

Salvadie e Kujacoustic omaggiare la figura e l’arte di questo importante pittore e musicista friulano vissuto a cavallo fra Ottocento e Novecento. Lo spettacolo verrà replicato insieme a Progetto Musica a Cussignacco il 3 settembre alle 20.30 nell’ambito del festival Nei suoni dei luoghi.

Un’idea nata da Lino Straulino, poliedrico personaggio della cultura friulana, cantautore, compositore, chitarrista e polistrumentista che ha immaginato questo incontro con un autore di grande interesse per la scena musicale friulana dell’epoca. Nell’interpretazione dei brani che prevedono una parte cantata, più vicini a un certo modo d’interpretare la tradizione popolare del Friuli, avrà come compagni di viaggio i colleghi de La sedon salvadie, gruppo che storicamente ha portato la musica friulana nel mondo, con Andrea Del Favero all’armonica diatonica, Luca Boschetti al basso elettrico e il polistrumentista Gianfranco Lugano. 

I brani espressamente scritti da Marzuttini per mandolino saranno magistralmente interpretati da Kujacoustic, formazione che vede all’opera tre virtuosi del proprio strumento, con Massimo Gatti al mandolino, Michele Pucci alla chitarra e Alessandro Turchet al contrabbasso.




MORGAN e Voltalacarta – In Castello a Udine l’omaggio a De André con Dentro e fuori Faber

Marco Castoldi, in arte Morgan, cantautore, polistrumentista, compositore, scrittore, personaggio televisivo e fondatore dei mitici Bluvertigo, sarà protagonista del progetto “Dentro e fuori Faber”, un viaggio che è anche un omaggio alle canzoni dell’indimenticato Fabrizio De André. L’appuntamento, che vedrà Morgan sul palco assieme all’ensemble #Voltalacarta, è in programma domani,giovedì 27 agosto al Castello di Udine. Il concerto è il recupero dell’appuntamento originariamente previsto per il 5 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine. I biglietti già acquistati rimangono validi per la nuova data. I biglietti sono ancora in vendita su Ticketone e lo saranno anche alla biglietteria di Piazza Libertà (che è anche l’unico ingresso allo spettacolo), sabato dalle 18.30. Porte aperte al pubblico dalle 19.30 e inizio concerto previsto per le 21.30. Info, prezzi e punti autorizzati su www.azalea.it. La rassegna “Udine Vola 2020” è organizzata da Zenit srl, in collaborazione con Comune di Udine, Regione Friuli Venezia Giulia e PromoTurismoFVG e inclusa nel calendario eventi di Udine Estate e Udine Sotto le Stelle.

Il progetto “Dentro e fuori Faber” vedrà un ispirato Morgan fornire al pubblico gli strumenti per capire a pieno il mondo di De André che, attraverso le sue canzoni, racconta il mondo degli ultimi, dei diseredati e dell’amore.

Nelle canzoni di De André poi, l’ex Bluvertigo sembra addirittura trovare più sfumature interpretative rispetto ai propri brani, il che potrebbe quasi rappresentare un paradosso. Grande studioso e interprete della canzone d’autore italiana, Morgan si approccia a “Faber” con l’ammirazione del collega e la riverenza di chi riconosce la potenza espressiva del genio. Le esibizioni dal vivo di Morgan sono autentiche lezioni spettacolo e di cultura mai casuali e mai banali, da sempre fonte di grande ispirazione per il pubblico. Lo spettacolo

Voltalacarta

“Dentro e fuori Faber” nasce da un’idea di Voltalacarta, band formata da musicisti professionisti accomunati dalla grande passione per De André, che ha scelto una scaletta composta per la maggioranza dei brani dai meravigliosi arrangiamenti della Premiata Forneria Marconi, anche per celebrare i 40 anni dallo straordinario concerto con De André, che resta tutt’ora uno dei più grandi avvenimenti della storia musicale italiana.

L’ensemble #Voltalacarta è composto da Simone Bertogna (voce), Clara Danelon (voce), Massimo Pasut (basso), Marco Locatelli(chitarra), Marco Vattovani (batteria), Dider Ortolan (strumenti a fiato), Lucia Clonfero (violino), Luigi Buggio (tastiere e fisarmonica).

E.L.




ARTEFICI. Residenze creative FVG 2020 ‘Vietato piangere’ alla Sala Bergamas a Gradisca D’Isonzo. 30 agosto

Con il progetto ARTEFICI. Residenze creative FVG ArtistiAssociati mette in dialogo artisti e compagnie italiani delle arti performative con il territorio goriziano attraverso la pratica della residenza artistica e, successivamente, con la restituzione e lo scambio degli artisti con il pubblico.

Domenica 30 agosto, alle 20.30, sarà la volta della seconda residenza alla Sala Bergamas di Gradisca d’Isonzo, dove stanno lavorando Gaia Magni e Clara Mori. Qui proporranno uno sharing aperto al pubblico, e a ingresso gratuito su prenotazione, dove presenteranno il loro lavoro ‘Vietato piangere’, scritto e diretto da Gaia Magni. Il tutor del progetto è Walter Mramor. Un ufficio, una donna che trascrive: sembra appuntare assiduamente la vita di qualcuno, ma qualcosa tormenta la giovane dattilografa. Una storia che ci viene raccontata – tra lacrime e ironia – da chi conosce la protagonista più di chiunque altro. Ascoltare. Questo è quello che chiederemo di fare al nostro pubblico.

Per partecipare allo sharing è possibile prenotarsi entrando nel gruppo whatsapp a questo link »prenotazioni.ARTEFICI2020« indicando nome/cognome/data dello sharing/numero di telefono/email oppure inviando i medesimi dati alla mail residenze@artistiassociatigorizia.it.

 




MERCOLEDÌ 26 AGOSTO IL FESTIVAL DI SPILIMBERGO SI SPOSTA TRA SAN VITO AL TAGLIAMENTO, CASARSA DELLA DELIZIA E MANIAGO

Prosegue tra proiezioni dei film in concorso, incontri con fotografi, autori della fotografia, registi e attori, ma anche con una serie di percorsi espositivi, il festival che celebra gli Autori della Fotografia del nostro cinema, Le Giornate della Luce – ideato da Gloria De Antoni che lo conduce con Donato Guerra – in corso a Spilimbergo fino a sabato 29 agosto.

