YANN TIERSEN il 9 luglio a Villa Manin con il suo nuovo All Tour mondiale

Biglietti in vendita dalle ore 10:00 di venerdì 5 aprile online su Ticketone.it e nei punti vendita autorizzati

 Nato a Brest in Bretagna, nel 1970, il compositore e polistrumentista francese Yann Tiersen è uno dei più importanti, versatili e poliedrici compositori della scena strumentale internazionale. Il successo arriva in Francia nel 1998 con la pubblicazione del terzo disco “Le Phare” e nel 2001 in tutto il mondo, grazie alle musiche della colonna sonora del film “Il Favoloso Mondo di Amélie”. Negli anni ha poi musicato altre pellicole di altissimo livello, tra cui “Good Bye Lenin!”, “Tabarly” e numerosi cortometraggi. Più volte paragonato a Erik Satie o Nina Rota, Yann Tiersen è un artista senza limiti e confini, in grado di spaziare dalla classica sino all’elettronica e alla musica popolare.

Anticipato dai brani “Tempelhof” e “Peli”, quest’ultimo scritto come ninna nanna per il figlio che sottolinea la connessione dell’uomo con la natura, Yann Tiersen ha pubblicato lo scorso 15 febbraio in tutto il mondo il nuovo album “All”, il primo disco a essere registrato in The Eskal, il nuovo studio di Tiersen, nonché centro sociale, costruito in una discoteca abbandonato sull’isola di Ushant, la piccola isola nel mare Celtico, tra la Bretagna e la Cornovaglia, la casa dell’artista bretone negli ultimi 10 anni.

A supporto della pubblicazione del nuovo album, è partito anche uno straordinario tour nei principali teatri del mondo, incluse due date alla Royal Albert Hall di Londra e cinque date tutte esaurite nei principali teatri italiani. A grande richiesta ritornerà in Italia in estate: il 9 luglio si esibirà in Villa Manin a Codroipo (UD), nell’ambito della rassegna estiva “Villa Manin 2019”. I biglietti (prezzi da 28 a 44 euro più diritti di prevendita) sono già in vendita online su Ticketone.it e nei punti vendita autorizzati Ticketone.

Il nuovo album, mixato e co-prodotto da Gareth Jones, segue le tematiche sull’ambiente e sulla connessione con la natura, precedentemente esplorate in Eusa, aggiungendo registrazioni con la tecnica del field recording, ovvero suoni presi anche da altre parti del mondo oltre alla Bretagna, come le Redwood Forests della California o le registrazioni dei campi dell’aeroporto di Tempelhof a Berlino (da qui il titolo del primo singolo “Tempelhof”).




Kingdom, critica al mondo capitalista

La complessità del presente raccontata attraverso danze tribali, filmati di King Kong e banane. Ecco Kingdom il nuovo lavoro di Agrupación Senor Serrano presentato al Palamostre di Udine per Contatto 37.

Dopo Birdie che aveva come oggetto migrazioni e migranti, Kingdom prende in considerazione l’economia capitalista e i suoi effetti nel mondo. La crisi del 2008 aveva fatto sperare in un cambiamento ma a distanza di dieci anni ci si rende conto che tutto è rimasto uguale. Agrupación senor Serrano analizza la crisi attraverso King Kong e le banane bestie insaziabili che crescono senza limiti utilizzando grandi quantità di risorse. King Kong e le banane come metafora del mondo che utilizzando indistintamente le risorse non fa altro che correre verso l’estinzione. Senza per altro rendersene conto.
In scena i performer  si muovono attorno a lunghi tavoli sui quali in miniatura ci sono i mondi che verranno rappresentati e raccontati. I performer riprendono con telecamere a mano, in diretta ciò che popola i tavoli, oggetti, frutti, fiori, piante, modellini di  ferrovie rimandando le immagini in grandi schermi. Lo spettatore dunque è immerso in un mix di elementi dal vivo, di parole dette, raccontate dai performer, oggetti e video in diretta e registrati.
Ecco il mondo complesso in cui ci troviamo a vivere dove alla soddisfazione di un desiderio subito viene creato un nuovo bisogno. Bisogni pilotati e creati ad hoc che tengono sotto scacco l’uomo di oggi. All’insegna di un benessere solo apparente.



