Meno di due settimane all’Overjam 2019

Mancano meno di due settimane all’Overjam International Reggae Festival ed è già tutto pronto per questa ottava edizione, che si svolgerà dal 15 al 18 agosto a Tolmino (Slovenia), sulle rive del fiume Isonzo.

In line up più di 40 artisti internazionali, tra cui spiccano Alborosie & Shengen Clan, Israel Vibration, Queen Ifrica, Junior Kelly, Ward 21, Zion Train, Cali P, Lion D e Raphael. Il palcoscenico della spiaggia accoglierà molti sound system amici storici del festival, insieme a diverse novità e la ricca programmazione extramusicale vede confermati i consueti incontri della University, corsi e workshop e l’area per bambini Overjam4Kidz nelle giornate di venerdì 16 e sabato 17; non mancheranno inoltre il mercatino e un’ampia offerta gastronomica.

Quest’anno, durante il giorno sarà possibile scegliere tra nove diversi workshop che si terranno sulla spiaggia fluviale dalle 11 alle 18, dallo slackline insieme a una crew di Malta, alla meditazione con campane tibetane, dalla pittura alle decorazioni con henné e la possibilità di essere guidati nella creazione di acchiappasogni. Inoltre sarà possibile partecipare a un laboratorio di musica africana molto speciale, organizzato dal gruppo sloveno Bokademia.

Due le sessioni della tradizionale Overjam University: venerdì 16 si parlerà di attività sostenibili ed ecologiche, con particolare attenzione all’utilizzo della canapa e dei suoi derivati, con la presenza di Ziggi Earthwide; mentre sabato 17 il tema centrale sarà la cultura dei sound system nel Regno Unito e il suo impatto sociale dagli anni ’50 nelle comunità di origine caraibica fino agli eventi e aree attualmente più massificati.

L’impegno con l’ambiente verrà messo in pratica in particolare con l’uso di materiali riciclabili e biodegradabili e un’ampia offerta di cibo vegano. Inoltre è stata aggiunta l’opzione di noleggiare una tenda ‘Kartent’, già assemblata e pronto all’uso, 100% riciclabile e completamente resistente al sole e alla pioggia.

Come sempre, il festival si svolgerà in una location spettacolare: la confluenza dei fiumi Isonzo e Tolminka, vicino al Parco Nazionale del Triglav, a pochi chilometri da Trieste e Lubiana.

Sia gli abbonamenti (€ 100 più commissioni) che i biglietti giornalieri (€ 39 più commissioni), incluso il campeggio, sono in vendita sul sito Web Mhshop. I bambini fino a 12 anni entrano gratuitamente, così come gli accompagnatori di persone disabili. Acquistando quattro abbonamenti è possibile risparmiare €30 sull’importo totale. Ancora disponibili anche alcuni biglietti con accesso alla “Comfort Area”, un’area con WiFi potenziato, bar e servizi propri, nonché un ingresso più vicino dalla città, con un proprio parcheggio e accesso diretto al palco principale. L’area campeggio e le biglietterie apriranno mercoledì 14 agosto.

Tutte le info sono disponibili su www.overjamfestival.com.

Guendy Furlan




CANTO LIBERO  “Omaggio alle canzoni di Battisti e Mogol” Mercoledì 31 luglio – UDINE, Castello 

 

Ore 18.30 Apertura biglietterie

Ore 19.30 Apertura porte

Ore 21.30 Inizio concerto

 

Nuovo appuntamento con la rassegna Udine Vola 2019. Mercoledì 31 luglio, sul palco del Castello di Udine, andrà in scena la serata evento dedicata alla miglior musica italiana, con l’omaggio al duo Battisti e Mogol, proposto dalla band Canto Libero, fra i più apprezzati tributi del Nordest a queste due grandi figure della nostra storia musicale. I biglietti per lo spettacolo sono ancora disponibili nei punti autorizzati Ticketone lo saranno anche alla biglietteria del concerto, a partire dalle 18.30. Porte aperte al pubblico alle 19.30, con inizio dello spettacolo previsto per le 21.30. La rassegna “Udine Vola 2019” è organizzata da Zenit srl, in collaborazione con Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Udine e PromoTurismoFVG e inclusa nel calendario eventi di UdinEstate. Tutte le info su www.azalea.it

Canto Libero propone uno spettacolo che omaggia sì Battisti e Mogol, ma che va ben oltre alla semplice esecuzione di cover dei brani dei classici del repertorio dei due. Il gruppo, infatti, rilegge gli originali mantenendo una certa aderenza ma cercando di non risultare mera copia, mettendoci la propria personalità e sensibilità musicale e facendo emergere anche tutta l’anima blues e rock che Battisti aveva. La voce di Fabio “Red” Rosso, il pianoforte e la direzione musicale di Giovanni Vianelli, le chitarre di Emanuele “Graffo” Grafitti e Luigi Di Campo, Alessandro Sala al basso e alla programmazione computer, la batteria di Jimmy Bolco, le percussioni e la batteria di Marco Vattovani, Luca Piccolo alle tastiere, le splendide voci di Joy Jenkins e Michela Grilli, i video di Francesco Termini e l’eccezionale ingegnere del suono Ricky Carioti (fonico anche di Elisa) rileggono “La canzone del sole”, “Una donna per amico”, “Ancora tu”, “E penso a te”… e gli altri grandi successi di Battisti che hanno fatto e fanno tuttora sognare intere generazioni. 

