SUM 41 – Le star del punk rock mondiale in concerto al 60° Festival di Majano il 14 agosto 2020

Zenit srl in collaborazione con Pro Majano, Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismo FVG, nell’ambito della 60° edizione del Festival di Majano

presenta

FESTIVAL DI MAJANO 2020

LE STAR DEL PUNK SUM 41 IN CONCERTO AL 60° FESTIVAL DI MAJANO

FRA LE BAND CHE HANNO SEGNATO LA STORIA DEL PUNK ROCK INTERNAZIONALE VENDENDO OLTRE 15 MILIONI DI DISCHI NEL MONDO

HANNO FIRMATO ALBUM MEMORABILI COME “ALL KILLER NO FILLER” (2001) E SUPER HIT COME IN TOO DEEP” E “STILL WAITING

SARANNO SUL PALCO DI MAJANO IL PROSSIMO 14 AGOSTO PER L’UNICA DATA NEL NORD ITALIA DEL LORO NUOVO TOUR MONDIALE

#FestivalMajano60

SUM 41

No Personal Space Tour”

Venerdì 14 agosto 2020, inizio ore 21.30

MAJANO (UDINE), AREA CONCERTI FESTIVAL

Biglietti in vendita online su Ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati dalle 10.00 di martedì 11 febbraio. Info e punti vendita autorizzati su www.azalea.it

Secondo annuncio internazionale per il Festival di Majano, storica rassegna musicale, culturale e enogastronomica del Friuli Venezia Giulia che festeggia nel 2020 i suoi 60° anni attestandosi come una delle manifestazioni più longeve e di successo dell’estate. Dopo il concerto con protagonisti i Bad Religion, i cui biglietti sono andati in vendita nelle scorse settimane, ecco ufficializzato oggi l’arrivo delle star del punk rock mondiale Sum 41, che saranno straordinariamente in concerto sul palco dell’Aera Concerti il prossimo venerdì 14 agosto 2020. I biglietti per questo nuovo grande appuntamento musicale dell’estate, organizzato da Zenit srl, in collaborazione con Pro Majano, Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG e Hub Music Factory, saranno in vendita online su Tiketone.it e in tutti i punti vendita del circuito dalle 10.00 di martedì 11 febbraio. Tutte le info e l’elenco dei punti vendita su www.azalea.it .

I Sum 41 sono uno dei gruppi più famosi e apprezzati della scena pop-rock-punk internazionale, sulle scene da oltre 20 anni, hanno venduto oltre 15 milioni di dischi e riscosso un successo planetario fondato sulla loro indiscussa capacità di suonare dal vivo, skill testimoniate dalle centinaia di date e da sold out incredibili come quello dell’imminente tour australiano con i biglietti polverizzati in prevendita in meno di tre ore. Sul palco di Majano saranno protagonisti dell’unica data nel nord Italia dei soli due concerti italiani parte del “No Personal Space Tour”, nuovo tour mondiale in cui la band presenta live il nuovo album “Order in Decline”. Ma il vero segreto della band capitanata da Deryck Whibley è tutto nella formula musicale – creata ad arte e limata a cavallo dei ’90/00 – che unisce i mondi pop-punk e nu-metal sotto gli occhi del pubblico; in quel periodo i Sum 41 hanno colto un perfetto punto sonoro creando un’atmosfera unica e stimolante nel loro debutto, per certi versi rivoluzionario per la scena punk-alternative, avvenuto con il disco “All Killer, No Filler”. Dopo quel disco sono susseguiti oltre tre lustri di opere musicali di livello e ovviamente centinaia di show, un arco di tempo che naturalmente ha cambiato anche attitudini, stili di vita e visioni del gruppo nativo di Ajax, Ontario, Canada. “Order in decline” il loro disco uscito a metà del 2019 ne è la più pura testimonianza, un disco per certi versi politico e impegnato socialmente che riflette i drammi e le difficoltà di questo periodo storico; il front-man della band ne è stato testimone diretto guardando dalle stanze di albergo di mezzo mondo tutto quello che accadeva, vivendo il voto della Brexit e seguendo l’ascesa di Donald Trump, assistendo alle elezioni francesi e ai violenti scontri nelle strade di Parigi, una fonte di ispirazione in presa diretta per un disco carico di aggressività e passione.

A Majano la band proporrà oltre 25 canzoni, dalle più recenti ai loro cavalli di battaglia, come “Catching Fire”, “Pieces”, “Fat Lip”, “Still Waiting” e tante tante altre, compresi bis a sorpresa e cover.

Il concerto dei Sum 41 a Majano si aggiunge come detto a quello ufficializzato di un’altra band simbolo del punk rock mondiale, i Bad Religion, live al festival il prossimo 12 agosto. Biglietti in vendita, info su www.azalea.it .

Il Festival di Majano è organizzato dalla Pro Majano, in collaborazione con Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG, Comune di Majano, Associazione regionale tra le Pro Loco, Comunità Collinare del Friuli, Consorzio tra le Pro Loco della Comunità Collinare.