Mercoledì 26 agosto il festival si sposta in tre località del pordenonese per una serie di incontri, proiezioni e omaggi, a partire dall’Auditorium Zotti di San Vito al Tagliamento dove, alle 21.00, è atteso il primo degli appuntamenti che il festival riserva al ricordo di Ettore Scola, regista che ha fatto della pacata ironia il suo modo di narrare l’Italia. Alle 21.00 la figlia Silvia presenterà il libro “Chiamiamo il babbo. Ettore Scola. Una storia di famiglia” in una conversazione con il giornalista e critico Alessandro Mezzena Lona a cui partecipa anche il direttore della fotografia Davide Manca. L’omaggio sarà replicato giovedì 27 a Spilimbergo (ore 21.00 cinema Miotto) con una serie di ospiti che affiancheranno Silvia Scola, come le attrici Ottavia Piccolo e Alessandra Panelli e l’attore e produttore Andrea Occhipinti, tutti interpreti di uno dei film culto di Scola, “La famiglia”, che sarà proiettato a chiusura della serata. Andrea Occhipinti sarà anche protagonista di due ulteriori appuntamenti nella serata di mercoledì: alle 21.00 dialogherà a Casarsa della Delizia, Palazzo Burovich, con Gherardo Gossi, direttore della fotografia del film ”18 regali”, recente successo cinematografico prodotto dallo stesso Occhipinti che si sposterà poi al Cinema Manzoni di Maniago, sempre in dialogo con Gossi. In entrambe le situazioni sarà proiettato il film.

Giovedì 27 si concluderanno a Spilimbergo le proiezioni del film in concorso co la presentazione del film di Matteo Garrone “Pinocchio”, con la candidatura di Nicolaj Brüel. A giudicare il miglior autore della fotografia di questa edizione una giuria capitanata da Cristina Comencini con i critici Oreste De FornariAlberto Crespi e Mario Sesti, il regista e direttore della fotografia Daniele Ciprì e l’operatrice di settore Cristina Sain, che a conclusione di festival sabato 29, attribuiranno il “Quarzo di Spilimbergo light award”, che sarà consegnato al vincitore da uno degli ospiti più attesi dell’edizione, l’attore Giancarlo Giannini. Sempre giovedì a Cinemazero a Pordenone (ore21.00) una serata in onore del maestro della fotografia Vittorio Storaro, vincitore di tre Premi Oscar.




Il fortunato spettacolo “La gita” in scena a Gonzaga

Una storia comica e surreale, produzione eUROPA tEATRI in collaborazione con il Teatro dell’Orsa. Ingresso gratuito, nell’ambito della rassegna Estate in Arena.

«Tre personaggi in cerca di vita. Clowns malinconici, simboli di un’umanità tanto vera quanto più mette in campo la propria solitudine, la voglia di cambiare la goffa e breve felicità di un gioco inatteso che fa sentire più vicini Cesare, il vedovo, stizzoso e rigidissimo, Tecla, la “devorziata” fatta di idiosincrasie e di sensualità inattese e Romano, lo scapolo, dolce e inadeguato»: Bernardino Bonzani, Carlo Ferrari e Franca Tragni, autori e interpreti de La gita, introducono il fortunato spettacolo che mercoledì 26 agosto alle ore 21.15 sarà in scena nel cortile delle ex scuole elementari di Gonzaga (MN) nell’ambito della rassegna Estate in Arena.

«Una drammaturgia costruita non tanto su una storia – l’attesa del pullman che dovrebbe portare i tre al mare» ha scritto l’autorevole critica teatrale Valeria Ottolenghi in merito allo spettacolo creato con la collaborazione artistica di Bruno Stori e Chiara Rubes «ma proprio sui personaggi, così stralunati, inadeguati, disturbati, in vario modo sofferenti, con i loro tic, le loro manie, le loro piccole, innocenti ossessioni e per questo anche buffi, ridicoli, capaci di suscitare il riso, specie con i ritorni, i tormentoni, con quel bisogno irrefrenabile di dare sfogo ai loro pensieri dominanti».

Conclude Bernardino Bonzani: «A distanza di quasi vent’anni, questi personaggi ogni volta si impossessano di noi attori e la scena vibra dentro ogni dialogo, ogni situazione con un esito comico, inaspettato. Forse sono proprio le inadeguatezze e le idiosincrasie di queste figure a farle amare allo spettatore, che si lascia trasportare dentro una storia onirica e surreale, ma profondamente legata alla vita».

Ingresso gratuito, prenotazione vivamente consigliata presso la Biblioteca Comunale di Gonzaga, tel. 0376 58147, email biblioteca@comune.gonzaga.mn.it.

Lo spettacolo La gita è una produzione eUROPA tEATRI in collaborazione con il Teatro dell’Orsa.




Ad Arezzo il violino di Giovanni Andrea Zanon esegue “Le quattro stagioni” di Vivaldi domenica 30 agosto

“Le quattro stagioni” di Vivaldi interpretate da uno dei più giovani e talentuosi violinisti italiani: con un concerto “fuori programma” che si preannuncia trascinante e imperdibile ad Arezzo prosegue “Anfiteatro sotto le stelle”, il cartellone estivo che propone cultura in uno dei luoghi più belli e magici della città.

 

Domenica 30 agosto alle ore 21.15, l’Anfiteatro Romano sarà palcoscenico d’eccezione per Giovanni Andrea Zanon che, appena 22enne, si esibirà come violino solista e concertatore di un programma di grande impatto emotivo.

 

Un evento che idealmente fa parte dell’“edizione zero” dell’Arezzo Youth Festival, progetto nato da un’idea dello stesso Giovanni Zanon e della Presidente di Wel Foundation Marjorie Layden, accolto con entusiasmo dal Sindaco Alessandro Ghinelli e finalizzato ad avvicinare i giovani alla musica classica, programmato per la primavera di quest’anno, e che, a causa della emergenza Covid è stato posticipato all’autunno.

Ricordiamo anche che sempre grazie ad una intuizione di Giovanni Zanon e Marjorie Layden, in piena emergenza Covid, il Festival è stato anticipato da un concorso, l’Arezzo Youth Festival Contest, cui hanno partecipato “da remoto” gli studenti aretini con la realizzazione di disegni, testi, video, interpreti delle emozioni suscitate dall’ascolto della musica classica.

 

Ad aprire il concerto “Il trillo del diavolo” che, nella trascrizione per violino e orchestra, sarà l’omaggio di Zanon a Giuseppe Tartini, compositore di cui quest’anno ricorrono i 250 anni dalla morte. Una partitura tecnicamente molto impegnativa che ha conquistato intere generazioni di pubblico, fino ad arrivare ad avere un posto speciale perfino nelle pagine di “Dylan Dog”.