ll primo grande riconoscimento del valore artistico del progetto Canto Libero arriva a fine 2015 con uno spettacolo sold-out al Politeama Rossetti di Trieste che vede anche la partecipazione straordinaria di Mogol in persona, che dà la benedizione ufficiale al Canto Libero. L’esperienza si ripete ad aprile 2017, quando Mogol torna sul palco con la band nella data udinese per l’ennesimo sold out al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, e ad agosto 2017 a Grado. Uno spettacolo con alle spalle già 2 tour teatrali: il primo partito nel dicembre 2016 e concluso nell’aprile 2017 dopo 15 date e 8.000 spettatori in teatri di prestigio come il Del Monaco di Treviso, il Ristori di Verona, l’Archivolto di Genova, il Duse di Bologna; il secondo partito in ottobre 2017 e terminato in aprile 2018 dopo 24 date e 15.000 spettatori presenti passando venue storiche e di primo piano come il Teatro Filarmonico di Verona, il Teatro Toniolo di Mestre, il Teatro Celebrazioni di Bologna, il Teatro Nuovo di Ferrara, il Politeama Genovese di Genova, il Teatro Goldoni di Livorno e tanti altri. Nell’estate 2017 inoltre è uscito l’album della band composto da brani registrati live in studio (all’Urban Recording Studio della Casa della Musica di Trieste) e nei teatri italiani che avrà un seguito già programmato per i prossimi mesi. Con la produzione della Good Vibrations Entertainment, Canto Libero nasce da un’idea di Fabio “Red” Rosso, già lead vocalist di varie band, e la direzione di Giovanni Vianelli

 

Prossimi appuntamenti con Udine Vola 2019 la serata dedicata ai Queen con il concerto dei 6 Pence (1 agosto) e l’atteso nuovo spettacolo teatrale di Enrico Brignano (3 agosto). Info su www.azalea.it 

D.F.




Luci in diga, Diga di Selva, Val Tramontina (Pordenone) Emozioni mozzafiato sabato 3 agosto

Cena esclusiva a lume di candela sulla diga illuminata
Concerto blues di Barbara Errico, incontro con Alfio Scandurra e l’asino Fiocco

Un evento esclusivo, in una location mozzafiato, la Diga di Selva in Val Tramontina eccezionalmente illuminata. Lo propone il comune di Tramonti di Sopra (Pordenone) sabato 3 agosto alle 18 in collaborazione con Edison, nell’ambito dei Dolomiti Days, con prenotazione obbligatoria allo 0427/869412 o 3452367811 entro il primo agosto. L’intento è quello di mettere in luce, appunto, un luogo insolito, che costituisce un connubio di grande fascino tra l’ingegno umano e la natura. Per gli appassionati sarà anche un modo per vedere da vicino il funzionamento di una diga, che verrà spiegato da un tecnico Edison, ente gestore dell’impianto. L’occasione di vedere e vivere la Val Tramontina con occhi diversi e da prospettive nuove proseguirà con l’intervento di Alfio Scandurra, che con l’asino Fiocco ha da poco terminato un trekking nella valle. Il pordenonese Scandurra, accompagnato dall’inseparabile amico a quattro zampe e lunghe orecchie pelose, parlerà della sua esperienza e delle emozioni vissute, in una straordinaria avventura dietro la porta di casa, alla ricerca di un ritrovato rapporto con la natura e l’ambiente. Durante la serata verrà proiettato anche il suo videodiario, che permetterà un assaggio delle sensazioni e delle atmosfere particolari che si possono vivere in un percorso lungo la valtramontina – luogo ricco di storia, bellezze uniche e particolarità – a piedi, accompagnati da un amico speciale. “Piatto forte” della serata, è il caso di dirlo, sarà una degustazione di prodotti tipici, sapientemente elaborati dal ristorante Regina di Polcenigo, serviti con eleganza su tovaglie bianche e candele, nella scenografia unica della diga a strapiombo sulla valle circondata dalle montagne, a due passi dal cielo. A completare le suggestioni della serata, la splendida voce di

Barbara Errico

Barbara Errico che, accompagnata dagli Short Sleepers (Andrea Castiglione, chitarra elettrica e voce, Carlo De Bernardo basso, Jack Iacuzzo batteria) interpreterà il più bel repertorio blues di sempre.
Di lei Lelio Luttazzi ha detto: “Per me rappresenti la perfezione”. L’artista udinese, affermata cantante jazz e blues e insegnante di canto (tra i suoi allievi anche Elisa), nel 1999 fu votata come “Miglior nuovo talento” dalla rivista nazionale “Musica Jazz” e ricevette il Premio speciale “Moret d’Aur Fvg”. Nel 2010 rientrò tra le dieci migliori cantanti Jazz italiane selezionate dalla rivista nazionale “Jazz It” nella rassegna “Jazz It Awards 2010”, nel 2011 ottenne la Nomination all’“Italian jazz Awards 2011” (Oscar della musica italiana). Nominata nel Premio Tenco 2014, per il cd “Sentimentale dedicato a Lelio Luttazzi”, l’anno successivo ha conquistato il riconoscimento “Segno Donna 2015”. Ha collaborato e collabora con i migliori musicisti jazz a livello nazionale. Ha inciso numerosi cd jazz e partecipato a vari festival e concerti, sia in Italia che in Europa. Ha collaborato, fra gli altri, con Robert Miles.




le Giornate del Cinema Muto di Pordenone 38a edizione, dal 5 al 12 ottobre 2019

Approfondire la conoscenza del cinema muto e dell’epoca che lo ha prodotto, tornare a quella stagione di sperimentazione del nuovo mezzo cinematografico, cogliere le numerose connessioni fra passato e presente e, non ultimo, vivere la magia di uno spettacolo che fonde le immagini girate un secolo fa con la musica eseguita dal vivo da un pianista, da un ensemble o da un’intera orchestra: è questa l’esperienza che, anno dopo anno, le Giornate del Cinema Muto di Pordenone offrono al loro pubblico di esperti in arrivo da ogni parte del mondo e ai sempre più numerosi appassionati, interessati a riscoprire un’arte che, grazie alla musica, muta in realtà non è stata mai.

