DAL 18 AL 22 SETTEMBRE 2019 PORDENONELEGGE.IT, FESTA DEL LIBRO CON GLI AUTORI

Dal 18 al 22 settembre 2019 si rinnova l’appuntamento con pordenonelegge, la Festa del Libro con gli Autori: è la ventesima edizione di una tra le più attese manifestazioni dell’agenda culturale italiana. Un traguardo importante che ci fa pensare di aver lavorato per un buon fine. Come sempre pordenonelegge cercherà di raccontare, attraverso i libri, il mondo che si agita intorno a noi, a volte con rabbia a volte con una bellezza stupefacente. E’ questa infatti da sempre la missione del festival: raccontare il mondo, sentire le sue voci, orientare in una realtà a volte sfuggente se non incomprensibile, con l’idea di fondo che i libri siano il luogo  dove il sapere si stratifica e si intreccia. Pordenonelegge diventa il luogo di un confronto ampio,  vario e senza pregiudiziali: dalla saggistica, all’economia, al linguaggio pop, alle contaminazioni  fra musica teatro e letteratura. Un’ultima avvertenza: così come il mondo non si riduce a un  unico pensiero, anche il festival avrà diversi percorsi possibili, linee che possono incrociarsi  oppure non incontrarsi mai; e quindi i lettori che affolleranno le strade di Pordenone, dovranno cercare nella ricca offerta del programma quel particolare viaggio di dialoghi, incontri e discorsi  che formerà l’unico itinerario della propria immaginazione: la “loro” pordenonelegge.  La prima notizia è il conferimento a Svetlana Aleksievi del Premio Crédit Agricole FriulAdria La storia in un romanzo, promosso da Crédit Agricole FriulAdria per aver  raccontato, con partecipazione e sincerità, il dramma corale di vittime e carnefici della Grande Utopia comunista. Sullo sfondo della tragedia collettiva legata al crollo dell’Unione Sovietica e della problematica nascita di una nuova Russia, Aleksievič ha raccolto le storie di contadini,  operai, studenti, intellettuali, nonché dimenticati eroi che non hanno saputo rassegnarsi al  tramonto del sole dell’avvenire. Con una particolare attenzione all’epopea delle donne, Aleksievič ci ha fornito uno spaccato della tramontata civiltà comunista, resa viva dal potente  dono della scrittura, che permette all’autrice di rendere vibranti e universali le testimonianze  raccolte.
Anche quest’anno a pordenonelegge.it ci saranno grandi nomi della letteratura italiana e  internazionale, con un programma che unisce firme consacrate a scrittori esordienti. Innanzitutto, a inaugurare ufficialmente il festival sarà una serata dedicata a un grande amico    di pordenonelegge e della città, lo scrittore Javier Cercas, che ci parlerà della sua vocazione  letteraria e dei romanzi che la hanno alimentata. Michela Marzano ci porterà invece dentro una storia dove narrazione e memoria incontrano gli affetti di famiglia; un sortilegio famigliare che conduce alla paura e al sospetto verso ogni forma di desiderio sarà invece protagonista del romanzo di Nadia Terranova. Pietro Spirito esplorerà il fondo del mare, seguendo le tracce lasciate dall’uomo nel corso dei secoli. Giaime Alonge ci condurrà dentro un thriller storico,  che affonda nelle colpe e nelle connivenze col nazismo. Tinte gialle o di spy story anche per i  romanzi di Andrea Purgatori, ambientato in una Europa piena di intrighi; di Ottavia Casagrande, che racconta, con ritmi alla James Bond, la figura di Raimondo Lanza di Trabia; di Ilaria Tuti con il secondo romanzo dedicato alla sua detective, Teresa Battaglia; e di  Giovanni Zanolin, che indaga la misteriosa struttura di potere che governa un pezzo di  Nordest. La storia recente sarà protagonista dei libri di Giovanni Pacchiano e di  Massimiliano Santarossa, mentre Stefania Auci ci porterà più lontano, nella Sicilia  dell’Ottocento sulle tracce della famiglia Florio. Ambientato nei primi mesi del 1907, nel Monastero di San Lazzaro degli Armeni a Venezia, l’esordio di Emanuele Termini. Giallo anche per Annalisa Strada che presta la sua voce ironica a Clotilde Grossi, la sua protagonista investigatrice. Intelligentemente divertente è l’ultimo romanzo di Piersandro Pallavicini, che si prende gioco delle futilità e dei narcisismi dell’ambiente letterario. Mentre  Cinzia Leone proporrà un romanzo che, nella gioia della narrazione, rifletterà sull’identità e sulla tolleranza. Giovanni Grasso ci porterà in Germania, negli anni Trenta, per una storia d’amore e ingiustizia sull’importanza di decidere da che parte stare. Corde che riguardano invece da vicino i nostri tempi saranno quelle toccate da Enrico Galiano, attento osservatore di sentimenti e emozioni contemporanei; da Eraldo Affinati che traccerà le relazioni tra educare e vivere; da Ginevra Lamberti con uno spensierato libro sulla morte; da Francesco Mandelli, sui nuovi padri; da Concita De Gregorio con un perturbante romanzo sul potere; da Mauro Covacich che continua a specchiarsi fisicamente e moralmente in sé stesso e nei
tempi in cui vive; da Aldo Cazzullo che insieme con Fabrizio Roncone ha scritto un mistery ambientato nella Roma contemporanea; e infine da Chiara Valerio con un vorticante apologo sulla necessità delle ferite quotidiane. Michela Murgia racconterà invece dieci storie di donne anticonformiste, scomode, spesso antipatiche, talentuosissime; e Loreta Minutilli, attraverso la figura di Elena di Sparta, rivendicherà il dritto di tutte le donne di esprimersi non rimanendo imprigionate nel proprio corpo. Francesco Piccolo spiegherà invece come è la formazione di un qualsiasi maschio contemporaneo. Valerio Massimo Manfredi si soffermerà sul sentimento italiano, vita storia e natura di un popolo inimitabile. Michele Zisa racconterà la parabola di un probabile destino del mondo. Matteo Codignola sarà invece il biografo delle vite di grandi tennisti del passato, Fulvio Ervas si soffermerà su una figura importante ma spesso dimenticata nella vita famigliare, il nonno, mentre Piero Vigutto ci porterà nella   seconda guerra mondiale tra amore, avventura, amicizia.

