Festival di Cervo: standing ovation per Chi Ho Han

Immaginate un silenzio quasi surreale, interrotto solamente dalla musica, con le note che si rincorrono ora lente, ora più veloci, e salgono su verso il cielo; infine una standing ovation, con scrosci di applausi ininterrotti, persone in piedi e dei “bravo” urlati verso il palco. Questo è il sunto dell’undicesima serata del 53° Festival Internazionale di Musica da Camera che si è svolta ieri sera, nella consueta cornice di Piazza dei Corallini di Cervo, la cui bellezza e atmosfera non può di certo mai diventare un’abitudine. Il “colpevole” di tutto questo è l’artista coreano Chi Ho Han, uno dei pianisti più promettenti della sua generazione.

Classe 1992, il giovane ha talento, bravura e interpretazione, qualità che gli hanno permesso di collezionare già numerosi premi appartenenti a prestigiosi concorsi internazionali, il primo alla sola età di 17 anni, aggiudicandosi il Beethoven International Piano Competition di Vienna; nel 2012 vinse il Geza Anda di Zurigo e successivamente l’ARD (Federazione delle Radiotelevisioni tedesche) di Monaco di Baviera. La brillante carriera, in pieno svolgimento, è fatta di concorsi, concerti, registrazioni in tutto il mondo ma anche di studio profondo della letteratura musicale in senso lato, oltre al vasto repertorio pianistico.
Ieri ha proposto un programma di notevole virtuosismo, aprendo la serata con “Kreisleriana” op.16, una delle pagine più affascinanti e fantasiose di Schumann, per proseguire poi con “Le festin d’Esope” di Charles-Valentin Alkan, compositore romantico francese, la cui ricca produzione pianistica è considerata fra le più complesse e profonde dell’intera letteratura ottocentesca. Nella seconda parte ha poi deliziato i presenti con la raccolta dei ventiquattro Preludi di Chopin, una delle vette del pianismo, che al tempo del compositore fece molto scalpore in quanto priva di una forma evidente (stravolgendo qualsiasi regola classica) e in quanto sfidava le convenzioni per la breve durata delle composizioni.

La serata, organizzata in collaborazione con il Fai (Fondo Ambiente Italiano), è stata molto partecipata da turisti e residenti che si sono riversati nella suggestiva piazza, dimostrando di gradire molto lo spettacolo e anche l’intento dell’organizzazione di portare sul palco non solo artisti di esperienza, ma anche giovani eccellezze del panorama internazionale.
Ancora una volta, per l’ulteriore successo riscontrato vale il brand “Cervo is magic!”.

Prossimo appuntamento il 19 agosto, nella Piazza dei Corallini, con Fabrizio Bosso alla tromba e Luciano Biondini alla fisarmonica, per una serata dedicata al jazz, dall’estetica di questo genere, alla libera improvvisazione e alle influenze mediterranee; si tratta di un duo in cui il poliedrico trombettista incontra il tocco maturo e misurato del fisarmonicista in un dialogo fatto di reciproco ascolto e profonda empatia.
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Sonia Bosio




Festival di Cervo: i talentuosi Simone Rubino e Out of Time Percussion

Marimbe, cimbali, timpani, rullanti, piatti, batterie, vibrafoni: una serata alternativa quella di ieri al 53° Festival Internazionale di Musica da Camera di Cervo. Dopo violino e pianoforte degli ultimi spettacoli, la Piazza dei Corallini si anima e si scatena con le percussioni di Simone Rubino e gli Out of Time Percussion Quartet, di cui fanno parte anche Giulio Arfinengo, Gabriele Bullita, Andrea Toselli, fondato nel 2007.