 

Quindi saranno “Le quattro stagioni” di Antonio Vivaldi a conquistare l’Anfiteatro Romano: straordinaria è la fama di cui godono questi concerti, un successo che oltre al tema evocativo dei quattro periodi dell’anno, si deve alla genialità ritmica con cui la musica di Vivaldi si riesce a porre in diretto dialogo con l’ascoltatore.

Sul palco, con Giovanni Andrea Zanon, Gianpiero Zanocco, Francesca Bonomo, Gilda Urli (primi violini); Beatrice Zanon, Giorgio Baldan, Greta Manzardo (secondi violini); Mario Paladin, Massimiliano Simonetto (viole); Massimo Raccanelli, Anna Stevanato (violoncelli); Michele Gallo (contrabbasso) e Lorenzo Feder (cembalo).

 

Giovanni Andrea Zanon inizia lo studio del violino all’età di 2 anni e a soli 4 anni inizia il Conservatorio di Padova, risultando il più giovane studente ammesso nella storia delle istituzioni musicali statali italiane. Nel corso della sua attività musicale vince oltre 30 concorsi nazionali ed internazionali (tra i quali il “Riviera Etrusca” all’età di 4 anni, il “Premio Nazionale delle Arti” come miglior violinista dei conservatori italiani, il concorso di Novosibirsk in Russia dove ottiene anche tutti i premi speciali ed il diploma di laurea al “Wieniawski and Lipinski violin competition” di Lublino). Effettua concerti in qualità di solista in Italia, Svizzera, Germania, Polonia, Russia, Austria, Repubblica Ceca, Canada e Stati Uniti esibendosi in alcune delle sale più prestigiose al mondo tra le quali la Carnegie Hall di New York, il Musikverein di Graz, il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro La Fenice di Venezia, la Smetana Hall di Praga, la Bayerische Staatsoper di Monaco, il Festspielhaus di Baden-Baden, la Royal Opera House di Muscat, il Teatro Politeama di Palermo e l’Arena di Verona. Riceve numerose menzioni e riconoscimenti fra i quali, a sei anni, quello del Presidente della Repubblica Italiana Ciampi e quelli dalla Reale Escuela Superior de Musica Reina Sofia di Spagna, dall’Ambasciata Generale degli Stati Uniti in Canada, il “Leone d’Oro” dalla Regione Veneto per i “meriti artistici conseguiti all’estero” nonché la nomina di “Alfiere della Repubblica” dal Presidente Sergio Mattarella. Ammesso al conservatorio “C. Pollini” di Padova nel 2002, all’età di quattro anni, risulterà essere il più giovane ammesso nella storia delle istituzioni musicali statali italiane. Successivamente si diploma al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia con lode e menzione onorevole. Su consiglio di Zubin Mehta si trasferisce negli Stati Uniti per studiare con Pinchas Zukerman presso la Manhattan School di New York dove risulta vincitore della selezione per il “Master of Art” di violino all’età di 16 anni. Successivamente si perfeziona alla “Hochschule für Musik Hanns Eisler” di Berlino con Antje Weithaas. Attualmente frequenta i corsi di perfezionamento all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia sotto la guida di Sonig Tchakerian.

 

Giovanni suona il meraviglioso violino Antonio Stradivari, Cremona 1706, ex Corbett-Stothert. Il prestito rientra nel progetto “Adopt a Musician”, iniziativa ideata da Music Masterpieces SA, Lugano.

L’ingresso è gratuito ma, in ottemperanza alle norme dettate dall’emergenza sanitaria, la prenotazione è obbligatoria sul sito www.discoverarezzo.com.

I posti potranno essere prenotati anche presso la biglietteria del Teatro Petrarca nei giorni 26-27-28 agosto dalle ore 17 alle ore 19. Il giorno di spettacolo la biglietteria dell’Anfiteatro sarà attiva a partire dalle ore 18.

L’appuntamento si inserisce nel cartellone estivo “Anfiteatro sotto le stelle” voluto da Comune di Arezzo e Fondazione Guido d’Arezzo e realizzato in collaborazione con la Direzione regionale musei della Toscana, con la collaborazione della Fondazione Arezzo Intour. Main sponsor Coingas Spa. Con il contributo di Camera di Commercio Arezzo-Siena, Tesi Srl.




UDINE Terminal 2020 sceglie gli artisti del territorio Festival dell’arte in strada

Organizzato da Circo all’inCirca e Puntozero grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, l’assessorato alla Cultura del Comune di Udine, PromoturismoFvg e Fondazione Friuli e parte della rete culturale Intersezioni sarà più che mai “local”, sempre a ingresso gratuito, ma con prenotazioni obbligatoria su www.terminal-festival.com. Vista la delicata fase che il mondo intero sta vivendo l’organizzazione ha voluto coinvolgere soprattutto artisti del territorio una scelta artistica mossa dalla volontà di sostenere «il nostro comparto culturale, che ha sofferto molto negli ultimi mesi e che lentamente si sta rialzando, con tenacia, determinazione e nuove idee», ha sottolineato Davide Perissutti di Circo all’inCirca.

MOLTI GLI SPETTACOLI E LE COMPAGNIE DEL FVG

Ecco allora che proprio la compagnia di circo contemporaneo con sede in città, per la primissima volta, non sarà solo organizzatrice dell’evento, ma metterà in scena una sua produzione originale: 0quadro32 (il 30 agosto, in piazza Venerio, alle 21). Un cabaret ammiccante, comico, basato sul rischio e sulla voglia di stare insieme, cercando di curare le ferite invisibili che il lungo periodo di distanziamento sociale ha causato nel modo di stare in compagnia. Uno spettacolo nato da un’idea di Davide Perissutti con la regia di Giorgio Bertolotti. Il cabaret realizzato dagli artisti del Circo all’inCirca e dai loro colleghi è un omaggio ai circensi italiani ed esteri che scelgono il Friuli come punto di riferimento per la propria crescita umana ed artistica. Il titolo, da un’idea di Davide Visintini, rappresenta Udine e, insieme, l’attrezzo circense che sarà più visibile sul palcoscenico, il quadro aereo, sul quale due acrobate volteggeranno e si lanceranno a 4 metri di altezza.

