ESSENZE TEMPORALI – la nuova stagione del TSS

Essenze temporali – Meravigliosa fase 2  è il titolo della stagione 2020/2021 del Teatro Stabile Sloveno, che connette l’attuale ricerca dell’essenza delle cose e il risveglio dei sensi in suggestive associazioni che faranno parte dei contenuti di un programma capace di risvegliare in maniera tangibile tutti i sensi.

Il direttore Danijel Malalan ha ideato una stagione che dopo una lunga pausa forzata invita il pubblico a ritornare in sala con la forza di storie moderne ed eterne, che vivono tra il quotidiano e l’ideale, parlano in modo sorprendente ai sensi e li vestono di impressioni sofisticate, a tratti glamour, che invitano a salire sulla »nuvola« della sfaccettata arte teatrale, sulla quale soffierà il vento del canto e della musica.

I personaggi che nella scorsa stagione, caratterizzata dall’omaggio alle donne, non sono saliti sul palco a causa dell’interruzione dell’attività, riappariranno con sorprendenti assonanze tra i fili dei nuovi personaggi.  Così ad esempio l’eroina ante litteram dei diritti delle donne, la pittrice Artemisia Gentileschi, troverà un dialogo inaspettato con la stilista Coco Chanel, che ha liberato le donne da convenzioni e corsetti. Su questa linea si posizionerà anche una donna del nostro tempo, Vita (Meravigliosa) con la sua scelta di essere single in una società frenetica e nevrotica. La musica sarà parte della drammaturgia di quest’ultimo spettacolo, ma avrà un ruolo ancora più ampio con l’eccezionale apertura della stagione nel segno della nuovissima coproduzione dei teatri del litorale Un secolo di musical.  Questo show con i più grandi successi di un secolo di teatro musicale conquisterà il pubblico con danza, musica e canto dal vivo. Saliranno sul palco la nota cantante pop slovena Tinkara Kovač, uno dei maggiori interpreti di musical in Repubblica Ceca Petr Gazdik, gli attori del teatro sloveno di Trieste Lara Komar e Primož Forte, gli attori triestini della compagnia di Nova Gorica Patrizia Jurinčič e Jure Kopušar e ancora Anja Drnovšek e Rok Matek dal teatro di Capodistria. Il regista è Stanislav Moša, artista di riferimento nel campo del musical sui palcoscenici cechi e sloveni. Il direttore è invece il poliedrico Patrik Greblo, che ha già ottenuto con tutto il cast un grande successo all’anteprima dello spettacolo nell’ambito del Festival estivo del litorale.




LIGNANO, INCONTRI CON L’AUTORE E CON IL VINO: DA GIOVEDì 9 LUGLIO UN’ESTATE D’AUTORE

Con l‘estate non poteva mancare, nel cartellone culturale di Lignano, la storica rassegna degli “Incontri con l’Autore e con il vino” di Lignano Pineta, promossa dall’Associazione Lignano nel Terzo Millennio e curata dallo scrittore Alberto Garlini e dal tecnologo alimentare Giovanni Munisso. Dal 9 luglio al 3 settembre, ogni giovedì alle 18.30 appuntamento con alcuni dei maggiori protagonisti della scena letteraria nazionale: Corrado Augias, Paola Cadelli, Mauro Corona, Enrico Galiano, Gennaro Sangiuliano, Nadia Terranova, Ilaria Tuti, Gian Mario Villalta, Christoph Winter e Ruth Frei-Javurek.

Per il mese di luglio gli incontri saranno digitali e trasmessi in diretta streaming sulla pagina Facebook Lignano Pineta e sul Gruppo Facebook Scrittori a domicilio, un Gruppo social nato dall’8 marzo con un obiettivo: essere la rete delle presentazioni virtuali degli scrittori italiani. Uno spazio quindi di condivisione e di confronto per conoscere e valorizzare le novità editoriali.

Dal 6 agosto, invece, gli incontri torneranno ad essere anche dal vivo nel consueto spazio al PalaPineta nel Parco del Mare.

