Wicked Dub Division: il nuovo video “Heroes Never Give Up” featuring Baltimores

La band pordenonese Wicked Dub Division presenta il videoclip di Heroes Never Give Up insieme a Baltimores. Si tratta del secondo estratto dall’album Deepest, uscito a settembre del 2019, e vede i Wicked Dub Division consolidare la collaborazione con il cantante francese, che intreccia il suo ritmico ed incisivo free style con il canto di  Michela Grena. La combination segna solo l’inizio di un gemellaggio artistico che si convertirà presto in un intero lavoro discografico.

La vocalist dei Wicked Dub Division intervistata allo scorso Overjam Festival dalla nostra collaboratrice Guendy Furlan

La scelta di pubblicare un video di Heroes Never Give Up vuole, in questo difficile momento, lanciare un messaggio importante. La band stessa lo spiega così: “L’eroe per definizione è una persona che per eccezionali virtù di coraggio o abnegazione, con spirito di sacrificio e per un nobile ideale, s’impone all’ammirazione di tutti. Vogliamo celebrare tutte le donne e gli uomini che con il loro lavoro e le loro competenze si mettono in prima linea in difesa e in aiuto dei fragili del mondo. Medici, infermieri, giornalisti, registi, fotografi, artisti, avvocati, volontari…”.

Il brano esce con il patrocinio del festival “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty” dove nel 2015 i Wicked Dub Division hanno vinto il Premio della Critica e vuole dare visibilità alla campagna Coraggio indetta da Amnesty International.

Heroes Never Give Up è disponibile su tutte le piattaforme digitali mentre il video è online sul canale YouTube della band.

Contatti

BAND: info@wickeddubdivision.com
BOOKING: booking@wickeddubdivision.com
STAMPA: runit@runitagency.com

Run it Agency; foto Damiano Podrecca.




RAF TOZZI – Il tour teatrale spostato al prossimo autunno. Saranno a Trieste il 27 ottobre

RAF TOZZI

“Live Teatri 2020”

27 ottobre 2020, ore 21.00 – TRIESTE, Politeama Rossetti

I biglietti acquistati per lo spettacolo rimangono validi per la nuova data

 

A causa del perdurare dello stato di emergenza e alla luce delle ultime disposizioni governative, è stata posticipata al giorno 27 ottobre la data del tour di Raf e Tozzi inizialmente prevista per il prossimo 10 aprile al Politeama Rossetti di Trieste.  I biglietti acquistati rimarranno validi per la nuova data. È possibile rivendere i biglietti utilizzando la piattaforma Fansale di TicketOne. Ulteriori informazioni su www.friendsandpartners.it e www.ticketone.it.

Raf e Umberto Tozzi, due repertori indimenticabili, rivisitati a due voci, uniti all’atmosfera intima dei teatri, che si scalderà grazie a una scaletta straordinaria, in cui non potranno mancare i loro grandi successi, da “Gloria” a “Self Control”, da “Si può dare di più” a “Cosa resterà degli anni 80”, da “Infinito” a “Ti amo”, ma anche “Ti pretendo”, “Gli altri siamo noi”, “Il battito animale”, “Immensamente”, il loro ultimo brano a due “Come una danza” e molti altri, tra cui la super hit, “Gente di Mare”. La loro avventura a due è iniziata nel 2017 quando, all’Arena di Verona, Raf e Umberto Tozzi si sono ritrovati all’anfiteatro in occasione del concerto-evento di Tozzi “40 Anni Che Ti Amo”, e travolti dall’entusiasmo hanno deciso di tornare a collaborare, di cantare insieme, di condividere lo stesso palco. A distanza di due anni, i due artisti hanno intrapreso la scorsa primavera un tour nei palasport di tutta Italia, che si è concluso il 25 settembre con uno speciale concerto evento all’Arena di Verona.

