Sebastien Ogier sbanca il Rallye Monte-Carlo per l’ottava volta.

E così Sebastien Ogier, navigato dal fido Julien Ingrassia, ha nuovamente piazzato la sua zampata vincente sul Rallye Monte-Carlo con la Toyota Yaris WRC Plus del Team Gazoo Racing.

Il campione transalpino forte della sua esperienza (7 titoli mondiali non si vincono a caso) e del fatto di guidare sulle strade di casa – ma aggiungiamo anche da una vettura che l’ha assecondato alla perfezione – ha vinto infatti per l’ottava volta il rally più famoso al mondo aggiudicandosi ben 9 prove speciali delle 14 disputate.

Bisogna dire però che, anche a causa della pandemia, il Monte-Carlo visto quest’anno è stato un rally piuttosto anomalo sotto molti punti di vista, ad iniziare dall’assenza del pubblico al quale è stata negata la possibilità di recarsi in prova oltre che, ovviamente, anche nelle fasi di partenza, arrivo e alle assistenze della gara; una scelta forse condivisibile in relazione al dilagare della pandemia ma che, a torto o a ragione, ha comunque snaturato l’essenza del rally: un rally senza pubblico è qualcosa di innaturale che cozza contro l’idea di una manifestazione che nell’immaginario collettivo esalta le folle a bordo strada. Faceva tristezza poi vedere le immagini delle premiazioni della Power Stage a Entrevaux con i piloti sul podio accompagnati dai pochissimi applausi degli addetti ai lavori e nessuno spettatore a far da cornice ad un momento che dovrebbe rappresentare l’apoteosi del rally.

Un rally di Monte-Carlo anomalo anche per quanto riguarda orari e prove, il Monte 2021 ha dovuto ridimensionarsi parecchio – sempre causa Covid – anticipando gli orari di partenza delle PS e cancellandone una per far si che il coprifuoco potesse venire rispettato, quindi niente prove in notturna e un chilometraggio totale che alcuni hanno definito “stitico” hanno caratterizzato questa edizione di un rally che però, nonostante tutto, è andato in scena ed ha dato il via al Campionato del mondo 2021.

Forse un Monte-Carlo non anomalo invece per quanto riguarda il meteo e le condizioni stradali, ma una edizione con un meteo così avverso non si vedeva da tempo, con pioggia, fango, neve e ghiaccio che mutavano in contiuazione a condizionare la gara, ne sa qualcosa il finlandese Teemu Suninen autore di una rovinosca uscita di strada sul bagnato della prima prova speciale del rally con la Ford Fiesta di M-Sport, uscita che probabilmente gli costerà il licenziamento.

Ecco come si è ridotta la Fiesta WRC di Teemu Suninen dopo la rovinosa uscita di strada

Dopo l’acuto iniziale di Ott Tanak (Hyundai i20 WRC Plus) il pluricampione Ogier ha iniziato a pestare sull’accelleratore lasciando ben poche speranze ai rivali, neanche una foratura sulla PS 6 è riuscita ad estromettrlo dai giochi, nella prova successiva il miglior tempo è stato nuovamente il suo. Seb Ogier non si è fatto mancare nulla vincendo anche la Power Stage (l’ultima prova speciale la cui vittoria da diritto a punti supplementari nella classifica piloti).

Elfyn Evans (Toyota Yaris WRC Plus) ha provato a tenergli testa ma dopo aver guadagnato la prima posizione della classifica assoluta, complice anche la foratura di Ogier, ha subìto il ritorno del transalpino accontentandosi infine del secondo posto finale. Una doppietta per la Toyota che ha reso felice Jari-Matti Latvala, il nuovo Team Principal della squadra nipponica, che debutta portando a casa punti pesantissimi nella classifica costruttori.

Elfyn Evans

Al terzo posto si è classificato Thierry Neuville con l’altra Hyundai i20 WRC Plus, qualche errore e un po’ di sfortuna non hanno permesso al belga di emergere ma Neuville ha comunque dimostrato le sue doti velocistiche vincendo con un distacco abissale la PS 10, ripetendosi nella giornata successiva sulla PS 13.

E che dire del baby prodigio Kalle Rovanpera? Un fenomeno che sta crescendo sempre più e che si è piazzato al quarto posto finale dopo aver a lungo battagliato con Neuville, un piccolo errore ed una foratura gli sono costati il terzo posto finale ma siamo certi che il giovanissimo finlandese avrà modo di rifarsi.

Kalle Rovanpera

Quinto lo spagnolo Dani Sordo (pure su Hyundai i20 WRC Plus), non sempre a suo agio con la vettura, lui ed il suo navigatore Carlos del Barrio probabilmente avrebbero voluto concludere meglio l’ultima gara disputata da Carlos con Dani Sordo.

Sesto il giapponesino della Toyota, Takamoto Katsuta (Toyota Yaris WRC Plus), buona la sua prestazione anche se sui social è stato un po’ “canzonato” per aver leggermente danneggiato la vettura ancor prima della partenza della 1^ P.S.

Strepitoso invece il 7° posto finale e primo di WRC2 di Andreas Mikkelsen con la Skoda Fabia Rally 2 Evo, che estromesso dal giro che conta (quello delle WRC Plus) ha fatto vedere cosa sa ancora fare al volante, forse un ripensamento di qualche team di vertice nei suoi confronti sarebbe opportuno.

Andreas Mikkelsen

Senza infamia e senza lode l’ottava posizione di Gus Greensmith, l’alfiere della Ford (su Fiesta WRC Plus) che non è riuscito a mettersi in evidenza in questo difficile Monte-Carlo.

Il frnncesino Adrien Fourmaux è entrato nella top ten portando in nona posizione assoluta la Ford Fiesta Rally 2, una condotta regolare la sua con un bel risultato finale per questo giovanotto che sta accumulando esperienza ed è candidato a guidare la Fiesta WRC Plus in alcune gare del mondiale 2021.

Buone anche le prove di Camilli, Rossel (primo di WRC3), Gryazin, Bonato, Clamin e Bulacia , piazzatisi nell’ordine dal 10° al 15° posto della classifica generale. Contrastanti invece le prestazioni di Pierre-Louis loubet, il givane figlio d’arte ha dimostrato notevoli doti velocistiche artigliando un secondo ed un quarto posto in prova speciale ma sprecando tutto con un paio di errori, per così dire, di gioventù. Per sua fortuna c’è stato qualcuno sul percorso a tirarlo fuori da una brutta situazione, alcune persone – che fortunatamente si trovavano sul posto – hanno rimesso in carreggiata Loubet dopo un’innevamento nella Power Stage, rafforzando ancor più la convinzione che “la compagnia della spinta” è un elemento indissolubile dallo sport rallystico.

