“Pop Art Revolution”: l’intervista al quartetto comico che da vita allo spettacolo

Il teatro non si può raccontare, il teatro si deve vedere” 

parte da questo assunto tutto ciò che verrà scritto in questo comunicato stampa.

Siete pronti? 

Pop Art, il testo di Maurizio Francabandiera è la volontà di rappresentazione dell’interiorità creativa degli autori, attraverso immagini, suoni, volutamente esasperati, dissacratori, ironici, un’arte contemporanea dove l’esaltazione del talento inventivo mette in mostra una grande capacità espressiva. “Avete capito? In una sinossi uno ci può scrivere di tutto, di questi tempi poi. Abbiamo letto certe sinossi, talmente descrittive e bizzarre, poi abbiamo visto lo spettacolo ci siamo chiesti: “ma quello che ha scritto la sinossi…lo ha visto?” affermano i Fuorisync, il gruppo composto da Alessandro Campaiola, Federico Campaiola, Alessio Nissolino che darà vita allo spettacolo. 

Scrivere una sinossi per l’autore e il gruppo di attori è davvero complicato perché hanno la certezza che ciò che scriveranno sarà completamente stravolto dal primo giorno di prova. Ma una cosa è certa: Pop Art, come diceva Picasso, è l’arte che scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni. Pop Art è il grande amore di esprimersi attraverso il teatro, un bisogno di provare in una sola volta più emozioni possibili. 

Il quartetto comico è formato da 3 noti doppiatori italiani: Alessandro Campaiola -voce di Flash nella serie omonima, Kingsman, Steve in Stranger Things, Michelangelo delle tartarughe Ninja, Eren Jaeger nell’attacco dei giganti, Saitama in One punch man e molti altri -, Federico Campaiola – voce di Ready Player One, Johnatan in Stranger Things, Firestorm di Leggend of Tomorrow, Onorevole Kyoshi in Prison School, Ryder nella Paw Patrol, il premio oscar Manchester By the Sea e molti altri – e Alessio Nissolino, voce di Moccicoso in Dragon Trainer, Toby di Pretty little Liars, Dorian Gray in Penny Dreadfull, Jake di Due uomini e mezzo, Matt Mcguire in Lizzie Mcguire, Marco Polo nella serie Netflix omonima, Koku in Be the Begining e molti altri. Maurizio Francabandiera, celebre autore comico nel panorama romano, nella sua prestigiosa carriera ha collaborato, tra gli altri, con e per Antonio Giuliani, Pablo e Pedro, Massimo Lopez.

Domande per Maurizio Francabandiera:

– Come mai hai scelto dei doppiatori per il tuo spettacolo

Non è che li ho scelti, ci siamo conosciuti 5 anni fa ad un corso di recitazione che facevo insieme ad Antonio Giuliani al Teatro Tor Bella Monaca. Poi Alessandro e Federico Campaiola mi chiamarono perché dovevano montare un pezzo per un provino e da lì abbiamo pensato di formare un gruppo. Subito dopo è arrivato Alessio Nissolino.

 – Da dove è nata l’idea di questo spettacolo

In realtà insieme abbiamo fatto uno spettacolo l’anno, questo è il quarto. Se tutto va bene, penso che questo sodalizio con i FuoriSync durerà per molto tempo!

 Domande per Alessandro Campaiola, Federico Campaiola, Alessio Nissolino (ha risposto Alessio per tutti):

 – È la prima volta che vi capita di uscire dal ruolo di doppiatori per fare gli attori?

No, non è la prima volta. In particolare, io e mio fratello sono dieci anni che facciamo anche questo parallelamente al doppiaggio: Federico ha preso parte a diverse commedie teatrali, io invece ho fatto anche set (quest’estate, per esempio, ho girato un film con Stefano Mordini, “Gli Infedeli”, con Laura Chiatti, Valerio Mastandrea e Riccardo Scamarcio). Non è la prima volta, è da diverso tempo che facciamo anche gli attori.

 – Cosa vi appaga di più tra fare il doppiatore e l’attore?

Non c’è una veste che ci appaga di più fra le due, semplicemente non potremmo vivere – e penso di parlare a nome di tutti – senza entrambe: doppiaggio e palco, nonostante le loro diversità, ci portano a fare ciò che amiamo davvero, ovvero recitare.

  Domanda per tutti e quattro:

– Da quello che ho potuto leggere, lo spettacolo vuole rappresentare l’interiorità creativa dell’attore e la sua capacità espressiva, ma che emozioni personalmente volete trasmettere a chi vi guarda?

Con i nostri spettacoli noi ci poniamo l’obiettivo di far ridere le persone. Oggi la vita risulta particolarmente stressante, siamo messi di fronte a tantissime realtà spiacevoli, perciò, secondo noi, quando uno esce e va a teatro, deve ridere o perlomeno sorridere. Vogliamo entrare nel cuore degli spettori con un sorriso, ma anche trasmettere qualcosa di più profondo grazie a dei momenti riflessivi.

