Quando poeti e scrittori criticano la politica e la scienza.

Molte volte poeti e scrittori diventano “profeti” della vita sociale. Criticano la società, il potere,(cioè la politica), la scienza, quando politica e scienza esprimano la distopia. Il ruolo della politica è sempre l’utile dell’umanità, il ruolo della scienza è la verità. Possiamo vedere due esempi, Byron e Brecht che cosa dicono per la politica quando non ha il carattere sociale e per la scienza quando non esprime la verità.      

Un grande poeta che ha combattuto con fermezza l’arroganza e la violenza del potere era il poeta George Gordon Byron.  Byron sia stato spinto fin dall’infanzia a cercare un difficile equilibrio nel più violento ed estroverso anticonformismo e in definitiva in una continua contemplazione di sé. Byron come poeta ma anche come uomo patì drammatiche contraddizioni che si esprimono, volta a volta, nei toni del lirismo più delicato e del più arrogante cinismo. Nel 1819 ha scritto il poema Don Giovanni. Don Giovanni” narrato le avventure di un eroe che è stato inviato all’estero dalla madre, dopo una vicenda scandalosa con Donna Giulia e il personaggio principale è stato naufraghi su un’isola greca. Don Giovanni era un eroe con un’idea demoniaca dell’uomo. Poema eroicomico e satirico, dove all’interno di uno schema picaresco, si mescolano satira, epica e romanzo. Diversi autori preferiscono dedicare le proprie energie creative a temi di attualità, dando vita ad un genere che si può definire “ satira verità ” La verità della satira è essenziale. indispensabile correttivo del costringente «sentire collettivo», e questo lo sa bene Byron. Sa che ci vuole forza per chiamare le cose con il loro nome, e questa forza esiste nella satira. Nel poema, Byron denuncia il nuovo ordine mondiale, dicendo.(Vedi: Canto XII. Versi V –VI). Chi governa il mondo? Chi controlla il Re? La Costituzione? La monarchia? I partiti politici? Chi c’è dietro questa gente?  Chi c’è dietro la rivolta in Spagna con i patrioti?  Chi c’è dietro lo splendore del mondo, e insieme del dolore e della miseria della vita?  E chi approfitta della politica per guadagnare?  Non è il fantasma di Bonaparte. E’ l’ebreo Rothschild e Baring (amico e stretto collaboratore di Rothschild). Byron era complottista? Paranoico?  Con disturbo di personalità? Con un’errata percezione? O diceva la verità, una verità  che dura anni?   La citazione originale. Don Giovanni. Canto XII. Versi V-VI.Who hold the balance of the world? Who reign O’er congress, whether royalist or liberal? Who rouse the shirtless patriots of Spain? (That make old Europe’s journals squeak and gibber all.) Who keep the world, both old and new, in pain Or pleasure? Who make politics run glibber all? The shade of Buonaparte’s noble daring? — Jew Rothschild, and his fellow-Christian, Baring. Those, and the truly liberal Lafitte, Are the true lords of Europe. Every loan Is not a merely speculative hit, But seats a nation or upsets a throne. Republics also get involved a bit; Columbia’s stock hath holders not unknown On ‘Change; and even thy silver soil, Peru, Must get itself discounted by a Jew.

Brecht

Secondo scrittore Bertolt Brecht la scienza deve avere sempre un carattere socialepositivo, anche deve avere una qualità in grado maggiore, altrimenti sarà una distopia. Ecco un brano dalla opera di Bertolt Brecht con titolo “La vita di Galileo”.  

ANDREA (forte) La scienza non ha che un imperativo: contribuire alla scienza.

GALILEO E questo, l’ho assolto. Benvenuto allora nella mia sentina, caro fratello di scienza e cugino di tradimento! Vuoi comprare pesce? Ho pesce! E non è il mio pesce che puzza, sono io. Io svendo, e tu acquisti. O irresistibile potere di questa merce consacrata, il libro! Gli basta guardarlo, perché gli venga l’acquolina in bocca e ricacci giù tutti gl’improperi. La grande Babilonia, la scarlatta belva assassina, spalanca le cosce, ed ecco, tutto è cambiato. Santificata sia la nostra congrega di trafficanti, di riverginatori e di tremebondi davanti alla morte!

ANDREA La paura della morte è umana! E le debolezze umane non interessano la scienza.

GALILEO No!… Caro Andrea, anche nella mia attuale condizione mi sento di orientarvi un poco su tutto ciò che interessa questa professione di scienziato, cui vi siete legato per l’esistenza.

Breve pausa.