SUM 41 – Biografia

I Sum 41, band punk rock di fama internazionale, si formano in Canada nel 1996 con il nome di Kaspir. Cambiano presto nome in Sum 41, per ricordare l’incontro dei componenti durante un concerto avvenuto 41 giorni dopo l’inizio dell’estate dello stesso anno. Influenzati dalle sonorità degli Iron Maiden, NOFX, Green Day e degli Judas Priest, debuttano nel 2000 con l’EP “Half Hour of Power”. L’esordio è positivo, dal momento che alcune canzoni vengono utilizzate come colonne sonore di film e videogiochi. La band raggiunge il successo mondiale con il primo album “All Killer No Filler” (2001), che vende oltre 15 milioni di copie. Dal CD vanno ricordate in particolare “Fat Lip”, che scala le classifiche di tutto il pianeta durante l’estate, “Motivation” e “In Too Deep”, che nel 2002 vince il MuchMusic Video Awards nella categoria “Best Rock Video”. Il secondo singolo è “What We’re All About” (2002), che verrà scelto nella tracklist del videogioco della EA Sports NHL 2002 e successivamente inserito nella colonna sonora del film Spider-Man. I Sum 41 nascono come band pop punk, ma negli anni si avvicinano anche ad altri generi musicali quali il punk rock, l’hardcore punk, l’alternative rock e il metal, che troviamo per esempio nelle famose canzoni “Still Waiting” (2002) e “Pieces” (2004), per poi tornare allo stile originario con il quinto album “Underclass Hero”. In tutta la loro carriera artistica hanno pubblicato sette album in studio e due dal vivo; nel 2016, a vent’anni dalla fondazione della band, esce “13 Voices”, che vede il ritorno di Dave Baksh, uscito dalla formazione nel 2006. Il disco segna una vera e propria rinascita, testimoniata anche dal video del singolo “War”, nel quale Whibley brucia fra i rottami quelli che sono i simboli del suo passato. I tre singoli estratti dall’album, “War” appunto, “Fake My Own Death” e “God Save Us All (Death to POP)”, con più di 15 milioni di views su YouTube, sono il segnale netto e deciso del ritorno in grande stile dei Sum 41, di nuovo con la formazione a 5 elementi e con quel sound inconfondibile che li ha resi una delle più celebri band punk rock del mondo. Il 19 luglio 2019 viene pubblicato “Order in Decline”, settimo e ultimo album di inediti anticipato dai singoli “Out for Blood”, “A Death in the Family”, “Never There” e “45 (A Matter of Time)”.

Tutte le info su

www.azalea.it e www.promajano.it oppure scrivendo a info@azalea.it o a promajano60@gmail.com.




“La casa nova” va in scena al Politeama Rossetti dal 12 feb.

Lallestimento è quello raffinato e accuratissimo di Giuseppe Emiliani, che coniuga lamore per la tradizione e il rispetto filologico per la drammaturgia goldoniana a una messinscena che grazie alla tecnologia la bella scenografia virtuale di Federico Cautero trasporterà” il pubblico in suggestivi scorci della Venezia del Settecento. Goldoni scrisse La casa novadopo una veloce gestazione e sullonda emotiva di unesperienza personale: al debutto al Teatro San Luca nel dicembre del 1760 fu accolta con notevole favore, replicò per tredici sere e superò addirittura il successo di due capolavori dello stesso periodo, GlInnamoratied I RusteghiIn tempi recenti, invece, questa bella commedia veneta è stata ingiustamente poco frequentata ed un motivo è da individuare nella numerosa compagnia che vi si deve impegnare. Vi pone riparo, ora, il Teatro Stabile del Veneto, che unendo gli attori della Compagnia Giovani a quattro interpreti si grande esperienza come Piergiorgio Fasolo, Stefania Felicioli, Valerio Mazzucato e Lucia Scheriano e affidandoli alle cure di un regista dalla profonda competenza in materia goldoniana come Giuseppe Emiliani ne porta in scena una lodata edizione. Se lo spunto di partenza rimane attuale, la maestria di Goldoni rende la commedia ancor più universale, intrecciando alla leggerezza della scrittura e al divertente intreccio, importanti input di critica sociale e morale (si allude alla dissipazione, allinteresse, allipocrisia sociale, alla crisi economica che minano la moralità borghese). «È una commedia dambiente in cui lo spazio poetico è occupato innanzitutto dalla vivacità dei dialoghi» osserva il regista. «I personaggi sono straordinarie creazioni linguistiche e la struttura drammaturgica è caratterizzata da un continuo crescendo, da un ritmo sempre più incalzante fino a diventare vertiginoso. Ciò che più colpisce di questo capolavoro è il suo raffinato equilibrio; il commediografo risolve in un impeccabile contrappunto gli elementi drammatici e gli effetti comici. Ogni fase dellintreccio, ogni elemento della vicenda, ogni motivo dellimpianto tematico sono perfettamente calcolati e sapientemente integrati»È dunque naturale che la frenesia e il crescendo della scrittura goldoniana si trasferiscano sul palcoscenico dove i protagonisti, Anzoletto e Cecilia sono da mesi impegnati in un oneroso trasloco. Cecilia, un poingenua e un pocapricciosa, è vittima di tutte le fragilità dei parvenu, e fin troppo sensibile agli inutili consigli su arredi e lussi forniti da scrocconi e nobili spiantati. Anzoletto, innamorato e insicuro, non si oppone alle bizze della sua sposa. E così falegnami e operai sono presi da un isterico lavorio senza una linea decisa. Questo caotico teatrino ha un gran numero di spettatori: diverte la serva Lucietta, inquieta non poco la sorella di Anzoletto, Meneghina, ansiosa di trovare la calma e le sostanze per sposarsi a propria volta. E le due sorelle Checca e Rosina pur saldamente borghesi nei valori, non perdono un attimo per curiosare e spettegolare. La salvezza per gli sposi arriva con Cristofolo, parente anziano e laborioso che pagherà i debiti del nipote e lo ricondurrà alla saggezza. La produzione dedica lo spettacolo a Virgilio Zernitz, grande attore, indimenticabile interprete goldoniano e generoso maestro di giovani attori. 