Pordenonelegge si caratterizza anche per i suoi dialoghi inediti, un modo a volte  sorprendente per scoprire aspetti nuovi di un libro, attraverso la vicinanza o il contrasto fra gli interlocutori. Dialogo straordinario, su crimini e criminali, sarà quello fra due re del noir, Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo. Il mondo contemporaneo visto sia nel lavoro che nella famiglia, tra segreti e affetti misconosciuti, sarà al centro delle conversazioni fra Eleonora Molisani e Francesco Musolino, caratterizzata da forte taglio sociale e esistenziale; tra Simona Sparaco e Loredana Lipperini, per l’aspetto affettivo e magico; e tra Fabio Geda e Romana Petri, più concentrati su quello che in famiglia non si dice e sugli errori commessi nel passato. Marco Missiroli e Marino Niola dialogheranno sul tema della seduzione, mentre Emanuele Trevi e Alessandro Zaccuri sulle intersezioni tra vita e letteratura. In modo simile, tra letteratura e esperienza, Davide Barilli e Massimo Onofri si chiederanno quanto in ognuno di noi si può definire un’isola. Invece Lorenzo Pavolini e Romolo Bugaro si interrogheranno sull’influenza del passato generazionale sulla vita quotidiana. Giovani che cercano un futuro e una dimensione più autentica di vita saranno i protagonisti del dialogo fra Paolo Valentino e Maura Maioli. Cuori fanatici, amicizia e rapporti epifanici per la conversazione fra Edoardo Albinati e Valeria Parrella. Tra sentimenti e leggerezza si svolgerà il dialogo fra Lorenzo Marone e Cristina Caboni, mentre  Mirella Serri e Zita Dazzi ci porteranno a conoscere storie di resistenza e libertà. Maria Pia De Conto e Stefano Zangrando dialogheranno su Berlino e il crollo del muro. Massimo  Rizzante, Sylvie Richterova e Bozidar Stanisic parleranno dell’esilio ieri e oggi, tra romanzo e saggio. Francesco Pecoraro e Domenico De Masi, da due punti di vista diversi,ci porteranno a conoscere meglio una città al centro di grandi amori e grandi polemiche: Roma. Infine Mauro Corona e Matteo Righetto racconteranno la montagna attraverso una serie di parole che racchiudono un mondo: da Alba a Zuppa.
Molto spazio sarà anche riservato alla critica, o alla riflessione sulla letteratura. Lorenzo  Tomasin, insieme a Giuseppe Patota, sottolineerà la natura linguistica della stessa nozione di storia. Serena Vitale ci parlerà di un piccolo capolavoro della letteratura russa, Sonecka di Marina Cvetaeva, mentre i Classici contro Alberto Camerotto, Marcella Farioli, Alessandro Iannucci e Massimo Manca si chiederanno come diventare cittadini Europei. Dedicati a Dante e curati da Alberto Casadei, saranno il dialogo fra Chiara Valerio e Alberto Giuliani su infinito e immortalità nell’opera del grande poeta fiorentino e l’incontro con Domenico De Martino sulle parole che Dante ha usato o addirittura inventato. Marco Balzano e Leonardo. Luccone dialogheranno intorno all’importanza delle parole e al punteggiare rapido e  accorto. Giulio Mozzi metterà in pratica il suo recente Oracolo manuale attraverso il colloquio con aspiranti scrittori. Filippo La Porta parlerà invece di un grande critico, Nicola Chiaromonte; mentre Mauro Novelli ci farà viaggiare nelle case dei grandi scrittori italiani. Infine Federico Faloppa ci porterà la sua esperienza in un campo affascinante per natura, quello dell’indicibile varietà linguistica delle popolazioni umane.
Continua poi anche quest’anno la preziosa collaborazione tra pordenonelegge e il Premio Campiello Letteratura.  Nella serata di apertura sarà presente il vincitore della 57^ edizione del Premio Campiello e un secondo appuntamento sarà invece dedicato al Campiello Giovani, con la partecipazione dei cinque giovanissimi finalisti e di un testimonial d’eccezione. Nuova sarà la presentazione del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, ponendo in rilievo la sua attenzione per la natura e l’ambiente. Non mancherà l’appuntamento dedicato al Premio  Scrivere per Amore, che ampia quest’anno i suoi orizzonti. Infine la felice collaborazione con il Premio Hemingway di Lignano Sabbiadoro avrà un incontro dedicato.
Di straordinaria rilevanza è anche la presenza di autori stranieri, perché pordenonelegge da sempre vuole essere un ingranaggio di trasmissione della conoscenza, e aprire finestre sulle realtà più lontane e significative del pianeta. Oltre al già citato Cercas, altri due grandi scrittori  verranno dalla penisola iberica, Manuel Vilas, autore del romanzo rivelazione dell’anno, n’autobiografia dolente e sincera, e Ildefonso Falcones, dai folgoranti e documentatissimi romanzi storici. Graditissimo è il ritorno di uno dei più amati scrittori al mondo, l’israeliano David Grossman, che parlerà dei rapporti tra letteratura e vita. Quattro tra i migliori giallisti a livello internazionale, saranno protagonisti di altrettanti incontri: i tedeschi Wulf Dorn e Simone Buchholz, l’inglese Stuart Turton, e la canadese Andrée A. Michaud, con le loro  storie piene di mistero, enigmi e umanità. Noir anche per Tahar Ben Jelloun che ha creato un personaggio capace di commettere crimini perfetti come quelli del cinema, in una spirale inquietante di bisogno e violenza; e per Sara Shepard che, dopo lo straordinario successo  internazionale di Pretty Little Liars, torna in libreria con un nuovo romanzo carico di suspense e  mistero. L’autrice francese Marie-Aude Murail ci consegna un’indagine profonda dell’animo  umano e dei tempi complessi in cui viviamo, affrontandoli senza tabù e con straordinaria sensibilità. L’irlandese Peter Cunningham ci porterà a conoscere il suo ultimo libro, un’opera  potente e sensuale, con scene di guerra brillantemente evocate. Stéphanie Hochet ci condurrà invece sulle tracce del Minotauro, per una sapiente e ironica rivisitazione del mito. Mentre l’olandese Jan Brokken comporrà l’incalzante ritratto di un eroe visionario con il fascino di un Fitzcarraldo, colto e selvatico, passionale e misantropo. Imre Oravecz e David Szalay ci proporranno il primo un romanzo in versi che racconta in 99 istantanee la storia di un amore, e il secondo dodici racconti tenuti insieme dal tema del volo, del viaggio, dell’aria.  Dall’est europeo anche la macedone Rumena Buzharovska, con le sue storie di mariti raccontate dalle donne della loro vita, e la slovena Bronja Zakelj. Mentre Timur Vermes,  autore di Lui è tornato, immaginerà l’Europa e in particolare la Germania alle prese con politiche sociali che devono fronteggiare ondate di immigrati. Long Litt Woon, antropologa e  scrittrice norvegese di origini malesi, con un libro molto particolare ci parlerà di elaborazione del lutto e di funghi. Nordica è anche Hanne Ørstavik che spiegherà quale distanza c’è, non solo tra le persone, ma anche tra ogni persona e sé stessa. Mentre Saskia Vogel, americana che vive a Berlino, debutterà con un romanzo profondamente femminista che racconta la  solitudine e il potere. Daniel Saldaña Parìs offrirà uno sguardo sul Messico e sull’America latina. Concludiamo con lo scrittore ucraino Aleksej Nikitin che ci farà a conoscere, con ironia e profondità, la Kiev sovietica degli anni Ottanta.
Non sempre i libri hanno una vocazione verso la fiction. Spesso cerchiamo tra le pagine un senso e un orientamento rispetto a ciò che succede nel nostro tempo. Cospicua a pordenonelegge la presenza di alcuni dei più noti giornalisti italiani: innanzitutto Bruno Vespa, che nei cinquant’anni dall’allunaggio racconterà, da cronista d’eccellenza, questa straordinaria avventura. Beppe Severgnini e Mario Calabresi, in due diversi incontri, ripercorreranno le loro vite a stretto contatto con le notizie, mentre Federico Rampini acconterà i paesi e i continenti in cui ha vissuto, nella sua vita da nomade globale. Carlo Verdelli ci spiegherà come il problema dell’informazione si conferma essere più che mai cruciale per la nostra democrazia. Ferruccio De Bortoli proporrà una serie di appunti per una riscossa civica, con la convinzione che il nostro paese si salverà. Enzo Risso discuterà della fine delle grandi ideologie alle nuove identità politiche. Intorno all’Europa dialogheranno Renato Mannheimer e Giorgio Pacifici, mentre un altro sondaggista Nando Pagnoncelli ci parlerà di tutte le percezioni sfasate che abbiamo sull’Italia. Più lontano – sulle rotte della via della Seta – ci porteranno invece gli incontri con Alessandro Giraudo, con Antonio Selvatici e il dialogo fra Matteo Bressan e Domitilla Savignoni, un focus per conoscere e approfondire storia, insidie e possibilità di un grande paese come la Cina. Padre Agbonkhianmeghe Orobator, con le sue confessioni di un animista, ha scritto un brillante saggio teologico sul rapporto tra cristianesimo e animismo in Africa; e Ziauddin Yousafzai,  padre di Malala Yousafzai presenterà in anteprima il saggio dal titolo Lasciatela volare.  Emanuele Bompan e Riccardo Pravettoni, delineeranno invece un Atlante dell’acqua. Le esperienze personali, famigliari e sportive, saranno al centro di altrettanti incontri con Jacopo Fo e Dan Peterson. Grandi avventure umane saranno raccontate anche da Arrigo Sacchi, innovatore del calcio moderno, in dialogo con Luigi Garlando, e da Jan Slangen,
comandante delle Frecce tricolori. Marino Bartoletti parlerà del prato del calcio, luogo in cui nascono solide amicizie, per insegnare a grandi e piccoli qual è il vero valore dello sport. La scuola, tra presente e futuro, tra pratiche quotidiane e concrete prospettive di vita, sarà protagonista degli incontri con Daniele Grassucci su cosa succede dopo il ciclo di studi; con Mariapia Veladiano, sulle parole della scuola; e con Giovanni Ciot, che propone un ironico vademecum per sopravvivere in un mondo scolastico alla deriva. Di giovani, Europa, lavoro e futuro tratterà il dialogo tra Edoardo Vigna e Fabio Filocamo. Massimo Cirri e Andrea Segrè cercheranno invece di spiegare come si possono evitare gli sprechi per rendere la nostra vita più felice ed economica, mentre Michele Maio ci dirà perché il cancro ha già perso, e Francesco Cannadoro racconterà la lotta di un padre contro la malattia degenerativa e sconosciuta del figlio. Angelo Floramo si soffermerà sulla sensualità del libro, piccole erranze sensoriali tra manoscritti e libri antichi. Tragico e molto legato al tempo in cui viviamo il tema del saggio di Cristina Cattaneo che cerca di dare un nome ai naufraghi senza volto, alle vittime del Mediterraneo. Sempre il Mediterraneo al centro dell’incontro con Amedeo Feniello e  Alessandro Vanoli che tenteranno di raccontarne la storia in venti oggetti. Emanuela Iacchia ci parlerà invece di un problema diffuso ma spesso sconosciuto, il mutismo selettivo, mentre Fabrizio Barca si soffermerà su disuguaglianze e disagi sociali con lo scopo di abitare di nuovo l’Italia, e Fabio Chiusi ci condurrà in viaggio dentro un mondo in cui i confini fra virtuale e reale tendono a sovrapporsi. Viaggio, ma questo volta molto reale, anche per Luigi Nacci, che ormai da anni fa del camminare una filosofia di vita. Filippo Boni parlerà invece dell’ultimo soldato di Cefalonia, Bruno Bertoldi. Susanna Tartaro, autrice e curatrice radiofonica, entrerà nel vivo di uno dei mezzi di comunicazione più affascinanti, la radio, appunto. Anna Linda Callow si addentrerà nella lingua che visse due volte, l’ebraico. Irene Soave ci parlerà invece di un divertente Galateo per ragazze da marito. Marianna Maiorino spiegherà la sinestesia, fra arte scienza e esoterismo. Fulvio Comin racconterà la storia della nostra città, Pordenone, mentre Francesco Boni de Nobili parlerà dello stemmario di Pordenone. Giuseppe Ragogna si occuperà di come le famiglie possono rinascere, salvate dalla forza di riscatto dei bambini in affido. Monsignor Bruno Fabio Pighin e don Renato De Zan discuteranno delle nuove scoperte sulla storica figura del cardinale Celso Costantini.
