55^ Tirreno-Adriatico, ritorna l’arrivo in salita e niente cronosquadre

La tappa di apertura – con partenza e arrivo a Lido di Camaiore – sarà in linea e non una cronometro a squadre come negli ultimi anni. Il percorso prevede altre due tappe per velocisti, due per finisseur e la classica cronometro finale a San Benedetto del Tronto. Riproposto l’arrivo in salita che sarà ai 1362 m di Sassotetto, dove nel 2018 si impose Mikel Landa. Vincenzo Nibali annuncia la sua presenza alla Corsa dei Due Mari.

San Benedetto del Tronto, 12 dicembre 2019 – Presentata oggi nella cittadina marchigiana la 55^ edizione della Corsa dei due Mari, in programma dall’11 al 17 marzo 2020 e organizzata da RCS Sport/La Gazzetta dello Sport. Percorso che strizza l’occhio a corridori completi che senza la cronosquadre iniziale dovranno affrontare l’arrivo in salita a Sassotetto, la cronometro finale a San Benedetto del Tronto oltre a tre tappe adatte ai velocisti e due mosse e insidiose adatte ai finisseur.
Vincenzo Nibali, due volte vincitore della Corsa dei Due Mari (2012, 2013) ha annunciato questa mattina che sarà al via dell’edizione 2020.

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Primoz Roglic con il Tridente di Nettuno, il trofeo del vincitore

IL PERCORSO
Tappa n. 1 Lido di Camaiore – Lido di Camaiore, 134 km

Percorso
Tappa suddivisa in due parti entrambe in circuito. Nei primi 90 km circa si percorre 3 volte il circuito del Monte Pitoro (salita dal versante Massarosa) di circa 26 km scendendo su Camaiore. Dopo il terzo passaggio si iniziano due giri quasi completi di un grande circuito di circa 19 km tra Pietrasanta e Lido di Camaiore completamente pianeggiante.

Tappa n. 2 – Camaiore – Follonica, 198 km
Percorso
Tappa mossa e articolata specialmente nella seconda parte. Partenza da Camaiore e attraverso Montemagno si raggiunge prima Pisa e poi il Livornese per abbandonare la parte completamente pianeggiante in prossimità di Castagneto Carducci dopo aver superato Cecina. Si affronta quindi la salita di Sassetta e terminata la discesa si entra nel circuito finale di 20 km caratterizzato dal breve strappo “dell’Impostino”

Tappa n. 3 – Follonica – Sacrofano, 233 km
Percorso
Tappa molto lunga e ondulata. Si attraversa il Grossetano per scalare il GPM di Scansano e poi l’alto Viterbese per costeggiare i laghi di Bolsena e Vico e scalare la salita di Poggio Nibbio dal versante di San Martino in Cimino. Si affronta quindi un lungo tratto a scendere che poi termina con la breve risalita all’arrivo di Sacrofano. Ultimi chilometri per la prima parte in discesa e quindi sempre a salire fino all’arrivo con pendenze attorno al 6/7%.

Tappa n. 4 – Terni – Sassotetto, 204 km
Percorso
Tappa molto impegnativa con 6 salite di cui 4 classificate GPM. In partenza si supera il passo della Somma per scendere su Spoleto e dopo Campello sul Clitunno scalare la salita di Pettino (15 km con pendenze attorno al 6/7%). Segue un tratto misto dove si superano il Valico del Soglio, Cerreto di Spoleto e Norcia per affrontare il GPM di Forca di Ancarano e entrare nei monti Sibillini. Dopo Visso si sale al Santuario di Macereto preceduto dallo scollinamento di Santa Margherita. Raggiunta Polverina si percorrono strade ondulate e mosse altimetricamente per arrivare a Sarnano e affrontare la salita finale di Sassotetto.
Gli ultimi chilometri della tappa coincidono con la salita finale al Sassotetto. Si tratta di una salita dalla pendenza abbastanza costate tra il 6 e il 7% con alcuni picchi oltre il 10% e costituita da lunghi rettilinei intervallati da tornanti. La pendenza si addolcisce a ridosso dell’arrivo.