Con il fuoco e con la terra. L’Arte della maiolica ad Ascoli Piceno dal XV secolo a oggi 13 apr-3 nov Ascoli Piceno

Il Comune di Ascoli Piceno celebra la sua antica vocazione manifatturiera con una grande mostra dedicata alla ceramica: la storia di una florida tradizione artigianale raccontata attraverso una serie di opere realizzate nel territorio dalla fine del Trecento fino ai giorni nostri, includendo anche una selezione di opere di ceramisti ancora attivi nei territori del cratere del sisma del 2016 tra le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata.

Il Comune di Ascoli Piceno, in collaborazione con Regione Marche, ANCI Marche, Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno e l’Accademia dei Maiolicari di Ascoli Piceno, presenta la mostra Con il fuoco e con la Terra. L’Arte della maiolica ad Ascoli Piceno dal XV secolo a oggi, a cura di Giuseppe Matricardi e Stefano Papetti. Patrocinata dal MiBAC, dall’Associazione Italiana Città della Ceramica e dall’Università degli Studi di Camerino, l’esposizione, aperta al pubblico dal 13 aprile al 3 novembre 2019 presso il Museo dell’Arte Ceramica di Ascoli Piceno, celebra la produzione ceramica ascolana da fine Trecento ai giorni nostri con un’ampia sezione dedicata ai ceramisti attualmente attivi nel territorio.

Un’antica tradizione legata all’arte della maiolica contraddistingue la città di Ascolie il suo territorio dagli altri centri marchigiani attivi nella produzione ceramica. Seppur contrassegnata da un alternarsi di vicende, che in alcuni casi ne hanno arrestato momentaneamente lo sviluppo, già dalla fine del XIV secolo la città vanta numerose fabbriche di maiolicai specializzati nella decorazione della ceramica su smalto e questa tradizione, nonostante il terremoto del 2016, perdura fino a oggi. La tipica ‘rosetta’, i paesaggi rurali, le torri merlate e i richiami ai dipinti dei pittori attivi in città fin dal quattrocento, come Carlo Crivelli, sono i soggetti scelti dagli artigiani locali e che nel corso del tempo hanno contraddistinto le maioliche ascolane.

La mostra, allestita negli ambienti del Convento annesso alla duecentesca Chiesa di San Tommaso, oggi sede del Museo dell’Arte Ceramica, è articolata in cinque sezioni e segue un ordinamento cronologico.

La prima sezione è dedicata ai bacini in maiolica arcaica realizzati ad Ascoli sul finire del Trecento: si tratta di manufatti decorati con stilizzate figure fitomorfe, dipinte in ramina, manganese e zaffera, secondo moduli comuni ad altri centri manifatturieri dell’Italia Centrale che venivano utilizzati per adornare le facciate delle chiese ascolane, come ancora dimostrano le ceramiche presenti nelle chiese di Santa Maria delle Donne, San Venanzio e San Tommaso.

La seconda e la terza sezione illustrano i rapporti intrattenuti dalla città di Ascoli Piceno con il grande centro manifatturiero di Castelli, attivo nel confinante Regno di Napoli, dove fra Cinque e Seicento si rifornirono gli Anziani del Comune, i principali monasteri cittadini e le più importanti famiglie del patriziato: lo dimostrano tazze e mattonelle dipinte con soggetti legati alla devozione ascolana, come la bella immagine di Sant’Emidio che battezza Polisia realizzata dalla bottega dei Grue. Andati perduti i piatti azzurri dipinti con lo stemma cittadino, ordinati in occasione dei banchetti allestiti presso il Palazzo Comunale, saranno le maioliche da tavola del servizio Farnese a rievocare il fasto delle mense rinascimentali ascolane insieme alle saliere, ai versatoi, ai grandi piatti da parata.

La quarta sezione presenta le ceramiche prodotte ad Ascoli Piceno dalla manifattura allestita nel 1787 dal colto abate di sant’Angelo MagnoValeriano Malaspina, con l’intento di porre freno all’importazione di prodotti castellani e di rivitalizzare la produzione locale: dopo essere stata diretta dal pesarese Biagio Cacciani e dal napoletano Nicola Giustiniani, la manifattura venne rilevata dal ceramista Giorgio Paci, la cui famiglia per tre generazioni monopolizzò il mercato ascolano proponendo nuovi spunti decorativi, come la caratteristica “rosa ascolana”, i motivi in rilievo di ispirazione classica e soprattutto la rara produzione di oggetti marmorizzati con una tecnica assai particolare.