Mentre Paolo Medeossi ci farà conoscere il Sessantotto friulano e dintorni. Infine Romano Vecchiet, Sara Palluello, Luigi Cantamessa e Giuseppe Morandini dialogheranno intorno alla pedemontana Gemona Sacile e cioè sul romanticismo del viaggio in treno. Molto vicino al tema anche Giuseppe Nogarino che si soffermerà sulle tre ferrovie di Pordenone. Ritorna al festival il Premio di Giornalismo Sportivo Libertas FVG, aperto a tutti i ragazzi delle scuole del FVG, in un incontro con Bruno Pizzul, Manuela Di Centa, Tino Zava, Antonio Simeoli, Alessandro Talotti, Michela Carli, Mauro Baron e Pierpaolo Simonato.
La montagna e il rapporto con la natura sono sempre temi privilegiati di pordenonelegge, e anche quest’anno saranno sviluppati con ospiti di eccezione: Alessandro Boscarino ci farà conoscere la storia della montagna impossibile, il K2; Paolo Ascenzi e Alessandro Gogna getteranno luce nuova sul fenomeno dell’alpinismo senza-guida; Leonardo Bizzaro spiegherà come anche i gialli si possono ambientare in alta quota; e infine Alex Cittadella proporrà una breve storia delle Alpi tra clima e meteorologia. Questi incontri sono curati da Luca Calzolari e Roberto Mantovani. Ripercorrendo le montagne della sua vita, Massimiliano Ossini, racconterà l’amore e l’amicizia, le gioie della famiglia e il miracolo della paternità. Daniele Zovi invece ci porterà in giro per l’Italia selvatica: con storie di orsi, lupi e cinghiali. Gabriele Centazzo, Salvatore Giannella, David Monacchi, e Richard Samson Odingo affronteranno un tema di profonda suggestione: il progetto di creare un’arca immateriale che custodisca i suoni del mondo naturale. Giuseppe Barbera farà un viaggio tra gli alberi da frutto del Mediterraneo, tra scienza e letteratura, mentre Pierluigi Rossi, insieme a Patrizio Roversi, spiegherà che dobbiamo passare dal calcolo delle calorie giornaliere ad una alimentazione sempre più attenta e consapevole.
Tra arte e letteratura gli intrecci sono molteplici e pordenonelegge li racconterà. Innanzitutto il critico Flavio Caroli proporrà un elogio della modernità pittorica da Turner a Picasso. Ferdinando Scianna racconterà la sua fotografia, fatta di istanti e luoghi. Mentre Manlio Brusatin ci parlerà del cappello di Leonardo, e cioè comporrà una storia sulla forma delle immagini. Un grande artista, Bernardino Luino, insieme con il critico Roberto Cresti ricostruiranno alcune vicende dell’arte dell’ultimo Novecento attraverso la testimonianza dello stesso Luino. Mentre Luigi Molinis racconterà gli aneddoti e le passioni della sua vita da architetto. A contorno della mostra fotografica Cape Town, la seconda città, Letterio Scopelliti, Davide De Blasi e Cécile Kashetu Kyenge parleranno del Sudafrica senza  Mandela. Giovanni Callegari e Andrea Simionato illustreranno il fondo fotografico di GioBatta Sina. Alcuni incontri sono poi riservati al fumetto: Davide Toffolo, in dialogo con Alessandro Baronciani, parlerà di venti anni di graphic novel in Italia; Igort del suo nuovo libro Kokoro, il suono nascosto delle cose; Roberto Battestini proporrà una storia per immagini dove cronaca nera e cronaca familiare si fondono e arrivano al cuore. A pordenonelegge anche l’importante illustratrice francese Rebecca Dautremer, con la storia di Jacominus Gainsborough. E il regista Ferdinando Vicentini Organi, che ha scritto invece 12 racconti corredati da altrettanti frammenti di arte contemporanea. Infine Luca Crovi, accompagnato dalle spettacolari illustrazioni di Paolo Barbieri, dipingerà una Milano   fantastica e misteriosa, magica e persino steampunk.
Anche quest’anno, pordenonelegge proporrà una serie di incontri sul tema dell’economia legata all’etica e all’innovazione. Innanzitutto, Stefano Zamagni, ci parlerà di  cooperazione di come possa essere spiegata ai millennials. Zamagni sarà anche protagonista di un dialogo con Luigino Bruni, dedicato all’economia civile, e in sostanza al bisogno sentito socialmente di contemperare le regole economiche con le esigenze di un nuovo umanesimo. Anche Jacopo Sforzi e Pier Angelo Mori spiegheranno come funzionano le imprese di comunità e quali sono i loro tratti fondanti. Mentre Antonio Calabrò traccerà le forme di una impresa riformista, con un sistema di valori d’innovazione positiva, attenzione ambientale, solidarietà, responsabilità sociale. Infine Stefano Miani e Riccardo Viale si occuperanno di “finanza comportamentale”.
Di straordinario spessore sarà la qualità degli incontri dedicati alla storia, alla scienza e alla filosofia. Innanzitutto, di assoluto interesse sarà il dialogo fra due forti personalità della cultura italiana Alberto Asor Rosa e Massimo Cacciari, intorno a Machiavelli e all’inquietudine dell’umanesimo. Mentre un grande storico, Carlo Ginzburg, proporrà un inatteso accostamento fra lo stesso Machiavelli e Pascal. Corrado Augias leggerà i vangeli come fossero romanzi, mentre Ilaria Simeone ci spiegherà come funzionava la macchina della giustizia che condannava le streghe nel secolo della rivoluzione scientifica. Altrettanto interessanti saranno i dialoghi fra Luciano Mecacci e Luciano Canfora, su una tragedia dimenticata della recente storia russa; fra Elisabetta Moro e Nadia Fusini, sulla forza ancora attuale del mito, e fra Jacques Rupnik e Guido Crainz sulle due Europe dopo il crollo del comunismo. Luciano Canfora sarà protagonista anche di un incontro dedicato a Concetto Marchesi e il comunismo italiano. Alain Touraine sosterrà un elogio della modernità; di altro avviso sarà la provocatoria lezione di Armand Farrachi che si chiederà e ci chiederà perché stiamo diventando sempre più stupidi. Ivano Dionigi ci esorterà a osare di sapere, contro la paura e l’ignoranza. Attraverso lo studio di personalità esemplari, Riccardo Calimani cercherà di spiegare ai non ebrei cosa significa essere ebrei, mentre Mauro Magatti ci parlerà della sfida cattolica e cioè del cristianesimo del futuro. Tre incontri saranno poi dedicati all’amore. Eva Cantarella si soffermerà sull’amore come era percepito dagli antichi, per capire che un sentimento che sembra sempre uguale, in realtà nasconde visioni profondamente diverse.
Massimo Recalcati terrà una lezione su il destino dell’amore, chiedendosi quali siano i margini di verità nella promessa degli amanti. La pressante domanda sul perché l’amore finisce, sarà invece al centro del dialogo fra Paolo Crepet e Alessandra Arachi. Giulio Giorello e Pietro Greco porranno in evidenza lo stretto rapporto tra sviluppo economico, politico e culturale e investimento nei saperi scientifici. Fritjof Capra, prendendo le mosse da Leonardo Da Vinci, spiegherà che l’universo è una fitta rete di relazioni e che le piante sono il modello più straordinario di rete che si possa studiare. Francesca Rossi ci  illustrerà le novità e i pericoli di uno dei temi più caldi del presente, l’intelligenza artificiale. Anche il matematico Marcus Du Sautoy, maestro riconosciuto della divulgazione, dipanerà il
mistero della creatività umana, attraverso le ultime frontiere dell’intelligenza artificiale. Patrizia Caraveo, tra scienza e storia, ripercorrerà la grande impresa che ha portato l’uomo sulla luna. Amedeo Balbi ci aiuterà a capire l’avventura scientifica che ha spinto l’uomo a
conoscere e a teorizzare l’universo. Mentre Giacomo Rizzolatti e Corrado Sinigaglia spiegheranno che, grazie ai neuroni specchio, quello di cui facciamo esperienza quando  osserviamo gli altri agire non è poi così diverso da quello di cui facciamo esperienza quando agiamo in prima persona. Andrea Moro racconterà le vicende di lingue barbariche e di idiomi ritenuti superiori, per scoprire che conoscere meglio come parliamo può insegnarci molto su chi siamo.  Don Luciano Padovese spiegherà come vita serena non dipende mai da grandi eventi, ma dall’impegno di rendere straordinario ogni momento ordinario della propria esistenza. Matteo  Venier terrà una lezione sulle Opere edite e inedite di un umanista europeo, Iacopo di Porcia. Mentre Fabiana Martini, Fabiana Nascimben, Francesco Stoppa e Laura Lionetti
parleranno della città delle donne, quando la paura dell’altro genera violenza. Beatrice Bonato, Francesca Scaramuzza, Mauro Magatti e Massimo De Bortoli approfondiranno questioni filosofiche e antropologiche: la reciprocità, il riconoscimento, il dispendio e il sacrificio, l’economia del soggetto in rapporto alla verità. Infine Raoul Kirchmayr si interrogherà intorno all’esperienza del vedere che porta a ripensare non solo il che cosa si vede ma anche il chi vede.
Anche quest’anno, importante sarà la collaborazione con l’Enciclopedia Treccani, sui temi della formazione e dell’autoformazione basata sulla conoscenza. Il lavoro dell’Enciclopedia Treccani continua quindi con il suo progetto formativo, Treccani libreria, di cui proponiamo alcuni importanti esiti. Innanzitutto Giuliano Amato proporrà una lectio magistralis dal titolo
Davanti a noi l’Europa di Spinelli; Telmo Pievani presenterà Evoluzione culturale di Luigi Luca Cavalli-Sforza. E infine verrà presentata la rivista quadrimestrale Enciclopedia Italiana edita da Treccani, a cura di Emma Giammattei e Vincenzo Trione. Anche per questa edizione 2019 grande spazio occupa la poesia, un vero e proprio “festival  nel festival” che non ha paragoni in Italia per qualità degli autori e ricchezza delle proposte, tanto che pordenonelegge è uno degli appuntamenti più attesi a apprezzati dai poeti e dagli appassionati di poesia.
Innanzitutto va ricordato il lavoro editoriale di pordenonelegge in collaborazione con l’editore  LietoColle, nelle due versioni cartaceo e e-book, e in autonomia solo in versione e-book. Per tale risultato, oltre a Michelangelo Camelliti, che è l’editore LietoColle, si riconoscono i
contributi di Augusto Pivanti, valido sostegno per le “Gialle”, e di Roberto Cescon. In particolare per il sesto anno ritorna “La Gialla” con le cinque nuove proposte del 2019, Fabio Prestifilippo, Francesca Ippoliti, Francesca Santucci, Francesco Maria Tipaldi e Francesco Tripaldi, presentati da Augusto Pivanti e Roberto Cescon: sono opere che offrono esordi o consolidano voci poetiche già note, riunite in una comune intenzione, che è ancora una volta quella di ascoltare voci sincere e di “dare credito alla poesia”. Inoltre per il quarto anno la “Gialla Oro” consacra il nuovo spazio editoriale con cinque autori di grande rilievo nel panorama nazionale e internazionale, Kate Clanchy, Maël Guesdon, Tiziana Cera Rosco, Ivan Crico, Giovanna Rosadini e Paolo Maccari, presentati da Michelangelo Camelliti e Gian Mario Villalta. È la risposta alla richiesta di una partecipazione più ampia e condivisa che nasce nei luoghi dove la scrittura poetica trova una sua casa. Là dove non osano i grandi editori, pordenonelegge si prende la responsabilità di puntare su una poesia che rinnova voce e tematiche della grande poesia straniera. Oltre a tutto questo, due grandi poeti saranno ospiti del festival, il gallese Patrick McGuinness, presentato da Giorgia Sensi, e il turco Metin Cengiz, presentato da Laura Garavaglia. Il luogo privilegiato degli incontri di poesia sarà ancora a Palazzo Gregoris la seguitissima Libreria della Poesia – realizzata in collaborazione con Librerie Coop – che per il terzo anno di seguito ha riscosso un notevole successo non solo a Pordenone, ma anche al Salone Internazionale del Libro di Torino, dove ormai da anni pordenonelegge propone diversi importanti appuntamenti poetici sotto l’egida della Regione Friuli Venezia Giulia. Moltissimi gli