Tappa n. 5 – Pieve Torina – Loreto, 181 km
Percorso
È la tappa dei Muri. Sono tutti concentrati nei 3 giri di circuito che portano la corsa a affrontare 3 volte la salita di Loreto (che costituisce l’arrivo) e 3 volte quello di Recanati. Avvicinamento costantemente in discesa dai Monti Sibillini passando da Camerino e raggiunta la valle del fiume Potenza si affrontano le salite Montefano e Osimo prima di entrare nel circuito e finale.
Circuito finale di 25 km che prevede di affrontare le due salite di Loreto e Recanati. Ultimi chilometri tutti in salita con pendenze attorno al 10%.

Tappa n. 6 – Castelfidardo – Senigallia, 178 km
Percorso
Tappa ondulata nella prima parte e in seguito pianeggiante, non particolarmente impegnativa. Da Numana, attraverso Ancona (parte esterna), Offagna, Jesi e Ostra si svolge un percorso di avvicinamento a Senigallia dove si percorreranno 4 giri di un circuito di circa 16 km.
Circuito finale completamente pianeggiante si svolge tra strade cittadine ampie e ben pavimentate e la campagna limitrofa. Ultimi 3 km interamente cittadini con ultima curva ai 1000 m.

Tappa n. 7 –San Benedetto del Tronto (cronometro individuale), 10.1 km
Percorso
Cronometro individuale di 10’050 m sul percorso che è il medesimo dal 2015. La pedana di partenza è posta in viale Tamerici (Riva sud) da dove si procede verso Porto d’Ascoli lungo il mare. Da Piazza Salvo d’Acquisto (cronometraggio intermedio – km 4.7) si prosegue ancora circa 750 m prima di risalire fino a San Benedetto del Tronto dove la corsa termina sul traguardo tradizionale di viale Buozzi. Gli ultimi 2.5 km sono praticamente rettilinei.

da sinistra: Mauro Vegni, Direttore Ciclismo di RCS Sport, Luca Ceriscioli, Presidente della Regione Marche, Pasqualino Piunti, Sindaco di San Benedetto del Tronto e Stefano Allocchio, Direttore di Corsa di RCS Sport

STATISTICHE

  • Per il 6° anno consecutivo Lido di Camaiore sarà la sede di partenza della Tirreno–Adriatico NamedSport.
  • Sacrofano è città di tappa inedita per la Tirreno-Adriatico NamedSport.
  • Il valico di Sassotetto sarà arrivo di tappa per la 3^ volta alla Tirreno-Adriatico NamedSport dopo il 2009 (Egoi Martinez) ed il 2018 (Mikel Landa).
  • Per la prima volta Loreto sarà città d’arrivo di tappa alla Tirreno-Adriatico NamedSport.
  • Arrivo tradizionale per la Tirreno-Adriatico NamedSport: San Benedetto del Tronto sarà la meta finale per la 54^ volta su 55 (solo la prima edizione, quella del 1966, non terminò a San Benedetto del Tronto: la tappa finale fu la San Benedetto del Tronto – Pescara).
  • Tre inediti di fila: Nelle ultime tre edizioni, tre nazioni diverse hanno ottenuto la loro prima vittoria nella classifica generale della Tirreno-Adriatico NamedSport: Colombia (Nairo Quintana, 2017); Polonia (Michal Kwiatkowski, 2018); Slovenia (Primoz Roglic, 2019).
DICHIARAZIONI

Mauro Vegni, Direttore Ciclismo di RCS Sport, ha detto: “La Tirreno-Adriatico è da sempre una delle corse più importanti nel panorama internazionale. Lo si evince dall’albo d’oro e dai nomi dei vincitori delle ultime tre edizioni: per la prima volta tre nazioni diverse hanno ottenuto il loro primo successo nella Generale della Tirreno-Adriatico.
Nel 2020 la Corsa dei Due Mari, prodotta e trasmessa dalla Rai, verrà distribuita in 151 paesi dei 5 continenti. Uno spettacolo sportivo ma anche turistico e paesaggistico che la Tirreno-Adriatico porterà nella casa di milioni di persone. In quanto corsa WorldTour, la serie massima del ciclismo mondiale, possiamo essere sicuri che come da tradizione ci saranno tantissimi campioni al via che daranno lustro a questa Corsa.”

