Quando il coronavirus diventa arte

G.W.F. Hegel nella raccolta titolata “Estetica” (Aesthetik, 1820) spiegava: “L’arte dal lato della sua suprema destinazione è e rimane per noi un passato. Con ciò essa ha perduto pure per noi ogni genuina verità e vitalità, ed è relegata nella nostra rappresentazione più di quanto non faccia valere nella realtà la sua necessità di una volta e non assuma il suo posto superiore. Ciò che in noi ora è suscito dalle opere d’arte è, oltre il godimento immediato, anche il nostro giudizio, poiché noi sottoponiamo alla nostra meditazione il contenuto, i mazzi di manifestazione dell’opera d’arte e l’appropriatezza o meno, di entrambi…L’arte ci invia alla meditazione…La spiegazione sta nell’urgenza di un’arte come cultura e dell’adesione dell’arte alla vita.” [1]

Se possiamo dire che l’arte è l’esperienza della bellezza, questa constatazione conduce alle seguenti domante. Qual è il fattore cioè l’elemento che traduce determinate informazioni dei sensi in esperienza della bellezza? E poi, qual è l’elemento comune che rende esperienza della bellezza una determinata visione, una determinata sensazione del tatto, dell’odorato, del gusto? Ed infine, quale elemento conferisce bellezza? Quale criterio ci permette di distinguere l’arte alta dai primi e immaturi tentativi, l’artista dotato da chi è semplicemente privo di talento? Oggi non c’è nessun elemento o criterio esperienziale.

Molti dicono che nell’arte non c’è niente da vedere. E questo perché l’arte diventa iconoclastica. Un’iconoclastia moderna che non consiste più nel distruggere le immagini, ma nel fabbricare immagini, una profusione d’immagini in cui non c’è niente da vedere come disse Jean Baudrillard. «Tutto il dilemma sta in questo: o la simulazione è irreversibile, non vi è un al di là della simulazione, non è neanche più un evento, è la nostra banalità assoluta, una oscenità di tutti i giorni, siamo nel nichilismo definitivo e ci prepariamo a una ripetizione insensata di tutte le forme della nostra cultura in attesa di un altro evento imprevedibile – ma da dove potrebbe venire? Oppure vi è comunque un’arte della simulazione, una qualità ironica che risuscita ogni volta le apparenze del mondo per distruggerle. Altrimenti l’arte si limiterebbe ormai, come fa spesso oggi, ad accanirsi sul proprio cadavere. Non bisogna aggiungere la stessa cosa alla stessa cosa, e cosi via en abîme: questa è la simulazione povera. Bisogna che ogni immagine tolga qualcosa alla realtà del mondo che in ogni immagine qualcosa sparisca, ma senza cedere alla tentazione dell’annientamento, dell’ entropia definitiva, bisogna che la sparizione resti viva – è questo il segreto dell’ arte e della seduzione. Vi è nell’arte – nell’arte contemporanea come pure probabilmente, nell’arte classica – un duplice postulato, dunque una duplice strategia. Una pulsione di annientamento, di cancellazione di tutte le tracce del mondo e della realtà, e una resistenza contraria a tale pulsione. Stando alle parole di Michaux, l’artista è “colui che resiste con tutte le sue forze alla pulsione fondamentale a non lasciare tracce”…» (vedi: Jean Baudrillard Illusione, disillusione, estetiche. Edizione Sintomi, traduzione di Laura Guarino).

La domanda è: viviamo la fine dell’arte? o viviamo la morte della fantasia? Il passaggio in una società dello spettacolo e in una società dell’informazione, ha portato la morte della fantasia, la morte dell’immaginario. La morte (la morte della fantasia) non è un destino oggettivo, ma un appuntamento. Neppure lei può recarvisi, perché è lei questo appuntamento, ossia la congiunzione allusiva dei segni e delle regole che fanno il gioco. La morte è solo un elemento innocente, e questa è l’ironia segreta del racconto, che lo rende diverso da un apologo moralistico o da una banale storia di pulsione di morte, e fa si che lo si consideri un motto di spirito, nella sublimità del piacere”.

Eppure, questi ultimi mesi che viviamo l’ esperienza della pandemia di coronavirus, l’ arte trova la  tematica che collega atre e vita. La pandemia ha dato una nuova ispirazione agli artisti. Cosi gli artisti si avvicinano la nuova realtà, scalpellano i drammatici eventi della pandemia, le crepe della morte, la volontà che sorge lentamente per la vita che vincerà. Scalpellano il desiderio la necessità, e la vera perdita.