Quella trascorsa è stata una serata ricca di ritmi travolgenti e scatenanti che hanno condotto gli spettatori, accorsi numerosi, in un viaggio nella musica contemporanea ma anche in quella passata, proponendo Gerassimez, Sollima, Bocca, Reich, Xenakis, Hamilton, Bach, Miki; pezzi che hanno messo in luce la tecnica, le abilità e anche il virtuosismo di questi giovanissimi talenti, tutti e quattro ex-allievi del Maestro Riccardo Balbinutti al Conservatorio di Torino, che con la loro esplosività hanno colpito il pubblico composto da giovani ma non solo.
Com’è possibile leggere dalla pagina facebook di questo quartetto, il loro progetto è “ampliare il repertorio per percussioni e far scoprire la bellezza del mondo di questi strumenti alla gente che non lo conosce”. Ed è così che sfruttano appieno le immense potenzialità espressive dei vari strumenti da loro utilizzati, cercando di trovare nuove e interessanti sfumature da proporre all’ascolto, guidando i presenti in ritmi tribali, passando per le note composizioni di Bach, fino ad arrivare a musiche in cui vi è presente anche la componente elettronica.
Un concerto di elevata qualità per dei ragazzi percussionisti che, come sottolinea il maestro Giorgio Gondini, sono caratterizzati da “affiatamento, precisione, tecnica, comunicatività”, tutte qualità che pongono questo ensemble a un livello assolutamente professionale.

Per quanto riguarda il talentuoso artista Simone Rubino, a 11 anni ha iniziato gli studi regolari al Conservatorio di Torino e già nel 2008 ha debuttato come solista con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino; nel 2013 alla Konzerthaus di Berlino per il festival “Euro Young Music” e nel 2014 nella “Herkulessaal” di Monaco di Baviera con i “Bayerischen Rundfunk Symphonieorchester”. Nel 2012 si è trasferito a Monaco di Baviera per frequentare la classe di Peter Sadlo. Vincitore di numerosi Premi e Concorsi internazionali, a partire dal 2015 la carriera di Simone esplode con una serie straordinaria di successi. Vincitore del “Credit Suisse Young Artis Award 2016” , a settembre Rubino suonerà con i Wiener Philharmoniker al Festival di Lucerna, sarà inoltre ospite del Carnegie Hall a New York, darà concerti in Francia, Austria, Italia, al Palais des Beux Arts di Bruxelles, al Festival di Ingolstadt, ad Amburgo e Baden Baden.

chiProssimo appuntamento, davvero imperdibile, martedì 16 agosto alle ore 21.30, presso la Piazza dei Corallini. Ad esibirsi al pianoforte un’altra giovane eccellenza, il talentuoso Chi Ho Han, uno dei pianisti più promettenti della sua generazione.
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Sonia Bosio




Semenenko e Firsova: talento e giovinezza al Festival Internazionale di Cervo

Altro magnifico spettacolo al 53° Festival Internazionale di Musica da Camera di Cervo: protagonisti della serata di ieri, sempre presso la suggestiva cornice di Piazza dei Corallini, il giovanissimo talento ucraino, Aleksey Semenenko, al violino, accompagnato dalla bravissima Inna Firsova al pianoforte. Un inno alla bravura e alla grande personalità di questi due giovani artisti che hanno presentato un repertorio brillante ed eterogeneo per carattere e tecnica compositiva: dalle musiche di un giovane Schubert a Ysaye, in questo caso compositore e dedicatario; da una pagina celeberrima, per il mondo violistico, di Chausson, ad una cura per la melodia ricercata nei canti popolari norvegesi da parte di Grieg; da “Valse sentimentale” estremamente romantico, intimo e dolce, di Tchaikovsky, a De Sarate, in una particolare interpretazione.

Ha colpito molto i presenti l’elaborato, e allo stesso tempo raffinato, virtuosismo del violinista Aleksey, ma in un certo senso c’è da aspettarselo da un giovane che suona con maestria questo strumento da quando aveva 6 anni, debuttando già da solista l’anno successivo con l’Orchestra Filarmonica di Odessa, sua città natale. Un crescendo negli anni di studio, ma anche di importanti collaborazioni con artisti internazionali e di partecipazione ad eventi di valenza mondiale che lo hanno portato, nel 2012, a vincere il prestigioso YCA di New York e ad aggiudicarsi, lo scorso anno, il secondo premio al Concorso Musicale Internazionale Regina Elisabetta (QEC). Da sottolineare, inoltre, la grande padronanza del palcoscenico, insolita data l’età e proprio per questo ancora più “appariscente”, e l’emotiva interpretazione che sembra colpire dritto al cuore.