La quinta sezione, incentrata sul Novecento fino ai giorni nostri, ricostruisce le vicende delle più importanti botteghe attive ad Ascoli in questo arco temporale: cinquanta anni dopo la chiusura della manifattura Paci, sarà l’ing. Matricardi a fondare una nuova fabbrica di maioliche, dapprima servendosi di artisti castellani e dopo di un grande ceramista pesarese Gian Carlo Polidori che portava ad Ascoli Piceno una straordinaria esperienza creativa che si esprime nella originali decorazioni dei grandi piatti con figure di portatrici, vedute adriatiche, scene in maschera di chiaro spirito dèco, valorizzate dall’uso di smalti brillanti e dalla ramina in rilievo. La crisi economica degli anni Trenta colpì duramente l’artigianato artistico ascolano, ma i lavoranti della ditta Matricardi si organizzarono in modo autonomo dando vita alla FAMA che proseguì nel solco della tradizione aperta dal Polidori: oggi sono una ventina i laboratori ceramici attivi in città dove si continua una tradizione decorativa tipica del territorio.

La mostra si chiude nel chiostro medioevale del Museo con una selezione di opere realizzate dai ceramisti attivi oggi nel territorio di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata che, anche se colpiti duramente dal sisma del 2016, continuano ancora a mantenere viva quest’antica tradizione locale. L’esposizione è accompagnata da un ricco palinsesto che prevede laboratori didattici per le scuole, visite nelle botteghe del territorio e incontri aperti al pubblico e agli operatori del settore su temi legati alla storia della ceramica marchigiana, al restauro, alla diagnostica museale e all’archeologia.

 




JETHRO TULL 50TH ANNIVERSARY TOUR: QUESTA SERA – 1 APRILE – AL TEATRO POLITEAMA ROSSETTI DI TRIESTE

 Era il 2 febbraio 1968 nel famoso Marquee Club di Wardour Street quando i Jethro Tull si esibirono per la prima volta sotto questo nome. Il gruppo diventerà una delle band durature di maggior successo della loro era, vendendo oltre 60 milioni di album in tutto il mondo ed entrando nella coscienza collettiva culturale.

Per celebrare questo anniversario d’oro, il polistrumentista, compositore e cantante Ian Anderson, leader e voce dei Jethro Tull, sta portando in tutto il mondo il “50th Anniversary Tour” in arrivo in Italia per sole quattro date: dopo Torino, Brescia e Bologna la mitica band approda a Trieste, al Politeama Rossetti, per l’unica data del Nordest, lunedì 1 aprile (inizio alle 21.00).

Jethro Tull sono una delle più grandi band di progressive rock di tutti i tempi e il loro immenso e variegato catalogo di opere comprende folk, blues, musica classica e heavy rock. I concerti dell’anniversario sono caratterizzati da un ampio mix di materiali, alcuni dei quali incentrati sul primo periodo formativo e sugli “heavy hitters” del catalogo Tull degli album This WasStand UpBenefitAqualungThick As A BrickToo Old to Rock And Roll: Too Young To DieSongs From The WoodHeavy HorsesCrest Of A Knave e anche un tocco di TAAB2dal 2012.

Di solito non sono un tipo da compleanno anniversario” – spiega Ian Anderson “ma, per una volta, non sarò neanche un guastafeste! Faccio tesoro dei ricordi dei primi anni del repertorio dei Jethro Tull, associato com’è alle avventure di visitare così tanti paesi per la prima volta entrando in contatto con nuovi fan in tutto il mondo. E questa è una celebrazione di tutti i 33 membri della band che hanno fatto parte dei nostri ranghi: musicisti che hanno portato i loro talenti, abilità e stili per produrre le esibizioni dal vivo e in studio. Unisciti a me e alla band attuale per una serata nostalgica di musica varia rappresentativa del mio cantautorato in continua evoluzione, mentre le nostre carriere progredivano negli anni “.

Ian Anderson è accompagnato sul palco da David Goodier (basso), John O’Hara (tastiere), Florian Opahle (chitarra), Scott Hammond (batteria) e un’ospite virtuale a sorpresa.

Formatisi nel 1968, Jethro Tull hanno pubblicato 30 album in studio e dal vivo, vendendo oltre 60 milioni di copie in tutto il mondo. Durante i loro 50 anni di storia, la band ha fatto oltre 3.000 concerti in più di 50 paesi, suonando più di 100 concerti ogni anno.