E gli artisti al tempo del coronavirus che cosa possono fare? Gli artisti vengono ispirati da icone delle ultime esperienze. L’arte – con gli artisti che descrivono la nuova realtà del virus -, non diventa uno slogan per il coronavirus ma il motto per una speranza che possiamo vivere, nonostante il virus. L’arte non è il miglior sonnifero, e questo perché l’arte è una preparazione.

L’arte non vuole la vita come un’argomentazione, non vuole una vita gravata dalla paura e una vita piena d’inevitabile disperazione, cioè una vita che scivolava sul telaio nero. L’arte non s’identifica come l’angoscia ma si autodefinisce come domanda, perché chiama la vita.

Così artisti come Duyi Han, che vive tra Shanghai e Los Angeles, ha dipinto un affresco in una cappella in campagna dello Hubei, che presenta medici con mascherine specifiche e guanti, che si chiama “Gli angeli vestono di bianco”.

La pittrice Matsuyama Miyaabi ha dipinto l’imposizione della paura con il coronavirus.

Anche il caricaturista He Kun disegna un padre (con mascherina) che tiene il suo bimbo sulla schiena, l’opera si chiama “Save the Child”. L’arte è tutta qui e cerca trovare un tempo della realtà.

Nell’Europa molti artisti vedono il coronavirus come uno shock della vita. L’artista Fake (Pittore olandese) ha dipinto la “Super infermiera” come un inno a tutti gli operatori sanitari di tutto il mondo.

A Barcellona, in Spagna, artista con nome Tvboy dipinte due dottori un uomo e una donna con ali d’angelo. Gli artisti di oggi descrivono la pandemia di coronavirus ildolore, la paura, ma anche la speranza.

 

Anche lo street artist lucchese Random Guy non poteva rimanere inerte di fronte a questa situazione. Ha fatto una metafora del  celebre quadro che Degas dipinse tra il 1875 e ‘76, rielaborato in chiave quanto mai moderna e attuale. Sul tavolo, al posto del bicchiere dell’assenzio, si trova adesso una bottiglia di amuchina mentre la donna seduta al tavolo porta sulla bocca una mascherina. Il suo sguardo, attento e disperato, andava bene allora come va bene oggi. Amuchina e mascherina, il kit perfetto per cercare di difendersi dal coronavirus.

Di Apostolos Apostolou

Scrittore e Prof. di Filosofia

Note:
1. G.W.F.Heggel , 
Estetica
, Feltrinelli, Milano, pag, 889.




Cantine Aperte: nuova formula per ripartire… Insieme Il 30 e 31 maggio è l’occasione per conoscere la viticoltura friulana nel segno della responsabilità

Si preannuncia già memorabile la 28^ edizione dell’evento più amato dagli appassionati del vino che quest’anno si chiamerà Cantine Aperte Insieme sabato 30 e domenica 31 maggio: una formula poliedrica che vedrà coinvolti produttori e i wine lovers di tutta Italia.
Anche il Friuli Venezia Giulia ha colto l’invito dell’associazione nazionale per un brindisi dal nord al sud coinvolgendo le tante cantine associate.

La formula di quest’edizione è pensata per soddisfare diverse sensibilità: ci saranno aziende vitivinicole che apriranno le loro porte per le visite in cantina e nei vigneti, altre invece rimarranno in contatto con gli enoappassionati tramite dirette su Facebook e Instagram. Inoltre, non mancheranno nella serata di sabato 30 le Cene con il Vignaiolo, un format che invita a vivere un’esperienza dal sapore totale, impreziosita da un menù esclusivo e dall’incontro coi vigneron.

La presidente del Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia, Elda Felluga, così racconta l’edizione di quest’anno. “Cantine Aperte quest’anno si presenta in una nuova veste, sicuramente più social, dedicata ai nostri appassionati lontani che non potendo vivere questa esperienza da vicino potranno comunque condividere momenti dedicati al vino e alle zone di eccellenza ad esso collegate. Una possibilità per far conoscere le nostre realtà e magari appena sarà possibile programmare dei bei weekend nella nostra regione partendo proprio dalle nostre cantine. Per gli amici locali comunque la possibilità di poter vivere il nostro territorio attraverso il racconto “ravvicinato” dei vignaioli nelle aziende agricole disponibili. Sempre seguendo con attenzione le regole di restrizione di questa delicata fase. Visto i numeri limitati, consiglio la prenotazione, uno strumento valido che da anni il Movimento Turismo del Vino promuove per un servizio di qualità.

