mercoledì , 20 Novembre 2019
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Impeccabile Napolitano

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Nonostante tutto, anche il premier Berlusconi ha dovuto fare buon viso a cattiva sorte. Che ormai il governo sia in mano a un gruppo di personaggi verdi(come gli alieni) è risaputo. Ma credo anche che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,  dall’alto della sua statura politica e dalla pacatezza con cui dignitosamente giornalmente pone un freno a questa mercificazione di pseudo governanti non ne  possa più. Ogni giorno deve essere alzata una barriera verso il populismo dilagante e la pochezza politica di chi ci rappresenta. Ogni giorno continuiamo a far ridere i popoli nostri vicini di casa e qualcuno più lontano. E’ dell’altro giorno la pochezza con cui Mario Borghezio se ne uscito con “Quelle sono ottime idee” riguardo allo scempio di Oslo e del suo ideatore l ‘assassino norvegese Anders Behring Breivik, che anche i suoi hanno dovuto smentire. Vedi Calderoli che chiede scusa alla Norvegia. E’ attualissima la risposta del Senatur Bossi ” li abbiamo fatti e li lasciamo la” riferendosi alle sedi distaccate dei ministeri: Ed è di nuovo pronta l’alzata di scudi del nostro Presidente che richiama il Premier alla sua funzione istituzionale e alla difesa della Costituzione. Il capo dello stato ha dovuto scomodare perfino l’art. 114 della Costituzione per ricordare, a chi dice di governarci in nome di tutti,  che la capitale d’Italia è Roma e se anche è ” condivisibile intenzione di avvicinare l’amministrazione pubblica ai cittadini, pertanto, non può spingersi al punto di immaginare una »capitale diffusa« o » reticolare« disseminata sul territorio nazionale, in completa obliterazione della menzionata natura di Capitale della città di Roma, sede del Governo della Repubblica». Conclude il Capo dello Stato. Ovviamente le  riflessioni di carattere istituzionale del presidente Napolitano sono enunciate al fine di evitare equivoci e atti specifici che possano chiamare in causa la sua responsabilità quale rappresentante dell’unità nazionale e tutti noi dovremmo aiutare  le persone di buona volontà ed  ancora serie che ci sono in questo Paese a garantire quei  principi e quei precetti  precetti che sono sanciti dalla Costituzione e che tanto sangue hanno visto versare  dai nostri nonni e dai genitori per una civiltà più giusta e più libera che oggi qualcuno che non ha mai fatto una guerra vorrebbe cancellare solo per il gusto di sfasciare quello che in 150 anni abbiamo faticosamente cercato di costruire.

Enrico Liotti                                       © Riproduzione riservata 

enrico.liotti@ildiscorso.it

About Enrico Liotti

Enrico Liotti
Giornalista Pubblicista dal 1978, pensionato di banca, impegnato nel sociale e nel giornalismo, collabora con riviste Piemontesi e Liguri da decenni.

9 commenti

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    Carissimo Direttore o meglio carissimo Enrico, hai sollevato in me alcune perplessità su alcune parti della Tua disquisizione in oggetto. Mi trovo parzialmente d’accordo su due affermazioni e precisamente: ‘…Borghezio afferma che sono ottime idee…’, io credo che non sia stata solamente un’occasione persa di tacere e meditare ma una immensa e scriteriata …zzata, specialità in cui il signor Borghezio non ha mancato mai di distinguersi in questi anni. Al riguardo, con (mio) intento di velenosa polemica, mi viene spontanea una domanda da porti e da pormi. Il definito ‘impeccabile’ Presidente della Repubblica di oggi, nel lontano novembre 1956 non ebbe molti scupoli ad affermare che le manifestazioni popolari ungheresi, trasformatesi velocemente in scontri sanguinosi, furono placati solo dall’intervento militare sovietico che portò all’impressionante cifra di 30.000 morti e che il suddetto ‘impeccabile’ affermò che l’Unione Sovietica, infatti, sparando con i carri armati sulle folle inermi e facendo fucilare i rivoltosi di Budapest, avrebbe addirittura contribuito a rafforzare la «pace nel mondo»…. Orbene, anche il nostro impeccabile a distanza di anni si é ‘lavato le mani’ con delle semplici scuse e con un retorico ‘…grave tormento autocritico…’ (parole queste di G. Napolitano). Non voglio difendere il Borghezio di turno (che é indifendibile) ma non facciamo del Napolitano di turno un ‘santino’, attribuendogli una ulteriore carica istituzionale ovvero quella di ‘dispensatore di patenti democratiche’. Ulteriore osservazione, qualora l’ineffabile e multiforme premier avesse proposto lo spostamento dei ministeri in questione nell’amatissima (dal Capo dello Stato) Napoli, siamo veramente certi che dal Colle si sarebbero poste analoghe obiezioni. Permettimi di formulare qualche dubbio al riguardo. Ultima (pedante) annotazione: potresti essere più chiaro su ‘… per una civiltà più giusta e più libera che oggi qualcuno che non ha mai fatto una guerra vorrebbe cancellare solo per il gusto di sfasciare quello che in 150 anni abbiamo faticosamente cercato di costruire…’, essendo io abbastanza tonto (e l’ho dimostrato con queste righe) francamente non l’ho capita. Con la sempre grande stima e affetto per chi ama (e penso che Tu lo sia) la dialettica e il confronto.
    P.S. sono certo che queste righe scateneranno una quantità esorbitante di contumelie ma rimango dell’idea che di ‘impeccabili’ non ce ne siano molti in circolazione, perlomeno, non credo che l’attuale inquilino del Colle ne possa far parte.