Un fermo immagine del momento in cui è risultata determinate “la compagnia della spinta” per Loubet

Discorso a parte invece per Ott Tanak, l’ex campione del mondo che dopo il passaggio alla Hyundai sembra proprio non riuscire a ripetere le entusiasmanti prestazioni del – forse – rimpianto team Toyota con cui vinse il mondiale nel 2019; il finlandese è partito subito forte, come detto, ma è stato vittima di una doppia foratura nella mattinata di sabato che l’ha poi costretto al ritiro, fra l’altro ha anche rimediato un’ammenda con diffida per aver percorso il tratto di strada fino alla successiva assistenza su tre ruote. Numerose le polemiche insorte in seguito alla sanzione in quanto Sebastien Ogier è stato multato di 400 euro per non aver allacciato il casco prima della partenza di una prova speciale, due episodi diversi con gravità diverse di cui forse le sanzioni andrebbero ricalibrate.

Per finire gli italiani, non molto numerosi al Monte nonostante la vicinanza della gara al confine italo-francese (probabilmente, oltre ai costi di partecipazione, ha influito anche la pandemia), dove il migliore è stato Giacomo Ogliari, navigato da Lorenzo Granai, piazzatosi 28° assoluto e nono di classe con la Citroen C3 Rally 2.

La top ten:

1

Ogier/Ingrassia

Toyota Yaris WRC

2.56’33”7

2

Evans/Martin

Toyota Yaris WRC

+32″6

3

Neuville/Wydaeghe

Hyundai i20 Coupé WRC

+1’13″5

4

Rovanpera/Halttunen

Toyota Yaris WRC

+2’33″6

5

Sordo/Del Barrio

Hyundai i20 Coupé WRC

+3’14″2

6

Katsuta/Barritt

Toyota Yaris WRC

+7’01″3

7

Mikkelsen/Floene

Skoda Fabia R5 Evo

+7’23″6

8

Greensmith/Endmondson

Ford Fiesta WRC

+8’21″1

9

Fourmaux/Jamoul

Ford Fiesta R5 MKII

+9’15″8

10

Camilli/Buresi

Citroen C3 R5

+9’48″9

Prossimo appuntamento, Covid permettendo, l’Artic Rally Finland – dal 24 al 28 febbraio – , che prende il posto dello Sweden Rally cancellato dal calendario iridato.

Servizio Dario Furlan – Foto Honza Froněk




“Un seme di collina” è il nuovo libro fotografico di Nerina Toci, edito da Fondazione Mudima

Un tempo il mio sguardo veniva condizionato dai sogni, dalla superficie emotiva, dove il punto focale era l’indagine sulla mia identità e su ciò che rappresentava il reale per me. Ad oggi il mio tentativo secondo è di catturare la struttura dell’identità universale attraverso l’esperienza sensibile. Mi pongo una domanda: che cosa è il reale?

Nerina Toci

Un seme di collina è il nuovo libro fotografico di Nerina Toci.

Curato da Davide di Maggio ed edito da Fondazione Mudima, è un progetto work in progress che comprende una selezione di fotografie realizzate tra il 2017 e il 2020 in Sicilia, principalmente tra i versanti asimmetrici dei monti Nebrodi, e che nasce da un ben precisa esigenza di definizione del reale.

All’inizio del suo percorso di ricerca artistica, lo sguardo di Toci era condizionato dai sogni e dall’emotività; il punto focale della sua indagine era la sua identità e ciò che per lei rappresentava il reale. Questo volume raccoglie un intenso lavoro, che esemplifica l’evoluzione artistica della fotografa: dopo aver gradualmente eliminato la propria figura dagli scatti, Toci cerca di catturare l’identità universale attraverso l’esperienza del sensibile.

L’interesse antropologico – con la costante riflessione sulla figura femminile, sul senso del luogo e del confine – e l’interrogazione sul reale spostano la funzione della fotografia da quella estetica a quella reale: la vera risposta sta non nel catturare e possedere la realtà, ma nell’accettazione della sua esistenza.

La giovane fotografa albanese, originaria di Tirana, che per molti anni ha vissuto in Sicilia, si occupa di fotografia dal 2015 e riserva da sempre, nel suo lavoro, un ruolo centrale alla sua terra di adozione.

Nei sui lavori sensuali e misteriosi – dei quali anche Letizia Battaglia ha sottolineato l’inquietudine e la grazia – riesce a rappresentare la sua realtà, la sua immaginazione sconfinata, che varca i confini della fotografia e ci porta in un mondo incantato dove la mente è libera di viaggiare. La chiave per capire il suo lavoro va cercata nel fatto che, applicando leggi proprie, supera la visione monoculare che la fotografia impone. Il lavoro di Nerina Toci parte dalla fotografia ma prende subito altre rotte, diventando opera d’arte. La macchina fotografica è semplicemente un mezzo che le consente di esprimere quello che per un fotografo è impossibile: uscire dalla realtà che ci circonda per addentrarsi in una sorta di Wunderkammer – una realtà personale che diventa universale – nella quale entriamo insieme a lei.

Davide di Maggio, curatore del volume, dice di lei: «Il fotografo blocca un istante in eterno, lei apre quell’istante all’infinito. Le sue fotografie non hanno a che fare con l’effimero della nostra società, ma hanno piuttosto quella “perennità” delle opere che si tramandano nel tempo. Il tempo non è un limite ma diventa suo alleato. La realtà che la circonda non le interessa, la sua è un instancabile ricerca di un mondo che non trova, ma che è ben chiaro nella sua lucidissima immaginazione e che riesce a esprimere nelle sue fotografie anche grazie ad un grandissimo talento. Questa è la forza di Nerina Toci, il suo fascino, il suo magnetismo. E questo è il sogno dell’arte che grazie a lei si avvera e che questo nuovo libro ci restituisce in tutte le sue parti mettendo in luce il ruolo centrale da lei assunto tanto come testimone del mondo dell’arte e della realtà sociale in profondo mutamento che la circonda, quanto come protagonista di nuovi percorsi di ricerca e di espressione artistica».

Il libro è acquistabile sul sito di Fondazione Mudima: www.mudima.net (sezione Shop) e in libreria.

Alcuni degli scatti di Nerina Toci possono essere ammirati dal pubblico nella mostra collettiva La Face autre de l’autre Face, alla Fondazione Mudima fino al 12 marzo 2021.

L’esposizione, curata da Davide di Maggio, arriva a Milano dopo essere stata ospitata al Muc – Musée Urbain Cabrol di Villefranche de Rouergue e raccoglie opere di 21 artisti, principalmente italiani, attivi in diversi campi dell’arte, da quella visiva, alla fotografia, ai video e alle installazioni. Oltre a Nerina Toci, sono: Daniela Alfarano; Gabriele Basilico; Renata Boero; Loris Cecchini; Pierpaolo Curti; Diamante Faraldo; Claudio Gobbi; Francesco Jodice; Christiane Löhr; Uliano Lucas; Giovanni Manfredini; Sabrina Mezzaqui; Ugo Mulas; Federico Pietrella; Alfredo Pirri; Andrea Salvino; Nicola Samorì; Andrea Santarlasci; Alessandro Verdi; Nicola Verlato.