Quest’anno abbiamo privilegiato la campagna, i nostri bellissimi vigneti, gli spazi aperti, e vorremmo continuare a farlo in estate, attraverso l’edizione speciale di “Vigneti Aperti”. In autunno, dopo la vendemmia, altre novità che si chiuderanno con Cantine Aperte a San Martino. Desidero ricordare l’ormai tradizionale A Cena con il vignaiolo “Anche questo un significativo gioco di squadra…importante per ripartire insieme.
Ultimo messaggio, in questo periodo approfittiamo per riscoprire la nostra terra e quando potremo le nostre bellissime regioni, valorizziamo al massimo il nostro “made in Italy”… dobbiamo ripartire da qui… dalla nostra bella Italia!

Quest’anno sarà ancora più importante consultare il nostro sito www.cantineaperte.info per conoscere le aziende aderenti e le modalità da loro previste per #CantineAperteInsieme; ricordiamo che è fondamentale rispettare tutte le indicazioni che troverete nelle aziende per poter vivere serenamente questo weekend all’aria aperta.

Cantine Aperte è da sempre una gustosa occasione per conoscere le peculiarità enogastronomiche e territoriali della nostra regione; un simile impegno viene annualmente condiviso e supportato da PromoTurismo FVG, l’ente regionale di promozione turistica, e CiviBank, un istituto da sempre vicino al territorio.

Cantine Aperte è una consolidata iniziativa enoturistica che quest’anno si svolge in un periodo particolarmente difficile ma che contribuirà senza dubbio a rilanciare il clima di fiducia e di serena convivenza ridimensionato dall’emergenza Covid 19. CiviBank è lieta di far parte del Team promotore anche in questa 28^ edizione sperando in tal modo di fornire un ulteriore impulso alla ripresa economica generale del Friuli VG. Già nelle settimane scorse abbiamo messo in campo una serie di misure finanziarie a favore di tutte le categorie economiche, la più importante delle quali riguarda un primo plafond di 20 milioni di euro volto a fornire liquidità ai comparti produttivi messi a dura prova dal lookdown. È nel dna della nostra banca, autonoma e territoriale, intervenire nei momenti di difficoltà che investono le comunità in cui opera ormai da 133 anni. Lo abbiamo fatto anche in questa eccezionale circostanza di emergenza sanitaria sia a livello creditizio che a livello socio-assistenziale.“, dichiara la presidente di CiviBank Michela Del Piero.

Inoltre, tutti gli amici enoturisti che vogliono essere sempre informati sulle news della manifestazione possono seguire gli aggiornamenti pubblicati, in tempo reale, sulla pagina Facebook MtvFVG e Instagram mtv_friulivg.

Per informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Via del Partidor 7 – Udine
Tel +39 0432 289540 – 348 0503700
info@mtvfriulivg.itwww.cantineaperte.info

E.L.




Al via un nuovo progetto sulla pagina Facebook “Monfalcone Eventi” del Comune di Monfalcone

Una ventina d’interviste in diretta online sulla pagina Facebook “Monfalcone Eventi” del Comune di Monfalcone per raccogliere le testimonianze di chi opera nei più diversi settori (dalla cultura allo sport, dalla formazione all’impresa) e contribuisce con la sua attività allo sviluppo socio-economico del territorio. L’iniziativa, promossa dai Servizi Culturali del Comune di Monfalcone nell’ambito del progetto “La cultura ti fa compagnia”, prevede due appuntamenti settimanali in streaming di

Gilda Aloisio

mezz’ora: si inizia lunedì 25 maggio, alle ore 18.00, con l’intervento di Gilda Aloisio, presidente Consulta cultura, seguito venerdì 29 maggio, alle ore 18.00, da Loris Plet, direttore Yacht Club Hannibal. La settimana successiva, due altri appuntamenti in programma, sempre alle 18.00: lunedì 1 giugno con Gian Carlo Blasini, vicepresidente Pro Loco Monfalcone e venerdì 5 giugno con il Maestro Dimitri Candoni, pianista e organista. Moderatrice Angela Del Prete di Aps comunicazione, che cura la pagina “Monfalcone Eventi”.
“Obiettivo di questa rassegna – sottolinea l’Assessore alla cultura Luca Fasan – “è contribuire a ridare fiducia alla cittadinanza attraverso le parole di chi è pronto a ripartire, consapevole della propria

LorisPlet

esperienza e professionalità, affrontando con positività la fase 2 di riapertura delle attività ”.