Pop Art è un susseguirsi caleidoscopico di gag dove i Fuorisync si cimentano nella reinterpretazione di famose scene di film e pezzi cult della televisione che tutti ricordiamo, tutto legato da monologhi innovativi ed esilarante. Uno show che affida ai 90 minuti di durata: comicità fulminante, memoria, improvvisazione , suggestione dei ricordi, suoni e immagini facilmente riconducibili nella memoria ma stravolti e reinterpretati.




FUORISYNC in POP ART REVOLUTION Dal 10 al 15 dicembre al Teatro Roma

Scritto e diretto da Maurizio Francabandiera Alessandro Campaiola, Federico Campaiola, Alessio Nissolino, Maurizio Francabandiera con la partecipazione straordinaria di Lorenza Giacometti

 Coreografie di Ambrogio Dei

 Il teatro non si può raccontare, il teatro si deve vedere”

Pop Art, il testo di Maurizio Francabandiera è la volontà di rappresentazione dell’interiorità creativa degli autori, attraverso immagini, suoni, volutamente esasperati, dissacratori, ironici, un’arte contemporanea dove l’esaltazione del talento inventivo mette in mostra una grande capacità espressiva. “Avete capito? In una sinossi uno ci può scrivere di tutto, di questi tempi poi. Abbiamo letto certe sinossi, talmente descrittive e bizzarre, poi abbiamo visto lo spettacolo ci siamo chiesti: “ma quello che ha scritto la sinossi…lo ha visto?” affermano i Fuorisync, il gruppo composto da Alessandro Campaiola, Federico Campaiola, Alessio Nissolino che darà vita allo spettacolo.

 Scrivere una sinossi per l’autore e il gruppo di attori è davvero complicato perché hanno la certezza che ciò che scriveranno sarà completamente stravolto dal primo giorno di prova. Ma una cosa è certa: Pop Art, come diceva Picasso, è l’arte che scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni. Pop Art è il grande amore di esprimersi attraverso il teatro, un bisogno di provare in una sola volta più emozioni possibili.

 Il quartetto comico è formato da 3 noti doppiatori italiani: Alessandro Campaiola -voce di Flash nella serie omonima, Kingsman, Steve in Stranger Things, Michelangelo delle tartarughe Ninja, Eren Jaeger nell’attacco dei giganti, Saitama in One punch man e molti altri -, Federico Campaiola – voce di Ready Player One, Johnatan in Stranger Things, Firestorm di Leggend of Tomorrow, Onorevole Kyoshi in Prison School, Ryder nella Paw Patrol, il premio oscar Manchester By the Sea e molti altri – e Alessio Nissolino, voce di Moccicoso in Dragon Trainer, Toby di Pretty little Liars, Dorian Gray in Penny Dreadfull, Jake di Due uomini e mezzo, Matt Mcguire in Lizzie Mcguire, Marco Polo nella serie Netflix omonima, Koku in Be the Begining e molti altri. Maurizio Francabandiera, celebre autore comico nel panorama romano, nella sua prestigiosa carriera ha collaborato, tra gli altri, con e per Antonio Giuliani, Pablo e Pedro, Massimo Lopez.

Guendy Furlan

TEATRO ROMA  Via Umbertide, 3 (P.zza Santa Maria Ausiliatrice)  00181 – Roma

Info: 06.78.50.626  

COSTO BIGLIETTO Biglietto intero: 25,00 €

Orari: dal Martedì al Sabato ore 21:00 – Domenica ore 17:30




Luca Bonaffini approda a Roma con il suo tour dedicato alla “Madre Terra”

Sette concerti in sette città, ispirandosi ai Chakra, tra uomo e Universo


L’umanità, il Pianeta, il diritto alla ricerca della bellezza, il cosmo: saranno questi i temi portanti del tour unplugged (solo voce e chitarra acustica) che Luca Bonaffini – cantautore italiano con alle spalle un percorso autorale di grandi successi musicali (vedi Pierangelo Bertoli e Flavio Oreglio), di libri e di regie teatrali – inizierà nelle prossime settimane.

Titolo del recital è “Il Cavaliere degli Asini Volanti”, come il suo ultimo album, uscito a cavallo tra il 2018 e il 2019, “Anche se… – specifica Bonaffini – i brani contenuti nello spettacolo cambieranno di concerto in concerto, a seconda del tema e del Chakra scelto per la serata. Ci saranno canzoni mie, vecchie e nuove, quelle scritte con Pierangelo Bertoli, con Claudio Lolli e con Flavio Oreglio, ma anche nuove e sconosciute, forse inedite. Non mancheranno omaggi ai grandi maestri del Novecento che mi hanno ispirato e fatto scegliere la professione artistica del cantautore”. 