 

TRE EVENTI CON L’ORCHESTRA

 

Per la 38a edizione, che si svolgerà dal 5 al 12 ottobre 2019, come sempre al Teatro Comunale Giuseppe Verdi, il direttore Jay Weissberg gioca subito l’asso proponendo in apertura uno dei film più amati di sempre, The Kid (Il monello) di Charles Chaplin, accompagnato dalla musica composta dallo stesso Chaplin per la riedizione del 1971, restaurata e arrangiata dal maestro Timothy Brock, che sabato 5 ottobre dirigerà nell’esecuzione l’orchestra San Marco di Pordenone. L’evento sarà replicato il pomeriggio di domenica 13 ottobre, nell’ambito della stagione musicale del Verdi, con la direzione dell’orchestra affidata a Günter A. Buchwald.

Il primo lungometraggio di Chaplin, girato fra il 1919 e il 1920, uscito nel 1921 e considerato da molti il suo capolavoro, racconta com’è noto la storia di un neonato abbandonato da una ragazza madre e adottato dal poverissimo Charlot, che ne farà il monello impersonato da Jackie Coogan. Sulla performance del piccolo attore, destinato a diventare il più famoso divo bambino del cinema muto, David Robinson, critico e biografo ufficiale di Chaplin (oltre che direttore emerito delle Giornate), ha scritto: “Nessun bambino, nel cinema sia muto che sonoro, ha mai superato, per naturalezza e intensità dei sentimenti, Jackie Coogan nei panni del monello.”

 

Per la serata conclusiva, un altro titolo leggendario: The Lodger (Il pensionante, 1927) di Alfred Hitchcock, con un ambiguo quanto affascinante Ivor Novello. Film ad alta tensione ambientato nella nebbia di Londra, come recita il sottotitolo “A Story of the London Fog”, The Lodger è tratto dal romanzo di Marie Belloc Lowndes ed è ispirato alla vicenda di Jack lo Squartatore, il cui ricordo, a quattro decenni di distanza, era ancora vivo nella capitale inglese. “Forse la migliore produzione britannica di tutti i tempi”, scriveva all’epoca il “Bioscope”, e Hitchcock stesso lo considerava il suo primo vero film, ovvero quello in cui per la prima volta il regista si riconosceva nel proprio stile, geniale combinazione di suspense e humour uniti a un’abile messa in scena. La nuova partitura composta per The Lodger da Neil Brand sarà eseguita dall’Orchestra San Marco diretta da Ben Palmer.

L’evento orchestrale di metà settimana (mercoledì 9 ottobre) è il capolavoro del 1929 del regista sovietico Fridrikh Ermler, Oblomok imperii (Un frammento d’impero), con Fyodor Nikitin. Struggente metafora dei mutamenti avvenuti in Unione Sovietica negli anni Venti, è la storia di un soldato segnato pesantemente dalla guerra che dopo dieci anni, nel 1928, ritrova la memoria e torna nella sua città, San Pietroburgo diventata Leningrado, trovandovi finalmente pace ma anche lo sconforto di fronte a una società completamente cambiata dopo la Rivoluzione. Fino a poco tempo fa disponibile solo in copie lacunose, il film è presentato non solo nel nuovo restauro realizzato da San Francisco Silent Film Festival, EYE Filmmuseum e Gosfilmofond ma anche con la partitura orchestrale originale recentemente riscoperta, che a Pordenone avrà la sua prima internazionale dopo un’unica esecuzione a Mosca. A dirigere l’orchestra sarà Günter A. Buchwald.

 

LE PRINCIPALI RETROSPETTIVE

 

Protagonista della personale di quest’anno è la più grande star del western muto, William S. Hart. Con un volto iconico come quello di Buster Keaton e una laconicità che ha influenzato generazioni di attori cowboy (incluso John Wayne), la popolarità di Hart rivaleggiava all’epoca con quella di Chaplin. Nell’affollatissimo panorama del western, i suoi film si distinguevano per l’attenzione e l’apprezzamento sia per la cultura dei bianchi sia per quella dei nativi americani. Fra i titoli in programma – sette lungometraggi e sette cortometraggi – anche il nuovo restauro di The Aryan (Il bandito della miniera d’oro, 1916), un film a lungo creduto perduto, riscoperto pochi anni fa a Buenos Aires e che sarà presentato in prima mondiale. La retrospettiva è realizzata in collaborazione con il William S. Hart Museum di Newhall, California.

 

Ritorna a Pordenone l’allegra brigata delle “Nasty Women”. Con questo titolo era stata proposta nel 2017 una serie di cortometraggi comici – la maggior parte risalente agli anni ’10 del secolo scorso e alcuni anche precedenti – in cui le protagoniste, donne e ragazze dal carattere forte, gettavano scompiglio nel loro ambiente sovvertendo le regole dettate dal potere patriarcale. Accolta dagli studiosi di cinema come un nuovo punto di riferimento per la comprensione del genere comico, la serie avrà un seguito quest’anno con diversi altri titoli di “Nasty Women” presentati all’interno della più ampia sezione sulle origini dello slapstick europeo. Questo sottogenere della commedia ha avuto ovunque uno straordinario successo commerciale e vanta fra i suoi esponenti i più grandi comici di tutti i tempi, eppure molto rimane ancora da scoprire. Con la nuova rassegna si cercherà di risalire alle origini dello slapstick in Europa, collegando gag e numeri comici alle loro fonti, rintracciabili nella tradizione del music hall e del vaudeville ma anche nel circo, seguendone poi l’evoluzione nei primi cortometraggi comici e, in seguito, nei lungometraggi. Tutto, ovviamente, a suon di musica e di risate.