Alla Sala Assicurazioni Generali lo spettacolo replica alle ore 20.30 dal 12 al 15 febbraio e domenica 16 febbraio alle ore 16. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti, agli altri consueti punti vendita, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.

 




CHIMERA, La favola di Amore e Psiche Al Museo del Sottosuolo Venerdì 14 Feb.

braio alle ore 19,30 ed alle ore 21,30 ci sarà uno #SpettacoloMozzafiato su una delle storie d’amore più romantiche e struggenti di tutti i tempi. la rappresentazione viene messa in scena proprio nel giorno di #SanValentino affinché tutti possano immergersi nella dolcezza e nella bellezza del sentimento a cui tutti aneliamo, aprire il #cuore e cullare l’#anima per una sera.

 

Lo spettacolo, il cui titolo completo è “Chimera: La favola di Amore e Psiche negli occhi di Dino Campana” nasce nell’Aprile 2012 dalla mano drammaturgica della regista Livia Bertè per celebrare il grande artista Carmelo Bene nel decennale della sua morte.

Per questo motivo al suo interno la storia viene arricchita da versi liberamente tratti dai Canti Orfici, cavallo di battaglia dell’attore.

I versi di Dino Campana vengono inseriti all’interno della “Favola di Amore e Psiche”, vero fulcro dello spettacolo, per creare continue e speciali suggestioni attraverso l’uso di sovrapposizioni e tecniche vocali.

Questa lieve novità in campo teatrale si sposa egregiamente con una delle più antiche e carezzevoli Fiabe del passato.

 

La storia di Apuleio viene ripercorsa fedelmente, seguendone i dettagli come i punti salienti, gli attori regalano corpo e volto al mito.

A creare le suggestioni indispensabili per far calare lo spettatore in questo mondo fiabesco sono le immagini.

Il paesaggio esterno, naturale conferisce forza e sincerità alla vicenda. La minimale ed incantevole chiave scenografica dello spettacolo, composta per lo più da luci non artificiali, fiaccole, bracieri riporta in un mondo passato e perduto. Il candore dei vestiti bianchi richiama quell’idea di purezza e dolcezza tipica della favola a lieto fine.

Infine a condurre in un’altra dimensione è la musica inedita, composta appositamente per questo spettacolo da Gianluca Rovinello, eseguita dal vivo con gli incantevoli suoni dell’arpa e del violino.

Il tutto si svolge nella suggestiva e particolarissima location del “Museo del Sottosuolo” (del quale verrà fornita anche una breve spiegazione e visita guidata): antico rifugio bellico della seconda guerra mondiale.

Uno dei luoghi della città dove anni di storia napoletana continuano a rivivere giorno dopo giorno nel sottosuolo napoletano come se restassero così, sospesi nel tempo.

 

In scena gli attori:

Leonardo Di Costanzo

Keara Barassi

Orentia Marano

Marilia Marciello

Angela Rosa D’Auria

Livia Bertè

Ad eseguire le splendide musiche inedite i musicisti Gianluca Rovinello (arpa) ed Anna Rita Di Pace (Violino).

 

Lo spettacolo inizierà alle ore 19,30 ed alle ore 21,30.

Si prega per questo il gentile pubblico di arrivare in sito almeno 15 minuti prima al fine di permettere uno scorrevole svolgimento della rappresentazione.

 

INFO E PRENOTAZIONI

turno ore 19:30

turno ore 21:30

PRESENTARSI AL BOTTEGHINO 15 MINUTI PRIMA DELL’INIZIO

DURATA 1 ora e 20

COSTO Biglietto 16,00 euro

 

POSTI LIMITATI, PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

 

PRENOTA IL TUO BIGLIETTO:

Chiamare 371 4285438 – 328 0115044

messaggio whatsapp 340 4657949

Direct (messaggio privato su fb)

lachiavediartemysia@gmail.com




Con Il Test va in scena una graffiante commedia psicologica per ERT-FVG

 

Sul palco Roberto Ciufoli, Benedicta Boccoli, Simone Colombari e Sarah Biacchi

GEMONA DEL FRIULI – TEATRO SOCIALE

Giovedì 13 febbraio – ore 21I

CIVIDALE DEL FRIULI– TEATRO ADELAIDE RISTORI

Venerdì 14 febbraio – ore 21

CORDENONS – AUDITORIUM ALDO MORO

Sabato 15 febbraiio

Cosa preferisci: centomila euro subito o un milione fra dieci anni?”. Parte da questa domanda Il test, la graffiante commedia psicologica firmata da Jordi Vallejo che il Circuito ERT propone per tre serate nei teatri regionali. Gli interpreti Roberto Ciufoli (nella doppia veste di regista e attore), Benedicta Boccoli, Simone Colombari e Sarah Biacchi saranno giovedì 13 febbraio al Teatro Sociale di Gemona, venerdì 14 febbraio al Teatro Ristori di Cividale e sabato 15 febbraio all’Auditorium Aldo Moro di Cordenons. Tutte le serate avranno inizio alle 21. 