Ma a Terminal ci saranno anche altre importanti realtà del territorio che insieme a Circo all’inCircafanno parte della rete Intersezioni: avremo la compagnia Arearea che ammalierà il pubblico di piazza Venerio con il suo “Play with me (il 26 agosto, dalle 21); Facchin Show” (il 29 agosto alle 21.30, in piazza Venerio) di Felici ma Furlans. Fra gli artisti del territorio anche il collettivo L’Amalgama che a Terminal porterà Saduros, una nuova performance itinerante, con partenza sempre da piazza Venerio alle 21 del 28 agosto. Infine da citare anche “Anticorpi liberi” (il 27 agosto dalle 21, in piazza Venerio), progetto realizzato in residenza all’interno del progetto Muja Buskers Festival, in co-produzione con la Compagnia OnArts. In contemporanea ci sarà anche Audiobus (il 28 e il 29 alle 20 2 21; il 29 anche alle 15.50, 16.50,; il 30 alle 16.25, 17.25), progetto dell’associazione Zeroidee di Udine. La prima delle sue 5 tappe è proprio quella udinese che viene ospitata nel programma di Terminal e coinvolge nelle 2 linee di bus artisti della città (Renato Rinaldi, Francesco Collavino, Sara Chiarcos, Paolo Paron, Circo all’incirca etc). Da ricordare, poi, anche Elettra Del Mistro e Marco Floran che saranno presenti in due dei tre cubie di Terminal³(tutti i giorni dalle 17 alle 20 nelle piazze Libertà e Venerio e in via Savorgnana).

Ecco qui l’interno programma!

MERCOLEDI’ 26 AGOSTO

La prima giornata del festival, il 26 agosto, partirà con i tre cubi di Terminal³ (dalle 17 alle 20). La serata poi si chiuderà con la danza contemporanea della compagnia Arearea che ammalierà il pubblico di piazza Venerio con il suo “Play with me” (dalle 21), spettacolo che nasce dall’urgenza di fare un’indagine sul gioco virtuale e sulla ricaduta che quest’ultimo ha sul corpo. Comprendere la natura del gioco, facendolo per davvero, aiuta a capire molte cose di noi: come reagiamo agli istinti, come rendiamo azione la nostra fantasia, come ci rapportiamo all’altro. Prima però sarà presentata Intersezioni: rete di festival di arte e spettacolo dal vivo promossa da Arearea, Circo all’inCirca, Felici ma Furlans, Puntozero, Quarantasettezeroquattro. Un appuntamneto, questo al quale parteciperà anche l’assessore alla Cultura del Comune di Udine, Fabrizio Cigolot.

GIOVEDI’ 27 AGOSTO

Il 27 agosto dopo gli appuntamenti con Terminal³, dalle 21, in piazza Venerio, è in programma uno spettacolo di cabaret-circo contemporaneo, Anticorpi liberi, progetto realizzato in residenza all’interno del progetto Muja Buskers Festival, in co-produzione con la Compagnia OnArts: il corpo è al centro di una ricerca artistica che indaga le reazioni dell’uomo al suo progresso sociale, dal passato al presente.

VENERDI’ 28 AGOSTO

Il weekend si aprirà sempre con Terminal³. Alle 21, invece, una nuova performance itinerante, con partenza sempre da cuore della manifestazione. Si tratta di Saduros, del collettivo L’Amalgama. Lo spettacolo è ispirato a Casi, la più importante raccolta italiana degli scritti di Daniil Charms, geniale autore dell’avanguardia russa. Censurato per molti anni in patria e, nonostante la recente restaurazione, poco conosciuto anche qui da noi, Charms è famoso (per i pochi, appunto, che lo conoscono) per essere lo scrittore del non senso, l’inventore di mondi assurdi, illogici, impossibili, indefinibili. Ritornerà poi un appuntamento ormai consolidato per Terminal, quello con Audiobus, che quest’anno aprirà i suoi viaggi con un doppio appuntamento serale (sulla Linea 4), alle 20 e poi alle 21 (l’orario indica il ritiro cuffie in via Ciconi 4, il pubblico verrà poi accompagnato alla fermata di partenza in Stazione).

SABATO 29 AGOSTO

Ricchissima di appuntamenti la giornata di sabato 29 agosto! Si comincia alle 15.50 con Audiobus Linea 2 (l’orario indica il ritiro cuffie in via Ciconi 4, il pubblico verrà poi accompagnato alla fermata di partenza in Stazione). Una seconda corsa è in programma alle 16.50. Dalle 17 alle 20 ci sarà poi Terminal³ e sempre dalle 17 alle 20 è in programma un tour guidato (con partenza alle 17 e poi alle 18) della città con A+AUD, dal tema caduta del patriarcato di Aquileia per mano della Serenissima Repubblica di Venezia e intitolato “Città domestica/esplorazione urbana”.

Alle 19.30, ancora in piazza Venerio, il pubblico si potrà confrontare con la malinconica risata zingara degli spagnoli Davaii Sasha y Agranov. Questo spettacolo teatrale di circo è per tutte le età, le razze e i sessi. Due amici d’infanzia gitani invitano il pubblico ad aiutarli a sistemare la propria casa viaggiante e i propri cuori sulla strada. Un invito a partecipare ad un assurdo mix di umorismo, circo acrobatico e poesie visive.

Alle 20 e alle 21 torna Audiobus Linea 4 (l’orario indica il ritiro cuffie in via Ciconi 4, il pubblico verrà poi accompagnato alla fermata di partenza in Stazione). Mentre alle 21.30, in piazza Venerio, andrà in scena “Facchin Show con Alessandro di Pauli e Tommaso Pecile.

 DOMENICA 30 AGOSTO

La giornata conclusiva, domenica 30 agosto, aprirà alle 16.25 con Audiobus Linea 2 (l’orario indica il ritiro cuffie in via Ciconi 4, il pubblico verrà poi accompagnato alla fermata di partenza in Stazione) e con Terminal³. Dalle 17.25 nuova tappa per Audiobus Linea 2. Alle 18 nuovo appuntamento in piazza Venerio con “Città domestica/tavola rotonda” (conferenza pubblica sul tema della città con A+AUD). Alle 21gran finale con gli artisti di Circo all’inCirca che in piazza Venerio, alle 21, proporranno “0quadro32”, uno spettacolo di cabaret ammiccante e comico, basato sul rischio e sulla voglia di stare insieme, cercando di curare le ferite invisibili che il lungo periodo di distanziamento sociale ha causato nel modo di stare in compagnia. Il cabaret è un omaggio ai circensi italiani ed esteri che scelgono il Friuli come punto di riferimento per la propria crescita umana e artistica. L’edizione 2020 di Terminal ha scelto di privilegiare i lavoratori dello spettacolo locali e questi artisti di conseguenza hanno deciso di omaggiare la scelta costruendo insieme uno spettacolo ad hoc per l’occasione. Gli artisti porteranno in scena le discipline e i numeri su cui stanno lavorando con uno stile leggero.