Il tour è partito sabato 2 novembre a Milano dal Teatro della Memoria con l’omaggio alle radici e alla madre per proseguire a Roma domenica 10 novembre al Teatro Lo Spazio con il tema dell’identità. Ritornerà al nord mercoledì 13 novembre presso l’Officina della Musica (Como) con “il potere personale”, raggiungendo sabato 16 novembre il Teatro Domus Pacis di Pavia con “il cuore”. Non poteva far mancare al viaggio la sua città d’origine, ovvero Mantova, dove approderà giovedì 21 novembre al Teatro Campogalliani con “voci”, per poi spostarsi a Legnano presso il Teatro Ratti il 3 dicembre con il tema “diversamente Re”, in occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità.“ 

Il tour si chiuderà a Padova, presso il Fistomba Social Park, sabato 7 dicembre con il tema “visioni”.

Comunicato stampa a cura di Lc Comunicazioni

Pubblicazione a cura di Furlan Guendy




‘Borderline’, il secondo album dei friulani The Young Tree

 

La band friulana The Young Tree presenta il secondo album, Borderline, prodotto da Madaski (Africa Unite). È un’opera ricca di tematiche umane e sociali che affrontano aspetti della nostra quotidianità e della società in cui viviamo, riflessioni più introspettive e omaggi alla musica e alla natura.

Anticipato dal singolo omonimo, Borderline continua il percorso iniziato con il loro primo album Seed, allontanandosi dai canoni spesso imposti in un genere musicale come il reggae. In questa occasione, la produzione artistica aiuta a definire l’identità sonora della band, grazie alla mano esperta di uno dei membri della storica formazione Africa Unite.

Parlando dell’album, Madaski afferma: “È stata senza dubbio la produzione artistica più interessante che abbia mai fatto per una reggae band. I temi inclusi nell’album spaziano attraverso atmosfere molto diverse e molto ampie per influenze, suoni e stili. La vocalità è davvero curata e crea linee melodiche piuttosto inedite e si inserisce molto bene nel tessuto musicale. La band ha mostrato una grande apertura mentale e la volontà di rinnovare un suono spesso invecchiato, in fuga da luoghi comuni. Secondo me, The Young Tree è il gruppo più talentuoso di questo genere che si possa trovare oggi in Italia”.

Borderline è disponibile su tutte le piattaforme digitali e in formato CD può essere trovato ai concerti della band.

Comunicato stampa: Agenzia RunitAgency

Pubblicazione: Furlan Guendy




RALLYLEGEND 2019: LE IMMAGINI DEL FESTIVAL DEL CONTROSTERZO E DELLO SPETTACOLO

THIERRY NEUVILLE, KEN BLOCK, GIULIANO CALZOLARI E SANDRO GIACOMELLI I VINCITORI DI RALLYLEGEND 2019

Quando si parla di Rallylegend la mente corre subito ai traversi e allo spettacolo che caratterizzano questa manifestazione nata 17 anni fa come un raduno fra amici e poi “deflagrata” fino a diventare un unicum a livello mondiale, traversi e spettacolo che non sono mancati neppure in questa edizione di Rallylegend e che hanno richiamato nella Repubblica di San Marino una folla enorme di appassionati giunti da ogni dove per celebrare il festival del controsterzo. Concorrenti come Thierry Neuville, Andreas Mikkelsen, Craig Breen, Andrea Dovizioso, Mattias Ekstron, Ken Block, Gigi Galli e molti altri ancora hanno catalizzato il pubblico lungo le prove speciali del territorio sammarinese contribuendo ad accrescere ancora di più la popolarità di questo evento.

Le ombrelline “Legendine”

Molte le novità proposte da Vito Piarulli e Paolo Valli (gli organizzatori della kermesse), la più interessante per il grosso pubblico quest’anno è stata senz’altro il “Legend Show”, la gara ad eliminazione che giovedì sera ha eccitato la folla che si è assiepata ai lati delle due rotatorie nei pressi del RallyVillage per godersi l’esibizione delle vetture in controsterzo in una manifestazione dove la spettacolarità era la discriminante per la vittoria, alla fine l’ha fatta da padrone il funambolo americano Ken Block seguito dal nostro Gigi Galli.

La Kia Rio da Rallycross di Gigi Galli

Di rilievo anche la presenza del team Hyundai Motorsport, sceso in forze a San Marino approfittando dell’evento per effettuare dei test in vista delle ultime prove del Campionato del mondo; Thierry Neuville – su Hyundai i20 WRC – non si è risparmiato sulle speciali di Rallylegend portando a casa la vittoria (quasi scontata, ndr) nella categoria WRC mentre Andreas Mikkelsen – con una Hyundai i20 del team HMI Italian Rally Team – si è piazzato in seconda posizione.