Una coppia – Hèctor e Paula – con qualche problema economico deve affrontare la scelta che gli propone il vecchio amico Toni, in attesa che li raggiunga per cena Berta, la giovane fidanzata psicologa di successo. Una decisione apparentemente semplice: accontentarsi di una piccola ma immediata fortuna o aspettare lunghi anni per decuplicarla?
Il dilemma che inizia come un semplice e teorico test di personalità, in un clima di divertita amicizia, diventa sempre più causticamente feroce, e mette progressivamente a nudo i caratteri, i pensieri reconditi e i delicati segreti dei quattro commensali. Fra battute di spirito al vetriolo e sferzanti dialoghi, i protagonisti vengono spinti a prendere decisioni che nell’arco di una cena cambieranno radicalmente le loro vite.
Il gioco drammaturgico si fa ancora più avvincente con il diretto coinvolgimento del pubblico che viene chiamato, a inizio spettacolo, a decidere quale ruolo, fra Hèctor e Toni, assegnare replica per replica ai due interpreti maschili, Roberto Ciufoli e Simone Colombari.
Lo spettacolo ha debuttato nel 2016 ed ancora in scena a Barcellona e Madrid. 

Maggiori informazioni al sito www.ertfvg.it e chiamando l’Ufficio IAT di Gemona (0432 981441), il Teatro Ristori di Cividale (0432 731353) e il Centro Culturale Aldo Moro di Cordenons (0434 932725).




Mileva, il debutto di Ksenija Martinovic al Teatro San Giorgio a Udine

Dopo Diario di una casalinga serba, opera prima di Ksenija Martinovic, il  CSS Teatro stabile di innovazione del FVG sostiene ora Mileva, una produzione risultato di un percorso di un anno di lavoro creativo che ha iniziato a svilupparsi come ricerca nel corso di una delle Residenze artistiche per le arti performative a Villa Manin del Progetto Dialoghi.

Mileva nasce attorno all’enigmatica personalità di Mileva Maric. Ideato e creato da Ksenija Martinovic, attrice e autrice di Belgrado da molti anni attiva in Italia e da lei interpretato assieme all’attore e danzatore Mattia Cason. L’invisibile presenza di una donna, una matematica e fisica serba, un tracciato biografico disseminato da indizi che ne suggeriscono il ruolo fondamentale nello sviluppo della teoria della relatività e del lavoro di Albert Einstein – di cui fu prima moglie – e un amore in cui tutto “è relativo”.

Un’attrice/ricercatrice naviga sul web per raccogliere uno dopo l’altro frammenti di una storia a lungo taciuta. Una biografia ricostruita come un puzzle a cui mancano molte tessere. La biografia, l’ennesima, di una scienziata la cui intelligenza e le cui scoperte sono state messe in secondo piano, quasi occultate, a vantaggio di un collega uomo.

Ma cosa pensare se lo scienziato in questione è la mente più geniale del XX secolo, Albert Einstein, e lei, la donna scienziata, è Mileva Maric, la sua prima moglie, ma anche la prima donna ammessa al corso di fisica al Politecnico di Zurigo? Spazio, tempo e gravità diventano metafore di un amore e delle sue ombre.

Avvolta nelle riflessioni che negano e minimizzano i risultati ottenuti dal genere femminile nella storia, l’attrice ⁄ ricercatrice viene ripetutamente interrotta da una presenza maschile che rende sempre più difficile il compito della ricerca. Un tessuto sonoro creato dal performer, a poco a poco, conduce la protagonista laddove inizialmente pareva rifiutarsi di andare, in quel luogo della memoria dove le ragioni della sua ricerca sembrano intrecciarsi con l’esistenza tragica di Mileva Maric, in una paradossale quanto dolorosa immedesimazione.

Mileva ha debuttato in prima assoluta ieri sera. Oggi e domani si replica alle ore 21 e domenica 9 febbraio alle ore 19 al Teatro S. Giorgio di Udine per la Stagione Teatro Contatto 38.

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L’Allegra Brigata: la Siena di santa Caterina 8 febbraio Associazione Archeosofica di Siena

È dedicato santa Caterina, una delle figure più straordinarie e trascinanti della storia medioevale il terzo appuntamento di “Siena Audace” il ciclo di incontri ad ingresso libero, che l’Associazione Archeosofica Sezione di Siena ha organizzato nell’intento di far conoscere lo speciale rapporto che la città ha con il sacro sin da tempi remoti.

Sabato 8 febbraio alle ore 17.30, presso la sede dell’associazione (via Banchi di Sopra 72- ingresso libero) testimonianze storiche, artistiche e letterarie permetteranno a Giulia Ercole e Chiara Gelli di ricostruire la vicenda della mistica senese svelandone aspetti meno noti.