Come sempre, ai libri saranno abbinati i grandi vini del Friuli Venezia Giulia. La rassegna infatti, ha l’obiettivo di dare una risposta alla crescente domanda di cultura espressa dai turisti e alla curiosità di conoscere meglio i vini tipici del nostro territorio.

Questa edizione, inoltre, sarà espressione del Protocollo d’Intesa tra i Comuni di Lignano Sabbiadoro e di Pordenone per la valorizzazione e promozione di progetti culturali e turistici integrati sul territorio.

«Questa convenzione è stata firmata dai sindaci Luca Fanotto e Alessandro Ciriani – dichiara Ada Iuri, assessore alla cultura di Lignano Sabbiadoro – per una condivisione di progetti tra i nostri due comuni. Dopo la collaborazione con pordenonelegge, questo legame tra i nostri territori si rinsalda agli Incontri con l’autore e con il vino, dove tra i protagonisti ci saranno anche quattro autori pordenonesi».

«Da tempo cultura e turismo dialogano e lavorano assieme, supportandosi a vicenda – affermano gli assessori Guglielmina Cucci e Pietro Tropeano del Comune di Pordenone – : che lo facciano creando una connessione tra città e mare, ambiente urbano e ambiente naturale è un ulteriore passo avanti. E’ per noi dunque motivo di grande soddisfazione questa collaborazione tra Pordenone e Lignano su questo doppio binario, nell’ambito del protocollo d’intesa che ci lega al comune di Lignano e che ci permetterà di creare un bellissimo percorso assieme iniziando proprio da questa importante rassegna lignanese che vedrà protagonisti alcuni dei migliori autori del nostro territorio. Un grazie all’assessora Ada iuri per la disponibilità, a pordenonelegge e ad Alberto Garlini curatore della manifestazione e all’Associazione Lignano Nel Terzo Millennio che da anni promuove l’evento».

Il via degli Incontri con l’autore e con il vino 2020 giovedì 9 luglio con la presentazione di “Lignano Pocket-Guide” (MyMorawa) di Christoph Winter e Ruth Frei-Javurek, una guida per conoscere la località balneare e i suoi luoghi nascosti, con informazioni per svariati destinatari: gli autori rispondono alle domande più frequenti della community online fornendo delle proposte affinché la vacanza a Lignano sia un momento clou.

Affiancherà la presentazione della guida, il racconto sensoriale e degustazione virtuale di un vino dell’azienda Le Due Torri Winery, di Corno di Rosazzo.

Si prosegue il 16 luglio con l’ultimo libro di Gennaro Sangiuliano, “Il nuovo Mao. Xi Jinping e l’ascesa al potere nella Cina di oggi” (Mondadori). In pagine avvincenti e ben documentate, l’autore ripercorre le tappe più significative della biografia del leader cinese e – nel raccontare la sua vita –compie anche un’ampia ricognizione sulla storia della Cina del Novecento.

Giovedì 23 luglio, appuntamento con Corrado Augias e il suo “Breviario per un confuso presente” (Einaudi). Prendendo spunto dai temi e dai problemi con cui ci confrontiamo ogni giorno, attraverso la lettura di autori prediletti come Spinoza e Montaigne, Augias ricollega il presente al passato e alle cause che l’hanno provocato, rendendo piú comprensibile e meno ansioso l’orizzonte degli eventi.

Il 30 luglioNadia Terranova racconterà “Come una storia d’amore” (Perrone), in cui le protagoniste sono tutte donne: di età diversa, sono accomunate dal vivere nella periferia di Roma, una Roma che non è la loro città d’origine, ma in cui sono approdate a un certo punto, senza mai avere la forza o la voglia di staccarsene

Giovedì 6 agosto si torna al PalaPineta e agli incontri anche live con Gian Mario Villalta e il suo nuovo e potente romanzo “L’apprendista” (SEM). Un intreccio vertiginoso di vicende personali, desideri, rimpianti e paure che convocano la vita di tutto un paese, in una lingua che fa parlare la realtà vissuta.

L’appuntamento della rassegna estiva di Lignano verso ferragosto, è caratterizzato da anni dalla presenza di Mauro Corona, che giovedì 13 agosto parlerà in anteprima del suo nuovo straordinario romanzo “Fegato” in uscita nei prossimi mesi per Mondadori.