Andreas Mikkelsen

Da rilevare che molti piloti presenti a RallyLegend hanno impostato la gara in “modalità spettacolo” regalando al pubblico traversi e sgommate ad ogni loro passaggio, non è stato così per Neuville e Mikkelsen che hanno badato al sodo senza concedere granchè al pubblico che probabilmente si aspettava intraversate e spettacolo dai principali attori del WRC. Discorso analogo per Ken Block che, dopo le emozioni concesse giovedì sera nel Legend Show, ha impostato il rally in “modalità sport” aggiudcandosi 5 prove speciali e vincendo la categoria MYTH ma negando lo spettacolo che tantissimi fan accorsi in massa a San Marino attendevano da lui e lasciando un po’ di delusione fra coloro che speravano di vedere dal vivo quello che Ken Block riesce a fare nei vari video che circolano sui social.

Paolo Diana

Velme

Chi invece non ha deluso le aspettative per quanto riguarda spettacolo e controsterzi sono stati Paolo Diana, con la sua stupenda (e supervitaminizzata) Fiat 131 Racing, e l’austriaco Christof Klausner su Audi Quattro (foto in apertura), che hanno letteralmente mandato in visibilio il pubblico con le loro evoluzioni e le derapate controllate, facendo letteralmene fumare le gomme ad ogni intraversata.

Christof Klausner

Un autografo speciale di Klausner ad una sua tifosa

Maurer

Frank Kelly

Ramon Cornet Vila

Non di meno sono stati Maurer (pure lui austriaco, su Audi Quattro Gr. 4), l’estone Velme (Audi Quattro A2), l’irlandese Kelly (Ford Escort MKII) e lo spagnolo Ramon Cornet Vila che su una piccola Peugeot 205 ha strabiliato il foltissimo pubblico della “The Legend” con intraversate spettacolari mantenendo sempre velocità elevatissime con la piccola francesina tutto pepe.

Lo squadrone delle Lada è sceso in forze a San Marino regalando traversi e spettacolo:

Il pittoresco Papa Lada che esortava il pubblico con citazioni tipo “No Lada No party, No Lada No sex”

Ritiro amaro per “Totò” Riolo causa una toccata

Un particolare del cofano della Talbot Lotus di Rosati

Molto spettacolare anche l’ungherese Nagy

Paolo Diana ha vinto il premio per i salti più spettacolari

Sempre presente a Rallylegend Flaviano Polato con la sua Fiat 126 Bis

Simone Romagna, sempre velocissimo con la sia Delta

Mattias Ekstrom

 

Molti altri piloti hanno comunque ripagato le aspettative di spettacolarità che il pubblico si aspetta da un evento del genere, ricambiati da applausi e incitamenti che gli spettatori di Rallylegend non fanno mai mancare in questo caso. Ed è proprio il pubblico di Rallylegend l’attore co-protagonista dell’happening sammarinese, come succede da parecchi anni a questa parte Rallylegend è anche la festa del pubblico, un’occasione per godersi un paio di giorni di divertimento con il sottofondo tanto caro del rombo dei motori e dell’odore di gomme e benzina che caratterizzano questa manifestazione.

Tifosi veneti a San Marino

Lavaggio stoviglie improvvisato

Foltissima, come sempre, la presenza degli appassionati friulani a Rallylegend:

Pubblico sempre più organizzato e preparato per un fine settimana all’insegna della vita all’aperto e della condivisione di cibo e bevande con sconosciuti “vicini di tifo” e con amici di vecchia data ritrovati proprio a San Marino. A proposito del pubblico accorso in massa a Rallylegend dispiace rilevare la mancanza di civiltà di alcuni spettatori che dopo aver assistito al passaggio delle vetture, in più occasioni hanno lasciato a terra spazzatura varia senza preoccuparsi di raccoglierla e portarsela via come hanno fatto la maggior parte di essi, la mattina successiva al Legend Show il terrapieno sovrastante la rotatoria più prossima al Village appariva di una tristezza desolante con tutti quei rifiuti sparpagliati a terra (poi prontamente raccolti dall’organizzazione o da chi per essa); si parla tanto di ripulire il mondo dalla plastica ma poi al momento dei fatti non tutti hanno la sensibilità necessaria per lasciare ai  posteri un mondo più pulito.

Servizio Guendy Furlan; Foto #darionnenphotographer/Plume Sport




‘Deepest’, quarto album dei Wicked Dub Division, il terzo con la voce eterea di Michela Grena

I Wicked Dub Division presentano il loro nuovo album Deepest, un elogio al profondo, che è dub nella sua essenza, arricchito da varie collaborazioni e ospiti. È il quarto lavoro in studio della formazione italiana, e terzo dall’arrivo di Michela Grena, dopo Wadada (2011), Dub Drops (2015) e Red (2016).

Deepest è il desiderio di rallentare, di riflettere, di diminuire le parole e le immagini per ritrovarsi nella musica che fonde il legno della batteria e il pulsare delle linee del basso con l’elettronica più tagliente e una voce femminile decisa e a tratti eterea.