I biglietti sono disponibili online su Ticketone e nei punti vendita del circuito




MY FANTASTIC PETS PORDENONE dal 30 al 31 marzo in PordenoneFiera

PER LA PRIMA VOLTA A PORDENONEFIERE SBARCA

MY FANTASTIC PETS, IL SALONE DEGLI ANIMALI ESOTICI E DA COMPAGNIA.

Marzo 2019 – Tutto è pronto per la prima edizione di My Fantastic Pets, il più grande salone degli animali da compagnia ed esotici, che si terrà sabato 30 e domenica 31 marzo a Pordenone Fiere.
La fiera si svilupperà nei padiglioni 2, 3, 4 e sarà dedicata a tutte le specie animali, per imparare a rispettarle e prendersi cura di loro.


Saranno rappresentate tutte le categorie di animali da compagnia: cani, gatti, pesci, rettili, uccelli, piccoli animali e animali della fattoria e tutti i prodotti e servizi a loro dedicati.

La manifestazione è rivolta a chi vuole avvicinarsi al mondo del pet per conoscere gli animali da vicino e imparare a prendersene cura e ad un pubblico di appassionati che già possiede un animale domestico e che in fiera potrà apprendere il modo più corretto di avvicinarsi e relazionarsi con il proprio piccolo amico. My Fantstic Pets ha inoltre l’obbiettivo di coinvolgere un pubblico più esperto che in fiera potrà acquisire conoscenze per sviluppare ulteriormente la propria passione.

In contemporanea Esotika Pet Show, la Fiera Nazionale degli animali esotici, grande mostra mercato di rettili e anfibi, piccoli animali come furetti, cavie, porcellini d’India, cincillà e tanto altro ancora! I visitatori inoltre potranno acquistare direttamente in fiera il loro animale esotico preferito.

Nell’area dedicata al cane, non ci saranno cuccioli in gabbia o in vendita, ma molta informazione da parte degli allevatori che illustreranno le caratteristiche e le attitudini delle varie razze.

Nell’area dedicata ai gatti, i visitatori potranno scoprire l’incredibile varietà dell’affascinante mondo felino. Saranno presentate le diverse razze offrendo consigli per orientarsi in modo consapevole verso la razza preferita. L’area dedicata all’acquariofilia sarà il posto giusto per essere immersi totalmente nel mondo dell’acquario e agli appassionati del settore di confrontarsi e conoscere nuove aziende e nuovi prodotti; si potranno trovare acquari, pesci di acqua dolce e marina, piante acquatiche e palustri, coralli duri e molli, invertebrati, caridine e molto altro ancora. L’area dei rettili metterà in mostra tante specie diverse di serpenti, tartarughe, sauri, anfibi, anche di specie esotiche, ed anche tutto ciò che serve ad appassionati di erpetologia. Nell’area degli uccelli, grazie a singoli allevatori e alle associazioni avicole, saranno in mostra tante varietà: pappagalli, canarini, esemplari da voliera, con un particolare spazio dedicato alla falconeria. Ai piccoli animali da compagnia, sarà dedica una parte dell’esposizione dove si potranno trovare cavie di diverse razze, porcellini d’india, criceti, cincillà, coniglietti nani, furetti.
Infine nell’
area dedicata agli animali della fattoria i bambini avranno l’opportunità di effettuare il battesimo della sella, il primo incontro tra il bambino e il cavallo. Si tratta di una breve lezione in cui il bambino si avvicina al cavallo e viene assistito nella messa in sella.


http://www.myfantasticpets.it/pordenone/

Oltre alla parte espositiva My Fantastic Pets propone un ricco programma di eventi per il pubblico e di intrattenimento live: esibizioni di falconeria, agility dog, sheep dog con le oche, obedience, disc dog, area dog grooming, aperidog, cani da salvataggio, dog movie casting, dog dance, pony show, sfilata dog a porter. E ancora esposizione mostra mercato di anfibi e piccoli roditori, pappagalli show, goldfish show, betta show, caridina show, ciclidi show.

Fattoria Didattica: pollaio ornamentale e battesimo della sella per i bambini.

My Fantastic Pets offre inoltre attività educative dedicate ai bambini per avvicinarli al mondo animale attraverso varie tematiche con un programma di laboratori ed attività dedicate alla pet teraphy, all’addestramento cinofilo, alla cura degli animali e alla conoscenza delle diverse specie animali presenti in fiera.