Luca Ceriscioli, Presidente della Regione Marche, ha detto: “Abbiamo scelto come Regione di promuovere le Marche anche attraverso questa competizione non solo per il legame storico – rappresentato da San Benedetto, da Michele Scarponi e ora da Vincenzo Nibali, ultimo vincitore italiano della gara – ma anche perché vogliamo puntare sulle due ruote come elemento di narrazione del nostro territorio. Vogliamo identificare il nostro territorio con l’andare in bici, perché ha un valore speciale, anche etico. Non poteva mancare quindi la nostra presenza alla Tirreno-Adriatico. Sarà un anno speciale il 2020, l’anno della top destination decretata da Lonely Planet, l’anno del Giubileo di Loreto e poi i Cinquecento anni di Raffaello. Sappiamo quindi che possiamo contare anche sullo straordinario ritorno di immagine che questa gara porta da sempre con sé in tutto il mondo. Grazie, le Marche sono con voi.”     

Vegni, Ceriscioli, Piunti e Allocchio insieme a tutti i rappresentanti delle città di tappa della Tirreno-Adriatico NamedSport 2020

Stefano Allocchio, Direttore di Corsa di RCS Sport, ha detto “Il percorso di quest’anno sarà un po’ diverso rispetto alle ultime edizioni. Abbiamo pensato di togliere la cronosquadre e optare per una tappa in linea adatta ai velocisti. Inoltre ci sarà l’arrivo in salita a Sassotetto – lo stesso che vide nel 2018 vincitore Mikel Landa – che sarà lo spartiacque della corsa. Prima di chiudere con la classica cronometro a San Benedetto del Tronto avremo due tappe insidiose nel Lazio e nelle Marche coi suoi famosi muri e l’arrivo a Loreto. Credo sia un percorso equilibrato che si adatti a corridori completi che sappiano andare forte su tutti i terreni. Sono certo che la vittoria finale rimarrà in bilico fino all’ultima tappa come successo anche nelle passate edizioni”.

Pasqualino Piunti, Sindaco di San Benedetto del Tronto, ha detto: “Il matrimonio tra la città di San Benedetto del Tronto e la Tirreno-Adriatico NamedSport dura da più da 50 anni e nessun legame può resistere così a lungo senza fondamenta affettive più che solide. Questa è una bellissima storia d’amore nata tra i palmizi del nostro mare che mantiene intatto il suo fascino nonostante il passare dei decenni. La scelta di individuare proprio la nostra città come sede per presentare la corsa discende proprio da questa constatazione: qui la Tirreno-Adriatico vede la luce, qui vedrà ancora una volta la sua entusiasmante e suggestiva conclusione. Ne siamo orgogliosi”.

Alessandro Del Dotto, Sindaco di Camaiore, ha detto: “Da sei anni ospitiamo la Grande Partenza della Tirreno-Adriatico NamedSport, un appuntamento che è ormai diventato immancabile per i tantissimi appassionati di ciclismo della Versilia, ma non solo. In questo 2020 il percorso della tappa di apertura omaggerà la nostra tradizione, riportando la corsa sulle strade del mitico Gran Premio Città di Camaiore: un modo per legarci ancor più alla nostra storia e per ringraziare i tanti concittadini che negli anni hanno lavorato con passione e professionalità alla nascita e all’affermazione della corsa dei camaioresi”.

MARCHE OUTDOOR
La Regione Marche torna protagonista e lo fa con lo sviluppo di un turismo sostenibile e di qualità orientato agli amanti dell’outdoor; si parte dalla bicicletta, si parte con il nuovo portale – www.marcheoutdoor.it – e con un network bike: strutture ricettive, ristoranti, officine, guide cicloturistiche e ogni altro tipo di servizio orientati a soddisfare ogni richiesta del viaggiatore e accompagnarlo nell’intero territorio regionale.
La filosofia del progetto è quella di usare la bicicletta come mezzo facendo vivere al ciclo-turista le emozioni che il territorio marchigiano può offrire tra biodiversità, colori diversificati e un paesaggio “intatto” naturale.
Ad oggi i percorsi caricati sulla piattaforma Marche Outdoor sono 24 e da ottobre 2019 è anche disponibile l’App Marche Outdoor pensata per essere vicino a tutti i cicloturisti.