GALILEO (con le mani professoralmente congiunte sull’adipe) Nel tempo che ho libero – e ne ho, di tempo libero – mi è avvenuto di rimeditare il mio caso e di domandarmi come dovrà giudicarlo quel mondo della scienza al quale non credo più di appartenere. Anche un venditore di lana, per quanto abile sia ad acquistarla a buon prezzo per poi rivenderla cara, deve preoccuparsi che il commercio della lana possa svolgersi senza difficoltà. Non credo che la pratica della scienza possa andar disgiunta dal coraggio. Essa tratta il sapere, che è un prodotto del dubbio; e col procacciare sapere a tutti su ogni cosa, tende a destare il dubbio in tutti. Ora, la gran parte della popolazione è tenuta dai suoi sovrani, dai suoi proprietari di terre, dai suoi preti, in una nebbia madreperlacea di superstizioni e di antiche sentenze, che occulta le malefatte di costoro. Antica come le rocce è la condizione dei più, e dall’alto dei pulpiti e delle cattedre si soleva dipingerla come altrettanto imperitura. Ma la nostra nuova arte del dubbio appassionò il gran pubblico, che corse a strapparci di mano il telescopio per puntarlo sui suoi aguzzini. Cotesti uomini egoisti e prepotenti, avidi predatori a proprio vantaggio dei frutti della scienza, si avvidero subito che un freddo occhio scientifico si era posato su una miseria millenaria ma artificiale: una miseria che chiaramente poteva essere eliminata con l’eliminare loro stessi; e allora sommersero noi sotto un profluvio di minacce e di corruzioni, tale da travolgere gli spiriti deboli. Ma possiamo noi respingere la massa e conservarci uomini di scienza? I moti dei corpi celesti ci sono divenuti più chiari; ma i moti dei potenti restano pur sempre imperscrutabili ai popoli. E se il dubbio ha vinto la battaglia per la misurabilità dei cieli, la battaglia della massaia romana per la sua bottiglia di latte sarà sempre perduta dalla credulità. Con tutt’e due queste battaglie, Andrea, ha a che fare la scienza. Finché l’umanità continuerà a brancolare nella sua nebbia millenaria di superstizioni e di venerande sentenze, finché sarà troppo ignorante per sviluppare le sue proprie energie, non sarà nemmeno capace di sviluppare le energie della natura che le vengono svelate. Che scopo si prefigge il vostro lavoro? Non credo che la scienza possa proporsi altro scopo che quello di alleviare la fatica dell’esistenza umana. Se gli uomini di scienza non reagiscono all’intimidazione dei potenti egoisti e si limitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre, ed ogni nuova macchina non sarà che fonte di nuovi triboli per l’uomo. E quando, coll’andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall’umanità. Tra voi e l’umanità si scaverà un abisso così grande, che ad ogni vostro eureka risponderà un grido di dolore universale. Nella mia vita di scienziato ho avuto una fortuna senza pari: quella di vedere l’astronomia dilagare nelle pubbliche piazze. In circostanze così straordinarie, la fermezza di un uomo poteva produrre grandissimi rivolgimenti. Se io avessi resistito, i naturalisti avrebbero potuto sviluppare qualcosa di simile a ciò che per i medici è il giuramento d’Ippocrate: il voto solenne di far uso della scienza ad esclusivo vantaggio dell’umanità. Così stando le cose, il massimo in cui si può sperare è una progenia di gnomi inventivi, pronti a farsi assoldare per qualsiasi scopo. Mi sono anche convinto, Andrea, di non aver mai corso dei rischi gravi. Per alcuni anni ebbi la stessa forza di una pubblica autorità; e misi la mia sapienza a disposizione dei potenti perché la usassero, o non la usassero, o ne abusassero, a seconda dei loro fini. (Virginia è entrata con un vassoio: resta immobile ad ascoltare). Ho tradito la mia professione; e quando un uomo ha fatto ciò che ho fatto io, la sua presenza non può essere tollerata nei ranghi della scienza. (Bertolt Brecht, Vita di Galileo, trad. it. di E. Castellani, in B. Brecht, Teatro, Einaudi, Torino 1963).

Ci sono poeti e scrittori dal futuro. Nella storia dell’umana sono tanti i libri rivoluzionari, anche sono stano stati scrittori e poeti che hanno rotto le convenzioni e gli schemi Byron e Brecht lo dimostrano.

Apostolos Apostolou

Scrittore e Prof. di Filosofia




Nella solitudine dei campi di cotone, prima italiana per Contatto/Blossom

 

Sabato 18 luglio un nuovo importante debutto – in prima italiana –  a Contatto Blossoms/Fioriture, la stagione ideata dal CSS Teatro stabile di innovazione del FVG che porta le visioni e le esperienze i Teatro Contatto all’interno del programma di UdinEstate20.


La Chiesa di San Francesco diventa per due mesi – repliche ogni giorno fino al 22 settembre (domeniche e 15 agosto riposo, 7 repliche con inizio ogni ora, dalle 15 alle 21) –  teatro ideale di un evento creato da Mario Martone a partire dal testo teatrale del drammaturgo francese Bernard Marie Koltès, Nella solitudine dei campi di cotone. 

Si tratta di un’installazione sonora e abitabile in forma di labirinto in cui potranno entrare ogni volta due soli spettatori. 

Nel suo attraversamento, echeggia racconto di uno dei testi più perturbanti di Koltès, una vertigine di forte suggestione lirica, con le voci inconfondibili di Claudio Amendola e Carlo Cecchi.

La nuova edizione del progetto di Mario Martone  – che originariamente nasce come radiodramma per Rai Radio Tre nel 1998 e successivamente è andata in scena per il teatro per la produzione del Teatro delle Marche e della Rai  – è diventato una produzione CSS in un riallestimento curato da Fabrizio Arcuri. Al progetto darà il suo contributo, nella cura del paesaggio sonoro dell’installazione, anche il musicista e compositore Teho Teardo.

Scritto da Bernard-Marie Koltès nel 1986, Nella solitudine dei campi di cotone ha per tema un incontro per un non precisato commercio. In un luogo indefinito che è “un pezzetto di mondo”, nell’ora indistinta e fugace fra giorno e notte, un venditore (il Dealer) cerca il suo cliente (il Cliente), senza che si sappia mai cosa sia oggetto della sua vendita, forse perché inconfessabile o perché l’affare chiama in causa il desiderio.
Koltès rivoluziona i canoni drammaturgici, e fa sì che protagonista sia la “situazione”, più che i “personaggi”, avvolgendo le parole del testo di un’irresistibile ambiguità, in un fiorire vertiginoso di parole, dilatando una trattativa di pochi secondi a un’ora di contrattazione. Il commercio diventa allora seduzione, adescamento, corteggiamento, in un clima di crescente sensualità, in un dialogo astratto che chiama in causa la vita stessa e la morte. 

Un dialogo sospeso e misterioso che gli spettatori – due alla volta – vivranno come un’esperienza immersiva attraversando uno spazio creato ad hoc per Udine all’interno della Chiesa di San Francesco, per un incandescente, perturbante incontro con l’Altro.