    • Enrico Liotti
      Enrico Liotti

      Ovviamente “impeccabile” èun tono un po ironico per evidenziare l’alzata di scudi che si è levata a difesa del Capo dello Stato, per l’ennesima sparata di un esecutivo che ormai non riesce neanche più a lavorare con tranquillità e nella continua emergenza in cui viviamo si vede costretto giornalmente ad inventare una boutade ad effetto. Non credo che tu abbia peccato di vilipendio alla carica presidenziale, richiamando i fatti del 1956, ma nessuno può negare oggi che comunque è realmente una delle poche voci rimaste, che tenta, almeno, di essere obiettivo. Obiettivo, ovviamente sempre considerando le sue estrazioni e la sua vita politica. Ovviamente oggi penso che cerca di svolgere al meglio il suo ruolo istituzionale. Cosa che non mi sembra molto ovvia nell’attuale esecutivo, dove si continua a proclamare editti contro le varie forme di crisi, ma oltre i proclami e qualche leggina pro questo o pro quello si continua a fare molto poco per i nostri figli e le generazioni future. Spero nel tuo ottimismo e spero che la mia frase sul gusto di sfasciare, di alcuni sapientoni della Lega ti faccia riflettere sul fatto che la storia ancora enuncia: “Abbiamo fatto l’Italia, ma ci resta ancora da fare gli Italiani.”

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        Per quanto ovvio, le mie parole non volevano essere sicuramente una censura al ruolo del Presidente della Repubblica, a cui la nostra Costituzione assegna un ruolo politico di tale e grande nobiltà da essere al di sopra di qualsiasi critica. Sono ferocemente critico nei confronti di chi sta ‘dipingendo’ l’uomo che attualmente riveste questo incarico come una specie di faro nella notte oppure di unico vero baluardo contro la beceraggine politica che sta imperversando per le italiche lande. Ritengo che sia invece sacrosanto affermare che il lezzo di putredine che sale giornalmente dai palazzi del potere sia ormai talmente disgustosa che non ci si può più identificare né come filo-governativi e né come filo-opposizione, io accuso (anche se il termine é forse troppo forte) l’uomo di cui sopra di essere comunque parte attiva di questa palude miasmatica dove impera un gioco delle parti, ma senza che si levi mai una vera ed autentica voce di protesta oppure di proposte di cambiamento contro quel mondo di cui anch’egli é parte attiva? Il Tuo richiamo alla famosa frase di Massimo D’Azeglio é assolutamente pertinente e tremendamente attuale, non voglio schierarmi con nessun ‘sapientone’, ma davvero coloro che si ergono a moralizzatori di quello che considerano un modo becero di fare politica sono così ‘mondi’ da poter costituire il futuro di questo paese? Ahimé, non ho risposta. L’unica cosa di cui sono certo che, personalmente, sono fiero di essere italiano e amo questo nostro bellissimo Paese (la ‘p’ maiuscola é d’obbligo) ricordando una bellissima frase (mi hai sfidato sul tema delle citazioni) del grande regista statunitense Orson Welles: ‘La Svizzera in cinquecento anni di pace, di neutralità e di equilibrio ha dato al genere umano l’orologio a cucù; l’Italia del più cupo Medioevo, dei Borgia, del nepotismo, della Controriforma e di alcune delle più grandi nefandezze della storia negli ultimi cinquecento anni ci ha lasciato Leonardo da Vinci e Raffaello, Michelangelo e Dante Alighieri’. La metafora é evidente e ritengo pertinente perché sono certo che in questo Paese ci sono comunque gli eredi dei personaggi che hanno saputo creare tanta grandezza e tanta bellezza, ma non albergano di certo nei palazzi del potere nazionale (Quirinale compreso).