Le dirette online proseguiranno grazie alla disponibilità assicurata da Paolo Maritani, Coach dell’ospitalità Maritani; Roberto Covaz, giornalista e scrittore; Andrea Volpe, presidente della Consulta Sport; Manuela Rossi, Hosteria “Al Refolo”; Stefano Ambrosini, vicepresidente Associazione Settembre in Vita; Franco Ongaro, responsabile Associazione La Stropula de Monfalcon; Aljosa Gergolet, responsabile eventi World Music; Vanessa Gregorin, portavoce The Lab Collettivo Contemporaneo; Lucia Luciani, presidente CAI Monfalcone; Gabriel D’Alonzo, pianista e compositore; Claudia Tampus, psicologa e coach; Roberto Del Grande, direttore Consorzio Culturale del Monfalconese; Chiara Calligaris, velista olimpionica; Andrea Fasolo, presidente Associazione culturale Lacus Timavi e Giulia Realdon, Vicepresidente Associazione Scienza Under 18 Isontina.

In foto, Gilda Aloisio e Loris Plet




REMO ANZOVINO alle ore 16:00 di sabato 23 maggio in streaming sul sito www.pianocitymilano.it  il  primo concerto post lockdown

Questo sabato il  primo concerto post lockdown, da Milano. Remo Anzovino con
Piano City Milano per un’edizione speciale in luoghi simbolici di Milano (ovviamente chiusi al pubblico).

L’appuntamento è fissato alle ore 16:00 di sabato 23 maggio in streaming sul sito www.pianocitymilano.it e sulla pagina Facebook del festival.

Il pianista ha sempre avuto  un rapporto speciale con il festival, nel corso degli anni ha tenuto dei concerti molto intensi .
Sarà il suo primo concerto dopo il lockdown e sarà anche il suo primo concerto senza il pubblico.




PREMIO HEMINGWAY 2020

PER LA LETTERATURA A DAVID GROSSMAN, A SAMANTHA CRISTOFORETTI IL PREMIO HEMINGWAY 2020 “TESTIMONE DEL NOSTRO TEMPO”, ALLO STORICO ALESSANDRO BARBERO PREMIO HEMINGWAY “L’AVVENTURA DEL PENSIERO” E PREMIO HEMINGWAY FOTOGRAFIA 2020 A GUIDO GUIDI

 L’autore israeliano David Grossman per la Letteratura, l’astronauta Samantha Cristoforetti nella sezione Testimone del nostro tempo, lo storico Alessandro Barbero per l’Avventura del pensiero e l’artista Guido Guidi per la Fotografia sono i vincitori del

Alessandro Barbero

Premio Hemingway 2020, promosso dal Comune di Lignano Sabbiadoro con il sostegno degli Assessorati alla Cultura e alle Attività Produttive e Turismo della Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso la consolidata collaborazione con la Fondazione Pordenonelegge. I vincitori sono stati annunciati oggi, insieme al programma del piccolo “festival” digitale che scandirà la 36^ edizione del Premio, da giovedì 25 a sabato 27 giugno attraverso la messa online, accessibile a tutti, sul sito e i canali social Hemingway, di Fondazione Pordenonelegge e del Comune di Lignano.  Il pubblico incontrerà così i vincitori in una dimensione che non sarà più “tangibile” e in presenza, come per le precedenti edizioni, ma i dialoghi online sapranno restituire con forza le parole, le riflessioni e il sentire dei quattro vincitori 2020, portandoli direttamente nelle case degli spettatori.  Non mancherà l’appuntamento con la cerimonia di premiazione, in programma sabato 27 giugno alle 18.30: come gli incontri sarà accessibile online. Per informazioni www.premiohemingway.it

David Grossman opyright Claudio Sforza

Il Premio Hemingway 2020 per la Letteratura va ad una delle voci più profonde, influenti e ammirate della letteratura mondiale, David Grossman “per aver scritto romanzi carichi di sensibilità e ricchi di un’immaginazione che si dispiega pagina dopo pagina in architetture romanzesche perfette e innovative, per arrivare fino alle pieghe più nascoste e sofferte dell’animo umano. Si potrà incontrare Grossman venerdì 26 giugno, alle 18, attraverso il dialogo digitale che terrà con il presidente di Giuria Alberto Garlini.

