MARCELLO FONTE al Nest per “FAMIGLIA” in scena solo il 31 GENNAIO ore 21|

La stagione NEST prosegue e si arricchisce con lo spettacolo Famiglia, in scena il 31 gennaio ore 21, della drammaturga e regista Valentina Esposito, fondatrice della factory Fort Apache Cinema Teatro, un progetto teatrale rivolto a detenuti ed ex detenuti, per il loro inserimento nel sistema spettacolo. Con Marcello Fonte (Palma d’oro a Cannes per Dogman) sono tanti gli attori (ex detenuti e non) che danno vita all’esperienza di FACT, tutti interpreti di uno spettacolo che prova a scandagliare l’anima di uomini che nei lunghi anni di reclusione hanno sofferto per gli affetti lontani, per i figli distanti, per gli amori perduti, e si trovano ora a tentare una ricostruzione emotiva di un rapporto difficile fatto di rivendicazioni e ribellioni.

Sinossi

“Siamo troppo vicini, ma non vicini abbastanza”

In occasione del matrimonio dell’ultima e unica figlia femmina di una numerosa famiglia tutta al maschile, si riuniscono nuovamente tre generazioni di persone legate da antichi dolori e irrisolte incomprensioni. La cerimonia diventa pretesto per rimettere sullo stesso tavolo i padri dei padri e i figli dei figli, e consumare una vicenda d’amore e d’odio, sospesa tra passato e presente, sogno e realtà. Lo svolgimento della trama anima il vero significato di una pièce che prova a scandagliare l’anima di uomini che nei lunghi anni di reclusione hanno sofferto per gli affetti lontani, per i figli distanti, per gli amori perduti, e si trovano ora a tentare una ricostruzione emotiva di un rapporto difficile fatto di rivendicazioni e ribellioni. .

Note di Regia
Questo spettacolo è dedicato a chi non c’è. Ai figli lontani e ai padri che sono morti mentre i figli erano lontano. Sulla scena ci sono tutti, le persone, i personaggi, i fantasmi. Non importa se non c’è più il muro di un carcere a separarli. Ancora una volta questi attori usano il teatro per quello che serve, per colmare una distanza, per aggredire il senso di colpa, per sostenere il peso del giudizio. Per parlare a chi forse è in platea o forse non c’è più. Ed è in questo sforzo e in questa necessità che ci raccontano della famiglia, della ferocia degli affetti, dell’amore e della violenza, della solitudine.Del tempo che passa. In un semplice,tragico, commovente passaggio dalla realtà alla finzione.

FORT APACHE CINEMA TEATRO si costituisce nel gennaio 2014 per volontà di Valentina Esposito, autrice e regista impegnata per oltre un decennio nelle attività teatrali all’interno del Carcere di Roma Rebibbia N.C. Il Progetto coinvolge attori ex detenuti e detenuti in misura alternativa (semilibertà, affidamento ai servizi sociali, affidamento in centri di prevenzione alla tossicodipendenza, detenzione domiciliare), che hanno intrapreso un percorso di professionalizzazione e inserimento nel sistema dello spettacolo. Struttura permanente di accoglienza per coloro che escono dal carcere, Fort Apache Cinema Teatro è luogo di proseguimento del percorso teatrale intrapreso all’interno dei penitenziari di provenienza, punto di riferimento nel delicato passaggio dalla reclusione alla libertà (anche in termini di ricaduta e prevenzione della recidiva), luogo di formazione e specializzazione nella arti dello spettacolo propedeutico al reinserimento sociale e lavorativo. FACT collabora con diverse produzioni cinematografiche e televisive, agenzie di cinema e casting per l’inserimento lavorativo degli ex detenuti e dei detenuti in misura alternativa nel sistema dello spettacolo. Alcuni tra gli ex detenuti attori che da anni sono impegnati stabilmente nella Factory hanno lavorato con Francesca Comencini, Claudio Caligari, Stefano Sollima, Sidney Sibilia, Daniele Luchetti, Matteo Garrone, Valerio Mastandrea, Marco Ponti, solo per citarne alcuni. Recente il conferimento a Marcello Fonte, attore stabile della Compagnia, della Palma d’Oro al Festival di Cannes 2018 come Miglior Attore Protagonista per il film “Dogman” di Matteo Garrone.