IL FESTIVAL Arte e spazio pubblico, grazie a Terminal, si contamineranno, il dialogo fra le diverse espressioni che vanno dal circo contemporaneo alle arti visive, dall’arte urbana fino a quella performativa, consentirà di percorrere strade inedite, anche grazie alle performance itineranti di Audiobus. Quest’anno Terminal, ideato da Circo all’inCirca e Puntozero, ha ricevuto il sostegno della Regione Fvg, dell’assessorato alla Cultura del Comune di Udine, di PromoturismoFVG e della Fondazione Friuli. Per la SUA realizzazione hanno collaborano: associazione Brocante, associazione Magdaclan, Lés Décomposés, Cefd Centro Edile, associions architetti Alunni Udine, Cirqueon ops, asp Arsmotus, Comune di Buttrio, Muja Buskers Festival, rete culturale Intersezioni.

In caso di maltempo dal 26 al 29 agosto gli spettacoli saranno recuperati il giorno successivo alle 19. Eventuali variazioni verranno comunicate sui social e all’infopoint.

Ingresso gratuito con prenotazioni obbligatoria su https://www.terminal-festival.com (dal 19 agosto)




LE GIORNATE DELLA LUCE, SPILIMBERGO: LUNEDì 24 AGOSTO INIZIANO LE PROIEZIONI DEI FILM IN CONCORSO.

La fotografia è un elemento chiave per il fascino di un film, uno degli aspetti essenziali della settima arte. Organizzato dall’Associazione culturale “Il Circolo”, il festival Le Giornate della Luce – che gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del MiBACT, del Comune di Spilimbergo e della Fondazione Friuli – anche quest’anno vedrà l’attribuzione del premio Il Quarzo di Spilimbergo-Light Award, assegnato alla migliore fotografia di un film italiano dell’ultima stagione. Capitanata dalla regista, sceneggiatrice e scrittrice Cristina Comencini, la giuria riunisce il regista Daniele Ciprì, i critici cinematografici Oreste De Fornari, Alberto Crespi e Mario Sesti e l’operatrice di settore Cristina Sain, che offriranno il loro sguardo appassionato e competente alla scelta del vincitore all’interno della terna composta da Nicolaj Brüel per il film di Matteo Garrone “Pinocchio”, Alessandro Abate e Francesco di Giacomo per “Martin Eden” di Pietro Marcello e Vladan Radovic per “Il traditore” di Marco Bellocchio.

Lunedì 24 agosto alle 21 al Cinema Miotto di Spilimbergo, la proiezione del primo dei film finalisti, Martin Eden (2019) di Pietro Marcello con Luca Marinellie Jessica Cressy.

Il marinaio Martin Eden vive alla giornata al porto facendo lavori occasionali e usuranti. L’incontro con la giovane borghese Elena Orsini lo spinge a guardare il mondo da un’altra prospettiva e capisce di dover colmare il proprio deficit di istruzione. È un film dove un secolo intero, il Ventesimo, viene raccontato in una continua mescolanza di registri e stili, dove si confondono immagini e temi di decenni lontani, diventati improvvisamente non solo vicini, ma coesistenti. Ancora una volta la libertà espressiva e la voglia di osare del regista casertano colgono nel segno.

 

A seguire il corto La memoria nel corpo (2019), liberamente ispirato all’omonima raccolta di poesie di Antonella Sica (Rayuela Edizioni). Realizzato dagli allievi del 2° anno del CSC Animazione (Centro Sperimentale di Cinematografia Piemonte).

 

Lunedì 24 agosto, sempre alle 21, ma a Borgo cavalier Moro a Codroipo, la proiezione del documentario “Boia, Maschere E Segreti. L’horror Italiano Degli Anni Sessanta” (2019) di Steve Della Casa. L’autore sarà in dialogo con Silvia Moras.

 

Martedì 25 agosto alle 21 al Cinema Miotto, il secondo film finalista del Premio Quarzo di Spilimbergo Il traditore (2019) di Marco Bellocchio con Pierfrancesco Favino, Luigi Lo Cascio All’inizio degli anni ’80 una guerra dura e spietata è in corso in Sicilia tra i boss della mafia per il controllo del traffico della droga. Tommaso Buscetta fugge per nascondersi in Brasile e da lontano assiste impotente all’uccisione a Palermo di due suoi figli e del fratello. Il giudice Giovanni Falcone vuole da lui una testimonianza per smontare l’apparato criminale mafioso. E Buscetta diviene “la prima gola profonda della mafia”. Marco Bellocchio fa di Buscetta un personaggio tragico shakespeariano e nelle pieghe del racconto e nei chiaroscuri del personaggio piazza i suoi tocchi più personali, elevando così l’uomo e la storia.

A seguire il corto Memorie di Elisa e Serena Lombardo, liberamente ispirato al romanzo “La lettrice di Cechov” di Giulia Corsalini (Nottetempo).

 

La lunga carrellata di ospiti ed eventi di questa edizione del festival Le Giornate della Luce proseguirà fino al 29 agosto. A chiudere il festival è atteso l’arrivo di Giancarlo Giannini, icona del nostro cinema ma amatissimo anche all’estero – tanto che a inizio del 2021 la sua carriera verrà consacrata con una stella sulla “Walk of Fame” – che al festival renderà un appassionato omaggioa Mario Monicelli a dieci anni dalla scomparsa. A brillare sarà anche il ricordo e la presenza di altre “stelle”, a partire da due, ulteriori omaggi. Franco Zeffirelli sarà ricordato con la proiezione di uno dei suoi film più intimistici, “Un tè con Mussolini”, e un documentario firmato da Daniele Nannuzzi che offriranno l’occasione per ascoltare aneddoti e riflessioni dalla voce di alcuni suoi collaboratori (conversazione venerdì 28 agosto con Caterina d’Amico, Pippo Zeffirelli e, in videochiamata, Umberto Orsini). Ettore Scola, regista che ha fatto della pacata ironia il suo modo di narrare l’Italia, sarà raccontato nella serata di giovedì 27 agosto dalla figlia Silvia insieme alle attrici Ottavia Piccolo e Alessandra Panelli e all’attore e produttore Andrea Occhipinti.