Nel film “La musica nel cuore”, veniva citata questa frase “Sai cos’è la musica? È Dio che ci ricorda che esiste qualcos’altro in questo mondo!”. E ieri sera, grazie al talento dei due artisti, sembrava proprio di essere entrati in un’altra dimensione, di vivere un qualcosa che andava oltre l’umanità. È così che una ragazza apparentemente triste e a disagio, trova un sorriso mal celato e acquista un’aria serena; una signora anziana appoggia la testa sulle spalle del figlio ed entrambi tra sé sorridono; una mamma stringe forte al petto la sua bambina colma di riccioli castani e poco più in là un signore si commuove, rivivendo chissà quali ricordi. Potere della musica? Sicuramente! Ma se a questo potere si aggiunge la maestria e l’interpretazione di Aleksey e Inna, il risultato non poteva che essere questa magia.

Prossimo appuntamento venerdì 12 agosto, alle ore 21.30 presso la Piazza dei Corallini, con Simone Rubino e Out of time percussion quartet, un formidabile ensemble nato nel 2007 per volontà di quattro giovanissimi percussionisti del Conservatorio di Torino che, con marimbe, timpani, rullanti e suoni campionati, costruiranno uno spettacolo trascinante e imperdibile.
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Sonia Bosio




Quintetto di fiati del Teatro Carlo Felice di Genova al 53° Festival Internazionale di Cervo

Altra serata musicale, altro successo per il 53° Festival Internazionale di Musica da Camera di Cervo. Protagonisti del concerto di ieri sera i “fiati” e cinque artisti di notevole bravura del Teatro Carlo Felice di Genova: Flavio Alziati al flauto, Guido Ghetti all’oboe, Valeria Serangeli al clarinetto, Luigi Tedone al fagotto e Carlo Durando al corno.

Come Alziati ha spiegato all’avvio della serata, si tratta di una formazione musicale di strumenti a fiato particolare, composta da quattro legni e un ottone, l’oboe, il cui compito è quello di avvolgere il suono di tutti gli altri. Un raggruppamento simile si ha dalla fine del 700 con il compositore Giuseppe Maria Cambini che ha unito così differenti suoni e timbri, donando più colore alle esibizioni, che fino a quel momento riguardavano gruppi con un uguale strumento. Ed è proprio da lì, dalla composizione “Quintetto numero 1”, che il Quintetto di Fiati del Teatro Carlo Felice di Genova ha dato il via alla serata, dopo “Le antiche danze ungheresi” di Farkas. Ha poi deliziato il folto pubblico, accorso numeroso nella suggestiva Piazza dei Corallini, con la “Petite Suite” di Claude Debussy, i “Trois pièces brèves” di Ibert, per poi terminare alla grande con “Opus number zoo” composto da Luciano Berio, originario di Imperia, nel 1951-1970. Quest’ultimo pezzo è formato da quattro storielle che obbligano gli artisti non solo a suonare, ma anche a diventare attori/cantanti, citando frasi specifiche, ad un certo ritmo e anche in relazione agli altri componenti: si parte con la storia “tragica” della volpe che mangia il pulcino, per passare poi alle tristi riflessioni del cavallo che sente in sottofondo esplosioni di bombe e alla messa in guardia da parte di un topo anziano verso i più giovani sullo scorrere del tempo; per terminare, “I gattacci” nel quale si racconta l’incontro/scontro di due gatti nella città di Genova, caratterizzati da lunghi baffi e una folta coda che poi tornano a casa… senza baffi né coda. Si è trattato di una conclusione di serata sicuramente inaspettata ma altrettanto piacevole, che ha donato sorrisi ai presenti, molti dei quali stranieri.

Grande soddisfazione anche da parte degli organizzatori: questo spettacolo infatti è il frutto di una collaborazione, sempre più forte e attiva, tra Cervo e la regione, iniziata l’anno scorso quando l’assessore Ilaria Cavo è rimasta colpita dalla magia di questo piccolo grande borgo. “Questo splendido concerto è un esempio virtuoso di come il binomio cultura-turismo sia vincente per attrarre visitatori da tutta Italia e dall’estero. – spiega l’assessore – La doverosa vicinanza di Regione Liguria al Festival di Cervo, manifestazione che per noi è motivo di grande orgoglio, si manifesta anche nel supporto a questa collaborazione, che vede il Teatro Carlo Felice protagonista di una serata sul Sagrato dei Corallini. E non dimentichiamoci che, anche da un punto di vista turistico, Cervo è uno dei borghi più belli d’Italia”. I ringraziamenti di Walter Norzi, direttore artistico del Festival, vanno anche al Lions Club Imperia Host, con i quali continua una stretta collaborazione iniziata sette anni fa.