 




Scuderie del Quirinale: la visita virtuale della mostra “Raffaello.1520-1483” è da oggi online

LA MOSTRA “RAFFAELLO.1520-1483” SI SVELA ONLINE

 

Disponibile da oggi sul sito internet e sui canali social di Scuderie del Quirinale 

la video-passeggiata tra le sale 

con il racconto della più grande rassegna mai realizzata finora

 

Roma, 26 marzo 2020Le Scuderie del Quirinale svelano la mostra evento “Raffaello.1520-1483” e presentano il video-racconto dell’esposizione, disponibile da oggi sul sito internet e sugli account social dello spazio espositivo. 

La visita virtuale accompagnerà i partecipanti in una passeggiata tra le sale, custodi di oltre 200 capolavori provenienti da tutto il mondo. Un modo per consentire al pubblico di ammirare, anche a distanza, lo splendore dell’arte di Raffaello e la grandiosità del progetto espositivo, nell’intento di condividere cultura e bellezza con il maggior numero possibile di persone.

“In un momento così difficile, è importante che le istituzioni culturali facciano la propria parte e rendano accessibile a tutti l’arte di cui sono custodi. Le Scuderie del Quirinale rispondono a questa chiamata proponendo un palinsesto di attività online che, a partire dalla visita virtuale, permetterà di conoscere e di ammirare la maestria di Raffaello e le tante opere riunite eccezionalmente in questa grandiosa esposizione” ha dichiarato Mario De Simoni, Presidente Ales – Scuderie del Quirinale.

 

Il video è disponibile su: https://www.scuderiequirinale.it/media/una-passeggiata-in-mostra

Facebook: @ScuderieQuirinale

Instagram: @scuderiequirinale

Twitter: @Scuderie

YouTube: Scuderie del Quirinale




Premio Galileo 2020, sabato 28 marzo presentazione online degli autori finalisti

Appuntamento da non perdere, sabato 28 marzo alle ore 11, per tutti gli appassionati di divulgazione scientifica: il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica conclude il tour di presentazione della XIV edizione con un webinar online (inizialmente previsto a Padova, città natale del Premio) attraverso cui sarà possibile conoscere e dialogare direttamente con gli autori finalisti dell’edizione 2020 del Premio, la cui Giuria Scientifica è presieduta dall’immunologo Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas.

Dopo le tappe del tour nelle cornici della Fondazione Corriere della Sera a Milano e del Circolo dei Lettori di Torino, l’appuntamento conclusivo si terrà alle ore 11 di sabato 28 marzo: la partecipazione all’incontro è libera, ma è necessario registrarsi cliccando qui (https://bit.ly/onlinegalileo)  

Parteciperanno all’incontro Guido Barbujani e Andrea Brunelli, co-autori de Il giro del mondo in sei milioni di anni (il Mulino, 2018), Francesca Buoninconti, autore di Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori (Codice Edizioni, 2019), Giulio Cossu, autore de La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse (Marsilio Editori, 2018), Anna D’Errico, autore de Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso (Codice Edizioni, 2019), e Carola Frediani, autore di Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali (Hoepli, 2019). L’incontro sarà condotto da Silvia Bencivelli, giornalista, saggista, conduttrice radiofonica e televisiva, nonché membro della Giuria scientifica del Premio.

I cinque libri finalisti :