 




NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA 2020 Seconda sessione da settembre 2020 a febbraio 2021

Il provocatorio e geniale artista belga Jan Fabre, la straordinaria e pluripremiata attrice britannica Charlotte Rampling, il famoso coreografo greco Dimitris Papaioannu, autentico pioniere della danza contemporanea, il regista siriano Ramzi Choukair e quello kuwaitiano Sulayman Al-Bassam, entrambi per la prima volta in Italia con due illuminanti visioni della scena postcoloniale contemporanea.

Sono questi i grandi maestri del teatro mondiale che daranno vita alla Sezione Internazionale del Napoli Teatro Festival Italia, che si compone di 5 eventi, il primo a settembre, l’ultimo a febbraio. Una sezione che completa l’edizione 2020 della manifestazione, la quarta diretta da Ruggero Cappuccio, realizzata con successo grazie al forte e concreto sostegno della Regione Campania, con il contributo del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, e organizzata, nonostante l’emergenza sanitaria, con pervicace e operosa volontà dalla Fondazione Campania dei Festival presieduta da Alessandro Barbano.

Si partirà sabato 12 settembre alle 21 (con replica il 13 alla stessa ora ) al teatro Bellini di Napoli con “Resurrexit Cassandra”, ideazione e regia di Jan Fabre su un poetico testo di Ruggero Cappuccio. Un assolo in cinque quadri dove una Cassandra contemporanea, interpretata dalla performer tedesca Stella Höttler, cerca di parlare agli uomini ancora una volta, avvertendoli del disastro a cui stanno andando incontro, ma le sue parole cadono nel vuoto, nessuno ascolta, non trova complicità negli occhi della gente, neanche un ultimo brandello di fede.

Il secondo appuntamento, sempre al teatro Bellini, martedì 22 e mercoledì 23 settembre alle 21, è con “Y-Saidnaya”, ideazione, testo e regia di Ramzi Choukair. Alla maniera de “Le Mille e una notte”, la storia di Riyadh, ventiduenne arrestato e torturato dai servizi segreti siriani, si fonde drammaticamente con quella di diversi testimoni e sopravvissuti alla spietata repressione del regime.

Teatro arabo ancora protagonista venerdì 2 e sabato 3 ottobre alle 21 al Bellini con “I Medea”, scritto e diretto da Sulayman Al-Bassam, drammaturgo celebrato nel mondo per la sua originale capacità di riscrivere il mito con tratti di audace attualità. Qui, ad esempio, Medea è un’emigrata araba, Corinto un pericoloso litorale dove imperversa una frenesia xenofoba, diffusa dal leader populista Creonte dopo l’arrivo di migranti su piccole imbarcazioni, mentre Jason è un investitore nel campo della biotecnologia che sceglie di divorziare da Medea per sposare la figlia del sovrano e assicurarsi una posizione di maggior rilievo sociale.

Regalo di fine anno mercoledì 30 dicembre alle 21 sempre al Bellini con Charlotte Rampling e Sonia Wieder-Atherton in “Shakespeare-Bach”, suite per violoncello tessuta sulla partitura dei “Sonetti” di Shakespeare e delle musiche di Bach. I versi e le note hanno un unico suono e identica durata, determinando il ritmo e un risultato artistico magicamente ipnotico.

L’ultimo appuntamento della sezione internazionale, in programma al teatro Politeama sabato 6 e domenica 7 febbraio, sconfinerà nel 2021 e, come quelli precedenti, non si potrà assolutamente perdere. Dimitris Papaioannu presenterà a Napoli ”New York”, titolo provvisorio della sua nuova creazione. Un altro spettacolo internazionale di grande prestigio che, in attesa di rivelarsi completamente anche a chi lo ha concepito e continua a perfezionarlo, ha coinvolto per le audizioni più di 500 performer e danzatori provenienti da tutto il mondo.

Oltre alla Sezione Internazionale, in questa seconda sessione del Napoli Teatro Festival Italia, che fa seguito a quella estiva, realizzata dall’1 al 31 luglio all’aperto, in totale sicurezza e con straordinari risultati, ci saranno anche altri tre eventi.

Dal 18 gennaio al 28 febbraio al Chiostro di San Domenico Maggiore sarà allestita, con ingresso gratuito, la mostra “Bestiario teatrale. Emma Dante e la Compagnia Sud Costa Occidentale”. Bozzetti, copioni e oggetti di scena degli spettacoli di maggior successo della famosa regista palermitana, esposti in un luogo di grande fascino, per una retrospettiva che celebra il talento e lo studio in grado di esprimerlo.

Nella Sezione dei Progetti Speciali il 26 settembre alle ore 21 verrà invece presentato al Bellini “#Foodistribution I Eden. Quando eravamo edera” di Manovalanza Teatro, a cura di Davide Scognamiglio e Daniele Ciprì, per la drammaturgia e regia di Adriana Follieri, mentre per la Sezione Danza andrà in scena al Bellini il 7 ottobre alle 21 “Camille”, uno spettacolo ispirato dall’omonima opera di Dacia Maraini e dedicato alla sorella del celebre poeta Paul Claudel, che fu allieva dello scultore e pittore francese Auguste Rodin.

Anche in questa seconda e conclusiva parte del NTFI, dove proseguirà la collaborazione con il maestro Mimmo Paladino, si rafforzerà ancor di più, e a maggior ragione per la sezione Internazionale, la sinergia tra la Fondazione Campania dei Festival e i più prestigiosi Istituti stranieri di cultura (Institut Français, Goethe-Institut, Istituto Cervantes, British Council). Il Napoli Teatro Festival Italia, che fa parte della rete Italia Festival e dell’EFA (European Festival Association), favorirà, come sempre con la direzione artistica di Ruggero Cappuccio, la partecipazione del pubblico attraverso una politica di prezzi popolari (da 8 a 5 euro) e prevedendo l’ingresso gratuito per le fasce sociali più deboli. I biglietti saranno in vendita, a partire da giovedì 3 settembre, on line sul sito napoliteatrofestival.it e presso i punti vendita autorizzati. Alcuni spettacoli, come è già avvenuto a luglio, saranno trasmessi gratuitamente in streaming su live.napoliteatrofestival.it, su Radio CRC (Radio Crc Targato Italia, sul Canale 620 del Digitale Terrestre e sull’App ufficiale) e sulla piattaforma Ecosistema digitale per la cultura della Regione Campania. La stessa Radio Crc Targato Italia e Rai Radio3 continueranno ad essere media partner della manifestazione.