Nei prossimi appuntamenti si esibiranno: sabato 6 agosto, Massimo Quarta al violino e Stefania Redaelli al pianoforte che suoneranno musiche di Ravel, Franck, De Sarasate e Paganini; martedì 9 agosto, Inna Firsova al pianoforte e il giovane talento Aleksey Semenenko al violino. Entrambi gli spettacoli avranno inizio alle 21.30, sempre nella magnifica cornice di Cervo, in Piazza dei Corallini.
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Sonia Bosio




53° Festival Internazionale di Cervo: non solo musica

Lo scroscio continuo di applausi al termine della serata di ieri ha sancito il successo dell’evento un po’ fuori dalle righe, organizzato nell’ambito del Festival Internazionale di Musica da Camera di Cervo giunto quest’anno alla 53ª edizione. Si tratta dello spettacolo teatrale e musicale “Maddalene (da Giotto a Bacon)”, portato in scena, nel suggestivo Oratorio di Santa Caterina, dai bravissimi attori Irene Ivaldi e Valter Malosti, accompagnati al violoncello dal talentuoso Lamberto Curtoni; i testi originali sono di Giovanni Testori e le musiche di Carlo Boccadoro.

Gli spettatori presenti hanno assistito ad un viaggio culturale alla scoperta delle diverse rappresentazioni pittoresche e artistiche della Maddalena, nei diversi secoli, accompagnate da versi poetici, e a volte sarcastici, e dalla musica interpretativa delle varie emozioni. Ed è così che si passa dalla perfezione dell’opera di Raffaello, che unisce antico splendore e armonia pagana alla gloria cristiana, alla perfettina Maddalena di Bacchiacca, pronta, secondo Testori, ad andare a fare shopping; dalla lunare versione di Savoldo a quella bizzantina e quasi trasparente di Duccio; dall’angelica, ma allo stesso tempo carnosa, di Tiziano all’essere grottesco, per nulla aventi forme umane, di Bacon, passando per la sofferente di Caravaggio e l’esagerata di Rubens ritenuta con “troppo oro, troppo oro!”, come tuonano le parole di Malosti. E poi Masaccio, Giotto, Cézanne, Grünewald e altri, per un totale di una ventina di brevi suite. Grande bravura degli interpreti e del violoncellista che hanno dato vita ed emozione ai quadri, secondo la propria interpretazione e quella dello scrittore, drammaturgo, storico dell’arte e critico letterario milanese.
Un connubbio di arte, cultura, musica e recitazione perfetto, che ha colpito i presenti regalando loro una bella serata e rafforzando ancora di più il concetto che Cervo is magic; una trasversalità di generi, nuova per il Festival di Cervo, che speriamo venga riproposta anche il prossimo anno, visto la sua particolarità, ma soprattutto la soddisfazione riscontrata.

I prossimi appuntamenti portano sulla Piazza dei Corallini il Quintetto di fiati dell’Orchestra sinfonica del teatro “Carlo Felice” di Genova, che si esibiranno mercoledì 3 agosto alle 21.30, e Massimo Quarta e Stefania Redaelli in programma per sabato 6 agosto, sempre alle ore 21.30.
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Sonia Bosio




Trio Metamorphosi al Festival Internazionale di Musica da Camera di Cervo

Dopo la serata jazz di giovedì 21 luglio con il “Stefano Bollani Quartet”, l’atmosfera nella Piazza dei Corallini cambia totalmente, riportando gli spettatori alle pagine più emblematiche della musica classica e romantica grazie al Trio Metamorphosi. Mauro Loguercio al violino, Angelo Pepicelli al pianoforte e Franco Pepicelli al violoncello hanno fatto rivivere ieri sera, nell’ambito del 53° Festival Internazionale di Musica da Camera di Cervo, alcuni capolavori di Franz Joseph Haydn, Ludwig Van Beethoven e Robert Schumann, donando unicità in ogni performance.