incontri che si succederanno presso la Libreria della poesia, a cominciare da giovedì 20 settembre alle 16.00 con Domenico Cipriano e Gianluca D’Andrea, che dialogheranno sul fare poetico nel nostro tempo e il confronto con la tradizione novecentesca. Milo De Angelis,
con Lorenzo Chiuchiù, presenterà Poesia e destino, una delle opere di poetica più significative degli ultimi decenni, di recente ristampato: un’occasione per chiedere a sé stesso quanto di quelle istanze ancora sopravvive. Sempre De Angelis terrà una lezione sul De rerum natura di Lucrezio, di cui ha tradotto alcuni frammenti, con letture di Viviana Nicodemo. Massimo Raffaeli dialogherà sulla letteratura francese e europea con Tommaso Giartosio, proponendo un punto di vista finissimo ed eccentrico, frutto di un lavoro ventennale. Uno sguardo particolare sarà dedicato alla poesia romantica con il Meridiano dedicato all’opera di Keats, curato da Nadia Fusini, e quello dedicato a Hölderlin, ad opera di Luigi Reitani, in un incontro con Maria Carolina Foi e le letture di Tommaso Ragno. Sabato 21 settembre
Stefano Dal Bianco e Alberto Bertoni dialogheranno sulle direzioni della poesia contemporanea a partire dai loro ultimi libri e sotto la Loggia del Municipio ci sarà un omaggio all’opera di Fabio Pusterla con la proiezione del trailer del documentario realizzato da
Francesco Ferri. Due incontri sulla rinnovata lettura di due grandi poeti della modernità, Montale e Leopardi: Ida Campeggiani e Niccolò Scaffai presenteranno l’edizione critica da loro curata de La bufera e altro, mentre Davide Rondoni, che dallo scorso anno promuove
suggestive iniziative sul poeta di Recanati, in occasione del bicentenario dell’Infinito, con la sua intelligente capacità seduttiva darà una personale lettura di questo autore.
Novità di quest’anno è I poeti di vent’anni. Premio Pordenonelegge Poesia, con il quale pordenonelegge rinnova un’attenzione già consolidata per la poesia, che nel tempo ha saputo sia porre questioni sull’orizzonte di un genere che muta pelle tra le generazioni, sia coinvolgere chi scrive e legge poesia in iniziative di rilievo. In questo caso pordenonelegge continua con immutata passione a cercare il fare poetico che si rinnova, dedicando il premio ai nati dall’1 gennaio 1989 al 31 dicembre 1998. Il vincitore verrà proclamato tra una terna di finalisti, scelti entro il 31 luglio dalla giuria, composta da Roberto Cescon, Azzurra D’Agostino, Tommaso Di Dio, Massimo Gezzi e Franca Mancinelli. L’attenzione di pordenonelegge per i giovani si rivolge inoltre alle scuole superiori con due workshop per il biennio condotti dalla poetessa Isabella Leardini, che spesso ha guidato con successo queste interessanti esperienze. Tra le molte proposte su singole opere uscite nel corso dell’anno o di fresca edizione a settembre, ci saranno: Giardino della gioia di Maria Grazia Calandrone, Sindrome del distacco e tregua di Maurizio Cucchi, Il conoscente di Umberto Fiori, L’alea di Laura Pugno, Belluno di Patrizia Valduga, Alter di Christian Sinicco, Residence cielo di Stefano Simoncelli, Come sarei felice di Tommaso Giartosio, Calende di Elia Malagò. Franco
Buffoni presenterà il XIV Quaderno italiano di poesia contemporanea con Pietro Cardelli, Carmen Gallo, Maddalena Lotter e Giovanna Cristina Vivinetto, mentre verranno ancora proposte le nuove plaquettes della collana A27 di Amos Edizioni con  Stefano Raimondi e Marco Villa, presentati da Sebastiano Gatto, Maddalena Lotter e Giovanni Turra. Vincenzo Bagnoli, Vito Bonito, Fabrizio Lombardo, Vittoriano Masciullo, Marilena Renda, insieme a Giorgia Sensi e Jenny Mitchell, presenteranno l’ultimo numero della rivista Versodove, che da più di vent’anni si occupa di letteratura e delle sue contaminazioni con altre arti. Non poteva mancare a pordenonelegge l’attenzione per la poesia nelle lingue minori, a cominciare dalla presenza del rinnovato Premio Giuseppe Malattia della Vallata e del Premio Pierluigi Cappello con Roberto Piumini e Emilio Rentocchini, e il vincitore del premio Malattia. Presenta Christian Sinicco; commento musicale di Erika e Gianni Fassetta. Giovedì 19 settembre sotto la Loggia del Municipio ci saranno due appuntamenti dedicati alla poesia di Federico Tavan: una intensa lettura di Alessandro Mezzena Lona e un dialogo tra Mauro Corona, Pier Gaspardo, Federica Guerra e Viviana Piccolo ci restituiranno lo stupito stare nel mondo di questo autore così desideroso di vita. E come dimenticare le letture poetiche, a cominciare dai due incontri di mercoledì 18 sui Nuovi libri di poesia con Maurizio Benedetti, Fabio Franzin, Ferruccio Giaccherini, Andrea Longega, Luigi Natale, Claudio Pasi, Francesca Piovesan e Lino Roncali, fino alle classiche letture serali di venerdì 20 e domenica 22 alle 21 sotto la Loggia del Municipio con Franco Buffoni, Pietro Cardelli, Valentina Colonna, Maurizio Cucchi, Milo De Angelis, Umberto Fiori, Carmen Gallo, Tommaso Giartosio, Cristiano Poletti, Fabio Pusterla, Stefano Simoncelli e Giovanna Cristina Vivinetto. Nella Libreria della Poesia domenica 22, per tutto l’arco della giornata, sarà presente La tua voce poetica, uno spazio dove chiunque potrà leggere una poesia e visualizzare la propria voce in un grafico. Si immagini per segnalibro, o come salvaschermo del cellulare, un po’ per scherzo o molto sul serio, il disegno che l’Infinito di Leopardi ha prodotto con la propria voce.
L’iniziativa, ideata da Valentina Colonna con il supporto di Mikka Petris, fa parte di VIP – Voices of Italian Poets, un archivio sonoro, accessibile a tutti, che raccoglie le letture originali degli autori del Novecento e quelle di testi editi e inediti di poeti contemporanei.
Parte quest’anno un nuovo progetto 7 parole per i prossimi vent’anni, che si fonda su una idea semplice quanto autentica: pordenonelegge per venti anni ha giocato intorno alle parole, proponendole, raccontandole, eludendole a volte, lasciando che sedimentassero nella coscienza di chi seguiva gli incontri. Queste parole sono diventate come costellazioni piene di significato  che ci hanno accompagnato, permettendoci di capire meglio il mondo in cui viviamo, o dandoci un concreto orientamento per le scelte di vita quotidiane. Cosa di meglio allora, per festeggiare  i venti anni, che fare il punto sulle parole che ci hanno fornito le chiavi del presente, e provare
a immaginare quali saranno le parole che decreteranno il nostro futuro. Sessualità, paura, musica, razza, mito, amicizia e bellezza saranno le sette parole che troveranno come interpreti, con dialoghi e lezioni magistrali, Antonia Arslan, Guido Barbujani, Carlo Boccadoro, Marcello Fois, Nadia Fusini, Franco La Cecla, Beatrice Masini, Elisabetta  Moro, Lucetta Scaraffia e Simona Vinci. Parole in scena. La letteratura spesso si intreccia con la voce viva degli attori e con il calore del palcoscenico. Innanzitutto, straordinaria sarà la presenza di un uomo che ha fatto la storia della televisione in Italia, Pippo Baudo, che ci racconterà il dietro le quinte della sua memorabile carriera. Ricordi dal palcoscenico anche un per altro mostro sacro del teatro italiano, Umberto Orsini, e per una presenza televisiva molto amata dal pubblico, Rita Dalla Chiesa. Un altro protagonista del piccolo schermo, Massimo Giletti, ci farà conoscere la storia delle sorelle Napoli, che non si arrendono alla mafia. Francesco Guccini presenterà
invece il suo ultimo libro, Tralummescuro. Angelo Guglielmi proporrà un piccolo breviario laico, costituito di ricordi autobiografici, giudizi e considerazioni sulla letteratura. Enrico Vanzina parlerà invece del legame quasi simbiotico che aveva tenuto stretto al fratello Carlo. Mentre Marta Perego racconterà le grandi donne del cinema. Pino Roveredo e Ornella  Vanoni daranno vita a un dialogo inedito intorno alla storia di una donna al capezzale del marito che l’ha umiliata e offesa. Michele Santeramo offrirà una lettura scenica da lui stesso interpretata intitolata “Leonardo da Vinci – L’Opera nascosta”. Telmo Pievani, insieme alla Banda Osiris, proporrà uno spettacolo tra scienza e affabulazione. Stefano Benni darà vita a uno straordinario e divertente reading con musica, tratto dal suo ultimo libro. Lino Guanciale, Cecilia Dazzi e Federico Bonadonna ci porteranno a conoscere l’innocenza del male. Mentre Maurizio De Giovanni proporrà un reading, con musiche di Marco Zurzolo, dedicato all’ultimo romanzo sul commissario Ricciardi. Claudia Contin Arlecchino, Daniele Cortesi, Gigio Brunello, Marianna Fernetich e Clelia Falletti Cruciani ci parleranno invece dei tanti linguaggi di “Arlecchinia”. Infine Margherita Corsi e Masolino D’Amico dialogheranno su una serie di grande successo, Victoria, giunta alla terza stagione. Incontri legati alla musica saranno quelli con Michele Campanella che racconterà pensieri e divagazioni di un musicista fuori dal coro, Margherita Canale e Giorgia Malagò parleranno invece delle lettere e dei documenti del grande compositore Giuseppe Tartini accompagnati dai musicisti Uendi Keka e Adelajd Zhuri. Mentre altri incontri saranno invece legati alla comicità, quello con Gino e Michele, a quasi trent’anni dalla nascita (e a nove dall’ultima uscita), ecco una nuova puntata della saga comica più famosa d’Italia, quella delle Formiche; e quello con Natalino Balasso e Massimo Cirri, per Carnediromanzo, il rave letterario che infiamma ormai da dieci anni la
notte di pordenonelegge. Infine, I Papu saranno protagonisti dell’imperdibile happening pordenoneffettivamentelegge. Due momenti saranno dedicati agli studenti delle scuole superiori del territorio: le letture della Pagina più bella degli ultimi vent’anni, e il progetto di
pubblica lettura del liceo Leo-Major, Cosa è e dove va l’autofiction. Grazie alla consueta collaborazione con Cinemazero, diversi gli appuntamenti dedicati al cinema e alla letteratura, curati da Elisabetta Pieretto e Alessandro Venier. Innanzitutto, partirà l’iniziativa I film che ho letto (…e i libri che vorrei vedere) che si snoderà in una serie di incontri, condotti da Dario Zonta ed Enrico Magrelli, che vedranno come protagonisti Stefano Fresi e Velia Santella. Non mancheranno le consuete premiazioni di Scrivere di Cinema Premio Alberto Farassino, il concorso nazionale di critica cinematografica rivolto ai giovani promosso da Fondazione pordenonelegge.it, Cinemazero, il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani e MYmovies, dove si conosceranno i vincitori scelti dalla giuria
composta da Enrico Magrelli, Giorgio Viaro, Adriano De Grandis e Viola Farassino, e per il quale sono in palio una collaborazione con le redazioni di MYmovies.it, Minima&Moralia e la partecipazione al Far East Film Festival.