FOTO CREDIT: LaPresse




PRESEPE DI SABBIA DI LIGNANO SABBIADORO – Al via un nuovo fine settimana di visite

Un inizio assolutamente promettente per la 16° edizione del Presepe di Sabbia di Lignano Sabbiadoro che, all’8 dicembre scorso, vedeva già ampiamente superate le 6 mila visite, registrando moltissime presenze anche da fuori regione e dall’estero, con Austria e Slovenia su tutte e dalle quali sono pervenute svariate corriere piene di turisti. Con queste ottime premesse prende quindi il via un altro intenso fine settimana di visite per l’opera realizzata dagli artisti dell’Accademia della Sabbia, usando solo acqua e la meravigliosa sabbia dell’arenile lignanese. Il presepe sarà pertanto visitabile venerdì  dalle 14.00 alle 18.00 e sabato e domenica con orario continuato dalle 10.00 alle 18.00. Commenti assolutamente positivi sono pervenuti per la grande qualità delle opere e per il tema scelto per quest’anno, quello della Genesi e della Creazione del mondo. Grande soddisfazione da parte degli organizzatori per i consensi arrivati anche dalle istituzioni, con la visita nei giorni scorsi dell’assessore regionale alla Cultura del Friuli Venezia Giulia, Tiziana Gibelli, che ha dichiarato: “Sono rimasta molto colpita dalla cura e dai riferimenti storico-artistici che i maestri della sabbia hanno saputo rendere nel presepio di quest’anno, merita davvero una visita”. Dell’opera si sono già interessati anche i media stranieri con la visita della delegazione di Tele Capodistria nei giorni scorsi. Bellissima esperienza è poi quella che ha coinvolto gli allievi dell’Istituto Comprensivo “G. Carducci” di Lignano Sabbiadoro, protagonisti, assieme al maestro scultore Antonio Molin, del programma televisivo “Il calendario dell’Avvento”, andata in onda nei giorni scorsi su Rai Gulp e ancora visibile sul portale Rai Play.

Nella giornata di domenica 15 dicembre saranno proprio i ragazzi della 5° elementare dell’Istituto “G. Carducci” a gestire il presepe e a accogliere il pubblico, testimonianza della partecipazione alla riuscita dell’opera da parte di molteplici realtà del territorio. Il Presepe di Sabbia sarà visitabile tutti i giorni fino al 6 gennaio e per tutti i fine settimana fino al 2 febbraio 2020. L’entrata al presepe è a offerta libera. Info e orari su www.presepelignano.it, www.lignanosabbiadoro.com e sulla pagina Facebook Associazione Dome Aghe e Savalon d’Aur




ANA-THEMA TEATRO: BABBO NATALE TORNA IN CASTELLO

Il nuovo e atteso spettacolo natalizio di Anà-Thema Teatro in scena con due
repliche (alle 14 e alle 16) sabato 14 e tre (10.30, 14 e 16) domenica 15 dicembre
BABBO NATALE TORNA IN CASTELLO PER UN
VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEL SUO MONDO
Torna il fantastico viaggio nel mondo del Natale per conoscere
i magici personaggi che abitano la casa di Babbo Natale
e vivere le avventure della storia dello schiaccianoci

 

Dopo aver “invaso” lo scorso anno le sale di Casa Cavazzini, Babbo Natale e i suoi aiutanti tornano in castello per un weekend all’insegna di tante storie fantastiche in perfetto clima natalizio. Sabato 14 e domenica 15 dicembre, infatti, torna “Il Castello di Babbo Natale” il nuovo e atteso spettacolo itinerante natalizio firmato Anà-Thema Teatro.
Ben 5 le repliche previste per dare così modo al sempre numerosissimo pubblico che ogni anno attende questo evento con trepidazione. Sabato 14 lo spettacolo andrà in scena alle 14 e alle 16, mentre domenica 15 dicembre alle 10.30, alle 14 e alle 16, per un massimo di 100 spettatori a replica.
Il pubblico sarà suddiviso in gruppi e accompagnato nei meandri del suggestivo compendio per un’esperienza unica ed emozionante all’interno delle sale del castello e tra le opere d’arte del museo. Un fantastico viaggio nel mondo del Natale per conoscere i magici personaggi che abitano la casa di Babbo Natale e vivere le avventure della storia dello schiaccianoci. Un grande evento con attori, musicisti e cantanti, impegnati nei ruoli più belli dei simpatici amati da grandi e piccini.
Ad attenderli, all’ingresso, non potrà che esserci Babbo Natale in persona ad aprire le porte al pubblico per il benvenuto, spiegando ai visitatori cosa sta per attenderli e come districarsi tra affreschi, sculture, folletti e renne e molti altri personaggi ancora.
Per informazioni e prenotazione obbligatoria dei biglietti (al costo di 10 euro) è possibile telefonare ai numeri 04321740499 o 3453146797 o, inviare una email all’indirizzo info@anathemateatro.com.