L’esposizione sarà visitabile in assoluta sicurezza, con accessi contingentati nella quantità e nella frequenza.

Informazioni e prenotazioni: www.mudima.net

Nerina Toci

UN SEME DI COLLINA

Edizioni: Mudima

A cura di: Davide Di Maggio

Contributi di: Davide Di Maggio, Achille Bonito Oliva, Lorand Hegyi, Dominique Stella

E uno scritto di: Nerina Toci

Pagine: 178

Lingua: Italiano/Inglese

Copertina in brossura cartonata

Dimensioni: 22×26 cm

Prezzo: 30 Euro

Nerina Toci nasce a Tirana il 21 gennaio del 1988. Vive e lavora tra Palermo e Milano. Nel 2015 inizia a fotografare, prediligendo il bianco e nero. Ha esposto in Italia, Albania e in Cile. Nel 2015 prende parte alle mostre collettive Interior intimo meo al Castello Gallego di Sant’Agata di Militello e a Kermesse d’Arte” presso la Biblioteca Comunale di Mistretta. Nel 2016 le prime mostre personali in Italia: La fotografia media i conflitti, alla Casa delle Culture a Palermo, Nuk bëhet allo Spazio Loc a Capo d’Orlando; quindi la collettiva Cupiditas presso l’Archivio Storico Comunale di Palermo. Nel 2016 realizza anche la prima personale all’estero: Imazhi është e vetmja kujtesë që unë kam, al Concord Center Galeri di Tirana. Ancora, nello stesso anno vince il premio “Guido Orlando – Premio fotografico Peppino Impastato.” Dal 2017 inizia il ciclo di mostre personali in Cile, Buscandome, all’Istituto Italiano di Cultura a Santiago e a La Sebastiana Museo Pablo Neruda di Valparaiso. Il ciclo di mostre in Cile continua nel 2018 con le mostre al Museo Gabriela Mistral Vicuña e al Museo Histórico Gabriel González Videla La Serena. Nello stesso anno partecipa alle collettive Baus°Art al Castello di Bauso di Villafranca Tirrena e Segreto al Centro Internazionale di Fotografia di Palermo.

Nel 2017 esce il suo primo libro, L’immagine è l’unico ricordo che ho, edito da Navarra, con la prefazione di Letizia Battaglia. Inoltre collabora con la rivista indipendente di poesia e cultura Niederngasse. Le collettive continuano nel 2019, con la mostra Visionari al Centro Internazionale di fotografia di Palermo. Sempre nel 2019 cura con Davide Di Maggio la mostra Il corpo è un livido a Palazzo Ducale di Massa.

Ufficio stampa: Delos




SEEYOUSOUND 7 > BLACK LIVES MATTER: il movimento e la musica black al centro del focus del festival di cinema e musica. 19-25 febbraio su PLAYSYS.TV

SEEYOUSOUND 7 International Music Film Festival

19 – 25 febbraio 2021: online sulla piattaforma streaming PLAYSYS. TV

Focus BLACK LIVES MATTER

EVERYTHING THE REAL THING STORY

A un mese dal via SEEYOUSOUND International Music Film Festival svela il filo nero che attraverserà la settima edizione dando corpo a un percorso trasversale tra le varie sezioni del festival, comprendendo i concorsi e le rassegne non competitive. Lungo i 7 giorni di festival il focus BLACK LIVES MATTER permetterà di rintracciare lo spirito black in ogni nota, in ogni fotogramma dei titoli che Seeyousound propone all’interno del programma 2021, per unire realtà solo apparentemente lontane che grazie alla musica sanno diventare universali.

Dal 19 al 25 febbraio SEEYOUSOUND – che come sempre ricompone un universo cinematografico e musicale fatto di lungometraggi di finzione, documentari e film brevi, biopic e videoclip – ci condurrà in un viaggio nel significato più ampio di musica “black”. Il festival sarà disponibile interamente online sulla piattaforma streaming VOD PLAYSYS.TV per il pubblico di tutto il territorio nazionale.

Che #BlackLivesMatter non fosse uno slogan nato per protestare contro l’uccisione di George Floyd del 25 maggio 2020 è cosa nota. Il discorso è iniziato con i primi commerci di schiavi e tramite la musica è stato tenuto vivo anche nei brani non esplicitamente politici e in luoghi lontani dagli infuocati Stati Uniti degli ultimi mesi.” spiega Carlo Griseri, direttore del festival e curatore di Into the Groove “Nel focus ci saranno le proteste contro le violenze del Sistema e della polizia sugli afroamericani ma anche le generazioni di “neri a metà” italiani (Mario Musella e James Senese, in primis), le radici più pure della musica e le sue declinazioni più attuali, le note che i migranti africani hanno portato con sé nei loro viaggi e molto altro ancora.”

La musica è terreno di incontro, capace di rompere i confini dei retaggi culturali e spezzare catene; un percorso di liberazione che ha sempre avuto un grande alleato: il jazz. La storia di uno dei più importanti jazz club al mondo è al centro di Ronnie’s di Oliver Murray – presentato in anteprima italiana nel concorso LONG PLAY DOC. Il film esplora 60 anni del club, nato nel 1959 in un seminterrato di Soho a Londra, che ha ospitato leggende musicali, tra cui Ella Fitzgerald, Chet Baker, Nina Simone e Miles Davis; e che ancora oggi porta il nome del sassofonista Ronnie Scott, celebrando un artista “pietra angolare” della scena jazz britannica scomparso nel 1996.

Il focus è fortemente presente anche nella sezione INTO THE GROOVE con Everything: The Real Thing Story, acclamato film di Simon Sheridan che racconta la storia vera della prima rivoluzione della musica nera in Gran Bretagna ad opera dei The Real Thing, padroni delle classifiche mondiali degli anni ’70; e Osannaples di M. Deborah Farina che celebra i 50 anni di carriera della band partenopea Osanna, che tra hard-rock e psichedelia ha creato un autoctono progressive-rock gettando le basi del Naples Power, e che include un demo inedito di Pino Daniele. Rispettivamente anteprima italiana e anteprima assoluta, a questi due documentari fuori concorso si aggiunge il cortometraggio d’animazione En Rang Par Deux di Elisabetta Bosco, Margherita Giusti e Viola Mancini, prodotto dal CSC Animazione di Torino.

OSANNAPLES_REUNION.

Due i titoli #BlackLivesMatter in RISING SOUND – Trans Global Express, sezione non competitiva che esplora le sonorità del continente africano in un viaggio alla scoperta di nuove commistioni tra strumenti musicali e nuove tecnologie: CONTRADICT Ideas for a new world ha portato in Ghana i registi svizzeri Peter Guyer e Thomas Burkhalter alla scoperta di una new wave che grazie a strumenti a basso costo e a internet, registrano e diffondono musica con cui reclamano un nuovo ruolo per l’Africa; e Lisbon Beat di Rita Maia e Vasco Viana che si muove nella periferia di Lisbona, città di complesse lotte identitarie con una vibrante scena musicale afroportoghese che unisce generazioni tra passato e futuro; nel film spicca Dj Nigga Fox con la sua batida portoghese.