E.L.




Sile Jazz – VIII edizione Suoni senza frontiere (13 giugno – 28 luglio 2019)

Joshua Redman (12 luglio, Treviso, piazza Rinaldi ore 21.30) è uno dei più acclamati e carismatici artisti jazz sin dagli anni Novanta: è figlio d’arte e grazie al padre Dewey, anch’egli sassofonista, conosce ancora bambino nomi come John Coltrane, Ornette Coleman, Cannonball Adderley: porta nel suo DNA l’evoluzione della storia del jazz!
Traendo ispirazione, spirito e nome dal grande Dreams Quartet, “Still Dreaming” con Joshua Redman, Ron Miles, Scott Colley e Dave King cerca di restituire a suo modo l’esplorazione e la sperimentazione musicale definita da una delle band fondamentali per il jazz tra gli anni Settanta e Ottanta. Da Don Cherry alla tromba (con l’insegnamento di Ornette Colemann), a Dewey Redman (padre di Joshua) al  sassofono tenore, e ancora Charlie Haden al basso e Ed Blackwell alla batteria: tutti loro continuarono a riprendere la rivoluzionaria visione musicale di Coleman nel corso della loro carriera, facendola propria in modo sempre diverso. Quando i quattro solisti si riunirono in quartetto i tra il 1976 e il 1987, i risultati furono a dir poco magici. Il critico Tom Moon ne parla come di “lirica … sovversione”: una band impegnata nel free jazz spinto ai limiti ed anche oltre, danzando ai margini, esaltando un’astrazione quasi spettrale e – insieme – esprimendo un profondo desiderio di comunicazione viscerale, diretta, sempre al servizio della bellezza.

Joshua Redman ha scelto i componenti del gruppo sapendo che ognuno di loro ha in qualche modo una corrispondenza con il proprio “omologo” del quartetto storico e per questo sta … ancora sognando (“Still Dreaming”).
Il rapporto tra Dewey Redman e Joshua è più chiaro se guardiamo i due uomini come strumentisti che come padre e figlio. Tra tutti i trombettisti oggi sulla scena, è difficile trovarne uno più strettamente connesso a Don Cherry di quanto sia Ron Miles. Scott Colley ha frequentato il California Institute of the Arts dove ha studiato tantissimo con Charlie Haden, che è divenuto il suo mentore.
Ascoltare questi quattro assi in “Still Dreaming” è un’esperienza unica, un’avventura rara che restituisce il passato guardando verso un futuro tutto da scrivere con grande personalità musicale.
(Biglietto15 euro, apertura biglietteria: 18.30, apertura platea: 20.00, termine ritiro biglietti20.30; informazioni: info@jazzareametropolitana.com; mob. +39 327 4610693).
Si ricorda che continua l’iniziativa del Menù Sile Jazz, che in occasione del concerto di Treviso  è disponibile al Ristorante Odeon Alla Colonna.

Sabato 13 luglio il percorso cicloturistico di Cycling in the Venice Garden è dedicato alle “Sorgenti del Sile“. Con partenza alle ore 16, il tour inizia da Albaredo di Vedelago e si sviluppa ad anello per 20 km (percorribile andata e ritorno in circa 2 ore), creato per scoprire ed ammirare le particolari sorgenti dell’omonimo fiume, gustando la bellezza di una giornata immersi nel verde. Lungo il percorso si potranno vedere ed esplorare molti punti interessanti che contengono le importanti e suggestive risorgive del fiume Sile come la Porta dell’Acqua e il Gran Bosco dei Fontanassi.

Alle ore 21 a Villa Grimani Morosini Gatterburg di Albaredo di Vedelago tocca al concerto del Fabio Giachino Trio (Fabio Giachino: pianoforte, Davide Liberti, contrabbasso; Ruben Bellavia, batteria). L’ingresso è libero.

 

Il Fabio Giachino Trio nasce nel 2011 e da allora collezione svariati riconoscimenti a livello internazionale: recentemente i tre musicisti sono stati inseriti tra i primi 10 gruppi italiani dal referendum popolare JazzIT Award 2014 e 2013, hanno guadagnato il Premio Speciale come BEST BAND al Bucharest International Competition 2014 (EuropaFest) e due premi al Fara Musica Live e al Barga Jazz Contest nel 2012.

Il repertorio del trio raccoglie in sé le tante espressioni del linguaggio musicale contemporaneo. La musica del Fabio Giachino Trio è ben radicata nella tradizione afroamericana, ma sono frequenti le sperimentazioni ritmico armoniche. Nella sua ultima produzione discografica, il trio ha trovato un giusto punto di equilibrio musicale, che potranno apprezzare sia i fruitori di mainstream sia gli appassionati di un sound più contemporaneo. Anche in questo caso è possibile cenare con il Menù Sile Jazz, al Ristorante Corona d’Oro a Vedelago.

Prenotazioni, informazioni, biglietti concerti
info@jazzareametropolitana.com – mob. +39 327 4610693




I CONSERVATORI TARTINI TS E TOMADINI UD promuovono un BANDO CONGIUNTO per NUOVO PERSONALE

Udine e Trieste collegate in una virtuosa sinergia amministrativa, unica a livello nazionale:  si rinnova il format per reclutamento di personale ideato e promosso dai Conservatori musicali delle due città. Le due Istituzioni di Alta Formazione Musicale, appartenenti al sistema universitario regionale, promuovono nuovamente – era già successo due anni fa – un bando congiunto a integrazione dei rispettivi organigrammi per la formazione di graduatorie utili al reclutamento di personale a tempo determinato di durata annuale. I vincitori del bando ricopriranno il ruolo di Assistente nell’Alta Formazione Artistica e Musicale- Sezione del Comparto Istruzione e Ricerca.   I profili ricercati sono quelli di diplomati delle scuole secondarie superiori: Si richiede in particolare una preparazione in diritto amministrativo, con riferimento anche al diritto d’accesso, alla prevenzione della corruzione e alla trasparenza e al regolamento europeo sulla privacy, oltre alla conoscenza della normativa di comparto e alla conoscenza della lingua inglese. Aspetto peculiare della sinergia fra i due Conservatori è che la destinazione d’impiego potrà poi interessare l’una o l’altra IstituzioneLa scadenza di partecipazione è martedì 20 agosto, entro il termine perentorio delle ore 12. Le graduatorie prevedono validità triennale e potranno essere utilizzate da altri Conservatori e Accademie italiane.

La domanda di ammissione alla procedura selettiva potrà avvenire attraverso presentazione diretta, presso il  Conservatorio di Musica Giuseppe Tartini di Trieste (via Ghega, 12)  entro il termine perentorio delle ore 12.00 del 20/08/2019, oppure attraverso raccomandata con avviso di ricevimento o ancora attraverso posta elettronica certificata – PEC. Sono successivamente previste una eventuale prova pre-selettiva il 30 agosto, una prova pratica il 10 settembre e successivamente una prova orale, info e bando con calendario delle prove:

https://conts.it/cons/reclutamento/personaleTA_e_altre_selezioni




Il Trovatore delle stelle all’Arena di Verona

È il Trovatore di Anna Netrebko, a volersi allargare di Netrebko e marito. Miracoli dello star system forse, ma non solo, semplicemente “nella vita esistono le categorie”, come insegna quell’allenatore pluriscudettato, e Annabella è da Champions League. D’altronde Cecilia Gasdia l’ha detto a chiare lettere: l’obiettivo è riportare a Verona le stelle, come ai tempi in cui l’Arena era considerata La Scala d’estate. Perché ammettiamolo, un cantante quando sale sul palco si porta dietro anche la propria storia, mescolata a quella cosa che non sapendo come meglio definirla chiamiamo “carisma”, e lei, la Netrebko, di carisma ne ha da vendere. Ma sa anche cantare, eccome se lo sa fare! In alto sta che è una meraviglia: voce bella – quel suo timbro inconfondibile – fluida, fiati da mantice d’organo, sfuma e alleggerisce come se regolasse l’emissione con una manopola per l’aria. Sotto gonfia un po’, è vero, cosa che non infastidisce affatto perché dà alla voce un’omogeneità di brunitura lungo tutta l’estensione. È dunque perfetta, questa Netrebko? Ovviamente no. Talvolta un pochino stona, e nemmeno troppo di rado, ma si sa, questo difetto se lo porta dietro da sempre.

È pur vero che il protagonista dell’opera sarebbe il tenore, nel caso specifico il marito appunto, cioè Yusif Eyvazov, che non è affatto l’inetto raccomandato che raccontano i sapientoni dei loggioni facebookiani. Ha una voce di natura poco attraente, soprattutto per l’aridità del timbro e la pochezza di armonici, ma è un cantante solido, musicale, pulito nella linea e fraseggiatore asciutto. Inoltre per cantare Manrico ha sia i centri, che sono quelli su cui Verdi scrive la parte, sia gli acuti, cioè i do in sostanza, che partitura alla mano servirebbero a poco ma che fanno vendere i biglietti.

Le voci gravi convincono meno: Luca Salsi ha il gran bel timbro baritonale che sappiamo ma soffre parecchio la tessitura (forse troppo?) acuta del Conte, soprattutto in aria e successiva cabaletta, dove infila una serie di calate una dietro l’altra. Dolora Zajick ha ancora una bella canna e la personalità della “grande vecchia”, seppur la voce sia ormai eufemisticamente liquidabile come disomogenea. Però nel registro acuto è ancora capace di sparare certe fucilate impressionanti.

Chi invece si fa valere oltre ogni attesa è Riccardo Fassi, un signor basso dall’avvenire già scritto. Bel timbro, controllo impeccabile e tutto quel che serve per gettare le basi di una carriera che si spera sia lunga e piena di successi. Tra le parti minori Carlo Bosi, Antonello Ceron e Dario Giorgelè sono delle certezze, Elisabetta Zizzo una piacevole sorpresa: voce chiara che cammina senza imbarazzi negli spazi colossali dell’anfiteatro.

Dal podio non arrivano meraviglie, o meglio, Pier Giorgio Morandi si ferma all’onesta routine, perdendosi qua e là il palco e marciando a testa bassa nelle arie – se D’amor riesce così bene è perché la Netrebko si prende tutte le libertà del mondo e l’orchestra le va dietro – ma ha il merito non indifferente di cavare dall’orchestra un suono di inedita bellezza, almeno all’orecchio di chi l’Arena la frequenta saltuariamente, come il sottoscritto. Per il resto non si ascoltano né prodigi né nefandezze.