“Avevo scelto il testo di Koltès   – spiega Mario Martone – perché mi sembrava molto adatto per un ascolto: un lungo dialogo in cui ogni battuta è un monologo, l’incontro solitario e casuale tra un uomo che vende qualcosa (il Dealer) e qualcuno che potrebbe comprare qualcosa (il Cliente), e questo qualcosa è il mistero”.

Prevendite: Biglietteria Teatro Palamostre, dal lunedì al sabato, orario: ore 17.30-19.30 – biglietteria@cssudine.it., tel. 0432 506925.
Biglietti online sul circuito vivaticket. Altre info: www.cssudine.it 

Prenotazioni last minute: verificare la disponibilità di eventuali posti liberi in giornata al numero 0432.506925 o direttamente all’ingresso della Chiesa di S. Francesco 

 




11° Premio Internazionale per la Sceneggiatura MATTADOR: Tutti i vincitori premiati al Teatro La Fenice di Venezia

La tradizione non si interrompe e anche quest’anno, pur così speciale, si è svolta a Venezia la Cerimonia di Premiazione del Premio Mattador, che prosegue nella ricerca del talento cinematografico e consolida il rapporto con le grandi case di produzione cinematografiche italiane, premiando una nuova generazione di autori pronti a scrivere il cinema di domani.

 

Sono stati annunciati venerdì 17 luglio nella splendida cornice del Gran Teatro La Fenice i riconoscimenti dell’11° Premio Internazionale per la Sceneggiatura MATTADOR dedicato a Matteo Caenazzo, Concorso di scrittura per il cinema rivolto a giovani sceneggiatori, registi, illustratori e concept designer dai 16 ai 30 anni. La Giuria 2020 presieduta dalla regista Wilma Labate e composta da Armando Fumagalli (direttore Master in International screenwriting and production Università Cattolica, Milano), Andrea Rocco (consigliere amministrazione Cineuropa –  Bruxelles), Tamara Prandi (story editor, delegato di produzione Cattleya) e Sara Cavosi (sceneggiatrice, autrice teatrale e radiofonica ed ex finalista di Mattador) ha assegnato i premi dopo aver attentamente valutato una rosa di elaborati selezionati dai Lettori tra i 277 lavori arrivati, nuovo e inaspettato record che “premia” Mattador in questo difficile 2020.

 

“Il cinema italiano ha bisogno di storie, oggi più che mai è urgente raccontare un periodo tanto imprevedibile” ha dichiarato Wilma Labate “Lo sguardo dei giovani, tuttora troppo silenti, è necessario per vedere un futuro possibile e il Premio Mattador ci offre un vasto panorama di storie che affondano nella realtà di oggi”.

 

I premi assegnati sono:                         

Migliore Sceneggiatura per Lungometraggio

Oltre la terra che fuma di Sara Parentini, 24 anni, di Poggibonsi (SI)

Dopo la tragica morte di sua mamma, il piccolo Teo si trasferisce insieme a suo padre nella valle del Diavolo. Qui la difficile elaborazione del loro lutto si tinge di tinte fantastiche in un racconto che valorizza l’ambientazione italiana.

                                                                                          

Borsa di formazione Mattador per il Miglior Soggetto

La differenza di Michele Gallone, 27 anni, di Milano;

Come un fiore d’acciaio di Lorenzo Garofalo, 26 anni, di Roma

La differenza racconta di un futuro distopico nel quale gli esseri umani fanno sesso solo con cloni e all’interno di Stanze Speciali. Marcello è uno dei tanti utenti di questo servizio, ma ha una particolarità: ha scelto di clonare sua moglie Anna e ama più il clone di lei. Come un fiore d’acciaio è una storia di rapporti familiari tumultuosi, di lutto e di autolesionismo. Una storia dove i rapporti familiari stessi, la vita e l’incontro con gli altri sembrano l’unica soluzione.

                                                                                          

Borsa di Formazione Corto86 per la migliore Sceneggiatura per Cortometraggio

Fare il morto di Camilla Maino, 27 anni, di Torino

Una nipote e la sua nonna raccontate in pochi minuti e pochi tratti attraverso i migliori bagni in mare della loro vita.

                                                                                                          

Borsa di formazione Dolly per la Migliore Storia raccontata per immagini

Mefisto di Virginia Carucci, 22 anni, di Bologna

Nella versatile storia per immagini l’anziana Margherita è disposta a tutto per sentirsi meno sola. Anche a inventare straordinari automi. Perfino a fare la conoscenza di Mefisto in persona.

 

Menzione Speciale della Giuria alla Sceneggiatura

Il diario rosso di Alessandra Martellini, 24 anni, di Napoli

Racconta una storia di amicizia, di invidia, di provincia. Un coming of age tutto al femminile, tra due inseparabili amiche che in un momento di conflitto finiscono per affrontare le conseguenze di una violenza sessuale.

 

Tutti i vincitori hanno ricevuto un’opera d’arte, il Premio d’Artista Mattador, ispirato al percorso artistico di Matteo e realizzato ogni anno da grandi artisti contemporanei. Per l’undicesima edizione l’opera, una tiratura di stampe giclée da foto con intervento di perline e filo intitolata “Quale segreto anima la danza silenziosa delle lucciole?”, è realizzata da Sabrina Mezzaqui, artista riconosciuta nel panorama internazionale contemporaneo che ha utilizzato diversi linguaggi e approfondito la materializzazione dello scorrere del tempo, incentrando la sua poetica sul rapporto con la scrittura. «Ciò su cui intimamente mi interrogo – scrive Mezzaqui – spalanca alla realtà, e sarà l’intorno a risponderne. La morte avrà il sapore naturale della neve. La disarmante bellezza dei fiori. La generosità degli alberi da frutto».