La sfumatura black non manca anche in SOUNDIES, contest di videoclip curato da Alessandro Battaglini, che da quest’anno riveste anche il ruolo di vicedirettore del festival. Il focus si sviluppa in una tracklist di titoli fuori concorso che guardano dritto in faccia ai temi più caldi del movimento black e ancora, in concorso, Sixteen di J Lord. Il rapper classe 2004, napoletano afrodiscendente, con questo pezzo dipinge un affresco pulsante del contesto in cui vive con un suono potente e pulito che guarda direttamente all’hip-hop americano.

Per 7 giorni SEEYOUSOUND farà risuonare in tutta Italia l’eco di voci e strumenti inconfondibili, di storie e vite immortali, protagonisti della selezione di film che compongono il programma 2021 del festival internazionale di cinema e musica. Dopo la sperimentazione di Seeyousound On The Road – che ha portato il format del festival torinese nelle principali città italiane da Milano a Palermo, Firenze e Lecce – la musica di SEEYOUSOUND si potrà guardare ovunque, semplicemente on demand su PLAYSYS.TV (biglietto singolo 3,99€; abbonamento festival 35€; abbonamento sostenitore 45€ con t-shirt e pin su www.seeyousound.org e www.playsys.tv).

La piattaforma streaming, nata dall’esperienza di Seeyousound, proporrà lungometraggi e documentari, materiali d’archivio e prodotti cross-mediali incentrati sulla musica, destinati al pubblico italiano e disponibili da tutto l’anno all’indirizzo playsys.tv.

INFO www.seeyousound.org > info@seeyousound.org > facebook.com/SEEYOUSOUND > instagram.com/seeyousoundfestival > twitter.com/seeyousound

SEEYOUSOUND 7 International Music Film Festival

19 – 25 febbraio 2021 | online on demand su PLAYSYS.TV

Ideato e realizzato da Associazione Seeyousound

In collaborazione con Museo Nazionale del Cinema di Torino

Con il patrocinio di Regione Piemonte e Città di Torino

Con il contributo di Fondazione CRT

Main sponsor Diplomático Rum

Press SEEYOUSOUND




Free Patrick Zaki: l’8 febbraio una maratona musicale per la sua liberazione

FREE PATRICK ZAKI: L’8 FEBBRAIO UNA MARATONA MUSICALE PER LA LIBERAZIONE DELLO STUDENTE EGIZIANO

A UN ANNO DAL SUO ARRESTO AMNESTY, MEI E VOCI PER LA LIBERTÀ INSIEME PER CHIEDERE IL RILASCIO – ISCRIZIONI APERTE FINO AL 31 GENNAIO

L’8 febbraio sarà il primo triste anniversario dell’arresto di Patrick Zaki. In quell’occasione Amnesty International Italia, MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti e Voci per la Libertà organizzano “Voci X Patrick – Maratona musicale per chiedere la liberazione di Patrick Zaki”, un evento in streaming per chiedere l’immediato rilascio dello studente egiziano, che è detenuto in carcere come prigioniero di coscienza a causa del suo lavoro per i diritti umani e per le sue opinioni politiche espresse sui social media.

Fino al 31 gennaio 2021 è aperta la call per aderire all’evento, un invito a tutti i musicisti a sostenere con la propria musica la campagna per la liberazione di Patrick e più in generale di tutti i prigionieri di coscienza rapiti, torturati e reclusi ingiustamente.

Dicono i promotori: “l’8 febbraio sarà il momento di farci sentire compatti e più determinati che mai. Patrick Zaki deve tornare ai suoi studi a Bologna. Proprio per questo invitiamo alla mobilitazione il mondo della musica. Dedichiamo questa iniziativa a tutte quelle giovani donne e uomini che viaggiano per il mondo per studiare, ricercare, condividere e costruire una società migliore”.

Voci X Patrick – Maratona musicale per chiedere la liberazione di Patrick Zaki”

Tutti gli artisti sono invitati ad aderire con un video di una performance musicale di qualche minuto dedicata a Free Patrick Zaki ed appositamente realizzata.

Per adesioni e maggiori informazioni scrivere a vocixpatrick@gmail.com entro e non oltre il 31 gennaio

Nella maratona musicale, che verrà trasmessa in streaming su numerosi canali grazie a molteplici partner, si alterneranno video e interventi in diretta.

Cronologia degli eventi

Il 7 febbraio 2020 Patrick Zaki, studente del Master in Studi di genere dell’Università “Alma Mater” di Bologna, è stato fermato all’aeroporto del Cairo, la capitale dell’Egitto.

Dopo diverse ore di sparizione forzata, è ricomparso il giorno dopo di fronte alla Procura della città di Mansura, dove è stato convalidato l’arresto, sulla base di un mandato di cattura contenente le accuse di minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento a manifestazione illegale, sovversione, diffusione di notizie false e propaganda per il terrorismo.

Dopo estenuanti rinvii, le prime due udienze del processo si sono tenute solo a luglio. Nella seconda, il 26 di quel mese, Patrick Zaki ha potuto vedere per la prima volta i suoi avvocati dal 7 marzo. In quell’occasione è apparso visibilmente dimagrito. Il 25 agosto, sempre per la prima volta da marzo, ha potuto avere un breve incontro con sua madre. Il 7 dicembre il giudice della terza sezione del tribunale antiterrorismo del tribunale del Cairo ha annunciato il rinnovo per 45 giorni della custodia cautelare.

Dopo una prima fase di cinque mesi di rinnovi quindicinali ritardati dall’emergenza Covid, per Patrick Zaki è iniziata quella dei prolungamenti di 45 giorni che può protrarsi fino a un tempo massimo di due anni, come previsto dalla legge egiziana. Le accuse a suo carico sono basate su dieci post di un account Facebook che i suoi legali considerano fake, a differenza dei procuratori, ma che hanno configurato i reati di diffusione di notizie false, incitamento alla protesta e istigazione alla violenza e ai crimini terroristici. Reati che gli fanno rischiare fino a 25 anni di carcere. “L’obiettivo della detenzione preventiva prolungata è di consegnare un prigioniero all’oblio. Per questo, è fondamentale che in vista dell’udienza di sabato prossimo, e di quelle che eventualmente seguiranno, non si disperdano l’entusiasmo, l’emozione e la solidarietà dell’ultimo mese e che ognuno continui a fare la sua parte”, ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

Il 19 dicembre Patrick Zaki ha potuto incontrare nuovamente la madre nel carcere di Tora. Le ha detto queste parole: “Sono fisicamente e mentalmente esausto, non ne posso più di stare qui e mi deprimo a ogni tappa dell’anno accademico mentre sono qui invece che con i miei amici a Bologna”.

In questi mesi la famiglia aveva ricevuto da Patrick Zaki solo due brevi lettere a fronte delle almeno 20 che aveva scritto e inviato.