L’unicità è proprio la caratteristica principale di questo gruppo. Una ricerca continua verso nuove migliorie o differenti scelte interpretative che portano ad una continua metamorfosi e crescita, iniziata dal 2005: il nome del gruppo sottolinea proprio questo continuo processo di cambiamento volto a combattere l’abitudine e a dare agli ascoltatori il meglio e il “nuovo”.
Nella serata di ieri gli spettatori presenti, abbastanza numerosi, hanno assistito ad eleganti variazioni, con passaggi da una profonda inquetudine ad una forte passione, e ad ottime interpretazioni che denotano la bravura dell’intero trio, in completa sintonia e in un tutt’uno con i rispettivi strumenti. Dote da non sottovalutare è la loro capacità di far arrivare le emozioni sentite dal gruppo a tutti gli ascoltatori: ed è così che si sente la commozione di Loguercio nel suonare le sinfonie di Beethoven e le mille sfumature di sensazioni dei tre artisti nell’interpretare Schumann, il loro compositore preferito (a breve uscirà un cd del Trio Metamorphosi basato proprio sui suoi componimenti).

TestoriDomenica 31 luglio, presso l’Oratorio di Santa Caterina, si assisterà ad un evento teatrale e musicale, novità assoluta di questa esibizione del Festival di Cervo: lo spettacolo “Maddalene – da Giotto a Bacon” vedrà in scena Irene Ivaldi (attrice), Valter Malosti (attore) e Lamberto Curtoni (violoncello); il testo originale è di Giovanni Testori, le musiche di Carlo Boccadoro. Si tratta di una singolare raccolta poetica, penetrante e istrionica, che accompagna il cammino della Maddalena nei secoli: da Duccio a Masaccio, da Giotto a Cézanne, da Beato Angelico a Caravaggio, da Raffaello a Rubens, da Botticelli a Tiziano, da Grünewald a Bacon.
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Sonia Bosio




Festival Internazionale di Musica da Camera: Cervo is magic

Cervo is magic! Slogan completamente azzeccato per il Festival Internazionale di Musica da Camera di Cervo giunto quest’anno alla 53ª edizione.
La serata di ieri nella Piazza dei Corallini è stata pura magia per tutti i presenti che sono accorsi numerosissimi per assistere al concerto di Stefano Bollani, jazzista italiano tra i più conosciuti a livello planetario, e del resto dell’orchestra: Daniele Sepe, uno dei musicisti più influenti della sua generazione, al sassofono, Nico Gori, appassionato interprete dello stile jazz, al clarinetto e Jim Black un grande, e giovane, batterista americano.
“Sold out” inevitabile per una serata come questa, colma di tante aspettative, soprattutto per gli spettatori, la maggior parte dei quali turisti, e di piacevoli, quanto indiscusse, conferme.

E’ magia il luogo in cui si è svolto l’evento. L’ormai famosa Piazza dei Corallini, di notte, assume un fascino senza paragoni e crea un’atmosfera tutta particolare, affacciandosi sulla distesa marina che si congiunge al cielo stellato. Un connubbio perfetto di natura e di architetture storiche che rendono questo luogo una cornice suggestiva, ideale per un Festival così importante e di livello internazionale.

E’ magia il “Stefano Bollani Quartet”. I quattro artisti hanno dato vita ad un’improvvisazione, basata anche su “Napoli Trip”, il cd di Bollani, uscito il 27 maggio e dedicato alla città partenopea, al quale hanno partecipato numerosi artisti; una performance talmente coinvolgente che era impossibile per i presenti non muoversi al tempo di musica, tanto che, per alcuni, le scale sono diventate una pista da ballo sulla quale accennare qualche passo. In fondo, come giustamente ha sottolineato Sepe, “il jazz non è fatto per stare seduti”.
Coloro che chiudevano gli occhi per “assaporare” meglio la musica, si sono persi gran parte dello spettacolo: si, perché magia era anche guardarli, vedere come le loro mani si muovevano veloci sui tasti del piano o sul sassosofono e clarinetto o come le bacchette sbattevano rapidamente sulla batteria; percepire la loro carica ed energia, non solo dalla loro musica, ma anche da loro stessi che si muovevano a ritmo con tutto il corpo, trasudando passione e… jazz. Ciascuno di loro ha eseguito anche delle singole improvvisazioni e il risultato è stato da urla e applausi a non finire.
Ma magia è stata anche la loro complicità, la loro intesa, il loro fare musica anche pestando i piedi sul palco, il loro divertirsi per divertire: uno spettacolo in tutti i sensi.