 

La centralità delle donne torna in altre parti del programma delle Giornate del Cinema Muto 2019. Si vedranno, fra gli altri, alcuni lavori con due vedettes d’oltralpe come Suzanne Grandais, la Mary Pickford francese, e la mitica Mistinguett, oltre a una delle prime grandi produzioni con Joan Crawford, il film MGM Sally, Irene e Mary (1925) di Edmund Goulding, da poco restaurato dal George Eastman Museum di Rochester (New York).

 




Occit’amo il programma del 2 e 3 agosto

VENERDÌ 2 AGOSTO 2019 – LAGNASCO

Ore 21.30 Castello di Lagnasco

 

HERVÉ BARMASSE, LA MIA VITA TRA 0 E 8000 – A cura di Borgate dal Vivo

Una chiacchierata con l’alpinista italiano Hervè Barmasse, che si racconta e racconta il suo rapporto con la montagna.

In apertura il concerto “Genova di Mare e di Sale” con il Gruppo Spontaneo Trallallero, Laura Parodi e Julyo Fortunato

Ingresso € 5 (per i bambini fino agli 8 anni di età il biglietto d’ingresso è gratuito)

 

“Nato e cresciuto ai piedi del Cervino, in una famiglia in cui il mestiere di guida alpina si tramanda da diverse generazioni, sembrava che non avessi altra scelta se non quella di diventare anch’io un alpinista. In realtà tutto avvenne un po’ per caso e in modo graduale.

A quindici anni ero una promessa dello sci poi un brutto incidente durante una competizione interruppe irrimediabilmente il mio futuro da professionista. Dopo un anno di riabilitazione, mio padre, decise di farmi un regalo: accompagnarmi sul Cervino. E così all’alba gelida di una mattina di ottobre eccomi pronto a scalare per la prima volta la Gran Becca.

Allora non potevo immaginare che, attraverso la montagna, avrei vissuto alcuni dei momenti più importanti della mia vita. Quel giorno pensavo solo a camminare, a non inciampare e a non rallentare il passo di mio padre. Quel giorno sul Cervino, inconsapevolmente, avevo deciso quale sarebbe stato il mio futuro.”

 

Hervé Bermasse in breve:

  • Alpinista professionista
  • Atleta del global team The North face
  • Storyteller – Conferenze alpinistiche e motivazionali
  • Outdoor coaching and motivational day
  • Guida alpina
  • Istruttore delle guide alpine
  • Tecnico del soccorso alpino
  • Maestro di sci e di snowboard
  • Allenatore federale di sci alpino
  • Regista dei film Linea Continua e Non così Lontano
  • Autore del libro La montagna dentro edito da Laterza
  • Consulente aziendale nel settore outdoor
  • Fotografo – Pubblicazioni per le principali riviste di montagna tra cui Alpinist, Desnivel, Meridiani Montagne, Alpin, Alp, Campo Base, Gory

 

I Biglietti possono essere acquistati al:

Box Office Piemonte Ticket e online sul sito:http://www.ticket.it/

Direttamente presso Fondazione Amleto Bertoni, IAT Saluzzo e Filatorio di Caraglio

 

 

SABATO 3 AGOSTO 2019 – SAN DAMIANO MACRA

Ore 22.00 Piazza del Comune

 

CONCERTO LOU SERIOL

Nati nel 1992 come gruppo di musica trad, Lou Seriol è diventato nel corso degli anni una delle band più longeve e conosciute del panorama della nuova musica tradizionale occitana. Dai primordi acustici alla formazione attuale il fil-rouge è quello della trad-innovazione rigorosamente in lingua d’Oc.Organetto diatonico, auti, voci vengono affiancati dai ritmi delle ballate occitane e il tutto viene rivisto e stravolto fondendo sonorità antiche con l’attualità pop e rock del tempo. Le influenze richiamano la pachanka, il reggae, il punck il mix risulta esplosivo e coinvolgente. Brani tradizionali come “Au pont de Mirabel” diventano ballad storiche e nuove composizioni come “Laiseme” si annoverano come uno dei classici della nuova musica di composizione occitana. Innovare per non dimenticare, innovare per sentirsi vivi e far vivere una musica e una cultura pulsante nei cuori dei componenti della band, codificandola in mille sfaccettature ma facendo fede allo spirito popolare da cui si proviene.

Lo spirito sicuramente è quello della festa ma anche e soprattutto la era rivendicazione della propria terra, veicolando la comunicazione dei grandi temi globali vicino a quelli locali senza mai dimenticare la sensibilizzazione e la riscoperta di una lingua e tradizione che continua a vivere, nelle musiche e nei testi delle canzoni, verso un pubblico che non sempre conosce la realtà Occitana ma soprattutto verso quel pubblico occitano che parla in lingua d’Oc.




Assisi Suono Sacro: Programma del 2 Agosto

Prosegue la settima edizione del festival musicale Assisi Suono Sacro. Nella giornata del 2 Agosto primo appuntamento con la serie dei Momenti di Meditazione Musicale (Borgo Antichi Orti, Assisi, Ore 22:00).

Gli incontri vedranno il direttore artistico del Festival, Andrea Ceccomori, nella sua veste di flautista, portando al pubblico degli appuntamenti in cui il focus sarà sull’esperienzialità della musica, vista come strumento di elevazione e condivisione. Da Bach a Part, tra improvvisazioni ed emozioni, la musica incontra la spiritualità in questi incontri volti ad unire il meglio dei due mondi nel festival che più rappresenta la loro comunione.

