Udinese beffata al 97′

Quasi un match ball per l’Udinese che dopo l’ottimo successo di Roma prova a mettere 9 punti di vantaggio sulla terz’ultima nel più classico scontro salvezza contro un Genoa a +1 sulla stessa posizione.

3-5-2 per entrambe le squadre. Friulani con Musso in porta, Troost-Ekong, Nuytinck e Samir in difesa, metà campo con Larsen, De Paul, Jajalo, Fofana e Sema con Lasagna e Nestorovski in avanti. Per il Genoa Perin fra i pali, Goldaniga, Romero e Masiello che compongono la linea difensiva, Biraschi, Behrami, Lerager, Sturaro e Cassata in media con Falqué e Sanabria in attacco.

Primo squillo dopo 2 minuti con una punizione di Iago Falquè su cui è bravo Musso a deviare in angolo. La prima frazione di gioco scivola via in modo non particolarmente vivace con un’Udinese che conduce il match e il Genoa che prova a difendersi. Al 19’ primo tentativo di De Paul, ma la conclusione è poco precisa. Dieci minuti più tardi palla di Fofana per Lasagna che da posizione defilata va al tiro ma Perin si salva in angolo. Fine di tempo con bianconeri in pressione ma senza grossi pericoli. Al 44’ cross di De Paul per la testa di Fofana che gira bene un pallone sul quale Perin non può nulla, bianconeri in vantaggio.

Ripresa sulla falsa riga dei primi 45 minuti. Primo tentativo per gli ospiti con Iago Falqué che in 60 secondi prova la conclusione da centro area, deviata in angolo, e poi dal corner cerca di sorprendere Musso ma non trova la porta. Udinese pericolosa con De Paul che va al tiro senza trovare la porta. Al 73’ grande azione bianconera con Lasagna che porta palla, la cede a Fofana, palla ancora a Lasagna che controlla e va al tiro di sinistro trovando una sassata che fulmina Perin. Contropiede Udinese con tiro ancora di Lasagna, ci arriva Perin che evita la terza rete bianconera. Partita finita? Sembra ma invece no: all’81’ dal nulla Pinamonti per Pandev che dal limite trova un tiro di destro che si insacca alle spalle di Musso. Il Genoa sembra non crederci molto ma attacca senza creare occasioni pericolose. Al 96’ l’episodio decisivo: fallo di Zeelager, entrato nella ripresa, su Biraschi e rigore concesso dall’arbitro Orsato. Sul dischetto di presenta Pinamonti sulla cui battuta arriva Musso, ma è lo stesso attaccante genoano a tornare per primo sul pallone ed insaccare per il 2 a 2 che sa di beffa per gli uomini di Gotti.

Udinese che ha giocato una buona gara ma ha buttato letteralmente via due punti che avrebbe fatto toccare la soglia dei 34 punti. Solo 7 quindi i punti di vantaggio sul Lecce in una settimana che vede in programma gli scontri diretti con la SPAL a Ferrara e fra le mura amiche con l’altra genovese, la Sampdoria per provare a chiudere il discorso salvezza.

Immagine tratta da www.legaseriea.it

Dall’inviato a Udine

Rudi Buset

rudibuset@live.it

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IL Far East Film Festival 22 Incorona la Cina: Gelso d’Oro a Better Days!

25.000 voti e 3.000 accrediti da 45 paesi: ecco tutti i numeri dell’edizione digitale.

FEFF22

3000 accrediti da 45 paesi e 25.000 voti per stabilire i vincitori degli Audience Awards 2020: ecco l’edizione digitale del Far East Film Festival raccontata attraverso i numeri. E i numeri raccontano un grande successo. Sia quelli di partenza (46 titoli in line-up, tra cui 5 prime mondiali, corrispondono a decine di case di produzione che hanno accettato di puntare sul FEFF online), sia quelli finali, raccolti dopo 9 giorni di programmazione (non solo film: anche 45 dirette streaming, 38 videomessaggi dei registi, 10 conferenze stampa, senza contare tutte i meeting organizzati su Zoom dal FEFF Campus e da Focus Asia).

Il Gelso d’Oro è andato al potentissimo youth drama cinese Better Days di Derek Tsang (figlio del leggendario Eric Tsang): un’indimenticabile storia d’amore e di violenza sui banchi di scuola che si è aggiudicata anche il Gelso Nero degli accreditati Shogun. Il Gelso d’Argento è andato al debut film malaysiano Victim(s) della regista Layla Ji, presentato al FEFF 22 in prima mondiale (la Malaysia non era mai finita sul podio). Il Gelso di Cristallo è andato alla favola pop taiwanese I WeirDo di Liao Ming-yi (un’altra prima mondiale), che si è aggiudicata anche il Gelso Viola di Mymovies. Il Gelso Bianco per la migliore opera prima, deciso da una giuria internazionale (La Frances Hui, Leopoldo Santovincenzo, Mark Adams), è andato invece all’action-comedy sudcoreana Exit di Lee Sang-geun. Sudcoreana anche la menzione speciale, cioè il noir Beasts Clawing at Straws di Kim Young-hoon.

Tutti i Gelsi, ricordiamo, sono realizzati da IdeaPrototipi. «Abbiamo immaginato e poi costruito un festival vero e proprio – spiegano i responsabili, Sabrina Baracetti e Thomas Bertacche – anche se online. Siamo riusciti a realizzare un programma con titoli importanti, tante opere prime e molte registe donne. Abbiamo cercato di mantenere l’atmosfera che si crea solitamente a Udine, dove una comunità internazionale s’incontra per nove giorni da più di vent’anni. Una cosa è certa: molto di quello che abbiamo sperimentato quest’anno lo porteremo con noi al FEFF 2021. Questa volta live».

Il 90% degli spettatori ha scelto di vivere il Festival preferendo il calendario quotidiano alla semplice library on demand: questo significa che l’impervia scommessa degli organizzatori, cioè la riscrittura del modello originale, è stata ampiamente capita e condivisa. La rivoluzione del FEFF 22, d’altronde, non è consistita nel trasferimento sul web: è consistita nell’adattare ogni singola sezione, ogni singolo spazio operativo, alle leggi del web. Se il quartier generale si è trasferito “virtualmente” su MYmovies.it e “fisicamente” all’Hotel Clocchiatti Next di Udine, dove sono stati allestiti i vari set per le dirette, il Festival ha cambiato la propria sintassi ma non certo la propria anima, rimanendo una vivissima full immersion nel cuore del cinema pop asiatico (Cina, Hong Kong, Taiwan, Corea del Sud, Giappone, Filippine, Indonesia e Malaysia)!

Ma il pubblico non è stato il solo a capire e condividere il progetto, le scelte e (diciamolo) i rischi degli organizzatori: il Far East Film Festival 22 ha potuto contare anche sulle istituzioni pubbliche e sugli sponsor privati, trovando ancora una volta sul territorio un aiuto essenziale per poter andare lontano. Per poter continuare un volo iniziato nel 1998 con Hong Kong Film, padre storico del FEFF. A fare simbolicamente da ponte tra l’avventurosa edizione “virtuale” del 2020 e la prossima, già programmata dal 23 aprile al 1° maggio 2021, un prezioso documento “fisico”: il catalogo bilingue del FEFF 22, che gli organizzatori hanno (appunto) voluto stampare. 255 pagine di schede, saggi e interviste per lasciare un ricordo tangibile di questo viaggio e non soltanto una colorata scia di pixel.