Il programma dettagliato per argomenti ed orari degli spettacoli e laboratori è consultabile nel sito http://www.myfantasticpets.it/pordenone/eventi/

Ad arricchire ulteriormente la manifestazione il main sponsor dell’area cinofila e felina Monge, la famiglia italiana del pet food per eccellenza, porterà in fiera più di 20 allevamenti di razze canine che il pubblico potrà conoscere ed ammirare.

My Fantastic Pets è in programma sabato 30 e domenica 31 marzo nei pad. 2, 3, 4 di Pordenone Fiere. Gli orari della fiera sono per entrambe le giornate 9.30 – 19.00. Tutte le informazioni su come arrivare in fiera, sui parcheggi, gli aggiornamenti e il programma eventi e didattica sono disponibili nel sito http://www.myfantasticpets.it/pordenone/

da dove è possibile scaricarsi il biglietto ridotto e pagare quindi 8 € invece che 10 €.

E’ consentito l’ingresso agli animali in possesso del libretto sanitario in regola.




Scarpinato riflette sul bisogno d’amore

Se non sporca il mio pavimento è una delle nuove produzioni del CSS Teatro Stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, andato in scena in questi giorni al San Giorgio di Udine.

La piece era stata già presentata, di recente e con successo, al Teatro Bellini di Napoli e al Teatro filodrammatici di Milano .

Giuliano Scarpinato ha trovato lo spunto del suo nuovo lavoro in un fatto di cronaca nera italiana accaduto pochi anni fa. Gloria Rosboch, insegnante di sostegno, era stata uccisa da un ex studente, Gabriele Defilippi, e dal di lui complice e amante Roberto Obert.

Scarpinato mette in scena Gioia Montefiore (impersonata dall’ottima  Francesca Turrini) insegnante di quasi 50 anni che vive con l’anziana madre nella casa di famiglia. Alessio Benedetti è uno studente di 17 anni con una famiglia difficile alle spalle che sogna di andare in Francia per aprire una società di servizi. Il suo amante Cosimo Comes è un parrucchiere di 54 anni che ha un salone di bellezza che si chiama Armonya. Lo studente circuisce e seduce la professoressa facendosi consegnare i risparmi di una vita con la promessa di amore e di una nuova vita in Francia, sulla Costa Azzurra. Alla fine ucciderà Gloria con la complicità del parrucchiere amante, perché lei minaccerà di denunciarlo se non le restituisce il maltolto.

Al di là della tragica cronaca, chi è Gioia?

È una donna adulta vittima di un’educazione repressiva,  soffre una madre ingombrante con cui vive (Beatrice Schiros appare in video) e che le dirige la vita. Gioia trascorre il suo tempo libero nella sua cameretta di ragazza dai colori pastello. È in sovrappeso, abbigliata in modo antico e un po’ grottesco con gonna sotto il ginocchio e camicetta, golfino e gambaletti color carne a vista. Quando incontra Alessio (lo studente rappresentato da Michele De Girolamo) forse le sembra di poter evadere dal grigiore della sua vita e cade nella trappola. Inesperta, non si rende conto che il ragazzo la usa per i propri scopi, come lui fa anche con il parrucchiere suo amante che tiene sotto scacco (un bravissimo Gabriele Benedetti).

In questo tragico intreccio di amori, o meglio di solitudini, si compie il delitto.

Scarpinato non da’ giudizi morali, rappresenta la storia così come si è svolta e compiuta e mette nelle mani dello spettatore l’esistenza di tre esclusi diversissimi tra loro, lasciando a lui il giudizio sulle colpe dei due assassini.

L’autore sollecita inoltre negli spettatori molti spunti di riflessione sull’adolescenza, periodo difficile e  tra i  più complicati nella vita di un individuo.

Quando il passaggio all’età adulta non si compie appieno ci troviamo davanti ad adulti mai cresciuti, non indipendenti dal punto di vista psicologico.

Scarpinato ci fa capire quanto è importante la famiglia in questo percorso, e soprattutto quanto è importante sostenere i giovani verso l’indipendenza e la maturità anche sentimentale.

Ci fa capire quanto può essere grande il bisogno d’amore, spesso ricercato in modo anche spasmodico on line, e quanto sia pericoloso incontrare le persone sbagliate..