Samantha_Cristoforetti_onboard_the_International_Space_Station_pillars @ESA_NASA

All’astronauta Samantha Cristoforetti va il Premio Hemingway 2020 nella sezione Testimone del nostro tempo, “per averci fatto guardare la Terra da un’altra prospettiva, che non è solo quella dello spazio, ma soprattutto quella dei sogni”. Samantha Cristoforetti dialogherà con Alberto Garlini venerdì 26 giugno, alle 21. va allo storico Alessandro Barbero il Premio Hemingway 2020 per l’Avventura del pensiero, “per la sua capacità di rendere viva e soprattutto empatica una materia di studio spesso concepita come asettica, attraverso uno stile narrativo sobrio equilibrato e avvincente, e una conoscenza vastissima dei periodi trattati”.  Sabato 27 giugno, alle 11, Barbero converserà con Gian Mario

Guido-Guidi-foto-di-Manuela-De-Leonardis

Villalta nel dialogo digitale disponibile online. Anche per l’edizione 2020 il Premio Hemingway seleziona una personalità eccellente della “fotografia”: è l’artista Guido Guidi, premiato per il volume “In Sardegna 1974 – 2011”  (Mack Books Londra),“opera di intensa letteratura fotografica nella quale risalta l’identità sociologica e antropologica di un territorio – la Sardegna – superando la convenzionale iconografia spettacolare e turistica”. Guidi dialogherà online con Italo Zannier, giovedì 25 giugno alle 18.

Enrico Liotti




TEATRO VERDI DI PORDENONE: IN ONDA SUL CANALE CULTURALE RAI 5 DUE CONCERTI DI PRODUZIONE DEL VERDI (SABATO 23 MAGGIO E SABATO 6 GIUGNO)

PORDENONE – La rassegna di musica da camera del Teatro Verdi di Pordenone ”I concerti delle 18”, realizzata con il sostegno di Fondazione Friuli, approda sul canale cultura tematico Rai 5 con due concerti andati in scena lo scorso gennaio, poche settimane prima della chiusura dei teatri  La rassegna, ideata e prodotta dal Verdi, sperimentava quest’anno una nuova, fortunata formula basata sul dialogo in musica tra Maestri – protagonisti della scena musicale italiana e internazionale del calibro di Roberto Prosseda e Maurizio Baglini – e allievi, giovani promesse del concertismo, per ribadire ancora una volta il ruolo del Teatro di Pordenone quale palcoscenico ideale per i nuovi talenti. In particolare, sabato 23 maggio e sabato 6 giugno, sempre alle 20.15, in onda due concerti dedicati a Beethoven, a cui il Teatro quest’anno ha riservato svariati omaggi per i 250 anni dalla nascita, alcuni purtroppo rimasti irrealizzati a causa dello stop forzato delle attività. Il pianoforte era lo strumento prediletto dell’immenso compositore e musicista tedesco, e proprio i tasti del piano sono stati il terreno di incontro e dialogo tra i protagonisti delle due esibizioni.

Il primo concerto di “In itinere: dialoghi musicali tra maestro e allievo“, in onda sabato 23 maggio, ha come protagonisti il celebre pianista Roberto Prosseda, affiancato dal suo allievo diciottenne Carlo Alberto Bacchi. che si misurerà con una delle più celebri Sonate di Beethoven, la n. 8 in do minore op. 13. Pietra miliare della forma pianistica, il titolo “Patetica” è stato apposto dallo stesso compositore in riferimento al pathos e alla tensione tragica sprigionata sin nelle note della lenta introduzione. Il 6 giugno sarà la volta del Maestro Maurizio Baglini che ha condiviso il palcoscenico con due nuove promesse del pianoforte Simone Ivaldi e Marco Pulina: un concerto all’insegna di un Beethoven segreto, con l’ascolto di alcune delle opere più rare e sperimentali del genio beethoveniano, l’Andante favori, la Fantasia op. 77 e la Grande Fuga.

Questa prestigiosa presenza sul canale culturale della RAI è un ulteriore tassello delle numerose attività che hanno segnato una presenza continuativa della programmazione del Teatro Verdi, tra sito e canali social, in tutto questo lungo periodo di chiusura. E finalmente, adesso, lo spettacolo torna sul palco: atteso, giovedì 28 maggio il primo concerto in teatro, a platea vuota, un evento di grande forza simbolica, tanto per il Verdi che per il suo pubblico, programmato in occasione del 15° anniversario dell’inaugurazione del Teatro Verdi. Alle 18.30 risuoneranno le note del M° Maurizio Baglini universalmente celebrato per il suo straordinario virtuosismo nell’eseguire la “Nona” di Beethoven nella trascrizione per pianoforte solo di Franz Liszt: oltre a lui, solo altri otto i pianisti al mondo affrontano questa difficile composizione.