Il 20 agosto torna a Lignano il professore che dà voce a un’intera generazione di adolescenti, Enrico Galiano, con “Dormi stanotte sul mio cuore” (Garzanti), un nuovo libro pronto a lasciare il segno. Bisogna fidarsi dell’istinto e credere al proprio cuore. Ovunque ci conduca, vale la pena di seguirlo.

Giovedì 27 agostoIlaria Tuti presenta “Fiore di roccia” (Longanesi), in cui celebra il coraggio e la resilienza delle donne, la capacità di abnegazione di contadine umili ma forti nel desiderio di pace e pronte a sacrificarsi per aiutare i militari al fronte durante la Prima guerra mondiale. La Storia si è dimenticata delle Portatrici per molto tempo.

Gran finale il 3 settembre con Paola Cadelli con “Il giardino delle verità nascoste” (L’Asino d’oro). La storia di Nora, ricostruita per la prima volta da Lorenzo, lo scrittore, intrecciata a un continuo susseguirsi di fatti storici realmente accaduti e di antiche leggende, è il filo conduttore del romanzo, un sentiero accidentato e faticoso ma che porterà ognuno dei personaggi a ritrovare la propria identità e affettività.

Gli Incontri con l’autore e con il vino sono organizzati dall’Associazione Culturale Lignano nel Terzo Millennio e curati da Alberto Garlini e Giovanni Munisso. La segreteria organizzativa è affidata alla Fondazione Pordenonelegge. La manifestazione e le iniziative collegate (corso di scrittura creativa, cene con l’autore, Enotour) hanno il sostegno di Città di Lignano Sabbiadoro – Assessorato alla Cultura, PromoTurismoFVG, Regione Friuli Venezia Giulia, Civibank, Società Lignano Pineta, Porto Turistico Marina Uno, Hotel Ristorante President Lignano, Ma.in.cart., Marina Punta Verde, MD Frigo Service, Nuova Saldotermica, V.D.E., Dersut Caffè, Nosella Dante, Toscano Forme, Panificio Pasticceria Gobatto, Koki, Lignano Banda Larga e Legnolandia.

www.lignanonelterzomillennio.it




Il biopotere nel pensiero di Callicle

Callicle (Atene, V secolo a. C. – forse seconda metà del V secolo a. C.) è un misterioso sofista, è il principale interlocutore di Socrate nel Gorgia di Platone. La sua figura di giovane ateniese aristocratico e dalle idee antidemocratiche ha indotto gli interpreti a porre varie ipotesi sulla sua identità: oltre al Gorgia, infatti, di Callicle non si hanno notizie in altri testi.

Secondo Callicle le leggi sono soltanto degli artifici che hanno lo scopo di difendere i meno forti, vale a dire quelli con capacità inferiori, ma dall’altra parte ostacolano il raggiungimento del proprio bene da parte dei più forti. Nel corso del dialogo tra Socrate e Callicle, il giovane ateniese, messo più volte in difficoltà dal filosofo, decide sdegnosamente di abbandonare la discussione, lasciando campo libero all’avversario che può terminare da sé il proprio ragionamento, dimostrare che è meglio scegliere una vita morigerata dedita alla filosofia e alla virtù, e narrare un mito escatologico in cui vengono ribaditi questi principi.

Però molti hanno frainteso la filosofia di Callicle. Perché quando Callicle parla dei più forti, sostiene che i più forti sono quelli che riescono a “estroflettere” qualcosa che possa avere una propria autonomia della vita. Sono quelli che hanno la virtù. (Platone, Gorgia 489 c3, 490 a8, 489 e5, 483 c2. Il traduttore italiano F. Antorno non traduce nel testo greco originale la frase (πλέον έχειν) che significa “un avere di più”, frase molto importante per la filosofia di Callicle.