La serata sarà introdotta da Alessia Agiapal Kaur e vedrà la collaborazione delle associazioni Aletheia e Yogassisi..

Andrea Ceccomori

Andrea Ceccomori, flautista internazionale e versatile, è ideatore e fondatore del progetto Assisi Suono Sacro (festival e corsi) e del progetto Baton for Peace di Concerti per la Pace. Da sempre attento ad una musica che sappia parlare il linguaggio dell’interiorità, delle emozioni, in cerca di una autenticità del suonare e del fare musica che possa costruire un musicista ispirato e illuminato. Una musica che parte dal suono povero, dalla improvvisazione come metodo creativo per aprirsi potenzialmente a tutti i linguaggi rimanendo comunque, per scelta stilistica. nella classicità di un linguaggio seppure universale. All’attivo ha collaborazioni con grandi nomi internazionali, da Cecilia Chailly a Javier Girotto, Franco Battiato, Antonella Ruggero, Ludovico Einaudi, Jacqulyn Buglisi, Markus Stockhausen, Toni Esposito, e molti altri,  con oltre 300 prime esecuzioni di compositori da tutto il mondo e sue stesse composizioni, esibizioni da solista nei più importanti centri italiani ed esteri, dal Lincoln Center di New York dove è il musicista ufficiale del Memorial 11 settembre, al Kings Place di Londra, alla Roy Thomson Hall di Toronto, al Teatro San Pedro di Porto Alegre ,Teatro Scriabin di Mosca, al Vaticano Aula Paolo VI. Si è esibito per il compleanno di Papa Francesco dopo il primo anno di pontificato e a Castelgandolfo per Benedetto XVI. Ha realizzato oltre 10 titoli di cd con pubblicazioni di articoli, libri, metodi, e registrazioni televisive e radiofoniche RAI e radio Vaticana.




A Milano dal 7 al 10 novembre 2019 la seconda edizione del Festival della Peste!

Torna anche quest’anno a Milano, dal 7 al 10 novembre 2019, il Festival della Peste!, promosso dalla Fondazione Il Lazzaretto e dedicato alla contaminazione tra arte, performance, danza, musica e pratiche psico-fisiche. Al centro della seconda edizione, una riflessione sul tema della vecchiaia, inteso come stimolo per interrogarsi su tempo, memoria individuale e collettiva, confronto tra generazioni e trasformazione dei corpi, a partire dai cambiamenti in atto nel contemporaneo. Saranno quattro giorni di incontri, mostre, conversazioni, laboratori con la volontà di “contagiare” la città a partire dagli spazi della Fondazione in Via Lazzaretto 15 e in altri luoghi come la Chiesa di S. Carlo al Lazzaretto, che ospiterà l’opera vincitrice del premio Lydia! 2019, la Casa Museo Boschi di Stefano, la Casa di Riposo Don Leone Porta e altri ancora. Obiettivo del Festival della Peste! è favorire processi di trasformazione collettiva e individuale, a partire dalla definizione del programma, risultato di un anno di lavoro, dialoghi, workshop e incontri con artisti, performer, curatori, filosofi, con il coinvolgimento dello stesso pubblico, chiamato a contribuire alla costruzione del Festival ponendo domande, fornendo idee e punti di vista. Tante le novità e gli ospiti della prossima edizione: tra gli altri, l’attivista Lorella Zanardo che presenterà un nuovo lavoro sulla trasformazione del volto al tempo dell’era digitale; l’artista Elisa Giardina Papa con la nuova performance del progetto When the Towel Drops Vol. 1 Italia su censura e rappresentazione della sessualità femminile nella storia del cinema, frutto di un laboratorio partecipativo ospitato nei mesi scorsi dalla Fondazione; la cantante Camilla Barbarito, in arte Nina Madù che si esibirà in un concerto con musiche originali ispirate alle storie di oggetti del passato raccolte a maggio nel corso di un evento a Il Lazzaretto; il narratore e saggista Gianni Vacchelli con un evento dedicato ai temi danteschi; l’artista Cristina Pancini che coinvolgerà il pubblico in un originale percorso spazio-temporale tra arte moderna e contemporanea, con la partecipazione della Casa Museo Boschi Di Stefano e la Casa di Riposo Don Leone Porta; la danzatrice Cristina Negro che, insieme all’attore Simone Lampis e all’esperta di scrittura creativa Roberta Secchi, presenteranno un laboratorio in cui i partecipanti potranno sperimentare con il proprio corpo “pratiche di risveglio sulla vecchiaia”.

.Camilla Barbarito, in arte Nina Madù

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Nessun Dorma: Pratiche di risveglio sulla vecchiaia.

Inoltre, da quest’anno il Festival della Peste! si espande al di fuori della Fondazione Il Lazzaretto per aprirsi e coinvolgere sempre di più la città. Sarà infatti la Chiesa di S. Carlo al Lazzaretto – situata proprio al centro del quattrocentesco ex Lazzaretto di Milano a uso dei malati qui ricoverati – ad ospitare la mostra di Gaia De Megni, vincitrice dell’edizione 2019 del premio Lydia! per artisti under30, promosso dalla Fondazione con la mentorship dell’artista Adrian Paci. In dialogo con la particolare archittettura della Chiesa a pianta ottagonale, l’artista proporrà una rielaborazione di sceneggiature cinematografiche attraverso un intervento ispirato al tema del tempo e della memoria collettiva.  Nata a Milano nel 2014, nell’area dove un tempo aveva sede l’antico Lazzaretto, la missione della Fondazione Il Lazzaretto è, infatti, quella di proporre e sviluppare un metodo di ricerca practice-based, innescando processi di contaminazione. Storicamente il Lazzaretto era il luogo della cura e della separazione dal resto del mondo. Essere una “peste” oggi significa invece aprirsi alle possibili contaminazioni del mondo, camminare sui confini, forzare il limite con ironia e divertimento, provare a cambiare insieme logica e immaginazione.