Ulteriori informazioni su www.vociperlaliberta.it

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Ufficio Stampa: Monferr’Autore




DINOSAURO BIG JOHN – TRIESTE: PRENDE IL VIA NEL LABORATORIO DELLA ZOIC LA RICOSTRUZIONE DELLO SCHELETRO DI UN ENORME TRICERATOPO, IN ASSOLUTO UNO DEI PIU’ GRANDI ESEMPLARI MAI RITROVATI

PRENDE IL VIA NEL LABORATORIO DELLA DITTA TRIESTINA ZOIC LA RICOSTRUZIONE DELLO SCHELETRO DI UN ENORME TRICERATOPO, IN ASSOLUTO UNO DEI PIÙ GRANDI ESEMPLARI DI DINOSAURO DI QUESTA SPECIE MAI RITROVATO

BIG JOHN È STATO ESTRATTO SU SUOLO AMERICANO ED È ARRIVATO A PEZZI NELLE MANI SPECIALIZZATE DEI PALENTOLOGI TRIESTINI – TRA I POCHI AL MONDO A OPERARE SU RESTI FOSSILI DI QUESTE PROPORZIONI – ANCORA CUSTODITO NEGLI SPECIALI IMBALLAGGI DI BENDE GESSATE

LA RICOSTRUZIONE POTRÀ ESSERE SEGUITA PASSO PASSO IN UN WORK IN PROGRESS SUI CANALI SOCIAL DELLA ZOIC (YOUTUBE, FACEBOOK E INSTAGRAM). ATTESA A INIZIO PRIMAVERA LA CONCLUSIONE DEL MONTAGGIO E L’ESPOSIZIONE AL PUBBLICO NEL NUOVO SHOW ROOM DELLA DITTA ZOIC IN VIA FLAVIA

TRIESTE- Dopo il successo dell’esposizione al pubblico, lo scorso ottobre, dell’ultimo dinosauro preparato dalla Zoic – ditta triestina d’eccellenza mondiale nell’ambito della paleontologia, specializzata nell’estrazione e lavorazione dei resti fossili, anche di notevoli proporzioni – è adesso la volta di uno tra gli esemplari più grandi mai ritrovati di triceratopo, certamente il più famoso tra i “dinosauri cornuti”, tipica specie dell’attuale America del Nord, risalente al Cretaceo superiore (tra i 68 e i 95 milioni di anni fa). “Big John”, questo il nome attribuito all’ultimo, enorme reperto arrivato tra le mani dei paleontologi triestini, ha un cranio stimato oltre due metri e mezzo di lunghezza per quasi due metri di larghezza. L’enorme bestione cornuto doveva essere la novità natalizia per gli amanti di questi fossili, con un’estrazione e preparazione presentata al pubblico a step in un entusiasmante work in progress allestito nel nuovo show room che la Zoic ha recentemente acquisito in via Flavia. Malgrado la pandemia, e le conseguenti restrizioni alle attività dal vivo, sarà comunque possibile seguire online la rinascita di questo animale fin dalle prime fasi, con la messa in linea da oggi di una serie di video sui canali social della ditta triestina: Youtube, Facebook e Instagram.

Il video di presentazione:

https://drive.google.com/file/d/1oPLn6CquvwrRfzLJXEWZ_6MdwfeeXIhk/view?usp=sharing

Big John è stato scavato in un giacimento fossilifero degli Stai Uniti ed è arrivato a Trieste a pezzi, ancora custodito negli speciali imballaggi fatti bi bende gessate. È ora necessario un lungo lavoro di apertura dei contenitori, pulizia delle ossa e restauro delle parti mancanti per poter procedere con il montaggio e veder così comparire uno dei più iconici dinosauri che mai abbiano popolato il nostro pianeta. «Vogliamo offrire a Trieste un altro spettacolo indimenticabile», spiega il titolare della Zoic Flavio Bacchia. «Da sempre siamo impegnati a condividere con gli appassionati o i semplici curiosi la nostra peculiare attività e speriamo che anche questa volta ci sarà modo di mostrare il lavoro finito prima che “Big John” si incammini per la sua destinazione finale, che con ogni probabilità sarà qualche famoso museo internazionale». Si potranno così conoscere le tecniche di estrazione di fossili complessi, scoprire come vengono cavati, e quindi lavorati, passo passo prima di prendere nuovamente forma. Unica realtà italiana che lavora a questi livelli, si devono alle preparazioni del team triestino della Zoic – che vanta un’esperienza ormai riconosciuta a livello internazionale, dal Canada all’Australia, fino alla Russia, il Giappone e, naturalmente, l’Europa – numerosi degli esemplari custoditi in diverse collezioni, sia pubbliche che private, di tutto il mondo.

L’auspicio è quindi quello di accompagnare il pubblico con aggiornamenti video periodici che sveleranno le fasi più delicate e spettacolari della lavorazione e del montaggio dell’enorme reperto, fino ad arrivare in primavera alla possibilità di aprire le porte della nuova sede espositiva per far toccare letteralmente con mano il gigantesco dinosauro cornuto.

ufficio stampa volpe&sain




Musica: al via “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty” 2021 con Rai Radio 1 media partner

PARTONO I PREMI AMNESTY PER LE MIGLIORI CANZONI SUI DIRITTI UMANI

MOLTI I PROSSIMI APPUNTAMENTI, DAL RAINBOW FREEDAY ALL’USCITA DELLA RACCOLTA IN VINILE DEL FESTIVAL 2020

L’anno di “Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty” si apre con molte importanti novità, a partire dalla media partnership con Rai Radio1, una delle più seguite radio italiane, che affiancherà il festival nella nuova edizione, la 24a, prevista dal 23 al 25 luglio a Rosolina Mare (Rovigo), e nei vari altri appuntamenti precedenti e successivi.

Grande soddisfazione del direttore artistico Michele Lionello che dichiara: “siamo davvero orgogliosi per questa significativa partnership che accompagnerà il festival 2021, Rai Radio1 seguirà la manifestazione con un’importante copertura mediatica che darà ancora più prestigio al lavoro di promozione della musica e dei diritti umani”.

È una nuova media partnership – dice Simona Sala, direttrice di Radio 1 e dei GR – che accende un riflettore importante sul festival musicale di Amnesty International. Un tema, quello dei diritti umani, che Radio 1 considera sempre più centrale nella sua programmazione. Risulta dunque naturale instaurare un legame con una manifestazione che da 24 anni se ne occupa attraverso la cultura musicale di qualità e l’aggregazione giovanile”.

Mentre si avviano i lavori per le prime fasi del Premio Amnesty International Italia 2021 nelle sezioni emergenti e big (riservate a canzoni che trattino di diritti umani), il 5 febbraio uscirà la versione in vinile ad edizione limitata e numerata della raccolta della 23a edizione, che raccoglie i brani dei protagonisti del festival 2020, dai vincitori Niccolò Fabi e H.E.R. ai nomi affermati come Marina Rei, Margherita Vicario e Meganoidi, fino alle finaliste del contest per emergenti, Agnese Valle, Adriana, Assia Fiorillo, Micaela Tempesta e agli ospiti Grace N Kaos e The Boylers. Il lavoro, pubblicato da Ala Bianca, è già disponibile nella versione in digitale (questo il multilink: vocixlaliberta.lnk.to/2020 ).