 

La Cerimonia, diversa rispetto alle precedenti ma altrettanto partecipata, è stata coordinata dal presidente del Circolo della Stampa di Trieste, Pierluigi Sabatti, alla presenza di tutti i componenti di giuria e della direzione artistica del Premio Mattador. Gli ospiti istituzionali che da sempre sostengono il Premio sono intervenuti con modalità differenti. La Presidente della Commissione Cultura del Comune di Venezia, Giorgia Pea, era in collegamento da remoto, così come Lia Gregoretti, della Fondazione Osiride Brovedani di Trieste. Per la Regione del Veneto, il Presidente, Luca Zaia, e l’Assessore alla Cultura, Cristiano Corazzari, hanno invece portato il proprio saluto attraverso un messaggio scritto, così come la Direttrice del Dipartimento di Italianistica dell’Università di Capodistria, Nives Zudič Antonič,. Il Rettore dell’Università di Trieste, Roberto Di Lenarda, e il Direttore della Fondazione Veneto Film Commission, Jacopo Chessa, sono intervenuti con un videomessaggio di sostegno e vicinanza al Premio. Infine, l’attore Fulvio Falzarano ha letto un brano tratto dalla sceneggiatura vincitrice.




Amici 2020 per ripartire insieme

Mancano 61 giorni a pordenonelegge 2020, in programma dal 16 al 20 settembre, come sempre nel centro storico cittadino, e non solo: una conferma che è già una conquista, nel 2020 anno del coronavirus. La 21^ edizione di pordenonelegge, Festa del Libro con gli Autori, tornerà, come preannunciato, nel cuore della città che l’ha vista nascere e diventare uno degli appuntamenti culturali di riferimento del Paese. Perché la cultura, lo scambio di informazioni e le storie sono gli strumenti che l’uomo ha sempre avuto per lenire le paure e coltivare la speranza. Ritrovarsi, anche in presenza, sarà un appassionante impegno per tutti: per Fondazione Pordenonelegge, per le case editrici, uscite da un periodo delicatissimo, e per gli stessi protagonisti del festival, che scommetteranno su un evento coraggiosamente proiettato verso la “normalizzazione”, ma ancora vulnerabile e delicato. Ma impegno e passione sono richiesti anche al pubblico, che necessariamente, imparerà coltivare il “suo” pordenonelegge con approccio ancora più calibrato e consapevole, perché così richiedono le norme e le condizioni generali di fruizione degli eventi, tanto più nelle sedi indoor. Un festival che rispetterà le distanze, ma le sfrutterà per portare ovunque i suoi contenuti di cultura, bellezza e speranza, attraverso una formula rinnovata che affiancherà quella classica degli incontri dal vivo. Se le location del festival saranno limitate, se la collocazione dei posti a sedere rispetterà le distanze di sicurezza, illimitato sarà invece il pubblico dei teatri virtuali del web che permetteranno la massima inclusività. Una festa, insomma, in tutti i sensi, come nella migliore tradizione di pordenonelegge.

Rinnovare il festival, riorganizzarlo secondo queste premesse, è un impegno che Fondazione Pordenonelegge affronta – d’intesa con le istituzioni di riferimento per la pubblica sicurezza – per garantire a tutti la celebrazione ottimale della 21^ edizione del festival. Un impegno di cui non si può nascondere la gravosità sul piano economico, logistico, organizzativo. Per questo la tradizionale campagna di crowdfunding “Amici di pordenonelegge” riparte, in questa fase, con un valore aggiunto che la rende unica e speciale, nel 2020 del covid-19: chi aderirà potrà confermarsi prezioso supporter di un evento caratterizzante per la città e il territorio e sarà certo di poterci essere, in presenza, a tu per tu con gli autori. Fondazione Pordenonelegge chiama infatti a raccolta il pubblico della Festa del Libro dal 20 al 26 luglio. Anche quest’anno gli “Amici” sceglieranno al buio, prima della presentazione del programma, e a manifestare il loro supporto acquistando codici di accesso agli incontri che si trasformeranno, dal 16 al 20 settembre, nel corso di pordenonelegge 2020, in emozioni e momenti da condividere con amici e persone care: sapendo di poter trovare sicuramente posto in sala, elemento determinante nel contesto della campagna di crowdfunding 2020. A differenza dalle precedenti edizioni, infatti, quest’anno la prenotazione sarà necessaria per tutti gli spettatori di pordenonelegge. In un festival che avrà quest’anno capienza contingentata, ovvero una ricettività in presenza più bassa per numero di incontri e per il regolare distanziamento fra una seduta e l’altra, dal 7 settembre in poi, la libera prenotazione sostituirà il libero accesso delle precedenti edizioni.

La campagna “Amici di pordenonelegge” nella fase di luglio 2020, da lunedì 20 a domenica 26, si svolgerà unicamente online ma il personale di Fondazione Pordenonelegge resterà a disposizione – tel. 0434.1573100 – in orario d’ufficio (lunedì – giovedì 9-13 e 15-17, venerdì solo 9-13) per ogni informazione e per guidare il pubblico. Via email gli uffici potranno essere contattati tramite amici@pordenonelegge.it
Il numero dei codici a disposizione dal 20 al 26 luglio sarà contingentato e quindi passibile di rapido esaurimento. Possono essere acquistati 4 codici al costo di € 25, 7 codici per € 35 e 12 codici per € 55. In caso di annullamento degli appuntamenti prenotati per cause non direttamente imputabili alla Fondazione Pordenonelegge, la somma versata sarà considerata quale contributo destinato al festival in base alla natura di crowdfunding della campagna, e non sarà restituita. I codici acquistati a luglio si trasformeranno in altrettante prenotazioni per gli eventi di pordenonelegge 2020 nella settimana del 24/30 agosto, con possibilità di esercitare il diritto di prelazione: la stessa opportunità sarà in essere per gli “Amici” dello scorso dicembre. I codici resteranno validi ad uso prenotazione, ma senza prelazione, anche per la settimana successiva, dal primo al 6 settembre, data ultima e tassativa: in questa settimana si aprirà infatti la terza fase della campagna “Amici di pordenonelegge” 2020. Non sarà consentito di seguire gli incontri all’esterno delle strutture, proprio per evitare qualsiasi forma di assembramento