La forza della politica funziona più come volontà politica, come arte, o scienza, attraverso cui la pluralità riesce convivere. Callicle vede la politica nel suo significato essenziale e anzitutto vede l’esperienza del limite. Crede che l’uomo sia forte, perché l’uomo è la volontà della verità. L’uomo così diventa un concetto della realtà transeunte e particolare su cui bisogna agire. E con la sua libera volontà può e deve crearsi il suo mondo.

Questa forza non è una forza deterministica dell’attività umana, ma è lume che fa discernere il bene dal male, è la volontà che aiuta a risollevare i valori crollati, regola che disciplina le cose perché non vadano contro la loro natura. L’uomo è postulato da Callicle attivo e impegnato nell’azione con tutte le sue energie, virilmente consapevole delle difficoltà che ci sono e pronto ad affrontarle e superarle. Secondo Callicle dove vi è una volontà vi è una strada.

Le sconfinate forze dell’azione, delle passioni, dell’intuizione, della fede, convergono in esso, in un’integrità armonica nella quale l’uomo si completa. La volontà umana possiede di guidare la realtà, di piegarla ai propri orientamenti, di farsi artefice della storia. Però qualunque potere è fatto dall’Egemonia del Principe. La potenza, infatti, indica la semplice possibilità di un ente di tradursi in un atto che può realizzarsi o meno.

La concomitanza fra il pensare e il fare c’è anche nella filosofia di Stirner, e nella filosofia di Tommaso d’Aquino. La verità è semplicemente ciò che è, è l’esistenza unica dell’azione e proprio della forza, secondo Stirner. Il fondamento su cui poggia l’unico, il singolo effimero ed immediato, è la sua stessa esistenza fisica e concreta, la sua vita che si dissolve e si consuma. Ma anche la verità, secondo la definizione di Tommaso d’Aquino, è nella corrispondenza del pensiero con l’azione, ed è vera solo la formula di quei movimenti i cui fatti politici sono contestuali all’elaborazione dottrinaria.

Tuttavia, la figura di Callicle ha rivestito un ruolo importante nella storia della filosofia, soprattutto nel pensiero di Friedrich Nietzsche che trovò l’arrembante giovane ateniese ben più persuasivo del sileno Socrate. “Dio è morto”, proclama Nietzsche, operando un totale azzeramento di valori che decreta il rifiuto assoluto di ogni ideale e valore su cui la civiltà ha costruito per secoli la propria regola di comportamento.

L’irruzione del nichilismo tradisce il nulla che ne era il fondamento nascosto; la terra si snatura e va verso la sua decadenza: se Dio è morto non ha più senso parlare di bene e di male, di giusto e di ingiusto, la verità stessa è labile, perché chi dovrebbe conoscerla o constatarla ha perso il potere di ri-conoscerla e fissarla come contenuto di coscienza. L’uomo è stato ridotto a contenitore di coscienza storica, passivo spettatore degli eventi, incapace di vivere il presente. Il sapere non fine a se stesso, ma preludio dell’utile, la storia che grava sulle spalle della società moderna, vanno combattuti perché impediscono all’uomo di “fissarsi sulla soglia dell’attimo”.

Il processo di soggettivazione caratteristico dell’epoca moderna è visto da Foucault come estensione, come tecnica principale del potere; una forma di potere che “è rivolta all’immediata vita quotidiana che categorizza l’individuo, lo segna della sua individualità, lo fissa alla sua identità, gli impone una legge di verità che egli deve riconoscere e che altri devono riconoscere in lui.”

Il nocciolo del potere è il “biopotere”, il potere che si esercita positivamente sulla vita, nel senso che la gestisce, la potenzia, la plasma riuscendo a regolarla e controllarla in modo sempre più capillare e preciso. Il potere è una relazione fra individui e la società è attraversata da rapporti di potere: ogni rapporto sociale è un rapporto di potere perché il soggetto, animato da volontà di potenza, è per sua natura polemico e guerreggiante. Suo oggetto è il corpo dell’individuo e il corpo-specie della popolazione; le discipline del corpo e i saperi che mirano a regolare la popolazione costituiscono i due poli attorno ai quali si è sviluppata l’organizzazione del potere sulla vita.

Apostolos Apostolou

Scrittore e Prof. di Filosofia