La band lo descrive così: “La sonorità che lo rappresenta è sotterranea e subacquea e un voler ritornare attraverso l’ipnosi della musica ad una dimensione personale, lontana dalle urla del mondo, immaginandosi nel fondo dell’oceano, cercando senza paura una luce nel buio per entrare a far parte del flusso della musica e ritrovarci”.

L’album esce accompagnato dal video You Can Fly insieme alla North East Ska Jazz Orchestra, un nuovo capitolo di questa collaborazione dopo l’enorme successo di Mama, il cui video ha superato i quattro milioni di visualizzazioni dalla sua pubblicazione nella primavera del 2017. Alcuni dei musicisti e cantanti della big band italiana partecipano anche ad altri brani dell’album, che vede inoltre le collaborazioni di Dubdadda (Zion Train) in Protect Me In Dub e il cantante francese Baltimores in Heroes Never Give Up. Presenti infine due remix realizzati rispettivamente da Zion Train e Buriman (Moa Anbessa).

Deepest, presentato dal vivo il 28 settembre all’Astro Club (Fontanafredda, PN), è stato registrato al WDD Studio di Treviso, mixato presso il Magister Recording Area (Treviso) e il WDD Studio e masterizzato da Daniele Antezza al Dadub Studio, Berlino. È disponibile su tutte le piattaforme digitali e il disco fisico può essere acquistato ai live della band.




Vicenza capitale per un giorno delle Auto Storiche: le immagini delle “vecchiette”.

Vicenza, 29 settembre 2019 – Per un giorno Vicenza è diventata capitale delle Auto Storiche, oggi infatti la città del Palladio ha visto sfilare per le vie e le piazze del centro una moltitutdine di auto e moto “diversamente giovani” in occasione della Giornata Nazionale del Veicolo d’Epoca.

Ben 350 i veicoli iscritti fra auto e moto di epoche diverse che hanno riassunto la storia dell’automobilismo attirando l’attenzione di un foltissimo pubblico che in più di qualche occasione ha davvero sgranato gli occhi davanti a delle vere opere d’arte su ruote. 28 i Club federati che hanno esposto i veicoli, di cui 20 che hanno collaborato nell’organizzazione dell’evento allestito dal Circolo Veneto Automoto d’Epoca “Giannino Marzotto” nell’ambito della giornata celebrativa dei veicoli d’epoca, giornata che prevede – fra l’altro – la gratuità per l’accesso a tutti i musei dedicati all’automobile.

La manifestazione è stata impreziosita dall’assegnazione del “Premio ASI per il Motorismo Storico”, in Piazza deiSignori, al Presidente del Senato della Repubblica Maria Elisabetta Alberti Casellati intervenuta per l’occasione, il giusto riconoscimento per la sensibilità dimostrata verso il motorismo storico dalla Casellati.

Maria Elisabetta Alberti Casellati all’arrivo a Vicenza

Di seguito le immagini di alcune delle moltissime auto presenti oggi a Vicenza:

 

Servizio e foto: Guendy Furlan e Damiano Podrecca.




CON LA STAR ALBOROSIE L’OVERJAM FESTIVAL HA CHIUSO IN BELLEZZA L’EDIZIONE 2019 – L’INTERVISTA DEL GIORNO: I PATOIS BROTHERS

THE LAST DAY 

Tolmino, 18 agosto 2019– Si è concluso ufficialmente ieri l’Overjam Festival di Tolmino dove l’ultima sera ha visto salire sul Maver Stage la star più attesa, il grande Alberto D’Ascola, in arte Alborosie, accompagnato dai Shengen Clan, che ha portato a livelli altissimi il festival.

Dopo un imponente Lion D, che ha scaldato la folla con un sound accativante, il Maver Stage è stato poi preso d’assalto come non mai da tutto il pubblico presente, tanti arrivati in serata dal triveneto e da oltre confine solo per il grande ospite della serata.

Un reggae diverso da quello abituatI a sentire negli ultimi due giorni, con note più commerciali rispetto a quelle proposte dalle band gamaicane fino a quel momento ma che forse ha colpito maggiormente il pubblico. Il concerto è stato aperto con “Poser” per poi dare spazio ai suoi brani più famosi come “No Cocaine”, “Police” e infine “Dreadlock In Prison” oltre ai brani selezionati dall’ultimo album, coinvolgendo il pubblico per tutta la durata dello show. Fondamentale è stato anche l’accompagnamento dei Shengen Clan che hanno sostenuto in modo notevole un artista del calibro di Alborosie.

Al termine, la chiusura del Maver Stage è stata affidata a Zion Train, special guest del genere dub, che ha saputo chiudere in modo impeccabile il festival.

Contemporaneamente alla Beach Yard hanno suonato i Bomchilom ed in chiusura di serata i Pakkia Crew che hanno fatto ballare i tanti reduci del festival.

