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Scarpinato riflette sul bisogno d’amore

Scarpinato riflette sul bisogno d’amore

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Se non sporca il mio pavimento è una delle nuove produzioni del CSS Teatro Stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, andato in scena in questi giorni al San Giorgio di Udine.

La piece era stata già presentata, di recente e con successo, al Teatro Bellini di Napoli e al Teatro filodrammatici di Milano .

Giuliano Scarpinato ha trovato lo spunto del suo nuovo lavoro in un fatto di cronaca nera italiana accaduto pochi anni fa. Gloria Rosboch, insegnante di sostegno, era stata uccisa da un ex studente, Gabriele Defilippi, e dal di lui complice e amante Roberto Obert.

Scarpinato mette in scena Gioia Montefiore (impersonata dall’ottima  Francesca Turrini) insegnante di quasi 50 anni che vive con l’anziana madre nella casa di famiglia. Alessio Benedetti è uno studente di 17 anni con una famiglia difficile alle spalle che sogna di andare in Francia per aprire una società di servizi. Il suo amante Cosimo Comes è un parrucchiere di 54 anni che ha un salone di bellezza che si chiama Armonya. Lo studente circuisce e seduce la professoressa facendosi consegnare i risparmi di una vita con la promessa di amore e di una nuova vita in Francia, sulla Costa Azzurra. Alla fine ucciderà Gloria con la complicità del parrucchiere amante, perché lei minaccerà di denunciarlo se non le restituisce il maltolto.

Al di là della tragica cronaca, chi è Gioia?

È una donna adulta vittima di un’educazione repressiva,  soffre una madre ingombrante con cui vive (Beatrice Schiros appare in video) e che le dirige la vita. Gioia trascorre il suo tempo libero nella sua cameretta di ragazza dai colori pastello. È in sovrappeso, abbigliata in modo antico e un po’ grottesco con gonna sotto il ginocchio e camicetta, golfino e gambaletti color carne a vista. Quando incontra Alessio (lo studente rappresentato da Michele De Girolamo) forse le sembra di poter evadere dal grigiore della sua vita e cade nella trappola. Inesperta, non si rende conto che il ragazzo la usa per i propri scopi, come lui fa anche con il parrucchiere suo amante che tiene sotto scacco (un bravissimo Gabriele Benedetti).

In questo tragico intreccio di amori, o meglio di solitudini, si compie il delitto.

Scarpinato non da’ giudizi morali, rappresenta la storia così come si è svolta e compiuta e mette nelle mani dello spettatore l’esistenza di tre esclusi diversissimi tra loro, lasciando a lui il giudizio sulle colpe dei due assassini.

L’autore sollecita inoltre negli spettatori molti spunti di riflessione sull’adolescenza, periodo difficile e  tra i  più complicati nella vita di un individuo.

Quando il passaggio all’età adulta non si compie appieno ci troviamo davanti ad adulti mai cresciuti, non indipendenti dal punto di vista psicologico.

Scarpinato ci fa capire quanto è importante la famiglia in questo percorso, e soprattutto quanto è importante sostenere i giovani verso l’indipendenza e la maturità anche sentimentale.

Ci fa capire quanto può essere grande il bisogno d’amore, spesso ricercato in modo anche spasmodico on line, e quanto sia pericoloso incontrare le persone sbagliate..

Molto bella la scenografia da leggere su più livelli. La stanza adolescenziale di Gioia  è sovrastata dallo sguardo indiscreto di un grande occhio da cui si vede la madre che osserva e dirige la donna in ogni suo movimento. Il grande occhio è anche lavagna per i sovratitoli: rapidi scambi di battute che scandiscono il tempo e lo spazio dell’azione. Una grande finestra e un sapiente gioco di luci trasportano gli spettatori ora nel Salone del parrucchiere ora nella nella stanza dello studente.  Un grande specchio fa da cornice ai sogni e alle speranze di Gioia. Gioia come Alice nel paese delle meraviglie che cerca di sfuggire alla propria vita entrando nello specchio magico. A che prezzo!

Nel lavoro di Scarpinato si trovano anche tracce di Eco e Narciso, la storia della “ninfa dannata da Afrodite ad amare non corrisposta fino alla consunzione delle carni, alla rarefazione in muschio corteccia e puro suono e del suo oggetto  del desiderio, il giovinetto perdutamente innamorato della propria immagine riflessa nell’acqua”.

Dopo “Fa’afafine” storia di un bambino che ancora non si riconosce in un identità compiuta e “Alan e il mare” in memoria del bambino Siriano morto in fuga, annegato sulle cose della Turchia, Scarpinato convince con il suo nuovo spettacolo.

mtr

About Maria Teresa Ruotolo

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Nata a Udine nel 1970 vive a Grado. Giornalista Pubblicista dal 2004; Laurea in Scienze Politiche indirizzo politico sociale collaborazione varie: con il Consorzio Agenti Immobiliari per la redazione dell’editoriale di Corriere Casa Nord Est; con Gruppo Sirio per la redazione di articoli pubblicati sul periodico Business Point e altre varie collaborazioni per la redazione di articoli di attualità e politica.

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