        • Enrico Liotti
          Enrico Liotti

          Sono pienamente d’accordo, e spero anche chi mi legge, con quanti come Te si ergono ad “Italiani Veri”. Spero solo di non cadere nel tranello di essere solo un italiano vero da canzonette, come la famosa canzone di Toto Cutugno, ma di serbare nel mio intimo qualche gene dei gradi da Te citati. Nel senso che non vorrei mai essere un Leonardo da Vinci o uno dei nostri grandi aviche hanno dato dignità al nostro popolo. Aggiungerei soprattutto anche qualche figura di spicco politico e di pensiero che certo oggi non troviamo neanche tra i cosidetti intellettuali. Pensare che una volta l’intellettuale comunque era schierato perchè mangiava grazie alla magnifigenza del suo mecenate. E’ oggi, invece, molto iposcito vedere e scoprire che anche la nostra “gens pensante” non ha più un briciolo di ideale da diffondere e quindi da difendere con le unghie anche a costo della sua presenza – ormai ambita solo in talk show o prime serate televisive – nello scenario intellettuale da cui poi si formano le speranze e i modus viventi di chi si configura nell’ “Italiano Vero” o meglio nell’ essere pensante a cui piacerebbe vivere con un’ etica e un tenore di vita che lo distingua dalle bestie di cui diciamo di essere superiori, anche se a volte temo sia il contrario.

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            Perfetto! Certamente conveniamo sul fatto che il nostro Paese non ha certo bisogno di un Leonardo da Vinci o di un Galileo Galilei per tornare a farlo ripartire sotto tutti i profili (morale, economico, decisionale). Dimostriamo al mondo ma soprattutto a noi stessi, cittadini italiani, che sono sufficienti equilibrate dosi di onestà, trasparenza, buon senso e laboriosità a creare un ottimo pubblico amministratore o un buon rappresentante del popolo. Sicuramente tra i 60 milioni di italiani ce ne sono molti con queste qualità, purtroppo la scelta di quello che dovrebbe essere un impegno civico e del mettersi a disposizione dei più, viene vista dalla nostra attuale classe politica (a qualsiasi livello) come una facile e veloce scappatoia per assurgere a vette di notorietà, prestigio e (perché no) anche ricchezza. Tutto ciò viene anche facilitato dal mondo dei media (di qualsiasi proprietà e/o faziosità) che sostengono ipocritamente il politico x oppure i politici x e y o la fazione w (leggasi, a seconda dei casi, Il Giornale o La Repubblica, il TG1 o il TG3 ecc.). Quando avremo un italiano non accecato dalla faziosità che deciderà di mettersi a disposizione del Paese, della Nazione, del popolo? Tanto per tornare al titolo di questo topic, non credo sia (mi ripeto) l’attuale inquilino del Quirinale. Grazie dell’ospitalità.

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    Ettore Mondello

    Bello questo scambio democratico tra Maurizio ed il Direttore Liotti. La macula sulla veste bianca di Napolitano c’è ed è innegabile, tuttavia la statura morale ed istituzionale esibite da quest’uomo (e qui ha ragione il Direttore) al giorno d’oggi sono tali da da riabilitarlo e da farlo individuare come unico punto di riferimento sicuro per l’Italia sana. Tutti coloro che hanno creduto nella palingenesi staliniana del genere umano, in buona o cattiva fede che fossero, hanno preso un granchio colossale. Tuttavia quelli in buona fede (tra cui il nostro Presidente) hanno potuto fare tesoro dell’errore di giudizio e distrarre la loro intatta sollecitudine per il bene comune verso imprese forse meno ambiziose sul piano storico, ma certo più capaci di promuovere la crescita del Paese. Certo, a leggere le cronache (e qui ha ragione Maurizio), si ricava l’immagine di un politico italiano – non importa come orientato – tutto teso alla magnificazione del proprio tornaconto. Bisognerebbe perciò propiziare un ricambio totale di questa classe politica, la quale, al di là dei proclami, sta ripetendo tutte le magagne che hanno riempito di discredito la prima Repubblica. Le idee ed i valori ci sono, mancano solo persone disinteressate che sappiano e vogliano incarnarli. Ogni politico, forse, prima di innamorarsi della poltrona e degli agi che ne derivano, è stato un giovane attivista che faceva i nostri stessi discorsi. Poi ha cominciato a sistemare qualche amico, a rimpinzare di favori il collegio elettorale, a farsi ristrutturare casa gratis dall’impresa cui ha fatto vincere l’appalto ecc. ecc. Io conosco un modo solo per non rimanere paralizzato dal pessimismo e dalla retorica del così fan tutti: lavorare a testa bassa senza lasciarsi distrarre dall’egoismo di chi mi sta intorno, pronto però a rendere ragione del mio comportamento sociale a chiunque me lo domandi. Grazie Direttore e grazie anche a Maurizio.
    Ettore Mondello (da Roma)