Numerose poi le iniziative online che vedranno il festival come protagonista. Voci per la Liberà è tra i promotori del Rainbow FreeDay (www.rainbowfreeday.com), un’iniziativa nata da una cordata di operatori della cultura e dello spettacolo per mettere al centro dell’attenzione la creatività più creativa che c’è, quella dei lavoratori indipendenti. Dal 15 al 30 gennaio si alterneranno musica, cinema, arte letteratura e molto altro. Voci per la Libertà sarà presente il 17 alle 15 con i finalisti dell’ultima edizione, il 23 alle 18 con Michele Lionello che assieme alla Rete dei festival farà un focus sui contest per emergenti e il 26 alle 21 con H.E.R., che sarà ospite di Red Ronnie TV.

Il 5 febbraio invece, sui canali social del festival, alle 21 ci sarà la presentazione ufficiale dell’album in vinile, “Voci x la Libertà – Una canzone per Amnesty 23a edizione”, con molti dei protagonisti della raccolta e la conduzione di Savino Zaba.

Per quanto riguarda i Premi Amnesty International Italia 2021, nella sezione dedicata ad un big della musica italiana tutti possono segnalare all’indirizzo info@vociperlaliberta.it, entro il 28 febbraio, brani che siano stati pubblicati tra il 1 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2020, che siano interpretati da un artista italiano noto e che trattino appunto temi legati alla Dichiarazione universale dei diritti umani.

Uno staff composto da esponenti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà ne selezionerà dieci. Le nomination verranno quindi sottoposte a una giuria di importanti addetti ai lavori (giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, docenti universitari, studiosi, intellettuali, referenti di Amnesty International Italia e di Voci per la Libertà), che eleggerà tra le canzoni candidate il Premio Amnesty International Italia, sezione Big, 2021.

Negli anni hanno vinto questo premio: Daniele Silvestri, Ivano Fossati, Modena City Ramblers, Paola Turci, Samuele Bersani, Subsonica, Vinicio Capossela, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Fiorella Mannoia e Frankie Hi-Nrg, Enzo Avitabile e Francesco Guccini, Max e Francesco Gazzè, Mannarino, Edoardo Bennato, Nada Malanima, Brunori Sas, Roy Paci e Niccolò Fabi.

Nel frattempo è partito anche il concorso per il premio riservato agli artisti emergenti con il nuovo bando, a cui possono partecipare cantautori e band con un brano sui diritti umani, in qualsiasi lingua o dialetto e di qualsiasi genere musicale. La scadenza del bando è fissata per lunedì 3 maggio, ma gli artisti che si iscriveranno entro il 15 marzo avranno inoltre la possibilità di partecipare al Premio WEB. Il bando e ulteriori informazioni sono disponibili su: www.vociperlaliberta.it/festival/premio-amnesty-emergenti

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Ufficio stampa: Monferr’Autore




IO SO COSA VUOL DIRE NON TORNARE – Al Circolo dei lettori un mese dedicato alla memoria

Testo alternativo

IO SO COSA VUOL DIRE NON TORNARE
Un mese dedicato alla memoria
«Soltanto appropriandoci di quell’esperienza attraverso la voce di Primo Levi possiamo contribuire a che non accada mai più.» 

Dal 14 gennaio al 16 febbraio 2021
online sul profilo Facebook e sul sito del Circolo dei lettori

27 gennaio, Giorno della Memoria. Primo Levi sarà una “vera presenza” al Circolo per un mese intero e in tante forme: incontri, ritratti, podcast, lezioni, letture, riflessioni dedicate a lui, alla sua voce, all’immenso patrimonio umano che ci ha lasciato. Io so cosa vuol dire non tornare è il titolo del mese dedicato al grande testimone di Auschwitz, organizzato in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi Primo Levi, che andrà online sui canali digitali del Circolo dei lettori e che presentiamo con l’immagine appositamente realizzata dall’illustratrice Giovanna Durì.

Primo Levi alla SIVA -Società Industriale Vernici e Affini

«Quanto ci manca la sua voce. Limpida, pacata, così profonda da riuscire ad arrivare sempre al cuore delle cose. Anche, ma non soltanto a quel cuore nero che è l’abisso della Shoah. Primo Levi è, ma soprattutto deve tornare ad essere il canone della nostra memoria, dello sguardo che, nell’orientamento ebraico del tempo, ha il passato davanti agli occhi e il futuro alle spalle: perché ciò che è stato è in qualche misura conoscibile, mentre quello che è ancora da venire non possiamo saperlo ma soltanto imparare ad affrontarlo con gli strumenti che l’umana coscienza ha fatto propri nel corso della storia.» commenta Elena Loewenthal, direttore della Fondazione Circolo dei lettori «La voce di Primo Levi: nitida, precisa, illuminante. Carica di una sapienza che si costruisce nella continua osmosi fra emozioni ed esperienza di vita. Per questo e per tanto altro la voce di Primo Levi è necessaria a tutti. Per come ha saputo disegnare la memoria e raccontarla. Per come ha saputo trasformare la memoria in una lezione morale e in un percorso di conoscenza condivisa. Primo Levi non è, non è stato solo un testimone ma un grande scrittore a tutto tondo, un uomo capace di esprimere la vocazione letteraria, quella di scienziato – anzi di chimico -, e di intellettuale nel senso più ampio del termine. Non c’è una sua sola parola che non sia necessaria per tutti noi, dai grandi romanzi sull’universo concentrazionario e la guerra alla poesia che scaturisce magari da una mattina nebbiosa, dalla riflessione fondamentale sulla zona grigia alle sue pagine più intime condite di un’ironia sottile, benevola. Ascoltare Primo Levi significa inevitabilmente confrontarsi con la ricchezza della sua produzione letteraria e artistica. Significa risentire la sua voce quando ci parla di Auschwitz perché se comprendere è impossibile conoscere è necessario, come ripeteva lui. Significa non illuderci sulla nostra convinzione di poter scendere a patti con la Shoah, cioè di capirla in qualche modo, e invece confrontarci con la sua insondabilità ma al tempo stesso renderci conto che quella memoria appartiene a tutti, che riguarda tutti e non soltanto il popolo ebraico né tantomeno soltanto chi ha attraversato quell’inferno, come è successo a lui. È memoria collettiva, deve essere il nostro sguardo su quel passato intollerabile eppure nostro. Io so che cosa vuol dire non tornare deve significare che tutti non siamo tornati di laggiù, che soltanto appropriandoci di quell’esperienza attraverso la voce di Primo Levi possiamo provare a fare in modo che non accada mai più