Esercizi di filatura del tempo tra arte e bioenergetica

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When the Towel Drops Vol. 1 Italia

 Appuntamenti del Festival della Peste! 2019 (in progress

 

Mostra di Gaia De Megni, vincitrice del premio Lydia! 2019

A cura di: Fondazione Il Lazzaretto

La mostra presenta il lavoro di Gaia De Megni, vincitrice dell’edizione 2019 del premio Lydia! per artisti under30, promosso dalla Fondazione Il Lazzaretto con la mentorship dell’artista Adrian Paci. Attraverso la rielaborazione di sceneggiature cinematografiche, l’opera propone un dialogo tra spazio e narrazione. La filmografia evocata è quella riconducibile all’immaginario collettivo, quella prodotta dallo spettatore sulla scorta della propria esperienza, quella immateriale, metafisica, visibile solo agli occhi di chi esercita ancora il potere della fantasia.

Macerie di DNA

Opera musicale per voce, corde, tasti e oggetti spettrali

Progetto e ideazione di: Camilla Barbarito, in arte Nina Madù

Concerto di musiche originali ispirate dalla raccolta di vecchi oggetti, lettere, diari, fotografie e documenti vari ritrovati avvenuta negli scorsi mesi nel corso di un evento ospitato dalla Fondazione e che ha coinvolto circa un centinaio di persone, intrigate dall’idea di far parlare il passato.

When the Towel Drops Vol. 1 Italia

Performance artistica su censura e rappresentazione della sessualità femminile nella storia del cinema

Di: Elisa Giardina Papa e il collettivo Radah May

A cura di: Claudia D’Alonzo | In collaborazione con: Accademia G. Carrara di Bergamo e Codici – Ricerca e Intervento | Media partner: CheFare, Digicult

Il progetto artistico in progress del collettivo Radha May (Elisa Giardina Papa, Bathsheba Okwenje, Nupur Mathur) esplora le rappresentazioni censurate della sessualità femminile dagli anni Cinquanta, attraverso sequenze mai viste di film e documenti provenienti dall’archivio della Revisione Cinematografica. Scene tagliate e i documenti redatti dalla commissione di censura cinematografica diventano un archivio basato su un paradosso: proprio ciò che è stato rimosso in passato racconta nel presente le trasformazioni della società su temi quali la sessualità, il pudore, la moralità, il potere nel corso di decenni di grande cambiamento nel paese. Il materiale così raccolto è stato al centro di un laboratorio partecipato condotto dall’artista Elisa Giardina Papa. Da questo percorso nasce una versione inedita della performance durante la quale i partecipanti al laboratorio daranno corpo e voce ai documenti e ai momenti storici che testimoniano.

Nessun Dorma: Pratiche di risveglio sulla vecchiaia. Scritti – corpi – visioni

Laboratorio pratico aperto a tutti, performance, esperienze di improvvisazione/composizione in sottogruppi con condivisione finale. 

Condotto da: Simone Lampis, Cristina Negro, Roberta Secchi.

Durante l’anno, la Fondazione Il Lazzaretto ha ospitato un laboratorio nel quale il tema della “vecchiaia” ha incontrato i corpi e le menti dei giovani partecipanti con cadenza regolare. Tre conduttori – danzatrice, attore, esperta di scrittura creativa – si sono alternati e combinati nel guidare gli incontri con il gruppo, formato da persone che si conoscono già da diversi anni di pratica laboratoriale. Ne sono emerse improvvisazioni, coreografie, scene, movimenti, oggetti, gesti, parole, frasi, scritti. Durante il Festival della Peste!, il pubblico sarà coinvolto a sua volta nell’esperienza: avrà spazio per improvvisare, creare, fare, comporre e dire.

Un’ora sola ti vorrei, più ventitré minuti

Da un’idea di: Cristina Pancini

Per e con: Fondazione Il Lazzaretto, Casa Museo Boschi Di Stefano, Casa di Riposo Don Leone Porta.

Con la collaborazione di: Federico Primavera (elaborazioni sonore)

Tra La Fondazione Il Lazzaretto, la Casa Museo Boschi Di Stefano e la Casa di Riposo Don Leone Porta ci sono pochi minuti a piedi. Un’ora sola ti vorrei, più ventitré minuti, nasce dalla voglia di percorrerli, per fare incontrare queste realtà. Il pubblico sarà in movimento tra arte moderna e contemporanea, perché spalancano lo spazio e il tempo e insegnano a incontrarsi. Si prenderà tempo per aver cura l’un l’altro, soprattutto se fragile, perché c’è bisogno di rivoluzioni delicate: è grazie a certi incontri che il mondo si riempie di possibilità.

1 Museo+1 Kit = 3 Strumenti

Workshop rivolto a persone anziane, ai loro parenti e caregivers, agli operatori e al pubblico interessato.

Condotto da: Maria Chiara Ciaccheri e Anna Chiara Cimoli

Il museo può essere un luogo d’interlocuzione e apprendimento, una possibilità di socializzazione di memorie e intuizioni sul tempo della vecchiaia. A partire da un kit di pratiche ed esperienze elaborato nel corso di aggiornamento per professionisti della cultura DIVENTARE ANZIANI / RIMANERE PUBBLICI, il workshop sarà l’occasione per sperimentare attività finalizzate a familiarizzare con nuovi approcci per il coinvolgimento delle persone anziane, da declinare poi in autonomia e da insegnare ad altri. Al workshop sono invitate persone anziane con un interesse per la cultura, ma anche operatori, figli e nipoti, badanti e curiosi. Con loro, si sperimenteranno attività di facilitazione all’opera d’arte, lavorando a coppie o piccoli gruppi: le attività potranno essere ripetute anche a casa, oppure in museo, e insegnate ad altri.