46^ Alpe del Nevegal: avanti tutta! Evento simbolo della ripartenza dello sport Bellunese

Procede a ritmo più che serrato il complesso lavoro di organizzazione della 46^ Alpe del Nevegal, round 1 del Campionato Italiano Velocità Montagna 2020, in programma a Belluno dal 7 al 9 agosto prossimi. Ieri mattina, nel quattrocentesco Palazzo dei Rettori, storica sede cittadina dell’Ufficio Territoriale del Governo, il presidente di Tre Cime Promotor Asd, Achille “Brik” Selvestrel”, accompagnato dal presidente della Provincia, Roberto Padrin, ha avuto un costruttivo incontro con la dottoressa Adriana Cogode, Prefetto di Belluno. Nel corso della riunione sono stati vagliati, con proficuo spirito di reciproca collaborazione e massima disponibilità, i vari aspetti procedurali da seguire e rispettare nelle delicate fasi che precedono la competizione.

In apertura il presidente Padrin, esemplare anello di congiunzione fra le parti, ha sottolineato l’importanza rivestita dalla cronoscalata Alpe del Nevegal, non solo in ambito sportivo e turistico ma, in quanto evento sportivo di rilevanza storica, per l’intero territorio provinciale. La Prefetta, dottoressa Adriana Cogode, oltre a manifestare apprezzamento per l’impegno degli organizzatori, ha confermato pieno appoggio all’iniziativa fissando già una prossima riunione della Commissione Pubblici Spettacoli.

Al termine del fruttuoso incontro, Achille “Brik” Selvestrel ha dichiarato con soddisfazione: “Siamo riconoscenti al presidente della Provincia Padrin e alla Prefetta Cogode per la disponibilità dimostrata ad incontrarci. Da parte nostra, dopo quanto emerso dall’incontro di questa mattina, non possiamo che ribadire il massimo impegno ad organizzare la gara attenendoci alle disposizioni vigenti, in particolare quelle riguardanti il contenimento del contagio da COVID-19, seguendo le linee guida definite con i propri Protocolli da parte della Federazione Sportiva Automobilistica, in piena sintonia e con il sostegno di ACI Sport. Avanti tutta!”.

Questo, invece, il commento del Presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin: “Ringrazio Tre Cime Promotor Asd per l’impegno e la passione con cui porta avanti da anni l’organizzazione di una gara così importante per il nostro territorio. Quest’anno abbiamo avuto qualche difficoltà legata all’emergenza Covid-19, ma grazie alla volontà di tutti i soggetti interessati possiamo portare a Belluno un evento di portata nazionale. Grazie in particolare al Prefetto per la disponibilità ad accompagnarci nel percorso burocratico di un evento simbolo della ripartenza dello sport in provincia. La cronoscalata Alpe del Nevegal rappresenta un’occasione di promozione territoriale a cui non possiamo e non vogliamo rinunciare”.




“RIPARTIAMO DAI BORGHI”: L’IMPEGNO DI CONFAGRICOLTURA PER LE AREE INTERNE ED IL TURISMO RURALE

Un grande progetto per il rilancio delle aree interne del nostro Paese. E’ quanto ha chiesto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti nel corso della web conference “Ripartiamo dai borghi”, a cui hanno partecipato il sottosegretario al Mibact Lorenza Bonaccorsi, il presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane Giacomo di Thiene, il presidente dell’UNCEM Marco Bussone, e Francesca Planeta responsabile della comunicazione, brand e hospitality dell’azienda vitivinicola Planeta.

Giansanti ha sottolineato la tendenza a vivere sempre di più nelle città, confermata dal fatto che il numero delle megalopoli arriveranno a quaranta entro il 2030. Ma esistono anche le aree interne di cui il Coronavirus ha fatto riscoprire l’importanza. Aree che gli agricoltori hanno presidiato nel corso degli anni, assicurando una coesione sociale e una gestione ambientale che altrimenti sarebbe mancata. E che rappresentano anche un patrimonio culturale del nostro Paese e talvolta un polo di attrazione turistica, come dimostra la crescita dell’enoturismo.

“Occorre ora porre queste aree al centro di una nuova attenzione per un vero rilancio dell’economia del nostro Paese – ha detto -. Ma servono azioni concrete ed investimenti, nazionali ed europei, in infrastrutture, logistiche e digitali, e progetti per rivitalizzare i fabbricati agricoli che non hanno più un uso agricolo, mettendoli al servizio della comunità. Si tratta di una grande opportunità che, se opportunamente sfruttata, porterà allo sviluppo del turismo e al rilancio delle aree interne, con vantaggi economici per agricoltori, commercianti, ristoratori, artigiani. E per tutti coloro che queste aree le abitano”.

Posizione condivisa dal sottosegretario Bonaccorsi, che ha invitato ad una riflessione della politica su quale modello di turismo puntare. Soprattutto ora che il Covid ci ha messo di fronte alla mancanza del turismo straniero, che lo scorso anno ha rappresentato per il nostro Paese il 50,6% del totale. “Dobbiamo riposizionarci verso un modello più sostenibile di turismo – ha spiegato – che valorizzi quello rurale attraverso un progetto che punti sulla accessibilità strutturale e digitale delle aree interne e sull’innovazione.

Confagricoltura in questa direzione si è messa da tempo stipulando accordi con l’Unione Nazionale Comuni ed Enti Montani, per la valorizzazione e la riorganizzazione delle aree interne e con l’Associazione Dimore Storiche italiane per salvaguardare il patrimonio culturale privato del nostro Paese. Ma anche con il programma “Spighe Verdi” realizzato in collaborazione con FEE Italia, che premia i comuni più virtuosi dal punto di vista della sostenibilità e, più in generale, promuovendo l’agricoltura sociale, che spesso porta un contributo concreto alla collettività proprio nelle aree più lontane e svantaggiate.




