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La notte di San Giovanni: erbe, fuoco ed emozioni

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Ci sono momenti in cui il rumore diventa silenzio, i tuoni musica, le parole preghiere. L’uomo ha sempre avuto bisogno di ricercare la spiritualità e ci sono luoghi e momenti in cui questo viaggio risulta più facile perchè ci si trova più vicino all’essere, allo spirito.
Il 23 giugno è la vigilia di San Giovanni Battista, in questo giorno l’Associazione per l’agricoltura biodinamica organizza il ritrovo nelle Valli del Natisone presso la chiesetta di Santo Spirito a Spignon per la pratica di un rito antico di cui ci parla la promotrice Lucia Pertoldi:  “In questo bellissimo mese di giugno, in prossimità del solstizio d’estate, tanti riti ci parlano di questa incredibile “forza verde” che si rinnova e che l’uomo ha sempre cercato di rubare alla natura attraverso i suoi vari rituali legati al fuoco, all’acqua, alle erbe. Ed è proprio la raccolta notturna delle erbe, di “certe erbe, in una notte non comune perchè celebrata dall’uomo come un tempo sacro, il tempo balsamico per eccellenza. C’è la rugiada miracolosa dalle mille virtù; ci sono le erbe, quelle che ancora oggi si raccolgono alle prime luci dell’alba del 24 giugno per il “maç di San Zuan“, il mazzo di San Giovanni.”  

Circondati dalla tranquilla e misteriosa atmosfera del monte Madlessiena, si può assistere alla raccolta delle erbe, alla composizione del mazzo e alla lettura di passi scelti che rendono ancora più ricca la partecipazione.

San Giovanni lettura testi from Fedarmax on Vimeo.

Terminato il mazzo, la vigilia di San Giovanni prosegue più a valle per una serata condita dai profumi ed i sapori delle Valli del Natisone e resa magica da danza e musica. “La Gastaldia d’Antro” offre la degustazione delle diverse acque delle fonti locali tra cui l'”acqua della giovinezza” dalla fonte di Montefosca di Pulfero.  In gradevole compagnia si apprezzano piatti deliziosi tra formaggi, frittate di erbe e magnifiche prelibatezze della casa, tra cui un maiale cotto alla brace per dieci ore che hanno reso la sua carne simile al miele. Quando la notte cala profonda e dalla terrazza del caseggiato medievale scompare la valle nel buio ad illuminarla provvede il “kries“, il falò che brucia i mazzi di San Giovanni raccolti l’anno prima e seccati dal tempo. Attorno al fuoco una giovane donna danza, vestita di bianco e di pioggia con un simbolico nastro rosso ammaglia e travolge i presenti che diventano come le scintille e si uniscono al ballo in questa buia e breve  notte di giugno.

Festa di San Giovanni Danza from Fedarmax on Vimeo.

http://www.gastaldiadantro.it/

 

Federico Gangi
federico.gangi@ildiscorso.it

© Riproduzione riservata

About Federico Gangi

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Pubblicista iscritto all'albo Fvg dall'aprile 2013 Diplomato al liceo classico “J. Stellini”, attualmente frequenta la Facoltà di Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Trieste. Agli studi universitari ha affiancato diverse attività lavorative nel Triveneto. Ideatore della Fedarmax, direttore della Calcetto Udine e promotore del giornale on-line Il Discorso, di cui è direttore editoriale.

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