Letteratura, scienza, poesia, fotografia. Il programma prende il via il 14 gennaio con Annunciazione. Dodici poesie intorno ad Auschwitz selezionate da Domenico Scarpa e lette da Valter Malosti, regista, attore e direttore di TPE – Teatro Piemonte Europa; prosegue il 19 con la presentazione editoriale del libro postumo L’immortale Bartfuss (Guanda) dello scrittore anch’egli riferimento centrale nella riflessione sul tema della memoria Aharon Appelfeld: omaggio in dialogo tra la traduttrice Elena Loewenthal e Alain Elkann amico dell’autore e suo profondo estimatore. Auschwitz, città tranquilla. Dieci racconti è il volume curato da Fabio Levi e Domenico Scarpa per Einaudi; l’incontro del 26 gennaio ad esso dedicato coincide con l’uscita editoriale. Parte dal Ministero dell’Istruzione la pubblicazione per le scuole di Lettura Primo Levi, una selezione di brani da I Sommersi e i salvati a cura di Fabio Levi e Vincenza Iossa con lettura di Fabrizio Gifuni rivolta a studenti e insegnanti delle scuole secondarie di tutta Italia; il 28 gennaio, per il ciclo del Circolo dei lettori, Fabrizio Gifuni, leggerà e presenterà quei brani in dialogo con Ernesto Ferrero, con un’introduzione al testo di Roberta Mori, responsabile per la didattica del Centro Primo Levi. Dal salone dell’Arengo del Broletto di Novara e in collaborazione con il Comune di Novara, l’1 febbraio sarà  la voce femminile di Lucilla Giagnoni a riflettere sul Primo Levi liberato in una selezione di brani tratti da La Tregua e dal suo ultimo romanzo Se non ora, quando. A partire da La chiave a stella e da Il Sistema Periodico e in collaborazione con la Fondazione Sinisgalli, Marco Belpoliti, Claudia Durastanti e Claudio Bartocci, dalla SIVA di Settimo la fabbrica di vernici e affini dove lavorò Primo Levi, discuteranno sul rapporto fra letteratura e scienza. Il 9 febbraio si terrà poi un incontro dedicato ai processi di istituzionalizzazione della memoria a cura del Polo del ‘900. La lectio del premio Pulitzer per la narrativa Jhumpa Lahiri, oggi docente presso il Lewis Center for the Arts e la Princeton University, ci condurrà l’11 febbraio verso la conclusione del percorso: un inedito dialogo tra Ann Goldstein, traduttrice dell’opera completa di Primo Levi in inglese e Gian Luigi Beccaria, linguista, autore de I mestieri di Primo Levi (Sellerio), in programma il 16 febbraio.

Primo Levi con il figlio Renzo

A completamento del programma un approccio non convenzionale che include Primo Levi. Momenti, una originale sequenza di scatti su Primo Levi a cura di Guido Vaglio volta a richiamare le tante sfaccettature e passioni dello scrittore: la chimica, la letteratura, la montagna, lo scrupolo della testimonianza sul Lager, il piacere del fantastico, l’umorismo, la curiosità per tanti e differenti campi del sapere. L’esposizione sarà allestita dalla settimana del 27 gennaio nella Galleria del Circolo dei lettori di Torino e resa accessibile via web fino a quando non sarà possibile la visita in presenza. È in programma con TPE – Teatro Piemonte Europa la produzione di Protezione. Tre podcast per tre racconti di Primo Levi tratti da Vizio di forma e da Storie naturali (Protezione, Quaestio de Centauris e Ammutinamento). Infine inizierà a febbraio il gruppo di lettura dedicato al rapporto tra Primo Levi e la sua città, Torino, quattro incontri on line, sulla piattaforma dedicata del Circolo dei lettori, per sfogliare l’antologia di brani dedicati a Torino, proposti e letti da Gianni Bissaca e commentati con Guido Vaglio.

Primo Levi nella sua casa

«Mettere Primo Levi al Centro di questo 27 gennaio significa riconoscere la sua capacità di rompere le distanze, di avvicinarci alla realtà di Auschwitz e alle domande che quell’esperienza continua a porci pur a distanza di tanti anni: domande sul nostro mondo, di cui Auschwitz è parte, e su di noi – dichiara Fabio Levi, Presidente del Centro Internazionale di Studi Primo Levi. Dedicare un mese intero di iniziative a Levi nella sua città, come ha deciso di fare il Circolo dei Lettori valorizzando le molte dimensioni della sua scrittura e della sua riflessione, significa d’altra parte dare il giusto peso a una delle maggiori personalità della Torino di oggi: una personalità conosciuta e amata in tante parti del mondo fra le altre cose per la modestia e la sobrietà con cui ha saputo diventare un punto di riferimento ineludibile del pensiero contemporaneo.»

Io so cosa vuol dire non tornare è un progetto di Fondazione Circolo dei lettori, realizzato con Centro Internazionale di Studi Primo Levi e in collaborazione con Giulio Einaudi Editore, TPE – Teatro Piemonte Europa, Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario della Nascita di Primo Levi, Ministero dell’Istruzione, Fondazione Leonardo Sinisgalli, Comune di Novara e Comune di Settimo Torinese.

L’immagine guida è di Giovanna Durì




Tre Cime Promotor non si ferma: disponibile il merchandising ufficiale del Rally Bellunese

Non si allenta la spinta propositiva di Tre Cime Promotor asd. Nonostante il periodo, il sodalizio bellunese è molto attivo per preparare al meglio la stagione automobilistica 2021 che, come ormai d’abitudine, lo vedrà impegnato ad organizzare due eventi di grande valore quali Rally Bellunese e cronoscalata Alpe del Nevegàl.

Nel mese di dicembre il presidente Achille “Brik” Selvestrel e i suoi più stretti collaboratori si sono incontrati, in video conferenza, almeno una volta a settimana per pianificare le varie “tappe” di avvicinamento ai due appuntamenti sportivi che, da sempre, rappresentano il fiore all’occhiello della proposta di Tre Cime Promotor asd. Malgrado le difficoltà del momento, dovute anche all’incertezza conseguente all’emergenza Covid-19, la “macchina organizzativa” dell’associazione con sede in via Nevegal non si è fermata. Prova ne sia che il format del 36° Rally Bellunese, in programma il 17 e 18 aprile prossimi, come gara inaugurale della Coppa Rally di quarta zona, è già stato definito con sette prove speciali e la possibilità di effettuare il preliminare shakedown.

A livello di immagine e promozione, dopo la presentazione del nuovo logo della gara, studiato dai fratelli Lorenzo e Manuele Micheletto, è stato lanciato il negozio ufficiale della corsa, visitabile all’indirizzo: rallybellunese.com/shop. “Il merchandising del Rally Bellunese nasce dall’idea di offrire a equipaggi e pubblico la possibilità di acquistare un ricordo della gara che vada oltre al solito volantino o adesivo”, ci racconta Francesco Bona, prezioso collaboratore dell’organizzazione e ideatore dello shop, “Durante la fase di progettazione del Merchandising abbiamo osservato come il nuovo stemma della gara si adattasse bene a capi di abbigliamento e accessori, abbiamo così pensato di proporre una vasta linea prodotti firmati Rally Bellunese nel nostro shop”.