Attorno alla giovane Caterina, donna autentica dalla straordinaria audacia, ragazza analfabeta che fu capace di una poderosa missione apostolica riuscendo a parlare ai sovrani d’Europa, sedando contese, facilitando la pace tra Stati e cambiando perfino le sorti del papato, si formò infatti una vera e propria famiglia spirituale, uomini e donne senesi travolti dall’autorevolezza e dalla forza d’amore di questa figlia di Siena che vennero conosciuti da tutti come l’Allegra Brigata dei caterinati.

Un gruppo di amici, a cui Caterina scosse a tal punto i cuori, che ben presto sotto la sua guida, fecero dilagare entusiasmo e autentico slancio mistico. Un messaggio tanto forte e audace, che a volte scandalizzò gli animi.

Nel corso dell’incontro, partendo dalla vicenda biografica della mistica senese, le due relatrici cercheranno di far luce anche sull’aspetto più riservato della dottrina cateriniana; quello del “cambiamento fisiologico del cuore” di cui si trova traccia anche nell’arte senese e persino nelle “Biccherne”, le tavolette dipinte che vennero prodotte dalle magistrature dell’antica repubblica.




Al via la rassegna TOO SHORT TO WAIT – da domani al 9 feb. a Torino: per il 19° GLOCAL FILM FESTIVAL

TOO SHORT TO WAIT

anteprima Spazio Piemonte :: 19° Glocal Film Festival

6 – 9 febbraio 2020 :: Il Movie (via Cagliari 40/e – Torino)

Primo giorno di proiezioni :: giovedì 6 febbraio 2020

Giovedì 6 febbraio si apre la quattro-giorni di proiezioni di TOO SHORT TO WAIT – anteprima Spazio Piemonte, rassegna dedicata ai cortometraggi piemontesi e prima fase della 19ª edizione del Glocal Film Festival che si terrà dal 12 al 16 marzo 2020 al Cinema Massimo MNC.

Fino a domenica 9 saranno 103 i cortometraggi che si alterneranno sul grande schermo della sala Il Movie di via Cagliari 40/e a Torino, di cui 94 in SPAZIO PIEMONTE – sezione competitiva riservata alle opere piemontesi sotto i 30’ realizzate nel 2019 9 in TORINO FACTORY – contest di video teaser per filmmaker under 30.

Anthropocene LOL_dei NERDO

In programma non mancano anche quest’anno gli appuntamenti CORSI CORTI. PICCOLE STORIE DI CINEMA, incontri che porteranno in sala – ogni giorno in apertura delle proiezioni serali – diverse tipologie di professionisti affermati nel campo del cinema e dell’audiovisivo per condividere la propria esperienza e visione, svelare aneddoti e consigli di insider esperti, a coloro che vogliono seguire questo percorso artistico e lavorativo.

Il primo ‘corso corto’ – giovedì 6 ore 21.30 – è con il collettivo NERDO, studio creativo e di animazione torinese dall’esperienza decennale riconosciuta a livello internazionale con premi come Promax, Bassawards, The Motion Awards e che ha li ha visti lavorare per brand tra cui Google, Nike, RAI, Sky, Mediaset, MTV. Daniele Gavatorta, Executive Creative Director & Partner, presenterà i corti Beer, libera interpretazione della poesia Beer di Bukowski, che ha riscosso grande successo ed è stato tra i finalisti del Festival di Annecy 2016; Relationshapes, nove brevissime insta-stories che uniscono libertà d’espressione e sperimentazione da ogni membro del team Nerdo; e l’ultimo Anthropocene, LOL, che affronta un tema attuale – la crisi climatica – e passa in rassegna tutti i disastri in corso per concludere con l’inevitabile apocalisse cheperò, risulta tale soltanto per il genere umano.

La rassegna di cinema breve prende il via già dal mattino con una doppia proiezione mattutina, alle 9.30 e alle 11.30, che vede in programma i 28 cortometraggi realizzati dagli studenti di scuole medie e superiori di diverse cittadine del Piemonte (Buttigliera Alta, Carignano, Omegna, Rosta, Torino e Torre Pellice). Un’incredibile partecipazione, sintomo di una familiarità sempre più spiccata tra i giovani nell’uso del linguaggio audiovisivo reso accessibile dai mezzi digitali, che diventano anche un modo per affrontare temi delicati come l’educazione sessuale, il bullismo, il cyberbullismo e l’integrazione. In programma anche il corto fuori concorso Booktrailer Lanterna magica, realizzato dagli alunni dell’Istituto Romolo Zerboni di Torino.

Relationshapes_ dei NERDO

Alle 19.30, in calendario il blocco DOC con Il Fotografo di Vanchiglia del torinese Maurizio Orlandi, che racconta la storia del fotografo Giovanni Ghija e della sua famiglia, conosciuti da sempre nel quartiere come i fotografi storici di Vanchiglia-Vanchiglietta; Le valli della Salamandra di Lanza di Marco Tessaro, girato sulle Alpi Cozie, tra Italia e Francia, che mostra l’ambiente di montagna dove vive un anfibio poco conosciuto presente esclusivamente in queste valli, la Salamandra di Lanza; Passaggi di Beppe Leonetti, selezionato al 37° TFF e finanziato dallo Short Film Fund di Film Commission Torino Piemonte, unisce le vite di padre e figlio; e Storie Invisibili. La resilienza nei campi profughi palestinesi in Libano di Andrea Tomasetto, girato a Beirut con il giornalista Luca Rolandi, è un viaggio all’interno dei Campi Profughi Palestinesi in Libano, per scoprirne le vite, le persone, le vicende, mettendo sotto i riflettori, in primo luogo, non i problemi, ma le soluzioni.

