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Il viaggio di Sofia sulla Nave degli Incanti   Mercoledì 17 luglio – FERRANDINA   Domenica 21 luglio – MATERA

Il viaggio di Sofia sulla Nave degli Incanti Mercoledì 17 luglio – FERRANDINA Domenica 21 luglio – MATERA

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Il viaggio di Sofia sulla Nave degli Incanti

Mercoledì 17 luglio – FERRANDINA

Domenica 21 luglio – MATERA

Arriverà domenica 21 luglio a Matera, passando per Ferrandina il 17, AWARE – La Nave degli Incanti, un progetto di Matera – Capitale Europea della Cultura 2019, coprodotto dalla compagnia Gommalacca Teatro e dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019 e inserito tra le proposte della scena creativa lucana che compongono il palinsesto di Matera – Capitale Europea della Cultura 2019.

Sta giungendo il termine del viaggio la Nave degli Incanti, con una tappa a Ferrandina mercoledì 17 e l’approdo definitivo a Matera il 21 luglio.

Due anni di lavoro, uno staff di oltre 40 persone, 102 comparse, 21 attori impegnati nelle 5 tappe del progetto con una nave lunga 28 metri, alta 8, larga 2 metri e mezzo e pesante 8 tonnellate, sono questi i numeri di AWARE – La Nave degli Incanti, progetto di Matera – Capitale Europea della Cultura 2019, co-prodotto dalla compagnia teatrale Gommalacca Teatro e dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019 e inserito nel palinsesto di Matera – Capitale Europea della Cultura 2019.  A partire da un’esperienza artistica e pedagogica lunga oltre dieci anni, in cui  l’arte performativa diviene strumento di attivazione e innovazione sociale dei territori periferici e marginali in cui opera, Gommalacca teatro, compagnia lucana composta da Carlotta Vitale e da Mimmo Conte, ha vinto sia il bando per Matera 2019 con il progetto Aware – La Nave degli Incanti,  sia il bando per l’altra capitale europea della cultura, Plovdiv, per la quale hanno ideato  Aw(E)are – Io, Noi.  L’ispirazione per il progetto AWARE  deriva dal quartiere di Potenza dove la compagnia lavora dal 2012, il Rione Cocuzzo, meglio noto come la Nave o il Serpentone: due lunghe, interminabili file di palazzi alti 13 piani che si snodano lungo i fianchi di un colle, in mezzo ai quali è stato costruito, nel 2010, il Parco Miralles, un’enorme struttura in cemento che avrebbe dovuto essere parte integrante della riqualificazione del quartiere ma che ne è divenuto, invece, ulteriore elemento di degrado. Un giardino pensile ideato dall’architetto spagnolo Enric Miralles come una grande nave composta di vari blocchi di cemento che tolgono luce ai primi piani dei palazzi antistanti e che avrebbe dovuto completarsi con tre alberi maestri, alti 18 metri, rimasti irrealizzati per la morte prematura del progettista. 

Quando la compagnia, nel 2017, ha risposto alla call lanciata dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019 per la realizzazione di uno dei progetti del dossier, che richiedeva la realizzazione di un teatro viaggiante, l’impulso è stato quello di lavorare su uno degli elementi che costituiscono una vergogna per la città, simbolo del brutto e del non-accessibile: «In una città della Basilicata c’è una grande nave di cemento, incastrata tra due palazzi altissimi. È un’opera d’arte, un monumento, un giardino pensile, è il simbolo per noi dell’immobilismo del Sud, di ciò che è potente e maestoso ma non trova la forza per muoversi e partire. Immaginiamo allora che, grazie al teatro, questa nave trovi la sua identità e riesca ad affrontare il viaggio a cui è destinata», racconta Carlotta Vitale.

Una nave di cemento che diviene quindi un teatro viaggiante, una macchina spettacolare che replica la forma del parco Miralles, progettata e realizzata dallo scenografo lucano Mario Carlo Garrambone, lunga 28 metri e alta 8 che dal quartiere di origine, il serpentone di Potenza, arriva a Matera.

Nella fase di ricerca, curata da Recollocal, sono state raccolte storie e leggende degli abitanti delle comunità di Potenza, Castelmezzano, Albano di Lucania, Calciano-Garaguso-Oliveto Lucano, Ferrandina e Matera, reinterpretate dalla drammaturgia di Riccardo Spagnulo, attore e autore per il teatro, fondatore della compagnia Fibre Parallele e vincitore di numerosi premi fra cui il Premio Hystrio – Castel dei Mondi nel 2011 e il Premio Lo Straniero nel 2014. Un abile lavoro di intreccio drammaturgico in cui, per esempio, la cicogna nera, rarissima in italia, che da 8 anni nidifica nell’oasi naturalistica di Castelmezzano entra fra i protagonisti del secondo episodio, L’incantatrice di anime, ambientato appunto nel paese.

Un unico spettacolo multidisciplinare, composto da 5 episodi, nutriti dalle storie raccolte sul territorio, che hanno come tema il viaggio di Sofia, una bambina di nove anni che si mette a capo della nave incantata per riportare il pesciolino Milo a casa, una favola moderna con valori antichi ma quanto mai attuali e necessari come l’amicizia, l’amore, la compassione, la tolleranza, la solidarietà. Un viaggio di formazione, che attraversa i paesaggi, le comunità e le storie di una terra piena di mistero e meraviglia, in cui Sofia e il suo Maestro Elia, accompagnati da un equipaggio di 15 persone, incontreranno personaggi magici come l’incantatrice, il taglialegna, la cicogna nera, l’alchimista, affronteranno pericoli ed enigmi da risolvere per esaudire i loro desideri. 

Nel cast dello spettacolo, che si avvale del mentoring organizzativo e artistico del Teatro dell’Argine di Bologna e del lavoro dell’artista plastico Didier Gallot – Lavellée, gli attori Souphiene Amiar, Mino De Cataldo, la piccola Sara Larocca, Marica Mastromarino, Francesco Sigillino, Carlotta Vitale, gli allievi bambini, ragazzi e adulti dei laboratori di ricerca scenica della compagnia La Klass, gli abitanti delle comunità.

Tra gli sponsor tecnici del progetto: ANAS Gruppo FS Italiane, Erra Servis s.r.l, Fantastico Mondo agenzia di viaggi, Motor France e Motor Kappa società di Capitale Umano, Punto Service servizi per la stampa, Radio Tour.

Il progetto è realizzato anche grazie al sostegno del fondo etico della BCC Basilicata.

About Enrico Liotti

Enrico Liotti
Giornalista Pubblicista dal 1978, pensionato di banca, impegnato nel sociale e nel giornalismo, collabora con riviste Piemontesi e Liguri da decenni.

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