Nel libro Il giro del mondo in sei milioni di anni (Il Mulino, 2018) di Guido Barbujani e Andrea Brunelli il protagonista è Esumim. Non si sa quanti anni abbia esattamente: ne dichiara circa sei milioni. A volergli credere avrebbe partecipato a tutte le grandi migrazioni dell’umanità, fin da quando avevamo un cervellino grande come quello degli scimpanzé. «Ci siamo divertiti» – ripete sempre – «non si stava mai fermi!». Esumim è l’immaginario testimone di un viaggio che ha inizio molti milioni di anni fa, il cui primo passo – quello di scendere dagli alberi – ha dato l’avvio alla lunga catena di migrazioni attraverso la quale i nostri antenati hanno colonizzato il pianeta. Quante umanità diverse – dagli Australopitechi a Neanderthal a Sapiens – si sono succedute e incrociate sulla Terra? Quali percorsi hanno seguito, dalla loro prima uscita dall’Africa fino alla diffusione in tutto il pianeta? Come si sono influenzate e mescolate fra loro, e cosa possiamo capire oggi di tutto questo studiando il loro Dna? Una vicenda intricata, in cui la genetica ci guida nella ricostruzione di una colossale diaspora mai conclusa, che ci porta ancora oggi a spostarci e a incontrarci, a essere tutti dappertutto.
Nel libro Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori (Codice Edizioni, 2019) Francesca Buoninconti racconta invece come il nostro pianeta sia attraversato da miliardi di animali in viaggio. Piccoli o grandi, da soli o in gruppo, percorrono decine di migliaia di chilometri in volo, in marcia o a nuoto, affrontando difficoltà e pericoli, su percorsi infidi che spesso costano loro la vita. Migrano i giganti del mondo, le balene; migrano alcune delle creature più leggiadre, le farfalle; e ancora uccelli, mammiferi terrestri e volatori, pesci, anfibi, rettili, insetti di ogni tipo e altri invertebrati, come gli insospettabili granchi. Durante questo viaggio molti subiscono trasformazioni incredibili, altri sono puntuali come orologi svizzeri, altri ancora coprono distanze equivalenti a tre volte il viaggio di andata e ritorno dalla Luna. Ma come fanno a raggiungere la loro destinazione? Come si orientano e come riescono a tornare ogni anno esattamente nel luogo in cui sono nati? Soprattutto, perché migrano?
Nel libro La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse (Marsilio, 2018), Giulio Cossu si chiede: «Quando vivevo in Italia, non di rado mi capitava che la gente mi chiedesse: professore, quando pensa che le cellule staminali arriveranno realmente a curare le persone? Pazientemente, tutte le volte, rispondevo che da circa mezzo secolo le staminali sono in clinica e hanno salvato migliaia di vite umane». A partire dalle ultime frontiere al centro delle cronache (terapia genica e genome editing, medicina personalizzata, organoidi), attraverso una serie di esempi e casi inediti, l’autore racconta, ripercorrendo la sua quarantennale esperienza di scienziato internazionale, l’evoluzione e la storia delle scoperte più importanti nel campo della medicina rigenerativa. Sfatando non pochi miti e mettendo in crisi convinzioni ideologiche (soprattutto riguardo all’impiego delle cellule staminali), il libro affronta i tanti temi di natura etica ed economica (è giusto “distrarre” fondi per curare malattie rare che colpiscono pochi individui invece che destinarli a salvare migliaia di bambini “colpevoli” soltanto di essere nati dalla parte sbagliata del mondo? Come impattano sui sistemi di welfare tecniche di questo tipo? Vince il costo ingente sul breve periodo o forse è più importante valutare il risparmio che produrranno sul lungo termine?) e che hanno a che fare con la nostra consapevolezza dei temi scientifici e la scarsa cultura in questo settore, alla base della facilità con cui crediamo agli imbonitori e siamo pronti a mettere in discussione certezze ormai consolidate (come l’utilità dei vaccini).