    • Enrico Liotti
      Enrico Liotti

      Ovviamente ringrazio anche l’intervento di Ettore Mondello, e a maggior ragione le conclusioni, almeno parziali, di Maurizio, ma entrambi, spero, concordate con me che, questa classe politica ha fatto, (o rifatto) il suo tempo e sarebbe veramente auspicabile un ricambio generazionale che riporti il dialogo e le scelte su nuove ideologie e nuove strade che ci portino fuori da questo pantano. Sperando, ottimisticamente, di non ritrovarci con pseudo nuovi (vedi Alfano, vedi i Grillo, o i Vendola) che di nuovo hanno solo fame di protagonismo e spero non anche fame di soldi per non trovarci tra ventanni allo stesso livello di oggi. Auspico per me, ma almeno per le nuove generazioni di trovare qualcuno che sia veramente in grado di una nuova gestione della cosa pubblica, per il ben convivere sia dei potenti che dei più abbietti.

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    califrizzzi

    Sono d’accordo con l’utente Ettore Mondello, e voglio aggiungere una precisazione, magari superflua: l’attuale classe politica a mio avviso ha superato le nefandezze di quella della Prima Repubblica perchè al cocktail micidiale di magagne, intrighi e malaffare ha aggiunto l’ebbrezza della spudoratezza: ormai l’illecito non è più un atto da perpetrare in segreto, il delirio di onnipotenza e l’assenza di freni inibitori spinge a commettere il malaffare in maniera aperta e palese.
    Eppure, ciò che mi fa davvero paura non è la contingenza, ma il futuro: è che negli adolescenti di oggi io vedo proprio uno spazio bianco. Non saprei spiegarlo bene, mi sembra che ci sia solo un grande vuoto. Non c’è passione politica perché le ideologie sono tramontate, non c’è un’idea di vita, una progettualità, perché non è più di moda la religione, non si ha la percezione di quello che si vuole fare da grandi perché è sempre più netta l’idea che studiare non serva, neanche più come riscatto sociale.
    Il più grande fallimento della nostra attuale classe politica (forze di destra, di sinistra e in certa misura anche poteri forti come la Chiesa) è proprio quello di aver rubato ai nostri fratelli più piccoli e ai nostri ragazzi non il futuro ma il “diritto a un futuro”, negato loro in qualche modo la possibilità di sognare.
    Il futuro è stato abolito proprio come categoria mentale. E questa è una cosa che non può essere perdonata. Ben vengano le iniziative di Napolitano se serviranno a rattoppare questa nostra Italia di minuscoli Soli.

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      Complimenti ad Ettore per l’equilibrio del Suo intervento con cui concordo quasi su tutto, l’unica eccezione riguarda la buona fede con cui il nostro stimatissimo Presidente della Repubblica, a suo tempo, ha aderito in maniera completamente acritica (contrariamente a quello che egli ha definito il suo maestro ovvero Giorgio Amendola) ad una delle più colossali bugie del XX secolo. E’ chiaro che non ho alcuna simpatia personale né per la storia e né per la personalità dell’inquilino del più alto colle di Roma, ma soprattutto trovo false e subdole (se non addirittura dietrologiche) le valutazioni che certi opinionisti e/o certa stampa ‘schierata’ attribuiscono alle esternazioni presidenziali. Perché il buon Napolitano, nella sua posizione bipartisan, non esterna anche sulle questioni che riguardano i comportamenti dei suoi consimili ideologicamente schierati sullo stesso lato dell’emiciclo? Verosimilmente potrebbe essere sgradito a quella porzione di media (che fa tanto radicalchic ostentarne la lettura e/o l’apprezzamento). Sono parzialemnte d’accordo anche con il lettore Califrizzi, in particolare quando afferma: ‘…l’attuale classe politica a mio avviso ha superato le nefandezze di quella della Prima Repubblica perchè al cocktail micidiale di magagne, intrighi e malaffare ha aggiunto l’ebbrezza della spudoratezza: ormai l’illecito non è più un atto da perpetrare in segreto, il delirio di onnipotenza e l’assenza di freni inibitori spinge a commettere il malaffare in maniera aperta e palese…’ oppure’…proprio quello di aver rubato ai nostri fratelli più piccoli e ai nostri ragazzi non il futuro ma il “diritto a un futuro…’. Nuovamente grazie per l’ospitalità.

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