NATALE A PORDENONE venerdì 13 dicembre Santa Lucia, teatro, musica ALAN SORRENTI

Venerdì 13 dicembre è la giornata di Santa Lucia, che si apre come da tradizione nel Natale a Pordenone con gli auguri in pediatria. A portare la gioia della musica e del canto ai piccoli malati sarà l’accademia VoCem della scuola di Musica SoundCem.
Attesissimo il corteo di Santa Lucia, accompagnata dagli asinelli, che sfilerà in centro in collaborazione con Sviluppo e Territorio e il supporto di Pn Bar, Moretto e Studio Immobiliare Tubaro & Carraro. Il corteo partirà da Borgo Colonna alle 16.45 e percorrerà via Cavallotti, via Bertossi, piazzetta cavour, piazza XX Settembre (dove ci sarà l’esibizione di Dance Mob), viale Cossetti, via Cesare Battisti, Corso Vittorio Emanuele, con arrivo alla Loggia Municipale alle 18, dove sarà accolto dal Coro della Scuola dell’Infanzia Santa Maria Goretti di Borgomeduna. Santa Lucia arriverà anche nei quartieri. Alle 19 nella parrocchia SS. Ilario e Taziano, racconterà storie ai bambini e alle bambine di Torre

Il Pordenone Christmas festival venerdì 13 dicembre alle 21.30 porta in piazza XX Settembre Alan Sorrenti, per una serata musicale tutta anni Settanta, con ingresso gratuito, che prenderà il via già alle 19.30 con la musica italiana del dj Massimo Rossini. In scaletta per il cantante italo inglese i suoi più grandi successi di sempre da figli delle stelle a Sei l’unica donna per me. “Figli delle stelle – afferma Sorrenti – ha toccato una corda invisibile che tutti abbiamo a livello inconscio e di cui molti ne sono consapevoli e sono per questo figli delle stelle. Si è trasformata nei decenni facendosi vivere da generazioni con esigenze e costumi diversi, Figli delle stelle è un modo di essere, uno stato mentale, se per mente si intende cervello connesso al cuore. Fa vibrare quella corda che forse ci collega alla nostra gioiosa solitudine universale”. Alan Sorrenti copre un ruolo fondamentale nella storia della musica italiana, in qualità di cantante e autore dallo stile unico e inconfondibile, che si è sempre rinnovato nel corso del tempo,interpretando e spesso anticipando il gusto e le tendenze delle nuove generazioni. Nato a Napoli da padre partenopeo e madre gallese,una combinazione che fa di lui un cantante non tipicamente italiano,Alan cresce con il “progressive rock” inglese degli inizi anni ’70,che finirà per caratterizzare le sue prime produzioni mentre la sua voce si ispira alle originali modulazioni di un eccentrico e innovativo cantautore californiano,Tim Buckley, che Alan riconoscerà come suo maestro. Debutta con l’album”Aria”(EMI 1972) che ottiene il premio della critica discografica come miglior album dell’anno. Il singolo “Vorrei incontrarti” tratto da questo album diventa una delle canzoni simbolo della generazione ribelle post ’68. Il suo secondo album”Come un vecchio incensiere all’alba di un villaggio deserto”(EMI 1973),r egistrato e prodotto a Londra,ospita musicisti inglesi appartenenti a gruppi significativi della scena progressive inglese, come i Van der Graf Generator, ed è contaminata dalle vibrazioni psichedeliche dei Pink Floyd. Nel suo terzo album”Alan Sorrenti”(EMI 1974), l’artista ripropone in una chiave assolutamente originale e dissacratoria il classico napoletano ”Dicitencello Vuje” che entra nelle Top 10 italiane. Un anno dopo a San Francisco realizza il suo quarto album ”Sienteme it’s time to land”(EMI 1976), con una band locale di “fusion”. “Figli delle Stelle”(EMI) esce nel 1977: oltre un milione di copie vendute solo in Italia. Il brano “Figli delle Stelle”, tratto dall’album omonimo, diverrà presto una “cult-song” e il “leading symbol” della dance italiana. La sua canzone più popolare “Tu sei l’unica donna per me” uscirà due anni dopo arrivando nei primi posti in classifica in tutta Europa, specialmente in Germania, Svizzera e Scandinavia e vincendo il Festival Bar. Il singolo “La strada brucia” e il cd album”Angeli di strada”(RICORDI 1982) segna l’inizio di una rinascita spirituale che si materializzerà nel mistico “Non si nasce mai una volta sola” del cd album “Bonno Soku Bodai”(WEA 1986) e nella successiva conversione dell’artista al “Vero Buddismo di Nichiren Daishonin”. Successivamente esplora la nuova scena musicale internaziona. Con alcuni componenti dei “Planet Funk” realizza 2 nuovi singoli,il primo :“Kyoko mon amour”che viene pubblicato in una raccolta di Greatest Hits “Miami” (EMI 1996) mentre il secondo “Paradiso Beach” tratto dal più recente cd album “Sottacqua”(SONY 2003), riceve un’ottima accoglienza da parte dei network radiofonici balzando all’attenzione delle nuove generazioni.