La sessione finale del Napoli Teatro Festival Italia, completando il grande sforzo di quella precedente, riaccenderà le luci dei teatri cittadini, dopo il lungo stop emergenziale, segnando il prosieguo dell’attività culturale in Campania e lanciando un nuovo, importante e concreto messaggio di speranza per il futuro del settore nel nostro Paese.




Presentata la nuova edizione di Suns Europe

Un mese di eventi e sei comuni coinvolti. Sono questi i numeri della sesta edizione del festival delle arti in lingua minorizzata, Suns Europe – organizzato annualmente dalla cooperativa Informazione Friulana con il sostegno finanziario della Regione Fvg e dell’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane (ARLeF) -. Forte della sua dimensione ideale (‘Diritto alla lingua, diritto alla diversità’) la kermesse torna, dopo l’emergenza Covid-19, con un programma corposo e una serie di novità, che sono state presentate oggi in occasione della conferenza stampa nella sede della Regione Fvg, a Udine, alla presenza di Barbara Zilli, assessore regionale alle Finanze; Fabrizio Cigolot, assessore alla cultura del Comune di Udine; Eros Cisilino, presidente di ARLeF – Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane; Carlo Puppo, presidente di cooperativa Informazione Friulana. Il fine di Suns Europe resta chiaro (“Promuovere le produzioni artistiche contemporanee nelle lingue minorizzate europee con l’obiettivo di sostenere la costruzione di un’Europa differente, unita nelle diversità, fondata sui diritti, sul pluralismo, sul rispetto e sulla collaborazione”) ma quest’anno sono inevitabili alcuni significativi cambiamenti nella formula del Festival. Cambiamenti che nulla toglieranno all’atmosfera unica di Suns Europe, ma che consentiranno all’organizzazione di rispettare le norme per il contenimento del Covid-19. Cambiano quindi le date, si parte il 22 agosto e si prosegue per quasi un mese fino al 19 settembre.

Magalì Sare, vincitrice della scorsa edizione di SUNS EUROPE (foto Dario Furlan)

Da parte degli assessori Zilli e Cigolot è arrivato un plauso per l’iniziativa, che prosegue il suo percorso anche quest’anno, nonostante il momento complesso. È emerso quanto sia importante proseguire nella trasmissione, nell’insegnamento e nella diffusione della lingua friulana e, più in generale, di tutte le minoranze linguistiche del territorio, anche attraverso iniziative come Suns Europe.«Quest’anno rinnovare l’appuntamento con Suns Europe, e farlo dal vivo, seppure in una modalità diversa dal solito, – ha affermato il presidente dell’ARLeF, Eros Cisilino – assume un significato estremamente importante. Ribadisce il valore della cultura come momento di incontro e di confronto, sottolinea la straordinaria carica di energia e di vitalità propria delle espressioni artistiche contemporanee di tutte le lingue minoritarie. Il Festival è cresciuto tantissimo dal 2009, quando come ARLeF siamo stati i primi a credere nella manifestazione. Se oggi è diventato il più importante Festival europeo del suo genere è perché ha saputo imporsi per la qualità e la ricchezza della proposta, continuando ad esplorare, in particolare, gli universi musicali degli artisti, molti giovanissimi, che fanno della lingua minoritaria il proprio strumento di espressione identitaria».

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LA NUOVA EDIZIONE A entrare più nel dettaglio del programma dell’evento è stato Carlo Puppo che, dopo aver ringraziato tutto lo staff e in particolare il direttore artistico Leo Virgili e il curatore di Suns Friûl Paolo Cantarutti, ha anche chiarito come «la pandemia ci ha obbligato a fare di necessità virtù, ciò nonostante questa versione estiva del festival ci offre l’opportunità di esplorare e proporre al nostro pubblico formule nuove e stimolanti – ha ricordato Puppo -. Quest’anno, per esempio, saremo più presenti sul territorio offrendo scenari suggestivi e, in alcuni casi, carichi di significati simbolici quali il Castello di Udine, la piazza del Comune a Moruzzo o il colle di S. Martino ad Artegna. Oltre alla ricca sezione musicale, l’edizione 2020 offrirà la possibilità di confrontarsi con ospiti di tutto riguardo – da Núria Cadenes a Angelo Floramo, da Joseba Asiron a Sergio Berardo – che ci accompagneranno lungo percorsi affascinanti che attraversano secoli e terre diverse proponendo elementi importanti per capire l’oggi e sognare il domani».

IL CONCERTONE DI SUNS EUROPE IN CASTELLO – In una corsa contro il tempo gli organizzatori hanno infatti deciso di anticipare l’evento di qualche mese. In questo modo sarà possibile per le band esibirsi all’esterno. I posti saranno però limitati, l’ingresso quest’anno sarà gratuito ma con prenotazione obbligatoria sul sito (https://www.sunseurope.com/it/prenotazione). L’organizzazione ha deciso anche di rimandare al 2021 la competizione di Suns Europe, ma sul palco di quello che il pubblico conosce come il “concerto finale” ci saranno sempre proposte musicali di alta qualità, elemento assolutamente imprescindibile. Avremo quindi il Martina Iori Quartet (Ladinia), le Adwaith (Galles), La Basu (Paese Basco), Laura Giavon e Drumlando (Friuli), e Bujumannu & Jumbo from Train To Roots (Sardegna). Tutti si esibiranno in Castello, il 30 agosto dalle 21. In caso di maltempo la carovana del Festival si trasferirà al Teatro Palamostre e purtroppo i posti saranno drasticamente ridotti, garantendo l’ingresso solo alle prime 200 persone che hanno prenotato. Presentatore della serata, per il secondo anno consecutivo, sarà Doro Gjat!. Inoltre, come di consueto, è in programma una diretta radiofonica della serata dalle 21 alle 23, a cura di Mauro Missana e Paolo Cantarutti, di Radio Onde Furlane.