 

L’ULTIMA INTERVISTA:

I PATOIS BROTHERS

Patois Brothers sono una band nata nel 2010 a Venezia. Il loro nome è un omaggio alla lingua giamaicana, così come il “patois” trae origine da lingue diverse, la loro musica si ispira alle diverse sonorità del reggae per creare un sound originale.

Dopo la pubblicazione del loro primo singolo Politician, i Patois Brothers debuttano ufficialmente nel 2015 con il primo disco Mighty Ways, con il quale esprimono forti messaggi nelle liriche e negli arrangiamenti, esortando ad un cambiamento sociale ed educazionale positivo attraverso la musica ed attirando da subito l’attenzione della critica e del pubblico, portandoli poi ad esibirsi su moltissimi palchi italiani e non solo.

Nel 2017 tornano con Wise and Wild, nuovo lavoro discografico che conta 12 brani del tutto originali, tra cui un’importante collaborazione con la leggenda giamaicana Max Romeo.

Per l’ultima intervista abbiamo con noi abbiamo i due vocalist, nonché fratelli, dei Patois Brothers, Gioele e Geremia:

  • E’ LA PRIMA VOLTA CHE PARTECIPATE ALL’OVERJAM? COSA NE PENSATE DI QUESTO FESTIVAL? C’E’ QUALCOSA IN PARTICOLARE CHE VI SUGGESTIONA?

-No è già la terza edizione a cui partecipiamo a questo festival, già dall’arrivo è tutto ben organizzato, il festival funziona almeno per quanto riguarda la parte di noi artisti.

  • QUAL’E L’IDEA O LA COSA CHE VORRESTE CHE RIMANESSE PIU’ IMPRESSA A CHI ASCOLTA LA VOSTRA MUSICA?

-Sicuramente un messaggio di pace, ovvero quello che il reggae ha sempre trasmesso visto che portiamo avanti un genere molto importante che arriva dalla sofferenza e quindi ci prefissiamo di portare avanti un principio di rispetto e poi sicuramente la musica ha un ruolo di divertimento e svago, per cui puntiamo anche a quello, a divertire e coinvolgere la massa.

  • COME VEDRESTE IL GENERE REGGAE TRA UN PAIO DI ANNI?

-Molto legato comunque ad altri ambienti musicali e, detto tra noi, per fortuna perché questo consente di portare nuova vita sia al reggae che ad altri generi e, speriamo, a futuri generi che potrebbero nascere.

E con l’ultima intervista salutiamo questo magnifico festival, con la promessa che non mancheremo alla prossima, e purtroppo, ultima edizione a Tolmino (sembra infatti che per problemi logistici quella del prossimo anno sarà l’ultima edizione dell’Overjam Festival in riva al Soča a Tolmino, gli organizzatori intanto sono già al lavoro per individuare una nuova sede per il 2021) .

Ecco a voi la video intervista ai mitici Patois!!

https://www.facebook.com/guendy.furlan/videos/a.2506835626042856/2506835756042843/?type=3

Vi aspettiamo dal 19 al 23 agosto 2020, one love and Respect!

Servizi e foto Guendy Furlan e Damiano Podrecca

 

GALLERY:

THE LAST DAY:

https://www.facebook.com/guendy.furlan/media_set?set=a.2506835626042856&type=3

DAY 1:

https://www.facebook.com/guendy.furlan/media_set?set=a.2499116893481396&type=3

DAY 2:

https://www.facebook.com/guendy.furlan/media_set?set=a.2500867123306373&type=3

DAY 3:

https://www.facebook.com/guendy.furlan/media_set?set=a.2502593693133716&type=3

 

INTERVISTA MAC’S MOBILE:

https://www.facebook.com/guendy.furlan/videos/vb.100001493285660/2500749149984837/?type=3

INTERVISTA AI R.ESISTENCE IN DUB

https://www.facebook.com/guendy.furlan/videos/vb.100001493285660/2504499802943105/?type=3

INTERVISTA AI WICKED DUB DIVISION

https://www.facebook.com/guendy.furlan/videos/vb.100001493285660/2502652906461128/?type=3




GRAN FINALE OGGI ALL’OVERJAM FESTIVAL CON ALBOROSIE, LION D E I BRITANNICI ZION TRAIN – L’INTERVISTA DEL GIORNO: I WICKED DUB DIVISION

 

DAY 3

Tolmino, 17 agosto 2019 Alle battute finali l’Overjam Festival di Tolmino, la kermesse musicale dedicata al reggae che richiama ogni anno migliaia di appassionati sulle rive del fiume Soča (Isonzo) per farsi coinvolgere dalla  buona musica in uno spirito di fratellanza e all’insegna del puro relax. Nella giornata di oggi uno degli ospiti più attesi sul palco è Alberto D’Ascola, in arte Alborosie, accompagnato dalla band di Kingston, Shengen Clan. Cantante, beat maker e musicista, D’Ascola è il primo artista italiano a riscuotere successo nella scena reggae internazionale. Ma non finisce qui, sempre oggi ci saranno anche i britannici Zion Train, uno dei dub set più apprezzati al mondo, e Lion D – David Andrew Ferri. Oltre agli artisti che si esibiranno sul Maver stage (il palco principale), sul palco della spiaggia si daranno il cambio alcuni dj storici del Festival.