Alla presentazione dei NERDO per Corsi Corti delle 21.30, segue ART&CARTOON con, tra gli altri, 3 corti di affermati animatoriX.Y.U. di Donato Sansone, un piano sequenza in cui parti umane mutano nel gioco di una continua trasformazione fisica e spaziale; Sono un Poeta, Cara di Vincenzo Gioanola, che illustra ironicamente una delle prime poesie di Guido Catalano; Corkscrewed di Massimo Ottoni, storia di un corteggiamento, premiato ai festival Farm Film, Cinanima, Cartoon Club, Oaxaca film fest e Lund fantastik film fest.

Insieme a questi anche 5 corti degli studenti del CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia – Animazione anch’essi degni di svariati festival internazionaliCoscienza Pulita di Francesco Corrado, Sara Binetti, Francesca De Toni, Simone Stassano; Maga Wanda di Jacopo Martinello, Domenico Acito, Giulia Auditore, Andrea Parisella, Marta Treccani; Pilgrim di Matteo Ricci, Andrea Berardi; The King Dom di Marco Raffaelli, Elena Sorrentino, Giacomo Bianchi, Melania Campanaro e Whatever Happened To Darwin di Sara Crippa, Leonardo Altieri, Giulia Manna, Maria Nocerino.

Il pubblico in sala avrà la possibilità di votare i corti preferiti e 5 di questi entreranno a far parte della rosa dei 20 che approderanno a marzo al Glocal, insieme ai 15 corti selezionati dalle curatrici Chiara Pellegrini e Roberta Pozza. Tutti i corti che accederanno alla sezione competitiva Spazio Piemonte gareggeranno per il PREMIO TORÈT Miglior Cortometraggio (1.500 €), il Premio ODS – Miglior Attore, Premio ODS – Miglior Attrice e Miglior Corto d’Animazione assegnati dalla giuria di professionisti del campo, oltre ai premi speciali dei partner Cinemaitaliano.info, Scuola Holden, Machiavelli Music, Seeyousound International Music Film Festival – Premio Vecosell Miglior Videoclip, il Premio Miglior Corto Scuole e il Premio del Pubblico.

:: TIMELINE GLOCAL FILM FESTIVAL 2020 ::

  • 6 – 9 febbraio 2020, Sala Il Movie, TOO SHORT TO WAIT

  • 12 – 16 marzo 2020, Cinema Massimo MNC, GLOCAL FILM FESTIVAL
  • 14 – 15 marzo 2020, CSC Animazione, MASTERCLASS Disegnare il cinema con GIUSEPPE LIOTTI

TOO SHORT TO WAIT :: anteprima Spazio Piemonte :: Glocal Film Festival

6 – 9 febbraio 2020 :: Il Movie (via Cagliari 40/e – Torino)

Ingresso 5 € / Ridotto 3 € under12 / gratuito per i soci Piemonte Movie
INFO: www.piemontemovie.com – info@piemontemovie.com – 328.845.82.81
facebook.com/PiemonteMoviegLocal – twitter.com/piemontemovie



Pasolini: in mostra a Casarsa le opere dell’illustratore del NewYorker dedicate a Versuta da sabato 8 febbraio

Ora di quel tempo mi sembra tutto perfetto”: così diceva Pasolini dei giorni in cui, nel Casèl in mezzo ai campi di Versuta, si riuniva il piccolo gruppo di alunni dell’Academiuta di lenga furlana, la scuola fondata dal poeta nel borgo alle porte di Casarsa dove si era rifugiato con la madre nell’ottobre del 1944, per restarvi fino al 1947, tra i bombardamenti degli ultimi fuochi del conflitto e i primi timidi passi del Dopoguerra.

E proprio ai luoghi pasoliniani di Versuta, testimoni della gioventù di Pier Paolo e ispirazione di molte sue intense pagine, è dedicata la mostra che apre nel 2020 le attività del Centro Studi Pasolini di Casarsa, grazie all’omaggio che a questo luogo, così carico di ricordi e significati, rese l’artista Mario Micossi. Ju pai ciamps di Versuta. Incisioni, graffiti e disegni sui luoghi di Pasolini” è il titolo dell’esposizione che s’inaugura sabato 8 febbraio alle 17.30 a Casarsa in Casa Colùs a cura di Gianfranco Ellero, grazie alla disponibilità di Elena e Anna Micossi, appassionate custodi dell’eredità dello zio, con il sostegno del Comune cittadino e della Regione Friuli Venezia Giulia.

Nato ad Artegna nel 1926, Micossi fu pittore ed incisore di fama internazionale, le cui opere sono oggi esposte in gallerie e musei di Vienna, New York, Berlino, Tokyo, Boston, Chicago e San Francisco. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Roma, si trasferì fino al 1955 a New York, dove ottenne larga fama anche grazie a disegni e litografie realizzati per la celebre rivista ‘’The New Yorker’’. Il suo punto di riferimento rimase sempre il paesaggio friulano, chel’artista continuò a ricreare per tutta la sua vita, ispirando tra l’altro alcune delle prose e poesie giovanili di Pasolini.