SUNS FRIÛL Un’altra grande novità di questa edizione 2020 è Suns Friûl, vetrina dedicata alle nuove produzioni musicali friulane del momento! L’appuntamento è nel cuore di Udine. Sul palcoscenico in piazza Venerio, sabato 22 agosto, dalle 21, si alterneranno i Corte di Lunas con il loro suggestivo epic folk; i Brût & Madone, rappresentati del metal core friulano; Alvise Nodale, erede della canzone d’autore carnica; i Dissociative TV con un punk rock suonato con batteria e chitarra elettrica; e la band degli Ostajki che unisce Slavia friulana e alta valle dell’Isonzo. Padroni di casa saranno Raffaele Serafini e Serena Fogolini, animatori dell’Osteria letteraria in rete ConteCurte, cui spetterà presentare gli ospiti. Nel pieno rispetto delle regole per il contenimento del Covid i posti saranno limitati. L’ingresso è gratuito ma con prenotazione obbligatoria sul sito (https://www.sunseurope.com/it/prenotazione). Suns Friûl nasce per raccogliere l’eredità dello storico Premi Friûl di Radio Onde Furlane, una “farie” (fucina) che ha scoperto, promosso, prodotto decine di gruppi musicali e autori capaci di rinnovare profondamente la musica friulana dalla metà degli anni ‘90 a oggi. Mitili Flk, Lino Straulino, Arbe Garbe, Loris Vescovo, Carnicats e Doro Gjat, Luna e Un Quarto, Fabian Riz e dj Tubet sono solo alcuni degli artisti che attraverso il Premi Friûl e l’etichetta musicale Musiche Furlane Fuarte hanno dato un contributo importante alla musica, ma più in generale alla creatività artistica in lingua friulana e in definitiva all’intera cultura friulana, soprattutto nelle giovani generazioni. Dopo essersi dedicata negli ultimi anni principalmente all’organizzazione di Suns Europe, Informazione Friulana ha deciso di recuperare lo spirito del Premi Friûl inserendolo in questa nuova cornice. «Proprio la grande risonanza che il festival europeo ha ottenuto, rende quanto mai opportuno riproporre un evento a esso collegato (Suns Friûl), quale vetrina delle migliori produzioni musicali friulane attuali e preziosa riserva di proposte creative per Suns Europe», fanno sapere gli organizzatori.

CINEMA – Ma Suns Europe, si sa, non è solo musica, ma anche cinema e letteratura. Quest’anno in programma ci sarà la pellicola galiziana “O que arde” che sarà proiettata, grazie alla collaborazione con il CEC – Centro Espressioni Cinematografiche, sabato 29 agosto, alle 21.15 ai giardini “Loris Fortuna” (in caso di maltempo: cinema Visionario). Realizzato nel 2019 grazie a una coproduzione internazionale, O que arde (ciò che brucia) è un film drammatico del regista Oliver Laxe girato interamente in galiziano, con sottotitoli in italiano per l’occasione. Vincitore nel 2019 del premio della critica nella sezione “Un Certain Regard” del festival di Cannes e dell’Astor d’oro come miglior film al festival internazionale Mar del Plata, la più importante rassegna cinematografica del Sud America, quest’anno O que arde ha ottenuto riconoscimenti anche ai Premi Gaudí e Goya e in altri festival in giro per il mondo. È diventato il film in galiziano più visto nelle sale cinematografiche.

LETTERATURA – Lo stesso sabato 29 agosto, alle 18.15, alla Libreria Friuli di Udine, è in programma la prima presentazione nello stato italiano di “Guillem” della giornalista Núria Cadenes che dialogherà con Carlo Puppo. Il romanzo racconta la storia di Guillem Agulló i Salvador, assassinato da un gruppo di neofascisti l’11 aprile 1993 a Montanejos (Paese Valenziano). Era un atleta, un antifascista, un indipendentista. Aveva solo 18 anni. È una storia, la sua, che ha segnato una generazione e che ha fatto di Guillem Agulló un simbolo di libertà.

Il secondo appuntamento letterario di Suns Europe è invece in programma lunedì 31 agosto, alle 20.30 in piazza a Moruzzo (in caso di maltempo: Auditorium “Riedo Puppo”). Lo storico basco Joseba Asiron e l’intellettuale friulano Angelo Floramo daranno vita a “Conquista! Storiis resistentis tra Navare e Friûl”, una serata in cui si metteranno a confronto i 600 anni della caduta dello stato patriarchino aquileiese e quella del regno di Navarra nel 1512. Le due vicende non offrono solo la possibilità di ragionare su eventi storici con numerose affinità ma anche sulle conseguenze che hanno comportato per le comunità coinvolte, sul modo in cui la storiografia “ufficiale” ha cercato di depotenziare la natura stessa di quelle vicende e sulla riscoperta di simboli, fatti e protagonisti di quel periodo storico per risvegliare le coscienze. Un percorso attraverso la storia e la memoria per parlare della nostra attualità.

SUNS EUROPE PROSEGUE A SETTEMBRE In quanto agli appuntamenti di settembre si comincerà il 5 a Lavarianocon il concerto di Joana Gomila (Paesi Catalani) che il giorno seguente si sposterà ad Artegna. Il 12 settembre tutti a Pozzuolo del Friuli per un altro concerto, quello di Paxkal Irigoyen (Paese Basco) che il 13 si esibirà a Romans d’Isonzo; il 19 Suns Europe chiuderà a Trava con un evento a metà fra letteratura e musica che vedrà per protagonisti Angelo Floramo e Sergio Berardo (Occitania).

IL FESTIVAL SUNS EUROPE – organizzato annualmente dalla cooperativa Informazione Friulana con il contributo finanziario della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e dell’ARLeF, Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, e con il sostegno del Comune di Udine e dell’Etxepare Euskal Institutua (Paese Basco) – ha goduto fin dalla sua nascita del patrocinio del Consiglio d’Europa e del NPLD, Network to Promote Linguistic Diversity, la rete europea per la promozione della diversità linguistica. Inoltre si avvale della collaborazione di numerosi soggetti pubblici e privati fra cui i Comuni di Artegna, Mortegliano, Moruzzo e Pozzuolo del Friuli, il CEC, Centro Espressioni Cinematografiche, la Società Filarmonica di Pozzuolo del Friuli, e le associazioni Amici del teatro e Cocul. Suns Europe ha il merito di trasformare la città di Udine in un crocevia di culture, lingue e artisti, creando contaminazione e confronto, dando spazio a una produzione artistica di assoluto valore.

Tutto il programma e le info sono su www.sunseurope.com e sulla pagina Facebook | Instagram |