OLTRECONFINE: TRE VOLUMI DI STORIE E MEMORIE DAL PROGETTO SULLA GRANDE GUERRA

Qui finisce la nostra “storia di un confine”. Ma questo momento è solo un fatto transitorio, un passaggio, attraverso una soglia che porterà a nuovi confini». È racchiuso in queste parole scritte dal direttore artistico Francesco Accomando il senso del progetto OLTRECONFINE, un progetto culturale pluriennale sulla Grande Guerra nato dall’esigenza di creare, in un’area che all’epoca era attraversata da un confine, un immaginario storico, comune e condiviso, di alcuni avvenimenti significativi, nella pluralità dei punti di vista e nel superamento di alcune distorsioni, mistificazioni e manomissioni intercorse negli anni successivi. Il progetto ha preso avvio nel 2015 su iniziativa e coordinamento del Comune di Palmanova, capofila dell’iniziativa, nell’ambito delle celebrazioni per i cento anni dalla Prima Guerra mondiale e si è concluso nel 2019-2020 con la fase di raccolta documentale sull’esperienza maturata.

OLTRECONFINE è stato un progetto “dal basso”, articolato in più fasi per ogni annualità: la prima prevedeva incontri con la cittadinanza in serate-forum animate da cori, bande e gruppi culturali locali e aperte all’intervento di esperti storici e semplici cittadini che hanno portato memorie, storie e materiali anche inediti; nella seconda, il direttore artistico ha rielaborato tutto questo in forma drammaturgica attraverso laboratori teatrali cui hanno partecipato i cittadini stessi, molti dei quali alla loro primissima esperienza teatrale; infine il tutto è stato “restituito” da questi stessi cittadini in forma di spettacolo, replicato in ogni Comune partecipante al progetto. I Comuni coinvolti, e sostenitori con proprie risorse del progetto, sono stati 12 in avvio e dal secondo anno 17, evidenziando l’ampio coinvolgimento di un territorio legato alle drammatiche vicende del “confine” e del suo essere storicamente “oltre”.

Ora quel percorso è raccolto in una pubblicazione in tre volumi – ciascuno dedicato ad uno degli anni di guerra – che si può acquistare in formato cartaceo contattando direttamente l’associazione Cikale Operose (cikaleoperose@gmail.com) oppure online su Amazon in versione cartacea o in ebook (www.amazon.it/dp/B08CZXFYQG/).

Info su www.oltreconfine-ww1.eu

 

«Il volume OLTRECONFINE intende raccontare storie di uomini e donne, la gente comune di paese all’epoca della Grande Guerra – evidenziano Francesco Accomando, Giampaolo Fioretti e Gianni Russo dello staff di direzione – nell’idea di recuperare brandelli di storia, anche volutamente o inconsapevolmente dimenticati, guardando anche al nostro presente, nella consapevolezza che la memoria storica può aiutare a comprendere altri conflitti e altri confini che oggi si presentano sul nostro orizzonte; saper guardare con gli occhi della storia a quei fenomeni epocali, a quelle tensioni politiche e culturali, locali, nazionali e internazionali, che si dovranno superare, per arrivare a ricucire strappi e a rafforzare una cultura della pace e della convivenza sulla strada della costruzione di una vera Europa dei popoli e dei cittadini».

«La consapevolezza della Storia, originatasi sui drammi delle popolazioni, risulta essere l’unico strumento in grado di incidere sul presente e di proiettarne le attese sul futuro. I destinatari principali del progetto sono le nuove generazioni che, attraverso la scuola, saranno i depositari della Memoria di questi luoghi – rimarcano il sindaco di Palmanova Francesco Martines e il vicesindaco Adriana Danielis – In questo percorso è apparso indispensabile il coinvolgimento del territorio, delle sue risorse umane e materiali e dei luoghi della memoria, dove poter rielaborare il dramma collettivo per ritrovare i valori della solidarietà e della cooperazione. Un dovuto ringraziamento va a tutte le Amministrazioni comunali che hanno creduto in questo progetto, articolato e complesso, ma originale e unico nel suo genere e a tutte le figure che a vario titolo hanno  donato il loro tempo, competenze e passione»

OLTRECONFINE è un progetto partecipato che ha riunito i cittadini e le associazioni di 17 comuni del FVG per quattro annualità: Palmanova (capofila), Aiello del Friuli, Bagnaria Arsa, Bicinicco, Campolongo Tapogliano, Castions di Strada, Chiopris Viscone, Gonars, Medea, Romans D’Isonzo, Ruda, San Vito al Torre, Santa Maria La Longa, Torviscosa, Trivignano Udinese, Villesse, Visco. Tutti territori che, nel 1915, si trovarono “presi in mezzo” dalla guerra, essendo suddivisi tra Impero Austro-Ungarico e Regno d’Italia.

 

www.oltreconfine-ww1.eu




Niccolò Fabi, Lercio, Marina Rei e molto altro per “Voci per la libertà” 2020

VOCI PER LA LIBERTÀ – UNA CANZONE PER AMNESTY” CON LERCIO, NICCOLÒ FABI, MARINA REI, MEGANOIDI, MARGHERITA VICARIO

IL 25 LUGLIO AD ADRIA, IL 31 LUGLIO, 1 E 2 AGOSTO A ROSOLINA MARE

NEL CONTEST PER EMERGENTI IN LIZZA: MATTIA BONETTI, ENNESIMO PIANO B, ASSIA FIORILLO, H.E.R., ADRIANA IÈ, NUJU, MICAELA TEMPESTA, AGNESE VALLE

La musica torna a fondersi con i diritti umani nella 23a edizione di “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”, che si snoderà per quattro giorni nella provincia di Rovigo: il 25 luglio ad Adria, il 31 luglio, 1 e 2 agosto a Rosolina Mare.