Il libro Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso (Codice Edizioni, 2019) riflette quanto sia importante, e allo stesso tempo sottovalutato, il senso dell’olfatto. Il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti da anni lavora a un’arma offensiva (e non letale) a base di odori capaci di creare il panico. Nel 2018 la Global Industry Analysts ha stimato in 45 miliardi di dollari il giro d’affari annuale dell’industria dei profumi. Insomma, quello che ruota attorno al nostro naso, a quanto pare, è una cosa seria. Ma come funziona questo nostro senso così raffinato e complesso e al tempo stesso istintivo ed emozionale? Tra ricerca scientifica e tante curiosità, Anna D’Errico ci accompagna in un viaggio alla scoperta dei talenti del naso umano, descrivendo qualità poco note e sfatando alcuni miti, come l’idea che l’uomo abbia un olfatto poco sviluppato.
Infine, in Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali (Hoepli, 2019) Carola Frediani riflette come da anni si parli di cybercrimine, ma per quanto il fenomeno sia di volta in volta sottovalutato, sopravvalutato, minimizzato, esagerato o deformato, questo resti sempre qualcosa di astratto. Puntini incomprensibili su una mappa, termini arcani, narrazioni parziali e frammentarie, conseguenze vaghe e lontane. In questo libro invece si seguono in dettaglio alcune storie, si entra dentro la dinamica degli attacchi, l’impatto sulle vittime, le ramificazioni sociali, economiche, legali e perfino geopolitiche di singoli episodi. Tra ospedali in tilt, politici presi di mira, consulenti rovinati, caotici mercati neri e criminali allo sbaraglio.La Giuria del Premio Galileo 2020
La Giuria scientifica del Premio Galileo, che lo scorso 2 dicembre ha selezionato i cinque volumi finalisti, è presieduta quest’anno da Alberto Mantovani, immunologo, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University. In passato ha lavorato in Inghilterra e negli Stati Uniti ed è stato a capo del Dipartimento di immunologia dell’Istituto Mario Negri di Milano. Ha contributo al progresso delle conoscenze nel settore immunologico, sia formulando nuovi paradigmi, sia identificando nuove molecole e funzioni. Le analisi bibliometriche lo indicano come il ricercatore italiano attivo in Italia più citato nella letteratura scientifica internazionale, e come uno dei 10 immunologi più citati a livello internazionale. Per la sua attività di ricerca ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il prestigioso premio Pezcoller-AACR assegnatogli nel maggio 2019 dall’American Association for Cancer Research “per gli straordinari risultati nella ricerca sul cancro”, nel 2018 il Prize for Excellence in Medicine (American-Italian Cancer Foundation) e, nel 2016, il Premio Europeo di Oncologia dall’Organizzazione degli Istituti Europei del Cancro (OECI) e il Robert Koch Award per l’impatto trasversale sulla Medicina delle sue scoperte in ambito immunologico.
A lui si affiancano cinque autorevoli giornalisti specialisti della divulgazione scientifica – Gabriele Beccaria, firma de La Stampa e responsabile degli inserti Tuttoscienze e TuttosaluteRossella Panarese, autrice e conduttrice di Radio3Scienza, il quotidiano scientifico di Rai Radio 3, Giovanni Caprara, saggista ed editorialista scientifico del Corriere della SeraBarbara Carfagna, giornalista RAI, e Silvia Bencivelli, giornalista, saggista, conduttrice radiofonica e televisiva – e cinque docenti universitari in grado di rappresentare la comunità scientifica dell’Ateneo di Padova: Maurizio Borin, docente di Agronomia, Marco Ferrante, docente di Calcolo delle Probabilità, Maria Maddalena Parlati, docente di Letteratura Inglese, Maria Berica Rasotto, docente di Anatomia Comparata, e Flavio Seno, docente di Fisica Teorica della Materia.
Alla Giuria scientifica si affianca la Giuria esterna, composta da studenti universitari di tutta Italia che si sono candidati come giurati e dalle 10 scuole secondarie di secondo grado selezionate per la fase finale del Concorso Scuole, una novità di quest’anno istituita dal Comune di Padova con l’obiettivo di stimolare i giovani studenti di tutta la Penisola sul tema della corretta informazione scientifica. E saranno proprio gli “studenti giurati” a decretare con il proprio voto l’opera vincitrice del Premio.
La cerimonia di consegna del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica si terrà domenica 18 ottobre, presso l’Aula Magna del Palazzo del Bo, Università di Padova.

Enrico  Liotti