Resta da dire dello spettacolo, che probabilmente è quanto di meglio Franco Zeffirelli abbia concepito per il Festival. Certo, ci sono le sue solite furbate e gigionate: nel coro degli zingari e in quello dei soldati monta una sorta di carnevale di Rio con tanto di brani del balletto parigino buttati dentro per allungare il brodo. Ci sono i soliti cavalli, ballerini, comparse a perdita d’occhio, ma c’è anche del teatro vero, di taglio kolossal ovviamente, ma vero. È poi innegabile che certi affreschi corali siano talmente maestosi da smuovere anche il più cinico dei cuori. Bello.

Manco a dirlo è trionfo per tutti.

Paolo Locatelli
paolo.locatelli@ildiscorso.it
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AL TEATRO ROMANO DI VERONA E’ PARTITO IL 25° TOUR LIVE DI FIORELLA MANNOIA

Dopo il concerto di domenica sera degli America, sul palco del Teatro Romano di Verona in occasione dell’anniversario del loro debutto di 50 anni fa, Verona Folk ha offerto lunedì sera il concerto di un’icona del folk italiano e grande interprete come Fiorella MANNOIA che in occasione del debutto del suo 25esimo Tour Live ha presentato il suo ultimo lavoro “Personale” uscito la scorsa primavera.  La Mannoia spiega l’impegno politico racchiuso nel disco, racconta il taglio musicale dell’album e si racconta come donna e come appassionata di fotografia.

Migliore parto non poteva avere con il calore trasmesso e ricevuto  dal suo pubblico che ha gremito ogni singolo mattone del Teatro Romano di Verona pieno all’inverosimile. Su un palco completamente buio Fiorella appare nel suo splendore sulle note di Il peso del coraggio, senza un attimo di tregua – forse anche per non farsi assalire dall’emozione che trapela dal palco – la cantante romana intona poi nell’ordine I treni a vapore e Imparare ad essere donna. Finalmente interrompe la musica e chiacchiera con il suo pubblico per presentare l’ennesimo Live Tour che proprio da stasera prende via e porterà in tutta Italia.  

Teatro Romano di Verona strapieno per Fiorella.

Una breve parentesi dove due piccole ammiratrici omaggiano l’artista con striscioni in cui raccontano di essere sempre presenti ai suoi concerti, la cantante emozionata (per davvero) ringrazia del gesto d’affetto soprattutto i genitori che hanno fatto conoscere alle nuove generazioni il suo lavoro portandole con loro ai concerti.  É  stata la volta di omaggiare Fred Buscaglione  con “Eri piccola così” in una in afosa serata estiva. Dopo aver intonato Luna Spina la “giovane” Fiorella con la sua  verve da ragazzina ha dato il meglio di se per inaugurare il 25° tour dedicando anche in questo nuovo lavoro  delle canzoni  del suo amico Ivano Fossati reinterpretando Penelope e Panama, ricordando al pubblico che Panama non entrava nel suo repertorio da oltre una  ventina  d’anni. Ha infine dato il giusto spazio ai musicisti che l’accompagnano in questa nuova avventura.

Con  “Povera patria” (cantata accompagnata solo dal piano) ha gridato una vera e propria accusa politica verso  chi in questo momento ci governa senza pudore ne amore e con una piccola nota polemica nei confronti del vice premier Salvini che la ha più volte criticata per le sue spontanee prese di posizione verso le donne ed i più deboli.

Un momento del concerto

É stato poi il momento di dedicare il suo impegno contro la violenza sulle donne, con “Carillon” e “Riparare” ma è con il brano “In viaggio” che ha dato il meglio di se. Un concerto molto crudo ed impegnato dove è apparsa una Fiorella molto politicizzata e a suo dire poco artista. Ma la verità rimane, la sua classe e la sua estensione vocale che grida tutto il suo dolore per le storture che vede intorno a se. Dalla vita politica attuale, alla violenza sulle donne a chi c’è la fa e resta senza ferite o  almeno vuole mostrarsi senza ferite apparenti. Applausi a scena aperta durante l’esecuzione dei brani più crudi e duri dove le accuse fioccano come schiaffi sonori. Un altro momento è dedicato ai figli che lasciano la casa e con “In viaggio” e con “Riparare” esamina  gli errori dei genitori prima di lasciare che i figli prendano una loro strada, una storia nella storia.

Un concerto live di pancia e di cuore che inizia nel modo migliore con un pubblico entusiasta e carico d’affetto per un interprete inossidabile. Con Combattente non rinnega il suo ruolo di donna combattiva e non rinnega neanche una dolcezza tutta femminile che imputa al passare degli anni e con “ Che  sia benedetta”, suo cavallo di battaglia, il pubblico in estasi ha tributato tutto il suo amore ad una interprete completa e sempre con i piedi per terra vicina ai sui adoranti fan.

Molto coinvolto il pubblico, con continui applausi quando Fiorella ha reinterpretato i suoi successi più noti, come Sally di Vasco Rossi, nella sua personalissima interpretazione, o come Siamo ancora qui, quest’ultima ritmata sin dalla prima nota da tutto il Teatro Romano durante la sua esecuzione.

Circa due ore di palcoscenico, senza un attimo di riposo nonostante i suoi sessantacinque anni compiuti ai primi di aprile e portati meglio di una venticinquenne. Richiamata sul palco per il rituale bis dopo i saluti e decine di minuti di applausi Fiorella riappare e dedica ai suoi fans ancora  alcuni brani tra cui Sempre per sempre (solo piano e voce), Quello che le donne e il Cielo d’Irlanda che chiude un concerto indimenticabile.

Enrico Liotti

enrico.liotti@ildiscorso.it

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In/Visible Cities, quinta edizione del festival multimediale

Il Festival multimediale urbano In\Visible Cities invade la città di Gorizia e reinventa gli spazi cittadini portando al centro dell’attenzione il dialogo tra le arti visive e performative e gli spazi urbani. Performance, installazioni, spettacoli teatrali e di danza, workshop e seminari, 32 appuntamenti dal 5 al 15 luglio caratterizzano la programmazione della quinta edizione di In\Visible Cities, un festival aperto alla sperimentazione, innovativo e dal respiro internazionale capace di portare arte e spettacolo in mezzo alla vita quotidiana e riflettere sui temi al centro del dibattito pubblico con i linguaggi artistici e tecnologici, divertenti e coinvolgenti.

Il Festival multimediale urbano In\Visible Cities è stato presentato ieri sera – venerdì 5 luglio ore 18.30al Parco di Piuma sulle rive dell’Isonzo – dai direttori artistici

Alessandro Cattunar e Chiara Perini, dall’ Assessore alla Cultura del Comune di Gorizia

Fabrizio Oreti, dal Vice Presidente Camera di Commercio Venezia Giulia Gianluca Madriz,

 

Leonardo immagini del futuro è ilfocus dell’edizione 2019 diIn\Visibile cities, Festival curato e organizzato da Associazione Quarantasettezeroquattro in collaborazione con CSS Teatro stabile di innovazione del FVG co- finanziato da Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Gorizia, Camera di Commercio della Venezia Giulia, Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, Comune di Gradisca.

Quest’anno la collaborazione si amplia e In\Visibile Cities apre ai territori circostanti, organizzando a Trieste, grazie alla collaborazione con proESOF Trieste 2020, un seminario sul rapporto Arte e scienza e programmando a Gradisca di Isonzo una giornata di eventi che anticipa la programmazione autunnale dedicata a Leonardo da Vinci.

Inoltre, il Festival entra in relazione con realtà italiane ed europee grazie al partenariato con University of Scheffield (UK), Museo Leonardiano di Vinci, Pergine Festival, Acquasumarte Associazione culturale, Vitamina T Associazione culturale (Festival Approdi), Teatro della Sete, Teatro Pim Off,Scientifica (RO), Sonitus, proESOF Trieste 2020

In occasione del 500° anniversario dalla morte di Leonardo da Vinci, la quinta edizione del Festival sceglie di dedicare il suo Focus al dialogo tra arte e scienza, di cui il maestro toscano è uno dei massimi rappresentanti. Gli artisti invitati, dalla coreografa Ariella Vidach, all’artista Isabella Pers, al collettivo di arti performative AjaRiot, alla giovane compagnia exvUoto teatro, alla performer Elisabetta Consonnifino alle giovani promesse del territorio come la monfalconeseGiulia Bean, hanno esplorato ad ampio raggio la relazione tra questi due ambiti disciplinari, ponendo al centro dell’attenzione la capacità della scienza e delle arti – nel passato e nel presente- di immaginare, raccontare e progettare il futuro, modificando l’immaginario delle persone.

PERFORMANCE, SPETTACOLI E INSTALLAZIONI MULTIMEDIALI

Inaugura questa sera In\Visible Cities, – venerdì 5 luglio ore 18.30- al Parco Piuma sulle rive dell’Isonzo la performance When Mind Becomes Form. Del moto et misura dell’acqua dell’artista Isabella Pers, un’azione collettiva, una meditazione di gruppo frutto dell’analisi degli studi sull’acqua di Leonardo da Vinci, realizzata in collaborazione con ilMuseo Leonardiano da Vinci.

La giovane compagnia exvUoto teatro percorre gli spazi urbani della città di Gorizia giovedì 11 luglio ore 18.30 (partenza da Museo Santa Chiara), con Mappatura Emotiva di un territorio, un itinerario performativo costruito sulle caratteristiche topografiche del luogo dove si svolge e sulle relazioni che la comunità ha con esso. Alle ore 19.30 in Piazza Vittoria, la danzatrice e coreografa monfalconese Giulia Bean invita a esplorare assieme a lei, in un colloquio di ricerca con l’artista, le key words del progetto in divenireCabe, a VHS Elegy paternità, archivio, essere figli: ognuno potrà sbirciare dentro le proprie Time Capsules (capsule del tempo), concetto introdotto da Andy Warhol. La performance apre al pubblicodomenica 14 luglio ore 19 al Museo Santa Chiara.

Sempre l’11 luglio, la serata – dalleore 21 alle ore 22.30 – è interamente dedicata alla presentazione e fruizione delle installazioni interattive e multimediali del Festival. Si comincia in piazza Vittoria con due opere frutto delle analisi e degli studi sull’acqua di Leonardo da Vinci: l’artista Isabella Pers propone When Mind Becomes Form e dialogherà con Diego Mantoan docente dell’Università Ca’Foscari di Venezia e l’artista franco inglese Emmanuel Exbrayatcoinvolge gli spettatori nell’esplorazione del suono dell’acqua con Visible Sounds e dialoga con Tim Shepparddell’Università di Sheffield.