Molto bella la scenografia da leggere su più livelli. La stanza adolescenziale di Gioia  è sovrastata dallo sguardo indiscreto di un grande occhio da cui si vede la madre che osserva e dirige la donna in ogni suo movimento. Il grande occhio è anche lavagna per i sovratitoli: rapidi scambi di battute che scandiscono il tempo e lo spazio dell’azione. Una grande finestra e un sapiente gioco di luci trasportano gli spettatori ora nel Salone del parrucchiere ora nella nella stanza dello studente.  Un grande specchio fa da cornice ai sogni e alle speranze di Gioia. Gioia come Alice nel paese delle meraviglie che cerca di sfuggire alla propria vita entrando nello specchio magico. A che prezzo!

Nel lavoro di Scarpinato si trovano anche tracce di Eco e Narciso, la storia della “ninfa dannata da Afrodite ad amare non corrisposta fino alla consunzione delle carni, alla rarefazione in muschio corteccia e puro suono e del suo oggetto  del desiderio, il giovinetto perdutamente innamorato della propria immagine riflessa nell’acqua”.

Dopo “Fa’afafine” storia di un bambino che ancora non si riconosce in un identità compiuta e “Alan e il mare” in memoria del bambino Siriano morto in fuga, annegato sulle cose della Turchia, Scarpinato convince con il suo nuovo spettacolo.

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Quasi per gioco è nata la passione di Elena

 

Elena Altran inizia con pupazzi all’uncinetto e crea una pagina Facebook: “Le mani di Elena” .

Biondo

E’autodidatta e non ha partecipato a nessun concorso o attività particolare: solo mercatini dove propone i soggetti che escono dalla sua fantasia.  Elena, è un’insegnante di matematica. Ama il suo mestiere e non ci rinuncerebbe mai. Ha sempre sentito il bisogno di fare anche qualcosa di concreto, che si possa vedere e toccare. Da piccola ha imparato a cucire, ricamare, fare a maglia, ma poi da sola, si è dedicata all’uncinetto: prima centrini, poi borse e vestiti,per poi entusiasmarsi con l’amiguruni : una tecnica giapponese per creare piccoli peluches con lana o cotone. In realtà, per chi conosce l’uncinetto, è semplicemente punto basso, ma si sorprende sempre su cosa possa fare con un po’ di filo e dell’imbottitura. Di lei dice “Sono partita studiando su giornali dedicati, alcuni schemi, ma ora mi piace tradurre in pupazzo ciò che le persone mi chiedono, ciò che vedo o ciò che immagino nella mia mente.” All’inizio si divertiva a fare orsetti o coniglietti da regalare ad amici e parenti per le feste, che hanno sempre apprezzato. “Mio papà, ogni volta che vedeva finito un nuovo lavoro, mi diceva: “puoi andare al mercato”, che era il suo modo, da contadino di una volta, di dirmi che ero veramente brava.” 

Pepa

Ricorda gli ultimi periodi in cui il padre era molto malato, riusciva a malapena a parlare, ricorda la gioia nel vedere i suoi occhi brillare e l’espressione dei meraviglia della sua faccia: era orgoglioso di me. Quando, nel febbraio 2016, è venuto a mancare, ho cercato in tutti i modi di soddisfare quello che era un suo desiderio: portare i miei pupazzi al mercato: Questa opportunità  per la prima volta, si è  realizzata il 9 ottobre 2016, grazie a Magia delle Mani,un’associazione che si occupa di promuovere il fatto a mano: partecipando ad un mercatino organizzato a Cividale del Friuli.

Ballerina

Da allora ha partecipato a diversi mercatini in Friuli Venenzia Giulia e in Veneto, sempre seduta accanto ai suoi pupazzi, con l’uncinetto in mano. Le prossime uscite saranno il 7 aprile a Trieste, per l’edizione n.21 di Barbacan Produce, il 28 aprile ad Aquileia, per la festa di Primavera e il 5 maggio a Udine, per l’evento organizzato da Magia delle Mani. Pubblica ciò che crea e  le sue storie sulla pagina Faceboook  e Instagram “Le mani di Elena”.