In programma ci saranno Niccolò Fabi, Marina Rei, Margherita Vicario, i Meganoidi, la satira di Lercio e le finali del Premio Amnesty nella sezione emergenti. Il contest, dedicato a brani con tematiche legate ai diritti umani, vedrà in lizza Mattia Bonetti, Ennesimo Piano B, Assia Fiorillo, H.E.R., Adriana Iè, Nuju, Micaela Tempesta e Agnese Valle.

Si partirà sabato 25 luglio con una anteprima ad Adria in Piazza Cavour con i Meganoidi, storica post punk band genovese, e, in apertura, The Boylers.

Da venerdì 31 luglio a domenica 2 agosto l’arena di Piazzale Europa a Rosolina Mare per tre giorni ospiterà le semifinali e la finale del concorso con importanti ospiti. Nella prima serata ci sarà la giovane e ormai affermata Margherita Vicario, che con il brano “Mandela” è stata nelle nomination di quest’anno per il Premio Amnesty ai Big, mentre per il contest si affronteranno H.E.R. da Roma con “Il mondo non cambia mai”, Adriana Iè da Verona con “Bumaye”, i Nuju da Reggio Emilia con “La nostra sicurezza”, Micaela Tempesta da Napoli con “4M3N”.

Sabato 1 agosto sarà la volta di un nome affermato della musica italiana come Marina Rei, appena uscita con un nuovo album di inediti, “Per essere felici”. Nella semifinale del contest si confronteranno Mattia Bonetti da Fosdinovo (Massa Carrara) con “Exarchia”, gli Ennesimo Piano B da Potenza con “Ultima stagione”, Assia Fiorillo da Napoli con “Io sono te”, Agnese Valle da Roma con “La terra sbatte”.

Ma il festival non ospiterà solo musica: nelle serate di venerdì e sabato ci sarà spazio infatti anche per gli interventi di Lercio Live, lo spettacolo ideato e scritto dal famoso sito satirico italiano.

Gran finale poi domenica 2 agosto con l’assegnazione del Premio Amnesty International Italia nella sezione Big a Niccolò Fabi per il brano “Io sono l’altro”, contenuto nell’album “Tradizione e tradimento”. Nel pomeriggio alle 18 Fabi e il presidente di Amnesty International Italia Emanuele Russo incontreranno pubblico e giornalisti nell’attiguo Centro congressi. In serata ci sarà anche la finale del premio per gli emergenti con i cinque migliori artisti delle due semifinali.

Oltre al vincitore assoluto, cui andrà anche un bonus offerto da Noise Symphony Music e Indieffusione che prevede la distribuzione e la promozione di un singolo, verranno assegnati un premio della critica ed uno del pubblico. A uno dei brani finalisti andrà poi il premio “Il migliore per noi” di Viva La Radio! Network, con passaggi radiofonici in alta rotazione per tre mesi.

La giuria tra semifinali e finali sarà formata da: Giò Alajmo – Spettakolo.it, Marco Cavalieri – Radio Elettrica, Francesca Cesarotti – Amnesty Italia, Francesca Corbo – Amnesty Italia, Silvia D’Onghia – Il Fatto quotidiano, Massimo Della Pelle – Rete dei Festival, Enrico Deregibus – giornalista, Michele Lionello – Voci per la Libertà, Ivan Malfatto – Il Gazzettino, Gianluca Mura – Radio41, Angelo Pangrazio – Tgr Veneto, Francesco Pozzato – Voci per la Libertà, Silva Rotelli – Inalienabile, Emanuele Russo – Amnesty Italia, Adila Salah – Indieffusione/Noise Symphony, Giordano Sangiorgi – Mei Meeting Etichette Indipendenti, Emanuele Scatarzi – Viva La radio! Network, Andrea Sesta – Lercio, Francesco Tragni– Radio Popolare.

A condurre le tre serate saranno gli storici presentatori Savino Zaba e Carmen Formenton, mentre, come già lo scorso anno, lo slogan di Amnesty International Italia sarà “Sui diritti non si torna indietro”, per ribadire la centralità dell’impegno in favore dei diritti di tutte e di tutti. Durante le serate del festival si potranno sottoscrivere questi appelli: “Il sesso senza consenso è stupro!”, “Fermiamo la detenzione e la tortura di rifugiati e migranti in Libia”, “Libertà per Patrick Zaki”, “Verità per Giulio Regeni”

Michele Lionello, il direttore artistico di Voci per la Libertà, afferma: “Il festival è ormai alle porte e nonostante le grandi difficoltà siamo riusciti a confermare questo attesissimo evento a livello nazionale. È una decisione che vuol essere un messaggio di speranza e di impegno in tempi quanto mai incerti. Un programma artistico che a fianco di Amnesty International propone il sostegno a favore di importanti campagne internazionali contro ingiustizie, violenze e discriminazioni, stimolando alla relativa sensibilizzazione”.

Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria sul sito: https://www.eventbrite.it/o/voci-per-la-liberta-30579724078

IL PROGRAMMA COMPLETO

Sabato 25 luglio ore 21.30 ad Adria, piazza Cavour:

anteprima Voci per la Libertà con MEGANOIDI e The Boylers

Venerdì 31 luglio ore 21.00 a Rosolina mare, piazzale Europa:

in concorso H.E.R., ADRIANA IÈ, NUJU e MICAELA TEMPESTA, ospiti LERCIO LIVE e MARGHERITA VICARIO

Sabato 1 agosto ore 21.00 a Rosolina mare, piazzale Europa:

in concorso MATTIA BONETTI, ENNESIMO PIANO B, ASSIA FIORILLO e AGNESE VALLE, ospiti LERCIO LIVE e MARINA REI

Domenica 2 agosto ore 18.00 a Rosolina mare, Centro Congressi:

incontro pubblico con EMANUELE RUSSO e NICCOLÒ FABI.

