giovedì , 20 settembre 2018
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MERCOLEDI’ 11 LUGLIO MITTELFEST RENDE OMAGGIO AI   Ragazzi del ‘99

MERCOLEDI’ 11 LUGLIO MITTELFEST RENDE OMAGGIO AI Ragazzi del ‘99

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Mittelfest 2018 entra nel pieno della rassegna, e tocca domani alcune delle declinazioni più intense del tema Millennial. In scena ci saranno, infatti, tre appuntamenti attesissimi. Si inizia con la giovane compagnia slovena Maribor, che vede protagonisti Uroš Kaurin e Vito Wies, giovanissimi e già premiati a livello europeo, che presentano Hero 2.0. La regista e artista visiva Jasmila Zbanic, già vincitrice dell’Orso d’oro a Berlino, inaugura in prima mondiale, e appositamente per il festival, un’installazione intitolata Razor Wire (filo spinato), sul tema attuale delle separazioni e dei muri.

 

Intanto stamattina notte e alba magica nei campi di borgo brossana dove alle 4 e’ andato in scena “inzirli” , spettacolo mitico che ripercorre la storia della nostra terra in un friulano – IL TESTO DI ANGELO FLORAMO – che diventa lingua metafisica rivolta al futuro, con un magistrale fabiano fantini, i ballerini di adrienn Hod e la chitarra elettrica di dino sukalo, su progetto di h aris Pašović

 

E poi, oggi, è il monento di una coproduzione Mittelfest, che onora la Storia della nostra terra e insieme universale: Ragazzi del ’99, che unisce musica – quella della LjubljanaInternational Orchestra e Sarajevo Philharmonic Orchestra – alle parole dello scrittore friulano Angelo Floramo.

 

RAGAZZI DEL ‘99

L’episodio dei Ragazzi del ’99 è uno dei più commoventi della Prima Guerra mondiale. Nel 1917 l’Italia, dinanzi al crescente numero di vittime e alla pressione costante dell’esercito austroungarico, dovette arruolare altri soldati. L’unica opzione fu quella di chiamare alle armi i ragazzi nati nel 1899 che avrebbero compiuto 18 anni tra il 1917 e il 1918. L’esercito italiano addestrò e preparò questi ragazzi per combattere al compimento del diciottesimo anno d’età. Si stima che circa 300.000 di questi ragazzi fornirono un contributo decisivo sul fronte italiano nel 1918. Decine di migliaia furono uccisi in combattimento. Questa generazione, che dall’infanzia passò direttamente alla trincea in una delle guerre più devastanti della storia umana. Milioni rimasero feriti o malati. Centinaia di migliaia vennero fatti prigionieri e gran parte della battaglia si svolse sui fronti friulani e sloveni. In un festival dedicato ai Millennials, i ragazzi nati un secolo dopo, commemorano i giovani eroi di allora. L’Orchestra Internazionale di Lubiana, composta per lo più da giovani musicisti provenienti da diversi paesi mitteleuropei, tra cui Italia, Slovenia e Austria, con l’Orchestra, dirette da Ziva Ploj Peršuh, nota per le sue interpretazioni forti e al tempo stesso sublimi di brani di musica sia classica che contemporanea. Un giovane millennialtra l’altro suonerà uno spartito di un musicista di allora che perse un arto in guerra. “Paul Wittgenstein perse il braccio in battaglia. Slavko Osterc, musicista diciannovenne, si arruolò e rimase ferito in guerra. Queste sono solo due delle milioni di vite distrutte dalla Grande Guerra, la guerra che fu tutto tranne che ‘grande’, poiché sacrificò il futuro che rappresentano i giovani”, commenta il direttore di Mittelfest

 

 

HERO 2.0

Uroš Kaurin e Vito Wies, molto apprezzati in patria, recitano in numerosi spettacoli in teatri pubblici e in produzioni indipendenti. Tuttavia, non sono soddisfatti. Così spogliano lo spettacolo e loro stessi di tutto quanto non è essenziale alla finzione scenica. Cosa resterà della verità dell’attore sulla scena? Il risultato è produzione spettacolare: drammatica, comica, realistica, surreale, umile, shoccante e impegnata. “Se non pensi di essere l’attore migliore, smetti di recitare. Se non pensi di fare il miglior spettacolo di sempre, non farlo. Hero 2.0 è esattamente il frutto di questa passione. Non è solo una questione di fede ma è una convinzione totale e cieca.”, spiegano.

 

RAZOR WIRE/ filo spinato

Il filo spinato si diffuse nell’America occidentale nel 1870. La sua produzione su vasta scala iniziò in Germania durante la Prima Guerra Mondiale. Poi, durante il secolo scorso, venne usato nei campi di battaglia, nei campi di concentramento, nelle prigioni, negli ospedali psichiatrici e da privati o aziende come protezione dai furti. Cosa succede quando all’improvviso scoppia la domanda di filo spinato e un produttore riceve un ordine di mezzo milione di euro? Jasmila Žbanić, regista pluripremiata a livello internazionale (Orso d’Oro al Festival del Cinema di Berlino per il film “Grbavica/ il segreto di Esma), crea un progetto multimediale sul nostro mondo drammaticamente avvolto nel filo spinato. “L’Unione Europea è attraversata da filo spinato per tenere lontani i profughi, le persone in difficoltà. Anche dove non c’erano profughi, dove non ce n’erano mai stati, i governi hanno iniziato a mettere filo spinato per mandare ai cittadini il messaggio che non viviamo più in un’Europa libera”, racconta l’artista. La video istallazione artistica RazorWire Ensemble è costituita da video, musica e un’istallazione che invita il pubblico a provare quello che è celato ai nostri occhi e al nostro corpo: il contrasto tra il filo spinato (e la politica che lo ha messo su) e i valori umani.

 

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