Asso

Di lei dice Senza nessuna presunzione, ma solo con tanta gratitudine, riconosco di avere un dono;  per tale motivo sono felice di condividere,  ciò che mi stupisco sempre di riuscire a creare Pupazzi e decorazioni fatte a mano, usando la tecnica amigurumi: l’arte giapponese di lavorare all’uncinetto piccoli peluches. Molti di loro sono animali! proprio profili di labrador, cocker (in quantità) golden, aikia Australina Sheperd insomma cani e anche gatti!

E. L.



Jazz Area Metropolitana: giovedì 28 al Candiani di Mestre; il 30 e 31 il grande Claudio Fasoli a STRA!

Arriva a Mestre, Jazz Area Metropolitana, dove conta sulla preziosa collaborazione del Candiani e della sua storica rassegna Candiani Groove, per proporre una vulcanica e sorprendente big band, di stanza in Germania: la WOLFGANG SCHMIDTKEORCHESTRA, in programma al Centro Culturale Candiani il prossimo giovedì 28 marzo alle 21. “More Monk!” è il titolo della performance, omaggio al genio assoluto dell’universo jazz: Thelonious Monk.

Appuntamento successivo a Stra con una due-giorni di workshop e appuntamenti aperti al pubblico,

Claudio Fasoli

organizzati con la collaborazione di MIDJ, che vedono protagonista un pezzo di storia italiana del jazz: il sassofonista Claudio Fasoli (che avrà al suo fianco come collaboratore il giovane musicista Giovanni Perin): sabato 30 e domenica 31 a Villa Loredan di Stra sono in programma un esteso workshop, la proiezione di un film documentario dedicato all’artista e il concerto pubblico dei partecipanti ai lavori di studio delle due giornate.

Giovedì 28 marzo, dunque, l’appuntamento mestrino è con la Wolfgang Schmidtke Orchestra, alle 21 al Candiani: l’affollata band è guidata dal vulcanico sassofonista Schmidtke e annovera al suo interno alcune storiche figure del jazz europeo (su tutti Gerd Dudek). Il suo repertorio si concentra sulla musica di Thelonious

Edward Rozzo

Monk, cui da sempre dedica un originale tributo, testimoniato anche da un recente lavoro discografico per Jazz Werkstatt. La WS Orchestra non è mai stata una big band tradizionale. A un ideale di perfezione esecutiva di gruppo ha contrapposto la valorizzazione del timbro individuale e dell’improvvisazione anche in contesto orchestrale, dovuta al fatto che qui confluiscono solisti riconosciuti delle migliori band.

Si ricordano le modalità di accesso al concerto: ingresso: intero euro 15 – ridotto possessori tessere Cinema Più e Img, soci Caligola euro 12 – ridotto Candiani Card, studenti fino a 26 anni euro 10 – ridotto speciale under 14 euro 3. Biglietti in vendita alla biglietteria del Centro e online www.biglietto.it (diritto di prevendita 1 euro)


Sabato 30 e domenica 31 nello scenario accogliente di Villa Loredan di Stra sono due le giornate piene di attività di studio e di approfondimento, con diversi momenti aperti anche al pubblico in generale. Protagonista assoluto Claudio Fasoli
, per un evento particolarmente denso e reso possibile anche dalla collaborazione con MIDJ, l’associazione italiana dei musicisti jazz. Al suo fianco è il vibrafonista Giovanni Perin.
Fasoli è uno dei più stimati e riconosciuti sassofonisti italiani e affida la sua esperienza ai ragazzi e ai musicisti che vorranno frequentare il suo workshop di due giorni. A corollario dell’attività è prevista e aperta al pubblico anche la proiezione di “Claudio Fasoli’s Innersounds” ( sabato 30 marzo, ore 18, ingresso libero) cortometraggio  di Angelo Poli e Carlodavid Mauri, Scritto da Angelo Poli e Marc Tibaldi che propone un viaggio nei processi creativi del musicista, compositore, strumentista: la voce di Claudio rivela i suoi pensieri e accompagna chi l’ascolta a condividere l’evoluzione del comporre e i suoi concetti-chiave come tempo, improvvisazione, silenzio, sottrazione, rischio, imprevedibilità.
La due giorni si conclude con l’esibizione dei partecipanti al workshop, domenica 31 marzo alle 18, anche questa aperta al pubblico e ad ingresso gratuito.
Il programma articolato del workshop è disponibile sull’evento facebook dedicato, e le iscrizioni  vanno inoltrate a pietrovalente@hotmail.com – tel. 333 2289203