Il museo Santa Chiara propone le installazioni Matter Between Us di Livia Mateias e Brain entropy di13m10j nate all’interno delle residenze artistiche propostedall’Associazione Scientifica di Bucharest in collaborazione conproESOF Trieste 2020. Sempre al Museo, Il peso di tutto quello che non c’è di Iolanda di Bonaventura, un progetto di realtà aumentata che mescola cinema, fotografia e videogioco. La stessa Bonaventurainsieme a Saverio Trapassoconducono un workshop (dal’8 al 10 luglio) A:R_Abitare: riqualificare per il progetto Maestri della luce, promosso dal Comune di Gorizia in partnership con l’Associazione 47/04.

Sabato 13 luglio il Festival organizza due visite guidate alle installazioni (ore 18 e ore 18.30 al Museo Santa Chiara)

Ti voglio un bene pubblico è un gioco urbano che riflette su infrastrutture di divisione quali cancelli, muri, recinti. La performance partecipativa dell’artista e coreografa Elisabetta Consonni, in programma venerdì 12 luglio ore 19 in Piazza Trasalpina, nasce da una co produzione fra Pergine Festival, Zona k, In\visible Cities e Terni Festival.

La relazione tra natura umana e vita artificiale, tra biologia e robotica delinea il contesto di Gigasuite, spettacolo per violoncello, danzatrice e robot della coreografaAriella Vidach, artista impegnata nella ricerca del possibile confronto tra la danza e le tecnologie interattive, e del videomaker e regista Claudio Prati. Sulla scena, la danzatrice, un musicista e un braccio meccanico, un robot collaborativo di nuova generazione, interagiscono e si influenzano a vicenda. Gigasuite è in scenavenerdì 12 luglio ore 21 al Teatro Verdi.

Inoltre, Ariella Vidach cura un workshop La creazione coreografica tra virtualità ed interattività dal 12 al 13 luglio per il progetto Maestri della luce.

L’esperienza del corpo e la sua proiezione virtuale sono al centro delle animazioni 3D di D.A.K.I.N.I SUIT(E), una performance interattiva “sull’intelligenza artificiale” del collettivo delle arti performativeAjaRiot che prevede l’utilizzo di una tuta motion capture che permette al corpo reale del perfomer di dialogare con il corpo virtuale. Spettacolo in programma sabato 13 luglio alle ore 21 al Museo Santa Chiara.

ABC Per un teatro elementare è una performance presentata in esclusiva a In\visible cities, manifesto di un teatro dissacrante della giovane compagnia romana Dynamis. ABC in scena domenica 14 luglio alle ore 19.45 al Museo Santa Chiara – si lega a doppio filo con i due workshop ABC Abbecedeario del teatro contemporaneo condotti daDynamis (sabato 13 luglio).

Liberamente ispirato al film Stalker di Andrej Tarkovskij, lo spettacolo multimediale La Zona dei registi e attori Lorenzo Acquaviva e Giovanni Boni, affiancati in scena dall’attoreLorenzo Zuffi , incrocia il linguaggio teatrale  con quello cinematografico in un’esperienza immersiva che consente al pubblico di compiere un vero e proprio viaggio, fisico e mentale (domenica 14 luglio ore 21 a Palazzo de Grazia).

SEMINARI

Arti e scienze esprimono aspetti fondamentali della cultura della società, esemplificano l’astratto, interpretano il reale e rappresentano la complessità del presente.

In\visible Cities, in collaborazione con proESOF Trieste 2020, partecipa a uno dei maggiori discorsi della contemporaneità con il seminarioArte e scienze nell’era post – accademica in programmamercoledì 10 luglio dalle ore 9.30 alle ore 13 nel ridotto del Teatro Miela di Trieste, un dialogo aperto al pubblico tra esperti, artisti, curatori di Festival ed eventi nazionali ed europei che esplorano il connubio tra arte e scienze.

Ospiti Luigi Cappuccidell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila e Presidente di Noema,Serena Mizzan, direttore Science Centre Immaginario Scientifico in conversazione con lo storico dell’arte Maurizio Lorber, Miruna Amza della rumena Scientifica,Paola Rodari ESOF2020 Science in the City Festival, Adriaan Eeckels, European della Commission, JRC SciArtProject leader, Freddy Paul Grunert, European Commission, curatore di Resonances III,Cristina Fiordimela, European Commission, Exhibition Designer di Resonances III, Datami, Maria Campitelli, Gruppo78, Trieste, AjaRiot – Performing Arts Collective.

 

Creatore scenico e curatore d’arte relazionale, referente format Generazione gLocale e Origins per Zona K // Milano, Andrea Ciommiento conduce The audience experience un seminario che esplora alcuni elementi essenziali di quello che oggi chiamiamo “audience development”. L’intervento prevede una breve introduzione sul dialogo tra arte e comunità e il racconto di modelli di “audience experience” in contesti performativi.

Inter Festival Seminar Arte e tecnologia e pratiche di comunità è la sezione di In\Visible Cities – sabato 13 luglio dalle 15 alle 17.30 al Palazzo de Grazia- dedicata ai curatori e direttori di festival, alle istituzioni, ai professionisti del settore dei new media e dei linguaggi dell’arte multimediale, e aperta a tutti coloro che sono interessati a esplorare le grandi tematiche della contemporaneità attraverso le arti performative e visive.

Per il secondo anno consecutivo l’organizzazione rumena Scientifica,con il supporto e il patrocinio diproESOF Trieste 2020, offre ad un gruppo di artisti rumeni selezionati tramite call la possibilità di visitare alcuni Istituti scientifici con sede a Trieste per realizzare nuovi progetti che leghino arti e scienze da presentarsi al pubblico a Cluj-Napoca

(Romania) a fine 2019.  Nell’ambito della tavola rotonda Immaginare l’invisibile – sabato 13 luglio ore 18.30 al Museo Santa Chiara- gli artisti rumeni avranno l’opportunità di mettersi in contatto e confrontarsi con una comunità di artisti internazionali presenti a Gorizia in occasione di In\Visible Cities.

IN\VISIBLE CITIES A GRADISCA D’ISONZO

 

In\Visible Cities organizza una giornata – lunedì 15 luglio- a Gradisca d’Isonzo, città che vide il passaggio di Leonardo da Vinci, anteprima del progetto Leonardo 1519-2019 che, nella stessa giornata, sarà presentato dalSindaco, dott.ssa Linda Tomasinsig,

Due appuntamenti anticipano il programma autunnale, Leonardo Memory Experience, un percorso audiovideo, a cura di Acquasumarte, una passeggiata che conduce nei luoghi più significativi della città, seguendo le tracce del passaggio di Leonardo e lo spettacolo di teatro, danza e videomapping Anima dell’attore e regista teatrale Luciano Roman che affronta alcune pagine degli scritti di Leonardo che comprendono le sue osservazioni sulla natura e sulla sua ricerca sul concetto di anima.

 

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti e a libero accesso fino ad esaurimento posti.




YANN TIERSEN martedì 9 luglio a Villa Manin apre la serie di grandi concerti estivi nella residenza dogale

MARTEDÌ 9 LUGLIO 2019, inizio ore 21:30

CODROIPO (UD), VILLA MANIN

Biglietti ancora in vendita online su Ticketone.it, nei punti vendita autorizzati e la sera del concerto alle casse di Villa Manin

 

Nato a Brest in Bretagna, nel 1970, il compositore e polistrumentista francese Yann Tiersen è uno dei più importanti, versatili e poliedrici compositori della scena strumentale internazionale.

Dopo la pubblicazione dei primi due album (La Valse des Monstres nel 1995 e Rue des Cascades nel 1996), il successo arriva dapprima in Francia nel 1998 con la pubblicazione del terzo disco “Le Phare” e in tutto il mondo nel 2001, grazie alle musiche della colonna sonora del film “Il Favoloso Mondo di Amélie”. Negli anni ha poi musicato altre pellicole di altissimo livello, tra cui “Good Bye Lenin!”, “Tabarly” e numerosi cortometraggi. Più volte paragonato a Erik Satie o Nina Rota, Yann Tiersen è un artista senza limiti e confini, in grado di spaziare dalla classica sino all’elettronica e alla musica popolare.

Dopo la parentesi invernale nei principali teatri del mondo, incluse due date da tutto esaurito alla

Foto YannTiersen_di Christopher Fernandez_

Royal Albert Hall a Londra, Yann Tiersen ora porterà il suo “All Tour” nelle principali rassegne estive del Vecchio Continente: martedì 9 luglio (inizio ore 21:30) si esibirà a Villa Manin a Codroipo (UD), aprendo la serie di grandi concerti estivi in programma nella residenza dogale nell’ambito della rassegna “Villa Manin Estate 2019” (gli altri appuntamenti saranno con Giorgia il 15 luglio, Thom Yorke il 17 luglio e il duo Stefano Bollani e Hamilton De Holanda il 18 luglio). I biglietti per il concerto (prezzi da 28 a 44 euro più diritti di prevendita) sono ancora in vendita online su Ticketone.it, nei punti vendita autorizzati Ticketone e la sera del concerto direttamente alle casse.

Anticipato dai brani “Tempelhof” e “Peli”, quest’ultimo scritto come ninna nanna per il figlio che sottolinea la connessione dell’uomo con la natura, Yann Tiersen ha pubblicato lo scorso 15 febbraio in tutto il mondo il nuovo album “All”, il primo disco a essere registrato in The Eskal, il nuovo studio di Tiersen, nonché centro sociale, costruito in una discoteca abbandonato sull’isola di Ushant, la piccola isola nel mare Celtico, tra la Bretagna e la Cornovaglia, la casa dell’artista bretone negli ultimi 10 anni.

Mixato e co-prodotto da Gareth Jones, il nuovo album segue le tematiche sull’ambiente e sulla connessione con la natura, precedentemente esplorate in Eusa, aggiungendo registrazioni con la tecnica del field recording, ovvero suoni presi anche da altre parti del mondo oltre alla Bretagna, come le Redwood Forests della California o le registrazioni dei campi dell’aeroporto di Tempelhof a Berlino (da qui il titolo del primo singolo “Tempelhof”).

www.yanntiersen.bzh

http://eusasound.bzh/

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Il concerto di Yann Tiersen a Villa Manin è organizzato da Zenit srl e VignaPR srl nell’ambito della rassegna “Villa Manin Estate 2019” organizzata dall’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del FVG, in collaborazione con Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG e Città di Codroipo

YANN TIERSEN All Tour

MARTEDÌ 9 LUGLIO 2019, inizio ore 21:30

CODRIPO (UD), Villa Manin

 

Prezzi dei biglietti:

Poltronissima Gold                 € 44,00 + dp

Poltronissima numerata         € 35,00 + dp

Poltrona numerata                 € 28,00 + dp

Biglietti ancora in vendita online su Ticketone.it, nei punti vendita autorizzati Ticketone e la sera del concerto alle casse agli ingressi di Villa Manin

 




LUCA ARGENTERO porta domani al Castello a Udine il suo nuovo spettacolo teatrale

LUCA ARGENTERO

“È questa la vita che sognavo da bambino?”