Grande soddisfazione per l’intera organizzazione e per Walter Norzi, il direttore artistico del Festival, che ha colto l’occasione per ricordare i prossimi due appuntamenti: il 23 luglio alle ore 21.30 si esibirà, presso la Piazza dei Corallini, Andrew Tyson (primo premio assoluto Géza Anda Piano Competition di Zurigo, ed. 2015); il 24 luglio, sempre ore 21.30, presso il Parco del Ciapà (area naturalistica di Cervo), sarà invece il turno dei Liguriani con lo spettacolo “Suoni dai mondi liguri” in cui verranno evocate le immagini e i sentimenti della cultura e delle tradizioni liguri.
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Sonia Bosio




53 FESTIVAL INTERNAZIONALE MUSICA DA CAMERA DAL 16 LUG. AL 31 AGOSTO 20

Cervo è una folgorazione. Una piramide di storia, architettura e persone che la vivono. Forse proprio queste persone dalla schiva normalità mista all’amore per il luogo dove vivono, rendono Cervo viva e unica. Una vitalità che percorre i caruggi erti, i palazzi storici, gli angoli nascosti e quelli la cui bellezza si palesa come una visione improvvisa. Una vitalità che ha un denominatore comune: la musica.

Musica e Cervo hanno un legame profondo, un legame la cui progenitura si lega dalle bizzarrie del fato che, oltre cinquant’anni orsono, ha impedito al violinista Franco Vallora di partecipare ad una serata benefica alla chiesa di San Giovanni Battista, più nota come “chiesa dei Corallini”. Fu il suo estemporaneo sostituto, Sandor Vegh a subire la folgorazione iconografica, ma soprattutto acustica del sagrato di questa chiesa. Vegh si innamora di Cervo, acquista la casa affacciata sulla piazza come una quinta naturale, vede una skené assoluta, elabora e poi propone al Comune un progetto ambizioso quanto visionario.

Cervo e la cultura si attraggono vicendevolmente; lo sanno i tanti personaggi che discretamente la scelgono come ideale buen retiro. Pietro Citati, Henry Furst e suo moglie Orsola Nemi, Casorati, Campagnoli, Gina Lagorio, sono solo alcuni di questi, ma sarebbe lunghissimo l’elenco di quanti tra artisti, letterati e personaggi della cultura contemporanea hanno frequentato e frequentano il borgo.

Era inevitabile che il Festival Internazionale di Musica da Camera seguisse un percorso di crescita, sviluppo e maturazione. Un’idea brillante e moderna è diventata un progetto strutturato, declinato in mezzo secolo di musica di altissimo livello e che negli ultimi anni si è arricchito ulteriormente con un’incursione jazz. La trasversalità di genere, interpretata da artisti assoluti, intercetta e stimola un confronto tra mondi musicali apparentemente lontani ma irrinunciabili per chi ama la musica.

Oggi il Festival cambia ancora pelle, in un dinamismo connaturato al suo essere e moltiplica gli appuntamenti. In un momento dove arte e cultura subiscono la falcidia congiunturale, Cervo investe quantitativamente e qualitativamente, scommettendo sul presente ma ancor più sul futuro di una rassegna che si rinnova, riconfermando in toto le proprie ambizioni primordiali.




Cervo: due importanti eventi di rilevanza internazionale

L’estate entra nel vivo a Cervo, il caratteristico borgo ligure che racchiude storia, tradizione, architettura e cultura; il calendario delle manifestazioni in programma è molto folto, ma sono principalmente due gli appuntamenti di maggior richiamo per residenti e turisti provenienti da tutta Italia, e non solo, che renderanno questa estate ancora più magica e unica: “Cervo ti strega” e il “Festival Internazionale di Musica da Camera”.

Ed è così che la bellezza del passaggio, data dal promotorio che si tuffa nel mare, dagli stretti “carruggi”, colmi di tradizione, che si arrampicano per la collina e dall’architettura degli edifici storici, incontra la cultura, musicale e letteraria, di alto livello, per un connubio perfetto in grado di attirare tantissimi visitatori.