Roberto Vecchioni a Gorizia 27 marzo al Teatro Verdi la prima data in Fvg de “L’Infinito”

Mancano solo due giorni alla tappa al Teatro Verdi di Gorizia de “L’Infinito” tour di Roberto Vecchioni: nel concerto, mercoledì 27 marzo, alle 21, la prima parte sarà dedicata ai brani del nuovo album per poi lasciare spazio ad alcuni classici del repertorio del professore della musica italiana, in una narrazione che tiene insieme la musica, la parola e l’immagine. «L’Infinito è un grande spettacolo di canti, immagini e monologhi, che parte da un’idea precisa: l’infinito non è al di fuori di noi, non è introvabile, ma è dentro di noi, nella nostra anima e nelle nostre emozioni – spiega Vecchioni – tutta la prima parte dello spettacolo è giocata sul nuovo disco e sui personaggi che hanno battuto il destino, hanno combattuto il male, hanno amato la vita, gli altri e se stessi. Emerge un mio concetto recente, nuovo, di grande amore per tutto ciò che si fa e si vive. La seconda parte dello spettacolo, invece, è una specie di ritorno, uno sguardo sul passato con le canzoni di prima, che mostrano come si è arrivati a questo concetto di infinito attraverso pensieri particolari sull’amore, sul sogno, sull’esistenza, sul dolore, sulla gioia, sulla felicità… e come poi tutte queste piccole cose si siano ricomposte in un’unica idea, che è quella di amare la vita comunque sia, bella o brutta perché in realtà è sempre bella. Siamo noi che a volte la immaginiamo in un altro modo». Roberto Vecchioni sarà accompagnato dalla “band storica”, costituita da Lucio Fabbri (pianoforte e violino), Massimo Germini (chitarra acustica), Antonio Petruzzelli (basso) e Roberto Gualdi (batteria). La regia è di Raffaello Fusaro e la realizzazione del visual concept è a cura di Niko Cutugno per Djungle Production. L’evento è organizzato dall’associazione Assoeventi con la collaborazione della Fondazione Carigo e del Comune di Gorizia.

I biglietti sono in vendita sul circuito TicketOne, sul circuito VivaTicket e al Botteghino del Teatro Verdi (0481 383602), aperto da lunedì a venerdì dalle 17 alle 19 e sabato dalle 10.30 alle 12.30. Tutte le informazioni e l’elenco dei punti vendita autorizzati si possono avere rivolgendosi per Vivaticket al Botteghino del Teatro e per TicketOne consultando il sito www.azalea.it o chiamando lo 0431-510393. 




Teatro Verdi Gorizia Geppi Cucciari giovedì è “Perfetta”

Il cartellone di Prosa della stagione artistica 2018/2019 del Teatro Verdi di Gorizia si chiude con Perfetta con la comica, conduttrice televisiva e radiofonica e attrice Geppi Cucciari, giovedì 28 marzo alle 20.45. Un monologo teatrale che racconta un mese di vita di una donna attraverso le quattro fasi del ciclo femminile. Una donna che conduce una vita regolare, scandita da abitudini che si ripetono ogni giorno, e che come tutti noi lotta nel mondo. Ma è una donna, e il suo corpo è una macchina faticosa e perfetta che la costringe a dei cicli, di cui gli uomini sanno pochissimo e di cui persino molte donne non sono così consapevoli. Perfetta è la radiografia sociale ed emotiva, fisica, di 28 comici e disperati giorni della sua vita. Scrittura e regia sono di Mattia Torre, celebre sceneggiatore, autore teatrale e regista del panorama italiano; fra gli altri, è tra gli autori del programma “Parla con me” di Serena Dandini e, dal 2007, della prima, seconda e terza stagione di “Boris”, per Fox Italia. Con gli stessi autori, scrive e dirige “Boris – il film”. «Amo la tv e amo farla, ma la tv entra in casa tua. Ogni giorno, per tutti. Chi viene a teatro esce di casa e sceglie di vedere te, proprio te. Per me è un onore, una gioia che si rinnova ogni sera su quel palco. Vorrei abbracciarli tutti alla fine», il commento di Geppi Cucciari.

I biglietti per la stagione artistica del Verdi sono in vendita online sul circuito Vivaticket e nel botteghino del Teatro Verdi, in corso Italia, aperto da lunedì a venerdì dalle 17 alle 19 e sabato dalle 10.30 alle 12.30 (tel. 0481/383602).