Nel 1994, inseguendo la prospettiva dell’arco delle Alpi Giulie, Micossi capitò quasi per caso a Versuta, in una trasparente giornata d’inverno: “Una rivelazione! È da qui che il profilo completo di quel meraviglioso capriccio geologico, che sono le Giulie, appare in tutto il suo splendore”. Nel corso di diversi mesi egli frequentò quei luoghi, cui Pasolini aveva legato i suoi anni di gioventù, realizzando disegni a matitagraffitipiccoli acquerelli in formato cartolina, alcuni dei quali furono pubblicati l’anno seguente nel volume Ciasarsa San Zuan Vilasil Versuta, curato già allora da Gianfranco Ellero per la Società Filologica Friulana.

Ora alcune di queste opere resteranno in mostra fino all’8 marzo nelle sale del Centro Studi un tempo dimora della madre di Pasolini: le vedute della chiesetta trecentesca di Sant’Antonio abate, i filari di gelsi, le vigne e i campi di granturco palpitano nel tocco sapiente dell’artista, riportando l’eco dei giorni felici del poeta legati alla nascita dell’Academiuta. Della piccola scuola di Versuta fondata nel 1945 cade infatti nel 2020 la ricorrenza dei 75 anni, cui sarà dedicato dal Centro Studi un ricco calendario di iniziative che, a partire proprio da questa esposizione, metteranno al centro l’importante anniversario pasoliniano.

Info: www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it




dal 5 febbraio JEZABEL dal romanzo di IRENE NEMIROVSKY con ELENA GHIAUROV – al Teatro ROSSETTI DI TRIESTE

Va in scena dal 5 febbraio al Politeama Rossetti a pochi giorni dal debutto nazionale – “Jezabeldal romanzo di Irène Némirovsky: la complessa e antesignana figura della protagonista, una donna che non accetta di invecchiare, è interpretata dalla bravissima Elena Ghiaurov. Diretto da Paolo Valerio lo spettacolo replica fino a domenica 9 febbraio nel cartellone Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

Scritto nel 1936 Jezabeldi Iréne Némirovsky è un romanzo molto antesignano e per molti versi inquietante se guardato con gli occhi di oggi, per quante sono le attinenze con il nostro tempo. Diretto da Paolo Valerio, nelladattamento di Francesco Niccolini, diviene ora uno spettacolo, con al suo centro la figura di una donna che non riesce ad accettare di invecchiare: una notevole prova dattrice per Elena Ghiaurov.

Anche nel nostro presente sembra non esserci più posto né comprensione per la fragilità, limperfezione, la vecchiaia.

Ed unattrice intelligente, sensibile, affascinante come Elena Ghiaurov si addentra in questa riflessione, incarnando un personaggio ricco di inquietanti suggestioni e di verità.

Il sipario si apre su un processo in cui la protagonista è accusata di omicidio. La donna, sessantenne ed ancora molto bella, avrebbe ucciso il proprio amante di quarantanni più giovane. A ritroso si percorre dunque la sua vita, scoprendola capace di superare più di un matrimonio, gravi lutti, difficoltà, ma non di affrontare la paura di invecchiare, di non essere bella, di perdere la possibilità di stare al centro dellattenzione.

È significativo che nella messinscena la danza sia una sorta di filo conduttore nella vita della protagonista, che balla da quando appare in società, appena diciottenne, fino alla fine.

«Jezabel dice Paolo Valerio – è un romanzo crudele, umano e sublime. Il sentimento di smarrimento che ci attraversa, leggendo Irène Némirovsky, è limmagine da cui sono partito per il progetto di regia. Una miriade di personaggi che entrano ed escono dalla vita di Jezabel le donne amiche ma rivali, gli uomini, mariti e amanti, la figlia risoluta, il ricordo di una madre assente ed egoista con Elena Ghiaurov che incarna uneroina tragica, antica e contemporanea. Una scena che racconta oggetti che oscillano nellincessante scorrere del tempo. E per ogni persona o cosa, lineluttabile paura della perdita. Listante, come il piacere, non si può fermare. E come il teatro è evanescente, impalpabile, così Jezabel scivola nella sua vita, da un amore allaltro, nel disperato tentativo di fermare il destino. In realtà, la passione e il sangue la guidano nellabisso dei suoi desideri. Lo scontro è con tutti, contro tutti e contro sé stessa. E quel che rimane è una disperata solitudine, simile alla pace del cuore di una musica che si dissolve in lontananza».