WARD 21

La giornata di ieri non ha deluso le aspettative dei visitatori dell’Overjam, fin dalle ore 15 il palco del Maver Stage ha cominciato ad animarsi con i One Dread mentre il pubblico affluiva copioso per ascoltare questa band slovena che suona un sound misto tra il reggae e la dancehall. A seguire i nostri intervistati, i R.esistence in Dub, con la loro bellissima dub culture, per poi arrivare ai pezzi grossi della serata: dalle 19 è iniziato il party Gamiacano che attraverso quattro differenti artisti, ha portato 3 diversi tipi di reggae, prima con i Ward 21, una band che suona più un reggae tendente all’hip hop e alla dancehall, per passare poi  a Junior Kelly seguito da Cali P, accompagnato dagli stessi musicisti di Junior Kelly,  che hanno portato sul palco il reggae di nuova generazione, diverso da quello tradizionale degli Israel Vibration visti l’altro ieri, ma che mantiene comunque quello che è il senso del reggae ovvero la lotta ed il mettere sul piatto problematiche che stanno molto a cuore a chi canta la libertà, il rispetto e le origini della popolazione africana.

Queen Ifrica

Infine è arrivata lei, la regina: Queen Ifrica, una donna sorprendente che ha fatto vibrare e ballare il pubblico con la sua musica reggae con richiami alla danchehall. In chiusura di serata è stata la volta dei Wicked Dub Division che hanno concluso la seconda giornata dell’Overjam regalando al pubblico dei toni più Dub rispetto al reggae protagonista del festival.

Nella Beach yard non sono stati da meno con i Workshop partiti nella prima mattinata e l’Overjam 4 Kind area, il tutto sulle rive del fiume Soča  accompagnati dalla musica di artisti come Mr. Skavilagge, Ziggi Mastah e dei Sued Massive che hanno chiuso la  serata.

Come detto siamo arrivati alle battute finali dell’Overjam Festival, la giornata di domani (domenica 18) sarà dedicata al riposo ed alla rimozione delle tende e degli accampamenti che hanno vivacizzato il festival ma non mancherà in sottofondo un buon brano di musica reggae.

 

L’INTERVISTA DI OGGI:

I WICKED DUB DIVISION

Progetto nato nel 2014 dall’unione di nomi storici e conosciuti nel panorama dub italiano: Michela Grena, voce dei B.R. Stylers, e Wicked Dub Division, dub trio attivo da dieci anni. La band compie una ricerca musicale miscelando suoni caldi e ipnotici a sfumature più wicked minimali.

Oggi intervistiamo Michela Grena, Vocalist della band:

  • COSA NE PENSI DEL FESTIVAL? C’E’ QUALCOSA CHE TI HA SUGGESTIONATO IN PARTICOLARE E SE E’ LA PRIMA VOLTA CHE PRENDI PARTE A QUESTO FESTIVAL?

-Mi ha suggestionato perche è la prima volta che vengo a suonare all’Overjam mentre ero stata qua quando si teneva il River Splash, un festival sempre reggae, per cui ho un sacco di bei ricordi legati a questo posto e mi emoziona sempre tornarci.

  • COSA TI HA ISPIRATO NELLA TUA CARRIERA?

-Tante cose, il mix di tante cose che mi piacciono come la musica elettronica, la parte più africana e la musica Soul, quindi penso che sia questo il motore di tutto che mi fa essere ancora qua.

  • ULTIMA DOMANDA, IL TESTO DI UNA CANZONE CHE SENTI PIU’ TUO?

-Sicuramente How Many Women, è una sorta di grido, che possa dare forza alle donne che non hanno avuto la fortuna di avere l’uomo giusto e per bene al loro fianco e non riescono sempre a reagire a questi amori un po’ violenti, ed è per questo che la sento particolarmente mia visto che io mi sento fortunata perchè non tutte c’è l’hanno l’uomo giusto.

