lunedì , 22 aprile 2019
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“Piano Giovannini” tra Italia e Europa

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Il premier Letta lo disse fin da subito che l’Europa avrebbe dovuto dare un forte contributo al sostegno dell’occupazione, specialmente quella giovanile. I frutti che stiamo vedendo non sono ancora maturi, serve ancora tempo affinché l’Unione europea faccia ciò che ci si aspetta. Il “Piano Giovannini”, presentato in Consiglio dei ministri, prevede sei misure comprendenti sgravi per i contributi sulle assunzioni di giovani tra i 18 e 29 anni disoccupati da almeno sei mesi o con una persona a carico o privi del diploma di scuola superiore; la riduzione delle pause tra contratti da 60 a 10 e da 90 a 20 giorni (rispetto alla riforma Fornero); l’attivazione di 80 mila stage per i giovani disoccupati del Sud, 10 mila per gli studenti universitari. Si parla di cifre sul miliardo di euro dai fondi europei ma bisogna attendere risposte più chiare dall’Europa a dallo stesso governo, impegnato con il problema dell’aumento dell’Iva e con il rincaro degli acconti Irpef, Ires e Irap. Letta sembra determinato nelle proposte da fare a Bruxelles, non resta che attendere e rimboccarsi le maniche.

About Federico Gangi

Pubblicista iscritto all'albo Fvg dall'aprile 2013 Diplomato al liceo classico “J. Stellini”, attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Trieste. Agli studi universitari ha affiancato diverse attività lavorative nel Triveneto. Ideatore della Fedarmax, direttore della Calcetto Udine e promotore del giornale on-line Il Discorso, di cui è direttore editoriale.

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