Programmazione:
31 gennaio ore 21.00

Prenotazioni:

whatsapp e mobile: +39 3208681011
whatsapp e mobile: +393333223780




Il Giovanni da Udine si tinge di giallo con “Trappola Per Topi” il 25 gennaio

Inghilterra, anni Cinquanta. Nella locanda di Castel del Frate, i giovani albergatori Mollie e Giles Ralston affrontano una drammatica avventura assieme a cinque eccentrici clienti. Tutti sembrano avere qualcosa da nascondere, mentre un efferato omicidio compiuto a Londra pare stranamente collegato a quanto avviene nel vecchio, isolato edificio di campagna. Sotto quale travestimento si maschera il colpevole? E perché il killer si trova proprio in quel piccolo albergo, lontano dal mondo?

Arriva al Teatro Nuovo Giovanni da Udine sabato 25 gennaio 2020 con inizio alle 18.00 Trappola per topi, il capolavoro della regina incontrastata del giallo, Agatha Christie. Lo spettacolo, nella traduzione di Edoardo Erba, è prodotto dalla Compagnia Attori & Tecnici con la regia di Stefano Messina, le scene di Alessandro Chiti, i costumi Isabella Rizza di, le musiche di Pino Cangialosi e le luci di Emiliano Baldini. Nel cast, gli attori “storici” della Compagnia Claudia CrisafioStefano MessinaCarlo Lizzani e Annalisa Di Nola.

Oltre ad essere un capolavoro della letteratura, Trappola per topi è lo spettacolo teatrale più replicato della storia, Dal debutto, avvenuto il 25 novembre 1952 nel West End a Londra, è andato in scena ininterrottamente per ben 55 anni nella capitale inglese, è stato tradotto in 24 lingue e visto sui palcoscenici di 45 Paesi. Un record difficilmente eguagliabile, merito del genio creativo di Agatha Christie che, quando adattò per il teatro il racconto Tre topolini ciechi, seppe creare un giallo insuperabile, in cui ironia e suspense si fondono alla perfezione. La stessa scrittrice, che faticava a spiegarsi un simile successo, definì così il suo capolavoro: “È il tipo di commedia alla quale si può portare chiunque. Non è proprio un dramma, non è proprio uno spettacolo dell’orrore, non è proprio una commedia brillante, ma ha qualcosa di tutte e tre e così accontenta la gente dai gusti più disparati”.

Dopo il clamoroso successo delle scorse stagioni al Teatro Vittoria, Trappola per topi è ora in tournée con grande successo. “Quando ho letto il copione di Trappola per topi   – racconta il regista Stefano Messina – sono rimasto affascinato dalla capacità drammaturgica della scrittrice. È una miscela perfetta di suspense, thriller e comicità.  Ho voluto dare spazio al non detto e ai giochi di sguardi di cui è farcito il testo per ricreare quell’atmosfera un po’ retrò e la tensione psicologica che cresce scena dopo scena. Mi sono imposto di non tradire l’autrice e così ho scelto di non darne una lettura simbolica. Ho preferito il tradizionale al contemporaneo a tutti i costi. Credo, infatti, che per far funzionare questo perfetto congegno sia necessario lasciarsi trasportare dal clima, dal periodo in cui è stato scritto”. E così gli spettatori si ritrovano in una vecchia casa inglese adattata a locanda, sentono l’’odore dei mobili, dei tappeti, del camino, lo scricchiolio delle scale di legno, il cigolio delle porte…

Biglietteria del Teatro Nuovo Giovanni da Udine aperta dal martedì al sabato dalle 16.00 alle 19.00. L’acquisto dei biglietti è possibile anche online su www.teatroudine.it e www.vivaticket.it, nei punti vivaticket e alla Libreria Feltrinelli di Udine (Via Canciani), il venerdì mattina dalle 9.30 alle 13.00. Per info: tel. 0432 248418 e biglietteria@teatroudine.it. Previste speciali riduzioni per i possessori della G-Teatrocard.