La platea sarà rigorosamente vuota, ma la sua esibizione sarà trasmessa in diretta sul canale live.comunalegiuseppeverdi.it e attraverso la pagina Facebook del Teatro. Il concerto sarà anche videoregistrato.

 

La Biglietteria del Teatro è attiva, per il momento solo telefonicamente, al numero 0434 247624 dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 17 dal lunedì al venerdì.

 




FRIULI VENEZIA GIULIA, TERRA DI SCRITTORI: DOMANI 23 MAGGIO IL VIAGGIO DIGITALE D’AUTORE DI PORDENONELEGGE

Terza tappa per il nuovo progetto promosso da Fondazione Pordenonelegge con Regione e PromoTurismoFVG, “Friuli Venezia Giulia terra di scrittori. Alla scoperta dei luoghi che li hanno ispirati”: una suggestiva sequenza di viaggi digitali d’autore che ci porta questa volta, sabato 23 maggio alle 10 sui siti e canali social di pordenonelegge e PromoTurismoFVG, nella Trieste di Veit Heinichen. Lo scrittore tedesco, autore di riferimento per le trame gialle del nostro tempo, sarà voce narrante della Trieste del mistero: quella che affiora scavando nelle trame della storia della città, sottotraccia nelle luminose giornate di sole e mare, la Trieste bella e tragica, scolpita nella storia di Miramare e di Massimiliano d’Asburgo-Lorena, nella memoria di Johann Joachim Winckelmann. Veit Heinichen è autore di una serie di romanzi cult per i lettori centro-europei, quelli che vedono come protagonista il commissario Proteo Laurenti: le sue indagini hanno sempre al centro Trieste, quasi fosse un personaggio vero e proprio delle storie che si intrecciano in questa città, con trame fascinose e inquietanti. Henichen, dunque, come un Cicerone speciale del suo luogo del cuore, un “corrispondente” speciale dallo storico Caffè San Marco, luogo d’elezione per lo scrittore come per tanti triestini e tappa ‘must’ per visitatori e turisti. Ma Heinichen ci guiderà anche attraverso altre rotte, dall’altipiano del Carso alle vedute aeree della città e del Golfo, con finestre scenografiche sul Canale, su piazza Unità, sull’Alto Adriatico. E con una tappa dedicata al commissario Laurenti, quel “Malabar” nel cuore di Trieste dove personaggio e autore sembrano condividere, fra dimensione reale e proiezione letteraria, i loro incontri, i momenti di relax e persino la passione per gusti e sapori.  Le vicende del commissario Laurenti, sono note in Italia e all’estero per le produzioni cinematografiche seguite da milioni di spettatori. Trame gialle innestate a una città che lo scrittore ama definire come “un grande serbatoio di storia e di storie”.

C.L.




La Regione e Erpac mettono a disposizione il Parco di Villa Manin per la ripresa della stagione teatrale e concertistica

Il Parco di Villa Manin di Passariano messo a disposizione degli enti e delle associazioni che, nei mesi scorsi, hanno dovuto interrompere la loro stagione teatrale o concertistica a causa dell’emergenza Covid-19. È la nuova proposta dell’Assessorato regionale alla Cultura, ideata e coordinata da Erpac FVG per consentire una ripartenza in sicurezza delle manifestazioni culturali, ma anche di tutti i soggetti coinvolti nella loro produzione e realizzazione, che in questo periodo stanno vivendo una situazione di particolare difficoltà.

“Dopo l’approvazione delle misure urgenti in materia di cultura e sport – rileva l’Assessore Regionale alla Cultura e allo Sport, Tiziana Gibelli – un ulteriore passo per dare un aiuto concreto a tutti quei soggetti culturali che hanno la necessità di trovare spazi all’aperto dove poter realizzare i loro eventi che sono stati necessariamente modificati o rinviati a causa dell’emergenza legata al Covid-19. L’auspicio è che si possa creare un calendario ricco di manifestazioni per l’estate che sta per arrivare e che possa essere attrattivo anche per i turisti”.

Le proposte verranno vagliate in base alle esigenze dei vari spettacoli, alla disponibilità del calendario di eventi già programmati all’interno del Parco e nei limiti delle disposizioni degli ultimi DPCM.

Le richieste vanno inviate via email all’attenzione di Luca Moretuzzo: luca.moretuzzo@regione.fvg.it

 

Enrico Liotti