Domenica 2 Agosto ore 21.00 a Rosolina mare, piazzale Europa:

finali concorso con i migliori cinque artisti delle semifinali e Premio Amnesty International Italia, sezione Big, a NICCOLÒ FABI

Tutti gli aggiornamenti su: www.vociperlaliberta.it

Un’iniziativa di: Associazione Voci per la Libertà, Amnesty International Italia, Arte per la Libertà

Con il contributo di:
CGIL Rovigo, CISL Padova e Rovigo, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando “Eventi culturali”.

Partner tecnici:
ARS audio & light, Idee Grafiche, Press4All, Mei – Meeting degli Indipendenti, OPS Group, Rete dei Festival, Studioartax, Musplan.

Media partner:
FunnyVegan, ViaVaiNet, Collettiva, Noise Symphony, Indieffusione, REMweb.

Radio partner:
Radio Popolare, Radio 41, Viva La Radio! Network, Atom Radio, IwebRadio, Oradio.it, Radio Atlanta, Radio Bellissima, Radio Bla Bla network, Radio Città Benevento, Radio Eco Sud, Radio Elettrica, Radio Garda, Radio L’Olgiata, Radio Michelle, Radio Pico, Radio Ragusa, Radio Sanremo, Radio Sardinia, Radio Sette Asiago, Radio stereo 5, Rt Radio Terapia, Studio Emme Network, Studio Tre Radio, Studio Uno Abruzzo, UnicaRadio, Webradio 63, Consulenza Radiofonica, Fare Radio.




ANA-THEMA: DALL’ISOLA CHE NON C’E’ AL CASTELLO DI UDINE PROSEGUE LA TOURNEE DI PETER PAN

Domani, sabato 18 luglio, alle 17.30 seconda replica a Venzone (sold out)
Domenica 19 luglio alle 21 al Castello di Udine (sold out)
Prossime tappe, tutte con prenotazione obbligatoria, a Cimolais (Pn),
Osoppo (Ud), Borgo Belluna (Bl) e Brendola (Vi)
Dall’Isola che non c’è alla Grotta Gigante di Sgonico (Ts) fin sul colle del Castello di Udine il cammino, o meglio il volo viste le capacità magiche del protagonista, non deve essere stato facile per Peter Pan e i suoi più fedeli amici. Un viaggio reso però possibile grazie all’inventiva e alla capacità di riscoprire sempre storie nuove della compagnia Anà-Thema Teatro.
Dopo il debutto in prima assoluta nelle profondità della cavità carsica e dopo una prima replica, domani, sabato 18 luglio alle 17.30, a Venzone, gli attori della compagnia, propongono domenica 19 luglio alle 21 sul colle del Castello di Udine, un’altra tappa di “Peter Pan”, la celebre storia del “ragazzo che non voleva crescere”. Due serate, quella di Venzone e quella di Udine, che hanno già fatto registrare il tutto esaurito.
Un buffo Capitan Uncino, Peter Pan, Wendy, Campanellino, il fedele Spugna, i bimbi sperduti, il coccodrillo e molti altri faranno rivivere al pubblico, per la regia di Luca Ferri, le avventure e le atmosfere magiche dell’opera di James Matthew Barrie.
A Udine, il pubblico potrà incontrare i protagonisti della storia in suggestivi luoghi del compendio, tra scorci romantici e scenografie offerte dal fascino di angoli spesso sconosciuti e ricchi di storia. Le norme di sicurezza dovute al rispetto del distanziamento interpersonale per il contenimento dell’epidemia di Covid-19 hanno cambiato la formula ormai rodata dello spettacolo itinerante, ma non per questo sarà meno avvincente. Non sarà più il pubblico, infatti, a raggiungere di volta in volta le “stazioni” dove incontrare i personaggi della storia, ma saranno quest’ultimi a raggiungere gli spettatori suddivisi in gruppi in diverse location in attesa dell’arrivo degli attori.
Dopo le prime tre date, la tournée dello spettacolo proseguirà il 26 luglio alle 16.30 a Cimolais (PN), il 9 agosto alle 17.30 a Osoppo (UD), il 22 agosto a Borgo Belluna (BL) e il 27 agosto a Brendola (VI). La prenotazione è obbligatoria telefonando al 3453146797 o inviando una email all’indirizzo info@anathemateatro.com.



Peter Sagan canta l’Amore Infinito per il Giro d’Italia

Dopo essersi immerso nella cultura italiana alla Pinacoteca di Brera, cimentato ai fornelli come “Chef Sagan” e inventato sarto nell’Atelier di Ermenegildo Zegna con il Sindaco di Milano Giuseppe Sala a fargli da modello, il fuoriclasse slovacco della BORA – hansgrohe si diletta cantando “un’aria” classica sotto la doccia per poi ritrovarsi sul palco del principale teatro d’opera di Milano.

DALLA PINACOTECA DI BRERA ALLA SCALA PASSANDO PER LA BUONA CUCINA E LA MODA

Dopo anni di studio e preparazione sulle eccellenze e talenti italiani universalmente riconosciuti, finalmente Peter Sagan è pronto per dimostrare quanto sia diventato esperto di Italia: Arte, Musica, Cucina, Moda. Un viaggio nel cuore dei punti di forza del Bel Paese, dando visibilità a luoghi e talenti italiani, dalla Pinacoteca di Brera, al Teatro alla Scala, passando per l’atelier Ermenegildo Zegna, e la tradizione culinaria.

Peter è pronto per il Giro d’Italia

Guarda il video cliccando qui o sull’immagine. Per scaricare il video, clicca su questo link.

QUARTA PUNTATA: SAGAN TENORE
Dove: Teatro Alla Scala. La scena inizia con Peter sotto la doccia, dopo un allenamento, mentre canticchia “un’aria” classica.
Si sta preparando per il grande giorno. La scena cambia e Peter cammina in Galleria Vittorio Emanuele e raggiunge il Teatro alla Scala: si sente pronto per il debutto.

#Giro
#PeterIsReady