Cervo ti strega è stato organizzato per la prima volta nel 2013, per risaldare il legame tra questo borgo arroccato sul mare, nel novecento cenacolo di cultura frequentato da tanti intellettuali tra cui Eugenio Montale e Mario Soldati, e la Fondazione Bellonci che diede vita al Premio Strega, senza dubbio il riconoscimento letterario nazionale più prestigioso. Questa terza edizione di “Cervo ti strega” ricalca il format degli anni passati, con la cinquina finalista di questo concorso che ha incontrato a tu per tu il pubblico recatosi a Cervo il 23 giugno, nella cornice mozzafiato della Piazza dei Corallini. Questi i loro nomi: Elena Stancanelli, Edoardo Albinati, Eraldo Affinati, Vittorio Sermonti e Giordano Meacci. Per scoprire il vincitore bisognerà attendere venerdì 8 luglio, quando avverrà la proclamazione direttamente dall’Auditorium Parco della Musica di Roma, trasmessa in diretta televisiva da Rai Tre. In programma sabato 9 luglio, a partire dalle ore 21.30, una serata interamente dedicata a colui che si aggiudicherà il Premio Strega: modererà l’incontro il cantautore e scrittore Roberto Vecchioni, con letture di Antonio Carli e intermezzi musicali del chitarrista Kino Rossini. Per gli appassionati di letteratura, e non solo, sarà sicuramente una serata da non perdere.

Terminato l’evento letteriario, servirà solo una settimana di attesa prima che abbia inizio la 53MusicaTra i nomi più conosciuti e attesi troviamo Stefano Bollani (star del panorama jazzistico nazionale), Enrico Dindo (uno dei principali violoncellisti nel panorama nazionale ed internazionale, vincitore del prestigioso concorso “Rostropovich” di Parigi), Semenenko (uno dei più grandi talenti violinistici dell’ultima generazione, già vincitore del prestigioso “YCA – Young concert artist” di New York e secondo premio al “Queen Elizabeth Competition 2015″ di Bruxelles) e Chi Ho Han (straordinario giovane pianista coreano, recente vincitore del primo premio nella sezione pianistica dell’ARD di Monaco di Baviera). Il programma presenta quindi tre filoni tematici: Signature Talent series, i grandi nomi e gli artisti consolidati nel panorama della musica classica New Lifeblood series, alcuni tra i più brillanti giovani talenti emersi nel panorama nazionale e internazionale Art Connection series, spettacoli cross over dedicati al jazz, alla musica etnica di tradizione e al teatro.
Palcoscenico dell’evento non sarà solamente l’ormai famosa Piazza dei Corallini, ma anche altre due location davvero suggestive che regaleranno un’atmosfera unica a tutti gli spettatori: l’Oratorio di Santa Caterina e l’area naturalistica “Parco del Ciapà”. Bellezza del paesaggio e unicità delle melodie renderanno sicuramente questa edizione unica e di grande successo, come le precedenti.

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Sonia Bosio




Continuiamo ad avere fiducia nell’umanità

Stavo pensando ad una cosa che volevo condividere con voi…
Ogni singolo giorno veniamo bombardati alla tv, sui giornali e su internet da tantissimi e bruttissimi avvenimenti: guerre, morti, uccisioni, corruzioni, rapine e chi più ne ha più ne metta. Avvenimenti che ci portano a chiedere “dove stiamo andando a finire?”. Vi voglio dire che è vero, ogni giorno si sentono notizie sempre più terrificanti che ci fanno perdere fiducia nell’umanità (se di umanità si può parlare… penso che siano azioni compiute da tutti tranne che da essere umani!!), ma ogni giorno ci sono anche tantissime persone che nella loro anonimità, in silenzio, fanno del loro meglio per rendere questo mondo un posto migliore. E credetemi… sono davvero tanti! Un piccolo gesto di solidarietà a favore di chi sta soffrendo o è meno fortunato di noi, una parola d’amore a chi ci circonda, un sorriso ad uno sconosciuto, una mano tesa e che dona. Se ci pensiamo, ogni giorno sono sotto i nostri occhi piccoli grandi gesti come questi che magari possono passare inosservati ma che invece possono fare davvero la differenza per chi li riceve. E allora? Non vale forse la pena per questo avere un po’ più di fiducia negli essere umani? Non dovremmo forse iniziare a credere che il mondo può davvero migliorare e che tutto questo dipende da noi? Da ognuno di noi…
Io ci credo veramente: ognuno di noi può fare la differenza!

 

Sonia Bosio