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IL PREMIO JEAN MITRY 2020  A VERA GYÜREY E J.B. KAUFMAN

IL PREMIO JEAN MITRY 2020 A VERA GYÜREY E J.B. KAUFMAN

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Nell’ambito delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone viene assegnato ogni anno a personalità e istituzioni che si sono distinte nell’opera di recupero e valorizzazione del patrimonio cinematografico il premio internazionale Jean Mitry. Istituito dalla Provincia di Pordenone nel 1986 e, dopo l’abolizione dell’ente nel 2017, sostenuto dalla Fondazione Friuli, il premio è giunto alla sua 35a edizione. Nonostante l’eccezionalità della situazione attuale che ha portato il festival online, il premio sarà consegnato virtualmente venerdì 9 ottobre in attesa della cerimonia ufficiale in presenza l’anno prossimo al Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone nel corso della 40a edizione del festival.


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I premiati 2020 sono la storica del cinema e archivista ungherese Vera Gyürey e il ricercatore indipendente americano J.B. Kaufman.

Come insegnante di lingua e letteratura ungherese, Vera Gyürey ha promosso fin dagli anni ’60, in un paese come l’Ungheria che per tradizione prediligeva la cultura letteraria, l’insegnamento del cinema nella scuola media superiore. Dopo essere stata chiamata a far parte dell’archivio cinematografico nazionale ungherese (Magyar Nemzeti Filmarchívum) nel 1985 dall’allora direttore István Nemeskürty, ne è stata la direttrice dal 1990 al 2011, svolgendo un ruolo fondamentale per la conservazione e il restauro del patrimonio cinematografico ungherese cui ha dato grande impulso, ampliando anche notevolmente le collezioni di cinema muto. Tra le opere restaurate durante la sua direzione il film del 1917, presentato nel 2002 a Pordenone, Az utolsó éjszaka [L’ultima notte] di Jenő Janovics, alla cui scuola si sono formati grandi registi come Kolozsvár, Mihály Kertész e Sándor Korda (di quest’ultimo l’archivio ha restaurato l’unico film ungherese conservatosi, Az aranyember [L’uomo d’oro], del 1918). Nel 2007, in occasione dei 50 anni del Magyar Nemzeti Filmarchívum, le Giornate del Cinema Muto hanno ospitato una retrospettiva e una mostra. Insieme al marito, il regista István Szabó, Vera Gyürey è tuttora fra gli spettatori più assidui del festival.

J.B. Kaufman, storico del cinema, fra i maggiori conoscitori dell’opera di Walt Disney e autore di numerosi libri, ha inaugurato la fortunata serie di pubblicazioni con il volume, vincitore del prestigioso Kraszna Krausz, Walt in Wonderland – Nel paese delle meraviglie, firmato con Russell Merritt (premio Jean Mitry nel 2018) e pubblicato dalle Giornate del Cinema Muto nel 1992, in occasione della retrospettiva dedicata alla produzione muta di Disney. Altrettanto fortunato il loro secondo volume, dedicato alle Silly Symphonies, pubblicato dalla Cineteca del Friuli nel 2006. Le ricerche su Disney hanno condotto J.B. Kaufman alla figlia di Walt, Diane, che lo ha successivamente coinvolto in numerosi progetti, affidandogli la stesura di diversi libri fra cui South of the Border with Disney, e le storie “definitive” di due dei capolavori disneyani, Biancaneve e Pinocchio. È inoltre coautore di alcuni volumi pubblicati dalla Taschen e della prima di una nuova serie di monografie sui lavori di Disney meno conosciuti. Alla passione per l’animazione, Kaufman unisce l’interesse per il cinema muto e numerosi sono i suoi contributi alla rivista della Cineteca del Friuli Griffithiana e soprattutto al pluriennale Progetto Griffith delle Giornate. Da anni sta conducendo approfondite ricerche sulla vita e la carriera dell’attrice e produttrice Blanche Sweet.

dall’inviato

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