Sabato 6 luglio – UDINE, Castello_ Ore 21.30

 

Dopo il bellissimo avvio con il concerto di Max Gazzè, domani, sabato 6 luglio alle 21.30, al Castello di Udine, di scena il secondo appuntamento del calendario di Udine Vola 2019. Sarà Luca Argentero, attore e conduttore televisivo fra i più amati, soprattutto dal pubblico femminile, a portare sul palco di Udine il suo nuovo progetto teatrale dal titolo “È questa la vita che sognavo da bambino?”. In questo spettacolo Argentero racconta le storie di grandi personaggi dalle vite straordinarie, che hanno inciso profondamente nella società, nella storia e nella loro disciplina. Il ciclista Luisin Malabrocca, l’alpinista Walter Bonatti e il campione di sci Alberto Tomba, tre sportivi italiani che hanno fatto sognare, tifare, ridere e commuovere varie generazioni di italiani. Tre storie completamente diverse l’una dall’altra, tre personaggi accomunati da una sola caratteristica, essere diventati, ognuno a modo proprio, degli eroi. I biglietti sono ancora in vendita nei punti autorizzati Ticketone e lo saranno anche alla biglietteria del concerto, attiva dalle 19.00 in Piazza Libertà. L’evento è inserito nella rassegna “Udine Vola 2019”, organizzata da Zenit srl, in collaborazione con Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Udine e PromoTurismoFVG e inclusa nel calendario eventi di UdinEstate. Tutte le info su www.azalea.it .

Luisin Malabrocca, “l’inventore” della Maglia Nera, il ciclista che nel primo Giro d’Italia dopo la guerra si accorse per caso che arrivare ultimo, in una Italia devastata come quella del ‘46, faceva molta simpatia alla gente: riceveva salami, formaggi e olio come regali di solidarietà. Automaticamente attirò anche l’attenzione di alcuni sponsor, fino a farlo guadagnare di più l’arrivare ultimo che tentare la vittoria. In poco tempo è arrivata anche la popolarità. In lui le persone hanno riconosciuto l’anti-eroe che è nel cuore di ogni italiano, ma, insieme alla popolarità, sono arrivati nuovi sfidanti in una incredibile corsa a chi arriva ultimo.

Walter Bonatti, l’alpinista che dopo aver superato incredibili sfide con la roccia, il clima e la montagna, arrivato a oltre ottomila metri d’altezza, quasi sulla cima di una delle montagne più difficili da scalare del mondo, il K2, scoprì a sue spese che la minaccia più grande per l’uomo è l’uomo stesso. Eppure la grande delusione del K2 lo ha spinto ancora più in là a mettersi alla prova in nuove sfide in solitaria, nuove scalate impossibili e infine a viaggiare in tutto il mondo.

Alberto Tomba, il campione olimpico che ha fermato il Festival di Sanremo con le sue vittorie. L’insolito sciatore bolognese che con la sua leggerezza nella vita e aggressività sulla pista è arrivato a essere conosciuto in tutto il mondo come “Tomba la bomba”. Uno dei più grandi campioni della storia dello sci che ha radunato intorno alle sue gare tutta la nazione, incarnando la rinascita italiana forse illusoria ma sicuramente spensierata degli anni ’80 e ‘90.

Luca Argentero, nato a Torino nel 1978, raggiunge la notorietà nel 2003 partecipando alla terza edizione del Grande Fratello. Questa esperienza gli apre le porte al mondo del cinema e della televisione: nel 2005 infatti debutta come attore nelle serie televisiva “Carabinieri”. Nello stesso anno fa la sua prima apparizione sul grande schermo con il film “A casa nostra”, regia di Francesca Comencini. Due anni dopo ritorna nelle sale cinematografiche con “Saturno contro”, grazie al quale vince il premio “Diamanti al Cinema” come miglior attore non protagonista, e “Lezioni di cioccolato”. Nel 2009 è nelle sale con il film “Diverso da chi?”, nel ruolo di un omosessuale, interpretazione che gli vale la sua prima candidatura al David di Donatello come miglior attore protagonista. In tutta la sua carriera ha recitato in ben 27 film, l’ultimo dei quali è “Copperman”, regia di Eros Puglielli.

Il calendario di Udine Vola 2019 vede ancora in programma i concerti di MadmanAchille Lauro ePriestess (25 luglio), Canto Libero (31 luglio) e lo spettacolo comico di Enrico Brignano (3 agosto). Biglietti in vendita, info su www.azalea.it .

Carlo Liotti




Dal 6 Luglio al 7 Luglio 2019 a Pordenone Fiere la 3^ Edizione di Motors for Life

L’ORIGINALITA’ DELL’EVENTO

Organizzato dall’associazione benefica Valcellina For, è ormai giunto alla sua 3a edizione, e si propone come una manifestazione motoristica con fine solidale che attrae, in un fine settimana, migliaia di appassionati del mondo dei motori.

Grazie a circuiti speciali omologati da ACI Sport ed alla partecipazione di famosi piloti nazionali ed internazionali, Motors for Life si propone come un evento, ad ingresso gratuito, che ha l’obiettivo di raccogliere fondi da devolvere a coloro che sono costretti a combattere le battaglie della malattia e dei disagi fisici legati a gravi incidenti.

LE GRANDI NOVITA’ DELL’EDIZIONE 2019

Grazie ad un’affluenza di pubblico sempre più numerosa ed una crescente richiesta di partecipazione da parte dei Team e delle Associazioni Sportive, la 3a edizione dell’evento Motors for Life sarà ricca di novità:

  • Nuovo nome e logo: nelle prime due edizioni l’evento si chiamava “Aviano Motor Day” e si è svolto ad Aviano. La necessità di slegarsi dalla cittadina pedemontana e la volontà di esprimere chiaramente il fine benefico dell’evento, hanno portato alla nascita del nuovo nome “Motors for Life”, accompagnato dal payoff “guida la solidarietà”, che esprime tutto l’universo dell’evento.
  • Nuova location: Pordenone Fiere
  • Nuove esibizioni motoristiche: 3 piste esterne dedicate al Drift, Rally, Formula Drive, 4×4, Cross, Quad e Go Kart, macchine radiocomandate, esibizioni di Trial, prove di accelerazione e moltissimo altro ancora. Gli spazi interni dei Padiglioni 5 e 6 saranno invece dedicati all’esposizione di auto, moto e camion d’epoca ed agli stand degli sponsor e delle Associazioni benefiche coinvolte.
  • Nuove partnership: patrocinio del Comune di Pordenone, supporto della regione Friuli Venezia-Giulia, supporto logistico di Pordenone Fiere.
  • Nuove Associazioni da sostenere: AIL, ASLA, AISM, Parent Project Onlus, Friul Falcons, COMETA A.S.M.M.E., Lega Italiana Handicap, Il Paese di Lilliput, A.G.M.E.N. FVG, Area Giovani del Cro di Aviano.
  • Fornitissimi chioschi enogastronomici

Ulteriori informazioni sono disponibili al sito: http://www.motorsforlife.it/

ORARI DI APERTURA: 10-22  LUOGO: Pordenone Fiere padiglioni 5 e 6 – entrata gratuita




AVOLEDO, DI PIAZZA, FILIPPI, ŠTEGER e VENTURO protagonisti di Mittelibro, da venerdì 5 luglio

Ritorna Mittelibro, la rassegna letteraria che anticipa il Mittelfest, organizzata, con la collaborazione del festival, da La Libreria di Pietro Boer e dal circolo di cultura sloveno Ivan Trinko, il contributo dell’associazione musicale Sergio Gaggia e il patrocinio del Comune di Cividale. Cinque presentzioni di opere letterarie nel primo fine settimana di luglio per raccontare il momento culturale, sociale e politico non solo italiano ma di un’area, quella mitteleuropea, che storicamente rappresenta un laboratorio per l’Europa intera. Con una particolare attenzione, poi, al tema del Mittelfest di quest’anno, la leadership.

L’avvio venerdì 5 luglio, alle 20.30, nella chiesa di S. Maria dei Battuti, ospite lo scrittore e poeta sloveno Aleš Šteger che, a colloquio con Elisa Copetti, proporrà il suo libro ‘Le finestre di Berlino’, in cui scrive in una sorta di simbiosi poetica con le strade, i monumenti, i cimiteri e persino con le fenditure dell’asfalto, della città tedesca.

La presentazione sarà preceduta, alle 19, dall’inaugurazione dello spazio dedicato alla poesia nella libreria di via Manzoni 3, con una breve lettura di Šteger e dei poeti Silvio Ornella, Maurizio Benedetti e Cristina Micelli. Nell’ex serra dei giardini pubblico Parco Italia sabato 4 luglio alle 10.30 la prima colazione letteraria vedrà protagonista Tullio Avoledo con il romanzo ‘Furland’, presentato da Luca Quarin. Raccontando un Friuli post 2023 che non è più una regione italiana ma si è trasformato in un parco divertimenti a carattere storico, Avoledo ci mostra chi potremmo diventare, e come potrebbero essere l’Italia e l’Europa di domani.

In serata, alle 18.30 nella chiesa di S. Maria dei Battuti lo storico Francesco Filippi proporrà il suo saggio ‘Mussolini ha fatto anche cose buone’ dialogando con Michele Obit. Basandosi su documenti storici, reali, Filippi smonta ad uno ad uno tutti i luoghi comuni (le fake news) sul duce.

Domenica 7 luglio alle 10.30 ancora nei giardini pubblici colazione con la scrittrice romana Mariafrancesca Venturo e il suo romanzo ‘Sperando che il mondo mi chiami’. È la storia di Carolina, maestra supplente, e del rocambolesco mondo della scuola.Condurrà l’incontro Aurora Malta.

La conclusione è affidata a Pierluigi Di Piazza, fondatore del centro di accoglienza Balducci di Zugliano, e al suo libro ‘Non girarti dall’altra parte. Le sfide dell’accoglienza’: domenica 7 alle 18.30, nella chiesa di S. Maria dei Battuti, in dialogo con Michele Obit.