Esercizi di filatura del tempo tra arte e bioenergetica

A cura di: Chiara Ronzoni e Gianni Moretti

Esercizi di filatura del tempo è un percorso laboratoriale portato avanti durante l’anno negli spazi della Fondazione Il Lazzaretto in cui partecipanti hanno sperimentato il senso dell’invecchiare in una prospettiva collettiva e comunitaria mettendo in sinergia i metodi della bioenergetica con un lavoro artistico espressivo. Il Festival della Peste! sarà un momento per restituire al pubblico questo percorso, le memorie del gruppo e le sue trasformazioni

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Fondazione Il Lazzaretto

 IL LAZZARETTO 

Il Lazzaretto è il luogo del contagio e della contaminazione, dove giocare con certezze e confini, praticare dubbi, provocare domande e significati possibili. Al lazzaretto si entra certi, per poi scoprirsi spaesati, uscire stupiti, tornare più curiosi di prima.  Il Lazzaretto è nato nel 2014 come Associazione culturale; successivamente, nel 2017, è stata costituita la Fondazione non-profit. La sua missione è proporre e sviluppare un metodo di ricerca practice-based, innescando processi di collaborazione e ibridazione. A questo scopo, la fondazione raccoglie fondi per promuovere e sostenere ricerche e iniziative dove arti visive, pratiche psico-fisiche e arti performative si contaminano.INFORMAZIONI   Festival della Peste!

Dal 7 al 10 novembre 2019

INGRESSO GRATUITO

Via Lazzaretto 15 – 20124 Milano  Tel. +39 0245370810 | info@illazzaretto.com | www.illazzaretto.com




LA PIOGGIA NON FERMA IL NO BORDERS MUSIC FESTIVAL e Marco Mengoni

4 mila persone ieri pomeriggio ai Laghi di Fusine per il concerto di Marco Mengoni

“Siete tutti Muhammad Ali! La pioggia non ci ha fermati ed è stato uno spettacolo, grazie a tutti voi!” così Marco Mengoni ha ringraziato le 4 mila persone che, ieri pomeriggio ai Laghi di Fusine, non si sono fatte intimorire dalla pioggia ballando e cantando a squarciagola per quasi due ore al suo concerto per il No Borders Music Festival, il celebre festival che attraverso la musica promuove alcuni dei siti naturalistici più importanti del comprensorio montano del Tarvisiano, oltre i confini linguistici, etnici, sociali e geografici.

È stata davvero una giornata epica che ha confermato l’amore e la fedeltà del pubblico di Mengoni, riconfermatosi come uno più amati e apprezzati del panorama musicale italiano. È stata una giornata in mezzo alla natura, vissuta in tutte le sue sfumature e sfaccettature, che si ricorderà davvero a lungo.

Armati di kway e ombrellini, adulti, giovani, nonni con i bambini – da tutto il Nord Italia e in parte anche da Austria e Slovenia – sono accorsi, a piedi e con le navette bus messe a disposizione gratuitamente dal No Borders Music Festival, già dalle prime ore del mattino per l’esclusivo concerto di Mengoni, inserito nel suo tour “Fuori Atlantico (il nuovo album) attraverso la bellezza”, il progetto speciale del cantante alla scoperta della natura e delle bellezze italiane, a emissioni zero, grazie al lavoro svolto con Green Nation e AzzeroCO2, per il calcolo e la compensazione delle emissioni associate al tour.

Accolto da un boato da stadio, Mengoni assieme ai suoi compagni di viaggio (Giovanni Pallotti al basso, Peter Cornacchia alle chitarre, Davide Sollazzi alla batteria, Nicola Peruch alle tastiere e ai cori Barbara Comi e Moris Pradella) ha ripercorso la sua carriera da L’EssenzialeIo ti aspetto e Guerriero a VoglioHola e Muhammad Ali, dai primi successi ai nuovi brani dell’ultimo disco, che sono già entrati nella testa e nel cuore del suo pubblico.

Spostandosi sull’Altopiano del Montasio a Sella Nevea, il No Borders Music Festival proseguirà venerdì 2 agosto con “Al Pascolo. Concerto per uomini e bestie”, ovvero l’atto unico ideato da Vinicio Caposselaappositamente per il festival.

Sabato 3 agosto il festival prenderà il via già alle 8:30 del mattino con “Lake Sound”, il concerto esclusivo al risveglio, sulla zattera in mezzo al Lago Superiore di Fusine, che unisce Trilok Gurtu, Roy Paci, Jacques Morelenbaum e Carlo Cantini, quattro star mondiali e quattro icone della scena musicale strumentale. Alle ore 14:00 il palco posizionato nel prato dei laghi ospiterà il concerto di Levante, star del nuovo pop italiano, icona di stile naturale e versatile e alle ore 16:00 il concerto della Plaza Francia Orchestra, la super band di tango elettronico fondata da Müller & Makaroff, “costola” dei Gotan Project.

Alle ore 9:30 del mattino di domenica 4 agosto la Terrazza del Rifugio Gilberti a Sella Nevea ospiterà l’eleganza e la raffinatezza delle note del violoncellista brasiliano Morelenbaum, antipasto del consueto e attesissimo “concerto in alta quota” in programma mercoledì 14 agosto (inizio ore 14:00, ingresso gratuito) con Max Gazzè, uno dei più amati e apprezzati cantautori della scena nazionale che chiuderà la ventiquattresima edizione del festival.