Nel negozio sono disponibili due collezioni di abbigliamento e accessori: una generica, relativa al Rally Bellunese e identificabile dalla presenza di una macchina da corsa nel logo; l’altra specifica, dedicata alla trentaseiesima edizione della gara e pensata per chi vuole avere un ricordo dell’edizione 2021 dell’evento bellunese che tornerà dopo la forzata rinuncia del 2020. Ciascuna delle collezioni propone vari tipi di prodotti che vanno dalle semplici t-shirt alle magliette a manica lunga, dalle felpe alle giacche sportive, dalle polo ai cappelli e berretti, agli accessori vari come mascherine, sciarpe, cuscini, borse, custodie per cellulari ecc.

Da qualche giorno, inoltre, è online il portale della gara aggiornato, raggiungibile all’indirizzo www.rallybellunese.com, dove verranno pubblicati informazioni e aggiornamenti in merito all’evento.




Rinviato il 22° Prealpi Master Show: non si correrà il 6-7 febbraio 2021

Il Motoring Club ha deciso di rinviare a data da destinarsi l’edizione 22 del Prealpi Master Show, valido come seconda gara del trofeo Raceday Rally Terra. La decisione è stata presa dopo un confronto con i sindaci dei Comuni interessati dalla manifestazione: Sernaglia della Battaglia, Farra di Soligo e Pieve di Soligo. Il perdurare della pandemia, che vede il Veneto e la Provincia di Treviso particolarmente colpiti dal virus, rende necessario un rinvio di una manifestazione che ogni anno attrae sul territorio migliaia e migliaia di appassionati e addetti ai lavori.

La volontà del Motoring Club è quella di recuperare la gara durante il 2021 e comunque il prima possibile. Per questo da subito verrà avviato un dialogo con Aci Sport.

Resta a calendario, chiaramente, il secondo appuntamento targato Motoring Club di questo 2021: l’11-12 dicembre prossimi è in programma 9° Prealpi Trevigiane Terra.




ACCADEMIA MUSICALE NAONIS presenta 3° Memorial Beniamino Gavasso con l’Orchestra Naonis diretta da Valter Sivilotti e ospite speciale Remo Anzovino

Accademia Musicale Naonis con il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Pordenone – Assessorato alla Cultura e della Fondazione Friuli

presenta

3° MEMORIAL BENIAMINO GAVASSO

con l’Orchestra Naonis diretta da M° Valter Sivilotti

ospite speciale M° Remo Anzovino

© Simone Di Luca

DOCUMENTARIO ACCADEMIA MUSICALE NAONIS

DOMENICA 3 GENNAIO 2021 ore 18:00 su YouTube (bit.ly/remomemorial)

È riconosciuta come una fra le più rappresentative orchestre del Friuli Venezia Giulia, con un occhio particolare di riguardo alla valorizzazione dei giovani e alla creatività, realizzando fin dalla sua fondazione nel 1998 rilevanti progetti musicali poliedrici e trasversali assieme a musicisti, cantanti, artisti di fama internazionale e anche quest’anno l’Accademia Musicale Naonis non ha voluto mancare nel rendere omaggio al mai dimenticato Maestro Beniamino Gavasso, fondatore dell’orchestra prematuramente scomparso nel 2018. Nonostante l’emergenza sanitaria, che costringe i Teatri a rimanere chiusi al pubblico, il Memorial Gavasso infatti è stato ripensato attraverso la realizzazione di un documentario musicale registrato a inizio dicembre al Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone per continuare a diffondere la tradizione artistica dell’Orchestra Naonis e fungerà, inoltre, da anteprima speciale al concerto in presenza che verrà realizzato il prossimo anno.

© Simone Di Luca

Come nelle prime due edizioni, l’Accademia ha mantenuto vivo, secondo la tradizione del memorial, l’incontro con un artista di fama internazionale: dopo Katia Ricciarelli e Paolo Fresu, l’Orchestra Naonis, diretta da Valter Sivilotti, ha individuato e invitato il Maestro Remo Anzovino alla realizzazione congiunta di un nuovo grande progetto live. Ci sarà infatti il compositore e pianista, che accompagnato dall’Orchestra, racconterà “La Grande Musica dell’Arte”, ovvero il percorso che lo ha portato ad affermarsi a livello mondiale componendo le colonne sonore originali dei film per “La Grande Arte al Cinema”, da Vincent Van Gogh a Frida Kahlo, che lo scorso anno sono state premiate con il Nastro D’Argento – Menzione Speciale Musica dell’Arte e sono diventate anche uno speciale cofanetto discografico, Art Film Music, pubblicato in tutto il mondo da Sony Masterworks/Sony Classical.

Il filo conduttore del progetto sarà la musica. Il documentario ripercorre la storia e i progetti dell’Orchestra Naonis arrivando ai giorni nostri e in particolare alla scelta del Direttore Artistico, il Maestro Valter Sivilotti, di fare un vero e proprio viaggio nelle straordinarie colonne sonore di Anzovino per questa terza edizione speciale del Memorial Gavasso.

“Quest’anno abbiamo voluto avere Remo Anzovino – afferma il Direttore Sivilotti – perchè la sua musica è contemporanea, le sue straordinarie colonne sonore sono collegate al mondo attuale e ha una visione della musica molto aperta, che permette all’Orchestra di continuare il suo importante percorso artistico”.

Il compositore svela al pubblico per la prima volta il legame tra suoni, arte e immagini, ovvero gli elementi fondamentali di questo speciale nuovo live, “La Grande Musica dell’Arte”, che vedrà anche la presenza di un sistema tecnologico visuale alimentato in tempo reale dalla stessa musica interpretata dall’Orchestra con il pianoforte di Anzovino: le immagini delle opere di alcuni dei più grandi pittori di tutti i tempi verranno dunque rivisitate proprio dalla musica suonata dal vivo.

Il documentario sarà l’anticipazione di quello che sarà il vero e proprio grande evento in programma il prossimo anno, il concerto dal vivo dell’Orchestra Naonis, diretta da Valter Sivilotti, con Remo Anzovino e con il pubblico in presenza.

Prodotto dall’Accademia Musicale Naonis, con la regia a cura di Giulio Ladini, il documentario musicale verrà trasmesso sulle televisioni locali (il 1° gennaio alle 19:00 su Il Tredici e il 2 gennaio alle ore 21:00 su Telefriuli) e in streaming alle ore 18:00 di domenica 3 gennaio sui canali dell’Accademia e del Maestro Remo Anzovino, ospite speciale di questa edizione.

Il 3° Memorial Gavasso è organizzato e prodotto dall’Accademia Musicale Naonis con il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Pordenone – Assessorato alla Cultura e della Fondazione Friuli.

VignaPR