Venerdì 13 dicembre alle 20.45 la rassegna Teatri dell’Anima a cura di Eta Beta porta nella Chiesa del Cristo di Pordenone, con i suoi affreschi trecenteschi, o spettacolo “Acquasantissima”, diretto ed interpretato da Fabrizio Pugliese su un testo di Francesco Aiello e Fabrizio Pugliese. Musiche di Remo Da Vico. Nella messa in scena si rifletterà sul rapporto tra mafia e religione. L’ingresso è gratuito. Dopo lo spettacolo, sarà possibile incontrare l’attore. Inoltre, il giorno dopo, sabato 14 dicembre, nella sede di Etabeta Teatro dalle 10 alle 17, è stato organizzato un workshop di narrazione con lo stesso Fabrizio Pugliese. Che cosa determina la non contraddizione tra la cultura mafiosa e quella cattolica? Com’è possibile all’interno della stessa Chiesa la presenza di un Dio dei carnefici e un Dio delle vittime? La mafia può contare su miti potenti, riti, norme e simboli di forte presa, senza i quali sarebbe come un popolo senza religione. Grazie a questo i mafiosi hanno costruito un’immagine di se da ‘uomini d’onore’, paladini dell’ordine che fanno giustizia, ma nella loro lunga storia non hanno mai difeso i deboli contro i forti o i poveri contro i ricchi: la mafia è un fenomeno di classi dirigenti, di potere. In scena è un mafioso stesso a parlare: le storie e fatti sono filtrati attraverso il suo sguardo con l’intento non di condannare, (troppo facile e troppo spesso acquiescente) ma porre domande, spunti di riflessione ragionare e ripensare quella giusta e ‘complessa’ etica religiosa e sociale dove intenzione e responsabilità hanno pari forza e valore. Il testo dello spettacolo nasce da un lunghissimo lavoro di ricerca sulla ‘ndrangheta per sondarne la natura arcaica, la capacità silenziosa di ramificare le proprie azioni criminali, di creare quei legami che ne fanno una delle mafie più rispettate e “sicure” (la ‘ndrangheta ha un numero assolutamente esiguo di pentiti), e per quella commistione di rituali e regole di comportamento interne estremamente complesse, quasi fosse una società parallela a quella ufficiale. Proprio questa sua arcaicità ha generato un personaggio archetipico, con la caratura di un protagonista shakespeariano che ci consegna uno sguardo spietato e lucido sul presente.