Enrico Liotti

TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE

sabato 25 gennaio 2020 – ore 18.00

TRAPPOLA PER TOPI

di Agatha Christie

traduzione Edoardo Erba

con (in o. app.) Claudia CrisafioStefano MessinaCarlo LizzaniAnnalisa Di NolaRoberto Della CasaChiara BonomeSebastiano CollaMassimiliano Franciosa

scene Alessandro Chiti

costumi Isabella Rizza 

musiche Pino Cangialosi

luci Emiliano Baldini

regia Stefano Messina

produzione Attori&Tecnici




“Sueño que duermo” al Teatro San Giovanni TRIESTE 25 gennaio

Il Teatro San Giovanni ha il piacere e l’onore di accogliere uno de più grandi attori argentini
per la prima volta in Italia insieme al regista, anch’egli argentino, da più di 10 anni affermato in
Europa, per uno spettacolo che, dopo il debutto a Trieste, sarà in tournée in diverse località in
Italia, Spagna e Francia:
Sueño que duermo – Sabato 25 gennaio, ore 20.30
Con Carlos Belloso, Rosanna Pavarini e Ilena Jaciw / Testo e regia di Carlos Branca.
“L’anima, quando sogna, al di fuori del corpo, è al tempo stesso il teatro, gli attori e il pubblico.
Possiamo aggiungere che è anche autrice della storia a cui assiste. Un’ interpretazione letterale
di questa metafora potrebbe condurci alla tesi, pericolosamente suggestiva, che i sogni
costituiscono il più antico e non meno complesso dei generi letterari”.
Lord Byron ha detto: “La verità è sempre strana, più strana della finzione…”.
Se Borges e Calvino inventarono la finzione che “era, è, e sarà” scienza nascosta fino alla sua
verifica sperimentale in formule, perché non provare una teatralità che non è altro che una
narrativa derivata da un sogno?
Da qui il titolo: Sueño que duermo.
Come già detto “il sogno costituisce il più antico dei generi letterari”; gli agnostici, i credenti, i
veggenti ed oggi anche gli artisti, hanno cercato di soffocare i sogni “interpretandoli” per dare
loro un significato o per definirli arte. Il nostro umile intento è tornare a quella quintessenza del
sogno che è velata, umana, astratta, mostruosa.
Tutti abbiamo un doppio quantico (intuizione) che dal futuro ci dice quello che dovremmo fare.
Per noi, la sovrapposizione di mondi è la sovrapposizione di stati d’animo.
Il nostro labirinto non è spaziale ma temporale.
In questa incertezza di vita, cerchiamo invano di indovinare le conseguenze visibili di una causa
invisibile.
La nostra povera immaginazione crea confini che non esistono tra discipline come la scienza, la
filosofia e l’arte.
Viviamo seguendo percorsi che si biforcano, che si aprono ad altri mondi e a diverse realtà che
esistono simultaneamente in un “materializzatore di molecole dematerializzate”.
Il teatro è sì narrazione, ma se la teoria della relatività afferma che non esiste il tempo senza lo
spazio (Einstein), nella nostra opera il tempo non è inteso in senso lineare anzi, secondo un’
intuizione buddista, non esiste: esistono solo i cambiamenti, perché tempo e spazio cambiano
permanentemente.
È così che dall’altra parte del mondo, in Argentina, si incontra un Personaggio (che in realtà
sono vari personaggi), interpretato da Carlos Belloso, che guarda ciò che gli accade intorno con
uno sguardo rovesciato. Il nostro Personaggio è prima di tutto un essere fisico: si affaccia sul
mondo non soltanto con gli occhi, bensì con tutto il corpo che si trasforma a seconda
dell’oggetto, del fenomeno o dell’individuo osservato ed incontrato. Il suo guardare il mondo
assomiglia a quello dell’animale che fiuta. A differenza di quegli uomini che vanno alla ricerca
della verità e della saggezza, senza peraltro raggiungerla, egli non sa che cosa sta cercando, non
ha una meta.