LINK VIDEO INTERVISTA:

https://www.facebook.com/guendy.furlan/videos/a.2502593693133716/2502652906461128/?type=2&theater&notif_t=feedback_reaction_generic&notif_id=1566057376130219

ALBUM DAY 3 – OVERJAM FESTIVAL:

https://www.facebook.com/guendy.furlan/media_set?set=a.2502593693133716&type=3&uploaded=71

Intervista Maci’s Mobile:

Ecco il video dell’intervista di ieri al vocalist dei Maci’s Mobile Il Discorso

Pubblicato da Guendy Furlan su Venerdì 16 agosto 2019

Intervista R.esistence in Dub:

Pubblicato da Guendy Furlan su Venerdì 16 agosto 2019

Day one at Overjam festival gallery:

https://www.facebook.com/guendy.furlan/media_set?set=a.2500867123306373&type=3

Day two at Overjam festival gallery:

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Servizi e foto Guendy Furlan e Damiano Podrecca




DAY 2 ALL’OVERJAM FESTIVAL, OGGI QUEEN IFRICA, WARD 21 E MOLTI ALTRI – L’INTERVISTA DEL GIORNO: I R.ESISTENCE IN DUB

DAY 2

ISREAL VIBRATION

Tolmino, 16-08-2019  – Inizio di livello quello dell’ottava edizione del festival Overjam che ieri, nella serata di apertura, ha visto gli Israel Vibration far letteralmente saltare la folla assiepata al Maver Stage sulle loro note giamaicane. Il vecchio Old School che fa sempre bene sentire, che riporta al sano reggae delle sue origini, questo sono gli Israel Vibration che, nonostante i moltissimi anni di militanza sulle spalle, sono ancora una band con un energia strepitosa, pieni di vitalità e voglia di far divertire il pubblico sostenendo egregiamente le due ore di spettacolo puro.

Dopo gli special guest della serata, è stata la volta dei Wicked & Bonny ft.Berise seguiti dai Dubbing Sun, due band caratterizzate dalla passione per la Dub. Mentre i Wicked & Bonny ft. Berise hanno un loro repertorio specifico, i Dubbing Sun lavorano più sul mix in dub, con risultati di tutto rilievo per entrambi nonostante le differenze di approccio alla Dub.

Nel frattempo al Beach Stage hanno suonato in serata Serious Thing e l’immancabile Asher Selector, un veterano del palco dell’Overjam, due esibizioni che hanno creato un’atmosfera quasi mistica e ricca di pathos.

 

Per oggi sono attesi i padrini della dancehall Ward 21, Junior Kelly – grande rappresentante del reggae giamaicano, Cali P, Pierre Nanon, la giamaicana Queen Ifrica, figlia della leggenda dello ska Derick Morgan, i pordenonesi Wicked Dub Division & Michela Grena. Spazio anche a: Little Vex, One Dread, R.Esistence in Dub, Illbillly Hitec, Raphael.

 

 

Inoltre con oggi hanno preso il via Workshops e l’area Overjam 4 kids presso l’area del Beach Stage con diverse attività rivolte a tutti.

L’INTERVISTA DEL GIORNO:

I R.ESISTENCE IN DUB

Il progetto R.esistence in Dub nasce nel 2006 a Udine (Friuli Venezia Giulia) dall’unione di 4 musicisti: Toffo Selektah (dubmaster), Zen I (tromba & synths), Doctor P.E. (sax & melodica) e mc Tubet – attualmente integrato da Ste’Pit  (basso).
La band è caratterizzata da suoni della reggae music e soprattutto dalla dub culture, con l’obiettivo di diffondere il soundsystem style, con produzioni proprie e live show integrati di mixer board per il dub, fiati, sintetizzatori e che vantano un mc che ha cantato con loro nella lingua d’origine che li unisce: il Friulano.

  • Cosa ne pensate del Festival? C’è qualcosa che vi ha suggestionato? A quante edizione avete partecipato?

-Noi siamo molto legati a questo festival in quanto partecipavamo ancora quando si chiamava River Splash e quindi sono 20 anni che frequentiamo questo posto, da artisti e visitatori, e ce ne siamo affezionati molto. Abbiamo comunque un edizione che ci è rimasta più a cuore, ovvero quando abbiamo suonato alla Beach Yard, che ai tempi era un Dub Arena (Stage attualmente non presente al festival – diverso da quello dell’odierna edizione).

  • La vostra canzone “biglietto da visita”

-In realtà non ci abbiamo mai riflettuto però avremmo bisogno di almeno più di una scelta visto comunque le due fasi che hanno attraversato il gruppo, la prima è “Monolite” quando avevamo la collaborazione con Dj Tubet; nella seconda fase invece, quando è subbentrato il bassista, – attimo di consultazione generale – o Sound System, cantata con Sistah Awa, oppure Resistence

  • La cosa o il pensiero che vorreste rimanesse più impresso nelle persone che ascoltano la vostra musica

-L’idea o il concetto che più ci lega tra di noi è che siamo amici, prima di essere un gruppo di artisti, e questo da cui partiamo; il fatto che siamo degli amici che si sono messi in gioco, cosa che ci ha permesso di essere, oggi, ancora qui dopo 13 anni.

E salutando i R.esistence in Dub vi lasciamo al video della loro intervista  ed anche a quello dell’intervista di ieri al vocalist dei Maci’s Mobile.

Intervista Maci’s Mobile:

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Intervista R.esistence in Dub:

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Day one at Overjam festival gallery:

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Day two at Overjam festival gallery:

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Servizi e foto Guendy Furlan e Damiano Podrecca