Il No Borders Music Festival è organizzato dal Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano, Sella Nevea e Passo Pramollo, in collaborazione con Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG, Fondazione Friuli, Crédit Agricole Friuladria, BIM, Allianz Assicurazioni, il Comune di Chiusaforte, Grolsch, Gore-Tex, Comune di Tarvisio e ProntoAuto.  Tutte le info sul sito www.nobordersmusicfestival.com

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: Consorzio Tarvisiano – consorzio@tarvisiano.org – tel. +39 0428 2392

 Foto Simone Di Luca / Fabrice Gallina




BIBIONE, MARTEDÌ 30 LUGLIO MAURO VIDONI IN CONCERTO,

BIBIONE – Proseguono i grandi live musicali al Faro di Bibione nell’ambito delle Bike nights, le pedalate al chiaro di luna in mezzo alla natura per andare ad ascoltare buona musica in una suggestiva location sul mare.

Martedì 30 luglio appuntamento alle 21.15 con il cantautore Mauro Vidoni, accompagnato da una band composta da Federico Missio ai saxofoni, Michele Pucci alle chitarre, Alessandro Scolz alle tastiere, Luciano Marangone al basso elettrico ed Ermes Ghirardini alla batteria. Dopo aver presentato le proprie composizioni in tanti club e locali italiani sia come solista che con piccole formazioni, Mauro Vidoni ora si propone con un progetto di più ampio respiro, accompagnato da alcuni fra i migliori musicisti del Friuli Venezia Giulia assieme ai quali ha intrapreso un percorso di rinascita artistica concretizzatasi in uno spettacolo adatto a spazi più ampi e a un più vasto pubblico. Lo show contempla brani inediti dagli arrangiamenti elaborati e ricchi di contaminazioni secondo le varie provenienze dei musicisti coinvolti, così come la reinterpretazione di alcune opere firmate da uno dei massimi innovatori della musica italiana, peraltro affine per timbrica vocale allo stesso cantautore friulano: il grande Lucio Battisti.

Le Bike nights e gli eventi collegati sono promossi dal comune di San Michele al Tagliamento, in collaborazione con Confcommercio, Bibione Spiagge e The Groove Factory. Media partner Radio Gioconda. Per informazioni:info@comunesanmichele.it




Biella Festival Music Video: al via la 21a Edizione

Torna il Biella Festival Music Video (7 Settembre ore 21:00) e, forte di una nuova formula, si sposta fra le mura del Cinema Verdi di Candelo, alle porte di Biella, borgo “bandiera arancione” del TCI e sede di uno dei Ricetti medioevali meglio conservati d’Europa.

L’appuntamento si sovrappone e sostituisce lo storico Biella Festival Autori e Cantautori  e lo lancia nel vasto mondo del videoclip. Due le sezioni del bando con un doppio obiettivo: da una parte i videoclip indipendenti realizzati con criteri di professionalità, dall’altra la tradizione di sempre, che è quella di fare fiato alla musica di spessore offrendole un sostegno per la produzione di un videoclip. Sul palco saliranno per la sezione dedicata al miglior videoclip: Larocca (Contorni), Christian Frosio (Apri la finestra), Maria Laura Ronzoni (Don’t Tell – Gatta Nera), Giuseppe Novelli (Alti e colorati), Jenni Gandolfi (Come l’acqua), Francesco Lettieri (Il circo delle tue verità), Adolfo Durante (E’ questa la notte), Pamela Guglielmetti (Il viaggio), Lisa Chieregatti (Luci d’inverno), PCP Piano Che Piove (Tango sbagliato), Chiara White (Chiedimi ancora). Mentre per la sezione in cerca di videoclip avremo i brani di: Francesca Romana Fabris (Falling down), i Presi per Caso (Amore in trans…ito), Novagrande (C’è un punto), Lino Gaetano (“Come ti va”) e Alessandro Hellmann (Uno due tre).

Il miglior videoclip verrà premiato con un contributo di €. 500,00. Mentre il premio al miglior brano in cerca di videoclip sarà un contributo per la realizzazione del video in collaborazione con la società di produzione cinematografica VideoAstolfoSullaLuna di cui è amministratore delegato il regista Maurizio Pellegrini. Al Premio “Guido Gozzano” di Terzo/Acqui Terme spetterà come sempre la valutazione e la premiazione del miglior testo.

Il Biella Festival, di cui è direttore artistico Giorgio Pezzana, è organizzato dall’Associazione Artistica AnniVerdi, che da ben quarantuno anni è dedita all’organizzazione di eventi culturali e artistici. La notorietà di Biella Festival ha superato i confini non solo piemontesi, ma anche quelli nazionali, grazie a iniziative che hanno portato alla manifestazione artisti da tutto il mondo, come il progetto “Una finestra sul mondo”.

I finalisti

Sezione A (Videoclip già realizzati)

  • Larocca – Contorni

  • Christian Frosio – Apri la finestra

  • Maria Laura Ronzoni – Don’t Tell – Gatta Nera

  • Giuseppe Novelli – Alti e colorati

  • Jenni Gandolfi – Come l’acqua

  • Francesco Lettieri – Il circo delle tue verità

  • Adolfo Durante – E’ questa la notte

  • Pamela Guglielmetti – Il viaggio

  • Lisa Chieregatti – Luci d’inverno

  • PCP (Piano Che Piove) – Tango sbagliato

  • Chiara White – Chiedimi ancora

Sezione B (Brani in cerca di videoclip)

  • Francesca Romana Fabris – Falling down

  • Presi per Caso – Amore in trans…ito

  • Novagrande – C’è un punto

  • Alessandro Hellmann – Uno due tre

  • Lino Gaetano– Come ti va