Il Nostro Personaggio è nato a Buenos Aires, dove tutto è caos: il suo sguardo non riesce a
fermarsi su un piccolo fenomeno, ma viene continuamente distratto da un’infinità di fenomeni
ed accadimenti. Per fissare un dettaglio deve chiudere gli occhi, rivolgere lo sguardo al suo
interno; per escludere i suoni deve chiudere le orecchie, per non sentire gli odori deve trattenere
il respiro.
In quest’ opera sono presenti tre attori: Carlos Belloso, attore pluripremiato, dalle mille facce,
che interpreta il Nostro visionario argentino; Ileana Jaciw e Rosanna Pavarini che interpretano
il suo alter-ego (presenza femminile che incrocia il suo sguardo ed il suo cammino) e la moglie
(incarnazione della sua razionalità).
La regia è di Carlos Branca, argentino che da alcuni anni si è trasferito in Italia e che lavora in
diversi teatri a livello mondiale.
Questo spettacolo debutterà a Trieste e successivamente sarà in tournée in diverse località in
Italia, Spagna e Francia.
Carlos Branca ha detto : “Ci conosciamo da moltissimi anni, abbiamo vissuto insieme tante
avventure, abbiamo fatto percorsi teatrali diversi, ora ci incontriamo di nuovo e, pescando in
acque più profonde ed antiche, con uno sguardo retrospettivo, siamo arrivati ad un “oggi” che ci stava aspettando.

INGRESSO: 12€ INTERI / 8€ RIDOTTI
INFORMAZIONI: 347 0637884 / BARBARA.VERLICCHI@GMAIL.COM
WWW.CARLOSBRANCA.IT

Per qualsiasi ulteriore informazione, scrivete a: info.teatrosangiovanni@gmail.com.




STUDIARE ALL’ESTERO DURANTE IL LICEO: INCONTRO GRATUITO A UDINE Una giornata informativa per presentare i programmi scolastici High School

WEP organizzazione internazionale che promuove scambi culturali e linguistici nel mondo, presenterà
a Udine i Programmi Scolastici dedicati agli studenti di scuola superiore che desiderano trascorrere un
trimestre, un semestre o un anno scolastico all’estero. L’incontro si svolgerà venerdì 24 gennaio a
partire dalle 17:00 presso WEP c/o Lino's & Co in via di Prampero Artico 7.
La giornata, gratuita, si rivolge a tutti gli studenti interessati a trascorrere parte della loro carriera
scolastica all’estero, imparando in modo approfondito la lingua del posto, tipicamente l’inglese, ed
entrando in contatto con una diversa realtà studentesca. Attraverso l’High School Program, infatti, gli
studenti saranno inseriti in una scuola superiore locale e ospitati da una famiglia del posto per tutto il
periodo di soggiorno per permettere un’immersione integrale nella cultura e nello stile di vita del
paese.
Nel corso dell’incontro saranno fornite tutte le informazioni necessarie di carattere tecnico e
burocratico per scegliere durata, destinazione e partenza.
La destinazione maggiormente scelta sono gli Stati Uniti, ma è possibile scegliere mete dislocate in
tutti e cinque i continenti come Australia, Nuova Zelanda, Canada, Regno Unito, Irlanda, oppure, fuori
dall’area anglofona, Spagna, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Germania, Argentina, Brasile, Messico,
Giappone, Cina, Tailandia e Sudafrica.