Nata a Kiev nel 1903 da un banchiere ebreo, Iréne Némirovsky vive uninfanzia agiata a San Pietroburgo: a causa della Rivoluzione dOttobre nel 1918 fugge con la famiglia, che si trasferisce a Parigi. Trascorre lì un periodo di grande vitalità e intensità culturale: si laurea alla Sorbona a pieni voti, inizia a scrivere e a pubblicare con successo, sposa Michel Epstein, un ingegnere ebreo russo da cui ha due figlie. Il suo romanzo desordio è “Le malentendu (1926): seguono altri diciassette titoli, fra cui Un enfant prodige, David Golder, Le bal, Les mouches dautomnee scrive anche molti racconti. Forse il più noto fra i suoi lavori è la raccolta Suite française apparso postumo nel 2004 (dal secondo libro è stato tratto lomonimo film diretto da Saul Dibb): un drammatico affresco del periodo della seconda guerra mondiale in Francia, che lautrice purtroppo non riesce a completare. Viene infatti perseguitata per le leggi razziali: fugge da Parigi, mette in salvo le figlie (che poi pubblicheranno lopera della madre) ma né lei né il marito si salvano dalla deportazione nel 1942 ad Auschwitz, dove muoiono entrambi.

Iréne Nèmirovsky è una delle voci femminili più significative e originali della letteratura fra le due guerre: a causa della sua vita, toccata dalle tragedie del Novecento, la sua importanza è emersa nella sua pienezza solo negli ultimi decenni.

Alla Sala Assicurazioni Generali lo spettacolo replica alle ore 20.30 dal 5 all8 febbraio e domenica 9 febbraio alle ore 16. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti, agli altri consueti punti vendita, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.

JEZABEL
dal romanzo di Irène Némirovsky
adattamento di Francesco Niccolini

con Elena Ghiaurov
e con Roberto Petruzzelli, Leonardo De Colle,

Francesca Botti, Sara Drago,

Giulia Odetto, Jozef Gjura

al piano Sabrina Reale

regia Paolo Valerio

movimenti di scena Monica Codena
scene Antonio Panzuto
costumi Luigi Perego
consulenza alle luci Luigi Saccomandi

musiche Antonio Di Pofi
produzione Teatro Stabile di Verona – Centro di Produzione Teatrale Teatro Stabile di Napoli Teatro Nazionale




1 APRILE 2020 @ UDINE, Teatro Nuovo Giovanni da Udine

Biglietti in vendita dalle ore 10:00 di mercoledì 5 febbraio online e nei punti vendita autorizzati

Dai Led Zeppelin ai Pink Floyd, passando per i Deep Purple, i Queen, i Rolling Stones, gli AC/DC e tantissimi altri mostri sacri della storia mondiale della musica rock che rivivono in chiave sinfonica in “ROCK OPERA”.

Un concerto evento dove l’atmosfera e la potenza delle canzoni originali si fondono con il suono maestoso di un grande ensemble, impreziosito dalle eccezionali voci dei solisti, con più di 50 elementi sul palco tra orchestra, coro, big band e solisti.

Dopo aver riempito i principali teatri nei Balcani, a grande richiesta la straordinaria produzione dell’Orchestra e Del Coro del Teatro Nazionale dell’Opera di Novi Sad – diretti dal Maestro Fedor Vrtacnik – arriva per la prima volta in Italia. Visto il successo della prevendita per il concerto in programma il 30 marzo al Politeama Rossetti di Trieste, a grande richiesta oggi vengono annunciati due nuovi appuntamenti: il 31 marzo al Gran Teatro Geox di Padova e l’1 aprile al Teatro Nuovo Giovanni da Udine.

I biglietti saranno in vendita dalle ore 10:00 di mercoledì 5 febbraio: per la data di Padova online su Ticketmaster.it, Ticketone.it e nei punti vendita autorizzati ZedLive e per la data di Udine online su Ticketone.it, nei punti vendita autorizzati e dalle ore 16:00 di mercoledì 5 febbraio anche alle biglietterie del Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Nel programma di “ROCK OPERA” ci sono davvero tutte le grandi hit, che hanno caratterizzato la storia del rock e che sono in grado di emozionare e coinvolgere il pubblico di tutte le età: da “Stairway to heaven” dei Led Zeppelin ad “Another brick in the wall” dei Pink Floyd, passando per “Smoke on the water” dei Deep Purple, “I can’t get no satisfaction” dei Rolling Stones e “Highway to Hell” degli AC/DC.

E ancora, dall’epopea Queen ci saranno “Somebody to Love”, “We will rock you”, “We are the champions” e “Bohemian Rhapsody”…L’Orchestra viene dunque riportata al suo ruolo storico, suonando brani amatissimi dal pubblico!

 

 UDINE, Teatro Nuovo Giovanni da Udine

MERCOLEDÌ 1 APRILE 2020, ore 21:00

Prezzi dei biglietti:

Platea numerata            € 42,00 + diritti di prevendita

Prima galleria                € 36,00 + diritti di prevendita

Seconda galleria           € 32,00 + diritti di prevendita

Terza galleria                € 28,00 + diritti di prevendita

Biglietti in vendita dalle ore 10:00 di mercoledì 5 febbraio online su Ticketone.it, nei punti vendita autorizzati Ticketone e dalle ore 16:00 di mercoledì 5 febbraio alle biglietterie del Teatro Nuovo Giovanni da Udine (aperte ogni giorno, dal martedì al sabato, dalle ore 16:00 alle ore 19:00)

 

PER INFORMAZIONI SUL CONCERTO DI UDINE (1 APRILE 2020):

Teatro Nuovo Giovanni da Udine – www.teatroudine.it – tel. +39 0432 248418

VignaPR – www.vignapr.itinfo@vignapr.it