Alle 21 di venerdì 13 dicembre Speakeasy porta in scena Troppo genio, di Lisa Moras con Alejandro Bonn. Protagonista è Leonardo è un ragazzo che fa l’attore e viene da Vinci. Precisa volontà della madre, un nome per la buona sorte, per la fortuna, per il futuro. Ironia della sorte da anni porta in giro uno spettacolo su Leonardo da Vinci e non ne può più. Quel nome è troppo, quel confronto è continuo e lui lo spettacolo non lo vuole portare a termine. Uno spettacolo sul procrastinare, sul destinare al futuro sull’aspetto più umano del genio, su quel suo perdersi nello studio mancando le scadenze e su quelle cose non finite che ancora oggi ci parlano. Dalle 20 aperitivo con Vigneti Pitars, Vanilla Sky 2.0 e Erica Santarossa.




Le ex carceri del castello di Gemona del Friuli riaperte per la mostra “Il Friuli al tempo di Leonardo”

Il castello di Gemona, chiuso dal 1976, dopo il terremoto, verrà riaperto entro fine anno. E sarà una mostra su Leonardo da Vinci a celebrare l’occasione.

L’apertura con una mostra su Leonardo. Il 19 dicembre sarà una data che tutti i Gemonesi, e non solo, conserveranno nella memoria: l’edificio delle ex carceri  del Castello saranno riaperte alle 12 con l’inaugurazione della mostra “Il Friuli al tempo di Leonardo”, che sarà introdotta dal critico d’arte professor Vittorio Sgarbi e che è stata realizzata nell’ambito della rassegna di eventi “

“Frammenti di Genio”, l’iniziativa proposta, spazia tra la figura di Leonardo a quella del Rinascimento friulano, che ha presentato tratti peculiari rispetto al resto della penisola. I partner del progetto sono: l’Università di Udine, con la cattedra Unesco seguita da Stefano Grimaz, la Fondazione Friuli, la Fondazione Palazzo Coronini Cronberg, La Cineteca del Friuli e l’Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli. Alla guida del progetto c’è Daniele Macuglia, storico dell’università di Chicago, specializzato nella figura del pittore italiano.

L’assessore alla cultura, Flavia Virilli, si era già  soffermata sulla rilevanza del progetto culturale che sta dietro all’apertura dell’edificio delle ex carceri del castello, che avviene nell’anno del 500° anniversario della morte di Leonardo e “celebra non solo la rinascita culturale, della quale il genio di Vinci fu precursore, ma diventa anche il germoglio di una nuova rinascita:  quella che tutti auspichiamo per il centro cittadino, che freme nell’intento di valorizzare, in una cornice nazionale, la propria ricchezza fatta di storia, cultura e memoria”. “L’esordio – aveva concluso Virilli, alla proposta del progetto  –  avverrà con una mostra importante, per i contenuti storici e documentali che andrà a proporre, e che ha preso forma anche grazie al prezioso supporto di prestigiose realtà nazionali e internazionali, quali le università di Chicago, Udine e Trieste e la Biblioteca Ambrosiana di Milano”. Quindi il sogno diviene realtà. “Abbiamo voluto imprimere un’accelerazione per riutilizzare almeno una parte del maniero, riconsegnandolo alla comunità gemonese e regionale, quale luogo simbolo della ricostruzione”. Esordisce così il sindaco di Gemona, Roberto Revelant, nel precisare  che “non si tratta dell’inaugurazione del Castello in quanto i lavori non sono ancora terminati”. “Tuttaviaprosegue il sindaco riteniamo che non si possa attendere quel momento anche in considerazione del fatto che partirà proprio ora la progettazione degli ultimi 2 lotti che interesseranno la risalita meccanizzata e la “torate”. Ringraziamoaggiunge – l’assessore  regionale Gibelli e la Soprintendente Bonomi per averci aiutato in questo primo avvio di un progetto culturale che vogliamo imprimere alla nostra Città. Il messaggio più forte lo vogliamo mandare a tutti i gemonesi e a tutte le attività economiche, in particolare quelle del centro storico: questo sarà un nuovo punto di partenza, che assieme ad altre scelte strutturali che vedremo nei prossimi mesi, punterà a rilanciare il cuore della nostra città ritornando a diventare riferimento per un territorio molto ampio e che possa attirare nuovi investitori”.